17 Ottobre 2017 / / Nell'Essenziale

Come fare rose di stoffa in jeans e tessuto

Ciao Creative! oggi con immenso piacere vi comunico che sul canale Youtube di Creativemamy c’è un video su come fare rose di stoffa in jeans e tessuto realizzato da me!

Sono davvero felice di questo video perché è stato realizzato e girato insieme a Maria Veneziano! si proprio nella sua casa in Normandia al ritorno dalla fiera “CREATIVA” in Belgio a Namur (di questa avventura vi parlerò in un altro post).

La realizzazione delle rose è davvero semplice, non richiede macchina da cucire ed il risultato è assicurato! Potrete usare queste rose per realizzare portachiavi, collane, frontini oppure abbellire tutte le vostre creazioni.

Ora vi lascio al video tutorial!

Come fare rose di stoffa in jeans e tessuto: Video tutorial

 

Come fare rose di stoffa in jeans e tessuto: il cartamodello

Il cartamodello è composto da un semicerchio e da un ovale. Il semicerchio dovrà essere in tessuto di jeans, mentre l’ovale in tessuto americano. Non dovrete fare altro che sovrapporre i petali come nel video e realizzare un punto filza dalla parte arrotondata del tessuto.  Una volta uniti tutti i petali dovrete tirare il filo e fermarlo. A questo punto potrete procedere ad arrotolare la serie di petali e a fermare ogni giro con un punto.

Per la realizzazione vi suggerisco alcuni accorgimenti:

  • Se ingrandite un cartamodello abbiate cura di ingrandire anche l’altro, altrimenti i petali della rosa non combaceranno e non avrete il risultato atteso.
  • Utilizzate un filo in doppio e molto lungo.
  • Per questa rosa sono necessari da 12 a 15 petali per cartamodello.
  • Più petali inserirete e più la rosa verrà grossa.
  • Utilizzare jeans riciclato.

Puoi scaricare la versione stampabile in pdf del cartamodello qui: Cartamodello.

cartamodello su Come fare rose di stoffa in jeans e tessuto

Amiche per oggi è tutto! Spero che questo tutorial vi serva per aggiungere un tassello alla vostra vita creativa!

Ciao e buona creatività!

Rosa

 

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17 Ottobre 2017 / / Decor

Il freddo, il camino, la legna da ardere… esatto la legna. Dove la mettiamo di modo che non sembri ammucchiata e sporchi in giro? Vediamo come hanno risolto il problema in giro per il mondo. 

……….

Bello il freddo (che dovrebbe arrivare, ma ancora non si vede) che ci fa venire in mente il caldo del camino e della coperta sul divano. I pomeriggi di letargo, quando proprio non c’è speranza che la voglia di uscire si palesi.

Quando l’unico pensiero è se guardare il film sul divano o sul letto. Eh si, per chi ha un camino la stagione invernale è a dir poco un sogno. Però il camino non vive di fantasia, ha bisogno di legno per ardere.

E di solito non ne serve poca, per cui alla fine il problema diventa dove metterla. Ho scovato in giro delle idee semplici da rifare, pratiche e ovviamente anche belle da vedere.

PORTA LEGNA FAI-DA-TE, PRATICI E DI DESIGN

Partiamo come sempre dalle idee che possiamo facilmente rifare a casa, con poca spesa e poca fatica. Se siete amanti dei mercati del vintage troverete sicuramente dei vecchi catini in rame o alluminio.

Ecco, uno di quelli grandi vi sarà di sicuro aiuto come porta-legna. Capienti e belli da vedere, assolveranno facilmente al loro compito.

Siete fedelissimi delle cassette della frutta? Anche loro si prestano bene alla funzione contenitiva: potete impilarne due o tre e avvitarle insieme, per avere più spazio.

Sicuramente con queste due soluzioni dovrete fare più viaggi per rifornire il legno quando scarseggia, perché non sono contenitori immensi. Però sono ideali per spazi piccoli e consentono di sporcare meno in casa.

legna

Image credits: diagnoosisisustusmania.blogspot.it

legna

Image credits: garderobe33.blogspot.fr

legna

Designed by Franz Maurer for Raumgestalt | Woodtower from Connox, Germany | Remodelista

Diciamo che invece possiate permettervi di spendere qualcosa in più perché per voi il design si trova anche nel minimo dettaglio. Allora questo porta legna minimal e chic fa al caso vostro. Capiente ma al tempo stesso discreto, è disegnato da Franz Maurer per Raumgestalt. 

