7 Maggio 2017 / / Design

Il salone del mobile ci ha fornito come sempre un sacco di idee e ispirazioni, tramite una raccolta di immagini ecco una nostra  selezione delle più interessanti.
7 Maggio 2017 / / Design

Inspired in Barcelona: in & out un progetto di successo

Si è conclusa con grande successo la mostra Inspiredin Barcelona: in & out organizzata da  Catalonia Trade & Investment e BCD – Barcelona Centre de Disseny, a Milano, presso Palazzo Isimbardi.


Il progetto, che ha coinvolto le migliori aziende e importanti designer del panorama catalano, durante una settimana ricca di eventi come quella del Fuorisalone ha catalizzato l’attenzione  di circa 6.000 visitatori.


Inspired in Barcelona: in & out un progetto di successo
Inspired in Barcelona: in & out un progetto di successo
Patricia Urquiola, Jaime Hayon, Eugeni Quitllet, Lievore Altherr Molina e Miguel Milà sono solo alcuni dei designer coinvolti nel progetto, insieme ad aziende quali Santa & Cole, Marset, Vibia, Metalarte, Bover Barcelona Lights, Estiluz, Jordi Canudas, Parachilna, Carpyen, Numbered, Kettal, Mobles 114, BD Barcelona Design, Nanimarquina, Marset, Vibia, Metalarte Numbered, Livingthings scelti da Catalonia Trade & Investment e BCDBarcelona Centre de Disseny per rappresentare il design catalano al Fuorisalone 2017. 


Inspired in Barcelona: in & out un progetto di successo
Circa 80 prodotti selezionati, testimoni della creatività e del potenziale che una città metropolitana come Barcellona può esprimere sono stati i protagonisti dell’esposizione organizzata nella prestigiosa location di Palazzo Isimbardi.

Inspired in Barcelona: in & out un progetto di successo
Inspired in Barcelona: in & out un progetto di successo

Il design di Barcellona è pervasivo e radicato su più livelli, evidente già lungo le strade: le panchine, i sistemi di illuminazione, la pavimentazione, le pensiline e le aree a verde dimostrano come ogni dettaglio sia studiato con una grande attenzione alla qualità estetica e funzionale. La medesima cura prosegue all’interno delle abitazioni e il prodotto di arredo mescola la creatività mediterranea con le più innovative tendenze internazionali.


Inspired in Barcelona: in & out un progetto di successo

Emiliana Design Studio, curatrice dell’allestimento, ha ricreato l’atmosfera ricca di suggestioni ispirate al lifestyle della città, coinvolgendo i visitatori in un percorso “in e out”, tra installazioni luminose, “stanze” che evocano l’accoglienza degli spazi residenziali e il cortile interno di Palazzo Isimbardi, reso sintesi di una “plaça” affollata e un intimo patio. 
Inspired in Barcelona: in & out un progetto di successo


24 Aprile 2017 / / +deco

Quando sono andata al Salone del Mobile a Milano, due settimane fa, ho fatto delle foto ad alcune persone cool che stavano visitando la fiera.

Mi sono divertita moltissimo anche se le foto non sono venute benissimo perchè il mio Iphone ha cominciato a funzionare male dopo il primo aggiornamento.

Mi viene da sorridere quando guardo le immagini qui di seguito perchè queste donne e uomini sono gli esempi ambulanti di come la bellezza sia declinabile in diverse forme.

Ringrazio tutte le persone che si sono prestate, le persone di cui non ho pubblicato le foto e anche le persone (una sola, devo dire) che non si son volute far fotografare e mi scuso per il ritardo nella pubblicazione; la primavera, come al solito, porta con se tanto lavoro.

