3 Aprile 2018 / / Decor

Come fare un embrasse per tende in stoffa

L’embrasse è una fascia decorativa  per trattenere  e fermare i tendaggi. Ne esistono di ogni tipo nel web, e si possono realizzare in tanti modelli e materiali diversi. Oggi ti spiego come fare un embrasse per tende in stoffa.

La base di questa embrasse è semplice e versatile e potrai decorarla con fiori di stoffa come ho fatto io oppure con altre decorazioni per avere effetti diversi.

Come fare un embrasse per tende in stoffa

Ecco un modo semplice che ti spiega come fare un embrasse per tende in stoffa.

Per realizzare questo ferma tenda in tessuto avrai bisogno di:

  1. Due sezioni di tessuto, una  a fiori (o fantsia a scelta) ed una in tinta unita coordinata 80 x20 cm.
  2. Una striscia di tessuto in tinta unita 4×20 cm.
  3. Cartamodello scaricabile nel mio gruppo Facebook.
  4. Imbottitura piatta termo resistente acquistabile da Casa Cenina.
  5. Macchina da cucire, Ago, filo colla a caldo.

Tutorial per realizzare un embrasse in stoffa

Per prima cosa devi stampare il pdf disponibile a questo link, ritagliarlo e riportarlo sulla stoffa in tinta unita. A questo punto realizza un sandwich con i due tessuti dritto su dritto e nel fondo l’imbottittua piatta.

tutorial per realizzare embrasse in stoffa

Realizza delle fascette con il tessuto 4x20cm ( realizzane due  4×10 cm) e fermale sul diritto della stoffa, proprio negli angoli del tessuto in tinta unita (come nella figura seguente). Blocca tutto con degli spilli o con un’imbastitura e cuci a 0,5-1 cm dal margine. Lascia un’apertura per rivoltare su uno dei lati dritti. Ritaglia la stoffa in eccesso e rigira il tutto sul dritto.

tutorial embrasse a fiori

Chiudi l’apertura con dei punti nascosti.

come fare l'embrasse

Adesso non ti resta che decorare!

Decora l’embrasse con fiori in stoffa

Io ho deciso di decorare l’embrasse con i fiori di questo mio video che ti spiega come fare fiori di stoffa. Ma tu puoi personalizzarla come desideri!

 

Con questo tutorial partecipo all’iniziativa ” Handmade Spring” del gruppo  The Creative Factory. Vi invito a visitare tutti i progetti delle altre componenti di questo team per scoprire cosa hanno creato per questo bellissimo evento!

 

fiori primavera

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3 Aprile 2018 / / Dettagli Home Decor

cucina Maestrale

Al Salone Internazionale del Mobile Scandola Mobili si presenta con una nuova cucina e una collezione di armadi, entrambi della collezione Maestrale.


Cucina Maestrale

Al mondo della cucina, Scandola Mobili riserva sempre una grande attenzione. Tutti i modelli di cucina infatti sono curati nei più piccoli particolari a garanzia di un prodotto unico, solido e all’avanguardia. In occasione dell’evento più atteso dell’anno, ovvero quello del Salone del Mobile, la collezione Maestrale di Scandola si amplia con la cucina presentato in un’inedita nuova finituraCarbone con top Emperador.
Si tratta di un modello, realizzato interamente il legno massello di abete, dove l’incontro tra tradizione, funzionalità e tecnologia traspare in ogni dettaglio.

 

 

Collezione Armadi Maestrale

Il vero legno massello di abete, solido, importante e naturale, è il protagonista della nuova collezioni di armadi dell’azienda: con anta battente (a telaio o a pannello), con anta scorrevole e cabine a giorno pensate per sfruttare al meglio gli spazi.

armadio Maestrale
armadio Maestrale

La proposta di Scandola Mobili offre una modularità che consente di trovare la soluzione ideale sia in ambienti classici che contemporanei. Si tratta infatti di sistemi componibili a spalla che comprendono diverse misure di serie, con la possibilità di realizzare armadiature completamente su misura.


armadio Maestrale
Le cabine a giorno, modulabili e personalizzabili, permettono invece di creare ambienti come zone libreria o zone studio, ottimizzando lo spazio a disposizione.


armadio Maestrale

Ogni modello della nuova collezione Maestrale è disponibile in una ricca gamma di tonalità, create utilizzando vernici ad acqua, e di accessori decorativi come maniglie, zoccoli e cornici.


