12 Gennaio 2022 / / Francesca Grua

Me lo avete chiesto in tanti: come scegliere le tende giuste per la vostra casa. E siccome realizzare una guida, in questo caso, non è cosa semplice, ho sempre rimandato.

Ma oggi ci siamo, partiamo da zero. Qui troverai un piccolo manuale, una sorta di libretto di istruzioni per aiutarti a fare le scelte giuste per te e la tua casa.

Dove, quando e perché installare una tenda

A cosa servono le tende da interni e come decidere se montarle o no in una particolare stanza di casa? Questo è il punto da cui partire per scegliere le tende per la tua casa, senza intoppi o pentimenti.

Partiamo quindi dalle funzioni di una tenda, queste le principali:

Funzione 1. Estremamente pratica. Filtrare, o meglio schermare, la luce naturale esterna.

Immagina di essere sul divano, nel tuo bel salotto esposto a sud, proprio nelle ore centrali della giornata. La luce che passa dalle finestre è quasi accecante, sarebbe molto utile poter tirare una tenda per filtrare maggiormente la luce. Questo è solo un esempio pratico, ma non è detto che la luce accecante sia proprio quello che desideri invece.

Questo per dire che la scelta della tenda è legata fortemente alle nostre abitudini ed esigenze personali.

Se d’abitudine si dovrebbero scegliere le tende per la camera da letto, non è detto che questo valga anche per te!

via amoflex e via La Redoute

Funzione 2. Isolamento termico ed acustico. Le tende aiutano a contenere la fuoriuscita di calore verso l’esterno, in inverno. D’estate schermano il calore dei raggi solari, evitando un aumento eccessivo della temperatura interna.

Non tutti lo sanno, ma il tessuto delle tende è anche un’ottima soluzione se hai bisogno di rendere una stanza meno rumorosa.

Stanza molto rumorosa o rumore esterno poco filtrato dai serramenti, scegli una tenda di un tessuto pesante, tipo il velluto. Stanza silenziosa, puoi optare anche per tessuti leggeri tipo il lino.

Funzione 3. La privacy, soprattutto se le finestre di casa sono in bella vista, lato strada o molto vicine ad altre abitazioni.

Il mio consiglio:

scegli le tende solo dopo aver vissuto un po’ di tempo nella nuova casa per capire meglio le tue necessità e i fattori esterni che incidono. Prova a fare caso a come è la stanza di giorno e di sera, con la luce e con il buio, ma non solo, osserva anche come si presenta nelle varie stagioni. e poi fai le tue scelte.

Funzione 4. Estetica (sì è una funzione). Arredare e completare una stanza. La tenda va scelta anche tenendo conto dello stile e dell’atmosfera che hai creato attraverso gli arredi scelti, gli altri tessili presenti, gli accessori, le finiture, le lampade ecc.

via elitis

Elementi base per scegliere le tende

Prima di arrivare al dunque ed elencare le tipologie di tende esistenti, devo raccontarti di alcuni altri elementi indispensabili, da considerare nella scelta ed acquisto di un tendaggio. Parliamo di lunghezza, tipologia di ancoraggio e scorrimento, infine tipologia di tessuto.

Altezza della tenda

L’altezza della tenda va valutata in rapporto con l’infisso e il pavimento ed essenzialmente puoi scegliere le tende di 3 misure.

A. Tutta altezza, ovvero farla ricadere sul pavimento lasciando anche un piccolo accumulo alla base. Darà subito una sensazione di morbidezza, di qualcosa che fluttua e abbraccia l’intera stanza.

B. Fino al davanzale della finestra. Il tessuto scende da soffitto o parete e lascia libera la parte sottostante la finestra. Consigliato nel caso in cui hai necessità di utilizzare la zona del sottofinestra, ad esempio per un mobiletto, un tavolo o delle piante (sconsigliata se il sotto davanzale viene lasciato libero).

In questo caso le opzioni sono due: far terminare la tenda prima del davanzale, a circa 1,5 cm da esso (coprendo così la sola finestra) oppure dopo il davanzale a circa 15 cm sotto di esso o comunque a circa 3 cm sopra il radiatore, se presente.

C. La tenda termina qualche centimetro sopra il pavimento (raccomandati circa 1,5 cm da terra). Niente accumulo di tessuto e sbuffi sul pavimento, ma una tenda che cade dritta e lineare.

Scelta dei supporti

Principalmente parliamo di bastoni e binari, ancorati a parete o a soffitto o alla cornice della finestra stessa. Con scorrimento sul supporto tramite anelli o rivetti passanti nel binario.

La scelta non è solo estetica, ma dipende dalla tipologia di tenda e dalle caratteristiche architettoniche della stanza in prossimità dell’apertura

via Mottura e via web

Personalmente, quando possibile, prediligo supporti quasi invisibili, in modo da mettere in risalto la tenda stessa e il suo tessuto. Si prestano molto bene i binari piatti a soffitto, molto sottili, scompaiono praticamente sotto la tenda stessa.

Altri tipi di supporto meno conosciuti, ma molto interessanti sono i cavi tesi da lato a lato della finestra, mai visti? Super minimali, unica accortezza è tendere molto bene il cavo e verificare il peso massimo supportato.

Sistema READY MADE CURTAIN di kvadrat

Oppure se ti piace avere molto volume e una sovrapposizione di teli di diverso peso, esistono in commercio dei supporti a doppio se non triplo bastone o binario.

via Ikea

Non sempre si ha la possibilità di scegliere qualsiasi supporto, spesso ci si trova davanti a dei limiti architettonici che impediscono l’uso di un sistema di ancoraggio rispetto ad un altro.

Ad esempio con una finestra a tutta altezza non è possibile scegliere un bastone ancorato a parete, ma servirà un binario ancorato a soffitto.

Scelta del gancio della tenda

Intendo come viene agganciata la tenda al supporto. Ne esistono diversi, soprattutto nel caso tu abbia optato per il bastone.

Le tende con occhielli presentano degli anelli di metallo inseriti all’interno del tessuto della tenda, e distanziati tra loro ad intervalli regolari. Scelta azzeccata se desideri l’effetto drappeggio (la piega richiede una larghezza del tessuto più ampia rispetto a quella del bastone e della finestra). Molto comoda da smontare e rimontare.

Tende per interni Tab Top. Gli anelli sono di tessuto di circa 3 cm di larghezza e 10 cm di altezza.

Le tende con pieghe a matita presentano, di solito, una striscia sul retro del tessuto al cui interno vanno inseriti i ganci per appenderle ai bastoni. La distanza tra una piega e l’altra è molto sottile, a differenza della tenda ad occhiello. Ricorda che per questo tipo di lavorazione il rapporto tra lunghezza e tessuto è di 1:2, ovvero per 1 metro di tende servono 2 metri di stoffa e 2 metri di nastro. Utilizzato spesso anche per le tende a binario.

Le tende con aggancio Slot Top prevedono la presenza di una sacca al cui interno far scivolare il bastone, senza occhielli o ganci.

Scelta del tessuto

Non apro la parentesi sulle tipologie di tessuto (mai nella vita). Non ce n’è uno preferibile ad un altro, ma è solo questione di stile, gusti, necessità e possibilità. Sicuramente nel negozio in cui andrai, troverai un professionista in grado di guidarti tra le infinite loro proposte.

Quando parlo di necessità intendo: vuoi che sia una tenda oscurante, oppure vuoi che sia semplicemente decorativa? In base a questo deciderai il peso del tessuto, a partire da un lino leggerissimo fino ad arrivare ad un tendone in velluto.

Puoi lavorare anche sulla sovrapposizione di diversi tessuti. Esistono siatemi a doppio se non triplo bastone o binario che ti permettono di avere una tenda molto leggera abbinata ad un tendaggio più pesante, ciascuno in grado di scorrere su un livello diverso. (personalmente adoro questa combinazione soprattutto in camera da letto e salotto)

via ourhouseofmodesty

Quanto tessuto sarà necessario? Dipende dal tipo di tenda, dalle misure dell’apertura e dall’altezza che vuoi coprire (ultimamente si prediligono le tende a tutta altezza, da soffitto e pavimento).

Sicuramente una tenda a pacchetto o a pannello necessita di una quantità nettamente inferiore di una tenda a teli, soprattutto se punti ad un effetto arricciato e vuoi che sia voluminosa.

Tipi di tende

Qui si apre un mondo, ma noi oggi ci limiteremo a trattare le tipologie di tende per interni più comuni.

Tende a teli, tende a pannello, tende a rullo, tende a pacchetto e tende a vetro.

Tende a teli

La classica tenda, morbida e drappeggiata, solitamente la più utilizzata in salotto e camere da letto, ma anche quella che necessita di maggiore manutenzione.

Serve parecchio tessuto e ti consiglio di farla arrivare fino a terra, che tradotto in termini pratici significa che si impolvererà maggiormente e quindi dovrà essere lavata più frequentemente di una tenda a pannelli, per esempio.

Scegliere le tende giuste significa anche questo, partire dalle tue priorità e dagli “imprescindibili” per te!

Tende a pannello

via Living corriere

Composta da teli ben tirati, che cadono perfettamente dritti, senza arricciature o morbidezze. Solitamente si fanno scorrere su binari e al fondo hanno un peso, una piastra metallica che permette di tenerle in tensione.

Il più delle volte ciascun pannello è largo 60 cm e ti consiglio di utilizzare questa tipologia di tenda con un binario doppio in modo da potere sovrapporre i teli e farli scorrere uno sull’altro. Per una finestra larga 140 cm meglio optare per almeno 3 teli.

Tra le tende da interni questa è quella che meglio si inserisce in ambienti moderni, minimal e nettamente geometrici.