 

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24 Aprile 2017 / / Design

Me ne rendo conto,
per i non addetti ai lavori, l’esaltazione di architetti e designer e il costante martellamento su blog, siti, riviste, su quanto sia superstrepitosa  la Milano Design Week può essere alquanto noiosa.
Si inizia a parlarne due mesi prima e si finisce due mesi dopo.
Un po’ come il Festival di Sanremo.
Per noi è una grande festa, si scoprono le nuove tendenze, Milano si trasforma in un vivace palcoscenico di esposizioni, installazioni, mostre e incontri.
E’ un’occasione per fare il pieno di novità e confrontarsi con i colleghi.

In  questo enorme e variegato carosello, prima che i piedi mi facciano male e prima di avere la testa e la scheda della macchina fotografica troppo piene, quest’anno ho deciso di fare tappa, prima di tutto, al Salone Satellite che quest’anno è alla sua ventesima edizione.

Stamattina ho varcato la soglia della Fiera e sono andata dritta al Padiglione 22 .
I visitatori erano ancora pochi, e i giovani designers ancora freschi e riposati, così sono riuscita a fare molte piacevoli chiacchierate.
Quest’anno tra i progettisti presenti al Salone satellite c’era una massiccia presenza di giovani provenienti da Giappone e Cina, a seguire  l’Europa del Nord con presenze da Finlandia, Olanda, Belgio e Germania, ovviamete erano presenti i nostri giovani designers, c’era una delegazione dal Politecnico di Milano, e qualche presenza dalla Spagna e dall’America del Sud (Argentina e Brasile) .

Avrei voluto fare un riassunto di tutti i magnifici lavori che ho avuto modo di apprezzare ma il racconto di queste due giovani designers Cinesi mi ha colpito particolarmente.

BENTU DESIGN
Cina

Bentu è un brand indipendente nato nel 2012. La loro filosofia prevede la ricerca di un Design che si accordi con i bisogni quotidiani e che sia il risultato di un uso consapevole dei materiali e delle nuove tecnologie nel rispetto dell’ambiente. I loro progetti spaziano dall’ arredo indoor e outdoor, apparecchi illuminanti e decorativi,
Nella mia chiacchierata con le due giovani designers è emersa la loro preoccupazione per il grave inquinamento ambientale del loro Paese. L’industria produce molti scarti di lavorazione e il loro impegno riguarda anche un loro possibile riutilizzo.
Il grande agglomerato urbano di Foshan,  pur dando sostegno al lavoro con una delle più importanti produzioni industriali di ceramica e di cemento al mondo  è, d’altro canto, rensponsabile dei 4 milioni di tonnellate  di scarti di lavorazione prodotti ogni anno.
Il materiale di scarto prodotto dai cementifici e dalle industrie ceramiche, purtroppo non degradabile, viene trasportato (legalmente e non)  , nei remoti villaggi rurali, dove occupa interi appezzamenti di terreno, filtrando nelle falde acquifere con l’aiuto delle piogge.

I giovani designer di Bentu sono consapevoli del fatto che l’umanità ha bisogno di produrre e consumare, per sopravvivere e non c’è modo di fermare la grande produzione industriale.
Ma non per questo è necessario ignorare il problema.
Il loro intento è usare gli scarti per produrre semplici oggetti di uso quotidiano.
Così gli scarti della ceramica e del cemento, sminuzzati, diventano il materiale principale per la realizzazione di tavoli, panche, librerie, sedie e lampade.
Un esempio sono queste sospensioni  Shang  realizzate nel 2015, oppure il tavolino Zhua, del 2014, con base in acciaio verniciato.
Gli stessi materiali riciclati vengono utilizzati per lo sgabello da bar e il tavolo Shen.

