9 Maggio 2019 / / Idee

Il montascale è uno strumento fondamentale per il superamento
delle barriere architettoniche
che consente di rendere più facile la vita
delle persone anziane o di chi è affetto da una forma di disabilità che rende
difficoltosi i movimenti anche più semplici di tutti i giorni.

Un montascale non deve essere considerato come un
elemento di impaccio
ed estraneo all’arredamento
di un’abitazione
; oggi il mercato propone differenti tipologie di modelli del tutto personalizzabili e che
hanno il grande pregio di essere poco
invadenti
con l’ambiente presso il quale vengono collocati.

Quello che è consigliabile
fare è esaminare i diversi modelli di montascale proposti dal mercato, tenendo
sempre ben presente che ognuno è pensato per una sua specifica esigenza; scegliere il modello di montascale più
adatto
vi consentirà di integrarlo alla perfezione all’interno del vostro
arredo di casa.

Grazie al contributo offerto
dalla ditta di installazione, assistenza e manutenzione Montascale2C, andiamo a conoscere quali
sono le principali categorie in cui
vanno a dividersi i montascale
(o servoscala), per cercare di comprendere
quali sono gli aspetti di cui tenere conto per ognuno di essi.

Montascale a poltroncina

Quando parliamo di questi
modelli consideriamo come utilizzatore principale delle persone di età avanzata le cui difficoltà motorie non consentono di
salire e scendere le scale con facilità
(nonostante non necessitino
comunque di sedie a rotelle per camminare normalmente), risultando più che
altro un impaccio.

Il montascale a poltroncina è ottimo sia per un uso domestico, sia per
essere installato all’interno di condomini o aree esterne della casa
, come
l’ingresso con giardino o su una rampa esterna.

Installare un montascale a
poltroncina non è un’operazione particolarmente complessa in termini di tempo
impiegato; la ditta che avrete scelto
collegherà il montascale alla rampa presente, adattandosi senza alcun problema
all’andamento della scala e garantendo fluidità di manovra
, sia che si
parli di una scala rettilinea, sia che si parli di una curvilinea o di una
scala a chiocciola.

La presenza della poltroncina non crea problematiche di ingombro reale
per chi non ha necessità di doverla utilizzare, in quanto questa può essere
tranquillamente ripiegata, lasciando tutto lo spazio necessario.

Un aspetto di cui tenere conto
è che i montascale di questa tipologia possono essere installati senza effettuare dei lavori di ristrutturazione
dell’impianto elettrico
; sono inoltre dotati di un telecomando per metterlo
in funzione e per fermarlo in qualunque momento lo si desideri. Funzionano,
inoltre con batterie esterne e ricaricabili, non sono vincolate al normale
funzionamento della rete elettrica, consentendo quindi all’intero sistema di
funzionare anche in caso di blackout o cali di tensione.

Montascale a pedana

Il primo aspetto da
considerare è per quale tipologia di utenti è pensato il montascale a pedana;
principalmente stiamo parlando di persone
solitamente costrette a muoversi in sedia a rotelle
anche per i piccoli
spostamenti quotidiani. Di conseguenza, non essendoci modo di potersi sedere
autonomamente su una poltroncina, si
sfrutterà interamente la pedana che avrà la larghezza giusta per poter
accogliere una carrozzina
, consentendo di salirci sopra e di azionarla con
apposito telecomando, spostandoci di conseguenza verso l’alto o verso il basso.

I montascale a pedana sono semplicissimi da utilizzare, proprio
perché non hanno dei percorsi lunghi da completare, grazie soprattutto alla
presenza di comandi intuitivi, azionabili in totale autonomia.

Considerando che la struttura
comprende principalmente una pedana, questa ha la possibilità anche di poterne
aumentare le dimensioni se si ha necessità di avere sempre con noi un
accompagnatore, che può avere così il suo spazio.

L’affidabilità e la sicurezza di questi modelli non è mai messa in
discussione, in quanto possono funzionare tranquillamente anche in caso di
ammanco della corrente, grazie alle batterie ricaricabili che possono
consentire comunque di completare autonomamente il percorso.

Come già detto anche per i
modelli a poltroncina, quelli a pedana non devono essere considerati come un
elemento di ingombro, grazie alla possibilità di poterla richiudere.

