Quando si arreda casa non si finisce mai e certi complementi, quelli che rientrano nella categoria del “ci possiamo pensare dopo” finiscono per diventare l’acquisto per festeggiare la fine del mutuo! In ogni caso, se di festeggiare si tratta, sarebbe bene farlo con stile! Un complemento d’arredo che consente di permettersi moltissimo stile è l’appendiabiti, prova ne è il fatto che molti designer contemporanei si sono cimentati con questo oggetto dando vita a creazioni moderne di tutte le fogge e di tutti i materiali.
Alga è la perfetta interpretazione degli appendiabiti moderni in tubolare d’acciaio.

Senza cambiare materiale, Enfant è un altro bell’esempio di utilizzo del metallo.

In alternativa anche l’utilizzo del legno può essere declinato in chiave estremamente moderna, non ci credete? Date un’occhiata a Branch!

Anche il variegato mondo degli appendiabiti a parete offre un’ampia scelta di proposte moderne e di sicuro impatto. Uno dei miei preferiti è Bottone, che riprende la forma dei vecchi bottoni (appunto) che riadattata alla funzione di appendiabiti risulta estremamente moderna (che meraviglia questi paradossi del design!).

Il concetto è simile il risultato non potrebbe essere più diverso, sto parlando di Globo, decisamente un altro stile, ma sempre molto moderno che richiama la forma di una lampadina (sempre molto in voga).

Se invece siete interessati ai grandi classici dello stile moderno (il paradosso continua!) Beverly fa al caso vostro, linee pulite ed essenziali e specchio incorporato.

Infine c’è un altro piccolo mondo di chiccherie che si prendono in considerazione davvero dopo aver arredato tutta la casa: i servomuto. Forse alcuni di voi nemmeno sanno che si chiamano così, ma vi assicuro che una volta provati non se ne può più fare a meno e non avrete mai più una giacca o una camicia pulita ma sgualcita! Date un’occhiata a questi modelli in vero legno, Beak che sfrutta le altezza e Dress che offre un doppio spazio per riporre i propri capi.


Attenzione: le foto in questo articolo potrebbero causare violenti attacchi di “voglia di vacanze”. Altamente sconsigliate in ufficio.
Per gli amanti del giardino classico all’italiana e delle atmosfere d’altri tempi, c’è un arredo da esterni che non tradisce mai le aspettative: resistenti a intemperie e mode passeggere, preziosi e dal fascino ineguagliabile, i tavoli da giardino in pietra e ferro battuto arredano con eleganza e sobria raffinatezza. I modelli sono tanti, ce n’è per tutti i gusti e soprattutto per tutte le esigenze di spazio. Per questo ho selezionato forme e dimensioni di vario tipo. Cosa non si fa pur di semplificare la vita ai miei lettori!

