19 Giugno 2019 / / Decor

La rubrica “Artista del mese” ha lo scopo di presentare e far conoscere il lavoro di un’artista o più artisti una volta al mese.

Artista del mese giugno si chiama Francesco Del Re ed è un illustratore di Bologna. Ho chiesto a lui di raccontarsi:

“Mi sono trasferito a Padova da bambino, dove mi sono laureato in Lettere Moderne e ho studiato Illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics. Ora vivo e lavoro a Bologna. Mi piace mischiare tecniche tradizionali e digitali, e distorcere le figure attraverso segni dinamici. Ho illustrato articoli di giornale, libri, poster e merchandise; ho lavorato come sketcher per festival musicali e ho collaborato con riviste indipendenti. Le mie illustrazioni sono state esposte in tutta Italia.”

Parlami della tua opera PESCI DEL MEDITERRANEO

“La selezione proposta vuole esporre la varietà della fauna ittica del Mar Mediterraneo, dando particolare rilievo alle varietà di interesse alimentare. Altri caratteri di preferenza sono la maggior diffusione e la peculiarità di alcune specie. La tecnica usata sono delle matite acquerellabili poi elaborate in digitale. Le fonti, al di là dello studio e della visione diretta, sono le seguenti:

Giovanni Nikiforos, “Fauna del Mediterraneo”, Giunti, Firenze, 2002;

Egidio Trainito, Rossella Baldacconi, “Atlante di Flora e Fauna del Mediterraneo”, il castello, quinta edizione, 2014;

fishbase.de / colapisci.it / wikipedia.org.”

Artista del mese

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Disponibile su Etsy 

PORTE DI BOLOGNA

Oltre ai pesci del mediterraneo, tra  le sue opere quella che mi ha colpito di più è “porte di Bologna”. Porte della terza cinta muraria della città di Bologna, risalente al XIII secolo. Ordinate per prossimità, procedendo in senso orario a partire da Nord-Ovest. Disegnate a partire da sketch fatti dal vivo. La tecnica usata sono delle matite acquerellabili poi elaborate in digitale.

Artista del mese


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L’articolo Artista del mese #01 proviene da Design ur life blog.

19 Giugno 2019 / / Design

In forte ascesa a livello internazionale, Talenti apre un esclusivo showroom nella capitale mondiale del design dove scoprire gli ultimi trend del settore outdoor

Ubicato nel centralissimo e raffinato quartiere di Brera, a conferma del posizionamento di Talenti tra le grandi firme del design, il primo showroom milanese dell’azienda umbra produttrice di arredi per esterni, è un luogo dove immergersi in ambientazioni esotiche e atmosfere armoniose, respirando eleganza e comfort.

Al civico 19 di via Pontaccio, Talenti mette in mostra il meglio delle sue collezioni, nate da collaborazioni con designer di fama internazionale, come Ludovica + Roberto Palomba, Ramón Esteve, Marco Acerbis e tanti altri.

Tre vetrine che si affacciano nella via delle eccellenze, dinamiche e in continua evoluzione e al contempo uno spazio privilegiato per architetti e interior designer dove incontrarsi e confrontarsi per sviluppare i propri progetti contract e residenziali con la massima attenzione alla cultura del progetto,allo storytelling e al counseling creativo.

Una nuova fase coronata quindi con l’apertura di uno spazio che vuole essere un punto di riferimento per il settore dell’arredo da esterno in un momento in cui il confine tra outdoor e indoor si sta facendo sempre più sottile e labile. Una scelta naturale vista la progressiva espansione che il marchio sta registrando in quest’ultimo periodo e che segue una precisa strategia imprenditoriale. Da azienda famigliare che solo 15 anni fa si affacciava in un mercato altamente competitivo, Talenti si è rapidamente trasformata in una realtà presente in oltre 50 Paesi con una fitta rete di distribuzione che punta a chiudere il 2019 con un fatturato di 15 milioni di euro.

Con la sua offerta ampia e diversificata, le creazioni di Talenti, prodotte con i materiali più innovativi e dalle linee uniche e originali, si rivelano adatte per ogni tipo di ambiente e risultano particolarmente apprezzate a livello  contract, dove l’azienda anno dopo anno ha saputo ritagliarsi referenze di prim’ordine, come testimoniano le forniture di altissimo prestigio che l’azienda cura in tutto il mondo.

