3 Dicembre 2018 / / Architettura

Una crescita costante ed anche un’evoluzione nel corso delle generazioni hanno caratterizzato la storia quasi quarantennale di Itlas, azienda trevigiana che da produttrice di legno segato grezzo si è trasformata in una delle più apprezzate realtà italiane nella produzione di pavimenti in legno.
Oggi questo marchio si distingue per la sua capacità di declinare una materia nobile, la più nobile di tutte come il legno, in molteplici forme, da quelle più classiche fino agli sprazzi di creatività dallo spirito più moderno ed anche innovativo.

Una lunga tradizione nella lavorazione del legno

Itlas ha sede a Cordignano, in provincia di Treviso, da dove sin dagli anni ’80 ha diffuso la cultura dei pavimenti prefiniti in legno in un percorso di crescita ed evoluzione continue e senza sosta. L’aspetto industriale è sempre andato al passo con quello commerciale riscuotendo consensi anche al di fuori dei confini italiani per il gusto raffinato delle creazioni o anche per le sperimentazioni in chiave contemporanea e moderna.
Progetti come le Assi del Cansiglio, le Tavole del Piave o i Legni del Doge hanno entusiasmato gli amanti dell’arredo di classe e qualità ma hanno saputo conquistarsi anche importanti riconoscimenti in chiave di ecosostenibilità e di responsabilità aziendale.
Alla guida dell’azienda Patrizio Dei Tos ha fortemente voluto un programma di riqualificazione ambientale e di rivalutazione non solo delle tradizioni nostrane nella lavorazione del legname, per far sì che il programma fosse in grado di rivisitare tutta la filiera. L’approvvigionamento di materie prime è controllato secondo criteri scrupolosi e molto severi, il legno lavorato deve rigorosamente essere italiano e preferibilmente a “chilometri zero“.

Le certificazioni ambientali

Solo seguendo questi parametri Itlas ha potuto conseguire importanti certificazioni ad attestare ad esempio, per le Assi del Cansiglio, che fossero interamente prodotte e lavorate in Italia. Risale al 2000 l’inizio dell’investimento di risorse e sforzi di matrice ambientalista, che ha portato alla prima certificazione di sostenibilità ambientale, quella PEFC (Programme of Endorsement for Forest Certification). È stato solo il primo passo nella scala degli obiettivi sempre più ambiziosi verso la piena sostenibilità, perché alla PEFC sono seguite altre certificazioni quali la FSC (Forest Stewardship Council), il tutto su un sentiero che ha guidato questa virtuosa realtà imprenditoriale italiana a poter annunciare che i suoi pavimenti sono 100% Made in Italy e che sono prodotti con il minore impatto possibile sull’ambiente sia in fatti di emissioni per il trasporto delle materie prime, con l’abbattimento della CO2, sia con un preciso sistema di gestione ambientale conforme alla lettera a tutte le più recenti norme regolatrici del settore e nel quale il gigantesco impianto fotovoltaico è solo un tassello.

Il futuro di Itlas

Oggi Itlas continua ad investire sul futuro proprio e su quello del pianeta proponendo idee innovative per l’arredamento di tutto l’ambiente domestico, per promuovere una maniera più naturale di vivere anche attraverso ristrutturazioni in grado di “rivestire” con una seconda pelle gli elementi preesistenti, nel rispetto di nuove e più responsabili istanze di risparmio di risorse , energie e materie prime per affrontare la crisi economica. Scegliere Itlas significa farsi carico delle esigenze del pianeta e della comunità nel suo insieme senza per questo rinunciare al buon gusto e ad elevatissimi standard qualitativi ed estetici.

 

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3 Dicembre 2018 / / ArchitettaMI

Qualche settimana fa è arrivato l’invito ad un workshop Ikea sulla tavola natalizia. La cosa mi stuzzicava parecchio perché la fantasia del brand in fatto di decor e soluzioni fai da te non ha eguali. Quando ho letto che l’evento era realizzato in collaborazione con Mariangela Negroni di Funky Table, la regina del Table set italiano, non ho avuto più dubbi: dovevo esserci!

Così venerdì scorso mi sono recata all’Ikea di Corsico e per circa un’ora sono stata allietata dalla pacata, ma travolgente, presentazione di Mariangela e dal profumo di cannella.

