11 Novembre 2019 / / Charme and More

Da Etsy le ispirazioni e gli spunti della settimana per regali di Natale esclusivi e fatti a mano.

Per chi vuole evitare il rush finale e la corsa dell’ultimo momento, ecco alcune idee regalo davvero originali che faranno contenta chi le riceverà sostenendo anche piccole realtà artigianali e creativi.

etsy-finds-holiday-gift-guide

1.|Mascherina per dormire realizzata a mano in raso da Julia Wine. Un accessorio comodo e utile per chi ha difficoltà ad addormentarsi, per un sonno di bellezza in condizioni di luce inevitabili o per chi fa lunghi viaggi in aereo. (€ 14,14)

2.|Maxi shopper in pelle vegana, cruelty free realizzata da Hairoo. Perfetta per una donna dinamica che apprezza comfort e semplicità. (€ 56,58)

3.|Maglione oversize a collo alto in misto lana e mohair e agnello di Atuko.  Sarà il complemento ideale di un look minimal-chic. (€ 119,00)

4.| Sciarpa in garza di cotone serigrafata a mano con inchiostro ad acqua. LeeCoren (€ 60,35)

5.| Orecchini a cerchio con pendente in ceramica siciliana. Un accessorio, semplice, minimale ed essenziale fatto a mano da AlepenniDesign (€ 25,00)

6.| Vaso in gres porcellanato smaltato. Un complemento di arredo realizzato da Małgorzata Łyszczarz capace di dare un tocco di originalità ed eleganza ad uno spazio. (€ 81,00)

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L’articolo Etsy Finds of the Week: guida agli acquisti natalizi. proviene da Charme and More.

11 Novembre 2019 / / Decor

Anche voi sognate una Milano più verde?

Durante la “settimana della Milano Verde”, la Green Week, ho partecipato a diverse conferenze in cui si parlava di progetti, programmi, visioni su Milano, sulla natura in città e l’importanza del verde.

Perché parlare di una Milano verde?

Milano purtroppo è una delle città più inquinate d’Italia e d’Europa. Se volete approfondire vi consiglio la pagina di Legambiente!

Il verde può essere sicuramente una soluzione efficace per aiutare a “smaltire” lo smog, a ridurre gli inquinanti atmosferici.

Ecco allora un collage visionario su Milano più verde, con tetti giardino, sognando diverse specie di uccelli che abitano la città.

“Natura in città” per una Milano più verde

Durante la conferenza “Natura in città” organizzata da AIAPP Associazione italiana architettura del paesaggio insieme al Comune di Milano, l’agronoma paesaggista Francesca Neonato di Pn Studio, ha spiegato come ogni singola tipologia di area verde sia importante all’interno della città. Nessuna area verde infatti è troppo piccola per poter essere considerata tale.

Le aree minori possono diventare aree di connessione tra due aree verdi di più grande dimensioni, al fine di creare dei corridoi cosiddetti “ecologici” che permettono a uccelli e altri animali di muoversi da un’area all’altra.

Anche il nostro balcone, per quanto piccolo, può essere importante al fine di un ecosistema più ampio.

Inoltre siamo abituati a pensare che la natura abiti fuori dalle città, ma non è vero!

Il biologo Francesco Tomasinelli, di Pn Studio, ha raccontato durante la Green Week, di come alcune specie di animali trovino ormai un ambiente vivibile all’interno della città. Spesso l’agricoltura intensiva rende poco vivibile l’habitat per gli animali, e al contrario le città possono essere aree che ospitano al suo interno diverse specie di animali, soprattutto per quanto riguarda la stagione autunnale e invernale.

Ad esempio, un buon indicatore per capire quando un’area è un buon ecosistema, è il picchio. “Il picchio verde, insieme ad altre specie di uccelli, è un indicatore biologico la cui presenza rappresenta l’equilibrio biologico del territorio in quanto è sensibile alle variazioni dei fattori ecologici determinati generalmente dall’azione dell’uomo”[1].

Un esempio di connessione ecologica è sicuramente il progetto del Giardino degli aromi. Un’oasi naturalistica tra le più interessanti in città per biodiversità e partecipazione. L’area è inserita nel progetto Cariplo RiconnettiMI, per una rete ecologica urbana tra il Parco Nord, il quartiere di Affori e il Parco Grugnotorto Villoresi.

