5 Febbraio 2014 / / Luxemozione

Link all’articolo originale: PLDA sta per chiudere, chi si occuperà di noi Lighting Designer europei?
articolo scritto da: Roberto

Da  un paio di settimane a questa parte, stiamo assistendo al proliferare di molte voci di corridoio, articoli su blog e magazine on line, discussioni sui social media. Il mondo dell’illuminazione si sta chiedendo cosa succede alla Professional Lighting Designers Association (PLDA).

La costosa battaglia legale intentata da VIA Verlag e il ritiro del supporto economico da parte delle aziende appartenenti al Circle of Sponsor pone l’attenzione sul futuro dell’associazione.

I fatti sono noti. PLDA è una libera federazione di lighting designers e lighting consultants attivi su scala internazionale. È stata fondata nel 1994 a Francoforte sul Meno, con il nome di ELDA+ (European Lighting Designers’ Association), da Lucy Rittner e Georges Berne/F , Alison Ritter/UK, Johannes Dinnebier/D, Erwin Döring/D, Heinrich Kramer/D ed Joachim Ritter/D, Francesco Iannone e Serena Tellini/I. Ad oggi (gennaio 2014) rappresenta 751 membri provenienti da 65 paesi del mondo, in rappresentanza di tutti i continenti. La struttura dell’associazione si basa su un Consiglio presieduto da un Presidente e Vice Presidente (“President Elect“), comprendente 6 membri eletti consiglieri più un amministratore delegato (Managing Director General), l’assemblea dei membri ed un Circle of Sponsor di cui fanno parte i principali produttori internazionali di apparecchi d’illuminazione.

Gran parte delle risorse di PLDA sono dedicate all’organizzazione ed al sostegno di programmi di formazione di livello universitario. Non manca il supporto ai propri membri nel lavoro quotidiano, sia attraverso analisi di mercato che fornendo assistenza nello sviluppo delle normative internazionali sull’illuminazione, sulla definizione di linee guida per il mercato e sulla collaborazione con le fiere internazionali di settore. L’Associazione promuove anche meetings nazionali e internazionali, conferenze ed eventi legati alla luce. Sono  famosi in tutto il mondo i suoi workshop pratici, Light in Alingsaas su tutti, a titolo di esempio.

Obiettivo: il riconoscimento internazionale della professione

Londra, 27 ottobre 2007. La sessione plenaria della I° PLDC (Professional Lighting Design Convention), ha proclamato e adottato la Dichiarazione di istituzione ufficiale della professione di designer di illuminazione architettonica. Prima di allora, non esisteva una definizione certa della nostra professione:

Art. 1 – Il lighting design è l’arte e la scienza di illuminare l’ambiente umano. I lighting designer sono professionisti che hanno la capacità di applicare tale arte e scienza ai progetti, contribuendo così al loro esito positivo.

Art. 2 – Il lighting design è una professione ed una disciplina distinta da tutte le altre negli ambiti dell’architettura, degli interni, del paesaggio, dell’urbanistica così come dell’ingegneria elettrica.

Leggi il resto della Dichiarazione

 Crescita globale

Per chi non appartiene a PLDA (o non ne frequenta le conferenze), non è facile comprendere che VIA Verlag (editore) è una figura diversa da PLDA (associazione). Per anni, il personale VIA e quello PLDA hanno condiviso uffici ed indirizzo comune a Gütersloh/D, pratica che ha consentito di ridurre costi di gestione e di mantenere un filo diretto tra membri, sponsor, altre oganizzazioni internazionali, etc. Il lavoro svolto negli anni è stato notevole, consentendo a  ELDA+ di beneficiare delle competenze manageriali di VIA e consentendo lo sviluppo di diverse iniziative.  Vale la pena ricordare che VIA è la sola proprietaria del marchio e del format PLDC (Professional Lighting Design Convention).

Con la crescita globale dell’associazione, ELDA + cambia il nome (PLDA, per sottolinearne la natura globale e non eurocentrica) ed inizia a  soffrire di problemi finanziari – giova ricordarlo, la crisi economica mondiale era agli inizi. Allo scopo di marcare nettamente la differenza con VIA (l’associazione non ha lo scopo di produrre utili) viene decisa la separazione delle sedi e si riorganizzano le competenze necessarie. Non senza problemi, tant’è che un’azione legale intentata da VIA Verlag oggi blocca ogni iniziativa da parte PLDA.

L’associazione si trova davanti ad un bivio.

