9 Aprile 2018 / / Design


 

arredare una cameretta per 4

Una delle versioni proposte per arredare una cemeretta per 4 (quella che preferisco) prevede su una parete una adorabile carta da parati nei toni del grigio a tema indiani, la struttura della controparete dipinta con vernice lavagna, un ampio tappeto su cui giocare e capienti recipienti per i giochiarredare una cameretta per 4

Sul frontespizio della controparete campeggia una grande scritta in lettere di legnoe l’altra parete dipinta di grigio chiaro con triangoli più scuri accoglie una composizione di animali pellerossa e un trofeo di peluche

A sinistra stampe di Rosetta London con immagini di animali della giungla tribali, dimensioni 15 x 20 cm, set di 6 pezzidisponibile QUI a destra Testa di Alce Americano vrsione Trofeo di Peluche! Lo trovate QUI

A sinistra cesta portagiochi in iuta disponibile QUI a 11.99€, a destra contenitore cilindrico pieghevole, con rivestimento impermeabile, in tessuto di cotone da utilizzare come portagiochi. Lo trivate QUI a 12.99€ in diversi coloriarredare una cameretta per 4

Comodo e sofficie tappeto grigio con stelle bianche in pile e antiscivolo sul retro. Disponibile QUIarredare una cameretta per 4 Bellissima la carta da parati  sfondo grigio chiaro, con animali e tepee indiani. la trovate QUI a 13.95€ anche nella version colorata

Mi è arrivata la richiesta, da parte di una bellissima e numerosa famiglia, per la realizzazione di una cameretta per quattro.

I tre fratellini, due maschietti e una femminuccia sono in attesa del nuovo arrivato e la mamma ha pensato di realizzare per loro una cameretta per stare tutti insieme, anche se per un breve tempo, visto che poi a breve ognuno di loro avrà bisogno del proprio spazio. Adesso i tre fratelli sono però felici e desiderosi di condividere lo spazio anche con il piccolo appena nato.

L’idea era quella di riunire i fratelli di questa meravigliosa famiglia in uno spazio condiviso, dedicato al sonno e al gioco, in quanto lo studio avviene in un altro ambiente, dove ognuno potesse comunque avere il proprio spazio privato.

E’ così nata l’idea di realizzare una struttura ispirata alle cuccette del treno, in cui ognuno potesse ritirarsi nella propria alcova, chiusa da una tendina, a leggere, dormire, ascoltare musica…sognare.

come arredare la cameretta per 4

Effetto cuccetta

come arredare una cameretta per 4

Ad ognuno il proprio posto

come arredare la cameretta per 4

Una cameretta unisex allegra e creativa in cui si può giocare tutti insieme e poi ritirarsi nel proprio spazio

Delle graziose tende con nuvolette o stelline potranno creareun grazioso riparo privato

La sorpresa più bella, e l’effetto treno ancora più accentuato, è dato dal fatto che una volta chiusa la tendina, i ragazzi non si sarebbero trovati chiusi in un piccolo cubiculo, ma proiettati completamente verso l’esterno, seppur protetti dal loro nido, poiché la parete attrezzata con i letti appoggia su una grande vetrata che affaccia sul giardino della casa.

Un effetto davvero meraviglioso che coniuga il desiderio di intimità con quello di libertà.

come arredare una cameretta per 4

I letti addossati alla parete con il finestrone

come arredare una cameretta per 4

Con vista sul giardino circostante

Vista del giardino

Il vetro sarà scelto seguendo una delle tecnologie che permettono di guardare fuori ma non essere visti dall’esterno, mentre la struttura dei letti sarà molto pratica e facilmente removibile un domani, quando la convivenza terminerà ed ognuno avrà bisogno del proprio ambiente e dunque, questa camera tornerà ad essere una singola o al massimo una doppia.

Lungo la parte vetrata saranno semplicemente posizionati, a ridosso del finestrone, due elementari letti a castello, anche il semplice modello Mydal di Ikea andrà benissimo, la parete verrà poi chiusa da un grande pannello/controparete con telaio in legno. Due sportelloni per parte si apriranno sul letto a castello permettendone l’accesso agevole e le operazioni di riordino, inoltre, in questo modo potrà essere utilizzata la parte sotto i letti come piccolo ripostiglio/storage per scatole e contenitori, che scompariranno dietro alla parete insieme alla struttura dei letti.

