9 Settembre 2017 / / ArtigianaMente

Solitamente, nei miei corsi dal vivo frequentati da principianti assoluti della maglia, “diminuzioni & aumenti” sono trattati marginalmente. In particolare, mi soffermo un poco di più sulle diminuzioni che servono a trasformare il collo/cappello in un berretto, lasciando gli aumenti a uno step d’apprendimento successivo. Per le lezioni online, invece, ho preparato delle dispense molto dettagliate sull’uso di entrambi ma, data la vastità dell’argomento, in questa lezione pubblicherò solo le dispense sulle diminuzioni, necessarie a variare il manufatto, mentre gli aumenti verranno approfonditi nella prossima lezione, quando sarà necessario usarli per fare il nostro primo pullover top-down.

LEZIONI DI MAGLIA PER PRINCIPIANTI – METODO CONTINENTALE – FERRI CIRCOLARI

Per imparare a lavorare a maglia in maniera semplice e veloce.

 Il collo diventa un berretto, accenni su diminuzioni {decrease} e aumento {increase}.

Diminuzioni e Aumenti sono elementi tecnici molto importanti per il lavoro a maglia: entrambi servono per sagomare il lavoro e dargli la forma desiderata. Senza Diminuzioni e Aumenti è pressoché impossibile confezionare cose diverse da rettangoli, se si lavora in piano, o tubi cilindrici se si lavora in tondo.

In sintesi: le diminuzioni servono per eliminare punti e modellare il manufatto da grande a piccolo, mentre gli aumenti servono per aggiungere punti e modellare il manufatto da piccolo a grande.

L’aspetto del manufatto realizzato nelle lezioni precedenti, il collo/cappello, può variare molto a seconda della texture usata o può diventare un berretto “sloucy” se ne allunghiamo la forma ma, sostanzialmente, resta un cilindro di lana.

Per realizzare un vero e proprio berretto, che abbia la forma della calotta cranica, è necessario effettuare delle diminuzioni lungo i giri/righe del lavoro. La regola generale sia per le diminuzioni che per gli aumenti è che devono essere lavorati a intervalli regolari. Gli intervalli di lavorazione di solito sono specificati sullo schema predefinito che si decide di eseguire.

Nel caso, invece, di uno schema improvvisato, è necessario fare un calcolo di proporzione tra la circonferenza della testa e l’altezza della calotta cranica e poi, basandosi sul campione fatto in precedenza, calcolare di quanti punti dobbiamo sbarazzarci per arrivare alla fine e dividerli per la lunghezza… sembra complicato? In effetti la matematica lo è spesso!

Per ovviare al problema del calcolo ai miei allievi principianti consiglio di distribuire le diminuzioni in modo uniforme, semplicemente due punti sì, uno no. Quindi se volete che il vostro cappello abbia una calotta, a un certo punto della lavorazione – basta indossarlo per decidere quando – è sufficiente iniziare a diminuire i punti come segue: lavorare 2 punti insieme {con la diminuzione generica k2tog – vedi dispense o video} e un punto normale; e di nuovo, lavorare 2 punti insieme e uno normale… giro dopo giro la circonferenza diminuirà fino ad avere sul ferro 4 o 6 punti {il n. dei punti finale dipende dallo spessore della lana e/o dal gusto personale}.

A questo punto si può chiudere tagliando il filo, facendolo passare tra le maglie e poi tirando, oppure facendo un cordino che dona al berretto un simpatico aspetto da elfo. Nel caso della prima chiusura, aggiungere un pon-pon rende il cappello più rifinito.

Sebbene sia sufficiente conoscere la sola diminuzione generica k2tog, per essere autonomi nel lavoro a maglia, esistono molti tipi di diminuzioni, di cui nel tempo si impareranno virtù e modi di utilizzo.

Per trovare video tutorial sulle diminuzioni consiglio di cercare su internet utilizzando le sigle in inglese suggerite dalle dispense.

DISPENSE

maglioni di lana

lavoro a maglia

lavoro a maglia

 

Per esercitarsi nelle diminuzioni è utile fare un cappello da bebè, di cui allego la spiegazione.

