25 Giugno 2019 / / Architettura

Le differenze tra resina e micro-cemento sono molte a livello tecnico e pratico. Esteticamente quasi identici, come scegliere uno o l’altro? Con Sara Concato di Studio S ti togliamo tutti i dubbi.


Tra i materiali più in voga ed utilizzati del momento godono tuttavia di poca conoscenza pratica. Vengono confusi e usati con poca intenzionalità, anche se celano un mondo di differenze.

Resina e micro-cemento sono differenti già alla base, nella natura della loro composizione. Punto questo che potrebbe farti propendere per un materiale piuttosto che l’altro.

Ma quali sono i punti di cui tenere conto per fare la scelta migliore per te e il tuo progetto? Ne parlo oggi con l’Interior Designer Sara Concato, dello Studio S.

differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato Interior Designer

Le differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato

Ciao Sara e benvenuta sul mio blog! Cominciamo subito. Resina e micro-cemento: quali sono le principali differenze?
Partiamo dal presupposto che per chi non li conosce potrebbero sembrare due materiali a prima vista molto simili, e infatti l’effetto finale che si può ottenere a livello visivo non si discosta di molto tra i due.
Sono entrambi senza fughe e permettono a colpo d’occhio di avere una visione continua e pulita della superficie sulla quale sono posati. Entrambi possono essere posati su pavimenti esistenti grazie al loro spessore minimo (2-3 mm) e hanno un’ottima conducibilità termica: sono perfetti per il riscaldamento a pavimento.
Per entrambi ne esistono davvero di molti tipi e quindi diventa in questo caso quasi impossibile dare una sentenza definitiva su quale dei due sia migliore. In linea generale però possiamo dire che:

  1. Una prima differenza sostanziale l’abbiamo nella loro composizione.
    La resina è un materiale sintetico mentre il micro-cemento è naturale e composto da una base cementizia più acqua.
  2. Essendo un materiale derivante da processi chimici, la resina tende a dare spesso una sensazione plastica mentre il micro-cemento si caratterizza per una maggiore matericità (anche in questo caso mi preme specificare che per entrambi esistono comunque diversi tipi di lavorazione e finitura).
  3. La resina con il passare del tempo può essere soggetta ad ingiallimento, il micro-cemento no.
  4. La resina viene solitamente posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. Il micro-cemento è più facile da riparare solo nel punto in cui lo necessita.

In ambito domestico, quale dei due consigli?
La resina ha una grande resistenza alle sollecitazioni, dal canto suo il micro-cemento è ancora più resistente a scalfiture, abrasioni e calpestio. La caratteristica materica di quest’ultimo permette di rendere quasi invisibili possibili graffi che nel tempo potrebbero crearsi: più si “usura” nel tempo, più diventa bello e vissuto.
Per questo motivo probabilmente mi sentirei di consigliare il secondo.
Ci tengo comunque a specificare che non è in ogni caso un materiale indistruttibile: se prendiamo un oggetto appuntito e di proposito lo strisciamo sul pavimento non aspettiamoci che non succeda nulla!
Nel caso in cui volessimo rivestire ad esempio delle pareti doccia invece, mi sentirei di consigliare entrambi: se tutte le fasi di lavorazione, impermeabilizzazione e finitura vengono svolte da un professionista che usa prodotti di alta qualità, entrambi svolgeranno bene la loro funzione impermeabile.

In quali casi consigli l’utilizzo della resina e in quali il micro-cemento?
A questa domanda credo di aver già risposto quasi completamente con la risposta precedente.
Personalmente non mi sento di preferire in toto un materiale rispetto ad un altro: ogni ambito ha il suo.
Per fare un ulteriore esempio: se volessimo ricoprire una parete verticale tra il piano cucina e i pensili il cui scopo è semplicemente quello di preservare il muro da macchie e schizzi d’olio, entrambi sono consigliati.
Con una passata di spugna torneranno subito puliti. Consiglio di valutare di volta in volta il singolo caso.

