2 Febbraio 2019 / / Architettura

IKEA sempre più green. Con il sistema di pannelli SOLSTRÅLE l’energia solare ora è democratica e alla portata di tutti grazie alla partnership commerciale con Wölmann.

Dal 1 febbraio sul sito IKEA.it sarà possibile acquistare anche in Italia i pannelli solari del partner commerciale Wölmann, coniugando autonomia e risparmio e riducendo gli sprechi, le inefficienze ed i costi dell’attuale modello produttivo e distributivo.

L’Italia è la terra del sole. E proprio il sole potrebbe essere la risposta agli interrogativi circa il futuro del pianeta. Il cambiamento climatico è un dato di fatto tuttavia per vivere comodamente dentro casa nessuno di noi può prescindere dall’energia elettrica: per coprire il consumo medio di una famiglia di quattro persone servono circa 3.500 kWh.

IKEA, da sempre impegnata a migliorare la vita quotidiana delle persone, ha deciso di mettere a disposizione dei clienti la sua expertise nel campo dell’energia rinnovabile, forte degli oltre 700.000 moduli solari installati sui tetti dei suoi edifici, con la serie SOLSTRÅLE. Dal 1 febbraio sul sito IKEA.it sarà possibile acquistare anche in Italia i pannelli solari del partner commerciale Wölmann. In 8 store (Milano Carugate, Milano San Giuliano, Milano Corsico, Brescia, Rimini, Villesse, Padova e Catania) saranno inoltre allestiti dei corner informativi dove esperti saranno a disposizione dei consumatori per avere informazioni dettagliate su come ottenere un notevole vantaggio economico. I pannelli solari permettono infatti di ridurre i costi dell’elettricità in bolletta fino al 50%.

L’ingresso del colosso svedese nel mercato dell’energia rinnovabile costituisce una svolta epocale, paragonabile solo all’apertura della prima sede italiana 30 anni fa, ed avrà un notevole impatto sulla vita delle persone. I pannelli solari, costosi e spesso considerati fuori dalla portata di molti, potranno diventare ora più accessibili sia economicamente che culturalmente.

Siamo fatti per cambiare”, tema dell’anno di IKEA, assume quindi una nuova declinazione per l’azienda, da sempre impegnata nella salvaguardia dell’ambiente, che rende ora accessibile (e democratica) la fonte energetica più pulita e sostenibile di tutti: il sole.

WÖLMANN, UN PARTNER COMMERCIALE D’ECCEZIONE

È la prima volta che IKEA affronta direttamente il campo dell’energia rinnovabile, e lo fa insieme ad un partner commerciale d’eccezione. Con oltre 6.000 sistemi solari installati in tutta Italia, 7.000.000 KWH di energia elettrica prodotta e 5.000 tonnellate di anidride carbonica non emessa nell’atmosfera Wölmann consente di sviluppare soluzioni su misura, rispondendo alle esigenze di tutte le famiglie.

A differenza di quanto avviene per i mobili, la vendita e l’installazione della serie SOLSTRÅLE sarà gestita in toto da Wölmann. I pannelli solari non dovranno essere montati e installati una volta acquistati, ma sarà l’azienda stessa ad occuparsi di tutto, dalla progettazione fino all’installazione. Il nuovo sistema si compone di tre soluzioni, tutte personalizzabili dal punto di vista della potenza, con una garanzia di qualità di 5 anni sull’intero impianto e di 25 anni sui pannelli solari.

COME FUNZIONA IL SISTEMA DI PANNELLI SOLSTRÅLE

Il funzionamento alla base di SOLSTRÅLE è molto semplice: i moduli assorbono la luce del sole e la utilizzano per produrre corrente continua. Un inverter monitora l’impianto e converte la corrente continua in corrente alternata. Se l’elettricità viene consumata direttamente, ad esempio dal frigorifero, dall’aspirapolvere o dalla lavatrice, si parla di autoconsumo. La corrente in eccesso può essere immessa nella rete e retribuita dall’azienda elettrica. Oppure, tramite l’installazione di una batteria, è possibile immagazzinare l’elettricità prodotta durante il giorno e di consumarla la sera, aumentando di fatto l’autoconsumo e riducendo i costi.

