16 Novembre 2019 / / Architettura

Mi capita spesso di affrontare il discorso dei rivestimenti con i miei clienti, che si perdono nelle infinite scelte proposte dal mondo dell’edilizia. Proprio negli ultimi anni, infatti, si è diffuso sempre più l’utilizzo di resine e micro-cementi, utilizzati sia per i rivestimenti interni che per quelli esterni.

Quali differenze ci sono col pavimento o i rivestimenti tradizionali?
E poi, quali sono le differenze tra la resina e il micro-cemento?

In una ristrutturazione il discorso legato allo smaltimento e alle demolizioni è importante, sia dal punto di vista delle lavorazioni, che diventano più lunghe, sia dal punto di vista economico. Questi materiali permettono di agire sulla superficie, senza demolire l’esistente. Chiaramente non sempre è possibile tenere ciò che è presente ma può essere una soluzione per tutte le lavorazioni in cui si agisce su un ambiente per modificarne semplicemente l’estetica.

Gli aspetti da analizzare sono molteplici ma andiamo per ordine.

Resina- Gobbetto

I pavimenti tradizionali sono a base ceramica, sono resistenti agli urti ed abrasioni e possono essere impiegati sia all’esterno che all’interno. Vengono proposte in diverse varianti: dalle texture più classiche a quelle effetto legno, marmo, pietra o cemento, presentandosi così come una soluzione veramente versatile.

I rivestimenti in resina e quelli in micro-cemento si presentano invece come dei fluidi che permettono di ottenere superfici prive di fughe. Ciò è un grande vantaggio sopratutto per quanto riguarda la pulizia e il deposito dei batteri e muffe che si sa, si annidano spesso tra le fughe delle piastrelle. Le resine sono a base polimera mentre i micro-cementi a base cementizia. Sono entrambi resistenti gli urti e all’usura, con una resistenza sotto stress maggiore per il micro-cemento.

Cemento flex- Kerakoll

I pavimenti e i rivestimenti tradizionali hanno bisogno di alcuni accorgimenti: l’integrità della superficie esistente che deve essere priva di imperfezioni e la durata della messa in opera che necessità l’utilizzo di collanti.

I pavimenti in resina o micro-cemento invece hanno uno spessore di pochi millimetri e hanno una esecuzione rapida e immediatamente agibile, poiché permettono la loro messa in opera in qualunque superficie, anche in presenza di un pavimento esistente qualora si parli di una
ristrutturazione.

Quali sono le differenze tra le resina e i micro-cemento?

Per gli occhi meno esperti possono sembrare pressoché uguali, ma non lo sono. Una delle differenze che si ouò notare ad occhio nudo è legato alla superficie finale. Infatti la resina, avendo una base polimera, avrà un effetto lucido o semilucido tendente al plastico. Il rivestimento in micro-cemento, invece, dona ai pavimenti un effetto più naturale e materico. Entrambi possono essere personalizzati sia sui colori che sugli effetti.

Oltre alla resa finale, alcune resine, non tutte, col tempo tendono ad ingiallire, soprattutto se esposte alla luce del sole e hanno una durata di 20 anni. Data da finitura superificiale sono perfette in ambienti in cui è necessario amplificare e illuminare maggiormente lo spazio. I micro-cementi non subiscono variazioni cromatiche nel tempo ma tendono a rendere le superfici monolitiche.

In fine vi voglio consigliare due aziende leader nella produzione di questi materiali.

La prima è Gobbetto, leader nei pavimenti in resina, azienda attiva nello sviluppo di tecniche, sistemi per realizzare superfici e sfondi ad alto contenuto tecnologico e dal grande valore plastico e decorativo.

Resina – Gobbetto
Resina- Gobbetto

La seconda è la Kerakoll, produttore di materiali cementizi tra i quali i micro-cementi. È infatti loro la tecnologia sviluppata dalla quale si ottiene una superficie a tre strati con soli 3,5 millimetri.

Cemento crudo – Kerakoll
Cemento – Kerakoll

Il mio consiglio è quello di scegliere, affiancati da un professionista, il rivestimento adatto valutando tutti gli aspetti, da quello estetico a quello puramente funzionale in modo da capire quale tra queste soluzioni risponda maggiormente alle vostre esigenze.

11 Novembre 2019 / / Architettura

Arte e Innovazione. Qualità e Tecnica. Elementi di design unici che arredano la casa. Eccelsi ed esclusivi prodotti nel settore dell’home decor proposti dal brand portoghese “ACL – A Cimenteira do Louro”.

