23 Agosto 2017 / / HomeRefreshing

Matilde vive in provincia di Milano, ha 12 anni e la fortuna di avere un romantico spazio tutto per sè nella mansarda della sua abitazione. Travi a vista, una bella finestra e la piacevole luce zenitale che, durante tutto il giorno, arriva nella sua stanza attraverso due grandi lucernari.
Da qualche tempo Matilde ha espresso il desiderio di cambiare aspetto a questo spazio. Il passaggio alle scuole medie ha fatto emergere nuove esigenze e nuovi gusti. Ha bisogno di una scrivania per studiare, anche in compagnia, di spazio per i libri, di colori e complementi di arredo da adolescente e di un armadio in più  per i suoi vestiti, in aggiunta a quello che si trova in un’ altra parte della mansarda. Ma, soprattutto, Matilde vorrebbe un po’ di privacy perchè il suo spazio è aperto sul vano scala (è un open space simmetrico a quello dedicato al fratello maggiore che si trova dalla parte opposta del corpo scala). Finchè i due erano bambini, questo grande spazio aperto era perfetto da condividere: due piccole zone  separate dal vano scala centrale ma senza barriere  o filtri. 
Ora Matilde e suo fratello vorrebbero potersi isolare completamente, avere uno spazio da adolescenti in cui poter chiudere il mondo fuori. 
I genitori di Matilde mi hanno contattata per avere dei suggerimenti su come arredare questa stanza, per assecondare i suoi bisogni , ma anche per avere un elenco di ispirazioni per i dettagli con i quali personalizzare questo spazio.
Le richieste di Matilde sono state:
– Il letto sulla parete della finestra, la parte più raccolta della stanza;
– Una scrivania abbastanza grande da poterci studiare con un’amica;
– Spazio per i libri e il materiale di scuola
– Una poltroncina;
– Dettagli e colori adatti ad una giovane adolescente .
Ecco le foto dello stato di fatto che mi sono state inviate dai genitori di Matilde, Più sotto trovate   la planimetria con le misure e i coni ottici di ripresa delle immagini.

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Pamimetria del locale con coni ottici di ripresa delle immagini dello stato di fatto

I vincoli principali erano:
– Presenza del climatizzatore e di alcune prese ed interruttori sulla parete lunga del locale;
– Presenza del termosifone a destra della finestra;
– Porta di accesso al sottotetto/ripostiglio non abitabile in prossimità della scala;

Ecco la proposta che ho sottoposto a Matilde e ai suoi genitori:

Considerate la superficie della stanza, superiore a 9,00 mq e la superficie finestrata (superiore a 1/8 della superficie di pavimento), risulta possibile separare questo spazio e farne una camera autonoma.
La proposta è di relizzare la separazione con una partizione in cartongesso e porta scorrevole a scomparsa filo muro, senza finiture, tipo il modello Essential Scorrevole di Scrigno, da imbiancare con un motivo a grandi fasce orizzontali in bianco e grigio su tutta la  parete , che abbracciano anche l’intero volume del corpo scala, come indicato in planimetria.

Per il contenimento era necessario uno spazio guardaroba con molte mensole per i vestiti che vanno riposti piegati in quanto, per il resto del guardaroba, c’è a disposizione un grande armadio in un’altra zona della mansarda.

Pertanto sulla parete più lunga della stanza è stato previsto un armadio con profondità 40 cm ( in modo  da lasciare 85 cm netti per il passaggio).

L’armadio continua con una scrivania sagomata, a profondità crescente nella quale, l’ultima parte più ampia è utile come piano di appoggio.

Sulla parete sopra la scrivania due vani a giorno e un pensile con anta a vasistas ospitano i libri e il materiale scolastico. La parte superiore della composizione è un altro comodo ripiano aggiuntivo.

 Ed ecco il controcampo della stanza. Una base letto su rotelle rende possibile l’apertura della finestra e facilita le operazioni di pulizia. Grandi cuscini fungono da testiera. Sopra il letto la piccola libreria Pocket di String e, come comodino un componibile di Kartell nella versione da 3 sportelli, diametro 32 cm. Come applique ho proposto una lampada  minimal da parete, Tribeca di Menu, oppure un faidate con un reggimensola Ikea che il papà di Matilde dovrà impegnarsi a realizzare.

Nella nicchia due piccole mensole di spessore leggermente più sporgente ospitano libri e piccoli oggetti di Matilde.

Come poltroncina abbiamo scelto il dondolo di Vitra.

Ecco alcune foto di ispirazione che ho inviato a Matilde.

Libreria String Pocket

Credits
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E ora le prime immagini dei lavori, che mi sono state inviate dai genitori di Matilde. A breve spero di ricevere delle nuove immagini con i primi dettagli inseriti nella stanza.

Questo è l’armadio in fase di montaggio. Un pannello centrale cieco ospita le prese e i comandi che si trovavano a parete

Aggiungi didascalia

Piccola variazione, la scrivania è stata sagomata con una forma stondata, aggiungendo una cassettiera a sinistra, dove la profondità torna a ridursi. A destra della scrivania è stato aggiunto un modulo libreria in grigio scuro a contrasto con il piano e con le ante dell’armadio.
La separazione della camera con la parete in cartongesso e la porta scorrevole non è ancora stata realizzata in quanto richiede la presentazione di una pratica comunale e la successiva variazione catastale , per i quali è necessario essere seguiti da un tecnico del posto.
Per ora Matilde è contentissima così e anche io sono molto soddisfatta di questa piacevole collaborazione a distanza. Aspetto di ricevere altre foto non appena ogni dettaglio sarà al suo posto.
Enjoy Your Home!
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17 Agosto 2017 / / HomeRefreshing

Che lunga assenza ! Il povero Blog di  HomeRefreshing è stato un po’ trascurato. Colpa di qualche lavoro che ha richiesto più concentrazione ma anche “colpa” di qualche meritato giorno di vacanza che è servito per raccogliere idee ed ispirazioni con calma e leggerezza. 
A breve pubblicherò due lavori di consulenza online di cui mi sono occupata poco tempo fa: il restyling della cameretta mansardata di una giovanissima adolescente e la personalizzazione della camera da letto di un appartamento fresco di ristrutturazione e arredamento. 
Oggi invece volevo assolutamente parlare del pensiero ricorrente di questo periodo, dovuto al fatto che sto riflettendo delle nuove necessità organizzative del mio appartamento ( i figli crescono, le esigenze cambiano) , accorgendomi di tutte le cose che vorrei  devo sostituire/migliorare/trasformare.

