18 Aprile 2019 / / Picsilli

Il casafacile design lab, lo spazio in piazza gae aulenti che quest’anno in occasione del fuorisalone 2019 ha ospitato gli eventi di casafacile, era colmo di design, ispirazione, chiacchere e…blogger cf style.

E’ stato progettato e allestito dallo Studio Vanessa Pisk con la collaborazione dell’ interior stylist Elisabetta Viganò ed era pieno di luce lo spazio del Coima Building scelto quest’anno da CasaFacile per interpretare il tema dell’ hospitality al Fuorisalone 2019.
Creato per ospitare un co-working e un co-living e allestito come fosse una vera e propria casa di oggi, con diversi spazi multifunzionali e versatili, ha accolto insieme alla direttrice Francesca Magni e a tutta la redazione, lettori, visitatori e noi blogger CF Style che abbiamo festeggiato un anno di partecipazione all’interno del Team.

Il colore è l’elemento che risalta gli spazi e i diversi abbinamenti di colore (come il rosa e il giallo ) e i materiali, ad esempio il velluto blu dei divani di Ligne Roset. Fonte anche di ispirazione per le nostre case dal motto non aver paura di osare.

Gli spazi: La Cucina

Pensata da Stefano Boeri per Aran, la cucina Oasi è stata progettata intorno ad un albero di limoni. L’idea di isola centrale, di convivialità e circolarità oltre ad avere un forte valore tecnologico ed innovativo, si basa sulla simbologia dell’albero di limoni che fuoriesce dal centro dell’isola che ha un’elevata resistenza anche se coltivato in ambienti interni.
Più che un prodotto, dunque, Stefano Boeri Architetti propone un inedito luogo da abitare.

Oasi di Aran Cucine, elettrodomestici Hotpoint, piatti bicchieri e utensili da cucina di Tescoma, latte di caffè personalizzato Caffè Vergnano
appendiabiti Scaccomatto di Servetto

gli spazi: IL co-living

Il focus della zona living è sicuramente data dalla light gallery, una carrellata di splendide lampade-icona che uniscono storia e design della luce, poggiate su parallelepipedi dipinti da vernici Wilson & Morris.
Esposte davanti ad una delle ampie vetrate del Lab, incorniciate da divani in velluto blu Lignet Roset Moel2 design Inga Sempè.

☞ materiali morbidi a contrasto con metalli e colori contrastanti abbinati tra loro
☞ design vintage e contemporaneo accostato

Da sinistra, in alto: Zettel’z di Ingo Maurer e Falkland di Bruno Munari. Da sinistra, sotto: Atollo 235 di Vico Magistretti, Taccia di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Gatto di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Eclisse di Vico Magistretti, Aj Table di Arne Jacobsen, Lumiere di Rodolfo Dordoni, Naska di archivio storico, Nesso di Giancarlo Mattioli e Gruppo Architetti Urbanisti Città Nuova, Atollo di Vico Magistretti, Bilia di Gio Ponti.

Tavolino Astair di Ligne Roset, vasi Artifex e Buee di Ligne Roset

tenda realizzata con il velluto Hotel Particulier, collezione Elitis 2019
pareti dipinte con con il colore Peach di Wilson & Morris, piante fornite da Mati1909 e allestite da Lefty Gardens

Gli spazi: la zona notte

Piumini come nuvole appesi al soffitto, palette colori dai toni soft verdi e design e tessuti naturali per la zona notte del Lab.

Piumini Daunstep, letto Noctis, biancheria letto Vossen
profumatore ambienti Glade

GLI SPAZI: IL CO-WORKING e la formazione blogger cf Style

La casa di oggi è versatile e si adatta anche ad ospitare spazi dedicati al lavoro come artigiani e liberi professionisti che hanno bisogno di angoli tutti per loro. Quello proposto dal CasaFacile Lab è stato caratterizzato dal design nordico e dagli arredi di Kestile divisi da pannelli in legno colorati. Tavoli e sedie erano acquistabili direttamente da un i-Wall vicino alla cucina.
Proprio in quello spazio abbiamo ascoltato una interessante lezione sulla fotografia tenuta da Ilaria Chiaratti (idainteriorlifestyle.com) e prove di styling con i prodotti Tescoma e Glade.