Perché desiderare una Milano più verde?

Vediamo in sintesi quali possono essere i benefici del verde:

  • influenza positivamente il clima urbano
  • regola la temperatura
  • agisce come filtro dell’aria
  • è capace di ridurre gli inquinanti atmosferici
  • contribuisce alla purificazione dell’aria
  • crea aree di ombreggiatura
  • contribuisce a una sensazione di benessere delle persone che lo vivono
  • contribuisce all’abbassamento della pressione sanguigna e al rilassamento muscolare
  • promuove l’interazione sociale
  • migliora la biodiversità

Come pensare una milano più verde?

Le soluzioni per una milano più verde possono essere:

  • reti ecologiche urbane polivalenti
  • corridoi verdi, connettendo aree verdi esistenti all’interno delle città
  • tetti verdi
  • orti urbani
  • giardini condivisi

Cosa c’è in programma per una Milano più verde?

Alcuni di voi sapranno che entro il 2030 a Milano verranno piantati 3 milioni di alberi con il progetto ForestaMi.

Speriamo che questo non sia solo un’azione di marketing, per far sì che noi cittadini possiamo dormire tranquilli.

Speriamo che insieme a questo progetto di “immagine”, ce ne siano altri ancora più importanti.

Esistono già delle strategie e dei PGT a Milano. “Quello che manca – come dice Andreas Kipar noto architetto paesaggista – sono i PIANI regolatori per attuare questi programmi”.

E soprattutto mancano delle soluzioni più concrete per poter portare la Natura in Città e far sì che Milano più verde non sia solo un sogno ma diventi realtà!

Infine, per contrastare l’inquinamento e migliorare le nostre città non basta piantare più alberi. Bisogna iniziare a cambiare le nostre abitudini a partire da piccoli passi.

Perché non iniziare a far diventare più verdi i nostri balconi?


[1] http://www.parchilazio.it/schede-26-picchio_verde

L’articolo COLLAGE 3 – MILANO sembra essere il primo su LEGALOSCEGIALLE.

11 Novembre 2019 / / Architettura

Arte e Innovazione. Qualità e Tecnica. Elementi di design unici che arredano la casa. Eccelsi ed esclusivi prodotti nel settore dell’home decor proposti dal brand portoghese “ACL – A Cimenteira do Louro”.

Un’azienda in costante crescita che, combinando valori estetici con peculiarità e solidità del prodotto, ha generato un’alleanza unica tra capacità tecnica e design innovativo qualitativamente incomparabile.

La filosofia dell’azienda, sul mercato dal 1975, ha l’obiettivo di soddisfare appieno il cliente cercando di puntare al progresso tramite dinamismo e massima reattività.

Di particolare interesse sono i rivestimenti in cemento inseriti nel mondo dell’architettura e dell’interior design e gli incredibili vantaggi che offrono rispetto ad altri materiali.

Ottenuti con la costante preoccupazione di non offrire solamente i migliori prodotti sul mercato ma di guardare ad uno sviluppo produttivo legato alla sostenibilità ambientale in modo intelligente. Le varie pavimentazioni, esterne o interne, autoportanti o meno sono pensate come prodotti ecologici. I materiali utilizzati, sia nella composizione che nel processo di fabbricazione, sono infatti altamente rispettosi dell’ambiente.

Decine di effetti, molteplici colori e infinite disposizioni, rendono semplice la scelta fra le differenti pareti murali proposte. Eccezionali per soluzioni originali nei propri progetti d’interni.

Il 13 e 14 November sarà possibile visitare lo stand di questa meravigliosa azienda presso l’ Architect@Work Milan.

11 Novembre 2019 / / Decor

Il tema scottante delle ultime settimane è la sostenibilità. Tutto ciò che riguarda l’ inquinamento, il rispetto della natura ed il futuro del pianeta ma soprattutto dell’essere umano stesso sono al centro del ciclone dopo gli ultimi avvenimenti di attualità.