Un’azienda in costante crescita che, combinando valori estetici con peculiarità e solidità del prodotto, ha generato un’alleanza unica tra capacità tecnica e design innovativo qualitativamente incomparabile.

La filosofia dell’azienda, sul mercato dal 1975, ha l’obiettivo di soddisfare appieno il cliente cercando di puntare al progresso tramite dinamismo e massima reattività.

Di particolare interesse sono i rivestimenti in cemento inseriti nel mondo dell’architettura e dell’interior design e gli incredibili vantaggi che offrono rispetto ad altri materiali.

Ottenuti con la costante preoccupazione di non offrire solamente i migliori prodotti sul mercato ma di guardare ad uno sviluppo produttivo legato alla sostenibilità ambientale in modo intelligente. Le varie pavimentazioni, esterne o interne, autoportanti o meno sono pensate come prodotti ecologici. I materiali utilizzati, sia nella composizione che nel processo di fabbricazione, sono infatti altamente rispettosi dell’ambiente.

Decine di effetti, molteplici colori e infinite disposizioni, rendono semplice la scelta fra le differenti pareti murali proposte. Eccezionali per soluzioni originali nei propri progetti d’interni.

Il 13 e 14 November sarà possibile visitare lo stand di questa meravigliosa azienda presso l’ Architect@Work Milan.

31 Ottobre 2019 / / Architettura

Domani sarà Novembre e io non avevo assolutamente voglia di lasciar passare un intero mese senza aver scritto neanche un Post!

Sono sparita? In effetti sembrerebbe proprio questa la risposta, se non fosse che il motivo del mio silenzio è presto detto… tanto lavoro dietro le quinte, che richiede testa bassa e concentrazione,  poco tempo da dedicare al virtuale, per recuperare quanto più possibile la vita vera. 
Potete però star tranquilli, perchè le immagini che arriveranno nei prossimi mesi saranno le foto degli spazi che finalmente ci stanno accogliendo (finalmente infatti abbiamo una sede bellissima per il nostro Studio Paz) e la nostra tanto sognata Casetta. 
Ormai non è più un sogno infatti, abbiamo firmato il nostro impegno (leggi anche mutuo ahi ahi!) e lei è ufficialmente pronta per ricevere qualche ritocco di stile insieme alle nostre visioni!!!
E sapete la verità? Il Post di oggi nasce proprio ispirato dal progetto di ristrutturazione della nostra Casetta. Vi ricordate il post sulla cucina dei miei sogni? O quello sul progetto del nostro “quasi” bagno?  
Sembra passata una vita ma i gusti non sono cambiati, anzi!
Dopo tante ricerche però, ora è scoppiata la fase critica, e cioè… adesso quali piastrelle scelgo?
Come non ritrovarsi quindi a fantasticare sulle Zellige marocchine. Ci ricordano i viaggi in Marocco, la bellezza dell’imperfezione, la voglia di ammirare la Luce e le sfumature che nascono ad ogni raggio di sole.

Opera artigianale per eccellenza, ogni pezzo è ovviamente unico e originale. La parole ZELLIGE è la traduzione che diamo alla parola araba zullayj, che significa “piccola pietra levigata” e fa riferimento al mondo delle piastrelle in generale. 
La tecnica a mosaico è tipica dell’architettura che ritroviamo in tutta la zona del Maghreb, ma se durante i nostri viaggi ci lasciamo sedurre dai suoi arcobaleni ricchi di colore e accostamenti insoliti, questa stessa tecnica sta seducendo da un pò di tempo anche gli interior designers e gli architetti di tutto il mondo, assecondando però la nostra predisposizione per le armonie monocromatiche.
L’utilizzo all’interno delle Zellige assicura bellezza e carattere agli ambienti, grazie alla ceramica che assume colorazioni sempre cangianti, o grazie ai bordi irregolari che garantiscono una posa mai perfetta o industriale.
Soprattutto, e questo è il motivo per cui le sceglieremo anche noi, sono capaci in un attimo di riportare calore e atmosfera a un interno contemporaneo e minimale.
Ma ora che ne dite di curiosare tra tutte le immagini che ho selezionato per voi?

PHOTO LINK 
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23 Ottobre 2019 / / Architettura

Vuoi cambiare look alle pareti della tua cucina? Resina, mattoni a vista, piastrelle in 3d, ecco una selezione di idee per trovare la soluzione che fa per te.