Ma non solo! Talenti è al momento impegnata anche in un ambizioso progetto di riqualifica dell’area industriale dell’ex pastificio Federici ad Amelia, in Umbria, dove entro l’estate sorgerà la nuova sede espositiva, produttiva e commerciale di arredi da giardino in sinergia con il territorio, per dare vita a un universo dove convivono design, enogastronomia, wellness e tanto altro ancora. Un progetto innovativo e all’avanguardia che riguarda una superficie di circa 80.000 mila metri quadri, di cui circa 20.000 coperti, per un investimento di circa 5 milioni di euro. “Questi ultimi mesi sono stati estremamente positivi e ci hanno visto impegnati su più fronti. Abbiamo fatto importantissimi investimenti che ci permetteranno di sviluppare ulteriormente la nostra attività sia sul mercato italiano ma soprattutto su quello mondiale” ha dichiarato Fabrizio Cameli, fondatore e presidente di Talenti. “Grazie allo spazio di Milano e alla nuova struttura saremo in grado di ampliare la nostra produzione per far fronte alla crescente richiesta sia nel residenziale che nel segmento contract e hospitality”.

Una gestione aziendale lungimirante che ha permesso al brand di crescere in molteplici direzioni, per il quale l’apertura dello showroom milanese e della nuova base produttiva, non sono certo il punto finale ma una tappa di un viaggio ancora lungo e ricco di sorprese.

www.talentisrl.com

L’articolo Talenti apre il primo FlagshipStore a Milano nel cuore di Brera proviene da Dettagli Home Decor.

19 Giugno 2019 / / Architettura

Il trend degli ultimi anni è spesso più frequentemente
diventato quello di realizzare la cucina a vista sulla zona giorno, sia per
conquistare spazio negli appartamenti che hanno metrature sempre più piccole,
sia per il piacere della convivialità e il cambio delle abitudini nelle
famiglie moderne.

Anche la progettazione di questo ambiente della casa è
dunque cambiata e va ad integrarsi con l’arredamento del salotto, anche i
complementi d’arredo, i mobili e gli elettrodomestici diventano sempre più
efficienti ma anche di design, dall’estetica molto affascinante, proprio perché
entrano a far parte a tutti gli effetti dell’arredamento.

In particolare quando parlo di cucine a vista sul
soggiorno mi concentro sulla scelta della cappa, sia per il fattore estetico
che, soprattutto, per quello prestazionale; l’ambiente cottura trovandosi in
comune con il resto della zona giorno necessita di aspirazione e prestazioni sempre
più avanzate.

Per questo almeno per la cappa non dobbiamo lesinare e dobbiamo scegliere un prodotto di qualità come quelli di faberspa.com

cappa

Modelli di
cappe aspiranti

Esistono diversi modelli, che potremo scegliere a seconda
delle nostre esigenze; a parete, il modello classico a T o quello più
scenografico verticale, un modello elegantissimo dal design essenziale perfetto per la cucina a vista data la straordinaria
innovazione che racchiude.

Il modello verticale è infatti dotato
di tecnologia SIL & STILL, capace di assicurare il ricambio continuo
dell’aria in cucina, senza rumore e con consumi minimi, il silenzio di questa
cappa offre allo spazio circostante un comfort senza precedenti.

C’è poi la tipologia angolare e i
classici modelli da incasso per i pensili, che si mimetizzano all’interno del
mobile scomparendo alla vista, per chi vuole una soluzione invisibile e
minimale.

Per chi invece ha a disposizione più
spazio e non vuole rinunciare alla possibilità di un’isola centrale, che comprenda
anche il piano cottura, esistono delle bellissime e scenografiche cappe per
isola, anche in versione up & down.

L’isola centrale è un’ottima scelta architettonica per divere meglio lo spazio tra area salotto e area cucina, pur mantenendo una soluzione di continuità tra gli ambienti; un’altra scelta può essere quella di separare gli spazi in modo immaginario con il tavolo da pranzo, soluzione che ho adottato nella progettazione di casa M

Anche chi non dispone di grandi spazi
può comunque puntare molto sulla cappa aspirante per donare un tocco speciale
alla propria cucina a vista, poiché questa in alcuni casi diventa un vero e
proprio elemento scultoreo e di design che non potrà di certo passare
inosservato.