Tavoli da giardino in pietra #1: il nome è musica per le nostre orecchie.
Solemare è un tavolo sagomato quasi-quadrato e di piccole dimensioni, ideale in giardino ma anche in terrazzo o su un balcone. Il piano in pietra è una vera opera d’arte composta da marmo Bianco Carrara, Santa Fiora, terracotta fatta a mano e travertino Giallo.
Le sporgenze tondeggianti poste in corrispondenza degli spigoli sono un dettaglio inconsueto che denota un’attenzione per i particolari di pregio che non può mancare nel “giardino all’italiana”.
Tavoli da giardino in pietra #2: Telesio è davvero quadrato. Non sto parlando di una persona testarda, ma di un tavolo con piano in terracotta e travertino con decoro a forma di giglio, che ricorda l’antico simbolo della città di Firenze. Oltre ad adattarsi a giardini e piccoli spazi come balconi, questo tavolo si può avere nella versione allungabile. L’allunga è naturalmente in pietra decorata. Non plus ultra.
Tavoli da giardino in pietra #3: il tavolo rotondo Regina, soluzione democratica e salvaspazio per eccellenza. Il preziosissimo piano è formato da travertino classico, travertino Giallo, terracotta fatta a mano e marmo Verde Guatemala.
Tavoli da giardino in pietra #4: li abbiamo visti tondi, quadrati, sagomati. Ultima forma rimasta: tavoli da giardino rettangolari. C’è l’imbarazzo della scelta, così non ho potuto fare a meno di sceglierne diversi. Lo confesso: le ambientazioni mi hanno totalmente incantata, ma per accopntentare tutti ho scelto il giardino mediterraneo, la riva del mare e le colline toscane. A voi la scelta.
Mugello è un tavolo in pietra rettangolare con motivo a rombi. Materiali che compongono questa opera d’arte cubista: travertino classico, travertino Navona, terracotta fatta a mano, marmo Rosso Verona e alluminio
Una cornice decisamente inusuale per Sicilia: tavolo in pietra con decoro di frutta. Non un decoro qualsiasi, ma vera frutta secca mischiata a sabbia. Un inno all’estate e al nostro amato Mediterraneo. Materiali: marmo Giallo Sahara, terracotta fatta a mano, sabbia, frutta secca, cristallo e acciaio.
Fiorentino è immerso in un’atmosfera rustica ed estremamente accogliente. Un tavolo da giardino in terracotta e pietra che vede l’accostamento di travertino classico e terracotta fatta a mano. Cemento e polvere di marmo sono stati utilizzati per realizzare i fregi floreali posti alle estremità del piano.
Tavoli da giardino in pietra #5: esiste anche il tavolo da giardino allungabile. Stintino si caratterizza per una decorazione geometrica a rombi posti a spina di pesce. Materiali: terracotta fatta a mano, travertino classico.


Il concetto di ingresso è sempre più labile, oggi le case si aprono spesso direttamente su un soggiorno open space oppure, se un ingresso esiste, è piccolo e angusto. Si tratta di fare i conti con le nuove tipologie abitative di oggi e trovare soluzioni adatte.
Così io vi dico: non avete un ingresso? Createlo! Avete un ingresso ma è un piccolo spazio? Attrezzatelo in modo intelligente!
Se vi chiedete come fare, vi propongo di farvi una “passeggiata” tra alcuni mobili da ingresso.
Se il vostro ingresso altro non è che una piccola parete, potreste pensare a Futura che con un volume ridotto comprende appendiabiti, specchio e vani a giorno laterali.

Oppure a Welcome, che con un’intelligente soluzione costituita da uno specchio scorrevole consente di risparmiare spazio e, allo stesso tempo, di nascondere i soprabiti appesi conferendo un aspetto ordinato all’ambiente.

Se, al contrario, la vostra porta di casa si spalanca sul vostro open space senza nemmeno un metro di corridoio la soluzione ideale è un mobile che separi gli ambienti creando aree diverse. Direct e Ondula possono essere quel che fa per voi a seconda che abbiate soggiorni, rispettivamente, più moderni o classici.

C’è però anche la possibilità che un open space non si presti ad essere diviso in aree e allora come risolvere l’annosa problematica dei cappotti? Esiste un’alternativa all’antipatica e, lasciatemelo dire, poco igienica usanza di appoggiarli sul letto! Separè consente di ricavare uno spazio nascosto, ideale per lo scopo e con poco ingombro. Vedere per credere:

Adesso ci sarà chi potrà obiettare che il suo ingresso non assomiglia a quelli descritti fino ad ora perché è costituito da uno spigolo, da un metro scarso di muro che dà sul soggiorno e via dicendo. Ebbene sì: esistono soluzioni salvaspazio che si possono adattare anche alle situazioni più disperate, io vi consiglio la parete ingresso Demo

…e per situazioni estreme Fantasy, tutto quello che serve su una parete ingresso con il minor ingombro possibile, in una soluzione componibile quindi versatile per definizione!

