2 Febbraio 2018 / / Amerigo Milano

L’e-commerce continua la sua crescita, mese su mese, anno su anno, anche in Italia. Nonostante le imprese che decidono di sfruttare questo mercato siano ancora poche, il pubblico italiano, composto da acquirenti attivi conosce molto bene le dinamiche di acquisto tramite web.

Leopolo Bike

Per questo motivo, una buona strategia di vendita deve essere anche associata ad un’altra strategia (che con il tempo è diventata fondamentale) di personalizzazione.

personalizzazione slipper

slipper amerigo milano

La personalizzazione diventa la chiave di volta per un prospect in grado di avvicinarsi al prodotto ma che ancora non è convinto. Diventa la marcia in più che permette al brand di offrire l’unicità del prodotto e quindi, la trasformazione di un prodotto qualsiasi, brandizzato, in un prodotto singolare, brandizzato e personalizzato.

Per questo motivo stiamo lavorando quotidianamente alla personalizzazione estrema degli oggetti della nostra collezione.

A partire dalla bicicletta, personalizzabile non solo per colori e materiali per arrivare all’inserimento di una brandizzazione molto specifica anche negli inserti più piccoli dei prodotti: la possibilità di inserire le cifre nelle slipper, di scrivere un nome su alcuni elementi delle nostre biciclette e di personalizzare le targhe delle nostre home bags, ci trasporta in un’altra dimensione, nella quale non esiste più un brand identificativo, ma si fa spazio all'”Io sono il brand che indosso”.

personalizza bicicletta

Un grande vantaggio, che permette ai makers digitali di realizzare prodotti davvero unici e dallo standard sempre più alto.

www.amerigomilano.com

2 Febbraio 2018 / / Interiors

Casa Cook Kos, on the sun-kissed Greek isle of Kos, is the rustic chic sister of the Instagram & Pinterest star, Casa Cook Rhodes.

After Casa Cook Rhodes’ wildly successful debut last year, the creative director Remo Masala reunited Michael Schickinger of Berlin-based design agency Lambs and Lions, and interior designer Annabell Kutucu, to design the next property.

Casa Cook - Kos - Greece - Nook Twelve

Local architectural firm ARC has housed the Grecian resort’s 100 rooms in a series of white-washed pavilions, the low height of the silhouette an ideal frame for the looming mountains and the white sanded beach and rolling dunes. In the main, the design favours outdoor living, whether the wall-less grass thatched communal pavilions or the shaded private porches, gratifyingly, a feature of all the rooms. The interiors are dressed in shades of grass, charcoal greys and hessian, and Coco-Mat mattresses, whilst the rough textures and polished concrete floors all conspire to encourage one to pad around shoeless and sport progressively darker shades of tan.

Casa Cook - Kos - Greece - Nook Twelve

The food benefits from the devotion of both owner Gabriel Karathomas, and his chef to freshly farmed produce, all consumed in the Greek paréa or communal-style dining pavilion, while activities range from twice-daily yoga sessions and horse rides through the nearby salt lake, to long naps.

Photos and Info Casa Cook | For bookings www.casacook.com

Casa Cook - Kos - Greece - Nook Twelve

Casa Cook - Kos - Greece - Nook Twelve

Casa Cook - Kos - Greece - Nook Twelve

Casa Cook - Kos - Greece - Nook Twelve

Casa Cook - Kos - Greece - Nook Twelve

Casa Cook - Kos - Greece - Nook Twelve

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cucine tecnologiche

Cucine tecnologiche: i must da avere in cucina

Le esigenze e le richieste di nuove tecnologie in cucina si evolvono continuamente. Gli standard sempre più elevati stimolano ogni anno produttori a rinnovare i propri modelli con nuove funzionalità, soluzioni hi-tech e design pensati per la vita quotidiana. Le cucine tecnologiche ormai sono entrate a tutti gli effetti nelle case di molti italiani anche grazie ai prezzi più accessibili rispetto a dieci anni fa: spendendo qualcosa in più si può acquistare una cucina dal design moderno e con elettrodomestici di ultima generazione inclusi.

Il tempo è prezioso. Di conseguenza un supporto tecnologico che aiuta a risparmiare tempo è un lusso che fa gola a molti. Ma quali sono le caratteristiche più cercate da chi desidera comprare una cucina nuova e provvista di features tecnologiche?  Ecco una piccola lista di elementi innovativi che caratterizzano le cucine di oggi.

