2 Aprile 2021 / / Architettura

complesso residenziale di lusso a Milano

I servizi e i prodotti dell’interior design di Milano Contract District per GarofaloPaisiello, il nuovo progetto residenziale milanese firmato Mario Cucinella Architects

Due firme prestigiose per uno degli sviluppi immobiliari destinato a segnare lo scenario del capoluogo lombardo nei prossimi mesi. Realizzato su iniziativa di Fondo Aetmosphere gestito da Dea Capital RE Sgr, con advisor Realty Partner e Sigest come broker agency, il progetto residenziale GarofaloPaisiello porta la firma di Mario Cucinella Architects e vede la scesa in campo di Milano Contract District per i servizi e i prodotti legati all’interior design.

Un intervento di rigenerazione urbana, nel cuore di Milano, che incarna i valori di innovazione e vocazione internazionale accanto a una dimensione più intima e autentica.

terrazza appartamento complesso GarofaloPaisiello

Un progetto residenziale di pregio dove estetica e sostenibilità trovano la loro sintesi nel materiale di facciata, dove le logge vetrate compongono un disegno dinamico, frutto del gioco di riflessi tra la trasparenza dei cristalli e la lucentezza smeraldina del rivestimento ceramico e infine dove gli ultimi tre piani dell’edificio si fanno portavoce di uno stile di vita che incarna il nuovo modo di abitare a Milano: volumi completamente vetrati, progressivamente arretrati, galleggiano sopra la città circondati da ampi terrazzi panoramici.

camera da letto appartamento GarofaloPaisiello

Ambienti ricercati, dettagli curati e soluzioni moderne. Sono queste le caratteristiche che rendono GarofaloPaisiello un progetto unico. Tutte le soluzioni abitative sono state oggetto di un accurato processo di ottimizzazione di spazi e distribuzioni, per assicurare il benessere di chi l’abiterà. Aria e luce sono sinonimo di vita: per questo gli appartamenti sono luminosissimi con doppio affaccio e con grandi finestre a tutta altezza, per regalare l’emozione di ambienti sempre ariosi e luminosi.

appartamento lusso Milano

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La grande attenzione al dettaglio è evidente anche attraverso le finiture del capitolato definito da Milano Contract District che prevede brand di livello internazionale come Listone Giordano, Ernestomeda, Cesana, Gessi, Bticino e Lema.

appartamento progetto GarofaloPaisiello

camera da letto appartamento progetto GarofaloPaisiello

Nel digital store di GarofaloPaisiello il design legato al nuovo immobile prende vita, trasmettendo profumi e suggestioni di capitolato, per un’esperienza a 360°. Nei 250mq di store, i futuri residenti, attraverso un percorso guidato (sia fisico che digitale) possono sfiorare i materiali ammirando le variazioni cromatiche di interior design proposte nel progetto.

In linea con le esigenze odierne di distanziamento sociale, è prevista anche la possibilità di configurare da remoto la propria abitazione scegliendo, tramite uno speciale configuratore, la tipologia di appartamento, dal monolocale all’attico, e le sue finiture.

appartamento di lusso vendita a Milano

Inoltre, con l’obiettivo di guardare al futuro e rispondere alle nuove esigenze abitative (dall’home working all’home fitness alla DAD), ai futuri residenti di GarofaloPaisiello sono state proposte inedite home solutions firmate More+Space (costola della piattaforma Milano Contract District che propone soluzioni e progetti di arredo dinamici).

appartamento con terrazza complesso GrofaloPaisiello

Grazie a More+Space sono stati così garantiti ulteriori standard di efficientamento di alcune stanze e tipologici del progetto rendendo funzionali degli spazi attraverso arredi dinamici, capaci di mutare la propria destinazione d’uso in base all’ora del giorno grazie a pochi, semplici gesti che fanno, ad esempio, di una scrivania un letto, o di una parete un comodo contenitore.

progetto residenziale a Milano

www.garofalopaisiello.it

 

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1 Aprile 2021 / / Architettura

Sono sempre più convinta che lo spazio che ci circonda abbia una forte influenza sul nostro benessere. E quando ho scoperto l’esistenza di “Scuole Naturali“, non ho potuto che appassionarmi a questo progetto. Per questo quando Stefania mi ha contattato per avere alcuni suggerimenti su come progettare e “autocostruire” il giardino della scuola di suo figlio insieme ad altri genitori e maestre, non ho esitato a risponderle.

Da quel momento è nato un piacevole scambio di idee, non solo sulla realizzazione pratica ma più in generale sul tema dell’ambiente e della scuola, soprattutto grazie all’intervista all’insegnante della loro scuola, Luisa Catucci, referente regionale di Scuole Naturali per l’Associazione Manes.

Scuola dell’Infanzia di Vallenoncello (rete di Scuole Naturali).

Scuola di Vallenoncello a Pordenone. Progetto di autocostruzione realizzato da genitori ed educatrici.

Ma partiamo dall’inizio. Durante l’estate scorsa sono stata contattata da Stefania, mamma di un bambino che frequenta la Scuola dell’Infanzia di Vallenoncello, un quartiere del comune di Pordenone. Stefania mi ha chiesto alcuni suggerimenti per allestire gli ambienti della scuola di suo figlio. In particolare lo spazio esterno, il giardino, con l’utilizzo di materiali di recupero, in autocostruzione insieme agli altri genitori e alle insegnanti.

Sono stata molto contenta di poter contribuire con alcuni consigli pratici sull’utilizzo di materiali naturali o di recupero. Io e Stefania ci siamo conosciute sul web, attraverso il profilo pinterest dove raccolgo alcune ispirazioni. In particolare una bacheca sul “parco giochi naturale“. Mi ha tenuto aggiornata sulle proposte e le loro realizzazioni, e per approfondire la loro realtà mi ha messo in contatto con una insegnante della loro scuola, Luisa Catucci.

Intervista a Luisa Catucci: referente regionale di Scuole Naturali.

Luisa è referente regionale di Scuole naturali, una rete che vuole connettere esperienze, persone e organizzazioni che stanno cambiando il sistema educativo per renderlo più felice, sostenibile e outdoor. Se volete approfondire potete leggere questo toolkit.

E’ stato davvero un piacere conoscerla e sentire il racconto di come organizzi la giornata all’interno della sua classe con i bambini, e quali sono gli obiettivi e il suo metodo educativo.

Scuola di Vallenoncello a Pordenone. Foto di Luisa Catucci referente regionale delle Scuole Naturali.
Laboratori del fare e uscite in natura:

Nella sua scuola si predilige l’utilizzo di materiali di riciclo o naturali, quali ad esempio le canne di bambù, con le quali ha realizzato degli strumenti musicali per il laboratorio del fare. Il suo obiettivo era di creare un parco naturale al cui interno “fare insieme”, impegnarsi insieme.

