27 Febbraio 2018 / / Coffee Break

Immerso in uno dei piccoli villaggi suburbani di Pechino, si trova questo straordinario cottage, derivato dal recupero di una casa costruita negli anni ’70 e abbandonata nel corso dei decenni, quando i proprietari si trasferirono nella città.

An extraordinary cottage in Beijing

Nestled in one of the small suburban villages of Beijing, lies this extraordinary cottage, derived from the recovery of a house built in the 70s and abandoned over the decades, when the owners moved into the city.

Via

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CAFElab | studio di architettura

27 Febbraio 2018 / / Dettagli Home Decor

come illuminare al meglio il soggiorno di casa

La zona living è l’ambiente più importante dei nostri appartamenti, lo spazio dove la famiglia trascorre il tempo insieme ed anche la parte pubblica delle nostre case. Per questo è lo spazio che richiede la maggiore illuminazione, possibilmente naturale, e lo studio dell’illuminotecnica sta diventando sempre più determinante nelle scelte relative all’interior design delle nostre case.


Ma come illuminare correttamente il soggiorno di casa?

Cerchiamo di approfondire il tema partendo, come sempre, da un’esperienza reale, quella di Lorenzo che ha deciso di ristrutturare la zona giorno della sua casa in provincia di Firenze. Per scegliere la soluzione più adatta al suo budget, ma soprattutto ai suoi gusti e alle sue esigenze, Lorenzo si è rivolto a GoPillar, l’ormai nota piattaforma internazionale per la progettazione online, ottenendo così 15 diverse soluzioni progettuali realizzate da altrettanti architetti, sia italiani che stranieri.

Uno dei progetti maggiormente apprezzati da Lorenzo è stato realizzato dall’architetto toscano Gabriele Spina che ha prestato particolare attenzione allo studio dell’illuminazione.

render progetto arch. Gabriele Spina - GoPillar

Come ci spiega nella relazione allegata al progetto: “Da un’analisi illuminotecnica ci siamo accorti che un’ampia porzione del living non è sufficientemente illuminata da luce naturale, per questo, sempre rifacendoci all’uso del cartongesso, è stato inserito un elemento ribassato al soffitto avente la funzione di diffondere una luce artificiale proveniente da un taglio inserito nello spessore che corre lungo il perimetro di questo elemento; tale luce può essere regolata da un opportuno comando a relè per adattarsi all’utilizzo durante i vari orari della giornata. Sempre per ovviare allo stesso problema, altri tagli luminosi sono stati inseriti lungo il perimetro destro della controparte con nicchie portaoggetti andando così anche ad evidenziare la scala che è stata riqualificata dal punto di vista cromatico.”

Un approccio completamente diverso è stato invece adottato dal giovane architetto milanese Beatrice Canonaco che per massimizzare l’illuminazione della zona giorno ha puntato su colori e finiture per esaltare la luminosità dello spazio.

render progetto arch. Beatrice Canonaco - GoPillar

In particolare “la scelta di volere adoperare finiture dalle tonalità chiare, oltre a far sembrare l’ambiente più ampio, ne garantisce anche una maggiore luminosità”.


Anche il progetto realizzato dall’architetto Emanuele Rufo ha puntato sull’uso di colori, finiture ed arredi per potenziare la luminosità dello spazio, scegliendo però una soluzione ancora più drastica e uno stile decisamente meno moderno. 

render progetto arch. Emanuele Rufo - GoPillar

Nello specifico la scelta dei colori ha tenuto conto della necessità di illuminare il più possibile la zona giorno, per questo si è optato per una soluzione total white per la cucina e le pareti, in contrasto netto con il pavimento in laminato scuro e per l’inserimento di complementi d’arredo di colore rosso così da vivacizzare l’ambiente.


Autore GoPillar

27 Febbraio 2018 / / VDR Home Design

Come scegliere i colori da usare in casa, trovando un compromesso con quelli che amiamo davvero? Qualche idea ve la do nel post di oggi.

……….

Il momento difficile è arrivato: bisogna imbiancare, la casa chiede pietà. Siamo arrivati a quel punto per cui non c’è altra opzione percorribile, non si possono camuffare dei muri segnati dal tempo. Però come li scegliamo i nuovi colori che ci accompagneranno per i prossimi anni?

Vi sconsiglio di andare in colorificio e scegliere la prima latta di colore che attira la vostra attenzione. Prendetevi tempo, analizzate bene quello che avete in casa partendo dai pavimenti. Fate l’inventario dei colori presenti in gran parte in casa e metteteli a confronto con quelli che vi piacciono e con cui vi piacerebbe decorare casa.