Esiste anche un terzo modello
che possiamo suggerire per chi è in cerca di un montascale, ma in questo caso non lo possiamo definire come un elemento
di arredo per casa
, in quanto non necessitano di applicazioni fisse a
parete (e quindi non vengono installati in alcuna stanza). Si tratta dei montascale a cingoli, che vedono
l’utilizzo di una carrozzella ad autospinta, unita all’ausilio manuale di un
accompagnatore.

Consigli per un montascale coerente con l’arredamento di casa

I montascale, come abbiamo
avuto modo di vedere, non hanno particolari problematiche ad inserirsi
nell’arredamento interno di casa, l’importante è prestare attenzione ad alcuni
piccoli accorgimenti. Per poter essere dei modelli realmente adatti per stare
tutti i giorni in un appartamento, date priorità
alla personalizzazione del colore e alle finiture
(pelle o altri materiali)
del montascale, per far si che non risulti come un corpo estraneo al resto
della stanza.

Facciamo ovviamente in modo
che il montascale non sia un elemento d’ingombro, per questo diamo la preferenza ai modelli che sono retraibili o
ripiegabili
per quelle volte in cui non è necessario utilizzarli.

Se non volete che la vostra
parete sia intaccata dalla struttura del montascale, potete optare per modelli che si possono fissare
direttamente a gradino e non a parete
; in questo modo avremo la possibilità
di lasciarla totalmente libera da fissaggi e le uniche cose che rimarranno
visibili saranno la guida metallica posta e fissata sul gradino, oltre alla
poltroncina necessaria per lo spostamento.

L’articolo Integrare un montascale per disabili ed anziani nel tuo arredamento di casa proviene da Architettura e design a Roma.

9 Maggio 2019 / / Architettura

Rendere funzionale e comodo un appartamento di 160 mq, al quarto piano di un edificio degli anni ’60 di Ancona, adattandolo alle esigenze di una famiglia di quattro persone, con animale domestico.

Per questo obiettivo progettuale, PLAstudio di Jesi ha lavorato su una nuova concezione degli spazi esistenti, rendendoli più simili a quelli di un loft.

Il lay out di partenza, infatti, vedeva la successione di nove stanze distribuite secondo criteri costruttivi tipici degli anni del boom edilizio. In particolare, i nuovi proprietari hanno espresso il desiderio di ripensare la zona living spostando la scala elicoidale che dal soggiorno conduceva alla mansarda – perché troppo ingombrante – e collegando cucina e soggiorno per creare un open space.

La risposta a queste esigenze si è trovata in un “sistema di scatole” che definisce il percorso abitativo tessendo una liaison tra la casa e gli oggetti che la popolano. I volumi, come “objets trouvés”, accolgono il bagno degli ospiti, la nuova scala, la lavanderia e parte della cucina; nascondono la camera padronale, il camino e tutte le attrezzature tecnologiche del soggiorno.

Segnate da un taglio di luce continuo sulla quota dell’architrave, le scatole di legno bianco laccato a poro aperto, distendono un disegno circolare di pannelli e ante, come una boiserie contemporanea fatta di doghe, listelli e bugne. Un parquet dal chiaroscuro accentuato corre in tutte le stanze a garantire la continuità dello spazio, ancora ribadita dal colore del soffitto. Inserti di carta da parati o la trama dei rivestimenti caratterizzano gli ambienti e impreziosiscono gli interni.

In mansarda, lo stesso colore si ribalta nel pavimento di resina, mentre un sistema di mensole e superfici in multistrato di betulla scandiscono in altezza lo spazio fatto di falde e nicchie. Tutto il resto è bianco, semplice muro.

Anche la disposizione di camere e bagni è stata concepita seguendo precise regole di impostazione, per permettere il montaggio di diversi elementi di contenimento e altri mobili di proprietà. Perfettamente in linea con l’eleganza complessiva del progetto, la scelta della serie Reverso di Ritmonio per la rubinetteria. La finitura cromata esalta le forme morbide e contemporanee dei miscelatori, con la particolare canna che tende verso il basso. Una scelta che combina estetica ed esigenze pratiche del vivere quotidiano, per uno stile “tailor made” anche nella stanza del benessere.

Per finire, è stata arredata e completata la terrazza di 60 mq che affaccia sulle splendide colline marchigiane. Il risultato è quello di una casa bella e funzionale, al passo coi tempi e moderna, in ogni suo aspetto.

L’articolo Rendere funzionale un appartamento degli anni ’60 per una famiglia proviene da Dettagli Home Decor.