Durante le giornate scolastiche, Luisa organizza spesso delle uscite in natura: per accompagnare i bambini a riappropriarsi degli aspetti naturali, come l’argine di un fiume, i boschi, i campi. “Orientarli sull’aspetto scientifico di come sono fatte le cose, associando l’aspetto emozionale della bellezza del Creato.”

Le sue parole da educatrice sono state per me molto importanti per accrescere la mia consapevolezza di genitore e anche di architetto: “Una nuova avventura nasce da una esigenza di cambiamento rispetto ai bisogni dei bambini. I bambini hanno sempre meno occasioni di vivere in un mondo dell’immaginario, di bellezza. E’ tutto sempre strutturato, deciso, pensato dall’adulto.”

Scuola di Vallenoncello a Pordenone. Foto di Luisa Catucci referente regionale delle Scuole Naturali.

Gli spazi interni delle Scuole Naturali.

Così come per l’esterno, anche gli spazi interni della scuola di Vallenoncello sono stati modificati, a partire dalla sensibilità e dalla formazione di Luisa e della direttrice scolastica. Si è deciso ad esempio di eliminare ogni giocattolo di plastica, introducendo materiali naturali o di riciclo. Inoltre per quanto riguarda l’arredamento, hanno scelto di eliminare tutto quello che poteva essere invadente (colori sgargianti) e il disordine. Puntando sull’ordine, la cura all’essenzialità, la semplicità, lasciando visibili le cose che sottolineano la cura dell’ambiante e trasmettono messaggi semplici e chiari.

Esempio dall’architettura di Herman Hertzberger.

Per quanto riguarda lo spazio interno, mi piace citare qui l’esempio di una scuola progettata dall’architetto Herman Hertzberger: la Scuola Montessori di Delft progettata a partire dal 1960. La sua architettura è chiamata architettura della partecipazione, in quanto H. ha sempre posto in primo piano il ruolo sociale dell’architetto e la sua capacità di generare organismi funzionali e stimolanti per la partecipazione dell’utente. Trovo molto interessante la sua ricerca nell’architettura, che come descrive Chiara Baglione nell’approfondimento dedicato a Hertzberger da Casabella, era – centrata sull’idea di “opera aperta”, in grado di favorire un processo di identificazione e di appropriazione da parte degli abitanti e degli utenti– in questo caso i bambini.

Hertzberger, il quale aveva lui stesso frequentato scuole montessori dall’infanzia al liceo, in questo progetto cerca di sviluppare soluzioni spaziali in funzione di un metodo basato sulla fiducia nell’interesse spontaneo dei bambini e sul lavoro autoeducativo di ciascun allievo.

Hall della Scuola Montessori di Delft, progettata da Hertzberger. Fonte immagine qui.
Hall della Scuola Montessori di Delft, progettata da Hertzberger. Fonte immagine: AHH.nl.
La Hall della Scuola Montessori di Delft.

In particolare vorrei soffermarmi sullo spazio comune, la hall, a cui H. assegna particolare importanza, in quanto diventa il luogo dove i bambini possono impegnarsi in attività individuali o in piccoli gruppi.

Chiara Baglione descrive questo spazio comune come un insieme di luoghi: Lo spazio comune tra le aule si è sviluppato in modo sempre più articolato, intorno ad alcuni “luoghi”: il podio in mattoni, che grazie a elementi di legno, si trasforma in un vero e proprio palcoscenico; una sorta di “vasca” occupata da sgabelli di legno che i bambini possono spostare autonomamente.

In questo modo il bambino può dare la sua interpretazione di quello spazio o oggetto o elemento d’arredo, stabilendo un rapporto personale con ciascuno di essi. Hertzberger progetta spazi dove il bambino può diventare davvero il protagonista, lasciandolo libero di decidere come fruire di quello spazio o quell’oggetto. Il “grande buco” nel pavimento può diventare il luogo di una lezione informale, un nascondiglio o un fosso per saltare. L’immaginazione e la fantasia del bambino sono guidate (dalla presenza di quello spazio, vuoto) ma allo stesso tempo lasciate libere di esprimersi. E in questo contesto, in questo specifico ambiente, il bambino sperimenta e impara.

I principi delle Scuole Naturali.

Dalla chiacchierata con Luisa sono emersi alcuni aspetti che provo a riassumere per punti:

  • Lavoro sulla relazione dei bambini con materiali, con il contesto.
  • Aspetto della cura, come coccola a se stessi ma anche all’ambiente, ai materiali che sono delicati (come ad esempio le foglie secche): per manipolare le foglie secche c’è bisogno di cura.
  • Esperienze: creare vari contesti di apprendimento con angoli in cui possono relazionarsi e interagire con il materiale.
  • Ordine: Mettere in ordine il disordine li aiuta sia a livello cognitivo e affettivo.
  • Semplicità: presentare materiali naturali e proporre esperienze semplici.

Scuole Naturali: una rete di persone e organizzazioni.

La Scuola Naturale è l’ecosistema rigoglioso in cui ogni bambino può far sbocciare i propri talenti.

In una Scuola Naturale si pone attenzione all’ambiente che educa, con un dentro caratterizzato da semplicità e qualità dei materiali, delle esperienze e delle proposte educative che sia congruente alla ricerca di un ritmo che alterna indoor ed outdoor e di un equilibrio tra online e offline. Una scuola in cui si ricerca l’artisticità e la bellezza come qualità da portare nei vari aspetti.

Qui potete leggere meglio la mission di Scuole Naturali, che condivido pienamente e sono felice di aver incontrato. In particolare ho apprezzato l’attenzione alla sostenibilità e ad un abitare naturale: Una scuola che si interroga sulla sostenibilità e sul rapporto con la natura, andando a costruire un sentimento di legame profondo/appartenenza con essa.

Perché vi ho parlato delle Scuole Naturali e di questo esempio?

Vi ho parlato di questo incontro, perché ci tengo molto a raccontare questi piccoli progetti, che nascono dal basso, dalle nostre realtà, storie di persone di tutti i giorni che si interessano di come migliorare poco alla volta il mondo che ci circonda. Quello dei propri bambini nel caso dei genitori, e in particolare quello della scuola nel caso delle insegnanti.

