14 Giugno 2018 / / Blog Arredamento

Quanto tempo spendi nel tuo bagno?
Forse non lo saprete, o semplicemente non ve lo siete mai chiesto, ma gli italiani spendono in totale quasi un’ora al giorno in media nel proprio bagno. Trovarsi a proprio agio in un luogo dove si trascorre tanto del tempo a disposizione gioca un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, soprattutto sul nostro stato d’animo quotidiano.
Scegliere i giusti prodotti, significa scegliere una qualità di vita migliore.

Lavabo: quando viene utilizzato durante la giornata?

Il momento della giornata in cui utilizziamo di più il lavabo è al mattino. In questo momento infatti dedichiamo parte del nostro tempo per lavare parti del corpo come il nostro viso, il nostro collo e le cavita ascellari. Ma anche per esempio in modo indiretto, quando ci guardiamo allo specchio per modellare e pettinare i nostri capelli, tagliarci la barba e curare con prodotti il nostro viso.
Scegliere quindi un lavabo con la giusta altezza, il giusto colore e la giusta forma, ci permetterà di cominciare meglio la nostra giornata, che sia a lavoro o a scuola.

Rubinetteria: i dettagli contano, eccome!

Sono i dettagli a fare la differenza, si sa. Soprattutto quelli che a primo impatto potrebbero non essere visti dall’occhio umano, ma che allo stesso tempo hanno una grande influenza sul nostro stato d’animo.
La rubinetteria da bagno, e cioè la vasta gamma di rubinetti disponibili, ne è un esempio tangibile. Quando siete entrati in un bagno nuovo, è forse la prima cosa che avete notato? Molto probabilmente no.
Ma a secondo impatto, quando eravate in procinto di lavarvi e avete girato la manopola dell’acqua, non avete notato il rubinetto? Probabilmente si
E probabilmente avrete anche fatto le vostre considerazioni sulla sua forma, le sue dimensioni, il suo colore, il suo funzionamento, se fosse monocomando oppure no.
Anche qui, fate la vostra scelta sulla rubinetteria per trovarvi sempre a vostro agio all’interno del bagno

Mobili da Bagno: utili per tutte le necessità

Per dare ancor più risalto a tutto l’insieme e per dare un tocco di classe al lavabo stesso, ecco che i mobili da bagno ci aiuteranno, con combinazioni di ogni tipo, a creare quella serenità di cui abbiamo bisogno per affrontare la giornata. Di varie dimensioni e formati, ma anche divari materiali come l’MDF ed il legno: ognuno farà la sua scelta, per aprire la porta del proprio bagno al mattino e sentirsi allietati dall’armonia che avranno creato nel proprio bagno.

14 Giugno 2018 / / Architettura

progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
Lo studio DC.AD ha ristrutturato un appartamento di 70 mq a Lisbona, destinato ad affitti brevi. Prima dei lavori l’appartamento era in forte stato di degrado. Dopo un’attenta analisi dell’edificio esistente, gli architetti hanno proposto delle soluzioni mirate alla conservazione e valorizzazione delle sue caratteristiche originali, introducendo nuovi elementi in perfetta armonia con il contesto.

Il primo intervento si è concentrato sulla riqualificazione completa della struttura esistente, è stato ripristinato l’intonaco danneggiato mantenendo la finitura originale come prova della sua storia passata. Tutte le aperture delle finestre sono state ridimensionate e sostituite con nuovi elementi caratterizzati da un design simile all’originale.

In un secondo tempo è stata applicata una zoccolatura alta in legno, bianca e liscia, per contrastare la ruvidità delle pareti esistenti. Questa zoccolatura corre lungo l’intero perimetro della casa e si mimetizza con il tavolo da lavoro posto nel soggiorno, il quale unisce da un punto di vista della visuale la zona giorno e la zona notte.


progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
Lo spazio ora è suddiviso in soggiorno con zona pranzo, cucina, due camere con bagno privato a vista
Per suddividere gli ambienti, senza intaccare la struttura originale, gli architetti hanno utilizzato quattro pannelli che facilitano l’accesso indipendente ai bagni delle due camere da letto.
In questo modo si è cercato di garantire una coerente interconnessione tra la struttura esistente e i nuovi elementi necessari a ricreare le stanze, mantenendo il giusto equilibrio tra passato e presente.


progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD

14 Giugno 2018 / / Coffee Break

Quest’appartamento, progettato per un giovane uomo single, è caratterizzato da uno stile rigoroso, quasi severo, nei toni del grigio e del nero. Gli interni si articolano intorno al blocco multifunzionale realizzato su misura, che separa la cucina dalla zona giorno, e che funge su un lato da supporto per la tv, verso il soggiorno, dall’altro da piccolo home office nascosto.