Tende a rullo

Sistema Naked di TAO design

Simili alle tende a pannello, ma invece di scorrere su binari da destra a sinistra, hanno un rullo attorno cui il telo si arrotola o srotola, a seconda delle necessità. Il rullo può essere fissato a soffitto o sul serramento stesso, motorizzato o azionato manualmente con una cordicella.

Scegliere delle tende a rullo significa optare per un design molto basico, netto, lineare, quasi tecnico. Più avanti ti dirò per quali ambienti di casa si presta maggiormente (magari lo hai già intuito).

Tende a pacchetto

via luxaflex

Il meccanismo è simile alle tende a rullo, ovvero la tenda viene raccolta verso l’alto attraverso delle leve che fanno scorrere verticalmente il tessuto. Sono perfette se hai necessità di una tenda che occupi poco spazio.

Attenzione alla tipologia che sceglierai. Per una finestra ad unica anta puoi fissare la tenda (un unico telo) all’infisso stesso o a parete/soffitto. Se la finestra è a doppia anta, meglio due teli, quindi due tende a pacchetto, una per ciascuna anta. Vanno fissate al serramento (anche se questa opzione non mi entusiasma e mi ricorda un po’ la casa della nonna).

Tende a vetro

Il telo copre soltanto la parte vetrata della finestra, solitamente con un bastone a molla interna a spinta. Oppure può essere una tenda a rullo o a pacchetto, ciò che cambia è la posizione di fissaggio del supporto, che in questo caso è direttamente sull’infisso stesso.

Comoda perché l’aperura e chiusura del serramento non incontra nessunissimo ostacolo. Svolge la stessa funzione di un oscurante per il vetro insomma.

Ora ti insegno a scegliere le tende in funzione del tipo di finestra

Parlo di finestra, ma intendo implicitamente anche porte-finestra. Per ogni tipologia di apertura dell’infisso ci sono diverse tipologie di tende da utilizzare e diversi supporti.

Qui di seguito ho realizzato una tabellina con i miei consigli su quali tende scegliere, in funzione del tipo di apertura della finestra.

Scegliere le tende per cucina e bagno

Questi due ambienti hanno esigenze particolari. L’ho detto spesso, sono ambienti dove regnano vapori e schizzi vari. Meglio scegliere tende facili da pulire!

Le più indicate per praticità (in cucina e bagno si aprono spesso le finestre e si ha sovente la necessità di alzare o abbassare le tende) sono le tipologie a pacchetto, quelle a rullo e quelle a vetro. Anche se per lavarle occorre smontare e poi rimontare il meccanismo.

Esistono però i tessuti screen che permettono di pulire la tenda comodamente con una spugna, senza dover smontarla ogni volta.

Tessuto screen

Altro modello molto pratico per la pulizia, ma che non adoro se non in poche e specifiche ambientazioni, sono le tende alla veneziana, ma solo se in legno o bambù (assolutamente “vietate” quelle in alluminio o, ancor peggio, in materiale plastico).

Facilissime da pulire perché non in tessuto, composte da lamelle orizzontali che si impacchettano una sull’altra e possono essere orientate per filtrare più o meno la luce.

via Dunelm

Come prendere le misure per le tende

Passo dopo passo ti insegno cosa appuntare e non dimenticare per acquistare le tende per la tua casa. Non vorrai avere una tenda troppo stretta o troppo corta?!

Prendi le misure, ovvio

Fase super importante, in cui è necessaria un po’ di precisione. Prendere tutte le misure della finestra: larghezza, altezza, distanza dal soffitto e dal pavimento, senza dimenticare lo spessore del davanzale e l’eventuale cassone contenente la tapparella.

Scegli il bastone e prendi le misure

Prendi un metro e misura la lunghezza del bastone/binario, senza considerare i finali presenti alle estremità, che hanno solo una funzione estetica e che, quindi, non andranno coperti. Considera solo lo spazio da supporto a supporto ovvero dalla staffa che sostiene il bastone.

Solitamente, il bastone deve sbordare di circa 15-20 cm da entrambi i lati della finestra, in modo da garantire la sua completa copertura.

Per il binario con scorrevoli la misura minima che abbiamo calcolato (circa 15 cm) va bene anche come misura finita del binario che, non avendo l’ostacolo dei supporti, come il bastone, permetterà alla tenda di scorrere per tutta la sua larghezza.

Ora, segna a parete o soffitto il punto in cui andare ad appendere il bastone o il binario. Questo elemento influisce in modo diretto sulle misure del tendaggio, perché se la tenda viene appesa tramite l’utilizzo di ganci, risulterà più bassa rispetto ad altre soluzioni, come la tenda con asole o il binario a soffitto.

Montaggio del bastone/binario

Segnate sulla parete con una matita i fori per fare i buchi per i supporti che sorreggeranno il bastone.

Se il bastone è a parete, i supporti vanno posizionati a circa 5-7 cm dalla fine del bastone, sia a destra che a sinistra.

Se il bastone è a soffitto, i supporti vanno posizionati a circa 5-7 cm dalla fine del bastone, sia a destra che a sinistra e la distanza tra bastone e parete (o cassonetto) deve essere di circa 7-15 cm.

Scegli la superficie di copertura della tenda

Altezza. Ne abbiamo parlato sopra. Le opzioni sono: tenda ad altezza davanzale, tenda sotto il davanzale, tenda a pavimento, tenda con sbuffo a pavimento.

L’altezza dipende anche dal tipo di supporto scelto:

A. a soffitto: Posizionare il metro dal soffitto fino al pavimento (A) e misurare a sinistra, a destra e al centro della finestra, per essere sicuro che l’altezza sia la stessa e che non ci siano difformità. Calcola l’altezza del tessuto togliendo dall’altezza soffitto-pavimento, la dimensione del sistema di supporto e dei ganci (qualunque esso sia) (B) e circa 1,5 cm che sarà lo spazio tra la tenda ed il pavimento (C), per una tenda a filo pavimento.

B. a parete: in genere il bastone si posiziona a metà tra la finestra e il soffitto (non è una regola rigida, io ad esempio preferisco posizionare il supporto più alto possibile, a circa 10 cm dal soffitto). Misurare la distanza tra bastone e pavimento (A) e sottrai la dimensione del sistema (qualunque esso sia) (B) e circa 1,5 cm, che sarà lo spazio tra la tenda e il pavimento (C).

Se invece ti piace avere una tenda cascante morbidamente sul pavimento, con un accumulo di tessuto sul fondo, alla misura di partenza (A) dovrai aggiungere circa 10/20 cm di tessuto (D).

Non avere paura di sbagliare, ci sono dei trucchetti salvavita, ovvero per essere certi che la lunghezza della tenda sia perfetta, puoi montare la tenda sul bastone, sollevarlo e segnare sul muro l’altezza a cui posizionarlo. Inoltre, le tende spesso vengono confezionate con una fettuccia arricciatenda multitasca in cui si possono inserire i paperini (gancetti) a varie altezze che consentono di giocare con la lunghezza della tenda di circa 5-6 cm.

Larghezza. La tenda deve sbordare dalla finestra di almeno 10 cm a destra e a sinistra (a me piace stare più larga, circa 20 cm per parte, se non ci sono impedimenti e vi è spazio libero a parete). Se è presente una cornice dell’infisso oppure il cassonetto è necessario che i centimetri vengano calcolati prendendo questi ultimi come riferimento.

Solitamente, se si tratta di tende a teli, il calcolo veloce che faccio per avere un misura indicativa della larghezza del tessuto della tenda necessario è:

Larghezza finestra per 1,5

Montaggio operativo della tenda

Una chicca, ovvero alcune regolette per potere montare perfettamente la tenda (ad anelli su bastone), agevolandoti nell’apertura e chiusura del telo.

Tenda doppia con apertura centrale. Il primo anello a destra va messo tra il terminale decorativo del bastone e il suo supporto. E così anche per la tenda a sinistra, mentre tutti gli altri anelli vanno posti tra un supporto e l’altro.

Tenda singola con apertura da destra a sinistra. Il primo anello a sinistra va messo tra il terminale decorativo del bastone e il suo supporto. Tutti gli altri anelli vanno invece tra supporto e supporto.

Tenda singola con apertura da sinistra a destra. Il primo anello a destra va messo tra il terminale decorativo del bastone e il suo supporto. Tutti gli altri anelli vanno invece tra supporto e supporto.

Ecco, credo di averti dato un sacco di informazioni e se sei arrivato in fondo all’articolo (lo so è davvero un’impresa), hai capito il perché ho rimandato spesso questo tema sul blog. Volevo creare una guida che ti aiutasse realmente a scegliere le tende per la tua casa e che ti guidasse passo passo.

Il mondo dei tendaggi è davvero immenso e credo che necessiti professionalità ed esperienza. Quindi il mio consiglio spassionato è sempre quello di andare in un negozio, farti guidare e consigliare.

Altro tema scottante trattato sul blog è come scegliere il tappeto. Leggi qui:

IL TAPPETO COME LO METTO

L’articolo AIUTO! CHE TENDE METTO? proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

1 Settembre 2021 / / Francesca Grua

In camera da letto e anche in tutta la casa, l’ultima luce che accendiamo nella giornata è sicuramente la lampada da comodino. O meglio quella che illumina la zona letto, quella puntuale e d’atmosfera che ci coccola negli ultimi momenti prima di cadere nel sonno.

Per la mia camera da letto ho scelto una lampada da tavolo, ma non volevo assolutamente la classica abatjour. Volevo qualcosa di più divertente e fuori dalle righe, senza rinunciare però alla comodità di una tecnologia dimmer e scegliendo una lampada led a batteria, da poter portare in giro per la casa.

Lampada dimmerabile significa semplicemente che puoi regolare e scegliere l’intensità del flusso luminoso. Ovvero stessa lampada, ma decidi tu se deve fare più o meno luce.

Lampada da comodino

Prima tra tutte e la più utilizzata nelle nostre case è la lampada da tavolo appoggiata al comodino. Super funzionale, comoda ed in linea con le nostre abitudini.

