27 Settembre 2019 / / Charme and More

26 Settembre 2019 / / Design

N02™ Riciclata è la prima sedia di Fritz Hansen, polivalente e colorata, progettata con la scocca in polipropilene riciclato, ricavato dal riutilizzo della plastica differenziata in ambito domestico.

Impilabile e robusta, con o senza braccioli, N02™ Riciclata è disegnata in collaborazione con lo studio Nendo ed è stata ispirata dalla semplice piega di un foglio di carta sul tavolo del designer giapponese. La piega del foglio si è tradotta in fase progettuale nell’incavo della scocca, così da supportare sia lo schienale che la seduta. Il corpo è fatto con plastica ottenuta dal riciclo di plastiche d’uso domestico, raccolte e lavorate in centro Europa, riducendo così i costi di trasporto e che, se necessario, può essere nuovamente riciclata.

L’origine del materiale, ovvero il fatto di essere generato dalle bottiglie e contenitori di plastica di uso quotidiano in ambito domestico, è un elemento di connessione tra la sedia e chi la usa. E’ un prodotto di design accessibile e realizzato con la plastica che abbiamo già utilizzato in casa” dice  Oki Sato di Nendo.

7 i colori disponibili, terrosi e caldi come le tonalità della natura del nord Europa. Le varianti di colore e tipologia di base rendono la N02™ Riciclata adatta a progetti contract, che si tratti di uffici, sale riunioni o ristoranti. La sua superficie è facilmente lavabile e child-friendly.

Volevamo realizzare una sedia versatile, impilabile, in plastica e con materiali riciclati e riciclabili. La collaborazione con lo studio nendo era garanzia di un design semplice ed elegante, un bel mix tra l’estetica scandinava e quella giapponese” ha dichiarato Christian Andresen, Art Director Fritz Hansen.

N02™Riciclata può essere considerata una dichiarazione di intenti per Fritz Hansen. Abbiamo approfondito le nostre competenze e allargato le nostre esperienze, realizzando sedie belle e ben progettate come le iconiche Series 7™ e Ant™: la N02™ riciclata è il progetto più recente che si inscrive su questa strada. Non è stato semplice mettere in opera una sedia con materiali riciclati e riciclabili che incontrasse gli standard di qualità Fritz Hansen, ma il risultato finale è valso sia la quantità di prototipi sperimentata sia le ore di brainstorming.”

La nuova sedia sarà disponibile dal prossimo Novembre 2019.

www.fritzhansen.com

L’articolo Nendo e Fritz Hansen progettano una sedia in plastica riciclata proviene da Dettagli Home Decor.

26 Settembre 2019 / / Amerigo Milano

Anche voi sognate una casa nuova, ecosostenibile, bella ed economica?

Non serve il genio della lampada: oggi per esaudire questo desiderio è possibile optare per le case prefabbricate - molto diffuse all’estero, soprattutto negli Stati Uniti - ma ancora di nicchia in Italia.

Eppure sono case solide, belle, green e certamente meno costose rispetto a quelle tradizionali.

Una casa di 80 metri quadrati costa meno di 100 mila euro e una di 200 metri quadrati, sogno delle famiglie numerose, sfiora al massimo i 250 mila euro.

Ma intorno a questa nuova frontiera dell’edilizia green (e del futuro) ci sono ancora tanti dubbi e poche conoscenze.


casa prefabbricata

Le case prefabbricate non sono certo abitazioni di cartone che si costruiscono nell’arco di pochi giorni. Prima di costruire bisogna essere in regola con tutti i documenti edilizi: l’indagine geologica (eseguita da un geometra, un architetto o un ingegnere) che dà il via libera all’edificazione su un determinato terreno (con una verifica sismica in caso la zona sia a rischio terremoto) anche in base ad eventuali vincoli ambientali e paesaggistici, e poi il permesso di costruire.


case prefabbricate

Tra i tempi burocratici e i tempi di costruzione la casa viene consegnata in quattro mesi.

A scanso di equivoci la solidità della struttura è garantita dalla realizzazione delle fondamenta e della struttura in legno un materiale, peraltro, molto utilizzato anche nel passato con edifici antichi che ancora oggi resistono nei nostri centri storici.

Case personalizzate in base ai nostri bisogni e stili di vita, ma soprattutto green e rinnovabili in una società sempre più attenta al risparmio delle fonti energetiche.