 Il futuro

Lo scorso novembre, i vertici PLDA e IALD si sono riuniti a Berlino e le future iniziative sono state definite secondo una dichiarazione comune:

La natura globale del contesto aziendale di progettazione / costruzione richiede una singola e forte,voce per rappresentare le esigenze internazionali della professione dell’Architectural Lighting Design. In riconoscimento di questo, il IALD e PLDA hanno concordato di esplorare le future opportunità di collaborazione.

Il mercato professionale europeo è profondamente diverso da quello nordamericano ed un’associazione con base stabile in Europa, a mio parere, sarebbe più attenta e puntuale a condurre iniziative anche su scala nazionale. Per me, essere membro PLDA (dal 2007) è stato il principio di una maggiore crescita e maturazione professionale. Ho discusso da pari con colleghi provenienti da ogni parte del mondo, ho imparato dai più esperti quanto dai più giovani.

Personalmente, credo non basti più l’orgoglio di appartenere ad una comunità globale di persone che amano la luce e ne fanno il proprio lavoro quotidiano. La chiave del successo, in ogni attività, è avere una fonte finanziaria affidabile ed una saggia amministrazione. PLDA ha deciso di rinunciare alle competenze manageriali di VIA e di affidarsi alle proprie, senza avere solide finanze e -apparentemente- senza forti capacità gestionali. Lo stesso errore fu commesso da IALD negli anni ’90…

Se PLDA sta per chiudere, chi si prenderà cura dei Lighting Designer europei? E chi si occuperà di noi italiani?

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Link al post originale:PLDA sta per chiudere, chi si occuperà di noi Lighting Designer europei?
Copyright © Giacomo Rossi.

5 Febbraio 2014 / / News

Luca Carbonelli e la sua azienda, per me, significano molto più dell’ottimo caffè che producono.

Ci siamo incontrati la prima volta all’Università La Sapienza di Roma il 13 dicembre 2013. Siamo stati entrambi invitati ad una lezione con Stefano Epifani e Alessio Jacona per parlare della nostra esperienza in rete. Ma tutto questo poteva anche non avvicinarci, avremmo potuto non conoscerci mai, e invece ci pensa il web a farci ritrovare tra simili.

Da quel giorno, insieme, abbiamo fatto parecchia strada. Sono molto colpito dai risultati raggiunti dalla sua azienda. E’ sicuramente un esempio per le imprese , per l’italia e per la sua regione. Luca rappresenta un approccio aziendale in cui – nonostante la lontananza dei nostri settori – ci riconosciamo. Parlo di sostenibilità della filiera, di cura maniacale al prodotto, di… passione senza se e senza ma.

Il Salotto del Caffè è un blog dove scrivono ottimi autori, si leggono ottimi contenuti e diventerà anche un luogo fisico dove incontrarsi e discutere.

il-salotto-del-caffe-torrefazione-carbonelliIl Salotto del Caffè, nella sua nuova veste di format di eventi di networking, inaugura il suo primo appuntamento tra pochi giorni, il 13 febbraio a Giugliano (Napoli), con il tema:

L’artigiano digitalizzato. Il Made in Italy riparte dalle piccole e medie imprese.

Si tratta di un incontro con relatori davvero qualificati:

Stefano Micelli (Docente di economia e gestione delle imprese Università Cà Foscari, Venezia; autore di Futuro Artigiano)

Giorgia Abeltino (Senior public policy & government relation counsel, Google Italy)

Stefania Milo (Presidente nazionale giovani imprenditori, CNA)

Oltre naturalmente all’ospite Luca Carbonelli – nella doppia veste di Direttore marketing della sua azienda e di Presidente provinciale giovani imprenditori CNA Napoli – che spiegherà come l’approccio digitale della sua impresa artigiana abbia portato vantaggi concreti all’attività.

L’attività di Torrefazione Caffè Carbonelli non è passata inosservata, come dimostra un recente articolo di Repubblica.

A questo link è possibile registrarsi per la partecipazione gratuita.

Non mancate (e non dimenticate di assaggiare il caffè…)

Caffè Carbonelli

 


“Dear ArredaClick, thanks again. You are very efficient, definitely the creme de la creme of any shopping experience I have come across! Thanks for bring me the good news on the eve of the lunar new year. It’s the year of the Horse tomorrow! Buon anno nuovo!!! Best regards.”

Un panorama di Happy Valley, Hong Kong.

Un panorama di Happy Valley, Hong Kong.

“Cari ArredaClick, grazie ancora. Siete davvero efficienti, senza dubbio la crème de la crème rispetto a tutte le mie esperienze di shopping online! Grazie per avermi dato una buona notizia proprio alla vigilia del nuovo anno lunare. Domani comincia l’anno del Cavallo! Buon anno nuovo!!! I miei migliori saluti.”