Le caratteristiche tecnologiche più cercate

Le cucine tecnologiche non sono solo provviste di elettrodomestici all’avanguardia, ma anche di materiali e finiture ricercati che vanno a costruire un ambiente moderno e dal cuore living. Difatti la tecnologia in cucina si muove anche in questo senso, seguendo l’evoluzione delle esigenze e delle tendenze dell’arredamento contemporaneo. Ad esempio la preferenza di un soggiorno con cucina a vista ha portato all’esplosione delle soluzioni a isola con piano cottura. Un modello di questo tipo che ha riscosso molto successo è la cucina Diesel Social Kitchen firmata da Scavolini.

cucine tecnologiche

cucine tecnologiche

ucine tecnologiche

cucine tecnologiche

Un’altra idea innovativa la presenta Aran Cucine con il modello COVER. La personalizzazione è al centro di questa proposta cangiante che permette di cambiare il colore e lo stile delle ante grazie a delle pellicole magnetizzate.  Ma la tecnologia passa anche attraverso la scelta di materiali e la sostenibilità. Uno dei valori del brand italiano Snaidero che grazie all’impegno per la gestione responsabile delle foreste e delle piantagioni vanta in catalogo prodotti certificati FSC®, Forest Stewerdship Council , una certificazione per le aziende che lavorano il legno nel rispetto della natura.

cucine tecnologiche

cucine tecnologiche

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2 Febbraio 2018 / / Idee

I corridoi, soprattutto se lunghi e stretti, sono tra gli ambienti che meno entusiasmano quando si arreda casa. Sono infatti difficili da rendere accoglienti, considerando che sono zone di passaggio dove si trascorre poco tempo.

Nella nuova casa dove mi sono da poco trasferita l’ingresso è su un corridoio. Le pareti erano state tinteggiate di bianco e l’effetto non mi piaceva per niente, troppo impersonale e freddo. Fortunatamente non è un corridoio buio, grazie ai potenti faretti installati a soffitto.

Parete bicolo

La parete bicolore

La prima cosa a cui ho pensato è che volevo dare carattere a questo corridoio che aveva un aspetto parecchio triste (in fondo la foto di confronto tra com’era e com’è). Ho deciso quindi di creare un effetto bicolore. Un altro problema di questo corridoio è che in poco tempo, sulla parete immacolata, si erano create delle macchie dovute al passaggio. Occorreva quindi un rivestimento resistente all’usura e alle macchie a differenza della vernice presente.

Color Trainer Chrèon



Ho quindi approfittato di questa situazione per testare l’idropittura superlavabile Framaton Seta prodotta da Chrèon. Ho scelto la tonalità che volevo tramite le guide colore. Ho optato per il DARK GRAY 54001 perché volevo una tinta neutra, che desse un tono più moderno al pavimento anni ’70. La scelta non è stata semplice perché c’erano molti colori che mi piacevano  come il blu tonale, il light gray o il pale green.

Corridoio con parete bicolore

Al colorificio il colore è stato preparato in pochissimo tempo e mi sono stati dati preziosi consigli su come applicare la pittura. Si tratta di una vernice all’acqua, semplice da diluire e da stendere, anche per i meno esperti. Vanno applicate due mani a distanza di 4 ore per avere un colore perfettamente omogeneo. La cosa più sorprendente é che Framaton Seta sprigiona una piacevole profumazione, per cui puoi dimenticarti di arieggiare la casa sia durante l’applicazione, sia dopo. Sono molto soddisfatta del risultato, anche considerando che ho fatto il tutto in mezza giornata. La superficie liscia e vellutata è allo stesso tempo resistente alle macchie e ai piccoli urti. Insomma, la approvo da tutti i punti di vista. Per il momento ho realizzato soltanto questo piccolo test, ma chissà che presto non decida di applicarla altrove.

