1 Settembre 2021 / / Francesca Grua

In camera da letto e anche in tutta la casa, l’ultima luce che accendiamo nella giornata è sicuramente la lampada da comodino. O meglio quella che illumina la zona letto, quella puntuale e d’atmosfera che ci coccola negli ultimi momenti prima di cadere nel sonno.

Per la mia camera da letto ho scelto una lampada da tavolo, ma non volevo assolutamente la classica abatjour. Volevo qualcosa di più divertente e fuori dalle righe, senza rinunciare però alla comodità di una tecnologia dimmer e scegliendo una lampada led a batteria, da poter portare in giro per la casa.

Lampada dimmerabile significa semplicemente che puoi regolare e scegliere l’intensità del flusso luminoso. Ovvero stessa lampada, ma decidi tu se deve fare più o meno luce.

Lampada da comodino

Prima tra tutte e la più utilizzata nelle nostre case è la lampada da tavolo appoggiata al comodino. Super funzionale, comoda ed in linea con le nostre abitudini.

Come ti dicevo è stata la mia scelta per la camera da letto. Avevo delle necessità pratiche (senza filo, dimmerabile e a led) e ovviamente estetiche (una lampada divertente e scenografica) che hanno trovato risposta nel modello Lafleur di SLAMP, trovata sul sito di Lampade.it (ti lascio qui il link diretto per acquistarla)

Un fiore aperto verso l’alto, realizzato e modellato a mano con un polimero trasparente, sorretto da uno stelo di fili di rame. L’ho scelta perché arreda da spenta e da accesa crea un effetto wow. A questo si aggiunge l’essere una lampada a batteria, da portare dove voglio.

Me ne sono innamorata.

Puoi prendere spunto da me, optare per una lampada da tavolo che faccia luce quando sei nel letto. Il mio consiglio è di sceglierla con cura, in stile con l’ambiente ed in linea con i tuoi gusti. La lampada da comodino non deve solo illuminare, ma può assolutamente arredare la camera da letto o addirittura essere il pezzo forte dell’intera stanza.

Applique come lampada da comodino

Un’idea alternativa è quella di predisporre due applique ai lati del letto (oppure una sola se si tratta di cameretta con letto singolo). In questo caso le opzioni sono due:

  • far arrivare la corrente a parete, alla giusta altezza e ad una precisa distanza dal letto.
  • scegliere delle applique a presa, in modo da poterle fissare a parete, sfruttando però le prese in prossimità del comodino (che ci sono sempre)

E’ una soluzione che propongo spesso perché trovo che dia carattere al muro dietro al letto, creando un interessante punto di accento nella stanza. In questo caso ho optato per due applique diverse, ma equilibrate per rendere l’atmosfera giocosa e scanzonata.

Lampada a soffitto

Probabilmente l’avrai già vista in qualche foto, ultimamente sta spopolando su Pinterest (a proposito mi segui già su Pinterest? No?! Allora corriamo ai ripari, mi trovi qui).

Cosa servirà? Una lampada da soffitto di dimensioni contenute (da evitare i lampadari da centro stanza), un arrivo di corrente a soffitto, al lato del letto, esattamente sul centro del comodino e un cavo elettrico abbastanza lungo da poter far arrivare la luce a circa 60/100 cm dal comodino.

Testiera letto retroilluminata

Questa è un’ottima soluzione se hai optato per una testata letto a boiserie, in legno o cartongesso o di piastrelle, meglio se abbinata ad un letto sommier (senza testiera).

Basterà prevedere un arrivo di corrente dietro la testata e predisporre un profilo led (incassato o a filo) sulla superficie orizzontale terminale di questa pannellatura. Più difficile a dirsi che a farsi, non preoccuparti!

Nicchia illuminata sopra al letto

Qui servono dei lavori di muratura, bisogna creare una nicchia nel muro, sulla parete del letto, alla giusta altezza da terra in modo che sia pratica per appoggiarci cose e sostituire eventualmente il comodino.

Meglio se in cartongesso in modo da poter incassare la luce lungo tutta la nicchia evitando si veda troppo il profilo in cui viene predisposta la luce led, soprattutto a luce spenta.

Lampada da terra come lampada da comodino

Si esattamente, forse meno vista, ma ugualmente interessante. Ad illuminare la zona letto e comodino ci può anche essere una lampada da terra.

Uniche attenzioni da avere se vuoi scegliere questa opzione sono:

  • avere il giusto spazio a fianco del letto, in modo da poter far stare un comodino e vicino la lampada
  • per evitare fili penzolanti e acrobazie per accendere la lampada, prevedere un interruttore a parete che accenda e spenga direttamente la presa a cui è collegata la lampada stessa.

Allora hai già deciso quale opzione scegliere per illuminare letto e comodino della tua camera da letto? Sono curiosissima, perché non me lo scrivi nei commenti qui sotto e se ti serve qualche dritta sono pronta ad aiutarti.

Ah dimenticavo, parlando di camera da letto, tempo fa ho raccolto anche una serie di idee ed ispirazioni per la testiera del letto che potrebbero aiutarti.

TESTIERA LETTO. STYLING DELLA CAMERA

L’articolo 6 MODI PER ILLUMINARE LETTO E COMODINO proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

16 Luglio 2021 / / Francesca Grua

Sapere come nasce una piastrella ti aiuta davvero a fare la giusta scelta per la tua nuova casa? Se ti dicessi che capire come viene prodotta una piastrella e chi c’è dietro alla sua realizzazione ti permette di comprendere la qualità del prodotto e quindi il prezzo, o meglio, il valore, mi crederesti?

Conoscere la storia di un prodotto è l’elemento chiave per fare scelte consapevoli per i tuoi acquisti quando ristrutturi casa e non solo.

In realtà, secondo me, è il punto da cui partire per qualsiasi tipo di acquisto facciamo nella vita se ci pensi.

In foto collezione Le Leghe, color stagno di Tuscania

Soprattutto oggi che il mercato ci fornisce un’infinità di soluzioni tra cui scegliere, prendere decisioni in una ristrutturazione, scegliere un prodotto piuttosto che un altro, diventa davvero complicato.

La scelta non può e non deve basarsi solo sull’estetica o sul prezzo, ad oggi quello che, a parere mio, differenzia una piastrella da un’altra (e non solo) è la qualità e l’attenzione dell’azienda che la produce.

Perché devi sapere come viene prodotta una piastrella?

Alla luce di queste riflessioni, ecco perché oggi ti racconto da dove nasce una piastrella. E con il “da dove nasce” intendo come e chi la produce. Sì, perché anche il chi è un aspetto importante che non può essere più trascurato, soprattutto in questo particolare momento storico.

Tutto è nato per caso, quando sono andata a visitare l’azienda Tuscania, piccolo gioiello industriale incastonato tra le verdissime colline modenesi. L’accoglienza famigliare abbinata alla serietà ed all’alta tecnologia del reparto produttivo dell’azienda mi hanno inizialmente sorpresa e mi hanno fatto riflettere:

quanto è importante ciò che sta dietro ad un prodotto? In questo mercato così competitivo e a tratti anche saturo, non possono solo contare le caratteristiche estetiche, economiche e tecniche di un prodotto come una piastrella. Serve molto di più, serve serietà, professionalità, ricerca, cura e fiducia, tutte qualità che solo un’azienda può garantire. Se poi l’azienda è di famiglia, ancorata al territorio e al valore del prodotto, allora abbiamo fatto bingo.

Tuscania per me è questo ed ho potuto apprezzarne le qualità solo dopo aver conosciuto i membri dell’azienda, aver chiacchierato con loro, ascoltato la loro storia e aver visto come vengono prodotte le loro piastrelle in grès.

Ecco perché voglio raccontartelo oggi, per darti un parametro in più per scegliere un prodotto rispetto ad un altro.

Come nasce una piastrella in grès porcellanato.

Il grès porcellanato è una tipologia di ceramica, un materiale a pasta compatta, dura e non porosa. E’ fatto semplicemente di argilla, feldspati, caolini e sabbia macinate e acqua. Il tutto viene atomizzato per diventare una polvere adatta alla pressatura.

Ma vediamo meglio le diverse fasi produttive di una piastrella in grès.

Fase 1 . Le materie prime

Arrivo in questo grande magazzino dove alte pareti ricreano tanti spazi suddivisi con montagne di polveri e sabbia. Ciascuno riporta una grande etichetta e leggo Argilla, Feld ecc. E’ il magazzino delle materie prime, l’inizio di tutto e in fondo, sulla destra, una serie di bilance giganti che preparano il mix di polveri nelle percentuali desiderate: tra sabbia, argilla e scarti di piastrelle sia crude sia cotte.

