14 Giugno 2018 / / Decor

Di cose belle lo sapete, non ne ho mai davvero abbastanza. Da sempre la ricerca di ispirazione e nuove idee da cui lasciarsi travolgere (senza mai copiare mi raccomando!!!) è una passione grande e sempre presente nella mia quotidiana routine.
Da quando poi scrivo e porto qui sul mio Blog la mia personale visione (e selezione!) di artigiani, creativi, case belle e stili di vita, sembra quasi che d’un tratto tutte le strade mi portino ancora più vicino a quelle persone speciali, a quei talenti silenziosi che hanno un rapporto fortissimo e del tutto magico con la Natura.
Eccovi spiegato il colpo di fulmine che voglio condividere con voi oggi.
Voglio presentarvi Ilaria, una donna riservata dai modi gentili e dalle mani che tagliano, tingono (utilizzando solo tinture di origine naturale) e ricamano.

Con una cura delicatissima e quasi sospesa ricama meraviglie secondo la tecnica del ricamo giapponese Sashiko, un’ antica teecnica di decorazione ad ago che è nata inizialmente per rammendare e decorare gli abiti delle famiglie rurali giapponesi intorno al 1600, finendo poi per diventare la tecnica di ricamo destinata impreziosire gli abiti dei monaci buddisti o delle famiglie più aristocratiche.
Io non riesco a non incantarmi ogni volta che capito sul suo profilo Instagram dove giardini leggeri e fioriture poetiche sbocciano per incanto ad ogni suo post.
Colori e sfumature che ti abbracciano e che riempiono di atmosfera la casa sono il suo mondo e la sua passione, per non parlare della grande sensibilità compositiva e raffinata che secondo me è racchiusa nei suoi piccoli Still life che oggi vi mostro.
Io sono felicissima di aver scoperto un grande talento come il suo, proprio questo vi lascio qui la sua bellissima storia e il link diretto al suo profilo Instagram dove potete trovarla con il nome di in_bottega.
Vero che non c’è niente di più bello che andarsene in giro a cercar le cose belle?

Cara Enrica, eccomi qui nella mia cucina, a metà mattina il rito del caffè mi accompagna nel descriverti il mio progetto “ in bottega”. Non sono molto brava a parlare di me e probabilmente è proprio per questo che mi appassiono a queste “arti” solitarie e prediligo i luoghi non troppo chiassosi. Fin da piccola mi sono appassionata alle “arti manuali”. Mia mamma cuciva per me e mia sorella gli abitini e tutto ciò che ruotava intorno al mondo della casa. La mia prima gonnellina l’ho confezionata a dieci anni e da li è stato un crescendo nell’acquisire il ricamo, l’uncinetto, il lavoro a maglia ed il cucito.

Dopo le scuole medie ho frequentato una scuola professionale di moda, il mio sogno era diventare stilista e di frequentare un istituto a Milano, purtroppo però non è andata così.Dopo aver avuto la seconda bimba, nel frattempo avevo “dovuto” lasciare il mio lavoro d’impiegata per i soliti motivi dove una donna “è costretta” ad abbandonare il proprio impiego, ho ricominciato a cucire più spesso e fare riparazioni sartoriali. La mia sfida è imparare cose nuove e se riesco da autodidatta tanto meglio, sono più contenta, più soddisfatta. Mi piace capire, sperimentare, sbagliare, per poi arrivare ad un risultato finale che mi riempie di gioia. In bottega nasce dall’idea di un piccolo laboratorio d’altri tempi dove il lavoro svolto avviene artigianalmente, i tessuti (se possibile vintage) si tingono a mano utilizzando le piante, senza l’impiego di sostanze dannose per l’ambiente. Ogni passaggio è svolto lentamente seguendo il ritmo delle stagioni con cura e passione.