Il workshop era incentrato sulla tavola e sull’accoglienza e il mood era Natale Stile Libero. Perché la tradizione del Natale resta, ma il modo di viverlo è certamente mutato negli anni. Così questo cambiamento, rappresentato da tre proposte, si esprime fuori dalle regole, dalle consuetudini e lascia spazio all’improvvisazione.

Il tour inizia con la prima tavola chiamata Festa a sorpresa. Lo stile è quello di una cena organizzata un po’ all’ultimo minuto o dove gli ospiti hanno dato conferma alle 7 di sera. Così al tavolo principale si aggiungono tavoli di tutte le forme e grandezze recuperati da altri ambienti della casa. Lo stesso vale per le sedute: la poltroncina dell’angolo lettura diventa una comoda seduta affiancata dallo sgabello recuperato dalla cameretta.

Tra tutti questo è lo stile in cui mi sono più rispecchiata. Spesso il lavoro, le figlie e il tram tram quotidiano porta me e mio marito a decidere all’ultimo quello che faremo durante le feste. Spesso ci siamo ritrovati e chiederci “cosa facciamo a Capodanno?”. E a volte abbiamo organizzato cene in cui abbiamo mescolato diversi gruppi di amici a cui si sono aggiunti anche amici degli amici.  Nella storia è rimasta la cena in cui si è presentato Pino dei palazzi. Ve lo ricordate? Quante risate!!!

Sulla tavola invece cosa succede? Servizi differenti vengono mescolati tra loro, stoffe utilizzate al posto delle tovaglie, fiori, che non devono essere per forza natalizi, ma che nel colore ne ricordano l’atmosfera (a tal proposito andare a vedere qui il mio articolo su Casa Facile sul soggiorno natalizio) e poi un pensiero per ogni nostro ospite. Dal nome scritto con i biscotti al decoro sul piatto fatto con il colorante alimentare fino al tovagliolo personalizzato con le iniziali.

La seconda tavola era Mettersi in gioco. Per una festa informale, da fare in piedi e nel mentre tentare la fortuna con la ruota Lustigt. In palio ci potrebbe essere un piccolo dono o lo scambiarsi di posto per intraprendere una nuova conversazione. Non c’è limite alla fantasia!

Infine Riflessi Pronti, improntata sui colori oro e argento. Potrebbe sembrare quella più tradizionale, ma cosa c’è di usuale nell’usare come sotto piatto degli specchi o come centro tavola il peloso tappeto Toftlund? Una fiaba nordica fatta di metalli preziosi, superfici riflettenti e stelle luccicanti. Ma anche di fiori candidi e limoni profumati.

 

Soddisfatta della serata e con gli occhi pieni di spunti creativi mi sono congedata salutando affettuosamente Mariangela e assaggiando la dolce merenda accompagnata dalla bevanda natalizia Vintersaga (deliziosa). Naturalmente visto che mi trovavo da Ikea non ho potuto esimermi nel fare qualche shopping natalizio 😉

 

3 Dicembre 2018 / / Architettura

http://www.cafelab.biz/

I documenti che utilizziamo quotidianamente nel nostro studio di architettura per tenere sotto controllo i progetti di ristrutturazione.

Con questi moduli pronti da personalizzare raccogliamo l’elenco delle richieste, le misure degli arredi e tutti i dati necessari per svolgere la noiosa ma indispensabile burocrazia indispensabile nel lavoro di un architetto.

I documenti sono divisi in 13 file, editabili nei formati più comuni, (Office, Open Office e Rich Text Format) studiati per aiutare il lavoro di ogni progettista

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CAFElab | studio di architettura

3 Dicembre 2018 / / Decor

L’ultimo mese dell’anno è arrivato. Insieme a lui la Magia tanto attesa delle lucine, del cioccolato a fiumi senza sensi di colpa, dei Jingle bells cantati in giro per casa e tante altre cose piccole e belle.
Io, con la personale scusa che devo improvvisarmi Elfo per i bimbi, ormai faccio fatica a contenermi, devo ammetterlo!!!
Sono decisamente intrisa di spirito natalizio e ne sono entusiasta, ogni anno un po’ di più. Dite che devo preoccuparmi?
Trovo sia fondamentale e bellissimo rendere magico ogni giorno, figuriamoci avere poi a disposizione un mese intero senza sembrare eccessiva ;-P

