16 Ottobre 2019 / / Architettura

Non dovrebbe essere più un mistero per nessuno. I temi ambientali sono – finalmente – di interesse generale e pubblico. Tutti i settori industriali hanno cominciato ad occuparsene e anche quello dell’interior design e dell’arredamento non poteva essere da meno.

È nato un intero filone di arredamento ecologico, che da un lato strizza l’occhio al tema della riduzione delle emissioni – soprattutto in fase produttiva – e dall’altro prova a svolgere un ruolo attivo nel miglioramento delle condizioni ambientali.

Non basta però più scegliere mobilio riciclabile. Un’altra forma di arredamento ecologico è rappresentata dai giardini verticali. L’Italia rappresenta tra l’altro un’eccellenza nel settore del verde verticale annoverando tra le proprie fila aziende come GreenHabitat.it e Planeta srl.

Proprio di questo ci occuperemo nel corso della guida di oggi. Parleremo di giardini verticali come soluzione di arredamento ecologico, sia per gli interni che per gli esterni, senza nasconderci poi dietro un dito su una questione altrettanto fondamentale: il giardino verticale permette anche di raggiungere vette impensabili con soluzioni di stile e di moda, che altri tipi di arredo non possono neanche pensare di ottenere.

Che cosa sono i giardini verticali?

Giardini verticali
I giardini verticali, come d’altronde segnala la locuzione, sono giardini che invece che essere disposti sfruttando lo spazio orizzontale, sfruttano pareti verticali, tanto interne quanto esterne.

Grazie a importanti migliorie tecnologiche e strutturali, oggi questi giardini possono essere installati semplicemente in qualunque tipo di ambiente e soprattutto senza troppe complicazioni.

Le migliorie tecnologiche inoltre permettono – tramite la stabilizzazione – di avere vegetazione che non ha bisogno di grossa manutenzione e che è dunque adatta anche a chi vuole un giardino verticale in casa pur non avendo il proverbiale pollice verde.

Che tipo di soluzioni esistono

In realtà ci sono moltissime soluzioni che si basano sul concetto di giardino verticale:

  • Inserti a muro: che permettono di decorare una parete verticale anche in spazio ridotto. Ci sono quadri e pannelli, soluzioni da alternare ad altri tipi di rivestimenti e anche delle soluzioni più particolari;
  • Orti verticali: che riescono a coniugare la necessità e la voglia di arredo con la funzionalità di un orto disponibile in casa, anche in città e anche magari in un monolocale dagli spazi particolarmente angusti;
  • Muschio: i muschi e licheni nordici sono una soluzione che in Italia, almeno fino all’arrivo della stabilizzazione, era impossibile mantenere. Oggi invece con la stabilizzazione si possono scegliere muschi nordici di praticamente ogni genere e risma, senza che ci siano – ancora una volta – preoccupazioni sulla manutenzione e sulla sopravvivenza delle vegetazione.

Ci sono, per capirci, tutti gli strumenti per permettere ad un bravo arredatore o architetto di interni di rivalutare e rivoluzionare uno spazio, anche con pochi elementi, per una soluzione che oltre allo stile, offre anche tanto alla funzionalità di una casa, di un’azienda, di un ufficio o di una struttura ricettiva.

Che vuol dire stabilizzazione e perché può essere la chiave per un buon giardino verticale

La stabilizzazione è un processo che permette di rendere la vegetazione inerte, pur mantenendola viva e reale. Tramite questa procedura le piante e la vegetazione utilizzata nei giardini verticali smette di crescere, non ha più bisogno di complessi sistemi di irrigazione e riesce a sopravvivere anche in condizioni ambientali ostili.

Un ulteriore strumento a disposizione di chi vuole dare sfogo alla propria creatività oppure offrire ai propri clienti delle soluzioni innovative e di arredamento ecologico.

È arredamento ecologico, perché impatta sulla qualità degli ambienti

Perché parliamo di arredamento ecologico quando ci riferiamo al verde verticale? Perché la vegetazione, tanto all’interno che all’esterno:

  1. Abbatte i livelli di CO2, rendendo dunque l’aria più respirabile e contribuendo al miglioramento delle condizioni climatiche generali;
  2. Stabilizza l’umidità: limitando la proliferazione dei parassiti e rendendo gli ambienti più vivibili;
  3. Assorbe formaldeide: un pericolosissimo agente che viene utilizzato nella verniciatura dei mobili e che viene dimezzato già in pochi giorni di presenza di un’adeguata quantità di verde;
  4. Assorbe l’inquinamento sonoro: un buon giardino verticale può avere un grosso impatto sui rumori e suoi suoni che attaccano gli ambienti cittadini. Un inquinamento di cui ci occupiamo ancora troppo raramente.

Casa con arredamento ecologico

Loft con lichene

Cucina con polemoss

Cucina con muschio

26 Agosto 2019 / / Architettura

Il General Contractor – che può declinarsi sia nella forma di persona fisica che giuridica – è un fornitore cui viene affidata l’intera ristrutturazione o realizzazione di un’opera edilizia. Fino a qualche decennio fa, si faceva riferimento al General Contractor soprattutto per gli appalti pubblici, con l’obiettivo di ottimizzare la gestione complessiva del processo di costruzione; ultimamente, però, la figura è sempre più richiesta anche nell’ambito dell’edilizia privata.

Il ruolo del General Contractor: efficacia e convenienza di un interlocutore unico

Il General Contractor è una figura indispensabile: durante i lavori infatti, sorgono sempre criticità da risolvere. Ed è proprio qui che subentra il General Contractor, il cui ruolo è appunto quello di gestire efficacemente i lavori, dalle pratiche burocratiche agli obblighi di legge da adempiere, fino alla scelta dei fornitori e alla soluzione dei problemi che possono sorgere in cantiere.
Il termine, di origine anglosassone, può essere traducibile come “capocommessa” e indica una persona la cui attività è del tutto assimilabile a quella di un regista teatrale o cinematografico: compito del General Contractor è infatti quello di coordinare tutti gli attori che entrano in scena nel momento in cui si avviano dei lavori edilizi, tenendo sotto controllo in particolare tempi e costi ma garantendo al contempo la massima qualità dell’opera.



Come si accennava, il General Contractor accorpa diverse professionalità specializzate nei diversi settori riguardanti i processi di ristrutturazione e costruzione. Ci saranno dunque professionisti dedicati a espletare le pratiche edilizie e amministrative del caso, come per esempio i permessi comunali, i progetti esecutivi e altri ancora che si occuperanno della selezione dei singoli artigiani, quali imbianchini, elettricisti e idraulici.
Con l’apertura di un cantiere, comunque, i problemi vengono a galla man mano che si procede con i lavori: in questi frangenti, pertanto, il General Contractor deve individuare la strategia più efficace e le soluzioni più idonee per risolvere le criticità in tempi ridotti, cercando di contenere eventuali spese extra.

Il General Contractor nell’edilizia privata

Anche nel campo dell’edilizia privata affidarsi a un General Contractor si rivela spesso la scelta giusta. Chi costruisce una casa ex novo o ristruttura la vecchia abitazione, infatti, si trova a gestire un processo estremamente complesso, soprattutto se, anziché optare per un’unica ditta cui affidare i lavori, si decide di far ricorso a diverse aziende, oppure di acquistare autonomamente alcuni materiali. Proprio come accade per un film o per uno spettacolo teatrale, più attori calcano il palcoscenico, maggiori saranno le difficoltà che incontrerà il regista. Lo stesso accade per un’opera edilizia: con l’aumentare delle persone coinvolte, accresceranno anche le variabili da gestire. Un altro tasto dolente è costituito dalle responsabilità: a chi attribuirle in caso di ritardi o lavori mal eseguiti? Senza contare, infine, i costi e le tempistiche, che, in mancanza di una corretta organizzazione, potrebbero dilatarsi in modo preoccupante. Ecco allora che, anche per l’edilizia privata, affidarsi a un General Contractor assicura numerosi vantaggi: il committente riceverà un lavoro “chiavi in mano”, senza doversi preoccupare in alcun modo della gestione dei lavori. E, anche se inizialmente sembrerà di dover pagare di più a conti fatti il risparmio sarà notevole.

