17 Settembre 2018 / / Design

Possono i materiali di scarto diventare oggetti di design? Certamente sì, basta smettere di gettarli via e riutilizzarli per creare qualcosa di nuovo, di utile e naturalmente anche bello! Così facendo ridurremo il nostro impatto sull’ambiente senza per questo rinunciare a ciò che ci piace.

L’impatto dell’uomo sull’ambiente in cui viviamo sta portando a conseguenze disastrose e ognuno di noi può contribuire a cambiare la situazione, attraverso scelte più sostenibili.

Questa la mission di Nuovo Nuovo, un piccolo laboratorio di design, con sede a Londra, nato da un gruppo di giovani Designer ed Ingegneri che provano a contrastare il sempre più pressante problema dello spreco ambientale in modo unico ed originale.

Nuovo Nuovo raccoglie i tanti materiali di scarto in giro per la città e nei dintorni, materiale che è stato gettato via per lo più da aziende che utilizzano legno, metallo, carta, plastica e molto altro, per portarli nel loro laboratorio e riciclarli. Dopo un processo di elaborazione creativa, Nuovo Nuovo trasforma i materiali di scarto in nuovi oggetti di design per la casa di utilizzo quotidiano, evitando così che restino inutilizzati.


Ecco alcuni degli oggetti di design nati dal riciclo di materiali di scarto

Lumì 
P Stool
Amati
radiO
Silkey
Come afferma il team di Nuovo Nuovo tutti noi possiamo fare un piccolo sforzo per essere un ulteriore 1% in più sostenibili, in questo modo, collettivamente, ciò farà la differenza soprattutto per le generazioni future e il futuro del nostro pianeta.
Con questo progetto, Nuovo Nuovo vuole completare quell’ulteriore 99% di sforzi per contribuire a creare prodotti utili, ecologici e 100% naturali.


La natura ci ha invitato nella sua casa, quindi trattarla con rispetto è il minimo che possiamo fare. 


Per scoprire di più e sostenere il progetto Nuovo Nuovo visita www.nuovonuovo.com

17 Settembre 2018 / / Blog Arredamento

Tradizioni e trend in vista delle feste di fine anno con la curiosità dell’albero sottosopra sempre più in voga negli USA e nei paesi dell’est Europa.

L’estate sta finendo. Non è solo un evergreen dei Righeira ma un dato di fatto e quando a settembre riaprono le scuole, si può dire apertamente che non manca poi tanto alle feste di Natale, quanto meno per chi si occupa professionalmente di decorazioni, addobbi, packaging e design.

Quali saranno dunque le tendenze per il Natale del 2018? In primis il trend sempre più in voga è quello di confezionare i propri regali nella maniera migliore, scegliendo, per esempio, di acquistare online cesti natalizi vuoti in cartone, particolari, grandi e piccoli anche in legno e metallo, che ben si prestano al confezionamento di bottiglie di vino, alla realizzazione di confezioni enogastronomiche e molto altro.

Acquistare Cesti Vuoti di Natale 2018
Perché anche a Natale la sostanza è importante ma lo è anche la forma e presentare il proprio omaggio nel modo più glamour e affascinante possibile può fare davvero la differenza con il destinatario del vostro dono. Inoltre c’è solo l’imbarazzo della scelta tra cesti in vimini, rattan, bamboo o in legno che possono anche essere foderati in modo elegante e raffinato. Se di valore, la scatola o il cesto diventano dei regali in sé e quindi davvero apprezzati da chi li riceve.

Per la scelta dei colori, sia per le confezioni che per gli addobbi, la tradizione ovviamente consiglia il rosso, il colore natalizio per eccellenza ed anche quest’anno è ovviamente la scelta più consigliata ed opportuna. Se però volete provare qualcosa di originale, una delle tendenze del Natale 2018 sarà sicuramente lo shabby chic, uno stile di design che prevede un aspetto invecchiato e usurato autentico o frutto di un’apparenza realizzata appositamente. Con questo stile si sposano bene sia il bianco che gradazioni pastello rosa cipria, azzurro o grigio perla.
Altro evergreen da non sottovalutare come scelta è l’oro per chi ama lo sfarzo e richiami allo stile barocco e rococò a cui abbinare cromie intense come il vinaccia, il marrone ed il blu. Se poi volete davvero stupire i vostri ospiti, una delle tendenze più innovative di quest’anno sarà lo stile giapponese. Minimale, sobrio, essenziale: in questo caso le parole d’ordine sono armonia e relax da raggiungere con cromie neutre ed una ricerca di equilibrio nella scelta di ogni oggetto utilizzato per decorare.

Pensando infine all’albero di Natale, una vecchia tradizione sta pian piano riprendendo piede un po’ in tutto il mondo. Di cosa stiamo parlando? Dell’albero sottosopra. Gli abeti appesi a testa in giù risalgono addirittura al Medioevo, quando le popolazioni europee lo utilizzarono per rappresentare la Trinità. Ora sia negli USA che in est Europa, sta riprendendo sempre più piede questa tendenza.
Gli alberi di Natale capovolti sono appesi ad una mensola sul soffitto come un lampadario, stesi a testa in giù su un supporto o montati con la punta verso il basso sul muro con benefici anche pratici. Se ci sono bambini piccoli in caso, potrete tenere le loro manine lontane dalla maggior parte degli ornamenti. Lo stesso può dirsi per i nostri amici a 4 zampe, che siano gatti o cani. Chissà che questa nuova tendenza riscoperta da tempi davvero passati possa imporsi anche nel nostro paese. Ed intanto visto che ci siamo, Buon Natale già da ora!