Fase 2. La barbottina

Il mix di materie prime viene mescolato all’acqua nel mulino (un mulino moderno e super tecnologico, immaginati una specie di betoniera gigante) e quello che ne viene fuori è fango, chiamato in gergo barbottina. In Tuscania l’acqua arriva direttamente dal laghetto artificiale dove sguazzano tranquille le paperelle (non scherzo). Lì confluiscono, tramite un sistema sotterraneo di tubature, le acque piovane e le acque di recupero dello stabilimento.

Fase 3. Atomizzatore

Un grande, immenso imbuto che fa capolino sul tetto dell’azienda e quando dico grande intendo gigante. Un motore di una nave da crociera mette in moto la macchina e la barbottina viene privata dell’acqua grazie all’ aria soffiata fino a circa 500 gradi nell’atomizzatore. Da esso esce una polvere granulosa che al tatto si sgretola e si presenta umidiccia.

Una parte del calore necessario per far evaporare l’acqua è prodotta dal cogeneratore che, oltre al contributo termico, produce corrente per tutto lo stabilimento.

Fase 4. La pressatura ed essicazione

La polvere granulosa viene pressata già della forma e della dimensione della piastrella scelta. Poi la piastrella cruda passa nell’essicatoio dove viene eliminata tutta l’umidità. Una piastrella in grès deve avere un’umidità inferiore allo 0,5%.

Fase 5. Prima smaltatura

Viene applicato un primo smalto superficiale, le piastrelle passano su dei rulli e il fluido viene applicato mediante aerografo a spruzzo. Questa prima smaltatura serve ad eliminare eventuali difetti superficiali e a creare una base omogenea.

Fase 6. La stampa

La piastrella passa nella stampante digitale, immaginati una classica stampante in formato gigante, una sorta di scatola chiusa con 4 barre munite di migliaia di testine che distribuiscono il colore in base alla grafica progettata.

La piastrella entra neutra ed esce graficata, con l’effetto finale che dovrà avere. Il disegno viene così impresso sulla piastrella e la texture stampata direttamente sulla superficie.

Esistono degli studi grafici che si occupano proprio di realizzare e creare i disegni da imprimere sulla piastrella.

Fase 7. La smaltatura

La piastrella viene semplicemente smaltata in superficie con smalto lucido o opaco. Questo smalto finale ha anche lo scopo di proteggere la superficie della piastrella che viene poi stoccata nei box del crudo.

Dalla smalteria ai forni le piastrelle vengono movimentate costantemente e stoccate in attesa della cottura, grazie all’utilizzo di Pegaso, un carrello robotizzato che porta le piastrelle al forno. Un po’ da film futuristico!

Fase 8. Cottura

Un forno di 135 m, con temperature che si aggirano sui 1200 gradi, attende l’arrivo delle piastrelle crude che subiscono una cottura di circa un’ora. Si passa gradualmente dalla temperatura ambiente a quella massima di cottura, per poi “raffredare” a circa 70 gradi.

E’ proprio questo passaggio, ovvero la cattura, che conferisce alla piastrella in grès resistenza, impermeabilità e durezza.

Fase 10. Taglio e Rettifica

La piastrella uscita dal forno viene tagliata con l’aiuto di una preincisione ad acqua e grazie a delle mole avviene la rettifica e la limatura dei bordi.

Una piastrella si dice rettificata quando ha bordi  perfettamente squadrati e angoli perfetti di 90°. Grazie a questo procedimento tutte le piastrelle risulteranno perfettamente identiche sia nella misura che nello spessore, ovvero se le mettiamo l’una accanto all’altra, combaciano perfettamente.

Fase 11. Controllo qualità

Esiste un macchinario apposito per rilevare i difetti di ciascuna piastrella, un dispositivo che misura diagonale e dimensioni, rilevando errori in decimi di mm e suddividendo così il prodotto tra prima e seconda scelta. La piastrella viene controllata anche per la planarità e al calibro.

Fase 11. Imballaggio, stoccaggio, spedizione

Ecco che le piastrelle vengono impilate, imballate e pallettizzate. Ogni pallet viene codificato (codici che individuano corridoio, scaffale ecc) nel magazzino totalmente meccanizzato, pronti per poi essere spediti.

Tuscania e le sue collezioni

Ti ho raccontato come nasce una piastrella attraverso i miei occhi e le mie orecchie, descrivendo il tour fatto presso lo stabilimento produttivo di Tuscania.

Che è un’azienda famigliare l’ho già detto, ma non ho detto che tutte le piastrelle dell’azienda vengono prodotte unicamente nel loro stabilimento (e se lo scrivo è perché non è così scontato, credimi).

Parlando invece delle loro collezioni, l’azienda va fortissimo sulle piastrelle da esterno, fantastica la loro linea decorata, che per l’outdoor è davvero una chicca, sto parlando di Frühling Decoro.

Il mio colpo di fulmine è stato per Ceppo di Grè, piastrella con l’effetto pietra ricco di venature e contrasti, superficie movimentata ed estremamente naturale, accentuata dalla ruvidezza vellutata che Tuscania è riuscita a dare a questa piastrella in grès.

A breve usciranno nuovi decori che si aggiungono alla collezione Universal Decoro, ma acqua in bocca, non posso svelare altro.

Anche se il mio “amore a prima vista” è stato per la collezione Le Leghe, piastrella in grès dall’effetto grezzo e lucido proprio come il metallo. Nel color cobalto dal sottotono blu, platino o stagno per gli amanti del grigio, anche se per me il color bronzo vince. E vince soprattutto nel formato del mosaico asimmetrico, un vero e proprio mosaico super moderno e davvero interessante.

Datemi la casa giusta e il cliente giusto e ho già qualche idea su come utilizzare questa collezione.

Quindi quando ti troverai a scegliere una piastrella rispetto ad un’altra, non limitarti all’estetica o al prezzo, ma fai ricerca, sbircia il sito internet per conoscere l’azienda e capire quali sono i principi di produzione su cui punta.

Diamo valore alla qualità del prodotto e dell’azienda, sempre e comunque, perché sono questi i parametri che alzano l’asticella e che fanno di una piastrella un buon prodotto al 100%.

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23 Giugno 2021 / / Francesca Grua

Un nuovo appuntamento in cui arte e casa si incontrano.

Questa volta incontreremo un giovane artista sardo, Matteo Sanna, classe 1984, che realizza le sue opere con diverse tecniche e sperimenta nei materiali che utilizza la profondità dei significati del nostro tempo: il contemporaneo. 
Ad intervistarlo per noi ci sarà Giuseppe Cotroneo, amico architetto e art-consultant di Roma, che mi affianca spesso con il suo modo coinvolgente di raccontare gli artisti, nella scelta delle opere per i miei progetti.

Chi l’ha detto che un’opera d’arte non possa essere alla portata di tutti? Io e Giuseppe l’abbiamo detto spesso e ne abbiamo fatto…

Una creazione artistica, un quadro, una scultura o un oggetto di design, possono essere inseriti in un appartamento o in un ufficio, impreziosire lo spazio e non per questo costare una fortuna.

THIS PARADISE IS NOT FOR ME 2011
Spazio Thetis, Arsenale Novissimo – 54^ Biennale di Venezia

Puoi trovare una delle collaborazioni con Giuseppe sul blog. Guarda cosa avevamo pensato per la casa di Giacomo.

CASA AD ARTE

I clienti sono sempre piacevolmente sorpresi dall’elevato livello artistico che si può raggiungere entro i limiti dell’accessibilità, come oggi vedremo con Matteo Sanna.

Ma ora entriamo nel vivo con l’intervista a Matteo.

GC: Cosa vuol dire essere un artista oggi?

Rispetto al passato, oggi l’artista è certamente più libero di sperimentare e di promuovere la propria arte attraverso tecnologie e strumenti del nostro tempo. Ma nonostante questa maggiore visibilità, si percepisce profondamente la mancanza delle committenze… soprattutto quella intesa come rapporto intellettuale di crescita reciproca.

GC: Ricerca, sperimentazione, linguaggi. Come nascono le tue opere?

La mia ricerca artistica da sempre si ricollega al mio vissuto, all’esperienza vivente, ad un’esperienza interiore che consente all’individuo di creare.
Come una sorta di diario, di camera delle meraviglie, attraverso le mie opere cerco di rafforzare e collegare la visione della vita umana e della crescita psichica interiore di ciascuno di noi, aprendo le porte ad una riflessione costante che fa da collante all’apprendimento ed alla comprensione della storia dell’essere umano.

CLOSE TO MY SKIN 2010

La scelta del supporto come materia ha una valenza fortissima, per me la ricerca è improntata all’indagine della memoria emotiva e all’esplorazione dell’inconscio.
Nella mia pittura rievoco la bellezza del gesto pittorico come poetica dell’eterno ritorno,” perché l’accezione autentica della pittura è quella del ripetere, emulare, citare persino se stessi, ritornare sul supporto e sulla materia con gesti ora ossessivi, ora placidi. Il mio bisogno primario è quello di poter utilizzare come media qualunque cosa intorno a me che desta stupore, attrazione, ribrezzo o semplicemente rispetto.