Questo progetto è nato nel 2017 quando per la prima volta ho visto la tintura naturale. Ho acquistato un libro digitale, me ne sono pentita perché adoro la carta, ma l’entusiasmo era alle stelle e  non riuscivo ad aspettare i tempi di consegna!!! Recuperati tutti i materiali sono partita con la tintura estratta dal rosmarino e da li ho proseguito questo percorso.Ogni volta che tingo è una sorpresa, (e a volte anche delusione per il colore non bello), magari mi aspetto un bel verde brillante e ne ottengo uno più spento come mi è capitato con la salvia raccolta in inverno.Mi sono innamorata del rosa da quando ho scoperto le innumerevoli sfumature che l’avocado mi dona. Una palette che varia dal rosa antico, al pesca, al salmone all’albicocca, ogni volta un rosa sempre più affascinate. Non mi definisco ancora esperta, in questo campo l’esperienza e la tecnica si acquisiscono con il tempo e la costanza. La mia sfida è riuscire a tingere con l’indigofera tinctoria per ottenere il blu, il mio colore prediletto. Per ora ho piantato i semini che mi ha gentilmente regalato una cliente giapponese conosciuta su IG, al momento sono delle piccole piantine poi vedremo i risultati. Dopo la tintura del tessuto, si passa alla fase del ricamo e del confezionamento dell’articolo. 

Ho un quaderno dove faccio gli schizzi di fiori e piante sia vere che immaginarie, quindi scelgo i fili da ricamo per ottenere un accostamento armonioso e disegno con ago e filo i miei paesaggi floreali. Li ho chiamati “ricami imperfetti” in quanto mi piace lasciare a vista un nodino, un filo non tagliato, il margine del tessuto sfilacciato, attaccare un ritaglio di stoffa. Imperfetto come il colore del tessuto che non è mai uniforme, mai omogeneo ma crea delle sfumature naturali come si trovano nel mondo botanico. Questo insieme di elementi naturali, mi dona un senso di tranquillità di armonia.
I tessuti vanno preparati per accogliere la tintura poi riposano per una settimana. L’estrazione del colore dalle piante richiede almeno un paio di giorni e una volta tinta la stoffa, riposa ancora una settimana per assorbire tutto il colore possibile, per poi donarci una meravigliosa palette. Oserei dire un po’ come avviene in natura, prima si semina, si innaffia, si trapianta, si accudisce la pianta fino a quando cresce per donarci i suoi frutti e i suoi colori. Mi piace immaginare che i miei lavori, una volta lasciata la mia bottega, vengano accuditi amorevolmente come una pianta e ricambino le coccole e le emozioni che hanno evocato in me durante la loro creazione.
Ti lascio con alcuni dei miei profili preferiti su Instagram:

@giovabrusa

@kzstevens

@genkinaeko

@pukhyllested

@plants_are_magic

@cwellesleysmith

@fiordelvento
All the photos are from Ilaria IG profile in_bottega
14 Giugno 2018 / / Idee

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Riflettevo sull’importanza della routine quotidiana, di quelle azioni che ripetiamo ogni giorno e che ci fanno star bene. Quella routine che nasce da un sano ordine mentale.

Per anni ho cercato di trovare il mio ordine, quello che sta alla base di ogni nostra azione, che va dalla cura di se stessi e dell’ambiente che ci circonda, al nostro approccio allo studio e al lavoro.
Quel corretto ordine che scandisce le giornate e che ti da una mano nelle incombenze.
Frutto di disciplina e buon senso.

Ed è un’esigenza sempre più sentita, tanto che molte scrittrici hanno avuto grandi successi con la pubblicazione di libri che riguardavano proprio questi argomenti. Come il caso della giapponese Marie Kondo, che con i suoi libri su come riordinare la propria casa e la propria vita, ha talmente spopolato che ne ha ripubblicato degli altri sempre sullo stesso argomento.

Col tempo anche in me si è assodata una piccola routine fatta di piccoli gesti quotidiani che mi fanno star bene mentalmente e mi rendono felice.
Come quella di mantenere la casa ordinata, ogni giorno, con costanza.
Per me è stato un grande traguardo viste le mie origini di disordinata cronica.
Pensavo che non sarei mai arrivata a tanto perché mi sarebbe pesato troppo… e invece, con poche regole ho ottenuto grandi risultati.

