3 Maggio 2019 / / Dettagli Home Decor

Arredi e materiali minimali, ampliano le stanze di questo piccolo appartamento a Buenos Aire di soli 54 metri quadrati, la cui ristrutturazione lo ha reso accogliente e funzionale.

Lo spazio interno di questo appartamento situato in un edificio degli anni ’40, a Buenos Aires, è aperto e luminoso dopo la ristrutturazione eseguita dallo studio di Carol Burton . 

In corso d’opera è stato necessaria una ridistribuzione delle stanze mantenendo l’essenza dell’architettura originale dell’epoca.  Al piano terra è stato creato uno spazio aperto fluido e flessibile, che ospita la cucina con sala da pranzo accanto allo studio-lounge e l’ingresso. Il grande volume della scala, un elemento che coniuga estetica e funzionalità, nasconde al suo interno del prezioso spazio contenitivo e un piccolo bagno di servizio.

Nel soppalco si trova la camera da letto, che ospita un bagno spazioso ed elegante, separato da pareti di vetro che sostituiscono le vecchie partizioni per lasciare passare la luce.

Per quanto riguarda i materiali, è stato scelto un pavimento di rovere naturale, posato a lisca di pesce, che copre l’intera superficie della casa, tranne che nel bagno.  Le pareti bianche, così come i mobili dalle linee pulite e dai colori chiari, creano un’atmosfera molto luminosa e accogliente.

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3 Maggio 2019 / / Architettura

Meglio i mobili in laminato o i mobili in impiallacciato? Quali sono i vantaggi, gli svantaggi e le caratteristiche di questi materiali? Leggi il nostro articolo per trovare risposte alle tue domande. Cerchiamo di capire cosa sono i laminati, cosa significa “impiallacciatura” e riassumiamo le principali differenze tra questi pannelli rivestiti, sempre più presenti nelle case moderne.

 

Che cos’è il laminato (nei mobili)?

Il laminato è un rivestimento composto da strati di carte impregnate di resine termoindurenti (melaminiche e fenoliche), applicati su un pannello di MDF, truciolato o tamburato e sottoposti a una pressione più o meno elevata. È conosciuto anche come fòrmica dal nome della società americana, la Formica Products Company, che lo brevettò come sostituto della mica. Il laminato più diffuso ha uno spessore di circa 0,6 mm, anche se non è raro imbattersi in laminati di 1,2 mm o in pannelli autoportanti di 2 cm, detti compatti. Se lo spessore del pannello può variare a seconda della tipologia, quello che resta pressoché costante è la sua stratificazione interna.

Di norma, i laminati sono composti da 3 strati. Procedendo dalla superficie al cuore del pannello, si trovano:

  • l’overlay, ovvero un film in pura cellulosa impregnato di resina melaminica con funzione protettiva
  • un foglio decorativo su cui sono riprodottii motivi e i colori visibili sul pannello
  • il kraft, ovvero una stratificazione di fogli di carta robusti e resistenti impregnati di resine fenoliche.

Ogni elemento ha una funzione ben precisa e contribuisce a definire la qualità del materiale. Se la pellicola è indispensabile per creare uno strato di protezione da calore, graffi o liquidi, il foglio decorativo risulta altrettanto importante per nobilitarne l’aspetto. Infatti, a parità di disegno, una stampa accurata restituirà un pannello più fedele all’originale ed esteticamente più gradevole.

I tipi di laminato

In commercio esistono diversi tipi di laminato, classificati a seconda della procedura di lavorazione o dei fogli decorativi applicati. Prima di tutto, in base alla lavorazione si parla di:

  • HPL (acronimo dell’inglese High Pressure Laminate), ovvero un pannello ottenuto dalla forte pressione dei fogli con presse piane abbinate ad alte temperature, ciò che rende il materiale molto resistente
  • CPL (acronimo dell’inglese Continuous Pressure Laminate), ovvero un pannello sottoposto ad una pressione minore ma costante con presse a rullo (chiamate calandra)
  • CHPL (acronimo dell’inglese Continuous High Pressure Laminate), un pannello di nuova generazione sottoposto a pressione continua in calandra per ottenere un laminato molto simile a quello ad alta pressione

In base al materiale del foglio decorativo utilizzato, si possono ottenere diversi tipi di laminato, tra cui:

  • laminato melaminico: pannello di legno rivestito con fogli di carta impregnati di resina melaminica, che può essere verniciata in superficie
  • laminato polimerico, in cui del materiale sintetico (PVC) è applicato sul supporto di legno. Il foglio plastico viene riscaldato, stirato, adeso alla superficie e ripiegato lungo i bordi affinché il rivestimento interessi la totalità del pannello. Grazie alla capacità di stiratura, che differenzia i polimerici da altri tipi di laminato, questo materiale è impiegato nella produzione dei rivestimenti 3D
  • laminati di nuova generazione come il Fenix NTM® e il PET

Cos’è il laminato Fenix NTM®? Si tratta di un tipo di laminato ottenuto da lavorazioni nanotecnologiche e composto di resine acriliche fissate sul pannello con polimerizzazione a freddo. Quanto a caratteristiche, il Fenix NTM® è opaco e liscio, anti-impronte digitali e si ripara termicamente. Questa proprietà permette di riparare piccoli graffi o segni con l’ausilio del calore per riportare la superficie del laminato ad uno stadio pressoché originale. Impiegato per fabbricare top da cucina eleganti e resistenti, il Fenix NTM® non imita l’effetto legno, ma è proposto in una gamma di colori neutri e di tendenza: scale di grigi, nero, bianco, beige, tortora.
Il PET, invece, è una materiale plastico molto resistente e setoso al tatto, completamente riciclabile, igienico e privo di emissioni tossiche. Costituisce una vera e propria evoluzione delle foglie polimeriche.

