3 Dicembre 2014 / / Decor

L’arredamento sta vivendo un ritorno al passato. Il vintage, infatti, è una tendenza che sta influenzando molto il design contemporaneo, arrivando fin dentro alle case: dall’oggettistica agli elettrodomestici.

Se stai arredando casa o stai pensando di farlo, ispirandoti agli anni ’50 quando il boom economico faceva sembrare le lavatrici, i tostapane, i frigoriferi, le lavastoviglie e le aspirapolveri degli oggetti venuti dal futuro, ti trovi di fronte a 2 opzioni:

– Puoi procurarti degli elettrodomestici d’epoca, questo spesso comporta ulteriori costi di assistenza e riparazione degli elettrodomestici usurati dagli anni passati in cantina o in ambienti umidi.

– Puoi acquistare degli elettrodomestici nuovi di fabbrica ma dal design retrò. In questo modo risparmieresti i costi di assistenza e riparazione degli elettrodomestici senza rinunciare alle forme e ai colori dei modelli d’epoca.

Questa tendenza ha spinto numerose aziende di elettrodomestici a produrre dei modelli che ricordano i primi esemplari. Negli anni ’50 chi avrebbe detto che dopo quel boom ve ne sarebbe stato un altro a distanza di 60 anni? La tecnologia continua a viaggiare alla velocità della luce ma i gusti e i ricordi dei consumatori nessuno può fermarli così i designer di elettrodomestici stanno ispirandosi alle lavastoviglie di quando erano piccoli o alle prime lavatrici delle loro nonne.

È un viaggio negli anni in cui tutto era nuovo e c’era ottimismo verso i progressi tecnologici. Vetro, laminati e laccati sono gli elementi dominanti dell’arredamento di quegli anni. A livello di design, invece, le forme tondeggianti dei mobili e degli elettrodomestici si abbinavano ai colore carta zucchero.

Questo revival porta nelle case di oggi l’influenza della pop-art, tanto che le cucine con le piastrelle dai motivi geometrici sono considerate di nuovo trendy. Allo stesso tempo, le aziende di elettrodomestici stanno sfornando prodotti vintage che consentono al consumatore di evitare i rischi dei frigoriferi e degli altri elettrodomestici d’epoca. In fondo perché rischiare se si può avere un prodotto nuovo dalle sembianze antiche?

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2 Dicembre 2014 / / Retrò and Design

Sapete che qui si parla di casa a 360 gradi, senza trascurare i dettagli.
Infatti sono proprio questi ultimi a fare veramente la differenza, a rendere una casa accogliente, curata, intima e personale.
Su certi dettagli d’arredo c’è poco da “imporre”; al bando mode del momento e guru dell’interior design…ciò che scegliamo per la nostra casa ci deve rappresentare, far sentire in un posto tutto nostro e, magari, avere anche una valenza affettiva!
Uno degli elementi più emozionali che si possano trovare in una casa è certamente costituito da ciò che appartiene alla sfera delle arti visive: fotografie, quadri…
Ecco, un’opera, che sia pittorica o fotografica, per essere “degna” di riempire i nostri spazi ci deve davvero piacere; deve colpirci, trasmetterci delle sensazioni.
A volte anche rappresentare un nostro stato d’animo, un modo di essere, una fase della vita.
Certamente deve anche adattarsi agli arredi che abbiamo scelto, essere capace di dialogare, per similitudine o antitesi, per contrasto.
Impresa ardua!
Un artista che ha colto questa sfida, quella dell’immortalare emozioni e stati d’animo in un modo inusuale e mai scontato è Alessandro Chiarini, in arte Aledigitale.
Basta sfogliare il portfolio presente sul suo sito personale per rendersi conto che i suoi “dipinti digitali” (perchè di dipinti in effetti si tratta, non di semplici fotografie) hanno la capacità di racchiudere nelle immagini non solo emozioni (in tanti lo sanno fare…e bene) ma addirittura “visioni”.
Sideboard danese – dipinto aledigitale – lampadario danese anni ’50