NOTHING LASTS
Galerie 95, Biel – Svizzera

GC: Un segno ricorrente nella tua produzione sono i temi legati alle dinamiche relazionali. Come influisce l’arte nella vita di tutti i giorni?

I linguaggi artistici sono i principali stimolatori per i nostri ricettori di emozioni, sensazioni, attraverso i nostri sensi l’arte riesce a parlare al mondo, a fermentare la conoscenza e quindi può aiutarci ad integrarci con il mondo. L’arte mi ha da sempre dato la possibilità di guardare intorno a me in modo trasversale, ritrovandomi spesso ad interessarmi di cose che per altri non destano attenzione.

DISPOSABLE TEEN 2011
Collezione Fondazione Bartoli – Felter

GC: Oggi il mercato dell’arte è in continua evoluzione, soprattutto per le fasce medie. Quanto è importante aprirsi ai giovani collezionisti che cercano delle opere un po’ più accessibili?

I giovani collezionisti devono instaurare un rapporto personale ed intellettuale con gli artisti, il prezzo delle opere d’arte per un artista è uno strumento e non il fine. Il maggior valore vien sempre dallo scambio di conoscenze tra chi fruisce dell’opera e chi la realizza.

Ricollegandomi proprio a questo ultimo concetto, mi intrufolo in questa fantastica intervista per raccontarti di come Matteo, Giuseppe ed io abbiamo collaborato, ricercato e contestualizzato un’opera dell’artista all’interno di un mio progetto d’interni seguito per i clienti Maria Grazia e Valerio.

Sognavano una zona giorno luminosa, spaziosa ed accogliente. Sono due persone che adorano stare in compagnia, organizzare cene con amici e tavolate di parenti. Amano la le cose semplici, a lei piace cucinare e odia il disordine, lui tifosissimo del Toro. Hanno due bimbe e sono due persone attive, ma è rito trascorrere le loro serate tutti insieme sul divano a guardare la TV.

Per loro e per la loro luminosa e colorata zona giorno, è stata scelta l’opera di Matteo Sanna:

Neon “Nothing Lasts”.

A Matteo piace immaginare che questa famiglia cosi dinamica, positiva e amante della vita possa godere a pieno di questo suo lavoro. “Come memento mori, come stimolo a non mollare mai agendo nell’immediato senza rimandare. Il tempo condiviso in famiglia dovrebbe essere magico, pieno di emozioni e illuminante, basi fondamentali per tramandare la nostra esperienza di vita a chi amiamo”.

Ma ora continuiamo con l’intervista.

GC: Ci anticiperesti un piccolo spoiler sui tuoi prossimi progetti?

In questo periodo sto lavorando alla realizzazione della nuova produzione per la mia prossima mostra personale. Mi piacerebbe potervi comunicare le date e gli eventi esatti, ma purtroppo in questo tempo incerto troppo spesso i progetti subiscono variazioni e spostamenti a data da destinarsi.  Appena le date saranno confermate sarò felice di condividere con voi i nuovi appuntamenti con la mia arte!

UNBREAKABLE MISUNDERSTANDING
NM> Contemporary – Principato di Monaco

In attesa di scoprire le novità di Matteo, affidiamo a Giuseppe la conclusione di questa intervista super interessante, magari con qualche consiglio sul collezionismo “accessibile”:

“Da questa piccola selezione di immagini che Matteo Sanna ci ha gentilmente concesso, credo che emerga chiaramente quanto le sue opere non abbiano bisogno di spiegazioni articolate, proprio perché arrivano dritte al punto e sono in grado di comunicare messaggi davvero intensi.

Ognuno di noi farà fatica a trovare la sua preferita perché tutte, in un modo o nell’altro, riescono a fare breccia nelle corde dei nostri sentimenti.
In fondo, la magia del collezionismo è proprio questa: regalarsi quella parte di noi stessi che qualcun altro ha realizzato senza saperlo.

Chiudo precisando che il collezionismo accessibile è mosso da curiosità e passione per l’arte proprio perché, come abbiamo visto in questa occasione, ci sono giovani artisti di altissimo profilo che non sono soggetti alle dinamiche commerciali dei grandi nomi… supportiamo i nostri artisti, sempre!”

Io concludo invece ringraziando Giuseppe e Matteo. Se volete andare a sbirciare cosa fanno vi lascio qui sotto tutti i riferimenti:

matteosanna.it

Profilo Instagram di Matteo: matteosanna84_

giuseppecotroneo.com

Profilo Instagram di Giuseppe: giuseppecot

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11 Giugno 2021 / / Francesca Grua

La scelta della corretta illuminazione per il bagno è un aspetto importante sia dal punto di vista del comfort visivo che della sicurezza.

Sì perché in questo ambiente, dove umidità e schizzi d’acqua sono all’ordine del giorno, non basta scegliere la posizione dei punti luce e la lampada che ci piace, ma è necessario individuare il corpo illuminante adeguato per il tuo bagno. Adeguato intendo sotto differenti aspetti, funzionale, estetico e di sicurezza.

Da poco ho deciso di cambiare le lampade del bagno di casa sia per ovviare al problema di un ambiente poco luminoso sia per la voglia di rinnovare a mio gusto le lampade presenti. Ormai si sa, l’illuminazione va considerata anche un elemento d’arredo e può aiutarci a dare il carattere che cerchiamo ad ogni stanza di casa.

Nuova luce al mio bagno

Da un po’ di tempo ero insoddisfatta delle lampade presenti nel mio bagno, non solo a livello estetico. Mi sono detta spesso che avrei voluto un ambiente più luminoso e mi sono chiesta come avrei fatto a posizionare nuovi punti luce in modo più funzionale ed esteticamente gradevole, non dimenticando mai le regole da seguire in materia di sicurezza.

Volevo assolutamente un nuovo punto luce principale d’impatto ed esteticamente interessante, desideravo un bella lampada a sospensione al posto del plafone bruttino presente. Ero anche stufa della lampada sopra allo specchio che invece di illuminare il mio viso, portava luce sulla sua superficie, lasciando il mio viso in ombra.

Ho fatto un po’ di ricerca per trovare soluzioni esistenti che rispondessero alle mie esigenze ed idee e le ho trovate sul sito di Lampade.it

Illuminazione principale per il mio bagno

Cercavo una lampada sospesa bianca dal design leggero e scenografico, stando attenta all’altezza, ovvero a quanto farla scendere dal soffitto, alla sua dimensione e posizione rispetto alla stanza.

Sul sito mi sono innamorata di Libellule S di Forestier, un lampadario leggero e d’impatto. L’ho scelto nel colore bianco e di diametro 56 cm.

Se te ne sei innamorat* anche tu, sul sito Lampade.It il suo codice prodotto è 3567002.

Come illuminare lo specchio del mio bagno

Per quanto riguarda invece l’illuminazione dello specchio del bagno, desideravo una applique a illuminazione frontale, dal design lineare e che si sviluppasse per l’intera lunghezza dello specchio, in modo da poter avere viso e parte alta del corpo ben illuminati, senza antipatiche zone d’ombra.

Mi sono preoccupata di verificare il grado IP della lampada, perché molto vicina al lavandino quindi a schizzi d’acqua ed umidità. Ti spiegherò più tardi che cos’è il grado IP e quanto è importante per scegliere l’illuminazione per il bagno corretta.

Devo dire che ho cercato a lungo, ma sempre grazie a Lampade.it ho trovato la soluzione perfetta.

L’illuminazione LED a specchio Sanbi di Lindby. Un tubolare di 90 cm ad illuminazione uniforme, anti abbagliamento grazie al diffusore satinato.

Se Sanbi è la soluzione perfetta anche per lo specchio del tuo bagno, sul sito Lampade.it ti basterà inserire il codice 9624978.

Ho voluto raccontarti cosa ho fatto nel mio bagno, ma voglio anche spiegarti come scegliere l’illuminazione giusta per il tuo ambiente. Come sempre ci sono suggerimenti e regole utili per aiutarti nella scelta, li troverai qui sotto.

Quale luce per il bagno

In questo spazio, seppur piccolo, ma molto tecnico e funzionale, serve un’illuminazione principale e diffusa che solitamente è rappresentata da un punto luce a centro soffitto ed un’illuminazione puntuale vicino allo specchio.

Se le dimensioni del bagno lo permettono, molto utile, ma anche scenografico, è l’utilizzo di un altro corpo illuminante puntuale nelle vicinanze di vasca o doccia (in questo caso attenzione alla sua altezza di posizionamento, non deve essere troppo vicino a fonti di acqua e umidità).

Illuminazione del bagno principale

La prima lampada che accendiamo entrando in bagno. Molto importante soprattutto per illuminare un bagno buio o cieco.

Deve illuminare uniformemente la stanza, senza creare troppe ombre, deve essere abbastanza intensa, ma senza abbagliarci. Meglio preferire una luce morbida e bianca, molto simile a quella naturale.