Infine, a seconda dell’effetto estetico ottenuto, in commercio si trovano:

  • laminati colorati, lucidi o opachi
  • laminati in finto legno: il più celebre della famiglia, è disponibile in moltissime varianti, che spaziano dalle essenze più scure a quelle più chiare
  • laminati materici: riproducono fedelmente la texture del cemento, della pietra, del marmo o dei materiali tessili, restituendo l’impressione di porosità o irregolarità

Dettaglio di un tavolo con piano in legno laminato effetto ossidato

Caratteristiche tecniche del laminato

Come per tutti i materiali, le caratteristiche del laminato possono cambiare a seconda del tipo di pannello, ma i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi. Se ne stai valutando l’acquisto, il consiglio è di scegliere un laminato HPL, considerato dagli esperti come il migliore del gruppo. In particolare, il laminato ad alta pressione presenta le seguenti caratteristiche tecniche:

  • durezza, compattezza e omogeneità
  • buona resistenza agli urti, alle sollecitazioni meccaniche e ai graffi; ottima resistenza all’usura
  • impermeabilità e resistenza all’umidità, alle infiltrazioni e al vapore
  • resistenza al calore, ma non a quello elevato (il limite si aggira intorno a 180° per l’HPL)
  • resistenza alle macchie e al calcare
  • ottima igiene e antistaticità
  • praticità di utilizzo
  • ricchezza cromatica e resa estetica gradevole, soprattutto nel caso dell’effetto legno o pietra
  • stabilità alla luce e resistenza alla luce solare (questo è dovuto alla natura sintetica della stampa)
  • durata di vita lunga
  • manutenzione rapida e limitata

Tra i principali svantaggi del laminato si annovera il colore rossastro delle resine fenoliche, che nel caso di laminati molto chiari potrebbe risultare leggermente visibile (ad eccezione dei pannelli di nuova generazione). A partità di materiale, il laminato lucido è meno resistente ai graffi (gli addetti ai lavori lo paragonano al laccato).

Mobili in laminato

In virtù delle sue molteplici caratteristiche, il laminato è sempre più spesso usato nel settore dell’arredo. L’ottima resistenza, l’ecletticità estetica, la grande praticità e il prezzo abbordabile ne fanno il materiale ideale per la produzione di mobili bagno, top per la cucina, ante per pensili, piani per tavoli da pranzo.
Il laminato HPL è in assoluto la scelta migliore per le superfici orizzontali sottoposte a sollecitazioni severe, come appunto il piano della cucina. Il laminato stratificato HPL ne rappresenta l’evoluzione. Oltre ad averne ereditato le caratteristiche, questo materiale ha perfezionato la sensibilità al calore e l’impermeabilità, doti che lo rendono particolarmente apprezzato nelle cucine moderne. Non resta che citare nuovamente il laminato Fenix NTM®: dati l’impatto estetico notevole, la resistenza all’usura e la capacità di auto-rigenerazione (sì, proprio come le fenici!), non è difficile immaginare il motivo della sua scalata verso l’Olimpo dei migliori materiali per i top da cucina.

I laminati in PVC o PET, invece, sono preferibilmente applicati su superfici verticali che non subiscono particolari sollecitazioni. Nel caso delle ante, i fogli polimerici giocano un ulteriore asso nella manica: il rivestimento tridimensionale. Si tratta di una speciale tecnica di lavorazione delle foglie polimeriche, che in seguito a riscaldamento e stiratura, sono applicate su tutta la superficie lignea, rivestendo i bordi ed eventuali irregolarità del pannello (come nel caso delle ante bugnate o a telaio). In virtù di queste caratteristiche, il laminato polimerico è un’alternativa ottima (e meno costosa) al laccato.

Ecco qualche esempio di mobili in laminato:

Esempio di un mobile bagno in laminato

Esempio di un tavolo da pranzo con piano in laminato

Esempio di una cucina con top in laminato effetto materico

Manutenzione: come pulire un top in laminato?

Come abbiamo visto, il laminato è un materiale resistente e duraturo, rapido da pulire e di facile manutenzione. Basta seguire pochissimi accorgimenti per garantire ai mobili in laminato una lunga vita e un aspetto sempre impeccabile. Ecco un piccolo esempio pratico.