I rivestimenti che si possono utilizzare per decorare le pareti della nostra cucina sono moltissimi. In commercio, infatti, si trovano soluzioni molto diverse tra loro: dalle cementine esagonali, molto attuali e di tendenza, alla resina, ma anche carta da parati,  pietra e molte altre alternative che ci permettono di creare pareti uniche e di grande effetto.

Qualche idea? Di seguito una selezione di 10 bellissimi rivestimenti per le pareti della cucina che, se accostati con gusto al tuo arredo e stile, posso dare vita a soluzioni originali in grado di valorizzare al meglio l’ambiente.

Rivestimento ceramico effetto Crochet

Progetto “Crochet” di Pialorsi Interior Workshop

Carta da parati effetto cemento

Rivestimento in resina

Pittura effetto lavagna

Pannello paraschizzi in rame

Rivestimento di mattoni a vista

Progetto Tangaroa di Pialorsi Interior Workshop

Rivestimento con decoro in 3D

Rivestimento ceramico in 3D di Fap ceramiche

Parete di sassi

Mix and match di cementine decorate

Cementine esagonali

L’articolo 10 bellissimi rivestimenti per le pareti della cucina proviene da Dettagli Home Decor.

8 Ottobre 2019 / / Architettura

Rivestimenti: ecco alcune delle novità viste al Cersaie 2019, tra lastre di grande formato e piastrelle, qualità e design.

Rivestimenti Cersaie 2019

Vediamo alcune delle novità viste al Cersaie 2019, concluso appena una settimana fa. Vi avevo già svelato alcune anticipazioni sulle macrotendenze 2020 per rivestimenti e pavimenti, grazie alle anteprime delle aziende. Nei prossimi articoli, concluderò la panoramica dedicata alla kermesse bolognese con gli spunti per lavabi e sanitari, arredobagno, accessori e rubinetterie. 

I vincitori dei premi ADI Ceramics & Bathroom Design

Per scoprire le novità più interessanti conviene cominciare dai vincitori del premio ADI Ceramics & Bathroom Design, giunto alla sesta edizione.

Leonardo si aggiudica il premio con la collezione MAP RED Overcome, frutto della continua ricerca e innovazione portata avanti dall’azienda della Cooperativa Ceramica di Imola. Disegnata da Andrea Bacci, la collezione riproduce pattern in cemento dal gusto metropolitano, su lastre dalle alte prestazioni tecnologiche.

Altro vincitore il marchio Fittile con il progetto Fuggo di Sebastiano Canzano, che si è distinto per il concetto innovativo, dove la fuga, da elemento di rottura, diventa segno distintivo.

Rivestimenti Cersaie 2019

Brand prestigioso, vincitore del premio ADI 2018 per la collezione Jointed, Moasico+ quest’anno si aggiudica il premio per il miglior stand. Sono 4 le collezioni inedite presentate a Bologna, Mist by Kensaku Oshiro, Quilt e P-Saico by Studio Irvine, e Sticks by Massimo Nadalini.

  • Collezione P-Saico
  • Collezione Sticks
  • Collezione Mist
  • Collezione Quilt

Rivestimenti, grandi lastre sempre più al top

L’evoluzione nella produzione e nella stampa digitale per il grès porcellanato permette di realizzare collezioni dall’impatto estetico sempre più spettacolare.

Cominciamo con le proposte di Ceramica Piemme, che ha presentato la nuova collezione Opulence by Valentino, ispirata ai graniti più preziosi. Alle spettacolari lastre per pavimento si abbinano i rivestimenti per parete in 6 colorazioni tinta unita e le strutture tridimensionali a forma di prisma.

Rivestimenti Cersaie 2019

Interessanti le diverse novità di Terratinta Group attraverso i suoi brand di punta. Sartoria presenta la collezione Scenari, ispirata alle carte da parati, fatta di pattern esclusivi disegnati a mano da giovani designer emergenti. La tecnica di stampa digitale “a freddo” consente di ottenere colori saturi e brillanti, su lastre di grande dimensione. Per quanto riguarda questa azienda, vi rimando ad un futuro articolo dedicato agli altri progetti presentati, che meritano di essere approfonditi.

Chi desidera vivere in una “casa di vetro”, apprezzerà le lastre di Ceramica Refin, che in occasione della fiera ha ampliato la gamma di nuance con il bianco e il naturale, per un effetto etereo e futuristico.

Rivestimenti Cersaie 2019

La superficie ceramica incontra i tessuti in originali intrecci ispirati alla tradizione della tessitura veneziana, nella collezione “I filati di Rex”, nata dalla collaborazione del marchio Rex con le seterie Rubelli. Motivi damascati, floreali, geometrici, sono declinati su lastre di grande dimensione.