Lo stand di Bentu al Salone Satellite 2017
Bar Stool
Tavolo Shen
Tavolo Shen

Sul loro sito potrete vedere molti altri lavori, tutti caratterizzati da un’elegante pulizia formale.
Le creazioni e la filosofia di queste giovani ragazze è, oltre che l’espressione della loro specifica creatività, anche l’espressione dell’evoluzione del loro Paese nel quale la coscienza ecologica e  anche un nuovo modo di produrre (più qualità e meno quantità) inizia pian piano a prendere piede. Da grande fabbrica del mondo, la Cina inizia lentamente a investire sulla formazione dei suoi giovani, incentivando start up e finanziando ricerca e sviluppo.
E’ anche questo che si respira al Salone Satellite, non soltanto idee per nuovi oggetti di consumo ma come questi ragazzi vedono il mondo, ognuno dalla propria posizione, più o meno privilegiata.

Se quest’anno non avete avuto modo di partecipare, fateci un pensiero per il 2018, save the date, 17-22 aprile.

Enjoy Your Home!

Traduzione a cura di Agenzia TLC

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21 Aprile 2017 / / Design

piantana MARGHERITA di BALUME
Dopo 10 giorni dalla fine della Milano Design Week e dopo aver messo ordine tra le decine di fotografie, biglietti da visita e dépliant, sono riuscita a selezionare e a catalogare alcune delle proposte viste durante il mio (quasi) casuale girovagare.
Non è stato facile scegliere tra le centinaia di esposizioni, installazioni ed eventi: pur avendo scartato il Salone a Rho a favore del Fuorisalone, mi è rimasta addosso la sensazione di aver mancato qualcosa. Quest’anno non sono riuscita a visitare il Tortona district e nemmeno il nuovo Isola district, ho sfiorato Sant’Ambrogio e tentato di vedere il più possibile a Brera, senza successo per via della folla oceanica (se si esclude il social event legato a White in the city, cui ero invitata).
In compenso sono stata due volte a Lambrate Ventura: sarà perché la mia natura di spirito libero si è adattata immediatamente all’atmosfera rilassata e festaiola, senza la presenza inquietante dei “buttafuori” incravattati e con tanti ragazzi stranieri allegri e sorridenti.
E poi ho voluto testare con mano la fama di distretto “ribelle” che Ventura Lambrate si é conquistato presentando progetti di start-up e di giovani talenti provenienti dalle università di mezza Europa, tra prototipi, sperimentazioni e soluzioni eccentriche. Mi piace pensare che molti degli oggetti proposti diventeranno un giorno icone del design.
Oggi vi presento una selezione di progetti che hanno alcuni elementi in comune, come la possibilità di personalizzare il prodotto a proprio piacimento, anche grazie a tecniche digitali, o quel tocco di genio che ci si aspetta da un giovane talento. In generale, abbiamo visto molto legno e cartone, materiali riciclati e contenitori per piante ornamentali o commestibili.
Cominciamo con Walli, un sistema modulare di rivestimento delle pareti in cartone, una sorta di rivisitazione in chiave contemporanea degli storici soffitti a cassettoni, personalizzabile e adattabile ad ogni ambiente. Progetto tutto italiano di WALLI DESIGN.
La boiserie WALLI
INUTIL DESIGN é un’altra start up italiana che fa del riciclo il suo punto di forza: gli oggetti costruiti a partire dalla struttura di sdraio vintage di legno sono molto originali, come il bellissimo tavolo che si può piegare a diverse altezze o gli appendiabiti:
INUTIL DESIGN
Originali e raffinati gli oggetti “connessi” proposti da MUEMMA, un’azienda artigiana tedesca che ha come mission l’armonizzazione e l’integrazione della tecnologia negli spazi abitativi. Tra i prodotti di punta, molto eleganti, i tavolini studiati appositamente per alloggiare dispositivi con relative ricariche e lo speaker multifunzione che diffonde musica dai dispositivi, li ricarica e li contiene.
ARiNA bluetooth speaker e TRELLIS charging side table
Una delle tendenze di questo Fuorisalone è senza dubbio la customizzazione dei prodotti, il DIY fatto design: mobili e lampade modificabili e adattabili a proprio piacimento, come la libreria X.me disegnata da Salvator Jonh A. Liotta e Fabienne Louyot, LAPS Architecture e Alberto Scibetta, e prodotta da MYOP, o i mobili PLAYWOOD completamente assemblabili come dei Lego.
la libreria modulare X.me di MYOP
Sistema modulare PLAYWOOD
O ancora l’incredibile ANYLAMP, le lampade che si possono disegnare da se grazie ad un programma, disponibile anche on line, che consente di creare i profili e di scegliere il colore delle lamelle che le compongono. 
ANYLAMP 
Ancora lampade: le delicate nuvole create da Daniele Balangero di BALUME con sottili strisce di impiallaccio di legno (foto di copertina), le simpatiche creazioni personalizzabili di TEO (timeless Everyday Objects), una giovane azienda tedesca che propone oggetti uno più bello dell’altro, e dell’italiana In-es.artdesign di cui vi avevo già parlato in questo post.
MODU di TEO e CYRCUS LAVAGNA di In-es.artdesign
Infine, una nota green: questi vasi sono letteralmente andati a ruba, come mi hanno raccontato i giovani designer di PIKAPLANT, che sono arrivati, manco a dirlo, da Amsterdam, con il loro rivoluzionario sistema che permette alle piantine di vivere senza doverle innaffiare! Il sistema perfetto per me…Mi sono pentita di non averne acquistati un paio.
Fine del tour: sicuramente la mia selezione è molto limitata rispetto alla quantità di oggetti e progetti presenti, ma anche se ho dimenticato qualcosa di interessante, sono sicura che ne sentiremo parlare!
Vaso PIKAPLANT