Il pensiero ricorrente al momento è l’organizzazione dell’ingresso o, meglio, l’organizzazione di tutto quello che  
viene abbandonato in ingresso una volta varcata la porta di casa. 
E’ un problema vecchio come il mondo e, nel lontano 1953, i coniugi Eames avevano pensato di risolverlo con questo oggetto , prodotto da Vitra, che è diventato di culto.

Appendiabiti Hang it all

Nonostante le buone intenzioni degli Eames, che erano quelle, attraverso questo oggetto dal design ludico ed accattivante, di insegnare ai bambini il “gioco” di mettere a posto i propri vestiti, i risultati, generazione dopo generazione, non hanno raggiunto i livelli sperati e, complice il fatto che le case sono diventate sempre più piccole e gli spazi sempre più polifunzionali ( ovvero ingressi e ripostigli scomparsi da tutte le planimetrie), il problema del “mettete tutto a posto!!!!!” affligge oggi ancora migliaia di mamme con figli conviventi dagli 0 ai 35 anni.

Il massimo della fortuna sarebbe avere un ingresso con stanza guardaroba abbastanza grande da ospitare giacce, scarpe, zaini e borse di tutta la famiglia ma, se questa incalcolabile e rarissima fortuna non c’è, come possiamo attrezzarci?
Innanzitutto con un pizzico di rassegnazione.
Sì…rassegnazione. 
Perchè se i metri quadri sono quelli che sono e non possiamo avere un locale guardaroba o un armadio quattrostagioni in ingresso, dobbiamo rassegnarci ed optare per il tutto (più o meno ordinatamente) a vista.

Questo è lo spirito sciallo dei paesi nordici che invidio tanto e vorrei fare mio ( e anche divulgare, perchè se tutti cominciaste a tenere tutto a vista mi sentirei meno sola ).  
Perchè stressare i pargoli e i coniugi costringendoli ad andare in cerca della scarpiera e del guardaroba, aprire le ante, riporre giacce e scarpe e richiudere le ante? In fondo, entro al massimo 10 ore bisognerà riutilizzare il tutto, quindi è, senza dubbio, fatica sprecata.
E’ ovvio che, davanti ad una richiesta che costa tempo e impegno, tutti preferiscano abbandonare giacche e borse sulla prima sedia del tavolo da pranzo.
Dobbiamo rilassarci e rendere tutto più veloce e più pratico, imparando dai nordici.

I nordici lasciano tranquillamente le scarpe di uso quotidiano a vista. Le tolgono appena entrati in casa (loro hanno un meteo decisamente più piovoso del nostro, quindi le loro scarpe sono anche molto più sporche delle nostre) e le poggiano su tappetini o portascarpe di vario tipo, fino al prossimo uso.

Tappetino poggia scarpe

Ad esempio questi , di Tica Copenhagen , sono dei tappetini di gomma riciclata, molto pesanti (la versione più grande pesa circa 3 kg)  quindi rimangono ben fermi al loro posto , sono resistenti e facili da lavare, con un piccolo bordo per trattenere eventuale acqua piovana o sporco. Il disegno a rilievo ha una grafica geometrica o a foglie stilizzate. 

Credits Tica Copenhagen

Ovviamente può essere usato anche all’esterno (ad esempio in terrazza o fuori dalla porta di ingresso se abitate in villetta) e più la vostra famiglia è patita delle attività outdoor più aumentano i campi di utilizzo. 

Un’alternativa scialla-chic è quella di usare dei cesti di paglia, uno per ogni membro della famiglia      (calcoliamo la famiglia media di 3/4 persone, di più sarebbe complicato…). Anche qui l’abbinamento per le giacche è con l’onnipresente Hang it all mentre per le borse sono stati previsti una serie di ganci posizionati nella parte bassa di una mensola, sotto il grande specchio. Come vedete, casa elegantissima con soffitti alti, stucchi, pareti candide e un raffinato parquet a spina francese, per uno stile di vita per nulla compassato, in cui tutto rimane a vista, come nell’atrio di un qualsiasi asilo nido.

Credits
Credits

Se siete single o coppia, può bastare un unico cesto e il tutto avrebbe l’aria più minimal e ordinata che vedete nella foto qui sopra.
Il piccolo appendiabiti è di Menu , esiste anche nella versione bianca e potete trovarlo qui.
Se proprio non potete fare a meno della scarpiera, ricordatevi di non dimenticare i dettagli, trattatela come se fosse un mobile importante di casa e abbinatele i giusti complementi.Questa in foto , la Stall di Ikea, è stata montata sospesa, senza i piedini di serie (mensola e specchio sempre di Ikea).
Credits
Tornando al tutto a vista, ricordate che potete sbizzarrirvi con panche di ogni stile, sotto , sopra o dentro le quali mettere le vostre amate scarpe. Scegliete il look che meglio si abbina al resto del vostro arredo. 
Credits

Credits
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In queste tre ultime immagini i ganci appendiabiti a parete sono gli ormai famosissimi e coloratissimi Dots di Muuto che potete acquistare online QUI. 

Altri, molto belli, da tenere a vista sono:

– Normann Copenhagen, Curve e  il Drop it (c’è anche più piccolo);
– Minotti Italia, Meteore ;
– HAY, Gym (in diverse misure e colori) ;
– Kartell, Gancio, in policarbonato e in diversi colori.
– Design House Stockholm, Narrow (richiudibile, in nero, bianco e rosso).

Non mi resta che prendere metro, carta e matita e iniziare a riorganizzare, almeno graficamente, gli spazi . Per la realizzazione  sappiate che gli architetti, esattamente come i calzolai, quando devono far qualcosa a casa propria, hanno dei tempi moooooolto dilatati.
Enjoy Your Home!