Per la pulizia ordinaria, è sufficiente utilizzare un panno morbido (la microfibra è perfetta), imbevuto in acqua e sapone neutro da strofinare dolcemente sul piano. In alternativa si può usare anche l’aceto, ottimo per sciogliere il calcare in modo naturale ed ecosostenibile. L’importante è ricordarsi di strizzare il panno e asciugare bene la superficie trattata perché ristagni di acqua potrebbero, alla lunga, creare piccoli e antiestetici rigonfiamenti nei punti di giuntura. Rimuovi macchie di vino o caffè immediatamente, quando sono ancora liquide, per prevenire la formazione di aloni sul piano della cucina.
Non utilizzare pagliette, creme abrasive o detersivi in polvere, soprattutto sui laminati lucidi, perché rischieresti di graffiarli irrimediabilmente e di rimuovere la pellicola protettiva. Evita anche l’uso di acetone, trielina, ammoniaca o detergenti aggressivi che potrebbero danneggiare l’omogeneità e la lucentezza del colore. Non utilizzare il top come piano di taglio né per appoggiare pentole molto calde, perché nonostante la sua resistenza, il materiale potrebbe danneggiarsi.
Nel caso di laminati polimerici, è sconsigliato l’uso di getti di vapore durante la pulizia.

Che cos’è l’impiallacciato?

Partiamo da una semplice definizione: impiallacciare significa rivestire una superficie lignea con sottilissimi fogli di vero legno nobile. Questa operazione di falegnameria, chiamata impiallacciatura, può essere applicata su pannelli di varia natura: truciolato, compensato, multistrato, MDF, truciolare o tamburato, giusto per citare i più comuni.
Utilizzata fin dal Rinascimento, l’impiallacciatura era conosciuta con il nome di lastronatura, una tecnica che consisteva nel ricoprire legno di scarso valore con lastre di essenza di circa 6 millimetri. L’evoluzione della tecnologia e l’introduzione di macchinari sempre più precisi hanno permesso di perfezionare le tecniche di taglio fino ad ottenere fogli di pochi decimi di millimetro, usati anche per impiallacciare superficie curve.
Ecco nel dettaglio le fasi di cui si compone la moderna impiallacciatura del legno:

  • scortecciatura e taglio: è la prima operazione di lavorazione del legno, in cui il tronco è privato della corteccia e di eventuali irregolarità. Il blocco così ottenuto è porzionato in blocchi più piccoli e sottoposto ad una prima e grossolana rifilatura. Successivamente, il legno subisce un’operazione di vaporizzazione per allentare le fibre e garantire una qualità di taglio ottima
  • tranciatura: si tratta della vera e propria fase di creazione dei piallacci. I blocchi di legno sono sottoposti ad un’operazione di taglio che può avvenire con lame o laser. Si tratta di una fase determinante, poiché la direzione di taglio (transversale o longitudinale) definisce l’orientamento delle fibre e il disegno visibile sui tranciati. Oltre alla tranciatura, esiste una tecnica chiamata sfogliatura: in questo caso, il taglio viene effettuato con movimento rotatorio, alle volte anche sul tronco tondo. I piallacci così ottenuti sono più grandi, ma la loro resa estetica è meno pregiata
  • essiccazione: una volta tagliati, i piallacci sono essiccati, stirati, spianati e accorpati in più fogli (detti pacchi)
  • impiallacciatura: è la vera e propria fase di creazione del legno impiallacciato. I piallacci sono ulteriormente rifiniti, accostati tra loro e incollati sul supporto ligneo.

Come abbiamo visto, l’impiallacciatura si basa sull’utilizzo di legno nobile per rivestire mobili meno pregiati ed ottenere una resa estetica davvero impagabile. A questo proposito, per classificare i legni impiallacciati ci si riferisce a:

  • l’orientamento delle fibre del legno, per cui si distinguono piallacci fiammati, rigati e misti
  • la disposizione dei tranciati, che a seconda del loro accostamento creano pattern di fiammature e venature parallele o asimmetriche (si parla di disposizioni “a correre”, “a libro” o “baciata”)
  • il tipo di essenza: nazionali o esotiche, tra le essenze impiallacciate più diffuse ci sono il noce (nazionale e canaletto), l’ulivo, il mogano, il frassino, l’olmo, il rovere, il palissandro, il ciliegio, l’acero, la betulla, l’ebano, il tanganika. A questi si aggiungono i legni di recupero come quello riciclato dalle Briccole della laguna di Venezia
  • le laccature e le tinture: l’impiallacciato può essere naturale, verniciato, laccato, tinto (sono noti il rovere e il frassino tinti grigio o wengé)

Piccolo chiarimento
Finora abbiamo considerato i piallacci come fogli ricavati dal tronco degli alberi, ma bisogna precisare che non sono i soli. Ne esistono altri due tipi: i piuma e la radica. Gli impiallacciati piuma sono ottenuti dalla tranciatura della porzione di tronco da cui dipartono i rami. La radica, invece, è una massa legnosa molto fibrosa, che si trova in prossimità delle radici. Particolarmente apprezzata per l’intricato gioco di venature, la radica di noce è in assoluto la tipologia più celebre.

Caratteristiche tecniche del legno impiallacciato

Ecco, in breve, le principali caratteristiche del legno impiallacciato:

  • buona impermeabilità e stabilità
  • resistenza ai graffi, al calore e alla luce *
  • manutenzione rapida e pulizia facile
  • ottima ecosostenibilità
  • ricca gamma di essenze, colori e motivi
  • unicità, calore e aspetto tipici del vero legno
  • costi contenuti rispetto al massello

* Precisazione:
trattandosi di un rivestimento in vero legno, l’impiallacciato potrebbe presentare, nel corso degli anni, le tipiche e lievi variazioni che interessano i materiali naturali. Uno fra tutti, il cambiamento cromatico, che si accentua in caso di prolungata esposizione alla luce diretta del sole.