Anche una libreria da terra può assolvere bene alla funzione: dietro ad divano, sotto ad una finestra, vicino alla parete porta TV. Mentre sotto la riempite di legno, sopra può tranquillamente ospitare libri e lampade.

Gli appassionati di nicchie a muro invece adoreranno le classiche soluzioni contenitive che si possono realizzare con pareti in cartongesso o muratura, se ne avete occasione. Ogni piccolo spazio ricavato nelle pareti può diventare il posto perfetto per riporre la legna.

Diciamo che quest’ultima soluzione offre sicuramente molto spazio, però richiede più attenzione alla pulizia, per non avere muri segnati dallo sfregamento dei tronchi.

E voi per quale soluzione siete?

legna

i.pinimg.com

legna

Image credits: RTL Woon Magazine

legna

www.welke.nl

 

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17 Ottobre 2017 / / Dettagli Home Decor

Il Natale di Society Limonta ha un impatto ancora più di design

Eleganza classica e design contemporaneo caratterizzano il Natale di Society Limonta

Per una tavola di Natale moderna e di design, Society Limonta propone la tovaglia Loop nel color verde muschio con ricamo bianco a contrasto ed una serie di tovaglioli in lino, profilati in bianco oppure con un filo argento. 
La fascia ricamata nel senso della lunghezza, si abbina perfettamente alla collezione di piatti handmade in porcellana di Limoges. Contemporanei e irregolari, sono il giusto contrappunto all’eleganza classica, ma non troppo, della tovaglia. 

Il Natale di Society Limonta ha un impatto ancora più di design
Il Natale di Society Limonta ha un impatto ancora più di design
Il Natale di Society Limonta ha un impatto ancora più di design

17 Ottobre 2017 / / Easy Relooking

READ IN ITALIAN

Another interesting trend in interior furnishings is Japandi, a new sensational concept of understanding living space. We talked about the Lagom , one of the trends that will be the protagonists of 2018, aiming at revising Scandinavian interiors in the opting for a more “hot” minimalism.

Japandi is born with a mix of Japanese and  Scandinavian style, based on the minimal concept. If you have never heard of it, you are in the right place. Here are the best tips to easily create a unique Japandi style.

The name comes from the melting of Japanese and Scandi

Japandi is easy to recreate

The Japandi trend, the last cry in interior design, is based on a fundamental principle. The simplicity. The spaces featured in this style point to essential furnishings, tones not too bright and order. An important element is to point to the green </ strong>. For this style it is essential to create angles with vases and natural plants. Often attention focuses on plants, which are the focal point of this trend. 

japandi

Via Pinterest

 

Japandi means order

This style comes from a Japanese theory that makes order a style of thought and a lifestyle. Reorganizing means cleaning and wiping the mind. Living in a clean place with very free space gives space to creativity. Excess objects are resized. In this philosophy of thinking that is increasingly developing in Europe, the pursuit of the essence in everyday life is a steady point. What is superfluous must be eliminated to create vital space. So is Japandi’s philosophy. Only the essential in an orderly way, without contrast or excess can create a true relaxation environment.

japandi

Via Pinterest

 

japandi

Via Pinterest

Wood as the main element

In Japandi style an essential element for materials is wood. In the dining room, for example, a rectangular wooden long table can be the protagonist, embellished with a beautiful plant in the center table. Colors are above all pastel colors. A winning co-worker can be a light pink with green. Next to the table, there is enough furniture on which to rest another plant and a small bookcase in the background, nothing more. Order is the element that overrides the interior.

In general, all materials are good that they are natural and of high quality

Via domain.com.au

japandi

Via Pinterest

 Play with accessories for a unique Japanese style

A minimalist decor does not rule out the use of accessories to beautify the environment, but they are rather resized than usual. An idea is to stay in the living room to embellish the wooden table in front of the couch with books arranged stacked in groups of two or three.