Esistono case prefabbricate dove si uniscono al legno elementi in cemento creando così ambienti più isolati; ma è possibile renderle ancora più “green” ricorrendo a pannelli solari e pompe di calore.

Tra i pregi di una casa prefabbricata anche la possibilità di avere a disposizione un giardino; uno spazio verde che, se adeguatamente, organizzato può essere vissuto e ammirato tutto l’anno.

Chi ha il pollice verde lo potrà curare senza problemi, ma per realizzarlo meglio affidarsi a un giardiniere  professionista.

A un bravo giardiniere che si occupa della progettazione (si può optare anche per prati sintetici), della manutenzione che non riguarda la solo la falciatura, ma anche la concimazione, lo spargimento di calce e altri interventi fondamentali per la cura delle piante e un tempestivo intervento in caso di malattie.


casa prefabbricata

Una figura, quella del giardiniere, il cui incarico potrebbe essere continuativo nel tempo e non semplicemente a chiamata, ma che dipende sempre dalle necessità del committente (e naturalmente dalla grandezza del giardino).

Ma la scelta dell’azienda per la realizzazione della casa (prefabbricata ) dei vostri sogni e del giardiniere per la cura del vostro giardino per qualcuno possono sembrare un dilemma. Problema risolto: su homedeal troverete il professionista di fiducia più vicino a casa vostra, e potrete richiedere preventivi gratuiti per realizzare il vostro sogno senza incappare in brutte sorprese.

Barbara Apicella

Redazione Amerigo Milano 

26 Settembre 2019 / / Architettura

CasciNet e ARCò: agroforestazione urbana e architettura autocostruita con terra cruda

Che cos’è un Vivaio Agroforestale Urbano? L’ho scoperto facendo visita al Workshop Necessary Architecture organizzato da ARCò – Architecture and Cooperation in collaborazione con CasciNet.

Il Vivaio Agroforestale Urbano è una struttura multifunzionale concepita per supportare le attività agricole e di rigenerazione ambientale avviata da CasciNet.

Il workshop di autocostruzione del Vivaio Agroforestale, si è concluso venerdì scorso 20 settembre dopo un lavoro di due settimane. Si è svolto in via Piero Bottoni, tra i quartieri Vigentino, Corvetto e Chiaravalle, dove si trova un’area di circa 6 ettari che l’associazione CasciNet insieme a La Vitalba sta trasformando in un parco agricolo aperto alla cittadinanza.

Vivaio Agroforestale Urbano – Parco della Vettabbia

In una mattinata ho avuto così l’occasione di conoscere due realtà di cui mi sono subito innamorata, perché essendo sempre alla ricerca di tematiche legate al mondo dell’abitare naturale, ho potuto conoscere e approfondire due “mondi”. Il mondo dell’Agricoltura e Agroforestazione Urbana, grazie alla chiacchierata con Enrico Sartori di CasciNet, e il mondo dell’Architettura e Autocostruzione, grazie a Luca Trabattoni e Valerio Marazzi di ARCò – Architecture and Cooperation.

Partiamo dalla prima!

CasciNet e l’Agroforestazione urbana

CasciNet è una “Associazione di Promozione Sociale e un’Azienda agricola di Impresa Sociale” come è descritto nel loro sito. L’associazione organizza molte attività legate al mondo dell’agricoltura, l’arte, la cucina e l’ospitalità, per realizzare un modello di vita economico/sociale sostenibile [2]. Se volete conoscerli di persona vi suggerisco di andare in Cascina Sant’Ambrogio, recuperata dall’associazione CasciNet a partire dal 2012.

L’attività di Agroforestazione urbana che si sta avviando nel quartiere Vaiano Valle nel Parco della Vettabbia, tra Milano e il parco Agricolo Sud, ha come obiettivo quello di avvicinare la campagna alla città, di eliminare la distanza tra produttore e consumatore.

Quest’area fa parte del Parco Agricolo Sud, che si estende per ben 46.000 ettari ai confini sud, est e ovest di Milano. Lo sapevate che Milano ha il parco periurbano più grande di Europa? Ebbene sì. Il Parco Agricolo Sud è il parco periurbano più grande d’Europa [1].