Concludo con un semplice: queste sono soddisfazioni!

4 Febbraio 2014 / / News

Se ci segui da tanto sai che spesso ci piace compiere delle incursioni in libreria per scoprire nuovi volumi dedicati alla nostra grande passione, l’interior design: oggi te ne consigliamo uno, edito da L’Ippocampo, che contiene un autentico manifesto su come arredare in maniera “cool” il proprio appartamento, seguendo piccoli semplici consigli per rimediare ai più banali errori commessi per abitudine o distrazione.

Il titolo è elementare, Home, mentre l’autrice, India Mahdavi, è designer tra i più apprezzati dell’epoca contemporanea, ed ha infarcito le pagine della sua opera con dei classici trucchetti, articolati secondo uno schema antitetico: o No.
Per fare qualche esempio, India intima a tutti i suoi lettori di rimuovere immediatamente la TV dalla libreria, che non può in nessun caso ospitare un simile elemento in disaccordo con il design del salotto, nel quale andrà quindi trovata una posizione meno “invadente”.
Ma i suoi consigli non si fermano all’interior design puro e semplice, come ad esempio per il lampadario che non deve mai essere sovradimensionato rispetto alla stanza che lo ospita; le istruzioni per l’uso della designer arrivano anche a tavola, dove sono vietate le candele profumate ma sono ammesse ed anzi incentivate le stoviglie differenti tra loro. Lo sappiamo, stai storcendo il naso, ma pensaci bene…si tratta di casa tua, dove un tocco di kitsch è solo emblema di originalità, oppure di uno showroom dove tutto per definizione deve essere perfetto?
Il messaggio che vuole trasmettere il libro sta tutto in questa semplice domanda, un invito a ricreare ambienti che siano personali e che riflettano la tua indole!

Se anche tu nei tuoi ambienti hai piccoli e grandi elementi che li personalizzano e che sfidano i preconcetti, facceli conoscere, su NonSoloArredo!

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4 Febbraio 2014 / / News

eccellenza-in-digitale-google-italia-berto-formazione

Un progetto articolato, complesso, di lungo respiro.

Una proposta di presenza digitale coordinata e ragionata, un supporto formativo qualificato, e perfino un’iniziativa di borse di studio volta a portare giovani esperti di tecnologie digitali all’interno delle imprese manufatturiere e agroalimentari italiane.

Tutto questo ha messo in campo “big G”, per la prima volta impegnato nella promozione di un sistema paese, con il progetto “Made in Italy – Eccellenze in digitale” di cui vi abbiamo parlato in occasione della presentazione ufficiale, il 21 gennaio a Roma.

In sostanza, quello che Google e partner propongono è un aiuto fattuale e concreto alle Piccole e Medie Imprese Italiane artigiane e agroalimentari, attraverso:

– l’insegnamento di coloro che hanno già aperto la strada, trasmesso in forma di storia, di racconto facilmente comprensibile (video, testimonianze, schede)

– la condivisione degli strumenti da utilizzare

– un percorso di formazione sul campo, direttamente online

Forse le parole migliori per descrivere l’iniziativa sono quelle che il prof. Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari (partner dell’iniziativa) utilizza per descrivere l’aspetto formativo del progetto:

“Aiutare le PMI in una nuova proposta di valore, in un nuovo modo di rapportarsi con la domanda”

“Fare riferimento a storie, storie di imprenditori che negli ultimi 10 anni hanno saputo costruire percorsi di successo, di internazionalizzazione, senza mai perdere il radicamento sul territorio”

In sintesi:

“Accompagnare la PMI per riproporre un’idea forte di Made in Italy nel mondo”

La proposta che Google dedica alla PMI italiana è suddivisa in due: la prima, dedicata alla presentazione completa (con schede, testimonianze, video) ai produttori dei comparti artigiano e agroalimentare nei rispettivi distretti e un’altra, dedicata alla formazione.

Riportiamo di seguito alcuni video, esemplificativi dei numerosi contenuti web ideati, realizzati e pubblicati da Google sulle realtà artigiane e agroalimentari italiane.

Questo, invece, il video di introduzione al percorso formativoche – lo ricordiamo – è completamente gratuito e accessibile a tutti.

3 Febbraio 2014 / / Coffee Break

Scarica il calendario di gennaio FREE per tutti i nostri lettori!

Scegli la dimensione adatta al tuo schermo, in formato 4:3 o 16:9.