An apartment with a masculine touch

This apartment, designed for a young single man, is characterized by a rigorous style, almost severe, in shades of gray and black. The interiors are built around the custom-made multifunctional block, which separates the kitchen from the living area, and which acts on one side as a support for the TV, towards the living room, and on the other by a small hidden home office.

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CAFElab | studio di architettura

14 Giugno 2018 / / Picsilli

Quando noi usavamo il vocabolo “design” lo facevamo con rispetto profondo perché si nominava un nuovo modo di pensare e di costruire: era una parola che usavamo solo noi, gli addetti ai lavori mentre tentavamo, muovendoci in un contesto sordo e difficile, di spiegare, introdurre, divulgare i metodi della progettazione applicata all’industria.”

La mostra che ho visitato alla Triennale qualche giorno fa, curata da Norman Foster e Tommaso Fantoni,  espone alcuni degli arredi da lui disegnati e schizzi originali per progetti di interni. Una produzione che ha vita dagli anni 20 del Novecento con l’azienda famigliare ABV Arredamenti Borsani di Varedo e poi con la nascita di Tecno, azienda che ancora attualmente è riconosciuta a livello internazionale.

Arredi che tutt’oggi fanno parte di alcuni locali milanesi come ad esempio le poltroncine che colorano lo storico caffè Marchesi.

Nelle foto che ho scattato e che posto qui sotto, ci sono i pezzi di design che più mi sono piaciuti e che più possano arredare le nostre case. Quindi, ancora una volta, predominano strutture in legno e imbottiture rivestite in stoffa dai colori caldi , pezzi d’arredo anni ’40, ’50 e ’60.


1957, tavolino T61 con piano in legno e struttura metallica prodotto da Tecno


1952-1956, Schizzo e tavolini in legno e piano in cristallo dipinti da Lucio Fontana. Prodotti da ABV.


1954, poltrona P71 in legno con imbottiture rivestite in tessuto. Prodotte prima da ABV e poi da Tecno.


1983, sedia in legno con imbottitura rivestita in tessuto. Prodotte da ABV. – 1953, scrivania in legno con cassetto. Prodotta prima da ABV e poi da Tecno. – 1948, specchio con mensola e illuminazione in legno e cristallo.


1941, poltroncina con struttura in legno e seduta imbottita rivestita di velluto. Prodotto da ABV  – 1948, tavolino in ottone legno o cristallo. Prodotto da ABV  – 1940, Consolle in legno laccato – 1950, specchio in legno dorato e mensola in marmo. Prodotto da ABV .

foto di Serena Barison

L’articolo Arredi vintage | Osvaldo Borsani e il rispetto per la parola “design” proviene da Picsilli.

14 Giugno 2018 / / Things I Like Today

Ha inaugurato da pochi giorni alla Stolen Space Gallery di Londra, “Les Cages; we can’t be tamed” una nuova mostra personale dell’artista canadese Sandra Chevrier

Sandra Chevrier è famosa per i suoi “Cage Paintings“, tele di grandi dimensioni realizzate con colori acrilici in cui nasconde volti femminili dietro l’iconografia classica dei fumetti di supereroi.
Già in un precedente articolo avevamo parlato delle bellissime opere di Sandra Chevrier e degli esordi di quest’artista che ora è tornata con una serie di nuove tele in mostra a Londra fino all’1 Luglio.

Il senso delle sue opere è una metafora delle aspettative sociali che ingabbiano le donne. In una continua alternanza fra fragilità e potenza, fra vulnerabilità e superpoteri, l’artista sfida lo spettatore a guardare oltre le idee preconcette sulla femminilità e a riflettere sugli stereotipi, le aspettative e gli standard incredibilmente elevati in cui la società imprigiona l’universo femminile.

Sandra Chevrier LE REMÈDE ET LE POISON

Sandra Chevrier LE REMÈDE ET LE POISON (La cura e il veleno)

“Un uomo può credere fino all’ultimo respiro di essere diverso da un animale in gabbia in uno zoo. Ma per tutta la sua vita, fino alla morte, vivrà in una prigione senza mura e continuerà a credere di essere libero mentre in realtà ogni giorno sarà incatenato, frustato e vivrà in cattività. Siamo tutti schiavi di qualcosa, di qualcuno, di un’idea. La serie The Cages ruota attorno alla sottomissione, all’oppressione, alla mancanza di libertà, al confinamento e alla reclusione. Le gabbie sono gabbie, sia che siano state costruite con l’acciaio o dal tessuto della mente.”
–  Stolen Space Gallery

Donne e supereroi

Sandra Chevrier ha imparato a disegnare da sola, esercitandosi in particolare a disegnare occhi, la sua parte del corpo preferita. Gli occhi sono rimasti anche in seguito il focus delle sue opere, una finestra sul mondo interiore delle sue eroine, uno sguardo che rivela tutta una gamma di emozioni.
Partendo da una base iperrealista, dipinta con colori acrilici, l’artista completa  suoi quadri utilizzando un’originale tecnica di collage con ritagli di carta presi dagli album di fumetti: immagini di supereroi che nascondono la vera identità di queste donne.

