17 Dicembre 2018 / / REDaddress

17 Dicembre 2018 / / Blog Arredamento

Se sei giunto fin qui, sicuramente avrai già sentito parlare del futon, il famoso materasso delle tradizioni giapponesi. E adesso vorrai scoprire nel dettaglio di cosa si tratta, e quali sono tutte le sue proprietà. Si comincia col dire che parliamo di una grande alternativa ai materassi tradizionali, dunque quelli di matrice occidentale. Di contro, c’è ancora molta confusione sul futon: alcuni pensano che si tratti di un divano, mentre altri credono che sia un semplice letto senza molle. Pur essendo vere entrambe le cose, in realtà il concetto di futon va ben oltre queste semplici definizioni.

Cosa è il futon?

Potrebbe sembrare una domanda semplice, ma non lo è per niente. Questo per via dei tanti luoghi comuni che gravitano intorno al futon, e non perché la definizione di questo complemento d’arredo sia in sé complicata. Si inizia dalla base, dunque dalla traduzione del termine “Futon”: la parola significa “letto che si arrotola”. Il set completo, stando alle tradizioni del Giappone, contempla la presenza di tre elementi. Si parla dei seguenti:

  • Shikibuton: lo shikibuton è il materasso vero e proprio. Da noi è conosciuto con il termine futon, anche se si tratta parzialmente di un errore. I giapponesi usano infatti questo termine per indicare l’intero bundle del letto, dunque il materasso insieme agli altri elementi.
  • Kakebuton: il kakebuton è il piumino o trapunta che si accompagna allo shikibuton. Si tratta anche in questo caso di una componente inclusa nel set del futon.
  • Makura: il terzo e ultimo complemento incluso nel set del futon è il makura. In questo caso si parla del tradizionale cuscino giapponese, ampio e largo, nonché dotato di una imbottitura in pula di grano saraceno.

Kit tatami e futon

Per quanto concerne il materasso (futon o shikibuton), è bene aggiungere sin da subito che la sua imbottitura è basata prettamente sul cotone vergine cardato. È un elemento che lo rende naturale al 100%, data la totale assenza di fibre di natura artificiale. Inoltre non è presente un solo strato di cotone ma diversi strati, utili per renderlo più morbido. È chiaro che esistono comunque delle differenze fra i futon giapponesi e quelli pensati per il mercato occidentale. La differenza viene data dallo spessore: massimo 6 centimetri per i primi, almeno 8 centimetri per i secondi (fino a superare i 13 cm). Lo spessore maggiore dei futon per l’Occidente viene giustificato dall’esigenza di avere un materasso più morbido, rispetto a quelli made in Japan.

Il futon: letto o divano?

Il futon, in Giappone, viene considerato come un vero e proprio materasso. Di solito, questo materasso arrotolabile viene usato in combinazione con il tatami, ovvero la tipica stuoia in paglia di riso giapponese. Il tatami più il futon danno vita alla struttura del letto usata per millenni nel Sol Levante. Qui da noi, la situazione è un po’ diversa, innanzitutto perché lo shikibuton e il kakebuton non vengono utilizzati. E poi perché è possibile sfruttare la combinazione fra futon e tatami per creare un vero e proprio divano-letto.

Poltrona Kanto

Ciò avviene usando due tatami e due futon, in questo modo: il primo tatami viene usato come schienale per il divano, mentre il secondo come basamento. Fatto questo, si prende il primo futon e lo si dispone sulla base, mentre il secondo andrà collocato lungo lo schienale del divano-futon. Come puoi vedere, questi due complementi d’arredo danno la possibilità di creare un comodissimo divano-letto. È una soluzione che si presta soprattutto per le camere con una scarsa metratura a disposizione.

Differenze fra futon occidentali e orientali

Poco più sopra abbiamo visto come i futon per il mercato nostrano siano più spessi dei cugini giapponesi. Come detto, si tratta solamente di una questione di comodità, perché le nostre schiene non sono abituate ad uno spessore così basso. Va però aggiunto che esistono anche altre differenze, soprattutto per quanto riguarda l’imbottitura. I nostri futon, infatti, alternano gli strati in fibra di cotone con alcuni strati in lattice.

Letto giapponese

Così facendo, si mantiene il carattere eco-friendly del futon, ma si aggiunge ulteriore morbidezza. Un altro materiale spesso usato per i futon occidentali è l’eco-lana, insieme alle crine di cavallo e alla fibra di soia o di cocco. Per via del maggiore spessore, poi, il materasso non può essere più arrotolato: cosa che invece è possibile fare con i futon giapponesi, in quanto decisamente più sottili dei nostri.

Tutte le proprietà del futon

A questo punto è lecito farsi una domanda: perché si dovrebbero sostituire i materassi tradizionali con i futon giapponesi? Le risposte possono essere diverse, e partono in primo luogo dalla bellezza di un complemento ideale per il design della camera da letto. In special modo quando viene utilizzato in combinazione con il già citato tatami. Poi è ovvio che i vantaggi di un futon vanno ben al di là di una mera questione estetica. Questo per via del fatto che i materassi di tradizione giapponese fanno molto bene alla salute. Intanto perché il futon è totalmente naturale, quindi non provoca allergie né dermatiti, a meno di non essere allergici al cotone. Poi fa bene anche alla schiena, in quanto si adegua alle forme della colonna vertebrale di chi lo usa.

Il futon, inoltre, è un materasso particolarmente traspirante e dotato di un’altra specifica interessante: non consente agli acari di sopravvivere sul materasso, quindi è una soluzione perfetta per chi è allergico. Fra le altre proprietà del futon troviamo il suo ruolo come vero e proprio conciliatore del sonno: rispetto ad un materasso tradizionale non possiede alcuna molla al suo interno, di riflesso evita ai campi magnetici di disturbare il nostro ciclo circadiano. È bene chiudere specificando che sul mercato esistono anche delle versioni del futon con le molle. Sono da evitare, perché si tratta semplicemente di riedizioni dei canonici materassi occidentali.

17 Dicembre 2018 / / Interiors

Ma davvero il prossimo Post che scriverò sarà per salutarvi, farvi gli auguri per un luminoso periodo di Feste e darvi appuntamento al nuovo anno?
Pare proprio che la risposta sia affermativa, ma non solo. Vi prometto che l’ultimo Post dell’anno sarà ancora più ricco di bellezza, perchè non sarò sola ma in magica compagnia… curiosi vero?

Che ne dite però se prima di salutarci, ci facciamo insieme l’ultimo Home tour dell’anno?
Quando ho visto questo styling della bravissima Emma Fischer non ho saputo resistere e ho subito pensato a voi.
Le atmosfere di questa casetta in vendita in Svezia da Bjurfors, sono così eleganti, poetiche ed accoglienti, che mi hanno riempito immediatamente di Ispirazione.
La carta da parati è un colpo d’occhio grafico e super scenografico, quindi basta da solo a rendere accattivante lo spazio dedicato al soggiorno, mentre la scelta di lasciare aria e luce nelle altre stanze prediligendo i toni del bianco è altrettanto eclettica e vincente. Non regala anche a voi una sensazione immediata di calma e benessere?
Allora che ne pensate? Si comincia la settimana decisamente meglio se facciamo il pieno di bellezza, che ne dite?


Photos by Alen Cordic – Styling by Emma Fischer for  Bjurfors Göteborg