Come ti dicevo è stata la mia scelta per la camera da letto. Avevo delle necessità pratiche (senza filo, dimmerabile e a led) e ovviamente estetiche (una lampada divertente e scenografica) che hanno trovato risposta nel modello Lafleur di SLAMP, trovata sul sito di Lampade.it (ti lascio qui il link diretto per acquistarla)

Un fiore aperto verso l’alto, realizzato e modellato a mano con un polimero trasparente, sorretto da uno stelo di fili di rame. L’ho scelta perché arreda da spenta e da accesa crea un effetto wow. A questo si aggiunge l’essere una lampada a batteria, da portare dove voglio.

Me ne sono innamorata.

Puoi prendere spunto da me, optare per una lampada da tavolo che faccia luce quando sei nel letto. Il mio consiglio è di sceglierla con cura, in stile con l’ambiente ed in linea con i tuoi gusti. La lampada da comodino non deve solo illuminare, ma può assolutamente arredare la camera da letto o addirittura essere il pezzo forte dell’intera stanza.

Applique come lampada da comodino

Un’idea alternativa è quella di predisporre due applique ai lati del letto (oppure una sola se si tratta di cameretta con letto singolo). In questo caso le opzioni sono due:

  • far arrivare la corrente a parete, alla giusta altezza e ad una precisa distanza dal letto.
  • scegliere delle applique a presa, in modo da poterle fissare a parete, sfruttando però le prese in prossimità del comodino (che ci sono sempre)

E’ una soluzione che propongo spesso perché trovo che dia carattere al muro dietro al letto, creando un interessante punto di accento nella stanza. In questo caso ho optato per due applique diverse, ma equilibrate per rendere l’atmosfera giocosa e scanzonata.

Lampada a soffitto

Probabilmente l’avrai già vista in qualche foto, ultimamente sta spopolando su Pinterest (a proposito mi segui già su Pinterest? No?! Allora corriamo ai ripari, mi trovi qui).

Cosa servirà? Una lampada da soffitto di dimensioni contenute (da evitare i lampadari da centro stanza), un arrivo di corrente a soffitto, al lato del letto, esattamente sul centro del comodino e un cavo elettrico abbastanza lungo da poter far arrivare la luce a circa 60/100 cm dal comodino.

Testiera letto retroilluminata

Questa è un’ottima soluzione se hai optato per una testata letto a boiserie, in legno o cartongesso o di piastrelle, meglio se abbinata ad un letto sommier (senza testiera).

Basterà prevedere un arrivo di corrente dietro la testata e predisporre un profilo led (incassato o a filo) sulla superficie orizzontale terminale di questa pannellatura. Più difficile a dirsi che a farsi, non preoccuparti!

Nicchia illuminata sopra al letto

Qui servono dei lavori di muratura, bisogna creare una nicchia nel muro, sulla parete del letto, alla giusta altezza da terra in modo che sia pratica per appoggiarci cose e sostituire eventualmente il comodino.

Meglio se in cartongesso in modo da poter incassare la luce lungo tutta la nicchia evitando si veda troppo il profilo in cui viene predisposta la luce led, soprattutto a luce spenta.

Lampada da terra come lampada da comodino

Si esattamente, forse meno vista, ma ugualmente interessante. Ad illuminare la zona letto e comodino ci può anche essere una lampada da terra.

Uniche attenzioni da avere se vuoi scegliere questa opzione sono:

  • avere il giusto spazio a fianco del letto, in modo da poter far stare un comodino e vicino la lampada
  • per evitare fili penzolanti e acrobazie per accendere la lampada, prevedere un interruttore a parete che accenda e spenga direttamente la presa a cui è collegata la lampada stessa.

Allora hai già deciso quale opzione scegliere per illuminare letto e comodino della tua camera da letto? Sono curiosissima, perché non me lo scrivi nei commenti qui sotto e se ti serve qualche dritta sono pronta ad aiutarti.

Ah dimenticavo, parlando di camera da letto, tempo fa ho raccolto anche una serie di idee ed ispirazioni per la testiera del letto che potrebbero aiutarti.

TESTIERA LETTO. STYLING DELLA CAMERA

L’articolo 6 MODI PER ILLUMINARE LETTO E COMODINO proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

16 Luglio 2021 / / Francesca Grua

Sapere come nasce una piastrella ti aiuta davvero a fare la giusta scelta per la tua nuova casa? Se ti dicessi che capire come viene prodotta una piastrella e chi c’è dietro alla sua realizzazione ti permette di comprendere la qualità del prodotto e quindi il prezzo, o meglio, il valore, mi crederesti?

Conoscere la storia di un prodotto è l’elemento chiave per fare scelte consapevoli per i tuoi acquisti quando ristrutturi casa e non solo.

In realtà, secondo me, è il punto da cui partire per qualsiasi tipo di acquisto facciamo nella vita se ci pensi.

In foto collezione Le Leghe, color stagno di Tuscania

Soprattutto oggi che il mercato ci fornisce un’infinità di soluzioni tra cui scegliere, prendere decisioni in una ristrutturazione, scegliere un prodotto piuttosto che un altro, diventa davvero complicato.

La scelta non può e non deve basarsi solo sull’estetica o sul prezzo, ad oggi quello che, a parere mio, differenzia una piastrella da un’altra (e non solo) è la qualità e l’attenzione dell’azienda che la produce.

Perché devi sapere come viene prodotta una piastrella?

Alla luce di queste riflessioni, ecco perché oggi ti racconto da dove nasce una piastrella. E con il “da dove nasce” intendo come e chi la produce. Sì, perché anche il chi è un aspetto importante che non può essere più trascurato, soprattutto in questo particolare momento storico.

Tutto è nato per caso, quando sono andata a visitare l’azienda Tuscania, piccolo gioiello industriale incastonato tra le verdissime colline modenesi. L’accoglienza famigliare abbinata alla serietà ed all’alta tecnologia del reparto produttivo dell’azienda mi hanno inizialmente sorpresa e mi hanno fatto riflettere:

quanto è importante ciò che sta dietro ad un prodotto? In questo mercato così competitivo e a tratti anche saturo, non possono solo contare le caratteristiche estetiche, economiche e tecniche di un prodotto come una piastrella. Serve molto di più, serve serietà, professionalità, ricerca, cura e fiducia, tutte qualità che solo un’azienda può garantire. Se poi l’azienda è di famiglia, ancorata al territorio e al valore del prodotto, allora abbiamo fatto bingo.

Tuscania per me è questo ed ho potuto apprezzarne le qualità solo dopo aver conosciuto i membri dell’azienda, aver chiacchierato con loro, ascoltato la loro storia e aver visto come vengono prodotte le loro piastrelle in grès.

Ecco perché voglio raccontartelo oggi, per darti un parametro in più per scegliere un prodotto rispetto ad un altro.

Come nasce una piastrella in grès porcellanato.

Il grès porcellanato è una tipologia di ceramica, un materiale a pasta compatta, dura e non porosa. E’ fatto semplicemente di argilla, feldspati, caolini e sabbia macinate e acqua. Il tutto viene atomizzato per diventare una polvere adatta alla pressatura.

Ma vediamo meglio le diverse fasi produttive di una piastrella in grès.

Fase 1 . Le materie prime

Arrivo in questo grande magazzino dove alte pareti ricreano tanti spazi suddivisi con montagne di polveri e sabbia. Ciascuno riporta una grande etichetta e leggo Argilla, Feld ecc. E’ il magazzino delle materie prime, l’inizio di tutto e in fondo, sulla destra, una serie di bilance giganti che preparano il mix di polveri nelle percentuali desiderate: tra sabbia, argilla e scarti di piastrelle sia crude sia cotte.

Fase 2. La barbottina

Il mix di materie prime viene mescolato all’acqua nel mulino (un mulino moderno e super tecnologico, immaginati una specie di betoniera gigante) e quello che ne viene fuori è fango, chiamato in gergo barbottina. In Tuscania l’acqua arriva direttamente dal laghetto artificiale dove sguazzano tranquille le paperelle (non scherzo). Lì confluiscono, tramite un sistema sotterraneo di tubature, le acque piovane e le acque di recupero dello stabilimento.

Fase 3. Atomizzatore

Un grande, immenso imbuto che fa capolino sul tetto dell’azienda e quando dico grande intendo gigante. Un motore di una nave da crociera mette in moto la macchina e la barbottina viene privata dell’acqua grazie all’ aria soffiata fino a circa 500 gradi nell’atomizzatore. Da esso esce una polvere granulosa che al tatto si sgretola e si presenta umidiccia.

Una parte del calore necessario per far evaporare l’acqua è prodotta dal cogeneratore che, oltre al contributo termico, produce corrente per tutto lo stabilimento.

Fase 4. La pressatura ed essicazione

La polvere granulosa viene pressata già della forma e della dimensione della piastrella scelta. Poi la piastrella cruda passa nell’essicatoio dove viene eliminata tutta l’umidità. Una piastrella in grès deve avere un’umidità inferiore allo 0,5%.

Fase 5. Prima smaltatura

Viene applicato un primo smalto superficiale, le piastrelle passano su dei rulli e il fluido viene applicato mediante aerografo a spruzzo. Questa prima smaltatura serve ad eliminare eventuali difetti superficiali e a creare una base omogenea.

Fase 6. La stampa

La piastrella passa nella stampante digitale, immaginati una classica stampante in formato gigante, una sorta di scatola chiusa con 4 barre munite di migliaia di testine che distribuiscono il colore in base alla grafica progettata.

La piastrella entra neutra ed esce graficata, con l’effetto finale che dovrà avere. Il disegno viene così impresso sulla piastrella e la texture stampata direttamente sulla superficie.

Esistono degli studi grafici che si occupano proprio di realizzare e creare i disegni da imprimere sulla piastrella.

