15 Giugno 2020 / / Non Solo Arredo

Per proteggersi dalle effrazioni casalinghe in contesti residenziali non sono sufficienti i soli sistemi di antifurto sonori. È necessario infatti garantirsi anche un buon grado di protezione e di sicurezza scegliendo le porte blindate della categoria giusta.

Come si sceglie una porta blindata?

Quando infatti si decide di dotare la propria abitazione di una porta blindata è bene sapere che esistono 6 diverse classi anti-effrazione, ciascuna con un diverso livello di solidità garantito alla porta stessa.
La decisione deve tenere da conto numerose variabili, ma la prima è di certo il contesto abitativo in cui si intende collocarla, considerando quindi la posizione della casa, la frequenza di passaggio nell’area in cui si dimora, la maggiore o minore concentrazione di altri appartamenti o porte nelle immediate vicinanze.
È inoltre importante sapere che l’installazione di una porta blindata rientra a tutti gli effetti tra gli interventi di ristrutturazione straordinaria, per cui dà diritto al bonus mobili al 50%, mentre per quelle isolanti si può accedere all’ecobonus. Maggiori informazioni su questo tema sono disponibili a questo link.

Le classi anti-effrazione

Per un appartamento situato in un condominio o contesti simili, possiamo di primo acchito escludere le categorie o classi anti-effrazione 1 e 2.
Queste sono infatti indicate solo per porte caposcala di cantine o magazzini, oppure per uffici o edifici industriali.
Dal momento che più cresce il livello della classe anti-effrazione e più la porta risulta resistente agli attacchi, la classe 3 è quella minima da tenere presente per ambienti e contesti residenziali, indicata in scenari nei quali siano però presenti anche portoni primari di accesso o servizi di portineria.

Se invece l’appartamento da proteggere è una casa indipendente o una villetta dalla posizione più isolata, va preso in considerazione l’ottimo livello garantito dalle caratteristiche di una porta blindata di classe 4.
Queste infatti oppongono la giusta resistenza anche a scassinatori più esperti e smaliziati che usano gli strumenti più disparati, persino i trapani: ciò che infatti conta maggiormente, ai fini della riuscita di uno scassinamento, è ridurre il tempo necessario ed i rumori, e per questo una elevata classe offre anche una sorta di protezione “passiva” in quanto la sua sola presenza fa da deterrente.

Andando più in alto nella scala dei valori, ladri molto esperti e ancora meglio attrezzati possono essere fermati da una porta di classe 5, indicata anche per locali dove siano custoditi dei preziosi: si pensi a gioiellerie o a banche. Infine, il massimo grado di protezione possibile è quello della classe 6, utilizzata anche in contesti governativi o nei quali sia fondamentale anche la protezione della sicurezza pubblica e statale.

Scegliere una buona serratura

In aggiunta alla classe anti-effrazione determinata dalla struttura della porta stessa, c’è poi un accessorio che ne accresce l’inviolabilità, permettendo di resistere ancora di più agli attacchi dall’esterno, ed è la serratura.
Orientarsi su un modello a 3, 5 o 7 posti di blocco ovviamente aiuta a stare ancora più tranquilli.

I vantaggi delle porte blindate

Per concludere, ci sono alcune considerazioni a margine che riguardano proprio i progressi sbalorditivi in termini non solo di efficienza, ma anche di estetica e di comfort che le porte blindate oggi hanno raggiunto.

Non esiste contesto che non sia adatto ad una porta blindata, a prescindere dallo stile dell’appartamento, che non ne risulta compromesso grazie a finiture studiate per accontentare la voglia di design.
In più, le moderne porte blindate assicurano anche protezione dal punto di vista termico ed acustico, per cui sono validissime alleate anche del comfort opponendo una barriera efficace anche a situazioni di disagio.

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15 Dicembre 2019 / / Non Solo Arredo

Prendiamo oggi spunto da uno scatto che abbiamo osservato su una rivista specializzata in arredamento e design, e vi presentiamo una sorta di “monografia” sul marchio Riflessi, grande specialista nella composizione delle zone living dal tratto distintivo ma sempre votate ad ottenere il meglio, ed il massimo, da tutti gli spazi.