  


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CAFElab | studio di architettura


30 Gennaio 2014 / / News

Berto e il crowd-cratging all'università di Parigi, febbraio 2014

Grazie all’invito del professor Kamel Ben Youssef, Professeur d’économie et gestion presso il dipartimento di Gestion des Entreprises et des Administrations allo IUT de Ville d’Avray –Université Paris Ouest Nanterre La Défense, saremo a Parigi il giorno 13 febbraio 2014 per condividere le nostre esperienze in fatto di Responsabilità Sociale d’Impresa e Crowd-crafting.

I riflettori su #divanoXmanagua sono più accesi che mai: la bontà del progetto, nella quale abbiamo sempre creduto, si è fatta notare anche oltr’alpe.

#divanoXmanagua, a distanza di un anno dalla sua nascita, è un’icona del design Made in Brianza e del lavoro artigiano, ma anche testimonial di temi sui quali la nostra azienda crede e investe quotidianamente.

Gli stessi temi che racconteremo a Parigi il 13:

PIATTAFORMA – Dal crowd-crafting l’ispirazione per un nuovo modello di impresa = azienda come piattaforma di relazione (400 mani in 6 sessioni per un unico divano: 400 esperienze da parte non solo di tappezzieri, ma anche di impiegati, docenti, blogger…)
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COMUNICAZIONE – Il fare le cose insieme presuppone coinvolgimento = comunicazione come fattore strategico determinante
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FORMAZIONE – Il crowd-crafting è CSR? La Produzione condivisa come formazione ai giovani (18 futuri tappezzieri di Meda, 2 corsi attivi di falegnameria e tappezzeria a Managua, Nicaragua)
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MONEY – Il crowd-crafting è CSR? Il contributo economico sistematico, da prodotto normalmente a catalogo
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INTERNAZIONALIZZAZIONE – Il crowd-crafting può diventare un modello replicabile all’estero? Sì, da Meda a New York: da divanoXmanagua nasce sofa4manhattan
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CO-OPETITION – Una iniziativa di crowd-crafting può mettere insieme aziende concorrenti? #divanoXmanagua ha aggregato forze altrimenti in competizione tra loro
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VALORE – Co-creazione come condivisione di un sapere artigiano = valorizzazione di un mestiere
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Save the date quindi: 13  febbraio 2014 , Université Paris Ouest Nanterre La Défense – Département GEA – 200, Av de la République – 92000 Nanterre – France – Tel : + 33 (0) 1 40 97 71 99.
30 Gennaio 2014 / / News

berto-salotti-roma-fabio-asnaghiRiprendiamo lo scambio con Fabio Asnaghi responsabile dello showroom Berto di Roma.

Abbiamo già parlato con Fabio dei suoi esordi nel mondo dell’arredamento e di come si riconosce un mobile imbottito di qualità.

Oggi parliamo di come la qualità dei prodotti Berto Salotti viene percepita.

Berto Salotti: Fabio, tu che “respiri mobili” da quando sei nato, tu che ti sei formato in uno dei più importanti distretti artigiani italiani, tu che ti occupi professionalmente di arredamento da tutta la vita e conosci la qualità dei prodotti Berto…

Fabio Asnaghi: Molto bene direi!

B. S.: …la domanda in arrivo è questa. Come viene percepita questa qualità da chi entra in showroom, magari sapendo poco o nulla di noi?

F. A.: Faccio una premessa: chi entra da noi spesso ci conosce già abbastanza bene, grazie al buon lavoro svolto sul web dall’azienda, in termini di racconto.

Sito, blog, filmati su YouTube, presenza costante su Facebook e Twitter e tutti gli altri social network, e soprattutto una comunicazione onesta e dritta al punto – mi riferisco in particolare ai video PercheBerto – fanno il loro lavoro, con il risultato di facilitare il compito di chi, in negozio, deve spiegare ai clienti cosa c’è dietro ai nostri bei divani.

Senza contare le possibilità di personalizzazione offerte da BertoSuMisura o quelle di progettazione exnovo di BertoProgetti, anch’esse frutto di un approccio qualitativamente elevato alla produzione artigiana. Aspetti già noti a molti che entrano dalle nostre porte.

B. S.: Su una scala da 1 a 10, quanto viene percepita – attraverso gli strumenti di comunicazione e le attività di vendita in showroom – la qualità di un prodotto Berto?

F. A.: Vi sono le persone che, come dicevo, si documentano in rete prima di venire a trovarci (o addirittura ci scoprono in rete): tra queste direi che il valore è 7.

B.S.: E fin qui andiamo bene… 

F.A.: Esatto! Vi sono poi coloro che non ci conoscono per niente, sono di passaggio e magari ci paragonano a concorrenti molto visibili ma con prodotti di qualità inferiore. Logicamente con loro è più difficile spiegare la qualità: valore 5.