E proprio per restare sintonizzati sulle vibrazioni positive, che vengon fuori quando si va alla ricerca di bellezza e ispirazione, ecco che arriva per tutti noi, un altro Post dedicato al favoloso mondo dell’illustrazione, per la rubrica “ILLUSTRATOR MONDAY”.
Sono felicissima di scrivere questo Post proprio in questo mese speciale, festoso e dedicato al calore
delle cose semplici, perchè l’illustratrice di oggi è davvero un talento nel fare della semplicità il suo manifesto di stile inconfondibile.
Lei è Giorgia Pallaoro, scoperta grazie a delle cartoline romantiche e delicate, che tra stupore e meraviglia mi sono ritrovata aprendo un pacco di Giovelab!!!
Le cartoline sono qui, sempre di fronte a me, che fanno capolino da dietro al monitor e mi ricordano quanto la Poesia abiti nella scelta consapevole di un tratto leggero, semplice. Un tratto che può anche diventare ceramica, trasformandosi in forma allegra da indossare o pensiero affettuoso da regalare.
Un tratto sognatore quanto basta, datrovare nelle cose di ogni giorno, la migliore visione possibile del proprio personalissimo Mondo.

Adesso vi lascio leggere il suo racconto d’artista e se volete seguire i suoi lavori bellissimi online, correte a seguirla sul suo profilo Instagram @giorgia_pallaoro, o sbirciate il suo portfolio online, mi raccomando 😉


1. Quando ti sei avvicinata al mondo dell’ illustrazione?
Tutto è nato da piccolissima, avrò avuto tre o quattro anni e quando si andava al mare, paletta e secchiello erano sostituiti da enormi risme di carta che riempivo di disegni sotto l’ombrellone, poi studiai all’istituto d’arte e successivamente grafica pubblicitaria e comunicazione.
Sono sempre stata affascinata dalle immagini e dal loro aspetto magico, dalla possibilità di riprodurre un pensiero, di dare in qualche modo vita a un ricordo o a un’emozione, così ho sviluppato l’idea che il creare immagini dovesse diventare il mio lavoro, e così è stato. 
2. Quali progetti ti appassiona seguire di più o che vorresti inserire in portfolio? 
Un progetto che mi ha particolarmente appassionata è un progetto personale sul territorio della Valle dei Mocheni. Una vallata che si trova vicino al mio paese, dove parlano una lingua antica, la lingua mochena, che è una minoranza linguistica. Si tratta di una serie di illustrazioni sulle tradizioni di questa vallata e sui suoi meravigliosi paesaggi  , dalle quali sono poi nate delle cartoline illustrate, che presto verranno presentate ufficialmente al Mas del Saro, un piccolo agriturismo, che vi consiglio se passate per la Val dei Mocheni!

3. Quali sono le tre parole che meglio descrivono i tuoi lavori e il tuo Stile?
Ricordi, calore, semplicità.
4. Puoi descriverci la tua giornata tipo?
Solitamente mi alzo e faccio colazione, vado a fare una passeggiata o ginnastica, vicino a casa mia c’è un bellissimo parco circondato dal bosco, è molto importante ossigenarsi la mattina, porta a risultati migliori durante la giornata. 
Appena torno a casa, che è anche la mia sede di lavoro, mi siedo alla scrivania dello studio e scrivo una lista delle cose da fare e degli obbiettivi quotidiani che dovranno essere conclusi entro fine giornata. 
Così comincio a disegnare, progettare, scrivere e inviare mail, dipende un po’ da quello che c’è da fare, il lavoro autonomo è sopratutto organizzazione.Certi giorni, invece, dedico la mia giornata alle ceramiche. Realizzo piccoli oggetti, spille, orecchini, piattini, tutti ispirati alle mie illustrazioni, che voglio presto rendere disponibili in uno shop online. D’estate, dopo il lavoro in sella alla mia fedele bicicletta, vado nell’orto, a curare le piante, togliere l’erba, raccogliere qualche verdura e guardare il tramonto.

5. Come hai sistemato la tua zona di lavoro?
Lo studio lo condivido con il mio fidanzato, anche lui grafico e il gatto, che dorme sulla poltrona.
Nel mio processo creativo utilizzo il computer, ma sopratutto disegno a mano, solitamente con tecnica mista, gouache, ecoline e pastelli, sulla scrivania quindi c’è il computer ma anche tutti gli strumenti da disegno. 
Al piano di sotto ho un piccolo atelier per lavorare la ceramica.
6. Pensi che un illustratore abbia bisogno di uno stile personale? e quali sono i tuoi suggerimenti per svilupparne uno?