La vendita dei pannelli è riservata ai soci IKEA FAMILY e IKEA BUSINESS, per maggiori informazioni e conoscere i costi visitate la pagina dedicata di IKEA

www.ikea.com

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31 Gennaio 2019 / / Architettura

Una serratura intelligente è la parte più importante di una casa domotica, ti consentirà di entrare e uscire a tuo piacimento, controllerà chi entra e quando esce di casa mentre sei via. Quasi tutte le serrature intelligenti dispongono di una app che consente di bloccare e sbloccare le porte, alcuni consentono di assegnare privilegi speciali ad amici, familiari o personale di manutenzione, si possono perfino impostare gli accessi a giorni e orari specifici.
Alcuni modelli possono essere attivate usando comandi vocali, biometrici o un touchpad.

Vediamo quali sono i migliori dispositivi disponibili sul market di Amazon:

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Considerato il migliore prodotto sul mercato, è compatibile con Amazon Alexa, Apple HomeKit, IFTTT e Nest ha una app molto elegante e funzionale sia per iOS che Android e connettività Bluetooth e Wi-Fi

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30 Gennaio 2019 / / Architettura

Petre, isola privata sul lago di Mahopac a 50km da New York è in vendita con una meravigliosa villa progettata da F.L.Wright e costruita postuma dal magnate dell’acciaio Joe Massaro

Quando Massaro acquistò l’isola nel 1991, trovò una squisita casetta per ospiti di Frank Lloyd Wright di 110 mq progettata nel 1950 costruita come cottage era accessorio per una residenza padronale di 460 mq, mai realizzata, che avrebbe dovuto essere costruita attorno a un affioramento roccioso.

L’ingegnere A. K. Chahroudi aveva commissionato a Wright la progettazione di una spettacolare residenza a sbalzo a sbalzo di cui il cottage degli ospiti sarebbe stato semplicemente una struttura accessoria.
Presumibilmente a causa della mancanza di fondi, Chahroudi non costruì mai la grande casa e alla fine vendette l’isola di Petra, ma le copie dei disegni rimasero nella famiglia dell’ingegnere.

Si dice anche che la vedova di Chahroudi confidò che suo marito non aveva mai avuto intenzione di costruire la villa, la sua intenzione era di realizzare solo il cottage e che l’unico modo per ottenere che Wright se ne occupasse era porporgli la sfida di creare un capolavoro in tardo stile organico che superasse la fama di Fallingwater.

Massaro sapeva poco di Wright entrò in possesso di Petra Island, col tempo se ne innamorò, divenne un collezionista di libri e opere e rdecise di realizzare la villa, terminata nel 2008, a cui apportò alcune “modifiche” i lucernari sono curvi e non piatti, e le pietre che fuoriescono dal muro sono un decisamente naif… da cui derivò una forte critica dalla Frank Lloyd Wright Foundation

La villa che prese il nome di Massaro House è fedele ai disegni di Wright “Le camere da letto e i bagni, gli arredi su misura, sono tutti esattamente quelli progettati da Wright.”

“Essere dentro Massaro House è come trovarsi su una nave ancorata, vedi acqua su tutti i lati, è molto silenzioso e l’aria è limpida e rinfrescante”

Massaro House by F.L.Wright for sale

Petre, a private island on Lake Mahopac 50km from New York is for sale with a wonderful villa designed by F.L.Wright and built posthumously by steel magnate Joe Massaro

When Massaro bought the island in 1991, he found an exquisite guesthouse for Frank Lloyd Wright’s 110 sq. M. Designed in 1950 as a cottage it was an accessory for a 460 sq m manor house, never built, that should have been built around an outcrop. rocky.

Engineer A. K. Chahroudi had commissioned to Wright the design of a spectacular cantilevered embossed residence of which the guest cottage would simply be an accessory structure.
Presumably due to lack of funds, Chahroudi never built the big house and eventually sold the island of Petra, but copies of the drawings remained in the engineer’s family.

It is also said that the widow of Chahroudi confided that her husband had never intended to build the villa, his intention was to build only the cottage and that the only way to get that Wright took care of it was to challenge him to create a masterpiece in late organic style that surpassed the fame of Fallingwater.

Massaro knew little of Wright came into possession of Petra Island, over time he fell in love, became a collector of books and works and rdecise to build the villa, completed in 2008, to which he made some “changes” the skylights are curved and not flat , and the stones that come out of the wall are a decidedly naive … from which came a strong criticism from the Frank Lloyd Wright Foundation

The villa that took the name of Massaro House is true to Wright’s designs. “The bedrooms and bathrooms, the bespoke furnishings, are all exactly those designed by Wright.”

