23 Maggio 2020 / / Blog

I vantaggi nello scegliere il pronto intervento fabbro

Quando si parla di pronto intervento fabbro, si fa riferimento a un interessante servizio, che ancora non tutti conoscono.

Consiste nel mettersi in contatto con una determinata società per chiedere il tempestivo intervento di un fabbro nella risoluzione di un determinato problema.

Per esempio, le persone che abitano in Lombardia, possono contattare un pronto intervento fabbro a Milano per vari inconvenienti, riguardanti ad esempio: una serratura, una porta, un portone, una finestra, una saracinesca, e altro ancora.

Esistono anche altri fabbri e altri specialisti che possono eseguire le operazioni offerte dal servizio di pronto intervento, con la differenza che il servizio in questione si può contattare sempre: è questa la particolarità principale che lo contraddistingue, oltre al fatto che ovvia alle problematiche per le quali si chiede aiuto con rapidità.

Se sei interessato a saperne di più sull’argomento, continua a leggere questo articolo.

pronto intervento fabbro

Il pronto intervento fabbro è decisamente utile

Gli imprevisti riguardanti serrature, porte, serrande, tapparelle, finestre, portoni, cancelli possono capitare a chiunque. A volte puoi anche aspettare l’indomani per risolvere il problema: magari non hai fretta, perché il danno non richiede una chissà quale urgenza nel ripararlo. Ma spesso capita di dover chiedere aiuto il prima possibile.

Per esempio, è sera e la saracinesca del tuo negozio non vuole saperne di chiudersi: in questo caso, puoi chiamare un fabbro di un servizio di pronto intervento per risolvere la situazione nel migliore dei modi.

Oppure, devi uscire di casa, ma non puoi chiudere la porta a chiave perché si è rotta la serratura: chiama il pronto intervento fabbro, e il problema scomparirà.

Un altro esempio: accidentalmente rompi il vetro della tua finestra. Anche in questo caso, chiamando il servizio di pronto intervento fabbro, un incaricato provvederà alla sostituzione del vetro frantumato in tempi rapidi.

Come avrai potuto intuire da quanto finora espresso, il pronto intervento è decisamente utile, da prendere in seria considerazione in molteplici contesti. Nel prossimo paragrafo ti indichiamo i principali vantaggi che offre tale servizio nei casi di necessità.

I vantaggi nello scegliere il pronto intervento fabbro

Ecco 6 vantaggi nello scegliere il pronto intervento fabbro

Il servizio di pronto intervento fabbro offre i seguenti vantaggi a chi sceglie di servirsene:

  1. La disponibilità 24 ore su 24, in tutti i giorni dell’anno.
  2. La persona che si recherà sul posto, risolverà in tempi ragionevoli vari problemi riguardanti: porte, serrature, tapparelle, serrande, portoni, cancelli, finestre, ecc.
  3. Il fabbro che arriverà nel luogo indicato ha tutto il materiale necessario per operare nel migliore dei modi
  4. L’incaricato a risolvere il problema indicato, riesce a capire prontamente come ovviare all’inconveniente.
  5. Se tenti di risolvere il problema da solo, potresti anche peggiorare le cose, specialmente se non hai dimestichezza con faccende del genere. Se invece ti rivolgi al pronto intervento fabbro, sei in una botte di ferro.
  6. Il pronto intervento può venire realmente incontro alle tue esigenze: se per esempio hai un urgente bisogno di entrare in casa, ma la porta si è bloccata, o si è spezzata la chiave all’interno della serratura, il tecnico che si recherà a casa tua non solo ti risolverà il problema in modo definitivo, ma farà tutto il possibile per farti entrare quanto prima.

L’articolo I vantaggi nello scegliere il pronto intervento fabbro proviene da Architettura e design a Roma.

22 Maggio 2020 / / Blog

Devi occuparti della sostituzione di serramenti e infissi per la tua casa, ma non sai come fare per l’aspetto economico? Sappi che oggi gli interventi di questo tipo sono praticamente a costo zero grazie alla previsione di una nuova detrazione fiscale che ti consentirà di avere un bonus fino al 110%.

Questo anche se sei un amante del fai da te, e acquisterai alcuni pezzi per fare piccole modifiche su siti come Casadellaferramenta.it.

Eccoti, quindi, tute le caratteristiche che ha questo nuovo bonus, e come potervi accedere anche per la sostituzione di infissi e serramenti.

Serramenti e infissi, come si legano al nuovo superbonus

All’interno di quello che viene indicato come Decreto Rilancio, è stata prevista la possibilità di innalzare il precedente Ecobonus alla percentuale del 110%.

Questo tipo d bonus riguarda il miglioramento della classe energetica del proprio immobile, arrivando a poter recuperare in cinque anni, sotto forma di credito di imposta, il 110% della spesa sostenuta, e fino ad un massimo di 90 mila euro.

Per poter usufruire di questo bonus dovrai seguire alcune regole, che ti indichiamo qui, in modo da poterti ben orientare.

Come prima cosa bisognerà individuare i soggetti che avranno diritto all’ecobonus 110%, che saranno solo le persone fisiche.

Prendendo in considerazione il fatto per il quale tu abiti in un condominio, non potrai usufruire di questo bonus se la ristrutturazione riguarderà solo la tua casa, mentre potrai usufruirne se possiedi una casa indipendente ed effettui questo tipo di lavori.

Per poter ottenere il bonus, inoltre, la tua casa dovrà essere una prima casa, quindi non potrai usufruire di questo diritto nel caso in cui la tua sia una seconda casa, oppure sia in affitto a terzi. Se vuoi avere diritto al super bonus dovrai effettuare dei lavori che apportino un miglioramento di almeno due classi energetiche, o un lavoro che sia, a livello tecnico, il massimo che si possa raggiungere.

Bonus serramenti in particolare, dovrai:

  • Effettuare la coibentazione di almeno il 25% delle pareti dell’edificio, come il cappotto termico, e potrai raggiungere un tetto massimo di 60 mila euro per ogni unità abitativa
  • Effettuare l’installazione di impianti di riscaldamento andando ad utilizzare caldaie a condensazione oppure pompe di calore, con un tetto massimo di 30 mila euro per ogni unità abitativa

A questo punto potresti chiederti che cosa c’entrino serramenti e infissi in questo quadro. Ebbene, se effettui uno dei due interventi citati nei punti precedenti, potrai abbinare a questi anche la sostituzione degli infissi e delle schermature solari.

In questo caso potrai ottenere il così detto Bonus Finestre, che è del 50% e che riguarda gli interventi di sostituzione di:

  • Finestre
  • Porte di ingresso
  • Persiane, scuri, avvolgibili
  • Tende da sole

Quindi, come avrai capito, le attività di rifacimento dovranno accompagnare quelle di sostituzione di serramenti e infissi per consentirti di ottenere il bonus del 50%. In definitiva, quindi, potrai eseguire questi lavori con molta più leggerezza dal punto di vista economico, perché ne pagherai solo una parte.

L’articolo Nuovo bonus Serramenti e infissi, oggi a costo zero proviene da Architettura e design a Roma.

21 Maggio 2020 / / Blog

La ciliegina sulla torta della tua cucina: il miscelatore

Se stai cambiando la tua cucina e sei a buon punto con l’arredamento e gli elettrodomestici, non ti resta che ritagliare un po’ di tempo per la scelta del miscelatore.

La scelta del rubinetto da cucina va di pari passo con l’ambiente e va scelto proprio in base all’uso che viene fatto di questa stanza: se ti piace cucinare e quindi passi molto in cucina, se sei appassionata di design e tecnologia, se sei particolarmente attenta al risparmio idrico.

Insomma, anche i rubinetti da cucina sono pensati e creati per soddisfare al meglio le esigenze dei padroni di casa!

Tanti modelli di miscelatori cucina

I modelli e le funzionalità dei miscelatori cucina sono molteplici.

Proviamo a sintetizzarli qui di seguito per avere un panorama più chiaro di quello che si può scegliere.

Miscelatore tradizionale

E’ il classico miscelatore con la manopola per regolare l’afflusso e la temperatura dell’acqua.

È la soluzione più tradizionale per completare il lavello e ha un design semplice ma comunque una tecnologia all’interno che consente il risparmio idrico. Si può installare sia a bordo lavello che a parete, a seconda di come è fatto l’impianto e del gusto personale di ognuno.

Fanno parte di questo gruppo anche quelli che in gergo di settore si chiamano “rubinetti”, cioè quei miscelatori che hanno i 2 pomelli separati per acqua calda e fredda.

Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina

Miscelatore con doccetta estraibile

Al momento sta andando più di moda soprattutto perché è il più comodo, sia in cucina che per la zona lavanderia per chi ha un lavatoio da interno.

Ci sono modelli semplici ma anche design più ricercati, come ad esempio i modelli con bocca alta che sono molto scenografici e diventano quasi un elemento che arreda la stanza.

Se stai cercando per la tua cucina un rubinetto che unisca design e tecnologia di livello, non sbagli nello scegliere un rubinetto cucina Grohe! La gamma tra cui scegliere è davvero infinita: moltissimi modelli, moltissime forme e, non da meno, la tecnologia Grohe che è sempre al passo con i tempi e con le ultime novità in fatto di risparmio idrico. Inoltre, molte delle linee di prodotto hanno la possibilità di scegliere la taglia del miscelatore: dalla piccola XS alla gigante XL, per non dover rinunciare al proprio gusto a favore delle necessità tecniche.

Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina
Rubinetto per la cucina

Miscelatore con fotocellula

è specifico per cucine professionali, ma nulla vieta di installarlo anche a casa. È dotato di una fotocellula che attiva o spegne l’acqua a seconda della necessità. Proprio per questo è l’ideale per cucine di ristoranti, hotel o bar che hanno un continuo bisogno di attivare il rubinetto: non bisogna toccarlo con le mani rischiando di sporcarlo e si risparmia una notevole quantità di acqua.

Miscelatore con funzione di trattamento acqua

E’ relativamente nuovo nel segmento rubinetteria e i modelli Grohe Blue e Grohe Red, sono sicuramente pionieri del settore. Questi rubinetti Grohe sono in grado di depurare l’acqua e di farla uscire direttamente dal rubinetto naturale, leggermente frizzante, frizzante; fresca o a temperatura ambiente.