Per creare effetti continui tra superfici verticali ed orizzontali, è meglio la resina o il micro-cemento?
Anche qui mi rimetto ai punti precedenti.
Se l’effetto che si cerca è più lucido e plastico: resina.
Se invece preferite l’effetto materico e opaco al tatto: micro-cemento.
In entrambi i casi non vi sono problemi per i punti d’incontro tra le due pareti, i materiali si comportano bene nei punti di giuntura tra
verticale e orizzontale.
In questo caso una precisazione però è d’obbligo:
solitamente nel massetto interno sottostante il pavimento viene utilizzato un materassino i cui lati vengono piegati e portati ad appoggiarsi alle pareti verticali. In questo caso deve essere premura del posatore prestare particolare attenzione alla stesura del materiale perché potrebbe crepare.
Per evitare qualsiasi problema si può ricorrere ad un battiscopa.

differenze tra resina e micro-cemento spiegate da Sara Concato Interior Designer

A livello decorativo (colori ed effetti artistici), quale dei due materiali è più prestazionale?
Essendo la resina una materiale pigmentato in pasta, è possibile scegliere tra una gamma infinita di colori.
Ad oggi inoltre, oltre alla classica finitura lucida, si possono avere anche realizzazioni opache (non con la matericità del micro-cemento ma avvicinandosi molto). Gli effetti decorativi che si possono ottenere sono diversi: dai classici nuvolato e spatolato, a veri e propri disegni astratti o geometrici (è possibile infatti applicare sul pavimento un materiale e ricoprirlo poi con una colata di resina trasparente).
Per quanto riguarda il micro-cemento anche qui abbiamo la possibilità di variare da una stesura liscia e omogenea ad una più mossa e ruvida.
Personalmente io amo rispettare sempre la natura del materiale (soprattutto se naturale) e in questo caso la parola stessa richiama l’effetto cemento: matericità e disomogeneità dovrebbero a mio parere farla da padrone.

CONCLUSIONI
Negli ultimi anni la ricerca della perfezione in questo come in ogni altro ambito sta portando ad avere materiali sempre più performanti. Ad oggi non è facile dare un giudizio univoco quando si parla di resina o micro-cemento:se di alta qualità e posati nel modo giusto, entrambi sono molto resistenti.
Consiglio quindi di riferirsi sempre e solo ad un professionista: ai miei clienti consiglio di risparmiare su altro ma mai su pavimenti e rivestimenti (vorreste davvero trovarvi a smantellare mezza casa dopo poco tempo solo per un lavoro fatto male?).
Personalmente ove possibile prediligo sempre o quasi i materiali naturali:
in questo caso quindi tra i due tendo per il micro-cemento.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Intervista con Studio S: le differenze tra resina e micro-cemento sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

20 Giugno 2019 / / Architettura

Torre piccola nuovo quartiere residenziale Uptown Milano

Cotto d’Este è protagonista di uno straordinario progetto che vede la realizzazione del nuovo quartiere Uptown Milano, in prossimità dell’ex area EXPO. L’architetto Alessandro Scandurra e l’ingegnere Umberto Zanetti hanno scelto, infatti, l’eccellenza ceramica dell’azienda per “vestire” parte degli interni e degli esterni di buildings all’avanguardia.

Con una nuova concezione dell’abitare, Uptown Milano rappresenta il primo quartiere italiano a impatto zero, interamente geotermico e teleriscaldato, nel quale la qualità della vita ed i servizi sono posti al centro. Inserito in una zona collegata ai punti strategici di Arexpo e alle prossime sedi di Human Tecnopole e dell’Università degli Studi di Milano, il progetto propone residenze all’avanguardia dal punto di vista architettonico e tecnologico, tutte personalizzabili in base alle singole esigenze con servizi hi-tech, domotica e wellness.

terrazzo attico quartiere Uptown Milano

living appartamenti quartiere Uptown Milano

Perfettamente in linea con la proposta di Cotto d’Este che, da sempre, si contraddistingue per l’impegno a proporre prodotti con performance di eccellenza e impatto ambientale minimo, Uptown dispone già di un primo lotto di appartamenti, per cui il brand ha fornito oltre 15.000 mq di superficie ceramica.