Rivestimenti Cersaie 2019

Rivestimenti in piccolo e medio formato

Meritano un post a parte anche le nuove collezioni del brand di ALTAECO, Ceramica Bardelli, nota per le collaborazioni con designer di spicco. Tra le altre novità, spicca la collezione ZIP, nata dalla collaborazione con Meneghello Paolelli Associati. ZIP si distingue per le fughe incorporate nella decorazione, attraverso il segno grafico della chiusura lampo. 

Rivestimenti Cersaie 2019

Mutina si affida alla manualità dell’artista Gennaro Avallone per una collezione in bianco e nero, in cui la grafica si coniuga con il segno pittorico. Chymia è realizzata in grès porcellanato smaltato, disponibile in 22 elementi 30×30.

Rivestimenti Cersaie 2019

Ceramica Magica del gruppo Terratinta esibisce Libeccio, una collezione che declina l’effetto legno nel suo aspetto naturale, in 4 colori, due formati per i listoni e una interessante versione a mosaico, Libeccio Moka.

Rivestimenti Cersaie 2019

Si chiama “Puntini” la colorata collezione presentata da Ceramica Francesco De Maio, ed è firmata dal maestro Alessandro Mendini, scomparso lo scorso febbraio.

Rivestimenti Cersaie 2019

Infine, Il band italiano Eccentrico ha presentato tre collezioni dal sapore tradizionale, Linea, Quadra e Multiforma. Linea è un piccolo formato 7,5×30 con finiture lucide o opache in otto varianti di colore, che ricordano il klinker che furoreggiava negli anni ’70.

La collezione quadra è invece in formato quadrato 2,5×20,5 e permette di realizzare diversi giochi cromatici e compositivi basati su 12 pattern e 6 colori, anche questi ispirati agli anni ’70 (vedi foto di copertina).


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2 Ottobre 2019 / / Architettura

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Ho scovato un’azienda inglese che ha una proposta di piastrelle semplicemente pazzesca e particolare!

E’ inglese e si chiama Claybrook Studio, da alcuni anni tra le emergenti novità nel settore della distribuzione e della vendita di piastrelle, realizzate in materiali differenti che spaziano dalla ceramica al vetro sino addirittura al marmo.

Quest’azienda nasce come start-up dall’ambiziosa idea di tre manager già molto esperti in questo ambito, i quali infatti lavoravano precedentemente per una delle aziende leader di piastrelle in Inghilterra: la Fired Earth (ora dunque competitor della stessa Claybrook).

L’impatto di Claybrook sui media nazionali

Ho scoperto questa nuova azienda e mi ha colpito molto, prima di tutto perché è una start-up (spesso sinonimo di innovazione) e perché le riviste britanniche di arredamento per la casa scommettono audacemente sull’impatto che Claybrook può avere sulla gente.

Infatti si è presentata alla stampa con ben ventisei concept di piastrellatura tutti acclamati, e sembra abbiano un team di marketing pazzesco!

Showroom Claybrook Studio

Andrew Manders, uno dei fondatori di Claybrook, ha rivelato che l’essenza del loro modo di progettare le piastrelle risiede nel “costruire lavori senza tempo e con materiali di prima scelta”.

In particolare, mi hanno incuriosito le seguenti collezioni.

La Collezione Claybrook East Heaven

La collezione East Heaven richiama l’omonima città statunitense del Connecticut, nota per la produzione di marmo.
È proprio il marmo infatti l’elemento di spicco della collezione che dispone di sedici diversi tipi di piastrelle, tutte solcate da elegantissime venature grigie e dorate.
Questo tipo di piastrelle ben si adatta come opera di finitura per il bagno ma può trovare eguale collocazione anche come rivestimento per la cucina.

La Collezione Claybrook Aura

La collezione Aura rappresenta una delle scelte più ambiziose del team della Claybrook in quanto il materiale adoperato per queste piastrelle deriva da vetro riciclato.
L’idea si sposa bene per facciate di esercizi commerciali o bar ma, grazie al proprio effetto lucido e brillante, le piastrelle possono anche essere disposte in bagno o in cucina.

La Collezione Claybrook Giardinetto

La collezione è in ceramica, con una finitura lucida. Il team è stato ispirato dall’Italia per questa collezione.