Consolle allungabile Manhattan

Consolle Manhattan Riflessi

Per riuscirci, Riflessi ha reso vero punto cardine delle sue collezioni le consolle allungabili, che costituiscono una eccezionale ed inesauribile risorsa per un arredamento trasformista e multitasking. Con la consolle allungabile Manhattan, infatti, l’ambiente resta luminoso, ampio, vivibile in pieno: lei sta accostata al muro discretamente, e con la sua profondità di soli 48 cm non crea il minimo ingombro ed anzi costituisce un comodo piano di appoggio. Il suo ruolo diventa però “attivo” e sorprendente se per caso hai degli ospiti per pranzo o per cena, perché la consolle allungabile Manhattan ti garantisce il massimo della praticità nelle sue due versioni estensibili fino a 2 metri o addirittura fino a 3 metri.
Ciò che la rende così speciale è però l’esclusivo meccanismo di estensione delle allunghe, un’esclusiva di Riflessi, composto da robusti bracci telescopici in alluminio che scorrono in maniera fluida e precisa: bastano pochi gesti e nessuno sforzo per estendere la consolle in tutta la sua accoglienza!
Si tratta di un complemento di arredo che viene proposto in diverse finiture sia opache che laccate, ed insieme al suo design complessivo così sobrio e minimale contribuisce a raggiungere elevatissimi standard di qualità e di raffinatezza per la tua zona living.

Sedie Slim di Riflessi

Sedia Slim Riflessi

Accanto ad un tavolo dalle linee così essenziali, una proposta ideale da accoppiare per comporre un insieme armonioso è una sedia di carattere e dalle forme leggere ed originali: la sedia Slim di Riflessi corrisponde in pieno a questa descrizione, con la sua sottile struttura in acciaio rivestito che le conferisce un aspetto snello. La personalità accesa di questa sedia deriva dall’incredibile gamma di brillanti colori nei quali è possibile rivestirla, perché nasce proprio per osare e apportare tocchi di brio ma anche per essere comoda e confortevole con il suo schienale flessibile.

Credenza Segno – Riflessi

Madia Segno Riflessi

Se poi la tua zona living è abbastanza ampia e ti consente di inserire altri complementi, potrai ricavare grandi soddisfazioni estetiche ed estrema funzionalità con una madia o credenza della collezione Segno. Questo tipo di mobile, che un tempo non mancava in nessuna casa, negli ultimi anni ha riconquistato posizioni e favori di un pubblico sempre più attento ad un design distintivo con il quale imprimere tratti decisi al proprio arredo ma capace al tempo stesso di essere fruibile e di “risolvere problemi” in termini di spazio.

Nelle sue diverse combinazioni ed altezze, Segno non è solo un mobile contenitore perché può assolvere anche alla funzione di espositore o di piano di appoggio, ma è stata ideata da Riflessi per essere fortemente espressiva nelle sue linee rigorose e senza tempo. Il suoi grafismi sono inconfondibili, permettendo di creare nuove entusiasmanti percezioni del volume, mantenendosi compatta eppure riuscendo ad offrire dinamismo.

Il gioco visivo delle incisioni irregolari su ante, ripiano e fiancate nasconde ampi spazi di stivaggio con in più la grande comodità dell’apertura push-pull. Segno può essere realizzata in tutte le finiture della scala RAL, ed è disponibile con 3 basamenti: a zoccolo, a slitta o con due pienidi continui ai fianchi.

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1 Dicembre 2019 / / Architettura

Gli infissi e le aperture di uno spazio architettonico sono a tutti gli effetti protagonisti essenziali di qualsiasi progetto, che mai possono essere messi in secondo piano.
Le motivazioni sono di certo di natura estetica perché orientarsi sulla corretta distribuzione di finestre e balconi influisce sulla composizione e sulla resa visiva di qualsiasi tipo di ambiente.

Gli infissi hanno infatti il compito di instaurare il giusto dialogo tra gli interni e gli esterni della casa, facendo entrare ciò che si desidera e tenendo lontani gli “ospiti indesiderati” ma anche trattenendo quelli che sono benvoluti; spesso sono elemento di ispirazione per i progettisti che li sfruttano anche per dare personalità ed incisività alle proposte ed alle creazioni da sottoporre ai propri committenti.

Finestre per il risparmio energetico

Le aziende specializzate stanno infatti mettendo a disposizione idee sempre più innovative, brevettate per garantire la massima libertà compositiva e che diventano a tutti gli effetti complementi di arredo ben inseriti ed integrati negli scenari.
Certo, bisogna riconoscere che le finestre sono tra le principali responsabili delle dispersioni energetiche di un edificio nel suo complesso e dei singoli appartamenti nello specifico, ma anche questo inconveniente è ormai stato risolto dalla tecnologia che può proporre modelli isolanti ad elevatissime prestazioni energetiche.