Tutti gli elementi che fanno parte della nostra vita possono essere rivisti con piccoli accorgimenti che possano contribuire alla sopravvivenza della Terra e anche per quanto riguarda la casa si possono affrontare scelte consapevoli e sostenibili per poter vivere meglio al suo interno e ridurre gli sprechi in ciò che si utilizza per arredarla.

Non molti sanno inoltre che l’inquinamento in casa esiste e contribuisce a dei malori denominati come  Sick building syndrome.

Materiali eco-friendly per la casa

Per arredare in modo salutare per noi e per l’ambiente si deve optate per materiali biologici, meglio se certificati. La certificazione identifica la provenienza sicura da un environment sostenibile che riesca a riprodurre naturalmente le risorse utilizzate senza sconvolgere l’ecosistema.

É il caso del legno, il materiale più usato nel mondo del mobile e il più sostenibile per antonomasia, oppure il bambù, molto resistente, versatile e dalla crescita molto rapida.

Anche il cartone si fa strada per la realizzazione di accessori, un elemento povero ma che può essere usato per giocattoli e oggettistica.

Non da meno, la pietra ed il marmo sono una buona opzione perché atossici.

Il mondo del tessile infine offre un ottimo cotone organico, realizzato con fibre naturali, traspirante e antiallergico.

 

Gesti eco-friendly

Ogni comportamento può contribuire a sostenere la natura, anche il più piccolo.

La scelta di riciclare non è solo significato di riduzione di sprechi ma una riqualificazione del prodotto che acquista, così, valore nel tempo.

A priori invece, la scelta di prodotti artigianali comporta la considerazione di materiali sicuramente più naturali oltre che più solidi e durevoli, quindi con meno probabilità sarà necessario sostituirli. Inoltre si garantisce un valore aggiunto al manufatto locale. Siamo in Italia quindi viva il Made in Italy, no?

Attenzione anche alle vernici di pareti e di mobili e ai collanti, quindi ciò che si utilizza per l’ assemblaggio dei pezzi e i trattamenti di finitura.

 

Una comportamento costante da rispettare giorno per giorno è l’interazione con gli elettrodomestici. Quando si acquista è importante analizzare la classificazione energetica; se si sceglie un prodotto  eco-friendly avrà molto probabilmente un costo maggiore ma che sarà ammortizzabile nel tempo. Durante il consumo di elettricità  piccoli gesti come un carico pieno per le lavatrici e lo spegnimento della macchina al posto della modalità  stand-by se l’elettrodomestico non viene utilizzato servono a ridurre i consumi. Anche le lampadine si possono scegliere a risparmio energetico.

Ed infine anche le piante ci aiutano a salvare altre piante ed in casa possono aiutare: oltre ad essere decorative purificano aria e riducono l’umidità.

articolo di Silvia Fabris 

L’articolo Arredare eco-friendly proviene da Dettagli Home Decor.

11 Novembre 2019 / / Arredamento Perfetto

Tante soluzioni, su misura e non, per realizzare box e cabine doccia: quale scegliere?

Box doccia oppure vasca da bagno: questo è il dilemma. E se potessi avere entrambe le soluzioni?
Ci sono un’infinità di possibili soluzioni fra cui scegliere.

Quando progetti o ristrutturi la tua casa, il bagno rappresenta uno di quegli ambienti cui si dedica maggiore attenzione, perché deve essere confortevole, rilassante, e soprattutto comodo. Per questo motivo bisogna effettuare uno studio al centimetro per sfruttare al meglio tutti gli spazi a disposizione, con particolare attenzione a quello che andrà ad ospitare la vasca da bagno o il box doccia.

Se fino a qualche anno fa la maggior parte delle case prevedeva un bagno con vasca, che rappresentava il momento di relax per eccellenza, al giorno d’oggi la preferenza primaria sembra essere divenuta la cabina o il box doccia, sicuramente anche perché consente di gestire al meglio lo spazio.