Specchio ingressoPer evidenziare lo stacco tra i due colori ho utilizzato del washi tape, così come per appendere i poster, in questo modo non ho rubato centimetri ad uno spazio stretto, in cui avevo già inserito due cassettiere e la mia scrivania.

corridoio prima e dopo

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2 Febbraio 2018 / / Dettagli Home Decor

Progettare il giardino, la sua manutenzione e scelta dell'arredamento

Il giardino è un luogo che desiderano in molti ma pochi hanno la possibilità di averne uno dietro casa. Se hai a disposizione del terreno, allora, non sprecarlo e realizza un’area verde in cui poter passare le giornate di sole.
Per farlo non devi essere un esperto di giardinaggio ma è importante affidarsi ad un esperto, almeno soprattutto per la realizzazione del progetto. In questo momento, bisognerà organizzare lo spazio in modo intelligente e decidere dove posizionare le piante e in che materiale realizzare una pavimentazione ed eventuali aiuole. Questo procedimento è, sorprendentemente, più difficile per aree più piccole rispetto a quelle grandi. Un giardino esteso, infatti, ti dà modo di organizzare lo spazio in modo diverso mentre, se hai pochi metri quadri a disposizione dovrai ottimizzare l’area e posizionare ogni dettaglio al posto giusto. Inoltre, se non hai tempo per la cura del giardino, potrai chiedere di inserire piante che non richiedono molte attenzioni. Un’idea interessante è utilizzare le piante aromatiche che, oltre ad essere utili in cucina e piacevoli alla vista, sono molto facili da mantenere.

Tutto questo processo è complesso ed è consigliato affidarsi a chi ha esperienza nella progettazione di giardini per ottenere i migliori risultati e iniziare subito alla realizzazione del tuo giardino.

La manutenzione del giardino

Curare le piante è il primo passo per avere un giardino rigoglioso e sempre in ordine. Per prima cosa dovrai dotarti degli strumenti giusti. Quelli base, da tenere sempre a portata di mano, sono le forbici, meglio se una grande per le siepi e arbusti e una più piccola per fiori e piccole piante, e una zappa. Se decidi di realizzare un prato, dovrai anche considerare un taglia erba e del concime per nutrire il terreno e avere una superficie sempre verde. 

Progettare il giardino, la sua manutenzione e scelta dell'arredamento

Il prato è l’area più delicata del giardino e richiede una cura attenta costante. È facile, infatti, che l’erba si secchi in alcuni punti o sia diradata. Per questo bisogna avere sempre la semenza utilizzata inizialmente a portata di mano. Per non avere problemi, potrai affidarti ad un esperto che porterà con sé tutto il necessario per ogni lavoro di giardinaggio.
L’arredamento da esterno

Una volta superata questa fase iniziale e realizzato il giardino, inizia la parte più divertente e creativa che riguarda l’arredamento da esterno. Per prima cosa, bisogna pensare ad una copertura. Questa può essere un ombrellone, un gazebo o una semplice vela. È molto utile per proteggersi dal sole durante il giorno e dall’umidità di sera. Meglio optare per soluzioni smontabili o richiudibili, in modo che la struttura possa essere rimossa facilmente in caso di pioggia o durante i mesi invernali.


Progettare il giardino, la sua manutenzione e scelta dell'arredamento

Successivamente, puoi pensare ai mobili. Sei un amante dell’amaca o vuoi qualcosa di più tradizionale come un tavolo e delle sedie? Scegli un materiale che duri a lungo e non si rovini se esposto all’umidità, come i rattan sintetico che può essere lasciato fuori anche duranti i mesi freddi. Ricorda, infine, che puoi sfruttare quest’area come se fosse una stanza della casa anche inserendo l’illuminazione adatta. Sarà utile per le calde serate d’estate o per una festa all’aperto.

In generale, non dimenticare di esprimere il tuo stile anche in giardino anche attraverso cuscini, vasi, candele e altri piccoli dettagli. 

2 Febbraio 2018 / / Coffee Break

In mezzo ai vigneti di Chigny (Svizzera) fra il Lago di Ginevra e le Alpi francesi, con l’imponente Monte Bianco che sfuma nel cielo; qui lo studio di architettura dieterdietz.org ha realizzato un interessante complesso dove coesistono spazi di vita comuni e individuali per offrire un’opportunità di vivere in modo indipendente all’interno di una comunità di amici e delle loro famiglie.

Il progetto ha previsto la ristrutturazione di un edificio del 19° secolo in passato stamperia e la realizzazione di un nuovo edificio le cui caratteristiche richiamano il tradizionale granaio.

Il layout delle due case è strutturato attorno a un ampia stanza centrale che funge da centro sociale per gli abitanti
Le due case possono essere abitate come un unico luogo comune o individualmente

La Stamperia è stata ristrutturata mettendo a vista la muratura originale, le pareti e al struttura in legno che raccontano la storia dell’edificio, la nuova casa ha una sorprendente struttura esterna, quasi un esoscheletro strutturale.

