20 Ottobre 2017 / / Idee

Concedeteci oggi uno spazio di digressione su un aspetto della casa a volte sottovalutato, quasi come se non fosse parte integrante dell’arredamento. Stiamo parlando delle porte, che non possono essere relegate al ruolo di semplici “divisori” tra gli ambienti perché attraverso di esse non passiamo soltanto noi… passano anche la personalità e l’impronta dell’interior design, se ci perdonate il senso traslato del termine!

L’attività di Ferrero Legno

Vogliamo così raccontarvi l’attività di un’azienda come Ferrero Legno, che da quasi 70 anni si dedica alla realizzazione di porte non solo in legno, ma anche in materiali quali il cristallo satinato, l’alluminio, metalli e laminati.
Stupisce, nelle porte Ferrero Legno, la certosina e matematica applicazione della tecnologia a progetti di estrema creatività, al fine di integrare ciò che non è considerato un banale infisso ma un oggetto dotato di vitalità in qualsiasi spazio, giocando con la matericità soprattutto del legno e con le sue essenze e creando così tendenze dallo spiccato carattere.

Le porte Ferrero Legno arredano ed al tempo stesso affascinano, tuttavia non si allontanano mai dalla massima funzionalità.
La completa gamma di porte è quindi realizzata con metodologie di lavoro all’avanguardia ed in continua evoluzione, per rispondere a richieste di una clientela esigente e sempre alla ricerca della migliore qualità, ma anche di un servizio che si riveli essere impeccabile.

Il catalogo delle porte Ferrero

Sono centinaia i modelli prodotti e disponibili a catalogo, anche nelle varianti laccate, ma trattandosi di un’azienda dinamica la cui filosofia prevede di non tralasciare mai nuovi obiettivi per una crescita costante, da alcuni anni è stata anche avviata la progettazione e realizzazione di modernissime pareti divisorie scorrevoli e di grandi dimensioni, avventurandosi in terreni che sfruttano materiali quali l’alluminio ed il vetro.

Tutti i componenti ed il loro assemblaggio sono al 100% Made in Italy, secondo procedure standardizzate e certificate ed attentissime quindi anche all’impatto ambientale, una scelta aziendale del tutto in linea con il criterio dell’aggiornamento costante.
Ciò vuol dire che il legno, materia prima essenziale, proviene solo da fonti gestite in maniera responsabile; e che quello che una volta era un piccolo laboratorio artigianale si è moltiplicato per diventare un modernissimo stabilimento industriale dalla spiccata filosofia green, che privilegia ad esempio le laccature ad acqua, che si impegna per abbattere le emissioni e che sfrutta energia in gran parte proveniente da un apposito impianto fotovoltaico.

Nulla è lasciato al caso quando si parla dei cataloghi Ferrero Legno, grazie ad una sensibilità tramandata di generazione in generazione che pone oggi questa azienda tra i leader assoluti, ed a livello mondiale, nel settore delle porte da interni, con prodotti dalla nobiltà e dal carattere sempre più apprezzati.

 

 

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20 Ottobre 2017 / / Amerigo Milano

Da circa un decennio, lo shopping online lancia una continua sfida all’artigianato italiano (e non solo), avendo portato negli anni alla chiusura di innumerevoli laboratori e piccoli negozi.

Ora, lo stesso mondo digitale sta invece offrendo una soluzione all’artigianato, anima e cuore dell’economia e della cultura italiana: parliamo del “dnvb”, ossia del fenomeno digitale che sta rivoluzionando il mondo dell’e-commerce: digitally-native vertical brands. I fondatori di Amerigo Milano lo hanno capito al volo e hanno lanciato la prima impresa 100% dnvb e 100% italiana, nel loro settore di eccellenza, l’home accessory & furniture design ( www.amerigomilano.com )

Spiegheremo in tre punti, perché questa notizia è rilevante:

1. Che cos’è un dnvb? In estrema sintesi: un dnvb è un brand che nasce digitalmente e che viene promosso e divulgato attraverso una piattaforma digitale dedicata – non è un e-commerce che tratta più marchi e quindi assume la funzione di ‘contenitore di distribuzione’. Un dnvb si limita solo al proprio brand – spesso un dnvb non ha negozi, è totalmente ibrido. Per sostituire il punto di riferimento fisico, un dnvb è maniacalmente focalizzato sul customer service, sull’esperienza personalizzata e sul contatto diretto con l’utente finale. Questi sono tutti fattori in cima alla lista di tendenze nell’acquisto in generale. Negli Stati Uniti, i numeri verso i cosiddetti ‘direct-to-consumer sales’ (vendite dirette al consumatore, esclusi cibi e bevande) parlano chiaro: è prevista una crescita esponenziale da USD 6.6 miliardi nel 2015 a USD 16 miliardi annui entro il 2020 (Source: Vision Critical US).

2. Perché sta attirando i key players? Il concetto del dnvb viene promosso non solo dalla richiesta naturale del mercato, che pretende sempre più l’autenticità della produzione e un servizio su misura, ma viene fortemente voluto anche da parte degli investitori – un ulteriore indicatore che il numero di dnvb crescerà notevolmente nei prossimi anni. Perché: la natura di un dnvb limita il rischio legato all’investimento, grazie alla trasparenza totale del business: il comportamento degli utenti è misurabile, senza eccezioni né zone grigie – ciò dà risultati in numeri tangibili, così da permettere di osservare le reazioni specifiche del target intero e di conseguenza fare delle scelte imprenditoriali consapevoli. Non a caso sempre più ‘giganti’, come ad esempio American Express, stanno investendo in delle attività dnvb.

3. Perché il futuro mercato italiano parlerà la lingua del dnvb? Il tessuto socio-economico italiano può essere paragonato a niente di meno che un tappeto rosso steso appositamente per il dnvb: oltre il 99% delle attività imprenditoriali è rappresentato dalle PMI, di cui circa il 95% sono microimprese, spesso penalizzate dall’alto costo dell’intermediazione (sia di negozi fisici che di contenitori e-commerce!). Nella sola Lombardia ha sede un quarto di tutte le PMI italiane (35mila) (Rapporto PMI Centro-Nord di Cerved e Confindustria). L’Italia trabocca con artigiani, che possiedono tutte le qualità e caratteristiche necessarie per soddisfare le aspettative degli utenti dnvb. Ciò rappresenta un importante trampolino di lancio verso l’estero anche – o forse soprattutto – per i più piccoli imprenditori. Il trend verso i dnvb li invita ad esporsi ad un bacino di utenti al di fuori dei propri confini territoriali, per raggiungere – e essere raggiunti da – il loro cliente finale, senza intermediari e senza costi aggiuntivi.

Matteo Perego, fondatore di Amerigo Milano e brianzolo doc, commenta così il perfetto matrimonio tra le PMI e il DNVB:

“Dopo venticinque anni nel settore del mobile di lusso riconosco l’obsolescenza della vendita tradizionale, dei troppi intermediari – e includo in quelli anche alcuni dei contenitori digitali. L’unico approccio sensato oggi è il dnvb. Da anni si parla di originalità, di chilometro zero, di autenticità, di pezzi su misura – una tendenza trasversale che sta toccando tutti i settori, dal cibo al mobile all’automobile, innanzitutto a partire da un certo livello di utenza. Via dalla produzione di massa, ritorniamo alla qualità. Noi abbiamo riconosciuto nel concept del dnvb uno strumento digitale che invece di minacciare l’artigiano lo protegge. Il cliente di un dnvb celebra l’autenticità e la qualità.