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Casa piccola: parola d’ordine…ordine! Dove mettere le cose? Come nascondere la lavatrice? Dove infilare l’asse da stiro? Come mimetizzare il disordine compulsivo?
Quando ero bambina pensavo alla stanza adibita a ripostiglio come ad un antro buio pieno di segreti, una sorta di stanzetta di Barbablù. Crescendo ho capito la funzione di questo angolo di casa, ma soprattutto dopo aver abbandonato l’organizzatissima casa materna, ho perfino sentito la mancanza di questa utilissima stanza. Nella lunga serie di case in cui ho vissuto non ho più trovato un ripostiglio come quello di mamma e nonna, sia come ordine, sia a livello di spazi. Si sa, le case di nuova concezione sono sempre più piccole, e siccome la mia segreta missione è trovare una soluzione per arredare e organizzare anche spazi piccolissimi, eccomi qui con gli armadi a muro. O meglio, con porte e ante per gli armadi a muro. Una foto vale più di mille parole, a volte. In pratica: come ricavare un ripostiglio in casa, dove prima c’era un’inutilizzata nicchia nella parete. Vediamo tre soluzioni in cui sono utilizzate chiusure per nicchie:

  1. ripostiglio lineare ricavato in una rientranza o in una nicchia nel muro
  2. ripostiglio lineare ricavato su una parete
  3. ripostiglio angolare ricavato in un angolo di casa

1. Le ante battenti per armadio a muro lineare possono  essere utilizzate all’ingresso di casa: un posto perfetto per organizzare scarpe, borse, e tutte quelle cose che “non si sa mai dove mettere” quando bisogna organizzare una casa piccola.
Se poi è il bagno ad essere piccolo, la nicchia può diventare un suo prolungamento, e così il ripostiglio diventa anche lavanderia. 2. Se la nicchia non c’è, ma vogliamo lo stesso ricavare un ripostiglio su qualsiasi parete di casa, le soluzioni sono tante e si adattano a qualsiasi tipo di abitazione. Basta creare una struttura con porte e fianchi aggiuntivi. 3. Ultima idea per organizzare una casa piccola: il ripostiglio angolare su misura.
Queens Angolare ad esempio permette di ricavare uno spazio contenitivo in qualsiasi angolo di casa, piccolo o grande che sia. Infatti è possibile scegliere di chiudere il ripostiglio ad angolo con una o due ante per armadi a muro.

Queste chiusure per nicchie permettono di ricavare un ripostiglio ovunque si desideri, e di nascondere il disordine…intendevo dire naturalmente, di organizzare gli spazi di casa dietro a porte esteticamente impeccabili.

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Il vetro arreda le nostre case da tempi immemorabili. Flessibile, malleabile, versatile: dal vetro si possono ottenere le forme più disparate, gli arredi più originali, mobili classici e moderni, dai bicchieri alle lampade, fino a tavolini e tavoli. Tutto questo è possibile grazie a tecniche che si sono affinate nei secoli rendendo possibile, di volta in volta, un utilizzo sempre più esteso del vetro. Come non citare il vetro soffiato di Murano o le celebri lampade Tiffany? Gli esempi si sprecano, anche perché esistono davvero innumerevoli tipi di vetro e di lavorazioni possibili.