B.S.: Mille grazie per la tua disponibilità, e buon lavoro a te e al tuo team di #BertoRoma!

28 Gennaio 2014 / / News

piero Busnelli“Abbiamo cercato di fare una macchina che mescolava gli ingredienti. Il segreto consiste nel modo con cui mettere insieme due materiali nello stesso momento, facendoli lievitare, come un soufflè. Così è nata la poltrona.”

Oggi un fiume di persone nella chiesa Santa Maria Nascente di Meda per l’ultimo saluto a Pierino Busnelli, fondatore della B&B Italia.

In un’intervista rilasciata a educational.rai.it, raccontava la sua storia, fatta di ricerca, innovazione, design e made in Italy.

Concreto, consapevole e lungimirante: leggere le sue parole fa pensare a quanto valore è stato creato nel nostro territorio da uomini come lui, quanta bellezza da preservare e quanto ancora possiamo fare.

Il nostro piccolo contributo per ricordare un grande imprenditore e un grande pioniere del design italiano.

Qui di seguito vi riportiamo l’intervista in versione integrale rilasciata a educational.rai.it

D: NON CI PUÒ ANTICIPARE NULLA SU UN NUOVO MATERIALE SUL QUALE STATE LAVORANDO NEL VOSTRO CENTRO STUDI?
R: NOI INVESTIAMO MOLTO SUL CENTRO RICERCHE DA SEMPRE. ABBIAMO 24 PERSONE NEL CENTRO RICERCHE. ABBIAMO DI TUTTI, DAL FABBRO, AL FALEGNAME, AL LACCATORE, AL VERNICIATORE, A QUELLO CHE LAVORA IL POLIURETANO, LE RICERCHE SULLA PLASTICA. UN PO’ DI TEMPO FA ABBIAMO FATTO UN PANNELLO CHE STA OTTENENDO GRANDE SUCCESSO MONDIALE PER LE NAVI DA CROCIERA. È LÌ CHE STIAMO LAVORANDO PER LE NAVI, RICERCANDO PER LE NAVI, PERCHÉ LE NAVI HANNO BISOGNO DI PESARE POCO, RESISTERE ALLA SALSEDINE, ALL’UMIDITÀ, E QUINDI VENGONO PORTATE AVANTI CON DELLE NUOVE RICERCHE. PER ABBATTERE I PESI, ADESSO STIAMO SULL’ALLUMINIO RICOPERTO DI LAMINA, DI IMPIALLACCIATURA DI LEGNO, CHE QUINDI NESSUNO CAPISCE CHE È ALLUMINIO E TUTTI PENSANO CHE SIA LEGNO.
MA CI SONO TANTE ALTRE RICERCHE CHE STIAMO PORTANDO AVANTI. UNA CHE STA DANDO UN PO’ DI FRUTTI SONO I TESSUTI, INSIEME AD ALTRE TESSITURE, RIFILATURE. È UN TESSUTO CHE NON SI MACCHIA, CHE NON SI PIEGA, NON SI STRAPPA: SIAMO SU UNA STRADA BUONA, MA SI VA AVANTI ANCORA.

D: LEI PARLAVA DEL CENTRO RICERCHE, UN CENTRO RICERCHE CHE HA SEMPRE COLLABORATO IN MANIERA MOLTO STRETTA SIA CON L’AZIENDA, MA CON I DESIGNER, CE NE SONO STATI VERAMENTE TANTISSIMI, C’È UNA RICERCA IN PARTICOLARE CHE RICORDA?
R: IL PROBLEMA DEI DESIGNER, È MOLTO DELICATO. È CHIARO CHE DA NOI VENGONO IN TANTI, PERCHÉ SIAMO ANCHE UN’AZIENDA, NEL CAMPO DEL DESIGN, DICIAMO, FRA LE PRIME. I DESIGNER SI PAGANO A ROYALTIES E QUINDI SE IL PRODOTTO VIENE MESSO IN PRODUZIONE DALLA B&B. LE ROYALTIES AUMENTANO, E QUINDI ARRIVANO IN TANTI, PERÒ NON POSSIAMO TENERLI TUTTI. È UN PROBLEMA. CI SONO I GIOVANI, I GIOVANI NOI CERCHIAMO DI AIUTARLI, ABBIAMO UNA DECINA DI GIOVANI CHE CERCHIAMO DI AIUTARE, FAR CAPIRE LORO CERTE COSE. PERÒ È UN PO’ UN PROBLEMA. IL PIÙ GIOVANE È IL CITTERIO, PASSATI I 45, QUINDI TROVARE UN GIOVANE DI 30 ANNI, NON SO UNO SCARPA CHE A 22 ANNI HA FATTO IL BASTIANO… DOVE ANDIAMO A TROVARLO? PERCHÉ NON SUCCEDONO QUESTE COSE? QUESTO È UN MISTERO, NON SI RIESCE A CAPIRE IL PERCHÉ.