20 Aprile 2017 / / Design

Al Fuorisalone 2017 il distretto di Brera ha svelato splendidi luoghi spesso non facilmente visitabili in altri periodi come i Chiostri di San Simpliciano e di San Marco. Nel mio frenetico tour mi sono concessa alcuni attimi di relax proprio in questi spazi che per natura sono simboli di spiritualità. Il primo Chiostro di cui vi parlo è quello della basilica di San Simpliciano di una bellezza architettonica unica. L’ho visitato in tarda sera e la magia delle luci e ombre ha reso l’allestimento interno ancora più suggestivo. Mindcraft, organizzato dalla Danish Arts Foundation, era una collettiva di designer curata da Henrik Vibskov. Un’esposizione d’effetto per promuovere prodotti e progetti danesi. Era come perdersi in una fiaba, sopra il cielo e intorno multiformi costruzioni svelavano i protagonisti, gli oggetti in mostra.

Mindcraft 2017

Mindcraft 2017

L’altro Chiostro meta del mio vagare è stato quello di San Marco. Anche qui ho trovato un’atmosfera mistica. Nel piccolo Chiostro con accesso da Via San Marco erano presenti tante piccole eccellenze tra cui riporto Aqvasanta. Una celebrazione di Milano, dei Navigli di Milano, attraverso due grandi vasche dove erano immersi oggetti vari. Un progetto in divenire che nel 2018 si svelerà… Questa attesa mi ha colpita e ne sono rimasta affascinata. Tra i pezzi sommersi anche bellissimi piatti creati da Vetr@fuso, realtà italiana che esponeva altri interessanti articoli sempre in vetro come tavolini e vasi dalle forme così naturali che sembravano fluttuare in aria. Realizzano anche prodotti personalizzati!!!