Gli esterni: il dehors

Gli esterni ricchi di verde e arredo da giardino erano protetti da 4 mega ombrelloni di Ke Protezioni. Tutta la zona verde è stata curata e allestita dal vivaio Piante Mati 1909 in collaborazione con Orticolario e il progetto è curato da
LeftyGardens.


foto Serena Barison | Picsilli

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11 Aprile 2019 / / Picsilli

Una delle location che ho voluto visitare per prima in occasione del fuori Salone 2019 è stata Nilufar Gallery, in una via della Spiga affollata di persone. Ho trovato design, storia e pezzi unici. E tre progetti che vedono protagonisti alcuni dei designer che da più tempo collaborano con la galleria.

Gli spazi di Nilufar sono eleganti e silenziosi. Al piano terra: Il Piano Nobile, Nilufar25 nuovo spazio con vetrina su strada e Spazio su via Senato. Al piano primo Chez Nina – Episode , il club privato.

Focus | piano terra | spazio su via Senato

Nella sala principale il nome che ricorre più spesso è quello di Osvaldo Borsani. Per le sedie che fanno da contorno ad un tavolo in palissandro, per la libreria fatta su misura e pezzo unico con ripiani rivestiti in papiro recentemente restaurati, per la credenza che porta la medesima finitura, per le mensole in legno e le lampade in metallo.
E ancora per le poltroncine dal rivestimento nuovo, dal divano rosa alla scrivania.
Alle pareti opere di Tommaso Fantoni.

Focus | Chez Nina Episode II | il club privato

Immaginato ed arredato da India Mahdavi con illuminazione della designer Vibeke Fonnesberg Schmidt, il piano primo ospita un vero e proprio luogo di ritrovo intimo dalle atmosfere calde e dai colori intensi.

Divani e banchetti in velluto colorati, tavolini in vetro acidato, uno scenografico paravento e alcuni sgabelli disegnati da Martino GamperTra. Non mancano anche qui pezzi vintage, una rara lampada di Angelo Lelii, lampade a sospensione di Hans Agne Jakobsson, quattro poltrone “Casa e Giardino” di Gio Ponti e un importante tavolo di Joaquim Tenreiro.

Nilufar, via della Spiga 32, 20121 Milano. www.nilufar.com

immagini Serena Barison | Picsilli

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6 Febbraio 2019 / / Picsilli

Hai deciso che è arrivato il momento di rinnovare casa e se non vuoi cambiarla e NON È NECESSARIA UNA RISTRUTTURAZIONE, allora puoi puntare a sostituire soltanto l’arredamento e cambiare palette colori.

All’ interno di una stanza, soprattutto di un ambiente domestico, dobbiamo sentirci bene ed entrare in empatia con ciò che ci circonda.
Quindi essere appagati da quello che vediamo che siano oggetti, decori, colori e arredamento.

Qui sotto ti spiego i vari step da seguire per iniziare ad arredare casa tua.

1. IMMAGINA

Prova ad immaginare come sarebbe la tua stanza ideale (che sia cucina, camera da letto, bagno, soggiorno…). A questo punto sempre usando l’immaginazione prova a pensare come sarebbe lo spazio togliendo o lasciando alcuni arredi già presenti oppure inserendo alcuni altri arredi nuovi.

Pensa a quali sono le tue esigenze e al perchè vuoi modificare l’ambiente, cosa non ti piace più. Colori? Un angolo in particolare? Una parete?

2. il budget

Avere un budget stimato, ossia una cifra in mente da investire nei nuovi arredi è sicuramente una delle prime cose da fare.
In base alla somma che hai a disposizione potrai stilare una lista di priorità di interventi, di arredi da sostituire.Ti serve inoltre per non fare in modo che la “situazione ti sfugga di mano” durante gli acquisti.

3. Prendi Ispirazione

Le fonti dalle quali prendere ispirazione per arredare casa possono essere tante. Riviste di arredamento (hai letto i miei consigli anche su Casa Facile?) ma anche le migliaia di immagini che raccoglie il sito Pinterest dove puoi fare ricerca con parole chiave e salvare le tue bacheche di idee.

In questo modo potrai capire quale stile ti piacerebbe dare all’ambiente e quale palette colori usare in alternativa a quello già presente.

4. Analisi dello spazio

Una volta superati gli step precedenti, valuta lo spazio che vuoi modificare.
Com’è? Che forma ha la stanza? Quali sono i suoi punti di forza? E i suoi punti deboli?
In base alle sue caratteristiche valuta cosa lasciare, cosa modificare e cosa togliere.
Tutto ciò può cambiare in base alla forma della stanza e alla sua funzione.