25 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Amaca: quanti e quali tipi esistono e perché ci piace così tanto

Anche voi avete sempre sognato di avere un’amaca?
Io ne sono sempre stata affascinata e da piccola desideravo averne una al posto del letto.

Sono convinta di averla vista la prima volta in Peter Pan, forse ci dormivano i bambini sull’Isola che Non C’è, sta di fatto che per me divenne una sorta di ossessione che mia mamma si è puntualmente ostinata a sabotare.

Non avendo mai avuto un giardino o un terrazzo abbastanza grandi, il mio sogno è rimasto tale (fino ad oggi!).
Crescendo mi sono resa conto che forse dormire tutti i giorni in questo giaciglio pensile può non essere così piacevole come dondolarsi qualche ora in riva al mare, magari con un cocktail gelato tra le mani…ma nonostante le avversità e i sabotaggi materni, la fascinazione per questo esotico letto sospeso è rimasta sempre fortissima.

Cosa ci piace così tanto dell’amaca?
Perché anche da adulti continua ad esercitare su di noi un’attrazione magnetica? Sarà il dondolare che ci culla verso stati di relax assoluto? Sarà che ci trasporta subito verso assolate isole tropicali e acque cristalline?

Partiamo dalla sua storia e vediamo quanti e quali modelli di amaca esistono. Preparati, perché c’è solo l’imbarazzo della scelta tra amache tradizionali, freestanding, a poltrona, a letto, giganti…

Storia

Prima cosa da sapere è come si pronuncia. L’accento va sulla seconda “a” quindi: amàca.

Il termine deriva dallo spagnolo hamaca, di origine caraibica, e sembra derivi dal nome dell’albero fibroso che veniva utilizzato per tessere la tela (hamack).
Questo comodo giaciglio in rete o tela nasce nell’America del Sud e pare sia stata presto adottato da Cristoforo Colombo per far dormire più comodamente i marinai, ma soprattutto per evitare il contatto con i pavimenti sottocoperta, bagnati, sporchi e infestati da insetti e topi.

Probabilmente anche gli Indios dell’America Latina e dei Caraibi le usavano proprio per una questione igienica e di sicurezza contro animali, insetti e rettili. Anche la funzione termica non è da sottovalutare: con il caldo e l’umidità meglio stare sospesi dal suolo e su una superficie traspirante.
Sembrerebbe inoltre che le definissero “culle degli dei”: sarà per questo che continuano ad esercitare su tutti noi un enorme fascino?

La storia dell’amaca accompagna la nostra, la vediamo in dipinti, cartoni animati, film. Ancora oggi è sinonimo di relax e pace dei sensi, non a caso ne vediamo una stupenda nel capolavoro di Sorrentino “La Grande Bellezza”: una raffigurazione potente del “dolce far niente”.
Tony Servillo scena amaca Grande Bellezza

Materiali

Se le più antiche amache venivano prodotte con fibre naturali intrecciate (hamack tree, agave sisalana o Sisal) oggi ne possiamo trovare di tutti i tipi: cotone traspirante, corda, rete, stoffa.

Per esterni e campeggio ci sono materiali sintetici “tecnici” e performanti super robusti (ci sono lettini sospesi e tende-amaca studiati per resistere a temperature estreme e prodotte in poliammide, polipropilene, nylon).

Tipologie

Esistono due grandi famiglie:

    • amache autoportanti: si appoggiano a terra e hanno una struttura di sostegno o supporti in legno, metallo, acciaio

    • amache da appendere: le più tradizionali si sospendono agganciando le estremità a due sostegni che possono essere alberi, pali, rocce. Si possono fissare tramite nodi o con ferramenta idonea (ganci, moschettoni, corde…). Esistono inoltre le poltrone-amaca o sedie-amaca con aggancio a soffitto


Entrambe le tipologie possono essere portatili (le autoportanti dotate di struttura sono in realtà fisse e meno agevoli da spostare, ma ci sono autoportanti pieghevoli che sono invece facilmente richiudibili e spostabili).

Il giaciglio più essere inoltre dotato di bastoni alle due estremità. In questo modo il piano su cui ci si sdraia rimane teso. Quelle prive di bastone sono più avvolgenti e si adattano alle forme del corpo.

E tu che amaca vuoi?

Amaca da giardino

La più amata: torni a casa la sera dopo il lavoro e ti fiondi a rilassarti con un buon libro o con il semplice cinguettare degli uccellini (magari se ti doti di zanzariera è meglio).
In giardino puoi scegliere l’autoportante o quella più tradizionale appesa a due alberi.

Se la vuoi in terrazzo probabilmente la soluzione migliore è quella da terra con supporti free standing, oppure la poltrona-dondolo da soffitto.

Amaca matrimoniale o doppia

Soluzione maxi, l’amaca doppia o gigante ospita comodamente due persone. Non lanciarti in acrobazie perché potreste ribaltarvi in men che non si dica.
Pare esistano anche i modelli familiari per 3 o 4 persone…sinceramente io concepisco l’amaca come un angolo di relax individuale o al massimo in coppia, ma sono sicura che un pisolino all’ombra insieme ai bambini possa essere ugualmente rigenerante.

Amaca da interni

L’amaca in casa è più difficile da gestire. Dove si appende e come?
In appartamento può trovare spazio in balcone, nello studio o nella cameretta dei bambini (anche i ragazzi apprezzano). Altra opzione indoor è il salotto…ma stiamo parlando a mio parere di ambienti da rivista patinata o da Instagrammer. Anche se una valida alternativa è un’amaca o una poltrona sospesa con struttura autoportante. Comunque le ispirazioni ci sono, guarda qui sotto!

Amaca dondolo e poltrona

Ci sono quelle a sacco, i cocoon (amatissimi dai più piccoli e ideali in cameretta per costruire una “tana”) e le poltrone con aggancio a soffitto “a forma di uovo”. Solitamente possono essere in tessuto, nylon o rattan.

Amaca brasiliana

A righe o tinta unita in tela di cotone, con inserti in macramé per gli amanti dello stile boho chic.

Amaca messicana

Le migliori sono prodotte in Yucatan dove vengono tessute a mano come una volta. Sono caratterizzate da struttura a rete traspirante e sono leggerissime. Poco indicate per i bambini.

Amaca da campeggio

Non voglio entrare nei meandri del mondo outdoor, perché ne so davvero poco. La mia idea di amaca è relax a bordo piscina o in spiaggia…insomma scalate e trekking non sono il mio pane quotidiano. Mi limito a segnalare l’esistenza di modelli pazzeschi e resistentissimi, dalla semplicissima amaca da bivacco da attaccare fra due alberi, alle tende sospese, amache da 3 e 4 persone, sacchi a pelo pensili realizzati per resistere a bassissime temperature in mezzo a cime innevate.

Amaca letto

Parlando di sacchi a pelo, l’amaca può essere usata come letto. Dopotutto è la sua funzione originaria! Se intendete usarla outdoor mi affiderei ad amache come quelle appena descritte sopra: resistenti e costruite per offrire performance di alto livello. Se volete usarla in casa, optate per l’opzione matrimoniale con agganci alle 4 estremità.

