14 Febbraio 2019 / / Interiors

Da tempo desideravo fotografare la casa di un giovane single. 
Una casa senza alcuna contaminazione femminile.
Un’amica mi ha segnalato la casa di Alessandro.
Mi ha detto che mi sarebbe piaciuta, ma quello che in realtà mi ha colpito è che trapelava dalle sue parole l’amore che questo ragazzo aveva per la sua casa. E questo è quello che cercavo.
Non cercavo una casa da copertina ma una casa amata e personalizzata.
E non mi sbagliavo!
Decidiamo di fotografare il suo giardino nell’attesa che il padrone di casa rientri dal lavoro.
Le piante crescono rigogliose e tanti nidi in legno sono appesi nella recinzione in pallet, tra i tralci dei rampicanti. Mi siedo nel vecchio tavolo della nonna.
Mi chiedo come sarà questa casa di cui ho sentito parlare e che non ho mai visto. Nemmeno in fotografia.
Questo angolo verde mi piace. E’ un miscuglio di tanti stili ma ha un suo equilibrio.

Alessandro è arrivato.
E’ un ragazzo discreto e riservato. Ha uno sguardo attento e preciso.
Appoggia la sua bicicletta affianco alla libreria del soggiorno.
In una città come Cagliari, con tante salite e discese, la bicicletta a volte non risulta essere il mezzo più agevole. Quando si decide di prenderla è perché vuoi che faccia parte del tuo stile di vita.

L’ingresso della sua casa è dominato da una grande libreria a parete.
E’ stracolma di libri ma non dà un’idea di disordine o di pesantezza.
I libri sono disposti con cura, creano dei giochi di colore e si intervallano a ricordi di viaggio e ceramiche sarde, creando dei vuoti che alleggeriscono l’insieme.

La poltrona e il suo poggiapiedi creano un ambiente relax. Il piano d’appoggio e la lampada contribuiscono a definire questo spazio sia sotto l’aspetto estetico che funzionale.
Quando si arreda, è importante creare tanti piccoli ambienti ciascuno con una propria funzione perché si personalizza la stanza e la si rende più conforme alle proprie esigenze.

Un altro aspetto che mi è piaciuto di questa casa è la distribuzione degli spazi, importante soprattutto quando gli spazi sono piccoli perché li devi sfruttare al meglio.
Alessandro ha creato diversi ambienti:
– la zona lettura con la libreria e la poltrona, quella che hai visto sopra
– la zona living con un confortevole divano con chaiselongue di taglio contemporaneo e mobile con TV
– la zona pranzo
– la zona cottura.

Sono spazi ben definiti, ariosi e ben integrati tra di loro.

I mobili della casa sono contemporanei, dalle linee pulite e decise e sono valorizzati, resi più caldi e accoglienti dagli accessori che rivelano le passioni di Alessandro.
Questo è uno degli aspetti che ho trovato più interessanti in questa casa: la personalizzazione.
Apprezzo i giovani che riscoprono la nostra cultura e le nostre tradizioni, reinterpretandole in chiave moderna.
E così sulla libreria troviamo le donnine sarde, delle ceramiche delle sorelle Ariu; le trovo deliziose.
Sulla parete affianco al divano sono incorniciate le fotografie di Franco Pinna che rappresentano dei volti sardi dai forti tratti.
Mi racconta Alessandro che sono foto scattate negli anni ’50 e pubblicate in un catalogo Ilisso.
Pinna è stato uno dei principali interpreti del neorealismo e uno dei collaboratori più stretti di Fellini per il quale ha curato la fotografia di alcuni film.
Mentre i cuscini sul divano sono stati realizzati usando tessuti sardi.
E le stampe di un’illustratrice argentina si alternano ad arazzi che riprendono le caprette di Maria Lai.