Come sono gli spazi? Sono affollati di arredi e accessori inutili che non ti permettono di svolgere la funzione che la stanza racchiude?
Oppure pensa come rendere più luminosa una stanza lettura, un soggiorno o un bagno cieco grazie ad un’ illuminazione mirata.

5. Armonia

Perchè un ambiente sia piacevole deve essere armonico ossia bilanciato, che non per forza vuol dire simmetria negli arredi e nelle decorazioni. Anche se il tuo spazio è asimmetrico dovrai cercare di dosare il tuo intervento.

Cosa vuol dire? Che il peso visivo degli oggetti che compongono la stanza deve essere ben bilanciato in modo simmetrico, asimmetrico oppure in modo radiale (dal centro verso le pareti).

Come puoi fare? Usando i colori, le forme e i materiali che dovrai usare per uniformare oppure bilanciare gli spazi della tua stanza.

foto di copertina Fabrizio Cicconi


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17 Gennaio 2019 / / Picsilli

Ancora devo capire come negozi che vendono vintage, vendano anche pezzi finto-vintage. E non intendo retrò ma proprio finto-vintage.

Ero alla ricerca di una lampada da inserire in un mio progetto per la parete sopra al divano del soggiorno che avrebbe dovuto diffondere luce soffusa quando il punto luce principale, quello a soffitto sopra al tavolo da pranzo, sarebbe stato troppo sfacciato.

Ne cercavo una orientabile con il braccio in ottone e finalmente la trovo. Il colore del paralume però era troppo forte, cercavo una tinta pastello da abbinare al divano grigio. 

Chiedo al negozio se quello esposto che aveva attirato la mia attenzione fosse il solo pezzo disponibile e se avessero altro, anche un altro modello ma con il paralume di colore chiaro e non dal colore sgargiante.
Mi sento rispondere che “le possiamo fare del colore che vuoi, delle dimensioni che vuoi perchè le facciamo fare su richiesta”.

Non tutto il vintage e modernariato che vediamo in vendita lo è realmente.
Ennesima conferma.
Chiedere al venditore, chiedere la provenienza del pezzo che abbiamo scelto, informarsi e fidarsi.

La scelta di cosa e come comprare la possiamo fare solo noi.

E per esempio, sul post che ho scritto per Casa Facile che trovi qui, parlavo proprio di come riconoscere uno specchio vintage anni ’50 originale, lo trovi qui.

photo credits Serena Barison


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10 Gennaio 2019 / / Picsilli

Specialmente negli anni ’60 e ’70 vi è stata una grande produzione di tavolini, potroncine, strutture letto e accessori come portariviste, appendiabiti etc.
oggetti e arredi di questi materiali si possono trovare originali vintage girovagando per negozi dell’usato oppure online.

Sono tutt’oggi di tendenza, in estate e in inverno, per uso esterno e ultimamente anche e soprattuto per gli interni. Dando un tocco esotico e bohemian alle nostre case.
Ma quali sono le differenze, al di la dell’intreccio, fra i diversi materiali?
Iniziamo dai più comuni.

Midollino

E’ una fibra vegetale che si ricava dalla parte più interna della pianta di giunco (detto anche midollo di giunco appunto). E’ un filamento sottile e giallo paglierino naturale. Proprio per la sua resistenza è usato fin dall’antichità per realizzare mobili, sedie e altri oggetti d’arredamento.
E’ usato anche per fissare i rotoli di la paglia di Vienna applicati alle sedute e agli schienali di sedie e di altri oggetti.

RATTAN

Il rattan è un materiale che si presta per la costruzione di mobili da esterni in quanto necessita di una manutenzione minima e sopporta più facilmente le incombenze degli agenti atmosferici.
E’ un materiale che si ottiene da alcune specie di piante tropicali rampicanti e molto diffuso nei paesi dell’Estremo Oriente. Il suo intreccio artigianale permette di costruire oggetti e arredi molto eleganti.
Le fibre di rattan sono più fini e intrecciate in natura di quelle del vimini.

Vimini

Il vimini invece deriva dal salice, in particolare dai suoi rami più flessibili, quelli giovani. la sua lavorazione risale addirittura ai tempi dei Romani e dei Greci.
Usato in particolare per cesti, culle e stuoie.