Però se siete temerari, digitali e moderni, trovate anche un esempio di schema esteso per fare un cappello da adulto.

knitt

Troverete file più esaustivi su questo argomento, e le spiegazioni dettagliate e gratuite, in formato di stampa, dello schema del Tralla-Cappello, nel gruppo chiuso di Facebook Riprendiamo il Filo; le lettrici di Benedetta saranno le benvenute inviando una richiesta d’iscrizione e rispondendo alla domanda per l’ammissione con la frase: “Leggo Artigianamente”

Oppure, per approfondimenti, lezioni dal vero o in Chat, contattatemi privatamente all’indirizzo annagreco@me.com

Prossima lezione? … Introduzione alla tecnica Top Down – Il “Pullover più Semplice”

Immagine cover da Etsy

 

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14 Luglio 2017 / / ArtigianaMente

Il manufatto che abbiamo realizzato è un collo/cappello, un cilindro di maglia con una coulisse a una estremità, come abbiamo visto nella lezione precedente. Una variante della lavorazione permette di trasformare il collo/cappello in un berretto di lana; chi volesse applicare questa variante dovrà aspettare la prossima lezione, dopo la pausa estiva, dove farò un accenno alla lavorazione di diminuzioni e aumenti.

In questa lezione spiegherò come fare il cordino da usare come coulisse.

Ho deciso di inserire il cordino nelle lezioni perché rifinisce il lavoro rendendo il collo/cappello molto più originale e anche perché, dopo ore di lavoro passate sullo stesso manufatto, l’idea di cimentarsi in qualcos’altro viene accolta dagli allievi con un certo entusiasmo.

lavorare a maglia

In commercio esistono strumenti specifici per confezionare i cordini, per esempio la Caterinetta, un giocattolo che fu molto popolare in passato, oppure il tricotin, un piccolo apparecchio a manovella che crea cordini in modo rapido; io consiglio fortemente di imparare a farlo con i ferri perché è uno di quei manufatti che si possono fare e disfare senza troppi rimorsi.

Sebbene la lavorazione del cordino nasconda delle insidie {per esempio le maglie cadute sono difficili da recuperare}, una volta imparato sarà quel tipo di lavoro da realizzare mentre si guarda la TV o si chiacchiera con gli amici, ed è anche perfetto per spezzare la routine di lavorazioni lunghe e monotone.

Inoltre il cordino può essere utilizzato in molti modi, per esempio come rifinitura di bordi e creare accessori originali; sarà sufficiente variare filato, grandezza del ferro e aggiungere un pizzico di fantasia.

lavoro a maglia

Gli strumenti perfetti per realizzare il cordino sono i ferri a doppia punta {double point needles – dpn} ma si possono usare anche i ferri circolari. Se si possiede un solo ferro circolare ed è quello con cui si sta lavorando il collo/cappello, bisogna mettere il manufatto a riposo su un filo di scarto per liberare il ferro.

NB: consiglio di aggiungere ai propri strumenti di maglia i ferri a doppia punta, ovvero di comprare per ogni ferro circolare il suo equivalente a doppia punta. Questi ferri, oltre che per il loro uso tradizionale, cioè le piccole circonferenze, sono utili per tantissime lavorazioni, tra cui l’icord, e per il “recupero” di alcuni errori.

Il modo più semplice per imparare a fare un icord è osservare come si fa attraverso una dimostrazione dal vivo o un video tutorial come questo.

Istruzioni

Iniziare montando le maglie, 3 o 4 dovrebbero bastare, e procedere alla lavorazione: più sarà alto il numero di maglie, più il cordino sarà “cicciotto”.

Dopo aver seguito un cordino lungo 60 cm sarà sufficiente farlo passare nelle maglie a riposo del collo/cappello, sostituendo il filo di scarto, iniziando dalla seconda maglia (lasciare la prima maglia del giro sul filo di scarto).

Per finire, liberare la prima maglia dal filo di scarto facendo attenzione a non farla “cadere”, tagliare il filo del lavoro, farlo passare in questa maglia e tirare per chiuderla. Questa chiusura lascerà una piccola fessura tra l’inizio e la fine del giro che sarà invisibile con la coulisse chiusa ma decorativa con la coulisse aperta. Nascondere le codine con l’ago e rifinire, per esempio aggiungendo dei bottoni o delle perline alla coulisse.

