2 Marzo 2021 / / Design

Illuminazione gioca un ruolo determinante nell’armonia della casa. Una buona progettazione illuminotecnica in un ambiente domestico è molto importante per la percezione dello spazio. Inserire la luce giusta per ogni stanza e capire che tipologia di lampada usare non è facile ma nemmeno impossibile. in questo post voglio parlare della lampada 2.D Night (Disegnato da Fabio Marchi). E’ una lampada da tavolo da design semplice che si adatta ad ogni tipo di ambiente.

lampada da tavolo

Lampada 2.D Night

Ho ricevuto questa lampada da parte dell’azienda CaosCreo per provarla e recensire. Ho inserito la lampada in vari angoli di casa, come ad esempio sulla scrivania e sul comodino. Infatti, questa lampada 2.D Night ha dimensioni contenute che la rendono perfetta anche come luce da tavolo. Questa lampada è l’esempio di un design minimale e compatto e crea un-atmosfera unica.

È stata realizzata con il metallo tagliato a laser e la qualità è 100% Made in Italy. Il filo passa all’interno della base in mirror e la rende ancora più elegante. Io ho scelto il colore nero, ma è disponibile in taglie diverse e colorazioni di tendenza, come giallo, fuxia, verde, rosso e tanti altri colori su richiesta.

lampada da tavolo

Lampada da tavolo in metallo verniciato con base in acciaio inox Mirror. Il suo design essenziale rivisita la sagoma delle prime abat-jour, in chiave contemporanea.

lampada da tavolo

CaosCreo fa parte del gruppo TGroup, è un brand della storica azienda Terenzi Srl, leader nella lavorazione del metallo. CaosCreo è un laboratorio d’idee. Realizza illuminazione e complementi d’arredo dal design funzionale e attuale.

Questa lampada a me piace tanto, ma vorrei sapere cosa ne pensate voi? Rispondo alle domande nei commenti qui sotto.


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2 Marzo 2021 / / ChiccaCasa


Da quando vi ho svelato i gesti ed i comportamenti che hanno trasformato il mio pollice nero in un pollice verde, non ho mai smesso di mostrarvi, su Instagram, le mie adorate piante.

La sensibilità nei confronti delle piante, da parte degli home lovers sta crescendo esponenzialmente, complice il momento storico, che ci tiene lontani dalla natura facendoci venire voglia di portarne un po’ idoor.

Le domande più gettonate che mi vengono rivolte in direct, infatti, sono incentrate sulla regina indiscussa delle nostre giungle domestiche: la Monstera Deliciosa.

Ho pertanto pensato di “deliziarti” con un post per conoscere questa maestosa pianta.

A proposito! Oggi, come ogni lunedì, si celebra il #monsteramonday. In questa occasione tutti gli orgogliosi proprietari di una Monstera si riuniscono virtualmente scambiandosi le testimonianze fotografiche delle crescite dei loro esemplari. Quindi, se hai una pianta del genere Monstera, posta la sua foto su Ig con il tag #monsteramonday. Segui l’hashtag per non perderti neanche una foto!

La Monstera Deliciosa è sulla bocca di tutti i plant lovers, ma lo è stata anche negli anni ‘80/’90. Gli esemplari sopravvissuti alla prima ondata del trend, hanno ormai foglie gigantesche e fenestrate. Sono proprio queste caratteristiche delle foglie a mandare in visibilio tutti gli estimatori di questa pianta. Non è un caso che il nome scientifico la ragguagli ad un mostro, un mostro meraviglioso, a quanto pare, ma molto, molto grande! L’aggettivo “deliciosa” invece, si riferisce ai frutti, commestibili e molto appetitosi che la pianta produce in natura.

La Monstera è originaria dell’America centro-meridionale, dove cresce gioiosa e bucherellata in un clima caldo e ad alto tasso di umidità. Per sostenere il suo andamento strisciante si appoggia ad alberi o altri sostegni naturali ai quali si tiene stretta mediante le sue robuste radici aeree.

Per tirare su una Monstera felice in un ambiente domestico è necessario andare incontro alle sue esigenze, trovandole un posto in cui si senta davvero a casa! Puoi ricavare uno spazio per lei, a ridosso di una finestra. La luce copiosa aiuterà a rendere la sua crescita rigogliosa. La Monstera tollera il sole diretto, basta abituarla gradualmente ad accogliere i raggi solari. 10 minuti in più ogni giorno basteranno per farle prendere confidenza con il sole. C’è da precisare, quanto, nonostante il suo amore sconfinato per la luce brillante, la Monstera riesca a vivere serena anche in un ambiente non troppo luminoso.