17 Settembre 2018 / / Architettura

Elegante, armonioso, suggestivo: il giardino giapponese esprime il perfetto equilibrio tra l’uomo e la natura.

Daigo-ji Kyoto Giappone

Avete sempre sognato di allestire un giardino in stile giapponese, ma non sapete da dove cominciare? Ecco una piccola guida che può aiutarvi ad orientarvi e a compiere i primi passi. La prima cosa che dovete sapere, è che non è necessario disporre di spazi enormi per avere un giardino giapponese: può bastare un patio interno, un fazzoletto di terreno nel retro della casa, un’aiuola all’ingresso. Inoltre è molto più facile da realizzare e meno costoso di un giardino all’occidentale.

Tipologie di giardini giapponesi

Esistono diverse tipologie di giardino giapponese: le loro origini si perdono nella notte dei tempi, e nel corso della storia hanno subito le influenze culturali e religiose delle varie epoche.

In estrema sintesi, si possono così riassumere:

  1. Chisen: sono i giardini più grandi e lussuosi, nati nei palazzi imperiali. La loro caratteristica principale è la presenza di stagni con percorsi collegati dai tipici ponti di legno.
  2. Roji, o giardino del tè: molto semplice, circonda la casa del tè o Chaniwa. Delimitato da una recinzione, ha sempre un sentiero (tobiishi ) realizzato con pietre piatte (nobedan) e gli unici manufatti ammessi sono  i bacili in pietra per purificarsi e le lanterne di pietra che rischiarano il cammino che conduce alla casa del tè.
giardino giapponese Chaniwa giardino del te
  1. Karesansui, impropriamente denominati giardini zen, furono introdotti in Giappone dai monaci buddisti. Sono i giardini più semplici in assoluto, composti esclusivamente da ghiaia e pietre.

Giardino-giapponese secco Karesansui detto zen

  1. Tsuboniwa sono minuscoli giardini urbani, inseriti nei cortili interni o tra le case a schiera

Giardino-giapponese urbano Tsuboniwa

Progettazione

Prima di cominciare a progettare il giardino giapponese, vi consiglio di documentarvi sulla filosofia che impregna questi manufatti. La sensazione di ordine, armonia e pace è infatti il risultato di una saggezza antica che attribuisce un significato ad ogni elemento. Semplificando, il giardino giapponese riproduce in miniatura una versione astratta e stilizzata del paesaggio ideale. Le rocce simboleggiano montagne o isole; la ghiaia rappresenta l’acqua, e così via. Tutto dovrà essere disposto seguendo uno schema che faccia apparire il giardino allo stesso tempo naturale ma non selvaggio, in cui l’intervento umano non viene percepito. I principi più importanti nella progettazione di un giardino giapponese sono l’asimmetria, il contrasto e la disparità. In questa fase è opportuno consultare un giardiniere professionista, che saprà darvi le indicazioni adeguate: andranno rimossi elementi preesistenti, si dovrà creare un letto per la ghiaia, il drenaggio, stabilire percorsi e scegliere piante e arbusti.

Elementi, piante e colori

Il giardino più semplice è il Karesansui, formato da rocce e ghiaia e circondato da un percorso in pietra che facilita l’operazione della rastrellatura della ghiaia. Le pietre, in numero dispari, devono essere proporzionate alla dimensione del giardino. Vanno collocate in modo da essere viste per intero da ogni visuale: bandita la simmetria, posizionatele in verticale e in orizzontale, formando gruppi a partire da una pietra dominante sulle altre. Questo tipo di giardino può essere riprodotto in qualsiasi dimensione, a partire da quello in miniatura da salotto.

Giardino giapponese

Per un giardino più articolato, il mio consiglio è quello di cominciare allestendo un’area Karesansui e di circondarla con rocce e del verde. Il prato è sostituito da un tappeto di muschio o di ginepro strisciante, che ricopre il terreno e le rocce. Il colore dominante é il verde: sono concesse macchie di rosso, arancione, rosa e bianco. Scegliete aceri, pini, bambù, camelie del Giappone, glicine, ciliegi e pruni. Se poi amate l’acqua, potete ricavare uno stagno da rifinire con bordi di pietre, e da popolare con canne acquatiche e le bellissime carpe koi. Gli unici elementi decorativi concessi sono le lanterne e i bacili in pietra.

Manutenzione

Pur essendo minimalista, anche il giardino giapponese ha bisogno di manutenzione. Oltre alle normali operazioni di pulizia, va dedicata una cura particolare alla potatura. Ogni albero e arbusto va potato con perizia per assicurare fioriture abbondanti e per mantenere le particolari forme cesellate tipiche dei giardini giapponesi.


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