Agroforestazione Urbana – Filari di piante forestali o da frutto

Lo scopo è di portare il
verde e le attività agricole all’interno della città, di tornare ad essere
produttori e cittadini attivi, non più solo consumatori e cittadini passivi.

In questo modo l’attività
agricola e l’utente finale si avvicinano. Il cittadino stesso, prefinanziando
l’attività agricola, diventa parte fondamentale dell’intero processo e non più
solo l’utente finale della catena e del ciclo produttivo.

I campi abbandonati diventano quindi protagonisti di una trasformazione al confine tra città e parco agricolo, con l’obiettivo di realizzare un sistema agroforestale, ovvero un sistema complesso in cui si coltivano alberi forestali e da frutto. Un sistema che imita il sistema stratificato del bosco o della foresta, basandosi sulla teoria che una foresta è un ecosistema biodiverso e ricco più di quanto lo sia una coltivazione di tipo seminativo.

Una pianta che si trova all’interno di una nicchia ecologica cresce meglio e da frutti migliori!

Per questo motivo sono stati piantati filari di alberi, in alternanza albero da frutto e non da frutto, Sambuco alternato a Pioppo. L’impegno è quello di piantare in due anni circa 4000/5000 alberi forestali o da frutto, ricoprendo il terreno con uno strato di cippato, legno ridotto in scaglie con dimensioni variabili, prodotto di scarto derivato dalle potature degli alberi di Milano. Coprendo il terreno con lo strato di cippato viene avviato un sistema agroforestale senza l’uso di irrigazione detta anche pacciamatura. Lo strato di cippato trattiene l’acqua piovana e la rilascia gradualmente.

Agroforestazione Urbana e Pacciamatura

ARCò -Architecture and Cooperation e il Workshop Necessary Architecture

Arriviamo
alla seconda realtà!

ARCò – Architecture and Cooperation una cooperativa fondata da un gruppo di ingegneri e architetti che opera soprattutto in contesti di emergenza. ARCò è anche una scuola, che propone workshop a studenti e progettisti. Per ogni workshop vengono preparati libretti di istruzione da utilizzare come punto di partenza per i cantiere scuola.

La scuola ARCò “è nomade, va dove serve” [3]. E in questo caso sono andati nel quartiere Vaiano Valle di Milano per costruire il Vivaio Agroforestale per CasciNet!

ARCò è una cooperativa di lavoro che opera in contesti di emergenza impiegando soprattutto materiali locali, riciclati, alla fine del loro ciclo di vita o naturali, come si vede dai loro progetti, a basso consumo energetico quando possibile, impiegando tecniche locali e semplificate insieme all’autocostruzione come sistema di partecipazione costruttiva.

Vi descrivo brevemente tre progetti realizzati da ARCò per conoscere meglio questa cooperativa.

Scuola nel Villaggio beduino Jahalin di Al Khan Al Ahmar a Gerusalemme

Il primo progetto realizzato è una Scuola in un villaggio beduino a Gerusalemme.

La tecnica costruttiva impiegata per questa scuola
prevede l’uso di pneumatici usati riempiti di terra.

Prima di iniziare la sua realizzazione in Palestina,
ARCò ha costruito un prototipo in Italia che è stato utile per capire la tecnica
da impiegare, i suoi limiti e come migliorarla, ad esempio con l’uso di uno
scavo per la parete.

In ARCò la scelta delle tecniche da utilizzare si
combina sempre con una sperimentazione sul campo, per poter “sperimentare” la
tecnica scelta attraverso la prova empirica testandola e poi applicandola.

Scuola nel campo beduino Wadi Abu Hindi, Al Azarije

Il secondo progetto si tratta di una Scuola nel campo beduino Wadi Abu Hindi, un progetto di recupero di una scuola esistente, dove si doveva conservare l’involucro in lamiera.

scuola primaria _ wadi abu hindi foto ©Andrea&Magda

In questo caso hanno lavorato sull’isolamento realizzando un cappotto interno in legno e paglia rifinito con cannucciato di bambù e intonaco in calce; e sul principio della ventilazione naturale grazie alla realizzazione di finestre a nastro all’intradosso del tetto, che è stato sostituito con lastre di pannelli sandwich, sollevato e inclinato.