L’isolamento termico, componente prettamente funzionale di un progetto, non viene di certo penalizzato dalle nuove soluzioni di design, anzi: incide sulla qualità e sul valore della ristrutturazione perché va a riqualificare l’immobile e lo rende più efficiente e quindi di maggiore valore anche economico. Molto spesso i vantaggi garantiti dai nuovi sistemi per gli infissi, che sono anche strutturati per proteggere il comfort, includono persino un isolamento acustico dagli ottimi standard , per cui ciò che si ottiene è la migliore illuminazione con lo sfruttamento della luce naturale, una essenziale componente dell’arredo, ma con la protezione da rumori esterni o sbalzi termici ad ottimizzare la funzionalità.

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23 Novembre 2019 / / Architettura

Ci sono innumerevoli modi per definire gli infissi per tetti, una evoluzione dell’edilizia e dell’architettura che negli ultimi anni ha conquistato favori crescenti come nuova soluzione che consente di sfruttare spazi un tempo ritenuti poco propizi o scarsamente idonei alla vita di tutti i giorni, quasi come se fossero dei ripieghi, come i sottotetti o le soffitte. C’è chi parla di finestre per tetti, chi li chiama finestre da tetto o anche finestre per mansarde.

Nel linguaggio comune c’è anche un altro termine molto utilizzato, quello di lucernari: sebbene faccia riferimento finestre per locali non abitati, ormai questa definizione è ampiamente utilizzata quasi come sinonimo di finestre per tetti, e viene applicata quindi anche ai contesti residenziali.
Noi vogliamo provare a fare un po’ di chiarezza sull’argomento, proponendovi una breve guida alla scelta delle finestre per tetti per identificare più facilmente la migliore soluzione in base agli spazi disponibili materialmente ma anche tenendo in debita considerazione le esigenze da soddisfare.

Quali vantaggi offrono le finestre per tetti?

È possibile dire che sostanzialmente siamo quasi sempre di fronte allo stesso articolo, che a seconda anche delle zone d’Italia prende nome diverso, in base alle consuetudini. Tutte le finestre per tetti infatti condividono la caratteristica di essere installate sulle falde del tetto, in orizzontale o in verticale ma spesso anche sui tetti spioventi per rendere abitabile una mansarda.
La loro caratteristica comune è permettere di sfruttare la luce naturale grazie ad una speciale posizione: col tempo, infatti, l’architettura ha sempre più rivalutato il ruolo della luce naturale, ponendola al centro della progettazione quale componente essenziale e non più come semplice fattore esterno. Un vero e proprio elemento di costruzione quindi, da non trascurare in nessun caso, perché influenza la vita di ogni essere umano e la condiziona con risvolti capaci di migliorarla sensibilmente, specie poi se messa in condizioni di collaborare con la ventilazione.
Inoltre è indiscutibile l’impatto della luce naturale – e di conseguenza delle finestre per tetti – sugli aspetti energetici di un appartamento e sulla loro ottimizzazione al fine di ottenere edifici più performanti sotto il profilo illuminotecnico che quindi abbattono i consumi specie nelle grandi metropoli. Parliamo di riduzione della spesa energetica non solo per l’illuminazione in sé stessa, ma anche per il riscaldamento!

I diversi tipi di finestre per tetti

Come dicevamo in apertura, ci sono molti tipi di finestre per tetti a seconda della loro posizione e del contesto nel quale devono essere installate. Una delle più comuni ed anche la più pratica è la finestra per tetti con apertura a bilico, comoda in ogni situazione anche perché l’apertura non è intralciata dalla presenza di mobili, ed il meccanismo di rotazione attorno al perno centrale consente la pulizia agevole anche del vetro esterno. Spesso però le finestre sono equipaggiate con un doppio meccanismo di cerniere che ne permette anche quella che è chiamata apertura a vasistas: questo sistema è l’ideale per ambienti più bassi, crea il cosiddetto “effetto loggia” ma garantisce la migliore illuminazione ed in più permette di arieggiare il locale anche se sta piovendo.
Infine, ci sono le finestre più complesse, chiamate finestre balcone, ideali per tetti di grandi dimensioni: uno dei battenti si apre in questo caso a vasistas, mentre l’altro viene proiettato in avanti fornendo così anche accesso all’esterno. Questo tipo di finestra fa filtrare molta luce, quasi come se fosse una veranda, ed è quindi consigliata dove la falda del tetto sia troppo bassa per essere sfruttata.

