5 Novembre 2018 / / Architettura

In uno degli ultimi post che ho pubblicato, ti ho anticipato che ci saranno delle novità nel blog e una di queste sarà una rubrica dedicata ai  miei progetti.

E sarà anche un modo per farti conoscere il mio modo di lavorare.
Il mio mood è:
Qualunque sia il progetto per un cliente, il mio primo obiettivo è che lo spazio che progetterò sia funzionale e rappresenti la personalità e i desideri di chi vivrà quello spazio.
Perché deve essere funzionale, pratico e comodo?
Perché la sera, quando rientri a casa stanca dal lavoro, hai voglia di riposarti su un comodo divano, sdraiarti su un letto spazioso, cucinare in un ambiente dove riesca ad avere tutto a portata di mano. Avere gli spazi sufficienti dove conservare abiti, asciugamani, stoviglie, libri e tutto quello che ti è utile.
Un angolo dove rilassarti e nel frattempo vedere tuo figlio giocare e un bagno pratico anche se piccolo.
Vedere la partita con gli amici e avere i posti a sedere per tutti e magari fare pure uno spuntino insieme.
Se la casa non è funzionale, non sempre ti sarà possibile fare tutto questo e non sarà più un luogo dove rilassarsi ma uno spazio che crea tensioni e disordine mentale.
E perché deve rappresentare la tua personalità?
Perché la tua casa sei tu.
Ne sono talmente convinta che è diventato il mio slogan.
La tua casa non è altro che una proiezione di te stessa, una lettura della tua personalità, una sfaccettatura del tuo carattere, e si deve respirare il tuo stile di vita in ogni angolo.
Quali sono le tue esigenze? Come vivi la casa? Che atmosfera ti piace respirare e quale vorresti far vivere ai tuoi ospiti?
Il compito del progettista non è solo quello di scegliere l’arredamento più di tendenza e saper coordinare i vari elementi tra di loro, ma riuscire a leggere le nuove necessità della società in cui viviamo, il gusto del cliente, cosa lo fa emozionare e star bene.
È quello di creare uno stile personalizzato, proprio come fa un sarto con un abito cucito su misura, solo per te!
Il progetto che ti faccio vedere oggi è quello che ho realizzato per casa nostra.
La nostra idea era quella di avere degli spazi aperti e ariosi, una sorta di open space, con le diverse zone separate tra di loro da setti murari, senza però chiuderli del tutto con le porte.

L’unico spazio indipendente è la camera da letto.
L’appartamento nasce da una grande zona giorno da cui dovevamo ricavare gli ambienti necessari.

Ecco il prima e il dopo:

Come vedi, abbiamo ricavato tante nicchie in cartongesso per sfruttare al massimo gli spazi e per avere la minor quantità possibile di mobili.
Con questa soluzione siamo riusciti a trovare un posto a tutto, dai libri agli asciugamani e stoviglie, senza dare l’idea che questi spazi di stoccaggio siano così ampi come realmente sono, eliminando l’effetto ingombrante di tutti i mobili che ci sarebbero voluti per contenerli e permettendoci, allo stesso tempo, di acquistare con calma il restante arredo.

LE NOSTRE SCELTE D’ARREDO PER IL SOGGIORNO:

Non è stato semplice scegliere cosa ci piacesse di più.
Forse mi puoi capire se anche tu sei come me che quando sfoglio una rivista d’arredamento, o mi perdo in Pinterest, mi innamoro di  mille stili, e poi ho difficoltà a scegliere quello che mi piace di più per casa mia.
Il problema l’ho risolto con la moodboard d’ispirazione, ossia ho analizzato diversi elementi che mi hanno aiutato a capire quale fosse quello stile che più sentivo mio e fosse anche adatto alle mie esigenze. Ne ho parlato più nel dettaglio in questo post.
Una volta stabilite le mie linee guida, è stato molto più semplice passare alla fase di progettazione dell’arredo.

La pianta arredata:

Una piccola sintesi dell’arredo dell’intero ambiente:

 Più nel dettaglio, l’ingresso:

La zona divano:

La libreria con la zona relax:

Se anche tu vuoi un arredo personalizzato per la tua casa, partendo anche da un unico ambiente, scrivimi per una consulenza.
La mia mail è elenamuracalvisi@gmail.com

Buon inizio di settimana!
Elena

5 Novembre 2018 / / Design

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Per noi italiani è difficile pensare che nelle nostre case la pattumiera possa essere a vista, magari in cucina. Ed è anche raro che la inseriamo tra la lista di arredi indispensabili in bagno. Io, ad esempio nella casa nuova, ho optato per creare la zona pattumiera sul balcone, attrezzando un angolo per la raccolta differenziata.

Quando però la pattumiera diventa un pezzo di design dalle linee eleganti, con i colori più svariati, ecco che anche noi italiani possiamo cambiare idea!

In particolare ho scoperto il marchio Brabantia, che mi ha colpito, oltre che per i prodotti, anche per la loro campagna sulla sostenibilità ambientale.