Amaca da spiaggia

Se vuoi portare l’amaca in spiaggia scegli un materiale traspirante, facile da piegare e che occupi poco spazio. Attrezzati con i ganci giusti e trova l’angolo perfetto. Puoi anche optare per un modello pieghevole tipo lettino da camping. Se invece avevi in mente di stare a mollo, sappi che esistono le amache galleggianti e gonfiabili (ideali anche in piscina in alternativa al materassino).

Dove comprare un’amaca?

La citazione tratta da I Simpson è d’obbligo: “…c’è “Amica Amaca” sulla quinta, “Amaca Magò”, “Hai mica un’amaca”. Ah già, ora che ci penso sono tutti nel DISTRETTO DELLE AMACHE!!!”

Nel mondo reale il mio consiglio è di comprare l’amaca online. I siti sono tantissimi, partendo dai grandi colossi (Amazon, ebay) fino ai portali specializzati, quindi potete trovare amache economiche e vere e proprie Rolls Royce delle amache.
Io preferisco i siti specializzati perché spesso tra questi si trovano piccole aziende che prestano maggiore attenzione alla qualità dei materiali e ai processi di produzione. Ad esempio Tropilex, da cui ho comprato la mia, si rifornisce da tessitori tradizionali colombiani e indiani, dona l’1% delle vendite a organizzazioni no profit che si dedicano alla salvaguardia ambientale ed ha certificazioni FSC® per il legno e OEKO-TEX® per i tessuti.

Misure ce ne sono di tutti i tipi. Non esiste uno standard, a meno che non siate dei puristi e non vogliate un’amaca tradizionale intrecciata a mano nello stile dei Maya…allora credo che lo standard fosse quello di un letto singolo. Oltre alle dimensioni controlla anche il peso massimo consentito, ma non ti preoccupare, ci sono anche quelle per orsi!


Foto di Chris Favero

25 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Soluzioni per case piccole: il divano curvo componibile

Le idee migliori per l’arredamento nascono a chi di case ne ha viste e arredate tante. Queste idee nascono sempre da un presupposto fondamentale: la casa non è solo uno spazio da riempire, bensì un ambiente da vivere e fruire quotidianamente.
Chi capisce questo sa interpretare anche un altro elemento chiave della progettazione, ovvero le esigenze delle persone e la necessità di organizzare al meglio gli interni.

Questa esigenza è particolarmente sentita quando ci si trova ad arredare un monolocale o una casa piccola, come anche una seconda casa magari riservata alle vacanze.
Quali mobili scegliere per non sprecare spazio, per non usarlo male o per evitare l’effetto horror vacui con mobili e mobiletti sparsi ovunque…ognuno con la propria funzione.

Ecco il segreto: evitare di accumulare arredi “monofunzione” optando invece per mobili multifunzionali, componibili e modulabili. Deve essere il mobile ad adattarsi alle nostre esigenze di spazio e di gusto, e non viceversa!

È partendo da queste riflessioni che nasce un progetto di arredo molto particolare, un divano componibile con moduli curvi, capace di adattarsi a qualsiasi spazio, interno o esterno.

Il progetto: flessibilità ed eco-sostenibilità

Nelle case di piccole dimensioni è forte il bisogno di unire due tra gli arredi più ingombranti: il divano e il letto.

Questi sono indubbiamente i due elementi che occupano di più perché, rispetto ad un armadio, a un mobile bagno, alla cucina o ad altri arredi contenitivi che si sviluppano in altezza, divano e letto rubano spazio a terra ed in questo modo influenzano anche l’ergonomia e la fruizione degli ambienti domestici.
Per questo motivo (e anche per la mancanza di una vera e propria camera da letto) quando bisogna arredare un monolocale o un ambiente contract si ricorre, nella maggior parte dei casi, a divani letto o a letti a scomparsa.

Ma passiamo al progetto.
Il suo ideatore, Vincenzo di Lello, ha una lunga esperienza come arredatore di interni ed esterni. È proprio la sua professione che l’ha spinto a trovare una soluzione flessibile per spazi ridotti, a pensarla e idearla mettendo in pratica tutto il know how accumulato negli anni.

Chi per decenni ha dedicato la propria vita ad arredare case grandi o piccole conosce per filo e per segno i bisogni di chi le abita. Non a caso il primo progetto di Vincenzo è stato proprio un divano curvo componibile, con pouf integrato e perfino con un materasso.

Il divanetto verrà realizzato con poliuretani flessibili ecologici e riciclabili e materasso in schiuma di lattice che può essere ripiegato e riposto nel pouf contenitore quando non serve.

Il divano, soprannominato dal suo ideatore “Tondoletto” non è solo un grande sistema di sedute adattabili a qualsiasi ambiente, ma diventa un comodo letto matrimoniale o, se declinato in versione outdoor, un grande lettino da spiaggia per due.

Tondoletto per monolocali, spiaggia, terrazzo: parola d’ordine versatilità

Ricapitoliamo tutti i possibili usi del divanetto curvo modulare Tondoletto:

  • divano componibile: da creare su misura in base allo spazio a disposizione
  • divano e poltrone: per un salotto completo e trasformabile in qualsiasi momento (basta unire gli elementi!)
  • divano con pouf: perfetto per un salottino piccolo ma funzionale
  • divano letto circolare: il geniale materassino pieghevole si nasconde nel pouf durante il giorno e si estrae di sera per trasformare il divanetto in un letto matrimoniale
  • divanetto per sala d’attesa, aeroporto, atelier di moda…ovunque ci sia bisogno di una soluzione comoda e modulare, da modificare e riconfigurare in qualsiasi momento
  • lettino da spiaggia, terrazzo, veranda: ovunque ci sia bisogno di sedute componibili e confortevoli, facili da spostare, igieniche e di agevole manutenzione

Un work in progress con un occhio di riguardo al low cost

Imbottiture e rivestimenti saranno pensate per offrire un prodotto finito economico, rivolto a soddisfare le esigenze di tutti. Il design tutto italiano sarà diretto ad uso abitativo o contract, con la possibilità per tutti gli utenti di personalizzare divano e divanetti con cuscini e rivestimenti su misura di produzione artigianale.
Tondoletto diventerà una soluzione flessibile e tailor made, ideale per ambienti moderni informali e formali.

Se sei interessato al brevetto contatta: vincenzodilello@gmail.com

12 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Ovvero: come illuminare casa senza lampadari, plafoniere, sospensioni e faretti

Quando si va a vivere in una nuova casa ci si concentra spesso su cucina, bagni, impianti e pavimenti, trascurando gli accessori. Ma ci sono dei complementi che sono davvero indispensabili…le lampade! Sceglierle può rivelarsi una vera e propria sfida, perché quello dell’illuminazione è un mondo vastissimo. Un ottimo portale è Lampade.it, sito tedesco che è sbarcato in Italia nel 2017 ma che esiste dal 1999 e che propone collezioni decisamente ben curate. Brand di design e prodotti dalle linee moderne super accattivanti lo rendono definitivamente la scelta giusta per arredare…anzi, illuminare, tutta la casa.
Insomma, un mix perfetto di lampade di marca (per me fondamentale visto che nella mia wishlist avevo due must have: la Tolomeo di Artemide e la mitica Ariette di Flos) e prodotti economici ma ben fatti. Una volta studiati i tantissimi modelli a disposizione abbiamo capito che l’illuminazione a soffitto non fa per noi e non rappresenta la nostra idea di casa. Preferiamo l’illuminazione da parete perché più omogenea e d’atmosfera quindi, in casa nostra, solo applique. Ci siamo trovati d’accordo sul fatto che usare una lampada da parete diversa in ogni stanza è il tipo di illuminazione da interni che si addice alla nostra idea di ambiente domestico. NO a lampadari vistosi o sospensioni, faretti e abuso di controsoffitti in cartongesso, plafoniere anonime.