Con gli occhi di un bambino ancora capace di trasfigurare la realtà e renderla qualcosa di assolutamente interpretabile, personale e relativo, Aledigitale guarda ciò che ci circonda e vede scialuppe di salvataggio ove vi sono scarpe, tasti da pc ove vi sono sassi, tastiere di pianoforte ove chiunque vedrebbe un termosifone…

Design olandese per la credenza – dipinto aledigitale – lampadario Fog & Morup danese

Vasellame design danese anni ’50 – dipinto aledigitale –  poltroncina danese anni ’50

Così una scarpa malandata diventa emblema della burrasca, della tempesta che sconvolge la nostra vita; terra&mare&cielo si fondono in un paesaggio surreale fatto di pace e calma, ove le barche veleggiano in uno spazio che va oltre il contingente; la battigia si trasforma in una mappa, quella del viaggio di una vita.

Terra, mare e cielo si fondono e si confondono

I “dipinti digitali” sono solo una piccola parte della produzione di Alessandro, forse la più visionaria. Se spulciate tra le pagine del suo sito troverete ben altro: splendide immagini rubate alla natura, giochi di luce e lavori di grafica mai banali.
Sfogliare il suo portfolio è stato come immergersi in un mondo di poesia; una poesia futurista, frutto del sapiente uso della fotocamera e dell’arte digitale che ben si sposa sia con un arredo minimalista, ipermoderno, sia, per contrasto,  con arredi e complementi del passato, per enfatizzare la contrapposizione fra tecnologia e tradizione.
Ma come farvi capire ciò a cui mi riferisco se non mostrandovi qualche immagine?
Certamente dirà certamente più di molte parole…
Se siete curiosi di vedere la rassegna fotografica completa, pubblicata sul sito di questo brillante e moderno artista, non vi resta che mettervi comodi, pronti a sfogliare e a sognare di partire per un fantasioso viaggio su www.aledigitale.com.
Sul sito troverete anche i riferimenti per mettervi in contatto con lui.
Buona visione e grazie ad Alessandro per la gentile concessione delle sue opere!
“L’allegria”
“Più delle parole”
“Età della pietra”
Il senso del viaggio racchiuso in una mappa disegnata sulla battigia in “Rotta”

18 Novembre 2014 / / Retrò and Design

Scrittoio, scrittoio…
Alzi la mano chi non ha la stanza in più da dedicare a stanza studio?!
Scommetto in molti…
Purtroppo non sempre è possibile “sacrificare” un intero ambiente da dedicare allo studio domestico; ma siamo proprio sicuri che il nostro angolo studio non si possa conciliare con un salotto, un soggiorno o una camera? Con certi arredi…non ne sarei poi tanto convinta!
Alcuni arredi anni ’50 (ok, è conclamato, abbiamo un debole per questa epoca…) hanno delle linee così pulite: retrò ma la tempo stesso così moderne da riuscire ad integrarsi perfettamente anche in un ambiente “di rappresentanza” come può essere lo spazio soggiorno.
Che ne pensate di questo scrittoio?

Scherzetto!
In realtà nasce come “toilette”, come si può notare in questa immagine in cui viene ripristinata la specchiera originale…

…e, proprio per questo, sarebbe perfetto per creare l’angolo studio in camera!
Nella versione senza specchiera, il portatile o i libri possono collocarsi sul piano in formica gialla (adorabile); i quattro cassetti profondi sono perfetti per riporre scartoffie e quello meno profondo, per attrezzature varie (pinzatrice, penne &co.).
Sul ripiano di sinistra ci può stare una stampante, mentre quello di destra si può mantenere libero, come piano d’appoggio. La manifattura italiana degli anni ’50 è una garanzia in termini di qualità e il design è davvero simpatico, con gli inserti di colore giallo qua e là.

Se volete qualcosa di più capiente (magari avete la postazione fissa anzichè il portatile…e la collocazione è in salotto), perchè non orientarsi su qualcosa che arredi, ma lo faccia con stile?
Questo delizioso scrittoio in legno di palissandro, con piano in marmo, vetro retrodipinto e maniglie in ottone (sempre qualità italiana anni ’50) può davvero stravolgere il concetto di angolo studio in salotto, facendolo diventare l’elemento catalizzante, anzichè un bruttume da nascondere e mascherare.