Uso e manutenzione

I miscelatori da cucina hanno un ciclo di vita molto lungo e la manutenzione che richiedono è davvero minima. Le cromature sono da trattare con appositi prodotti non aggressivi per mantenerle in buone condizioni e non incrostate di calcare e, dopo diversi anni di utilizzo, potrebbe essere necessario sostituire la cartuccia. Le aziende produttrici di rubinetti forniscono anche le parti di ricambio quindi, con i giusti accorgimenti e la sostituzione di qualche pezzo, il miscelatore può avere una lunga e fiorente vita nella vostra cucina.

L’articolo Scegliere il rubinetto per la cucina proviene da Architettura e design a Roma.

15 Maggio 2020 / / Blog

Il 13 maggio 2020 è uscito lo schema del decreto legge “Rilancio”, di cui tanto si è parlato e si continua a parlare, che contiene le misure con cui il Governo italiano intende dare risposta al disastro causato dal COVID.

In mezzo ci sono anche alcuni provvedimenti legati al settore dell’edilizia e in particolare al potenziamento di alcune delle detrazioni fiscali già esistenti…ecco le mie riflessioni.

mailling list per ristrutturare casa

I proclami giunti da più parti su tali misure sono stati:

“ristrutturazioni gratis per tutti”

Che poi chi li ha pronunciati non ha fatto altro che riprendere le parole del capo di governo:

“non si spenderà un soldo per le ristrutturazioni”

Il testo del decreto è di oltre 450 pagine e 256 articoli, ma quelli che interessano le misure per il “rilancio dell’edilizia” sono solo tre.

Art. 128: incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici

Art. 128-ter Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile

Art.129 Cessione dei crediti d’imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l’emergenza da COVID-19

Me li sono letti attentamente e, al netto del solito e stucchevole linguaggio “legalese” di cui sono infarciti, tutti i proclami di ristrutturazioni gratis mi paiono per lo meno leggermente gonfiati…

Cerchiamo di capire un po’ meglio come sta la situazione.

[NB: io non sono un avvocato. purtroppo per leggere e capire a fondo alcuni passaggi di questo decreto è necessaria una preparazione da avvocato (a causa di molteplici rimandi a varie leggi).

Ne è un esempio la definizione di edificio a cui faremo accenno e che riveste un ruolo fondamentale per comprendere quanto ampie sono le misure previste in questo decreto.

Non per niente tutti gli articoli e i webinar più autorevoli sull’argomento di questo periodo sono stati fatti da avvocati.

È molto triste che l’edilizia sia da molti anni materia più da avvocati che da progettisti…ma tant’è.

Quindi questa è la mia interpretazione di quello che leggo…sperando di venire smentito in toto da qualche bravo avvocato]

Qualche premessa

Giusto per non dire delle cose e poi dovermi rimangiare tutto, ritengo sia giusto fare alcune precisazioni:

  1. Il testo che mi sono studiato è lo schema del decreto. Quello approvato dal governo ma che non è ancora né ufficiale né in vigore, infatti…
  2. Il decreto dovrà passare alle camere, essere discusso e poi approvato e convertito in legge.
    Durante questi passaggio potranno esserci delle variazioni…(e spesso sono significative)
  3. Molti passaggi sono vaghi e demandati a futuri decreti attuativi. Comunque saranno necessari dei chiarimenti da parte di chi di dovere…che non arriveranno prima che il decreto sia tramutato in legge.

Quindi i tempi sono ancora lunghi per dare un giudizio definitivo.

Vediamo comunque quali sono le misure previste nei tre articoli.

mailling list per ristrutturare casa

Art. 128: incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici

In questo articolo sono contenute tutte le misure legate alle detrazioni fiscali sulla ristrutturazione “potenziate”.

Ci sono tanti aspetti da considerare, io voglio concentrarmi solo su quelli strettamente legati al settore che ci interessa qui: la ristrutturazione di case e appartamenti eseguita dai privati.

Come vedremo a breve, non c’è dubbio che tale decreto punti principalmente all’efficientamento e messa in sicurezza dei condomini e non si interessi molto dei singoli appartamenti…con buona pace di chi voleva fare ristrutturazioni gratis.

Chiarito questo vediamone i contenuti e contemporaneamente facciamo qualche prima riflessione.

Sono quattro le macro-categorie di interventi interessate dalle detrazioni potenziate:

  • Ecobonus (commi 1, 2 e 3)
  • Sismabonus (comma 4)
  • Installazione di sistemi fotovoltaici (commi 5, 6, 7 e 8)
  • Colonnine elettriche (comma 9)

Prima di vedere i dettagli di ognuno tracciamo le linee generali comuni a tutti (e la differenza con il “vecchio”):

  1. La detrazione è pari al 110% (prima era, a seconda della misura, al 50%, 65%, 70%, 75%, 85%)
  2. Il provvedimento vale per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 (la scadenza dell’ecobonus “normale” è al 31 dicembre 2020, per del sismabonus “normale” è al 31 dicembre 2024)
  3. La detrazione va divisa in 5 quote annuali (per l’ecobonus erano 10 rate annuali, per il sismabonus erano già 5 rate annuali)
  4. Le detrazioni valgono solo per i condomini e per le prime case. Quindi le seconde, terze, quarte, etc. case sono escluse

Ok, questi i dati principali…ma la domanda principale chiaramente è: quali sono le opere che effettivamente possono essere detratte?

Come ti ho anticipato il decreto pone forti limitazioni di intervento, soprattutto per l’ecobonus che era la misura più attesa da parte dei proprietari di casa.

E che li lascerà delusi.

Quindi partiamo con vedere proprio…

Le opere rientrati nell’ecobonus che possono essere detratte al 110%

Come forse sai l’ecobonus è un accrocchio di leggi che si susseguono dal 2006, che ogni anno vengono cambiate/integrate e che devono essere confermate con le leggi di bilancio.

Dopo la prima legge del 2006 si è raggiunto un altro punto importante nel 2013. Da allora le variazioni sono state oggettivamente poche.

Se non hai la più pallida idea di come funzioni l’ecobonus (e le detrazioni fiscali in genere), potrebbe esserti utile un passaggio su questi due articoli che ho scritto tempo fa:

Incentivi Ristrutturazione: esistono solo il 50% e il 65%?

Le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione di casa tua nel 2018

Se dovessi raccontarti tutta la storia dell’orso dall’inizio faremmo notte…

Tornando al nostro decreto legge “Rilancio”, è il comma 1 dell’articolo 128 che mette i paletti sulle opere rientranti nell’ecobonus e la cui detrazione sale al 110%.

Le 3 misure per cui è prevista la detrazione al 110%

  1. interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo.
  2. interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, […] a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici […] ovvero con impianti di microcogenerazione.
  3. interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici […] ovvero con impianti di microcogenerazione.

Ti ho evidenziato in neretto i passaggi che nella sostanza fanno piazza pulita del 90% degli interventi di ristrutturazione di interni che ogni anno realizzano i proprietari di casa.

Non voglio tirare fuori adesso statistiche di cui ho già parlato più volte, ma in Italia la maggior parte delle persone vive in città. All’interno di appartamenti dentro i condomini.

Sicuramente c’è una buona parte di persone che vive in ville, villette, case a schiera…ma oggettivamente rappresentano una minoranza (e anche questi in buona parte sono stati esclusi…).

Detto ciò capiamo bene cosa significa quello che abbiamo scritto nell’elenco qui sopra.

Punto a) – isolamento superfici opache

Al punto a) parliamo di isolamento termico degli edifici. Ed in particolare delle cosiddette “superfici opache”. Quindi muri e solai.

Le finestre sono apparentemente escluse da questo bonus al 110% (anche se non è proprio così e lo vedremo più avanti).

Ma il punto centrale che ci interessa è una condizione che viene imposta per accedere alla detrazione del 110%: l’isolamento deve interessante oltre il 25% della superficie disperdente dell’edificio.

Attenzione: parliamo di edificio…non di unità immobiliare.

La definizione di edificio ce la da un’altra legge, il dpr 412/93 (a cui nel decreto rilancio si fa riferimento). All’articolo 1, comma 1 troviamo:

a) per «edificio», un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti, dispositivi tecnologici ed arredi che si trovano al suo interno; la superficie esterna che delimita un edificio può confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l’ambiente esterno, il terreno, altri edifici; 

Questa è una definizione che troviamo nel decreto citato, ma è più o meno identica anche in altre leggi.

Quindi un appartamento non è un edificio…e un appartamento in condominio non potrà mai (o in casi molto rari) interessare più del 25% della superficie disperdente dell’intero edificio.

[Tra l’altro il “25% della superficie disperdente dell’edificio” è un parametro individuato proprio dalla legge sul contenimento dei consumi energetici per porre un limite tra obblighi di interventi più o meno stringenti.]

Detto ciò il risultato è che viene limitata di molto la possibilità di accedere a questo bonus del 110%. Un singolo proprietario di casa che ristruttura il suo appartamento a queste condizioni non riuscirà ad accedervi.

Invece un condominio sì.

L’obiezione potrebbe essere: “ma per isolare in condominio bisogna per forza fare il cappotto, quindi deve intervenire il condominio”.

Non è così: l’anno scorso ho isolato completamente un grande appartamento in condominio intervenendo sulle pareti perimetrali e sul soffitto dall’interno (e senza perdere spazio in casa…).

Proseguendo, all’interno del testo si parla anche dell’ammontare massimo della spesa che può essere detratta, pari a 60.000€ (per unità immobiliare in caso di condomini).

Quindi le somme spese in eccedenza rispetto a queste non vengono detratte al 110%.

Fermo restando che è una somma importante…solitamente per un isolamento si spende molto meno…c’è da evidenziare che nella formulazione “normale” dell’ecobonus 60.000€ sono la detrazione massima, corrispondente al 65% di una spesa complessiva su cui calcolarla, che pertanto risulta essere di oltre 90.000€.

Quindi se detrai al 65% è plausibile che la spesa possa superare i 90.000€, se invece detrai al 110% la spesa diminuisce…

Fatto questo inciso, andiamo oltre.