Uniche eccezioni saranno una piantana lato divano e dei faretti a binario all’ingresso e davanti all’armadio in camera.

Ad ogni parete la sua lampada: ecco la wishlist definitiva

In cucina: lampade a braccio flessibile

Sopra il top della cucina ci vuole la giusta illuminazione diretta per preparare i cibi, lavare, cucinare. Un’applique a braccio allungabile è ideale, soprattutto se ti piace un tocco industrial o vintage.

Sopra il tavolo: da parete orientabile

Sopra il tavolo una maxi lampada da parete con braccio snodabile lungo è un vero tocco di design. La struttura mobile permette di spostare la fonte luminosa anche su altre zone della cucina o della sala da pranzo, un’idea perfetta se vivi in un open space.

Zona tv: striscia led

E’ importante retroilluminare il televisore per guardare la tv senza stancare gli occhi. Le strisce LED sono una soluzione economica che puoi applicare dove vuoi.

Divano: lampada da lettura

Leggere, lavorare al pc, rilassarsi con una tisana e un po’ di musica. Qui serve solo una fonte luminosa localizzata e rilassante, d’atmosfera o da lettura.

In camera da letto: applique da comodino e faretti per armadio

Il lato del letto va illuminato al meglio. In camera si vive più che altro la sera, ci si rilassa e si riposa. Qui la luce è calda e avvolgente, quindi due applique al lato del letto dovrebbero essere schermate da un paralume ed essere orientabili per leggere a letto.

Corridoio: economiche, in gesso

Noi abbiamo voluto risparmiare sulle lampade per il corridoio. È una scelta personale. Si tratta di un luogo di passaggio che non ha bisogno di grande progettazione.

Bagno: applique cubo o faretto?

Per lo specchio del bagno ci vuole un’illuminazione abbastanza potente per permettere di diffondere bene la luce, truccarsi / radersi, vedere bene le superfici quando bisogna pulire. Una lampada da parete a cubo si adatta bene ad ambienti moderni e illumina in maniera omogenea in tutte le direzioni. Ma qui c’è stato uno scontro di stili e quindi per il bagno di lui abbiamo scelto il cubo, per il mio il faretto di design di Louis Poulsen.

Esterno: led con sensore o decor?

La maggior parte delle lampade per balconi e terrazzi è a parete, quindi è stato facile trovarle. Philips ad esempio offre sempre un ottimo rapporto qualità prezzo. Esistono anche le applique murali con sensore di movimento, ma per la zona del salottino io opto per lampadine decorative!

La caratteristica principale di questo tipo di illuminazione, che ci ha convinti ad optare solo per lampade a parete, è che ci sono talmente tante forme e materiali che è stato facile trovare quelle perfette per i nostri gusti.
Ma quello che più ci piace è che puoi mimetizzarle completamente oppure farne oggetti d’arredo, decorativi e di design. In questo modo ora ogni stanza ha il suo carattere e la sua personalità, proprio come desideravamo.

3 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Ok, confesso.

Quando ho comprato la cucina ho voluto risparmiare sugli accessori interni per organizzare la dispensa. Quelli della casa madre erano troppo cari e ho optato per una colonna dispensa con ripiani.

Mi sono pentita di non aver acquistato la colonna estraibile e la verità è che ora mi trovo in difficoltà perché l’interno del mobile (più profondo rispetto a quello dei pensili) è stracolmo di sacchetti e sacchettini.
Spesso ci sono cose che rimangono sul fondo e che non ricordo di avere. Ma il giorno in cui mi sveglio e decido di fare “quella torta al cocco che ho visto su quella rivista”…ahimè, il cocco c’è ma è del 2016, laggiù, sepolto da mille altri pacchetti e scatoline.

La colpa di questo pentimento è anche di Marie Kondo e della sua arte di “organizzare tutto tematicamente in scatole apposite” (magari anche con etichetta!), ma come darle torto quando nell’unica dispensa della cucina non ci entra più nemmeno uno spillo?

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E vogliamo parlare di quando si vuol fare una bella pulizia approfondita? Organizzare tutto in scatole e su ripiani in metallo permette di estrarre e riporre tutto velocemente, tenendo le superfici più pulite e perdendo meno tempo per risistemare barattoli e pacchetti.

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Come ho organizzato la dispensa della cucina (e non solo)

Organizzare gli spazi è fondamentale, soprattutto quando la cucina è piccola.

La mia, angolare, misura 284 x 334 cm. Non è piccolissima, ma non ho voluto i pensili e quindi un lato è completamente sfruttato con colonne, mentre l’altro è composto di sole basi con ante e cassetti. Se aggiungiamo che il lato colonne comprende ovviamente anche frigorifero, forno e microonde, i vani contenitivi veri e propri non sono molti.
Non mi pento di non aver preso i pensili (non mi piacciono e continuano a non piacermi soprattutto nel caso di cucine a vista sul soggiorno open space), ma da questa scelta estetica ne consegue che un’organizzazione puntuale degli interni è semplicemente NECESSARIA.

Quello che ho fatto per risolvere il mio problema è stato:

  1. un bel decluttering della cucina

    ho aperto tutte le ante, ho tirato fuori tutto quello che c’era dentro e ho buttato / regalato / venduto quello che non ho usato nell’ultimo anno. Tipo: una sac a poche (regalatami 3 anni fa, MAI usata); le forme per fare i biscotti (mai fatti biscotti in vita mia); il tostapane (ne avevo due!); il frullatore (ormai ho il fedele robot da cucina tuttofare)…e tanto altro (compreso il cocco scaduto e i suoi simili ormai fuori data)

  2. dividere tutto in categorie

    ad esempio: cereali, frutta secca e biscotti per colazione; conserve; pasta, riso e cereali per primi e zuppe; spezie, dadi e condimenti vari; vari tipi di olio e aceto; farine, lieviti e altri prodotti per dolci, pane e pizza; piatti, ciotole, insalatiere, taglieri, posate di uso quotidiano divise da coltelli da cucina e altri utensili, ecc…

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  4. fare una lista degli accessori indispensabili

    non solo scatole portaoggetti ma anche scaffali e cestelli per ordinare la dispensa e sistemare tutto in maniera più funzionale

Ripiani da aggiungere all’interno dell’anta della dispensa trovati su Lionshome

Ho scoperto un mondo di cestini e portatutto, piccoli ripiani super accessoriati e portabottiglie, tutti facili da aggiungere all’interno dei mobili della cucina o da appendere alle ante, utili anche in caso di dispensa bassa o angolare.
Con questi organizer anche i piatti possono essere disposti meglio, liberando tanto prezioso spazio per altri utensili, stoviglie e pentole (basta organizzarli su più livelli!).

Sinceramente quando ho iniziato la mia ricerca mi sono resa conto che sarebbe stata infinita. Il mondo degli accessori per organizzare la cucina è sconfinato, ma alla fine ho trovato molto comodo Lionshome: praticamente un motore di ricerca, ma incentrato solo su mobili e complementi per la casa.
Mi sono trovata benissimo perché ho trovato tutto senza dover saltare da un sito all’altro e ho potuto anche confrontare i prezzi senza perdere tempo.

11 indispensabili per organizzare dispensa, pensili e cassetti in cucina

Ecco gli 11 accessori da cucina di cui non posso più fare a meno.