Troverete file più esaustivi su questo argomento nel gruppo chiuso di Facebook Riprendiamo il Filo; le lettrici di Benedetta saranno le benvenute inviando una richiesta d’iscrizione e rispondendo alla domanda per l’ammissione con la frase: “Leggo Artigianamente”

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Lezione 9?… il collo diventa un berretto, accenni su aumenti e diminuzioni.

 

 

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23 Giugno 2017 / / ArtigianaMente

Il collo-cappello è un cilindro di maglia con una coulisse a una estremità, che può essere usato sia come collo, con la coulisse aperta, sia come cappello con la coulisse chiusa: lavorarlo con i ferri circolari è veramente semplice, anche per un principiante. Oggi imparerai come si fa.

Con le misurazioni del campione e la misura della testa possiamo decidere quante maglie montare.
Per esempio: se abbiamo un campione di 10 cm per 20 maglie e una circonferenza cranica di 30 cm, per avere la giusta misura è necessario montare 60 maglie. Nel caso specifico ci interessa soprattutto la misurazione in larghezza {numero di punti/maglie} in quanto per l’altezza {numero di giri/ferri} ci si può regolare indossando il manufatto in corso d’opera.

Cosa importante, per ottenere la corretta taglia del cappello è prendere la misura della circonferenza testa NON nel punto più ampio ma un poco più in alto (come nella foto  foto 7/1): in questo modo eviteremo che il cappello sia troppo largo e scivoli sugli occhi.

Dopo aver montato le maglie si può cominciare la lavorazione del collo/cappello.

A questo punto del lavoro si arriva anche a un passaggio critico, ovvero la “chiusura del cerchio”  necessaria per poter eseguire la lavorazione in tondo.

Sebbene la lavorazione circolare comporti moltissimi vantaggi, per esempio di non dover fare alcuna cucitura sul manufatto e di poterlo provare man mano che si lavora, questo primo passaggio, indicato in inglese come join in the round, è un momento delicato e per un principiante è ad alto rischio di errore.

Per riuscire nell’impresa bisogna fare attenzione principalmente a due cose:

  • Chiudere in cerchio senza torcere il lavoro al momento dell’unione delle due estremità
  • Gestire la lunghezza del cavo dei ferri circolari con una circonferenza del manufatto che potrebbe essere inferiore al cavetto. I due metodi per farlo sono la tecnica del magic-loop, o più semplicemente, i suggerimenti di questo video.

Come sempre vi invito a leggere anche le dispense {riportate alla fine del post} dove troverete questi e altri suggerimenti per “chiudere il lavoro in tondo”.

Una volta “chiuso il cerchio” consiglio di lavorare, sempre e comunque, un giro al dritto e solamente dal secondo giro in poi proseguire come segue: lavorare i primi 20 cm a coste 2×2, questa texture molto elastica, che ricorda il cannolè, sarà il bordo del collo/cappello; dopodiché iniziare a lavorare la texture prescelta  e continuare fino a quando il cappello non sarà della lunghezza desiderata.

Essendo questo manufatto un collo/cappello e non un berretto, entrambe le estremità resteranno aperte; una sarà delineata dai punti di avvio, mentre dall’altra parte, quando avremo finito, sarà sufficiente aggiungere la coulisse facendola passare tra i punti dell’ultimo giro, ed è quello che vedremo nel dettaglio nella lezione n.8.

Per darvi il tempo di lavorare il collo/cappello la prossima lezione sarà pubblicata con un intervallo più lungo rispetto alle precedenti.

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Prossima lezione? Il cordino – icord – semplice, utile e versatile


LE DISPENSE

lavorare a maglia

 

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16 Giugno 2017 / / ArtigianaMente

Se fossimo a una delle mie lezioni dal vivo, saremmo seduti intorno a un tavolo in silenzio, con una musica rilassante in sottofondo, concentrati nel fare le textures. Dopo qualche minuto, certamente qualcuno farebbe la domanda: “E adesso come chiudo?”