Punto b) – impianti di climatizzazione centralizzati

Al punto b) il decreto è molto chiaro: si parla di realizzare impianti di climatizzazione centralizzati. Quindi condominiali.

Anche in questo caso quindi il singolo proprietario che ristruttura il suo appartamento è escluso.

Una cosa che salta agli occhi è la “localizzazione” degli interventi che possono accedere al bonus al 110%: solo se sono realizzati sulle parti comuni.

Spieghiamo: un impianto centralizzato è formato da impianti che servono tutti gli immobili (e che quindi sono “parti comuni”); ma è formato anche da tutti quegli elementi che si trovano all’interno dei singoli appartamenti…che non sono comuni ma privati…e quindi sono esclusi da tale bonus.

Verosimilmente se sostituisco un impianto di climatizzazione condominiale dovrò fare interventi anche dentro i singoli appartamenti…

Per quanto riguarda la somma da detrarre, la spesa massima è pari a 30.000€ (per unità immobiliare).

Punto c) – impianti di climatizzazione su edifici unifamiliari

Infine il punto c) è espressamente rivolto ad “edifici unifamiliari”.

Facciamo riferimento alla definizione precedente di edificio e ancora una volta tagliamo fuori tutti gli appartamenti. Ma anche le case a schiera e le bifamiliari…

Tra l’altro in questo caso sono esclusi dalla “detrazione potenziata” tutti gli impianti a metano (invece consentiti per i condomini), a meno che non siano ibridi (cioè con una parte da altre fonti energetiche).

In sostanza vengono promosse principalmente le pompe di calore che, per intenderci, sono i sistemi con cui funzionano i condizionatori.

Chiaramente parliamo di impianti evoluti e non il classico split economico del centro commerciale che ti metti per fare fresco in estate…

Per questi interventi la spesa massima detraibile è di 30.000€.

Queste sono le tre tipologie di interventi rientranti nell’ecobonus e direttamente detraibili al 110%.

Avevo ragione a dire che per chi vuole “ristrutturare la casa gratis” sono un po’ deludenti?

Se hai una villa ti va bene…se hai un appartamento invece…

I paletti messi sono molto rigidi e tagliano fuori gran parte delle abitazioni, a meno che non sia il condominio a fare i lavori.

Insomma il proclamo “ristrutturerete casa gratis” è una bufala.

Detto ciò vediamo altri aspetti interessanti.

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Estensione della detrazione del 110% alle altre misure dell’ecobonus

Poco fa abbiamo detto che, ad esempio, la sostituzione degli infissi è esclusa dalla misura potenziata.

Però…se viene fatto l’isolamento delle strutture opache…è possibile detrarre al 110% anche la sostituzione delle finestre.

Infatti al comma 2 dell’articolo 128 viene chiarito che, nel caso in cui si faccia uno degli interventi di cui alle lettere a), b), c) (quelli che abbiamo appena visto), anche tutte le altre opere che eseguite contemporaneamente e che fanno parte di quelle agevolate con l’ecobonus, possono rientrare nella stessa percentuale di detrazione.

Quindi parliamo sostanzialmente di sostituzione infissi, schermature solari e pannelli solari.

Un po’ cervellotico…ma comunque è così.

C’è poi un ultimo paletto da superare per poter sfruttare le detrazioni al 110%. E lo troviamo nel comma 3 dell’articolo 128. Riguarda le:

Prestazioni da raggiungere per accedere al bonus del 110%

Deve esserci un miglioramento di 2 classi energetiche dell’immobile per poter detrarre al 110%.

Miglioramento che deve essere dimostrata con un attestato di prestazione energetica (A.P.E.) pre e post intervento.

Le classi energetiche attualmente normate sono 10. Dalla più alta alla più bassa: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G.

C’è da dire che la maggior parte degli edifici sono tra la classe E e la classe G…quindi solitamente con gli interventi previsti dall’ecobonus (rispettando i parametri di legge) non è un gran problema salire di due classi.

Il problema è che non esistono A.P.E. per i condomini ma solo per le singole unità immobiliari…la gestione di questa cosa non sarà semplice…

C’è una “postilla” a questo comma che però spariglia le carte: se non è possibile salire di due classi energetiche, si può accedere ugualmente alla detrazione del 110% dimostrando che si è raggiunta la massima classe possibile in relazione all’intervento. 

E con questo…abbiamo finito con l’ecobonus.

Passiamo al sismabonus, di cui si parla nel comma 4.

Fortunatamente da qui le cose sono più semplici…

La detrazione al 110% per interventi di miglioramento sismico

Ancora una volta non mi sembra il caso di ripetere concetti già espressi. Puoi fare riferimento a questo articolo sul sismabonus che ho pubblicato qualche tempo fa:

Ristrutturazioni antisismiche: sisma bonus for dummies!

Detto ciò la detrazione al 110% viene genericamente estesa a tutti gli interventi classificati dall’ecobonus.

Quindi:

  • Semplice miglioramento sismico: si passa dal 50% al 110%;
  • Miglioramento di una classe di rischio: si passa dal 70% al 110%;
  • Miglioramento di due classi di rischio: si passa dall’80% al 110%;
  • Miglioramento di una classe di rischio per opere su parti comuni (p.e. strutture dei condomini): si passa dal 75% al 110%;
  • Miglioramento di due classi di rischio per opere su parti comuni: si passa dall’85% al 110%;
  • Demolizione e ricostruzione (con criteri antisismici): si passa dal 75%/85% al 110%.

Inoltre viene introdotto il concetto di cessione del credito, ampiamente approfondito negli articoli successivi del decreto: in caso di cessione del credito la detrazione-extra scende dal 110% al 90%.

E anche per il sismabonus è tutto…passiamo alle:

Misure per fotovoltaico e colonnine elettriche

Per il fotovoltaico i commi di riferimento sono i 5, 6, 7, 8.

Qui sono incentivate sia l’installazione dei pannelli fotovoltaici con relativa impiantistica (comma 5) che dei sistemi di accumulo dell’energia (comma 6).

Per quanto riguarda i pannelli:

  • Detrazione del 110%
  • La detrazione va divisa in 5 rate annuali
  • Ammontare massimo delle spese di 48.000€
  • Limite di spesa di 2.400€ a Kw installato
  • Il limite scende a 1.600€ a Kw se l’intervento viene classificato come “ristrutturazione edilizia”, “nuova costruzione” o “ristrutturazione urbanistica” (bisogna fare riferimento alle definizioni del Testo Unico dell’edilizia, d.pr. 380/2001)

(Giusto per chiarire: l’installazione dei pannelli fotovoltaici di norma rientrano nell’edilizia libera, quindi non nelle tre categorie qui sopra. Però ci possono essere delle casistiche particolari…)

C’è da evidenziare che prima la detrazione massima era di 48.000€ corrispondente al 50% di una spesa massima di 96.000€.

E inoltre si parla di spesa massima, non per singola unità immobiliare, da ripartire tra gli aventi diritto.

Per quanto riguarda i sistemi di accumulo (comma 6) viene detto che possono essere realizzati insieme ai pannelli o anche dopo. Tutte le detrazioni sono uguali a quelle dei pannelli (che abbiamo appena visto) solo che il limite di spesa per Kw installato è di 1.000€.

Sulle colonnine elettriche (quelle per la ricarica dei veicoli per intenderci) al comma 9 si dice che la detrazione è del 110% da dividere in 5 rate annuali.

Bene…queste sono le misure generali previste dall’articolo 128 del d.l. rilancio per quanto riguarda l’edilizia (e assimilabile).

Prima di passare a crediti di imposta e sconti in fattura, ci sono però altre cose inserite nei commi successivi dell’articolo 128, che ritengo sia utile vedere rapidamente.

Varie ed eventuali

Comma 11…no seconde case

Una persona fisica (come puoi essere tu) che fa gli interventi previsti per l’ecobonus (commi 1-3 dell’articolo 128) su edifici unifamiliari che non siano adibiti ad abitazione principale, non può accedere alla misura del 110%.

In sostanza vengono escluse le seconde case. Se hai la villa al mare non vale…

Però se lo fai esercitando attività di impresa…vale.

Cioè, se sei un’impresa che ristruttura e poi vende, puoi accedere alla detrazione del 110% anche per gli interventi di ecobonus (per il sismabonus non c’è questa limitazione).

Comma 12…cessione del credito e sconto in fattura

Qui viene introdotta questa possibilità…che però viene approfondita nell’articolo successivo (tra poco ne parliamo)

Comma 13…visto di conformità

Chi chiede la detrazione deve ottenere un “visto di conformità” sui dati inseriti nella documentazione con cui attesta il diritto ad accedere alla detrazione.

In sostanza ci vuole qualcuno che dica che non stai dicendo balle.

E questo qualcuno sono commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro.

Comma 15…trasmissione

Naturalmente tutta la documentazione deve essere completamente in regola e non si scampa dagli adempimenti classici dell’ecobonus (trasmissione schede ad enea, pagamenti, produzione e conservazione documentazione, etc.).

Ok…abbiamo veramente finito l’analisi delle misure di detrazione estese al 110%.

So già che per molte persone il sorriso si è trasformato in una smorfia di delusione.

Prima di cedere allo sconforto dobbiamo analizzare l’altra parte delle promesse fatte e che hanno allettato molte persone: la possibilità di cedere la detrazione a terzi o addirittura farsi scontare tutto l’importo speso da chi esegue i lavori.

Già perché uno dei grossi problemi è che molte persone vorrebbero fare una ristrutturazione ma non hanno i soldi…

mailling list per ristrutturare casa

Art. 128-ter Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile

Partiamo col chiarire un paio di concetti.

Le detrazioni fiscali normalmente funzionano con il criterio di capienza.

Cioè sono uno sconto sulle tasse che devi pagare.

In sostanza se devi pagare 1.000€ di tasse con la detrazione puoi avere uno sconto su tale somma.

Però se la detrazione a cui hai diritto è pari a 1.100€, ne detrai 1.000€, ma i 100€ in più a cui avresti diritto non ti vengono restituiti…semplicemente li perdi. E non puoi utilizzarli gli anni successivi.