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19 Giugno 2017 / / Decor

E’ con una punta di soddisfazione che vi racconto della mia partecipazione a questo contest lanciato da Carta Da Parati Artistica,
Estate Artistica è un contest su invito ed è riservato a Blog selezionati in base alla loro attività online e alla tipologia di pubblicazioni. 
La finalità del concorso è la realizzazione, da parte dei creativi di Carta da Parati Artistica, di una nuova carta da parati ispirata all’estate.
Ogni Blogger è stata invitata  a comporre una MoodBoard , scegliendo uno tra i colori Pantone per l’estate 2017 , eccoli qui:
Dieci colori estivi tra i quali selezionare il proprio preferito. 
Una scelta che per me non è stata per niente facile, visto che ognuno di essi mi ricordava un paesaggio o una sensazione estiva che avrei voluto raccontare in immagini. 
Il Team di Carta da Parati Artistica ci ha dato una mano per la creazione della nostra MoodBoard con questo suggerimento che rappresenta la loro ispirazione per l’estate.

E questa che vedete nell’immagine sotto è la carta da parati, risultato dell’elaborazione dei creativi, a partire dalla MoodBoad Lapis Blue, freschissima, vero?
 Il colore che ho scelto e al quale vorrei fosse ispirata la mia carta da parati invece è….
No, non posso ancora dirvelo ūüôā !
Dovrete aspettare il 21 giugno (proprio il giorno in cui l’estate astronomica ha il suo inizio) per scoprire la mia scelta, la mia MoodBoard e quelle delle altre Blogger partecipanti.
Tra due giorni verranno pubblicate sui canali social di Carta da Parati Artistica e potrete scegliere la vostra preferita (spero la mia!) esprimendo il vostro voto.
La MoodBoard che avrà raccolto più preferenze sarà quella che i il team di creativi elaborerà fino a farla diventare la carta da parati dell’estate 2017.
La Blogger vincitrice del concorso riceverà 8 mq della carta da parati da lei ispirata.
Sono proprio curiosa di vedere tutte le MoodBoard e le interpretazioni che ne sono state date.
Non ci resta che aspettare un paio di giorni.
Enjoy Your Home!
31 Maggio 2017 / / Design

Nelle scorse settimane mi è capitato di fare consulenza  durante alcune visite immobiliari.
Benchè ci siano sul mercato numerose occasioni, il timore di investire in maniera sbagliata (soprattutto quando si tratta di acquistare una casa in cui si dovrà vivere) invita i futuri acquirenti ad avere la giusta prudenza.
Ho avuto modo di visitare alcuni appartamenti da ristrutturare, situati in stabili ben tenuti e in belle posizioni centrali, con spazi ampi e ben sfruttabili, con grandi finestre e una  buona esposizione al sole durante il giorno. 
Alcuni di questi avevano un costo interessante, in proporzione agli spazi e alla location eppure erano sul mercato ormai da molti mesi. 
L’agente immobiliare, che tasta il polso e raccoglie i dubbi e le perplessità durante le visite dei probabili acquirenti, mi ha spiegato che l’ostacolo maggiore alla vendita è la difficoltà ad immaginare gli spazi una volta ristrutturati. 
Se per me e i miei colleghi architetti, visitare uno spazio  da rimodernare è come indossare un paio di google glasses e vedere il lavoro già ultimato, per chi non è abituato a lavorare di fantasia, quelle rimangono delle stanze vuote, collegate da lunghi e tortuosi corridoi, con delle brutte piastrelle, delle brutte porte e dei bagni senza speranza di salvezza.
E a loro devo sembrare una matta quando mi aggiro per quelle stanze,agitando le braccia con delle movenze da goffo allievo di thai-chi mentre indico pareti e arredi inesistenti ed esclamo:”ecco qui un comodo armadio in ingresso e poi la cucina (che in realtà si trova dietro un muro non attraversabile alla vista umana), il soggiorno dovete immaginarlo più grande, perchè ingloberà il corridoio, poi chiudiamo questa porta e l’accesso alla zona notte si troverà da quella parte….”.
Questo è proprio quello che è successo quando ho visitato questo appartamento che ha una serie di vantaggi: è all’ultimo piano di un condominio ben tenuto, ha un bel parco condominiale ed è in una zona molto tranquilla e ben servita. 
Il costo è al momento più alto del suo valore reale ma, anche per valutare una eventuale offerta, abbiamo cercato di capire quali lavori servirebbero per valorizzare degli spazi che, al momento, non sono ben distribuiti.
Ecco come si presenta oggi l’appartamento:
L’ingresso è molto ampio e buio ed è uno spazio difficile da organizzare,la cucina ha una forma irregolare che rende difficile una disposizione funzionale degli arredi. Il soggiorno è abbastanza ampio e ben illuminato e si affaccia su una terrazza, in comune con
 una delle camere da letto.
Le camere e il bagno sono ampi e dalla forma regolare.
Le necessità dell’acquirente sono:
– un ingresso attrezzato con un comodo guardaroba;
– una cucina funzionale;
– una comoda zona pranzo;
– uno spazio lavanderia esterno al bagno;
–  un ripostiglio;
– due camere ampie.

Ecco la prima soluzione :
In giallo le demolizioni, in rosso le nuove costruzioni

In questa proposta la cucina viene spostata in quella che, nello stato di fatto era la camera matrimoniale.In questo modo condivide il terrazzino con il soggiorno e gode dell’affaccio a sud, più luminoso di quello attuale.  L’ingresso è realizzato con un’armadiatura su misura, attrezzata con ampio guardaroba e scarpiera. Il soffitto dell’ingresso è ribassato e incorpora l’illuminazione.
Il soggiorno di 28 mq è arredato con un divano a 3 posti e una poltrona e ospita un tavolo per 8 persone. 
La cucina a vista ha una penisola con cottura e piano snack e una nicchia per le colonne frigo, forno e dispensa.
Alle spalle della cucina, una comoda lavanderia attrezzata con lavatoio,  lavatrice e asciugatrice sovrapposte e una scaffalatura che funge da comodo ripostiglio.
La camera singola ha una metratura di tutto rispetto , così come la camera matrimoniale, esposta a nord. 
In bagno, oltre ai sanitari, trova posto una grande doccia 80×140.