Ora mi dirai, bene Francesca, ma come tipologia di lampade per il bagno cosa scelgo? Per una luce diffusa puoi optare per una plafoniera se i soffitti non sono troppo alti, faretti o profili led lineari se la pianta del bagno è irregolare, infine anche un bel lampadario centrale se in una posizione e ad un’altezza sicure, ovvero lontane da umidità e schizzi d’acqua.

Nel mio caso infatti avevo un plafone con tre faretti, molto tecnico e freddo, che ho voluto invece sostituire con una lampadario d’arredo.

Oltretutto se sei alla ricerca di lampade in sconto sempre su Lampade.it c’è una sezione SCONTI con tante offerte sempre nuove:

Ecco gli sconti qui

Illuminazione specchio

Qui la luce deve essere puntuale e funzionale. Lo specchio infatti serve per guardarsi, truccarsi, farsi la barba ecc. Va da sé che l’illuminazione qui deve essere orientata verso il nostro viso e provenire da più direzioni per evitare si creino ombre su di esso.

Il mio consiglio è di scegliere uno specchio ad illuminazione integrata frontale, oppure delle applique poste ai lati dello specchio (se da entrambi i lati meglio) e non sopra per evitare quei fastidiosi punti in ombra.

Quasi sempre si trovano in commercio applique sopra lo specchio che illuminano questo oggetto, ma non il viso della persona. Era proprio il mio caso. Ho scelto infatti di eliminare l’applique che mi avevano venduto con lo specchio e di inserire una lampada tubolare a fianco ad esso.

Parola d’ordine: sicurezza

La prima cosa a cui ho pensato nella scelta dei nuovi corpi illuminanti del bagno è stata quella di fare scelte esteticamente di mio gusto ma soprattutto “in regola”. Quando parliamo di sicurezza dobbiamo parlare di ZONE del bagno e GRADO IP delle lampade.

Le tre zone tipiche e il grado IP

Immagina che il bagno venga suddiviso in tre zone, che però non coincidono con i tre elementi d’arredo ovvero lavandino, vasca o doccia e sanitari.

La zona 0 rappresenta quella con il maggiore pericolo elettrico, come ad esempio l’interno della vasca da bagno, fino ad arrivare alla zona 3, quella a basso rischio, come una parete lontana dall’acqua.

In zona 0 non si devono inserire corpi illuminanti di alcun tipo, mentre nelle altre tre zone puoi scegliere di inserire una lampada, ma solo con un determinato grado IP.

Il grado IP indica il grado di protezione di un apparecchio illuminante nei confronti di corpi solidi estranei e di liquidi, ovvero ci dice quanto è in grado di resistere a questi agenti senza subire danni.

Trovi questo dato sulla confezione o sul libretto d’istruzioni. Se non è indicato? Diffida dall’acquisto di quella lampada.

Se vuoi inserire una lampada nella zona 1 del tuo bagno, quella molto vicina a schizzi e umidità, allora assicurati che abbia una grado IP minimo di 45 (deve essere anti-nebulazione).

In zona 2 invece l’apparecchio illuminante deve essere anti-spruzzo ed avere un grado IP fino a 44. Nel mio bagno, l’applique a fianco allo specchio ha infatti un IP44.

Infine in zona 3, la più sicura, può bastare un IP20.

Se invece vuoi conoscere tutto di regole e misure utili per progettare un bagno ecco un articolo che potrebbe tornarti utile.

PROGETTO BAGNO. GUIDA A REGOLE E MISURE

L’articolo SCEGLI L’ILLUMINAZIONE DEL BAGNO GIUSTA. ECCO COME HO FATTO IO proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

20 Maggio 2021 / / Francesca Grua

E’ arrivata la primavera, un rigoglioso momento per NATURA IN SALOTTO, una rubrica con tante idee per decorare la tua casa con i fiori e non solo.

Io e Giulia abbiamo pensato ad una serie di appuntamenti qui sul blog per darti l’ispirazione giusta per portare in casa un po’ di natura. Una serie di tutorials per spiegare come realizzare una composizione, un decoro, un oggetto per la casa, utilizzando quello che la natura ci offre in quel momento.

E’ primavera, il momento giusto per fiori, foglioline verdi ed erbe aromatiche, non a caso si dice ‘Profumo di primavera’.

Per questo appuntamento Giulia ha pensato ad una composizione di rose e tanto verde che puoi utilizzare come centro tavola, o come decoro da appoggiare su un bel mobile, con una candela accesa al centro.

Occorrente

Procurati una ciambella di spugna Oasis per fiori freschi, fiori freschi e rametti verdi.

Giulia ha scelto come fiori Lisianthus, rose Mondial , roselline ramificate, Lagurus ovatus (o coda di lepre) rosa.

Per il verde invece pitosforo Tobira , eucalipto cinerea, eucalipto lanceolato e piante aromatiche ,in questo caso ha scelto rosmarino e maggiorana.

 Puoi trovare tutto da fornitori di fiori o al mercato dei fiori della tua città.

La spugna invece è questa qui:

Spugna Oasis

Il consiglio

Meglio non usare piante aromatiche delicate quali salvia, prezzemolo perché appassirebbero subito nella spugna. Meglio usare aromatiche dal fusto legnoso.

Ora iniziamo a capire come realizzarlo.

Primo passo

Inizia appoggiando la ciambella di spugna imbevuta su un piano e tagliando i rametti di verde alla lunghezza di circa 15 cm.

Prendi i rametti di pitosforo tobira e infila la loro base sul bordo basso della ciambella. Prosegui così muovendoti in senso orario e seguendo tutta la circonferenza della spugna. Fai in modo che i rametti rimangano in posizione orizzontale.

Secondo passo

Ora prendi i rametti di eucalipto populus e fai un secondo giro infilandoli uno a uno nella ciambella, sopra al giro appena fatto di rametti di pitosforo.

Ripeti lo stesso procedimento con l’eucalipto lanceolato spostandoti ancora più verso il centro della ciambella.

Controlla di aver coperto tutta la superficie della ciambella e non aver paura di abbondare con il verde.

Terzo passo

Quando avrai finito con i rametti di verde, puoi passare ad inserire i fiori. Gli steli vanno tagliati a circa 10 cm dal fiore. Inizia a infilare nella spugna le 5 rose, mantenendole sempre in posizione orizzontale.

Quarto passo

Ora prendi i lisianthus e le roselline ramificate e inseriscile nella spugna in modo casuale ed omogeneo. Infine inserisci qualche rametto delle erbe aromatiche.

Ultimi ritocchi

Ora serve una controllatina, devi verificare che non ci siano spazi dove la spugna è visibile. Se così fosse bisogna aggiungere altri rametti verdi e/o fiori, a tuo piacimento.

Quando la composizione è finita, poni al centro il vaso di vetro con la candela.

L’idea in più

Puoi utilizzare anche degli elementi secchi, anche colorati. Giulia ad esempio ha optato per il lagurus rosa, che ha inserito in diversi punti in modo sparso.

Ed ecco fatto, siamo arrivati alla fine.

Ora ti starai chiedendo quanto potrà durare. La risposta è “dipende”. Dipende dalla qualità della spugna, dalla tipologia e qualità dei fiori e dalle condizioni di casa tua. Sicuramente potrai godere di questa bellezza per almeno 3 o 4 giorni.

Il trucco

Se vuoi che la tua composizione duri più a lungo possibile, scegli fiori freschissimi e una spugna di buona qualità.

Gli steli vanno tagliati in obliquo, con forbici pulite e ben affilate.

Meglio se la stanza è fresca, ombreggiata e leggermente ventilata.

Se vuoi andare a recuperare gli appuntamenti precedenti con altri interessanti tutorials, ti basterà andare sul blog, nella scheda di

Rubriche & Collaborazioni

Articolo scritto in collaborazione con Giulia di Opificiofloreale

Foto a cura di Opificiofloreale

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27 Aprile 2021 / / Francesca Grua

Alice Corbetta, surface designer.

Ammetto che non conoscevo questo termine se non nella sua traduzione più stretta. E infatti la prima domanda che le ho fatto è stata quella di spiegarmi cosa significa e cosa fa una surface designer.

So che te lo stai chiedendo anche tu, quindi ecco spiegata questa professione, direttamente dalle parole di Alice:

“Studiare e realizzare le superfici come pelle di un organismo naturale.

La pelle è uno degli strumenti più importanti per comunicare all’esterno il proprio essere, può essere il mezzo per trasmettere emozioni, per inviare messaggi, per raccontare le proprie caratteristiche.

Come in un corpo umano, anche in un oggetto di design il rivestimento esterno non ha soltanto funzione di protezione ma ha l’opportunità di comunicare la bellezza e l’armonia, di esaltare le qualità intrinseche del prodotto e del progetto.