3 Aprile 2018 / / Design

L’articolo Il mio diario dal Light and Building 2018 proviene da Luxemozione.

Si è da poco conclusa l’edizione 2018 del Light and Building, evento che si svolge a Francoforte con cadenza biennale. Quest’edizione sarà ricordata per il freddo polare, per i ritardi o cancellazioni dei voli (anche in Germania 1 cm di neve può causare disagio, ebbene sì!), per il cambio di identità della Philips Lighting, che da ora in poi si chiamerà Signify – vi rimando in merito a questo post su LUXReview– e per molte altre cose che cercherò di riassumere brevemente qua di seguito.

Foto in header courtesy Cesare Coppedè

Prima di cominciare con il diario della mia tre giorni di Francoforte, vorrei sottolineare un aspetto essenziale del Light and Building che, ogni edizione sempre di più, si mostra come insieme di eventi legati al settore della luce e non solo come “fiera” dove esporre prodotto.

L&B come momento di crescita professionale

Quindi, a tutti coloro che ogni volta, con tono annoiato, mi chiedono:

“ma ancora una volta a Francoforte vai? Ma non ti sei stufato di andare a vedere sempre le stesse cose?”.

Io rispondo molto serenamente che il Light and Building è parte essenziale della crescita professionale di ogni Lighting Designer, poiché è luogo dove comprendere i trend di mercato, conoscere nuovi colleghi, costruire relazioni, partecipare a meeting e conferenze. Per questo motivo ritengo sia un passaggio fondamentale a cui non rinunciare.

Ad esempio, parlando di attività collaterali, ma non secondarie agli eventi espositivi, è da citare l’attività di incontro e relazione tra APIL Associazione dei Professionisti dell’illuminazione ed altre associazioni internazionali e nazionali, volti a rafforzare la riconoscibilità della figura del Lighting Designer.

Light and Building 2018
Nella Foto Susanna Antico Presidente APIL e David Ghatan, presidente IALD, sottoscrivono il Friendship Agreement tra le due associazioni.

Vi rimando in merito a quest’articolo sul blog dell’Associazione:

Incontri tra Associazioni al Light and Building, verso il futuro del lighting design.

Miniaturizzazione, attenzione ai dettagli e precisione dei sistemi ottici e altre novità

Durante il mio tour di tre giorni al L&B, sballottato tra Hall 1, 2, 3, 4 e 5 ho visto davvero tante cose: come dicevo l’evento è un ottimo specchio di quello che è, o sarà, il trend di mercato del settore dell’illuminazione per il prossimo biennio.

light building map

Come sempre i principali player si sono presentati con Stand  dal design e materiali accattivanti, alcuni con logiche espositive dalla  narrativa innovativa. Parlando di gadget, ancora una volta, quest’anno, primo premio assoluto alla Prolicht, con le borse multicolor e custom di cui parlava tutta la fiera.

Prolicht bag frankfurt

Quest’anno è stato forse meno roboante, in termini di novità nuove, rispetto almeno all’edizione 2016, che aveva proposto davvero tanto. Credo che la vera innovazione di quest’edizione stia proprio nella presa di coscienza delle news introdotte dall’edizione precedente, passando per Euroluce di Milano dell’anno scorso.

Light & Building 2016: Luci Smart e Lighting Design

Ad esempio al padiglione 3 (in generale dedicato all’illuminazione tecnico-architettonica) a farla da padrone è stato il sistemino con Binario in bassissima tensione, con proiettori mini e sistema lineare integrato. Ovviamente sviluppato da quasi tutte le aziende, per far fronte ai vari capitolati. Questo ha portato, a parte ad un allineamento di prodotto, ad una ricerca di miniaturizzazione, della qualità delle finiture e precisione dei sistemi ottici. Anche questa è innovazione.

DGA Light and Building
Modulo LIneare LED miniaturizzato – DGA

In alcuni stand si è visto un primo tentativo di mostrare la Virtual Reality (VR), applicata all’illuminazione. Devo dire applicazioni ancora molto acerbe. Il tema è tuttavia interessante e tra non molto, vi prometto, tratteremo l’argomento anche su Luxemozione. Grazie al supporto degli amici di ViFX -Scuola of Visual Effects ,  che mi hanno mostrato, in altra sede, cose davvero molto interessanti, che spero possano avere applicazione più concreta anche nel nostro settore.