9 Maggio 2019 / / Architettura

Cambiare il top e scegliere i materiali è un’altra opzione facile e veloce che ti permetterà di rinfrescare il look e lo stile della tua cucina.


Quale altro elemento della cucina è sempre in bella vista e ci aiuta nel 90% delle attività che ci svogliamo? Il top. Soggetto ad usura, se non scelto del materiale giusto dopo pochi anni potrebbe risentire di graffi, calore ed acqua. Questo comporterebbe sicuramente un disagio dal punto di vista estetico, ma soprattutto pratico.

Come cambiare il top e scegliere i materiali quindi? Le possibilità oggi sono tantissime e tutte molto valide. Dipende sempre dall’uso che fai della cucina e dal livello di prestazioni che ti servono.

Cambiare il top e scegliere i materiali: laminato, quarzo e acciaio

Questi tre materiali dei grandi classici, usati da sempre nella produzione delle cucine. Pratici, resistenti e di facile manutenzione, sono una sicurezza per chi fa un grande utilizzo della cucina.

Ognuno di essi ha pro e contro e differenti metodi di pulizia e mantenimento, quindi da scegliere soprattutto in base all’utilizzo che ne farete.

I laminati sono adatti a chi usa molto la cucina ma non vuole avere preoccupazioni legate al rovinarsi della cucina. La scelta migliore per chi ha fretta e vuole coniugare praticità ed estetica, ma soprattutto cerca un ottimo rapporto qualità – prezzo. I laminati sono fogli impregnati di resine fenoliche che vengono applicati sui pannelli di legno. Si tratta di un materiale resistente, impermeabile e di facile manutenzione: con un panno morbido ed un detergente specifico, il gioco è fatto.

Il quarzo è un agglomerato formato da un insieme di polveri, sabbie silicee, quarzo naturale per il 94% e per il restante da resine. Si tratta di un materiale che ha tantissimi vantaggi: resistenza alle macchie e ai graffi, all’abrasione, agli acidi ed inassorbente (non ci sono pori). Proprio per questo non c’è proliferazione di germi e batterie, dettaglio che lo rende perfetto per la cucina.

Tra i contro, la sensibilità al calore: quindi tra pentole, superfici calde e quarzo assicuratevi di interporre sempre un piano, per evitare di macchiare indelebilmente il piano. Per la pulizia assolutamente da evitare
detersivi aggressivi a base di cloro o ammoniaca e prodotti anticalcare. Meglio usare detersivo per piatti e bicarbonato e aceto.

Infine l’acciaio: per anni è stato il materiale protagonista delle grandi cucine professionali, per molti motivi. Innanzitutto la grande resistenza dello stesso, composto in parte da cromo, che ne impedisce l’arrugginimento (se esposto ad acqua ed aria per molto tempo). E’ biologicamente puro e facilmente lavabile, caratteristiche queste che lo rendono igienico e adatto ad ambienti a contatto col cibo. Infine è riciclabile al 100%, nota non indifferente.

La nota “dolente” se vogliamo, è la pulizia. Bisogna prestare particolare attenzione ai detersivi con cui si pulisce: assolutamente vietati detergenti come candeggina e sgorgatori di lavandini (in generale, tutti gli acidi) perché lo ossiderebbero. Non teneteli neanche sotto i lavandini perché le esalazioni potrebbero provocare danni. Usare sempre panni morbidi e prodotti per l’acciaio.

Top in laminato, Fenix e Quarzo per cambiare il top e scegliere i materiali.
| Da sx: top in laminato – top in Fenix – Top in quarzo – Tutto Leroy Merlin |

Scegliere i materiali tecnologici

Tra i materiali di cui tenere conto ce ne sono alcuni con elevate prestazioni, in quanto materiali di nuova generazione e molto tecnologici (se vogliamo).