Fase 7. La smaltatura

La piastrella viene semplicemente smaltata in superficie con smalto lucido o opaco. Questo smalto finale ha anche lo scopo di proteggere la superficie della piastrella che viene poi stoccata nei box del crudo.

Dalla smalteria ai forni le piastrelle vengono movimentate costantemente e stoccate in attesa della cottura, grazie all’utilizzo di Pegaso, un carrello robotizzato che porta le piastrelle al forno. Un po’ da film futuristico!

Fase 8. Cottura

Un forno di 135 m, con temperature che si aggirano sui 1200 gradi, attende l’arrivo delle piastrelle crude che subiscono una cottura di circa un’ora. Si passa gradualmente dalla temperatura ambiente a quella massima di cottura, per poi “raffredare” a circa 70 gradi.

E’ proprio questo passaggio, ovvero la cattura, che conferisce alla piastrella in grès resistenza, impermeabilità e durezza.

Fase 10. Taglio e Rettifica

La piastrella uscita dal forno viene tagliata con l’aiuto di una preincisione ad acqua e grazie a delle mole avviene la rettifica e la limatura dei bordi.

Una piastrella si dice rettificata quando ha bordi  perfettamente squadrati e angoli perfetti di 90°. Grazie a questo procedimento tutte le piastrelle risulteranno perfettamente identiche sia nella misura che nello spessore, ovvero se le mettiamo l’una accanto all’altra, combaciano perfettamente.

Fase 11. Controllo qualità

Esiste un macchinario apposito per rilevare i difetti di ciascuna piastrella, un dispositivo che misura diagonale e dimensioni, rilevando errori in decimi di mm e suddividendo così il prodotto tra prima e seconda scelta. La piastrella viene controllata anche per la planarità e al calibro.

Fase 11. Imballaggio, stoccaggio, spedizione

Ecco che le piastrelle vengono impilate, imballate e pallettizzate. Ogni pallet viene codificato (codici che individuano corridoio, scaffale ecc) nel magazzino totalmente meccanizzato, pronti per poi essere spediti.

Tuscania e le sue collezioni

Ti ho raccontato come nasce una piastrella attraverso i miei occhi e le mie orecchie, descrivendo il tour fatto presso lo stabilimento produttivo di Tuscania.

Che è un’azienda famigliare l’ho già detto, ma non ho detto che tutte le piastrelle dell’azienda vengono prodotte unicamente nel loro stabilimento (e se lo scrivo è perché non è così scontato, credimi).

Parlando invece delle loro collezioni, l’azienda va fortissimo sulle piastrelle da esterno, fantastica la loro linea decorata, che per l’outdoor è davvero una chicca, sto parlando di Frühling Decoro.

Il mio colpo di fulmine è stato per Ceppo di Grè, piastrella con l’effetto pietra ricco di venature e contrasti, superficie movimentata ed estremamente naturale, accentuata dalla ruvidezza vellutata che Tuscania è riuscita a dare a questa piastrella in grès.

A breve usciranno nuovi decori che si aggiungono alla collezione Universal Decoro, ma acqua in bocca, non posso svelare altro.

Anche se il mio “amore a prima vista” è stato per la collezione Le Leghe, piastrella in grès dall’effetto grezzo e lucido proprio come il metallo. Nel color cobalto dal sottotono blu, platino o stagno per gli amanti del grigio, anche se per me il color bronzo vince. E vince soprattutto nel formato del mosaico asimmetrico, un vero e proprio mosaico super moderno e davvero interessante.

Datemi la casa giusta e il cliente giusto e ho già qualche idea su come utilizzare questa collezione.

Quindi quando ti troverai a scegliere una piastrella rispetto ad un’altra, non limitarti all’estetica o al prezzo, ma fai ricerca, sbircia il sito internet per conoscere l’azienda e capire quali sono i principi di produzione su cui punta.

Diamo valore alla qualità del prodotto e dell’azienda, sempre e comunque, perché sono questi i parametri che alzano l’asticella e che fanno di una piastrella un buon prodotto al 100%.

L’articolo COME NASCE UNA PIASTRELLA proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

23 Giugno 2021 / / Francesca Grua

Un nuovo appuntamento in cui arte e casa si incontrano.

Questa volta incontreremo un giovane artista sardo, Matteo Sanna, classe 1984, che realizza le sue opere con diverse tecniche e sperimenta nei materiali che utilizza la profondità dei significati del nostro tempo: il contemporaneo. 
Ad intervistarlo per noi ci sarà Giuseppe Cotroneo, amico architetto e art-consultant di Roma, che mi affianca spesso con il suo modo coinvolgente di raccontare gli artisti, nella scelta delle opere per i miei progetti.

Chi l’ha detto che un’opera d’arte non possa essere alla portata di tutti? Io e Giuseppe l’abbiamo detto spesso e ne abbiamo fatto…

Una creazione artistica, un quadro, una scultura o un oggetto di design, possono essere inseriti in un appartamento o in un ufficio, impreziosire lo spazio e non per questo costare una fortuna.

THIS PARADISE IS NOT FOR ME 2011
Spazio Thetis, Arsenale Novissimo – 54^ Biennale di Venezia

Puoi trovare una delle collaborazioni con Giuseppe sul blog. Guarda cosa avevamo pensato per la casa di Giacomo.

CASA AD ARTE

I clienti sono sempre piacevolmente sorpresi dall’elevato livello artistico che si può raggiungere entro i limiti dell’accessibilità, come oggi vedremo con Matteo Sanna.

Ma ora entriamo nel vivo con l’intervista a Matteo.

GC: Cosa vuol dire essere un artista oggi?

Rispetto al passato, oggi l’artista è certamente più libero di sperimentare e di promuovere la propria arte attraverso tecnologie e strumenti del nostro tempo. Ma nonostante questa maggiore visibilità, si percepisce profondamente la mancanza delle committenze… soprattutto quella intesa come rapporto intellettuale di crescita reciproca.

GC: Ricerca, sperimentazione, linguaggi. Come nascono le tue opere?

La mia ricerca artistica da sempre si ricollega al mio vissuto, all’esperienza vivente, ad un’esperienza interiore che consente all’individuo di creare.
Come una sorta di diario, di camera delle meraviglie, attraverso le mie opere cerco di rafforzare e collegare la visione della vita umana e della crescita psichica interiore di ciascuno di noi, aprendo le porte ad una riflessione costante che fa da collante all’apprendimento ed alla comprensione della storia dell’essere umano.

CLOSE TO MY SKIN 2010

La scelta del supporto come materia ha una valenza fortissima, per me la ricerca è improntata all’indagine della memoria emotiva e all’esplorazione dell’inconscio.
Nella mia pittura rievoco la bellezza del gesto pittorico come poetica dell’eterno ritorno,” perché l’accezione autentica della pittura è quella del ripetere, emulare, citare persino se stessi, ritornare sul supporto e sulla materia con gesti ora ossessivi, ora placidi. Il mio bisogno primario è quello di poter utilizzare come media qualunque cosa intorno a me che desta stupore, attrazione, ribrezzo o semplicemente rispetto.

NOTHING LASTS
Galerie 95, Biel – Svizzera

GC: Un segno ricorrente nella tua produzione sono i temi legati alle dinamiche relazionali. Come influisce l’arte nella vita di tutti i giorni?

I linguaggi artistici sono i principali stimolatori per i nostri ricettori di emozioni, sensazioni, attraverso i nostri sensi l’arte riesce a parlare al mondo, a fermentare la conoscenza e quindi può aiutarci ad integrarci con il mondo. L’arte mi ha da sempre dato la possibilità di guardare intorno a me in modo trasversale, ritrovandomi spesso ad interessarmi di cose che per altri non destano attenzione.

DISPOSABLE TEEN 2011
Collezione Fondazione Bartoli – Felter

GC: Oggi il mercato dell’arte è in continua evoluzione, soprattutto per le fasce medie. Quanto è importante aprirsi ai giovani collezionisti che cercano delle opere un po’ più accessibili?

I giovani collezionisti devono instaurare un rapporto personale ed intellettuale con gli artisti, il prezzo delle opere d’arte per un artista è uno strumento e non il fine. Il maggior valore vien sempre dallo scambio di conoscenze tra chi fruisce dell’opera e chi la realizza.

Ricollegandomi proprio a questo ultimo concetto, mi intrufolo in questa fantastica intervista per raccontarti di come Matteo, Giuseppe ed io abbiamo collaborato, ricercato e contestualizzato un’opera dell’artista all’interno di un mio progetto d’interni seguito per i clienti Maria Grazia e Valerio.

Sognavano una zona giorno luminosa, spaziosa ed accogliente. Sono due persone che adorano stare in compagnia, organizzare cene con amici e tavolate di parenti. Amano la le cose semplici, a lei piace cucinare e odia il disordine, lui tifosissimo del Toro. Hanno due bimbe e sono due persone attive, ma è rito trascorrere le loro serate tutti insieme sul divano a guardare la TV.

Per loro e per la loro luminosa e colorata zona giorno, è stata scelta l’opera di Matteo Sanna:

Neon “Nothing Lasts”.

A Matteo piace immaginare che questa famiglia cosi dinamica, positiva e amante della vita possa godere a pieno di questo suo lavoro. “Come memento mori, come stimolo a non mollare mai agendo nell’immediato senza rimandare. Il tempo condiviso in famiglia dovrebbe essere magico, pieno di emozioni e illuminante, basi fondamentali per tramandare la nostra esperienza di vita a chi amiamo”.

Ma ora continuiamo con l’intervista.

GC: Ci anticiperesti un piccolo spoiler sui tuoi prossimi progetti?