Se anche voi appartenete alla nutrita schiera di chi deve scendere a compromessi, ci sono senz’altro mille soluzioni che fanno al caso vostro, qualunque sia lo stile del contesto in cui l’angolo studio si debba inserire.
Se volete un aiuto, grazie alla rete dei nostri fornitori riusciremo a trovare insieme ciò che più si addica alla vostra situazione e alle vostre esigenze.
Come funziona il servizio “consulenza d’arredo” lo trovate qui: ogni singolo passaggio è scorporabile dagli  altri, per garantire la massima versatilità.

Ecco, ora mi spiace solo di avere una stanza dedicata allo studio…quasi quasi rinuncio al divano in salotto e ci metto uno scrittoio. Che dite?! 😉

Per contattarmi, critiche, osservazioni o consigli potete usare il form o la mail retroanddesign@tiscali.it

8 Novembre 2014 / / Interiors

Ciao! oggi vi mostro una bella casa “industrielle”, i proprietari hanno saputo organizzare con buon gusto ogni stanza, e sebbene lo stile industiale sia stridente, duro e di poche parole, io trovo che questa sia casa molto accogliente e calda! 

Mi ci ritrovo in queste tonalità di bianco e di tortora, 
trovo che nessun oggetto stoni… sarà il legno alle pareti, le travature a vista…
o semplicemente il fatto che sia piena di luce
ma qui mi ci troverei bene anche io!!

E poi gli oggetti vintage, oggetti d’arte e accessori tipicamente industrial
in una combinazione perfetta.

Il bagno è fra le mie stanze preferite, 
qui ci sono dettagli che amo e che potrei pensare di inserire nel nuovo bagno di casa
adoro le due piccole porte, in realta credo fossero scuri
e poi la balaustra su cui poggiano le candele… mi piace proprio!

creditsbeh che ne dite? vi è piaciuta?e a voi lo stile Industrial che effetto fa?Bene! torno al lavoro, felice di aver coccolato un pochino il mio spazio creativo.a presto Amiche care! 

8 Ottobre 2014 / / Decor

Com’è l’ingresso di casa vostra? Beh, sempre se l’avete
Spieghiamoci meglio: fino a qualche anno fa ogni ambiente era separato dai circostanti; si potevano così distinguere ingresso, cucina, soggiorno, salotto e zona notte.
Poi, tutto ad un tratto, complice la necessità di “risparmiare” metri quadrati, l’edilizia ha iniziato a sfrondare qua e lá, specie quegli spazi considerati morti, poiché solo di passaggio e non di soggiorno.
Fu cosí che la parola “ingresso” sparì dal vocabolario…inglobata nella “zona giorno”, che di fatto è un  tutt’uno che comprende ingresso, soggiorno, salotto e, talvolta, anche cucina.
Risultato?
Openspace!

Lo sguardo si espande senza imbattersi in ostacoli; gli spazi si dilatano e luce ed aria circolano.
Stupendo.
Se non fosse che…si entra direttamente in casa e spesso si sente la mancanza di una zona di “tampone”, dove appendere il soprabito, la borsa, o riporre le chiavi.
Esistono piccoli espedienti per ricreare questa zona ormai persa nelle nostre case e uno di questi può essere la rivisitazione del tradizionale appendiabiti anni ’60-’70, ovvero quel mobile o pannello (spesso anche un po’ kitch…) che però ha una sua efficace funzionalità.
Brutto ma buono?!

In effetti con il comparto appendi cappotti nascosto da un’anta che scorre o che si apre ad anta, uno specchio e un cassetto, questo arredo ha proprio tutto ciò che serve per candidarsi nella TOP 10 delle soluzioni contenitive compatte per ricreare la zona ingresso senza doverle dedicare un ambiente a sè stante.
Non ci credete?!
Suvvia, un po’ di immaginazione!