In giallo le demolizioni, in rosso le nuove costruzioni

Nella proposta n. 2 la cucina rimane nella posizione attuale ma vengono demoliti tutti i tramezzi che la dividono dal soggiorno e dall’ingesso.
Viene inoltre sottratto un po’ di spazio alla camera singola per ottenere lo spazio necessario ad incassare delle colonne a tutta altezza che ospitano frigo, forno e dispensa.
Viene ristudiata la distribuzione dell’ingresso, che dispone di un comodo guardaroba.
La cucina è un lungo piano affacciato sul soggiorno, privo di pensili (lo spazio di contenimento è assicurato dalle ampie colonne).
Sulla cucina si affacciano un vano lavanderia (chiuso da porte a libro e attrezzato con lavatorio, lavatrice ed asciugatrice) e una nicchia che funge da ripostiglio.
Le camere e il bagno rimangono nella posizione dello stato di fatto.
 Non credo di avere una soluzione preferita per quanto riguarda la distribuzione degli spazi. Il fattore discriminante che mi fa propendere per la prima proposta è esclusivamente l’esposizione della cucina. E’ lo spazio in cui si trascorre la maggior parte del tempo e l’esposizione a nord, per quanto sia vantaggiosa d’estate, non gode mai della luce diretta del sole. Inoltre il terrazzino dell’attuale cucina affaccia su una corte chiusa su tre lati (il condominio ha la forma di un ferro di cavallo) , pertanto la vista non è proprio panoramica.
Questi due “difetti”, esposizione a nord e vista, non penalizzano tanto una camera matrimoniale, quanto penalizzerebbero la cucina. 
La scelta comunque spetta ai futuri proprietari…in caso c’è sempre la possibilità di pensare una soluzione n. 3.
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24 Aprile 2017 / / Design

Me ne rendo conto,
per i non addetti ai lavori, l’esaltazione di architetti e designer e il costante martellamento su blog, siti, riviste, su quanto sia superstrepitosa ¬†la Milano Design Week pu√≤ essere alquanto noiosa.
Si inizia a parlarne due mesi prima e si finisce due mesi dopo.
Un po’ come il Festival di Sanremo.
Per noi è una grande festa, si scoprono le nuove tendenze, Milano si trasforma in un vivace palcoscenico di esposizioni, installazioni, mostre e incontri.
E’ un’occasione per fare il pieno di novit√† e confrontarsi con i colleghi.

In ¬†questo enorme e variegato carosello, prima che i piedi mi facciano male e prima di avere la testa e la scheda della macchina fotografica troppo piene, quest’anno ho deciso di fare tappa, prima di tutto, al Salone Satellite¬†che quest’anno √® alla sua ventesima edizione.

Stamattina ho varcato la soglia della Fiera e sono andata dritta al Padiglione 22 .
I visitatori erano ancora pochi, e i giovani designers ancora freschi e riposati, così sono riuscita a fare molte piacevoli chiacchierate.
Quest’anno tra i progettisti presenti al Salone satellite c’era una massiccia presenza di giovani provenienti da Giappone e Cina, a seguire ¬†l’Europa del Nord con presenze da Finlandia, Olanda, Belgio e Germania, ovviamete erano presenti i nostri giovani designers, c’era una delegazione dal Politecnico di Milano, e qualche presenza dalla Spagna e dall’America del Sud (Argentina e Brasile) .

Avrei voluto fare un riassunto di tutti i magnifici lavori che ho avuto modo di apprezzare ma il racconto di queste due giovani designers Cinesi mi ha colpito particolarmente.

BENTU DESIGN
Cina

Bentu √® un brand indipendente nato nel 2012. La loro filosofia prevede la ricerca di un Design che si accordi con i bisogni quotidiani e che sia il risultato di un uso consapevole dei materiali e delle nuove tecnologie nel rispetto dell’ambiente. I loro progetti spaziano dall’ arredo indoor e outdoor, apparecchi illuminanti e decorativi,
Nella mia chiacchierata con le due giovani designers √® emersa la loro preoccupazione per il grave inquinamento ambientale del loro Paese. L’industria produce molti scarti di lavorazione e il loro impegno riguarda anche un loro possibile riutilizzo.
Il grande agglomerato urbano di Foshan, ¬†pur dando sostegno al lavoro con una delle pi√Ļ importanti produzioni industriali di ceramica e di cemento al mondo ¬†√®, d’altro canto, rensponsabile dei 4 milioni di tonnellate ¬†di scarti di lavorazione prodotti ogni anno.
Il materiale di scarto prodotto dai cementifici e dalle industrie ceramiche, purtroppo non degradabile, viene trasportato (legalmente e non) ¬†, nei remoti villaggi rurali, dove occupa interi appezzamenti di terreno, filtrando nelle falde acquifere con l’aiuto delle piogge.

I giovani designer di Bentu sono consapevoli del fatto che l’umanit√† ha bisogno di produrre e consumare, per sopravvivere e non c’√® modo di fermare la grande produzione industriale.
Ma non per questo è necessario ignorare il problema.
Il loro intento è usare gli scarti per produrre semplici oggetti di uso quotidiano.
Così gli scarti della ceramica e del cemento, sminuzzati, diventano il materiale principale per la realizzazione di tavoli, panche, librerie, sedie e lampade.
Un esempio sono queste sospensioni  Shang  realizzate nel 2015, oppure il tavolino Zhua, del 2014, con base in acciaio verniciato.
Gli stessi materiali riciclati vengono utilizzati per lo sgabello da bar e il tavolo Shen.

Lo stand di Bentu al Salone Satellite 2017
Bar Stool
Tavolo Shen
Tavolo Shen

Sul loro sito potrete vedere molti altri lavori, tutti caratterizzati da un’elegante pulizia formale.
Le creazioni e la filosofia di queste giovani ragazze √®, oltre che l’espressione della loro specifica creativit√†, anche l’espressione dell’evoluzione del loro Paese nel quale la coscienza ecologica e¬† anche un nuovo modo di produrre (pi√Ļ qualit√† e meno quantit√†) inizia pian piano a prendere piede. Da grande fabbrica del mondo, la Cina inizia lentamente a investire sulla formazione dei suoi giovani, incentivando start up e finanziando ricerca e sviluppo.
E’ anche questo che si respira al Salone Satellite, non soltanto idee per nuovi oggetti di consumo ma come questi ragazzi vedono il mondo, ognuno dalla propria posizione, pi√Ļ o meno privilegiata.

Se quest’anno non avete avuto modo di partecipare, fateci un pensiero per il 2018, save the date, 17-22 aprile.

Enjoy Your Home!