In questo periodo sto lavorando alla realizzazione della nuova produzione per la mia prossima mostra personale. Mi piacerebbe potervi comunicare le date e gli eventi esatti, ma purtroppo in questo tempo incerto troppo spesso i progetti subiscono variazioni e spostamenti a data da destinarsi.  Appena le date saranno confermate sarò felice di condividere con voi i nuovi appuntamenti con la mia arte!

UNBREAKABLE MISUNDERSTANDING
NM> Contemporary – Principato di Monaco

In attesa di scoprire le novità di Matteo, affidiamo a Giuseppe la conclusione di questa intervista super interessante, magari con qualche consiglio sul collezionismo “accessibile”:

“Da questa piccola selezione di immagini che Matteo Sanna ci ha gentilmente concesso, credo che emerga chiaramente quanto le sue opere non abbiano bisogno di spiegazioni articolate, proprio perché arrivano dritte al punto e sono in grado di comunicare messaggi davvero intensi.

Ognuno di noi farà fatica a trovare la sua preferita perché tutte, in un modo o nell’altro, riescono a fare breccia nelle corde dei nostri sentimenti.
In fondo, la magia del collezionismo è proprio questa: regalarsi quella parte di noi stessi che qualcun altro ha realizzato senza saperlo.

Chiudo precisando che il collezionismo accessibile è mosso da curiosità e passione per l’arte proprio perché, come abbiamo visto in questa occasione, ci sono giovani artisti di altissimo profilo che non sono soggetti alle dinamiche commerciali dei grandi nomi… supportiamo i nostri artisti, sempre!”

Io concludo invece ringraziando Giuseppe e Matteo. Se volete andare a sbirciare cosa fanno vi lascio qui sotto tutti i riferimenti:

matteosanna.it

Profilo Instagram di Matteo: matteosanna84_

giuseppecotroneo.com

Profilo Instagram di Giuseppe: giuseppecot

L’articolo CONOSCIAMO MATTEO SANNA proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

11 Giugno 2021 / / Francesca Grua

La scelta della corretta illuminazione per il bagno è un aspetto importante sia dal punto di vista del comfort visivo che della sicurezza.

Sì perché in questo ambiente, dove umidità e schizzi d’acqua sono all’ordine del giorno, non basta scegliere la posizione dei punti luce e la lampada che ci piace, ma è necessario individuare il corpo illuminante adeguato per il tuo bagno. Adeguato intendo sotto differenti aspetti, funzionale, estetico e di sicurezza.

Da poco ho deciso di cambiare le lampade del bagno di casa sia per ovviare al problema di un ambiente poco luminoso sia per la voglia di rinnovare a mio gusto le lampade presenti. Ormai si sa, l’illuminazione va considerata anche un elemento d’arredo e può aiutarci a dare il carattere che cerchiamo ad ogni stanza di casa.

Nuova luce al mio bagno

Da un po’ di tempo ero insoddisfatta delle lampade presenti nel mio bagno, non solo a livello estetico. Mi sono detta spesso che avrei voluto un ambiente più luminoso e mi sono chiesta come avrei fatto a posizionare nuovi punti luce in modo più funzionale ed esteticamente gradevole, non dimenticando mai le regole da seguire in materia di sicurezza.

Volevo assolutamente un nuovo punto luce principale d’impatto ed esteticamente interessante, desideravo un bella lampada a sospensione al posto del plafone bruttino presente. Ero anche stufa della lampada sopra allo specchio che invece di illuminare il mio viso, portava luce sulla sua superficie, lasciando il mio viso in ombra.

Ho fatto un po’ di ricerca per trovare soluzioni esistenti che rispondessero alle mie esigenze ed idee e le ho trovate sul sito di Lampade.it

Illuminazione principale per il mio bagno

Cercavo una lampada sospesa bianca dal design leggero e scenografico, stando attenta all’altezza, ovvero a quanto farla scendere dal soffitto, alla sua dimensione e posizione rispetto alla stanza.

Sul sito mi sono innamorata di Libellule S di Forestier, un lampadario leggero e d’impatto. L’ho scelto nel colore bianco e di diametro 56 cm.

Se te ne sei innamorat* anche tu, sul sito Lampade.It il suo codice prodotto è 3567002.

Come illuminare lo specchio del mio bagno

Per quanto riguarda invece l’illuminazione dello specchio del bagno, desideravo una applique a illuminazione frontale, dal design lineare e che si sviluppasse per l’intera lunghezza dello specchio, in modo da poter avere viso e parte alta del corpo ben illuminati, senza antipatiche zone d’ombra.

Mi sono preoccupata di verificare il grado IP della lampada, perché molto vicina al lavandino quindi a schizzi d’acqua ed umidità. Ti spiegherò più tardi che cos’è il grado IP e quanto è importante per scegliere l’illuminazione per il bagno corretta.

Devo dire che ho cercato a lungo, ma sempre grazie a Lampade.it ho trovato la soluzione perfetta.

L’illuminazione LED a specchio Sanbi di Lindby. Un tubolare di 90 cm ad illuminazione uniforme, anti abbagliamento grazie al diffusore satinato.

Se Sanbi è la soluzione perfetta anche per lo specchio del tuo bagno, sul sito Lampade.it ti basterà inserire il codice 9624978.

Ho voluto raccontarti cosa ho fatto nel mio bagno, ma voglio anche spiegarti come scegliere l’illuminazione giusta per il tuo ambiente. Come sempre ci sono suggerimenti e regole utili per aiutarti nella scelta, li troverai qui sotto.

Quale luce per il bagno

In questo spazio, seppur piccolo, ma molto tecnico e funzionale, serve un’illuminazione principale e diffusa che solitamente è rappresentata da un punto luce a centro soffitto ed un’illuminazione puntuale vicino allo specchio.

Se le dimensioni del bagno lo permettono, molto utile, ma anche scenografico, è l’utilizzo di un altro corpo illuminante puntuale nelle vicinanze di vasca o doccia (in questo caso attenzione alla sua altezza di posizionamento, non deve essere troppo vicino a fonti di acqua e umidità).

Illuminazione del bagno principale

La prima lampada che accendiamo entrando in bagno. Molto importante soprattutto per illuminare un bagno buio o cieco.

Deve illuminare uniformemente la stanza, senza creare troppe ombre, deve essere abbastanza intensa, ma senza abbagliarci. Meglio preferire una luce morbida e bianca, molto simile a quella naturale.

Ora mi dirai, bene Francesca, ma come tipologia di lampade per il bagno cosa scelgo? Per una luce diffusa puoi optare per una plafoniera se i soffitti non sono troppo alti, faretti o profili led lineari se la pianta del bagno è irregolare, infine anche un bel lampadario centrale se in una posizione e ad un’altezza sicure, ovvero lontane da umidità e schizzi d’acqua.

Nel mio caso infatti avevo un plafone con tre faretti, molto tecnico e freddo, che ho voluto invece sostituire con una lampadario d’arredo.

Oltretutto se sei alla ricerca di lampade in sconto sempre su Lampade.it c’è una sezione SCONTI con tante offerte sempre nuove:

Ecco gli sconti qui

Illuminazione specchio

Qui la luce deve essere puntuale e funzionale. Lo specchio infatti serve per guardarsi, truccarsi, farsi la barba ecc. Va da sé che l’illuminazione qui deve essere orientata verso il nostro viso e provenire da più direzioni per evitare si creino ombre su di esso.

Il mio consiglio è di scegliere uno specchio ad illuminazione integrata frontale, oppure delle applique poste ai lati dello specchio (se da entrambi i lati meglio) e non sopra per evitare quei fastidiosi punti in ombra.

Quasi sempre si trovano in commercio applique sopra lo specchio che illuminano questo oggetto, ma non il viso della persona. Era proprio il mio caso. Ho scelto infatti di eliminare l’applique che mi avevano venduto con lo specchio e di inserire una lampada tubolare a fianco ad esso.

Parola d’ordine: sicurezza

La prima cosa a cui ho pensato nella scelta dei nuovi corpi illuminanti del bagno è stata quella di fare scelte esteticamente di mio gusto ma soprattutto “in regola”. Quando parliamo di sicurezza dobbiamo parlare di ZONE del bagno e GRADO IP delle lampade.

Le tre zone tipiche e il grado IP

Immagina che il bagno venga suddiviso in tre zone, che però non coincidono con i tre elementi d’arredo ovvero lavandino, vasca o doccia e sanitari.

La zona 0 rappresenta quella con il maggiore pericolo elettrico, come ad esempio l’interno della vasca da bagno, fino ad arrivare alla zona 3, quella a basso rischio, come una parete lontana dall’acqua.

In zona 0 non si devono inserire corpi illuminanti di alcun tipo, mentre nelle altre tre zone puoi scegliere di inserire una lampada, ma solo con un determinato grado IP.

Il grado IP indica il grado di protezione di un apparecchio illuminante nei confronti di corpi solidi estranei e di liquidi, ovvero ci dice quanto è in grado di resistere a questi agenti senza subire danni.

Trovi questo dato sulla confezione o sul libretto d’istruzioni. Se non è indicato? Diffida dall’acquisto di quella lampada.

Se vuoi inserire una lampada nella zona 1 del tuo bagno, quella molto vicina a schizzi e umidità, allora assicurati che abbia una grado IP minimo di 45 (deve essere anti-nebulazione).

In zona 2 invece l’apparecchio illuminante deve essere anti-spruzzo ed avere un grado IP fino a 44. Nel mio bagno, l’applique a fianco allo specchio ha infatti un IP44.

Infine in zona 3, la più sicura, può bastare un IP20.

Se invece vuoi conoscere tutto di regole e misure utili per progettare un bagno ecco un articolo che potrebbe tornarti utile.

PROGETTO BAGNO. GUIDA A REGOLE E MISURE

L’articolo SCEGLI L’ILLUMINAZIONE DEL BAGNO GIUSTA. ECCO COME HO FATTO IO proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

20 Maggio 2021 / / Francesca Grua

E’ arrivata la primavera, un rigoglioso momento per NATURA IN SALOTTO, una rubrica con tante idee per decorare la tua casa con i fiori e non solo.