Via irisvandermeer.nl

 

Japandi

Via Pinterest

 

Via Pinterest

 

With Japandi, count on neutral and pastel colors

A tip to recreate a Japandi style is to play in neutral and pastel colors. The color tones come from the current Scandi trend, with shades of blue and gray that tend to blue. However the differences consist of the introduction of shades like mint, emerald green, pink and ivory for a subtle difference in accent colors.

For those who want a unique and sought after style, an idea is pointing to a black tinted dark wall with light gray furniture used on sofas and armchairs.

I look very much in Japandi style and I look forward to proposing it to my projects!

Via blog.sampleboard.com

Via elisabethheier.no

 

L’articolo Japandi: mix between Japan and Scandinavian world proviene da easyrelooking.

17 Ottobre 2017 / / Coffee Break

Questo loft a Berlino dagli interni molto ampi e luminosi, mischia con successo arredi minimali e look total white con le tracce del passato che emergono su muri e copertura.

A bright loft in Berlin

This loft in Berlin with its large, bright interiors mixes minimal furniture and total white look with the traces of the past emerging from the walls and covering.

Via

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CAFElab | studio di architettura

17 Ottobre 2017 / / La Gatta Sul Tetto

vivere in 11 mq due mansarde a Parigi

Per la rubrica Arredare piccoli spazi oggi vi presento due appartamenti di 11 mq, vere  e proprie “case di bambola”.

Vi chiederete se è possibile vivere in cotanto spazio: domanda legittima, se si pensa soltanto allo spazio per i vestiti e le scarpe…La risposta sta nelle parole di Marianne Evennou, la decoratrice che ha progettato gli interventi di ristrutturazione, e di cui vi avevo già parlato in questo post su un appartamento di 25 mq a Parigi.

“Surfer sur l’air du temps, ne pas s’entraver avec des surfaces qui plombent le porte monnaie et la tête, avoir le pied marin et une mini suite dans chaque port, voilà une nouvelle façon de vivre : légère et libre”

In pratica, bisogna essere spiriti liberi, sapersi adattare ai tempi, sempre pronti a partire e ad esplorare il mondo: un grande appartamento rischia di essere, oltre a un impegno economico gravoso, una zavorra per la mente. Certo, la decoratrice ha avuto l’arduo compito di “far entrare con un calzascarpe tutto il confort di cui c’era bisogno” e di inventarsi mq inesistenti, però il compito è stato sicuramente stimolante, tanto più che Marianne è specializzata nella ristrutturazione di piccoli spazi, tutti caratterizzati dalla sua firma particolare, che unisce ad uno stile tradizionale un po’ rustico e un po’ bohème, indovinati tocchi di contemporaneità.

Chez Anne Marie

Il primo mini appartamento si trova, ça va sans dire, nel classico sottotetto parigino. Dall’ingresso, un vano quadrato con armadio a muro, si accede da un lato al soggiorno, separato da una semplice tenda, e dall’altro alla cucina e al bagno. I colori dominanti sono il bianco e il nero, usato generosamente, nonostante gli spazi angusti; a mitigare il rigore bicolor ci pensa il blu dei tessili e dei dipinti della padrona di casa distribuiti sulle pareti, e qualche tocco di legno naturale. Nel soggiorno, oltre al divano letto e ai curiosi pouf a forma di sasso, un mobile multifunzione dressing-scala-scrivania conduce alla nicchia-spazio lettura posizionata sotto il colmo del tetto, illuminata da una finestrella con vista sul cielo.

