31 Dicembre 2017 / / Things I Like Today

Giovanni Boldini ritratto della principessa Radzwill

Il pittore Giovanni Boldini seppe cogliere lo spirito e l’effervescenza della Belle Époque attraverso una serie di ritratti femminili sensuali ed eleganti come una sfilata di moda

Giovanni Boldini (1842 – 1931) è stato il pittore che più di ogni altro ha interpretato lo spirito ottimista e effervescente della Belle Époque e della vita mondana parigina, fra lusso, sfarzo, donne bellissime e affascinanti nei salotti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia.

Boldini, originario di Ferrara e dal precoce talento artistico, volle ben presto smarcarsi dall’angusta vita di provincia e a 20 anni si trasferì a Firenze per studiare all’Accademia di Belle Arti. Qui entrò in contatto con l’esperienza dei Macchiaioli – fondamentale per la sua pittura – e con numerosi nobili stranieri di cui divenne amico e che iniziarono a contendersi i suoi dipinti. Per ampliare ulteriormente i suoi orizzonti, nel 1871 si trasferì brevemente a Londra e poi si stabilì definitivamente nella vivace Parigi, il centro della vita culturale e artistica europea.
Finalmente Boldini si sentiva a suo agio in un ambiente frizzante e cosmopolita e ben presto si inserì nell’alta società, diventando l’amante della contessa Gabrielle de Rasty che ritrasse in numerose occasioni.

Giovanni Boldini - La contessa Gabrielle de Rasty sul sofà

Giovanni Boldini – La contessa Gabrielle de Rasty sul sofà (particolare)

Le divine modelle dell’alta società

Grazie al suo gusto impeccabile e alla sua pittura raffinata, Giovanni Boldini divenne ben presto uno dei ritrattisti più amati e ricercati dal bel mondo. Le donne, le sue “divine” come amava chiamarle, facevano a gara per farsi ritrarre da lui, in atteggiamenti femminili e sensuali, spesso discinti, mostrando all’artista non solo il loro corpo ma anche il loro mondo interiore.
Interprete sensibile e appassionato amante delle donne, Boldini aveva la grande capacità introspettiva di cogliere lo sguardo e la vera personalità delle sue muse, andando oltre l’apparenza delle sete cangianti, delle morbide pellicce, le piume di struzzo, i fili di perle, l’oro e i gioielli. Le sue donne hanno uno sguardo fiero e orgoglioso, un’aura magnetica che deriva dalla consapevolezza di avere un posto ben saldo nel mondo che conta, nell’alta società.

• LEGGI ANCHE: Si scrive Art Nouveau, si legge Alphonse Mucha

Giovanni Boldini - Fuoco d'artificio, c. 1890 Olio su tela

Fuoco d’artificio, c. 1890 Olio su tela

Una sfilata di moda attraverso i quadri di Giovanni Boldini

Le pennellate vigorose e dinamiche, le famose “sciabolate” sono il tratto distintivo della sua pittura, attraverso cui esaltava la sinuosità dei corpi femminili e l’impalpabile consistenza dei tessuti. In un’intervista rilasciata nel 1926, Gaetano, fratello del pittore, parlava così a proposito dello stile pittorico di Giovanni Boldini:

“Molto strano era il suo modo di dipingere giacché egli non faceva posare il modello ma voleva che si muovesse dinanzi a lui per imprimere i tratti vitali con maggiore evidenza sulla tela.”

Boldini grazie alla sua pennellata veloce e dinamica e a una palette luminosa fu in grado di interpretare elegantemente lo spirito della Belle Époque parigina. Ha esaltato come nessun altro la bellezza femminile nei suoi innumerevoli ritratti che trasmettono lusso, ricchezza, sensualità. Una galleria di ritratti uno più bello dell’altro, anche grazie agli abiti meravigliosi e i fastosi gioielli, che, messi insieme, sembrano comporre una sfilata di moda virtuale.

“Il fascino femminile, gli abiti sontuosi e fruscianti, la Belle Époque, i salotti: è il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria.”

