Le soluzioni per organizzare e dividere gli ambienti di casa sono molteplici: per organizzare il bagno ci sono mobili e mobiletti; per organizzare la camera da letto ci sono armadi, letti con contenitore, comò e comodini; per il soggiorno ci sono le pareti attrezzate; e per la casa?
Per organizzare gli spazi interni della casa ci sono le porte scorrevoli.

Come ogni venerdì torniamo con ArredaTips. Per chi si sta chiedendo “eh?”, ArredaTips è…tante cose: una video-rubrica, una guida di stile, un tutorial dedicato a consigli di arredamento e interior design; soprattutto ArredaTips è easy, DIY e informale e un po’ pazzerello.

In questa puntata Carlo si è cimentato in un progettino di SketchUp che mostra alla perfezione come scegliere le porte scorrevoli adatte a dividere due ambienti adiacenti: potrebbe essere il caso di un soggiorno-cucina, oppure anche di uno studio in cui si vogliano dividere sala d’aspetto e zona di lavoro. I consigli non scarseggiano mai e anche i dettagli tecnici non si fanno certo desiderare.

Coming soon: un ArredaTips dedicato alle porte scorrevoli per chiudere una cabina armadio o per creare, all’occorrenza, un angolo studio in soggiorno.

Per vedere altre soluzioni clicca qui: Porte Scorrevoli

1 Marzo 2013 / / Decor

Facciamo un test: ripercorrete a ritroso gli ultimi post, soffermatevi sulle immagini e cancellate mentalmente tutti i tappeti che vedete!
Allora, che ne pensate? Riuscite ad immaginare la differenza? Io dico di sì.
Sarà forse per questo che su ArredaClick siamo appena arrivati a quota 100 modelli di tappeti disponibili!

Tappeto fa rima con persiano nella mente di molti, ma oggi è possibile trovare tappeti moderni, colorati e con disegni di tendenza.

Un trend che non sembra voler proprio tramontare è quello dei tappeti dai disegni geometrici, con colori forti e decisi che si sposano perfettamente allo stile minimal tanto in voga ultimamente.

Una tendenza che sfocia anche in alcune proposte che ricordano dei quadri astratti, con decori che sembrano pennellati ad arte.

Per chi non vuole arrendersi all’antica tradizione orientale, non ci sono solo le geometrie: un altro filone ben nutrito è quello dei tappeti che riprendono le forme e i colori della natura e dei paesaggi, con sagome e accostamenti cromatici ispirati a foglie e fiori o, ad esempio, al ciottolato di un paesino di campagna.

Non mancano anche proposte più vezzose, ideali per un altro stile in auge in questo periodo come il barocco moderno, di cui vi abbiamo già parlato recentemente.

Un’altra tendenza in fatto di tappeti è quella di utilizzare dei grandi classici, come i tappeti realizzati con la classica lavorazione tufting (il tappeto peloso per intenderci), e inserirli in ambienti moderni ed essenziali dove, contro ogni previsione, calzano a pennello!

Non resta che sbizzarrirsi e arredare, perché no, anche i pavimenti!

26 Febbraio 2013 / / diotti.com - ArredaClick

Nelle ultime nevose serate brianzole mi sono dedicata, tra un approfondimento politico e l’altro, allo zapping selvaggio. Sono giunta ad una conclusione: a parte la politica che imperversa per ovvi motivi, siamo bombardati da programmi di cucina e di grassi americani sornioni alla ricerca disperata dell’ultimate deal. Per fortuna c’è “How it’s made”. Nonostante l’ossessiva musichetta ipnotizzante il celebre “Com’è fatto” di DMAX ci fornisce la nostra dose giornaliera di nozioni interessanti. Non solo interessanti, ma anche utili. Vedere com’è fatto qualcosa ci dà indicazioni sulla qualità del prodotto e ci aiuta a scegliere consapevolmente se acquistarlo o meno. Compreremmo qualcosa se sapessimo che per la sua produzione sono impiegate sostanze tossiche o materiali di dubbia provenienza? Io dico di no.
Per questo abbiamo deciso di mostrare “al mondo” come nasce e com’è fatta una cucina ArredaClick.

In breve: cucine italiane al 100%; materie prime italiane prodotte in casa o reperite a “Km 0″; manodopera qualificata che lavora in un ambiente sicuro; controlli qualitativi costanti. Meglio delle parole: un video di 3 minuti e 47 secondi per mostrare come sono fatte davvero le cucine di ArredaClick.

24 Febbraio 2013 / / diotti.com - ArredaClick

Thank God it’s ArredaTips! altro che Friday!