Tra questi ci sono il FenixⓇ e il CorianⓇ. Il primo è un materiale nanotech, fortemente innovativo. Fa parte dei laminati ma non ha nulla a che spartire con quelli tradizionali: dall’aspetto estetico gradevolissimo, si presenta setoso al tatto ed in finitura opaca. Trattato con speciali resine acriliche, è antisettico (per cui niente polvere), impermeabile, antimuffa e resistente alla luce (quindi non cambia colore). Cosa succede se si graffia? Se i danni sono lievi con una spugna magica Fenix torna nuovo. In caso di danni più seri ma non irreparabili, basterà bagnare un panno con acqua calda e passarci sopra il ferro da stiro

Il CorianⓇ è un materiale solido, che non si sfalda. E’ un materiale composito, formato da idrossido di alluminio e resina acrilica, con l’aggiunta di pigmenti colorati. Può essere prodotto in qualsiasi forma e colore ed è conosciuto anche come “pietra acrilica”. Resistente a graffi e scalfiture, è altamente resistente. Non essendo poroso non lascia passare i liquidi e quindi anche i germi non proliferano.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un materiale sensibile al calore: per cui assolutamente si a sottopentole (per evitare danni irreparabili) e acqua fredda aperta quando si versano sostanze calde nel lavandino. Per quanto riguarda la pulizia, usa un panno umido con una crema abrasiva leggera o un comune detergente.

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9 Maggio 2019 / / Nook Twelve

9 Maggio 2019 / / Design

Scab Design, azienda fiore all’occhiello del Made in Italy, ha celebrato il ritorno al colore, con le nuove collezioni presentate alla MDW.

Back to colors, il mood 2019 di Scab Design
La seduta Lisa Filò

Il ritorno del colore nel design è ormai consolidato, tanto che Scab Design ne ha fatto il manifesto in occasione della MDW.

Back to colors: è un ritorno all’emotività cromatica, dove la meraviglia è rimessa al centro della scena.

Nata nel 1957, oggi l’azienda può vantare numerosi premi di design con la sedia Lisa e il tavolino Nemo. Pioniera nel trattamento dei materiali termoplastici, ha ottenuto da parte di Bayer il marchio Makrolon® (oggi Covestro made with Makrolon®).

Back to colors il mood 2019 di Scab Design
La sedia Lisa nel ristorante OTVM di Milano – Ph Odeon

Allo stand Scab Design al Salone del Mobile di Milano il pubblico ha potuto scoprire 5 sedute inedite, oltre agli ampliamenti di gamma e alle riedizioni.

Le nuove sedute della collezione Lisa

Reduce dai successi di pubblico e critica (ben tre design award) la seduta Lisa, disegnata da Marcello Ziliani, ora è affiancata da nuovi modelli, pensati per l’outdoor, ma adatti in ogni contesto.

Lisa Filò, nelle versioni sedia e poltroncina, ha seduta e schienale in resistente corda nautica ed evoca le raffinate atmosfere degli yacht club o delle ville in Costa Azzurra.

Lisa Club mi ricorda le sdraio da giardino dei mei nonni con la fettuccia in plastica. Certo, questa sedia è mille anni luce più avanti, per resistenza e cura dei dettagli. Leggera, dunque facile da spostare, impilabile, è perfetta per arredare anche piccoli balconi.

Back to colors, il mood 2019 di Scab Design
La seduta Lisa Club

Lisa tecnopolimero è un progetto molto interessante. le forme soft, combinate con i bordi arrotondati che si perdono nella struttura ricordano la morbidezza delle versioni imbottite. Il telaio in acciaio verniciato è dello stesso colore della seduta e dello schienale in tecnopolimero. Disponibile in versione sedia e sgabello, è adatta sia per outdoor che indoor.

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  • Back to colors il mood 2019 di Scab Design
  • Back to colors il mood 2019 di Scab Design

Infine, la bellissima Lisa Lounge, con seduta e schienale imbottiti, ha dimensioni più generose dell’originale cui si ispira.

Back to colors, il mood 2019 di Scab Design

Lady B, la sedia firmata Studio Zetass

Novità assoluta, lady B by Studio Zetass, è studiata per locali e ristoranti, ma è perfetta anche per la casa, l’ufficio o l’outdoor. Disponibile in un’ampia gamma di colori, forme e finiture per la struttura, si può combinare in infinite versioni.

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Emily, Kate, Natural Alice Wood e tavolino Leo

Le collezioni Emily e Kate, disegnate da Arter&Citton, si arricchiscono con le nuove proposte di sgabelli e a varie altezze, mentre la sedia Alice è declinata in versione naturale tutta in legno, Alice Natural Wood.

Back to colors il mood 2019 di Scab Design
Il tavolino Leo

Infine, è stata presentata la riedizione del tavolino Leo, lanciato nel 2006 e ispirato ai bistrot parigini.

Sito ufficiale Scab Design


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