I pannelli si apriranno comodamente grazie al posizionamento di rotelle e le due parti laterali e una centrale saranno fisse per permettere l’aggancio dei cardini.

come arredare una cameretta per 4

La controparete in legno si apre grazio ad un telaio e a delle rotelle in basso

come arredare una cameretta per 4

Letto a castello Mydal di Ikea

Dei comodi contenitori con rotelle possono essere nascosti sotto ai letti e celati alla vista dalla controparete

Sul frontespizio della struttura fronteggia la scritta “play e dream”, le due cose fondamentali nella vita di un bambino…e non solo!

A livello decorativo, per mettere d’accordo tutti, l’appassionato di manga, con il piccolo calciatore e l’artista ho pensato che la cosa migliore fosse dipingere di vernice lavagna una parete, o in alternativa la struttura del letto, per lasciare libero sfogo alla fantasia di questi fratellini, che potranno così scrivere su questa superficie un pezzo di storia molto felice della loro famiglia.

Sulla parete di destra sia che ci sia la vernice lavagna, sia una simpatica carta da parati, magari interattiva come quella da colorare, che terrà riuniti e occupati i fratelli nella decorazione della loro tana, sarà posizionato un grande termo arredo a sviluppo verticale.

Rimane anche lo spazio per un grande armadio contenitore, mentre al centro sarà completamente libera e a disposizione di tutti, grandi e piccoli, l’area di gioco su un grande tappeto.

arredare una cameretta per 4

Due proposte una parete lavagna e controparete in legno naturale e una con carta da parati sulla parete e controparete dipinta con vernice lavagna

Carta da parati “città tra le nuvole” di Ily decor

 

come arredare una cameretta per 4

Una grande parete lavagna su cui dare libero sfogo alla fantasia

La vernice lavagna  é sempre una soluzione semplice ma molto creativa

arredare una cameretta per 4

Bellissimo il tappeto “campana” per giocare in allegria, disponibile QUI 170x72cm

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Allegro tappeto patchwork con cagnolini dimensione 120×170 disponibile QUI

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comodissimo tappeto sacca portagiochi. Lo trovate QUI a 10.13€

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Tappeto patchwork disponibile QUI in molte dimensioni, anche rotondo

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9 Aprile 2018 / / Design

3D Housing 05

3D Housing 05 è la prima casa in Italia stampata con tecnologia 3D, progettata da Massimo Locatelli dello studio CLS Architetti e realizzata in collaborazione con Italcementi, Arup e Cybe.


Si tratta di un prototipo di 100 metri quadrati, con zona giorno, zona notte, cucina e bagno, realizzato con una miscela di polveri cementizie. Una casa che può essere demolita, polverizzata e riedificata riciclando lo stesso materiale. 

Lo studio dimostra come sia possibile costruire in soli 7 giorni una casa a basso impatto ambientale, che può essere facilmente ampliata, rialzata, raddoppiata e persino spostata e riposizionata secondo le esigenze del committente. 


Oltre alla questione ambientale e al vantaggio economico della tecnica impiegata, 3D HOUSING 05 può essere adottata come soluzione per garantire una sistemazione adeguata a chi non dispone di un’abitazione, ad esempio in situazioni di emergenza oppure, come affermano gli stessi progettisti, per “costruire le case dei visionari contemporanei nelle mete esotiche, persino su Marte”.


3D Housing 05
3D Housing 05
3D Housing 05
3D Housing 05
3D Housing 05
3D Housing 05

3D Housing 05 sarà visibile durante la Milano Design Week in piazza Cesare Beccaria.



quanto costa ristrutturare casa?

Certamente la domanda che ognuno di noi si sarà posto nel momento in cui ha pensato di fare delle modifiche alla propria abitazione è stata “quanto costa ristrutturare la casa?”.

Beh certo, bella domanda, magari saperlo – direte voi!

Prima di tutto cominceremo a farci fare dei preventivi e a paragonarli.

L’ideale di solito e farsi fare minimo tre preventivi da tre imprese edili e scegliere quello dal costo intermedio, scartando il più basso e il più alto (ovviamente accertandosi delle credenziali dell’impresa)  del resto si sa … la verità sta nel mezzo!