“Being inside Massaro House is like being on a ship anchored, see water on all sides, it is very quiet and the air is clear and refreshing”

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29 Gennaio 2019 / / Architettura

Agevolare chi ha difficoltà motorie è un obbligo di legge, inoltre, è utile ricordare che l’abbattimento delle barriere architettoniche aumenta il valore di un immobile e le spese si possono detrarre.

Piattaforme, montascale, mini ascensori, le soluzioni per una casa priva di barriere architettoniche sono diverse e la scelta dipende dal contesto: condomini con molti piani, edifici con un massimo di 3 o 4 piani e abitazioni unifamiliari disposte su due livelli.

Ecco le tre soluzioni a confronto per poter fare la scelta più adatta alle proprie esigenze.

Piattaforme e Montascale: i modelli per ogni necessità

In commercio esistono varie tipologie di montascale, per il trasporto delle persone sedute, in piedi o su carrozzina. Nel caso di un condominio di vecchia costruzione, dove per legge gli spazi comuni devono essere adeguati per consentire l’accesso a tutti, la scelta di installare un montascale a piattaforma risulta sempre la più indicata e versatile.

Servoscala a piattaforma

Rispetto ai modelli a poltroncina, l’innovativo servoscala a piattaforma permette di garantire assistenza a tutte le tipologie di disabilità e di trasportare persone fino a 300 kg. Un notevole vantaggio quando non si conosce con esattezza chi sarà l’utente finale.

Caratterizzati da sicurezza, comfort e design, la diffusione di questa tipologia di montascale è dovuta anche alle misure compatte, la facilità di installazione, che non prevede opere invasive di muratura, e l’adattabilità ad ogni scala.

Il servoscala a piattaforma va sempre scelto in base al tipo di scala da percorrere, dal numero delle rampe e dei pianerottoli. Se la scala è priva di angoli, curve e non vi sono interruzioni nei pianerottoli, si opterà per un montascale a piattaforma per scale dritte; in presenza di scale con rampe curvilinee o composte da più rampe interrotte da pianerottolo, la scelta dovrà ricadere su un montascale a piattaforma per scale curve. Può essere montato all’interno o all’esterno dell’edificio, garantendo il trasporto di cose e persone in assoluta sicurezza.

La trazione dei  servoscala a piattaforma è elettrica e la velocità è regolata autonomamente attraverso una centralina automatica o tramite telecomando.
I consumi sono particolarmente ridotti e assicurano anche un notevole risparmio. Inoltre, sono impianti che rientrano nella normativa che regola gli interventi atti al superamento delle barriere architettoniche; pertanto sono soggetti ad agevolazioni fiscali.

Montascale a poltroncina

Per una casa priva di barriere architettoniche, l’alternativa ai montascale a piattaforma sono i modelli a poltroncina. Ideali per scale interne e rampe di ingresso, i montascale a poltroncina sono la scelta più pratica e veloce per chi ha difficoltà motorie. I modelli in commercio prevedono diverse tipologie di sedute tra cui scegliere, completamente personalizzabili per finiture e rivestimenti, coniugando così estetica e funzionalità.

Rispetto al servoscala a piattaforma gli ingombri sono ridotti, la poltroncina, infatti,  una volta chiusa occupa circa 30 cm, mentre la rotaia su cui scorre non supera i 15/20 cm, garantendo quindi lo spazio necessario alle altre persone per salire e scendere la scala.

Anche in questo caso l’installazione è facile e non richiede opere di muratura o modifiche alla configurazione della scala. L’alimentazione è generalmente elettrica, anche se alcuni modelli sono proposti con alimentazione a batteria.

Installazione di montascale a piattaforma, a poltroncina

Poiché l’apparecchio andrà scelto in base al tipo di scala, per evitare errori è sempre consigliato richiedere un sopralluogo dell’azienda che dovrà eseguire l’installazione.

Per il montaggio, generalmente, occorre al massimo una giornata di lavoro. Non sono richiesti lavori di muratura o di modifica alla scala. La rotaia viene fissata alla parete, alla ringhiera o ai gradini con appositi tasselli e per la sua installazione non servono permessi di alcun genere.