Abbiamo creato Amerigo Milano con questa ottica: una vetrina globale che dia risalto al vero artigianato italiano. Solamente la filiera corta, diretta, renderà l’artigiano nuovamente competitivo. Il nuovo digitale, declinato in modo sapiente e decisamente innovativo, ci sta dando questa chance. È un grosso vantaggio anche per l’acquirente: il vero intenditore del design da qualsiasi parte del mondo ora può arrivare direttamente all’oggetto DOC, su misura, fatto per lui, dagli artigiani specialisti di Amerigo Milano, ad un prezzo tutto sommato ragionevole.”

Per maggiori informazioni e per richiedere del materiale fotografico in alta risoluzione, scrivere a spaziolive@amerigomilano.com o chiamare Lisa Petersen al +39 348 2160 537

20 Ottobre 2017 / / Design

Link all’articolo originale: Chiarezza sul Progetto Illuminotecnico nei CAM Illuminazione Pubblica 2017
articolo scritto da: redazione luxemozione

Gli scorsi giorni è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo ed aggiornato Decreto in materia di Criteri Ambientali Mininimi per Illuminazione Pubblica.
Il Decreto, pubblicato il 27 settembre 2017 (in copertina il refuso indica 2007), che sostituisce la precedente edizione del dicembre 2013, è intitolato:
Criteri Ambientali Minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per  illuminazione pubblica.

Qua il testo integrale del Decreto

Il testo del nuovo decreto contiene numerose novità, introdotte a seguito di una revisione che ha visto coinvolti diversi attori del settore illuminotecnico, lavori pubblici, associazioni di categoria. Coordinate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Tra le novità, oltre ad aggiornamenti dei dati tecnici, resi necessari dall’innovazione portata dalla tecnologia LED, sono stati portati adeguamenti degli indici di qualità energetica IPEI ed IPEA per impianti ed apparecchi  d’illuminazione, rispettivamente.

Sono state inoltre introdotte interessanti novità relative alla selezione delle figure professionali, coinvolte nella progettazione illuminotecnica per illuminazione pubblica ed ulteriori evoluzioni sull’applicazione di criteri di controllo del fenomeno di inquinamento luminoso.

Naturalmente per una comprensione più chiara delle novità inserite nel Decreto rimando alla lettura integrale del testo

Il Progetto illluminotecnico e selezione dei Candidati

Nel testo del Decreto viene tolto finalmente ogni dubbio sulla distinzione tra Progetto Elettrico ed Illuminotecnico.

Come già sottolineato nel testo della UNI 11630 Criteri di Stesura del Progetto Illuminotecnico, esiste una chiara distinzione tra progetto elettrico e progetto della luce: ognuno con norme di riferimento, procedure e competenze specifiche.UNI 11630

All’interno del Decreto CAMP IP si fa chiaro riferimento al testo della UNI 1630 dove, nel paragrafo 4.3.3.2  Elementi del progetto illuminotecnico si legge:

Il progetto illuminotecnico comprende aspetti fotometrici, ergonomici ed energetici e per ciascuno di questi debbono essere messe in evidenza le soluzioni adottate e le relative motivazioni. Il progetto illuminotecnico deve tener conto della norma UNI 11630 per quanto conforme alle disposizioni del D.Lgs n.50/2016

In particolare nel nuovo testo dei CAM Illuminazione Pubblica sono state confermate o chiarite la distinzione tra progettista dell’impianto elettrico e progettista illuminotecnico:

Il progettista dell’impianto elettrico,

interno od esterno all’organizzazione dell’offerente, dovrà essere regolarmente iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste e aver esercitato la professione per almeno cinque anni.