D: E QUINDI QUALE FUTURO VEDE PER IL DESIGN ITALIANO?
R: BEH, NOI ABBIAMO UNA SICUREZZA, UNA SICUREZZA MONDIALE, NOI ANDIAMO AL MERCATO AMERICANO, AL MERCATO TEDESCO, ORMAI NON SIAMO LA MODA ITALIANA, MA QUASI. UNO CHE VUOLE AVERE UNA BELLA CASA DEVE AVERE IL MOBILE ITALIANO, SE NO NON È “IN”. ADESSO ABBIAMO UN GRANDE SUCCESSO IN AMERICA, E PROPRIO PER QUESTO, NOI ABBIAMO UNA NICCHIA IN AMERICA DI ARCHITETTI, CHE FANNO LE CASE O GLI APPARTAMENTI E METTONO I NOSTRI PRODOTTI. NON SOLO I NOSTRI, PERCHÉ C’È UNA BELLA GAMMA DI PRODOTTI ITALIANI PER FARE UNA BELLA CASA IN AMERICA. E STA PENDENDO QUOTA QUESTA TENDENZA.

D: SE LEI SI METTESSE AD UNA FINESTRA E VEDESSE LA STORIA DELLA B&B, COME VEDREBBE IL PASSAGGIO ANCHE DEL SEGNO, DELL’IMMAGINE…, CIOÈ COME LEGGEREBBE LA B&B DEGLI ANNI ’60, DEGLI ANNI 70 E QUELLA ODIERNA? MOLTO PIÙ LEGGERA MI SEMBRA…
R: GUARDO FUORI DELLA FINESTRA E VEDO TUTTI GLI ERRORI, VEDO TUTTI GLI SBAGLI, E QUELLO CHE HO FATTO BENE NON MI DÀ NESSUNA SODDISFAZIONE. È NORMALE, LAVORIAMO PER FARE BENE, E NON SEMPRE CI RIUSCIAMO. PERÒ SE SI POTESSE TORNARE INDIETRO, CREDO CHE EVITEREI TANTI ERRORI, QUINDI POTREI VEDERE UNA B&B PIÙ GRANDE, PIÙ SPAZIOSA. IL PROBLEMA ADESSO È DI DISTRIBUIRE. STIAMO FACENDO DELLE PROVE, A FARE NOI I NEGOZI IN FRANCHISING, MA QUELLO CHE È PIÙ IMPORTANTE ADESSO È COME PRESENTARE I PRODOTTI, PERCHÉ SONO PRESENTATI MOLTO MALE.

D:COM’È LAVORARE CON LEI?
R: MA, NON DOVREI RISPONDERE IO, DICONO CHE SONO UN DURO, CHE SONO UN ROMPIBALLE, ESIGENTE, PERÒ INSOMMA HO UN BUON RAPPORTO CON I MIEI COLLABORATORI, NE ABBIAMO TANTI, DOVETE CHIEDERLO ALLA MIA SEGRETARIA.
VOLEVO DIRE UNA COSA, E QUESTO MI DISPIACE. PURTROPPO DA NOI CI SONO TANTI ARRIVI E TANTE PARTENZE. ARRIVANO, IMPARANO E POI VANNO DA TUTTE LE PARTI, DAI MIEI CONCORRENTI. FORSE QUALCUNO L’HA ANCHE INTERVISTATO. IL MESSINA, ERA UNO DEI MIEI ALLIEVI, ERA UN COMMESSO. LUI NON L’HA MAI DETTO, ERA UN COMMESSO ALLA RINASCENTE A CATANIA, QUINDI L’HO PRESO PERCHÉ HO VISTO COME FACEVA A VENDERE. ADESSO È UN TITOLARE IMPRENDITORE. QUINDI, ABBIAMO MOLTE NOSTRE CREATURE CHE FANNO ANDARE AVANTI ALTRE AZIENDE, PERCIÒ È UNA PUNTA DI ORGOGLIO.