Scegliere il box doccia: ecco tutte le soluzioni

Progettare o ristrutturare il bagno ti offre la possibilità di realizzare un ambiente confortevole, un ambiente in cui rilassarti facendo una doccia o un bagno caldo dopo una giornata di lavoro.  Per questo motivo è importante dedicare del tempo allo studio e realizzazione di un box doccia su misura, come quelli proposti in questa pagina

Esistono infinite soluzioni da personalizzare. Ecco di seguito qualche esempio:

  • Box doccia su misura
  • A parete
  • A nicchia
  • Con porte scorrevoli ad angolo
  • Con porte pieghevoli
  • Con porte a soffietto
  • A parete con apertura semicircolare
  • Box doccia angolare
  • Sopra vasca
  • A tutto vetro
  • Angolare con apertura semicircolare

Grazie alla grande varietà di composizioni e alla possibilità di personalizzare per adattarle al tuo ambiente, hai la possibilità di sfruttare al meglio ogni centrimetro a disposizione.

Se possiedi un ambiente spazioso, immagina di dedicare al tuo bagno una parete per ospitare il tuo box doccia con  ampie vetrate e un grande soffione centrale sotto il quale rilassarti e farti accarezzare dall’acqua che scende. Se possiedi, invece, un ambiente più piccolo, immagina di ricavare una nicchia, rivestirla con tasselli di  mosaico e luci soffuse che ti facciano pensare al relax di un centro benessere.
Quando progetti il tuo box o cabina doccia, puoi dare libero sfogo alla fantasia e realizzarlo secondo le tue esigenze e preferenze.  Realizzare un box doccia su misura, infatti, ti consente di sfruttare al meglio tutto lo spazio che hai a disposizione, di qualsiasi dimensione sia.

 

 

 

 

Quanto è importante scegliere materiali di qualità?

Un box doccia è caratterizzato da materiali dedicati, quali per esempio il vetro, che viene impiegato per la realizzazione delle porte o cabine. Per questo motivo, al fine di ottenere un prodotto che sia duraturo nel tempo, è importante che i materiali utilizzati per la produzione di ogni box o cabina  doccia siano all’avanguardia e attentamente selezionati. La qualità, infatti, è un aspetto da non sottovalutare mai, specialmente quando si parla di elementi per il bagno.

11 Novembre 2019 / / Architettura

Da alcuni anni si sta assistendo, nel design di interni, ad un utilizzo sempre più frequente delle vetrate per interni.

Sono una soluzione che a me piace molto, soprattutto nella ristrutturazione di appartamenti: consente di ampliare visivamente gli spazi, garantendo comunque una divisione tra gli stessi, e di rendere luminose stanze che altrimenti potrebbero essere buie. Però non è tutto rose e fiori: per installare una vetrata per interni ci sono molti problemi da affrontare e risolvere di cui devi essere consapevole.

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Ho recentemente fatto montare una vetrata interna della lunghezza di circa 6 metri e ho avuto modo di capire ed affrontare molti problemi legati alla sua installazione.

Dopo questa esperienza (per me la prima con queste dimensioni) posso affermare con una certa sicurezza che:

  • se vuoi una vetrata per interni in casa tua devi scendere a molti compromessi;
  • i sistemi di fissaggio hanno costi importanti che devi considerare nel budget messo a disposizione;
  • raramente tali sistemi di fissaggio vengono progettati nel modo corretto…

In questo articolo ti svelerò molte cose sulle vetrate per interni che gli articoli che puoi trovare in rete non ti dicono: infatti sono tutti realizzati da produttori e rivenditori di vetrate, che ti devono far vedere quanto sono belli i loro prodotti. E i pochi non gestiti da loro, hanno il solo scopo di mostrati qualche bel progetto con le vetrate.

Ma in nessuno viene affrontata la questione dal punto di vista tecnico. Tu non devi diventare un esperto, ma conoscere alcuni aspetti tecnici è indispensabile per farti prendere decisioni consapevoli e valutare compiutamente i costi di installazione.

DOVE SI UTILIZZANO LE VETRATE PER INTERNI?

vetrate per interni: come usarle?

Capisco che, dal titolo, questo paragrafo possa sembrare all’apparenza inutile ai fini di quanto vogliamo dire in questo articolo, però si tratta di un passaggio fondamentale.

Infatti capendo quali sono i principali utilizzi delle vetrate per interni, possiamo anche capire quali sono i problemi correlati e quindi individuare le azioni necessarie per risolverli.

Quest’ultima è la cosa che deve interessarti di più: risolvere i problemi legati alle vetrate per interni. Partiamo dall’inizio.