Nelle parole dell’architetto Dieter Dietz:
“Queste case offrono una cornice per vivere, come una tela disegnata nello spazio che aspetta la vita per completarsi, gli utenti definiranno ulteriormente l’articolazione visiva e spaziale”


Two houses in Switzerland

In the middle of the vineyards of Chigny (Switzerland) between Lake Geneva and the French Alps, with the Mont Blanc that fades into the sky; here the architecture firm dieterdietz.org has created an interesting complex where common and individual living spaces coexist to offer an opportunity to live independently within a community of friends and their families.

The project, which involved the renovation of a 19th-century building in the past printing house and the construction of a new building whose characteristics recall the traditional granary.

The layout of the two houses is structured around a large central room that serves as a social center for the inhabitants
The two houses can be inhabited as a single place or individually

The printing house has been restored by presenting the original walls, the walls and the wooden structure that tell the story of the building, the new house has a surprising external structure, almost a structural exoskeleton.

In the words of architect Dieter Dietz:
“These houses offer a frame for living. Like a canvas drawn into space that awaits life to complete itself. Users will further define visual and spatial articulation.”

immagini VIA

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CAFElab | studio di architettura

2 Febbraio 2018 / / Idee

Bentornati al solito appuntamento settimanale: un home tour a casa di un’istagrammer. 
Oggi ho scelto, tra le tante ragazze che seguo, la casa di SABRINA conosciuta sui social con il nome di SO-LEBEN.WIR. Il suo blog lo consiglio vivamente se volete ricette, idee per il giardino o per la casa!

Vive con il marito e i figli in una città a nord di Amburgo, in una casa costruita nel 2009,e come dice leiDa allora, non passa un giorno senza mettere le ultime tendenze di deco o dedicarmi al giardino, tuttavia, le questioni più importanti del cuore, sono le stanze dei miei ragazzi! Un mondo colorato con un mix di mobili moderni e cimeli della mia infanzia, per me il mix perfetto.
Nella foto: cesto Bloomingville, lampada da terra tolomeo, lavagna Design Letters, sedia a dondolo  RAR della coppia più amata del design: Charles & Ray EAMES, ( vitra circa € 535)
Solitamente le case che pubblico, e che cerco, non sono case che hanno una chissà quale valenza architettonica, da questo punto di vista sono di poche pretese, perché voglio appunto far capire che la casa dei nostri sogni, se già si hanno quattro mura, possono essere pensate con gli arredi, con i dettagli, con i colori, magari al massimo cambiando dei pavimenti o abbattendo qualche tramezzo. Per questi ultimi lavori meglio rivolgersi sempre ad un architetto che di “spazi” se ne intende, ma per il resto liberate la vostra fantasia e cercate di circondarvi di poche cose ma buone, e di tante piante e fiori 😉 A presto 
e ora musica! uno dei miei gruppi preferiti di sempre i dEUS- SUd& SOdA…  non so quante volte ho già pubblicato le loro canzoni e video, ma non potevo non  ripostarlo, in questo video un giovanissimo Tom Barman (era il 1995 io avevo 18 anni e sognavo di andare ad un loro concerto poi ne ho visti 4, mi pare, ma ne rivederei altri 1000), con la vecchia formazione.. buon ascolto!



2 Febbraio 2018 / / ArtigianaMente

Gli spunti per il nostro arredamento a volte arrivano da luoghi inaspettati, da una boutique, da una cascina ma anche da un albergo. L’home tour {poco home e molto hotel} prende spunto da un struttura alberghiera di montagna, che si trova nell’unica stazione sciistica costruita negli anni ’60 ad essere inserita nell’elenco dei monumenti storici francesi, per dimostrare come il design alpino concepito in chiave modernista possa stravolgere i simboli tradizionali pur rispettando la natura.

L’hotel in questione è il Terminal Neige Totem, nella stazione sciistica del Flaine, ideato in continuità con lo stile dell’architetto ungherese Marcel Breuer, alla fine degli anni ’60, ci mostra una visione alternativa della vita in montagna.

L’estetica di montagna in chiave modernista

Interni vintage, ispirati all’estetica artigianale degli Indiani d’America, uno spirito urban abbinato all’ultima tecnologia, crea un’architettura funzionalista.

Le 96 camere realizzate in castagno e altri materiali non tratti, accostati al cemento, sono decorate con murales grafici di un artista locale che riecheggiano lo street style.

arredare in montagna

La struttura alberghiera si trova ad un’altitudine compresa tra i 1600 e 2500 metri nel comprensorio del Gran Massif, in Alta Savoia, a poco più di un’ora da Ginevra e con vista sul Monte Bianco. Di fronte alla grande scultura di Picasso.