Tutti noi possiamo essere partecipanti attivi alla progettazione e alla costruzione della nostra casa, delle scuole dei nostri figli, con la consapevolezza che ogni piccolo passo è come un seme che poi germoglierà. E’ importante confrontarsi con dei professionisti che possano darci dei consigli concreti, ma è importante anche studiare e approfondire e iniziare a fare azioni concrete per rendere un po’ più bello lo spazio in cui viviamo, che siano le nostre case, le scuole o le nostre città.

Progettazione, autocostruzione e collaborazione sono alla base di questo progetto! Grazie a Stefania e Luisa per avermi dato la possibilità di approfondire e conoscere qualcosa in più sulle Scuole Naturali, e aver avuto l’occasione di riportare un esempio concreto di progettazione degli spazi incentrato sulla collaborazione, l’ “architettura della partecipazione” di Herman Hertzberger.

Ora non ci resta che iniziare a ripensare e a “progettare” gli spazi che sono affidati alla nostra cura!

Bibliografia e Riferimenti:

Fonte Immagini Scuola Montessori di Hertzberger: AHH.nl.

Chiara Baglione, Pedagogia dello spazio, Casabella 750, pg. 56-60.

Gioconda Cafiero, Abitare i luoghi della formazione per il Festival Architettura, luglio-settembre 2016.

Scuola Costituente

Scuole Naturali

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29 Marzo 2021 / / Architettura

Se ti stai chiedendo cosa scegliere tra una casa in legno o una in mattoni, in questo articolo troverai tanti spunti che ti aiuteranno a schiarirti le idee!

Meglio scegliere una casa in mattoni o in legno?

Sempre più persone si chiedono se sia meglio scegliere una casa in legno o una in mattoni: ognuna di esse ha i propri pregi e difetti ed è giusto analizzarli nel dettaglio.
Le case in legno stanno spopolando nei quartieri nuovi delle città e nelle aree in ristrutturazione, questo perché il legno è un materiale naturale, accogliente ed in grado di offrire diversi benefici sia in termini di salute e benessere che economici.
Le case in mattone, invece, sono una soluzione pratica, classica e sicura, nonostante non siano sostenibili tanto quanto il legno.

Vantaggi del legno rispetto il mattone

Innanzitutto, va detto che le case abitabili in legno sono eco-sostenibili, poiché realizzate con legno di prima qualità ed a basso impatto ambientale. Infatti, il legno è un materiale naturale, vivo e 100% rinnovabile che vanta diversi pregi, quali:

  • robustezza: una casa in legno, se tenuta con cura può durare anche molto di più di una casa in mattoni;
  • resistenza e flessibilità: grazie alla sua elasticità, una casa in legno è in grado di resistere a forti venti e scosse di terremoto con magnitudo elevato. Inoltre, resiste anche ad incendi e fuochi, per via che il legno viene trattato per resistere anche nelle condizioni più estreme;
  • igroscopicità: il legno è in grado di stabilire un equilibrio tra l’ambiente circostante, assorbendo o cedendo vapore acqueo. Infatti, se c’è troppa umidità, questo materiale permette una continua evaporazione delle molecole d’acqua, evitando così la formazione di muffe e funghi.

Costi

Inoltre, realizzare una casa in legno ha dei vantaggi economici non da poco: sia che si parli di costruzione vera e propria (il costo della struttura è nettamente inferiore rispetto una struttura in calcestruzzo), che di mantenimento (in termini di riscaldamento e climatizzazione). Una casa in legno rispetto una in mattoni, permette una riduzione dei costi di climatizzazione e riscaldamento dell’80% in un anno, poiché il legno è un ottimo isolante (sia termico che acustico).
Per quanto riguarda la costruzione, noi di www.maestrocase.it proponiamo delle soluzioni accessibili ed a portata di tutti: un esempio è la casetta di legno “Rio Grande”, con 124 metri quadrati ed un solo livello, al costo di circa 39mila euro. È, comunque, possibile realizzare una costruzione su misura in base allo spazio che si ha a disposizione ed al contesto in cui essa verrà collocata.

Benefici

Non dimentichiamo che vivere all’interno delle case abitabili in legno è molto più salutare che vivere all’interno delle case in mattoni, per via della struttura realizzata con materiali naturali ed eco-friendly. Infatti, le case abitabili realizzate in legno permettono un maggior comfort abitativo, grazie al legno che non rilascia sostanze dannose o tossiche da respirare per l’essere umano.
Il legno offre dimostrabili benefici che influiscono sulla salute e sulla vita dell’essere umano, come: migliorare la salubrità dell’aria, la concentrazione, l’attenzione e la creatività, ed aiuta a diminuire la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca ed il livello di stress.

Svantaggi del legno

Di contro, se vivi in città ed hai già scelto la zona dove vorrai andare a vivere, difficilmente riuscirai ad abbattere la costruzione in mattoni per realizzare un’abitazione in legno. In primis perché devi chiedere il permesso a chi ci abita accanto e, in secondo luogo, comporterebbe costi davvero elevati. Per questo, dovresti trovare un compromesso, come ad esempio una ristrutturazione con materiali il più possibile ecosostenibili ed a basso impatto ambientale.

24 Marzo 2021 / / Architettura

casa prefabbricata sferica

Progettata da Clouds Architecture Office, la Double Ring House con la sua forma sferica può essere installata ovunque e orientata a piacimento per sfruttare al meglio la luce naturale e le viste.

Lo studio newyorkese Clouds Architecture Office (CAO)  sono stati invitati a progettare una piccola casa prefabbricata che potesse essere prodotta in serie e venduta in tutto il mondo.

Normalmente, quando si progetta una casa, l’architetto deve considerare le condizioni del terreno per adattarlo nella forma e nella funzionalità e quindi utilizzare al meglio la topografia, l’esposizione al sole e le viste. In questo caso la sfida era creare una casa in grado di adattarsi a qualsiasi luogo nel mondo e poter essere utilizzata in ogni circostanza.

casa prefabbricata a forma di sfera

La risposta di CAO è stata una casa prefabbricata a forma di sfera, con una pianta circolare e con due aperture ugualmente circolari – una delle quali in alto – che può essere orientata a piacimento.

casa prefabbricata sferica

casa prefabbricata sferica

casa prefabbricata a forma di sfera

La forma non è casuale: la sfera è strutturalmente molto forte poiché le forze si equilibrano equamente lungo la sua superficie senza concentrazioni di carica. Inoltre, pioggia e neve non possono accumularsi sul tetto. Inoltre, questo tipo di design circolare consente di sfruttare al massimo lo spazio interno di 50 mq in quanto tutte le superfici sono curve.

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6 Marzo 2021 / / Architettura

L’articolo Come arredare un bar: idee e consigli utili è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.