Lo so, è un’operazione che chiede tempo ma vi assicuro che poi ne sarete soddisfatti. Molto spesso i colori che amiamo e vorremo in casa fanno a botte con gli elementi già presenti. Il risultato alla fine sarebbe l’esatto opposto di quello che vi eravate sognati.. e non sapete spiegarvi il perché.

E dopo tanta fatica non è bello essere anche delusi dalle aspettative..

Ma come si può conciliare la situazione? Come mettere insieme i colori che ci piacciono con gli elementi preesistenti in casa nostra?

COME SCEGLIERE I COLORI: ESEMPIO 1, IN STILE NORDICO

come scegliere

| Image credits: Kaboompics – Iperceramica | Gres porcellanato Link | Gres effetto rovere Hurricane Smoke |

Mettiamo che abbiate pavimenti dai colori freddi, come quelli nella foto qui sopra. Un gres grigio o un parquet tendente ad un colore simile. Se siete amanti di colori freddi come il blu o l’azzurro ok, però non attenetevi solo a queste tinte. Rischiereste di avere un insieme troppo freddo e poco accogliente. Usate sempre un accento di colori caldi, che danno quel tocco di accoglienza e calore che non fa mai male.

Stessa cosa se siete amanti sfegatati di giallo e arancione: è vero che avendo pavimenti dai toni freddi questi colori ci stanno a pennello, ma non vogliamo esagerare e creare stanze effetto lampada solare, vero?

COME SCEGLIERE I COLORI: ESEMPIO 2, IN STILE RUSTICO

come scegliere

| Image credits: Kaboompics – Iperceramica | Gres porcellanato effetto lavagna Blackstone | Gres effetto legno consumato Black Lodge Hurricane Smoke |

Avete uno dei quei parquet pazzeschi in legno massello, che trasmettono calore solo a guardarli? Oppure un bel pavimento ardesia o in gres effetto lavagna? Sono pavimenti rustici, dal fascino grezzo.

Anche se le tonalità possono sembrare fredde, non è sempre detto che sia così. L’ardesia ad esempio ha in se delle striature di verde smeraldo, che è una tonalità di verde molto caldo. Questo, insieme al loro aspetto grezzo, contribuiscono a dare un senso di calore che pochi altri pavimenti hanno.

Perfetti per gli amanti dello stile rustico, questi pavimenti creano anche da soli ambienti che non hanno bisogno di essere sovraccaricati con colori troppo saturi. Un accento di rosso nei dettagli sarà più che perfetto per perfezionare un insieme già spettacolare. Ma anche i marroni nelle tonalità del cioccolato e del nocciola saranno strepitosi. Contraltare perfetto? I grigi.

Siete amanti dei colori forti ma avete pavimenti di questo tipo? Dovrete scendere a compromessi e decidere dove e come dosare colori come il rosso.

COME SCEGLIERE I COLORI: ESEMPIO 3, IN STILE ECLETTICO

come scegliere

| Image credits: Kaboompics – Iperceramica | Gres porcellanato effetto lamiera Oxyde bronzo | Gres effetto betulla Maine |

Finiamo con i più tranquilli e classici pavimenti chiari, come i parquet in rovere sbiancato o betulla o i gres effetto lamiera. Pavimenti luminosi, che si accordano molto facilmente con quasi tutti i colori dello spettro. Hanno un vantaggio: riflettono ampiamente la luce, allargando visivamente gli ambienti in cui sono posati. Questo li rende compagni fondamentali per chi ha gusti estremi e ama rischiare.

Diciamo che con quasi tutti i colori che vi piacciono qui andreste al sicuro, ma c’è sempre da trovare il giusto equilibrio. Gli ambienti in stile eclettico sono perfetti in abbinamento a pavimenti di questo tipo. Protagonisti silenziosi e non pretenziosi, lasciano lo spazio ai pezzi d’arredo di questo stile. Un prezioso tappeto persiano, con un tavolo da caffè in stile nordico e una poltrona in stile liberty.

Colori saturi insieme a colori freddi e neutri, per creare un ambiente senza tempo in cui i colori sono perfettamente dosati. Piccoli accenti di colori caldi e forti, equilibrati da colori freddi e neutri.

L’articolo Come scegliere i colori per casa e scendere a compromessi con i vostri gusti sembra essere il primo su VHD.