I parametri delle finestre per tetti

Al momento di scegliere la finestra per tetti che fa al caso nostro, devono essere considerati alcuni altri fattori oltre alla tipologia vera e propria:

Bisogno di luce – È di fondamentale importanza scegliere la tipologia che meglio soddisfa il bisogno di guadagnare luce nell’ambiente oggetto della ristrutturazione della casa.
Posizione strategica –Va anche considerato l’orientamento dell’edificio rispetto alla luce solare, per stabilire la posizione più corretta al fine di ricevere illuminazione diretta e di conseguenza riscaldamento “a costo zero”.
Finiture e materiali – Non è mai consigliabile andare al risparmio, è meglio orientarsi su strutture dalla buona qualità compositiva che garantiscano lunga durata: del resto, le finestre sono costantemente esposte ai raggi UV, intemperie e umidità, meglio andare sul sicuro… ed anche per i vetri va scelta una soluzione che oltre a lasciar passare al meglio la luce sappia isolare dai rumori esterni e mantenere costante la temperatura quando chiuse, senza dispersioni termiche.

Inserire le giuste finestre per tetti anche su diversi lati di un edificio permette di distribuire la luce nella maniera più omogenea e di accrescere quindi il senso di benessere tra le mura domestiche. È apprezzatissima in questo senso la possibilità di ottenere la cosiddetta “luce zenitale”, quella che proviene dall’alto e che regala una più uniforme distribuzione dei raggi solari.

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30 Ottobre 2019 / / Non Solo Arredo

Come scegliere l’illuminazione giusta, stanza per stanza? Non è di certo un compito da poco, ma è sufficiente seguire un po’ di buon senso e qualche accorgimento come quelli che andremo a proporvi in questo articolo.
Delimitare le varie aree della tua casa e i tuoi ambienti, ciascuno deputato a una specifica funzione, è anche frutto del giusto mix tra i toni dell’illuminazione che scegli, che possono essere caldi o freddi.

Sin dalle primissime fasi della progettazione della tua casa è consigliabile affidarsi a un esperto lighting designer, che saprà guidarti attraverso le tante e diverse opzioni e soluzioni per raggiungere l’obiettivo di un contesto armonico. Se è vero infatti che l’architetto progetta e distribuisce gli spazi, è altrettanto vero che la luce va dosata, solo dove serve e quando serve, per non disturbare e per accompagnare ciascuna delle tue attività con soluzioni appropriate.
Il dialogo e l’intesa tra queste due figure professionali è fondamentale per il buon esito di un progetto, e per non commettere errori.

Quali luci scegliere in ogni area

Una luce diffusa e non mirata, messa lì senza pensarci troppo magari con una fonte centrale e qualche faretto sparso qua e là non è affatto strategica. Qualche esempio? Se si tratta di uno studio, è del tutto controindicata una luce soffusa che per quanto sia rilassante non è di alcun aiuto per la concentrazione. Il living è invece una zona nella quale il focus deve incentrarsi sul riposo, e allora sarà perfetto puntare su dei toni caldi magari concentrando dei LED dai toni più freddi e “stimolanti” solo sulla zona deputata alla lettura.

E in bagno? Anche quello è uno spazio che ha bisogno di un progetto chiaro e ben definito, sono ideali le soluzioni con luci perimetrali attorno allo specchio per aiutare sia lui che lei (si pensi alla rasatura o all’applicazione del make-up) ma sono banditi i toni troppo freddi perché alterano senza scampo la reale percezione del colorito e dell’incarnato: ci si guarderebbe allo specchio con ben poca soddisfazione ed una bassa considerazione del proprio aspetto!

Perché il LED ha cambiato l’illuminazione

È assodato che la tecnologia LED sia ancora adesso una delle più grandi rivoluzioni nel settore dell’illuminazione, in quanto permette di “sezionare” le diverse aree anche in una stessa stanza, delimitandole in modo netto anche in assenza di pareti. È un trucco fondamentale nei sempre più diffusi open space, quelle ampie cucine-soggiorno nelle quali fuochi e top di lavoro vengono irraggiati da una luce più diretta e funzionale, mentre l’area dove si mangia o dove ci si intrattiene in momenti di convivialità hanno un altro tipo di luce a disegnarne i contorni, magari con l’integrazione di trucchi tecnologici come le strisce a LED.

Cosa si ottiene in questa maniera, dosando correttamente le luci? Molto semplice: un effetto “casa”, sensazioni di comfort visivo e sensoriale, un recupero totale del più intimo significato degli interni domestici. Vengono persino in supporto i nuovissimi ritrovati tecnologici che consentono di miscelare le luci e dosarle tramite app, regolando a piacimento e a seconda delle situazioni i toni caldi o quelli più freddi giocando con i colori RgB per comporre scenari di volta in volta differenti ma sempre corrispondenti a ciò che è meglio per ciascun microambiente.