Traduzione a cura di Agenzia TLC

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15 Marzo 2017 / / Design

Quest’anno, ad aprile, Milano si tingerà di bianco.
Una candida spolverata fuori stagione, ecco quello che sarà l’evento
una story within the story durante la Milano Design Week.
L’evento ha preso forma a partire dall’iniziativa di Claudio Balestri, presidente di Oikos ,
storica azienda che dal 1984 produce colori di qualità per l’architettura, con il costante impegno alla sostenibilità  dei prodotti e al senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente e di Giulio Cappellini,  direttore e curatore artistico dell’iniziativa.
L’obiettivo di White in the City è quello di generare una nuova cultura affinché il bianco diventi il motore di trasformazione per un uso consapevole dei colori senza sostanze nocive, per il benessere negli ambienti del vivere quotidiano
L’anima del progetto, nelle parole di Claudio Balestri è “un percorso di ricerca che viene fuori da una sfida, bianco più bianco, per un bianco benessere“.
Una ricerca durata decenni e che ha portato Oikos a realizzare una collezione di 187 tipi di bianco, con diverse finiture materiche che ne modificano l’esperienza percettiva.
Durante la Milano Design Week , dal 4 al 9 aprile 2017 Oikos racconterà il  Bianco Benessere nelle sue declinazioni cromatiche e simboliche, in un suggestivo itinerario di architettura, arte design e life style che si svolgerà in alcune delle location più prestigiose di Milano: Accademia di Belle Arti di Brera, Pinacoteca di Brera, Plalazzo Cusani, Ex chiesa di San Carpoforo e Class Editori Space. 
Ho sempre provato una sorta di riverenza per il bianco in architettura, per la sua capacità di esaltare i volumi, di far muovere la luce, di scolpirla, di darle una forma. E’ il colore del silenzio, della morbidezza, del rigore, della solitudine, del ricordo, della spiritualità. 

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La curiosità di scoprire come gli architetti di White in the City hanno declinato il bianco è tanta…
Ci vediamo a Milano !
Enjoy Your Home!
27 Febbraio 2017 / / HomeRefreshing

Quelli di voi che frequentano il mio blog, sanno che le mie vacanze sono, ormai da anni, itineranti. A bordo del nostro camperino abbiamo girato in lungo e in largo l’Europa. Sono delle vacanze che personalmente trovo bellissime, abbiamo una casa in ogni luogo e non devo prenotare nulla.
 Per contro, sono delle vacanze un po’ meno riposanti di quelle tradizionali in hotel o appartamento.
Per questo ogni tanto mi trovo a pensare a quanto sarebbe bello provare a fare una vacanza in una casa con spazi pi√Ļ generosi di quelli di un camper, con attrezzature pi√Ļ comode e con un bagno da non dover dividere con gli altri campeggiatori.
E  poich√® se bisogna immaginare, √® bello farlo in grande, ho cercato delle super case di stile in cui mi piacerebbe trascorrere le vacanze. Ho selezionato posti che mi piacerebbe vedere (o rivedere) e case in cui mi piacerebbe vivere 365 giorni all’anno. Sui siti che vi cito, potrete non solo prenotare la vostra vacanza di design ma anche continuare a sognare…
Vacanza di Stile…Provenzale
La prima casa vacanza √® la Old Stone House e si trova in Provenza,√® immersa nel verde, ha una piscina a sfioro che non fa rimpiangere il mare e degli interni in un raffinato stile che definirei minimal shabby. Non √® il mio stile preferito in fatto di arredamento ma provare l’esperienza di vivere per una settimana in un posto cos√¨, potrebbe farmi cambiare idea.
La trovate in affitto su Boutique Homes , insieme a moltissime altre case mozzafiato.
Questa splendida dimora con ben 12 posti letto e 5 bagni (pi√Ļ che in un intero campeggio!!!) , che potete affittare a partire da 400‚ā¨ a notte, si trova a  Seillance, nel cuore della Provenza, esattamente QUI
Sono ormai 3 o 4 anni che non faccio pi√Ļ una vacanza al mare. Le nostre ferie sono in giro a visitare citt√† ma, se quest’anno volessi rinunciare al camper potrei sognare una vacanza in questa villa a Skiathos:
La potete affittare sul sito The Modern House  ( a partire da 320‚ā¨ al giorno ) 
Se desiderate esplorare la regione del Kent, un buon punto di partenza potrebbe essere la Shingle House, proposta in affitto da Living Architecture, una associazione fondata per cambiare la percezione che il pubblico di solito ha dell’architettura moderna. 
Propongono in affitto case di design, progettate da talentuosi architetti e posizionate nei posti pi√Ļ affascinanti dell’Inghilterra. Potete avere maggiori informazioni cliccando QUI.
Un sogno, vero? 
Living Architecture propone in affitto anche questa ardita costruzione nel Suffolk,
The Balancing Barn, con 8 comodi posti letto, un living e una cucina spaziosissimi, spazio verde a perdita d’occhio, perfetta per una vacanza con gli amici.
Se vi interessa, nel momento in cui scrivo c’√® ancora una settimana libera ad aprile.
Se volete visitare Berlino e provare l’esperienza di un alloggio alternativo, questa houseboat √® quello che fa per voi. Proposta da The modern House ha un prezzo a settimana che parte da ‚ā¨ 210 a notte. 

Divertitevi ad esplorare questi siti e provate a cercare la casa delle vostre vacanze da sogno!
Enjoy Your Home!
20 Gennaio 2017 / / HomeRefreshing