Così recita la presentazione della mostra su Giovanni Boldini alla Reggia della Venaria Reale di Torino, che si chiuderà il 28 gen 2018. Un’occasione imperdibile per ammirare i suoi quadri che ancora oggi testimoniano il gusto di un’epoca, facendoci sognare un mondo scintillante e spensierato.

Giovanni Boldini, ritratto di Lady Colin Campbell, 1897

Giovanni Boldini, ritratto di Lady Colin Campbell, 1897 (National Portrait Gallery)

Giovanni Boldini Mademoiselle Lantelme

Giovanni Boldini Mademoiselle Lantelme, 1907

Giovanni Boldini Mademoiselle de Nemidoff

Ritrattto di Mademoiselle De Nemidoff, cantante all’Opéra di Parigi, 1908

Giovanni Boldini, Ritratto della signora Diaz Albertini, 1909

Giovanni Boldini, Ritratto della signora Diaz Albertini, 1909

Giovanni Boldini ritratto di Rita de Acosta Lydig, 1911

Giovanni Boldini ritratto di Rita de Acosta Lydig, 1911

Giovanni Boldini Madame Juillard in Red

Madame Juillard in Red, 1912

Giovanni Boldini La dama di Biarritz, 1912

La dama di Biarritz, 1912

Giovanni Boldini Ritratto di donna Franca Florio, olio su tela (1901 - 1924)

Ritratto di donna Franca Florio, olio su tela (1901 – 1924)

Il ritratto della bellissima donna Franca Florio, soprannominata “la regina di Sicilia”, ebbe una gestazione durata 20 anni perchè il marito, Ignazio Florio – una delle più importanti famiglie siciliane – aveva giudicato la versione iniziale troppo sensuale e audace. Il pittore quindi rimaneggiò la tela più volte nel corso degli anni fino alla versione definitiva del 1924.

30 Dicembre 2017 / / REDaddress

Care amiche e amici che ci seguite, scusate se in questo mese di dicembre 
non vi abbiamo proposto le nostre ispirazioni natalizie, ma è stato un mese 
un po’ difficile per noi. Vi auguriamo comunque che il prossimo sia un anno 
magnifico,pieno di sorprese positive e novità! Ci rivediamo dopo l’8 gennaio 
2018, con nuove ispirazioni invernali e un settore dedicato alla fotografia.
Ancora auguri e buone vacanze da Marzia e Arianna!


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30 Dicembre 2017 / / Paz Garden

Ultimo Post di questo incredibile anno.
Avrei voluto usarlo per cominciare il 2018 ma niente, alla fine proprio non sono riuscita a rimandare. Che mi serve troppo dirlo ora, prima che l’anno finisca. Perchè mi serve troppo lasciare questo parole dentro questo 2017, che ha parlato forte e chiaro senza troppi giri di parole.
E quindi scusatemi per questo necessario bisogno di scrivere, ma avevo voglia di lasciare qui parole speciali e vere, piene di me e del perchè faccio quello che faccio.

photo by Unsplash + digital artwork by Enrica Farinelli

Scrivo da sempre.
Soprattutto poesie e Haiku. Ne ho bisogno perchè mi salvano dal brutto che esiste nel Mondo. Lo hanno sempre fatto in quei momenti della mia Vita che sono indelebili e che però la scrittura ha saputo illuminare in un modo nuovo. Perchè per sintetizzare devi per forza andare fin dentro le cose e restarci un po’. Fin quando sei sola, nuda, con l’anima delle cose che non ti lasceranno più. Ma di cui avrai colto la verità e quell’essenza che ha un nome. Una parola per un nome, una soltanto.

Progetto (quindi faccio Design, non ne parlo e basta) da sempre.
Scegliere ed impaginare parole, immagini e dare forma ai bisogni delle persone partendo da un Concept, un’idea e finalizzarne la costruzione (anche attraverso disegni esecutivi) è sempre stato per me uno scopo e una necessità che si è trasformata nel lavoro e nella Vita che amo.