Ogni oggetto concepito dalla mente può raggiungere la sua qualità estetica grazie anche allo studio attento delle superfici.

Ma, come accade per il corpo umano, potrebbe essere realmente apprezzato se la sua pelle non fosse esteticamente affascinante, se non comunicasse all’esterno i suoi pregi, se non fungesse contemporaneamente da barriera protettiva e da esaltatore di bellezza?

Per questo e altro, concepisco le superfici dello spazio abitato come pelle di un organismo su cui intervengo con un attenzione meticolosa, come un leggero tatuaggio a rilievo, per comunicare nel vivere quotidiano la raffinatezza e bellezza creativa.

Mi è piaciuta tantissimo la similitudine con la pelle e il richiamo all’immagine di un tatuaggio a rilievo. Alice ci racconterà delle cose davvero interessanti, vale la pena leggere tutto fino in fondo ed immergersi nel suo mondo di texture e superfici.

Alice Corbetta

Parlaci di te. Come nasce la tua passione per l’arte?

Milanese di nascita, dal 2006 vivo in Toscana, nella campagna del Chianti, ho scelto di vivere in un luogo dove la bellezza è sotto lo sguardo.

Ritengo che l’Arte, come la Bellezza sia un’esigenza imprescindibile dell’esistenza umana, per questo ho scelto di vivere vicino alla natura.

Il laboratorio è ricavato in una ex officina, tra vigneti, ulivi e … un mare di colline.

La natura avvolge, talvolta è inebriante, la luce e lo spazio mi aprono l’anima e stimolano la mia creatività.

Sono questi luoghi, insieme all’osservazione della terra, delle cortecce e dei materiali arsi dal sole, i muri scorticati, le balze d’argilla, a indicarmi nuove suggestioni per la mia ricerca artistica.

Il tutto si amalgama inconsapevolmente con la mia esperienza decennale nella moda, come disegnatrice di tessuti e consulente per le presentazioni delle collezioni di Alta Moda.

Se dovessi raccontare da dove arriva l’ispirazione e cosa vogliono comunicare le tue realizzazioni?

 Romanticismo contemporaneo.

Adoro le contaminazioni.  La tradizione e la contemporaneità si fondono nelle superfici che realizzo trasformando la crudezza e l’essenzialità del cemento nella  tramatura leggera e romantica dei ricami: il prezioso lavoro artigianale femminile s’imprime nella materia creando un insieme di tessiture che sfumano nell’imperfezione dell’artefatto e rendono ogni opera unica.

Da questo contrasto nasce un’armonia e una delicatezza poetica, che si esprimono nello spazio abitato.

Sono affascinata dalle impronte e dalla memoria: alcune presenze si cristallizzano sotto un velo di resina  per preservarle dal passare del tempo, per  mantenere la loro memoria visiva.

Come nasce il progetto Memorie in superficie ?

Dall’osservazione della relazione tra  spazio e superficie.

Non esistono spazi neutri: ogni spazio comunica un certo significato all’uomo condizionandolo, sia a livello percettivo sia a livello psicologico, in relazione ai modelli culturali della società di appartenenza.

Ciascuno di noi instaura un personale rapporto con lo spazio, in funzione del carattere e dei sentimenti, dei pensieri e delle sensazioni del momento. Ma ancor prima dell’uomo anche lo spazio ha un’inclinazione ed un’anima. La mia opera interviene tra quello che una superficie è, quello che potenzialmente potrebbe essere e quello che vorrebbe fosse chi abita lo spazio.

Ci racconti il processo in divenire delle tue realizzazioni?

Memorie in superficie  è una collezione innovativa sia per le texture che per il sistema applicativo, nasce dall’esigenza di trasferire in un piano visivo le stratificazioni di immagini depositate nel mio intimo. Realizzo rivestimenti artistici inspirati ad un’estetica in armonia con la naturale alterazione della materia nel tempo.

Utilizzo una tecnica artigianale all’avanguardia per realizzare superfici materiche che presentano motivi decorativi tridimensionali applicabili su pareti, porte, pannelli, mobili ed altro…

La possibilità di personalizzare ogni progetto, definisce ogni manufatto come un UNICUM.

Credo sia ancora molto importante creare un’opera su misura per il committente: la soddisfazione che nasce dal rapporto del fare con la materia e l’entusiasmo del cliente che ne segue è uno degli aspetti che alimentano la mia passione lavorativa.

La sfida è quella di creare superfici artistiche in grado di interpretare ogni volta l’esigenza della committenza e l’unicità del progetto.

Per quanto riguarda invece la mia tavolozza cromatica, i colori sono maggiormente quelli naturali, bianco calce e diverse tonalità di grigio sino al crudo asfalto, trattati con effetti polverosi, graffiati, corrosi e finiti con patinature a cera e pigmenti.

Volutamente lasciate in alcuni particolari “non finiti”, come se l’artefatto decorativo appartenesse al passato e fosse riscoperto per infondere grazia e leggerezza nel nostro vivere contemporaneo.

Ti ho scoperta grazie alla tua collezione Specchi e vorrei la raccontassi anche a chi ci legge…

Oltre lo Specchio, progetto Limited Edition.

Strappo, foto su specchio, cornice artistica (cm.60 x60 x 3)

La prospettiva, il vuoto, il forte contrasto ombra/luce sono le chiavi di lettura di questa serie fotografica su specchio, dove le immagini sono un pretesto per indagare uno spazio OLTRE..

L’occhio dello spettatore si troverà a percorrere le fughe prospettiche delineate dal solo contrasto di luce e buio, attraverso  un  tempo sospeso e una realtà immaginale.

Con questa serie di specchi, ho desiderato trasformare una fotografia che descrive ombre di architettura o natura in un oggetto d’uso, per stabilire una relazione tra l’immaginazione e la vita.

Alhambra , foto su specchio, cornice artistica (cm.60 x 60 x 3)

Opere Decorative invece cosa sono?

Sono quadri realizzati su commissione e su misura per progetti specifici.

In queste opere ritornano gli effetti materici delle mie superfici, narrate e declinate come oggetti d’arte.

Quali sono i tuoi obbiettivi e progetti futuri?

Poter creare nuove collaborazioni creative, trovo molto stimolante interagire con designers e architetti e immaginare lo sviluppo di nuovi progetti insieme.

Sono convinta che la creatività congiunta produca un forte potenziale, ed è stimolante per perseguire nuovi percorsi e visioni.

Sperimentare e sfidarsi, con spirito giocoso e curioso, questo è per me il segreto della creatività!

Bambù, foto su specchio, cornice artistica (cm.60x60x3)

Devo dire la verità, sono affascinata dalla combinazione della crudezza e matericità del materiale utilizzato da Alice con le decorazioni ornamentali a richiamo di vecchi merletti. Trovo sia un contrasto davvero davvero ammaliante.

Il fatto che questo si possa vedere realizzato su pareti, arredi e oggetti diversi, molto legati al mio mondo e al mio lavoro, rende tutto ancora più interessante.

Non vedo l’ora di poter collaborare con Alice e proporla ai miei clienti.

E tu sei andat* a sbirciare il suo sito web? alicecorbetta.it

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16 Febbraio 2021 / / Decor

E’ passato Natale, ma non la stagione fredda. E così io e Giulia vogliamo aiutarti a decorare la tua casa in inverno, sfruttando quello che la natura ci offre.

Siamo al nostro secondo appuntamento della rubrica NATURA IN SALOTTO, idee per decorare la tua casa con i fiori e non solo, ideata da me e Giulia di Opificiofloreale.

La volta passata abbiamo utilizzato foglie dai colori caldi e autunnali per realizzare un sottopiatto e un bel vaso, potrebbe piacerti scoprire meglio

COME DECORARE CASA IN AUTUNNO

Partiamo da qui: oggi Giulia ti mostra come realizzare due semplici decorazioni a tema Inverno. Se pensiamo a questa stagione, al paesaggio che ci circonda in questi mesi freddi, le immagini sono quelle del verde intenso dei rami di pino, del bianco della neve e del grigio azzurro del cielo.

E così, qui di seguito troverai il racconto, passo dopo passo, per realizzare una ghirlanda semplice, ma d’effetto e per decorare un bel vaso di vetro, un portacandela per scaldare l’atmosfera di casa in queste giornate invernali.

Cosa ti serve per decorare casa in inverno.

Ecco l’occorrente per la ghirlanda: un ramo flessibile di circa 1 m (perfetto il ramo di vite vergine del canadà), fil di ferro, rametti di pino verdi (così non perderanno troppi aghi), infiorescenze secche (fiori, rametti piccoli, foglie ecc.).

Per il vaso portacandele ti occorrerà: un vaso di vetro, rametti di tuia, pistola e colla a caldo, una candela.

Dove puoi trovare…

La vite vergine del canadà, è un rampicante che si trova spesso abbarbicato su muri o recinzioni.

La tuia la puoi trovare nei parchi o nei vivai.

