10 Ottobre 2019 / / Idee

Prima e dopo la trasformazione di un open space con Arredomania

Rosso lucido , rovere moro e piastrelle in stile urbano per il retro cucina, erano l’aspetto caratterizzante di questo open space .

open space prima
open space prima

Quando si pensa ad una trasformazione, sopratutto se si tratta di un open space a cui si accede direttamente dall’ingresso principale dell’abitazione, bisogna capire cosa esattamente vogliamo mantenere e cos’altro eliminare

In questo caso, la fortuna dei proprietari è stata quella di avere un pavimento con delle piastrelle in multiformato dalle tonalità del grigio, abbinabili ad ogni stile .

Luminoso, spazioso, caldo , moderno, ed elegante.

tutti questi aggettivi rispecchiano il prima e dopo che vi sto raccontando.

La prima cosa da fare è stato scegliere materiali e finiture

Cucina e living sono stati creati con gli stessi mobili.

I proprietari di casa si sono fatti fare un progetto e hanno deciso di acquistare i mobili da Arredomania

La scelta del modello è ricaduta su una cucina Stosa Cucine

Termostrutturato in effetto rovere nodato per le colonne e alcuni particolari ,come il top del tavolo collegato all’isola centrale , mentre PET bianco per i frontali delle basi e dei pensili

il top della cucina è in quarzo sp2cm

Il piano cottura che precedentemente era installato sulla parete lineare, si trova ora nell’isola centrale della cucina

Quello acquistato è un Bora con aspirazione incorporata, quindi senza necessità di installare nessun’altra cappa a soffitto, che avrebbe decisamente rovinato l’aspetto estetico

lo schienale in vetro magnetico luminoso con i suoi accessori (porta tablet, portarotolo..) ha preso il posto delle piastrelle in stile urbano

Soggiorno e cucina sono collegati tra di loro, dando continuità e volume all’ambiente

Ad ogni modo per differenziare i due elementi le basi del soggiorno hanno altezza inferiore rispetto a quelle della cucina

il living..

pensili chiusi contenitivi e vani a giorno , hanno preso il posto delle mensole del living, dando un aspetto elegante e ordinato

cosa ne pensate di questa trasformazione?

aspetto i vostri commenti !

Laura

L’articolo Prima e dopo la trasformazione di un open space proviene da Laura Home Planner.

10 Ottobre 2019 / / Architettura

Devi cambiare i pavimenti ma non vuoi dare fondo al conto corrente? Ecco qui la mia lista di pavimenti economici da interno di cui prendere nota.


Sei convinto che per cambiare pavimento tu debba spendere una fortuna?

Ti sbagli.

Ormai la scelta per i rivestimenti per gli interni è così ampia che è davvero possibile scegliere e trovare il giusto compromesso.

Voglio aiutarti a far chiarezza indicandoti alcuni dei miei pavimenti economici da interno.

Pronto?

soggiorno in stile scandinavo con poltrone in tessuto grigio e verdi e grande lampada da terra nera
Photo by Toa Heftiba on Unsplash

ALCUNE PREMESSE SUI PAVIMENTI ECONOMICI DA INTERNO

E’ vero che ci sono dei pavimenti economici da interno con prezzi eccezionali, ma a questo devi aggiungere alcune note.

Innanzitutto tieni a mente che dovrai comprare almeno il 15% in più di materiale, perché quando si posa un pavimento bisogna tenere conto degli scarti che si generano (dovuti alle irregolarità degli ambienti).

La posa è un altro dato sensibile ed importante: se scegli pavimenti come il laminato ed il vinilico allora potresti riuscire a cavartela da solo.

In caso di pavimenti come il grés invece la posa potrebbe essere più delicata e diventare quindi un fattore di incisione notevole sulla spesa totale.

Se devi rivestire un pavimento esistente, attenzione allo spessore del pavimento: se scegli dei rivestimenti con spessore superiore ai 7 mm dovrai limare porte e finestre e di solito si tratta di operazioni da far fare ad un artigiano. Quindi attenzione in caso tu abbia porte e serramenti in alluminio: rischieresti di non poter fare nulla se non cambiarli.