Io e Giulia abbiamo pensato ad una serie di appuntamenti qui sul blog per darti l’ispirazione giusta per portare in casa un po’ di natura. Una serie di tutorials per spiegare come realizzare una composizione, un decoro, un oggetto per la casa, utilizzando quello che la natura ci offre in quel momento.

E’ primavera, il momento giusto per fiori, foglioline verdi ed erbe aromatiche, non a caso si dice ‘Profumo di primavera’.

Per questo appuntamento Giulia ha pensato ad una composizione di rose e tanto verde che puoi utilizzare come centro tavola, o come decoro da appoggiare su un bel mobile, con una candela accesa al centro.

Occorrente

Procurati una ciambella di spugna Oasis per fiori freschi, fiori freschi e rametti verdi.

Giulia ha scelto come fiori Lisianthus, rose Mondial , roselline ramificate, Lagurus ovatus (o coda di lepre) rosa.

Per il verde invece pitosforo Tobira , eucalipto cinerea, eucalipto lanceolato e piante aromatiche ,in questo caso ha scelto rosmarino e maggiorana.

 Puoi trovare tutto da fornitori di fiori o al mercato dei fiori della tua città.

La spugna invece è questa qui:

Spugna Oasis

Il consiglio

Meglio non usare piante aromatiche delicate quali salvia, prezzemolo perché appassirebbero subito nella spugna. Meglio usare aromatiche dal fusto legnoso.

Ora iniziamo a capire come realizzarlo.

Primo passo

Inizia appoggiando la ciambella di spugna imbevuta su un piano e tagliando i rametti di verde alla lunghezza di circa 15 cm.

Prendi i rametti di pitosforo tobira e infila la loro base sul bordo basso della ciambella. Prosegui così muovendoti in senso orario e seguendo tutta la circonferenza della spugna. Fai in modo che i rametti rimangano in posizione orizzontale.

Secondo passo

Ora prendi i rametti di eucalipto populus e fai un secondo giro infilandoli uno a uno nella ciambella, sopra al giro appena fatto di rametti di pitosforo.

Ripeti lo stesso procedimento con l’eucalipto lanceolato spostandoti ancora più verso il centro della ciambella.

Controlla di aver coperto tutta la superficie della ciambella e non aver paura di abbondare con il verde.

Terzo passo

Quando avrai finito con i rametti di verde, puoi passare ad inserire i fiori. Gli steli vanno tagliati a circa 10 cm dal fiore. Inizia a infilare nella spugna le 5 rose, mantenendole sempre in posizione orizzontale.

Quarto passo

Ora prendi i lisianthus e le roselline ramificate e inseriscile nella spugna in modo casuale ed omogeneo. Infine inserisci qualche rametto delle erbe aromatiche.

Ultimi ritocchi

Ora serve una controllatina, devi verificare che non ci siano spazi dove la spugna è visibile. Se così fosse bisogna aggiungere altri rametti verdi e/o fiori, a tuo piacimento.

Quando la composizione è finita, poni al centro il vaso di vetro con la candela.

L’idea in più

Puoi utilizzare anche degli elementi secchi, anche colorati. Giulia ad esempio ha optato per il lagurus rosa, che ha inserito in diversi punti in modo sparso.

Ed ecco fatto, siamo arrivati alla fine.

Ora ti starai chiedendo quanto potrà durare. La risposta è “dipende”. Dipende dalla qualità della spugna, dalla tipologia e qualità dei fiori e dalle condizioni di casa tua. Sicuramente potrai godere di questa bellezza per almeno 3 o 4 giorni.

Il trucco

Se vuoi che la tua composizione duri più a lungo possibile, scegli fiori freschissimi e una spugna di buona qualità.

Gli steli vanno tagliati in obliquo, con forbici pulite e ben affilate.

Meglio se la stanza è fresca, ombreggiata e leggermente ventilata.

Se vuoi andare a recuperare gli appuntamenti precedenti con altri interessanti tutorials, ti basterà andare sul blog, nella scheda di

Rubriche & Collaborazioni

Articolo scritto in collaborazione con Giulia di Opificiofloreale

Foto a cura di Opificiofloreale

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27 Aprile 2021 / / Francesca Grua

Alice Corbetta, surface designer.

Ammetto che non conoscevo questo termine se non nella sua traduzione più stretta. E infatti la prima domanda che le ho fatto è stata quella di spiegarmi cosa significa e cosa fa una surface designer.

So che te lo stai chiedendo anche tu, quindi ecco spiegata questa professione, direttamente dalle parole di Alice:

“Studiare e realizzare le superfici come pelle di un organismo naturale.

La pelle è uno degli strumenti più importanti per comunicare all’esterno il proprio essere, può essere il mezzo per trasmettere emozioni, per inviare messaggi, per raccontare le proprie caratteristiche.

Come in un corpo umano, anche in un oggetto di design il rivestimento esterno non ha soltanto funzione di protezione ma ha l’opportunità di comunicare la bellezza e l’armonia, di esaltare le qualità intrinseche del prodotto e del progetto.

Ogni oggetto concepito dalla mente può raggiungere la sua qualità estetica grazie anche allo studio attento delle superfici.

Ma, come accade per il corpo umano, potrebbe essere realmente apprezzato se la sua pelle non fosse esteticamente affascinante, se non comunicasse all’esterno i suoi pregi, se non fungesse contemporaneamente da barriera protettiva e da esaltatore di bellezza?

Per questo e altro, concepisco le superfici dello spazio abitato come pelle di un organismo su cui intervengo con un attenzione meticolosa, come un leggero tatuaggio a rilievo, per comunicare nel vivere quotidiano la raffinatezza e bellezza creativa.

Mi è piaciuta tantissimo la similitudine con la pelle e il richiamo all’immagine di un tatuaggio a rilievo. Alice ci racconterà delle cose davvero interessanti, vale la pena leggere tutto fino in fondo ed immergersi nel suo mondo di texture e superfici.

Alice Corbetta

Parlaci di te. Come nasce la tua passione per l’arte?

Milanese di nascita, dal 2006 vivo in Toscana, nella campagna del Chianti, ho scelto di vivere in un luogo dove la bellezza è sotto lo sguardo.

Ritengo che l’Arte, come la Bellezza sia un’esigenza imprescindibile dell’esistenza umana, per questo ho scelto di vivere vicino alla natura.

Il laboratorio è ricavato in una ex officina, tra vigneti, ulivi e … un mare di colline.

La natura avvolge, talvolta è inebriante, la luce e lo spazio mi aprono l’anima e stimolano la mia creatività.

Sono questi luoghi, insieme all’osservazione della terra, delle cortecce e dei materiali arsi dal sole, i muri scorticati, le balze d’argilla, a indicarmi nuove suggestioni per la mia ricerca artistica.

Il tutto si amalgama inconsapevolmente con la mia esperienza decennale nella moda, come disegnatrice di tessuti e consulente per le presentazioni delle collezioni di Alta Moda.

Se dovessi raccontare da dove arriva l’ispirazione e cosa vogliono comunicare le tue realizzazioni?

 Romanticismo contemporaneo.

Adoro le contaminazioni.  La tradizione e la contemporaneità si fondono nelle superfici che realizzo trasformando la crudezza e l’essenzialità del cemento nella  tramatura leggera e romantica dei ricami: il prezioso lavoro artigianale femminile s’imprime nella materia creando un insieme di tessiture che sfumano nell’imperfezione dell’artefatto e rendono ogni opera unica.

Da questo contrasto nasce un’armonia e una delicatezza poetica, che si esprimono nello spazio abitato.

Sono affascinata dalle impronte e dalla memoria: alcune presenze si cristallizzano sotto un velo di resina  per preservarle dal passare del tempo, per  mantenere la loro memoria visiva.

Come nasce il progetto Memorie in superficie ?

Dall’osservazione della relazione tra  spazio e superficie.

Non esistono spazi neutri: ogni spazio comunica un certo significato all’uomo condizionandolo, sia a livello percettivo sia a livello psicologico, in relazione ai modelli culturali della società di appartenenza.

Ciascuno di noi instaura un personale rapporto con lo spazio, in funzione del carattere e dei sentimenti, dei pensieri e delle sensazioni del momento. Ma ancor prima dell’uomo anche lo spazio ha un’inclinazione ed un’anima. La mia opera interviene tra quello che una superficie è, quello che potenzialmente potrebbe essere e quello che vorrebbe fosse chi abita lo spazio.

Ci racconti il processo in divenire delle tue realizzazioni?

Memorie in superficie  è una collezione innovativa sia per le texture che per il sistema applicativo, nasce dall’esigenza di trasferire in un piano visivo le stratificazioni di immagini depositate nel mio intimo. Realizzo rivestimenti artistici inspirati ad un’estetica in armonia con la naturale alterazione della materia nel tempo.

Utilizzo una tecnica artigianale all’avanguardia per realizzare superfici materiche che presentano motivi decorativi tridimensionali applicabili su pareti, porte, pannelli, mobili ed altro…

La possibilità di personalizzare ogni progetto, definisce ogni manufatto come un UNICUM.

Credo sia ancora molto importante creare un’opera su misura per il committente: la soddisfazione che nasce dal rapporto del fare con la materia e l’entusiasmo del cliente che ne segue è uno degli aspetti che alimentano la mia passione lavorativa.

La sfida è quella di creare superfici artistiche in grado di interpretare ogni volta l’esigenza della committenza e l’unicità del progetto.

Per quanto riguarda invece la mia tavolozza cromatica, i colori sono maggiormente quelli naturali, bianco calce e diverse tonalità di grigio sino al crudo asfalto, trattati con effetti polverosi, graffiati, corrosi e finiti con patinature a cera e pigmenti.