Nella nostra rubrica dedicata ai materiali per l’arredamento di casa non poteva certo mancare un approfondimento sull’arredare casa con il vetro. Solitamente quando si parla di arredi in vetro si intendono tavoli e tavolini da salotto, ma anche moderni tavoli da cucina o, nella zona notte, armadi su cui vengono applicati pannelli in vetro, solitamente decorato o lavorato. In questo video abbiamo voluto concentrarci sulle differenze di base tra vetro extrachiaro, vetro trasparente e vetro laccato, utilizzando come esempio i vetri della collezione cod.sov di ArredaClick. Caratterizzati dall’importante spessore, questi campioni si prestano a mostrare immediatamente le differenze salienti tra il vetro extrachiaro ed il vetro trasparente.Vediamo nel dettaglio le caratteristiche e le distinzioni principali:
vetro trasparente: è un vetro di alta qualità e molto resistente. La caratteristica sfumatura verdina è rivelata dallo spessore. Questa colorazione rende il vetro leggermente più scuro rispetto all’extrachiaro. Questa differenza è praticamente impercettibile, inoltre il vetro trasparente è più economico rispetto al vetro extrachiaro;
vetro extrachiaro: un materiale di altissima qualità, incolore e trasparente. La trasparenza non influisce sui colori applicati al vetro, nel caso in cui si scelga per l’arredamento di casa un vetro laccato.
vetro laccato: la laccatura si può applicare sia su vetro trasparente che su vetro extrachiaro. La differenza è quasi impercettibile, ma mettendo a confronto due colori identici si nota come la laccatura su vetro trasparente risulti leggermente più scura, a causa delle sfumature verdine che caratterizzano questo materiale.

Dire che un vetro sia meglio di un altro è chiaramente un errore: la qualità del vetro cambia da produttore a produttore, e la scelta è ovviamente influenzata dal budget. Per quanto riguarda la scelta della tipologia di vetro o della colorazione, questo dipende solamente da gusti ed esigenze. Arredare con il vetro permette di sbizzarrirsi a livello di forme e colorazioni disponibili. Per chi ama lo stile classico, il vetro extrachiaro e trasparente sono l’ideale, in special modo se si vuole arredare un soggiorno in cui siano presenti lampadari a gocce di cristallo, per creare un ambiente suggestivo ed elegante. Questo non significa che vetro trasparente ed extrachiaro non siano consigliabili in case dall’arredamento moderno: in questo caso tutto dipende dal modello d’arredo scelto e dai mobili che lo circondano. Il vetro laccato, conosciuto anche come colorato o verniciato, si adatta solitamente ad abitazioni moderne o a stanze informali, come ad esempio la cucina. Un tavolo con piano in vetro colorato è il perfetto completamento per una cucina moderna in cui si voglia aggiungere un tocco di colore.

Arredare con il vetro: tavolini fianco divano ShellArredare con il vetro: tavolini da salotto NidoArredare con il vetro: tavolino da salotto RubinoArredare con il vetro: tavolino di design SpiderArredare con il vetro: tavolo allungabile da cucina SlimArredare con il vetro: tavolo design ArtikoArredare con il vetro: tavolo ValenciaArredare con il vetro: tavolo trasparente FrogTavolo da cucina allungabile con piano in vetro SlimTavolo Frog in vetro trasparente (a destra) e vetro laccato bianco (a sinistra)Tavolo Party con gambe in vetro laccato metallizzato color melanzanaTavolo rotondo con piano in vetro Aikido
Prodotti mostrati a fine video:
tavolo Artiko con piano poligonale in vetro
libreria in vetro trasparente Delphi
tavolino da salotto in vetro curvato Frog
tavolo bicolore Party: ovale, quadrato, rettangolare, rotondo, ellittico

12 Aprile 2013 / / Decor

Si dice “interior design” e subito si immaginano soluzioni d’arredo dalle linee particolari e innovative, elementi unici e spettacolari che possano dominare con il loro fascino la stanza in cui vengono collocati. Nel design, però, funzionalità e praticità sono concetti altrettanto centrali. Così oggi spendiamo qualche riga per parlarvi di contenitori e scarpiere. In fondo cosa c’è di più pratico e funzionale che avere ogni cosa “al suo posto” (come vi direbbe ogni mamma che si rispetti)? D’altronde non è necessario rinunciare ad un’estetica piacevole e lo dimostra bene il contenitore componibile  Dado.

Si può anche dare libero sfogo alla propria originalità e Magis fa scuola con il suo baule contenitore di design El Baúl che ricorda una pallina da golf.

Molti di questi complementi d’arredo hanno la caratteristica di essere componibili, il che li rende estremamente versatili. Kaar, ad esempio, è un’ottima soluzione anche per il bagno e si adatta facilmente a diversi spazi.