Infine presta grande attenzione alle classi di usura e assorbenza di liquidi dei pavimenti che scegli. Per ogni materiale ci sono delle severe regolamentazioni che indicano i livelli di resistenza dei materiali e dei relativi ambienti di utilizzo.

PAVIMENTI ECONOMICI DA INTERNO: IL LAMINATO

Sicuramente questa è la prima scelta di cui parlare quando si tratta di economicità.

La grande alternativa al parquet è proprio il laminato. Esteticamente piacevole e con prestazioni tecniche sempre migliori, il laminato è diventato una delle prime scelte quando si parla di pavimenti da interno economici.

Disponibile in un numero pressoché infinito di finiture, ha anche la possibilità di avere la superficie goffrata per meglio riprodurre al tatto la superficie del legno.

I vantaggi del laminato sono davvero tanti: è resistente all’abrasione, non scolorisce nel tempo perché non è fotosensibile, è antistatico, è facile da pulire e mantenere, è compatibile col riscaldamento a pavimento.

I contro? E’ poco flessibile, non tutti i tipi di laminato sono adatti alle zone umide, dura meno rispetto al legno vero, essendo una stampa non ha l’aspetto naturale del legno nelle sue irregolarità.

I prezzi variano dai € 5 ai € 30 al mq.

SI CONTINUA CON I PAVIMENTI IN PVC

Il PVC altro non è che il PoliVinilCloruro, cioè un polimero estremante versatile e molto utilizzato in edilizia. Si può modellare come si vuole e per questo è possibile imitare qualsiasi tipo di materiale.

Dei pavimenti in PVC fanno parte anche i vinilici, altro tipo di pavimento economico da interno estremamente utilizzato di questi tempi.

Un fattore chiave di questi pavimenti è sicuramente la posa: si possono posare in modo autonomo, in quanto di solito la posa è adesiva o a click. Nel primo caso i listoni o le piastrelle arrivano già preincollati e non rimane quindi che posarli.

Attenzione però al sottofondo: verifica che sia perfettamente in bolla, per evitare buchi e rigonfiamenti nel vinilico una volta posato.

Anche lo spessore di questi pavimenti è un grande pregio: di solito non si va sopra i 5 mm, fattore di cui tenere conto se state rivestendo un pavimento esistente.

Ma quali sono i pro? E’ naturalmente resistente all’acqua ed impermeabile, è riciclabile al 100%, i listoni si possono tagliare con un cutter, è estremamente flessibile.

Tra i contro di questo materiale c’è il costo maggiore rispetto al laminato, la scarsa naturalezza e fedeltà nella riproduzione di materiali come pietra e legno e la difficoltà nell’eliminare la colla dal sottofondo.

I prezzi variano dai € 12 ai € 40 al mq.

CONCLUDIAMO CON IL GRES PORCELLANATO

Non poteva certo mancare in un post di questo tipo la menziona al materiale per eccellenza: il grès porcellanato. Ti consiglio questo mio post in cui ti spiego per filo e per segno tutte le sue caratteristiche e le differenze, così da non avere più dubbi.

Lo sappiamo tutti che il grès è una delle prime scelte quando si tratta di pavimenti da interno perché è altamente resistente all’usura e ai colpi, così come ai liquidi e alle macchie.

Inoltre è disponibile in un numero infinito di colori e decori, così come di formati. E’ sempre più facile trovare in commercio formati extra-large che permettono di rivestire anche intere pareti.

Con i formati rettificati infine è possibile ridurre al minimo anche le fughe, uno dei peggiori difetti di questo materiale. Anche lo scarso calore nel riprodurre materiali come il legno è uno dei contro più comuni.

I prezzi del grès variano dai € 10 ai € 40 al mq.

A TE LA SCELTA

Ho cercato di farti una panoramica abbastanza ampia di quelli che sono per me i migliori pavimenti economici da interno. Alcuni di questi ti permetteranno anche di posarli da solo, dandoti al fai-da-te e risparmiando ancora di più.