E nelle nostre case?

E’ piacevole da vedere e scalda l’ambiente. I materiali naturali e organici si adattano ai colori ma fanno risaltare il bianco, quindi sono perfetti in entrambi i casi.

Per ottenere un sofisticato stile bohemian vintage:
– inserisci più pezzi in vimini nella stessa stanza
– usa tessuti grezzi
– decora la stanza con piante a terra e che cadono dal soffitto
– scegli la palette colori, rainbow oppure neutra in base al tuo gusto
– mescola il tutto in maniera spontanea in modo da sentirti a tuo agio e percepire il benessere che questa atmosfera boho vintage emana.

  1. portariviste in vimini e rattan “Oggetti Smarriti”, 1970
  2. specchio da muro in rattan, Franco Albini, 1960, Italian Design Novecento
  3. sgabello di rattan con zampe in ferro, Magazzino76
  4. poltroncina in vimini anni 50, Pamono

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5 Dicembre 2018 / / Picsilli

Nel cuore di Trastevere, nella zona residenziale vicino alla Basilica di Santa Maria e ai locali che riportano all’ atmosfera della dolce vita, si trova una residenza per turisti che ha conservato le caratteristiche del tempo. è arredata con pezzi di modernariato e oggetti vintage.

Si chiama “Casa libera” ed è un appartamento di 60 mq. che può essere affittato durante i soggiorni da trascorrere nella Capitale.
Quando entro nel cortile di ingresso che mi porta all’ appartamento già mi scordo di quello che ho lasciato alle mie spalle, stessa cosa quando entro nell’atrio.
Salgo le scale, mi sembra di essere all’interno di una nave e gli oblò alle pareti sembrano voler confermare le mie impressioni. Arrivo al piano, vengo accolta da Maurizio e mi immergo una volta per tutte nelle atmosfere di Trastevere degli anni ’60.

Maurizio mi racconta che il palazzo è stato costruito nel 1939 e progettato dall’ architetto romano Michele Busiri Vici con la collaborazione, parrebbe, di Adalberto Libera.
All’ interno l’ appartamento ha mantenuto le sue caratteristiche originarie  e conservato la maggior parte dei pavimenti, porte e infissi. Tutti gli ambienti,  l’ ingresso, la camera da letto principale, la cucina e il soggiorno sono arredati con pezzi di modernariato e antiquariato.

Maurizio mi racconta come la passione per il modernariato e gli oggetti vintage sia sempre stata una costante nella sua vita e lo abbia accompagnato nel corso dei vari traslochi fatti, da una casa all’altra.
Quegli arredi sono ora nella sua di casa, parte sono stati venduti e altri ancora sono quelli che i turisti ospiti a Casalibera possono godersi tutti i giorni.

La bellezza di Casalibera, oltre agli arredi ovviamente, è data dalla sensibilità dei suoi proprietari, dai loro racconti e dal rispetto che hanno avuto nell’arredarla e riadattarla. Il gusto e la scelta di non stravolgere ma conservare ed esaltare le caratteristiche delle “case di una volta”.

INGRESSO E CORRIDOIO

Appena si entra in Casalibera si è accolti dalla luminosità che invade anche l’ingresso e subito la vista corre dentro la cucina che si trova proprio di fronte.
Uno specchio sulla sinistra con bellissimi segni del tempo e dal profilo sinuoso regala il benvenuto agli ospiti.

CUCINA

Un piccolo ambiente al quale non manca nulla; luce, eleganza e un tocco retrò.
La finestra che si trova sopra al piano di lavoro della cucina affaccia su altri meravigliosi palazzi del quartiere e sui loro cortili.
Il tavolo anni ’50 è ovale con il piano in marmo, le sedie ristoffate di un velluto verde e lo specchio ha una cornice importante.
Il mobile della cucina, unico elemento in stile moderno, ha le ante è grigia laccata.

CAMERA DA LETTO

Il letto è incorniciato da una testiera in velluto blu, sopra alla quale due applique in ferro verniciato nero Stilnovo fanno luce ai corrispettivi comodini firmati Osvaldo Borsani.
Davanti al letto un grande specchio occupa l’intera parete, mentre alla sua destra un armadio in radica anni ’40 contiene gli abiti degli ospiti.
Dalla portafinestra si accede al piccolo balcone incorniciato da gelsomino che si affaccia come la cucina su cortili e palazzi vicini.