Secondo me li devi avere se vuoi tenere ordine in cucina o riorganizzare i mobili che hai in maniera intelligente e definitiva:

  1. ripiani estraibili per una dispensa super funzionale
  2. Carrello estraibile e scaffali per dispensa trovati su Lionshome

  3. scaffale piccolo da attaccare dentro l’anta nel caso di dispensa bassa
  4. Scaffale da attaccare all’interno dell’anta, sempre su Lionshome

  5. organizer per padelle
  6. ripiani per sovrapporre i piatti
  7. Porta padelle perfetto anche per piatti!

  8. cestello con maniglia per condimenti e spezie
  9. organizer per carrello dispensa estraibile (piccolo ma potente, soprattutto se si trova vicino ai fuochi diventa lo spazio perfetto per condimenti e spezie più utilizzati)
  10. contenitori per bustine di tè, sacchetti di farina, biscotti, succhi
  11. contenitori per caffè, capsule e cialde
  12. contenitore per sacchetti della spesa da appendere all’anta
  13. portabottiglie di vino
  14. sembra inutile…ma il portalattine è un salvaspazio eccezionale!

  15.  

Ultimo consiglio!

Ho organizzato le cose in modo da avere:

  • davanti e ad un’altezza confortevole quelle che uso con più frequenza (riso, cereali e pasta, più tutto il necessario per la colazione)
  • dietro e in alto quelle che uso solo ogni tanto e a lunga conservazione
  • in basso ho messo alimenti in scatola, che uso raramente
  • olio, aceto, spezie e condimenti li ho messi in contenitori con maniglia all’interno del carrello nelle vicinanze del piano a induzione

Se non si fosse capito fare torte e biscotti non è tra le mie attività preferite, quindi farine, lieviti, cacao, cocco & co. sono stati confinati ai piani alti, ma ben conservati in scatole con chiusura, per evitare farfalline e altri attacchi esterni.
Insomma, con i giusti accessori anche la dispensa e la cucina più piccole possono essere riorganizzate in maniera smart e diventare spazi più vivibili. La mia personale conclusione è che l’ordine fa venire voglia di “fare cose”, cucinare e forse sfornare anche qualche biscotto!

Dopo questo mega decluttering mi sento (quasi) come lei 🙂
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19 Aprile 2019 / / Blog Arredamento

Le luci in camera da letto vengono spesso sottovalutate applicando un’unica fonte luminosa centrale.

L’illuminotecnica di oggi punta invece alla creazione di punti luce focalizzati su aree distinte, caratterizzati da una diversa disposizione (a terra, a soffitto, a parete, da tavolo), dalla varietà delle lampade utilizzate (lampadari, plafoniere, applique, lampade da tavolo, faretti, led, piantane) e dal tipo di illuminazione (diretta, indiretta, mista).

Una delle aree fondamentali da illuminare come si deve è quella ai lati del letto: qui vanno le abat jour, ausilio indispensabile quando si tratta di creare una zona di illuminazione rilassante e soffusa.

Se l’abat jour (che significa lampada con paralume) non fa per te perché hai bisogno di un’illuminazione più diretta, allora dovrai valutare delle lampade da lettura, delle applique a parete oppure lampade o faretti a soffitto.

Qui trovi consigli e idee per illuminare la tua stanza, in particolare la zona del letto.

Definire i punti luce in camera

Prima di scegliere abat jour e lampade chiediti se in camera da letto vuoi una sensazione di abbraccio sensoriale, o preferisci la fredda nitidezza di sfumature blu e bianco-azzurre.
La risposta che ci immaginiamo è: camera da letto, luogo di relax e intimità…quindi bagno di luce calda e poco intensa!

La risposta è corretta, ma attenzione perché la camera si compone di varie zone che andranno illuminate in maniera diversa. Ricordiamo inoltre che la luce calda non è per forza di colore giallo / arancio ma può essere bianca e naturale.

Come nelle altre stanze della casa avrai bisogno di:

  • luce centrale generale, di solito un lampadario o una plafoniera, per fruire armoniosamente di tutta la stanza durante le attività giornaliere (vestirsi, riordinare, pulire, rifare il letto)
  • sorgenti luminose localizzate da progettare in base a specifiche esigenze (luci d’atmosfera per rilassarsi a letto, nitide per leggere, focalizzate per illuminare l’armadio o il mobile toeletta per il trucco, lampade da scrivania se presente una zona studio, luci notturne se ti alzi la notte)

Prima di tutto quindi pensa ai tuoi bisogni, poi scegli il calore delle lampadine ed infine i modelli di lampada.

Se hai un letto particolare o una libreria, se sei una persona creativa, se siete una coppia giovane a cui piacciono ambienti informali, potreste semplicemente volere delle luci decorative o colorate!

Come illuminare il letto: abat jour, lampada da lettura o d’atmosfera?

Nell’area dedicata al riposo è necessario predisporre un’illuminazione naturale e calmante, con lampadine preferibilmente a luce calda. I più moderni led possono essere scelti a luce calda (< 3300 K), fredda (> 5300 K) o neutra (3300-5300 K).

Una volta scelta la temperatura di colore che meglio si adatta alle vostre esigenze e gusti, sarà il momento di scegliere come illuminare la zona notte.

Scegli un abat jour con paralume se vuoi un’illuminazione soffusa e diffusa. I modelli a disposizione sono veramente tantissimi e sono pensati per adattarsi a qualsiasi stile. Sono elementi funzionali e d’arredo che contribuiscono alla decorazione della camera da letto.
I modelli di abat jour in commercio sono molteplici e per tutti i gusti: moderne, di design, shabby chic, in legno, in cristallo, in ferro battuto, in pietra, in plastica.

Prima di acquistarle decidi anche il tipo di accensione di cui hai bisogno.
Potresti volere una semplice presa di corrente in corrispondenza del comodino a cui collegare il cavo dell’abat jour e quindi accenderla e spegnerla dall’interruttore integrato (detto a filo, a slitta o volante).
Oppure potresti voler accendere le lampade da comodino da uno o più interruttori a muro, ad esempio dall’interruttore centrale che controlla anche il lampadario o i faretti. In questo secondo caso dovrai prevedere l’intervento dell’elettricista.

Se la luce di fianco al letto ti serve per leggere potresti valutare una lampada da lettura con luce direzionale oppure un’applique a parete con braccio regolabile e orientabile.

Molto di moda sono anche le sospensioni a soffitto con filo lungo e lampadina nuda. Una scelta di tendenza esteticamente vincente che però a lungo andare potrebbe rivelarsi non particolarmente funzionale.

L’abat jour nella cameretta dei bambini

Se progettata bene la luce ci aiuta in ogni momento della vita domestica, senza dimenticare che la corretta illuminazione permette di non sforzare gli occhi quando leggiamo, guardiamo la tv o stiamo davanti al pc. Per questo motivo bisogna prestare particolare attenzione all’illuminazione nella camera dei bambini e dei ragazzi: nella loro stanzetta i vostri figli leggono, studiano, riposano, giocano, si dedicano ad attività che richiedono vari tipi di illuminazione.

Di fianco al letto o al lettino ci sarà un abat jour o una luce da lettura a seconda dell’età.

Per i più piccoli l’opzione migliore sarà una lampada da comodino decorativa caratterizzata da disegni e paralumi che addolciscono l’atmosfera e conciliano il sonno.