Non è solo l’ambiente domestico a necessitare di ordine e organizzazione, a maggior ragione in ufficio o nelle aree home office i mobili contenitori svolgono un ruolo da protagonisti e abbiamo qualche proposta interessante anche in questo caso. Il sistema di contenitori Mobil di Kartell oltre che colorato è anche disponibile in molteplici versioni!

C’è la soluzione adatta anche a chi preferisce uno stile meno appariscente, Vega fa la sua figura negli uffici, grazie ai suoi frontali in cuoio.

Non solo elementi bassi ma anche mobili contenitore che svettano verso l’alto e arredano perfettamente anche piccoli spazi, un esempio? Sinfonia!

Ci sono poi quegli oggetti che richiedono dei contenitori appositi e qui le altre donzelle non potranno far altro che darmi ragione: per le scarpe ci vuole una sistemazione specifica, non è una di quelle cose che si può trascurare!
Che ne pensate di Happy?

O di Space (un nome, una promessa)?

Non ci resta che darvi un ottimo consiglio: contenetevi e siate contenuti (almeno ogni tanto)!

9 Aprile 2013 / / Design

Pouf! Normalmente si dice quando qualcosa sparisce, noi lo diciamo quando ci sediamo su una di queste piccole poltroncine, complementi d’arredo che fanno tendenza.
Tendenza perché non esiste un concetto univoco di pouf, i designer si sono sbizzarriti reinterpretandolo in migliaia di soluzioni. Risultato? Data la tua naturale tendenza, troverai un pouf in grado di assecondarla.
Quando diciamo che ne abbiamo di ogni, non esageriamo. Dodo di Magis, ad esempio, è un pouf decisamente non convenzionale, dedicato al pubblico dei più piccoli ed è anche un dondolo!
Cambiamo completamente genere: Echo è un pouf poggiapiedi dalle linee classiche ed eleganti con design curato nei minimi particolari.

Un altro elemento che ben interpreta il design moderno è Barcelona. Un pouf ideato da Mies Van Der Rohe nel 1929 in occasione della Fiera dell’Arte Mondiale.

Esistono, però, declinazioni divertenti e colorate del pouf non dedicate solo ai bambini. Date un’occhiata a Bidi-Bodi, che è già un classico con la sua forma a “sacco” e il suo rivestimento in tessuto colorato, e a Gomitolo, il cui nome parla da solo!

Un’altra tendenza ben salda è quella del design futuristico. A tal proposito, Lipari non vi ricorda le piccole navicelle spaziali che si vedevano nei cartoni animati dei Pronipoti?

E Meganet non sembra quasi una stazione spaziale? Eppure credeteci, è proprio un pouf, disegnato in tandem da Paolo Chiantini e Gualtiero Sacchi.

Ma questi sono solo alcuni esempi di quali e quante tendenze si possano trovare in fatto di pouf! C’è solo l’imbarazzo della scelta e il piacere della scoperta!

 


“Stanza di appartamento o di circolo, albergo e simili, generalmente ben arredata e dedicata alla conversazione e al ricevimento degli ospiti“.
Ecco la prima voce che troverete cercando salotto sul dizionario.
Potete immaginare un salotto dove ricevere degli ospiti senza un tavolino da salotto?Oltre che una contraddizione in termini, non è un po’ come pensare ad un’auto senza le portiere? Potrebbe anche avere il suo fascino, ma andateci in giro in inverno!
Battute a parte, il tavolino ha il suo innegabile perché, sia funzionale che estetico e a questo perché corrisponde una proporzionale varietà di modelli, forme e materiali.
E chi meglio di Collage può darvi un’idea di tutta questa varietà?
Intanto fatevi una domanda e datevi una risposta: dove lo voglio mettere? Le risposte a questo marzulliano quesito sono generalmente due: fronte divano oppure lato divano. In realtà moltissimi tavolini moderni possono essere utilizzati indistintamente nelle due collocazioni. Alcuni pezzi dalle forme particolari, però, richiedono ancora un scelta a priori.
Come Detroit, tavolino smaccatamente da lato divano.