Questa sesta puntata è dedicata a consigli su come arredare la mansarda.

L’argomento è davvero vastissimo, quindi promettiamo che questa sarà solo la prima di una serie di puntate dedicate al tema. Questa volta abbiamo scelto una serie di mobili dal design funzionale, poiché abbiamo individuato due caratteristiche salienti dell’arredamento per la mansarda, piccola o grande che sia: versatilità e trasformabilità.

Vi consigliamo di guardare il video per scoprire tanti piccoli e grandi consigli sempre utili per iniziare a progettare la vostra mansarda e farvi un’idea di quello che potrebbe servirvi. Torneremo con altre chicche e vi promettiamo che la prossima volta non ripeteremo l’esclamazione “esatto!” così ossessivamente.

22 Febbraio 2013 / / Idee

Porta Garofoli
Le porte interne di casa sono sempre un incognita! O ci si pensa troppo o troppo poco.
Tendenzialmente sono anche l’ultima cosa a cui si pensa quando si arreda o si ristruttura casa. Eppure, le porte da interni hanno un ruolo molto importante in un abitazione, dividono ambienti rendendoli comunicanti, ci invitano ad essere oltrepassate per scoprire cosa nascondono oltre.
Inoltre, dovendo rassegnarci sempre più ad abitazioni più ristrette, la stessa porta diventa quasi un elemento che obbligatoriamente deve delineare spazi ed è anche si ben visibile nel complesso dell casa.
Allora cosa scegliere? Che linea seguire?
Partiamo dal presupposto che la porta E’ un elemento d’arredo a tutti gli effetti e che come tale deve integrarsi con il resto dell’arredo. Ciò non vuol dire che deve necessariamente confondersi con esso, anzi, può diventare elemento di contrasto o elemento di unione tra due linee di arredo scelte.
Al di là del gusto personale sulla finitura è importante definire dove inserire porte piene e dove porte con vetro.
Le prime, proprio perchè piene, impediscono alla luce di filtrare e sono indicate per i locali notte, camera da letto, camerette o anche studi domestici; Chi sarà impegnato a godersi la comodità del materasso su cui dorme non sarà infastidito dalla luce che arriva dal locale vicino.
Le seconde, più indicate per i locali giorno, lasciano passare la luce e intravedere ciò che avviene oltre, tornano estremamente utili se dividono locali privi di finestre o comunque che godono di poca luce naturale.
Sempre più spesso le porte in vetro diventano divisori tra cucina e living in ambienti open space. Nelle nuove costruzioni infatti, dove la zona giorno è un locale unico, consentono di creare una sottile separazione tra cucina e soggiorno, utile a schermare odori.
La scelta spazia tra le diverse tipologie d’apertura, da scegliersi in funzione della frequenza d’uso.
  • porta battente: la più tradizionale e ad oggi richiesta; il senso d’apertura è definito in funzione dello spazio, quello che sarà il senso di rotazione definirà l’ingombro utile da lasciare libero per la sua apertura. Le finiture sono le più svariate. E’ una porta ben visibile sia da aperta che chiusa.
  • porte scorrevoli “scrigno” o esterne: le prime sono le più gettonate perchè possono sparire all’interno del muro, non creano limiti d’ingombro per l’arredo e i passaggi, le seconde scorrono esterne a filo parete, necessitano quindi del loro stesso ingombro anche sulla parete sulla quale scorrono, ma possono scorrere anche dietro ad un mobile studiato ad ok. Il binario è spesso a vista o pùò essere incassato nel cartongesso.
  • bilico: il senso è un pò quello del battente con la differenza che il perno di rotazione non è tutto esterno, l’effetto all’apertura è molto bello, sono però piuttosto scomode per lo spazio che richiedono una volta aperte.
  • libro: stesso concetto del battente, ma doppio, ripiegato su se stesso. Portano via la metà dello spazio di una battente tradizionale. Esteticamente meno piacevoli per il taglio verticale obbligato, ma molto indicate in sostituzione di una battente nel caso in cui non si potesse intervenire con una scorrevole interno muro.
  • filo muro: nuovissime di concezione più moderna, stipiti piatti o del tutto inesistenti (è importante che il muratore che rifinisce i muri sia “uno bravo”) a creare un effetto parete continuo, quanto meno da un lato del locale. Ideali se non si vuole vedere la porta e riconoscerla come tale perchè può essere rifinita come la parete.
Lo stile che sceglierete e la finitura dipende dall’effetto ottico che vorrete ottenere, io sono dell’idea che le porte ci sono ed in quanto tali si devono vedere ed essere belle. E’ un investimento che si fà una volta,  e va fatto consapevolmente.