Era proprio il film che volevo vedere da tanto. 
Avevo visto i trailers, letto le recensioni e i commenti positivi, ne avevo sentito il resoconto entusiasta degli amici che erano stati a vederlo al cinema.
Ne avevo sentito parlare talmente tanto che ormai conoscevo trama, protagonisti e gags principali.
Mi mancava giusto il finale e così, quando ho saputo che finalmente davano Perfetti Sconosciuti in prima serata, ho prenotato il mio appuntamento con il divano.
Il film non ha deluso le aspettative: geniale in tutto e non aggiungo altro. Se l’avete visto capite di cosa sto parlando, se non l’avete visto non voglio rovinarvi la sorpresa.
Ma oltre la trama geniale, quello che mi ha colpito fuori misura √® il bellissimo appartamento  in cui  tutte le scene del film sono ambientate (questa scelta fa s√¨ che l’effetto sia molto simile a quello di una rappresentazione teatrale).
Dalle prime scene ho pensato: cavoli…la mia prossima casa la vorrei proprio cos√¨!
Personale, colorata e cos√¨ elegantemente “disordinata”.
I padroni di casa sono Eva (psicanalista) e Rocco (chirurgo plastico)  e il loro meraviglioso appartamento fa da sfondo alla cena organizzata per i loro amici di sempre, con la scusa di ammirare l’eclissi totale di luna e conoscere la nuova misteriosa fidanzata dell’amico separato Peppe.
Quasi tutto il film, si svolge attorno al grande tavolo quadrato, circondato dalle sedie DSW  di Vitra.
Un classico parquet a spina di pesce, sul quale spicca il tappeto patchwork . 
Le grandi e luminose finestre bianche che contrastano con l’intenso blu delle pareti.
Il romantico angolino relax con la poltrona e il poggiapiedi anni ’50 in bianco e bordeaux.
E cosa dire del living, dove l’atmosfera vintage  degli arredi anni ’50 continua con la coppia di poltrone dall’insolita sfumatura viola.
Una vecchia cassetta in legno fa da portariviste. Pouf e tavolini di forme e materiali diversi sono disseminati in ogni angolo.
Un’intera parete √® arredata con libri e riviste su semplici mensole.
Ancora libri e riviste sulla Nelson Bench di Vitra.
Ed ecco il controcampo del living: una coppia di cassettiere metalliche da ufficio affianca le mensole. Subito dopo un altro intimo angolo con una vecchia bergere e un tavolino illuminati da una lampada da terra e una piccola abat-jour. 
A destra della porta della cucina un’altra cassettiera, illuminata da una lampada da scrivania. 
Le luci sono le altre grandi protagoniste di questo interno. 
Ed ecco il pezzo forte, la cucina. Questa classica e allo stesso tempo non convenzionale, gigantesca cucina (dovete proprio vedere il film per sbirciarne i dettagli). 
Questa cucina che stravolge la mia predilezione per le cucine minimali in total white.
Pavimento con piccole piastrelle bianche e nere posate a disegnare un “tappeto” geometrico che incornicia l’isola operativa. Una classica boiserie bianca in perfetto pendant con le porte.
Le mensole in legno grezzo con la collezione di teiere, barattoli e libri a vista. Il tavolino con le gambe in ferro battuto. Il vecchio mobile a cassetti in legno.
L’isola centrale con il piano in marmo e  le basi , di quel sofisticato grigio, con il top in faggio, proprio sotto la grande finestra con le veneziane in legno.
E quell’intenso color marsala alle pareti (nel film Eva/Kasia Smutniak indossa una camicia dello stesso identico colore delle pareti. Questo vi fa capire come niente, in questa scenografia sia lasciato al caso…) 

E poi il bagno. Un bagno in perfetta sintonia con il resto della casa. Cementine a pavimento e piastrelle diamantate bianche fino a met√† altezza. Un morbido color ottanio alle pareti e pezzi d’arredo che sembrano rubati al salotto: tavolini, abat-jour , quadri e un mobile in legno sul quale poggiare boccette di creme e profumi in apparente disordine.

Ecco,questa casa mi ha fatto esclamare “questa √® la casa dei miei sogni”, con il suo raffinato disordine, i colori forti, la commistione di stili.
Anche se so che, trovandomi a riprogettare una casa per me, il lato minimal del “niente a vista” prenderebbe il sopravvento, ammetto che questi sanitari retr√≤ e quel soggiorno allegramente sovraccarico e quella cucina da veri gourmet appassionati mi tentano terribilmente.
Questo stile potrebbe essere di ispirazione per chi si trova a ristrutturare una casa o un appartamento con dettagli d’epoca o vintage, con porte con specchiature e maniglie in ottone, soffitti alti e modanature, parquet a spina di pesce o con pose particolari, cementine o seminati alla veneziana originali.
In questi casi, dove √® possibile, si pu√≤ pensare di mantenere alcuni elementi  e farne il filo conduttore di un progetto di arredo personalizzato e fuori dagli schemi.
E ora un po’ di dritte per quelli di voi che volessero
Copiare questo stile
Per il blu delle pareti di sala da pranzo e soggiorno potete provare l’intenso Hague Blue di Farrow & Ball.
Hague Blue
Oppure, se non volete osare troppo, vi piacer√† questa tonalit√† pi√Ļ chiara,  il Guede 46 di Caravane
Guede 46 Caravane
Se cercate delle poltroncine o delle lampade anni ’50 come quelle del film e non potete attingere al salotto della nonna, potete girovagare per i mercatini di antiquariato e modernariato (ce ne sono in ogni regione) oppure dare ogni tanto un’occhiata ai siti di Dimanoinmano e di Spazio900.
Tappeti patchwork simili a quello sotto il grande tavolo da pranzo potete trovarli QUI
E, per ricreare un perfetto bagno in stile retr√≤, come quello di Eva e Rocco,  potete scegliere i sanitari di Devon &Devon o di Burlington, cementine in black and white  di  Fioranese.
Cementine di Fioranese
Mentre piastrelle diamantate bianche simili a quelle del film le trovate nel catalogo Tonalite.
Enjoy Your Home!

P.S. Le scenografie sono di Chiara Balducci che ha realizzato gli interni anche per un altro film di Paolo Genovese, “Tutta colpa di Freud“, che devo ancora vedere e a questo punto la curiosit√† non √® solo per la trama…
11 Gennaio 2017 / / Design

Di solito gli architetti sono come quelli della Scientifica: arrivano sul luogo del delitto quando il danno è già fatto.
“Architetto, dovrebbe venire per un sopralluogo nell’appartamento che abbiamo appena acquistato, abbiamo bisogno di aiuto per alcuni lavoretti da fare.”
Di solito la situazione è questa.
Capita a volte che, durante il sopralluogo il povero architetto si renda conto che il cliente non ha  ancora la  consapevolezza di quello che ha acquistato. Il nuovo proprietario ha, sulla nuova casa, un sacco di aspettative e pone nell’architetto tutte le sue speranze di trasformazione.
Insomma…per fare un paragone che rende l’idea √® come se avesse comprato un maglioncino a V e volesse trasformarlo in un cardigan. 
Purtroppo modificare un’abitazione √® un pochino pi√Ļ oneroso di un lavoro di sartoria e ci si pu√≤ trovare nella spiacevole situazione di dover aggiungere una cospicua somma al prezzo di acquisto o peggio, a dover rinunciare agli spazi che si erano immaginati.