Anche qui i principi sono ricerca e tecnica applicata al contesto ambientale, insieme ai principi di autocostruzione, in modo da poter lasciare alla comunità locale un’esperienza e la conoscenza di una tecnica. E i materiali utilizzati sono tutti di provenienza artigianale e/o locale.

Asilo nel villaggio di Um al Nasser nella striscia di Gaza

Il terzo progetto che vi racconto, un Asilo nella striscia di Gaza, è stato realizzato insieme alla comunità locale e la tecnica scelta è stata quella degli earthbags – sacchi di terra. I muri della scuola  sono stati così realizzati con sacchi di terra pieni di sabbia e terra di scavo.

asilo _ um al nasser – gaza – foto di ARCò
asilo _ um al nasser – gaza – foto di ARCò
Workshop Necessary Architecture

I principi dei progetti di ARCò – Architecture and Cooperation, che sono:

  1. usare materiali e tecniche locali, materiali naturali o riciclati
  2. progettare edifici autosufficienti, a basso consumo energetico
  3. sperimentare sul campo (attraverso workshop)
  4. realizzare in autocostruzione

sono stati alla base anche del worskhop Necessary Architecture a Vaiano Valle.

In questo caso, come negli altri progetti, la realizzazione del workshop di ARCò parte da un bisogno reale: una struttura che possa servire da supporto per le attività agricole avviate da CasciNet per l’Agroforestazione Urbana.

Autocostruzione di un Vivaio Agroforestale Urbano – a cura di ARCò e CasciNet

Questa struttura è stata realizzata con la tecnica del Pisè – terra compressa – utilizzando la terra locale compressa all’interno di pallet riciclati. I pallet sono stati utilizzati per realizzare il muro del vivaio agroforestale insieme al supporto di assi da ponteggio impiegati come elementi orizzontali e verticali. Il terreno è stato prima analizzato per capire se possibile utilizzarlo così come era. In questo caso era molto argilloso, quindi è stato utilizzato senza nessuna modifica. In questo modo sono state realizzati i muri in pallet e terra cruda. Come si vede dalle foto, sono state lasciate alcuni “spazi vuoti” dove verranno inseriti i serramenti, anche questi riciclati.

Vivaio Agroforestale Urbano – ARCò e CasciNet
Vivaio Agroforestale Urbano – ARCò e CasciNet

Il muro a nord è stato invece realizzato con un’altra tecnica. Una fila di pallet su cui è stata “lanciata” un misto di terra e paglia, usata come legante. La terra è stata quindi impastata insieme alla paglia, realizzando delle palle con le mani, ed è stata poi lanciata sul muro con supporto in pallet. Per aiutare e velocizzare la realizzazione del muro con questa tecnica sono state usate anche canne di bambù di circa 8 cm posate in orizzontale ogni 30, che alla fine sono state tolte lasciando il muro di terra e paglia.

Vivaio Agroforestale Urbano – ARCò e CasciNet

Infine, sono state aggiunte finestre in legno di diverse dimensioni. I serramenti, in linea con i principi del riuso, sono stati recuperati da un falegname che sostituisce serramenti durante le ristrutturazioni a Milano. E sono state montate per illuminare con luce naturale l’interno della struttura che verrà utilizzata come supporto al Vivaio Agroforestale.

Vivaio Agroforestale Urbano – ARCò e CasciNet

Ringrazio CasciNet e ARCò per avermi ospitato sul “campo” e avermi raccontato la loro associazione e cooperativa. Invito tutti, in particolare chi volesse vedere di persona la struttura realizzata del Vivaio agroforestale urbano, a partecipare il prossimo weekend 27, 28 e 29 settembre alla Fanfarata. Ci sarà un corteo sabato 28 Settembre alle 15, che parte da Cascina Nosedo e attraverso un percorso nelle zone cittadine recuperate dal degrado e ora destinate agli orti sociali, arriva al Parco della Vettabbia e al vivaio sociale.


[1] https://www.milanocittastato.it/evergreen/forse-non-sapevi-che/milano-ha-il-parco-periurbano-piu-grande-deuropa/

[2] www.cascinet.it

[3] http://www.ar-co.org/it/scuola/home/intro/index.php

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26 Settembre 2019 / / Architettura

Questa casa è stata progettata dalla rinomata designer Patricia Urquiola, attraverso una composizione di diversi cubi bianchi, che si stagliano nel panorama di Ibiza. La designer ha favorito i materiali locali per evocare lo stile Mediterraneo e dare all’edificio un’atmosfera calda e autentica; ha scelto infatti di accostare oggetti dell’artigianato locale e un design moderno e sofisticato.