Stai pensando di aprire un bar ed hai già in mente tutto, progetto ed arredi compresi? Oppure hai già quasi tutto pronto ma sullo stile dell’arredamento sei ancora in dubbio? Se cerchi una risposta a questa seconda domanda, ecco qualche idea utile per far sì che il tuo bar diventi un luogo di incontro confortevole e di relax…il cappuccino buono e il caffè però dovrai saperli fare tu!

Design confortevole, ma che rispecchi la tua personalità.

Il bar è senza dubbio un luogo in cui molte persone si ritrovano per rilassarsi, fare due chiacchiere prima di cominciare il lavoro, dare uno sguardo alle notizie sui giornali facendo colazione. Alcuni eleggono poi questo posto ad una sorta di oasi nel deserto, in cui staccare la spina dal tran tran quotidiano. Altri infine usano il bar per lavorare tranquilli, isolandosi da tutti. Insomma, in qualunque modo il tuo cliente concepisca il bar, è necessario che sia uno spazio arredato bene e che non comunichi sensazioni di distacco ma di accoglienza. Il design dovrà dunque essere confortevole ma non potrà prescindere dalla personalità del proprietario, altrimenti i clienti lo noterebbero. Un bar dallo stile industriale o Urban Style, ad esempio, mal si concilierebbe con un proprietario che ama l’arte provenzale, la natura e i colori pastello. Per indovinare alla perfezione l’arredo di un bar, dovrai, pertanto, seguire anche i tuoi gusti e tener conto del target a cui vuoi rivolgerti.

arredare un bar
Photo by bantersnaps on Unsplash

Nessuno dovrà sentirsi a disagio.

Nel pensare alla progettazione dell’arredamento di un bar, quindi, tutto dovrà essere studiato nei minimi dettagli affinché nessuno si senta a disagio: né il proprietario né i clienti. Prendi spunto da una tua grande passione o da un tuo hobby: ami la musica rock? Allora basa l’arredamento sul metallo, colori scuri, qualcosa di rosso, dettagli particolari e poi appendi fotografie o gigantografie di rockstar, magari qualche chitarra vintage, qualche pezzo storico, vinili, etc. Ami invece i viaggi e vorresti convertire il tuo bar ad una sorta di sala d’attesa per partire per qualche località nel mondo? Anche questo potrai farlo: basta un po’ di creatività ed affidarsi ad un team serio di professionisti, che si occupi di progettazione e di design per il tuo arredo negozio.

Scegli i materiali migliori: niente dovrà essere dozzinale.

Non commettere l’errore di ripiegare su materiali dozzinali per risparmiare sull’arredamento del tuo bar! Non scegliere la plastica, ad esempio, se vuoi che il tuo locale sia di un certo livello, a meno che non si tratti di un certo tipo di plexiglass riservato ad alcuni dettagli. Accanto ad un buon design affianca sempre materiali come il metallo, il legno, per sgabelli e tavolini, che oltre ad essere più belli sono anche decisamente più resistenti e durevoli nel tempo. Ricordati anche di personalizzare l’ambiente e di curare i particolari: tovaglie a tema, così come i menu (neanche questi in plastica, per carità!), eventualmente dei coprisedili, colori delle pareti mai banali così come l’illuminazione, e così via.

arredare un bar
Photo by Luca Bravo on Unsplash

Rendi possibili più tipologie di sedute e personalizza il banco.

Per il tuo bar, infine, rendi possibili diverse tipologie di sedute: vanno bene le sedioline e i tavolini, ma molto puoi fare anche con dei divanetti ed altri tavoli più strutturati. Non dimenticare poi il banco, che dovrà essere spazioso, in un materiale estremamente resistente e ricco di offerta anche dal punto di vista del cibo e degli elettrodomestici a vista (spremiagrumi, tostapane, macchina per il caffè, etc.). Bella anche l’idea di numerose bottiglie in bella vista per i clienti, se si servono numerosi alcolici ed è un bar che vuole specializzarsi nella preparazione dei cocktail.

L’articolo Come arredare un bar: idee e consigli utili è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.

12 Gennaio 2021 / / Architettura

Il World Design Rankings ha svelato la classifica aggiornata dei paesi che hanno ricevuto il maggior numero di premi di design. L’Italia è quarta dietro Cina, Stati Uniti e Giappone.

World Design Rankings

Per capire l’importanza di questa classifica, basta pensare che il World Design Rankings è paragonabile alle Olimpiadi per lo sport. La classifica viene stilata annualmente in base al numero di designer che hanno ottenuto il premio A’ Design Award, e quest’anno il trofeo del vincitore spetta alla Cina, con 2272 premi. Seguono gli Stati Uniti d’America con 1038 premi, il Giappone con 431 e l’Italia con 473. I paesi asiatici si dimostrano i più dinamici, con ben 4 nazioni classificate nei primi 10 posti.

Chiavi di lettura del World Design Rankings

Il WDR  ha lo scopo di fornire dati e approfondimenti ad economisti e giornalisti sullo stato dell’arte dell’industria del design. Lungi dall’essere una sterile classifica infatti, il World Design Rankings fornisce molteplici chiavi di lettura, di ordine geografico, culturale, economico e settoriale.

World Design Rankings

In pratica le classifiche mirano a fornire un’istantanea dello stato dell’arte e delle potenzialità del design dei paesi di tutto il mondo, evidenziandone i punti di forza creativi, le debolezze del design e le opportunità disponibili. Consultando la sezione “Insights”, oltre alla lista dei designer premiati, si ottengono dati sui paesi per specifici settori del design e scoprire quale paese è leader in una categoria o in un’altra. Ad esempio, si può capire se l’Italia è migliore nel Fashion Design, nel Furniture Design o nel Graphic Design. La tabella “Opportunità di design” mostra categorie di design latenti che potrebbero essere ulteriormente esplorate dal Paese.

I designer italiani al top

Andiamo allora a scoprire chi sono i designer italiani che si sono posizionati nei primi posti della classifica mondiale grazie a progetti vincitori dell’A’ Design Award:

Florian Seidl, Lavazza Desea Coffee Machine, disegnata per Lavazza, premiata con il Platinum A’ Design Award 2020, categoria Home appliances

World Design Rankings

Emanuele Pangrazi, detentore di ben tre premi, si colloca al 36° posto 

Catino, Platinum A’ Design Award 2013, categoria Bathroom Furniture and Sanitary Ware Design

World Design Rankings

Up Bathroom Collection, Platinum A’ Design Award 2014, categoria Bathroom Furniture and Sanitary Ware Design

So Fifties, Silver A’ Design Award 2016, categoria Bathroom Furniture and Sanitary Ware Design

Fabrizio Crisà,  NikolaTesla Switch Induction Cooktop, Platinum A’ Design Award 2019, categoria Home Appliances Design

World Design Rankings

Stefania Vola, architetto e designer, vanta ben 5 premi, di cui un prestigioso Platinum A’ Design Award nel 2013, per il progetto Ali di Luna.