Vi elenco i piccoli stratagemmi che ho seguito, quotidianamente, e che si sono rivelati molto utili e rapidi:

  1. Rifare sempre il letto. Fondamentale.  Una camera da letto col letto sfatto dà subito l’idea di disordine. 
  2. Riordinare gli abiti senza aspettare che si accumulino su una sedia. Se lo si fa ogni giorno il lavoro diventa molto più spiccio.
  3. Spazzare
  4. Mantenere la casa ordinata.
  5. Tenere i bagni puliti. Non necessariamente pulirli affondo ogni giorno, ma evitare accumuli di sporcizia sui sanitari.
  6. Mantenere pulito anche il lavello della cucina e il piano cottura.
  7. Buttare. Non accumulare il superfluo, conservare solo l’indispensabile.
Mi piace proprio l’aspetto pulito e ordinato della casa, che abbia le camere ben arieggiate e con odore di pulito.
Lo stimolo è proprio il piacere dell’effetto finale e dell’ordine che voglio avere attorno a me, di vivere in un ambiente gradevole, dove mi senta bene e circondata di bello.
Dove il bello non è l’oggetto lussuoso ma semplicemente la cura di averlo scelto.
E voi invece, che routine avete?

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14 Giugno 2018 / / Blog Arredamento

Quanto tempo spendi nel tuo bagno?
Forse non lo saprete, o semplicemente non ve lo siete mai chiesto, ma gli italiani spendono in totale quasi un’ora al giorno in media nel proprio bagno. Trovarsi a proprio agio in un luogo dove si trascorre tanto del tempo a disposizione gioca un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, soprattutto sul nostro stato d’animo quotidiano.
Scegliere i giusti prodotti, significa scegliere una qualità di vita migliore.

Lavabo: quando viene utilizzato durante la giornata?

Il momento della giornata in cui utilizziamo di più il lavabo è al mattino. In questo momento infatti dedichiamo parte del nostro tempo per lavare parti del corpo come il nostro viso, il nostro collo e le cavita ascellari. Ma anche per esempio in modo indiretto, quando ci guardiamo allo specchio per modellare e pettinare i nostri capelli, tagliarci la barba e curare con prodotti il nostro viso.
Scegliere quindi un lavabo con la giusta altezza, il giusto colore e la giusta forma, ci permetterà di cominciare meglio la nostra giornata, che sia a lavoro o a scuola.

Rubinetteria: i dettagli contano, eccome!

Sono i dettagli a fare la differenza, si sa. Soprattutto quelli che a primo impatto potrebbero non essere visti dall’occhio umano, ma che allo stesso tempo hanno una grande influenza sul nostro stato d’animo.
La rubinetteria da bagno, e cioè la vasta gamma di rubinetti disponibili, ne è un esempio tangibile. Quando siete entrati in un bagno nuovo, è forse la prima cosa che avete notato? Molto probabilmente no.
Ma a secondo impatto, quando eravate in procinto di lavarvi e avete girato la manopola dell’acqua, non avete notato il rubinetto? Probabilmente si
E probabilmente avrete anche fatto le vostre considerazioni sulla sua forma, le sue dimensioni, il suo colore, il suo funzionamento, se fosse monocomando oppure no.
Anche qui, fate la vostra scelta sulla rubinetteria per trovarvi sempre a vostro agio all’interno del bagno

Mobili da Bagno: utili per tutte le necessità

Per dare ancor più risalto a tutto l’insieme e per dare un tocco di classe al lavabo stesso, ecco che i mobili da bagno ci aiuteranno, con combinazioni di ogni tipo, a creare quella serenità di cui abbiamo bisogno per affrontare la giornata. Di varie dimensioni e formati, ma anche divari materiali come l’MDF ed il legno: ognuno farà la sua scelta, per aprire la porta del proprio bagno al mattino e sentirsi allietati dall’armonia che avranno creato nel proprio bagno.

14 Giugno 2018 / / Architettura

progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
Lo studio DC.AD ha ristrutturato un appartamento di 70 mq a Lisbona, destinato ad affitti brevi. Prima dei lavori l’appartamento era in forte stato di degrado. Dopo un’attenta analisi dell’edificio esistente, gli architetti hanno proposto delle soluzioni mirate alla conservazione e valorizzazione delle sue caratteristiche originali, introducendo nuovi elementi in perfetta armonia con il contesto.