Molto apprezzate dalla stampa, queste piastrelle sono disponibili in colorazioni molto fini ed eleganti come il verde acqua, il verde smeraldo e il rosa pallido e si collocano bene in ville private o esercizi commerciali lussuosi e di classe.

La Collezione Claybrook Raku

Le piastrelle della linea Raku sono forse le più richieste dalla clientela. Sono prodotte in porcellana e in tantissime varianti e, grazie al caratteristico effetto smaltato, possono apparire eternamente fresche e mai fuori moda. Approvate a pieni voti.

 

La Collezione Claybrook Cannes

Il prodotto forse migliore della linea Cannes è la piastrella Cannes Bella: realizzata in terracotta smaltata e decorata con dettagli magistrali, ben si accompagna alla piastrellatura di stanze matrimoniali grazie alle morbide tonalità di bianco e di rosa che la contraddistingue.

L’articolo Claybrook Studio: una nuova azienda con piastrelle per tutti i gusti proviene da easyrelooking.

27 Settembre 2019 / / Architettura

Reduce da un’intensa giornata al Cersaie di Bologna vi mostro le novità, e soprattutto quello che mi ha particolarmente colpito del panorama di pavimenti, rivestimenti ed arredo bagno esposto dalle principali aziende del settore.


Per quanto riguarda i pavimenti la tendenza predominante è senza dubbio quella dei grandi, talvolta grandissimi,  formati in grès porcellanato effetto pietra, cemento e sopratutto marmo riprodotto veramente in tutte le sue varietà.

E poi reinterpretazioni dei pavimenti a “terrazzo” battuto e cocciopesto, contemporanei con uno sguardo al passato, realizzati con tecniche digitali in HD.


Per quanto riguarda i rivestimenti la vera novità sono invece le ceramiche effetto carta da parati, vera e propria “ceramica di sartoria” come l’ha definita una delle principali aziende produttrici.

Sono pannelli ceramici di ampio  formato (60X120 circa) che accostati riproducono superfici continue creando rivestimenti ricchi di colore dall’effetto carta o tessuto (anche al tatto) eleganti e altamente decorativi.
Altra tendenza, per chi ama lo stile minimalista, è quello di piastrelle monocolore (spesso bianche) lievemente tridimensionali che creano attraverso i rilievi delicati giochi di luce ed ombre. 


Innovazione tecnologica anche per quanto riguarda i sanitari. I lavabi spesso realizzati in monomateriale con i piani d’appoggio (non più solo in ceramica)  sfruttano le possibilità di materiali come il poliuretano di riprodurre texture e colori.

Poliuretano anche per i piatti doccia, sempre più ampi e protagonisti dell’ambiente bagno che diventa un luogo di relax,  po’ spa, un po’ salotto.


Per farvi un’idea più precisa non vi resta che dare uno sguardo alle foto. 

 

Coming from an intense day at Cersaie in Bologna, I present to you the news, and above all the one that particularly struck me in the panorama of floors, walls and bathroom furniture exhibited by the main companies in the sector.

As far as the floors are concerned, the predominant tendency is undoubtedly that of the large, sometimes very large, porcelain stoneware tiles with stone, concrete and above all marble reproduction in all its varieties.

And then reinterpretations of the “battuto”, “cocciopesto” and  “terrazzo” floors, contemporary with a look to the past, made with digital HD techniques.

As for the coatings, the real novelty is the wallpaper-effect ceramics, a true “tailoring ceramic” as one of the leading manufacturers has called it.

They are large format ceramic panels (around 60X120) which, when placed side by side, reproduce continuous surfaces, creating rich and elegant coatings with a paper or fabric effect (even to the touch).

Another trend, for those who love the minimalist style, is that of one-color (often white) slightly three-dimensional tiles that create delicate plays of light and shadows through reliefs.

Technological innovation also with regard to healthcare. Washbasins often made in single material with support surfaces (no longer only in ceramic) exploit the possibilities of materials such as polyurethane to reproduce textures and colors.

Polyurethane also for shower trays, always wider and protagonists of the bathroom environment that becomes a place of relaxation, little spa, a little living room.

To give you a more precise idea you just need to take a look at the photos.
24 Agosto 2019 / / Architettura

Se siete alla ricerca di idee per rivestimenti e pavimenti di bagno e cucina, forse può essere utile dare un’occhiata alle tendenze 2019-2020.

Rivestimenti e pavimenti
Le superfici innovative Dekton® del Gruppo Cosentino

Tra circa un mese si terrà a Bologna il Cersaie, la più importante fiera del settore ceramiche e arredobagno, e alcune aziende hanno già cominciato a svelare interessanti anteprime. Vediamo insieme le diverse proposte.