Tra le varie collaborazioni, è attiva quella che sostiene il progettoThe Ocean Cleanup. Per ogni pattumiera a pedale newIcon e Bo che vendono, fanno una donazione a The Ocean Cleanup, che si dedica a ripulire l’oceano dalla plastica (non so se ne avete già sentito parlare).

La pattumiera in cucina

Bella la loro nuova linea di pattumiere rettangolari, con gambette sottili che la slanciano. E’ disponibile in moltissimi colori, dal grigio al rosso.

Chi ha tanto spazio e ha una cucina open space, la può sistemare al lato dell’isola. Oppure nulla vieta di tenerla sul balcone.  Contiene due vani separati per la raccolta differenziata.

 

In alternativa, Brabantia propone anche una collezione dalle linee più classiche. In particolare mi sono piaciute le pattumiere rotonde con pedale, che spesso avrete visto nelle case scandinave.

 

 

La pattumiera in bagno

Dall’estero (e dagli alberghi) arriva anche la proposta di inserire la pattumiera in bagno.  Di certo utile a noi donne, magari per buttare il cotone dopo che ci strucchiamo alla sera.

Con questi colori poi diventa un vero elemento di design per il bagno!

 

Non mancano infine le proposte per la zona lavanderia, davvero carine e pratiche e che riprendono sempre la forma tondeggiante della classica pattumiera.

 

Mi sta venendo voglia di cambiare il mio set pattumiera… a voi no?

L’articolo Quando anche la pattumiera è di design proviene da easyrelooking.

5 Novembre 2018 / / News

traslocoChi l’ha già fatto sa che traslocare Chi l’ha già fatto sa che traslocare comprende una serie di attività molto diverse tra loro. Alcune possono essere svolte in autonomia da chi sta traslocando, per altre invece è necessario l’aiuto da parte dei professionisti del settore, o comunque è opportuno contattare qualcuno che se ne prenda carico, per evitare di dover svolgere mille compiti in pochissimo tempo. L’effettivo costo del trasloco dipende da una serie da fattori, compresa la ditta traslochi che si contatta.

trasloco

Il preventivo


Per capire quanto costa traslocare è importante richiedere alcuni preventivi a delle ditte specializzate; tale documento deve comprendere un chiaro elenco di tutte le operazioni che gli addetti dell’azienda si occuperanno di effettuare, e anche le tempistiche. La variabilità è comunque ampia, in pratica è impossibile dire quanto costa un trasloco. Molto infatti dipende dalla dimensione della casa che deve essere svuotata, dalla quantità di oggetti, suppellettili e mobili che si possiedono, dalla lunghezza del tragitto che si deve percorrere. Ovviamente se la nuova casa si trova in un altro Paese, magari lontano centinaia di chilometri, il preventivo sale. Allo stesso modo se possediamo oggetti particolari da traslocare, come ad esempio un quadro prezioso, uno strumento musicale, o anche magari delle piante, il costo aumenta ulteriormente. Avendo un elenco delle attività che la ditta di traslochi svolgerà possiamo però anche valutare quali possiamo cassare dal preventivo, perché intendiamo occuparcene da soli.

Quando si ha molto tempo prima del trasloco


Preparare un’abitazione per il trasloco non è un’operazione così semplice come può apparire a chi non l’ha mai fatto. Per altro conviene anche considerare che si tratta di attività lunghe, soprattutto per quanto riguarda l’imballaggio di tutto ciò che si possiede. A volte però si ha la possibilità di “spalmare” queste attività su un lungo periodo di tempo: a molti capita di traslocare anche mesi dopo l’acquisto della nuova casa. Per questo motivo tanti preferiscono inscatolare e imballare ciò che possiedono da soli, permettendo alla ditta di traslochi di caricare il camion o il furgone e di trasportare tutto al nuovo domicilio. Per farlo in modo corretto è bene predisporre una zona della casa, dove si posizioneranno i pacchi già pronti, e ricordarsi di precisare su ogni scatola il contenuto. Solitamente il modo migliore di procedere consiste nel riempire ogni scatola con oggetti che provengono dalla medesima stanza, cominciando da ciò che non ha un utilizzo quotidiano.

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Risparmiare sul trasloco


Esistono poi diverse possibilità per chi decide che il preventivo della ditta di traslochi è troppo alto e lo vuole abbassare significativamente. A partire, ad esempio, dalla possibilità di utilizzare imballi “riciclati”, come le scatole che negozi e centri commerciali scartano ogni giorno, oppure stracci e biancheria della casa da usare al posto del Pluriball. Anche l’aiuto da parte di amici o parenti può essere una buona idea, non dimentichiamo però di “ripagarli” in modo adeguato, ad esempio con una bella cena o con un piccolo omaggio da consegnare qualche giorno dopo la fine dei lavori. In questo modo continueranno a salutarci anche dopo la fine del trasloco.

 

L’articolo Il costo del trasloco proviene da Architettura e design a Roma.