Tu quali hai scelto o sceglieresti? C’è qualche altro materiale che manca alla lista secondo te?

Ti aspetto nei commenti!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Pavimenti economici da interno: la shopping list sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

10 Ottobre 2019 / / Architettura

Gli infissi scorrevoli sono una soluzione elegante e moderna per liberarsi del problema della ante di balconi e finestre che si aprono all’interno delle stanze e interferiscono con la disposizione dei mobili.

Però, tra tutte le tipologie di infissi, sono anche quelli che presentano più elementi di criticità e la cui scelta deve essere fatta con maggiore accortezza.

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Ad esempio ci sono casi in cui installare un infisso scorrevole rende l’ambiente non a norma di legge, facendogli perdere le condizioni di abitabilità e togliendo l’agibilità all’intera casa.

Non ti voglio spaventare e ti assicuro che basta un po’ di accortezza per scongiurare questo pericolo. Nei prossimi paragrafi ti mostrerò tutte le caratteristiche che devi conoscere di un infisso scorrevole, anche quelle che un venditore non ti dirà mai (e ti svelerò anche perché un infisso scorrevole può rendere non a norma la stanza in cui è installato).

LE TIPOLOGIE DI INFISSI SCORREVOLI

Ho già parlato degli infissi scorrevoli nella guida in cinque parti alla sostituzione degli infissi che ho pubblicato qualche tempo fa. In particolare sono stati oggetto di trattazione del terzo articolo, quello in cui sono state esaminate le tipologie di apertura degli infissi .

In questo articolo però entreremo più nel dettaglio perché gli infissi scorrevoli meritano un’attenzione particolare. Cercherò comunque di non affrontare l’argomento da un punto di vista esageratamente tecnico perché non è quello che serve a te.

Gli infissi scorrevoli possono essere di tre tipologie:

  • Scorrevole in linea
  • Alzante scorrevole
  • Scorrevole traslante

Ciò che li differenzia è il meccanismo con cui vengono movimentate le ante. Questo dettaglio si ripercuote in modo diretto sulle capacità dell’infisso di garantire l’isolamento termico e acustico, sulla permeabilità al vento, sulla sicurezza antieffrazione e sull’estetica.

Vediamone rapidamente le caratteristiche.

Scorrevole in linea

scorrevole in linea

Gli infissi scorrevoli in linea sono gli infissi scorrevoli tradizionali. Sono stati i primi ad essere stati prodotti e il funzionamento è abbastanza semplice ed intuitivo: le ante sono agganciate a dei carrelli che consentono lo scorrimento.

Questa tipologia è quella meno prestazionale di tutte per quanto riguarda l’isolamento termico, acustico e di tenuta all’aria.

Il motivo è che l’unico elemento di guarnizione tra le ante sono delle spazzole poste tra le ante, le quali ad infisso chiuso non garantiscono l’isolamento che ci si aspetta dagli infissi moderni.

Purtroppo non è possibile utilizzare sistemi di guarnizioni più efficienti con questo tipo di scorrevole in quanto la movimentazione delle ante risulterebbe quasi impossibile. Le guarnizioni infatti aderiscono quasi come una ventosa tra le due ante che devono sigillare e ciò non è compatibile con gli scorrevoli in linea.

La cosa positiva degli infissi scorrevoli tradizionali è che, a differenza delle altre tipologie di cui parleremo a breve, tutte le ante possono scorrere.

Quindi, ad esempio, in caso di infisso a due ante potrai decidere di avere aperto il lato destro o il lato sinistro della tua vetrata. Naturalmente l’apertura complessiva massima sarà sempre pari a metà della superficie dell’infisso.

Alzante scorrevole

alzante scorrevole

Attualmente l’alzante scorrevole è la tipologia di infisso scorrevole più diffusa.

Si tratta di un’evoluzione dell’infisso scorrevole in linea, di cui mantiene le qualità estetiche ma a cui abbina un migliore isolamento termico, acustico e di tenuta all’aria.