Il consiglio n. 0 sarebbe quello di richiedere la consulenza di un professionista, architetto o ingegnere civile, prima della firma del preliminare per valutare lo stato dell’immobile e la possibilit√† di adattarlo alle vostre esigenze.

Nel caso in cui decidiate di affidarvi esclusivamente all’agenzia, ecco un breve elenco di consigli da seguire se vi state avventurando nella ricerca della vostra abitazione ideale.

1. LA CASA NON HA LE RUOTE

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Avete trovato quella che sembra l’abitazione dei vostri sogni. Ha gli spazi giusti, la corretta distribuzione interna , ha incredibilmente anche un costo adeguato al vostro budget. Purtroppo ha anche un unico difetto: si trova in una posizione diversa da quella che inizialmente  avevate pensato come la zona adatta alle vostre necessit√† di vita e lavoro.
E’ importante anche valutare la vicinanza ai servizi di utilizzo frequente: mezzi di trasporto, scuole, supermercati, piccoli negozi, farmacie.
Se,dopo aver valutato con calma gli spostamenti casa/lavoro , casa/attivit√† vi accorgete che la posizione non √® ottimale, allora nel 90% dei casi conviene lasciar perdere. La location √® uno degli aspetti pi√Ļ importanti di un’abitazione ed √® una di quelle cose che non si possono cambiare.
Gli spostamenti quotidiani sono un costo fisso che incide notevolmente sul budget e non ha senso un risparmio sul prezzo di acquisto che poi viene spalmato negli anni sotto forma di benzina o abbonamento ai mezzi pubblici.

Studiate bene anche la tipologia di zona in cui si trova il vostro immobile.
Se state acquistando in un centro storico, difficilmente la zona intorno a voi subirà cambiamenti importanti nel lungo periodo.
I centri storici sono tutelati e gli interventi edilizi sono sottoposti a vincoli abbastanza restrittivi perciò quello che vedete dalle vostre finestre rimarrà sostanzialmente invariato negli anni.

Se invece state valutando una zona piuttosto periferica o di espansione , uno sguardo al Piano Regolatore e alle previsioni urbanistiche vi dar√† l’idea di cosa potr√† succedere al vostro panorama di qui a qualche anno.
Quello che oggi √® un bel campo aperto che vi fa propendere per l’acquisto,
domani potrebbe trasformarsi in un condominio o in un brutto edificio commerciale.

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2. IL MITO DEL BAGNO IN PIU’

State visitando la vostra futura nuova casa con il vostro agente immobiliare. Avevate chiesto un tre camere e doppi servizi ma questo spazioso appartamento in un condominio anni ’70 ha un solo bagno.
Pare che questo dettaglio non sia un problema perch√©, come vi fanno notare, le generosissime dimensioni della camera matrimoniale vi consentono  di realizzare un bellissimo bagno en suite, come si dice adesso.
Al solo suono “bagno en suite” pronunciato dall’agente immobiliare, gi√† visualizzate la vostra stanza dei sogni, con un bagno dalle regali dimensioni che neanche a Buckingham Palace.

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In fondo basta tirar su un bel cartongesso  qua, mettere la doccia in quell’angolo l√†…e. perch√© no, forse ci sta anche una vasca free standing!
Ed ecco che, in poche mosse, il trilocale con un unico servizio si è trasformato in un trilocale con un bagno in zona giorno e un magnifico bagno privato.

Peccato che in quella parte di casa non ci sia nemmeno una colonna di scarico…e che l’acqua calda e fredda ci tocchi farcele arrivare in qualche modo non proprio economico.
Peccato che, per realizzare quel bagno in pi√Ļ, tra tracce che hanno solcato met√† appartamento, nuovi tramezzi, scalini per consentire la pendenza degli scarichi e altri vari miracoli impiantistici e tecnologici, ci sia toccato spendere molto pi√Ļ che per un trilocale gi√† accessoriato con doppi servizi.
E alla fine la vasca nemmeno ci √® stata…

4.  Immagine di repertorio di HomeRefreshing (niente paura…non era un secondo bagno)


3. DEMOLIAMO TUTTO E  CREIAMO UN OPEN SPACE…

E’ sempre stato il vostro sogno: un appartamento tutto aperto in stile loft newyorkese. Soggiorno e cucina in un unico spazio. Una grandiosa isola centrale e un gigantesco tavolo per 12 persone sempre pronto ad accogliere gli ospiti.
L’appartamento che avete visto ovviamente ha cucina e soggiorno separati ma nessun problema perch√® toc-toc, le vostre nocche vi fanno capire che quel muro, unico ostacolo all’open space da sogno, non √® per niente portante. Quindi un colpo di mazza e uno di piccone  e quelle due stanze dall’aria cos√¨ antica si trasformeranno in un lampo e senza troppa fatica in uno spazio tutto aperto, luminoso e moderno.

Peccato che, proprio dove sarebbe dovuto stare il tavolo da 12, salti fuori un bel pilastro strutturale…

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Certo, alla fine siete riusciti a farci stare il tavolo e il trucchetto estetico del cemento a vista su quel pilastro fa tanto loft…
Ma le 12 sedie tutte intorno le avete dovute lasciare nel cassetto dei sogni.
Per la cronaca, oltre al pilastro poteva saltare fuori una canna fumaria oppure un cavedio per il passaggio di un impianto condominiale. Il risultato sarebbe stato lo stesso.

4.  E QUI  RICAVIAMO UNA BELLA CAMERETTA!

Classico annuncio da agenzia immobiliare: “appartamento con due camere da letto di cui una enoooooooooorme dalla quale √® possibile ricavare la terza camera.”.
Problema numero 1: Avete valutato come accedere alla terza camera? C’√® la possibilit√† di realizzare un varco di accesso  direttamente dal disimpegno della zona notte?
Problema numero 2: la posizione e la dimensione delle finestre (diamo per scontato che di finestre ce ne siano almeno 2) vi permette di realizzare due camere da letto singole a norma ( minimo 9 mq e una superficie finestrata che sia almeno 1/8 della superficie di pavimento)?