Porte Rimadesio; Garofoli; GDesigner.

 

20 Febbraio 2013 / / Arredamenti Diotti A&F

Cucine sospese che fino a qualche anno fa erano ancora considerate roba per pochi: magari costose, magari troppo ricercate e particolari, magari troppo di design. Magari poco funzionali.

Oggi le cucine sospese sono quasi una “normalità”: il concetto della leggerezza visiva e spaziale ci perseguita, forse perchè le metrature continuano a ridursi e la necessità di poter respirare mentre si osserva e si vive un ambiente diventa fondamentale.

Il problema però sorge spontaneo: se le metrature sono sempre più piccole, almeno in città, anche lo spazio di storage si riduce. Insomma, non sappiamo più dove mettere gli oggetti e dunque il pensiero frequente è: se scelgo una cucina sospesa, mi privo di uno spazio prezioso per “archiviare”.

Perchè se in molti altri ambienti della casa la tecnologia ci viene ormai in aiuto, eliminando supporti fisici (vedi cd, dvd, libri, sostituiti da mp3, file di vari formati, ebook), in cucina il frullatore o i piatti proprio non possono diventare virtuali. E dunque necessitano di spazio per essere riposti.

E ritorniamo al dilemma: maggiore leggerezza o più spazio di storage? Io credo che sia tutta una questione di geometria. Perchè lo spazio “tolto” in verticale alle cucine sospese, viene in parte recuperato dalla profondità. Ma poi entra in scena anche la questione di gusto, e allora lì il discorso cambia.

E’ una riflessione seria, la mia: una cucina, se non è potenzialmente per sempre, è almeno per diversi anni. E per diversi anni deve rimanere funzionale, pratica e sì, anche bella da vedere. Perchè l’estetica la demonizziamo di continuo, quando in realtà serve a far esprimere la nostra personalità e a farci respirare con gli occhi.

Dunque il giusto compromesso è da trovare: e lo dico perchè ormai penso seriamente alla mia nuova cucina…il momento della scelta si avvicina inesorabilmente. E da che ne ero tremendamente entusiasta, sono passata a una sorta di terrore implicito, latente, che mi assale ogni volta che mi avvicino a qualcosa di “definitivo”.

Imperitura: la mia cucina sarà imperitura. E proprio per questo “perfetta”. Come posso trovare l’equilibrio perfetto tra esigenze e gusto? E’ l’eterno dilemma dell’arredatore. Ed è per questo che comincio cercando di capire quali forme, quali pieni e quali vuoti dovrà avere la mia cucina. Perchè penso che da qui si debba partire: da ciò che si riempirà e da ciò che rimarrà a coronare i miei respiri, occhialuti o no.

Non riesco a decidermi, non ancora. E mentre aspetto di ricevere una folgorazione sulla via di Damasco, osservo e assimilo.

Osservo cucine come Sfera, che potrebbe rappresentare l’esatto compromesso: una cucina capiente come quelle “tradizionali”, appoggiata a terra, ma dotata della stessa insostenibile leggerezza di una cucina sospesa, grazie allo zoccolo a specchio e alle superfici lucide che dilatano lo spazio.

Oppure mi beo al pensiero di quante cose potrei sistemare nella cucina Horizon, monolitica, ma allo stesso tempo snella e dalle linee pulitissime.

Oppure ancora guardo la cucina Living e rimpiango sempre più di non avere un loft/open space dove poter sfruttare lo spazio al centro, componendo pieni e vuoti in un dinamismo effettivamente insolito ed emozionante.

Scegliere è dura: vi prego qualcuno mi salvi dal comprare otto cucine tutte insieme!

19 Febbraio 2013 / / Design d' Ingegno

Non chiamateli solo tavolini!

Un bel tavolino da tè quando è di classe e di qualità si fa sempre riconoscere e può dare al salotto un aspetto raffinato anche in piccoli ambienti. Tuttavia esistono tavolini che non si accontentano di fungere da comodo ripiano, ma arredano e danno carattere all’ambiente in cui vengono inseriti.

Tra quelli più particolari, va di certo menzionata la soluzione creata da Ora-Ïto per Roche Bobois. Parliamo di un’azienda che è attenta all’impatto ambientale dei prodotti e che attraverso un elegante design di sintesi ha forgiato un tavolino minimale nei dettagli, ma con dinamicità e fluidità di linee. La superficie in vetro è circolare e sostenuta da tre gambe slanciate che sembrano ruotare nello spazio, in omaggio alla leggerezza e con il minor spreco possibile di materiali.