Nostalgica delle sue origini tropicali, necessita un buon tasso di umidità ambientale. Per ovviare all’aria delle nostre case, asciugata dai caloriferi d’inverno e dal caldo d’estate, è bene nebulizzare frequentemente dell’acqua (meglio se non calcarea) sulla sua verde chioma utilizzando un semplice spruzzino.

La pianta più cool del momento appartiene alla famiglia delle Araceae, e, come molte piante di questa specie, ha un comportamento rampicante. In casa, possiamo aiutarla ad assumere un portamento verticale inserendo nel vaso un palo muschiato al quale fissare – con del fil di ferro o dello spago – i fusti principali. Oltre alle radici “tradizionali” la Monstera sviluppa anche scenografiche radici aeree. Si riconoscono con facilità, perché più scure, ruvide e robuste di quelle da terra. In più, si manifestano palesemente con il loro andamento, che tende a fuoriuscire dal vaso o ad avvicinarsi al palo. Se queste radici indisciplinate non ti piacciono, puoi convertirle in radici da terra, infilandole con gentilezza nel panetto di terra. In alternativa puoi accorciarle leggermente o avvolgerle delicatamente attorno al palo muschiato.

Le piante, quando hanno sete, cambiano aspetto. Imparerai a riconoscere con un solo sguardo il momento in cui la tua Monstera ti chiede dell’acqua. Fino a quel momento, per non eccedere con le innaffiature, potrai utilizzare un igrometro, uno strumento meccanico ed economico che conosce bene il linguaggio delle piante!

Puoi dare acqua, nel caso della Monstera, quando la lancetta scende al di sotto del livello 3. Ricorda, se sei in dubbio, che è sempre meglio dare meno acqua che esagerare. L’eccesso idrico potrebbe portare al temutissimo ed irreversibile marciume radicale. Se vuoi fare a meno dell’igrometro, lascia asciugare tutto il panetto di terra (non solo la superficie) tra un’irrigazione e l’altra.

Approfitta del momento dell’innaffiatura per fare una bella doccia alle fogliolone. Asciuga, poi, l’acqua in eccesso. Le foglie sono coperte da pori dai quali la pianta respira. È importante, dunque, che questi siano sempre liberi da polvere e sporcizia. Inoltre, le docce frequenti scoraggiano, seppure in parte la comparsa dei terribili parassiti.

Per sconfiggerli è bene adoperare prodotti specifici e prevenire attacchi futuri con trattamenti sistemici.

Come ogni mostro che si rispetti, la tua Monstera avrà fame oltre che sete! Nutrila regolarmente con del concime liquido per piante verdi. Segui sempre le istruzioni riportate sulla confezione, ma diminuisci leggermente le dosi d’etichetta.

Puoi pensare di rinvasare la tua Monstera solo quando le radici (quelle da terra, sia chiaro) escono dai fori di drenaggio del vaso (elemento assolutamente necessario per una corretta irrigazione). Scegli un vaso solo di poco più grande, la Monstera ama dimorare in contenitori di dimensioni “raccolte”.

Scegli sempre un substrato ben drenante ed arieggiato per il tuo mostro verde! Mescola al terriccio una buona parte di perlite, un po’ di argilla espansa e, perché no, qualche sfilaccio di sfagno.

Croce e delizia di questa pianta, sono le fenestrature, ovvero le tipiche aperture che caratterizzano le foglie di Monstera Deliciosa. Bene, la verità è che la pianta nasce con foglie a forma di cuore (la mia baby Monstera, nel post qui sotto)intere e non bucherellate. Solo dopo un paio di anni di età della pianta, si potrà assistere alla nascita delle prime foglie fenestrate. Più la pianta diventerà matura, più le foglie presenteranno intagli e fori. Non ci sono formule magiche da recitare per avere foglie forate, solo tanta cura e pazienza!

Se vuoi donare ai tuoi più cari amici una Monstera, a partire dalla tua pianta, puoi ricavare una talea. Ti basterà procurare un taglio netto al di sotto di un nodo (il punto di intersezione delle partenze di due foglie) ed immergere la talea così ottenuta in acqua, per qualche mese. Quando le radici saranno carnose e lunghe potrai rinvasare la tua nuova piantina e offrirla in dono a chi vuoi.