Il credito di imposta invece funziona proprio così: se quest’anno devi pagare 1.000€ di tasse e hai un credito di imposta di 1.100€, puoi:

  • azzerare le tasse di quest’anno e i 100€ che ti avanzano stanno lì da parte e puoi utilizzarli gli anni successivi sempre per diminuire le tasse;
  • utilizzare solo una parte del credito per abbassare le tasse e riservarti il restante negli anni successivi;
  • o addirittura chiedere il rimborso del credito di imposta (totale o parziale).

Infatti il credito di imposta non sono altro che maggiori tasse che tu hai già pagato e che lo stato di deve…nella sostanza sei creditore nei confronti dello stato.

Questi due concetti sono importanti per quanto diremo adesso.

Comma 1 – sconto in fattura e cessione del credito

L’articolo 128-ter al comma 1 ci dice che, invece di usufruire direttamente della detrazione, puoi:

  1. Avere uno sconto in fattura, da parte del fornitore (o dell’impresa), pari all’ammontare dovuto.
    Il fornitore recupera tale somma come “credito di imposta”, che può a sua volta cedere anche a soggetti terzi (come banche o finanziarie)
  2. Trasformare la detrazione in credito di imposta con la possibilità di cederlo ad altri soggetti (ancora banche o finanziarie)

Al comma 3 viene chiarito che:

  1. Il credito di imposta derivante da queste misure va utilizzato solo a compensazione…non puoi chiederlo indietro come per il credito di imposta normale;
  2. Il credito di imposta deve essere utilizzato con la ripartizione annuale delle detrazioni (quindi 5 anni). Quello che “avanza” lo puoi usare negli anni successivi.

Su questo faremo delle riflessioni alla fine perché forse è l’unico passaggio veramente interessante (e meno brutto di come viene dipinto da imprese, professionisti e artigiani).

Però prima torniamo indietro al comma 2 dell’articolo.

Comma 2 – estensione di sconto in fattura e credito di imposta ad altre detrazioni

Il comma 2 ci dice che è possibile trasformare le detrazioni fiscali in credito di imposta (od ottenere lo sconto in fattura) non solo per le misure potenziate al 110%, che abbiamo visto nell’articolo 128, ma anche per:

  • Le detrazioni maturate per la ristrutturazione della casa (bonus casa)
  • Le detrazioni maturate per tutte le misure dell’ecobonus
  • Le detrazioni maturate per le opere di cui al bonus facciate

Spieghiamoci.

Sai che se ristrutturi casa hai diritto alla detrazione del 50% (bonus casa) da ripartire in 10 rate annuale.

Qui ti dicono che invece di fare la detrazione normalmente puoi chiedere lo sconto in fattura o trasformare la detrazione in credito di imposta (e trasferire tale credito a terzi).

E questo vale anche per le misure dell’ecobonus non direttamente inserite nell’articolo 128.

Ad esempio se sostituisci gli infissi hai diritto alla detrazione del 50% (ecobonus), e puoi chiedere lo sconto in fattura o trasformare la detrazione in credito di imposta o trasferire tale credito a terzi.

Quindi una misura a favore di chi si ristruttura la casa finalmente l’abbiamo trovata!

…certo siamo lontani da “ristrutturi casa gratis”…

Art.129 Cessione dei crediti d’imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l’emergenza da COVID-19

Questo è l’ultimo articolo di interesse.

Qui non c’è niente di molto diverso da quanto abbiamo visto nell’art. precedente…semplicemente viene chiarita la possibilità di cessione del credito, anche parziale, a banche e finanziarie.

Un paio di riflessioni

Chiudiamo questo lungo articolo con qualche riflessione…

1 – chi deve ristrutturare casa (e non ha una villa) è sostanzialmente escluso da queste misure

Come abbiamo già detto più volte la realtà dei fatti si scontra in modo crudo con i proclami e le speranze che avevano acceso in molti.

In questi giorni sono stato contattato da varie persone che volevano più informazioni su queste “detrazioni fiscali potenziate”

…il leit motiv era: “se le cose stanno veramente così rivoluziono casa”.

Oggettivamente già dalle prime indiscrezioni che erano trapelate nei giorni scorsi mi sembrava che i proclami del governo fossero esagerati. Ora ne abbiamo conferma.

Purtroppo molte aspettative andranno deluse.

Infatti siamo di fronte a misure che privilegiano gli interventi su edifici interi e non su singole unità immobiliari.

Personalmente ritengo sacrosanto e prioritario l’intento di promuovere finalmente una seria riqualificazione dei condomini, senza fermarsi al solo lato estetico, come è stato fatto con il bonus facciate.

Avevo espresso questo mio pensiero proprio nell’articolo che ho dedicato al bonus facciate e che puoi trovare qui:

Bonus facciate: perché è tutta un’operazione di facciata

2 – sconto in fattura no, cessione del credito sì

C’è poi da spendere due parole su sulla questione dello sconto in fattura e della cessione del credito.

Diamo per scontato che uno sconto in fattura del 100% è di per sé irrealizzabile per evidenti motivi.

Un’impresa (o un fornitore) le cui entrate sono date principalmente dall’esecuzione di opere edili ed impiantistiche, non può permettersi di scontare a tutti il 100% di quanto dovrebbe fatturare. Anche a fronte di un credito di imposta acquisito.

Gli stipendi deve continuare a pagarli e il materiale a comprarlo.

Certo c’è da dire che le opere per cui è previsto lo sconto in fattura del 100% non costituiscono la totalità di quelle che un’impresa esegue.

Ad esempio, parallelamente all’isolamento delle pareti, saranno verosimilmente necessarie altre opere, per le quali il committente non può chiedere lo sconto in fattura del 100%…

Quindi un’impresa potrebbe ipoteticamente compensare parte dello sconto con i guadagni derivati da quelle opere (anche se abbiamo visto che lo sconto in fattura è esteso a tutte le opere detraibili, seppur con percentuali minori).

…ma a prescindere da queste riflessioni ritengo che lo sconto in fattura del 100% non sia una soluzione sostenibile, soprattutto a fronte della dimensione e della forza finanziaria di imprese e artigiani che lavorano nel settore delle ristrutturazioni.

Qui però viene in soccorso la cessione del credito. Questo è il passaggio che potrebbe far funzionare il tutto.

E a cui tra l’altro possono accedere non solo i committenti ma anche le imprese (girando il credito maturato dallo sconto in fattura).

Infatti intervengono soggetti quali banche e finanziarie che:

  • Sono delle potenze economiche
  • Hanno interessi in molteplici settori, non solo in quello edile

Quindi potrebbero trovare convenienza a caricarsi questi crediti, con cui andare a coprire tasse derivate da tutte le attività che svolgono.

E il fatto che la detrazione sia al 110% potrebbe incentivare ulteriormente la cosa: quel 10% in più rispetto a quanto speso effettivamente, potrebbe essere il margine di banche e finanziarie.

Certo c’è la necessità di trasparenza e di controllo sui conti…abbiamo visto che è stato introdotto il soggetto che verifica questi aspetti, ma personalmente ritengo che ci sia ancora un grande punto interrogativo su tale aspetto.

3 – i tempi

C’è un’ultima riflessione da fare: i tempi previsti nel decreto.

Il bonus del 110% vale per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Sono solo 18 mesi.

Un periodo congruo per interventi già “on the road”. E potrebbe essere congruo anche per interventi di ristrutturazione di appartamenti (che però abbiamo visto essere esclusi), di edifici unifamiliari o piccoli condomini.

Ma per opere condominiali o per interventi che richiedono procedure edilizie complesse (come il permesso di costruire) non sono affatto tempi congrui.

Per approvare i lavori condominiali ci vogliono mesi su mesi di assemblee. Più i tempi di progettazione, recupero delle offerte, preparazione e presentazione delle pratiche edilizie, approvazione (nel caso in cui sia necessaria).

E proprio le pratiche edilizie più complesse, come quelle di permesso di costruire, ci mettono anche più tempo per essere approvate (personalmente la mia esperienza è stata sempre di almeno un anno da quando iniziano i contatti con i clienti).

Invece i tempi dati dal decreto sono stretti…troppo stretti…e costituiscono una grossa incognita per chi deve fare l’intervento.

Se i lavori finiscono dopo il 31 dicembre 2021 che si fa? Niente bonus del 110%? Niente credito di imposta da cedere?

In Italia, se si vuole promuovere interventi importanti, bisogna dare i tempi giusti.

Tra l’altro siamo ancora molto indietro nell’iter: abbiamo un decreto, ma non c’è la legge e non ci sono i decreti attuativi.

In più ci saranno molte domande da porre prima di partire e a cui qualcuno dovrà dare risposta…

Insomma: se so vuole dare forza a queste misure, così come sono attualmente, 18 mesi sono un periodo troppo breve.

Ci sarebbero da fare tante altre riflessioni, decisamente più complesse di quello che ci siamo detto qui.

Lascio ad altri più competenti di me l’arduo compito e mi fermo qui.

Anche perché stiamo parlando di uno schema di decreto…il testo definitivo dovrebbe essere pubblicato in gazzetta lunedì 18 maggio 2020.

mailling list per ristrutturare casa

L’articolo Super bonus COVID al 110%….ristrutturazioni gratis? sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | la corretta pianificazione e gestione della ristrutturazione.

14 Maggio 2020 / / Blog

Una tipologia di arredi che adoro sono gli arredi salvaspazio, trasformabili e multifunzione. Li trovo geniali, affascinanti, divertenti, creativi e utilissimi.

Consolle allungabile. Diventa un tavolo che può accogliere fino a 8 persone. L’apertura va da 40cm a 290cm la trovate QUI in diverse finiture

Meravigliosa la vasca da bagno Egg di Rexa, che ingloba anche uno scaffale contenitore utilizzabile anche come libreria

Molto ingegnosa ila cassettiera proposta da bassetto bimbi per le camerette. Con una semplice mossa si trasforma in una doppia scrivania

Quando si ha poco spazio potremmo dovremo scegliere tra ampio divano o libreria, con il divano di Doimo Salotti non avremo questo problema poichè la libreria è inserita nella struttura del divano

Due divani, chaise longue, letto; il divano Tao di Colico design può diventare molte cose all’occorrenza

Soluzioni ingegnose e creative come la libreria che diventa scaletta, possono risultare utili in tutte le situazioni

Abitacolo, progettato da Bruno Munari nel 1971, è lo storico mobile-stanza antesignano di tutti i mobili salvaspazio e trasformabili.