In particolare, i progettisti hanno selezionato due collezioni per le superfici esterne del progetto. La prima è la serie in gres porcellanato Yosemite di Blustyle by Cotto d’Este, selezionata per i balconi e i terrazzi e ispirata alle pietre calcaree, di cui riprende l’elemento minerale con profonda naturalezza. Il secondo prodotto selezionato sono le lastre ceramiche ultrasottili in grande formato della collezione KerliteCluny che, grazie alle loro caratteristiche tecniche ed estetiche, sono state utilizzate per il rivestimento delle superfici verticali dell’edificio.

piazza nuovo quartiere Uptown Milano

terrazzo appartamento nuovo quartiere Uptown Milano

Per gli spazi indoor lo studio di progettazione ha selezionato una serie di proposte dal catalogo di Cotto d’Este e Blustyle by Cotto d’Este all’interno delle quali i proprietari degli appartamenti possono scegliere quelle più adatte alle loro esigenze:  Concrete Jungle di Blustyle by Cotto d’Este e X-Beton di Cotto d’Este – gres porcellanato dall’effetto cemento- per un sentore più industriale e contemporaneo, mentre  effetto legno delle collezioni Country di Blustyle by Cotto d’Este e Cadore di Cotto d’Este, per uno stile più tradizionale ma pur sempre ricercato.

Il progetto Uptown conferma così, ancora una volta, la capacità di Cotto d’Este di rispondere alle esigenze di realizzazioni particolarmente importanti e ambiziose. Il gusto e lo stile raffinato tipicamente del made in Italy si affiancano alla tradizione e alla qualità ceramica, passando per una continua ricerca tecnologica, per dare vita a soluzioni di grande eleganza e prestigio.  Spaziando da spessori importanti come il 14mm e il 20mm, a Kerlite, le lastre ceramiche ultrasottili in grande formato, Cotto d’Este offre una proposta unica nel suo genere che può essere impiegata per rivestimenti architettonici così come per interni ricercati e lussuosi, finanche per elementi di arredo.

L’articolo Cotto d’Este nel primo smart district d’Italia con Uptown Milano proviene da Dettagli Home Decor.

11 Maggio 2019 / / Architettura

Nelle riviste, sui social network e anche qui su Case e interni, le subway tiles, piastrelle diamantate e a mattoncino in stile metropolitana, sono apparse un po' ovunque nelle cucine e nei bagni di tutto il mondo. Vediamo come usarle!
Nelle riviste, sui social network e anche qui su Case e interni, le subway tiles, piastrelle diamantate o a mattoncino in stile metropolitana, sono apparse un po’ ovunque nelle cucine e nei bagni di tutto il mondo. Vediamo come usarle!

Le origini

Ciò che molti non sanno è che questa storia d’amore per le piastrelle di questo tipo è iniziata all’inizio del XX secolo: all’apertura della metropolitana di New York nel 1904, quelle candide piastrelle diamantate erano lì in bella mostra sulle pareti delle stazioni. Non passò molto tempo prima che la moda si diffondesse anche a Londra e Parigi.

Piastrelle rettangolari diamantate e a mattoncino per il bagno sono un grande classico. Con il rinnovato interesse per il vintage e per lo stile industriale, la tendenza è arrivata fino ad oggi.

La versatilità delle piastrelle metropolitana

Le piastrelle a mattoncino non sono solo belle, ma anche funzionali e molto versatili. Sono adatte sia per un bagno o cucina vintage che per una stanza più contemporanea.

Nel design d’interni pulito, come quello nordico-scandinavo, puoi puntare tutto sul bianco con bordi dritti combinato a fughe in tono. Ma negli interni nordici è frequente vedere anche l’uso di semplici piastrelle quadrate bianche opache, posate sfalsate per ottenere l’effetto mattoncino (vedi foto qui in basso).

Se l’obiettivo è quello di portare un po’ di stile industriale in casa tua, osa con fughe in contrasto nere o grigie e rivesti completamente tutta la parete.

Anche nel country chic o shabby chic la piastrella diamantata (quella con bordi smussati) trova un posto d’onore, sia in cucina che in bagno.

Se vuoi accentuare il look vintage anni ’50, è possibile abbinare le piastrelle bianche e diamantate ad un pavimento a scacchi bianco e nero o con motivo geometrico. Effetto garantito!

La piastrella metro sarà perfetta anche con lo stile boho chic: abbinala ad un bel tappeto orientale, mobili in legno naturale, cestini di vimini.