Creo Styling da sempre.
Ero piccola e questo cercare costantemente l’Armonia e la Bellezza nelle cose che mi circondavano in casa mi veniva naturale. Mi piaceva ritrovare la novità e un nuovo punto di vista cambiando solo l’ordine delle cose. Senza buttare nulla che è troppo facile e per niente economico. O etico, il che oggi non può più essere solo questione di trend.

Sin da bambina sognavo la mia vita in un Giardino ricco di fiori.
Poi ho iniziato a pensare di fare la giornalista, la scrittrice, l’architetto, la designer o la fiorista. Mi sono sempre immaginata le espressioni della gente a sentirmeli raccontare i miei sogni e le mie ambizioni che sembrava non avessero nulla in comune.
Adesso mi sembra che tutte queste cose sono invece cosi’ profondamente legate tra loro, come un bouquet meraviglioso stretto insieme ricco di fiori spontanei. Ognuno unico ed insostituibile per rendere perfetto quei mazzetti che tutti abbiamo creato da bambini.

Dal nuovo anno la mia sfida sarà rendere questo Giardino virtuale un Luogo ancora più autentico, semplice ed accogliente, profumato di Cose belle che desidero possano arricchire emotivamente me e voi. Uno sforzo che ho voglia di fare perchè credo davvero nella condivisione della Conoscenza e della Bellezza.
La mia promessa è rendere questo Blog sempre più ricco di contenuti che rispecchiano non i Trend più fighi ma un nuovo e più consapevole bisogno di vivere meglio noi stessi e gli Spazi che abitiamo o sceglieremo come luoghi del cuore. Voglio parlarvi meglio del Minimalismo romantico che ho scelto come linea guida per me e la mia famiglia. Quello che non fa tendenza ma riscalda e trasforma il Tempo in ricordi per sempre.
Ci sarà ancora più spazio per il Design emozionale, quello che fa vibrare qualcosa dentro grazie alla sua delicata Poesia. Ci saranno ancora più Giardini e Fiori che vi presenterò per nome.
Ci sarà ancora più Bellezza e voglia di comunicare cosa per me significa l’arte dello Slow Living.
Ci saranno Haiku da stampare e la mia passione per il Wabi Sabi che, senza saperlo, anni fa ha cambiato la mia Vita.
Per questo ho già tanta voglia che il nuovo anno arrivi. Con il suo carico di mistero, ma anche con tutte le date degli impegni già segnati. Con gli aerei da prendere, con le paure da vincere.
Con tutti gli altri Sogni da trasformare in Progetti insieme alla mia tribù di Pazzerelli, tra cui ci siete ormai anche voi.
Che mi seguite e mi leggete, che mi avete portato per mano fin dove volevo arrivare!!!
Grazie sempre è dire poco.

Buon anno di Meraviglia nel cuore Pazzerelli!!!
ps. e adesso qualche bella immagine che racconta quello che troverete qui in Giardino dal prossimo anno ;-).

PHOTO LINKS 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.
29 Dicembre 2017 / / Nell'Essenziale

Completo cucina con mantovana e copriforno

Qualche giorno fa è partito anche questo coordinato composto da copriforno, coprifornelli, mantovana per cappa, canovacci, presine, guanto da forno, runner e tanti tulipani in stoffa. Il completo cucina con mantovana e copriforno è stato l’ultimo ordine ricevuto sulla piattaforma Alittlemarket dopo la sua chiusura.

Completo cucina con mantovana e copriforno

 Completo cucina con mantovana e copriforno in giallo ocra

Il giallo ocra è il colore preferito da mia madre, la sua cucina è tutta coordinata con questo colore. Appena ha visto questo coordinato ha subito pensato che fosse per lei … ma non lo era.. in realtà lei ha già tutto, ma vuole sempre un pezzo in piu! cio che le manca ora sono i tulipani. E presto le arriveranno anche a lei.