Come realizzare la ghirlanda

Ci sono infiniti modi di realizzare una ghirlanda per decorare le tua casa in inverno. Giulia è riuscita a semplificare il più possibile i passi da seguire per realizzarla con le tue mani. Ha scelto rametti di pino e fiori secchi, partendo proprio da qui.

Primo passo

Prendi un ramo che sia flessibile, che non si rompa se cerchi di piegarlo e tienilo stretto da un lato. Prendi la parte lunga del ramo e falla passare prima sotto e poi sopra fino a quando riesci.

Fai lo stesso con altri rami fino a formare un cerchio e poi chiudilo con del fil di ferro.

Secondo passo

Prendi dei rametti di pino, appoggiali sopra la ghirlanda, stringi l’ inizio del pino al ramo intrecciato con del fil di ferro. Passa il filo da dentro a fuori stringendolo. Continua così, aggiungendo rami di pino in senso antiorario sempre stringendoli con il fil di ferro, fino a coprire tutta la ghirlanda.

Terzo passo

Raccogli nei prati in campagna, montagna o boschi, infiorescenze che sono secche e incastrale sotto il fil di ferro precedentemente usato per stringere il pino sulla ghirlanda.

Svolgi questa azione molto delicatamente per evitare di rompere le infiorescenze secche, che sono sempre più fragili.

Vaso porta candela

Anche in autunno abbiamo visto come decorare un vaso per una bella pianta verde, in inverno invece abbiamo pensato ad un vaso più piccolo, decorativo, da sfruttare anche come porta candela e appoggiare al centro di un tavolo o su una credenza, ad esempio.

Primo passo

Prendi il vaso di vetro e taglia dei rametti di tuia. Con la pistola a colla caldo incolla i rametti sia alla base del vetro sia all’estremità in alto, facendo attenzione che si incolli bene e procedi distanziandoli tra loro.

Secondo passo

Attenzione ai rametti che penzolano all’infuori, vanno incollati sul ramo centrale. E attento a non usare troppa colla perché poi si vedrà sul vaso.

Terzo passo

Finito il vaso l’interno sarà cosi:

Taglia dei rametti più piccoli e mettili all’interno del vaso in senso orario in modo da coprire la base e fare da letto per la candela.

Quarto passo

Ora metti all’interno una candela e vedrai che magia. La sua fiamma creerà un bel gioco di luci ed ombre, filtrando tra i rametti di tuia.

come realizzare un vaso portacandela

Speriamo che questi tutorial ti siano piaciuti e che tu li abbia trovati semplici e divertenti.

Ovviamente se hai qualche domanda o dubbio puoi scriverci qui sotto nei commenti.

Ci si vede in primavera!

Articolo scritto in collaborazione con Giulia di Opificiofloreale

In copertina ghirlanda realizzata da Opificiofloreale

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5 Febbraio 2021 / / Francesca Grua

Quali sono gli errori più comuni quando si deve arredare una casa piccola? Meglio conoscerli prima di iniziare a fare i tuoi acquisti, per evitarli come la peste e non pentirti in men che non si dica.

Oggi niente lista di consigli perché a volte può essere utile capire cosa NON fare. Perché quando ti ritrovi a vivere in case minuscole, può essere davvero complicato arredare questi piccoli spazi. Bisogna saper massimizzare lo spazio di archiviazione, utilizzare ogni centimetro e fare appello a utili idee creative per organizzare al meglio ogni stanza.

Il primo dei 10 errori da non fare quando devi arredare una casa piccola è

1. Non sfruttare al meglio la luce naturale

Swoon Worthy

Mi dirai, ma se in casa entra poca luce, come faccio? Ci sono degli escamotage interessanti, ma quello che devi sapere è: evitare colori scuri, pareti troppo colorate e tende coprenti.

COSA FARE

Dipingi le pareti di bianco o di tonalità molto chiara e scegli arredi dai colori luminosi. Metti un grande specchio davanti alla finestra per riflettere e diffondere la luce nella stanza. Scegli tende leggere e trasparenti o da tenere facilmente aperte.

2. Non accettare di vivere in una casa piccola

Klara Bothén

Se non ti metti in testa che vivi in una casa minuscola e non puoi farci nulla, probabilmente ti ritroverai ad avere mobili troppo grandi relegati in angoli affollati. Risultato? La casa ti sembrerà ancora più piccola e mal assortita.

COSA FARE

Se non hai spazio per un comodino vero e proprio, schiacciarne uno in un angolo della stanza, la farà solo sembrare più angusta. Meglio optare per uno sgabello per appoggiare una piccola lampada da tavolo.

Se un mobile TV non si adatta alla metratura del tuo salotto, monta uno schermo piatto sul muro o inseriscilo in una libreria. Invece di una scrivania a grandezza naturale, prediligi una consolle stretta.

Piccoli escamotage per apprezzare i piccoli spazi domestici.

3. Non utilizzare lo spazio verticale

Franzon du Rietz

Stanza piccola uguale pochissimo spazio a pavimento, quindi per rendere più spaziosa una camera bisogna andare in verticale con il tuo spazio di contenimento.

COSA FARE

Provare ad arredare la tua casa piccola optando per librerie a tutta altezza, mobili alti che ti permettono di stoccare più cose, cucina con pensili che arrivano fino a soffitto ecc. A volte è utile anche sfruttare lo spazio sopra la finestra con mensole o scaffalature.

Ma occhio a non esagerare!

4. Arredare senza carattere la tua casa piccola

Laureline Koenig

Mancanza di metratura non significa che la tua casa debba essere insipida e trascurata. So che spesso viene naturale rinunciare alla parte più decorativa e personale di una casa quando si è frustrati per non avere abbastanza spazio per riporre tutto quello che serve, ma non cadere in questo tranello.

“Ho una casa piccola, ma è un gioiellino, curata nei dettagli e mi rappresenta al 100%”. Se la tua casa, minuscola che sia, ti fa sentire così, ti sembrerà comunque la casa più bella del mondo e ti farà dimenticare delle sue piccole dimensioni.

COSA FARE

Scegli motivi decorativi con grandi disegni e crea accenti dai colori vivaci per attirare l’interesse, come ad esempio, una carta da parati audace o una lampada dal design particolare. Questi elementi creeranno punti focali per distrarre l’occhio dalla mancanza di spazio.

5. Usare troppi mobili piccoli

Avere una piccola casa da arredare non significa necessariamente utilizzare tanti piccoli mobili, anzi bisogna concentrarsi sulle proporzioni.

COSA FARE

Meglio pochi arredi, magari di tendenza come un comodo divano in un tessuto pregiato o un mobile vintage che si adatterà a diversi cambi di stile della casa.

Perché non scegliere una bella lampada di design in grado di arredare un’intera stanza? Anche le piante verdi possono aiutare a rendere più confortevole un ambiente ristretto.

6. Poca illuminazione

The girl with the green sofa

Spesso l’elemento più trascurato quando si arreda casa, ma molto più visibile in una stanza piccola. Si vedrà immediatamente che non hai dato peso alla scelta delle lampade e soprattutto delle lampadine.

COSA FARE

Gioca con le sovrapposizioni, ovvero prova a mixare diverse tipologie di illuminazione: luce dall’alto, da lavoro e d’accento. Scegli lampadine con un flusso luminoso adeguato, perché una stanza poco illuminata sembrerà ancora più angusta.

7. Arredare una casa piccola con tappeti minuscoli

Anche qui casa piccola non vuol dire tappeti piccoli. Il rischio poi è di avere tanti tappeti piccoli, più del necessario, che creano un disordine maggiore e vanno a dividere uno spazio già limitato.

COSA FARE

Scegli un tappeto più grande, magari in salotto e camera da letto e opta per colori chiari e fantasie su grande scala. Ti aiuterà ad aprire visivamente lo spazio.

A proposito della scelta del tappeto e sul come posizionarlo, ho creato una piccola guida

IL TAPPETO COME LO METTO

8. Ignorare l’esistenza di mobili multiuso

Vuoi comprare un pouf e scegli quello che ti piace senza valutare la valida alternativa di un pouf che sia anche contenitore. Sbagliato. Hai poco spazio e va sfruttato al meglio senza riempirlo troppo di oggetti e mobili.

COSA FARE

Cerca sempre piccoli e grandi arredi possibilmente con una seconda funzione, quella contenitiva. Se devi comprare il letto, scegli il modello con contenitore, meglio un tavolino in salotto con cassetto ecc.

9. Avere disordine

te ga fato tuto un suf

Gli spazi ristretti mettono in risalto tutto ciò che non è al suo posto, quindi più disordinat* sarai più minuscola sembrerà la tua casa.

COSA FARE

Tenere in ordine la casa (ovvio), avere pochi oggetti in vista, su mensole e scaffali. Gli ambienti semplici e minimali amplificano gli spazi. Se non riesci ad essere super ordinat*, potrebbe aiutarti non avere troppi oggetti e soprammobili un po’ dappertutto. Più cose ci sono più sarà difficile tenerle in ordine.