I 5 trucchi da conoscere per illuminare correttamente

Possiamo fare un rapido riassunto della nostra miniguida sul lighting design articolandolo in 5 punti cardine:
1. Nel living, scegliere luci dai toni più caldi (max 3.000 K) per le aree relax; niente lampada unica a centro stanza, pena la scarsa versatilità, e spot di illuminazione sulle aree dedicate alla lettura.
2. Zona studio: una lampada da tavolo o fissata alla parete, con temperatura di colore anche a 4.000 K, è ideale per stimolare la concentrazione; è fondamentale che il fascio di luce sia mirato sulla superficie di lavoro.
3. Il bagno: qui ci si può anche concedere il lusso dei colori con la cromoterapia RgB, l’importante è avere una luce perimetrale attorno allo specchio e fasci mirati su lavandino e sul viso.
4. Area pranzo: qui serve comporre uno spazio intimo per valorizzare il momento di convivialità: meglio allora orientarsi su sorgenti di luce non troppo fredde.
5. Fuochi e cucina: preparazione dei cibi, cottura e lavaggio hanno bisogno di luci dirette e non troppo fredde, indirizzate sulle aree di attività; se poi si ha un piano snack, per creare atmosfera andrà studiato un sistema che concentri su di esso l’illuminazione.

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22 Ottobre 2019 / / Non Solo Arredo

Ci tuffiamo nuovamente in una rassegna di consigli, suggerimenti e segnalazioni per l’arredamento della tua casa, e stavolta ci occupiamo di un vero principe dell’interior design e dell’arredo per la zona living come il divano, ma anche delle sue “colleghe” poltrone.
Non sarà in questo frangente una monografia come abbiamo fatto nel precedente articolo legato ai sistemi di sedute Minotti, ma vi proporremo progetti di diverse aziende e diversi designer, certi di potervi dare degli interessanti spunti ispirativi per la composizione della zona living.

Divano Tufty-Time – B&B Italia

Il primo divano che vi segnaliamo appartiene da tempo alla collezione delle proposte di B&B Italia, e rappresenta un dichiarato omaggio della designer Patricia Urquiola allo stile in voga negli anni ’60 e ’70 che è stato naturalmente attualizzato al fine di renderlo più informale ed in linea con la versatilità richiesta dal modo in cui oggi intendiamo la casa e il living. Con la sua elevata modularità, il divano Tufty-Time può essere configurato come lineare o angolare, con penisole o isole, diventando un vero luogo di incontro e di condivisione ma anche un rifugio, come strumento di relax personale, nelle aree dalla profondità più accentuata. Soluzione eccellente per un living contemporaneo, Tufty-Time viene proposto con rivestimento in tessuto completamente sfoderabile oppure in pelle.

Poltrona Adele – Flexform

Linee molto avvolgenti ed originali caratterizzano la poltrona Adele di Flexform, un progetto dalle proporzioni ben calibrate ma di innegabile impatto visivo. Il suo designer Carlo Colombo ha voluto renderla preziosa con le sofisticate cuciture del suo schienale e con la comodità della sua seduta, aggiungendo però un tocco di narcisismo con la base sulla quale poggia, composta da un piano mobile in palissandro. Semplice da inserire in qualsiasi tipo di ambiente, da quello domestico e residenziale fino a quelli di ambienti comuni, Adele ha abbastanza personalità da essere presentata da sola ma ben si abbina anche a divani importanti.

Divani Albert&Ile – Minotti

Ancora il catalogo Minotti sugli scudi tra le nostre pagine, con il disegno della linea di divani Albert &Ile, nella quale il primo nome rappresenta la seduta di ispirazione classica anni ’50, mentre la seconda proposta, Ile, è più vicina all’estetica degli anni ’60. In entrambi i casi si tratta di proposte dal sapore vintage che comunque non sfigurano in un contesto moderno, anzi riescono ad esaltarlo con le loro forme slanciate e poliedriche. Nei nomi, queste sedute omaggiano il fondatore dell’azienda Minotti, Alberto, scomparto nel 1991, e la moglie Ileana.

 

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15 Ottobre 2019 / / diotti.com

Se ti stai documentando e stai cercando informazioni sugli strumenti necessari per accrescere il livello di sicurezza della tua porta blindata e renderla così inviolabile, troverai di certo utile il prodotto del quale ti parliamo oggi. Come abbiamo già analizzato nella nostra guida alla scelta della porta blindata, infatti, esistono numerosi parametri e fattori che contribuiscono ai diversi livelli di sicurezza, e uno tra questi riguarda la scelta della serratura.