L’alimentazione è elettrica e non occorre prevedere un apposito impianto dedicato.

La manutenzione non è obbligatoria ma il consiglio è di effettuarla periodicamente appoggiandosi, naturalmente, alla ditta installatrice. La garanzia del montascale e del relativo impianto, dura due anni.

Mini ascensori: guida alla scelta

Per una casa priva di barriere architettoniche si può valutare l’installazione di un ascensore dalle dimensioni ridotte.

Rispetto ai tradizionali ascensori presenti nei condomini, i mini ascensori sono indicati per case con un massimo di 3 o 4 piani e alcuni modelli sono espressamente progettati per chi ha disabilità o difficoltà motorie.

In fase di acquisto è importante valutare attentamente le caratteristiche dei mini ascensori tenendo conto del contesto in cui andrà installato e delle persone che lo utilizzeranno.

Alcuni modelli possono essere installati in spazi decisamente ridotti, larghi meno di un metro e con un ingombro di poco superiore a un metro quadrato di superficie, mentre altri modelli all’interno di un vano scala. Quando manca lo spazio in casa, il mini ascensore può essere installato anche all’esterno.

La portata è in genere compresa tra 250 e 400 kg, sufficiente per trasportare da 3 a 5 persone.

In commercio ci sono modelli privi di porte che si azionano manualmente tenendo premuto il pulsante fino al raggiungimento del piano , oppure modelli con porte di chiusura e manovra automatica, in questo caso il funzionamento è identico ad un normalissimo ascensore.

Naturalmente anche i mini ascensori possono essere personalizzati in base alle proprie esigenze: porte con diversi tipi di apertura, anche salvaspazio, rivestimenti e finiture interne, pulsantiere, corrimano, specchi, seggiolino per anziani o disabili. Tra le dotazioni, anche luci a led per un maggiore risparmio energetico.

Installazione, permessi e manutenzione

Per installare un miniascensore è sempre necessario rivolgersi a ditte specializzate e con approvata esperienza nell’installazione di ascensori. A seconda dello spazio a disposizione, l’apparecchio può essere inserito all’interno o all’esterno della casa. In entrami i casi, prima di consegnare l’impianto , l’azienda installatrice dovrà effettuare le opportune verifiche di funzionalità.

Per l’iter burocratico il consiglio è di rivolgersi al proprio comune di residenza. In generale, trattandosi di interventi che rendono una casa priva di barriere architettoniche, se l’ascensore è installato all’interno e non incide quindi sulla struttura dell’edificio, si può procedere con i lavori in edilizia libera, senza dunque richiedere permessi. Se invece l’ascensore viene installato all’esterno con lavori che mutano l’aspetto dell’edificio, allora in questo caso serve la CILA – comunicazione inizio lavori asseverata.

Una volta installato il mini ascensore, è importante eseguire la manutenzione ordinaria due volte all’anno, attraverso l’azienda installatrice. Ogni due anni, invece, viene eseguita una verifica periodica da parte di un organismo notificato, Arpa, da eseguirsi con il manutentore.

L’impianto è accompagnato da un libretto da conservare con cura e sul quale vanno riportati tutti i controlli, eventuali anomalie o sostituzioni.

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28 Gennaio 2019 / / Architettura

Le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni sono state ufficialmente riconfermate fino al 31 dicembre 2019, un emendamento presente all’interno del testo della nuova manovra finanziaria riconferma le detrazioni per ristrutturazioni, efficientamento energetico, sistemazione del verde e l’acquisto di arredi ed elettrodomestici.

I contribuenti possono portare in detrazione fiscale dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione con un importo massimo detraibile pari a 96.000 euro da suddividere in 10 quote annuali di pari importo

Gli utenti quindi riceveranno un rimborso Irpef, tuttavia per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale sulle spese sostenute sarà necessario rispettare specifiche regole:

1. I lavori detraibili

  • manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo
  • i lavori di manutenzione ordinaria limitatamente ai lavori sulle parti comuni dei condomini
  • lavori per la ricostruzione o il ripristino di edifici danneggiati da eventi calamitosi (terremoti, inondazioni)
  • la realizzazione di garage o posti auto
  • l’eliminazione di barriere architettoniche
  • la bonifica dell’amianto
  • la realizzazione di misure antintrusione

2. La pratica edilizia e la Sicurezza

Per gli interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo occorrerà la pratica edilizia asseverata da un tecnico e il rispetto della sicurezza sul lavoro: se il lavoro è realizzato da più di una impresa è obbligatorio il piano di sicurezza e coordinamento.