Tutti i miei Coordinati cucina sono realizzati con materiale di alta qualità. I tessuti sono tutti in puro cotone di Grigoletto Filati. Le imbottiture sono completamente atossiche, ma soprattutto termiche, non si deformano al calore.

tulipani di stoffa Completo cucina con mantovana e copriforno

I tulipani sono stati realizzati con il mix di tessuti del coordinato, quadretti, righe e tinta unita color ocra.

presine a cuore Completo cucina con mantovana e copriforno

Le tre presine, di cui una rettangolare e due a cuore sono in tessuto alternato ed abbinato a tutto il coordinato.

Completo cucina con mantovana e canovacci

La mantovana per la cappa con il fiocco a righe riprende i due canovacci realizzati sempre con tessuto alternato.

Completo cucina con mantovana e guanto da fornoJPEG

Il guanto da forno del completo cucina con mantovana possiede un fiocco rustico in feltro e tessuto.

Completo cucina con mantovana e copriforno runner

Il runner centrotavola è stato scelto rettangolare per un tavolo da 4 posti. I due fiocchi sono rimovibili ed attaccati a delle spille. Ciò permette di lavarli separatamente.

Tutti i pezzi, compresi i tulipano sono lavabili a mano a 30°C.

tulipani di stoffa gialli Completo cucina con mantovana e copriforno

I tulipani di stoffa gialli del completo cucina con mantovana e copriforno sono in stoffa ed è possibile lavarli a mano a 30°C.

Il completo cucina con mantovana e copriforno, coprifornelli, mantovana per cappa, canovacci, presine, guanto da forno, runner e tanti tulipani in stoffa è sul mio Etsy. E potete personalizzarlo come desiderate!

 

 

 

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29 Dicembre 2017 / / Dettagli Home Decor

Kani armchair

Dopo l’esposizione “Feels so Natural” a Palazzo Litta durante il Fuorisalone di Milano, il brand giapponese con più di 60 anni di storia sarà a Maison & Objet Paris di Gennaio 2018.

La collezione di arredi Yamakawa combina la semplicità e il rigore delle origini giapponesi (il brand nasce a Tokyo nel 1952) con la lavorazione in Indonesia del rattan più pregiato, piegato abilmente a mano secondo le tecniche più antiche.

Ormai sdoganato il suo utilizzo anche nell’interior, il rattan sta vivendo da qualche tempo una seconda giovinezza, testimoniata dal successo di questo bellissimo materiale naturale, non solo mai dimenticato e rimpianto da chi lo ricorda nella casa di bambino, ma amato anche da chi lo scopre oggi e lo apprezza per la leggerezza e lo spirito superecologico.


E gli arredi Yamakawa non solo hanno un’ identità non convenzionale e design ultracontemporaneo, ma sono realizzati col rattan migliore al mondo, che arriva dalle foreste pluviali del Kalimantan, Sulawesi e Sumatra, dove cresce alla velocità della luce e si riproduce incessantemente, dote che lo rende il materiale ecologico allo stato grezzo per eccellenza.

Yamakawa è anche la prima azienda giapponese un cui prodotto è stato selezionato per la permanent collection del MoMa di New York.

Kani Armchair
Riedizione poltroncina “Kani” disegnata da Toshio Yano negli anni ‘60 con seduta in rattan naturale o sintetico e struttura in metallo verniciato nero. ©Photo credits Francesca Ferrari

Sedia collezione Relation

Sedia dell’ultracontemporanea collezione cult “Relation” disegnata da Omi Tahara, giapponese doc, il cui leit motiv è proprio la “ relazione” tra il midollino intrecciato a mano utilizzato e l’anima in metallo che garantisce durata e stabilità.  ©Photo credits Francesca Ferrari

Maison & Objet Paris
19 – 23 Gennaio 2018

NOW! Design à Vivre

Hall 7_Stand B192 / C191

29 Dicembre 2017 / / Blogger Ospiti

Con il freddo dell’inverno, il vento e la pioggia o la neve, viene proprio voglia di chiudersi in casa al calduccio, magari con una bella candela profumata sulla tavola, leggendo un buon libro o guardando un film in famiglia. Le candele sono un oggetto molto decorativo e sono capaci di dare alla casa un’atmosfera magica e calda, perfetta in inverno e nel periodo delle feste. Visto che si deve passare tanto tempo chiusi in casa, anche con i bambini magari, perché non approfittare per creare da sé delle belle candele profumate, che possano essere decorative e profumare l’ambiente? La cera per candele più in voga, per tanti diversi motivi, è la cera d’api.