L’incremento di prestazioni è possibile grazie al diverso sistema di movimentazione delle ante utilizzato: in questo caso scorre solo un’anta la quale la quale, quando si trova in posizione di chiusura, è appoggiata sul telaio sottostante e non grava sui carrelli superiori e inferiori. Quando invece deve essere aperta il meccanismo collegato alla maniglia la fa sollevare in modo da consentire lo scorrimento.

Gli aspetti positivi di tale sistema sono sostanzialmente due:

  1. I carrelli non sono costantemente sollecitati perché l’anta in posizione di chiusura poggia a terra e non carica sui carrelli. Questo ha un duplice effetto positivo, infatti fa diminuire in modo drastico usura e necessità di manutenzione, e consente di realizzare ante molto più grandi.
  2. L’isolamento termico, acustico e la tenuta all’aria sono maggiori poiché si possono usare guarnizioni tradizionali che in posizione di chiusura vanno a sigillare in modo molto più efficace rispetto alle spazzole garantendo un isolamento quasi ermetico.

L’aspetto negativo rispetto agli scorrevoli in linea lo abbiamo già accennato: un’anta rimane sempre fissa.

Scorrevole traslante

infissi scorrevoli tralsanti

L’infisso scorrevole traslante, detto anche parallelo, in sostanza è un connubio tra una normale finestra a battente e una finestra scorrevole.

Non fraintendermi: non è che può aprirsi a battente e contemporaneamente scorrere, l’unico movimento consentito è sempre lo scorrimento, però in condizione di ante completamente chiuse garantisce le stesse prestazioni di isolamento degli infissi a battente, che sono generalmente superiori.

Il funzionamento è semplice: l’anta che scorre (anche in questo caso scorre solo un’anta) quando viene chiusa non viene semplicemente abbassata come nell’alzante scorrevole, ma subisce un vero e proprio spostamento in avanti per arrivare ad allinearsi completamente con l’anta fissa. Immagina che, da chiuso, tale infisso assomiglia ad una finestra normale, da aperto assomiglia ad un normale scorrevole.

Il motivo per cui le prestazioni termiche, acustiche e di tenuta all’aria sono paragonabili a quelle di un infisso a battente è che il tipo di chiusura permette a tutte le guarnizioni di aderire perfettamente al telaio fisso.

In sostanza proprio grazie al sistema di movimentazione si riesce ad ottenere una chiusura perfettamente ermetica delle ante e quindi massimizzare isolamenti termici e acustici.

Altro aspetto positivo è che tale sistema di movimentazione consente di ottenere anche l’apertura a vasistas, cosa che invece non è possibile con gli altri due sistemi di apertura.

C’è però un aspetto negativo dello scorrevole traslante, a cui è necessario fare un accenno. Si tratta di una questione estetica: infatti il sistema di apertura, per riuscire a funzionare correttamente, richiede la presenza di elementi a “rilievo” sul lato interno dell’infisso che lo rendono particolarmente antiestetico (vedi la foto sopra).

Il motivo è che, spostandosi perpendicolarmente rispetto al telaio fisso, tutto il carico dell’infisso grava sui perni, rendendo questi dei punti molto sollecitati. Le moderne ante infatti sono molto pesanti, soprattutto nella loro parte vetrata.

Per consentire tutti gli elementi di funzionare correttamente e durare nel tempo quindi, gli scorrevoli traslanti hanno una sorta di chassis a vista nella parte inferiore.

LE CARATTERISTICHE CHE DEVI VERIFICARE PRIMA DI ACQUISTARE UN INFISSO SCORREVOLE

Come avrai sicuramente capito il punto debole degli infissi scorrevoli sono l’isolamento termico, l’isolamento acustico e la tenuta all’aria.

Sono proprio queste le caratteristiche che devono interessarti quando vai ad acquistare un infisso scorrevole.

Isolamento termico degli infissi scorrevoli

infissi scorrevoli: isolamento termico

In Italia circa 1/3 del riscaldamento prodotto nelle case viene disperso attraverso gli infissi. Quindi scegliere uno scorrevole buttando un occhio alle prestazioni termiche non è opzionale ma obbligatorio.