Non è affatto semplice scegliere i giusti oggetti da posizionare in bella mostra su una mensola, altrettanto complicato decidere come posizionarli in modo armonico.

COME ARREDARE MENSOLE E SCAFFALI

10. Mobili dalle forme tozze

DAMES VAN RUSTICUS STYLE

Il tuo chiodo fisso è sfruttare al massimo gli ambienti e avere spazio contenitivo, quindi non fai caso all’estetica dei mobili scelti, anzi più grossi sono più contengono cose.

Ricorda però che avere spazio di archiviazione in una casa è importante quanto trovarla bella. La casa non deve essere solo funzionale, ti deve anche piacere.

COSA FARE

Prediligi arredi dalle forme leggere, meglio quindi una credenza con piedini snelli o un divano con struttura rialzata da terra, ad esempio.

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27 Gennaio 2021 / / Francesca Grua

Barbara è una designer multidisciplinare e interdisciplinare che sostiene la creatività fluida, quella che non si può contenere e circoscrivere ad un ambito solo, ma che contamina e si mischia con tutto quello che tocca, questa è la premessa su cui nasce tbdesign.

Conosco Barbara da un po’, c’è da dire che le nostre professioni sono complementari sotto diversi aspetti e, in questi mesi, ci è capitato spesso di confrontarci e supportarci.

Come avrai capito, mi piace raccontarti di piccole realtà italiane, di grande valore e guidate da una forte passione per il proprio lavoro. Oggi quindi ti faccio conoscere Barbara e tbdesign, attraverso le sue parole.

Ti faccio continuare la frase per farti conoscere in poche righe. Mi chiamo Barbara…

Ciao, sono Barbara, di professione faccio la designer e sono costantemente alla ricerca della creatività trasversale, multidisciplinare e interdisciplinare.

Ho lavorato per anni nell’ambito della moda, della grafica e della carta da parati, conciliando il mio amore per lo stile e per la decorazione. Sono ormai dieci anni che grazie alla mia propensione ad innovare, la passione per i colori, l’amore per i dettagli, il senso estetico ma anche quello pragmatico, esploro il mondo del design da tante angolazioni.

Ho capito che l’etichetta di fashion designer, di graphic designer e quella di illustratrice mi stanno strette.

Come nasce la tua passione per la grafica?

Da piccola ero una bambina molto timida e solitaria, vivevo nelle campagne di un borghetto di montagna e mi affascinava la vita di città per il suo fermento culturale e sociale.

Ho iniziato a disegnare tutto quello che vedevo in tv per evadere. Il mio primo disegno impeccabile nella sua fedeltà è stato l’ape Maia, avevo sei anni, poi ho riprodotto l’abito della principessa Sissi del film del ’55 con Romy Schneider a nove, da allora ho iniziato a studiare prima arte alle scuole superiori e poi design all’Università.

Praticamente non ho mai smesso di disegnare, con l’unica differenza che prima lo facevo a mano libera oggi lo faccio molto di più al pc. Il disegno era la mia via di scampo, la mia modalità di espressione fin quando ho deciso di farne il mio lavoro. Ho sempre avuto uno spiccato senso estetico e dello stile per questo prediligo lavorare nel settore del fashion e dell’interior.

Carta da parati GEOMETRIKA 003

Come nasce tbdesign e cosa rappresenta per te?

Ad un certo punto della vita ho sentito la necessità di creare qualcosa di mio, di avere uno spazio da dedicare alla grafica e alla decorazione, tbdesign.it per me rappresenta la grande vela spiegata che porta la mia nave a largo.

Con il mio lavoro voglio far conoscere a tutti come nasce un progetto creativo, cos’è il design e la bellezza. Inoltre voglio mostrare la differenza tra grafica e decorazione e come si comunica con l’uno e con l’altro.

Ho visto che in tbdesign c’è anche carta da parati. Da dove arriva questo tuo interesse?

Mi sono imbattuta quasi per caso in un’azienda che produceva stampe digitali su carte da parati e ho lavorato li come illustrator & graphic designer per quattro anni. È stata una grande scuola in cui ho imparato molte cose sulla stampa digitale, sui materiali impiegati per la decorazione muraria e anche sulla storia della carta da parati.

Oggi posso divulgare le mie conoscenze di questo settore anche da sola per questo offro un servizio di progettazione e stampa anche su carta da parati.

Mi piace accompagnare le persone a scoprire il loro stile, a comprendere i loro gusti facendo un viaggio personale dentro se stessi perché, come dico sempre: il Design è un “fatto” individuale, personale, spirituale e io posso aiutare a dare forma alle idee, tracciando le linee del design dei sogni di chiunque.

Carta da parati GEOMETRIKA 002

Raccontaci un po’ di MINI SIZE e GEOMETRIKA

GEOMETRIKA è la collezione wallpaper ispirata all’astrattismo geometrico dove le forme pure e bidimensionali sono le protagoniste. La palette colori è orientata sulle gamme dei colori neutri e le linee pulite vengono arricchite con effetti murari, è adatta ad ambienti minimali, moderni o di tendenza.

MINI SIZE è una capsule collection di Kids wallpaper. Il progetto rappresenta la narrazione romantica e giocosa di un mondo animale divertente. Lo stile minimale, caratterizzato da forme pulite e una palette di colori pastello, è la scelta giusta per rivestire le camerette e gli spazi ricreativi dei più piccoli perché rispetta la loro armonia e loro crescita.

Collezione MINI SIZE Balenottera
Collezione MINI SIZE Giraffa 2

Le mie carte da parati garantiscono un ambiente originale in cui stare con gioia e benessere soprattutto se sono personalizzate alle esigenze del cliente, al suo stile e alle dimensioni delle sue pareti.

Obiettivi e progetti futuri?

Sto creando una nuova collezione di grafiche da declinare sia nell’interior che nel fashion  suggellando il mio amore per l’interdisciplinarità.

E io non vedo l’ora di vedere questa nuova collezione.

La parola più citata nell’intervista di Barbara è PERSONALIZZARE, ci tiene molto a creare qualcosa che sia sempre “su misura”. Ed è proprio quello che distingue un prodotto della grande distribuzione da un prodotto artigianale, in qualsiasi campo.

Se quindi sei alla ricerca di una carta da parati personalizzata, di una grafica per la tua attività o per un evento della tua vita che sia però “su misura”, potresti fare due chiacchiere con Barbara.

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24 Gennaio 2021 / / Francesca Grua

Devi scegliere il tavolo da pranzo giusto per la tua cucina o il tuo soggiorno, ma sei in difficoltà perché non vuoi fare una scelta sbagliata.

Vuoi sapere di che forma è preferibile sceglierlo, vuoi conoscere quali misure deve avere il tavolo da pranzo perfetto per la tua casa, vuoi consigli su come puoi disporlo nella stanza.

Qui di seguito troverai una piccola guida con consigli pratici per trovare il tavolo da pranzo migliore per te e la tua casa.

Il tavolo deve essere proporzionato alla stanza

Apartment Therapy

Regola numero uno: il tuo tavolo da pranzo deve adattarsi alla tua zona pranzo! Essendo uno degli arredi principali devi anche tenere conto dello spazio circostante.

È molto importante considerare dove metterai il tuo nuovo tavolo all’interno della casa, perché la sua posizione ne determinerà la dimensione, la forma e lo stile.

Non basta parlare delle misure di questo arredo fini a se stesse, ma è indispensabile considerare le sue dimensioni in relazione all’ambiente. Non vorrai mica mettere un tavolo piccolo in un ampia zona giorno o un tavolo gigante che non ti faccia più muovere comodamente nella stanza.

Se vogliamo parlare di misure, in linea generale ogni posto a sedere ha bisogno di 55/60 cm di spazio sul tavolo e ogni sedia andrebbe posta ad una distanza di 20/30 cm da esso.

Anche la scelta della sedia giusta per il tavolo da pranzo non è così scontata, ecco perché ne ho parlato qui

SCEGLIERE LA SEDIA GIUSTA PER IL TAVOLO DA PRANZO

Cosa molto importante: lo spazio di passaggio e di movimento da garantire attorno al tavolo da pranzo.

Oltre all’ingombro del tavolo, avrai bisogno di lasciare uno spazio libero su tutti i lati, per sederti comodamente su una sedia e muoverti con facilità. Lo spazio da lasciare varia in base a quali elementi ci sono nell’intorno (un muro o una credenza o le basi della cucina ecc.).

Se a fianco al tavolo da pranzo c’è un muro o un piccolo arredo (ad esempio una libreria o una credenza) conviene lasciare uno spazio di min 75 cm, max 105 cm. Se invece ci sono i mobili della cucina (fuochi, lavello, forno, frigo ecc.) o una porta bisogna lasciare min 90 cm, max 120 cm.