Mi ha incuriosito l’angolo cottura.
Al contrario del tavolo da pranzo in stile contemporaneo, la zona cottura apre le porte ad un altra passione di Alessandro, quella della cucina. Sopra i fornelli tante padelle e coperchi, la pasta dentro i barattoli, tanti taglieri in legno.
Sembra un mondo a parte eppure si integra con il resto dell’arredo.

Mi ha fatto piacere conoscere questa casa, le passioni di Alessandro, vedere l’amore e la cura che dedica a questo suo spazio.
Lo ringrazio per averci aperto la sua porta di casa e averci permesso di entrare nel suo mondo e nella sua sfera privata, e di esser stato accogliente e premuroso.
E ringrazio il mio amico Antonio Crisponi per esser stato disponibile a fare le foto di questa casa con la collaborazione della cara Emanuela.

14 Febbraio 2019 / / Architettura

Facciamo un salto ad Amsterdam per ammirare un progetto stupendo e nel frattempo andare a pranzo nella serra De Kas. Tra mattoni e natura.


Sono anni che c’è una città europea che continua a sfuggirci, per tanti fattori (soprattutto quello economico, sono sincera): Amsterdam. La immagino cosmopolita ma intima, romantica ma anche un po’ matta.

Con i suoi colorati edifici sui canali e la contemporaneità che abbraccia la storia. Ogni tanto mi capita di vedere qualche progetto mirabolante e la frustrazione sale ancora di più. Come in questo caso, a cui si aggiunge il fatto che si parla di cibo (molto buono), un edificio di inizio ‘900 ed un progetto di riqualificazione straordinario.

Sto parlando del ristorante De Kas, gestito, sognato e fortemente voluto dallo chef Michelin Gert-Jan Hageman e progettato dallo studio di Piet Boon.

A pranzo nella serra De Kas, un sogno ad occhi aperti

Il ristorante sorge in quella che era una serra municipale del 1920, caratterizzata da un imponente camino di mattoni rossi che giace placido a fianco di edifici vetrati.

esterno del ristorante De Kas con struttura vetrata e camino di mattoni

Il sogno dello chef era di avere un ristorante in una serra vetrata che ruotasse intorno alle sue coltivazioni e così è stato. Nel ristorante tutto è all’insegna del rapporto tra uomo e natura: le enormi vetrate che fanno fare un bagno di cielo e sole agli ospiti, mentre fuori la natura segue il suo ciclo. I piatti sono a chilometro zero, utilizzando verdure, spezie e fiori che arrivano direttamente dagli orti esterni.

interno del ristorante De Kas con dettaglio dei tavoli e delle sedie

Anche gli arredi rafforzano questa visione, in particolare le sedie fornite da KennethCoponbue. Le poltroncine modello Linea sono in rattan intrecciato a mano che con le sue irregolarità, fa pensare alla mano di un artigiano esperto all’opera in una delle arti tradizionali del sud-est asiatico.

Da solo questo ristorante meriterebbe un viaggio ad Amsterdam, che dite?

a pranzo nel ristorante De Kas ex serra municipale

L’articolo A pranzo nella serra De Kas tra vetro, mattoni e natura sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

14 Febbraio 2019 / / Charme and More

 

Quella dei “Krapfen tirolesi” è la ricetta di oggi inserita nella rubricaRicette dell’ Alto Adige ~ Südtirol”.

Una specialità locale da servire come dessert o per la merenda del pomeriggio.

I krapfen sono dei dolci fritti da farcire con con marmellate fatte in casa (albicocche, prugne o anche di castagne) o semi di papavero.

Dolci che vantano un lunga tradizione in Alto Adige e che vengono serviti in numerose occasioni e nelle  feste di paese.

Serviti  ancora caldi e spolverati di zucchero a velo sono specialità amate da grandi e piccini.

Ecco la ricetta tratta da: So kocht Südtirol (Cucinare nelle Dolomiti.