Ci sono comunque delle cifre medie di mercato riconosciute e alle quale possiamo fare riferimento per sapere effettivamente quanto costa ristrutturare la casa.

Ovviamente per quanto riguarda i materiali di finitura, come pavimenti, rivestimenti e arredi, il preventivo  dipenderà da quello che sceglierete secondo il vostro gusto, dato che in questo caso la forbice di prezzo è davvero molto ampia.

quanto costa ristrutturare casa?

Ad ogni modo, bisogna essere sempre preparati ad eventuali aumenti, quando si analizzano i prezzi per ristrutturare casa, che di solito rientrano in un 20%.

Avere le idee chiare aiuta, ma mai sottovalutare gli imprevisti, anche se la scelta di una buona impresa edile, seria ed esperta, sarà certamente il primo passo per ottenere un buon risultato con le minori variazioni possibili di prezzo.

Nella ristrutturazione della nostra casa (che avviene ci auguriamo una due, massimo tre volte nella vita!) non dobbiamo di certo indebitarci, ma nemmeno lesinare in modo sconveniente, ad esempio scegliendo materiali scadenti, scelta che si ritorcerà contro noi stessi; dunque è bene cercare di risparmiare, ma sempre con grande attenzione alla qualità, sia per quanto riguarda l’impresa che ci farà i lavori, che per i materiali impiegati.

Per chi decide di ristrutturare casa lo stato dà un incentivo che cambia in percentuale ogni anno; dal primo gennaio 2018 si tratta del 36% per una spesa massima di 48.000 €. Nelle agevolazioni sono inclusi i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro e il risanamento delle parti comuni degli edifici residenziali. Per le singole unità residenziali, invece, sono esclusi dagli incentivi gli interventi di manutenzione ordinaria.
Esiste anche un bonus mobili ed elettrodomestici che per il 2018 riguarda il 50% di spese di acquisto di nuovi arredi e grandi elettrodomestici di classe A, su una spesa massima di 10.000€, che vi aiuterà ad arredare la vostra casa proprio come l’avete sempre desiderata.

quanto costa ristrutturare casa?

quanto costa ristrutturare casa?

Tra i lavori particolarmente costosi che vi potreste trovare ad affrontare c’è la realizzazione di tetti in legno, ovviamente il prezzo finale dipende anche dai materiali che vengono utilizzati, ma un tetto in legno ha numerosi pregi.

Tempi di realizzazione: un tetto in legno può essere costruito in circa 30 giorni, mentre uno in cemento ne richiede almeno 60. Ne consegue un risparmio non solo di tempo ma anche di soldi, in quanto il cantiere sarà attivo per meno tempo.

Caratteristiche tecniche: Il legno è un ottimo materiale, elastico e leggero, che rientra nelle normative antisismiche, inoltre è un ottimo isolante termico e acustico.

Caratteristiche estetiche:  il legno ha un’innegabile piacevole ed elegante resa estetica. Il legno si adatta facilmente a qualsiasi stile di interni ed un tetto in legno sarà perfetto in ogni casa.

quanto costa ristrutturare casa?

quanto costa ristrutturare casa?

Un materiale ecologico: Il legno, anche quello lamellare, rientra nella cosiddetta ‘bioedilizia’, dal momento che rappresenta una risorsa naturale, rinnovabile ed anche riciclabile. In particolare, il legno lamellare richiede un minore impiego di energia durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento, quindi minimizza l’inquinamento ambientale. Inoltre, ha la capacità di assorbire anidride carbonica.

Ora che avete le idee un po’ più chiare siete pronti per affrontare uno dei passi più belli e più complessi della vita…la ristrutturazione della propria casa!

quanto costa ristrutturare casa?

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9 Aprile 2018 / / Things I Like Today

sedie colorate nube by stua

Ecco una piccola galleria di sedie colorate, per tutti i gusti e per tutti gli stili, perchè con l’arrivo della bella stagione si scatena la voglia di stare all’aria aperta e circondarsi di oggetti vivaci e allegri

No, non sono solo per la stanza dei bambini. Le sedie colorate possono rallegrare qualsiasi ambiente,  privato o pubblico, interno o esterno, e vivacizzare l’arredamento dando quel tocco in più. In questa galleria alcune fra le più belle e originali, spaziando fra stili diversi per accontentare i gusti di tutti e potersi integrare con qualunque tipo di arredamento.