Le candele di cera d’api
La cera d’api è un prodotto molto profumato e gradevole, ma che è del tutto naturale e quindi non fa assolutamente male respirarne l’essenza. In questo senso molte mamme le mettono in cameretta dei bimbi, per conciliare loro il sonno grazie alle proprietà calmanti e rilassanti del profumo del miele. Ovviamente bisogna fare attenzione per avere sotto controllo la situazione perché pur sempre di fuoco si tratta.

Creare le candele fai da te con la cera d’api è un bel modo per rendere fantasioso, divertente e creativo un pomeriggio gelido d’inverno in famiglia. Grazie a pochi passaggi si possono creare delle candele originali da regalare a qualche amico o collega o per casa propria. Gli ingredienti necessari sono: voglia di fare, un pizzico di fantasia e di manualità e dei fogli di cera d’api. Se per gli altri ingredienti non possiamo dare nessun consiglio, per la cera d’api possiamo invece suggerire di acquistarla online. Su siti specializzati l’acquisto della cera per candele è decisamente molto conveniente.

Come si realizzano le candele di cera d’api
Cosa vi occorre? 7 fogli di cera d’api naturale, degli stoppini cerati, un foglio di carta, una confezione di api di resina, un taglierino, una matita.

Per creare le candele iniziate prendendo tre fogli di cera d’api: tagliateli a metà in lungo con il taglierino, per ottenere sei strisce lunghe. Stendete una striscia su una tavola o un banco di lavoro liscio e pulito, inserendovi uno stoppino: l’estremità va fatta fuoriuscire di 2-3 cm. Arrotolate sino ad ottenere un cilindretto e fissatevi con una semplice pressione delle dita il lembo. Ripetete l’operazione per ognuna delle strisce, fino a quando non ottenete sei candele. Usando carta e matita preparate un cartamodello con il disegno di una margherita a cinque petali. Riproducete il disegno sui fogli di cera, facendo in modo di ottenere tre margherite per foglio di cera, per un totale di 12.

Sovrapponendo due margherite, sfasandone i petali e unendoli al centro con una pressione otterrete un bel fiore. Forando il centro ed inserendo la candelina con lo stoppino otterrete un fiore con al centro la candelina. Con le mani sollevate le punte dei petali per dare la forma. Con la rimanente cera d’api si può sbizzarrirsi a piacere per decorare il fiore. A questo punto il lavoro è finito, non rimane che accendere le candele!

29 Dicembre 2017 / / VDR Home Design

Continuiamo con la seconda parte del meglio del 2017. Dopo tutti i post a tema pulizie, oggi è la volta di argomenti vari ed eventuali. Vediamo quali.

……….

Dopo che abbiamo visto come pulire la casa in tutti i modi possibili, in questa seconda parte dei post che avete letto di più ci sono argomenti vari ed eventuali. Non hanno un filo conduttore, ma vi piacciono perché sono degli argomenti evergreen e anche utili.

Ci sono i centrini, gli aforismi, gli errori che si fanno nell’arredamento.. Insomma di tutto per tutti.

SECONDA PARTE DEL MEGLIO 2017: DI TUTTO UN PO’

Tra i tanti post del 2017, dopo le pulizie di casa arriva quello sui centrini: avete presente quelli che fanno nonne e zie all’uncinetto? Ecco, proprio quelli. Vi dico la verità, anche se hanno un valore affettivo, non riesco proprio a metterli in giro per casa.