A cubic house in Ibiza

This house was designed by the renowned designer Patricia Urquiola, through a composition of several white cubes, which stand out in the panorama of Ibiza. The designer has favored local materials to evoke the Mediterranean style and to give the building a warm and authentic atmosphere; it has in fact chosen to combine local craft objects and a modern and sophisticated design.

Photo: Manolo Yllera
Via

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CAFElab | studio di architettura

26 Settembre 2019 / / Charme and More

Etsy Finds of the Week: elegante nero.

Da Etsy le ispirazioni della settimana.

Il nero declinato su oggetti decorativi e piccoli arredi dal taglio moderno e minimal (sedie, vasi e candele) e accessori per avere un look sempre alla moda.

etsy-finds-nero-2

1.| Sedia Slung in pelle nera realizzata da CroftHouseLA; una scelta di qualità da collocare in un living moderno.  (€ 1.655,16)

2.| Woman in Black;  stampa moderna, realizzata con carta e vernice spray da BorianaM  per aggiungere un tocco personale agli ambienti domestici e dare carattere alla casa creando un angolo particolare. (€ 58,40+ € 68,70+)

3.| Home décor scandinavo per il set in ceramica nera di 1220CeramicsStudio, composto da due vasi e un portacandele. Il set perfetto per una casa dal design minimalista. (€ 120,12)

4.| Camicia kimono oversize con spacchi laterali fatta a mano da Atuko. Da indossare per ottenere uno stile sofisticato e per aggiungere movimento e volume al look. (€ 143,00)

5.| Zaino in pelle oversize fatto a mano da Atuko disponibile in nero e in beige, perfetto anche per l’uomo.

6.| Feu Sacré – Fuoco Sacro;  una candela di cera di soia naturale con stoppino in legno che produce un sonoro scoppiettio che ricorda quello di un fuoco acceso.

Generosamente profumata e realizzata a mano da LVNEA, utilizzando solo oli essenziali con note di basilico santo, bianco salvia, menta, incenso, resina di opoponax, abete bianco, Eaglewood, benzoino e betulla.

È un’ode al fuoco e alla luce che porterà calore in casa durante le fredde sere invernali.

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25 Settembre 2019 / / Amerigo Milano

Che stiamo mettendo a dura prova il pianeta che ci ospita, è un dato di fatto.

La moda, in particolare, è un settore altamente inquinante e comporta un elevato consumo di risorse.

La buona notizia è che la sostenibilità dei processi produttivi è al primo posto nelle preoccupazioni dei brand, il panorama delle eco-fibre è in continuo viluppo e ottenere certificazioni green è un obiettivo sempre più vicino per tantissimi marchi. La moda del futuro sarà e dovrà essere sempre più green.

L’idea alla base dell'eco-fashion è la continua ricerca di materiali che siano ecologici e rinnovabili, non dannosi per l’ambiente e con il minimo spreco di risorse naturali.

zaino di carta

Fare acquisti più intelligenti significa anche scegliere capi realizzati con fibre sostenibili ed ecologiche; tutto questo è vantaggioso per l’ambiente, per i lavoratori coinvolti nel processo di produzione e anche per la nostra salute

L'eco-fashion non è mai stato così tanto alla moda e accessibile, sdoganando il preconcetto secondo cui un capo ecologico devesse essere per forza molto costosa.

Ne è l’esempio la realizzazione di uno zaino di carta lavabile prodotto da Essent-ial e venduto a Monza da Amerigo Concept Store.

Uno zaino di carta pratico e funzionale per chi ama essere alla moda ma rispettando la natura. Questo zaino di carta è realizzato con amore e rispetto per la natura. I materiali che vengono utilizzati sono tutti riciclati e sono soggetti a particolari trattamenti che li rendono unici, duraturi e confortevoli. Non ultimo l’intera catena di produzione Essent’ial è made in Italy.


zaino di carta amerigo milano

Lo zaino di carta è “full optional": è dotato di chiusura con zip e fettuccia, tasca interna e tasca portacellulare.

zaino di carta

Ma la vera sorpresa di questo zaino di carta sono le cinghie regolabili che permettono di indossarlo sia come zaino che come borsa. Insomma un insolito zaino borsa dai mille usi.