Infatti arrivati a questo punto delle lezioni, per poter terminare lo scampolo delle textures che abbiamo iniziato nella precedente lezione, è necessario “chiudere il lavoro”. La chiusura dei punti è un passaggio tecnico obbligatorio per terminare un lavoro a maglia: consiglio ai principianti di prestare particolare attenzione ad esso, soprattutto durante le prime esperienze.

Chiusura del lavoro {bind off} e Campione {gauce}

Come per l’avvio dei punti, esistono diversi tipi di chiusure che determinano diversi tipi di bordi: ad esempio, per terminare un lavoro può essere necessaria una chiusura che generi un bordo elastico, o decorativo, o tubolare…

Quello delle chiusure e degli avvivi dei punti è un argomento molto vasto e si possono trovare in commercio libri di maglia dedicati esclusivamente a queste due tecniche.

Nonostante ciò, posso garantire, che sarà sufficiente imparare una sola chiusura (la Chiusura Semplice descritta in questo video) per riuscire a terminare qualsiasi tipo di lavoro, rendendola più duttile attraverso alcuni semplici consigli, come descritto nelle dispense.

A questo punto, quindi, potete chiudere il lavoro e il nostro scampolo delle tessiture è terminato.

lavorare a maglia

Come avviene nei miei corsi, da questo momento in poi inizieremo la produzione di un manufatto su misura, un collo/cappello, senza seguire uno schema predefinito, partendo dalla lavorazione del campione.

lavorare a maglia

Il campione è uno scampolo di maglia che si usa come calibro del manufatto da realizzare; si produce seguendo le istruzioni date dallo schema {pattern} del progetto che abbiamo scelto di realizzare, oppure, per realizzare un capo su misura senza seguire uno schema predefinito, si deve lavorare uno scampolo di maglia con lo stesso calibro di ferri e lo stesso filato scelti per il manufatto, avendo l’accortezza di farlo abbastanza grande. Generalmente il campione {gauge} si misura contando quante maglie e quanti ferri entrano in 10 cm, quindi più sarà grande il campione, più sarà agevole la sua misurazione.

Dopo aver stabilito che il nostro campione produce per 10 cm, in orizzontale, un certo numero di punti, e per 10 cm, in verticale, un certo numero di giri/ferri, sarà necessaria una semplice equazione per stabilire quanti punti e quanti giri/ferri siano necessari per la costruzione del manufatto.

Affinché la misurazione sia efficace, lo scampolo deve essere bloccato, cioè lavato: l’acqua distende le fibre dei filati e l’asciugatura le porta al loro aspetto definitivo, quindi il campione dovrà essere misurato, lavato e misurato di nuovo.

Fare il lavaggio del campione è molto importante, perché quello che succede al campione accadrà poi, in scala, al manufatto finito. Alcuni campioni, dopo essere stati lavati, possono crescere o diminuire di diversi centimetri, mentre altri restano pressoché invariati; tutto ciò può dipendere sia dal tipo di filato usato ma, anche, dal tipo di texture lavorata.

Con l’esperienza ho capito, mio malgrado, che fare il campione non è mai una perdita di tempo, anzi è fondamentale per riuscire a lavorare in maniera autonoma e serena, e che non bisogna mai lesinare sul numero di punti da avviare per un campione.

Nota bene: Il lavaggio dei campioni deve corrispondere al lavaggio che poi si applicherà al manufatto.

Consiglio di lavare il capo a mano, in acqua a temperatura ambiente, con poco di detersivo per lana, sciacquare e togliere l’acqua in eccesso senza MAI torcere il manufatto. Per strizzarlo avvolgerlo a in un asciugamano di spugna a “salsicciotto”. Stendere orizzontalmente, possibilmente su superficie piana e lontano da fonti di calore dirette.

Per prima cosa avviare 30 punti. Scegliere la texture preferita dallo scampolo appena terminato e lavorarla per 20 cm di lunghezza circa, quindi chiudere i punti, misurare come descritto sopra e annotare la misurazione; lavare il campione e, quando sarà asciutto, ripetere e annotare di nuovo la misurazione.

Nella prossima lezione inizieremo Il collo/cappello e “Chiudiamo il Cerchio”.