Il progettista illuminotecnico

inteso come colui che redige il progetto illuminotecnico, interno od esterno all’organizzazione dell’offerente, deve possedere i seguenti requisiti:

deve essere iscritto all’ordine degli ingegneri/architetti o all’ordine dei periti, ramo elettrico o associazione di categoria del settore dell’illuminazione pubblica, regolarmente riconosciuta dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della L. 4/2013 (ad esempio APIL Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione)

Deve inoltre dare garanzie di esperienza: ovvero aver svolto negli ultimi 5 anni prestazioni di progettazione o assistenza alla progettazione di impianti di illuminazione pubblica come libero professionista ovvero come collaboratore/associato/dipendente di uno studio di progettazione o società e che tali  prestazioni comprendano uno o più progetti di realizzazione/riqualificazione energetica di impianti di illuminazione pubblica per un numero di punti luce complessivo pari o superiore a metà di quello dell’impianto da progettare;

In grassetto qua sopra le modifiche e principali e conferme dei criteri contenuti nel precedente testo del 2013.

I progettista deve inoltre: non essere dipendente né avere in corso contratti subordinati o parasubordinati con alcuna ditta che produca/commercializzi/pubblicizzi apparecchi di illuminazione o sistemi di telecontrollo o telegestione degli impianti.

Nel caso in cui il progettista risulti coinvolto a qualsiasi livello nella realizzazione di un determinato apparecchio di illuminazione o sistema di telecontrollo o tele-gestione, egli non potrà in alcun modo utilizzare tale apparecchio o tecnologia all’interno del progetto di realizzazione/riqualificazione di impianti di illuminazione pubblica a meno che non dimostri che abbia caratteristiche di qualità energetica di rilievo, ovvero:

  1. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A++ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A++, se prima del 31/12/2020,
  2. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A3+ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A3+, se prima del 31/12/2025,
  3. l’apparecchio rientra nella classe IPEA* A4+ e la realizzazione dell’impianto rientra nella classe IPEI* A4+, se dopo il 1/1/2026.

In particolare l’ultimo passaggio chiarisce una volta per tutta l’obbligatorietà d’indipendenza tra chi progetta e chi fornisce e/o produce.

Criteri di Controllo dell’Inquinamento Luminoso

In tema di qualità del progetto d’illuminazione e controllo degli sprechi energetici ed inquinamento luminoso, notevoli sono le novità introdotte nel nuovo testo del Decreto, dove, riassumendo per sommi capi una parte molto articolata (a cui rimando per approfondimenti), viene più volte sottolineata l’importanza del controllo del fenomeno dell’inquinamento luminoso.

Personalmente come Lighting Designer considero l’inquinamento luminoso quale importante elemento da considerare in fase di progettazione, non solo come applicazione di una specifica tipologia di apparecchio e di una sorgente, ma come parametro di controllo della qualità generale dell’illuminazione, riferita al contesto e all’utilizzatore dello spazio urbano.

La selezione delle sorgenti

Nello specifico nel testo dei CAM IP 2017 si leggono disposizioni chiare sulla selezione delle sorgenti, sottolineando in modo esplicito la differenza tra Temperatura di Colore e Composizione spettrale emessa da una sorgente luminosa:

Occorre tener presente che una corretta valutazione degli effetti dell’inquinamento luminoso ovvero dell’illuminazione sulla componente animale e vegetale deve essere basato sulle caratteristiche spettrali della luce emessa e non su grandezze derivate, come la temperatura di colore correlata (Tcc), poiché sorgenti con medesima Tcc potrebbero ad esempio presentare distribuzioni spettrali differenti e quindi effetti diversi.[…] Nel caso in cui risultasse impossibile ottenere le caratteristiche spettrali delle sorgenti luminose o moduli LED impiegati ovvero determinare una corretta valutazione degli effetti dell’inquinamento luminoso sulla base delle caratteristiche spettrali delle sorgenti luminose o dei moduli LED impiegati, si consiglia di utilizzare all’interno dei centri abitati (corrispondenti alle zone LZ3 e LZ4) sorgenti luminose ovvero moduli LED con Tcc non superiore a 4000K nominali.

