26 Settembre 2019 / / Design

N02™ Riciclata è la prima sedia di Fritz Hansen, polivalente e colorata, progettata con la scocca in polipropilene riciclato, ricavato dal riutilizzo della plastica differenziata in ambito domestico.

Impilabile e robusta, con o senza braccioli, N02™ Riciclata è disegnata in collaborazione con lo studio Nendo ed è stata ispirata dalla semplice piega di un foglio di carta sul tavolo del designer giapponese. La piega del foglio si è tradotta in fase progettuale nell’incavo della scocca, così da supportare sia lo schienale che la seduta. Il corpo è fatto con plastica ottenuta dal riciclo di plastiche d’uso domestico, raccolte e lavorate in centro Europa, riducendo così i costi di trasporto e che, se necessario, può essere nuovamente riciclata.

L’origine del materiale, ovvero il fatto di essere generato dalle bottiglie e contenitori di plastica di uso quotidiano in ambito domestico, è un elemento di connessione tra la sedia e chi la usa. E’ un prodotto di design accessibile e realizzato con la plastica che abbiamo già utilizzato in casa” dice  Oki Sato di Nendo.

7 i colori disponibili, terrosi e caldi come le tonalità della natura del nord Europa. Le varianti di colore e tipologia di base rendono la N02™ Riciclata adatta a progetti contract, che si tratti di uffici, sale riunioni o ristoranti. La sua superficie è facilmente lavabile e child-friendly.

Volevamo realizzare una sedia versatile, impilabile, in plastica e con materiali riciclati e riciclabili. La collaborazione con lo studio nendo era garanzia di un design semplice ed elegante, un bel mix tra l’estetica scandinava e quella giapponese” ha dichiarato Christian Andresen, Art Director Fritz Hansen.

N02™Riciclata può essere considerata una dichiarazione di intenti per Fritz Hansen. Abbiamo approfondito le nostre competenze e allargato le nostre esperienze, realizzando sedie belle e ben progettate come le iconiche Series 7™ e Ant™: la N02™ riciclata è il progetto più recente che si inscrive su questa strada. Non è stato semplice mettere in opera una sedia con materiali riciclati e riciclabili che incontrasse gli standard di qualità Fritz Hansen, ma il risultato finale è valso sia la quantità di prototipi sperimentata sia le ore di brainstorming.”

La nuova sedia sarà disponibile dal prossimo Novembre 2019.

www.fritzhansen.com

L’articolo Nendo e Fritz Hansen progettano una sedia in plastica riciclata proviene da Dettagli Home Decor.

26 Settembre 2019 / / Architettura

CasciNet e ARCò: agroforestazione urbana e architettura autocostruita con terra cruda

Che cos’è un Vivaio Agroforestale Urbano? L’ho scoperto facendo visita al Workshop Necessary Architecture organizzato da ARCò – Architecture and Cooperation in collaborazione con CasciNet.

Il Vivaio Agroforestale Urbano è una struttura multifunzionale concepita per supportare le attività agricole e di rigenerazione ambientale avviata da CasciNet.

Il workshop di autocostruzione del Vivaio Agroforestale, si è concluso venerdì scorso 20 settembre dopo un lavoro di due settimane. Si è svolto in via Piero Bottoni, tra i quartieri Vigentino, Corvetto e Chiaravalle, dove si trova un’area di circa 6 ettari che l’associazione CasciNet insieme a La Vitalba sta trasformando in un parco agricolo aperto alla cittadinanza.

Vivaio Agroforestale Urbano – Parco della Vettabbia

In una mattinata ho avuto così l’occasione di conoscere due realtà di cui mi sono subito innamorata, perché essendo sempre alla ricerca di tematiche legate al mondo dell’abitare naturale, ho potuto conoscere e approfondire due “mondi”. Il mondo dell’Agricoltura e Agroforestazione Urbana, grazie alla chiacchierata con Enrico Sartori di CasciNet, e il mondo dell’Architettura e Autocostruzione, grazie a Luca Trabattoni e Valerio Marazzi di ARCò – Architecture and Cooperation.