3. I pagamenti

I pagamenti andranno fatti con bonifico bancario o postale, carta di credito o bancomat.

4. La comunicazione all’ENEA

Le modalità e gli importi quindi non cambiano, la novità è l’obbligo di comunicazione sul portale dell’ENEA di quei lavori che comportano le riduzione dei consumi energetici ma che ricadono delle detrazioni  agevolabili al 50% e non al 65%

Tuttavia al momento in cui scriviamo questo post l’Anea non ha chiarito le modalità e riporta la nota:

“l’ENEA è in attesa di specifiche indicazioni da parte delle istituzioni di riferimento. Per questi ultimi interventi, si invitano gli utenti a non trasmettere ad ENEA dati e/o documenti fino all’apertura dell’apposito nuovo sito“

La guida fiscale

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwit5f_91I7gAhUK0RoKHZj1B6oQFjAAegQIChAC&url=https%3A%2F%2Fwww.agenziaentrate.gov.it%2Fwps%2Ffile%2FNsilib%2FNsi%2FAgenzia%2FAgenzia%2Bcomunica%2FProdotti%2Beditoriali%2FGuide%2BFiscali%2FAgenzia%2Binforma%2FAI%2Bguide%2Bitaliano%2FRistrutturazioni%2Bedilizie%2Bit%2FGuida_Ristrutturazioni__edilizie_2018.pdf

A questo link potete scaricare e consultare la guida fiscale aggiornata.

immagine by Jean-Philippe Delberghe on Unsplash

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26 Gennaio 2019 / / Architettura

A Sondrio, l’architetto Alfredo Vanotti firma il progetto di recupero di un fabbricato risalente agli inizi del ‘900, adibito a stalla e magazzino al piano terra, a fienile e deposito al primo piano, trasformandolo in Ca’ Giovanni.

Un intervento di recupero che ha voluto ridare vita ai materiali del passato, restando il più possibile fedele al fabbricato esistente.

L’intonaco presente sulle facciate esterne è stato mantenuto, mentre all’interno della casa le pareti sono state completamente ripulite per riportare alla luce la pietra originaria. Per quanto riguarda la copertura sono state mantenute, mediante un intervento di recupero e ripristino, sia la struttura portante e l’assito in castagno che il manto di copertura in lamiera ondulata arrugginita. Sono state mantenute anche tutte le aperture inserendo serramenti in legno.

Il pavimento è stato realizzato in cemento senza alcuna finitura al fine di riproporre i pavimenti tipici delle abitazioni di una volta. Quanto all’impianto di illuminazione lo stesso è stato realizzato utilizzando dei semplici cavi a cui sono stati collegati gli interruttori di accensione delle luci.

 

Al piano primo, nell’originario fienile sono stati realizzati cucina e soggiorno mentre dove c’era il deposito sono stati realizzati camera e bagno. Al piano terra, nella porzione di fabbricato adibita a stalla, è stata realizzata una taverna mentre il magazzino è stato trasformato in studio.

Gran parte degli arredi sono stati disegnati dall’architetto e realizzati su misura da abili artigiani. Il blocco cucina e il camino sono stati realizzati in ferro verniciato; il blocco cucina è stato completato con opere di falegnameria (cassetti e ante); anche i catenacci dei portoni d’ingresso sono stati commissionati ad un abile ed esperto fabbro.

Ca’ Giovanni è un progetto di recupero totale, infatti anche parte degli arredi (sedie, poltrone, armadi, lampadari ecc..) sono stati “salvati” dalla distruzione, restaurati e riutilizzati.

L’articolo Cà Giovanni: progetto di recupero di un fabbricato rurale proviene da Dettagli Home Decor.

24 Gennaio 2019 / / Architettura

Da sempre il noce (Juglans Regia) è uno dei legni più ricercati per i mobili, rivestimenti di pareti e soffitti e strumenti musicali
Il legno di noce è stabile e resistente, definito a porosità semidiffusa con pori grandi e ben riconoscibili e fasce di durame scure e ben marcate che creano una texture molto bella e ricercata adatta all’utilizzo in mobili pregiati
E’ un legno piuttosto pesante e duro, si vernicia e lucida molto bene anche se è facilmente attaccabile da insetti xilofagi.