O come Charly, tavolino con base in cuoio costituita da pannelli ellittici bicolore che, posizionato a fronte divano con la possibilità di giragli intorno, risulta valorizzato al massimo.

Nella maggior parte dei casi, però, l’unico limite è costituito dal proprio gusto e dallo spazio a disposizione. Che ne dite di Panier? Un tavolino contenitore rotondo completamente realizzato in policarbonato trasparente.
Millerighe invece è l’esempio perfetto di come un materiale classico come il legno possa essere trasformato in un elemento d’arredp moderno e originale.
Non solo forme moderne, anche rivisitazioni di forme classiche per creare piacevoli contrasti, come il tavolino Land con piano in marmo e struttura in massello di faggio intagliato.
Non mancano anche interpretazioni futuristiche del tavolino da salotto.
PebbleYo-yo ricordano molto navicelle spaziali e dischi volanti, non trovate?
Basta immaginarlo e, probabilmente, il tavolino da salotto dei propri sogni esiste già!


Tra i complementi indispensabili per la casa spiccano senza ombra di dubbio le lampade d’arredo. Conosco persone che non hanno un appendiabiti, conosco addirittura, udite udite, persone che non hanno tappeti in casa. Ma senza lampade sicuramente non si può stare. L’arte dell’illuminazione non è cosa da tutti, esiste una vera e propria disciplina, il “Lighting Design“, complicatissima e piena di regole che non saprei assolutamente spiegarvi. Mea culpa. Se davvero volete una casa illuminata a regola d’arte, affidatevi ad un professionista. Ci sono però regole non dette e non scritte che conosciamo tutti, una in particolare si potrebbe quasi definire uno standard: cosa si mette sui comodini a fianco del letto? lampade da tavolo, dette anche “abat-jour”. Un’ottima soluzione per la lettura e per illuminare di luce soffusa la camera da letto, le lampade da tavolo sono anche la soluzione preferita per illuminare scrivanie e tavoli da lavoro.
Per una scrivania di design, la lampada da tavolo barocco-moderna Bourgie di Kartell è la soluzione ideale per illuminare e arredare con gusto.
Esattamente agli antipodi rispetto allo stile di Bourgie, troviamo una lampada da tavolo orientabile: Gemini di SpHaus è pensata per gli amanti del design minimalista, o per arredare una casa futuristica.
Sembrano uova le lampade da tavolo bicolore Lumen. Realizzate in vetro incamiciato, sono il frutto della maestria artigianale di mastri vetrai veneziani. La tecnica del “vetro incamiciato” consiste nell’immersione del vetro soffiato in un crogiolo di pasta vitrea di differente colore.
Essenzialità ed eleganza sono le caratteristiche di Mamba, ideale complemento per il soggiorno moderno, questa lampada dal design minimalista
Non so voi, ma appena le ho vista ho pensato alla lampadina Edi, la simpatica lampadina aiutante di Archimede Pitagorico nei fumetti di Walt Disney. In realtà Rocket è una lampada ultrasottile da tavolo realizzata in metacrilato.
Anche Nerea, lampada da tavolo con paralume in metacrilato è realizzata in metacrilato trasparente, un materiale altamente modellabile che consente la creazione di design originali come quello di questa lampada che sembra uscita dal fondo del mare.
Gura non tradisce il materiale per eccellenza utilizzato per lampade e lampadari, anche se lo declina in una forma contemporanea: una lampada moderna in vetro di Murano con diffusore “a campana” satinato internamente.
Design originale per la lampada da tavolo Cheers. Contemporanea e retrò al tempo stesso, la linea del paralume ricorda il tappo di una bottiglia.