Formati: mini o maxi

Due tendenze opposte e ormai consolidate vedono da un lato piastrelle dal formato mini e dall’altro le grandi lastre. 

Va detto che non si tratta di una contrapposizione nella scelta del formato: in nome della personalizzazione, possono essere utilizzati entrambi, purché accostati con stile. Un esempio? La collezione Silver Grain di Italgraniti, che vedremo in anteprima al Cersaie, unisce le grandi lastre al listello mix. La matericità delle pietre naturali, proposte nei 5 colori White, Beige, Grey, Taupe e Dark, è stemperata dalla finitura morbida e vellutata.

Rivestimenti e pavimenti

Mosaico+ presenterà al Cersaie 2019 la nuova collezione Jointed, firmata da Marialaura Rossiello per Studio Irvine e Kensaku Oshiro, che rivoluziona il mondo delle piastrelle a mosaico. Le tessere della collezione, disponibili in 7 colori, potranno essere assemblate in composizioni personalizzate, rese vibranti dalle diverse textures di ogni singolo elemento. 

Già presentata alla Milan Design Week 2019, la collezione Scenografica, disegnata da Cristina Celestino per Fornaci Brioni, si ispira ai grandi scenografi del barocco. Caratterizzata da una palette cromatica sontuosa e da pattern variati, è costituita da tessere dalle forme complesse, che si possono combinare in composizioni, appunto, scenografiche.

Rivestimenti e pavimenti

La collezione R-Evolution di Casalgrande Padana punta sul colore e sul decoro geometrico con le sue lastre in grès porcellanato di grandi dimensioni.

Rivestimenti e pavimenti

Lastre dalle dimensioni imponenti (120x260cm) e spessore ultrasottile (6mm) per la collezione Slimtech Nextone di Lea Ceramiche, che riproduce un effetto pietra naturale. 

Rivestimenti e pavimenti

Al suo debutto al Cersaie, il Gruppo Cosentino, leader mondiale nella produzione di superfici innovative, presenta Dekton® e Silestone®, in uno scenografico allestimento curato dal critico d’arte Philippe Daverio. Si tratta di materiali ultracompatti in quarzo e granito, resistenti, antiscivolo, disponibili in lastre di grande formato (320×144 cm), che riproducono innumerevoli effetti pietra naturale, metallo, cemento. (vedi l’immagine di copertina)

Rivestimenti e pavimenti materici e 3D

Altro trend confermato per il 2020, è quello che vede la materia, possibilmente grezza, o gli effetti 3D, con superfici scanalate, bugnate o irregolari.

Metallo levigato, ossidato, lucente, per la collezione Materia di Ceramiche Piemme, che verrà presentata in anteprima al Cersaie. E’ una collezione davvero ricca, per scelta di colori e texture: 6 tonalità disponibili OPAL (bianco), DEEP (antracite), NACRE (grigio chiaro), il tortora SHIMMER, il grigio scuro REFLEX e il corten RUST, 5 formati con due strutture tridimensionali e due decorazioni in terzo fuoco.

Marmo effetto 3D per la collezione Plissé di Salvatori, disegnata da Elisa Ossino e presentata alla Milan Design Week 2019. Una finitura dalle linee nitide e pulite che alleggerisce il pattern caratteristico del marmo.

Rivestimenti e pavimenti

Tra i materiali più gettonati non possono mancare il grès porcellanato effetto legno e effetto pietra naturale.

La parola d’ordine per il 2020 in questo caso è “effetto raw”.

L’azienda Provenza (Emilgroup) lancerà al Cersaie due nuove collezioni: Alter e Ego, che riproducono rispettivamente legno di recupero e una pietra grezza variegata. 

Rivestimenti e pavimenti

Per quanto riguarda l’acquisto delle collezioni e per i prezzi delle piastrelle per il bagno , occorrerà attendere la messa in produzione, che solitamente avviene entro qualche mese dalla presentazione.


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5 Agosto 2019 / / Architettura

moodboard blue per pavimenti e rivestimenti

Terratinta Group si presenta al Cersaie con il progetto “Voices: the soul of ceramics”.

Un nuovo concept espositivo per il mondo delle superfici firmato Lucchesedesign e che vede coinvolti altri due brand del settore bagno, Fir Italia per la rubinetteria e Arbi per l’arredobagno.