D: ECCO, APPUNTO, NON C’È SODDISFAZIONE AD AVER COMUNQUE LAVORATO ANCHE CON DESIGNER QUALI GIO PONTI, JOE COLOMBO, GAETANO PESCE. ANDREA BRANZI, E TANTI ALTRI?
R: QUESTI CONTATTI AIUTANO, AIUTANO MOLTO. ANCH’IO HO IMPARATO NON AVENDO STUDIATO NIENTE, PERCHÉ HO INCOMINCIATO A LAVORARE A 11 ANNI, E CON QUESTI CONTATTI, CON QUESTI GRANDI ARCHITETTI HO IMPARATO TANTO. SONO LORO CHE MI INSEGNAVANO LE COSE. PERÒ, INSOMMA, SE MI DEVE CHIEDERE DA CHI HO AVUTO MOLTO, SICURAMENTE DAGLI SCARPA. ADESSO DA CITTERIO CHE POI È NATO AL MIO PAESE, È AMICO DEI MIEI FIGLI QUINDI, LEGHIAMO BENE.

D: A PROPOSITO DI CITTERIO, CON IL DIVANO SITY, ANZI, CON UN NUOVO GIOCO COMPONIBILE PER LA CASA MODERNA, COSÌ FU DEFINITO, CHE HA VINTO ANCHE UN COMPASSO D’ORO, IN REALTÀ SI È REINVENTATO IL DIVANO. IN QUALCHE MODO, ERAVATE CONSAPEVOLI? 

R: CON SITY CITTERIO HA PORTATO UN NUOVO MODO DI ABITARE NELLA CASA, PERCHÉ QUANDO VENGONO GLI ARCHITETTI NON DICIAMO LORO DI FARE UN PRODOTTO PER L’AMERICA, UN PRODOTTO PER LA GERMANIA. UN PRODOTTO CHE MIGLIORI IL MODO DI VIVERE IN CASA, PERCHÉ IL NOSTRO LAVORO, TUTTI I LAVORI, TUTTI EH, SONO STRESSANTI E QUANDO SI VA A CASA LA SERA, AVERE UNA BELLA CASA FUNZIONALE, CHE NON DIA FASTIDIO, CHE NON STANCHI, CHE SIA COMODA E RILASSANTE È IMPORTANTE. QUESTO È IL MESSAGGIO CHE DIAMO NOI AGLI ARCHITETTI, LAVORARE PER FARE CHE SI STIA MEGLIO. IL SITY HA SEGNATO UN’EPOCA. HA APERTO UN’EPOCA: QUELLA DI SDRAIARSI. IL SITY È PROPRIO FATTO PER SDRAIARSI. E ADESSO IN OGNI COLLEZIONE DI QUALSIASI DITTA C’È UN PRODOTTO SIMILE CHE PARTE DAL PRESUPPOSTO DEL SITY, QUESTA COMPONIBILITÀ PER POTERSI SDRAIARE, ECCO, QUESTO È MOLTO IMPORTANTE, PERCHÉ BISOGNA CONTINUAMENTE DIRGLIELO AGLI ARCHITETTI, BISOGNA ANDARE IN CASA A RIPOSARE, A RILASSARSI.

D: LEI COME ACCETTA UN PROGETTO NUOVO O INNOVATIVO?
R: BEH, QUANDO LO VEDO IN PARTENZA MI ENTUSIASMA SUBITO, POI DOPO DEVO FARLO DECANTARE UN MOMENTINO, VEDERLO QUALCHE GIORNO DOPO, QUALCHE MESE DOPO, PERCHÉ SE NO SI FANNO TANTI ERRORI, SE NON SI MEDITA SOPRA SI FANNO DELLE BELLE CAPPELLATE.

D: SENTA, NOI ABBIAMO UNA PUNTATA DEDICATA ALLA MOSTRA DI NEW YORK DEL 1972, QUELLA AL MOMA, DOVE PARTECIPÒ ANCHE CON QUALCHE COSA, HA QUALCHE ANEDDOTO, QUALCHE RICORDO?
R: ABBIAMO PRESENTATO LA UP 5 DI GAETANO PESCE, E LÌ HA AVUTO UN GRANDE SUCCESSO. LA COSA PIÙ STRANA È CHE ERA UNA DONNA ERANO LE COSCE, GLI HANNO TIRATO FUORI LA PARTE PIÙ IMPORTANTE DEL CORPO E GLI HANNO FATTO DUE MAMMELLE ENORMI E QUI STRANAMENTE LE DONNE VOLEVANO SEDERSI DENTRO IN SE STESSE, È QUESTO LA COSA CHE MI HA COLPITO DI PIÙ. LÌ AL MOMA C’ERA LA GENTE COSÌ, UN CASINO, PERÒ IN QUELLA POLTRONA LÌ ABBIAMO DOVUTO METTERE I CORDONI PER IMPEDIRE CHE TUTTI SI SEDESSERO.