SALOTTINO

Il salottino, che può essere usato anche come ulteriore camera da letto, è arredato con una lampada a piantana con doppio paralume anni ’50 Stilnovo, un armadio riadattato per contenere abiti e un tavolino da fumo centrale con il piano in marmo.
Alle pareti fotografie, scattate da Maurizio, che ritraggono venature dei marmi del palazzo dell’ Eur.
All’ esterno il piccolo balcone comunicante con la camera da letto.


www.casaliberatrastevere.com
fotografie Serena Barison | Picsilli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 Novembre 2018 / / News

La settimana dal 20 al 28 ottobre si è svolta a Roma l’evento/mostra a tema design vintage danese organizzata da me, lo studio di architettura Duilio Secondo e Lack00danishlab. Io ho collaborato all’ideazione dell’allestimento e ho creato il progetto grafico, ecco come.

Come è nato

L’ intenzione di organizzare un evento che avesse come protagonista pezzi meravigliosi di design danese anni ’50 e ’60 era nata da tempo tra me e Lack00, più o meno da quando avevamo chiaccherato a lungo del piacevole disordine danese in casa sua.
Poi l’incontro con Stefano ed Irma, architetti romani di Duilio Secondo,
e il loro spazio-studio messo a disposizione per accogliere l’evento.

L’ allestimento

Lo studio Duilio Secondo si affaccia su di un cortile interno dominato da un’ imponente scalinata che collega la corte seminterrata al piano strada. Stefano racconta che una volta quella scalinata era di accesso alle botteghe che affacciavano nel cortile.
Gli interni dello spazio sono ampi e divisi su due piani, il piano terra dedicato alle esposizioni dei mobili che costruiscono e il soppalco adibito a loro zona studio vero e proprio. I due piani sono collegati da una scalinata in ferro verniciata di nero.

L’ allestimento è nato tenendo conto delle altezze e di ciò che era già presente all’interno dei locali (ad esempio un tavolo lungo sei metri e le luci esistenti).
Si è scelto di posizionare i pezzi di design scelti nello spazio al piano terra, alcuni posizionati sopra al tavolo, insieme a libri e riviste che accompagnavano i pezzi, invece per altri sono state progettate e costruite pedane e cubi in legno MDF di 1 cm. in modo tale da evidenziare l’importanza del pezzo esposto.
Il colore rosa del pavimento era già esistente; si è pensato di dipingere dello stesso colore le pedane e i cubi per non inserire un altro colore di base che facesse da sfondo ai colori dei legni naturali dei mobili.

Per raccontare ogni mobile sono state scritte poche righe che raccontassero aneddoti e curiosità, stampate su carta adesiva trasparente e incollate su tavolette di MDF, poste accanto al mobile corrispondente.
Le luci soffuse e puntuali sopra ogni pezzo avevano il compito di enfatizzare l’atmosfera e dare importanza alla loro storia.

Le grafiche

Le bozze originarie che ho progettato per l’evento sono due, la prima (che poi è stata scelta per rappresentare l’evento) racchiude i simboli dei due protagonisti; il transatlantico Duilio Secondo, simbolo dell’omonimo studio e un’immagine di Finn Juhl e della poltrona Lounge Chair model 133 – The Spade. Il tutto graficamente descritto coni colori dei due loghi, rosso, nero e bianco.

Della locandina sono state progettate diverse versioni, quella ufficiale e quelle da pubblicare sui vari social e siti che hanno annunciato l’evento, adattate ai vari formati di pubblicazione.

I pezzi di design vintage

Sono stati scelti pezzi di design vintage danese anni ’50-’60 che hanno segnato la storia dei loro designer, ecco quali.

Johannes Andersen, Coppia di comodini per CFC Silkeborg, 1960, legno teak
Arne Vodder, Credenza “model 63”, 1958, legno palissandro
Erik Wørts, Sideboard, 1960, legno quercia
Finn Juhl per France & Søn, Lounge Chair “model 133 – The
Spade”, 1954, legno teak
Arne Vodder, Scrivania “model 60”, 1959, legno teak
Kaare Klint, Safari Chair, 1933, legno frassino
Kristian Vedel, Easy Chair “model Modus”, 1963, legno palissandro
Peter Hvidt e Orla Mølgaard-Nielsen, Easy Chair “model FD145” High Back per France&Daverkosen (prima che diventasse France&Son), 1953, legno teak massello


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14 Giugno 2018 / / Picsilli

Quando noi usavamo il vocabolo “design” lo facevamo con rispetto profondo perché si nominava un nuovo modo di pensare e di costruire: era una parola che usavamo solo noi, gli addetti ai lavori mentre tentavamo, muovendoci in un contesto sordo e difficile, di spiegare, introdurre, divulgare i metodi della progettazione applicata all’industria.”