Manutenzione  Lavabile in lavatrice a 30° con sapone neutro

Dimensioni 14 x 25 x H.40 cm

Lo zaino di carta è in vendita a Monza da Amerigo Concept Store

oppure direttamente Online a questo link SHOP NOW

IL REGALO PIU' BELLO E' GREEN...

Amerigo Concept Store

via Carlo Alberto 35

Monza

 

25 Settembre 2019 / / Architettura

cucina nera moderna

Incastonata nel verde fra un laghetto e una vecchia lottizzazione, House Bras è il risultato di un’attenta ricerca volta a massimizzare le ore di insolazione diurna rispetto al cambio delle stagioni, con l’intento di aprire le viste al panorama del giardino.

La casa è interamente rivestita con lastre di pietra naturale: tetti e facciate si fondono insieme consentendo all’edificio di fondersi totalmente nel paesaggio, come la pietra nella foresta.

villa con ampie vetrate

Il piano terra si articola in tre zone, una dedicata al fitness e al wellness, caratterizzata da una piscina con sauna, la seconda zona ospita un ampio soggiorno con cucina open-space, infine, la terza zona accoglie una sala da musica, aperta verso la vista dell’antistante laghetto. Le tre aree sono fisicamente e visivamente collegate attraverso passaggi vetrati lungo blocchi chiusi e realizzati con un’impiallacciatura di larice scuro dove trovano spazio vani come le scale, la dispensa, l’ingresso e le camere da letto.

 

piscina coperta con vista sul giardino

cucina open space con ampie vetrate

Rubinetto con bocca di erogazione girevole per acqua bollente istantanea e miscelatore monoforo con doccino estraibile in acciaio inox AISI 316L satinato. Collezione MILO360 di CEA DESIGN

corridoio con ampie vetrate

bagno con due lavabi e ampia doccia

GIOTTO GIO21S – Miscelatore lavabo 2 fori con bocca di erogazione girevole in acciaio inox AISI 316L satinato; GIOTTO GIO58S + FRE95SGS + FRE35S + BRA01S Gruppo doccia abbinato a soffione orientabile rotondo in acciaio inox AISI 316L satinato e doccino con flessibile in gomma siliconica grigio seta – CEA DESIGN

sala della musica

Al primo piano padroneggia la master suite con vista sulle corone degli alberi, mentre la biblioteca guarda al laghetto attraverso la sala da pranzo a doppia altezza. La rubinetteria in acciaio inossidabile di CEA DESIGN, conferma la stretta relazione fra i materiali naturali e le scelte architettoniche della casa.

Progetto: DDM Architectuur

Fotografo: Lenzer – Peter Verplancke

www.ceadesign.it

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25 Settembre 2019 / / Idee

Facciamo chiarezza sui materiali dei mobili moderni, per avere sott’occhio tutto quello che c’è da sapere per scegliere. Nel post tutte le informazioni che stavi cercando.


Voglio aiutarti ad avere chiarezza.

Oggi hai a disposizione la più ampia scelta per quanto riguarda i mobili di casa. Ma sai davvero come scegliere?

Gli arredi di casa dovrebbero essere scelti in base a molti criteri, tra cui proprio i materiali con cui sono costruiti. Questo infatti è un fattore che determina la loro durata nel tempo oltre che il prezzo.

Nel post di oggi ti voglio aiutare, spiegandoti un po’ cosa c’è dietro alla produzione dei mobili.

Cominciamo subito.

materiali dei mobili moderni in un soggiorno minimal in bianco e nero

I materiali dei mobili moderni: tutte le possibilità

Il primo punto di cui parlare è sicuramente la struttura dei mobili stessi. Infatti non sono tutti uguali, come potrai ben immaginare.

Quanti tipi di materiali si possono usare per produrre un arredo?

Ci sono diverse scelte, ti elenco e ti spiego quelle più usate.