Le sue opere sono state esposte in Canada, negli Stati Uniti, in Europa e in Asia ed ora sono in mostra alla Stolen Space Gallery di Londra fino all’1 Luglio 2018.

Sandra Chevrier LA CAGE; TOI, MOI ET LE RÊVE

TOI, MOI ET LE RÊVE (Tu, me e il sogno)

Sandra Chevrier VOUS NE POUVEZ M’APPRIVOISER

VOUS NE POUVEZ M’APPRIVOISER (Non mi puoi domare)

Sandra Chevrier Les Cages Paintings

Sandra Chevrier Les Cages Paintings

Sandra Chevrier Superhero Cages Paintings

L’articolo Sandra Chevrier “Les Cages; we can’t be tamed” proviene da Things I Like Today.

14 Giugno 2018 / / Decor

Il mio tappeto turco blu by Sukhi

Finalmente, dopo cinque mesi di lavori, tra ristrutturazione, bricolage, decluttering, la nostra piccola casetta può dirsi conclusa: ora possiamo finalmente dedicarci alla scelta dei complementi, un’attività decisamente più gradevole delle precedenti. Cominciamo dall’ingresso: benché si tratti di un vestibolo quadrato di piccole dimensioni, ha assorbito moltissime energie, dalla fase di progettazione fino ai tocchi finali. Del resto, si tratta del nostro biglietto da visita, visto che è il primo locale che le persone vedono quando entrano in casa: io ho voluto dargli l’importanza che merita, dipingendo tutte le pareti, le porte e i battiscopa di un bel blu intenso. Una scelta che ha lasciato tutti perplessi, ma che alla fine è risultata vincente, visto l’effetto wow che suscita a chi varca la soglia. Osservando orgogliosa il mio vestibolo, tuttavia, mi sono resa conto che mancava qualcosa, un dettaglio o un accessorio che portasse un po’ di calore e un tocco di personalità.

Non ci è voluto molto per capire che ci voleva un tappeto, ma non uno qualsiasi. Doveva essere unico, pregiato e possibilmente blu: in poche parole, speciale.

Sukhi

Ma dove trovare questo tappeto speciale senza rovinarsi? La risposta me l’ha fornita Sukhi, un’impresa sociale che produce tappeti fatti a mano e li commercializza esclusivamente on line, abbattendo così i costi degli intermediari, che siano rivenditori o magazzini di stoccaggio. Ma attenzione, dire che si tratta di un e-commerce è riduttivo: Sukhi è soprattutto un progetto che promuove l’arredamento consapevole a prezzi accessibili, attraverso la collaborazione diretta con artigiani tessili dislocati in Marocco, Turchia, India e Nepal. Questo sistema garantisce agli artigiani indipendenza e maggiori guadagni, mentre il consumatore può acquistare un tappeto artigianale a prezzi imbattibili. E’ inoltre possibile specificare misure personalizzate, visto che ogni tappeto viene confezionato a partire dall’ordine.

Come spiega la designer tessile Nasia Burnet, co-fondatrice del portale, “Sukhi in lingua Nepali è un nome femminile e significa ‘felice’. I nostri tappeti vogliono portare un sorriso ai nostri clienti, agli artigiani che li producono e alle loro famiglie.”

Tutti felici, dunque; io lo sono sicuramente, visto che da Sukhi ho trovato il mio tappeto speciale.

Il mio tappeto turco blu by Sukhi

Il mio tappeto patchwork turco

Si chiama Belinay e viene dalla Turchia. E’ un tappeto Patchwork Sovratinto confezionato secondo l’antica tradizione nomade di cucire assieme le parti meglio conservate di vecchi tappeti pregiati, per creare un manufatto unico. E’ realizzato a mano e i tessuti sono al 100% naturali (lana, pelo di capra, canapa e cotone): una volta assemblato, il tappeto viene tinto con colori vivaci che aggiungono un tocco di contemporaneità, rendendolo adatto ad ogni ambiente. Che ne dite, non è perfetto per il mio ingresso blu?

Il mio tappeto turco blu by Sukhi

Se siete anche voi in cerca di un tappeto speciale, vi consiglio di dare un’occhiata alle splendide collezioni di tappeti Sukhi, tutte con una storia da raccontare e una tradizione da preservare. Oltre ai tappeti turchi, ci sono quelli fatti con palline di feltro dalle artigiane nepalesi nel laboratorio Sukhi di Kathmandu, i Beni Ourain intessuti ai piedi delle montagne del Medio Atlante in Marocco, i tappeti di lana e feltro annodati o intrecciati realizzati per tradizione esclusivamente dagli uomini della regione del Bikaner, in India.

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