Per capire se l’infisso scorrevole che ti viene proposto ha dei buoni valori di isolamento devi guardare un dato della scheda tecnica che ti viene sottoposta: la trasmittanza termica.

La trasmittanza è un parametro fisico che, in soldoni, ti dice quanto freddo fa disperdere l’infisso durante la stagione invernale: più è basso il valore maggiori sono le prestazioni. Si tratta di un valore numerico espresso con l’unità di misura del watt su metro quadro per grado Kelvin (W/m2K).

Quando parliamo di valori bassi intendiamo valori che sono compresi tra 1 (anche meno in realtà…) e 2. Solitamente viene espresso con una o due cifre decimali.

Ma a quanto corrisponde un valore basso?

In termini relativi dipende dalla zona d’Italia in cui vivi…il motivo è che il clima di Palermo è diverso dal clima di Sondrio, quindi le esigenze di isolamento sono diverse. La legge fornisce dei valori di trasmittanza limite da rispettare che variano a seconda della zona climatica.

Su quali siano le zone climatiche italiane e su quali siano i valori limite previsti per legge, ne abbiamo già parlato approfonditamente nel primo articolo sulla sostituzione degli infissi che ho pubblicato. Ti invito a rileggerlo se vuoi approfondire.

Per quanto riguarda la nostra trattazione, ti basti sapere che il valore limite per le zone più fredde di Italia (in sostanza le Alpi) è 1,7 W/m2K e infissi di buone prestazioni attualmente in commercio hanno generalmente prestazioni molto superiori (cioè valori di trasmittanza molto più bassi).

Una finestra a battente ormai raggiunge facilmente valori di 1,1 W/m2K di trasmittanza. Una finestra scorrevole arriva agilmente a valori di 1,4 W/m2K .

Richiedi sempre la trasmittanza dichiarata in relazione alla tipologia di scorrevole che scegli (quelli in linea abbiamo visto essere molto meno prestazionali degli altri) e alla dimensione dell’infisso.

L’isolamento acustico degli infissi scorrevoli

infissi scorrevoli: isolamento acustico

Il problema dell’acustica si pone principalmente in città, particolarmente nelle zone centrali e trafficate, dove vi sono elevati livelli di rumorosità durante tutta la giornata.

I rumori esterni in casa entrano principalmente dagli infissi e, a tal fine, svolgono un ruolo centrale le vetrate e le guarnizioni.

Il tema dell’acustica in edilizia è affrontato dal D.P.C.M. 5/12/1997, “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”. Tale decreto determina di quanto devono abbattere i rumori le pareti esterne degli edifici: questo valore deve essere di 40dB, cioè le pareti nel loro complesso devono essere in grado di abbattere i rumori provenienti dall’esterno di (almeno) 40 decibel.

Siccome l’infisso è inserito nella parete anche lui deve contribuire a raggiungere tale valore.

In linea generale considera che gli infissi devono garantire un potere fonoisolante di almeno 35 decibel. Attenzione che, a differenza della trasmittanza, a valori maggiori corrispondono prestazioni maggiori.

Quando ti viene fornita la scheda tecnica dell’infisso scorrevole guarda attentamente anche questo aspetto. Gli infissi a battente raggiungono facilmente valori di 37 decibel, quelli scorrevoli invece fanno più fatica da questo punto di vista e il problema è dato sempre dalle guarnizioni.

Attenzione che il valore di abbattimento acustico ti venga dato per l’intero infisso e non solo per il vetro! Nel caso degli scorrevoli questo è maggiormente importante proprio a causa dei problemi dati dalle guarnizioni.

Tenuta all’aria degli infissi scorrevoli

infissi scorrevoli: tenuta all'aria

La tenuta all’aria riguarda sostanzialmente gli spifferi che fa passare l’infisso.

La classificazione di legge prevede quattro classi, da 1 a 4.

Queste classi praticamente determinano quanta aria fa passare l’infisso a seconda della pressione che la stessa aria esercita sull’infisso.

A classe più alta corrisponde maggiore tenuta all’aria. Gli infissi a battente di buona fattura generalmente garantiscono una tenuta all’aria di classe 4, quindi la massima. Questa cosa significa che l’infisso deve far passare al massimo 3 metri cubi d’aria quando sottoposto ad una pressione di 600 Pascal (l’unità di misura della pressione).