Per risolvere le piccole incombenze del quotidiano l’ideale è la scaletta-stenbiancheria multifuzione. La trovate QUI in due finiture

Un tavolo che diventa divano è certamente una bella sfida…del resto sono due arredi che difficilmente utilizzeremo in contemporanea

Il tavolo multifunzione isola shop di Estel Group srl, collezione smart office, può risultre molto comodo sia in ufficio che in un monolocale in quanto il mobile diventa anche una mini-cucina

Non è solo un tavolino Pixel Table ideato dallo Studio Intussen. All’occorrenza si trasforma in contenitore, mensola e libreria

Con l’andare degli anni le dimensioni degli appartamenti cittadini sono andate sempre più restringendosi.

C’è continua necessità di ottimizzare gli spazi. A partire da una casa di 80mq abitata da quattro persone con esigenze diverse, fino ai monolocali, la necessità di arredi salvaspazio è sempre maggiore.

Ce ne siamo accorti, tra ‘altro, in questo periodo in cui abbiamo vissuto più intensamente la casa. Stando nella nostra abitazione 24h su 24h abbiamo capito tante cose del luogo in cui viviamo. Pregi e difetti, cosa abbiamo e cosa ci manca.

In alcuni casi non possiamo modificare la nostra condizione, ma in altri, anche se abbiamo uno spazio limitato, possiamo organizzare le funzioni e le attività che si svolgono in casa, in modo molto più pratico anche grazie agli arredi salva spazio.

Tavolini, sedie puf e poltrone per rendere più funzionale la zona giorno

Stando in casa ci siamo accorti magari, di aver bisogno di un appoggio o una seduta in più in salotto. Sarebbe molto pratico se questi arredi assolvessero anche ad altre funzioni, come ad esempio i numerosi pouf e sedie che racchiudono in loro più utilizzi. C’è il pouf che ne nasconde al suo interno 5 e in un attimo si ricompatta in un morbido cubotto. Comodissimo per le famiglie numerose che si sono ritrovate riunite a tutte le ore insieme sotto lo stesso tetto.

Divertente la sedia con canestro integrato, che sarebbe stata perfetta per trascorrere dei momenti di gioco tra le quattro mura e altre numerose soluzioni, utili, divertenti, salva spazio.

La divertentissima sedia canestro si chiama Lazy ed è prodotta dalla giniale azienda “Campeggi

Cubista di Ottoman è un pouf che ne racchiude al suo interno 5.

Quale è il problema dei morbidi pouf che ci piacciono tanto? Che spesso non sono utili come base d’appoggio. Non è così per il pouf-contenitore Katrina disponibile su smartarredodesign.com

Quasi un’opera d’arte la poltrona The sunflower chair per chi non può rinunciare al suo angolo lettura

In un piccolo e comodo pouf si nasconde un letto in più. Si chiama Pisolò ed è un progetto di Denis Santachiara del 1997 per Campeggi, ancora attualissimo

Nella zona giorno il coffe-table diventa anche tavolo da pranzo grazie al meccanismo saliscendi come quello che trovate QUI. Come abbiamo detto zona conversazione e zona pranzo non vengono utilizzate contemporaneamente quindi nello stesso spazio possiamo svolgere le due funzioni

Un alto elemento comodo in casa, ma spesso ingombrante è la scala, perchè non nasconderla allora in un arredo di uso comune come una sedia? Si chiama Scaledia ed è un prodotto di c-cubo design

Il coffetable è un arredo presente in molte case, potrebbe essere intelligente sceglierne un modello che abbia all’interno della sua struttura anche dei contenitori per maggior ordine e utilità, come nel caso di quello che trovate QUI

il tavolino Chit chat, dell’azienda di design Campeggi, si può invece trasformare in parte in due comode sedie in più.

Vi ho già parlato in passato dell’adorabile tavolino tavolino Mister T ideato da Antoine Lesur per Oxyo. Un piccolo elemento che si trasforma in zona relax

Avete sempre desiderato un tavolo da biliardo ma vivete in un piccolo appartamento? Perchè rinunciare ai sogni? Se avete spazio per il tavolo da pranzo allora avete spazio anche per il biliardo!

Arredi salvaspazio per l’ angolo home office

Non parliamo poi delle scrivanie e angolo studio/lavoro…srebbe stato davvero utile averne uno o più ben organizzati in casa, tra smart working e didattica a distanza.

Non esiste cosa più semplice di un tavolino pieghevole da muro come quello che trovate QUI, che può risolvere all’occorrenza davvero molti problemi

Comodo il tavolo Pieghevole da Parete che si trasforma in scaffale, disponibile QUI

Scrivani a scompasa Collins disponibile su smartarredodesign.com. Comodissimo il ripiano che la incornicia

Flatmate by Magazin è una comoda soluzione a tutta altezza, che si appoggia al pavimento. Incredibile lo spessore solo 12 cm.

Mamba by MDF Italia ha una profondità molto ridotta e luce integrata

Mensola-scrivania Deskbox by Arco

Scrivania salvaspazio per eccellenza Nubo by Ligne Roset, è praticamente una piccola valigia ancorata alla parete

Pill by Emko è un simpatico pensile che chiuso si presenta come un enorme bottone

Scrivania da parete Segreto by Molteni. Linee decise e spigolose. Luce a led incorporata

A profondità e ingombro ridotto La scrivania Pivot by Arco

Molto comodo il mobile sospeso di Pezzani che contiene al suo interno sedie e tavolo da usare come scrittoio o tavolo da pranzo

Un letto in più

Il letto in più, che fa sempre comodo, durante la quarantena si è rivelato indispensabile per chi ha accolto in casa un amico, il fidanzato di un figlio o un genitore, per trascorrere il tempo di clausura insieme.

In alcuni casi sarà stato necessario usare una brandina o il divano letto, ma avrebbero potuto essere utili anche altre soluzioni ingegnose.

Letto a scomparsa nella libreria Anemone disponibile su artigianiincittà.it

Non è solo un letto in più ma un vero monolocale trasformabile da zona giorno in zona notte con un solo gesto. Si tratta di On-off di Campeggi

Il divano letto ha anche i comodini estraibili, molto utili. In più c’è anche il tavolo da pranzo estraibile, per una perfetta zona giorno trasformabile. Si tratta del divano happy-room di Futura disponibile anche su divani.it

Il meraviglioso pezzo storico del design anni ’70 Abitacolo disegnato da Bruno Munari. In un unico pezzo è rinchiuso tutto il necessario

Letto Stand Up di campeggi una brandina di design

Il letto sale e scende all’occorrenza, una buona idea nasconderlo sul soffitto!

Basurita l’arredo multifunzione di Katharina Pawlik; da un rack dove appendere vestiti, stampelle e altro a questa parete divisoria mobile, si passa con pochi, semplici gesti alla rete di un letto che non necessita a tutti i costi l’aggiunta di un materasso, avendo una struttura di strisce intrecciate in gomma che rende morbido il riposo.

Arredi salvaspazio in balcone

Anche i nostri terrazzini e piccoli balconi ci sono sembrati una grande risorsa quando siamo stati costretti a stare chiusi in casa. Forse ci siamo accorti di non averli mai attrezzati come avremmo dovuto e che esistono tante comode soluzioni in commercio che li renderebbero più vivibili.

Little garden di Moroso

Comodissimi i barbeque da tavolo per una bella braciata anche in un piccolo balconcino. A sinistra bistecchiera elettrica di Ariete disponibile QUI al centro BBQ a carbone con piedini e coperchio che trovate QUI e a destra barbeque da tavolo allegro e colorato disponibile QUI in diversi colori

Comodo anche per un piccolo spazio all’aperto il tavolino pieghevole con vaso da fiori integrale. Lo trovate QUI

Compattissimo il set da giardino in Rattann composto da due poltroncine e un tavolino disponibile QUI

Anche un piccolo balconcino può diventare un luogo amabile per trascorrere del tempo all’aria aperta

Spettacolare il modello richiudibile Sigma di Focus

Qualsiasi luogo può diventare la nostra piccola oasi di pace

Collezione Green di Maiuguali per il tavolino da balcone pieghevole e regolabile, interamente realizzato in metallo laccato

Set di tre pezzi by domingo, facilmente impilabili per occupare pochiccimo posto. Sarà possibile in questo modo realizzare un delizioso salottino anche in spazi ristretti

Tavolino da balcone pieghevole Deuba in vendita su ManoMano. Si può appendere alla ringhiera o al parapetto per mezzo di ganci in metallo zincato

Spesso questo tipo di arredi ha un costo più elevato rispetto ad altri, ma questo è più che giustificato dalla tecnologia che viene studiata per essi e dalle molteplici funzioni che andranno a svolgere.

Gli arredi salvaspazio, trasformabili e multifunzione non sono solo utili e intelligenti ma spesso anche molto belli e di design.

Culle e arredi infantili trasformabili

Esistono tutta una serie di culle davvero interessanti. Progetti ingegnosi e bellissimi che hanno studiato il modo di prolungare la vita di un oggetto, che altrimenti servirebbe per pochissimo tempo.

La cameretta multifunzione Sasha di youredo si modifica e cresce con il bambino

Culla disegnata da Kare Frandsen di FACO design company, si trasforma in una comoda poltroncina di design

Moderno e antichissimo il modello di culla che gli olandesi di Ontwerpduo hanno reinterpretato. Si chiama Rockid Cradle and Rocking Chair in One, una sedia a dondolo unita a una culla

Culla Pod Cot e Junior Bed, due in uno

E’ un prototipo la culla Koo, una sedia a dondolo trasformabile, dello studio di progettazione Lunar

La culla di http://www.mobiliariobe.com fa si che, quando il bebè cresce, capovolgendola, diventi un piccolo scrittoio.