VR Light and Building

L’azienda che mi ha impressionato forse di più è Targetti per il netto cambio di direzione, rispetto al 2016 o ai confusi anni precedenti, con qualche chicca  importante in tema d’innovazione: tra cui il sistema di controllo ottico attraverso il frame a cristalli liquidi Dynamic Beam Shaper e proiettori dotati di ottiche LED a riflessione, molto interessanti.

Dunque bravi, un bel lavoro che non è passato sicuramente inosservato: numerosi i commenti positivi di amici e colleghi, italiani e non. Segno che strategie messe a punto in questi anni hanno funzionato, speriamo questa linea di crescita possa esser mantenuta anche sotto la nuova proprietà di 3FFilippi.

Parola d’ordine qualità e controllo della luce

Come dicevo si è visto chiaramente un balzo in direzione della qualità della luce, lo dimostra ad esempio la ricerca di sistemi ottici sempre più precisi, reso possibile anche grazie all’introduzione di lenti TIR per COB, o a ricerche condotte in seno alle diverse aziende, che propongono sistemi ottici molto interessanti dal punto di vista del controllo della luce, sia in ambito indoor che outdoor. Quindi ottiche performanti senza spill-light, sistemi a luminanza controllata un po’ dovunque, alcuni molto ben fatti e poi, finalmente, ottiche wall-washer molto molto performanti. Insomma per i player che lavorano bene non è solo luce un tanto al chilo, ma luce di qualità.

Prolicht Light and Building
Schermo MIcroprismatizzato a bassa luminanza – Prolict

Nel video il sistema XAL Unico, giusto per citarne uno, tra i molti interessanti.

Sempre in termini di qualità, spostandosi dal prodotto al componente LED, novità interessante è il Chip LED TRI-R / Sunlike di Seoul Semiconductors, tecnologia già anticipata durante lo scorso PLDC Professional Lighting Desing Convention, caratterizzata da un’emissione spettrale che si avvicina teoricamente a quella tipica della luce naturale. Quindi non è più questione solo di Indice di Resa Cromatica, ma come è composto lo spettro emesso da una sorgente.

In realtà si è sentito parlare poco di Indice di Resa Cromatica, o almeno molto meno che in passato, :  “c’ho un Cri Ra, che come me nessuno” era un po’ il leitmotiv delle scorse edizioni. Un segnale positivo direi, poiché sintomo che il mercato si è allineato e che, appunto, qualità della luce è un obiettivo di tutti i principali attori di settore, o almeno quelli che lavorano bene.

Meno Human Centric Lighting e Internet of Things del previsto.

Fortunatamente si è sentito parlare molto meno a vanvera di Human Centric Lighting, rispetto a quanto si è visto nella passata edizione ed altri eventi connessi. Il termine è stato molto spesso utilizzato in modo improprio, come mero strumento di marketing  e non in conoscenza della reale complessità che si cela dietro un sistema di illuminazione che coinvolge il mantenimento (o l’alterazione) del ritmo circadiano. Diciamo che la materia è per pochi e forse, in questo, c’è stata una presa di coscienza. Almeno questa è la speranza.

In tema di  Internet of Things (IOT), ovvero parlando di sistemi di reti interconnesse, mi aspettavo qualcosa in più, ma l’argomento è complesso: evidentemente la cosa deve essere ancora assimilata per bene e comprese le reali potenzialità, probabilmente (spero) esploderà al Light and Building 2020.

Zumtobel al LB 0218
Qualche cosa di interessante in termini di IOT  l’hanno mostrata i big tra cui Zumtobel, altra azienda che mi ha impressionato per l’esposizione e la narrativa dello stand (molto diversa dal passato) e le novità volte al design al controllo ottico con qualche cenno interessante di applicazione concreta su IOT: dal prodotto al sistema che gestisce i dati raccolti e li traduce in esperienza utile a rendere l’ambiente più a misura d’uomo.

In conclusione

Concludendo dunque, come già anticipavo ad inizio articolo, il Light and Building si è mostrato ancora una volta  momento essenziale di interscambio e conoscenza per tutto il settore lighting. Naturalmente quello che vi ho proposto sopra è un riassunto di un faticoso tour di tre giorni, quindi mi scuso se ho dimenticato o volutamente escluso qualcosa o qualcuno. Nel caso aggiungete pure nei commenti, come è stato il vostro Light and Building?