Quando parliamo di vetrate per interni possiamo distinguere tra porte vetrate e pareti vetrate.

Le prime dividono due ambienti come una normale porta ma permettono il passaggio di più luce.

Le seconde si sostituiscono alle pareti, si tratta solitamente di più lastre di grandi dimensioni, spesso con integrati sistemi di apertura a battente o scorrevoli.

Gli aspetti positivi delle pareti vetrate per interni li abbiamo già accennati: permettono di mantenere fisicamente separati gli ambienti, dando però la sensazione di un unico grande spazio. Questa cosa è molto utile negli appartamenti, in particolare nelle zone giorno tra soggiorno e cucina, in cui uno spazio piccolo si moltiplica e allo stesso tempo si riesce a mantenere confinato il caos e gli odori che spesso regnano nelle cucine.

Personalmente sono sempre stato un sostenitore dei cosiddetti open-space, in cui tutte le funzioni della zona giorno sono concentrate in un unico grande spazio. Però questa predisposizione si è sempre scontrata con alcune considerazioni di tipo pratico legate alla cucina: una cucina dentro il soggiorno costringe a una costante pulizia e la mancanza di separazione fa passare gli odori, che non sempre sono piacevoli.

Installare una vetrata per interni che divide il soggiorno dalla cucina è una valida risposta a queste problematiche perché consente grande versatilità degli spazi, dando la possibilità di confinare la cucina all’occorrenza.

Nell’ultima parte dell’articolo ti farò vedere un mio progetto in cui ho fatto installare la parete vetrata di cui ti ho già fatto accenno nell’introduzione: 6 metri di lunghezza e 2,7 metri di altezza per un totale di 6 ante di cui 4 scorrevoli. Una bella bestia.

Se le porte vetrate non presentano particolari problematiche (anche se non è sempre vero…), le pareti vetrate interne hanno dei problemi che devono essere considerati in modo attento in fase di progetto. Infatti sono composte di lastre di grandi dimensioni, che possono avere problemi di rigidezza e che pesano molto.

Quindi vanno fatte riflessioni in merito al tipo di lastra scelto in funzione del tipo di parete vetrata che verrà installata, e riflessioni riguardo al sistema che dovrà sostenere la parete vetrata.

Se in merito alla tipologia di vetro i produttori industriali di grandi dimensioni (come Saint-Gobain, il leader mondiale) e le aziende specializzate nella lavorazione del vetro (come Vetromarca ad esempio), hanno un controllo preciso e puntuale per quanto riguarda la tipologia e sicurezza delle lastre, lo stesso potrebbe non dirsi per i piccoli artigiani con in quali ho personalmente più volte dovuto scontrarmi.

In merito ai sistemi di supporto, invece, in molti casi si tratta di studiare delle soluzioni apposite che possano supportare i carichi dei vetri e degli eventuali telai in cui sono inseriti. E questo è un aspetto che deve essere considerato e previsto attentamente dal tuo progettista prima di installare la vetrata. In pratica, come per gli infissi viene prima installato un controtelaio nascosto nella muratura, anche per le pareti vetrate per interni deve essere fatta una cosa simile…solo che potrebbe essere molto più impegnativo di quello che credi.

Per chiarirti le idee su questi due aspetti nei prossimi due paragrafi approfondiremo i seguenti argomenti:

  • Le tipologie di vetro adatte per legge per le vetrate da interni e le finiture possibili
  • I sistemi di sostegno ed ancoraggio delle vetrate

IL VETRO: L’ELEMENTO PRINCIPALE DELLE VETRATE PER INTERNI

vetrate per interni: il vetro

Naturalmente il vetro è l’elemento principale di questo sistema. Le lastre possono essere inserite all’interno di telai, solitamente di alluminio, oppure totalmente libere, cioè vedi solo vetro. In questo secondo caso chiamate “a filo lucido”.

Il filo lucido è una lavorazione che viene fatta dopo il taglio delle lastre per fare in modo che il bordo della lastra sia appunto lucido. Infatti l’operazione di taglio lascia un bordo tagliente, irregolare e scuro. Siccome nelle le vetrate senza telai puoi entrare in contatto anche con il bordo del vetro, allora, tramite delle mole, questi vengono resi regolari, non taglienti e lucidati, così da prendere lo stesso colore della lastra.