  • Truciolare: si tratta di un pannello composto da trucioli (cioè gli scarti delle lavorazioni del legno) che vengono legati tramite colle e pressati. Ci sono differenti tipi di pannelli truciolari, come ad esempio quelli in cui i trucioli sono legati col cemento invece che con la colla. I più famosi sono sicuramente i pannelli OSB: li riconosci dalle lamelle di legno (lunghe e strette) ben visibili (dette strand), che sono legate tra loro con colle e pressate.
  • Compensato: fa parte dei pannelli multistrato. Il tronco dell’albero viene “sfogliato”, cioè si producono più fogli sottilissimi di legno. Questi fogli vengono sovrapposti tra loro incrociando le fibre del legno, aumentando la resistenza del pannello. Sai perché si chiama compensato? Perché incrociando le venature dei fogli si compensano le resistenze delle fibre del legno, che non sono uguali in tutta la loro estensione.
  • MDF: il medium density fiberboard è un pannello composto da fibre di legno finissime, legate tra loro tramite resine. Questi pannelli possono essere LDF (low density), MDF o HDF (high density). Si tratta di un pannello più pesante del truciolare e anche più resistente.
  • Legno massello: si tratta di una rarità, ma è comunque un opzione ancora esistente. In questo caso il mobile (o una parte di esso) è ricavato direttamente dal tronco dell’albero. Ne consegue che manterrà quelle che sono le caratteristiche tipiche del legno: colore, venature, odore e sensibilità tipica di questo materiale.
materiali dei mobili moderni in una consolle in noce

Oltre i materiali della struttura: le finiture degli arredi

Ora che sai come è composta la struttura interna dei mobili, devi conoscere anche le finiture esterne.

Si, perché qualità e prezzo degli arredi sono dati non solo dal materiale scelto per la struttura, ma anche quello scelto per la finitura esterna.

Anche qui le possibilità sono tantissime, ti parlo delle più usate oggi:

  • Melamminico: è una carta decorativa utilizzata come rivestimento per pannelli di legno. La carta viene applicata sul supporto tramite impregnazione di resine sintetiche.
  • Laminato: si tratta di fogli molto resistenti su cui vengono stampati motivi decorativi, come il legno o le pietre. Possono essere lisci o ruvidi, per imitare al tatto la natura propria di certi materiali. Anche i fogli di laminato vengono incollati ai pannelli di legno tramite resine.
  • Impiallacciato: sono sottilissimi fogli di legno ricavati proprio dal tronco. La venatura o fiammatura dell’impiallacciato dipende dal tipo di pianta e dal modo in cui il tronco viene tagliato prima di essere sfogliato.
  • Laccatura lucida o opaca: ci sono differenti tipi di laccatura. Quella diretta (la più economica) consiste nel verniciare il mobile direttamente con vernici poliuretaniche. Quella al poliestere utilizza appunto colori poliuretanici che ricoprono perfettamente la superficie conferendole spessore (si danno di solito almeno 5 mani). In questo modo il mobile è più resistente agli urti, ha superficie omogenea e planare (a differenza della laccatura diretta). In base al tipo di laccatura finale (opaca o lucida) si effettuano differenti passaggi di levigatura e spazzolatura.
dettaglio di un soggiorno con tappeto rotondo beige e nero, tavolo ovale in legno massello e piante sullo sfondo

Che altro c’è da sapere sui mobili dei materiali moderni?

Più che sui materiali, c’è da fare qualche altra precisazione sui dettagli. Tutto nella costruzione di un mobile ne definisce durabilità e qualità.

Il modo in cui i pannelli sono giuntati ad esempio. Le varie parti di un mobile sono di solito “spinate” tra loro. Cioè si hanno dei fori sui bordi dei pannelli che vengono tenuti insieme da piccoli tubicini di legno (se hai montato mobili Ikea sai di cosa parlo), che si chiamano appunto spine.

Il taglio dei singoli elementi dei mobili: di solito i bordi dei mobili (soprattutto i frontali) hanno angoli di 90°. Nei mobili personalizzati e di media-alta qualità è possibile avere anche profili a 45°. Questo è un dettaglio di cui tenere conto perché è molto difficile da realizzare sia in fase di produzione pannello che di finitura finale.

Gli spessori dei mobili: in base alla funzione dell’arredo corrispondono spessori maggiori. Più la parte del mobile assolve a funzioni di carico e staticità importanti (come ad esempio i fianchi e le basi / cappelli degli arredi), maggiore dovrebbe essere lo spessore del pezzo.

Diciamo che in linea di massima gli spessori ad oggi utilizzati vanno dagli 8 mm ai 30 mm.