Un infisso di classe 3 significa che l’infisso fa passare al massimo 9 metri cubi d’aria quando sottoposto ad una pressione di 600 Pascal.

Gli infissi scorrevoli paralleli riescono a raggiungere agevolmente la classe 4, gli alzanti scorrevoli di alte prestazioni raggiungono le stesse prestazioni. Gli scorrevoli paralleli invece difettano molto da questo punto di vista.

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I PRO E I CONTRO DEGLI INFISSI SCORREVOLI: GUIDA AD UNA SCELTA CONSAPEVOLE

Adesso che abbiamo visto le tre tipologie di infissi scorrevoli in commercio, e che abbiamo visto quali sono le caratteristiche tecniche minime che devono garantirti gli infissi scorrevoli, facciamo un elenco di tutte le caratteristiche positive che potrebbero farti propendere per scegliere questa tipologia di infisso e quelle negative che potrebbero farti desistere dal farlo (compresi i problemi normativi di cui abbiamo accennato all’inizio dell’articolo).

Perché dovresti installare un infisso scorrevole in casa

La prima risposta che mi viene in mente è lo spazio: un infisso scorrevole, quando è aperto, non occupa spazio dentro gli ambienti.

Questo significa completa libertà nella disposizione degli arredi: vuoi piazzare un divano di fronte alla finestra? Nessun problema. Vuoi metterci un tavolino? Nessun problema.

Per un architetto sono una manna dal cielo.

In alcuni casi l’infisso scorrevole è anche l’unica soluzione attuabile: pensa alle grandi aperture che si trovano spesso nelle abitazioni moderne. Con un infisso scorrevole sono sufficienti due ante e quindi le superfici vetrate aumentano notevolmente dando molta più luce agli ambienti e creando un maggiore rapporto tra interno ed esterno.

Se in una grande apertura decidessi per un infisso con ante a battente dovresti spezzettare maggiormente la partizione dell’infisso perché ci sono limiti di peso che le cerniere in commercio non possono superare (considera l’anta a battente come un elemento a sbalzo quando è aperta: più è grande più pesa). Inoltre un’anta grande aperta occupa molto spazio….

Detto di questi importanti pro (ho volutamente lasciato perdere aspetti estetici su cui ci sarebbe molto da dire ma che sono molto personali), veniamo ai contro di un infisso scorrevole.

Perché non dovresti installare un infisso scorrevole

In questo paragrafo ti darò motivazioni oggettive per cui potresti rinunciare ad installare un infisso scorrevole. Però non si tratta di una presa di posizione contro gli infissi scorrevoli, che tra l’altro personalmente adoro. Il mio scopo è mettere in luce alcuni oggettivi elementi di criticità che rendono gli infissi scorrevoli una soluzione da ponderare attentamente.

Attenzione alla legge: lo scorrevole diminuisce la superficie di aerazione

Questo è il primo grande problema che devi porti quando valuti l’installazione degli infissi scorrevoli in casa tua.

La legge italiana prescrive che negli ambienti domestici le finestre garantiscano una superficie di aerazione pari ad 1/8 della superficie degli ambienti.

Per capirci: in una stanza di 20mq la superficie di aerazione garantita dalla finestra deve essere pari a 20/8=2,5mq. Che corrisponde ad un balcone di dimensioni minime 1m*2,5m, o a una finestra di 1,7m*1,5m. Sicuramente dimensioni non esagerate e che solitamente sono superate nelle case e appartamenti in cui viviamo.

Nel caso di finestre a battente, quindi che prevedono una o due ante che si aprono, tutta la superficie della finestra contribuisce all’aerazione. Ma nel caso di finestre scorrevoli le superfici di aerazione si dimezzano perché le ante si sovrappongono e di conseguenza metà della superficie non farà mai passare aria.

Quindi attenzione perché se non si rispettano i valori minimi previsti per legge la casa perde le condizioni di aerazione che sono prescrittive per l’agibilità della casa. Ti ritrovi con una casa non a norma.