Bianconiglio Kids ® produce MOKA TRS, la learning tower Montessori Trasformabile in tavolino-banco da lavoro, disponibile QUI

Culla LAB 03 di Pali, una culla trasformabile in due poltroncine

Tavolo multifunzione Montessoriano di i sogni di samm, contenitore e piano lavoro

Le comodità che non devono mancare

A prescindere dalla recente quarantena che ci ha visti tutti in casa a condividere gli spazi, gli arredi multifunzione, salva spazio, sono l’ideale per le case piccole, è vero, ma potremmo trovarli utili in ogni tipo di abitazione.

Come abbiamo detto un letto in più può fare sempre comodo, come una bellissima vasca contenitore!

Se possediamo il secondo bagno, nel quale non abbiamo messo il bidet per motivi di spazio e perché utilizzato solo dagli ospiti, ricordiamo che esistono i modelli vaso bidet che integrano i due sanitari.

È vero che il bidet del bagno di servizio non verrà usato spesso, ma può sempre fare comodo in diverse occasioni.

Se abbiamo un secondo bagno cerchiamo di renderlo comunque funzionale al 100%.

Letto a scomparsa ad una piazza e mezza, lo trovate QUI

Vasca Book di Edonè

Ragrund è la sedia con porta asciugamani in bambù di ikea che non solo ottimizza lo spazio ma è anche elemento d’arredo!

Naked è una bellissima vasca con telaio a vista che ingloba dei comodi ripiani, di Glass 1984

Vaso bidet acqua clean di Geberit

Divano di Aerre divani Chloe, può diventare letto matrimoniale con comodino laterale o doppio letto singolo con comodino centrale

Poltrona-letto in tessuto con cuscino abbinato. Comoda e dal bel colore vivace disponibile QUI

Arredi salvaspazio e trasformabili ideali per i monolocali

Certamente nei piccoli monolocali si può sfruttare al massimo il grande aiuto degli arredi salvaspazio e multifunzione. In alcuni casi si arriva a progettare delle case completamente trasformabili.

Per quanto riguarda strettamente i monolocali, ricordiamoci che un alloggio destinato a 2 ospiti deve avere una superficie minima di 38mq bagno compreso e dunque, in 38 mq è possibile inserire tutto il necessario. Meglio ancora se lo facciamo in modo intelligente e creativo.

38 mq potrebbero essere organizzati addirittura meglio di una casa più grande con tanto spazio sprecato tra corridoi e disimpegni e ambienti disorganizzati.

In un monolocale anche gli elementi divisori vanno sfruttati al massimo come in questo caso, in cui la paretina che divide letto e zona giorno ingloba l’illuminazione e la panca

Gli arredi in un monolocale possono servire da elementi divisori ed ogni spazio deve essere sfruttato al massimo, come nel caso del cassettone nella pedana

In soli 38mq tutto può trovare il suo posto

Questo stupefacente monolocale trasformabile cambia completamente assetto e funzioni con arredi fissi e mobili

Comodo, brioso grazie al pizzico di colore e molto utile, si tratta di un tavolo richiudibile dallo stile nordico con alloggio per le sedie che potete trovare QUI

Lo stesso spazio si trasforma in un attimo da salotto a sala da pranzo a camera da letto

Incredibile il sistema di parete mobile che trasforma completamente lo spazio del monolocale

Il letto scorre fuori da sotto la pedana…ottima idea!

La parete che divide la cucina nasconde al suo interno un comodo tavolino

Un semplice arredo può essere molto comodo per separare gli ambienti in un monolocale, come nel caso del mobile con separè da attrezzare come mobile da ingresso del collezione SideView , design Monica Graffeo

L’articolo Arredi salvaspazio proviene da Architettura e design a Roma.

11 Maggio 2020 / / Blog

Io lavoro seguendo dei principi rigidi. In ogni ristrutturazione che seguo devono essere rispettati, altrimenti ritengo di non fare il mio lavoro nel modo corretto.

E soprattutto di mancare di rispetto ai miei clienti…

Uno di questi principi è: tutte le carte devono essere in regola.

Che poi in sostanza significa: non commettere un abuso nella tua ristrutturazione…

In questi giorni sto avendo l’ennesima dimostrazione di come questo sia vero: la burocrazia presenta sempre il suo conto.

mailling list per ristrutturare casa

E adesso lo sta facendo con due sorelle che nel 1974 hanno ereditato un paio di appartamenti in un paese del sud Italia.

Si tratta di appartamenti che appartenevano al padre che a sua volta li aveva ricevuti in donazione dalla madre nel 1952.

La quale a sua volta li aveva acquistati nel 1927.

Quindi stiamo parlando di case con un bel po’ di anni sulle spalle.

Case che arrivano da un periodo in cui oggettivamente gli interventi edilizi si facevano un po’ “alla carlona”.

Però periodi in cui la burocrazia era oggettivamente molto più semplice di oggi.

All’epoca per costruire i palazzi erano sufficienti un foglietto con la domanda e un disegno “tipologico” delle piante, prospetti e sezioni.

Oggi per realizzare una ristrutturazione può essere necessario presentare un plico di un centinaio di pagine…

…ma torniamo a noi e alle arzille vecchiette e ai loro appartamenti…

ABUSI FATTI OLTRE 50 ANNI FA PRESENTANO IL CONTO OGGI

Questi due appartamenti erano affittati alle stesse due famiglie da decenni.

Le due proprietarie, da quando li hanno ereditati, non ci hanno mai fatto nessun intervento.

Quasi cinquant’anni senza una minima ristrutturazione se non opere di manutenzione ordinaria per mantenerli non dico in efficienza…ma quanto meno utilizzabili.

Gli inquilini erano ormai anziani e qualche anno fa è morto uno di loro, seguito dopo poco tempo anche dalla moglie.

In sostanza si è liberato un appartamento.

Verso la fine di gennaio di quest’anno mi contattano le due proprietarie perché vogliono vendere l’immobile.

Io non sono un agente immobiliare, però sono il loro tecnico di fiducia. E come tutti i tecnici naturalmente ho i miei contatti.

Trovo subito un’agenzia di fiducia a cui affidare la vendita.

Nel frattempo comincio a guardarmi le carte di quegli immobili: li conoscevo già per averci fatto una perizia nel 2011 e mi ricordavo che non era proprio tutto a posto…

Comunque mi faccio consegnare tutta la documentazione che avevano e comincio a studiarla da capo dopo quasi dieci anni.

Nel frattempo arriva il COVID (siamo a febbraio 2020) e tutto rallenta.

Dovevo fare degli accessi agli atti al Comune e in conservatoria ma non è più possibile.

L’agenzia immobiliare però lavora bene e riesce a trovare un compratore interessato.

Siamo appena usciti dalla quarantena forzata e devo rimettere in moto tutta la macchina…

mailling list per ristrutturare casa

Tutti i problemi che ho trovato…

Approfondisco tutte le carte che avevo e i problemi cominciano a fioccare.

Questa la situazione catastale:

  • Secondo il catasto i due appartamenti non sono due ma in realtà sono quattro unità immobiliari.
  • Dalle planimetrie di queste quattro unità immobiliari risulta che una è divisa a metà tra i due appartamenti.
  • Inoltre di una non si trova la planimetria catastale.
    …all’epoca qualcuno si è scordato di inserirla…

A fronte di tanto caos a livello catastale avevo assolutamente bisogno di vedere se nell’archivio comunale ci fosse qualche pratica edilizia che potesse fare un po’ di chiarezza…

…ingenuamente speravo che fossero stati fatti dei lavori interni regolarmente (oltre 50 anni fa…) e che semplicemente non fossero state aggiornati i dati catastali.

Ma dal Comune arrivano notizie negative: non risulta nessuna pratica edilizia per quell’immobile…

Quindi l’attuale divisione interna è abusiva…

…oppure gli atti sono andati completamente persi.

…di bene in meglio.

Ma non è finita qui. Infatti poi sono passato a guardarmi tutti gli atti di provenienza dell’immobile.

Un disastro…non ce n’è uno che riporti gli stessi dati del precedente: descrizioni diverse, estremi catastali diversi….

Addirittura nelle varie trascrizioni degli atti avvenute nel tempo si sono persi dei pezzi per strada.

Ad esempio nella trascrizione del primo atto di donazione (quello dalla nonna al padre dell’attuale proprietaria per intenderci…) è scomparsa la particella di una stanza…

…e questo errore si è trascinato in tutti gli atti successivi…quindi, secondo l’ultimo atto esistente una porzione di immobile…non è di nessuno!

Cosa significa tutto questo caos?

Che l’appartamento così com’è non può essere venduto!

Con un potenziale acquirente che sta bussando fuori dalla porta con i soldi in mano…

Fortunatamente le due vecchiette sono realmente arzille e non si sono perse d’animo.

Mi hanno detto subito: “sistemiamo tutto e poi vendiamo”

…Come risolvere i problemi!

[spoiler: spendendo un sacco di soldi]

Cosa devono fare adesso le due proprietarie per sistemare i “lavori allegri” fatti da loro padre oltre cinquant’anni fa?

  1. Devono pagare un tecnico che predisponga tutte le pratiche edilizie necessarie (quel tecnico sarebbe il sottoscritto…).
    Fortunatamente sono “abusi” che possono essere riportati in regola senza grossi problemi. Se non fosse che…
  1. Devono pagare anche una multa di 1.000€
  2. Devono pagare un geometra che faccia tutte le necessarie variazioni al catasto (frazionamenti, accorpamenti, nuovi inserimenti in mappa…)

Insomma: devono investire parecchie migliaia di euro per riuscire a vendere un immobile che, a conti fatti, vale pochi soldi…

Mi ricordo che, ormai oltre dieci anni fa, in uno dei primi progetti a cui ho collaborato con lo studio di cui poi sarei diventato socio, un cliente voleva fare un abuso.

Dopo averci fatto penare le pende dell’inferno per ottenere il permesso di costruire della sua nuova villa…voleva raddoppiare il piano interrato abusivamente.