Se vuoi un arredamento più contemporaneo, la piastrella con bordi diritti è più facile da posare ed è al top delle scelte decor del momento. I suoi bordi puliti non richiedono il lavoro extra per risolvere i problemi di differenze di spessore, che si possono incontrare con le piastrelle diamantate, soprattutto negli angoli. E ora che le cucine total black sono molto di moda, anche la piastrella metro può osare il nero assoluto.

Se è un po’ di romanticismo che vuoi ottenere, i colori pastello sono l’ideale. E se preferisci l’ottone o l’oro, sappi che la piastrella metro bianca con bordi diamantati sarà perfetta per mettere in risalto il tuo rubinetto.

Se vuoi dare al tuo bagno o cucina uno stile fresco e naturale dipingi le pareti non coperte dalle piastrelle con una bella pittura sui toni neutri o nelle sfumature più luminose del verde.

Non è necessario attenersi alla posa orizzontale, perché le versioni diagonali, verticali o miste possono portare quel tocco di originalità che è sempre il benvenuto. Quindi lasciati ispirare dalla nostra galleria di idee. [foto in alto: fonte qui]

Piastrelle in stile metropolitana

[guarda tutta la casa qui]

Piastrelle in stile metropolitana

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Piastrelle in stile metropolitana

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Piastrelle in stile metropolitana

[fonte qui]

Piastrelle in stile metropolitana

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Piastrelle in stile metropolitana

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Piastrelle in stile metropolitana

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Piastrelle in stile metropolitana

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Anna e Marco – CASE E INTERNI

23 Gennaio 2019 / / Architettura

Da millimetri4 una interessante tecnologia che permette di trasformare ogni superficie di rivestimento in un diffusore sono di alta qualità.

millimetri4 è un laboratorio artigiano che lavora la pietra Piasentina, i rivestimenti in fogli sottili montati a secco vengono trasformati in uno ‘strumento musicale’: un amplificatore stereo di alta qualità elabora il segnale di una qualsiasi sorgente digitale con connessione  bluetooth e lo trasmette, amplificato, a trasduttori elettronici applicati sulla superficie in pietra.

I trasduttori piezoelettrici sono membrane che convertono il segnale elettrico in vibrazioni che si propagano nella struttura atomica della pietra facendola risuonare.
Il tutto senza alcuna traccia di altoparlanti tradizionali, tutta la tecnologia è infatti ‘invisibile’ perché celata dietro la parete montata a secco

Grazie alla connessione bluetooth il sistema audio può essere controllato comodamente dal divano con qualsiasi mp3 player o smartphone in alternativa può essere comandato con i tasti capacitativi touch disegnati direattamente sulla pietra

La Pietra Piasentina è una roccia sedimentaria calcarea di colore grigio uniforme con leggere venature bianche e piccoli sprazzi colorati tendenti al bruno, molto compatta, adatta all’utilizzo sia interno che esterno.
Tipica del Friuli ha ottenuto il riconoscimento “Marchio Collettivo Europeo” che ne garantisce le caratteristiche geologiche e meccaniche, la costituzione petrografica, la provenienza e l’autenticità.

The musical stone

From millimeters 4 an interesting application that makes it possible to transform every surface of covering in a diffuser are of high quality.

millimetri4 is an artisan laboratory that works with the Piasentina stone, the thin-film coatings mounted dry are transformed into a ‘musical instrument’: a high-quality stereo amplifier processes the signal of any digital source with Bluetooth connection and transmits it, amplified , to electronic transducers applied on the stone surface.

Piezoelectric transducers are membranes that convert the electrical signal into vibrations that propagate in the atomic structure of the stone making it resonate.
All without any trace of traditional speakers, all the technology is in fact ‘invisible’ because it is hidden behind the wall mounted dry

Thanks to the bluetooth connection, the audio system can be controlled comfortably from the sofa with any mp3 player or smartphone as an alternative can be controlled with the capacitive touch keys drawn directly on the stone

The Piasentina Stone is a sedimentary calcareous rock of uniform gray color with light white veins and small colored flashes tending to brown, very compact, suitable for both indoor and outdoor use.
Tipica del Friuli has obtained the “European Collective Brand” recognition which guarantees its geological and mechanical characteristics, its petrographic constitution, provenance and authenticity.

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CAFElab | studio di architettura