World Design Rankings

5 premi anche per Fabio Rezzonico, titolare di uno studio che si occupa di disegno industriale, grafica, eventi e interni. Il progetto vincitore del prestigioso Platinum A’ Design Award 2018, categoria Baby, Kids’ and Children’s Products Design, è Activ3 Stroller, passeggino disegnato per la nota azienda Chicco.

Il pluripremiato studio di design MrSmith Studio, con base a Milano, vanta anche due ‘A Design Award, tra i quali un premio platino nella categoria Packaging, ricevuto nel 2018 con il progetto Embossed Nutella Jar Jar for Spreadable Cream per Ferrero.

Alessandro Luciani si è aggiudicato numerosi premi internazionali e nazionali per i suoi progetti di spazi espositivi e punti vendita, tra i quali il prestigioso Platinum A’ Design Award 2012 nella categoria Interior Space and Exhibition Design per lo Shop Concept Pirelli.

Tre A’ Design Award per Roby Cantarutti, tra cui il prestigioso Platinum A’ Design Award 2019 per la sedia da esterni Niwa per l’azienda Fast.

Vanta un premio platino anche Edoardo Colzani, per l’armadio Talento, mentre Laura Ferrario, specializzata in grafica e comunicazione, si è distinta con il progetto Il Mosnel QdE 2012 Sparkling Wine Label and Pack, vincitore del Platinum A’ Design Award 2013 nella categoria Packaging.

L’elenco dei designer italiani comprende 250 nominativi, ed è possibile consultarlo in questa pagina.

Come partecipare all’A’ Design Award & Competition

Se sei un designer, un architetto, uno stilista, un grafico, un web designer, puoi presentare la tua candidatura al concorso.

Importante: la data limite per le iscrizioni è il 28 febbraio 2021!

Al momento dell’iscrizione, avete la possibilità di scegliere fra più di 100 categorie, tra le quali Good Industrial Design Award, Good Architecture Design Award, Good Product Design Award, Good Communication Design Award, Good Service Design Award, Good Fashion Design Award.

Per consultare la lista delle categorie clicca qui: category listing.

Iscriversi è semplice, basta cliccare su questo link:

https://competition.adesignaward.com/registration.php

I risultati saranno resi noti il primo maggio 2021, e comunicati su tutti i media partner, tra i quali questo blog, che è stato selezionato tra i migliori blog per il settore design. 

18 Dicembre 2020 / / Architettura

TECA HOUSE di Federico Delrosso riceve la menzione d’onore Best of Year Awards 2020, il premio della
prestigiosa rivista USA Interior Design

Teca House, l’iconico progetto dell’architetto Federico Delrosso ispirato alla Glass House di Philip Johnson, immerso nella natura delle colline Biellesi, riceve la menzione d’onore – nella categoria Residential Landscape – del premio annuale Best of Year Awards 2020 indetto dalla prestigiosa rivista americana Interior Design. La premiazione in digitale si è tenuta lo scorso 9 Dicembre.

Best of Year Awards

Concepito con un approccio minimal-naturalista, Teca House è un edificio contemporaneo che consiste nel recupero di un piccolo fabbricato rustico nella splendida cornice delle colline di Biella. Si basa su un intervento di inversione compositiva, che porta all’esterno, smaterializzandolo, un piccolo volume rustico preesistente dando vita ad una nuova funzione sul territorio.

Best of Year Awards
Best of Year Awards

L’edificio ha una superficie di circa 80 mq che si estende di altri 50 aprendo le pareti vetrate scorrevoli che circondano interamente il volume. La flessibilità del progetto, rende questo spazio, ideale per riunioni od ospitare un cocktail di lavoro ma è anche un rifugio intimo per la lettura o yoga. Può anche trasformarsi in una foresteria per gli ospiti occasionali del padrone di casa e di sua moglie. Teca House è stato concepito come un prezioso contenitore culturale, un landmark con l’intento di creare nuove possibilità di relazione con territorio biellese. 

Best of Year Awards
“In questo progetto la Teca custodisce l’uomo e le sue emozioni. Un punto di vista privilegiato e poetico, una totale immersione nella natura, quasi come se il fruitore fosse sospeso nel vuoto. Contestualmente essa lavora in negativo: lo sguardo è infatti rivolto dall’interno all’esterno, ad indicare la centralità dell’essere umano” dichiara Federico Delrosso.

L’impianto murario rurale diventa il basamento, la connessione con il territorio dal quale nasce il nuovo intervento, leggero e trasparente: una struttura in calcestruzzo che si apre verso il paesaggio con due grandi ali orizzontali ed una pelle di vetro completamente apribile che ne racchiude il volume. L’impianto architettonico nasce per favorire i corretti apporti solari: la conformazione dei solai che si protendono allungati oltre la teca di vetro hanno lo scopo di proteggere dall’irraggiamento solare estivo, favorendone invece quello invernale.

Best of Year Awards

Le sofisticate soluzioni architettoniche e strutturali, pur non visibili esternamente, hanno consentito di integrare l’edificio con soluzioni e materiali altamente performanti volte all’eliminazione e correzione dei ponti termici. L’impiantistica affiancata agli interventi di isolamento portano l’edificio in classe energetica A4


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Photo credits: Matteo Piazza

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5 Dicembre 2020 / / Architettura

Un bellissimo attico ricavato in un cascinale nel bresciano, ristrutturato dallo studio ZDA Zupelli design architettura, sfoggia un mix di tradizione e gusto contemporaneo.

attico

La ristrutturazione operata dallo studio ZDA Zupelli design architettura in un attico collocato in un cascinale della campagna bresciana, dal nome di “Casa Mace”, ha messo in luce l’antica volumetria. Soffitti dall’altezza imponente, travi a vista a spiovente, pavimento in ciliegio, sono messi in valore dallo stile minimalista degli ambienti. 

attico

Le pareti, dall’aspetto nuvolato, sono dipinte in un grigio chiaro, mentre l’arredo essenziale mette in risalto la struttura e le profonde strombature delle finestre, dotate di scuri in legno dipinti di grigio. Gli architetti hanno effettuato un solo intervento strutturale, che ha riguardato la chiusura del corpo scale, e hanno delimitato gli spazi con tramezzi per organizzare la zona notte.