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DISPENSE

 

 

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9 Giugno 2017 / / ArtigianaMente

Nella lezione precedente abbiamo montato le maglie e iniziato a lavorare i “punti dritti”. Quello che faremo in questa lezione è imparare a lavorare anche i “punti rovesci”. Dritto e rovescio sono l’essenza stessa del lavoro a maglia, è sufficiente imparare questi due punti per riuscire a dare vita a un campionario pressoché infinito di manufatti.

Osservare e capire la differenza tra un punto dritto e un punto rovescio agevolerà moltissimo l’apprendimento delle fasi successive.

Lezione 5 – Punto dritto & punto rovescio {Purl & Knit}. Le principali textures.

La cosa più importante da sapere riguardo ai punti dritti {knit} e ai punti rovesci {purl} è che lavorati singolarmente, o combinati tra loro, questi due punti danno forma alle texture, ovvero quella che in italiano chiamiamo “maglia” con le sue varianti: maglia legaccio, maglia rasata, maglia riso, ecc.

Le texture hanno caratteristiche molto diverse fra loro, non solo nell’aspetto ma anche, e soprattutto, nel “comportamento”; a parità di punti avviati, il manufatto lavorato con una texture piuttosto che un’altra può variare moltissimo per grandezza, morbidezza, elasticità ecc.

Alcuni affermano che nel Metodo Continentale la lavorazione del punto dritto sia più semplice che quella del punto rovescio, o addirittura che fare il punto rovescio sia estremamente complicato.

Questo è vero relativamente, in quanto, per un principiante, la difficoltà sarà pressoché la stessa per entrambe le lavorazioni e, come per tutto il resto, la capacità di risolvere questa difficoltà dipende dalle attitudini personali.

È vero invece che per ottenere un lavoro a maglia fatto bene, ovvero omogeneo, è importante riuscire a controllare la tensione del filo {mano sinistra}, cioè quanto questo filo sia tenuto teso o lasco, e cercare di mantenerla uguale in entrambe le lavorazioni.

In principio si tenderà a tirare molto il filo, producendo una maglia molto fitta, in seguito, con la pratica, la tensione si allenterà, la maglia apparirà distesa e la lavorazione sarà più scorrevole.

Esecuzione dei punti:

  • Il punto dritto {knit}  è il primo che abbiamo provato quando abbiamo montato le maglie, potete rivederlo nel video tutorial.
  • Il punto rovescio può essere eseguito in più modi, ma sono due quelli che producono il giusto orientamento dei punti sul ferro: il punto rovescio con filo davanti e il punto rovescio con filo dietro. Se non volete azzardate contorsioni del polso il primo è quello giusto.

Attenzione: gli errori che si generano prendendo male il filo, sia nel punto rovescio che nel dritto, non sono gravi: potreste vedere dei punti ritorti o “orientati” in maniera diversa dagli altri. Questi punti si possono correggere al giro successivo sfilandoli e girandoli nel verso giusto ma, probabilmente, all’inizio non li noterete neanche.

Per imparare le principali Textures prodotte dalla combinazione di punti dritti {knit} e punti rovesci {purl} leggere le dispense e osservate i video tutorial con attenzione.

 

 

Come esercizio avviare 20 punti e lavorare le suddette textures una di seguito all’altra, almeno per 10 ferri ognuna, otterrete così un campione che potrete usare da promemoria {come nella foto}.

Nota Bene: il primo e l’ultimo punto lavorato per ogni riga, detti punti di vivagno {selvedge or edge stitch}, potrebbero creare qualche problema di esecuzione. In questa fase vi suggerisco di lavorare questi due punti come gli altri ed ignorare eventuali “storture” dei bordi. Poiché i punti di vivagno sono presenti solo nelle lavorazioni in piano, questa specifica difficoltà sarà superata imparando la lavorazione circolare che vedremo successivamente.


LE DISPENSE


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Prossima lezione?… Chiusura del lavoro {bind off} e Campione {gouce}

 

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2 Giugno 2017 / / ArtigianaMente

Prendendo in mano i ferri circolari, due asticelle corte attaccate fra loro con un cavetto, la cosa che all’inizio infastidisce di più è il cavo che si attorciglia e si frappone tra noi e il nostro lavoro.