Volutamente lasciate in alcuni particolari “non finiti”, come se l’artefatto decorativo appartenesse al passato e fosse riscoperto per infondere grazia e leggerezza nel nostro vivere contemporaneo.

Ti ho scoperta grazie alla tua collezione Specchi e vorrei la raccontassi anche a chi ci legge…

Oltre lo Specchio, progetto Limited Edition.

Strappo, foto su specchio, cornice artistica (cm.60 x60 x 3)

La prospettiva, il vuoto, il forte contrasto ombra/luce sono le chiavi di lettura di questa serie fotografica su specchio, dove le immagini sono un pretesto per indagare uno spazio OLTRE..

L’occhio dello spettatore si troverà a percorrere le fughe prospettiche delineate dal solo contrasto di luce e buio, attraverso  un  tempo sospeso e una realtà immaginale.

Con questa serie di specchi, ho desiderato trasformare una fotografia che descrive ombre di architettura o natura in un oggetto d’uso, per stabilire una relazione tra l’immaginazione e la vita.

Alhambra , foto su specchio, cornice artistica (cm.60 x 60 x 3)

Opere Decorative invece cosa sono?

Sono quadri realizzati su commissione e su misura per progetti specifici.

In queste opere ritornano gli effetti materici delle mie superfici, narrate e declinate come oggetti d’arte.

Quali sono i tuoi obbiettivi e progetti futuri?

Poter creare nuove collaborazioni creative, trovo molto stimolante interagire con designers e architetti e immaginare lo sviluppo di nuovi progetti insieme.

Sono convinta che la creatività congiunta produca un forte potenziale, ed è stimolante per perseguire nuovi percorsi e visioni.

Sperimentare e sfidarsi, con spirito giocoso e curioso, questo è per me il segreto della creatività!

Bambù, foto su specchio, cornice artistica (cm.60x60x3)

Devo dire la verità, sono affascinata dalla combinazione della crudezza e matericità del materiale utilizzato da Alice con le decorazioni ornamentali a richiamo di vecchi merletti. Trovo sia un contrasto davvero davvero ammaliante.

Il fatto che questo si possa vedere realizzato su pareti, arredi e oggetti diversi, molto legati al mio mondo e al mio lavoro, rende tutto ancora più interessante.

Non vedo l’ora di poter collaborare con Alice e proporla ai miei clienti.

E tu sei andat* a sbirciare il suo sito web? alicecorbetta.it

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16 Febbraio 2021 / / Decor

E’ passato Natale, ma non la stagione fredda. E così io e Giulia vogliamo aiutarti a decorare la tua casa in inverno, sfruttando quello che la natura ci offre.

Siamo al nostro secondo appuntamento della rubrica NATURA IN SALOTTO, idee per decorare la tua casa con i fiori e non solo, ideata da me e Giulia di Opificiofloreale.

La volta passata abbiamo utilizzato foglie dai colori caldi e autunnali per realizzare un sottopiatto e un bel vaso, potrebbe piacerti scoprire meglio

COME DECORARE CASA IN AUTUNNO

Partiamo da qui: oggi Giulia ti mostra come realizzare due semplici decorazioni a tema Inverno. Se pensiamo a questa stagione, al paesaggio che ci circonda in questi mesi freddi, le immagini sono quelle del verde intenso dei rami di pino, del bianco della neve e del grigio azzurro del cielo.

E così, qui di seguito troverai il racconto, passo dopo passo, per realizzare una ghirlanda semplice, ma d’effetto e per decorare un bel vaso di vetro, un portacandela per scaldare l’atmosfera di casa in queste giornate invernali.

Cosa ti serve per decorare casa in inverno.

Ecco l’occorrente per la ghirlanda: un ramo flessibile di circa 1 m (perfetto il ramo di vite vergine del canadà), fil di ferro, rametti di pino verdi (così non perderanno troppi aghi), infiorescenze secche (fiori, rametti piccoli, foglie ecc.).

Per il vaso portacandele ti occorrerà: un vaso di vetro, rametti di tuia, pistola e colla a caldo, una candela.

Dove puoi trovare…

La vite vergine del canadà, è un rampicante che si trova spesso abbarbicato su muri o recinzioni.

La tuia la puoi trovare nei parchi o nei vivai.

Come realizzare la ghirlanda

Ci sono infiniti modi di realizzare una ghirlanda per decorare le tua casa in inverno. Giulia è riuscita a semplificare il più possibile i passi da seguire per realizzarla con le tue mani. Ha scelto rametti di pino e fiori secchi, partendo proprio da qui.

Primo passo

Prendi un ramo che sia flessibile, che non si rompa se cerchi di piegarlo e tienilo stretto da un lato. Prendi la parte lunga del ramo e falla passare prima sotto e poi sopra fino a quando riesci.

Fai lo stesso con altri rami fino a formare un cerchio e poi chiudilo con del fil di ferro.

Secondo passo

Prendi dei rametti di pino, appoggiali sopra la ghirlanda, stringi l’ inizio del pino al ramo intrecciato con del fil di ferro. Passa il filo da dentro a fuori stringendolo. Continua così, aggiungendo rami di pino in senso antiorario sempre stringendoli con il fil di ferro, fino a coprire tutta la ghirlanda.

Terzo passo

Raccogli nei prati in campagna, montagna o boschi, infiorescenze che sono secche e incastrale sotto il fil di ferro precedentemente usato per stringere il pino sulla ghirlanda.

Svolgi questa azione molto delicatamente per evitare di rompere le infiorescenze secche, che sono sempre più fragili.

Vaso porta candela

Anche in autunno abbiamo visto come decorare un vaso per una bella pianta verde, in inverno invece abbiamo pensato ad un vaso più piccolo, decorativo, da sfruttare anche come porta candela e appoggiare al centro di un tavolo o su una credenza, ad esempio.

Primo passo

Prendi il vaso di vetro e taglia dei rametti di tuia. Con la pistola a colla caldo incolla i rametti sia alla base del vetro sia all’estremità in alto, facendo attenzione che si incolli bene e procedi distanziandoli tra loro.

Secondo passo

Attenzione ai rametti che penzolano all’infuori, vanno incollati sul ramo centrale. E attento a non usare troppa colla perché poi si vedrà sul vaso.

Terzo passo

Finito il vaso l’interno sarà cosi:

Taglia dei rametti più piccoli e mettili all’interno del vaso in senso orario in modo da coprire la base e fare da letto per la candela.

Quarto passo

Ora metti all’interno una candela e vedrai che magia. La sua fiamma creerà un bel gioco di luci ed ombre, filtrando tra i rametti di tuia.

come realizzare un vaso portacandela

Speriamo che questi tutorial ti siano piaciuti e che tu li abbia trovati semplici e divertenti.

Ovviamente se hai qualche domanda o dubbio puoi scriverci qui sotto nei commenti.

Ci si vede in primavera!

Articolo scritto in collaborazione con Giulia di Opificiofloreale

In copertina ghirlanda realizzata da Opificiofloreale

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5 Febbraio 2021 / / Francesca Grua

Quali sono gli errori più comuni quando si deve arredare una casa piccola? Meglio conoscerli prima di iniziare a fare i tuoi acquisti, per evitarli come la peste e non pentirti in men che non si dica.

Oggi niente lista di consigli perché a volte può essere utile capire cosa NON fare. Perché quando ti ritrovi a vivere in case minuscole, può essere davvero complicato arredare questi piccoli spazi. Bisogna saper massimizzare lo spazio di archiviazione, utilizzare ogni centimetro e fare appello a utili idee creative per organizzare al meglio ogni stanza.

Il primo dei 10 errori da non fare quando devi arredare una casa piccola è

1. Non sfruttare al meglio la luce naturale

Swoon Worthy

Mi dirai, ma se in casa entra poca luce, come faccio? Ci sono degli escamotage interessanti, ma quello che devi sapere è: evitare colori scuri, pareti troppo colorate e tende coprenti.

COSA FARE

Dipingi le pareti di bianco o di tonalità molto chiara e scegli arredi dai colori luminosi. Metti un grande specchio davanti alla finestra per riflettere e diffondere la luce nella stanza. Scegli tende leggere e trasparenti o da tenere facilmente aperte.

2. Non accettare di vivere in una casa piccola

Klara Bothén

Se non ti metti in testa che vivi in una casa minuscola e non puoi farci nulla, probabilmente ti ritroverai ad avere mobili troppo grandi relegati in angoli affollati. Risultato? La casa ti sembrerà ancora più piccola e mal assortita.

COSA FARE

Se non hai spazio per un comodino vero e proprio, schiacciarne uno in un angolo della stanza, la farà solo sembrare più angusta. Meglio optare per uno sgabello per appoggiare una piccola lampada da tavolo.

Se un mobile TV non si adatta alla metratura del tuo salotto, monta uno schermo piatto sul muro o inseriscilo in una libreria. Invece di una scrivania a grandezza naturale, prediligi una consolle stretta.

Piccoli escamotage per apprezzare i piccoli spazi domestici.

3. Non utilizzare lo spazio verticale

Franzon du Rietz

Stanza piccola uguale pochissimo spazio a pavimento, quindi per rendere più spaziosa una camera bisogna andare in verticale con il tuo spazio di contenimento.

COSA FARE

Provare ad arredare la tua casa piccola optando per librerie a tutta altezza, mobili alti che ti permettono di stoccare più cose, cucina con pensili che arrivano fino a soffitto ecc. A volte è utile anche sfruttare lo spazio sopra la finestra con mensole o scaffalature.

Ma occhio a non esagerare!

4. Arredare senza carattere la tua casa piccola

Laureline Koenig

Mancanza di metratura non significa che la tua casa debba essere insipida e trascurata. So che spesso viene naturale rinunciare alla parte più decorativa e personale di una casa quando si è frustrati per non avere abbastanza spazio per riporre tutto quello che serve, ma non cadere in questo tranello.