Sia che tu acquisti una vetrata con telaio che a filo lucido, il vetro deve rispondere a delle precise caratteristiche normate. La norma di riferimento è la UNI 7697 (l’ultima versione in vigore è quella del 2015) che prescrive delle caratteristiche a cui devono rispondere anche le vetrate interne che dividono due ambienti.

I vetri che è possibile commercializzare e installare nel settore dell’edilizia, sia da esterni che da interni, ormai possono essere solo di due tipologie: stratificati o temprati. Ne abbiamo già parlato in modo abbastanza approfondito nel terzo articolo dedicato alla sostituzione degli infissi.

Vediamo cosa sono queste due tipologie di vetri con un estratto da quell’articolo. Per approfondimenti vai al link che ti ho messo qui sopra.

I vetri stratificati sono composti da due lastre accoppiate tra loro.  Per fare in modo che i vetri rimangano uniti vi viene interposta una sottile pellicola di PVB (polivinilbutirrale) assolutamente trasparente. Tale pellicola viene prodotta in vari spessori ma quelli più diffusi in ambito residenziale sono due: 0,38mm e 0,76mm.

Questa pellicola svolge anche un altro ruolo importante: rende i vetri stratificati “di sicurezza”. Infatti, grazie alle sue notevoli proprietà adesive, fa in modo che un vetro che si rompe a causa di un urto non cada a terra in mille pezzi ma rimanga “appiccicato” nella posizione originaria. Questa è una caratteristica richiesta dalle leggi sia per l’interno che per l’esterno: per l’interno al fine di evitare che gli utenti vengano colpiti da schegge di vetro, per l’esterno al fine di evitare che il vetro cada costituendo pericolo per le persone.

Tratto da https://www.ristrutturazionepratica.it/sostituzione-degli-infissi-parte-3/

Riconosci che si sta parlando di un vetro stratificato quando è descritto in questo modo: 33.1, 33.2, 44.1, etc.; in cui il primo numero caratterizza lo spessore delle due lastre di vetro (ad esempio 3mm + 3mm) e il numero dopo il punto lo spessore della pellicola (1 sta per pellicola di 0,38mm).

I vetri temprati invece sono costituiti da lastre che hanno subito un particolare trattamento che ne ha aumentato in modo significativo la resistenza agli urti e soprattutto che, nel caso in cui si rompano, si frantumano in pezzi molto piccoli che non sono pericolosi per le persone che vi ci si trovano vicine.

Il processo di tempratura consiste nello scaldare ad una temperatura di circa 700° una lastra di vetro e poi raffreddarla rapidamente per fare in modo che, grazie alla contrazione dovuta a questa variazione di temperatura, si formino all’interno della lastra delle tensioni che la rendono più rigida.

I vetri temprati non possono essere usati verso l’esterno perché, a differenza degli stratificati, non rispondono alle esigenze di anticaduta, invece possono essere usati all’interno in quanto considerati di sicurezza.

Tratto da https://www.ristrutturazionepratica.it/sostituzione-degli-infissi-parte-3/

Le lastre normali, dette di tipo float, non possono essere utilizzate per installazioni né interne né esterne.

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Però c’è da fare un ulteriore passo: infatti sia i vetri stratificati che i vetri temprati hanno una classificazione in merito alla sicurezza che devono garantire. Anche questa è normata dalla UNI 7697, che ci dice anche quale sia la sicurezza minima per l’installazione in vetrate per interni.

Le vetrate per interni senza pericolo di caduta nel vuoto (quelle classiche che dividono due stanze), possono essere:

  • 2B2 per vetri stratificati;
  • 1C3 per vetri temprati.

Se c’è pericolo di caduta nel vuoto (pensa ad una vetrata che delimita una scala) il vetro può essere solo stratificato e deve essere di tipo 1B1.

Ma cosa significano questi codici?

Dobbiamo fare riferimento alla norma UNI EN 12600, il cui titolo è “Vetro per edilizia – Prova del pendolo – Metodo della prova di impatto e classificazione per il vetro piano “. In sostanza definisce le prove da fare sulle vetrate, come farle e la conseguente classificazione.