Nube di Stua

Nube by Stua, arredano gli spazi comuni all'Università di Vienna progettata da Zaha Hadid

Le sedie colorate Nube arredano gli spazi comuni e la caffetteria all’Università di Vienna di Zaha Hadid

Tante sedie colorate come l’arcobaleno compongono la serie Nube di Stua, azienda spagnola di mobili di design contemporanei dallo spirito originale e innovativo.
Progettata da Jesus e Jon Gasca, la poltroncina Nube nasce dal desiderio di combinare le rigide forme geometriche del design contemporaneo e le curve del corpo umano. Si compone infatti di una parte esterna squadrata e di una seduta avvolgente e confortevole e questo contrasto è evidenziato anche dall’uso di due diverse tonalità di colore per il rivestimento esterno. Il suo particolare design e le tantissime varianti di colore ne fanno un oggetto allegro e divertente ma allo stesso tempo stiloso ed elegante. Con la loro forma si prestano molto bene a combinazioni modulari e infatti queste deliziose sedie colorate sono state utilizzate in diversi progetti di architettura, fra cui la Facoltà di Economia progettata da Zaha Hadid per l’Università di Vienna.

Drop by Infiniti Design

Sedie colorate Drop by Infinity

Sedie colorate Drop by Infinity

Vincitrice del Good Design Award nel 2011 Drop disegnata da Radice Orlandini, è una sedia giovane e dinamica.
Realizzata in polipropilene e fibra di vetro è perfetta sia per interno che per esterno ed è al 100% reciclabile. Con la sua forma avvolgente e giocosa è disponibile in tanti colori diversi, dagli energetici rosso, giallo e arancione ai più riassanti verde tropicale, viola o blu capri, senza dimenticare bianco, nero e un immancabile color sabbia.
Una sedia spiritosa e poco impegnativa per chi non vuole comunque rinunciare allo stile.

Calla di Simone Cappellanti

Sedie Colorate Calla di Simone Cappellanti

Sedie Colorate Calla di Simone Cappellanti

Calla è l’eleganza fatta poltrona. Una forma liberamente ispirata al bellissimo fiore da cui prende il nome, stilizzata ed essenziale ma con una grande personalità. Proprio come un fiore, la grazia è una delle sue caratteristiche peculiari, sottolineata dala gamma di colori pastello dalle tonalità tenui e ricercate, fresche e primaverili.
Il design di Calla riprende la tradizione del design organico scandinavo e in particolare la lezione della mitica Panton Chair del 1960 di Verner Panton. La struttura di questa sedia colorata è costituita da un blocco unico realizzato in Adamantx®, un materiale composito composto da espansi rivestiti con resine speciali, leggero, molto resistente e adatto alla realizzazione di forme complesse.

Fiocco di Gianni Pareschi

"Sedia

Fiocco è una poltroncina colorata dalla forma decisamente unica ed eccentrica… direste mai che è nata nel 1970?
Progettata da Gianni Pareschi e prodotta da Busnelli, fa parte dell’esposizione permanente del Museum of Modern Art – MoMA di New York ed è stata riproposta nel 2007. E’ composta da una semplice struttura in metallo tubolare curvato ricoperto da una membrana flessibile in tessuto elastico che si adatta alla forma del corpo. La sintesi perfetta fra design, innovazione e tecnologia ma soprattutto un oggetto di design capace di portare vivacità e colore in qualunque ambiente.

"Sedie

Babila by Pedrali

Sedie colorate Babila di Pedrali design Odo Fioravanti

Babila di Pedrali design Odo Fioravanti

La linea Babila comprende diverse versioni di queste sedie colorate dalle linee classiche e senza tempo. La seduta si caratterizza per un’ampia asola posteriore che rende questa poltroncina originale e leggera senza dimenticare la funzionalità. Babila può avere un’imbottitura in tessuto o pelle e le gambe in acciaio o legno di frassino. Molto interessante la possibilità di combinare il colore del tessuto e le diverse finiture per scegliere fra numerose combinazioni in base ai proprio gusti o alle esigenze di arredamento.