L’impiallacciato nei mobili

In virtù del pregio e dell’eleganza che lo caratterizzano, l’impiallacciato è diventato uno dei principali materiali utilizzati nel mondo dell’arredo e della produzione di mobili di qualità eccellente. Per quanto riguarda l’ambito domestico, è possibile integrare arredi impiallacciati in qualsiasi ambiente della casa:

  • in sala da pranzo, con tavoli o sedie
  • in soggiorno, con credenze e buffet
  • in camera da letto, sottoforma di armadi o strutture per il letto
  • in cucina, come ante per pensili, cassetti e cassettoni
  • in bagno, come mensole e piani per il lavabo

Esempio di un tavolo con piano in legno impiallacciato

Esempio di una parete attrezzata con piano impiallacciato in legno riciclato

Esempio di mobile bagno con piano per lavabo in legno impiallacciato

Tra gli arredi in legno impiallacciato possiamo annoverare anche mobiletti intarsiati, in cui piallacci di dimensioni ridotte sono utilizzati per creare disegni e motivi decorativi di forte impatto. In Italia, i mobili in stile Maggiolini sono un vero e proprio punto di riferimento per gli estimatori del genere.

Come pulire il legno impiallacciato

La manutenzione dei mobili in impiallacciato è tanto semplice quanto quella del laminato. Trattandosi però di vero legno, è bene rispettare qualche accortezza in più per godere a lungo della sua qualità e della sua bellezza.
Per la pulizia ordinaria è sufficiente munirsi di un panno morbido, inumidito con acqua e ben strizzato. Sono da evitare spugnette o panni abrasivi e detergenti non idonei. Prima di pulire, assicurati di aver spolverato la superficie da trattare; passa il panno umido seguendo le venature del legno e infine asciuga accuratamente.

Impiallacciato o laminato: le differenze

Dopo aver chiarito cos’è il laminato, di cosa è fatto l’impiallacciato e le rispettive caratteristiche, non resta che riassumere quali sono le principali differenze tra i due materiali. Se non sai dove orientarti o cosa scegliere, prima di affrontare un acquisto definisci le tue esigenze, le tue aspettative e un orizzonte di spesa da rispettare. Se ti trovi nella condizione di dover scegliere tra un mobile in laminato e un arredo in impiallacciato, puoi valutare questi elementi:

  • il rivestimento: il laminato è ricoperto di materiale sintetico, mentre l’impiallacciato è rivestito in vero legno
  • l’aspetto: l’impiallacciato preserva le caratteristiche autentiche del legno (colore, venature, sfumature), mentre il laminato ne imita, seppur magistralmente, l’effetto
  • la varietà di gamma: entrambi i materiali presentano una gamma di colori e texture ricca e variegata. I pannelli in legno laminato possono riprodurre anche effetti materici come la pietra, il marmo o il cemento; l’impiallacciato, invece, si limita alle essenze più celebri, ma si declina sia in versione naturale che laccata
  • il prezzo: il legno impiallacciato è sensibilmente più costoso rispetto ai pannelli in laminato (ad eccezione dei laminati di nuova generazione come il Fenix NTM®, che hanno un costo più elevato)
  • la manutenzione: i pannelli in laminato sono di facile manutenzione, mentre gli impiallacciati richiedono trattamenti specifici per il vero legno
  • la resistenza: in linea generale, il laminato è più resistente rispetto al legno impiallacciato (il PVC, però, non possiede una grande resistenza al calore)
  • bordi postformati: più che di una differenza, si tratta di una caratteristica da conoscere in fase di scelta. Il pannello subisce un’operazione di postforming, lavorazione che permette di ottenere una base leggermente arrotondata su cui applicare carta melaminica. Il rivestimento viene fatto aderire alla superficie del pannello, bordi compresi, con un’operazione di piegatura a caldo. Questo processo garantisce una resa estetica gradevole, senza giunture a vista, ed è impiegato soprattutto per rivestire linee morbide e curve.
    In alternativa, il pannello può essere rifinito con bordi applicati sullo spessore. In questo caso, il materiale utilizzato agisce sulla resistenza del piano, dell’anta o del cassetto a cui viene aggiunto. Comunemente, i bordi dei pannelli lignei sono realizzati in materiale plastico come il PVC o l’ABS; tra i due, l’ABS risulta più resistente ad urti, graffi, sollecitazioni meccaniche, all’esposizione alla luce e a diverse temperature.

Certificazioni e Norme di Legge

Come per tutti i pannelli a base di legno, la produzione dei laminati e degli impiallacciati è controllata e certificata da normative europee. Le regolamentazioni internazionali definiscono gli standard produttivi e qualitativi che i pannelli lignei devono rispettare, i test di laboratorio da superare e l’elenco delle caratteristiche che il prodotto deve possedere per poter essere lavorato e trasformato per il cliente finale.
Per quando riguarda i laminati HPL o HPDL (sigla che sta per High-Pressure Decorated Laminates), sono due le norme di riferimento: ISO 4586 e EN 438. Quest’ultima, in particolare, classifica il laminato in base alla destinazione d’uso (utilizzo interno o esterno, per superfici orizzontali o verticali, e via dicendo).
Ultima ma non meno importante, la celebre normativa UNI EN 13986 certifica che i pannelli a base di legno appartengano alla classe E1 (a bassa e limitata emissione di formaldeide, materiale che – allo stato gassoso – diventa nocivo per la salute). Prima di valutare un acquisto, è prudente informarsi sulla conformità dei pannelli alla normativa vigente.