Non potevo certo tralasciare le lampade da tavolo classiche. Ne ho scelte due per rappresentare l’intera categoria. Se Rocket era la lampadina Edi di Walt Disney, la lampada da tavolo snodata Elena esce direttamente da un cartone animato della Pixar. È un classico delle lampade da scrivania, con struttura in ottone e paralume curvato. Una lampada che non passerà mai di moda.
Secondo classico intramontabile: la lampada da tavolo con pendenti in cristallo Gioia.

Ne approfitto anche per ricordarvi che il Salone del Mobile 2013 sarà accompagnato da Euroluce: la manifestazione di riferimento internazionale per il settore luce e illuminazione d’interni. Potete trovare Euroluce tra gli ingressi Porta Ovest e Porta Sud della Fiera di Milano a Rho. Cosa troverete? semplice: 40.000 metri quadrati di illuminazione allo stato puro tra lampade, lampadari e qualsiasi cosa emetta Luce.


Divani moderni: quali e quanti modelli, come e cosa scegliere?
Scegliere un divano non è facile perché i modelli a disposizione e le soluzioni possibili sono davvero tante.
Noi partiamo sempre dal presupposto che prima di acquistare bisogna informarsi: è necessario capire cosa si desidera per la propria casa, vedere cosa offrono le aziende e scegliere il divano ideale in base ai gusti personali e allo spazio a disposizione.
In questa puntata di ArredaTips siamo in modalità didattica: una sorta di “Lesson Number 1″ su divani lineari, angolari e con penisola. Eleonora versione maestrina istruisce Carlo su modelli e terminologia, per muovere i primi passi nel vasto mondo dei divani moderni componibili.

Piccolo glossario divani:
Divani Lineari: solitamente le aziende propongono i modelli a 2 o 3 posti, a volte disponibili nella versione maxi. La larghezza massima si aggira intorno ai cm 250; per divani lineari di dimensioni maggiori si può optare per soluzioni componibili che uniscono due o più elementi chiamati “laterali” (con un bracciolo o tavolino o libreria, a seconda del modello scelto) o “centrali” (senza braccioli) a seconda della collocazione.
Questi ultimi sono anche utilizzati per creare divani componibili angolari o con penisola.
Divani Angolari: si compongono di due elementi laterali, ciascuno con un bracciolo, uniti da un elemento angolare che va a creare lo “spigolo” del divano ad angolo. In alcuni modelli di divano l’elemento angolare può essere costituito da un pouf senza schienali.
Divani con Penisola: l’elemento “penisola” può assumere varie forme, che coincidono con vari modelli differenti:
divani con chaise longue: composti da un elemento lineare laterale e una chaise longue. La chaise longue non è un elemento di grandi dimensioni, può fornire un posto a sedere in più, ma in generale è usata per sdraiarsi. Lo schienale coincide con quello del laterale ed è dotata di un bracciolo identico a quello dell’elemento lineare;
divani con meridienne: la meridienne è solitamente di dimensioni maggiori rispetto alla chaise longue, creando l’effetto di un divano angolare. Si tratta di un unico elemento dotato di uno schienale ad angolo che coincide e continua la linea dello schienale del laterale.
divani con terminale panoramico: un elemento privo di braccioli e con un unico schienale lineare. Può essere unito sia a divani lineari che angolari. Solitamente uno dei lati coincide perfettamente con la profondità del divano a cui è unito, mentra l’altro lato può assumere forme sagomate più profonde, come una sorta di pouf integrato.
divani con dormeuse: formati da due elementi. La dormeuse è simile alla chaise longue, è dotata di schienale, ma ha un bracciolo che corre lungo tutta la sua profondità.
Di seguito tutti i divani moderni proposti nel video:
Divano moderno Ronin con cuscini poggiareni
Divano moderno Hopper con piedini alti
Divano moderno Sauvignon con penisola
Divano letto moderno Roulette con penisola

Per vedere tutti i divani su ArredaClick: Divani Moderni e Classici 
A breve: idee progettuali per organizzare un salotto perfetto!