Partiamo dalla prima!

CasciNet e l’Agroforestazione urbana

CasciNet è una “Associazione di Promozione Sociale e un’Azienda agricola di Impresa Sociale” come è descritto nel loro sito. L’associazione organizza molte attività legate al mondo dell’agricoltura, l’arte, la cucina e l’ospitalità, per realizzare un modello di vita economico/sociale sostenibile [2]. Se volete conoscerli di persona vi suggerisco di andare in Cascina Sant’Ambrogio, recuperata dall’associazione CasciNet a partire dal 2012.

L’attività di Agroforestazione urbana che si sta avviando nel quartiere Vaiano Valle nel Parco della Vettabbia, tra Milano e il parco Agricolo Sud, ha come obiettivo quello di avvicinare la campagna alla città, di eliminare la distanza tra produttore e consumatore.

Quest’area fa parte del Parco Agricolo Sud, che si estende per ben 46.000 ettari ai confini sud, est e ovest di Milano. Lo sapevate che Milano ha il parco periurbano più grande di Europa? Ebbene sì. Il Parco Agricolo Sud è il parco periurbano più grande d’Europa [1].

Agroforestazione Urbana – Filari di piante forestali o da frutto

Lo scopo è di portare il
verde e le attività agricole all’interno della città, di tornare ad essere
produttori e cittadini attivi, non più solo consumatori e cittadini passivi.

In questo modo l’attività
agricola e l’utente finale si avvicinano. Il cittadino stesso, prefinanziando
l’attività agricola, diventa parte fondamentale dell’intero processo e non più
solo l’utente finale della catena e del ciclo produttivo.

I campi abbandonati diventano quindi protagonisti di una trasformazione al confine tra città e parco agricolo, con l’obiettivo di realizzare un sistema agroforestale, ovvero un sistema complesso in cui si coltivano alberi forestali e da frutto. Un sistema che imita il sistema stratificato del bosco o della foresta, basandosi sulla teoria che una foresta è un ecosistema biodiverso e ricco più di quanto lo sia una coltivazione di tipo seminativo.

Una pianta che si trova all’interno di una nicchia ecologica cresce meglio e da frutti migliori!

Per questo motivo sono stati piantati filari di alberi, in alternanza albero da frutto e non da frutto, Sambuco alternato a Pioppo. L’impegno è quello di piantare in due anni circa 4000/5000 alberi forestali o da frutto, ricoprendo il terreno con uno strato di cippato, legno ridotto in scaglie con dimensioni variabili, prodotto di scarto derivato dalle potature degli alberi di Milano. Coprendo il terreno con lo strato di cippato viene avviato un sistema agroforestale senza l’uso di irrigazione detta anche pacciamatura. Lo strato di cippato trattiene l’acqua piovana e la rilascia gradualmente.

Agroforestazione Urbana e Pacciamatura

ARCò -Architecture and Cooperation e il Workshop Necessary Architecture

Arriviamo
alla seconda realtà!

ARCò – Architecture and Cooperation una cooperativa fondata da un gruppo di ingegneri e architetti che opera soprattutto in contesti di emergenza. ARCò è anche una scuola, che propone workshop a studenti e progettisti. Per ogni workshop vengono preparati libretti di istruzione da utilizzare come punto di partenza per i cantiere scuola.

La scuola ARCò “è nomade, va dove serve” [3]. E in questo caso sono andati nel quartiere Vaiano Valle di Milano per costruire il Vivaio Agroforestale per CasciNet!

ARCò è una cooperativa di lavoro che opera in contesti di emergenza impiegando soprattutto materiali locali, riciclati, alla fine del loro ciclo di vita o naturali, come si vede dai loro progetti, a basso consumo energetico quando possibile, impiegando tecniche locali e semplificate insieme all’autocostruzione come sistema di partecipazione costruttiva.

Vi descrivo brevemente tre progetti realizzati da ARCò per conoscere meglio questa cooperativa.

Scuola nel Villaggio beduino Jahalin di Al Khan Al Ahmar a Gerusalemme

Il primo progetto realizzato è una Scuola in un villaggio beduino a Gerusalemme.