Il primo intervento si è concentrato sulla riqualificazione completa della struttura esistente, è stato ripristinato l’intonaco danneggiato mantenendo la finitura originale come prova della sua storia passata. Tutte le aperture delle finestre sono state ridimensionate e sostituite con nuovi elementi caratterizzati da un design simile all’originale.

In un secondo tempo è stata applicata una zoccolatura alta in legno, bianca e liscia, per contrastare la ruvidità delle pareti esistenti. Questa zoccolatura corre lungo l’intero perimetro della casa e si mimetizza con il tavolo da lavoro posto nel soggiorno, il quale unisce da un punto di vista della visuale la zona giorno e la zona notte.


progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
Lo spazio ora è suddiviso in soggiorno con zona pranzo, cucina, due camere con bagno privato a vista
Per suddividere gli ambienti, senza intaccare la struttura originale, gli architetti hanno utilizzato quattro pannelli che facilitano l’accesso indipendente ai bagni delle due camere da letto.
In questo modo si è cercato di garantire una coerente interconnessione tra la struttura esistente e i nuovi elementi necessari a ricreare le stanze, mantenendo il giusto equilibrio tra passato e presente.


progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD
progetto ristrutturazione appartamento a Lisbona - studio DC.AD

14 Giugno 2018 / / Coffee Break

Quest’appartamento, progettato per un giovane uomo single, è caratterizzato da uno stile rigoroso, quasi severo, nei toni del grigio e del nero. Gli interni si articolano intorno al blocco multifunzionale realizzato su misura, che separa la cucina dalla zona giorno, e che funge su un lato da supporto per la tv, verso il soggiorno, dall’altro da piccolo home office nascosto.

An apartment with a masculine touch

This apartment, designed for a young single man, is characterized by a rigorous style, almost severe, in shades of gray and black. The interiors are built around the custom-made multifunctional block, which separates the kitchen from the living area, and which acts on one side as a support for the TV, towards the living room, and on the other by a small hidden home office.

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CAFElab | studio di architettura

14 Giugno 2018 / / Picsilli

Quando noi usavamo il vocabolo “design” lo facevamo con rispetto profondo perché si nominava un nuovo modo di pensare e di costruire: era una parola che usavamo solo noi, gli addetti ai lavori mentre tentavamo, muovendoci in un contesto sordo e difficile, di spiegare, introdurre, divulgare i metodi della progettazione applicata all’industria.”

La mostra che ho visitato alla Triennale qualche giorno fa, curata da Norman Foster e Tommaso Fantoni,  espone alcuni degli arredi da lui disegnati e schizzi originali per progetti di interni. Una produzione che ha vita dagli anni 20 del Novecento con l’azienda famigliare ABV Arredamenti Borsani di Varedo e poi con la nascita di Tecno, azienda che ancora attualmente è riconosciuta a livello internazionale.

Arredi che tutt’oggi fanno parte di alcuni locali milanesi come ad esempio le poltroncine che colorano lo storico caffè Marchesi.

Nelle foto che ho scattato e che posto qui sotto, ci sono i pezzi di design che più mi sono piaciuti e che più possano arredare le nostre case. Quindi, ancora una volta, predominano strutture in legno e imbottiture rivestite in stoffa dai colori caldi , pezzi d’arredo anni ’40, ’50 e ’60.


1957, tavolino T61 con piano in legno e struttura metallica prodotto da Tecno


1952-1956, Schizzo e tavolini in legno e piano in cristallo dipinti da Lucio Fontana. Prodotti da ABV.


1954, poltrona P71 in legno con imbottiture rivestite in tessuto. Prodotte prima da ABV e poi da Tecno.


1983, sedia in legno con imbottitura rivestita in tessuto. Prodotte da ABV. – 1953, scrivania in legno con cassetto. Prodotta prima da ABV e poi da Tecno. – 1948, specchio con mensola e illuminazione in legno e cristallo.