E’ molto importante sviluppare un proprio stile personale e non è nemmeno semplice perchè ogni giorno siamo bombardati di immagini. Ognuno sviluppa un proprio metodo, ma un suggerimento che posso dare è ispirarsi a situazioni, oggetti, ricordi personali, che ci fanno sentire bene, questo è ciò che sto mettendo in pratica e vedo che sta funzionando. Per esempio quando vado a fare una passeggiata e trovo un colore, un oggetto o un paesaggio che mi piace lo fotografo, poi farà parte del mio sketchbook.
3 Dicembre 2018 / / Decor

I cuscini decorativi da mettere sul divano sono tra i principali accessori che valorizzano il soggiorno perché creano un punto focale nella stanza che cattura subito l’attenzione, le danno carattere e contribuiscono a creare l’atmosfera che desideri.

E’ quindi importante studiare con cura come disporli sul divano, che forme scegliere, che tessuti usare e come combinarli tra di loro, perché a seconda della tua scelta otterrai un effetto diverso.

In questo post prenderò come esempio tre schemi basici per la disposizione e scelta dei cuscini e noterai da subito che si ottengono tre differenti risultati nella valorizzazione del tuo soggiorno.
Uno sarà più classico, un altro più sofisticato e ricercato, e un altro più allegro e colorato. 

Vediamoli insieme!

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Effetto sobrio ed elegante

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Per ottenere questo effetto si scelgono un motivo fantasia e due colori contenuti nel motivo e che siano ben coordinati col tessuto del divano e con i colori del soggiorno e poi si scelgono tre pattern diversi, ossia:
·     Un tessuto in fantasia, come un floreale, che conterrà i colori scelti
·    Un tessuto con motivi geometrici di grandi dimensioni, come un quadrettato, che conterrà uno dei due colori
·    Un tessuto in tinta unita o con dei motivi molto piccoli, e conterrà il secondo colore.
Questo pattern dal colore uniforme farà da collante tra le altre due fantasie per creare un effetto ottico armonioso. 

La foto sopra è un buon esempio per capire come fare.
Si è partiti dal tessuto floreale e si sono scelti due colori contenuti nella fantasia;
in questo caso sono stati scelti il colore aragosta e l’azzurro (presente anche nella tenda e nella lampada).
Hanno poi associato una fantasia geometrica di grandi dimensioni, azzurra, e due cuscini a tinta unita dei due colori scelti, aragosta e azzurro.
Si è ottenuto un effetto ben equilibrato e ben coordinato con la stanza.

Dopo aver scelto il colore, si sceglie come disporre i cuscini sul divano.
Questo schema prevede che siano posizionati simmetricamente, due o tre per lato.
Se invece il numero dei cuscini dovesse essere dispari, ad esempio 5, si metteranno due cuscini per lato e il quinto, in genere più piccolo e dalla forma diversa, è posizionato al centro.
Questo cuscino si chiama “cuscino d’esposizione” perché è quello su cui cade l’occhio, per cui deve essere quello con la fantasia più curata o quello che ci piace di più!

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Effetto chiccoso e sofisticato

Questo effetto si ottiene giocando con le tonalità dei colori dei cuscini e usando materiali diversi.

Tutti i colori scelti per i cuscini dovranno appartenere alla stessa nuance.
Facciamo un esempio.
Si sceglie un colore, ad esempio il blu, e lo si abbina ad altri colori con tonalità molto vicine, ad esempio un grigio perla e un azzurro polveroso, desaturato.

Mi vengono in mente anche gli effetti meravigliosi che si ottengono giocando con i rosa, passando dal malva al rosso vino. O anche alla scala dei grigi o dei bianchi. Elegantissimi.