La mostra che ho visitato alla Triennale qualche giorno fa, curata da Norman Foster e Tommaso Fantoni,  espone alcuni degli arredi da lui disegnati e schizzi originali per progetti di interni. Una produzione che ha vita dagli anni 20 del Novecento con l’azienda famigliare ABV Arredamenti Borsani di Varedo e poi con la nascita di Tecno, azienda che ancora attualmente è riconosciuta a livello internazionale.

Arredi che tutt’oggi fanno parte di alcuni locali milanesi come ad esempio le poltroncine che colorano lo storico caffè Marchesi.

Nelle foto che ho scattato e che posto qui sotto, ci sono i pezzi di design che più mi sono piaciuti e che più possano arredare le nostre case. Quindi, ancora una volta, predominano strutture in legno e imbottiture rivestite in stoffa dai colori caldi , pezzi d’arredo anni ’40, ’50 e ’60.


1957, tavolino T61 con piano in legno e struttura metallica prodotto da Tecno


1952-1956, Schizzo e tavolini in legno e piano in cristallo dipinti da Lucio Fontana. Prodotti da ABV.


1954, poltrona P71 in legno con imbottiture rivestite in tessuto. Prodotte prima da ABV e poi da Tecno.


1983, sedia in legno con imbottitura rivestita in tessuto. Prodotte da ABV. – 1953, scrivania in legno con cassetto. Prodotta prima da ABV e poi da Tecno. – 1948, specchio con mensola e illuminazione in legno e cristallo.


1941, poltroncina con struttura in legno e seduta imbottita rivestita di velluto. Prodotto da ABV  – 1948, tavolino in ottone legno o cristallo. Prodotto da ABV  – 1940, Consolle in legno laccato – 1950, specchio in legno dorato e mensola in marmo. Prodotto da ABV .

foto di Serena Barison

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18 Gennaio 2018 / / Picsilli

Oggi ti mostro un bellissimo appartamento che si trova nel cuore di Torino e che è stato totalmente ristrutturato e ripensato da zero. La ristrutturazione totale ha voluto sfruttare l’altezza interna, infatti è stato possibile creare dei soppalchi sopra alcuni dei locali. 

Guardare queste immagini trasmette pulizia e linearità, caratteristiche che, ben si sposano con i colori pastello (Farrow&Ball) scelti per le pareti che fanno da scenario all’intero appartamento in contrasto con la facciata esterna del palazzo storico.

La zona pranzo del soggiorno ha linee molto pulite ed essenziali, materiali e forme di stile retrò.  Il pavimento di seminato bicolore ricopre l’intero pavimento,  il mobile della cucina in teak (su disegno dei progettisti) ricorda un sidebord, le lampade ( Saint Louis di Jaime Hayon di Ceccotti) illuminano il tavolo ( TL22 di Albini per Poggi) e le sedie  (Superleggera di Gio Ponti)

Davanti alla cucina, la zona relax luminosa ed essenziale. Il divano (Met di Cassina) è appoggiato ad una parete rosa pastello e decorato con cucini colorati di Klaus Haapaniemi. Il tappeto e originale vintage anni ’70.

In camera da letto, il pavimento in seminato incontra il parquet. Continuano le pareti totalmente dipinte con colori pastello e polverosi,  il contrasto è dato invece da note di colore più acceso e dagli elementi esili come la lampada da terra e la poltroncina (Mario Botta per Alia).

In bagno anche i mobili sono degli stessi colori delle pareti presenti nel resto della casa e ritorna il pavimento seminato con due diversi colori. Lampade di Artek e ceramica Vogue.

 

 

progetto Studio Mercante Testa Uda Architetti, fotografie Photography by Carola Ripamonti

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27 Dicembre 2017 / / Picsilli

L’intervista di oggi ci porta in Toscana, campi di lavanda e campagne sconfinate, dove cascine e casolari dominano il paesaggio e dove il riuso di oggetti di un tempo è possibile.