Altrettanto dinamico nelle forme è il tavolino Fourth Dimension progettato da Axel Yberg: anche qui il piano è in vetro, per dare una visibilità a 360° della struttura portante, ed è sostenuto da quattro supporti in legno distribuiti in modo tutt’altro che consueto. Ciò è dovuto al fatto che il design di questo oggetto si ispira alla teoria della quarta dimensione di Einstein, per cui il reticolo in acciaio rappresenta il continuum spazio temporale e le quattro assi rappresentano i quattro vettori.

La teoria, infatti afferma sostanzialmente che il tempo (ovvero la quarta dimensione) è solo una direzione nello spazio e che la differenziazione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione. L’intento qui è di sottolineare la forza dell’unione e – in un senso più lato – la famiglia, celebrando il nuovo ed onorando il vecchio. Si tratta di una grande responsabilità per un tavolino, non credete?

Molto più frivola e giocosa è la soluzione proposta da Unoauno. Si chiama Flood ed è un tavolinetto componibile con dei vortici che sembrano sciogliere il materiale di cui è fatto ed allo stesso tempo contribuiscono a dare vita alle linee e ai colori di questo oggetto.

Realizzato interamente in Cristalplant, la sua morbidezza ed il suo design ne fanno un elemento fresco e unico, componibile in tanti modi per create effetti e giochi di luce ed ombre diversi. Questo è un tavolino creativo e colorato, adatto ad un ambiente moderno oppure ad uno studio. Non è carino?

In ogni caso, il tavolino 3Style di David Koch è forse quello con maggiori qualità. Anzitutto il suo design è semplice, adatto per essere inserito in un contesto contemporaneo o moderno. Le sue linee sono pulite e la sua versatilità è eccellente. In effetti, questo tavolino è stato concepito per ambienti ridotti, per essere funzionale al massimo ed è quindi stato pensato per diventare tre cose differenti: un tavolino da té, un tavolo da pranzo ed una scrivania. La cosa interessante è che ogni trasformazione avviene in pochissimo tempo, con pochi semplici gesti. Potete anche visionare il video esplicativo: davvero eccezionale! E voi? Quale preferite?

L’articolo “Non chiamateli solo tavolini!” è apparso originariamente su blog design d’ingegno. Rispettane le condizioni di licenza. è vietata la ripubblicazione in aggregatori di feed RSS senza l’esplicito consenso dell’autore.

18 Febbraio 2013 / / Blog Arredamento

Cucine con penisola: hanno cambiato anni fa il modo di pensare l’ambiente cucina; domani rivoluzioneranno ancora le nostre case. Come? Basta guardare alcune novità, capaci di proiettarci subito in un futuro molto prossimo: è il caso di Board, la nuova cucina firmata Pietro Arosio per Snaidero, un modello che promette di sconvolgere ancora una volta la nostra percezione degli spazi domestici.

Board ha una caratteristica peculiare che la rende per il momento unica nel panorama del design: la sua penisola supporta il blocco operativo della cucina (e fin qua nulla di strano), ma lo fa rimanendo totalmente sospesa; la sua forma “aerodinamica” proietta la penisola nel vuoto, mantenendo un colpo d’occhio leggero e pulito, sicuramente futuristico, quasi quasi spaziale.

E lo dice anche il nome: Board. Sa molto di navicella, così come le sue linee. Interessante, accattivante, particolare. Decisamente. Ma devo ancora capire se mi piace, se mi emoziona autenticamente oppure se è soltanto la novità a stupirmi.

Probabilmente, come sempre accade, ci vorrà del tempo per abituare il mio occhio a questi nuove realtà; ci vorrà tempo per convincermi che questa possa essere LA soluzione definitiva, in grado di incarnare tutti i miei sogni di cucina, una cucina perfettamente calata nei panni della regina di una zona giorno sempre più open e sempre più contaminata.

Intanto Board può vantarsi probabilmente di essere efficace, funzionale ed efficiente. Perché è inutile raccontarsela, i vantaggi ci sono e si vedono: una leggerezza senza precedenti, l’impareggiabile sensazione di cucinare fluttuando nell’aria, nonché un’organizzazione innovativa degli spazi in cucina, per cui il blocco operativo risulta subito a portata di mano, facilmente raggiungibile da qualunque punto ci si trovi.

Da qualche parte leggevo che la cucina dei sogni dovrebbe essere COMPLETAMENTE sospesa. Esempi ne abbiamo già visti in questo senso, ma privi di una penisola che segua lo stesso concetto, che ora invece esiste. E quando arriveremo a un’isola sospesa, allora il processo sarà compiuto. Avremo la nostra leggerezza ultraterrena e potremo volare nello spazio, mentre prepareremo la pasta. Ma intanto viene da chiedersi se la visione di una cucina simile rasenti davvero la perfezione, oppure se si tratta soltanto di un concetto amorfo ed etereo.