Personalmente non vedo l’ora della prossima edizione 2020

L’articolo Il mio diario dal Light and Building 2018 proviene da Luxemozione.

3 Aprile 2018 / / Baliz Room

Volete finalmente cambiare la vostra cucina, ma non sapete decidere tra un restyling o una ristrutturazione?

Siete nel post(o) giusto! Oggi vi parlerò dei pro e dei contro di questi due interventi, così da guidarvi tra le differenze che ci sono tra loro e aiutarvi a riconoscere la soluzione più adatta a voi.

Restyling della cucina: i pro e i contro

Questa soluzione è quella più in voga di questi tempi, in linea con una cultura ecologica contro gli sprechi, che assicura buoni risultati con poca spesa.

Uno dei pro del restyling, infatti, è la possibilità di trasformare la vostra cucina con un budget ridotto. Se una ristrutturazione prevede una fase di cantiere, con il restyling, attraverso piccoli interventi sull’arredo o l’aggiunta di nuove finiture, possiamo dare una nuova veste a questo ambiente, tenendo in questo modo le spese molto basse rispetto ad interventi più invasivi.

Un secondo aspetto a suo favore è la possibilità del fai da te, aspetto che taglia nettamente i costi, in quanto spesso le lavorazioni non sono così complesse da richiedere l’intervento di manodopera specializzata.

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Fai da te: monta mensole e ripiani, impreziosendo lo spazio con piatti e bicchieri in bella mostra

Consideriamo, poi, che con un restyling i tempi di esecuzione sono molto più brevi, altro parametro da non sottovalutare, che lo rende un’ottima soluzione per chi  vuole un guizzo di novità senza addentrarsi nella fase lavori.

Questo tipo di intervento, però, ha anche alcuni lati negativi. Se optate per il fai da te, ad esempio, potrebbe non andare bene come sperate. Potreste rovinare in maniera irreparabile dei mobili o pitturare le pareti in modo non omogeneo se non avete molta esperienza. È per questo motivo che vi consiglio di fare tante ricerche prima di cimentarvi in qualsiasi tipo di lavorazione, anche se può sembrarvi facile!

Nel caso in cui la vostra cucina abbia anche dei problemi a livello funzionale, come un’organizzazione degli spazi poco efficiente, che la rende scomoda da usare, il restyling non basta, ma si dovrà ricorrere ad un intervento di ristrutturazione.

Ristrutturazione: i pro e i contro

Ecco, infatti, uno dei pro di una ristrutturazione: permette di risolvere i problemi funzionali della vostra vecchia cucina. Spesso, infatti, si è sprecato tanto spazio o la disposizione degli elettrodomestici non è delle migliori ed è proprio ristrutturando che sarà possibile eliminare questi difetti.

La ristrutturazione di una cucina vi permetterebbe anche di stravolgere completamente l’aspetto di questo ambiente. Le vostre esigenze e il vostro modo di vivere, infatti, possono cambiare nel tempo, così come le tendenze offerte dal mercato. Quindi, perché non ricreare la cucina dei vostri sogni avvistata su una rivista? E’ proprio questo il secondo punto a favore della ristrutturazione.

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Chi non vorrebbe un cucina con isola centrale?  (Alea by R&D  Poliform)

Il terzo aspetto positivo è che in fase di ristrutturazione dovete avvalervi del contributo dell’architetto, soprattutto se abitate in un edificio storico.  La presenza di una figura professionale, che può darvi consigli già dalla fase di progettazione, è fondamentale per la riuscita della ristrutturazione. L’architetto avrà il compito non solo di supervisionare i diversi step, ma anche di coordinare le tante figure coinvolte nel cantiere. Questo vi assicura un ottimo risultato finale, e la sicurezza che la qualità delle lavorazioni sia la migliore.

Allo stesso tempo, però, assumere un professionista comporta dei costi aggiuntivi, il che ci porta al primo aspetto negativo di una ristrutturazione: i costi più elevati rispetto ad un intervento di restyling. La scelta di un architetto, le demolizioni, le modifiche agli impianti e l’acquisto di nuovi materiali e arredi sono solo alcune delle voci che fanno salire le spese.

Accanto al fattore economico, non bisogna poi dimenticare il fattore tempo. In base alla complessità del progetto e alle condizioni dell’abitazione, portare avanti dei lavori può richiedere tra le due e le tre settimane. Al di là dei tempi tecnici, legati alle lavorazioni,  il periodo di attesa si allunga ulteriormente nel caso vogliate una cucina su misura, visto che richiederebbe una produzione specifica da parte di un’azienda o di un falegname.