La selezione dei corpi illuminanti

Viene inoltre definita una diversa strategia volta a selezionare corpi illuminati e relativa emissione luminosa sopra i 90°, andando definire una zonizzazione riferita al PRG ognuna caratterizzata da diverse specifiche tipologiche.

[…]gli apparecchi di illuminazione devono essere scelti ed installati in modo da assicurare che il flusso luminoso eventualmente emesso al di sopra dell’orizzonte rispetti i limiti indicati nella tabella che segue.

Cam Illuminazione Pubblica 2017 In cui le zone sono definite come segue:

LZ1: ZONE DI PROTEZIONE

Zone protette e zone di rispetto come definite e previste dalla normativa vigente. Sono ad esempio aree dove l’ambiente naturale potrebbe essere seriamente danneggiato da qualsiasi tipo di luce artificiale ovvero aree nei dintorni di osservatori astronomici nazionali in cui l’attività di ricerca potrebbe essere compromessa dalla luce artificiale notturna. Queste zone devono essere preferibilmente non illuminate da luce artificiale o comunque la luce artificiale deve essere utilizzata solo per motivi legati alla sicurezza.

LZ2: ZONE A BASSO CONTRIBUTO LUMINOSO

(Aree non comprese nella LZ1 e non comprese nelle Zone A, B o C del PRG) Aree rurali o comunque dove le attività umane si possono adattare a un livello luminoso dell’ambiente circostante basso.

LZ3: ZONE MEDIAMENTE URBANIZZATE

(Aree comprese nelle Zone C del PRG) Aree urbanizzate dove le attività umane sono adattate a un livello luminoso dell’ambiente circostante medio, con una bassa presenza di sorgenti luminose non funzionali o non pubbliche.

LZ4: ZONE DENSAMENTE URBANIZZATE

(Aree comprese nelle Zone A e B del PRG) Aree urbanizzate dove le attività umane sono adattate a un livello luminoso dell’ambiente generalmente alto, con una presenza di sorgenti luminose non funzionali o non pubbliche.

Cam Illuminazione Pubblica 2017

Per la definizione degli angoli solidi sopra riportati viene utilizzata la seguente classificazione (da notare che nella tabella sopra si parla di flusso luminoso in lm e non di intensità espresse in cd/Klm come in alcune Leggi Regionali)

UL (Up Low): questa zona comprende gli angoli steradianti (in questa parte c’è un refuso che riporta steriradianti) compresi tra  90° e 100° verticali e 360°orizzontali. Questa parte contribuisce a larga parte dell’inquinamento luminoso, in assenza di ostacoli e se osservata da grandi distanze;

UH (Up High): questa zona comprende gli angoli steradianti compresi tra 100° e 180° verticali e 360° orizzontali. Questa parte contribuisce all’inquinamento luminoso sopra le città.

Quanto sopra non esclude che esistano Leggi Regionali che prescrivono valori ancora più restrittivi di flusso luminoso emesso direttamente dall’apparecchio di illuminazione verso l’emisfero superiore; in tal caso le Amministrazioni sono tenute ad applicare tali norme più restrittive in materia di inquinamento luminoso.

Concludendo

A mio modo di vedere un ottimo  lavoro svolto dai redattori della norma e dal tavolo di confronto coordinato dal Ministero, sicuramente perfezionabile in successive modifiche, ma con contenuti degni di nota. Oltre che per gli aspetti legati al contenimento degli sprechi energetici ed ambientali, un toccasana per la progettazione della luce.

 

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale: Chiarezza sul Progetto Illuminotecnico nei CAM Illuminazione Pubblica 2017 pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

Copyright © Giacomo Rossi.

20 Ottobre 2017 / / Dettagli Home Decor

Sulle colline della campagna poco a sud di Firenze, in prossimità del comune di Mosciano, l’architetto Francesco Busi ha ristrutturato un vecchio fienile a due piani per trasformarlo in una moderna abitazione.