Ph via
Ph via

Ingredienti per ca. 40 Krapfen al papavero

Per l’impasto:

500 g di farina
60 ml di latte tiepido
60 ml di olio
60 ml di acqua tiepida
1 cucchiaio di rum
1 cucchiaio di zucchero
2 tuorli d’uovo
1 uovo
1 pizzico di sale

Per il ripieno:

200 ml di acqua
250 g di zucchero
250 g di semi di papavero, macinati finemente
1 cucchiaio di miele
1 pizzico di buccia di limone grattugiata
1/2 cucchiaino di cannella
1 bustina di zucchero vanigliato
1 cucchiaio di rum

Inoltre servirà 1 uovo per spennellare, olio per friggere e zucchero a velo..

Preparazione dell’impasto:

Versare la farina in una grande ciotola e mescolarla con il latte, l’olio, l’acqua, il rum, lo zucchero, i tuorli, l’uovo intero e impastare fino ad ottenere una pasta liscia. Lasciare riposare l’impasto coperto per 20 min.

Preparazione del ripieno:

Bollire l’acqua con lo zucchero, aggiungere il papavero e continuare a cuocere. Aggiungere il miele, la buccia di limone, la cannella, lo zucchero vanigliato e il rum.

Completamento:

Dividere l’impasto in due parti, con una macchina per la pasta tirare una sfoglia sottile e tagliarla a strisce larghe 10 cm. Disporre il ripieno sulla metà delle strisce, ripiegare la pasta, premere i bordi e tagliare la pasta con l’apposita rondella.

Friggere a 190° fino a quando non sono dorati e croccanti da entrambi i lati. Poi far asciugare e spolverare con zucchero a velo.

Ricetta via

FirmaFellinSMALL

 

L’articolo Krapfen tirolesi proviene da Charme and More.

14 Febbraio 2019 / / Architettura

 
Sarebbe stato interessante sapere com’era questo piccolo appartamento spagnolo prima della sua ristrutturazione; in ogni caso, il risultato ci sembra davvero piacevole ed attuale, con un layout comodo e funzionale, nonostante gli spazi ridotti. Le travi in legno originali gli danno un certo carattere, così come i muri in mattoni riportati a vista. L’arredamento è costituito da un mix di arredi contemporanei e pezzi di modernariato, per un’atmosfera piacevole e rilassata; pezzo forte, il banco da lavoro  da falegname, recuperato come mobile bagno!

The restoration of a small apartment in Spain

It would have been interesting to know how it was this small Spanish apartment before its renovation; in any case, the result seems to us really nice and up-to-date, with a comfortable and functional layout, despite the small spaces. The original wooden beams give it a certain character, as well as the exposed brick walls. The furniture consists of a mix of contemporary furnishings and modern pieces, for a pleasant and relaxed atmosphere; strong piece, the carpenter’s workbench, recovered as a bathroom cabinet!

 

Via

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CAFElab | studio di architettura

14 Febbraio 2019 / / Architettura

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L’idea di avere una serra in giardino, o in terrazzo, non è cosa comune.

Non tutti conoscono i vantaggi che una serra può dare e non tutti immaginano che esistono soluzioni anche per viverci!

Dopo che leggerai questo articolo secondo me ti verrà voglia di approfondire la “questione serra”. E parlo di serre di design ovviamente!

Le piante sono al riparo dal freddo

Ogni inverno abbiamo il problema di dove mettere al riparo le piante.

La questione “riparare le piante dal freddo” mi riguarda da vicino, visto che adesso abitiamo in una casa dove abbiamo diversi cactus, un limone, un rosmarino gigante, una pianta di chinotto e un mandarino, un Ficus Benjamin comprato all’Ikea 5 anni fa che ormai sta crescendo a vista d’occhio. In primavera e d’estate sono all’aperto, sul terrazzo.

Puntualmente il Ficus Benjamin e i cactus, al primo freddo, vengono portati in casa, mentre le altre piante vengono coperte. La situazione è che siamo sommersi di piante (anche se un po’ di verde in casa non guasta mai!)