Così…perché voleva togliersi lo sfizio…

Mi ricordo che all’epoca tentammo in tutti i modi di dissuaderlo ma la risposta fu:

“che me ne frega…poi se la vedranno i miei figli quando muoio”

La mentalità di questo signore era: adesso faccio quello che voglio per poi scaricare i problemi a chi verrà dopo…

…non lo so: io ho un figlio e onestamente non mi sembra una gran cosa scaricargli dei sicuri problemi futuri per fare “un po’come ca**o mi pare” (per chi ha colto è una citazione da un programma televisivo di circa venti anni fa…).

Naturalmente in quel caso abbiamo scaricato il cliente (peccato perché la villa era veramente bella e vederla realizzata sarebbe stato motivo di orgoglio…).

I suoi figli si troveranno con un abuso che probabilmente sarà insanabile…in bocca al lupo…

…invece le arzille vecchiette non le scarico. Loro non hanno nessuna colpa ed aiutarle è il minimo che posso fare.

E poi fortunatamente si ritrovano tra le mani un abuso che può essere sistemato.

Però si tratta pur sempre di spendere soldi per sistemare un problema che non hanno causato loro.

Quando affermo che bisogna fare sempre le cose in regola intendo proprio questo.

La legge prima o poi presenta il conto…fare le cose in regola adesso significa risparmiarsi spese e scocciature domani (tu o i tuoi eredi…).

ABUSIVISMO NON E’ SOLO COSTRUIRE EDIFICI ABUSIVI…

L’abusivismo edilizio in Italia è un problema grave: nel 2015 il 19,7% degli edifici realizzati era abusivo (nella regione in cui vivo addirittura il 50,6%).

È un vizio che noi italiani non riusciamo a toglierci.

E se pensi che nelle ristrutturazioni la situazione cambi di molto ti sbagli: le ristrutturazioni senza pratiche edilizie probabilmente hanno percentuali ancora maggiori (purtroppo è molto complesso farne un censimento…).

Ma, anche se sono abusi “minori” (cioè che è quasi sempre possibile regolarizzare pagando solo una multa), si tratta sempre di opere irregolari…con tutte le conseguenze del caso.

Ristrutturare casa in modo regolare è un processo quasi matematico…e come farlo è l’argomento che tratto nel mio libro che trovi su Amazon a questo indirizzo:

https://amzn.to/2YULyPN

Anche se pensi “ma io voglio fare le cose in regola”, non è così automatico riuscire a farle realmente in regola…

Nel libro ti faccio vedere il mio “metodo scientifico per ristrutturare casa”…che ti aiuta anche a farlo senza commettere abusi.

Sempre che ti interessi non lasciare casini ai tuoi figli…

mailling list per ristrutturare casa

L’articolo Come far impazzire due arzille vecchiette che devono vendere un appartamento ereditato nel 1974 per abusi realizzati oltre 50 anni fa. sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | la corretta pianificazione e gestione della ristrutturazione.

2 Maggio 2020 / / Blog

Ho realizzato un’approfondita consulenza d’arredo per una giovane committente che era da poco entrata con il marito e la bambina nella nuova casa che aveva arredato con gusto ma alla quale mancavano importanti dettagli e complementi d’arredo che abbiamo curato insieme .

Tavola illustrativa per i complementi d’arredo dell’ingresso

Concept complementi d’arredo zona giorno

Studio dei complementi d’arredo per la camera da letto

Tavola illustrativa per i complementi d’arredo dell’ingresso

Ingresso

L’ingresso è il primo ambiente che abbiamo preso in esame. Quello più lasciato a se stesso, pur essendo uno degli spazi più importanti della casa.

L’ingresso si presentava molto spoglio e disorganizzato;  ho deciso prima di tutto di proporre delle stampe per le pareti. Una riproduzione di Rothko molto bella che riprende anche i colori della zona giorno, sulla quale si affaccia e con la quale comunica  il corridoio d’ingresso. Sopra al termosifone, ho proposto di affiancare alla composizione di foto (eventualmente da ampliare) e sulla quale porre una scritta decorativa in legno, una tela con una frase affettuosa sulla casa.

Sulla mensolina Mossland Ikea possono essere inseriti dei piccoli contenitori organizer colorati per piantine grasse, penne, monete e altri piccoli oggetti.

La nicchia spoglia presente nel muro sarà completata con ripiani ad alto spessore di legno, per dare colore e un dettaglio materico alla parete bianca, ed un faretto. Aggiungerei anche uno specchio a tutta figura, sempre comodo vicino all’ingresso, grazioso e utile un elemento multifunzione dotato di orologio o attaccapanni

Tavola concept ingresso

Rotkho importante esponente dell’espressionismo astratto americano, usa meravigliosi abbianmenti di colori nei propri quadri composti da fasce cromatiche. Le due stampe che si trovano QUI e QUI si abbinano perfettamente con i colori della zona giorno dell’appartamento

La nicchia presente in corridoio va completata con mensoline di legno massello, dimesnione 30×30 circa.

Completerei la parete con la cornice multipla di foto, dedicata alla famiglia, con una scritta in legno e una stampa di Posterlounge effetto lavagna

Mensolina porta cornici Mossland di ikea utilizzata come svuota tasche ed elemento decorativo

Piccoli contenitori colorati , come quelli che vedete QUI, possono essere utilizzati come organizer da mettere sulla mensolina per piantine, penne e altri oggetti. Perfetti anche i vasetti colorati disponibili QUI

Comodi ed eleganti gli specchi multifunzione come lo spezio Kafka a sinistre design Prugger Venturelli disponibile QUI o lo specchio attaccapanni a destra che trovate su luiarredamenti.it

Zona giorno

Il salotto, con la sua parete carta da zucchero, la controparete in cartongesso con nicchie e il divano con pouf coordinato in pelle color mostarda, ha degli ottimi punti di partenza. Mancano solo alcuni dettagli per perfezionare l’insieme, come il tappeto che circoscrive la zona conversazione, completata da una poltroncina blu polveroso, in stile nordico. In stile scandinavo anche le nuove sedie proposte per il tavolo da pranzo.

Dovrà essere inoltre scelta una lampada per il mobile accanto al divano.

Ho proposto alcuni modelli cult degli anni 60 (design di cui è appassionata la padrona di casa) come Eclisse di Vico Magistretti e Nesso di Giancarlo Mattioli entrambe di Artemide.

Le sedie Master di Kartell, presenti in salone, saranno spostate in cucina. La committente proponeva di abbinare al tavolo in cristallo le sedie Ghost di kartell. Ho sconsigliato il «trasparente su trasparente» che non mette in risalto ne tavolo ne sedie. Ho proposto di inserire un modello in stile nordico con zampe in legno e seduta bianca morbida.

Per le tende ho consigliato un tessuto di garza molto leggero, da inserire nell’incasso a soffitto già presente. Sopra al termosifone una stampa vintage del Martini.

Tavola concept zona giorno

Graziosa, d’arredo ed in linea con i complementi vintage la targa in metallo che trovate QUI

Le meravigliose lampade di Artemide, oggetti culto del design anni ’60. A sinistra la lampada Eclisse di Vico Magistretti disegnata nel 1965 e vincitrice del Compasso d’Oro nel 1967, disponibile anche QUI. A destra la lampada Nesso Progettata da Giancarlo Mattioli e dal Gruppo Architetti Urbanisti Città Nuova, negli anni ’60 che trovate anche QUI

Sedia in stile scandinavo perfetta con il tavolo in cristallo, la trovate anche QUI

Poltroncina in stile scandinavo Iceberg di Maison du Monde

Tappeto a fantasia astratta con colori che richiamano quelli della zona giorno

Camera da letto

Nella camera da letto mansardata (in cui sarà eliminato il lettino) la richiesta era quella di trovare dei comodini che si abbinassero sia al letto che al cassettone. Andrà scelta anche una decorazione per arredare la porzione di parete rimasta vuota una volta eliminato il lettino.

Le mie proposte sono state tre di cui due prevedono due comodini diversi per creare un ambiente dinamico e creativo.

La prima proposta vede l’abbinamento di un modulo della storica serie  i componibili di Kartell, classico del design anni 60 (di cui è appassionata la proprietaria), abbinato ad un tavolino in tondino di ferro nero, che si ricollega al lampadario moderno.

La seconda proposta prevede una coppia di tavolini in tondino di ferro color rame. Colore che si abbina al cassettone e pavimento in legno ma dalle linee moderne per creare un trait d’unione tra cassettone lampadario e letto.

La terza proposta prevede due comodini diversi entrambi bianchi da abbinare in maniera neutra ma creativa al letto. Si tratta di un modulo dei i Componibili e del tavolino contenitore Kvistbro di Ikea.

Sulla parete accanto alla riproduzione di Klimt ho consigliato di inserire un finto trofeo. Un elemento d’arredo, creativo, brioso che si abbina bene al tema naturalistico del quadro di Klimt.

Tavola concept camera da letto

Testa di renna tridimensionale, un puzzle 3D da attaccare alla parete , disponibile QUI

Bella ed elegante la testa di renna in 3D realizzata in poliresina. La trovate QUI in tre colori

Testa di renna in cartone patchwork di Miho

I quattro comodini scelti per le tre diverse proposte. In alto il tavolino in tondino di metallo nella versione nera e rame di La Redoute. in basso a sinistra Kvistbro di Ikea e a destra lo storico elemento della serie I Componibili di Kartell disponibile QUI in vari colori

Cameretta

La cameretta doveva servire sia come camera degli ospiti che come studio. Nel ambiente è presente solo un ampio armadio. Ho suggerito di aggiungere una poltrona o pouf letto, meno ingombrante di un divano. E’ stata poi inserita una scrivania di dimensioni risotte,con sedia in stile nordico. Sopra alla scrivania è posizionata una composizione di contenitori sia a giorno che chiusi della serie Eket diIkea. A ravvivare gli arredi in bianco e grigio un tappeto colorato rotondo

Tavola concept cameretta

A sinistra poltyrona letto di Maison du Monde, a destra pouf letto di Ikea

Scrivania Mike di ikea

Sedia grigia in stile nordico disponibile anche QUI

Un bel tappeto colorato è perfetto per riscaldare l’atmosfera di una stanza e arredarla con cura

L’articolo Scelta dei complementi d’arredo proviene da Architettura e design a Roma.