Quindi il tutto si basa sul gioco delle sfumature di colore ma anche attraverso l’uso di diverse forme e consistenza dei materiali, ad esempio, associare il velluto con la pelliccia sintetica, per rendere l’insieme più interessante.
Per la posizione dei cuscini potete scegliere quella simmetrica, come quella descritta sopra, per dare un’idea di ordine e mettere in risalto le nuances scelte.
Questo effetto è una tendenza molto in voga negli ambienti dallo stile minimalista sofisticato e sapendo come scegliere i colori, puoi ottenere lo stesso stile con un piccolo budget.
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Effetto allegro e colorato

E’ uno stile molto usato negli ultimi tempi, soprattutto quando si vuole creare un ambiente brioso e dinamico.
Lo si usa molto con i mobili vintage, per dargli quella sferzata di energia e innovazione.
Lo si ritrova nello stile bohemiene ma anche in alcune tendenze dello stile nordico, in particolare quello olandese, dove si usano dei colori pastellosi sgargianti ma sapientemente equilibrati tra di loro.
Questo effetto lo si crea accostando cuscini con colori e fantasie diverse tra di loro.
Se sei alle prime armi, ti consiglio di usare forme e dimensioni simili per non creare un effetto disordinato.
Puoi anche pensare di partire da un cuscino molto colorato, quello che ti piace di più e poi scegliere tutti gli altri tessuti con qualche elemento di richiamo, ad esempio un colore, una texture o un qualunque altro dettaglio che vuoi mettere in risalto.
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Usando i tre schemi che ho appena descritto, con pochi cuscini abbiamo creato degli effetti completamente diversi e in grado di personalizzare non solo il divano ma l’intera stanza.
Qual è lo stile più adatto alla tua casa, alla tua personalità e all’effetto che vuoi ottenere?

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A presto
Elena

3 Dicembre 2018 / / Coffee Break

Gli arredi e complementi della collezione di Natale di H&M creano un’atmosfera calda e rustica, nei toni invernali del bianco e del verde cupo.

The H&M Christmas collection


The furnishings and accessories of the H&M Christmas collection create a warm and rustic atmosphere in the winter tones of white and dark green.

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CAFElab | studio di architettura

3 Dicembre 2018 / / Design Ur Life

Oggi con la rubrica, ”In vacanza con l’Architettura” andiamo vicino a Merano in provincia di Bolzano in un Hotel di Design in montagna, firmato dallo Studio Tara.

Tra poco ci sono le vacanze di Natale e cosa c’è di meglio che ritagliarsi qualche ora, un giorno oppure più giorni di relax in un Hotel di Design in montagna.

Hotel di Design in montagna

Hotel di Design in montagnaIn alta quota in un’architettura insolita della tradizione rurale e montana, un volume scuro tutto di legno, con un tetto a capanna. Una piscina sospesa tra le montagne, molto instagrammabile e la sua spa di pietra grigia e legno scuro. Queste sono alcune delle caratteristiche che trovi in Hotel Miramonti boutique dove si può fare una vacanza di puro relax e divertimento. Per chi ama la montagna e vuole sciare ma anche chi cerca soltanto un po di relax e le passeggiate sulla neve e aria pulita.





Questo hotel di design in montagna dell’Alto Adige dallo stile nordico è immerso nel bosco e ospita 43 camere e suite. Le camere sono in stile scandinavo con arredamenti in legno chiaro, tessuti ricchi e le grandi aperture per accogliere tutta la scenografia e il paesaggio. Questo hotel ha una spa panoramica inondata di luce, con piscina coperta, saune e vasca idromassaggio all’aperto. Un incantesimo in contatto con la natura e lontano dalla vita quotidiana.

Hotel di Design in montagnaL’elegante ingresso con il bar e il caminetto è una riuscita contaminazione fra stile metropolitano e calore alpino.

Hotel di Design in montagnaHotel di Design in montagnaUn’infinity pool con l’acqua a 32 gradi che è la piscina più fotografata in Europa.

Hotel di Design in montagnaHotel di Design in montagnaHotel di Design in montagnaLifestyle alpino, naturalezza, autenticità e rigore. Questo hotel di Design in montagna vive della sua collocazione privilegiata, delle bellezze della natura e dell’ospitalità dei suoi proprietari. Carmen e Klaus Alber si sono prefissati un obiettivo: rendere indimenticabile questo piccolo rifugio fra cielo e terra.

Hotel di Design in montagnaUna affascinante hall con la sua vista da sogno sulle cime delle montagne dell’Alto Adige. un avvolgente benvenuto che lascia spazio al relax sul divano del Lounge in assoluta tranquillità.

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Crediti: Hotel Miramonti Boutique

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