A firmare il nuovo format di presentazione e di vendita di rivestimenti ceramici con il quale Terratinta Group si presenta all’appuntamento fieristico più atteso a livello nazionale per il mercato delle superfici ceramiche è Francesco Lucchese che come un direttore d’orchestra porta in scena “Voices: the soul of ceramics”, allestimento che unisce lastre di spessore sottile, elementi di arredobagno, termoarredo e piatti doccia all’interno di un progetto completo e flessibile per la personalizzazione degli spazi bagno.

Con Voices Terratinta Group propone una selezione di pavimenti e rivestimenti che trovano collocazione ideale in ambienti bagno ispirati a quattro generi della storia della musica, ognuno caratterizzato da accostamenti materici, cromatici e di finiture che puntano a esprimere quattro diversi modi di vivere il bagno oggi.

Dalla potenza dell’opera, all’esuberanza del rock, passando attraverso la profondità del blues e ai virtuosismi del jazz, il progetto Voices riflette attraverso il richiamo alla varietà dei generi musicali stili diversi in cui materia, colore e decori si incontrano in accostamenti armonici dalla forte identità e dove i rivestimenti ceramici diventano protagonisti di ambienti vivi ed espressivi.

moodboard pavimenti e rivestimenti ceramici

OPERA

Marmi, dettagli dorati e colori tenui esprimono lo splendore e la ricchezza della classicità in un dialogo continuo tra magnificenza e calore.

moddboard naturale pavimenti e rivestimenti ceramici

BLUES

Materiali e colori ispirati alla natura evocano il fascino esotico di terre lontane dando vita a rifugi intimi e sicuri capaci di restituire energia e vigore.

moodboard giallo pavimenti e rivestimenti ceramici

ROCK

Giallo come l’adrenalina che accompagna le sfide. Colori decisi, contrasti forti, linee audaci per ambienti in cui nessun limite è imposto e in cui l’espressione della creatività è incoraggiata.

moodboard rosso pavimenti e rivestimenti ceramici

JAZZ

Accostamenti delicati per ambienti distensivi e dal tocco femminile per coloro che nel bagno cercano e ritrovano la pace interiore e la ricarica dello spirito.

 

La sinergia voluta e creata da Terratinta Group con Studio Lucchese, Arbi Arredobagno e Fir Italia, aziende ognuna protagonista del saper fare italiano, diventa base armoniosa sulla quale prende forma e vita una sinfonia nuova.

L’articolo Il nuovo progetto di Terratinta al Cersaie 2019 proviene da Dettagli Home Decor.

25 Giugno 2019 / / Architettura

Le differenze tra resina e micro-cemento sono molte a livello tecnico e pratico. Esteticamente quasi identici, come scegliere uno o l’altro? Con Sara Concato di Studio S ti togliamo tutti i dubbi.


Tra i materiali più in voga ed utilizzati del momento godono tuttavia di poca conoscenza pratica. Vengono confusi e usati con poca intenzionalità, anche se celano un mondo di differenze.

Resina e micro-cemento sono differenti già alla base, nella natura della loro composizione. Punto questo che potrebbe farti propendere per un materiale piuttosto che l’altro.

Ma quali sono i punti di cui tenere conto per fare la scelta migliore per te e il tuo progetto? Ne parlo oggi con l’Interior Designer Sara Concato, dello Studio S.

differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato Interior Designer

Le differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato

Ciao Sara e benvenuta sul mio blog! Cominciamo subito. Resina e micro-cemento: quali sono le principali differenze?
Partiamo dal presupposto che per chi non li conosce potrebbero sembrare due materiali a prima vista molto simili, e infatti l’effetto finale che si può ottenere a livello visivo non si discosta di molto tra i due.
Sono entrambi senza fughe e permettono a colpo d’occhio di avere una visione continua e pulita della superficie sulla quale sono posati. Entrambi possono essere posati su pavimenti esistenti grazie al loro spessore minimo (2-3 mm) e hanno un’ottima conducibilità termica: sono perfetti per il riscaldamento a pavimento.
Per entrambi ne esistono davvero di molti tipi e quindi diventa in questo caso quasi impossibile dare una sentenza definitiva su quale dei due sia migliore. In linea generale però possiamo dire che:

  1. Una prima differenza sostanziale l’abbiamo nella loro composizione.
    La resina è un materiale sintetico mentre il micro-cemento è naturale e composto da una base cementizia più acqua.
  2. Essendo un materiale derivante da processi chimici, la resina tende a dare spesso una sensazione plastica mentre il micro-cemento si caratterizza per una maggiore matericità (anche in questo caso mi preme specificare che per entrambi esistono comunque diversi tipi di lavorazione e finitura).
  3. La resina con il passare del tempo può essere soggetta ad ingiallimento, il micro-cemento no.
  4. La resina viene solitamente posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. Il micro-cemento è più facile da riparare solo nel punto in cui lo necessita.