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9 Aprile 2018 / / Dettagli Home Decor

zona giorno open space

Un loft in una vecchia scuola a Rotterdam, è il progetto eseguito dallo studio Eklund Terbeek in un edificio del 1912 riconvertito in sei appartamenti. Lo studio di progettazione si è occupato della ristrutturazione dell’edificio e del progetto di interior design destinato al loft, originariamente composto da un corridoio e da due aule. 
Le aule scolastiche sono state unite per creare un’ampia zona giorno open space. Una fila di finestre e le pareti imbiancate rendono lo spazio arioso e luminoso, mentre il soffitto in cemento crea un interessante contrasto con il candore dei muri. 

Il living ospita anche la cucina con una grande isola in cemento. Per aggiungere un tocco di colore e calore, i progettisti hanno scelto il noce scuro per la dispensa e il tavolo da pranzo.

corridoio e cucina
Nella parte anteriore dell’ambiente spicca il soggiorno con una parete attrezzata con una grande libreria e un divano grigio,  mentre al di sopra si sviluppa un soppalco nel quale si trova uno studio, accessibile tramite una scala celata dalla libreria e illuminato da una finestrella quadrata. I soffitti del loft, alti cinque metri, hanno permesso ai progettisti d’inserire un mezzanino nel corridoio, in grado di accogliere un ulteriore spazio per la notte. Un altro mezzanino è stato aggiunto sopra l’ex ufficio del preside, utilizzato come stanza per gli ospiti


living
living con soppalco
living
zona giorno open space

In fase di ristrutturazione sono stati mantenuti alcuni elementi originali della precedente costruzione, come la piastrelle giallo senape del corridoio. Nel bagno, cinque dei cubicoli originali sono stati rimodernati e a ognuno sono state conferite funzioni differenti, ad esempio in uno ora è presente una doccia. I cubicoli sono rifiniti con piastrelle in nero antracite, mentre il muro posteriore è dotato di un grande specchio.

bagno
bagno
camere da letto

Un progetto interessante dove “vecchio e nuovo” convivono in perfetta armonia.


9 Aprile 2018 / / Blogger Ospiti

Con l’arrivo della primavera il giardino riprende vita: alberi e prato si accendono di verde e i fiori regalano dolci profumi e colori vivaci. Questo è vero anche per tutte le piante da interno.
Prendersi cura del giardino (esterno e interno), in ogni stagione, richiede attenzioni e tempo. Da marzo a giugno, i lavori da fare sono tanti. Come organizzarsi e a cosa dare priorità? Ecco una lista completa che ti guiderà in questi mesi.

Lavori in giardino

La prima cosa da fare quando il tempo si stabilizza è ripulire e mettere in ordine il giardino.
Tutte le piante in vaso che avete messo al riparo durante l’inverno, possono essere portate fuori, e i teli posti sugli arbusti per proteggerli dal freddo tolti.
Elimina le foglie secche, i rami rotti e le erbe infestanti e concima il terreno dove necessario. Inizia ad annaffiare le piante con poca acqua ma regolarmente, a seconda delle precipitazioni.
Se alcune piante non sono vitali, puoi potare le cime per far sì che si riprendi velocemente. Tuttavia, ricorda che ogni pianta ha esigenze diverse per quanto riguarda la potatura e, per questo motivo, è conveniente chiedere informazioni o aiuto ad una ditta di giardinaggio fidata.

Arriva il momento di piantare i bulbi a fioritura estiva e autunnale e a trapiantare le piante che desideri spostare nel tuo giardino. Se hai un prato, questo è il momento giusto per risanare le aree diradate o quelle rovinate dal freddo seminando nuovamente l’erbetta. Ricorda di effettuare questo lavoro successivamente alla concimazione: otterrai risultati migliori.

Una volta realizzati questi lavori di manutenzione iniziare, puoi iniziare a vedere alcuni piccoli risultati nel tuo giardino. È ancora possibile, fino a fine aprile, concimare le tue piante. Quest’ultime, avranno bisogno di molta acqua, ma tieni sempre in considerazione la quantità di pioggia e non rendere il terreno troppo bagnato: rischierai di danneggiare la pianta. In queste settimane puoi piantare le nuove arrivate: piante, fiori, piccoli arbusti. Avrai l’imbarazzo della scelta tra i colori e la varietà di piante presente dal tuo vivaio di fiducia. Ricorda, però, di  progettare un giardino in modo che ogni elemento sia perfettamente in armonia con l’area circostante. Questo è un importante fattore da tenere in considerazione perché se non si ha un progetto base, si rischia di ottenere un’area molto caotica, senza uno stile preciso e difficile da mantenere.