L’essenza più ricercata e quindi più costosa è il Noce Nazionale, o noce europeo che presenta il colore e le venature più apprezzate nel settore dell’arredamento di lusso

Il Noce Nero Americano, chiamato Noce Canaletto è più duro e più scuro con una colorazione più uniforme è un legno che si lavora bene e può essere piegato al vapore con risultati stabili e prevedibili è più economico del noce nazionale

Il Noce Americano Grigio più chiaro, meno pregiato e più economico   
Il Noce Brasiliano, dal colore castano chiaro, apprezzato come variante esotica.
Il cosiddetto Noce Siberiano (che in realtà proviene dall’Asia pacifica e dall’arcipelago giapponese) che si sta affermando come variante di particolare pregio.

Sentirete parlare anche di “Noce Tanganica” che non è un noce, è più chiaro con un colore biondo rossastro, ha una tessitura diversa sempre molto apprezzato, infatti viene spesso scurito e abbinato al noce

The beauty of the materials 4: walnut

Walnut (Juglans Regia) has always been one of the most sought-after woods for furniture, wall and ceiling coverings and musical instruments
The walnut wood is stable and resistant, defined as semi-diffused porosity with large and well recognizable pores and dark and well marked bands of heartwood that create a very beautiful and refined texture suitable for use in fine furniture
It is a rather heavy and hard wood, it can be painted and polished very well even if it is easily attacked by xylophagous insects.

The most sought-after and therefore most expensive essence is the European Walnut, which presents the most appreciated color and veins in the luxury furniture sector

The American Black Walnut, also called Canaletto Walnut is harder and darker with a more uniform coloring is a wood that works well and can be steamed with stable and predictable results is cheaper than the national walnut

The lightest, least priced and cheaper Gray Walnut
   
The Brazilian Walnut, with a light brown color, appreciated as an exotic variant.

The so-called Siberian Walnut (which actually comes from Pacific Asia and the Japanese archipelago) which is emerging as a particularly valuable variant

You will hear also talk about “Walnut Tanganica” that is not a wallnut, it is lighter with a reddish blond color, has a different texture always very appreciated, in fact it is often darkened and matched with walnut

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23 Gennaio 2019 / / Architettura

Da millimetri4 una interessante tecnologia che permette di trasformare ogni superficie di rivestimento in un diffusore sono di alta qualità.

millimetri4 è un laboratorio artigiano che lavora la pietra Piasentina, i rivestimenti in fogli sottili montati a secco vengono trasformati in uno ‘strumento musicale’: un amplificatore stereo di alta qualità elabora il segnale di una qualsiasi sorgente digitale con connessione  bluetooth e lo trasmette, amplificato, a trasduttori elettronici applicati sulla superficie in pietra.

I trasduttori piezoelettrici sono membrane che convertono il segnale elettrico in vibrazioni che si propagano nella struttura atomica della pietra facendola risuonare.
Il tutto senza alcuna traccia di altoparlanti tradizionali, tutta la tecnologia è infatti ‘invisibile’ perché celata dietro la parete montata a secco

Grazie alla connessione bluetooth il sistema audio può essere controllato comodamente dal divano con qualsiasi mp3 player o smartphone in alternativa può essere comandato con i tasti capacitativi touch disegnati direattamente sulla pietra

La Pietra Piasentina è una roccia sedimentaria calcarea di colore grigio uniforme con leggere venature bianche e piccoli sprazzi colorati tendenti al bruno, molto compatta, adatta all’utilizzo sia interno che esterno.
Tipica del Friuli ha ottenuto il riconoscimento “Marchio Collettivo Europeo” che ne garantisce le caratteristiche geologiche e meccaniche, la costituzione petrografica, la provenienza e l’autenticità.

The musical stone

From millimeters 4 an interesting application that makes it possible to transform every surface of covering in a diffuser are of high quality.

millimetri4 is an artisan laboratory that works with the Piasentina stone, the thin-film coatings mounted dry are transformed into a ‘musical instrument’: a high-quality stereo amplifier processes the signal of any digital source with Bluetooth connection and transmits it, amplified , to electronic transducers applied on the stone surface.