Un open space dalle dimensioni generose

La zona living e la cucina sono contenute in un open space dalle dimensioni generose, dominato dallo spiovente della copertura, con le sue travi e le capriate imponenti.

attico

La zona soggiorno e pranzo è arredata con elementi di gusto contemporaneo, eccettuato un antico cassettone in legno dall’aspetto severo.

La cucina, dotata di isola centrale, sfoggia uno stile minimalista e linee essenziali, mitigate dal lussuoso utilizzo del marmo nero Marquinia per il top e per il paraschizzi.

L’illuminazione artificiale è assicurata da discrete applique e da piccole lampade sospese sopra l’isola della cucina. Fa eccezione la scenografica lampada a sospensione LED Lunaop di Martinelli luce, che sembra fluttuare al di sopra della zona conversazione.

Un attico minimalista dall’aspetto monacale

Questo attico, sebbene sfoggi arredi di design e materiali lussuosi, nel suo insieme ha un aspetto monacale. Forse per via delle pareti lasciate volutamente spoglie, oppure per via della tavolozza di colori rarefatta, giocata sul nero e su varie gradazioni di grigio.

Anche la zona notte trasmette questa sensazione. L’armadio, realizzato su misura, con le ante laccate grigie e l’interno in rovere affumicato si mimetizza perfettamente lungo le pareti. Fa eccezione il bagno, con le pareti dipinte nel tono più caldo del crema, e i rivestimenti in marmo Marquinia. Lo stesso marmo pregiato riveste la doccia walk in e va a formare il top del lavabo, realizzato su misura.

attico

Visita altre bellissime case nella rubrica House Tour.

19 Novembre 2020 / / Architettura

Se sei uno di quelli che ama l’architettura maestosa e stravagante, sei nel posto giusto. Le case e i palazzi più costosi del mondo hanno dei nomi propri e racchiudono le storie delle celebrità e dei magnati che li possedevano.

Dagli appartamenti di lusso alle straordinarie dimore signorili, in questo articolo vediamo le 10 case di lusso moderne in vendita che sono considerate le più costose al mondo nel 2020:

1.      Owlwood Estate
Valore: 115 milioni di dollari
Località: Holmby Hills, California

Hai mai pensato di vivere nella stessa casa dove personalità come Tony Curtis e Cher hanno trascorso anni della loro vita?
Il palazzo Owlwood Estate è stato costruito nel 1936 dall’architetto Robert D. Farquhar ed ha 1.170mq.
In stile rinascimentale italiano, la casa ha 9 camere da letto, 10 bagni e dispone anche di una piscina olimpionica e di un garage per quattro auto.

2.      Palazzate
Valore: 125 milioni di dollari
Posizione: San Pietro, Barbados

Se sei alla ricerca di ville di lusso in vendita al mare, dove il clima è piacevole tutto l’anno, questa proprietà di quasi 70.000 metri quadrati potrebbe essere perfetta per te. Voglio dire, se hai 125 milioni di dollari in tasca!
Questo posto, chiamato Palazzate è stato costruito in 4 anni e oggi viene considerato come una delle case di lusso moderne più costose dei Caraibi.

3.      Villa l’Echauguette
Valore: 125 milioni di dollari
Posizione: Monaco

Questa villa rosa con decorazioni in stile Belle Epoque ha sei camere da letto, una cantina, una piscina, una sauna, un appartamento per gli ospiti e un garage per due auto distribuito su sei piani.
Ma non preoccupatevi, la proprietà è dotata anche di due ascensori, così non vi stancherete di fare su e giù dalle scale!

4.      Palazzo dell’Amore
Valore: 129 milioni di dollari
Località: Beverly Hills, California

Una delle proprietà più belle del mondo è all’altezza del suo nome: il Palazzo dell’Amore!
Con i suoi 25 acri, questa villa ha diversi spazi per l’intrattenimento: una pista da bowling, un cinema, una sala da ballo con una cabina per dj e un garage che può ospitare fino a 150 auto.

5.      Palazzo di Londra di Petra Ecclestone
Valore: 130 milioni di dollari
Posizione: Londra

Per la serie ville di lusso moderne in vendita, non poteva mancare questo palazzo situato nel quartiere più chic di Londra, Chelsea.
L’immobile è di proprietà dell’ereditiera modella Petra Ecclestone ed è stato messo sul mercato nel 2019 dopo diversi restauri milionari.

6.      Jule Pond Drive, 90
Valore: 145 milioni di dollari
Posizione: Southampton, New York

Con 42 acri di proprietà, questa residenza era un tempo la casa dell’erede di Ford, Henry Ford II, e si trova nel rifugio dei super ricchi newyorkesi, Southampton.
Chiunque abbia visto Gossip Girl o Sex and the City sa che questa regione è la patria delle più belle case estive d’America, ma questa villa da 145 milioni di dollari è sicuramente il pezzo forte!
Dispone di 12 camere, un campo da tennis, una piscina e persino di un campo da golf.

7.      Villa Firenze
Valore: 165 milioni di dollari
Località: Beverly Park, California

Sogni quelle bellissime ville di lusso in vendita in Toscana?
Allora questa mega villa con aria mediterranea potrebbe piacerti. Però si trova nella storica città di Beverly Park in California ed è di proprietà dell’amministratore delegato di Air Lease Corporation.
Con 8 camere da letto, 11 bagni, due case per gli ospiti, una grande piscina, un campo da tennis e una pool house, questa villa è sbalorditiva da un punto di vista architettonico e di design!

8.       Il Palazzo delle Bolle di Pierre Cardin
Valore: 390 milioni di dollari
Posizione: Francia

Il rinomato e iconico stilista Pierre Cardin è il proprietario della terza villa più costosa del mondo!
Il suo palazzo a bolle si trova nel sud della Francia ed è stato progettato nel 1975 dall’architetto ungherese Antii Lovag.
Per avere un’idea, ci sono voluti 14 anni per completare il progetto. La struttura dispone di diverse piscine e sale per l’intrattenimento in tutto il suo spazio.

9.      Middle Gap Road, 94
Valore: 447 milioni di dollari
Località: Hong Kong

Questa magnifica dimora si trova nel cuore del quartiere The Peak di Hong Kong. Anche se non è il più grande, o anche il più lussuoso, di questo listino, il prezzo è giustificato dalla posizione.
Il Peak è uno dei quartieri più prestigiosi e sicuri del mondo ed è a soli 10 minuti di macchina dal quartiere degli affari di Hong Kong, dove diversi miliardari chiudono regolarmente affari astronomici.