D: E C’È STATA ANCHE UNA SPERIMENTAZIONE CON UN’AUTO? CON UN’AUTOMOBILE PARTICOLARE?
R: BEH, NE ABBIAMO FATTE TANTE…

D: NO, IN QUELL’OCCASIONE, IN QUELLA MOSTRA.
R: AH, BELLINI. È STATO IL PROTOTIPO CHE DOPO È USCITO ALLA RENAULT CON QUEL TIPO DI AUTOMOBILE LÌ, ADESSO CE L’HANNO TUTTI, LA MONOVOLUME.
MARIO BELLINI NEL 72, HA ANTICIPATO UN’IDEA CHE ADESSO ORMAI… SOLAMENTE CHE LUI L’HA CHIAMATA CON IL NOME “CAR-A-SUTRA” PERCHÉ NON CI SONO I SEDILI CON GLI SCHIENALI COME TUTTE LE AUTOMOBILI, LORO HAN FATTO DEI GRANDI – CHIAMIAMOLI PUFF – CON DENTRO DEL MACINATO DI POLIURETANO, UNO SI SEDEVA E FACEVA POI LA PROPRIA NICCHIA CHE VOLEVA, SI SDRAIAVA. LÌ CI SONO DEI DISEGNI FATTI PER DIMOSTRARE CHE SI POTEVA FAR TUTTO, COME SE FOSSE A LETTO. DOPO TUTTI HANNO FATTO LE MONOVOLUME E COMPAGNIA BELLA. PERÒ MARIO È STATO BRAVO FIN D’ALLORA, HA ANTICIPATO LE COSE, È MOLTO BELLO.

D: SENTA, UN’ULTIMA DOMANDA, PERCHÉ IL DESIGN ITALIANO, UN PO’ ME L’HA GIÀ DETTO PRIMA INSOMMA, PERCHÉ IL DESIGN ITALIANO ALL’ESTERO CONSERVA SEMPRE, MALGRADO LA PERMANENTE CRISI CULTURALE, ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE, UN’IMMAGINE, UN’ATTRATTIVA COMMERCIALE FORTISSIMA?
R: MAH, È UN VECCHIO DISCORSO, MOLTO DISCUSSO. SIAMO ALL’AVANGUARDIA, NOI SIAMO DEI CREATIVI NATI. IL PROBLEMA È CHE NESSUNA NAZIONE AL MONDO HA UN GRUPPO DI ARCHITETTI CHE LAVORANO PER LE INDUSTRIE. CITTERIO HA LAVORATO PER 20 ANNI SOLO PER LE INDUSTRIE DEL MOBILE. DOPO HA COMINCIATO A FARE ARCHITETTURA, MA PER 20 ANNI, APPENA LAUREATO, CONTINUAVA SEMPRE A FARE PRODOTTI, PRODOTTI. ADESSO NOI STIAMO AMPLIANDO, COME B&B, APRENDO LE PORTE A MOLTI STRANIERI. ABBIAMO COMINCIATO L’ANNO SCORSO, PERÒ È DURA, È PIÙ FATICOSO RISPETTO AI DESIGNER ITALIANI. CON GLI ITALIANI CI SI CAPISCE SUBITO. QUELLI STRANIERI SONO MOLTO DURI, NON RIESCONO AD AVERE QUELLA FLESSIBILITÀ CHE HANNO I DESIGNER ITALIANI.


La domenica mattina è fatta per poltrire a letto un po’ più a lungo del solito.
Si può leggere un libro, fare colazione tra le lenzuola e se piove si può anche guardare un film oppure portarsi il laptop a letto e curiosare Facebook.
OPPURE si può leggere il blog di ArredaClick per trovare tantissime idee per arredare casa, o semplicemente migliorare alcuni spazi. Questa settimana ci siamo dati davvero da fare con gli speciali fotografici dedicati all’arredo di varie stanze della casa.

Se proprio non avete voglia di leggere, vi regaliamo l’esilarante video del backstage della diretta Rai dello scorso 17 gennaio. Per chi non lo sapesse, siamo andati in televisione, e non su una rete qualsiasi, ma su Rai2 in prima serata. Per un riassunto degli argomenti di cui abbiamo parlato con Nicola Porro di VIRUS cliccate qui.
E per chi non ci conoscesse per nulla, sappiate che siamo dei fan dei backstage (qui il backstage del servizio fotografico per le foto della pagina Chi Siamo di ArredaClick.com).

Guardate un po’ cosa è successo prima, durante e dopo le riprese in diretta dall’open space ArredaClick.
Have fun!

Clicca qui per guardare il video su YouTube