Ed infine la ferramenta: cerniere, pistoni, binari.. tutto quello che ti viene in mente e che fa funzionare il tuo mobile. La migliore ferramenta è quella in acciaio e di solito è anche costosa.

Diffida da pezzi che costano poco: quasi sicuramente non sono sicuri e dopo pochi utilizzi si rompono. Per arredi che usi tutti i giorni, soprattutto in presenza di bambini, questo è un dettaglio davvero da non trascurare.

Sei soddisfatto ora?

A questo punto dovresti avere tutte le informazioni che cercavi. Il processo ed il modo con cui i mobili sono prodotti dovrebbe esserti più chiaro e i dubbi ridotti a zero.

E’ davvero molto importante conoscere questi dettagli al fine di fare delle scelte ponderate e commisurate alle tue reali esigenze (anche di budget).

E ora dimmi: sapevi tutti questi dettagli? Quale di questi punti ti ha colpito di più? Ti aspetto nei commenti!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Tutto quello che devi sapere sui materiali dei mobili moderni per non avere più dubbi sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

25 Settembre 2019 / / Architettura

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L’Angolo del Poeta a Matera propone 3 diverse case vacanza in cui ritrovare l’essenza delle cose e rigenerarsi, grazie alla semplicità e raffinatezza della struttura, ai colori chiari e all’assenza del superfluo.

Le pareti sono in pietra chiara e mantengono la struttura antica delle case di un tempo. I muri terminano con volte che impreziosiscono in modo discreto le pareti, di altezza importante, tipiche del passato.

Gli arredi: nulla è lasciato al caso

Nelle suite ogni arredo ha una sua specifica funzione: il divano di ispirazione dandy, la console antica in legno con specchio, la poltrona in stile Luigi XVI, il letto con struttura in legno bianco.

L’essenziale non deve essere confuso con minimale, in quanto ogni complemento d’arredo è studiato per favorire la concentrazione e la rilassatezza, con discrezione e funzionalità allo stesso tempo.

Anche gli infissi bianchi donano ancora più luce all’ambiente, che si affaccia su un delizioso spazio esterno in mattonato, ideale per trovare ispirazione, godere del silenzio e rigenerarsi. Le poltrone in rattan sono comode e regalano momenti piacevoli, per contemplare i vasi posizionati qua e là nella piccola terrazza, decorata alle pareti con elementi tipici dell’antica cucina contadina, che ben si sposano con complementi d’arredo di altri tempi, come il baule di legno.

Le volte degli ambienti interni: una fonte di mistero e ispirazione

Visitando gli spazi interni dell’Angolo del Poeta, non si può non rimanere profondamente colpiti dalle colonne e dalle volte presenti sul soffitto: sembra di essere in un altro mondo, misterioso e ricco di storia, e allo stesso tempo viene voglia di scoprire il resto degli ambienti, in un percorso sapientemente costellato da diverse fonti di luce: candele, lampade a pavimento, discrete e quasi impercettibili appliques.

Seguendo il percorso delineato dalle scale, ci si trova di fronte a un bagno funzionale e minimal, seppur delimitato dalle pareti in pietra chiara. Lo spazio non è delimitato da porte o elementi divisori, ma anche in questo risiede la sua particolarità: la discrezione che aleggia in tutti gli ambienti rende il bagno una naturale continuazione degli altre stanze, in totale naturalezza.

La cucina: tradizione e semplicità, con raffinatezza

La ricercatezza della cucina si nota sin dal primo momento, a cominciare dalle maioliche colorate che decorano il piano con lavandino e fuochi. Lo stile richiama quello di una volta, delle antiche case contadine, seppur con una ricercatezza tipica del design contemporaneo, in cui ogni elemento è funzionale. Gli spazi sono sapientemente utilizzati, rendendo l’ambiente di lavoro pratico e dotato di tutto il necessario. Anche qui, nulla è lasciato al caso, né nascosto: le funzioni quotidiane sono rese semplici e ricche di significato, e impreziosite dal legno antico dei complementi d’arredo e dal pregio dei materiali.

 

É questo l’ambiente che fa ritrovare il contatto con la realtà, e che tuttavia coesiste con gli altri spazi dell’Angolo del Poeta, pieni di ispirazione e sogno.

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