Il giardino da interni

Come prendersi cura, invece, delle piante da interno? La primavera è il momento ideale per occuparsi dei rinvasi e della concimazione del terreno. Una volta eliminati eventuali rami o fiori secchi o le foglie ingiallite, cerca di posizionare la pianta in un’area dove possa avere molta luce, tenendo in considerazione le sue esigenze. Non dimenticare di spolverare e pulire bene le foglie: renderanno le piante splendente e le permetteranno di respirare e crescere al meglio. Per quanto riguarda l’innaffiatura, sii cauto e tieni d’occhio il terriccio. Le necessità d’acqua di una pianta dipendono dalla tipologia ma anche dall’umidità e dalle temperature presenti in casa. Anche la frequenza della concimazione cambia a seconda della specie ma in generale, in primavera, è importante concimare le piante fiorite. Chiedere aiuto ad un esperto per tutti questi aspetti è, quindi, molto consigliato soprattutto se non si ha il pollice verde.

9 Aprile 2018 / / Coffee Break

In quest’appartamento giocato sul total white style, a rafforzarne l’atmosfera luminosa, si è scelto di inserire al piano rialzato anche un mezzanino in vetro. Il risultato è un soppalco quasi del tutto smaterializzato, che lascia filtrare ulteriormente la luce.

Glass transparencies

In this apartment, featured by a total white style, to strengthen its luminous atmosphere, it was decided to include a glass mezzanine. The result is a loft almost completely dematerialized, which allows the light to filter further.

Via

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CAFElab | studio di architettura

9 Aprile 2018 / / Baliz Room

Il ristorante Carlo e Camilla in Segheria accoglie i suoi ospiti in un’atmosfera unica: la teatralità dello spazio industriale, un’antica segheria di famiglia, è stata rivestita di una patina di sogno. Il merito è dell’art director e proprietaria Tanja Solci, che con pochi elementi è riuscita a rendere questo ristorante una chicca imperdibile di Milano.
carlo-e-camilla-segheria-milano-interior-chandelier-balizroom-interiorblog-restaurant
L’allestimento, infatti, è affidato a due lunghi tavoli di legno bianco latte intersecati, sui quali pendono sette sontuosi lampadari di cristallo. Il risultato è un’atmosfera decadente, con un richiamo ad una convivialità d’altri tempi. Il ricordo appartiene a storie immaginarie, come quella dei fantomatici Carlo e Camilla che attendono i loro ospiti nella casa di campagna.
carlo-e-camilla-segheria-milano-interior-balizroom-interiorblog-restaurant-night
Tutto sembra essersi fermato nel tempo, e trasportato in una realtà metropolitana, con la segheria che fa da palcoscenico. Sulla tavola piatti tutti diversi, selezionati dai fuori produzione di Richard Morrison, sempre sue anche le centinaia di candide porcellane, tra teiere, bricchi e salsiere che fanno la loro scena.
carlo-e-camilla-segheria-milano-interior-mise-en-place-balizroom-interiorblog-restaurant-details
 Le sedute sono rigorosamente di design, scelte dalle collezioni di Cappellini: da un lato si alternano le versioni bianco e cobalto della Fronzoni ’64, dall’altro la dining chair Tate, in blu e verde, ideata da Jasper Morrison. Insieme scandiscono i posti a tavola, generando un piacevole contrasto con tutta l’atsmofera lussuosamente decadente.
menu-cucina-carlo-e-camilla
Degno di nota è anche tutto il progetto grafico,  dai menu ai manifesti, ad opera di Roberto Pozzo con le illustrazioni di Gianluca Biscalchin,  una vera e propria ciliegina su questa torta fatta di storia, design e suggestioni oniriche.
Quello che si è voluto ricreare con Carlo e Camilla in Segheria è un’esperienza che va ben oltre l’alta gastronomia, un progetto strutturato su tutte le scale, in sintonia con un design impegnato, ma mai altezzoso, che a Milano trova da sempre la sua raison d’être.
9 Aprile 2018 / / Arredamento Perfetto

Articolo realizzato con il contributo di Style Casa, arredamento bagni e servizi a Piacenza 

Siamo un po’ tutti maestri del fai da te per passione o per risparmio, ma quando si ha a che fare con cablaggi elettrici, realizzazione o rifacimento di impianti elettrici è meglio saperne di più!