Arredare piccoli spazi vivere in 11 mqArredare piccoli spazi vivere in 11 mqArredare piccoli spazi vivere in 11 mqArredare piccoli spazi vivere in 11 mq

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Chez Catherine

Catherine è una modella che si è innamorata del Marais, il quartiere più trendy (e più costoso) di Parigi. Determinata e indomita, ha scovato uno “sgabuzzino” in un sottotetto e ha chiesto a Marianne di renderlo accogliente per lei e per il suo amato gatto Eliott. Per Marianne non esistono sfide impossibili, così si è rimboccata le maniche e ha trovato lo spazio necessario per tutto. L’ingresso, elegante e in stile retrò ospita il dressing: il sapiente mélange di stili e l’uso di diversi materiali e colori per sottolineare il passaggio da un ambiente all’altro, sono tratti inconfondibili dello stile di Marianne. Dalla cucina si accede al mezzanino, posto sopra l’ingresso ribassato, che ospita il letto e qualche mensola: la scala è  molto ripida, del tipo marinaro…ma anche qui c’è una piccola chicca: un’apertura a misura di gatto nel sottoscala conduce alla cuccia-cahette di Eliott. I colori, a parte il solito nero, girano attorno a una palette di colori pastello pallidi, dall’azzurro al rosa, creata appositamente per Catherine. Un salottino con divano letto e accesso al minuscolo bagno completa questa casa di bambola nel Marais.

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vivere in 11 mq mansarda a Parigi

Arredare piccoli spazi vivere in 11 mq

VISITA ALTRI PICCOLI APPARTAMENTI

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17 Ottobre 2017 / / Baliz Room

Buongiorno gente!

Finalmente oggi riesco a parlarvi dei Blogger Recognition Award, una bellissima iniziativa nata nella community dei blogger per riconoscere l’impegno e i meriti di chi si imbarca in questa impresa : )

blogger_recog_award

Perchè ve ne parlo? Perchè qualche giorno fa il blog Piccola Frida  della cara Susanna Albini ha nominato Baliz Room nella sua lista di 15 blog da scoprire, insieme a tante altre belle persone che si impegnano ogni giorno nel proprio progetto di blogging in temi molto diversi tra loro.

Sono rimasta sorpresa e molto contenta di essere in questa lista perché scoprire che quello che faccio arriva alle persone è una cosa bellissima e inaspettata…quindi un mega grazie a Susanna!

LE REGOLE

I Blogger Recognition Award hanno poche e semplici regole:

1. Ringraziare il/la blogger che ti ha nominato e inserire il suo link
2. Scrivere un post che evidenzi il proprio premio di riconoscimento
3. Raccontare un pò del proprio blog
4. Dare consigli utili ai nuovi blogger
5. Nominare 15 blogger
6. Come segno di riconoscenza, commentare sul blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al suo articolo anche su facebook

BALIZ ROOM

Baliz Room nasce un anno fa, avevo il bisogno di scoprire e scrivere di tutto quello che trovavo interessante e sorprendente in architettura, fotografia e design. Mi piace definirlo il mio piccolo angolo di web, un salotto in cui poter esprimere quello che penso, far conoscere quello che mi piace e incuriosire con notizie e ispirazioni.  Una continua ricerca della bellezza, sparsa in questi tre ambiti così diversi eppure così legati.

CONSIGLI PER NUOVI BLOGGER

Quello che posso dire a chi si avventura nel mondo del blogging, di qualsiasi argomento si tratti, è quello di vivere questo percorso con tanta curiosità e passione, curare tutto con attenzione non per fare le cose tanto per farle. Per questo ci vuole anche una buona dose di organizzazione, quindi, anche se agli inizi, un calendario editoriale è la bussola ideale per dare vita ad un progetto coerente e soprattutto che rifletta il vostro impegno!

LE NOMINATION DI BALIZ

La fase della scelta dei 15 blog da nominare è stata davvero difficilissima! Seguo molti blogger tra WordPress e Facebook e apprezzo il lavoro di tutti, chi per un motivo e chi per un altro ha catturato la mia attenzione…la soluzione è stata una lista di nomination molto varia, con blog di tanti ambiti diversi così da far conoscere quante più cose differenti.

Cominciamo? In ordine alfabetico così non si fa torto a nessuno : )

1. Alice Traforti – NarrAzioni per l’arte contemporanea

2. Architempore

3. Easy Relooking

4. Fit with Fun

5. Healthy Little Cravings

6. La Gianna

7. Mamaglia Creazioni Artigianali

8. Momenti di Design

9. Pasta Pizza & Scones

10. Radio Architettura

11. Stefania Bressani

12. Stefania Gambella Photography

13. The Lazy Trotter

14. Travel On Art

15. Wanna be Wondergirl

Vi lascio a questa lista molto variegata: travel, food, fitness, arte e architettura si mescolano in queste nomination, per interessi di tutti i tipi! Fatemi sapere che ne pensate, e se trovate qualcosa che vi piace… ne sarò felicissima!