In ambito domestico, quale dei due consigli?
La resina ha una grande resistenza alle sollecitazioni, dal canto suo il micro-cemento è ancora più resistente a scalfiture, abrasioni e calpestio. La caratteristica materica di quest’ultimo permette di rendere quasi invisibili possibili graffi che nel tempo potrebbero crearsi: più si “usura” nel tempo, più diventa bello e vissuto.
Per questo motivo probabilmente mi sentirei di consigliare il secondo.
Ci tengo comunque a specificare che non è in ogni caso un materiale indistruttibile: se prendiamo un oggetto appuntito e di proposito lo strisciamo sul pavimento non aspettiamoci che non succeda nulla!
Nel caso in cui volessimo rivestire ad esempio delle pareti doccia invece, mi sentirei di consigliare entrambi: se tutte le fasi di lavorazione, impermeabilizzazione e finitura vengono svolte da un professionista che usa prodotti di alta qualità, entrambi svolgeranno bene la loro funzione impermeabile.

In quali casi consigli l’utilizzo della resina e in quali il micro-cemento?
A questa domanda credo di aver già risposto quasi completamente con la risposta precedente.
Personalmente non mi sento di preferire in toto un materiale rispetto ad un altro: ogni ambito ha il suo.
Per fare un ulteriore esempio: se volessimo ricoprire una parete verticale tra il piano cucina e i pensili il cui scopo è semplicemente quello di preservare il muro da macchie e schizzi d’olio, entrambi sono consigliati.
Con una passata di spugna torneranno subito puliti. Consiglio di valutare di volta in volta il singolo caso.

Per creare effetti continui tra superfici verticali ed orizzontali, è meglio la resina o il micro-cemento?
Anche qui mi rimetto ai punti precedenti.
Se l’effetto che si cerca è più lucido e plastico: resina.
Se invece preferite l’effetto materico e opaco al tatto: micro-cemento.
In entrambi i casi non vi sono problemi per i punti d’incontro tra le due pareti, i materiali si comportano bene nei punti di giuntura tra
verticale e orizzontale.
In questo caso una precisazione però è d’obbligo:
solitamente nel massetto interno sottostante il pavimento viene utilizzato un materassino i cui lati vengono piegati e portati ad appoggiarsi alle pareti verticali. In questo caso deve essere premura del posatore prestare particolare attenzione alla stesura del materiale perché potrebbe crepare.
Per evitare qualsiasi problema si può ricorrere ad un battiscopa.

differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato Interior Designer

A livello decorativo (colori ed effetti artistici), quale dei due materiali è più prestazionale?
Essendo la resina una materiale pigmentato in pasta, è possibile scegliere tra una gamma infinita di colori.
Ad oggi inoltre, oltre alla classica finitura lucida, si possono avere anche realizzazioni opache (non con la matericità del micro-cemento ma avvicinandosi molto). Gli effetti decorativi che si possono ottenere sono diversi: dai classici nuvolato e spatolato, a veri e propri disegni astratti o geometrici (è possibile infatti applicare sul pavimento un materiale e ricoprirlo poi con una colata di resina trasparente).
Per quanto riguarda il micro-cemento anche qui abbiamo la possibilità di variare da una stesura liscia e omogenea ad una più mossa e ruvida.
Personalmente io amo rispettare sempre la natura del materiale (soprattutto se naturale) e in questo caso la parola stessa richiama l’effetto cemento: matericità e disomogeneità dovrebbero a mio parere farla da padrone.

CONCLUSIONI
Negli ultimi anni la ricerca della perfezione in questo come in ogni altro ambito sta portando ad avere materiali sempre più performanti. Ad oggi non è facile dare un giudizio univoco quando si parla di resina o micro-cemento:se di alta qualità e posati nel modo giusto, entrambi sono molto resistenti.
Consiglio quindi di riferirsi sempre e solo ad un professionista: ai miei clienti consiglio di risparmiare su altro ma mai su pavimenti e rivestimenti (vorreste davvero trovarvi a smantellare mezza casa dopo poco tempo solo per un lavoro fatto male?).
Personalmente ove possibile prediligo sempre o quasi i materiali naturali:
in questo caso quindi tra i due tendo per il micro-cemento.

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