1941, poltroncina con struttura in legno e seduta imbottita rivestita di velluto. Prodotto da ABV  – 1948, tavolino in ottone legno o cristallo. Prodotto da ABV  – 1940, Consolle in legno laccato – 1950, specchio in legno dorato e mensola in marmo. Prodotto da ABV .

foto di Serena Barison

L’articolo Arredi vintage | Osvaldo Borsani e il rispetto per la parola “design” proviene da Picsilli.

14 Giugno 2018 / / Things I Like Today

Ha inaugurato da pochi giorni alla Stolen Space Gallery di Londra, “Les Cages; we can’t be tamed” una nuova mostra personale dell’artista canadese Sandra Chevrier

Sandra Chevrier è famosa per i suoi “Cage Paintings“, tele di grandi dimensioni realizzate con colori acrilici in cui nasconde volti femminili dietro l’iconografia classica dei fumetti di supereroi.
Già in un precedente articolo avevamo parlato delle bellissime opere di Sandra Chevrier e degli esordi di quest’artista che ora è tornata con una serie di nuove tele in mostra a Londra fino all’1 Luglio.

Il senso delle sue opere è una metafora delle aspettative sociali che ingabbiano le donne. In una continua alternanza fra fragilità e potenza, fra vulnerabilità e superpoteri, l’artista sfida lo spettatore a guardare oltre le idee preconcette sulla femminilità e a riflettere sugli stereotipi, le aspettative e gli standard incredibilmente elevati in cui la società imprigiona l’universo femminile.

Sandra Chevrier LE REMÈDE ET LE POISON

Sandra Chevrier LE REMÈDE ET LE POISON (La cura e il veleno)

“Un uomo può credere fino all’ultimo respiro di essere diverso da un animale in gabbia in uno zoo. Ma per tutta la sua vita, fino alla morte, vivrà in una prigione senza mura e continuerà a credere di essere libero mentre in realtà ogni giorno sarà incatenato, frustato e vivrà in cattività. Siamo tutti schiavi di qualcosa, di qualcuno, di un’idea. La serie The Cages ruota attorno alla sottomissione, all’oppressione, alla mancanza di libertà, al confinamento e alla reclusione. Le gabbie sono gabbie, sia che siano state costruite con l’acciaio o dal tessuto della mente.”
–  Stolen Space Gallery

Donne e supereroi

Sandra Chevrier ha imparato a disegnare da sola, esercitandosi in particolare a disegnare occhi, la sua parte del corpo preferita. Gli occhi sono rimasti anche in seguito il focus delle sue opere, una finestra sul mondo interiore delle sue eroine, uno sguardo che rivela tutta una gamma di emozioni.
Partendo da una base iperrealista, dipinta con colori acrilici, l’artista completa  suoi quadri utilizzando un’originale tecnica di collage con ritagli di carta presi dagli album di fumetti: immagini di supereroi che nascondono la vera identità di queste donne.

Le sue opere sono state esposte in Canada, negli Stati Uniti, in Europa e in Asia ed ora sono in mostra alla Stolen Space Gallery di Londra fino all’1 Luglio 2018.

Sandra Chevrier LA CAGE; TOI, MOI ET LE RÊVE

TOI, MOI ET LE RÊVE (Tu, me e il sogno)

Sandra Chevrier VOUS NE POUVEZ M’APPRIVOISER

VOUS NE POUVEZ M’APPRIVOISER (Non mi puoi domare)

Sandra Chevrier Les Cages Paintings

Sandra Chevrier Les Cages Paintings

Sandra Chevrier Superhero Cages Paintings

L’articolo Sandra Chevrier “Les Cages; we can’t be tamed” proviene da Things I Like Today.

