15 Maggio 2018 / / Idee

Avete un bagno datato, a cui magari siete anche affezionati, ma che ha fatto il suo tempo. Oppure il paraschizzi della cucina: ci sono le cementine, così belle… Ma come si fa a cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere? Con le piastrelle adesive.

……….

Qualche tempo fa ero alla disperata ricerca di qualche soluzione piovuta dal cielo che mi desse una possibilità di cambiamento abbastanza radicale, ma senza costarmi un patrimonio. Il tutto perché tra poco ci spostiamo nella casa nuova ed è bellissima… ma, c’è un ma. Le piastrelle dei bagni.

Proprio non ci siamo. Partiamo dal fatto che sono molto difficile in termini di gusti di piastrelle, quindi che non mi piacessero le scelte fatte da altri era abbastanza ovvio. Siccome non c’è né il tempo ne il budget per tirare su tutto il pavimento e rifare tutto, come si fa?

Come si possono cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere tutto? E mi son trovata davanti la risposta: con le piastrelle adesive. 

CAMBIARE PIASTRELLE E PAVIMENTI SENZA ROMPERE SI PUÒ, CON TILESKIN

Ed a questo punto che mi sono imbattuta sul sito di Tileskin. Si tratta di un’azienda italiana che propone queste sottili laminazioni adesive che possono facilmente sostituire le piastrelle che avete già in casa.

Quindi nessun lavoro di muratura, niente polvere e macerie. E non c’è da aspettare per settimane prima di poter tornare a farsi una doccia in casa propria. Ma chi ha inventato queste piastrelle adesive? Questa innovativa laminazione adesiva è stata ideata, prodotta e testata dall’imprenditore Aldo Cami, che opera nel settore delle tecnologie grafiche adesive da oltre 30 anni.

cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere

Image credits: Tileskin

Se andate sul sito vedrete che i colori e le finiture sono davvero tante, una più bella dell’altra. Si va dalle tinte unite, ai decori geometrici alle super trend cementine. Dipende dai vostri gusti e dai colori che avete in casa. I formati disponibili sono 15×15, 20×20, 30×30, 20×25.

E come si puliscono? Ma vanno bene per la doccia e il paraschizzi della cucina? Ma quanto durano? Le risposte sono molto facili, a tutte le vostre domande. Si puliscono come fossero normali piastrelle, perché sono resistenti all’acqua e ai vapori.

Esistono 5 versioni, in base all’uso che dovrete farne. Si va dalle laminazioni puramente decorative in finitura opaca o lucida, alla finitura “heat resistant”, progettata per resistere al calore delle pentole e dei fuochi della cucina. Ma c’è anche la finitura “smell trap” pensata per assorbire gli odori, che vengono catturati per diminuire nel corso del tempo; e per finire la finitura “no slip” pensata proprio per i pavimenti, quindi antiscivolo.

cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere

Image credits: Tileskin

Volete vedere come starebbe la collezione delle cementine nella vostra cucina? No problem. C’è l’app di Tileskin proprio per questo. Volete sapere quanto durano? Fino a 5 anni e potete rimuoverle facilmente, in qualsiasi momento e senza danni per i rivestimenti sottostanti.

 

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15 Maggio 2018 / / Easy Relooking

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In acciaio verniciato, le mensole Botkyrka di Ikea hanno conquistato il mio cuore a prima vista!

Dal design semplice e sottile, come si fa a non amarle?

Sul sito di Ikea Italia al momento sono disponibili solo in bianco. Invece sul sito svedese di Ikea, le troviamo anche in nero e in giallo!

Quando arriveranno anche da noi almeno in versione nera?

Su Pinterest è pieno di immagini di ispirazione per utilizzare le Botkyrka di Ikea.

Qui alcune idee!

In cucina

Le Botkyrka di Ikea sono utilizzate tantissimo in cucina.

Sono bellissime per dare risalto a una parete senza pensili, oppure caratterizzare una parete vuota su cui poggia l’isola.

E’ il caso anche della cucina della stylist Wendy del blog Beeldsteil oppure della proprietaria di Nordic Days Blog.