La tecnica costruttiva impiegata per questa scuola
prevede l’uso di pneumatici usati riempiti di terra.

Prima di iniziare la sua realizzazione in Palestina,
ARCò ha costruito un prototipo in Italia che è stato utile per capire la tecnica
da impiegare, i suoi limiti e come migliorarla, ad esempio con l’uso di uno
scavo per la parete.

In ARCò la scelta delle tecniche da utilizzare si
combina sempre con una sperimentazione sul campo, per poter “sperimentare” la
tecnica scelta attraverso la prova empirica testandola e poi applicandola.

Scuola nel campo beduino Wadi Abu Hindi, Al Azarije

Il secondo progetto si tratta di una Scuola nel campo beduino Wadi Abu Hindi, un progetto di recupero di una scuola esistente, dove si doveva conservare l’involucro in lamiera.

scuola primaria _ wadi abu hindi foto ©Andrea&Magda

In questo caso hanno lavorato sull’isolamento realizzando un cappotto interno in legno e paglia rifinito con cannucciato di bambù e intonaco in calce; e sul principio della ventilazione naturale grazie alla realizzazione di finestre a nastro all’intradosso del tetto, che è stato sostituito con lastre di pannelli sandwich, sollevato e inclinato.

Anche qui i principi sono ricerca e tecnica applicata al contesto ambientale, insieme ai principi di autocostruzione, in modo da poter lasciare alla comunità locale un’esperienza e la conoscenza di una tecnica. E i materiali utilizzati sono tutti di provenienza artigianale e/o locale.

Asilo nel villaggio di Um al Nasser nella striscia di Gaza

Il terzo progetto che vi racconto, un Asilo nella striscia di Gaza, è stato realizzato insieme alla comunità locale e la tecnica scelta è stata quella degli earthbags – sacchi di terra. I muri della scuola  sono stati così realizzati con sacchi di terra pieni di sabbia e terra di scavo.

asilo _ um al nasser – gaza – foto di ARCò
asilo _ um al nasser – gaza – foto di ARCò
Workshop Necessary Architecture

I principi dei progetti di ARCò – Architecture and Cooperation, che sono:

  1. usare materiali e tecniche locali, materiali naturali o riciclati
  2. progettare edifici autosufficienti, a basso consumo energetico
  3. sperimentare sul campo (attraverso workshop)
  4. realizzare in autocostruzione

sono stati alla base anche del worskhop Necessary Architecture a Vaiano Valle.

In questo caso, come negli altri progetti, la realizzazione del workshop di ARCò parte da un bisogno reale: una struttura che possa servire da supporto per le attività agricole avviate da CasciNet per l’Agroforestazione Urbana.

Autocostruzione di un Vivaio Agroforestale Urbano – a cura di ARCò e CasciNet

Questa struttura è stata realizzata con la tecnica del Pisè – terra compressa – utilizzando la terra locale compressa all’interno di pallet riciclati. I pallet sono stati utilizzati per realizzare il muro del vivaio agroforestale insieme al supporto di assi da ponteggio impiegati come elementi orizzontali e verticali. Il terreno è stato prima analizzato per capire se possibile utilizzarlo così come era. In questo caso era molto argilloso, quindi è stato utilizzato senza nessuna modifica. In questo modo sono state realizzati i muri in pallet e terra cruda. Come si vede dalle foto, sono state lasciate alcuni “spazi vuoti” dove verranno inseriti i serramenti, anche questi riciclati.

Vivaio Agroforestale Urbano – ARCò e CasciNet
Vivaio Agroforestale Urbano – ARCò e CasciNet

Il muro a nord è stato invece realizzato con un’altra tecnica. Una fila di pallet su cui è stata “lanciata” un misto di terra e paglia, usata come legante. La terra è stata quindi impastata insieme alla paglia, realizzando delle palle con le mani, ed è stata poi lanciata sul muro con supporto in pallet. Per aiutare e velocizzare la realizzazione del muro con questa tecnica sono state usate anche canne di bambù di circa 8 cm posate in orizzontale ogni 30, che alla fine sono state tolte lasciando il muro di terra e paglia.