Possiamo davvero dire che, qui, il design di montagna rompe con gli stereotipati codici della casetta tradizionale e parla alle famiglie urbane in cerca di autenticità. Un resort di montagna con la sensazione di una città: qui, è l’esperienza che ha la precedenza con, sullo sfondo, sci, cultura e famiglia.

È in questo spirito che la famiglia Sibuet, su iniziativa del progetto, ha immaginato un vero e proprio alveare di attività, una “piattaforma dello sci” aperta al mondo dello sci, che mescola attività sportive, nuove tecnologie, intrattenimento, benessere, gite, arte e cultura.

design di montagna

design alpino

Il ristorante con mobili vintage e tessuti etnici riporta a un concetto di “cucina amichevole” attorno ad un menu di snack, una cucina sana e vegana e menù per bambini.

L’architettura esterna è quasi brutale, sicuramente modernista e lontana dagli chalet coccolosi a cui siamo abituati a pensare. Eppure l’aspetto esteriore così duro rende questo hotel di montagna un luogo per il turismo di lusso. Non in senso snob. Ma da intendersi come quel turismo curioso di sperimentare un approccio differente alla permanenza in montagna.

architettura alpina

Ispirazione per la tua casa:

  • i tessili etnici dei nativi d’America: non solo attuali ma versatili
  • i colori
  • i tendaggi realizzati con materiali pesanti
  • le finestre aperte al paesaggio
  • il cemento grezzo, anche per un camino
  • la linearità dei mobili
  • pezzi d’arte che si mescolano al design

Credo siano questi gli spunti che l’hotel, oltre all’architettura innovativa, ci può dare per le nostre case. Se ne trovi altri puoi elencarli nei commenti.

La storia dell’hotel

Flaine è stato aperto nel 1969, traduzione di un’architettura unica e risultato di uno sforzo di gruppo.
L’area su cui si trova Flaine nei Monti Giffre è stata scoperta da due appassionati sciatori e alpinisti di Ginevra: René Martens e Gérard Chervas scoprirono quello che consideravano il posto perfetto per una stazione sciistica, nel 1954. Quando la loro idea fu respinta dall’amministrazione locale, menzionarono il progetto a un amico medico di Ginevra che li aiutò a trovare i finanziamenti da un cugino {Rémi Boissonnas e suo fratello Éric a Parigi}.

Fu così che Éric Boissonnas chiese al fondatore del movimento Bauhaus, Marcel Breuer, di aiutarlo a creare non solo una stazione sciistica ma “un capolavoro” capace di attirare i più talentuosi architetti e artisti dell’epoca.

A quanto pare, Boissonnas vide la costruzione di Flaine come un’avventura culturale e Breuer fu incaricato di creare quello che sarebbe stato un museo all’aperto. Ci riuscì. Flaine è l’unica stazione sciistica costruita negli anni ’60 ad essere inserita nell’elenco dei monumenti storici francesi.

Tuttavia, la sua nascita fu tortuosa, ritardata e costosa. Il lavoro era oggetto delle obiezioni locali. C’erano anche preoccupazioni pratiche per la mancanza di acqua nel sito.

Quando il progetto si fermò per un paio d’anni, il denaro pubblico fu trovato per proseguire.

Breuer utilizzò il calcestruzzo prefabbricato, che rappresentò una vera e propria “pausa” dal classico stile savoiardo locale. Sebbene le linee siano in netto contrasto con le montagne circostanti, i colori si scontrano in modo piacevole.

Infatti, sin dalle prime fasi di progettazione, Éric Boissonnas e Breuer erano determinati a rispettare la natura. Stavano attenti a non disturbare l’ambiente naturale facendo interagire il resort con le montagne. Esattamente come Gellner fece per il Villaggio Eni a San Vito di Cadore.

In tal modo, il layout generale è stato in grado di fondersi con i contorni dell’ambiente, e i diversi piani dell’hotel non possono essere visti da uno all’altro. Il risultato è una sensazione di privacy e, nonostante la natura dei materiali utilizzati, anche di tranquillità.