Piezoelectric transducers are membranes that convert the electrical signal into vibrations that propagate in the atomic structure of the stone making it resonate.
All without any trace of traditional speakers, all the technology is in fact ‘invisible’ because it is hidden behind the wall mounted dry

Thanks to the bluetooth connection, the audio system can be controlled comfortably from the sofa with any mp3 player or smartphone as an alternative can be controlled with the capacitive touch keys drawn directly on the stone

The Piasentina Stone is a sedimentary calcareous rock of uniform gray color with light white veins and small colored flashes tending to brown, very compact, suitable for both indoor and outdoor use.
Tipica del Friuli has obtained the “European Collective Brand” recognition which guarantees its geological and mechanical characteristics, its petrographic constitution, provenance and authenticity.

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22 Gennaio 2019 / / Architettura

La disposizione delle stanze in relazione all’orientamento del sole, aiuta a risparmiare nelle spese di riscaldamento e non solo.

L’orientamento dell’edificio ha un ruolo fondamentale nel riscaldamento della casa o di proteggersi da un eccessivo calore da non dimenticare i benefici del sole in quanto le radiazioni solari hanno un effetto purificante nei confronti dell’aria della nostra casa e a livello energetico ha un effetto positivo sul nostro organismo. La disposizione delle stanze in base al sole ci regala la luce naturale e pensate alla sensazione piacevole che crea in noi la mattina aprire le finestre e sentire il sole entrare nella camera da letto.

Una corretta esposizione dei locali è molto importante sia per la qualità dell’ambiente domestico sia per i costi di gestione della casa. La disposizione delle stanze in relazione all’orientamento del sole ci consente, infatti, di risparmiare sia sulle spese di riscaldamento invernali, sia su quelle di illuminazione.
La forma, il colore e l’orientamento di un edificio giocano un ruolo fondamentale nel risparmio energetico e nella distribuzione uniforme del calore solare all’interno dell’ambiente in cui viviamo.

Di solito si vuole avere il sole in tutte le stanze d’autunno e d’inverno, e in particolare di mattina. Il sole però diventa fastidioso da mezzogiorno in poi, dal mese di giugno al mese di agosto.

Come progettare la nostra casa in base all’orientamento del sole

La prima regola per una buona progettazione è quella di stabilire la posizione ottimale della casa rispetto al percorso del sole, quindi distribuire in modo appropriato gli ambienti interni in modo tale che sfruttino al meglio l’irraggiamento solare.

Disposizione delle stanze

le finestre esposte in queste direzioni:

Sud-Ovest / Sud-Est sono molto soleggiate, d’estate come d’inverno con raggi orizzontali che penetrano profondamente all’interno della stanza.

Est e Ovest ricevono raggi orizzontali durante l’equinozio che man mano vanno raddrizzandosi fino al solstizio d’estate.


Nord ricevono poco sole nel periodo vicino al solstizio d’estate.

Nord-Est e Nord non vengono battute dal sole d’inverno ma sono soleggiate di primavera e d’autunno.

Sud ricevono raggi orizzontali d’inverno e quasi verticali d’estate.

Disposizione delle stanze

Ad esempio la distribuzione del sole durante le ore diurne è la seguente: dalle 7 alle 9 il bagno e le camere(EST) Dalle 10 alle 12 nei locali di gioco e attività. Dalle 16 alle 18 il sole è molto basso e gradevole nella sala da pranzo .

E ovviamente la durata del soleggiamento a seconda delle stagioni cambia ad esempio il giorno più lungo dell’anno il solstizio d’estate, la notte è di circa 9 ore e il giorno di circa 15 e al solstizio d’inverno esattamente il contrario.

 

disposizione delle stanze

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22 Gennaio 2019 / / Architettura

Il parquet è una delle tipologie di pavimentazione più utilizzate nelle abitazioni e sempre alla moda. Qualsiasi sia l’essenza scelta, il parquet è in grado di aggiungere fascino e calore a qualsiasi ambiente domestico.

Ma quali sono le tecniche e le geometrie di posa di un pavimento in legno? Scopritele con noi.