Per questa versione più “rustica” delle interviste a coloro che abitano le case di una volta, ho scelto Beatrice e la sua “Casa del Sole”.

Beatrice, che ha origini pachistane da parte di mamma, all’ospitalità è abituata.  Mi racconta subito di come, quando viveva a Milano, casa sua aveva sempre la porta aperta

non era mai chiusa a chiave, entravano e uscivano persone vicini di casa, parenti, amici…”

Quindi per lei aprire un agriturismo e ospitare persone in cerca di tranquillità all’interno della Casa del Sole, più che un lavoro, è un piacere.

Ma dal centro di Milano, come si è trasferita in Toscana? Mi racconta che studiava archeologia e che il suo gruppo di scavi l’ha portata a lavorare nelle terre vicino a dove oggi gestisce il Podere

ero in Toscana per gli scavi e questa zona mi piaceva tantissimo, poi ho conosciuto il padre delle mie figlie e ci sono stata sempre più spesso. Ho studiato a Parigi, vissuto a Londra e Barcellona, ma quello di avere un agriturismo e di vivere in campagna è sempre stato il mio sogno”

Così dopo aver trovato casa, un tipico podere maremmano che comprende anche gli edifici dell’agriturismo, la decisione di dedicare uno degli annessi agricoli alla “Casa del Sole”, la casa che Beatrice affitta ai suoi ospiti.

è un blocco lungo e stretto che abbiamo trovato in condizioni pietose, tant’è che anche i muratori che abbiamo chiamato per eseguire i lavori sono rimasti senza parole alla vista di quanto fosse buio e con il tetto ammalorato”

Beatrice è stata aiutata nelle scelte per la ristrutturazione della Casa del Sole da un’amica architetto di Milano ma molto scelte sono frutto del suo gusto personale.

volevo dare un’idea di semplicità che infondesse ai miei ospiti rilassatezza. Ho voluto mischiare pezzi antichi che ho riutilizzato mescolati a quelli più moderni”


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Ad esempio ha scelto una cucina moderna modulare, con finiture bianche e in acciaio, che potrà riusare se un giorno deciderà di cambiare disposizione alla casa per esigenze future.

Alle pareti pezzi di riuso, una “caciara” tipica toscana usata per setacciare il formaggio, una piattata originale dell’epoca.  Nel resto della casa, il colore predominante è un verde-grigio molto tenue, l’ispirazione come sempre dalla lavanda che lei ama spassionatamente, che coltiva, che raccoglie e che permette di adottare tramite il suo  “Adotta una Lavanda Biologica”

ho pensato al colore che le foglie di lavanda assumono in inverno, quel verde argentato che le fa sembrare ghiacciate. Ho usato le stesso colore per tutte le pareti. I miei ospiti sono contenti, lo trovano molto rilassante”

Mi racconta anche di come in camera da letto sia finito un pezzo originale e insolito..

la testiera del letto è il vecchio cancello che in origine serviva per chiudere l’area dove venivano custodite le pecore. Quando l’ho visto, appena arrivata al Podere, ho subito  pensato che sarebbe stato perfetto per il letto della casa del Sole. Infatti aveva le sue stesse misure e  così lo abbiamo fissato al muro con dei semplici ganci, senza alcuna modifica.”

Altri pezzi arrivano da negozi di antichità, come ad esempio il tavolo in legno mentre altri sono stati recuperati, come le cassette appese ai muri che spiega

erano vecchie cassette in legno che venivano usate per la raccolta dell’uva e delle olive. Ora non le usano più, perché sono poco pratiche. Le ho “salvate” mentre stavano per bruciarle, ne ho prese quante sono riuscita e ho pensato di usarle come scaffali, inserendo nel mezzo un ripiano”

La Casa del Sole è molto luminosa grazie al sole maremmano che entra dalle vetrate ampie che hanno scuri esterni fatti da pannelli scorrevoli formati da assi di legno che i muratori usano come base per i trabattelli.

Poteva anche l’esterno non avere una tonalità lavanda? Certo che no, una tonalità chiarissima che richiama i campi di lavanda che si estendono proprio davanti.

Mi sembra di sentirne il profumo, di essere immersa nella pace di quelle colline e respirare l’aria che avvolge tutto. Prima o poi arrivo!

Ecco dove puoi trovare Beatrice e tutto il mondo del suo Agriturismo Podere Argo, podereargo.com

Immagini Beatrice Galgano, 2017.

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