Prima del lavoro di trasformazione e adeguamento, l’edificio era utilizzato come magazzino agricolo, inoltre i due piani erano due ambienti indipendenti privi di collegamento e di qualsiasi partizione o divisorio.
Le aperture esistenti del primo piano, caratterizzate da mattoni a stella, erano state murate nel tempo e tutta la struttura, dalla copertura al solaio a terra, aveva bisogno di un forte recupero.
L’obiettivo del progetto è stato quello di dividere nettamente la zona notte da quella giorno in modo razionale ottenendo spazi puliti, in grado di valorizzare i materiali,  gli elementi architettonici e la luminosità degli ambienti.



Fotografie di Simone Padelli


20 Ottobre 2017 / / ArtigianaMente

… io poco sinceramente. In casa per i grandi spazi ho sempre prediletto colori caldi, come rosso e giallo, riservando il blu ai dettagli. Credo sia una scelta legata alla sfera emozionale e istintiva dei colori. Però sfogliando pagine web a tonnellate, mi sono fatta l’occhio imparando ad apprezzare il blu anche in contesti più estesi. Come per esempio una cucina. Tu una cucina blu te la faresti?

E’ una scelta audace, di carattere senza dubbio. Perché siamo abituati a vedere il blu e le sue varianti in contesti diversi: il bagno tutto blu o azzurro, se ci pensi, risulta più comune e ci sorprende meno. Lo riteniamo adatto a questo tipo di stanza per il fatto che ci viene spontaneo associarlo all’acqua. Il colore ha sempre una base emotiva, legata alle sensazioni. Non è pura ragione.

Eppure il blu {che peraltro in questo periodo è di grande tendenza} è interessante in contesti meno usuali e può sorprenderci piacevolmente.

Il blu & azzurro nell’interior: come e dove

Partiamo dalla cucina. Come dicevo, un luogo dove il blu non entra spesso. Il risultato è notevole, con il bianco rimane fresco e non opprime l’ambiente. I colori troppo scuri personalmente mi danno un senso di soffocamento. E a te?

blu arredamento

Sotto la versione soft: quale preferisci delle due?

arredare casa con il blu

Bello anche abbinato al verde, come sotto.

Apprezzo il blu per dipingere porzioni di parete: in camera da letto è davvero molto chic e rilassante.

arredare casa con il blu

colore blu

Il blu con il giallo mi piace tanto. Il giallo è un colore allegro capace di spezzare la serietà del blu.

come tinteggiare casa

E’ interessante anche quando usato per sottolineare dettagli, come le forme geometriche che disegnano le pareti di casa: le cornici dei quadri, gli infissi, le finestre…

La variante turchese è molto bella. Per un certo periodo l’ho presa seriamente in considerazione per l’eventuale nuovo divano: è un’idea che ho scartato per mantenere la coerenza del soggiorno che si affaccia sulla cucina. Spezzerebbe troppo l’armonia complessiva, peccato!

Sotto in versione elegante e trendy: blu + velluto.

Nel mondo del design il blu è sicuramente in linea con le tendenze. Ma credo sia un classico classico tradizionale, forse il blu di oggi è semplicemente un aggiornamento moderno.

Mi piace il blu:

  • abbinato al rosa
  • al giallo e al mostarda
  • con il verde acqua
  • con il rosso
  •  se si aggiunge un po ‘di blu attraverso un’opera d’arte, un bel mobile o una parete, questo colore andrà alla grande
  • che sia di tendenza o no, penso che il blu abbia le gambe tanto lunghe da camminare a testa alta anche per gli anni avvenire
Immagini Apartment Therapy 

The post Arredare con il blu {& dintorni}: c’avevi mai pensato? appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.

20 Ottobre 2017 / / Dettagli Home Decor

how to decorate with style a smart home

There are many factors that should be taken into consideration when decorating a home. Homeowners obviously need to think about their budget and lifestyle when decorating a new space, but that’s not all. They should also think about how the décor will complement their smart home devices. Many people think that they will have to sacrifice style in exchange for having smart home devices, but that’s certainly not true. 