Come da una vecchia cartolina, emerge l’appendiabiti d’ingresso, rivestito in carta da parati porpora, in contrapposizione al paesaggio agreste dal sapore antico.
A questo fanno da contraltare elementi di design (Vitra, Kartell…) che attualizzano un pezzo vintage davvero d’altri tempi!
E questi come potrebbero trasformarsi?
Le loro potenzialità hanno bisogno di qualcuno che le ascolti!
Contattateci, che “abbiamo orecchio”!

17 Settembre 2014 / / Design

La nostra rubrica “Idee per arredare casa” oggi si arricchisce di un oggetto del desiderio dal gusto antico ma dall’uso ancora attuale.
Non dilunghiamoci in altre parole e presentiamolo subito: è il baule di design Mimetic.

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Forma e caratteristiche fanno venire alla mente i bauli dei pirati pieni di monete d’oro e oggetti preziosi. Ma, a meno che voi vogliate utilizzarlo per custodirci i vostri tesori e gioielli, torniamo con i piedi per terra.
Mimetic è un baule dalle mille potenzialità ed utilizzi, è perfetto in camera da letto, in salotto, in bagno ed anche in taverna e soffitta.
La sua caratteristica principale è quella di essere un “contenitore multiuso” e quindi può essere utilizzato per riporre gli oggetti più diversi.
In camera da letto può essere il comodino in cui conservare libri, lettere e fotografie; ai piedi del letto può essere utilizzato a mo’ di cassapanca per lenzuola, coperte e cuscini. In salotto vicino al divano può contenere ancora coperte e cuscini, oppure libri e riviste, posizionando sulla superficie superiore piccoli suppellettili e una lampada da tavolo.
In bagno può diventare la cesta della biancheria sporca o il luogo in cui riporre in modo ordinato gli asciugamani puliti.
E se ancora non siete contenti potete posizionarlo in taverna o in soffitta e utilizzarlo come contenitore per gli oggetti che più desiderate.

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Chi è alla ricerca di un oggetto dall’aspetto unico e dal sapore un po’ d’altri tempi capace di donare originalità e stravaganza all’ambiente è approdato nel posto giusto.
Ogni particolare di questo baule è studiato nei minimi dettagli perchè non deve solo contenere ma deve anche catturare l’occhio di chi lo guarda.
La solida struttura in multistrato di pioppo è rivestita con tessuto mimetico tinto nelle sfumature del vedere e del sabbia. I profili sono in metallo verniciato nero anticato argento, completati da piccole borchie e da serratura. L’interno è foderato in tessuto nero con logo Modà, nome dell’azienda brianzola che lo produce.

Mimetic non solo è un oggetto dei desideri per chi ha gusti ricercati e sa apprezzare e valorizzare un arredo simile, ma è anche un oggetto di design, presentato al Salone del Mobile 2012.

12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

Con il termine “sideboard” si usa definire un pezzo di arredo solitamente usato nella zona pranzo, con funzione contenitiva e non solo.
La sideboard, infatti, non solo funge da contenitore per stoviglie o, in generale, per tutto ciò che “arreda” la tavola, ma ha anche la peculiarità di essere quasi uno spazio espositivo.
Infatti, a differenza di quella che siamo soliti chiamare “credenza” e che, nell’immaginario comune, è costituita da un mobile di altezza considerevole (esempio 180 cm), il piano della sideboard misura tra gli 80 e i 90 cm.

Questa misura è motivata dal fatto che questo pezzo di arredo, che fece la sua comparsa nel 1700 e si diffuse ampiamente nel 1800 per divenire poi una fornitura imprescindibile della zona pranzo, nacque con lo scopo di fungere d’appoggio per i piatti da servire, piuttosto che per elementi di illuminazione.