Sono fastidiosi perché vanno lavati di frequente e ogni volta che si fa la polvere vanno spostati. Troppo lavoro per un accessorio che di per sé è inutile. Siccome è brutto portarli in discarica, possiamo inventarci qualche idea alternativa per usarli. Ad esempio cucendoli insieme per formare un runner per la tavola o una tenda. Ma anche per creare le parabole delle lampade. Insomma, qualsiasi cosa la fantasia (e la manualità) vi suggerisca.

seconda parte

Image credits: 101ideer.se | Alexandra Gardner

Segue subito dopo il post sugli aforismi. Gli aforismi e le citazioni hanno un fascino intramontabile, con la loro capacità di ispirarci al momento del bisogno. In questo post ne avevo raccolti 12, divisi per tematiche legate al mondo del design: la progettazione, la semplicità e la creatività. Vi lascio con uno dei miei aforismi preferiti:


Complicare è facile, semplificare è complicato. Tutti sono capaci di complicare le cose, ma solo pochi sono in grado di semplificare – Bruno Munari.
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Continuiamo con gli altri due post più letti: uno è sugli errori che tutti (proprio tutti) commettiamo quando arrediamo casa e l’altro sul prototipo di modulo abitativo di Renato Arrigo e Adele Puglisi.

Ma cominciamo con gli errori: è più facile di quanto pensiate sbagliare. Poche dritte, nulla di troppo difficile. Innanzitutto i colori: resistete alla tentazione di usare dieci colori in casa. Tre o quattro sono più che sufficienti. Non sovraffollate casa di arredi e oggetti: creano confusione e la nostra mente spreca più energie nel caos.

seconda parte

E finiamo col progetto di Renato Arrigo e Adele Puglisi: un prototipo di modulo abitativo di soli 33 mq è stato realizzato a Messina dal team coordinato dal dott. Vincenzo AntonucciÈ destinato a più usi: turismo, social housing ma anche emergenze abitative.

Costruito con materiali di riciclo, autonomo energeticamente,  serve a dimostrare che risultati incredibili si possono raggiungere quando innovazione e rispetto della natura si coniugano.

seconda parte

Foto: Giuseppe La Rosa | Il prato verticale

E per voi qual è stato il post più bello dell’anno?

 

L’articolo Seconda parte del best of 2017: che cosa vi sarà piaciuto? sembra essere il primo su VHD.

29 Dicembre 2017 / / Luxemozione

Link all’articolo originale: Congresso Nazionale AIDI. Luce e luoghi: cultura e qualità.
articolo scritto da: Giacomo

Lo scorso articolo si parlava dell’importanza, per ogni professionista, di partecipare ad eventi come PLDC Professional Lighting Design Convention, o analoghi, perché fonte di accrescimento personale, oltre che professionale. Parlando nello specifico del settore dell’illuminazione, visti i cambiamenti tecnologici in atto, ogni lighting designer dovrebbe essere obbligato a seguire un percorso di formazione continua, così da rimanere aggiornato e proporre soluzioni innovative ogni volta che progetta la luce.

Queso premessa per segnalarvi che Il 17 e 18 maggio 2018 si svolgerà a Roma, presso l’Auditorium del MAXXI, il Congresso Nazionale AIDI  dal titolo “Luce e luoghi: cultura e qualità” e sarà un’occasione per approfondire le tematiche più importanti che afferiscono al mondo della luce. In particolare si parlerà di innovazione sia tecnologica che di progetto e delle nuove applicazioni dell’illuminazione. Saranno affrontati anche tutti gli aspetti legati all’illuminazione artistica e museale e quella dei luoghi pubblici e della rivoluzione culturale e tecnologica che è in atto con i modelli di Smart City.

Sul sito AIDI tutti i dettagli

Le tematiche che verranno trattate durante la conferenza seguiranno 3 percorsi principali:

  1. Illuminazione beni artistici e architettonici (luce e arte)
  2. L’illuminazione nelle smart city
  3. Nuove frontiere e applicazioni dell’illuminazione: innovazione tecnologica e di approccio al progetto

Per partecipare al Congresso AIDI è necessario compilare il form che trovate qua

Il Call for Papers.