Per approfondire
Ora che conosci tutto su laminato e legno impiallacciato, non ti resta che esplorare gli altri materiali! Ecco gli articoli che potrebbero interessarti:

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3 Maggio 2019 / / Design

Il mondo dei fiori e delle piante esercita da sempre un grande fascino, fatto di colori, profumi e simboli. Questo fascino ha oltrepassato già da tempo i confini del negozio di fiori per diventare accessibile a tutti grazie all’uso dei social. Molti floral designer infatti si armano di macchina fotografica per creare un racconto fotografico personale e coinvolgente, che guarda a Instagram come strumento per eccellenza.

Ho pensato così di parlarvi oggi di cinque profili instagram che mi hanno colpito per il loro modo di raccontare e rappresentare il floral design, per una bella dose di primavera a portata di smartphone.

About Garden

La numero uno della mia lista è Simonetta Chiarugi, che con il suo profilo About Garden ci accoglie in un vero e proprio giardino virtuale.

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Il suo styling dal sapore romantico ed essenziale mette ancora più in risalto la bellezza dei fiori che sceglie per i suoi scatti, che vanno al passo con la stagionalità di queste meravigliose materie prime. Preziosi sono i suoi consigli su come prendersi cura dei fiori che amiamo, e imperdibili i suoi racconti sui giardini che ha visitato.

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Profilo Instagram: @ABOUTGARDEN

La Fiorellaia

Il profilo instagram di Cecilia Paganini, alias La Fiorellaia, è una bellissima finestra spalancata sul suo lavoro di wedding & event stylist.

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L’accuratezza negli scatti di questa gallery ci trasporta davanti alla bellezza di magnifici allestimenti matrimoniali, che non raccontano mai nulla di banale, anzi si fanno ambasciatori della storia degli sposi e dei loro gusti, da quelli tradizionali ai più eccentrici. Io trovo bellissimo anche il modo di festeggiare con i fiori i vari eventi dell’anno presso lo shop a Brescia, non riuscivo più a smettere di adorare le proposte per San Valentino…guardare per credere!

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Profilo Instagram: @LA_FIORELLAIA

La Fee de Fleur

Dall’Italia facciamo un salto in Giappone, dove l’artista giapponese Sawa crea delle vere e proprio opere d’arte in cui il mondo dei fiori e quello del caffè si incontrano.

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Sawa infatti mette al centro delle sue geometrie minimal tazze di caffè o di cappuccini, circondate da fiori e composizioni sempre diverse, in un continuo gioco di colori e sfumature che rappresentano un vero spiraglio di aria fresca.

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Profilo Instagram: @LA_FEE_DE_FLEUR

Anna Remarchuk

Dopo aver ritrovato delle buste da lettera appartenute a suo nonno, la fotografa Anna Remarchuk ha l’idea geniale di riportarle in vita riempiendole con fiori ogni volta diversi.

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Nasce così la romantica serie di fotografie #envelope_series che racchiude messaggi sottoforma di tulipani, rose, margherite, riportando alla memoria i tempi in cui si affidavano le proprie parole alle lettere.

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Profilo Instagram: @ANNAREMARCHUK

Olga Prinku

Chi l’ha detto che i fiori devono per forza stare nei vasi? Nei suoi lavori la designer Olga Prinku tesse fiori e germogli essiccati su telai di tulle per creare meravigliose ghirlande floreali.

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Graphic designer di professione, si avvicina al mondo dell’artigianato e sperimenta oggi diverse tecniche di tessitura per realizzare le sue opere, composte da centinaia e centinaia di singoli elementi floreali. Il suo feed di Instagram è un diario multicolore delle sue sperimentazioni e della sua vita quotidiana all’insegna di questi meravigliosi oggetti artigianali.

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Profilo Instagram: @OLGAPRINKU

Spero che la mia primavera raccontata attraverso Instagram ti sia piaciuta, ti ho portato nel mondo del floral design con i miei profili preferiti, ma quali sono i tuoi? Se hai voglia di farmeli conoscere puoi scrivermi o commentare il post!

Baci,

Baliz

3 Maggio 2019 / / Design Ur Life

 

Come arredare la mia casa? Idee arredo per il soggiorno? Che suggerimenti hai per una piccola camera? Hai delle idee per come migliorare il mio terrazzo? Che tendenze di arredamento ci sono quest’anno? Vorrei arredare il mio piccolo balcone come posso fare? Queste sono alcune delle domande che mi vengono poste dai miei clienti e i miei lettori sui social. Spesso la risposta a queste domande sono diverse in base a chi mi ci trovo di fronte. Con la rubrica di “Weekly Moodboard” sto cercando di rispondere a queste domande che spesso mi fate. In questa rubrica ci sono una selezione fatto da me di oggetti di Design, Arredamento, materiali, tessuti, superfici e tanto altro. Tutti i Venerdi insieme al vostro caffè del mattino potete sbirciare la rubrica con i miei suggerimenti di stile.