La Serratura Mottura 3DKey

Mottura, marchio leader a livello mondiale nel settore dei sistemi di sicurezza, ha ideato e progettato un sistema di chiusura per porte blindate dagli standard elevatissimi in termini di sicurezza, innovando il concetto stesso di serratura blindata con la serratura 3DKey. Si tratta infatti di un sistema che va ben oltre il tradizionale sistema a cilindro europeo, e che invece in quanto all’estetica attinge molto alle cosiddette serrature a doppia mappa. Nel sistema 3DKey tutto è integrato all’interno della serratura stessa in un unico nucleo intercambiabile, e tale composizione è la prima condizione della sua inviolabilità, in quanto non offre ai malintenzionati nessun tipo di appiglio o appoggio esterno.

La chiave mottura 3DKey

È rappresentata dalla particolare chiave l’altra sostanziale differenza tra una comune serratura e il sistema 3DKey di Mottura. Nel suo caso infatti è presente un ingresso per chiave esagonale con ben 5 superfici cifrabili, delle quali due hanno una pista desmodromica e tre hanno la cifratura con perni in acciaio temprato. Questa combinazione di 5 facce e due diversi sistemi di cifratura consente a tale sistema di ottenere ben 10 miliardi di possibili combinazioni, infinitamente di più quindi di quanto è ottenibile con i cilindri europei o con le tradizionali chiavi a doppia mappa. La protezione è totale anche se si considera che la duplicazione della chiave è controllata, perché effettuabile esclusivamente presso un centro Mottura.

Conclusioni generali

Il sistema presentato è in definitiva quanto di più sicuro sia oggi presente sul mercato per la protezione e l’inviolabilità della propria porta blindata. La chiusura è a prova di ladro, che non potrà usare nessuna delle più diffuse tecniche di scasso o effrazione, nemmeno il trapano, dal momento che non è necessario montare il Defender. In più, Mottura 3DKey si presta benissimo all’applicazione sulle più moderne porte di design grazie allo spessore estremamente contenuto del sistema nel suo insieme (solo 25 mm) il che consente anche, in molti casi, di montare la piastra di rinforzo al manganese. Queste caratteristiche permettono di minimizzare gli ingombri inserendo la serratura con il suo nucleo compatto anche in porte più moderne e senza deturparne l’estetica, ma garantendosi al tempo stesso degli imbattibili standard di sicurezza contro ogni tipo di attacco, con una serratura dal movimento fluido e sempre preciso degli ingranaggi al suo interno.

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12 Ottobre 2019 / / Non Solo Arredo

La design experience che Minotti dedica ai suoi sistemi di sedute è tale da far confluire nel suo catalogo idee dal carattere sempre giovane e dinamico, ma capaci di rispondere con estrema razionalità a tutte le esigenze dell’abitare contemporaneo. Se sei alla ricerca di proposte capaci di ravvivare la tua zona living che siano originali e che sappiano offrirti il meglio in fatto di libertà compositiva, allora è il caso che continui a leggere questo articolo, perché stiamo per parlarti di un paio di progetti dalla forte carica innovativa e perfetti per creare isole di relax con un’atmosfera raffinata ed al servizio del tuo comfort.

Sistema di sedute Yang – Minotti

Entrambi i progetti sono scaturiti, nemmeno a dirlo, dalla fantasia creativa sempre al servizio dell’utente di Rodolfo Dordoni, la cui fertile collaborazione con Minotti è garanzia di qualità e sobrietà.
Yang è un sistema di sedute poliedrico e accattivante, che segue un principio abbastanza al di fuori delle convenzioni che in genere vediamo applicate a divani, imbottiti ed affini. Il suo gioco di volumi estremamente morbidi, infatti, è studiato per comporre un ritmo a base di pieni e vuoti, che sa mantenersi molto ben organizzato e fruibile in qualsiasi composizione. I suoi spunti progettuali sono realmente originalissimi, e rivolti ad un pubblico giovane alla ricerca di morbide ed accoglienti isole di relax domestico.
Il sistema Yang è contraddistinto dai particolari elementi offset, una caratteristica formale dei suoi schienali a sbalzo che accresce la versatilità dell’insieme, anche perché le configurazioni possibili sono infinite con i diversi elementi previsti.
Si può estendere la seduta per un maggiore comfort, oppure sfruttare i pouf e i tavolini in coordinato, e realizzare così una composizione che sarà molto più di un semplice divano.