La prova consiste nel far cadere un impattatore di 50kg sulla lastra da diverse altezze. In base alla risposta della lastra si fa la classificazione.

  • 1B1 (stratificato) la lastra deve resistere presentando fessurazioni con frammenti uniti in seguito alla caduta dell’impattatore da un’altezza di 1,2m;
  • 2B2 (stratificato) la lastra deve resistere presentando fessurazioni con frammenti uniti in seguito alla caduta dell’impattatore da un’altezza di 45cm;
  • 1C3 (temprato) la lastra si disintegra in piccole particelle in seguito alla caduta dell’impattatore da un’altezza di 19cm.

Spero di averti dato informazioni utili in merito alla tipologia di lastra che verrà utilizzata nella tua vetrata interna. Solitamente i produttori di vetrate per interni grandi e medi rispettano senza problemi queste caratteristiche. Sono invece i piccoli artigiani che possono essere meno attenti a questi aspetti.

Vediamo l’altro elemento fondamentale nella realizzazione di una vetrata da interni: il sistema di ancoraggio.

I SISTEMI DI SOSTEGNO ED ANCORAGGIO DELLE VETRATE

vetrate per interni: i binari

Questo è un aspetto importante da affrontare e che troppo spesso non viene valutato correttamente.

Le vetrate di grandi dimensioni sono elementi pesanti e sottili che, a differenza delle pareti in laterizio e mattoni, non possono contare sulla gravità (cioè sul loro peso) per garantirne la stabilità, ma devono obbligatoriamente avere un sistema di aggancio superiore efficace, che si faccia carico di buona parte dei pesi e che impedisca il ribaltamento. E tali sistemi di aggancio devono ancorarsi alle strutture del tuo immobile, che nella parte superiore sono travi e solai.

Le pareti vetrate per interni da industria (cioè quelle che puoi trovare ad esempio nei negozi di arredamento o di infissi) sono sempre composte, oltre che dal vetro, da telai o binari che consentono il necessario ancoraggio alle strutture della casa.

Su quello puoi stare tranquillo, il vero problema è che capita spesso che non sia possibile agganciare i telai della parete vetrata alle strutture portanti dell’immobile, e quindi diventa necessario prevedere delle strutture aggiuntive per garantire l’ancoraggio in sicurezza delle vetrate.

Provo a spiegarmi meglio perché capisco che non sia un concetto immediato da comprendere se non sei del settore.

Nel caso di una vetrata a tutta altezza, quindi che va dal pavimento al soffitto, i sistemi di aggancio forniti dai produttori sono sufficienti: infatti, per garantire la stabilità, basta fissare i profili che ti vengono forniti al solaio superiore e il gioco è fatto.

Però nella realtà dei fatti sono molto frequenti situazioni in cui tale soluzione non è possibile. Ad esempio:

  • La vetrata non è a tutta altezza;
  • La vetrata si trova in un ambiente controsoffittato;

In questi casi è necessario prevedere una seconda struttura, realizzata appositamente e collegata con le strutture portanti dell’edificio, a cui agganciare la parete vetrata per interni.

Queste strutture aggiuntive solitamente vengono realizzate con delle travi di acciaio o di legno (dipende dai carichi in gioco) che vengono semplicemente appese al solaio superiore.

Personalmente ritengo che sia sempre il metodo migliore per risolvere il problema: infatti questa soluzione potrebbe creare non pochi problemi strutturali proprio al solaio superiore a cui è agganciata la parete vetrata interna.

Se il carico che devono reggere è quello una vetrata fissa o di una vetrata con classiche porte a battente (anche se di vetro) che appoggiano a terra, e che quindi scaricano una buona parte del loro peso proprio a terra, allora possono essere soluzioni valide. Ma se si tratta di vetrate scorrevoli, che sono completamente appese e che quindi gravano solo sul solaio superiore, tale soluzione potrebbe generare carichi eccessivi, dando origine a possibili problemi strutturali.

Considera infatti che una lastra di vetro larga 1m e alta 2,5m pesa circa 70kg. A questo peso devi aggiungere quello della struttura che hai fatto realizzare per reggerla e anche tutto il carico che l’inquilino del piano superiore ha messo (e che tu non conosci). È proprio il tuo carico che potrebbe essere di troppo.