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Se ancora non siete convinti, ecco 4 miei piccoli consigli-bussola:

  1. Il restyling fa per voi se vi piace cambiare spesso: un pezzo dopo l’altro, avrete una cucina unica e super originale. Potete sempre ridipingerla di un colore diverso ogni mese!
  2. Il restyling non fa per voi se vi piacciono gli stravolgimenti, i colpi di scena. Cambiare solo colore o qualche materiale non vi basta, ci vuole di più!
  3. La ristrutturazione fa per voi se volete realizzare la cucina dei vostri sogni. Non importa quanto tempo ci vorrà,  l’importante è che alla fine, tornando a casa, lei sia lì ad attendervi in tutto il suo splendore
  4. La ristrutturazione non fa per voi se siete persone poco pazienti, o indecisi cronici. Un cantiere richiede tempo e scelte importanti…non si possono certo sfogliare i cataloghi all’infinito!

Si conclude qui la mia piccola incursione nel mondo delle cucine, sperando di avervi chiarito un po’ le idee sulle differenze tra restyling e ristrutturazione.  E ricordate: non esiste la cucina perfetta, ma solo quella più adatta a voi e al vostro modo di vivere la casa. 

(Articolo in collaborazione con Habitissimo)

 

3 Aprile 2018 / / Amerigo Milano

Poco tempo fa ci siamo ritrovati al consueto tavolo di lavoro per un brainstorming interno, il cui obiettivo era quello di trovare il prossimo protagonista della collezione Amerigo Milano. Dopo aver analizzato i numeri e le tendenze di mercato, la matita ha cominciato a disegnare e naturalmente, ci siamo fatti trasportare e travolgere (come sempre accade) dalle passioni e dalla fantasia.

bozzetto cuccia cane

Così, siamo arrivati a pensare ai nostri amici a quattro zampe. In passato, spesso ci è capitato di trovarci nella situazione di trovare una cuccia all’altezza della bellezza estetica delle nostre case e quasi sempre, non abbiamo trovato un prodotto all’altezza.

cani e lusso

Proprio partendo da questo presupposto abbiamo deciso di ideare, disegnare, realizzare una vera e propria collezione dedicata ai cagnolini di tutto il mondo. Siamo partiti dalla cuccia, elemento fondamentale per i nostri amici, luogo di riparo e riposo per molti di loro.

dettagli, personalizzazione

La cuccia è spesso un elemento composto da un cuscino anonimo appoggiato in mezzo a una sala ben arredata.Per questo motivo abbiamo voluto dare importanza a un pezzo di utilizzo comune, rendendolo (come tutti gli oggetti della collezione Amerigo Milano) personalizzabile e unico.

cuccia di design per cane

Con le nostre cucce da interno per cani, avrete la possibilità di offrire un giaciglio confortevole e di design al vostro bravo amico a quattro zampe, che siamo sicuri apprezzerà e si godrà per sempre. Attenzione però, non ci fermiamo qui, siamo già all’opera per realizzare anche una serie di accessori davvero meravigliosi… Stay tuned!

3 Aprile 2018 / / Easy Relooking

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La primavera arriva in casa con gli interni color pastello. Dimentichiamo il grigio, il greige e la scontata dicotomia nero/bianco e apriamoci a ispirazioni cromatiche delicate, dolcissime e accoglienti. Le tonalità pastello offrono molte opzioni quando parliamo di arredamento di interni, a patto di saper scegliere le giuste combinazioni e unire mobili, pareti, accessori e complementi in un unicum affascinante ed elegante.

Il verde, l’azzurro, il giallo, il rosa, il violetto sono soltanto alcune delle tinte lievi e di tendenza di questa nuova stagione. Per un arredamento pastello perfetto il segreto sta nell’armonia di insieme.

Ultra Violet, il colore pantone in versione primaverile

Sappiamo già che il viola è il pantone 2018 e nella sua versione primaverile diventa un tenue color lavanda davvero sofisticato e adatto agli interni. Una tonalità particolare, capace di regalare un tocco di mistero e grazia al design più moderno. Non solo provenzale, quindi, con oggetti e dettagli vagamente retrò, ma anche un po’ di violetto su tessuti e linee tipicamente contemporanee e futuriste. Questa tinta sta bene un po’ ovunque, dalle pareti ai tappeti, passando per una poltrona o un piccolo dettaglio, tenendo a mente che il cult per quest’anno in tema di arredamento sta nella combinazione perfetta tra vintage e minimalismo.