Sul Web si trovano diversi consigli su come rendere più “docile” il cavo dei ferri circolari ma per un principiante sarebbero comunque superflui. L’unico consiglio che mi sento di dare a questo proposito è di cercare di ignorare il più possibile il cavo e concentrarsi sui ferri e su quello che deve succedere su di essi.

Detto questo, partiamo!

LEZIONI DI MAGLIA PER PRINCIPIANTI – METODO CONTINENTALE{?} – FERRI CIRCOLARI{?}

Per imparare a lavorare a maglia in maniera semplice e veloce.

Lezione 4 – Montare, o avviare, le maglie {Cast on}

Per poter lavorare qualsiasi cosa dobbiamo prima “montare le maglie” sul ferro, questa fase è chiamata avvio del lavoro {cast on} e questi primi punti delimiteranno un bordo; esistono diversi tipi di avvio che determinano diversi tipi di bordo: elastico, decorativo, tubolare ecc.

Nei miei corsi insegno principalmente due modi di montare le maglie:

il primo è l’avvio a treccia {cable cast on}, che si può eseguire anche con l’uncinetto, e lo consiglio principalmente come momento propedeutico per prendere dimestichezza il più possibile con i ferri;

il secondo è l’avvio con la coda {long tail cast on}, a mio avviso il più facile e il più versatile tra gli avvii.

lavoro a maglia

Per restare più comodi nel lavoro vi consiglio di posizionare il filato SEMPRE alla vostra sinistra, nel sacchetto di stoffa, appeso alla sedia o poggiato a terra.

A questo punto potete montare le maglie secondo le indicazioni riportate nelle dispense oppure potete seguire passo per passo dei i video tutorial sull’avvio a treccia (cable-cast on) e sull’avvio con coda (long tail cast on).


DISPENSE


Quando avrete montato sul ferro un numero discreto di maglie {almeno una ventina…}, potrete iniziare con il secondo passaggio, lavorare a maglia {knitting} ovvero, tenendo il ferro con le maglie montate a sinistra, passare i punti man mano che si presentano, sul ferro di destra lavorandoli al dritto, con il Metodo Continentale visto nella scorsa lezione. Quando tutti i punti saranno stati lavorati avremo prodotto il primo ferro o la prima riga.

A questo punto dovrete cambiare mano, invertire i ferri, e rimettere il ferro con i punti lavorati di nuovo nella mano sinistra.

Un video tutorial fatto molto bene sull’argomento è quello di Drops Design dedicato ai principianti, con l’aggiunta della chiusura delle maglie (bind off) che per ora tralasciamo.

Per cominciare consiglio di lavorare tutti i “ferri” con punti dritti {knit} per cimentarsi nel punto rovescio {purl} solo dopo aver preso dimestichezza con il primi.

Dalla combinazione tra punti dritti e punti rovesci si otterranno diverse texture, per esempio la maglia rasata o Jersey, la maglia legaccio, il punto riso, le coste, ecc. che esploreremo nella prossima lezione.

Ovviamente in un primo tempo non si produrrà niente di concreto, ma si potrà solo fare e disfare il lavoro, diverse volte, fino a riuscire a produrre un “campione” da usare come unità di misura per il manufatto che vogliamo creare, sia esso sciarpa, cappello, pullover, o qualsiasi altra cosa.

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Prossima lezione?… punto dritto & punto rovescio: le principali texture

 

 

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26 Maggio 2017 / / ArtigianaMente

Nei miei corsi dal vivo la spiegazione dei primi tre argomenti, il linguaggio, gli strumenti e il metodo continentale, avviene al primo incontro, durante il quale distribuisco le dispense informative sui primi due argomenti, rispondo alle domande degli allievi e mostro materialmente la tecnica che mi accingo a spiegare in questa lezione; il tutto in un tempo piuttosto breve.

Per questo corso di maglia “virtuale”, invece, ho pensato che la soluzione migliore fosse dividere questi argomenti in singole lezioni per consentire a chi legge di avere il tempo di ricercarli online.

Quindi la terza lezione di maglia sul blog, così come la prima e la seconda, sarà ancora una lezione teorica, per conoscere e non per fare.

LEZIONI DI MAGLIA PER PRINCIPIANTI – METODO CONTINENTALE – FERRI CIRCOLARI

Per imparare a lavorare a maglia in maniera semplice e veloce.