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Anche se nessuno vi può vietare di dormire in uno sgabuzzino, sappiate che per presentare un progetto agli uffici tecnici del Comune è obbligatorio rispettare determinati parametri. La vostra terza camera, se di metratura non sufficiente, sarà accatastata come studio e come studio verrà valutata dai futuri acquirenti in caso in cui vogliate rivenderla.
Ma prima dei futuri acquirenti, potrebbe essere vostro figlio ad avere qualcosa da ridire. sulla vivibilità della sua cameretta.

5. ALTEZZA MEZZA BELLEZZA…

L’affare si presenta interessante: un appartamento duplex con zona giorno e bagno al primo piano e  con le camere e un secondo bagno al secondo e ultimo.
Il prezzo √® il pi√Ļ allettante che abbiate visto per un appartamento di quella metratura.
Metratura… quasi calpestabile, per√≤.
Infatti, il secondo piano mansardato dall’irresistibile fascino parigino che a voi sembra un valore aggiunto, in realt√† √® uno spazio tecnicamente “non abitabile”  per tutta la sua superficie, che voi invece state acquistando come “3 camere da letto e secondo bagno”.
I locali abitabili devono avere un’altezza minima di 2,70 m (a parte le deroghe previste per preesistenze e comunit√† montane) .
 Nel caso dei sottotetti si tiene conto dell’altezza media. Il sopralluogo effettuato con un tecnico vi metter√† al riparo da brutte sorprese.

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Romanticissima la mansarda ma perché i locali siano abitabili devono rispettare tutti i criteri di superfici ed altezze minime e corretti rapporti aeroilluminanti. Quello che a prima vista vi sembra un posticino bohemienne, potrebbe trasformarsi in un locale scomodissimo da arredare e da vivere.


6. ULTIMO MA PIU’ IMPORTANTE DI TUTTI…

State per investire la cifra pi√Ļ esorbitante della vostra vita. Pagherete la vostra casa per i prossimi 25 anni e … lo fate senza leggere l’etichetta?
Viviamo in un paese con uno splendido quanto datato patrimonio immobiliare, non è raro posare lo sguardo su un edificio da ristrutturare.
In questo caso il consiglio √® banale quanto d’obbligo: un sopralluogo con uno strutturista potr√† permettervi di portare alla luce problemi che ad uno sguardo non esperto possono risultare trascurabili.
Stato di conservazione delle strutture, sia verticali che orizzontali, presenza di umidit√†, eventuale possibilit√† di un ampliamento ma anche eventuale presenza di amianto, in particolare su tettoie o coperture. Fino all’inizio degli anni ’90 l’amianto (eternit) √® stato un  materiale ampiamente usato in edilizia in diverse forme (anche pavimentazioni in linoleum e isolamenti) . La sua rimozione e smaltimento richiede la presenza di personale specializzato ed √® abbastanza onerosa.
Ristrutturare un immobile e portarlo allo splendore di un tempo √® sicuramente un’esperienza emozionante.

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Ma l’esperienza, senza le giuste accortezza potrebbe trasformarsi in un indimenticabile racconto horror dal quale si rischia di uscire spossati e con il portafoglio vuoto.

Pertanto…valutare sempre con calma e abbondare in verifiche preliminari, anche a costo di perdere “l’affare”.

Enjoy Your Home!

17 Ottobre 2016 / / Decor

I suggerimenti in  fatto di arredo che trapelano in questo periodo dalle pagine delle riviste e dalle pubblicit√† di alcuni grandi produttori di arredo , lasciano ampia scelta alla personalizzazione degli interni.
In poche parole: la casa è vostra e vivetela come volete!
 
Oh l√†…finalmente un po’ di libert√† tra le mura domestiche.
Una volta seguite le regole base per una corretta disposizione degli spazi e degli arredi, i colori e lo stile devono rispecchiare i gusti e le abitudini di chi la casa la vive.
Non ci sono stanze in cui il tocco personale non possa entrare,
Se avete il coraggio di andare oltre lo standard, oltre il preconfezionato, oltre il mobilealcentimetro, provate a pensare la stanza da bagno in maniera alternativa.
Con un vecchio mobile recuperato che diventa una base lavabo inconsueta.
Un vecchio cassettone con un lavabo d’appoggio e rubinetti retr√≤. La perfetta centratura dello specchio sulla boiserie bianca e le due applique nere contribuiscono a definire il perfetto equilibrio della composizione.

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Un vecchio mobile da merceria come base di appoggio per due lavandini, in una composizione perfettamente simmetrica. Legno chiaro e total white per pareti, piastrelle e accessori rimandano ad un gusto nordico minimal e sofisticato. 

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Due sideboard, accostati a piastrelle bianche e specchio tondo, una con un piano in marmo e lavabo a incasso, l’altra con lavabo d’appoggio. Questa scelta dipende oltre che dal gusto personale anche dall’altezza del mobile. 
Per essere comodo, il bordo superiore del lavandino deve trovarsi ad un’altezza compresa tra 85 e 90 cm. Un mobile alto 70/75 cm sar√† perfetto per un lavabo d’appoggio mentre un cassettone alto tra gli 83 e gli 88 cm sar√† indicato per l’inserimento di un top con lavabo integrato o sottopiano. 
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Un vecchio e massiccio mobile da bottega, con importanti maniglie in ferro, trova la sua perfetta sistemazione questo rigoroso bagno in bianco e nero. 

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Se non avete a disposizione un intero mobile ma solo pezzi di recupero , la fantasia e un pizzico di manualità possono venirvi in aiuto per realizzare il vostro personalissimo bagno. Lo specchio di un vecchio comò, un tavolino con le gambe ridipinte di bianco e 3 cassetti di foggia diversa verniciati in tre tonalità di verde rendono pratico e molto femminile questo spazio.
Se non avete voglia di cimentarvi con colori e pennelli anche un semplice vecchio tavolo, lasciato grezzo pu√≤ diventare la perfetta base di appoggio per un lavabo capiente. 
Il candore di tutti gli altri elementi d’arredo, dai rivestimenti alla lampada ai fiori,
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Avete mai pensato di adottare una di queste soluzioni? E’ pi√Ļ facile di quanto pensiate…
Se c’√® un vecchio mobile in soffitta che vi aspetta o se la credenza in soggiorno vi ha stufato, sapete come recuperarle in poche mosse!
Enjoy Your Home!