In soggiorno

Sopra il divano, per la zona lettura o di fianco al televisore, il design semplice delle mensole Botkyrka si adatta perfettamente a ambienti minimal e dallo stile nordico.

C’è chi anche ha pensato di forare la base della mensola per inserirci una lampada (vedere prima foto della galleria). Idea molto carina e originale!

Nello studio

Che sia un semplice angolo scrivania o che sia un vero e proprio studio, le Botkyrka di Ikea secondo me stanno benissimo sopra una scrivania a parete.

In camera da letto

Le stylist inseriscono le Botkyrka di Ikea sia come elementi ad altezza comodino, sia sopra il letto, come porta oggetti.

In bagno

Le ispirazioni per le Botkyrka di Ikea in bagno scarseggiano rispetto alle altre stanze. Qui infatti sembra che siano preferite le più costose e molto simili mensole del brand tedesco Vipp.

Ikea Botkyrka

A me piacciono moltissimo utilizzate in cucina e nella zona studio! tu dove le utilizzeresti?

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15 Maggio 2018 / / Paz Garden

Il Post di oggi arriva scombussolando un piano editoriale già traballante ma sempre sincero.
Arriva insieme a foto che più spontanee non si potrebbe e porta con sè il senso di questo mese passato, ancora una volta come ad ogni Primavera, tra piante, fiori e persone che riescono ancora a parlare alle piante.
Questo è un post che, nel giorno della Festa della Mamma, io scelgo di dedicare alle nostre nonne, donne che sono diventate mamme quando nessuno forse celebrava questa festa, quando nessuno credeva che questa parola avesse significati diversi dal mettere fisicamente al mondo nuovi battiti di cuore.
Donne che la vecchiaia ha reso a volte più forti e combattive, volti che in silenzio hanno continuato ad insegnare, mogli che si sono ritrovate sole ad abitare quella stessa casa un tempo piena zeppa di voci e rumori.

Le incrociamo spesso, non solo nelle nostre vite di ogni giorno, ma anche tra strade di cui non conosciamo il nome, affacciate solitarie a balconi che regalano aria nuova… sedute alle sedie, stanche dei tanti ricordi, ma sempre ricche di chiacchiere e caffè da offrire.
E intorno a loro piante da innaffiare, talee da curare, nuovi esperimenti botanici di cui prendersi cura.
Sono le donne che hanno fatto, ognuna a modo loro, la storia di un Tempo che non abiteremo più.
E comunque andrà tanto di quello che siamo diventati lo dobbiamo anche a quello che queste donne hanno saputo tenere insieme, nonostante tutto.

Proprio per questo oggi scrivo di loro, di quello che delle mie nonne resta dentro di me, mamme speciali senza le quali neanche io sarei qui e lo faccio utilizzando il linguaggio che preferisco, quello di Madre Natura e delle sue creature che tutto sanno rendere più sopportabile.

Io non riesco ad immaginare nessuna, delle nonne che ho amato o conosciuto, lontana dal proprio rito di piantare, seminare e dare da bere alle piante di cui spesso si circondano per sentirsi ancora utili, meno sole, ancora madri preoccupate per qualcuno.
Grazie alla collaborazione con SOULGREEN e alla loro mission di educare alla necessità di accudire l’anima di ogni essere vivente, sono riuscita a regalare immensa felicità alla ormai bisnonna Maria, che ha passato una vita lavorando curva sui garofani e chissà quante altre meravigliose varietà di fiori, soffrendo il caldo nelle serre, dedicandosi ad un lavoro che si è trasformato in famiglia prima e poi anche in storia di un paesello del Sud.

Le abbiamo fatto l’unico regalo da lei voluto e sempre ricercato. Circondarsi di impegno e piccoli angoli di bellezza di cui occuparsi, dimenticandosi del Tempo che scorre, dei tanti acciacchi, dei momenti di tristezza che nessuno di noi conoscerà mai.
Le abbiamo portato fiori, piante e insieme a lei abbiamo innaffiato di fiducia e speranza ogni angolo del cuore.

Post scritto in collaborazione con SOULGREEN.