Aqvasanta 2017

Credit by Aqvasanta

Vetr@fuso 2017

Dirigendomi verso il Chiostro grande che porta alla Sacrestia Monumentale mi sono trovata davanti un allestimento “verde”. Si, proprio un giardino curatissimo con panchine (dove ho trovato ristoro) per poi svelarsi nell’animo. Una casetta posta a metà del percorso custodiva una cucina, centro di tutto così come nel quotidiano simbolo di convivialità. L’evento che riuniva eccellenze italiane “Officina dell’abitare e dello stile” firmato dallo studio di progettazione Address Design puntava proprio a far immergere il visitatore in un’atmosfera rilassante per ammirare l’anima di casa. La cucina splendida, di Maior Cucine, in una finitura ramata aveva un piano in ferro realizzato a mano da un’artista, Ruben Bertoldo. Un percorso d’arte e di design. Tante opere in ferro sparse nel Chiostro circondate da creazioni di verde, piante e fiori, curate da Silvia Vigé agronomo e giornalista. Era possibile anche visitare la Sacrestia Monumentale di grande impatto. Austera e imponente.

Address design 2017

Address design 2017

Un ricordo di un fuorisalone tra sacro e profano.

20 Aprile 2017 / / Design

Ad una settimana dalla fine vi raccontiamo la design week milanese attraverso gli occhi di Non ditelo all’Architetto. Quest’anno siamo riuscite a ritagliarci un’intera settimana per girovagare tra i mille eventi di questa meravigliosa settimana dedicata al design. Di cose ne abbiamo viste tante, molte belle, altre meno.. ma la cosa che ci ha attratte di più è stato l’uso della dimensione casa per raccontare le tante novità in materia di design.

Partiamo dalla prima, gli appartamenti LAGO che sono ormai un appuntamento d’obbligo durante la kermesse meneghina. Era il 2009 quando l’azienda italiana ho debuttato alla design week con i suoi appartamenti tutti firmati LAGO. Quest’anno il tema è quanto mai in stile NDAA: Never stop living kindness un manifesto alla gentilezza in chiave design e per rendere tutto ancora più “gentile” hanno realizzato una collaborazione con i ragazzi del Politecnico di Milano. Attraverso installazioni multimediali e rituali conviviali, l’ospite viene chiamato a dare la sua personale interpretazione di gentilezza.. e per voi cos’è la gentilezza?

 

Altra tappa quantomai apprezzata è stata Casa Facile Design Lab, un appartamento che descrive le tendenze del momento con tanti workshop e laboratori per parlare di design ad ogni ora.. fino alle 18 con lo showcooking con Giallo Zafferano.

Nella nostra maratona del design non poteva mancare Ikea che quest’anno pone l’attenzione sul soggiorno e su come sia cambiato il suo utilizzo nelle nostre case, sempre più piccole e tecnologiche. Con Let’s make a room for life il colosso svedese ci racconta le numerose collaborazioni con designer del calibro di Tom Dixon, ma anche tante storie diverse tutte a tema soggiorno. Voi come arredereste il soggiorno del futuro?

Spostiamoci ora in Via Palermo, nel cuore di Brera, qui siamo riuscite a varcare la soglia di The visit. Un appartamento mozzafiato nato dalla collaborazione tra Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto di Studiopepe e Matteo Artemisi e Sonia Pravato, dove il visitatore si immerge in un mix di arte e design che difficilmente lo lascerà indifferente…

L’ultima tappa di questa passeggiata per la design week è a tutto colore! Restiamo sempre a Brera per raccontarvi di un incontro che ci ha fatto molto piacere, quello con Kirkby Design. Colore, pattern, tessuti, tutti insieme per presentare la collaborazione tra lo studio londinese di print e fashion design Eley Kishimoto e l’editore britannico Kirkby Design. Un tocco anni ’70 che parla all’oggi in un susseguirsi di accostamenti mai casuali.. un vero gioiellino in questa settimana!

Per ora vi lasciamo in Brera.. ma non vi allontanate, che dobbiamo ancora raccontarvi un meraviglioso evento a pochi passi da qui!

L’articolo Non ditelo all’architetto alla Design week proviene da Architettura e design a Roma.

19 Aprile 2017 / / Design

Il quartiere di Brera a Milano durante la  settimana del design si è riconfermato anche per l’edizione 2017 il mio distretto preferito, raccogliendo una selezione accurata di eventi e installazioni che meritavano di essere visitate.