Tecniche di posa in opera del parquet

Le tecniche di posa in opera del parquet sono sostanzialmente tre: flottante, incollata o chiodata e la scelta dipende dal fondo su cui deve essere applicato. Il parquet può essere infatti posato su massetto cementizio, su pannelli con base di legno, su pavimenti preesistenti o su magatelli. Il massetto, che deve avere almeno uno spessore di 40 mm, viene normalmente realizzato con cementi normali o rapidi. Se il parquet viene invece posato su pavimentazioni preesistenti, occorre verificare che siano in buone condizioni, dovranno essere perfettamente lavate e sgrassate, carteggiate nel caso di pavimenti in ceramica o di marmo, stuccate nel caso di un vecchio parquet.

POSA FLOTTANTE

Con la posa flottante i listelli sono appoggiati sul pavimento, sopra un apposito materassino isolante. I listelli sono fissati tra loro con un sottile strato di colla vinilica in corrispondenza degli incastri o con altri meccanismi. Per la posa flottante, indicata quando il parquet deve essere sovrapposto al pavimento esistente, è importante che il massetto sia perfettamente planare, al fine di evitare eventuali movimenti delle tavole o rumore di vuoto.

POSA INCOLLATA

In questo caso ogni listello viene incollato al piano di posa.  Per l’incollatura si stende la colla con un’apposita spatola evitando gli eccessi. Un giunto, presente lungo il perimetro della stanza, permette le naturali dilatazioni del pavimento di legno dovute alla variazione delle condizioni. Questa tecnica di posa è particolarmente indicata quando il parquet deve essere posato in ambienti umidi, come ad esempio il bagno.

POSA CHIODATA

Con la posa chiodata i listelli sono fissati con chiodi o viti di ferro, infisse obliquamente a 45°, in corrispondenza della parte superiore del maschio e fino a penetrare il supporto per almeno 20mm. La chiodatura è il sistema più antico per posare il parquet, ma richiede l’utilizzo di doghe spesse non meno di 18 mm, inoltre occorre un sottofondo sul quale i chiodi possano fare presa, ovvero uno strato di legno applicato al massetto o listelli distanziati e disposti trasversalmente, chiamati magatelli, fissati o annegati nel cemento. La posa chiodata è la più costosa ed è consigliata quando si sceglie un legno massello pregiato.

Posa del parquet su riscaldamento a pavimento

Nel caso di riscaldamento a pavimento vanno preferiti i pavimenti di spessore ridotto in quanto il legno è un isolante termico. La posa può essere fatta con colla o con posa flottante. Tra le due, la più indicata è senza dubbio la posa a incollaggio, perché la resa termica è maggiore.

Geometrie di posa del parquet

Il parquet può essere posato in diverse modalità: regolare, a correre, a spina di pesce, all’ungherese oppure a quadri. La scelta dipende dal gusto personale e dallo stile che si vuole dare all’ambiente

REGOLARE

Con la posa regolare ogni asse viene affiancata alla precedente a comporre una fila che sarà poi parallela alla precedente e alla successiva. Con questa tecnica si ottiene una posa moderna e precisa, vivacizzata dalle variazioni naturali del legno. Indicata quando le tavole hanno tutte la stessa lunghezza e larghezza.

A CORRERE

In questo caso ogni listello, anche di differenti misure, vengono posati disponendoli nel senso della loro lunghezza, in modo che le giunzioni di testa avvengano in posizioni del tutto irregolari e variate l’una rispetto all’altra. Ideale per valorizzare ambienti di grandi dimensioni e perfetta per tavole di grandi dimensioni

A SPINA DI PESCE

I singoli listelli vengono disposti a 90° tra di loro secondo file parallele, in modo che la testa  di uno si unisca al fianco dell’altro creando una greca regolare. Il parquet a spina pesce è indicato soprattutto per ambienti di piccole dimensioni perché  il gioco creato con questo tipo di posa contribuisce a fare apparire più ampio l’ambiente.

ALL’UNGHERESE

Singoli elementi hanno i due lati corti tagliati con inclinazione a 30° o 60° rispetto ai lati lunghi. Le modalità sono equivalenti a quelle relative alla posa a spina di pesce.

A QUADRI

Gli elementi sono assemblati in modo da formare un quadrato che costituisce l’unità di posa. Si tratta di una tecnica molto consigliata quando i muri sono fuori squadra, adatta quindi nel caso si debba ristrutturare una casa vecchia.

E tu quale tra queste geometrie di posa preferisci? La nostra è senza dubbio a spina di pesce!

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