Nella stanza dei ragazzi l’illuminazione sarà strutturata in varie zone: la scrivania dove studiano e fanno i compiti avrà una lampada da tavolo con luce fredda, ci sarà poi un lampadario per la luce generale (come per una stanza da adulti) e infine un abat jour per la sera accanto al letto. Quest’ultima dovrà essere pensata sia per la lettura che per agevolare l’uso di smartphone e tablet a letto.
I ragazzi più grandi potrebbero voler consultare internet o chattare a letto fino a tarda sera, quindi meglio pensare al benessere dei loro occhi!
Un altro fattore da considerare è l’aspetto decorativo. Ragazzi e ragazze vogliono che la loro stanza rifletta il loro stile e i loro gusti, quindi un abat jour particolare o di design è d’obbligo.

Prima di comprare un abat jour…

Altri fattori da tenere in considerazione sono: la forma della stanza, la presenza di elementi architettonici che richiedono uno studio più approfondito dell’illuminazione (colonne, quinte divisore dietro cui hai creato una cabina armadio o un bagno en suite, tetto in legno, travi a vista, stanza mansardata…), lo stile di arredo, il colore delle pareti (il bianco illumina riflettendo la luce, i colori scuri la assorbono).
Se stai scegliendo l’illuminazione per tutta la casa puoi rivolgerti ad un architetto o ad un interior designer. I professionisti possono darti una mano nella progettazione intelligente di tutte le aree della casa, aiutandoti nella creazione di ambienti piacevoli e organizzati in maniera funzionale.

Tutte le lampade che hai visto in questo articolo sono di Mazzola Luce.


diotti.com è una società specializzata nella vendita di arredamento italiano personalizzabile e su misura, realizzato su commessa. Si pone come obiettivo la volontà di offrire, ai propri clienti, un’esperienza di interni completa e fruibile su più fronti, in autonomia o seguiti da professionisti, online o in showroom.
Nonostante la recentissima pubblicazione (il sito è attivo da poche ore!), quella di diotti.com è una storia dal sapore (e dal sapere) antico, radicata nella conoscenza del materiale, del prodotto e della fabbricazione artigianale.

Tuttavia, come la medaglia ha due facce, anche diotti.com ha due anime: da un lato c’è la tradizione brianzola, che ha fatto del classico mobilificio il suo emblema, e dall’altro l’online, che con ArredaClick ha rivoluzionato il modo di comprare e acquistare gli arredi per la propria casa.

Un po’ di storia: Arredamenti Diotti A&F e i mobili artigianali

storia arredamenti diotti a&f

Dirlo sembra anacronistico, ma diotti.com nasce nel 1911, fondata dalla famiglia di cui porta il nome. Vanta dei trascorsi da bottega artigianale, prima specializzata nella produzione di sedie in legno, poi nella realizzazione di mobili per tutti gli ambienti della casa. È una storia comune a quella di tante famiglie lombarde che, nel secolo scorso, hanno fatto della falegnameria, e della Brianza, i loro punti fermi.

Con il passare degli anni, la bottega si è trasformata in un laboratorio più grande, poco distante dalla sede originaria, capace di ospitare macchinari, una zona di carico, un magazzino e uno showroom. La vera svolta avviene alla fine degli anni 60, quando è chiara la necessità di disporre di uno spazio espositivo di dimensioni maggiori. Nel 1968, dunque, apre al pubblico lo showroom di Lentate sul Seveso, ancora oggi sede e quartier generale della società.

Per più di mezzo secolo, Diotti A&F è stato un punto di riferimento nel settore dell’arredo e dei mobili su misura, ed ha servito l’intero territorio lombardo non solo in showroom, ma anche attraverso un corredo di servizi di presa misure, installazione e montaggio effettuati da tecnici professionisti.

2008: ArredaClick, l’e-commerce, i mobili online

ArredaClick è stato il primo e-commerce di arredamento personalizzabile e acquistabile online in Italia. Facendo tesoro dell’immediatezza e dell’accessibilità del web, ha saputo creare un modello di distribuzione e vendita di mobili e complementi davvero innovativo, in grado di offrire una gamma di prodotti di qualità eccellente e Made in Italy.

Personalizzazione, trasparenza e prezzo competitivo: ecco alcuni dei valori su cui è stato fondato ArredaClick. Quanto alla possibilità di personalizzazione, ogni prodotto in catalogo è stato sviluppato per essere adattato per dimensioni, finiture e colori alle proprie esigenze.
A differenza di molti negozi online, ArredaClick ha fatto di un Campionario Digitale affidabile la sua punta di diamante: questo ha permesso a molti clienti, in Italia come in Europa, di non macinare chilometri per rendersi di persona nella sede di Lentate, ma di poter acquistare comodamente da casa, in qualsiasi momento, 7 giorni su 7.

All’estrema libertà di personalizzazione si aggiungono la trasparenza e i prezzi competitivi: ogni fase della Configurazione ha sempre mostrato il costo delle opzioni scelte, affinché il cliente potesse ritrovare nel carrello un prezzo coerente con le preferenze selezionate (va da sé, la vera pelle è notoriamente più costosa del tessuto!).

Se già conoscevi ArredaClick, come vedi, nulla è cambiato… a parte il nome! Puoi continuare ad utilizzare il sito come uno strumento per la tua creatività e rubare qualche idea dal suo Blog.
Invece, se non ti sei mai imbattuto in uno dei suoi 6.000 prodotti, non temere. Puoi ancora leggere e farti un’idea delle opinioni e recensioni lasciate dai clienti; nel corso degli anni, a partire dal 2008, ne sono stati serviti più di 35.000!

Cosa troverai sul sito diotti.com (e non solo)

diotti. com scheda prodotto per personalizzazione

Su diotti.com potrai usufruire di tutti i servizi di ArredaClick: un ampio catalogo di prodotti da personalizzare, l’acquisto rapido e sicuro, la consegna a domicilio con corrieri specializzati e una squadra di arredatori pronti ad assisterti in caso di necessità. L’ordine può essere inoltrato al telefono o online, basta creare un account e il gioco è fatto.

Puoi navigare liberamente per categoria, oppure fare una ricerca precisa in alto a destra, da ogni pagina. La gamma di prodotti è davvero ricca, e spazia da mobili per il soggiorno a divani e poltrone, dai letti all’arredo bagno, senza dimenticare la cucina. A questo proposito, sai che puoi addirittura comporre e personalizzare la tua cucina online?

Se ti piace l’idea di rendere il tuo arredo unico, ma preferisci essere consigliato da un esperto o visualizzare di persona alcune delle numerose proposte, recati nello Showroom di Lentate sul Seveso. È sufficiente programmare la visita e fissare un appuntamento compilando un semplice form.

Per qualsiasi informazione, non esitare a contattare il Servizio Clienti!

2 Aprile 2019 / / Blog Arredamento

Insieme alle ristrutturazioni i traslochi sono senza dubbio tra gli avvenimenti più stressanti nella vita di tutti noi.

Lo dimostrano studi psicologici (Hooper & Ineichen, 1979): si tratta di un cambiamento enorme definito da una fase di passaggio ad alto rischio, caratterizzata da svuotamento, disordine, perdita di punti di riferimento. Molti si possono sentire tristi, addirittura depressi, privati di tutti gli oggetti che fino ad allora hanno rappresentato il proprio personale paesaggio familiare. Si abbandona una routine per iniziarne una nuova, la mattina al risveglio non ci saranno più i rumori conosciuti, la stessa luce, lo stesso modo di muoversi in casa. I primi tempi in una nuova casa moltissime persone non la riconoscono come propria, nonostante l’abbiano scelta e magari costruita.

È tutto normale! Ma è per queste ragioni che per un trasloco è sempre meglio chiedere aiuto: affidarsi a dei professionisti può aiutare a non sentirsi persi, ad organizzarsi meglio e ad avere al proprio fianco qualcuno che sia “padrone della situazione” e ci trasmetta sicurezza.