Immagini Milk Magazine e The Guardian

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2 Febbraio 2018 / / Rosso Papavero

Vendere casa può essere stressante quasi quanto cercare di comprare perchè i fattori in gioco sono molti soprattutto quelli che riguardano soldi e tempistiche.
Spesso, tutti noi nel vendere abbiamo la necessità di ricavare il più possibile ed in poco tempo. Ma come si fa a vendere una casa? Non basta andare in agenzia, firmare un mandato e permettere a decine e decine di estranei di curiosare in quello che è stato il vostro nido. Per chi acquista deve scoccare la scintilla, quell’emozione che li fa sentire a casa dandogli la convinzione effettiva che la vostra sia la loro casa giusta. E’ fondamentale quindi rendere la casa accogliente curandone alcuni piccoli particolari, anche grazie alla figura Dell home stager:

  • Pulizia: la casa deve essere pulita, niente polvere, macchie sui pavimenti o sui muri
  • Ordine: è essenziale che in giro per casa non ci sia nulla di riconducibile agli attuali proprietari ma che ci sia pulizia visiva, per cui eliminate le foto che vi ritraggono, oggetti molto personali e di uso proprio.
  • Dettagli accattivanti: è necessario valorizzare i punti focali della casa, che riconducono ad uno stato si serenità. Morbidi cuscini sul divano, attenzione all’illuminazione che deve essere mirata nei punti giusti quali tavolo, zone di lavoro, etc.
  • Luce naturale: se potete permettete ai possibili acquirenti di vedere la casa nei momenti di maggior luminosità, questo è un fattore emozionale che influisce molto sulla resa dell’immobile.
  • Arredo: che abbiate un arredo costoso o tutto design Ikea poco importa, valorizzarlo permetterà alla casa di essere vista in prospettiva come la casa giusta, bastano pochi accorgimenti di cui sopra.

Io ho messo in vendita la casa e lasciate stare il fatto che io sono bravissima e l’ho arredata con un gusto impeccabile 😂 ma, con le giuste immagini, un po’ d’ordine e un bel sorriso l’immobile ha ricevuto centinaia di visite in pochi giorni e in 20 giorni è stata venduta!

Vi confesso che io stessa sottovalutavo il potere dell’home staging fino a quando non l’ho messo in Pratica! E nella realtà basta davvero poco, con una spesa minima se vi affidate ad un professionista potrete ottenere ottimi risultati.

Provare per credere!

S.

2 Febbraio 2018 / / Dettagli Home Decor

Privè madia bassa

Christophe Pillet disegna Privè, una famiglia di mobili contenitori che unisce ispirazioni anni ‘60, linee contemporanee e materiali preziosi, facendo della cura per il particolare il proprio vezzo caratteristico. Il concept di Privè accosta elementi di grande matericità, come la cassa in noce, i ripiani in vetro e i dettagli in pelle del top e degli accessori, insieme ad un disegno fatto da spessori sottili, bordature a 45° e alla leggerezza dei quattro sottili piedini in tondino acciaio scuro spazzolato.


La collezione comprende due madie basse e una madia alta: entrambi i modelli sono finiti su tutti i lati, aprendo la strada ad una molteplicità di collocazioni che vedono Privè nei vari ambienti della casa. Impeccabile come centro stanza in un living spazioso, a parete nella zona pranzo o in un ingresso, il progetto di Pillet diventa un oggetto che accoglie, svela e nasconde; un luogo speciale, intimo e pubblico allo stesso tempo.


Privè madia bassa in due versioni

Nella prima versione della madia bassa, la cassa si divide in tre spazi: il primo con anta a battente, il secondo occupato da tre cassetti sottili ed eleganti – personalizzabili con l’aggiunta di un sofisticato portaposate con dettagli in pelle – e il terzo con anta a battente e mensola in vetro a mezza profondità.


Privè madia bassa

Nella seconda versione della madia bassa, lo spazio centrale viene lasciato aperto – diviso in due da una mensola in vetro a mezza profondità – mentre in questo caso entrambe le ante a battenti si aprono svelando altrettante mensole, creando un gioco di altezze che permette di tenere tutto al suo posto e tutto a portata di mano.

Privè madia alta
Nella versione alta, la cassa in legno si allunga stringendosi e modificando la sua conformazione in verticale. Nella parte più bassa una doppia anta a battente si apre su una mensola a mezza altezza, invitando a riporre le bottiglie ed i calici più pregiati. Subito sopra, un lungo e sottile cassetto è seguito verticalmente da uno spazio aperto, vetrina per i libri e oggetti più cari.


Privè madia alta