“Ho una casa piccola, ma è un gioiellino, curata nei dettagli e mi rappresenta al 100%”. Se la tua casa, minuscola che sia, ti fa sentire così, ti sembrerà comunque la casa più bella del mondo e ti farà dimenticare delle sue piccole dimensioni.

COSA FARE

Scegli motivi decorativi con grandi disegni e crea accenti dai colori vivaci per attirare l’interesse, come ad esempio, una carta da parati audace o una lampada dal design particolare. Questi elementi creeranno punti focali per distrarre l’occhio dalla mancanza di spazio.

5. Usare troppi mobili piccoli

Avere una piccola casa da arredare non significa necessariamente utilizzare tanti piccoli mobili, anzi bisogna concentrarsi sulle proporzioni.

COSA FARE

Meglio pochi arredi, magari di tendenza come un comodo divano in un tessuto pregiato o un mobile vintage che si adatterà a diversi cambi di stile della casa.

Perché non scegliere una bella lampada di design in grado di arredare un’intera stanza? Anche le piante verdi possono aiutare a rendere più confortevole un ambiente ristretto.

6. Poca illuminazione

The girl with the green sofa

Spesso l’elemento più trascurato quando si arreda casa, ma molto più visibile in una stanza piccola. Si vedrà immediatamente che non hai dato peso alla scelta delle lampade e soprattutto delle lampadine.

COSA FARE

Gioca con le sovrapposizioni, ovvero prova a mixare diverse tipologie di illuminazione: luce dall’alto, da lavoro e d’accento. Scegli lampadine con un flusso luminoso adeguato, perché una stanza poco illuminata sembrerà ancora più angusta.

7. Arredare una casa piccola con tappeti minuscoli

Anche qui casa piccola non vuol dire tappeti piccoli. Il rischio poi è di avere tanti tappeti piccoli, più del necessario, che creano un disordine maggiore e vanno a dividere uno spazio già limitato.

COSA FARE

Scegli un tappeto più grande, magari in salotto e camera da letto e opta per colori chiari e fantasie su grande scala. Ti aiuterà ad aprire visivamente lo spazio.

A proposito della scelta del tappeto e sul come posizionarlo, ho creato una piccola guida

IL TAPPETO COME LO METTO

8. Ignorare l’esistenza di mobili multiuso

Vuoi comprare un pouf e scegli quello che ti piace senza valutare la valida alternativa di un pouf che sia anche contenitore. Sbagliato. Hai poco spazio e va sfruttato al meglio senza riempirlo troppo di oggetti e mobili.

COSA FARE

Cerca sempre piccoli e grandi arredi possibilmente con una seconda funzione, quella contenitiva. Se devi comprare il letto, scegli il modello con contenitore, meglio un tavolino in salotto con cassetto ecc.

9. Avere disordine

te ga fato tuto un suf

Gli spazi ristretti mettono in risalto tutto ciò che non è al suo posto, quindi più disordinat* sarai più minuscola sembrerà la tua casa.

COSA FARE

Tenere in ordine la casa (ovvio), avere pochi oggetti in vista, su mensole e scaffali. Gli ambienti semplici e minimali amplificano gli spazi. Se non riesci ad essere super ordinat*, potrebbe aiutarti non avere troppi oggetti e soprammobili un po’ dappertutto. Più cose ci sono più sarà difficile tenerle in ordine.

Non è affatto semplice scegliere i giusti oggetti da posizionare in bella mostra su una mensola, altrettanto complicato decidere come posizionarli in modo armonico.

COME ARREDARE MENSOLE E SCAFFALI

10. Mobili dalle forme tozze

DAMES VAN RUSTICUS STYLE

Il tuo chiodo fisso è sfruttare al massimo gli ambienti e avere spazio contenitivo, quindi non fai caso all’estetica dei mobili scelti, anzi più grossi sono più contengono cose.

Ricorda però che avere spazio di archiviazione in una casa è importante quanto trovarla bella. La casa non deve essere solo funzionale, ti deve anche piacere.

COSA FARE

Prediligi arredi dalle forme leggere, meglio quindi una credenza con piedini snelli o un divano con struttura rialzata da terra, ad esempio.

L’articolo 10 ERRORI DA EVITARE NELL’ ARREDARE UNA CASA PICCOLA proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

27 Gennaio 2021 / / Francesca Grua

Barbara è una designer multidisciplinare e interdisciplinare che sostiene la creatività fluida, quella che non si può contenere e circoscrivere ad un ambito solo, ma che contamina e si mischia con tutto quello che tocca, questa è la premessa su cui nasce tbdesign.

Conosco Barbara da un po’, c’è da dire che le nostre professioni sono complementari sotto diversi aspetti e, in questi mesi, ci è capitato spesso di confrontarci e supportarci.

Come avrai capito, mi piace raccontarti di piccole realtà italiane, di grande valore e guidate da una forte passione per il proprio lavoro. Oggi quindi ti faccio conoscere Barbara e tbdesign, attraverso le sue parole.

Ti faccio continuare la frase per farti conoscere in poche righe. Mi chiamo Barbara…

Ciao, sono Barbara, di professione faccio la designer e sono costantemente alla ricerca della creatività trasversale, multidisciplinare e interdisciplinare.

Ho lavorato per anni nell’ambito della moda, della grafica e della carta da parati, conciliando il mio amore per lo stile e per la decorazione. Sono ormai dieci anni che grazie alla mia propensione ad innovare, la passione per i colori, l’amore per i dettagli, il senso estetico ma anche quello pragmatico, esploro il mondo del design da tante angolazioni.

Ho capito che l’etichetta di fashion designer, di graphic designer e quella di illustratrice mi stanno strette.

Come nasce la tua passione per la grafica?

Da piccola ero una bambina molto timida e solitaria, vivevo nelle campagne di un borghetto di montagna e mi affascinava la vita di città per il suo fermento culturale e sociale.

Ho iniziato a disegnare tutto quello che vedevo in tv per evadere. Il mio primo disegno impeccabile nella sua fedeltà è stato l’ape Maia, avevo sei anni, poi ho riprodotto l’abito della principessa Sissi del film del ’55 con Romy Schneider a nove, da allora ho iniziato a studiare prima arte alle scuole superiori e poi design all’Università.

Praticamente non ho mai smesso di disegnare, con l’unica differenza che prima lo facevo a mano libera oggi lo faccio molto di più al pc. Il disegno era la mia via di scampo, la mia modalità di espressione fin quando ho deciso di farne il mio lavoro. Ho sempre avuto uno spiccato senso estetico e dello stile per questo prediligo lavorare nel settore del fashion e dell’interior.

Carta da parati GEOMETRIKA 003

Come nasce tbdesign e cosa rappresenta per te?

Ad un certo punto della vita ho sentito la necessità di creare qualcosa di mio, di avere uno spazio da dedicare alla grafica e alla decorazione, tbdesign.it per me rappresenta la grande vela spiegata che porta la mia nave a largo.

Con il mio lavoro voglio far conoscere a tutti come nasce un progetto creativo, cos’è il design e la bellezza. Inoltre voglio mostrare la differenza tra grafica e decorazione e come si comunica con l’uno e con l’altro.

Ho visto che in tbdesign c’è anche carta da parati. Da dove arriva questo tuo interesse?

Mi sono imbattuta quasi per caso in un’azienda che produceva stampe digitali su carte da parati e ho lavorato li come illustrator & graphic designer per quattro anni. È stata una grande scuola in cui ho imparato molte cose sulla stampa digitale, sui materiali impiegati per la decorazione muraria e anche sulla storia della carta da parati.

Oggi posso divulgare le mie conoscenze di questo settore anche da sola per questo offro un servizio di progettazione e stampa anche su carta da parati.

Mi piace accompagnare le persone a scoprire il loro stile, a comprendere i loro gusti facendo un viaggio personale dentro se stessi perché, come dico sempre: il Design è un “fatto” individuale, personale, spirituale e io posso aiutare a dare forma alle idee, tracciando le linee del design dei sogni di chiunque.

Carta da parati GEOMETRIKA 002

Raccontaci un po’ di MINI SIZE e GEOMETRIKA

GEOMETRIKA è la collezione wallpaper ispirata all’astrattismo geometrico dove le forme pure e bidimensionali sono le protagoniste. La palette colori è orientata sulle gamme dei colori neutri e le linee pulite vengono arricchite con effetti murari, è adatta ad ambienti minimali, moderni o di tendenza.

MINI SIZE è una capsule collection di Kids wallpaper. Il progetto rappresenta la narrazione romantica e giocosa di un mondo animale divertente. Lo stile minimale, caratterizzato da forme pulite e una palette di colori pastello, è la scelta giusta per rivestire le camerette e gli spazi ricreativi dei più piccoli perché rispetta la loro armonia e loro crescita.

Collezione MINI SIZE Balenottera
Collezione MINI SIZE Giraffa 2

Le mie carte da parati garantiscono un ambiente originale in cui stare con gioia e benessere soprattutto se sono personalizzate alle esigenze del cliente, al suo stile e alle dimensioni delle sue pareti.

Obiettivi e progetti futuri?

Sto creando una nuova collezione di grafiche da declinare sia nell’interior che nel fashion  suggellando il mio amore per l’interdisciplinarità.

E io non vedo l’ora di vedere questa nuova collezione.

La parola più citata nell’intervista di Barbara è PERSONALIZZARE, ci tiene molto a creare qualcosa che sia sempre “su misura”. Ed è proprio quello che distingue un prodotto della grande distribuzione da un prodotto artigianale, in qualsiasi campo.

Se quindi sei alla ricerca di una carta da parati personalizzata, di una grafica per la tua attività o per un evento della tua vita che sia però “su misura”, potresti fare due chiacchiere con Barbara.

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