27 Febbraio 2018 / / Non Solo Arredo

Dai meno attenti e critici viene erroneamente considerato un materiale povero, di scarso pregio, che non merita di essere destinato a lavorazioni eleganti o che, se proprio utilizzato, va coperto. Stiamo parlando del compensato, un materiale che sin dalla sua invenzione, a partire dalla metà del 1800, ha invece dispiegato subito caratteristiche di eclettismo che lo hanno reso indispensabile per architetti, ingegneri o designers che volessero sperimentare nuove tecniche o azzardare forme meno canoniche.

Non ha pertanto sempre bisogno di essere “nobilitato”, anzi: la sua particolare struttura a strati lo rende impareggiabile per la resa estetica di alcune specifiche lavorazioni che vedremo più avanti, ferma restando una malleabilità che lo fa assurgere a vero protagonista, per la facilità del suo taglio e intaglio in caso di strutture “provvisorie” o per le quali sia preponderante la sostanza, ovvero la capacità portante: si pensi alle scenografie di un teatro o a delle recinzioni.

Ma come si ottiene il compensato?

Ottenuto secondo un procedimento di taglio del legno “a fogli” che vengono poi incollati incrociando le venature, il compensato deve il suo nome proprio alla sua capacità di “compensare” le caratteristiche unidirezionali delle fibre del legno con il loro incrocio ortogonale, il che conferisce una resistenza uniforme alla tavola così prodotta. Tra le essenze sfruttate, troviamo legni quali la betulla, l’abete, il pioppo, ma anche quelle di maggior pregio quali il faggio, senza tralasciare che i più esterni e sottili pannelli possono essere applicati ricavandoli da legnami ancor più nobili quali il palissandro o il noce, per conferire al prodotto finito un’aura più aristocratica.
In questi casi il compensato si definisce impiallacciato.

A quali usi si presta il compensato?

Questo materiale con le sue qualità di leggerezza, resistenza e versatilità permette ancora oggi la creazione di oggetti dal design moderno ed apprezzatissimo che gli sono valsi un importante ruolo anche nella storia del design, con progetti sperimentali come nel caso della sedia DCM realizzata con un innovativo procedimento di stampaggio del compensato: Charles & Ray Eames hanno creato una vera famiglia di sedie con questa tecnica, modellando il legno in forme curve ed aggraziate che sono attualissime ancor oggi non solo per il comfort, ma anche per il fascino estetico.
Far assumere a questo legno le forme volute è stato un vero trionfo di tecnica che ha poi influito in maniera rilevante su tutto il mondo del design, al punto da rendere questa famiglia di sedie giocose, snelle e funzionali una delle più fortunate espressioni del design moderno degna di essere esposta al MoMA.

Un altro progetto degno di menzione e realizzato in compensato è la Poltrona 41 di Alvar Aalto, nota anche con il nome di Paimio e anch’essa esposta al MoMA per l’ingegnosità della sua struttura sagomata. Venne realizzata negli anni 30 del secolo scorso, dimostrando subito che con la sua resilienza il compensato poteva offrire nuovi orizzonti per creare un mobilio a misura d’uomo, caldo nelle sue essenze e di inedita bellezza.

In tempi più recenti, i fratelli Joni e David Steiner si sono imposti all’attenzione generale con il progetto Edie, un set completo di tavolini, sedie e sgabelli interamente composti da pannelli in compensato di grosso spessore che si incastrano tra loro senza giunti o viti per il fissaggio.

L’eclettismo del compensato si dimostra così uno dei pilastri su cui si poggia la scuola del design, e con la sua rivalutazione continua oggi ad essere sfruttato per progetti originali, leggeri e vincenti!

 

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27 Febbraio 2018 / / Easy Relooking

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A Parigi l’architetto François Pélegrin e sua moglie Evelyne hanno trasformato l’ex residenza della giornalista francese Joséphine Baker, in un duplex bioclimatico dalle atmosfere leggere e luminose.
Un alloggio su due piani nel centralissimo 20° arrondissement di Parigi, caratterizzato dal gioco di contrasti cromatici tra il bianco e il nero, per un effetto visivo di incredibile eleganza. Parola chiave: black & white. Cosa stiamo aspettando? Apriamo la porta allora di questo appartamento e scopriamone insieme ogni dettaglio!

Soggiorno dall’allure parigina

Al livello dell’entrata, ci troviamo di fronte una grande hall con una scala di collegamento ai piani, che cattura subito l’attenzione per la bellezza della sua forma a chiocciola, dipinta in una raffinata tonalità di nero. L’appartamento è uno scrigno bianco luminoso che racchiude un susseguirsi ordinato di mobili neri, per un risultato finale 100% “parisienne”. Qui lo spazio ospita un soggiorno circolare che ti accoglie in un caloroso abbraccio, facendoti sentire a casa.