15 Maggio 2018 / / ChiccaCasa

Ultimamente provo grande curiosità nei confronti delle abitudini domestiche di terre lontane. É interessante sapere come vivono le persone nel mondo. Cosa bevono al posto del caffè, dove dormono o quali sono i loro modi di condividere un pasto o una pausa relax. 

In particolare, mi sono documentata sulle abitazioni giapponesi, anche in occasione della stesura del post sullo stile Japandi.

Ho scoperto un sacco di cose super interessanti, che mi hanno fatto esclamare “Lo voglio anche’io!” e “Perché non ci ho mai pensato?”.
Alcune idee mi hanno lasciata letteralmente a bocca aperta, per questo ho sentito il bisogno di condividerle con te!

Ecco una serie di soluzioni geniali che i giapponesi usano in casa. Ne vedrai delle belle!


NOREN

I noren sono tende divisorie utilizzate per separare gli ambienti interni oppure appese sulla porta d’ingresso. Sono composte da due o più strisce di tessuto per facilitarne l’attraversamento.
Spesso vengono usate davanti ai negozi, provviste del logo dell’attività commerciale oppure di ideogrammi.
Originariamente erano in canapa e lino, dipinte a mano.
Ora ne esistono anche in materiali sintetici o in cotone e nella maggior parte dei casi sono stampati meccanicamente.
La tessitura delle stoffe è ben visibile ed i disegni sono illustrazioni anzichè asettici loghi. Io le trovo meravigliose! Sarei molto tentata di entrare in un negozio se ad attendermi ci fosse un noren.



KOTATSU
Un’invenzione geniale per la pennichella di fine pasto Il kotatsu è un tavolo basso coperto da una tovaglia di tessuto pesante. La base del tavolo è riscaldata! Questo vuol dire che puoi mangiare con le gambe al calduccio e che puoi schiacciare un pisolino dopo pranzo senza neanche allontanarti da tavola. La tovaglia si trasforma in copertina e tu, puoi infilarti sotto il tavolo per restare al caldo.



FUROSHIKI

I furoshiki sono dei contenitori ottenuti annodando una porzione di stoffa. Hanno la stessa funzione dei sacchetti, ma sono molto più trendy e molto meno inquinanti.
Possono essere usati per trasportare cibi, vestiti e molto altro. Spesso equivalgono ad un pacchetto regalo, altre volte sono impiegati come porta pranzo. Possono essere decorati con rami, fiori e ninnoli per garantire l’effetto wow a chi li riceve. A seconda della forma di ciò che deve contenere esistono pattern per realizzare furoshiki. Non sono bellissimi?




ZAFU E ZABUTON
Lo zabuton, come lo zafu, è un cuscino basso utilizzato per sedersi sui pavimenti in tatami oppure per la meditazione Zen. Ne esistono di diverse forme. Lo zabuton è rettangolare o quadrato, mentre lo zafu è tondo. Viene utilizzato anche per sedersi attorno all’irori.



IRORI
Immagina un camino orizzontale. Sembra strano, ma in Giappone è possibile, anche se è raro da trovare ormai. Un irori è costituito da una nicchia quadrata incassata nel pavimento. Una lastra di pietra la riveste e su di essa viene acceso un fuoco per scaldare l’ambiente oppure per cucinare. In quest’ultimo caso, in corrispondenza dell’irori c’è un gancio sospeso che pende dal soffitto e sorregge una pentola sul fuoco. Ci si siede tutti intorno all‘irori su zafu e zabuton.


KAMIDANA
Un kamidana è un tempio in miniatura che ha la funzione di altare religioso.
Va posizionato su una mensola per celebrare gli dei, pregare ed offrire loro doni quali acqua, riso, sakè e sale. Il suo aspetto è visivamente impeccabile. Nessun elemento barocco, solo una discreta riproduzione in legno chiaro circondata da elementi minimal.
La tradizione vuole che ogni mattina sia acceso dell’incenso davanti al kamidana.



Questi sono solo alcune delle cose inusuali (per noi occidentali) che si trovano nelle case giapponesi. Io le trovo a dir poco geniali!

Leggi anche…

SCANDI + JAPANESE: JAPANDI STYLE


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