C’è solo un modo per superare tale problema: gli scorrevoli che scorrono dentro il muro. Così riusciresti a sfruttare tutta la superficie del vano-finestra.

Però per questa soluzione spesso si pone un problema, soprattutto negli appartamenti: nei muri esterni ci sono i pilastri e non si riesce ad incassare gli infissi (a meno che tu non voglia far cadere tutto il condominio).

Attenzione alle prestazioni termiche acustiche e di tenuta all’aria

Lo so, mi sto ripetendo ma questo è il secondo fattore che devi assolutamente tenere in considerazione: se con la tua ristrutturazione stai cercando anche di ottenere ambienti interni confortevoli durante tutto l’anno l’aspetto energetico ti deve interessare.

Gli infissi sono uno degli elementi maggiormente disperdenti di una casa e lo scorrevole, come abbiamo visto, lo è di più rispetto ad una normale finestra a battente.

Un elemento negativo che potrebbe farti desistere dall’installare infissi scorrevoli riguarda proprio le minori prestazioni termiche, acustiche e di tenuta all’aria.

Abbiamo visto che questi infissi riescono comunque a garantire prestazioni elevate, ma vanno scelti con attenzione perché non sono tutti uguali.

E su questo aspetto introduciamo l’ultimo paragrafo, a cui è strettamente collegato.

L’ERRORE DA NON COMPIERE MAI QUANDO ACQUISTI UN INFISSO SCORREVOLE: AFFIDARTI AD UN ARTIGIANO

infissi scorrevoli: non affidarli ad un artigiano

So che con l’affermazione qui sopra farà arrabbiare molti artigiani e non mi va nemmeno di fare di tutta l’erba un fascio, ma ho avuto modo di appurare di persona che i piccoli artigiani di infissi quando si tratta di scorrevoli combinano dei disastri.

Cerchiamo anche di capire cosa intendiamo per artigiani: non mi riferisco di certo a piccoli produttori di infissi, come potrebbe essere ad esempio Fabbro serramenti, che applicano procedure di qualità e testano tutti i loro infissi garantendo prestazioni a livello (se non migliori) dei grandi produttori industriali.

Mi riferisco ai piccolissimi laboratori, spesso di falegnameria, che fanno solo piccole produzioni di infissi, che li realizzano e li assemblano sicuramente con cura, ma che non riescono mai a garantire qualità, prestazioni e certificazioni.

Recentemente mi è capitato di accompagnare un collega nel cantiere di una ristrutturazione che sta seguendo. I committenti hanno acquistato gli infissi proprio da uno di questi produttori artigianali e quelli del soggiorno sono scorrevoli.

Gli infissi sono in legno internamente e alluminio esternamente, quindi potenzialmente quanto di meglio ci possa essere in giro a livello di prestazioni.

Quando ho visto le finestre a battente oggettivamente la qualità mi è sembrata buona: sezioni adeguate, ferramenta corretta, guarnizioni presenti, vetrocamera a norma.

Quando ho visto gli scorrevoli mi sono messo le mani nei capelli: scorrevoli in linea, quelli che abbiamo visto essere meno prestazionali, mancanza totale di guarnizioni tra le ante e talmente tanto spazio che nemmeno le spazzole erano in grado di riempirlo, ferramenta di chiusura realizzata con un minuscolo perno centrale che non garantiva nemmeno la tenuta tra anta e telaio fisso.

Quegli infissi scorrevoli erano realizzati come si facevano trent’anni fa. Ma la tecnologia adesso è notevolmente cambiata ed è molto più complesso realizzare infissi scorrevoli di qualità. Ci vogliono i mezzi e le attrezzature adatte oltre alla voglia di migliorarsi.

Quindi, se vuoi installare infissi scorrevoli, rivolgiti a piccoli costruttori, a grandi fornitori o a loro rivenditori, ma evita gli artigiani se non vuoi ottenere un infisso che non isola, fa passare spifferi e che non puoi nemmeno detrarre perché non risponde ai requisiti minimi di legge.

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