Lezione 3 – Metodo Continentale {Continental Style}

Per lavorare a maglia si possono usare diversi metodi: quello che uso io e che mi ha portato ad amare tanto la maglia è il Metodo Continentale {Continental Style} che però, molto probabilmente, non è il metodo che abbiamo visto usare alla nostre nonne.

lavorare a maglia

Infatti, come accennavo nella lezione precedente, il modo tradizionalmente usato in Italia per lavorare a maglia è quello chiamato Metodo Inglese {English style}, praticato con lunghi ferri dritti, almeno uno dei quali è bloccato sotto l’ascella, generalmente il destro.

In realtà, però, il Metodo English può essere usato anche con ferri circolari perché la caratteristica intrinseca del metodo non è nel tipo di ferro con cui si pratica, ma nel fatto che il filo del lavoro si tiene con la mano destra e per lavorare a maglia si fa un movimento del braccio (da destra verso sinistra) chiamato “gettato”.

Anche il Metodo Continentale {Continental Style} si può praticare sia con ferri dritti che con ferri circolari, tuttavia è caratterizzato da una “presa” degli strumenti completamente diversa dal Metodo Inglese: entrambi i ferri sono liberi, il filo del lavoro si tiene nella mano sinistra e non c’è movimento di “gettato”; questa “presa” è particolarmente agevolata se si usano ferri più “corti” come quelli circolari, appunto.

Sebbene i due metodi producano esattamente lo stesso tipo di risultato, è mia opinione, e di moltissime altre magliaie, che il Metodo Continentale porti un dispendio di energie minori rispetto al Metodo Inglese e una postura del corpo meno sbilanciata.

Inoltre, il Metodo Continentale può avere una certa facilità di esecuzione per chi sappia già lavorare all’uncinetto in quanto la presa del ferro della mano destra è identica alla presa dell’uncinetto e il movimento per lavorare i punti è esattamente lo stesso che si fa con l’uncinetto per prendere le maglie dall’indice della mano sinistra.

Al contrario, per i principianti assoluti, la scarsa dimestichezza con gli strumenti del mestiere può rappresentare una grande difficoltà che vede solo una soluzione: la pratica!

Mi piace paragonare l’uso dei ferri da maglia all’uso delle posate perché, esattamente come per le posate, i ferri da maglia sono due prolungamenti degli arti che diventano più maneggevoli tanto più si utilizzano.

Con il tempo il modo di muovere questi strumenti si personalizza rendendoli un tutt’uno con le nostre mani.

Ad ogni modo, prima di maneggiare autonomamente i ferri vi consiglio di guardare questi video tutorial sia sul Metodo  “Tradizionale” English che sul Metodo Continentale, oppure questo video esplicativo in Italiano, e di osservare attentamente le dispense allegate a questo post.

Nella prossima lezione monteremo le maglie e lavoreremo dei fantastici punti dritti.

Troverete file più esaustivi su questo argomento nel gruppo chiuso di Facebook Riprendiamo il Filo; le lettrici di Benedetta saranno le benvenute inviando una richiesta d’iscrizione e rispondendo alla domanda per l’ammissione con la frase: “Leggo Artigianamente”

Oppure, per approfondimenti, lezioni dal vero o in Chat, contattatemi privatamente: annagreco@me.com

Prossima lezione?  Montare le maglie {Cast On}

 

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19 Maggio 2017 / / ArtigianaMente

Il metodo per lavorare a maglia, tradizionalmente usato in Italia, prevede l’uso di lunghi ferri dritti, uno dei quali tenuto fermo sotto l’ascella del braccio destro. È con questi ferri che abbiamo visto lavorare le nostre nonne e con cui, probabilmente, vi siete già cimentati nel lavoro a maglia, come è successo a me.

Di quelle prime esperienze di lavoro a maglia ricordo gesti molto impacciati, il ferro che cadeva dall’ascella {sono magra e questo non aiuta} e un gran male a collo e spalle a causa della postura totalmente sbilanciata su un lato, ma, soprattutto, ricordo lunghi ferri intrasportabili, più simili ad un arma che a uno strumento di diletto.