14 Giugno 2018 / / Decor

Il mio tappeto turco blu by Sukhi

Finalmente, dopo cinque mesi di lavori, tra ristrutturazione, bricolage, decluttering, la nostra piccola casetta può dirsi conclusa: ora possiamo finalmente dedicarci alla scelta dei complementi, un’attività decisamente più gradevole delle precedenti. Cominciamo dall’ingresso: benché si tratti di un vestibolo quadrato di piccole dimensioni, ha assorbito moltissime energie, dalla fase di progettazione fino ai tocchi finali. Del resto, si tratta del nostro biglietto da visita, visto che è il primo locale che le persone vedono quando entrano in casa: io ho voluto dargli l’importanza che merita, dipingendo tutte le pareti, le porte e i battiscopa di un bel blu intenso. Una scelta che ha lasciato tutti perplessi, ma che alla fine è risultata vincente, visto l’effetto wow che suscita a chi varca la soglia. Osservando orgogliosa il mio vestibolo, tuttavia, mi sono resa conto che mancava qualcosa, un dettaglio o un accessorio che portasse un po’ di calore e un tocco di personalità.

Non ci è voluto molto per capire che ci voleva un tappeto, ma non uno qualsiasi. Doveva essere unico, pregiato e possibilmente blu: in poche parole, speciale.

Sukhi

Ma dove trovare questo tappeto speciale senza rovinarsi? La risposta me l’ha fornita Sukhi, un’impresa sociale che produce tappeti fatti a mano e li commercializza esclusivamente on line, abbattendo così i costi degli intermediari, che siano rivenditori o magazzini di stoccaggio. Ma attenzione, dire che si tratta di un e-commerce è riduttivo: Sukhi è soprattutto un progetto che promuove l’arredamento consapevole a prezzi accessibili, attraverso la collaborazione diretta con artigiani tessili dislocati in Marocco, Turchia, India e Nepal. Questo sistema garantisce agli artigiani indipendenza e maggiori guadagni, mentre il consumatore può acquistare un tappeto artigianale a prezzi imbattibili. E’ inoltre possibile specificare misure personalizzate, visto che ogni tappeto viene confezionato a partire dall’ordine.

Come spiega la designer tessile Nasia Burnet, co-fondatrice del portale, “Sukhi in lingua Nepali è un nome femminile e significa ‘felice’. I nostri tappeti vogliono portare un sorriso ai nostri clienti, agli artigiani che li producono e alle loro famiglie.”

Tutti felici, dunque; io lo sono sicuramente, visto che da Sukhi ho trovato il mio tappeto speciale.

Il mio tappeto turco blu by Sukhi

Il mio tappeto patchwork turco

Si chiama Belinay e viene dalla Turchia. E’ un tappeto Patchwork Sovratinto confezionato secondo l’antica tradizione nomade di cucire assieme le parti meglio conservate di vecchi tappeti pregiati, per creare un manufatto unico. E’ realizzato a mano e i tessuti sono al 100% naturali (lana, pelo di capra, canapa e cotone): una volta assemblato, il tappeto viene tinto con colori vivaci che aggiungono un tocco di contemporaneità, rendendolo adatto ad ogni ambiente. Che ne dite, non è perfetto per il mio ingresso blu?

Il mio tappeto turco blu by Sukhi

Se siete anche voi in cerca di un tappeto speciale, vi consiglio di dare un’occhiata alle splendide collezioni di tappeti Sukhi, tutte con una storia da raccontare e una tradizione da preservare. Oltre ai tappeti turchi, ci sono quelli fatti con palline di feltro dalle artigiane nepalesi nel laboratorio Sukhi di Kathmandu, i Beni Ourain intessuti ai piedi delle montagne del Medio Atlante in Marocco, i tappeti di lana e feltro annodati o intrecciati realizzati per tradizione esclusivamente dagli uomini della regione del Bikaner, in India.

sukhi tappeti indiani beni ourain turchi nepalesi

13 Giugno 2018 / / Voglia Casa

Esistono infinite soluzioni per realizzare un ambiente o un bagno, piccolo o grande che sia.

Stili, colori, finiture, accessori, ciascuno di noi può davvero scegliere tutto ciò che più si sposa con i propri gusti ed esigenze.

L’efficienza energetica e il risparmio al suo interno, sono diventati davvero importanti e indispensabili, almeno quanto lo è il design degli oggetti che lo arredano e caratterizzano.