Questa zona della città, che già vanta ricchezze di arte e preziose architetture, durante il Salone del Mobile si è trasformata diventando un luogo magico da scoprire e vivere in ogni angolo. Bellissimi palazzi d’epoca dal forte impatto evocativo sono stati esaltati da allestimenti scenografici da rimanere a bocca aperta come la celebre Pinacoteca, che rientrava in un particolare percorso narrativo ed espositivo, e altri edifici storici tra cui Palazzo Crivelli in Via Pontaccio 12 che ospitava l’azienda di illuminazioni DeltaLight. Sempre nella stessa via all’interno dello showroom di Moroso era presente l’installazione SOS-Save our souls del giovane Achilleas Souras: un’opera di carattere sociale rappresentata da giubbotti di migranti recuperati nelle coste greche, che diventano a terra un ricovero per i rifugiati sopravvissuti al mare.

Brera è stato anche il luogo del colore. All’interno dell’evento CasaFacileDesignLab in Via Solferino 14, in un appartamento ricostruito finemente, la rivista CasaFacile ha celebrato i suoi 20 anni attraverso workshop, incontri e il potere del colore. Qui tra i vari partner una nuova realtà di pitture decorative: Wilson & Morris che ha interpretato la capacità del colore di emozionare con tonalità fresche e di tendenza.

Ogni spazio del distretto ha saputo raccontare ed esprimere un concetto legato all’architettura e alla progettualità come l’installazione nella Piazzetta di Brera Lo scrigno del cielo – L’architettura in una finestra di Cherubino Gambardella e Simona Ottieri per Capoferri. Una torre cava di sette metri e mezzo, omaggio alle guglie del Duomo e ai merli del Castello Sforzesco, realizzata con una struttura di legno e metallo. Tre finestre leggermente sporgenti e posizionate ad altezza uomo permettevano di vedere il cielo di Milano, riflesso e proiettato da uno specchio posto all’interno.

Non poco lontano dalla Piazzetta di Brera, davanti alla Pinacoteca, si ergeva una versione maxi dell’iconica poltrona UP5 con il pouf UP6 di Gaetano Pesce realizzata in collaborazione con il centro Artemisia Onlus, il Comune di Milano e con il supporto di Gobbetto Resine e Robertaebasta. La versione gigante della seduta, dalle fattezze femminili, si presentava “sommersa” da indumenti ricoperti  di resina, precedentemente utilizzati da donne provenienti da ogni parte del mondo. Un grande monumento alla donna.

fuorisalone2017

Oltre all’aspetto sociale si è dato spazio all’incontro tra sacro e profano in luoghi iconici di Brera come i Chiostri, di cui parlerò a brevissimo nel prossimo articolo.

18 Aprile 2017 / / Design

Negli spazi dell’Accademia di Belle Arti e della Pinacoteca di Brera, spettacolari costruzioni e installazioni architettoniche in un itinerario alla scoperta del bianco declinato in tutte le sue
sfumature. Giulio Cappellini curatore del progetto ed architetti e designer di fama mondiale hanno 
ridato vita a questi spazi tra i più visitati del Fuorisalone 2017.


Cortile  e loggiati dell’Accademia di Belle Arti e Pinacoteca di Brera

1/2 White Ben-essere e White on white www.whiteinthecity.com a Palazzo Cusani www.oikos-group.it
3/4 Accademia di Brera

piccolo concerto in Via Fiori Chiari, poltrone “Up galeotte” e pouf “Palla al piede” di Gaetano Pesce disseminate sul percorso.

Foto di Marzia Malli

18 Aprile 2017 / / Design

Sempre bellissimo lo spazio di Rossana Orlandi in via Matteo Bandello 14/16: colore, estro e 
creatività nelle nuove proposte per il Fuorisalone 2017.


www.rossanaorlandi.com

Foto di Marzia Malli e Arianna Battistessa