Se ti stai approcciando da poco al mondo delle piante da interno, dai un’occhiata a questo post, ricco di consigli generali per principianti o a queste stories in evidenza (in cui ti racconto in video come ho trasformato il mio pollice da nero a verde)

P.s. Quest’anno curerò una rubrica dedicata alle piante da interno sul magazine Nytliv. Le mie mini-care guides saranno accompagnate da una splendida illustrazione a cura di @illustrazionilaura. Il primo appuntamento, sul numero di Febbraio, è stato proprio dedicato alla Monstera Deliciosa. Segui @nytliv per non perdere neanche un appuntamento di #piccolabotanicaillustrata.

1 Marzo 2021 / / Dettagli Home Decor

Bosco verticale a Milano

I doveri ed i poteri di un amministratore di condominio sono ampi, alcuni sono stati attribuiti dal codice civile, mentre altri derivano dalla prassi. Gran parte dei doveri di un amministratore riguardano, principalmente, l’assemblea di condominio e il suo dovere di convocarla ed eseguire le delibere assembleari.

L’elenco di tutti i poteri e doveri di un amministratore è redatto negli artt. 1129 e 1130 del codice civile. Si tratta di una lista che fornisce in modo dettagliato le attività che un amministratore di condominio è tenuto a porre. I poteri delineati dalla legge appartengono, per diritto, sia ad un amministratore incaricato dai condomini, sia ad uno incaricato dall’autorità giudiziaria.

Tuttavia scegliere questa figura non è così semplice, per questo è consigliabile rivolgersi ad uno studio di amministrazione in grado di consigliare ed individuare un amministratore di condominio a Roma, Milano o in qualsiasi città sia necessario.

I doveri di un amministratore di condominio

In base all’art. 1130 del codice civile, l’amministratore deve rispettare tutti i suoi doveri, tra cui:

  • Eseguire le deliberazioni dell’assemblea e convocarla annualmente per l’approvazione del rendiconto condominiale;
  • Disciplinare l’uso delle parti comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ciascun condomino possa goderne nel migliore dei modi.
  • Riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni;
  • Compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni;
  • Curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale ed eseguire gli adempimenti fiscali.
  • Curare il registro dei verbali delle assemblee, il registro di nomina e revoca dell’amministratore e il registro di contabilità.
  • Conservare tutta la documentazione sulla propria gestione condominiale:
  • Fornire ai condomini che ne fanno richiesta l’attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali;
  • Redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro 180 giorni.

Il regolamento condominiale può sottrarre all’amministratore il potere di decidere autonomamente il compimento di eventuali atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio, per conferirlo esclusivamente all’assemblea.

I poteri dell’amministratore

L’amministratore di condominio ha poteri di rappresentanza e gestione e poteri di amministrazione in senso stretto e in senso lato, riguardanti le parti comuni del condominio. Per legge, l’amministratore è legittimato ad ogni azione reale o provvisoria riguardante le parti comuni dell’edificio, comprese le parti esterne dello stabile condominiale, purché adibite all’uso comune.

L’amministratore può anche ricevere degli incarichi occasionali da parte dei singoli condomini, tuttavia, è importante che l’attività da svolgere non sia in contrasto con gli interessi collettivi dei condomini. All’amministratore è anche riconosciuto il potere di effettuare delle verifiche negli appartamenti, per constatare la parità di godimento dei beni e/o servizi erogati.

Un amministratore di condominio è legittimato a far valere in giudizio le norme del regolamento condominiale, purché siano rivolte a tutelare l’interesse generale al decoro, alla tranquillità ed all’abitabilità dell’intero edificio. Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito il pagamento di una somma fino a euro 200 e, in caso di recidiva, fino a 800 euro.

L’obbligo di convocare l’assemblea di condominio

Secondo l’articolo 1130 del codice civile, l’amministratore non ha solo il dovere di eseguire le delibere emanate dall’assemblea, ma anche quello di convocare un’assemblea per decidere questioni riguardanti il condominio.

L’assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno, mentre l’assemblea straordinaria può essere convocata ogni qualvolta ci sia una necessità. Un’assemblea può essere convocata se ne fanno richiesta almeno 2 condomini che rappresentano ⅙ del valore dell’edificio ed in tal caso, l’amministratore deve provvedere entro 10 giorni dalla richiesta.

L’avviso di convocazione deve contenere la specifica indicazione dell’ordine del giorno e deve essere comunicato almeno 5 giorni prima della data fissata, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata o tramite consegna a mano.

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