Villa Capriglio: la casa che scompare nel nulla

Nascosta tra i boschi delle colline torinesi, tra le nebbie quasi abituali della strada che congiunge Chieri a Pino Torinese, si erge quello che rimane di una imponente villa settecentesca chiamata Villa Capriglio.

Un esempio di barocco piemontese caratterizzato da signorili influenze juvarriane nell’architettura e nelle decorazioni interne, funestato però una storia lunga e sfortunata che inizia nel 1706 quando gli allora proprietari del terreno, i Marchisio, iniziarono la costruzione della “Vigna Marchisio” e del palazzo da utilizzare come residenza di campagna.

Questa venne ceduta ancora incompleta al Duca di Capriglio, da cui prese il nome, e passò poi al Regio Demanio: si coniò allora la battuta del suo passare “dal Demanio al Demonio”.

Si racconta che la sfortuna di Villa Capriglio iniziò nel 1800 quando un architetto, che si diceva fosse adepto di Satana, decise di costruire nei sotterranei della villa una serie di cunicoli che confluivano in una stanza nascosta dove si sarebbero celebrate messe nere. Si dice inoltre che abbia addirittura convinto i proprietari dell’epoca ad unirsi a lui in tali cerimonie perverse.

Sono di quegli anni le numerose storie di belle e giovani fanciulle prelevate dalle campagne e poi fatte sparire nel nulla.

Le messe nere richiamarono oscure presenze e quando la villa venne acquistata da un’altra famiglia, ai primi del ‘900, il capofamiglia impazzì e spinto dalle presenze maligne che albergavano in quella casa assassinò moglie e tre figli, i cui fantasmi infestano la casa.

Ancora oggi c’è chi racconta di luci all’interno dell’edificio di notte, di suoni di musica di pianoforte, di risate e figure evanescenti che si muovono nel selciato e che spariscono se si punta loro addosso una fonte luminosa.

Si dice che nelle notti invernali di plenilunio, quando cala la nebbia, la casa scompaia nel nulla per ricomparire solo al mattino…

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