Non dico che il solaio ti cadrà in testa, però nel tempo potrebbe curvarsi portando a:

  • Problemi alla vetrata che viene “schiacciata” verso il pavimento;
  • Problemi agli intonaci superiori che potrebbero cominciare a staccarsi;
  • Problemi al pavimento del piano di sopra che potrebbe cominciare a sollevarsi;
  • In casi estremi il solaio potrebbe cedere.

Come fare per installare comunque una vetrata scorrevole ed evitare tutti questi problemi? Creando una struttura che distribuisce il peso dei carichi sia sul solaio superiore che sul solaio su cui poggi i piedi (il pavimento di casa tua per intenderci).

Per farti capire meglio il concetto ti faccio vedere la soluzione che abbiamo studiato insieme al mio ingegnere strutturista per la vetrata di 6m di larghezza, di cui ti sto parlando dall’inizio dell’articolo.

UNA PARETE VETRATA DI 6 METRI TOTALMENTE APPESA

vetrate per interni: una parete lunga 6 metri

In una ristrutturazione, con i proprietari abbiamo deciso di realizzare una cucina totalmente aperta sul salone. Però c’era anche la necessità di poter dividere, all’occorrenza, la cucina dal salone . Abbiamo già parlato all’inizio dell’articolo del motivo per cui questa cosa è importante.

In questo caso il fronte tra cucina e salone era di 6 metri e la soluzione per raggiungere il nostro obiettivo è stata proprio installare una parete vetrata da interni a tutta altezza.

L’altezza netta della casa era di 3 metri però, per motivi tecnici, è stato necessario controsoffittare tutta la cucina, portandola ad un’altezza netta di 2,7m. Quindi la vetrata non avrebbe potuto essere agganciata direttamente al solaio superiore.

Vista la notevole larghezza ho optato per 6 lastre larghe 1m l’una, di cui due fisse ai lati e quattro scorrevoli che, da aperte, si andavano ad impacchettare sulle fisse.

La situazione critica a cui rispondere era che, quando totalmente aperta, ai due lati sarebbero state presenti 3 lastre di notevoli dimensioni appese al binario superiore del sistema scorrevole: circa 250kg di solo vetro tutti concentrati in 1 m. Un carico decisamente importante e che, sebbene accettabile per la struttura in oggetto, non mi lasciava tranquillo.

Mi è stato subito chiaro che, vista la situazione specifica, fosse necessaria una struttura per sostenere la vetrata e che tale struttura non potesse essere solo agganciata al solaio superiore ma dovesse anche scaricare i pesi a terra. Inoltre tale struttura doveva essere sufficientemente rigida e leggera.

La soluzione è stata quella che vedi qui sotto: creare un portale in acciaio composta da due montanti laterali collegati al solaio inferiormente e superiormente, una trave sempre in acciaio saldata ai montanti e con tre agganci centrali al solaio superiore. Questi tre agganci hanno svolto un duplice ruolo: prendere parte dei carichi della parete vetrata per trasferirli al solaio superiore e impedire la flessione della trave di acciaio a causa del peso e movimento del vetro.

vetrate per interni la struttura di sostegno

Il risultato di questa soluzione è stato scaricare gran parte dei carichi sul solaio. Tra l’altro la posizione dei montanti è stata individuata vicino a dei pilastri in calcestruzzo esistenti e sopra delle travi, per trovare dei punti maggiormente resistenti.

Qui sotto puoi vedere il risultato della vetrata installata:

La vetrata ha avuto un costo notevole, ma anche il portale che ho fatto installare non è costato poco (naturalmente molto meno della vetrata…).

Tutto è stato studiato al centimetro per ottenere un effetto scenico che lascia stupite tutte le persone che entrano in quella casa. Però è stato necessario progettare e predisporre tutto prima di installare la vetrata. E se non fosse stato fatto sarebbero stati dolori.

Se vuoi una vetrata per interni in casa tua, metti in conto tutto quello che hai potuto leggere in questo articolo e tieni conto anche dei costi aggiuntivi che dovrai sostenere oltre a quello della vetrata in sé.

Se invece ti piace la casa che hai visto in questa foto il mio contatto lo trovi nel sito che stai leggendo.

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