La moodboard di oggi è pensato per chi vuole rinnovare in pochi passi il suo ambiente senza fare un grande investimento. Una poltrona insieme ad una lampada da terra un pouf per appoggiare i piedi crea un perfetto angolo relax e di letture. Clicca sulla foto per vedere tutti dettagli dei prodotti.

Lampada da terra//Poltrona imbottita in tessuto beige//Specchio GLAM IPNOS//Mobiletto Illinois//Pouf PIRAMID//Vaso Vetro Marrone – Crystal Colours Deco Collezione by Homania//Scultura FOGLIA con porta candela GLAM

Vuoi imparare a fare moodboard e vuoi sapere a cosa serve? Leggi questo articolo.

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2 Maggio 2019 / / Idee

Rinnovare la cucina senza cambiare i mobili: sembra impossibile ma si può fare e il risultato vi potrebbe stupire. Vediamo da dove cominciare.


La cucina è la stanza della casa in cui passiamo davvero tanto tempo. La arrediamo perché resista nel tempo, possibilmente anche ad allagamenti ed eventuali esplosioni di pentole.

Ma come tutte gli oggetti fatti per durare, dopo qualche anno finiscono un po’ per stufarci perché ci abituiamo al loro stile e non ci ricordiamo più come ci brillavano gli occhi quando li abbiamo scelti. Come fare quindi per rinfrescare la passione e resistere alla tentazione di cambiare tutti i mobili?

Bisogna fare prima il punto della situazione per capire quanto possiamo effettivamente spendere e dove vogliamo investire il nostro budget.

Rinnovare la cucina senza cambiare i mobili: cucina in legno con top in quarzo nero

Rinnovare la cucina senza cambiare i mobili, i primi passi

Siete convinti di voler dare una rinfrescata alla cucina ma senza cambiare i mobili: prima di lanciarvi nello shopping compulsivo, fermatevi a riflettere.

Determinate un budget realistico, da poter spendere senza rimpianti. In questo modo potrete definire che tipo di cambiamenti volete e potete apportare. Si perché si possono effettuare cambi di stile che non siano troppo dispendiosi ma anche modifiche sostanziali che potrebbero consumare la gran parte del budget.

Avete bisogno di rinnovare gli elettrodomestici perché i vostri hanno fatto la storia? Allora in questo caso sappiate che la gran parte della spesa è già andata. Il rimanente potrete dedicarlo ad oggetti puramente decorativi.

Se invece gli elettrodomestici non sono un problema, possiamo passare alle fasi successive.

Rinnovare la cucina senza cambiare i mobili: determinare cosa modificare

Vi starete chiedendo cosa si può cambiare all’interno di una cucina al di fuori del mobili. La risposta è: un sacco di cose. La prima cosa è il colore delle pareti.

Può sembrare banale o scontato ma è la scelta che più di tutte contribuirà a dare un volto nuovo a tutta la stanza. Partite dal colore del pavimento e dai colori della vostra cucina e definite una serie di colori neutri / pastello da utilizzare. Ad esempio con la cucina della foto in alto si potrebbero scegliere dei toni del grigio, come ad esempio il grigio perla.

Potete anche optare per carta da parati in fibra di vetro, adatte alle zone umide della casa. Contribuirà a creare profondità facendo sembrare la stanza più grande.

Rinnovare la cucina senza cambiare i mobili: cucina con isola in legno bianco

Ma si può anche semplicemente cambiare la finitura del paraschizzi, con delle piastrelle adesive oppure dipingendo le piastrelle esistenti con delle vernici adatte al mestiere.

Anche cambiare il top apporterà una modifica istantanea: ci sono davvero tanti materiali tra cui scegliere e i costi variano dai €200 ai €2000, in base alle dimensioni della cucina e al materiale scelto.

Un altro elemento di forte impatto visivo è il lampadario: valutate la possibilità di cambiarlo, in accordo con lo stile che state dando alla stanza. Sicuramente una sospensione che sia decorativa e un po’ scultorea contribuirà a divenire il focus della stanza, creando un’enfasi particolare.

Avete ancora un po’ di budget? Allora l’ideale sarebbe cambiare anche le sedie, altro elemento in grado di creare armonia e ritmo all’interno di un ambiente. Potete sbizzarrirvi: sedie tutte uguali ma in due colori diversi, stesso colore ma sedie tutte diverse. Divertitevi a creare movimento visivo nella vostra cucina.

Da ultimo ci sono i tessili: il colpo d’occhio più importante. Perché anche se sembrano complementi inutili sono la prima cosa che l’occhio vede. Scegliete in coordinato le tende, il tappeto e i canovacci, di modo che condividano gli stessi colori, creando unità.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Rinnovare la cucina senza cambiare i mobili: #1 fare il punto della situazione sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

2 Maggio 2019 / / Architettura

Selezionato dall’ Open House Valencia 2019 tra i 47 edifici più significativi della città, lo studio di Architettura sanahuja&partners è un vero e proprio spazio multifunzionale dedicato all’architettura, design, cultura e arte che accoglierà il pubblico nelle giornate dal 3 al 5 maggio.