Svuotare gli armadi, gettare via ciò che non ci serve più, dividere tutti gli oggetti per categorie e organizzarli nelle scatole, preparare scatoloni di piatti e bicchieri perfettamente imballati…è solo la prima fase.

Vogliamo parlare di tutta la seconda fase? Smontare, trasportare e rimontare i mobili non è un gioco da ragazzi.

Se hai la fortuna di avere una squadra di familiari esperti in questo genere di attività (e intendo: falegnami, idraulici, elettricisti e forzuti volontari disposti a trasportare arredi e pacchi su e giù per le scale…magari senza ascensore), allora sei a cavallo.

Ma non sempre è così.

Una casa non è solo una casa, dentro c’è tutta la nostra vita e dobbiamo trasportarla da un’altra parte: i tuoi ricordi, i tuoi oggetti del cuore, le foto del vostro primo viaggio insieme, il primo disegno del tuo bambino, i piatti che ti hanno regalato quando hai comprato la prima casa o i peluche di quando eri piccolo. Spesso quello che serve è una ditta di traslochi seria ed affidabile.

Fai da te o ditta di traslochi?

Prima di decidere chiediti cosa devi fare:

  • trasloco di casa
    include il trasporto di tutto ciò che è contenuto in casa, compresi i mobili che richiedono smontaggio, rimontaggio, allacciamenti ed eventuali modifiche
  • piccolo trasloco
    include solo il trasporto di pacchi o piccoli mobili che non richiedono lo smontaggio e il rimontaggio

Per i piccoli traslochi che coinvolgono solo scatole e oggetti, il fai da te rimane l’opzione più economica.

Per traslochi che coinvolgono arredi e complementi che richiedono smontaggio e rimontaggio, spostamenti nazionali o internazionali, piani alti che potrebbero richiedere elevatori, autoscale e piattaforme, spostamento di attrezzature speciali o di oggetti particolari (grandi acquari, ad esempio): in tutti questi casi il nostro consiglio è di rivolgersi ad una ditta specializzata.

Una ditta di traslochi può fare la differenza, senza costarti molto di più rispetto ad un trasloco fai da te, per 3 semplici motivi:

  1. ASSICURAZIONE
    improvvisarsi traslocatore è rischioso, potresti farti male seriamente o chi ti aiuta potrebbe avere incidenti. Sei disposto a correre il rischio? Una ditta di traslochi seria è assicurata contro i danni nei confronti di persone e cose, tu non devi preoccuparti di nulla
  2. BUROCRAZIA
    se hai bisogno di elevatori o autoscale nel fai da te aumenta il rischio di farsi male. Inoltre per occupare la strada servono degli specifici permessi per l’occupazione del suolo pubblico da richiedere al comune. Già hai addosso lo stress del trasloco, vuoi davvero sorbirti le lungaggini amministrative?
  3. NOLEGGIO MEZZI
    se non hai un furgone di tua proprietà, di un familiare o amico, dovrai noleggiarlo, quindi anche con il fai da te avrai delle spese. Se il camion è di un parente o amico…ricordati il punto 1: l’assicurazione e i rischi di farsi male!

Letti questi 3 punti, sei davvero sicuro ti convenga il fai da te?

Il costo di un trasloco

Ti abbiamo consigliato di riflettere bene sui costi del fai da te – ma soprattutto sui rischi che comporta. Ora ti starai chiedendo: ok, mi consigliate una ditta, ma quanto mi costa un trasloco? E c’è modo di risparmiare?

Secondo i siti specializzati un trasloco “standard” può costare dai 700 ai 1000 €.
Attenzione però a fidarsi di queste tabelle generiche, perché ci sono tante variabili in gioco: dipende da dove vivi, da cosa devi trasportare (solo mobili “normali” o anche attrezzature particolari, strumenti musicali, sculture e altro?), quanti km separano le due case e cosa le separa (mare? confini statali?).

Come sempre: chiedi dei preventivi, fatti fornire un listino prezzi, cerca una risposta su misura.

Online puoi trovare tanti siti su cui puoi calcolare il preventivo inserendo pochi semplici dati. Il calcolo viene fatto sostanzialmente prendendo in considerazione due elementi:

  • ore di manodopera di stivatori, facchini, montatori
  • utilizzo mezzi: standard (furgone e sua dimensione) o speciali (piattaforme, elevatori, carrelli, montacarichi, autoscale…)

Per questo motivo per calcolare il prezzo finale ti verrà chiesto:

  • quantità e mole di oggetti e mobili da trasportare
  • quantità e mole arredi da smontare e rimontare
  • eventuale servizio di imballaggio
  • distanza tra le due case: stessa città, due città diverse, nazionale, necessità di trasporti via mare, ecc…
  • piano a cui si trovano vecchia e nuova abitazione, presenza di scale praticabili / ascensore ed eventuale necessità di mezzi speciali

Risparmiare sul trasloco

Se decidi di rivolgerti ad un’azienda specializzata in traslochi puoi risparmiare su alcune voci come:

  • preparazione scatole e imballaggi
  • smontaggio mobili: è più facile smontare che rimontare, ma presta attenzione a farlo con ordine, segna a matita su ante e pannelli quelli che compongono lo stesso modulo, raggruppa la ferramenta in sacchetti divisi e apponi delle etichette per agevolare il lavoro dei montatori. Il risparmio non è elevatissimo, quindi meglio affidarsi a montatori esperti che sanno cosa fare e lo fanno nella metà del tempo che impiegheremmo noi!
  • smontaggio e rimontaggio accessori e complementi: a differenza dei mobili qui puoi risparmiare davvero. Siamo tutti capaci di riappendere quadri, specchi, tende, mensole e lampade da terra da soli

Trasloco no stress: i consigli e la check list

La to do list

  1. PREPARAZIONE SCATOLE
    procurati scatole (ricicla, chiedi a un negozio di fiducia, compra o chiedi alla ditta di traslochi), imballaggi (carta di giornale, pluriball, carta velina) e inizia e preparare i pacchi (non superare i 20 kg per scatolone) così:

    • svuota una stanza alla volta e scrivi sulle scatole la stanza di destinazione
    • inizia con oggetti di scarso utilizzo, non indispensabili e decorativi (soprammobili, libri, cd e dvd, peluche, giochi…)
    • per tv, schermi, stampanti, fax, pc, consolle di gioco e altri dispositivi elettronici, se li hai, usa gli imballaggi originali con le loro sagome in polistirolo (unisci i cavi con i dispositivi a cui appartengono così non farai confusione)
    • dove necessario segnala sulle scatole degli avvertimenti come “FRAGILE” o “NON CAPOVOLGERE”
    • attenzione alle piante: svuota eventuale acqua residua e proteggi le chiome
  2. CIBO E INDISPENSABILI
    Nelle settimane che precedono il trasloco consuma i surgelati e fai piccole spese in base a quello che ti serve ogni giorno, non riempire la dispensa!
    Separa i medicinali da tutto il resto e portali con te durante il trasloco, non affidarli a nessuno. La stessa cosa vale per valori personali, gioielli, denaro.
    Oltre a questi indispensabili, se ci pensi bene ti serviranno solamente: sapone, spazzolino e dentifricio, asciugamani, lenzuola e coperte, posate, piatti, bicchieri, smartphone e caricabatterie, pigiama, intimo e pochi vestiti.
  3. VOLTURE E ALTRE UTENZE
    Con largo anticipo contatta le società che si occupano di fornire gas, luce, acqua, elettricità, linea telefonica, internet, Sky o altri servizi satellitari. Informati sui tempi di voltura o di annullamento del contratto. Inoltre mettiti d’accordo con acquirenti e/o venditori per gestire il cambio di intestazione delle utenze.