Sistema di sedute Freeman – Minotti

Proporzioni eleganti e raffinate, linee morbide ed avvolgenti e per finire un comfort senza paragoni, che attinge a quanto di più innovativo e dinamico il design degli interni sa oggi offrire.

Freeman è un sistema di sedute che fonde insieme due anime per realizzare composizioni multitasking in grado di accompagnare ed assecondare ogni momento della giornata: i suoi volumi sono ricercati ed impreziositi da dettagli tradizionali quali le impunture a vista ma che mantengono vivissimi i criteri di design più attuali.

In qualsiasi configurazione riesce ad essere protagonista dello spazio living, sia per gli attimi di relax in intimità che nelle occasioni più informali di convivialità nelle quali si accolgono ospiti a casa, e dobbiamo riconoscere che non è facile trovare la stessa versatilità in altri sistemi di sedute per via della capacità di Freeman di essere morbido quando serve e più dinamico in situazioni meno rilassate, per una totale interazione con l’ambiente che lo ospita.

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8 Ottobre 2019 / / diotti.com

I manufatti ferrosi e le leghe che hanno al loro interno una percentuale di ferro, come nel caso dell’acciaio, se sottoposti ad una prolungata esposizione all’umidità ed agli agenti atmosferici hanno purtroppo il difetto di generare ruggine. Sai da cosa dipende questo fenomeno? Si tratta dell’innesco di fenomeni di corrosione legati ad una complessa reazione elettrochimica nella quale l’acqua fa da catalizzatore e che può essere accelerata dalla presenza di acidi o sali.

Ciò che accade, nella sostanza, è che il ferro va a combinarsi con l’ossigeno presente nell’acqua o nell’aria ad alto tasso di umidità e genera degli ossidi di ferro, che più comunemente vengono chiamati ruggine.
Il suo fenomeno è estremamente aggressivo nei confronti del metallo, ed alla comparsa delle prime efflorescenze di ruggine sulla superficie, se non si effettua un intervento tempestivo, il materiale sottostante continuerà in un inesorabile processo di degradazione che prende il nome di corrosione.

Perchè si deve intervenire subito?

I complementi di arredo giardino in ferro battuto, oppure le ringhiere di un terrazzo o di un balcone, manufatti come i portavasi e tanto altri elementi che compongono i tuoi arredi possono andare soggetti a questo deterioramento. Come sottolineavamo, la corrosione viene accelerata in presenza di sali o ioni di cloruro, come accade in metalli esposti ad atmosfere marinare, oppure in presenza di acidi come quelli derivanti dall’inquinamento atmosferico in aree industriali con presenza di ossidi di carbonio e zolfo, che rendono il processo di corrosione ancora più rapido nel suo avanzare.
Quello della ruggine è un problema che non deve essere sottovalutato in quanto può esporre a rischi la sicurezza di cose o persone, a causa dell’indebolimento strutturale del metallo stesso ma anche del suo aumento di volume che può espandersi fino alla rottura di strutture in cemento armato.
Ad oggi, la prevenzione della ruggine è affidata sostanzialmente ad alcune tecniche di protezione o di isolamento del metallo, quali possono essere la zincatura, la verniciatura oppure l’intervento con tecniche di protezione catodica.

Cosa fare se la ruggine si è già formata?

Per intervenire in maniera concreta su formazioni di ruggine già presenti, esistono fondamentalmente 3 tecniche di risoluzione, ciascuna con diversi gradi di efficacia e di difficoltà di esecuzione: la sabbiatura, il carteggio e la riconversione.

Sabbiatura contro la ruggine

La sabbiatura è di certo l’intervento più complesso, che deve essere effettuato da un professionista che sia munito degli strumenti più appropriati. Si usa per pulire a fondo, con un violento getto di aria mista a sabbia o graniglia metallica, la superficie da tutti i residui e le tracce di ruggine. È una detersione molto profonda, preventiva all’applicazione dell’antiruggine, che permette poi di riverniciare la superficie trattata senza che vi siano più tracce di ossidazione.

Il carteggio della ruggine

Il carteggio è una operazione che invece chiunque può eseguire, anche se risulta molto laboriosa e faticosa. Si tratta di grattare, con una apposita carta vetrata di grana appropriata, la superficie sulla quale si è formata la ruggine; se è semplice farlo, e richiede soltanto una buona dose di olio di gomito, su superfici piane o lineari, altri tipi di manufatti non possono essere trattati con uguale accuratezza. In sostanza, il rischio è che l’asportazione della ruggine sia solo parziale, il che alla lunga renderà questa operazione inefficace.