Aperto nel 2009, in piena crisi economica, nel quartiere di Russafa a Valencia, oggi uno dei poli più attrattivi nell’ambito culturale, sociale e artistico, lo studio celebra 10 anni dell’apertura della sua nuova sede proprio in concomitanza con l’evento. E non c’è occasione migliore per poter festeggiare i tanti progetti in essere e questo prestigioso riconoscimento, aprendo al pubblico e alla città di Valencia il suo spazio per vivere la sua storia e i suoi valori.

La sede di Valencia offre infatti l’opportunità di ripensare l’architettura estendendola a un modello interdisciplinare aprendolo alla citta con l’adozione di un modello trasverasale che include tutte le discipline creative nella loro diversità.

La scelta del quartiere di Ruzafa non poteva essere più accurata. In quel tempo, il quartiere era una zona multiculturale in piena effervescenza, e negli ultimi dieci anni si è trasformato in una delle aree più proattive della città nel campo culturale e artistico. Incubatore di festival urbani di ogni tipo è diventato un polo di attrazione sociale ed economico, di cui lo studio è orgoglioso di aver partecipato attivamente. Il progetto è stato selezionado all’interno dell’esposizione “Architettura recente a Valencia 2011-12-13”dal COACV.

All’ingresso dello studio si trova l’HAT GALLERY, un luogo dedicato a numerose inizative di ricerca e design architettonico, grazie alla libera interazione con altre discipline quali l’interior design, l’industrial design e la paesaggistica,tutte strettamente legate alla vasta struttura professionale dello studio. Non solo, Hat Gallery è un luogo di esposizioni e workshop che si sono alternati nel corso di questi 10 anni, tra cui Silla Libre, prima esposizione a inaugurare lo spazio e che coinvolse 40 artisti di diverse discipline nella sfida di personalizzare una sedia comune. A seguire sono nati HAT CINEMA, per cineforum riservati, HAT TALKS per conferenze, relazioni sull’architettura e dialogo con la musica, teatro e danza, HAT MUSIC, per concerti privati e HAT DANCE o THEATRE, per danze e spettacoli. In occasione di ogni iniziativa, Hat Gallery si trasforma esteticamente e architettonicamente in esperienze spaziali, oltre a quelle puramente artistiche o emotive, partecipando attivamente anche agli eventi del quartiere Russafa.

Gli uffici si trovano nella parte interna, collegati alla Hat Gallery da un corridoio in legno che funge da distributore di spazi esepara l’ambiente interno dal piccolo cortile verde.

In netto contrasto con la parte oscura di HAT, i colori bianchi e i cortili inondano la parte più funzionale dello studio con luce naturale. Al piano terra si trovano le postazioni di lavoro, l’area di assemblaggio del progetto e le sale riunioni.

L’attico è costituito da un’ampia sala, molto flessibile, con un’area biblioteca e un centro di documentazione per sessioni di lavoro di gruppo, presentazioni di prodotti e presentazioni audiovisive e un’area dedicata alla ricerca e allo scambio di idee. Il tocco finale al progetto è un mini appartamento che conduce ad un accogliente cortile di servizio che rispecchia l’ambiente naturale circostante. L’utilizzo di cortili come serbatoi di luce e ventilazione è perfetto per migliorare le condizioni ambientali in cui ci troviamo, aumentando l’efficienza energetica dell’edificio bilanciando le risorse naturali disponibili.

 

Come afferma Jaime Sanahuja, fondatore dello studio sanahuja&partners “Siamo stati strettamente legati al quartiere di Russafa, molto prima del boom immobiliare nella zona. Hat Gallery è nata come risposta alle dinamiche del quartiere”. Essere annoverati tra i 47 edifici più significativi della città è il riconoscimento che Open House Valencia ha voluto tributare allo studio sanahuja&partners per aver contribuito a riqualificare e dare nuova vitaal quartiere di Russafa.

L’articolo Lo studio sanahuja&partners di Valencia: uno spazio architettonico e culturale da vivere proviene da Dettagli Home Decor.

2 Maggio 2019 / / Amerigo Milano

Il GALATEO non passa mai di moda, così come le Cortesie per gli Ospiti.

Le regole di bon ton sono capaci di rendere perfetto il momento del ricevimento di parenti ed amici nella propria casa.

Il Corso di galateo moderno e cortesie per gli ospiti ti aspetta a Monza da Amerigo Concept Store giovedì 23 maggio e giovedì 30 maggio per svelarti delle chicche che sapranno renderti un’impeccabile padrona di casa.