Here are tips for decorating your smart home:

Use Décor or Furniture to Hide Cords


how to decorate with style a smart home

Many smart home devices need to be plugged in, which means smart homes are often covered in cords. Not only is this a safety hazard, it can also make your home look disorderly. To solve this problem, use décor and furniture to hide the cords hanging from your smart devices. A strategically placed TV console or large vase can be used to keep cords hidden, so keep this in mind when planning the layout of each room.

Mix Materials


how to decorate with style a smart home

Most smart home devices are made out of chrome or plastic, which are two materials that can make the room look cold and uninviting. Don’t be afraid to mix chrome and plastic with other warmer materials such as wood. For example, place a smart home assistant on top of a dark wood coffee table or a smart home security camera on the shelf of a wooden bookcase. Placing the wood and metal so close together will create a beautiful contrast that will balance the space and make it more welcoming.

Consider Energy Efficiency


how to decorate with style a smart home

Smart home devices aren’t just designed to make life more convenient—many of them were also created to help homeowners save energy. For instance, homeowners with smart lighting can remotely control their lights to ensure they are turned off when no one is using them. Having these devices will put you one step closer to living in an energy efficient home, so why not go all the way by considering energy efficiency when decorating?


how to decorate with style a smart home
Choose window drapes and energy efficient doors to reduce heat gain and loss so your heating and cooling system does not have to work as hard to maintain a comfortable temperature. Pick energy efficient appliances for the kitchen and laundry room and energy efficient fixtures in the bathroom. Making these decorating decisions will help you increase the energy efficiency of your home and save money on monthly utility bills.

Don’t Show Off


how to decorate with style a smart home

Smart home devices look sleeker and more sophisticated when they are simply a part of the room as opposed to the focal point of the room. For example, a digital assistant should be placed on a table to the side of the room instead of on the coffee table in the center of the space. Choose another feature in the room to use as your focal point, such as a fireplace or piece of art, then center the design around this instead of your smart home devices.

By following these tips, homeowners can create the convenient, connected, and beautifully decorated home of their dreams!


Autore Uma Campbell

20 Ottobre 2017 / / +deco

Mi sono entusiasmata parecchio per le carte da parati di Samantha Santana quando le ho scoperte. Prima di tutto sono un’esplosione di vivaci colori, una detonazione di fiori; queste carte sono anche, nella loro versione ‘stacca e attacca’ (peel and sticl, in inglese), molto comode, sono convenienti e facili da attaccare e rimuovere, a differenza di quelle tradizionali  (che comunque puoi trovare sul sito di Samantha Santana).

Sono anche una buona idea come fondali per un servizio fotografico (e per questo hanno attirato la mia attenzione all’inizio).

I design di Samantha Santana hanno una definizione quasi fotografica che gli dà profondità e un look più contemporaneo. Sono molto più audaci di molte carte da parati floreali che trovi sul mercato.

Nel sito di Samantha Santana, c’è un video dove mostra come applicarle al muro e sembra molto facile.

Queste carte da parati sono stampate su un materiale tessuto con inchiostri ecologici che rendono il tutto ancora più bello.

Prima di applicarle, assicurati che l’intonaco del muro sia solido e non sul punto di sbriciolarsi (anche se non sembra a vista). E’ consigliabile infatti provare il materiale sul muro interessato prima.

In ogni caso, sono sicura che troverai molti altri modi per usare queste carte da parati così solari.

Samantha vive e lavora in USA ma consegna senza problemi in tutto il mondo. E’ molto carina e disponibile e risponde alle tue domande in brevissimo tempo.

Quindi, vi ho convinto, facciamo un ordine cumulativo?

Se vuoi vedere una selezione di carte da parati tropicali, guarda qui e se vuoi vederne altre che non passano inosservate, clicca qui.

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