Baci,

Baliz

17 Ottobre 2017 / / ChiccaCasa

Ormai è risaputo. Ho una passione per i divani e dedico loro almeno un post al mese.
Sono cresciuta in una casa con dei pseudodivani in rattan, quindi ho sempre sognato di avere un vero e morbido sofà.
Quando ho messo piede nella Casetta, ho comprato Norsborg di Ikea per il soggiorno al piano di sotto e ne sono davvero felice!
Ma… la Casetta ha una struttura “all’antica”. La scalinata che porta al primo piano si apre su un grande salone ancora tutto da arredare. Sarà il living principale con la zona tv. Quindi… serve un altro divano!

C’è un grade dilemma che mi (ci) assale. Da un lato amo i divani di velluto (di cui ti ho parlato qui), dall’altro ci sono i modelli super imbottiti e senza piedini che io chiamo amorevolmente “divani cicciotti“.

Hai capito cosa intendo? Sono quelli che a guardarli sembra che non abbiano una struttura interna, quelli che ti fanno venire voglia di tuffarti a braccia aperte, quelli che sembrano delle morbide e gonfie krapfen piene di crema pasticcera.

Con questo post, lancio un appello. Troviamo un nome in italiano a questa tipologia di divani, prima che io spammi sul web la tag #divanicicciotti.
Finora il termine più plausibile e diffuso per definirli è “chunky sofas”, ovvero, “divani grossi” (“cicciotto” però. a mio parere, rende meglio l’idea).

Mi piacciono perchè sono comodi. Hanno una seduta profonda tanto che potrei stendere le gambe anche stando “composta” (io con le mie gambine, posso farlo), sono dotati di braccioli molto larghi che possono fungere da appoggio per riviste e quant’altro e sono abbastanza imbottiti da non avere bisogno (anche dal punto di vista estetico) di molti cuscini extra.

Sono convinta che se ne avessi uno graverebbe fortemente sulle mie attività domestiche, tuttavia, ci sarebbe un notevole incremento del numero dei post sul blog, dei pin, delle foto su IG di me con una copertina addosso, una mano sulla tastiera e l’altra che regge una tazza di tè. 

Come prospettiva non è male, anche se dovrei abbandonare l’idea di sorvolare sulle faccende domestiche.

Ecco una raccolta ultra soffice di divani cicciotti, per lasciarti sognare con me. Almeno per i tempo della gallery, concediti una pausa ed immagina di galleggiare su queste nuvolone da salotto in tutta serenità.

Pic via sfgirlbybay, Divano by Ligne Roset

Non sono tutti da abbracciare? 
http://chiccacasa.blogspot.com/feeds/posts/default?alt=rss
17 Ottobre 2017 / / Dettagli Home Decor

Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti

Nel cuore di Milano lo studio Marcante-Testa UdA Architetti ha ristrutturato un appartamento di 150 mq i cui ambienti si affacciano su un giardino interno.


Un interno d’epoca rivisitato con gusto e creatività dove la natura è stata fonte di grandi ispirazioni, infatti la ritroviamo sulle pareti delle stanze, integrando tra le foglie disegnate le chiome degli alberi che spuntano dal giardino interno.


Per esaltare lo spirito antico dell’appartamento sono state fatte scelte ben precise, come ad esempio i materiali delle sedute rigorosamente in midollino, paglia di Vienna e lino, sono stati inseriti divisori attrezzati e chiusure di armadi, oltre al finto marmo in laminato del tavolo cucina  e le testiere in vimini per i letti.


Il progetto di interior design mette in scena un fantastico mix di arredi e decorazioni vintage che si combinano a elementi di design. Il tutto regala all’appartamento un fascino d’altri tempi.

Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti
Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti
Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti
Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti
Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti
Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti
Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti
Le Temps Retrouvè un progetto di Marcante Testa UdA Architetti

Fotografie: Carola Ripamonti