Avere a che fare con la realizzazione di un impianto elettrico non è mai semplice, tali e tante sono le questioni da affrontare; è per questo che al momento della progettazione dello schema elettrico di una nuova abitazione è necessario studiare bene tutte le situazioni, soprattutto quelle relative alle varie normative.

Se ti affidi ad un professionista per realizzare l’impianto elettrico, sicuramente si da per scontato che sia informato su tutte le regole da seguire, è però vero che esserne a conoscenza non fa mai male, soprattutto per poter essere solerti nelle domande e non ritrovarsi un domani a problematiche non messe in conto.

Normativa CEI 64-8 per avere un impanto elettrico a norma realizzato da professionisti

L’impianto elettrico è regolato dalla normativa CEI 64-8, modificata successivamente con una variante del 2011.
All’interno di questa legge vengono stabiliti i requisisti minimi che un impianto elettrico deve avere per poter essere considerato in regola, in particolare si afferma che:

  • Un’abitazione con una superficie di 75 mq o meno, deve avere una potenza elettrica di 3 kw
  • Un’abitazione con una superficie oltre i 75 mq, deve avere una potenza elettrica di 6 kw

Sussiste anche tutto un discorso riguardo la classificazione degli impianti elettrici. Sempre nella legge di cui sopra, sono stati introdotti tre livelli per un impianto elettrico di nuova realizzazione e potrà essere direttamente il padrone di casa a chiedere all’installatore di realizzare il proprio lavoro per ottenere un determinato livello.

Per semplificare possiamo dire che il livello 1 riguarda le dotazioni minime, il livello 2 rappresenta la via di mezzo con aumento dei servizi collegati all’impianto elettrico ed il livello 3
 va ad introdurre anche la domotica, anche a beneficio del risparmio energetico.

Queste informazioni possono essere utili per chi deve ancora dare mandato all’impresa di realizzare uno schema di impianto elettrico per una nuova abitazione. 

Che cosa è necessario fare quando ci si trova nelle condizini di ricorrere ad un suo rifacimento?

Attuare un’operazione di rifacimento dell’impianto elettrico è tutt’altro che semplice. Per prima cosa bisogna capire se è sufficiente un semplice intervento di manutenzione, con il quale si può andare a riparare u guasto nei cablaggi elettrici osu una parte dell’impianto elettrico, o se al contrario è necessario sostituire in toto il vecchio impianto e quindi dotarsi di nuovi cablaggi elettrici, tubi e terminali.

Queste due operazioni si differenziano per prima cosa in quanto a prezzo: attuare una riparazione, per quanto complessa possa essere, non potrà mai arrivare ai costi di un impianto elettrico completamente nuovo, per il quale la spesa potrebbe essere molto sostanziosa.
Dalla parte di chi vuole o è costretto a fare un intervento così impegnativo, c’è però la detrazione fiscale IRPEF, che arriva fino al 50% della spesa totale, per un tetto massimo di 96.000 euro.
Di queste agevolazioni invece non si può godere se il lavoro è di manutenzione.

Un’altra grande differenza sta nella possibilità di mettere a norma l’impianto elettrico.
E’ chiaro infatti che se si ha a che fare con una casa di costruzione non recente, che non ha seguito gioco forza le ultime normative, con un sempice intevento di manutenzione si va a tamponare il tuo problema di uso quotidiano, ma non riesci ad entrare nel quadro del rispetto normativo.

Come capire se il tuo impianto elettrico ha bisogno di un rifacimento?
Ci sono alcuni segnali che non dovresti trascurare:

  • Problematiche al contatore, che salta spesso
  • Prese della corrente che fanno scintille nel momento in cui si inserisce la spina
  • Sbalzi di corrente frequenti
  • Odore di plastica bruciata

Il consiglio fondamentale in questi casi è solo uno: lascia stare la mania del fai da te e rivolgiti a dei professionisti!