10.  The Ones
Valore: 500 milioni di dollari
Posizione: Bel Air, California

Per chiudere in bellezza con le ville di lusso in vendita nel mondo abbiamo la più costosa: The One.
Traducendo in italiano, L’unica!  Già, perché questa villa di singolare stravaganza architettonica possiede 20 camere, 30 bagni, un garage che può ospitare 30 auto, 5 piscine, un cinema per 36 persone, 6 piste da bowling e persino un night club all’interno della casa! Ti sembra abbastanza?

19 Novembre 2020 / / Architettura

Grandioso, lussuoso, esclusivo: sono gli aggettivi che descrivono al meglio l’ultimo progetto di Ylenia e di tutto il team di Interior Designer, impegnati nell’arredare una grande villa unifamiliare con giardino non lontano da San Francisco.

Grande villa americana situata a San Francisco

Una villa americana da sogno immersa in una cornice naturale invidiabile, una facciata bianca e un piccolo porticato che fanno correre la fantasia e immaginare quello che sarà contenuto al suo interno.

Così si è rivolto a noi Matt, giovane americano con la passione per il design italiano:

Ho da poco acquistato una villa su due piani vicino a San Francisco, dove mi trasferirò con la mia numerosa famiglia entro la fine dell’anno. Si tratta di un complesso di circa 4600 mq, ripartiti tra la la proprietà principale (dove abiteremo) e una dépendance da usare come appartamento per gli ospiti.
Mi rivolgo a voi per essere seguito e consigliato nella scelta dell’arredamento, in particolare nella progettazione di due cucine, dei bagni padronali, di quelli di servizio e di uno spazio lavanderia, che preferirei visionare in anteprima con una bozza di progetto o un render.

Un progetto molto ambizioso, certo, che nessuno avrebbe voluto lasciarsi scappare mantenendo, tuttavia, la testa per salda sulle spalle.

Sì, perché dietro alla magnificenza di un luogo iconico, all’opportunità di far sbarcare oltreoceano l’eccellenza del Made in Italy e alla soddisfazione di vedere i propri sforzi concretizzarsi in qualcosa di veramente unico, resta l’esigenza di chi, rivolgendosi al nostro Team di Progettazione, ha chiesto consiglio per rendere la propria abitazione il luogo perfetto in cui vivere.

Quale sarà stato il risultato?

Lusso moderno: l’arredamento della villa

Parola d’ordine: lusso, purché moderno.

Un progetto così non può prescindere da una selezione di arredi di alta gamma, dove la personalizzazione gioca un ruolo chiave nel conferire ad ogni ambiente uno stile inequivocabile.

Scopri le proposte di Ylenia, che ha collaborato per la progettazione di cucine, bagni padronali e di servizio.

Il progetto della cucina ad isola nel soggiorno open space

La grande cucina ad isola è il cuore pulsante della villa. È situata al secondo piano della casa indipendente, in un ambiente unico di circa 70 metri quadri che condivide con un piacevole quanto minimalista salottino con camino.

Cucina open space della villa indipendente

In questo scenario, fatto di travi a vista, faretti incassati nel soffitto e ampie vetrate, si inserisce la grande cucina lineare di 7 metri, composizione ispirata ad uno dei modelli di punta della collezione di cucine componibili Sixty.

Il programma di cucine componibili e customizzabili, pensato per realizzare soluzioni a misura di spazio, stile ed esigenze, ha permesso ad Ylenia di accontentare le richieste di Matt:

Mi ha colpito l’immagine della cucina Sixty 05 che ha una linea classica con cappa a vista. Vorrei una composizione lineare che sia simmetrica e un’ampia isola da attrezzare con lavello.

A cui aggiunge:

Mi piacerebbe includere dei pensili a vetrinetta e delle modanature lungo tutta la parete superiore dei mobili.

Vista della cucina lineare con isola centrale

Installata nel suo nuovo ambiente, la cucina comprende tutti gli elementi richiesti in fase di progettazione. Spiccano, tra gli altri

  • la simmetria delle composizione lineare, che ha come punto focale il blocco cottura con fuochi e forno
  • la scenografica cappa a vista, oggetto di design che partecipa all’arredo dell’ambiente
  • i due pensili vetrinetta, utili per riporre bicchieri, flute e calici per il vino
  • la modanatura bianca che, incorniciando la parte superiore della cucina lineare, conferisce un tocco classico all’insieme.

Dettaglio della composizione lineare con cappa d'arredo

All’appello non manca la grande isola centrale.

Si tratta di un importante modulo indipendente, utile sia come piano d’appoggio che come bancone snack per organizzare aperitivi, cene tra amici o fulminee colazioni prima di andare a scuola o al lavoro.

L’ideale sarà accompagnare il piano con 4 o 6 sgabelli alti di design, da usare come trait d’union tra l’ambiente cucina e la zona relax.

Isola indipendente usata come bancone snack

Ad un’estetica impeccabile si combina il massimo della praticità, reso sottoforma di isola attrezzata con un lavello integrato nel piano da lavoro.

Dettaglio del lavello integrato nel piano

Leggi anche il progetto completo della cucina a vista con isola centrale.

4 (+1) progetti per un bagno da sogno

Con lo stesso entusiasmo mostrato per le cucine, la nostra squadra di arredatori si è messa all’opera per progettare non uno, non due, bensì cinque ambienti bagno. Per la precisione, il progetto ha interessato un paio di bagni padronali, altrettanti bagni di servizio ed un locale lavanderia da usare anche come ripostiglio o stireria.

Quanto a preferenze estetiche, Matt ha lasciato carta bianca ai Designer. Il solo vincolo riguardava la collezione di arredi e la varietà delle finiture:

Per i bagni ho scelto la collezione Atlantic. Non ho particolari preferenze sui modelli, ma vi chiedo di variare il più possibile il design delle composizioni affinché ogni ambiente mantenga la sua identità estetica.

Progetto 1: grande mobile bagno sospeso con doppio lavabo

Estremamente attuale dal punto di vista del design, questa composizione è stata inserita nel bagno con doccia di pertinenza della grande camera matrimoniale situata al prima piano.

Si tratta di un mobile bagno lungo circa 3 metri, costituito da basi a cassetto senza maniglia. L’assetto simmetrico, che vede i mobili lavabo situati all’estremità della composizione, dona dinamicità all’insieme e crea un pratico piano d’appoggio centrale.

Bagno padronale con mobile doppio lavabo

Progetto 2: mobile a doppia vasca lungo 140 cm

La seconda composizione prevede un mobile con doppia vasca integrata e 4 cassetti con maniglia applicata. Più piccolo del precedente, questo arredobagno misura solo 140 cm: la presenza della vasca da bagno ha costretto Ylenia a scegliere un mobile lavabo più compatto, ma non per questo poco pratico.