Il galateo racchiude in sé tutte le norme e buone usanze che ogni persona dovrebbe seguire nelle varie situazioni pubbliche, siano esse momenti particolari della vita, oppure situazioni più comuni, come cene in un ristorante, incontri con un amico, viaggi e tanto altro ancora


bon ton amerigo milano

INFO-PRENOTAZIONI:

Workshop: max 10 partecipanti

Dove: Amerigo Concept Store Monza via Carlo Alberto 35

Calendario: giovedi 23 maggio / giovedì  30 maggio

Orari: dalle 19,00 alle 21.00  Ore totali: 2 h

Costo totale: 40,00 €

info/prenotazioni: 039.5156180

info/prenotazioni: store@amerigomilano.com

Relatore Donna Flavia Fassati -  esperta di bon ton

con il contributo di  Ramona Cadenazzi -  Interior designer

GALATEO DELLA TAVOLA

Come stilare un invito (carta, telefono, sms, email)

Cosa fare da invitati dopo aver ricevuto l'invito

Pranzo/cena in piedi/seduto, come organizzarlo

Come apparecchiare la tavola

Se il pranzo/cena è seduto come disporre i posti a tavola

Come deve essere il servizio a tavola

Da ospiti come ci si comporta a tavola

Breve bon ton del dopo cena

... E MOLTE PILLOLE DI BON TON ...


corso galateo amerigo milano

Amerigo Milano Concept Store

Via Carlo Alberto 35 - MONZA

store@amerigomilano.com

www.amerigomilano.com

2 Maggio 2019 / / Charme and More

2 Maggio 2019 / / Design

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Sarà un caso, ma negli ultimi 3 progetti completati, casa mia compresa, la cucina è stata scelta con finitura effetto resina.

Un caso?

Non credo!

Io amo gli effetti resina attuali, soprattutto nelle sfumature dei grigi, grigi-beige, dove secondo me hanno la resa migliore.

Inoltre la cucina bianca ha perso ormai un po’ di interesse, per fare spazio a cucine con colori pastello (inizio 2018, ne parlavo qui) e ora a cucine dai toni più scuri.

Attenzione: io non amo le cucine troppo scure (a parte in casi particolari) o colorate. E soprattutto non amo seguire le mode.

Ritengo anzi che una cucina bianca opaca si adatti sempre bene ad ogni contesto.

Però, da ex proprietaria di una cucina total white, ammetto che volevo qualcosa di diverso per la nuova casa. E sapete quanto io adori i grigi caldi.

Proprio per questo motivo, per la mia nuova cucina ho voluto un grigio effetto resina.

Poi ci mancherebbe che consiglio la finitura che più mi entusiasma ai miei clienti, e non la scelgo quando si tratta della mia casa!

Questi effetti resina hanno una resa particolare a seconda della luce, come quasi tutti i colori che cambiano a seconda se la luce è calda o fredda. Parlando della mia cucina, mi piace vedere come il grigio assuma diverse sfumature a seconda della luce che entra dalle finestre.

Nel periodo primaverile, l’intensità e il calore della luce cambiano ed è uno spettacolo vedere come il grigio delle ante cambi, diventando quasi un beige.

L’articolo Effetto resina per la cucina – is the new black? proviene da easyrelooking.

2 Maggio 2019 / / Design

In occasione della MDW 2019, EX-T ha presentato le nuove collezioni arredobagno. La classe e l’eleganza del Made in Italy.

Nuove collezioni arredobagno by EX-T
Ph Cristina Galliena Bohman

Le nuove collezioni arredobagno di EX-T, brand italiano pluripremiato presente sul mercato dal 1945, sono un condensato di classe ed eleganza. In poche parole: sono bellissime.

Dopo averle viste con i miei occhi nel nuovo showroom di via Tortona 34, non vedevo l’ora di condividerle con voi. Siete pronti per rifarvi gli occhi?

Cominciamo con la novità 2019, già presentata a M&O. Disegnata dal duo femminile Paola Vella e Ellen Bernhardt, la collezione Nouveau è un dialogo poetico di forme classiche come il cerchio, il semicerchio e il parallelepipedo. L’ispirazione Art Déco è evidente, nei dettagli raffinati e nell’eleganza delle linee. Fanno parte della collezione, oltre ai lavabi, i contenitori, gli specchi e i nuovissimi accessori. Altra novità: il lavabo, in LivingTec®, ora è disponibile anche in rosa cipria.

Nuove collezioni arredobagno by EX-T
Ph Nooto

Tra le novità della MDW 2018 c’era il sistema multifunzionale Arco, firmato dallo studio spagnolo Mut. Visto il successo planetario, quest’anno Arco entra di diritto tra le nuove collezioni arredobagno, con tre novità. Arco S, elegante consolle circolare che nasconde nel retro pratiche mensole portaoggetti, Arco Mirror e Arco S Mirror. I due specchi si possono usare singolarmente o combinati tra loro, grazie alle diverse profondità.

Nuove collezioni arredobagno by EX-T
Nuove collezioni arredobagno by EX-T
Ph Cristina Galliena Bohman

Passiamo a Stand, la collezione icona del brand dal 2015, che si arricchisce di due specchi, uno rotondo e uno ovale. Purezza geometrica, minimalismo soft, cura dei dettagli, riassumono la cifra stilistica dello studio danese Norm Architects.

Nuove collezioni arredobagno by EX-T
Ph Nooto

Altro gioiello, la collezione Ribbon Square, nuova linea della collezione Ribbon, lanciata a Milano lo scorso anno. Il designer Sebastian Herkner, nominato best designer 2019 a M&O, ci delizia con il piccolo lavabo sospeso, perfetto per spazi dalle dimensioni ridotte.

  • Ph Cristina Galliena Bohman
  • Ph Nooto
Nuove collezioni arredobagno by EX-T
Il nuovo showroom di via Tortona 34
Ph Cristina Galliena Bohman

Sito ufficiale Ex-T


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