I produttori di caldaie, insieme alle idee di grandi designer italiani, hanno sviluppato nel tempo prodotti innovativi, creando soluzioni differenti che tenessero conto del: massimo rendimento degli impianti, utilizzo di fonti rinnovabili, manutenzione periodica, impianti esistenti ristrutturati e regolamenti sia italiani che europei. Tutti aspetti fondamentali e importanti da valutare quando si progetta un ambiente, che sia un appartamento intero o un semplice bagno.

Ultime tendenze per la casa: efficienza energetica degli impianti e design

Questi elementi, legati alle ultime tendenze nel campo dell’estetica, hanno dato vita a modelli di caldaie che conciliano tutte le necessità.

Le tipologie, presenti sul mercato sono molteplici: caldaie elettriche, a biomassa legnosa, a doppia condensazione (totale), a idrogeno, sistemi a zeolite, sistema ibrido.

Ultime tendenze per la casa: efficienza energetica degli impianti e design

Ciò di cui vi voglio parlare oggi è una nuova generazione di caldaie a condensazione con prestazioni senza eguali. Una combinazione sinergica di tecnologie esclusive “All in ONE”.

Questa serie è stata studiata nei minimi dettagli per garantire a lungo il massimo delle performance con un nuovo scambiatore in acciaio inox esclusivo, Xtra Tech, unico per affidabilità e qualità duraturi nel tempo.

L’assoluta efficienza viene data dai componenti, funzioni esclusive e controllo elettronico della combustione che assicurano il 94% del rendimento stagionale e la classe energetica A. In più grazie alla termoregolazione viene raggiunta la classe A+.

L’innovativo IGNITION SYSTEM mantiene elettronicamente la combustione sempre perfetta. Inoltre, serie ONE, rappresenta la nuova frontiera del comfort connesso a portata di smartphone. La gestione dell’impianto non potrebbe essere più semplice grazie al controllo a distanza tramite una app gratuita che gestisce un report sui consumi e il supporto tecnico online.

Queste caldaie sono dotate di un set innovativo di funzioni smart dove con il minimo spreco di energia si avrà un comfort totale ogni giorno. Tutto questo grazie ad una funzione brevettata che consente di ottimizzare in automatico il funzionamento della caldaia, eliminando continui accensioni e spegnimenti e permettendo una programmazione oraria settimanale integrata, con remind automatico della manutenzione straordinaria. Inoltre, grazie al sistema di controllo da remoto, l’app avvisa in caso di malfunzionamento.

La nuova gamma di termostati, adatti per la gestione multi-zona (fino a un massimo di sei), aumentano la facilità di gestione del proprio comfort tramite tecnologia modulante, interfaccia touch e connettività integrata.

Ultime tendenze per la casa: efficienza energetica degli impianti e design

Questi nuovi sistemi di riscaldamento ben si sposano con arredi sia contemporanei che tradizionali. Le loro forme lineari e i colori neutri trovano un ottimo compromesso per non essere più “nascosti” anche in ambienti relativamente piccoli come le sale da bagno.

DETRAZIONE FISCALE PER LA SOSTITUZIONE DELLA CALDAIA.

La sostituzione della caldaia rientra già da tempo fra gli interventi che possono beneficiare delle detrazioni fiscali per la casa.

Cosa molto importante, da non sottovalutare e da tenere in conto proprio in relazione all’acquisto e alla sostituzione di caldaie, è la legge che ha previsto per il 2018 l’abbassamento dal 65 al 50% della quota Irpef detraibile per l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e schermature solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e biomassa. Inizialmente si prevedeva l’Ecobonus al 50% e non più al 65% anche per le caldaie. Ora un emendamento approvato dalla Commissione bilancio della Camera ha previsto proprio per le caldaie un Ecobonus variabile in base alla classe energetica degli apparecchi installati.

Ciò significa che la detrazione torna al 65% per le caldaie di classe A con valvole evolute, mentre viene fissata al 50% per le caldaie di classe A semplice. Dalla classe B, invece, non c’è alcuno sgravio.

Ecco nel dettaglio cosa prevede l’Ecobonus al 50%: acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi; acquisto e installazione di schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento.

La detrazione sale invece al 65% in caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. Non ci sarà alcun incentivo fiscale invece in caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A.