Acquamarina, la tonalità che ricorda il mare

Un altro colore che sarà protagonista indiscusso degli interni di primavera è l’azzurro acquamarina. Tinta dal sapore dolce e mite, che ricorda il mare sognandolo a occhi aperti e che evoca l’Italia del Sud in ogni sua sfumatura. La nuova casa di questa stagione si ispira alla trasparenza dell’acqua colorando poltrone con sfumature acquamarine in salotti con pareti rosa pastello e mobili ghiaccio.

Gli accostamenti sono densi di sfumature cromatiche, equilibri aggraziati tra i mille elementi che compongono la natura che ci circonda, dal mare alla terra fino alle tante tinte floreali.

Il rosa per scaldare di dolcezza tutta la casa

L’altra tonalità regina di primavera è sicuramente il rosa, che vestirà accessori e complementi d’arredo. Aspettiamoci proposte creative e innovative anche per l’interior design, perfino in quegli ambienti considerati più al riparo dalle tendenze cromatiche stagionali, come il bagno. Anche per l’arredo di questa stanza, infatti, la primavera tinge di rosa i sanitari e i mobili, regalando un’atmosfera da ciliegi giapponesi in fiore nell’ambiente forse più intimo e personale della casa.

Le sfumature pink sono perfette, poi, per piccoli dettagli o anche per tingere le pareti di un tocco fine e delicatissimo, anche da abbinare ad altri colori pastello come ad esempio il verde. Il rosa tenue accostato al verde pastello fa nascere un prato fiorito super chic direttamente in casa nostra. Si può provare anche con minimi dettagli, combinando ad esempio delle lenzuola verdine con un copriletto rosato su una parete acquamarina per un risultato finale che ci donerà tutta la libertà di cui abbiamo bisogno.

Cosa ne pensi? ti ritrovi in questi colori o hai un altro colore preferito per gli interni primaverili?

L’articolo Interni color pastello per la primavera proviene da easyrelooking.

3 Aprile 2018 / / ArchitettaMI

Buongiorno amici,

come sapete collaboro con Libreriamo e nella loro rubrica tratto temi legati al design per gli amanti dei libri. Nell’articolo di oggi vi parlerò di scale, non solo come luogo di passaggio , ma piuttosto come luogo di sosta per leggere un bel libro.

Per l’articolo completo link qui.

3 Aprile 2018 / / Dettagli Home Decor

scala in travertino italiano

Lo studio londinese Groupwork + Amin Taha ha ristrutturato un appartamento per una famiglia di 5 persone a Caroline Place, Londra, un tranquillo quartiere di case a schiera fine anni Cinquanta a nord di Hyde Park e di Kensington Gardens, a Londra.


In corso d’opera la facciata fronte strada è stata riportata al suo stato originale, eliminando le modifiche fatte nel corso degli anni. La casa è stata ampliata e al piano terra è stato creato un giardino d’inverno con una struttura in ottone e delle aperture verso il patio che permettono alla luce del giorno di illuminare la zona al piano terra.


Internamente gli ambienti sono stati liberati dalle travi ribassate e dalle pareti divisorie di mattoni. Sono stati recuperati i vecchi pavimenti di travertino che accentuano e differenziano il percorso tra i piani e da interno a esterno.

Il primo piano ospita un open space con la zona giorno, mentre in un angolo si trova un piccolo studio che può essere facilmente trasformato in una camera da letto ruotando un armadio girevole che incorpora un letto a scomparsa.

Una scala di travertino portante a sbalzo connette tutti i livelli, dal piano terra al terzo. Ha una forma a spirale e il lato inferiore grezzo, come se fosse stata appena estratta dalla cava. La scala è in calcare di travertino italiano e sgorga da travi di acciaio sugli sbarchi a un muro di blocchi lungo il lato della proprietà.


cucina al piano terra
ingresso e cucina al piano terra
scala in travertino italiano
libreria in legno su misura
corridoio con pareti rivestite in legno
armadio girevole con letto a scomparsa
armadio girevole con letto a scomparsa
armadio in legno
bagno e stanza in mansarda
scala in travertino italiano
ingresso giardino d'inverno

Progetto: Groupwork + Amin Taha

Foto:  Timothy Soar