L’area della sala da pranzo si contraddistingue grazie al tavolo nero, coperto da una tovaglia bianca, disegnato dal nostro architetto François Pélegrin e realizzato su misura da un noto artigiano del posto. La cucina e gli arredi a tutto tondo sempre nelle nuances del bianco e del nero completano questo stile preciso e puntuale, che si diverte giocando con gli opposti, donando un effetto estremamente semplice, ma allo stesso tempo elegante e ricercato. Infine, i mobili in legno biondo, i pavimenti chiari in legno di rovere e le superfici verticali spioventi e dipinte di bianco conferiscono alla stanza uno stile caldo e naturale, con elementi sia classici che estremamente contemporanei.

La zona notte sul tetto di Parigi

Saliamo la scala a chiocciola e cambiamo scena verso il sottotetto, il piano tutto dedicato alla zona notte. Ci troviamo quindi di fronte alla suite padronale, sempre contraddistinta dal contrasto tra il bianco e il nero, tra la forza della struttura e la purezza delle linee, già ampiamente utilizzato al piano terra. Un arredamento essenziale che si costituisce di uno spogliatoio arricchito di tende rigorosamente bianche con motivi e scritte che ricordano la capitale francese. Tra la camera da letto e lo spogliatoio si cela un bagno doccia piccolo, ma funzionale, realizzato con tasselli di mosaico sempre nelle tinte del bianco e del nero.

Dalla cima delle scale, la vista del soggiorno circolare è davvero qualcosa di sublime. Ma non è finita qui, altri panorami spettacolari ci attendono in terrazza.

Emozioni: Parigi dall’alto

Usciti dalla zona notte ci spostiamo verso la parte più suggestiva di questo duplex. Il muro di mattoni e il tetto in ardesia si ergono di fronte a questa terrazza arredata. Uno spazio ideale per invitare gli amici ad un aperitivo e per ammirare la vista di Parigi. Uno stile personale che lascia trasparire scelte di gusto costanti: equilibrio, essenzialità, amore per i materiali naturali e i colori neutri. Le panchine, ricoperte da cuscini bianchi e neri, sono disposte attorno un tavolino centrale. E’ lo spazio ideale per conversazioni tra amici, per serate in compagnia e per il relax dopo una giornata di incessante lavoro.
E da qui emozioni senza sosta con le splendide viste di alcuni dei monumenti più incredibili di Parigi, dal Louvre al Musée d’Orsay fino ai Jardins des Tuileries.

Bellezza, equilibrio, stile sobrio, classico, ma allo stesso tempo moderno e originale, dove nulla è lasciato al caso e dove nulla è messo in evidenza. L’architettura di questo duplex a Parigi basta sicuramente a se stessa.

Progetto Duplex Parigi

L’articolo Duplex a Parigi in bianco e nero proviene da easyrelooking.

27 Febbraio 2018 / / Dettagli Home Decor

Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi

Studio DiDeA ha progettato un nuovo spazio per uno studio di tatuaggi: Nerho Tattoo, un progetto minimale in bianco e nero dall’identità fortemente grafica.


La richiesta del cliente era quella di avere un laboratorio con una piccola galleria annessa in cui esporre e vendere gadget e opere grafiche di piccolo formato.

Il locale, situato al piano terra di un edificio, si componeva di due ambienti comunicanti tra loro, uno dei quali presentava nella parte posteriore una differenza di quota.

Gli architetti hanno mantenuto la partizione interna disponendo nell’ambiente di sinistra la sala di attesa e nella parte rialzata il laboratorio grafico, mentre nella parte destra, a cui si accede dalla sala d’attesa, si trova il laboratorio con lettino per tatuaggi.

La scelta di due colori, il bianco e il nero, e di pochi materiali, ferro, vetro armato e resina, caratterizza fortemente il progetto. Il laboratorio grafico e il laboratorio di tatuaggi si tingono di bianco mentre la zona di ingresso è totalmente nera.

Una griglia modulare in ferro ricopre la parete destra dell’ ingresso proseguendo nell’ambiente successivo. Inoltre un bancone in ferro e vetro armato accoglie i clienti; gli stessi materiali caratterizzano la parete vetrata che separa l’ingresso dal laboratorio grafico. Per i pavimenti, gli architetti hanno scelto una superficie continua in resina bianca e nera, a seconda della funzione dell’ambiente in cui si trovano.

Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi
Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi
Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi
Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi
Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi
Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi
Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi
Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi
Il progetto di Studio DiDeA  per uno studio di tatuaggi

Progetto e Fotografie: Studio DiDeA Architetti Associati