Una novità sul mercato è la cappa aspirante integrata nel piano cottura, un binomio perfetto ed efficiente, caratterizzato da estetica accurata in ogni dettaglio e grandi performance. Questo modello è touch slider control, con massima potenza e sicurezza, minima rumorosità ed è dotato anche di tecnologia waterproof per gli amanti degli elettrodomestici high tech e per chi vuole avere lo spazio sopra i fuochi completamente libero, ideale se si vuole posizionare il piano cottura davanti ad una finestra.

L’articolo L’mportanza della cappa nella cucina a vista proviene da Architettura e design a Roma.

19 Giugno 2019 / / Charme and More

19 Giugno 2019 / / Architettura

Lo studio di architettura Eifler & Associates Architects, con sede a Chicago, ha condotto una minuziosa ristrutturazione di una casa di F.L.Wright, finora raramente pubblicata, costruita per l’interior designer Louis B. Fredrick, a Barrington Hills, nell’Illinois.

Il rapporto fra l’architetto e il cliente non fu dei più idilliaci, Fredrick incaricò Wright nel 1954 e rifiutò i primi due progetti presentati, due anni dopo, nel marzo del 1956, la tensione tra gli uomini era arrivata a un punto tale che Wright mandò a Fredrick un telegramma caustico:

“Ci può essere solo un Louis Fredrick. Mi ha impressionato con l’idea che avesse bisogno di un architetto. Ora ci conosciamo meglio. Non sa cosa vuole e cosa non vuole. Ci è costato più fatica in termini di tempo e denaro di quanto non possa mai ripagare.
Se mai arriverà ad avere una casa, ne sarà lui l’architetto, e che Dio aiuti sia lui che la casa”


I grandi maestri dell’architettura hanno affrontato le stesse difficoltà che affrontiamo noi ogni giorno, cosa meno consolante di quanto possa sembrare…

Nonostante tutto giunsero ad un accordo quando Wright presentò una terza serie di progetti, nel Novembre del 1956, quello che Fredrick probabilmente non sapeva era che la proposta di Wright era una versione leggermente rivista di una casa progettata per George Dlesk a Manistee, nel Michigan!

Il progetto è una pianta lunga e snella parzialmente seminterrata di 240 metri quadri
Due corridoi finestrati partono dal blocco centrale, il primo termina in una sala giochi, mentre l’altro conduce a tre camere da letto, tra cui la suite principale.

La meticolosa ristrutturazione ha rispettato i caratteri della casa, dalle tegole del tetto alla tinta del pavimento in cemento, realizzando persino i mobili progettati su misura da Wright per il progetto, ma che non erano mai stati costruiti prima.

Great architects and tough customers: Wright and the Fredrick House

Eifler & Associates Architects, based in Chicago, conducted a meticulous renovation of a F.L.Wright home, so far rarely published, built for interior designer Louis B. Fredrick, in Barrington Hills, Illinois.

The relationship between the architect and the client was not the most idyllic, Fredrick commissioned Wright in 1954 and refused the first two projects presented, two years later, in March 1956, the tension between men had reached such a point that Wright he sent Fredrick a caustic telegram:

“There can be but one Louis Fredrick. He has impressed me with the idea that he needed an architect. We know better now. He does not know what he wants nor what he does not want. He has cost us more pains in time and money therefore than he can ever repay. If ever he gets into a house he will be the architect and God help both him and the house.”

The great masters of architecture have faced the same difficulties that we face every day, which is less comforting than it may seem …

In spite of everything they came to an agreement when Wright presented a third series of projects, in November 1956, what Fredrick probably didn’t know was that Wright’s proposal was a slightly revised version of a house designed for George Dlesk in Manistee, Michigan!

The project is a long, slender, partially basement plant of 240 square meters
Two windowed corridors start from the central block, the first ends in a games room, while the other leads to three bedrooms, including the main suite.

The meticulous renovation has respected the character of the house, from the roof tiles to the color of the concrete floor, even realizing the custom-designed furniture by Wright for the project, but which had never been built before. 

Fonte Dwell

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CAFElab | studio di architettura