Ma finchè siamo ancora coi piedi per terra, Board rimane l’inizio di un nuovo percorso, una di quelle realtà che poi arriveremo a percepire come consuete, quasi “normali”. Anche se il concetto di normalità nell’arredo e nel design viene stravolto continuamente, rimanendo di fatto soltanto una mera dissertazione filosofica.

Io so soltanto una cosa: che per quanto il cappello da chef non sia fatto per me, la cucina è uno degli ambienti della casa che più mi affascinano. E in attesa di trovare quella perfetta per i miei sogni, mi lascio ispirare, osservo, immagino, creo. Perché esplorare nuovi concetti, come quello espresso da Board, non fa mai male: aiuta a capire le tendenze del domani, che rivoluzioneranno l’oggi, plasmando anche le nostre esigenze.

Conoscere le novità in questo senso dunque, ci può suggerire oggi quello che vorremo dal domani, risolvendoci in sostanza un bel po’ di problemi filosofico-esistenziali. Insomma stare sul pezzo ci salverà, se non altro da un po’ di stress.

 

17 Febbraio 2013 / / diotti.com - ArredaClick

Non lo diciamo solo noi, lo dice anche Pantone nella sua sezione Fashion+Home: mobili e arredamento a colori sono il segno distintivo del design d’interni per il 2013.

Sarà per tirarci su di morale in un periodo storico “grigio e nero”, sarà perché la primavera è alle porte, io dico ben venga il colore ad invadere le nostre case.

Avevo già parlato dell’uso di mobili e arredamento a colori in soggiorno qui.

Ho scovato altri arredi caratterizzati da inserti fluo, pennellate di colore qua e là, colori d’accento a sorpresa. Il tavolo da cucina Easy è l’esempio perfetto: nessun locale di casa si presta più della cucina per osare con i colori. Piano bianco, gambe e profilo in arancio vivo.

Torniamo a mobili e arredamento a colori per il soggiorno, con Tracks, una credenza moderna con ante in tessuto, dalle linee di chiara ispirazione vintage. Protagonisti il bianco e il blu, con un tocco di rosso in cima all’appendiabiti di design Game of Trust.

Le tendenze in fatto di design d’interni parlano chiaro: tra tutti i colori selezionati, il giallo limone, senape, sole, insomma il giallo in tutte le sue declinazioni la fa da padrone nel mondo dei mobili e dell’arredamento a colori. Vediamo Air una sedia in legno con braccioli fluo di Modà, accompagnata dalle gemelle in blu elettrico e fucsia. Il design di Modà non teme mai di esprimere tutta la sua originalità attraverso colori d’impatto.

Anche per la camera da letto l’arredamento a colori sceglie il giallo, questa volta in toni più sommessi per un’atmosfera rilassata. Impossibile non sottolineare la morbidezza del letto Fluff imbottito in piuma. Anche le librerie free standing sono proposte in giallo.

Buona casa a colori a tutti!

Per vedere i colori Pantone clicca qui: Pantone Fashion + Home

15 Febbraio 2013 / / diotti.com - ArredaClick

Il venerdì è più bello da quando c’è ArredaTips. Non è così? Questa settimana, travolti dalle telefonate di clienti impegnati nella creazione delle loro cabine armadio su misura, abbiamo pensato di dare alcuni consigli a tutti i fortunati possessori di cabina armadio. Io non ce l’ho, ma come fan di Sex and the City non posso fare a meno di pensare che un giorno, quando AD Architectural Digest deciderà di farmi Capo-Redattrice Assoluta, avrò una cabina armadio da far invidia a Bradshaw e colleghe.

La nostra guest star di oggi è la cabina armadio componibile Easy. Si tratta di pannelli dotati di mensole, di altezze diverse e varie configurazioni. In pratica ci potete fare quello che volete: componibilità assoluta ed una vasta gamma di colori permettono di creare cabine armadio praticamente su misura. Non è finita qui: proprio per la sua natura modulare questa cabina armadio può essere utilizzata per arredare una mansarda. Nessun taglio a misura, solo i pezzi della vostra cabina da comporre come vi pare e piace.
I nostri consigli su come arredare la cabina armadio non finiscono qui: nelle prossime puntate vi mostriamo altre tipologie, modelli e anche alcune soluzioni per cabine armadio low cost. Seguiteci, commentateci…criticateci!