24 Aprile 2020 / / Blog

L’idea di rinnovare la casa può avere quale ideale punto di partenza la sostituzione delle finestre. Considerando in prima analisi la scelta del materiale, con cui vengono realizzate, e le numerose soluzioni proposte dai produttori.

Il mercato di settore offre una vasta gamma di infissi, in grado di soddisfare ogni esigenza a partire dalla varietà di stili, materiali e forniture. Esistono soluzioni versatili, che si adeguano perfettamente al gusto personale e all’arredamento dell’abitazione.

La scelta del miglior materiale: legno, legno/alluminio e pvc per una produzione di qualità

In tema di materiali, per garantirsi il miglior compromesso tra performance termiche ed acustiche, la scelta ricade su prodotti realizzati in legno o legno/alluminio.

A registrare un successo crescente, soprattutto fra gli acquirenti privati, sono anche le finestre in pvc, che hanno tempi di produzione decisamente inferiori rispetto ai modelli in legno e alluminio. Realizzati a partire da barre già pronte, gli infissi in pvc vantano la presenza di profili che devono essere semplicemente assemblati, saldati e integrati con vetro e ferramenta.

Per chi desidera una soluzione naturale meglio considerare gli infissi realizzati interamente in legno. Si tratta di soluzioni che sono garanzia di stile, benessere e soprattutto sostenibilità, a fronte del crescente utilizzo di legno certificato, proveniente da foreste eco-sostenibili, e vernici ad acqua prive di emissioni nocive.

La qualità messa in campo dai produttori italiani consente di acquistare un prodotto dalle elevate potenzialità, contraddistinto da un ottimale isolamento sia termico che acustico. Prodotti di comprovato valore come quelli proposti dal fornitore di porte e finestre italiane Cocif, leader del made in Italy nella produzione di porte e finestre.

Le finestre di ultima generazione. Fra le soluzioni consigliate i modelli a risparmio energetico, scorrevoli o di design

Per garantirsi la scelta adeguata, dopo aver valutato il materiale, si consiglia di considerare le finestre  a risparmio energetico. Così come le soluzioni scorrevoli, le proposte di design, seguite a ruota da modelli dalle linee attuali e contemporanee oppure classiche o in stile inglese.

Ottenere un interessante risparmio energetico è possibile optando per la collocazione di finestre termiche. Soluzione ideale per isolare la casa e garantirsi un notevole risparmio in bolletta.

In tema di risparmio, se la scelta del telaio può fare la differenza, non dimenticate che anche il vetro è un elemento cruciale per ottenere un buon isolamento termico ed acustico. Le finestre di ultima generazione montano vetri ad alte prestazioni, che contano sulla presenza di due o più strati incollati con pellicole acustiche, capaci di abbattere il  rumore fino a 47 dB.

Oggi la finestra deve essere in grado di rispondere anche a tutta una serie di richieste funzionali, a partire dalle esigenze di spazio ed apertura.

Per questo motivo i produttori offrono soluzioni a battente, con apertura ad anta ribalta e finestre scorrevoli. Proposte ottimali sia in termini di manutenzione che di pulizia.

Tecnologia e funzionalità a supporto degli infissi di ultima generazione

Nel valutare gli infissi è bene considerare anche la presenza di modelli in grado di oscurare e proteggere dalla luce. Consideriamo anche tutta una serie di soluzioni studiate ad arte per preservare dalla polvere, dall’inquinamento, così come dagli insetti.

Tecnologia e funzionalità caratterizzano gli infissi smart, ideati per arieggiare gli ambienti interni e regolare il tasso di umidità.

L’articolo Finestre: per una scelta ottimale valutate materiali e soluzioni proviene da Architettura e design a Roma.

24 Aprile 2020 / / Blog

Cambio di colore, cambio look

Prima dell’estate ho realizzato il relooking della zona giorno della casa di una bellissima famiglia, composta da mamma papà e due figli piccoli.

La richiesta era quella di un cambio il colore delle pareti . Quasi da subito la scelta è caduta sul blu, un colore che mi ha seguito per tutto il 2019 e che poi è diventato anche il colore Pantone del 2020.

Il dubbio era quale punto di blu scegliere e se dipingere una, due o tutte le pareti.

Abbiamo scelto un blu intenso bellissimo, simile al blu pavone, un colore che normalmente sarebbe sconsigliare applicare su tutte le pareti. L’appartamento in questione è molto molto luminose e gli arredi sono tutti bianchi: la grande parete attrezzata della tv e la bella la cucina a vista.

Quindi due pareti sarebbero rimaste comunque chiare, su una terza vi sono le due porte finestra che la occupano quasi completamente. Le proporzioni tra chiaro e scuro erano giuste, si trattava proprio dell’ambiente adatto a fare un azzardo del genere.

Con il solo cambio di colore delle pareti il soggiorno ha cambiato completamente volto. La zona giorno ha acquistato un gran carattere, il blu ha donato all’ambiente un aspetto ricercato personale e unico. Anche gli altri arredi e le stampe scelte per le pareti sono stati valorizzati ulteriormente.

cambio di colore
cambio di colore
cambio di colore

L’articolo Cambio di colore nel living proviene da Architettura e design a Roma.

23 Aprile 2020 / / Blog

Sollevatori per disabili e altri accorgimenti progettuali rendono la casa confortevole e vivibile anche ha chi ha difficoltà di movimento, senza trascurare comunque mai l’estetica

Come diverse volte ho ripetuto, i punti essenziali su cui concentrarsi nell’arredare una casa in cui sia piacevole stare, a mio parere, sono

Aspetto estetico

Inutile negare che una casa curata e personalizzata, non sciatta, non banale, non spoglia, non anonima, sia molto confortevole e renda felice chi ci vive.

Non sto parlando di grandi metrature o ville vista mare, ogni ambiente può essere reso esteticamente migliore e più vivibile con piccoli e intelligenti accorgimenti.

Aspetto funzionale

Forse l’aspetto funzionale dovrebbe venire anche al primo posto rispetto a quello estetico, ma io sinceramente li faccio viaggiare a parimerito. Uno non deve mai cedere il passo all’altro.

Si può unire sempre l’estetica alla funzione e non vedo perché si debba tralasciare l’una per l’altra. Pure in questo caso parlo anche di piccoli interventi di decorazione di interni. Accorgimenti amorevoli che possono essere attuati in qualsiasi appartamento e rendere più e rendere più piacevole il tempo che vi si trascorre.

Esistono tantissimi modi per rendere funzionali anche spazi ridotti, soluzioni di interior design su misura, fai da te, soluzioni tecnologiche, creative, di design, multifunzionali.

arredi multifunzione
arredi multifunzione
arredi multifunzione
arredi multifunzione
arredi multifunzione
arredi multifunzione
arredi multifunzione
arredi multifunzione

Benessere e fruibilità.

Sempre a parimerito e a braccetto con la funzione, metterei il benessere e la fruibilità degli spazi.

La nostra casa deve essere “facile da usare” e fruibile a tutti i suoi abitanti. Per questo vi ho parlato spesso di arredi Montessori e architettura accessibile. Argomenti che coinvolgono bambini e persone con necessità peculiari che hanno il diritto di vivere gli ambienti a loro misura.

architettura accessibile
sollevatori per disabili in bagno
sollevatori per disabili
architettura accessibile sollevatori per disabili
architettura accessibile sollevatori per disabili
architettura accessibile sollevatori per disabili
arredi montessori
arredi montessori

Sollevatori per disabili

Mi è capitato anche di parlare di attrezzature specifiche per anziani, disabili o infortunati; in questo caso mi soffermo sui “Sollevatori per Disabili“.

La casa deve essere piacevole da vivere e questo include l’estetica, ma ovviamente, prima di tutto, l’estrema comodità e benessere per chi ci vive, a maggior ragione se ha problemi di movimento.

Per chi ha mobilità ridotte esistono tante tipologie di aiuto in casa. Parliamo di arredi funzionali che contribuiscono a vivere l’ambiente domestico in maniera più autonoma e semplificano la vita di tutti i componenti della famiglia, rendendo la casa un luogo piacevole e non una prigione.

I sollevatori per disabili sono attrezzature che possono essere utili, se non addirittura strettamente necessarie, in diverse situazioni e, a maggior ragioni, in questi casi in cui si vive una situazione fisica non ottimale.

Si tratta di strumenti utilizzati per facilitare il trasporto di persone allettate, si utilizzano solitamente in camera da letto e in bagno, ma possono essere facilmente posizionati in ogni ambiente.

Molti modelli con ruote, pieghevoli, con base regolabile, per essere trasportati e mossi con facilità da una stanza all’altra.

Esistono sollevatori elettrici, idraulici e manuali e anche le imbracature sono di diverse tipologie. Ne possiamo trovare con supporto testa o meno, da toilette, contenitiva con stecche ecc. per ogni tipo di esigenza.

sollevatori per disabili
sollevatori per disabili
sollevatori per disabili
sollevatore per disabili
sollevatori per disabili
sollevatori per disabili
sollevatori per disabili

Nonostante questi siano presidi medici che devono svolgere una specifica funzione e non necessitano di fronzoli e decorazioni, anzi devono essere il più funzionali possibile, non trascuriamo l’arredamento del resto della stanza in cui sono collocati e in cui deve vivere o sostare la persona che li utilizza.

Come arredare e rendere confortevoli gli spazi

Concentriamoci con attenzione e amore sulla decorazione. Scegliamo un bel colore per le pareti o una carta da parati particolare, delle belle lenzuola, magari colorate. Compriamo fiori freschi, mettiamo quadri, stampe e foto alle pareti, piacevoli e confortevoli da guardare per chi trascorre tanto tempo allettato. Scegliamo la giusta illuminazione, lampade dall’estetica affascinante e che illuminino nel modo adeguato

Se la persona ha una certa mobilità stiamo attenti a lasciargli sempre tutto a portata di mano, la luce, un libro, l’acqua. Dobbiamo rendere lo spazio comodo e dare la possibilità a chi lo vive di sentirsi autonomo per quel che è possibile.

Ognuno ha diritto di vivere in un ambiente piacevole, confortevole e rassicurante.

L’articolo Sollevatori per disabili e arredamento confortevole proviene da Architettura e design a Roma.