La conversione della ruggine

Non esistono pertanto dubbi: per chi non sia un professionista del settore, il metodo migliore per intervenire sulle formazioni di ruggine è sfruttare dei convertitori chimici, generalmente in forma liquida di vernici oppure di spray, da applicare sul metallo danneggiato innescando delle reazioni chimiche che trasformano la ruggine in un blocco compatto ancorandolo saldamente al metallo. Molti dei prodotti in circolazione con queste caratteristiche hanno anche un’altra importante funzione, perché riescono anche a fare da “aggrappante” per una successiva riverniciatura. Promuovono infatti l’adesione della vernice o dello smalto con cui trattare in seconda battuta il manufatto, e per questo motivo rappresentano la soluzione più immediata ed efficace nella rimozione della ruggine.

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2 Ottobre 2019 / / Design

Come di certo sapete se ci seguite con costanza, in fatto di interior design, arredamento e complementi in genere abbiamo una spiccata predilezione per il Made in Italy. Non ci riferiamo solo alla matrice originaria del design, che nel nostro paese può vantare una affermata scuola apprezzatissima a livello internazionale, ma anche alla manifattura artigiana dei mobili in genere, vero orgoglio per tutta la nazione, un’abilità affinata nei secoli e per la quale i nostri artigiani sono maestri riconosciuti in tutto il mondo per le loro attitudini.
Plasmare e lavorare il legno, materiale principe, ma anche tutti gli altri che lo integrano nella composizione di un mobile di prestigio, dalle nostre parti sappiamo farlo come pochi altri!

Eccellenze d’oltralpe

Fatta questa debita premessa, non possiamo esimerci dal riconoscere quando all’estero, e in special modo oltralpe, vengono applicati criteri sostanzialmente simili nella fabbricazione di mobili.

Un marchio come Roche Bobois, che si appresta a celebrare i suoi 70 anni di attività nel settore avendo mosso i primi passi nel 1950, è oggi un indiscusso emblema di originalità applicata a qualsiasi elemento di arredo, con una collezione variegata che include poltrone e divani ma anche librerie, tavoli da pranzo, madie e tanti altri accessori in grado di regalare una personalità vivida e pulsante a ogni ambiente della casa.
Un mobile Roche Bobois nasce in primo luogo dalla progettualità, dall’anelito di creatività che ciascuno dei designer manifesta attraverso talento, audacia ed inventiva, il che si traduce nella scelta di forme, colori e materiali che rendono i mobili Roche Bobois esclusivi.
Sta poi all’acquirente cucirli addosso a sé, al proprio stile ed a quello dell’appartamento che si ha in mente, selezionando i vari dettagli.

Oltre alle idee che si dispiegano a monte di ogni progetto, c’è poi un certosino processo di fabbricazione che è anche molto virtuoso nella selezione di materiali a basso impatto come della loro lavorazione, eseguita secondo criteri rigorosissimi. Ad oggi, Roche Bobois offre una esclusiva catena di negozi di arredamento di lusso disseminata in tutto il mondo: sono oltre 250 gli store che compongono la sua rete internazionale che si prefigge l’obiettivo di portare in ogni casa l’ispirazione tutta francese per L’Art de Vivre.

Comporre un’area living Roche Bobois

Attingiamo dunque alla collezione più recente per proporvi una composizione dall’indiscutibile valore scenografico, a partire dal divano Temps Calme, un modello componibile e modulare rivestito in tessuto che troneggia con la leggerezza delle sue linee in qualsiasi salotto.
Robustissimo nella sua struttura in legno di abete e pino, questo divano è imbottito con schiuma a doppia densità per essere accogliente oltremisura, mentre le sue sinuose forme sono rivestite da tessuto Ondéa in tinta unita.

Complemento ideale da affiancargli, come nell’immagine che qui proponiamo a corredo, è uno dei tavolini della collezione Leaf, realizzati con un robusto supporto in acciaio bianco laccato e legno di rovere massello sui quali spiccano come delle foglie i ripiani in Altuglas® (ovvero, in polimetilmetacrilato) trasparenti e con incisioni decorative.

Nelle diverse configurazioni disponibili questi tavolini accompagnano con garbo ma anche con estrema funzionalità, grazie alle diverse altezze, la vita di ogni giorno da condurre, quando è il momento del relax, assisi su un divano che è un trionfo di morbidezza.

 

 

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