Bagno padronale con vasca e mobile da 140 cm

Progetto 3: mobile bagno di design con vasca in appoggio

Lasciati i bagni padronale, si passa a quelli di servizio. Il primo, elegante e sofisticato, è stato arredato con una preziosa quanto lussuosa composizione minimalista. La scelta dei nostri decoratori è ricaduta sul connubio tra due mensole in impiallacciatura di legno e una vasca-ciotola in ceramica, in appoggio su uno dei piani.

Oltre al suo materiale, pratico e durevole, la posizione decentrata della vasca permette di destinare spazio a prodotti per l’igiene personale, candele e accessori decorativi.

Bagno di design con vasca in appoggio

Progetto 4: piccolo bagno di servizio moderno

La foto non rende giustizia al quarto bagno della villa, posizionato al piano terra accanto a quella che diventerà una entertainment room. L’ambiente, piccolo ma organizzato, è stato arredato con un mobile lavabo sospeso di 85 cm attrezzato con due cassetti.

Piccolo bagno situato al piano terra della villa

Progetto 5: mobile lavatoio per lavanderia di 4 mq

Ultimo ma non meno importante, il locale lavanderia. Dai messaggi scambiati con Matt, Ylenia ha colto la sua necessità di prevedere un ambiente di servizio dove occuparsi del lavaggio e dell’asciugatura della biancheria.

La profondità ridotta del mobile lavanderia, completo di piano e lavello per semincasso, e il posizionamento dell’arredo sotto la finestra rendono particolarmente gradevole la vista di questo ripostiglio predisposto per accogliere asciugatrice e lavatrice insieme.

Locale lavanderia con predisposizione per lavatrice e asciugatrice

Speciale Dépendance, o l’arredo del villino indipendente

Terminato il progetto della villa, il Team di Interior Designer si è dedicato alla progettazione della dépendance. Anche in questo caso l’intervento di Ylenia&Co. ha interessato una cucina open space e l’unico bagno della casa indipendente.

Open space della dépendance

Progetto per una cucina lineare di 300 cm

La cucina situata nella dépendance è più piccola di quella nella villa ma non meno funzionale. Di questa ne imita la configurazione e la disposizione degli arredi, abbracciando tuttavia uno stile più moderno.

Cucina lineare di 3 metri con isola centrale

Nei suoi 3 metri lineari, la cucina ha tutto il necessario per dedicarsi alla preparazione, alla cottura e, grazie all’isola centrale, alla consumazione dei cibi.

Procedendo con ordine, la composizione ad I è costituita da basi con maniglia, un blocco cottura con cappa d’arredo e un modulo con pensili a ponte predisposto per accogliere un grande frigorifero americano.

Dettaglio dell'isola attrezzata con lavello ed elettrodomestici

L’isola centrale non è meno interessante. Come nella villa, il modulo indipendente è attrezzato con basi contenitive, una lavastoviglie e un lavello incassato nel piano a effetto marmo.

Piccolo bagno con mobile asimmetrico

Per l’unico ambiente bagno è stato scelto un mobile di 170 cm composto da due cassetti e una nicchia. La posizione asimmetrica scelta per i moduli è funzionale, oltre che estetica. Il modulo a giorno e quello laterale torneranno infatti utili come piano d’appoggio e vano porta-asciugamani.

Bagno con mobile asimmetrico della dépendance

Ville moderne: idee per arredare con colori e finiture

Quando si tratta di decorazione d’interni, la scelta degli arredi non può prescindere dall’analisi approfondita di colori, finiture e materiali, a maggiore ragione in un progetto per villa indipendente che richiede coerenza cromatica e armonia stilistica.

Ylenia è partita dalle indicazioni di Matt, che ha espresso così le sue preferenze:

Vorrei che il bianco fosse il colore principale della cucina della villa e che siano esclusi i colori accesi per l’arredo bagno.

Colore non-colore, il bianco è stato confermato come sfumature predominante per la grande cucina della villa. Scelta non casuale, che ha esaudito il desiderio del cliente e contribuito a rendere l’ambiente ancora più luminoso.

Presente in grandi quantità, il bianco non risulta tuttavia fastidioso. Il telaio nero delle vetrinette, i dettagli cromati degli elettrodomestici e il legno scuro dell’isola ne attenuano il candore e si sposano alla perfezione con i complementi della zona relax.

Lo studio della palette cromatica che ha interessato il resto degli arredi, compresa la cucina della dépendance, ha visto trionfare il grigio su proposte come il marrone, il tortora o il sabbia. A questo si aggiunge il nero, proposto in versione laccata a poro aperto per non nascondere le venature del legno.

Nessun colore acceso, dunque, ma solo una selezione di sfumature alla moda e senza tempo, da esaltare con accessori colorati, piante d’appartamento, tessili di valore e complementi di pregio.

Copia lo stile

Se lo stile che abbiamo scelto per realizzare il progetto d’arredo di questa villa americana… copialo!

Dai un’occhiata alle idee che abbiamo preparato per te: una serie di moodboard moderne con una palette di colori, una scelta di finiture e una selezione di complementi e accessori che ne completano il look.

La grande cucina con isola

Nero, bianco e legno: un matrimonio di finiture che dona luminosità e carattere all’ambiente. Ai mobili da cucina, protagonisti indiscussi della scena, si affiancano pochi ma utili complementi, scelti per il loro design moderno e la loro indiscussa funzionalità. Un carrello da servizio su ruote, sgabelli alti da bancone bar, lampade a sospensione di fattura artigianale.

Moodboard cucina moderna

Cosa trovi nella foto:

Il grande soggiorno aperto sulla cucina

Un ambiente unico diviso tra cucina e soggiorno dove la convivialità è di casa. Mancava solo una zona relax e conversazione arredata con divanetto, poltrone e tavolino da caffé per rendere l’open space ancora più accogliente e sofisticato. Primeggiano i legni e i tessuti naturali, accompagnati da colori neutri ed eleganti.

Moodboard soggiorno aperto sulla cucina

Cosa trovi nella foto:

L’open space della dépendance

Un open space piccolo ma organizzato nei minimi dettagli per fare coabitare cucina e salotto nello stesso ambiente. Pochi colori, ma selezionati per il loro carattere senza tempo e la loro attualità. Sfumature di grigio si abbinano sapientemente a tocchi di azzurro turchese, metallo nero e legno chiaro in un connubio di finiture destinato a durare.

Moodboard open space dépendance

Cosa trovi nella foto:

Da non perdere:

Vuoi saperne di più sul progetto realizzato? Scopri tutti i dettagli nella Scheda del Progetto.

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