Una serra, anche piccola, risolverebbe la situazione e ho trovato tra le proposte di Unopiù, brand noto da tempo per la sua qualità degli arredi da esterno, la serra Floralia adatta sia a spazi piccoli che a spazi più grandi, essendo disponibile in varie misure.

Si può creare un angolo lettura con vista

Anche d’inverno le serre mantengono una temperatura piacevole, soprattutto se adeguatamente esposte al sole.

E’ quindi possibile disporre nella serra, oltre alle piante, anche un divano, una poltrona e dei tavolini a seconda dello spazio a disposizione. Aggiungiamo un buon libro, una coperta e una tisana, e il relax è assicurato.

In questo caso sarebbe adorabile poter arredare la serra Orangerie, altra proposta di Unopiù, di dimensioni decisamente più grande della precedente! Adatta a chi ha un grande giardino.

Orangerie – Unopiù

 

E’ una soluzione di design… anche dentro casa

Non mancano le proposte di architetti che utilizzano le serre anche negli spazi interni delle case. Si tratta solitamente di spazi di grandi dimensioni, come nei progetti di recupero di ex magazzini industriali.

E’ il caso di Gregoire de Lafforest che in un suo progetto ha inserito la cucina proprio in una serra.

Project by Gregoire de Lafforest

Oppure le serre sono molte utilizzate per la creazione di giardini di inverno o nella copertura di passaggi tra due parti separate di un’abitazione.

Soluzioni accattivanti che mi fanno sognare e che mi fanno desiderare un angolo caldo e accogliente, circondata dal verde, anche d’inverno!

L’articolo Perché mi piacerebbe avere una serra tutta mia proviene da easyrelooking.

14 Febbraio 2019 / / Interiors

Oggi visitiamo un duplex in stile scandi-bohème in Francia. Soluzioni interessanti su misura cui ispirarsi.

duplex scandi-bohème

Lo stile scandi-bohème è forse il mio preferito, anche se quello in voga nei paesi nordici lo trovo un po’ scialbo e omologato. Mi perdoneranno i fan del genere, ma io preferisco le case proposte dagli studi di architettura francesi, che sanno mixare gli stili con disinvoltura e non hanno paura di utilizzare il colore. Inoltre sono molto attenti all’utilizzo dello spazio, sfruttando ogni angolo grazie alle soluzioni su misura. E poi, vogliamo parlare delle vetrate interne? Oltre a essere molto funzionali, dividono gli spazi in modo leggero e arioso.

duplex scandi-bohème

Fatta questa premessa, veniamo all’house tour di oggi: l’unità abitativa si compone di un ampio spazio a piano terra, più una piccola zona collocata nel sottotetto a spiovente, con bellissime travi a vista.

duplex scandi-bohème

In occasione del loro primo acquisto, i proprietari erano determinati a fare la cosa giusta, ed è per questo che hanno affidato la trasformazione del loro appartamento a Studio Mariekke.

Naturalmente vi ho già parlato di questo studio, a proposito di un bellissimo progetto per un appartamento di 40mq.

Il progetto prevedeva di ridisegnare completamente il piano inferiore per creare un ampio soggiorno e, al primo piano, di rendere gli spazi più funzionali e adatti ai gusti dei proprietari, in particolare il bagno.
Risultato? Un appartamento originale, grazie agli arredi su misura e ai codici volutamente scandi-bohème: un mix di ispirazione rustica e retrò da un lato, e di design scandinavo contemporaneo dall’altro.

duplex scandi-bohème

Soluzioni interessanti:

Sicuramente la vetrata su misura che separa la cucina dal living. Come potete vedere i telai si appoggiano su una struttura che funge da contenitore e allo stesso tempo da panca per sedersi al tavolo da pranzo.

E poi c’è la zona occupata dalla scala: anche qui l’architetto ha studiato una soluzione su misura con mobili contenitori lungo tutta la parete, che si estende con lunghe mensole collocate sotto le finestre.

duplex scandi-bohème
duplex scandi-bohème

Progetto e crediti: Studio Mariekke


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