Nella sideboard di oggi, il piano d’appoggio continua a giocare un ruolo fondamentale, costituendo spazio espositivo per complementi d’arredo (vasi, lampade da tavolo, portafotografie, candelabri, contenitori, piatti…).
Tuttavia nel tempo questo pezzo di arredo è stato capace di rinnovare se stesso, di trovare nuove forme d’uso: ad esempio è un ottimo elemento sul quale posizionare complementi tecnologici (TV) e, con i suoi cassetti e vani contenitori, è anche ottimo spazio ove tenere in ordine tutte le diavolerie che la modernità offre (Wii, Play Station & co.).

Forse alcuni tra i più famosi designer nordici (Alvar Aalto, Arne Jacobsen per citarne un paio), che a metà del secolo scorso posero le basi dello stile minimalista, lineare e pulito che fece spopolare (fino ai giorni nostri) la “credenza bassa, in stile scandinavo”, storcerebbero il naso se sapessero…ma ogni era ha la sua produzione, calata nel proprio tempo. Anche se pare che le produzioni di design nordico anni ’50-’60 siano senza tempo.
Ovviamente l’influsso del design dei paesi freddi giunse anche in Italia e la sideboard negli anni ’60 fu un pezzo d’arredo importante e di pregio.
Specie per il fatto che, tra le prodotte in Italia, ne esistono di davvero splendide non solo nel design e nella fattura, ma anche nella qualità: la scelta di legnami pregiati le ha rese dei pezzi difficili da trovare, specie se in ottime condizioni vintage.

Ma potevamo non scovarne una a dir poco meravigliosa?!


Sideboard italiana in palissandro. Anni ’60









Non è stato facile, ma da qualche parte doveva pur esserci quello che cercavamo per un nostro caro Cliente: in ottime condizioni vintage, italiana, in pregiato legno di palissandro, molto pesante e solida, con piedini e raccordi in metallo.
Insomma, qualità eccellente per una sideboard pronta ad essere davvero la protagonista del salotto.
Così versatile e senza tempo, che tutto il resto cambierà…ma lei resterà!


Siamo in grado di offrirvi non solo consulenze interiors, ma anche di sostenervi nella fase di ricerca e realizzativa, grazie a una rete di fornitori di fiducia ai quali ci appoggiamo, per trovare qualità e il giusto prezzo che sia in linea con i nostri desideri.
Effettuiamo anche consulenze di restyling/rinnovo di vecchi mobili (vostri o d’acquisto).

12 Settembre 2014 / / Retrò and Design

Un evento particolare, un catering a tema, l’inaugurazione di un’attività, una festa, una serata da rendere indimenticabile o semplicemente la voglia di stupire?

Il vintage è anche questo!
La nostra consulenza si presta, infatti, anche allo studio e alla realizzazione di contesti temporanei, per un’ora, un giorno o un mese.
Questo grazie ad alcuni dei nostri fornitori, che mettono a nostra disposizione anche il servizio “noleggio”.
L’opzione perfetta per chi non è interessato all’acquisto, ma al solo allestimento di ambientazioni che prevedano l’inserimento di arredi e complementi vintage, nonché opere d’arte, oggettistica da collezione, elementi di design industriale o…ciò che la fantasia suggerisce.
Tra le varie opzioni, può rivelarsi curioso attingere al vintage industriale/artigianale, che propone arredi capaci di stupire.
Come il tavolo da lavoro, da orafo, con piano e cassetti in formica, la cui struttura sembra fatta apposta per fungere da cornice. Ideale come spazio espositivo, anche in casa.
Per un tocco “industrial” di sicuro effetto.
Oppure, sempre dal mondo delle lavorazioni orafe, il piccolo banco da lavoro: 90 cm di originalità in legno e formica.
Tutti arredi attinti al mondo del lavoro (anni ’50 e ’60) e che, in quanto in via di scomparsa, costituiscono un elemento di sicura attrattiva, sia per un contesto espositivo che casalingo.

Per un evento, un bar o una zona pranzo che non stanca mai si può attingere al mondo “industrial” acquistando o noleggiando un mito, ovvero la prima sedia impilabile della storia: la magnifica “A Chair”,  ideata nel 1934 da Xavier Pauchard per l’azienda francese Tolix.