Ricordati di avvisare…

  • vicini e condomini: se vivi in un palazzo o condominio prima dell’inizio del trasloco meglio avvertire l’amministratore e apporre un avviso in bacheca, nell’androne, in portineria
  • datore di lavoro / ufficio risorse umane: potresti aver bisogno di permessi e inoltre il cambio di residenza va comunicato all’ufficio paghe
  • commercialista / ufficio imposte / albi professionali
  • poste (cambio di indirizzo, necessità di fermoposta) / banca / assicurazioni
  • comune (anagrafe) per cambio residenza e aggiornamento patente
  • asilo / scuola / università

Quando lasci la vecchia casa…

Evita spiacevoli inconvenienti e ricordati della chiusura del rubinetto generale di acqua e gas, spegni l’interruttore generale della luce e fai una lettura finale dei contatori (magari anche qualche foto).

Attenzione a…

Accertati che la ditta di traslochi sia assicurata, concorda bene con loro la data di inizio del trasloco (ricordati che l’estate è alta stagione anche per gli spostamenti di casa!), definisci bene le tue richieste e avvisa se hai necessità particolari.

Se hai un pavimento in parquet o delicato, avvisa prima in modo che l’impresa possa organizzarsi con apposite coperture.

Durante il trasloco non assentarti troppo a lungo, i traslocatori potrebbero aver bisogno di chiarimenti.

Immagine via Aaron Thong
20 Marzo 2019 / / Architettura

Hai acquistato un vecchio appartamento anni 70 e vuoi ristrutturarlo? Oppure non sopporti più quelle piastrelle rosa confetto in bagno?
Se è così starai sicuramente pensando di ristrutturare casa.

Io ci sono appena passata e ti assicuro che non è una passeggiata.

Per questo voglio darti alcuni consigli per non compiere gli stessi errori che ho fatto io.

Ristrutturazione ingresso: prima

Un esempio? Fidarti del lontano cugino del tuo amico che fa “l’idraulico a tempo perso” e scegliere l’elettricista che si fa pagare la metà rispetto a tutti gli altri.

Quando decidi di ristrutturare casa improvvisamente intorno a te spuntano decine di esperti e tuttologi pieni di consigli e di amici “che sanno fare un po’ di tutto”.

Ristrutturare un’abitazione non è cosa per chi “ha le mani d’oro”: l’edilizia è una cosa seria.

Ristrutturazione ingresso: dopo
Foto via: www.thereseknutsen.no

Non è questione di saper fare dei lavoretti.
Ci vogliono capacità specifiche, in molti casi ci vuole l’intervento di un geometra e può succedere sia necessario anche un ingegnere.

Hai bisogno di professionisti.
Sai perché?

Perché ne va della sicurezza e della salubrità della tua famiglia e dei tuoi vicini (o vuoi una querela nel bel mezzo dei lavori perché ai vicini cade acqua in casa o hanno una crepa nel muro o i calcinacci nei vasi di fiori???).

In secondo luogo, perché ne va dell’integrità del tuo conto in banca!

Prima di iniziare a ristrutturare

Chiediti cosa vuoi.
Il primo direttore dei lavori sei tu, insieme al/la tuo/a partner.

È giusto e in molti casi obbligatorio rivolgersi a degli specialisti, ma non affidatevi completamente a loro per quanto riguarda le scelte legate ai gusti e al vostro modo di vivere la casa. Cosa intendo? Un esempio: se non sopportate l’odore di cibo e la cucina per voi è una zona quasi intima, non fatevi convincere a fare tutto open space “perché adesso si usa così”. La casa poi la vivrete voi, non il geometra / interior designer / architetto.

Prima di tutto quindi  dovete avere le idee chiare su ciò che volete, poi ascoltare consigli e indicazioni.
Ho visto amici trovarsi con piastrelle a mosaico dorate non richieste – e costosissime – o con pareti azzurro puffo dopo aver detto al geometra “in soggiorno siamo indecisi tra il blu balena e il denim drift” (entrambi colori di super tendenza nel 2017, ma ancora adesso!).

Le piastrelle dovete vederle e toccarle con i vostri occhi e mani.
Le mazzette dei colori dovete studiarle insieme e capire se si abbinano ai mobili.
La finitura delle pareti “a stabilitura” è diversa da quella “a gesso”.

…e tutto questo dovete saperlo in modo da scegliere in maniera consapevole e non subire le scelte altrui.

Quanto costa una ristrutturazione

Il primo pensiero è: ristrutturare casa quanto mi costi? Vero?

Il costo di una ristrutturazione viene spesso definito al metro quadro.
Un altro fattore determinante è il luogo in cui si trova la casa (nel nord Italia ad esempio ristrutturazioni e manodopera costano di più, ma anche a Roma o in Costa Smeralda…i fattori sono diversi, insomma).

È inutile che ti dica dei costi a caso, tutto dipende da cosa devi fare.
Ti posso dire che io a conti fatti ho speso circa 914 € / mq per ristrutturare 35 mq (due locali uniti ad un’abitazione pre-esistente) quindi: demolizione parziale di una parete portante per integrare una porta, 2 porte in laminato, 4 serramenti triplo vetro antisfondamento e anti-scasso, impianto idraulico per il riscaldamento tradizionale con termosifoni, impianto elettrico, vespaio a igloo isolanti e posa di putrelle per il rinforzo del massetto, pavimento in gres effetto legno e posa, imbiancatura, permesso di costruire e fine lavori, parcella di geometra e ingegnere.

La prima cosa che ho fatto è stata affidarmi ai calcolatori online che si trovano in vari siti specializzati. Devo ammettere che si sono rivelati abbastanza affidabili ma ottimistici.
Più che altro mi hanno dato una mano a individuare i professionisti coinvolti e gli esperti da interpellare.

È importante quindi stabilire di chi hai bisogno e poi chiedere preventivi a:

  • geometra, architetto, ingegnere
  • impresa edile, costruttore, muratore
  • piastrellista
  • elettricista
  • idraulico
  • serramentista

Una volta scelti, definisci con loro tempistiche e responsabilità, compensi e cadenza dei pagamenti.
Il professionista abilitato che sceglierai procederà con un progetto preliminare che include anche la stima dei costi. Seguiranno i progetti definitivi e il computo metrico dettagliato.

Le imprese edili più strutturate offrono spesso pacchetti chiavi in mano. Risparmi tempo perché non devi saltare qua e là e mettere d’accordo tutti.
Poi, ovvio: se devi ristrutturare il bagno non avrai bisogno di un direttore lavori, ma se la ristrutturazione coinvolge l’intera casa, più stanze, gli impianti, gli esterni, il tetto, lavori di riqualificazione energetica…hai ASSOLUTAMENTE bisogno di un direttore dei lavori che coordini il cantiere e tutti i professionisti e gli artigiani coinvolti.
Sarà lui a dirigere la ristrutturazione e a fare in modo che tutto scorra liscio. Non in ultimo: la BUROCRAZIA.

Conclusioni: idee chiare e (almeno 2) preventivi

Adesso sai cosa devi fare: mettiti intorno ad un tavolo con la famiglia e fate un brainstorming su cosa volete per la vostra nuova casa o stanza. Poi partite con la richiesta di preventivi. Per fortuna online puoi trovare immediatamente una serie di siti attraverso cui ricevere e confrontare vari prospetti.
Se hai un architetto, un geometra o un muratore di fiducia, fatti aiutare, chiedi opinioni e consigli.
Spero di esserti stata d’aiuto con la mia piccola esperienza personale! Buona ristrutturazione!