Il Congresso Nazionale di AIDI si propone quindi di realizzare attraverso sessioni, tavole rotonde e dibattiti un ragionamento, un confronto e approfondimento comune, ad oggi doveroso, date le importanti trasformazioni ed evoluzioni del settore dell’illuminazione.

Il congresso sarà aperto a tutti e saranno invitati a partecipare con le loro memorie sia il mondo accademico che quello professionale. Saranno inoltre invitati importanti e autorevoli personaggi pubblici interessati al mondo della luce a intervenire durante i lavori congressuali come “invited speakers” . Le presentazioni potranno essere orali o pubblicate come poster.

Per partecipare alla conferenza come relatore è necessario inviare all’organizzazione la documentazione necessaria indicata nel documento che trovate qua

Gli abstract dovranno essere inviati alla Segreteria AIDI al seguente indirizzo email: aidi@aidiluce.it entro il 10 gennaio 2018.

La selezione dei materiali inviati verrà effettuato dal  Comitato scientifico, che  procederà alla valutazione e selezione delle memorie sulla base degli extended abstract pervenuti.

  • Entro il 8 febbraio 2018 verrà data notizia agli autori degli abstract selezionati.
  • Entro il 28 marzo 2018 il testo definitivo delle memorie dovrà pervenire in AIDI.
  • Entro il 15 aprile 2018 verrà comunicata agli Autori la collocazione delle rispettive memorie nelle diverse sessioni e se la presentazione avverrà per esposizione orale o poster.

Oltre il Congresso: il Concorso Riprenditi la città, Riprendi la luce

In occasione del Congresso nel pomeriggio del 17 maggio si svolgerà la cerimonia di premiazione della V edizione del concorso video internazionale “Riprenditi la città, Riprendi la luce” organizzato e promosso sempre da AIDI dove i protagonisti sono i giovani, la luce e le città. In particolare si chiede ai ragazzi dai 14 ai 30 anni di raccontare la loro percezione della luce in un video di 60 secondi realizzato con qualsiasi strumento allo scopo di divulgare la cultura della luce anche tra i giovanissimi.
Un’iniziativa che conferma anno dopo anno il suo successo con oltre 600 video arrivati e oltre 120.000 visualizzazioni del sito dedicato riprenditilacitta.it.

 Enti e Istituzioni patrocinanti

Inoltre, per l’evento coinvolgeremo con il loro patrocinio importanti enti e istituzioni che ci aiuteranno in particolare nella comunicazione e promozione delle iniziative come il Ministero dello Sviluppo Economico, il Consiglio Nazionale degli Architetti, l’EneaApil, L’Unione Nazionale Consumatori, il Politecnico di Milano e quello di Torino, l’Università La Sapienza e Roma 3, l’Università di Firenze, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia delle Belle Arti di Brera e l’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri di Roma, solo per citarne alcuni. Tra i partner ci sarà anche ForumLED Europe 2017 che comunicherà l’iniziativa durante la loro manifestazione che si svolgerà il prossimo 13 e 14 dicembre a Lione.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale: Congresso Nazionale AIDI. Luce e luoghi: cultura e qualità. pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

Copyright © Giacomo Rossi.

29 Dicembre 2017 / / Dettagli Home Decor

Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese

I colori tenui e luminosi insieme agli arredi di designuniscono tradizione e contemporaneità in questo appartamento tipicamente milanese. Un progetto di ristrutturazione a cura dello studio di architettura Morigi 9 di Milano.

Fulcro dell’appartamento è il corridoio reso unico grazie al recupero e alla valorizzazione delle bellissime cementine del pavimento in pietra di Brera.


Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese
Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese
Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese
Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese
Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese
Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese
Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese
Ristrutturazione di un appartamento tipicamente milanese
Fotografo: Diana Lapin