Vivaio Agroforestale Urbano – ARCò e CasciNet

Infine, sono state aggiunte finestre in legno di diverse dimensioni. I serramenti, in linea con i principi del riuso, sono stati recuperati da un falegname che sostituisce serramenti durante le ristrutturazioni a Milano. E sono state montate per illuminare con luce naturale l’interno della struttura che verrà utilizzata come supporto al Vivaio Agroforestale.

Vivaio Agroforestale Urbano – ARCò e CasciNet

Ringrazio CasciNet e ARCò per avermi ospitato sul “campo” e avermi raccontato la loro associazione e cooperativa. Invito tutti, in particolare chi volesse vedere di persona la struttura realizzata del Vivaio agroforestale urbano, a partecipare il prossimo weekend 27, 28 e 29 settembre alla Fanfarata. Ci sarà un corteo sabato 28 Settembre alle 15, che parte da Cascina Nosedo e attraverso un percorso nelle zone cittadine recuperate dal degrado e ora destinate agli orti sociali, arriva al Parco della Vettabbia e al vivaio sociale.


[1] https://www.milanocittastato.it/evergreen/forse-non-sapevi-che/milano-ha-il-parco-periurbano-piu-grande-deuropa/

[2] www.cascinet.it

[3] http://www.ar-co.org/it/scuola/home/intro/index.php

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26 Settembre 2019 / / Architettura

Questa casa è stata progettata dalla rinomata designer Patricia Urquiola, attraverso una composizione di diversi cubi bianchi, che si stagliano nel panorama di Ibiza. La designer ha favorito i materiali locali per evocare lo stile Mediterraneo e dare all’edificio un’atmosfera calda e autentica; ha scelto infatti di accostare oggetti dell’artigianato locale e un design moderno e sofisticato.

A cubic house in Ibiza

This house was designed by the renowned designer Patricia Urquiola, through a composition of several white cubes, which stand out in the panorama of Ibiza. The designer has favored local materials to evoke the Mediterranean style and to give the building a warm and authentic atmosphere; it has in fact chosen to combine local craft objects and a modern and sophisticated design.

Photo: Manolo Yllera
Via

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CAFElab | studio di architettura

26 Settembre 2019 / / Charme and More

Etsy Finds of the Week: elegante nero.

Da Etsy le ispirazioni della settimana.

Il nero declinato su oggetti decorativi e piccoli arredi dal taglio moderno e minimal (sedie, vasi e candele) e accessori per avere un look sempre alla moda.

etsy-finds-nero-2

1.| Sedia Slung in pelle nera realizzata da CroftHouseLA; una scelta di qualità da collocare in un living moderno.  (€ 1.655,16)

2.| Woman in Black;  stampa moderna, realizzata con carta e vernice spray da BorianaM  per aggiungere un tocco personale agli ambienti domestici e dare carattere alla casa creando un angolo particolare. (€ 58,40+ € 68,70+)

3.| Home décor scandinavo per il set in ceramica nera di 1220CeramicsStudio, composto da due vasi e un portacandele. Il set perfetto per una casa dal design minimalista. (€ 120,12)

4.| Camicia kimono oversize con spacchi laterali fatta a mano da Atuko. Da indossare per ottenere uno stile sofisticato e per aggiungere movimento e volume al look. (€ 143,00)

5.| Zaino in pelle oversize fatto a mano da Atuko disponibile in nero e in beige, perfetto anche per l’uomo.

6.| Feu Sacré – Fuoco Sacro;  una candela di cera di soia naturale con stoppino in legno che produce un sonoro scoppiettio che ricorda quello di un fuoco acceso.

Generosamente profumata e realizzata a mano da LVNEA, utilizzando solo oli essenziali con note di basilico santo, bianco salvia, menta, incenso, resina di opoponax, abete bianco, Eaglewood, benzoino e betulla.

È un’ode al fuoco e alla luce che porterà calore in casa durante le fredde sere invernali.

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