Inizia misurando la lunghezza e la larghezza dell’area che puoi dedicare al tavolo da pranzo, sottrai circa 150/210 cm da queste due misurazioni per ottenere una lunghezza e una larghezza giusta per il tuo tavolo.

Facciamo un esempio. Hai a disposizione uno spazio di 2,9×3,3m. Se parliamo di un tavolo rettangolare esso potrà essere di misura 120×80 cm, ovvero 330-210=120 cm e 290-210=80 cm.

Il primo grande aiuto, molto pratico, è quello di segnare l’ingombro del tavolo sul pavimento usando il nastro carta e provare a riempire quello spazio con mobili di altezza simile (come un paio di sedie). Può essere davvero utile per assicurarti che si adatti bene alla stanza.

Chiediti anche quante persone pensi si siederanno attorno al tuo tavolo, principalmente nel tuo quotidiano, ma anche nelle occasioni speciali.

Scegliere il tavolo della forma giusta

Conviene sempre analizzare prima la forma della stanza in cui metterai il tavolo. Inizia con uno schizzo su carta (meglio a quadretti per disegnare in scala) della tua zona giorno o cucina.

Ti accorgerai subito se lo spazio ha una forma rettangolare o quadrata o poligonale. Disegna anche gli arredi principali presenti, quelli che interagiranno maggiormente con il tavolo, ad esempio la cucina, il divano, una credenza ecc. e non dimenticare le porte!

Tavolo da pranzo rettangolare

Se hai una zona giorno lunga e stretta, meglio un tavolo rettangolare che ne segua l’andamento. Come regola generale, i tavoli rettangolari funzionano bene nelle stanze più grandi, anche se una camera più ampia o rettangolare ti permetterà di inserire anche un tavolo rotondo.

Jean Charles Tomas

Tavolo rotondo e ovale

Il pro di un tavolo rotondo è sicuramente la facilità nel guardare e chiacchierare con tutti a tavola, ma non è la forma migliore se hai spesso molti commensali. Sebbene sia facile vedere tutti, è difficile portare avanti una conversazione quando c’è così tanto spazio tra te e la persona difronte. Ovviamente meglio evitare un grande tavolo rotondo se lo spazio è piccolo.

Raca Architekci

Il tavolo rotondo o quello ovale possono essere un’ottima soluzione se la forma della stanza è più complessa, ad esempio ad L. Un tavolo da pranzo rotondo lascia più spazio per muoverti poiché taglia gli angoli, pur mantenendo una soddisfacente superficie di appoggio.

Tavolo da pranzo quadrato

Infine se la stanza è piccola e la famiglia non è composta da più di 4 membri, meglio un tavolo piccolo, quadrato ad esempio e addossato al muro. In questo caso potresti optare per una soluzione allungabile per non rinunciare ad avere ospiti.

Wit&Delight

Di norma, i tavoli quadrati sono più adatti alle stanze quadrate (conformazione spesso difficile da ottenere) perché aiutano a dare un senso di equilibrio. Puoi comunque avere un tavolo quadrato in una stanza di qualsiasi forma, ma si adatta meglio agli spazi più contenuti.

Se però la stanza è anche stretta meglio optare per un tavolo da pranzo rettangolare piccolo.

La forma del tuo tavolo da pranzo può anche essere uno dei criteri per determinarne la dimensione migliore.

Quali sono le misure del tavolo da pranzo

La maggior parte dei tavoli da pranzo sono realizzati su misure standard, come per la maggior parte degli altri mobili. Sebbene questi standard possono servire come guida, assicurati di misurare la tua stanza e tutti i mobili presenti prima di effettuare un acquisto.

Sappi comunque che le dimensioni del tavolo da pranzo possono variare leggermente da produttore a produttore, quindi non dare per scontato che tutti i tavoli per quattro persone abbiano le stesse dimensioni. Anche 5 cm possono fare la differenza se stai pensando di arredare una sala da pranzo piccola.

Tavolo da pranzo Horus di Artefatto Design Studio per Secolo

Altezza del tavolo da pranzo

Mentre i tavoli possono avere forme e dimensioni diverse, l’altezza standard di un tavolo da pranzo è abbastanza fissa. Deve essere alto quanto basta per avere abbastanza spazio libero tra le cosce e il tavolo. Non deve essere nemmeno troppo alto per evitare che il piatto sia troppo vicino alle spalle e sia scomodo utilizzare le posate.

In genere le sedie sono alte dai 44 ai 47 cm e il piano del tavolo deve essere di 20 cm più alto, quindi l’altezza del tavolo da pranzo deve essere circa 75 cm.

Una volta i tavoli da cucina erano utilizzati spesso per cucinare ed avevano quindi un’altezza superiore (tra 80 e 88 cm). Negli anni però le nostre abitudini in casa sono cambiate e i mobili sono evoluti con esse: oggi il tavolo da pranzo viene utilizzato principalmente solo come piano di appoggio e la sua altezza si è ridotta di qualche centimetro.

Ti racconto questo perché se hai intenzione di scegliere un tavolo vintage, meglio che tu tenga in considerazione questo aspetto e la possibilità che possa essere più alto. Oppure se hai una cucina molto piccola, con pochissimo piano d’appoggio, potrebbe esserti utile un tavolo più alto da utilizzare anche come piano per preparare i cibi.

Misure standard di un tavolo quadrato e rettangolare

Di solito la scelta più comune. I tavoli rettangolari occupano più spazio ma sono la scelta migliore se hai spesso gente a cena, tanto più se sono allungabili. Sono invece meno indicati se in famiglia siete meno di 4 persone, in questo caso meglio un tavolo quadrato.

Quale deve essere la lunghezza del tavolo da pranzo? E la larghezza? Vediamo insieme:

  • Tavolo quadrato: da 80 a 100 cm
  • Tavolo rettangolare da 4 a 6 persone: lato corto da 90 a 110 cm, lato lungo da 120 a 160 cm
  • Tavolo rettangolare da 8 persone: lato corto da 90 a 110 cm, lato lungo da 180 a 210 cm
  • Tavolo rettangolare da 10 persone: lato corto da 90 a 110 cm, lato lungo da 220 a 260 cm

Misure standard di un tavolo rotondo

Eccole qui di seguito:

  • Tavolo rotondo da 4 persone: diametro da 80 a 100 cm
  • Tavolo rotondo da 5/6 persone: diametro da 100 a 130 cm
  • Tavolo rotondo da 7/8 persone: diametro da 140 a 170 cm
  • Tavolo rotondo da 10 persone: diametro minimo 180 cm

Misure standard di un tavolo ovale

Sicuramente meno utilizzato, ma molto scenico e, in alcuni casi, funzionale perché il suo ingombro si può considerare una via di mezzo tra un tavolo rotondo e uno rettangolare.

  • Tavolo ovale da 4/6 persone: diagonale maggiore 140 cm, diagonale minore 90 cm
  • Tavolo ovale da 6/8 persone: diagonale maggiore 180 cm, diagonale minore 90 cm
  • Tavolo ovale da 8/10 persone: diagonale maggiore 210 cm, diagonale minore 90 cm

Per un tavolo delle dimensioni corrette serve un tappeto della misura giusta. Un altro grande dilemma infatti è scegliere il tappeto per il tuo tavolo da pranzo

IL TAPPETO COME LO METTO

Attenzione alle gambe del tavolo

Anche la tipologia di gambe del tavolo da pranzo può influire sul numero di persone che puoi far stare sedute. La miglior cosa è provare il tavolo prima di acquistarlo:

  • siediti in diversi punti del tavolo per vedere se le tue gambe colpiscono le gambe del tavolo,
  • verifica di avere abbastanza spazio per le ginocchia quando ti avvicini con la sedia,
  • prova ad incrociare le gambe sotto il tavolo.

Se ti piace avere ospiti fai attenzione a larghezza e posizione delle gambe del tavolo da pranzo. In generale, un tavolo con gambe più sottili e poste agli angoli, renderà più facile aggiungere una sedia in più, ma non potrà essere allungato di molto perché rischierebbe di spanciare a metà.

Un tavolo con base a piedistallo o a trespolo, può ospitare diverse persone sedute. Attenzione solo alla dimensione, un grande tavolo con base centrale sarà meno stabile di uno con quattro gambe.

Infine i tavoli con base a cavalletto possono darti flessibilità lungo i lati lunghi del tavolo, ma possono limitare lo spazio alle estremità. Guarda attentamente quanto c’è tra il bordo del tavolo e il punto in cui sono attaccati i supporti del cavalletto per assicurarti che ci sia abbastanza spazio per le ginocchia.

Ora dovresti avere tutti gli strumenti per trovare il tavolo giusto per la tua casa, ma se hai domande puoi farmele nei commenti qui sotto.

L’articolo COME SCEGLIERE IL TAVOLO DA PRANZO GIUSTO proviene da Interior designer | Una designer per tutti.