Per mia fortuna a un certo punto ho scoperto l’esistenza dei ferri circolari e del metodo continentale, i due elementi fondamentali dei miei corsi di maglia.

I ferri circolari si tengono in mano e non sotto il braccio, si possono appoggiare in grembo o sul tavolo di fronte a noi, sgravando completamente le spalle e il collo da qualsiasi postura sbagliata. Con i ferri circolari si può lavorare la maglia in piano {a rettangoli}, riuscendo a fare pezze anche molto grandi, oppure tubolare {in }, creando lunghi tubi che crescono a spirale dalle cui varianti è possibile ricavare qualsiasi manufatto.

Inoltre, mentre con i ferri dritti si lavora a maglia con Metodo English, con i ferri circolari si può agevolmente lavorare con Metodo Continentale {Continental}, di gran lunga più semplice e veloce.

Lavorare a maglia metodo continentale: gli strumenti

Nel corso delle varie lezioni esprimerò diverse argomentazioni a favore del Metodo Continentale.

Oltre ai ferri, per lavorare a maglia esistono molti altri strumenti e durante i miei studi mi sono stupita di quante piccole cose interessanti siano di compendio nel lavoro a maglia anche se, alla fine, non tutte indispensabili.

Lo start-kit che suggerisco ai principianti è un equipaggiamento minimo, poco ingombrante sia nel volume che nel costo, decisamente sottodimensionato rispetto all’insieme degli strumenti – tools – che si trovano in commercio. Questo però non significa che non sia saggio e giusto conoscerli e farsi un’accurata cultura sull’argomento prima di acquistare qualcosa.

Anche in questo caso il web è un ottimo supporto alla conoscenza: cercando “knit tools” sui motori di ricerca appaiono molti siti dedicati, alcuni dei quali sono anche e-commerce, sia italiani sia stranieri, con possibilità di acquistare dall’Italia.

 

Per i miei Start-Kit mi rivolgo ad uno di questi siti che offre un buon rapporto di qualità prezzo e sopperisce alla difficoltà di trovare in un’unica merceria quello che serve, ma la scelta è libera: per un principiante una marca di ferri vale l’altra, la cosa importante è avere l’equipaggiamento di base.

Il necessario per cominciare – Start Kit.

lavorare a maglia

Ferri Circolari
Per i principianti va bene un ferro circolare di misura intermedia (4,5 mm) di qualsiasi marca. In seguito, lavorando, si capirà se si è più portati per il lavoro con filato grosso oppure sottile. Per esperienza posso dirvi che è una questione attitudinale oltre che di gusto personale, ovvero le mani e la mente decideranno per voi.

Un set di ferri a doppia punta dello stesso calibro dei circolari (facoltativi)
Non ritengo questi strumenti indispensabili per un principiante, ma sono comunque comodi in alcune fasi della lavorazione e indispensabili per passare ad un livello tecnico superiore. I più comodi da usare sono quelli che non superano i 15 cm di lunghezza però sono più difficili da trovare in merceria, quindi, una soluzione semplice è farseli da soli come suggerivo in questo post.

Uncinetto
1 uncinetto di media misura, serve per diverse cose ma soprattutto per riparare alcuni errori.

Ago da lana con punta arrotondata

Cerchietti in plastica da usare come marcapunti, facoltativi se si ha della lana di scarto

Metro da sarta a nastro (possibilmente con doppia misurazione cm/pollici)

Una borsetta di stoffa con manici per contenere il lavoro che dovrebbe avere dimensioni poco più grandi di 1 gomitolo.

2 gomitoli da 50 gr di filato adatto a lavorare con ferro 4,5 mm

Se siete principianti non abbiate troppe pretese sulla qualità del filato, sconsiglio il cotone che è poco elastico.

Un po’ di lana di scarto (facoltativa se si hanno i cerchietti in plastica)

Crema idratante per le mani

Questa può sembrare una cosa superflua, in realtà non lo è: fare un gesto di rito, come per esempio usare la crema per le mani, prima e dopo il lavoro a maglia aiuta a entrare in uno stato di concentrazione e rilassamento. Inoltre maneggiare la lana, o altro filato, rende la pelle fastidiosamente disidratata.

lavorare a maglia con anna

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lavoro a maglia

 

 

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