La prima sedia il cui processo fu industrializzato, realizzata in acciao galvanizzato, e che invase la Francia.
In questo caso, attenzione alle imitazioni!
Il fascino di una Tolix “in patina”, ovvero con la conservazione della patina di colore originale, non ha eguali!

 

 

Dunque, molte sono le facce del vintage…che è in grado di soddisfare tutti i gusti, di adattarsi a molteplici contesti e di inserirsi con discrezione (ma non troppa…si farà notare per la sua beltà!) in ambienti di ogni genere.
A guidarvi ci siamo noi. Seguiteci!
www.facebook.com/retroanddesign
retroanddesign@tiscali.it
3 Luglio 2014 / / Retrò and Design

Negli ultimi anni la scoperta della produzione di design dal dopoguerra ai primissimi anni ’60 sta facendo sempre più breccia, anche nei cuori di chi non è mai stato appassionato di modernariato.
Una delle motivazioni va forse ricercata nel fatto che il design di quest’epoca continua, ad oggi, a fare scuola nel mondo, a essere riconosciuto come Made in Italy con la “M” maiuscola!

Poltrona Lady, prodotta da Arflex. Design ZANUSO.
1951

Moltissimi pezzi dell’epoca sono ancora in produzione e le loro linee sono tanto attuali, innovative e di ricerca che parte di quanto viene prodotto da molte aziende che fanno arredo su larga scala è una rivisitazione o, comunque, un richiamo delle linee di quell’epoca.
Ad esempio il marchio francese Sentou (www.sentou.fr) ha prodotto il divanetto Coogee, di ispirazione anni ’50.
Divano in stile anni 50. Prodotto da Sentou.

Delizioso, ma se possiamo avere gli originali, perchè scimmiottarli con qualcosa di nuovo e fatto in stile?
Per altro il recupero di un divanetto o una poltroncina vintage lascia ampio margine per l’espressione della propria fantasia e del proprio gusto, nella scelta non solo dei tessuti ma, spesso, anche delle imbottiture.

Divano vintage nordico anni ’50 – da ristilizzare

Divano vintage anni ’50 da ristilizzare
Insomma, vintage è bello, è personale e creativo!

E noi ve lo rendiamo facile e accessibile, con consulenze personalizzate, guidandovi nella scelta e affidandoci a fornitori che garantiscono ai nostri Clienti il miglior prezzo (e rapporto qualità/prezzo) possibili.
Contattateci e scoprirete che nel nostro database fornitori c’è già il divanetto che vi aspetta.
Per sceglierlo, ambientarlo ed eventualmente modificarlo avete Retrò.

Email: retroanddesign@tiscali.it
E non perdeteci di vista su www.facebook.com/retroanddesign

Lounge Chair, prodotta da Vitra. Design EAMES.
1956

21 Giugno 2013 / / Blog Arredamento

Creativi con la passione per i mobili di design e per il trend modernariato. Come dicono gli inglesi, it’s plain to see: i mobili di design icone dell’arredamento d’interni del XX secolo, ma anche i mobili in stile anni Cinquanta e Sessanta imperversano nelle riviste cartacee e nel mondo dell’arredamento online. Tanto che ci sono artisti che prendono ispirazione da questi arredi per creare opere estremamente originali, perfino al limite del culinario…

L’opera culinario-umoristica di Christoph Niemann trasforma delle zucche in alcune tra le più celebri poltrone di design del XX secolo realizzate da Charles e Ray Eames e Arne Jacobsen. Ma non erano le carrozze a trasformarsi in zucche dopo la mezzanotte?

Questa mini della Eames Chair è creata da Kevin Spencer attraverso stampa 3D. 9 centimetri di puro design miniaturizzato. Se le zucche facevano pensare a Cenerentola, questa mini-Eames esce direttamente da “Mamma mi si sono ristretti i ragazzi”.

Se la Eames Chair la volete di dimensioni normali, potete trovarla online qui: https://www.diotti.com/it/poltrona-eames.html
http://www.christophniemann.com/
http://www.shapeways.com/shops/KShop