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3 Dicembre 2020 / / +deco

The Birch e’ un hotel dove ci si diverte, si socializza, ci si riposa e si fanno attivita’ nella zona inglese di Hertfordshire, a 30 minuti da Londra Nord. Non male per un hotel di campagna, di fatti non sorprende che sia stato votato Hotel of the Year 2020 dal giornale inglese Times. A parte i molti spazi interni ed esterni (e bar) dove puoi incontrare o semplicemente passare il tempo, ci sono diversi workshop (laboratori di vetro soffiato, ceramica, panificazione), una stanza yoga, un cinema, un fattoria organica e uno spazio wellness. Le caratteristiche originali di questa proprieta’ Georgiana del 1763 sono state conservate e non sono state sovrastate dall’arredamento, una buona selezione di funzionali ma trendy pezzi vintage e nuovi. Gli interni sono stati curati dallo studio di architettura Red Deer,a cui i fondatori Chris King e Chris Penn hanno dato fiducia.

(Photos by Adam Firman, courtesy of The Birch Hotel)

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Qual è l’ambiente più vissuto della casa, se non la cucina? Anche se non sembra, è la stanza dove viene trascorso la maggior parte del tempo non solo per i pasti, ma anche per la loro preparazione, oltre che come luogo di incontro con il resto della famiglia.

Eppure, ancora troppo spesso, si tende a porre in secondo piano l’arredamento della cucina, a favore di quello della camera da letto e del  soggiorno. In effetti questo modo di vedere la casa riflette ciò che è stato fino a pochi anni fa: le cucine erano ancora più scarne di adesso e oltre al lavello e ai fuochi, gli altri elettrodomestici erano pensati per stare chiusi o incassati nei pensili, senza essere lasciati a vista.

Fortunatamente la tendenza sta cambiando: vogliamo prendere spunto dal sito Okspot per capire com’è possibile, oggi, arredare la cucina in stile minimal, facendo leva sugli elettrodomestici di design, per renderla ancora più bella e ancora più da vivere. Tutti elettrodomestici da “lasciare fuori”; tutti da vedere!

Frigoriferi come nei film

Iniziamo questa rassegna degli elettrodomestici di design che arredano la cucina con i frigoriferi side-by-side che a noi piace chiamare “americani”. Diciamo subito che per poter disporre di questi modelli di frigorifero è necessario avere molto spazio in cucina: sono, infatti, più larghi dei normali frigoriferi, visto che sono dotati di due ampie porte e hanno una capienza maggiore rispetto a quelli tradizionali.

Vanno benissimo per una famiglia numerosa, per chi ha sempre tanti ospiti a cena, per chi ama cucinare e non avere mai problemi di spazio nel riporre gli alimenti. Questi frigoriferi, ovviamente, non sono da incasso, ma sono da mostrare in tutto il loro design. Chi desidera arredare la cucina in stile minimal e moderno, potrà optare per i modelli della LG e della Samsung, mentre chi cerca uno stile più colorato e vintage, non potrà perdersi le splendide linee dei frigoriferi Smeg e Bompani.

elettrodomestici di design

Elettrodomestici di design: impastatrici da esporre

Passiamo all’impastatrice: dalle semplici fruste chiuse in un cassetto siamo velocemente passati alla planetaria, un elettrodomestico molto utile in cucina perché velocizza i tempi di alcune preparazioni, in particolare i dolci e i lievitati. Inoltre possono tagliare, sminuzzare, mixare, il tutto in modo veloce, facile e intuitivo. L’unica cosa che non fanno è cuocere: per quello servono le più complete cooking machine (l’avete presente il Bimby?), ma pensate ancora come elettrodomestici funzionali e non di design.

Seppur un poco ingombranti, le impastatrici sono anch’esse elettrodomestici di design perfette per arredare: quelle che mi piacciono di più sono senz’altro le impastatrici Kitchen-Aid, disponibili in diverse colorazioni e adatte per chi cerca uno stile moderno, accattivante e con un tocco vintage.

elettrodomestici di design

elettrodomestici di design

Cantinette vino in cristallo

Gli amanti del vino sanno benissimo che c’è una bella differenza tra la temperatura di servizio e quella di conservazione. In entrambi i casi, comunque, può essere utile una cantinetta per il vino, ovvero una sorta di frigorifero che mantiene la temperatura costante tra i 12°C e i 14°C, un tasso di umidità alto e offre anche una forte protezione dai raggi ultravioletti e dagli odori esterni della cucina. Il tutto grazie ad un pannello di vetro che lascia in bella mostra la collezione di vini. Quindi, ditemi, se non solo elettrodomestici da mostrare, questi? Non solo per il loro aspetto esteriore, ma anche per quello che mostrano!

Tra le cantinette di design troviamo certamente quelle della Smeg: minimali, capienti, perfette per chi cerca uno stile moderno, autentico, che non viene mai a noia e che si integra in modo omogeneo con il resto della cucina, senza creare alcuno stridore con l’arredamento circostante.

elettrodomestici di design

Elettrodomestici di design: macchine da caffè automatiche

Una famiglia numerosa, gli amanti del caffè come al bar, del cappuccino e di tutte le bevande derivate dal caffè, non potranno fare a meno delle macchine da caffè automatiche. Si tratta di macchine che a partire dal caffè in grani, gestiscono da sole la macinatura, l’infusione e l’erogazione. E il tutto con un semplice click sul pulsante della vostra bevanda preferita.

Sono in grado di fare un ottimo espresso, un cappuccino, ma anche un buon tè e sono sempre pronte all’uso. Oltre alla funzionalità, le macchine da caffè automatiche sono assolutamente da mettere in mostra in cucina: a me piacciono particolarmente quelle da poter incassare e integrare con il resto della mobilia della cucina. E chi le produce se non Smeg?

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Elettrodomestici di design: spremiagrumi vintage

Infine, se volete arredare la cucina con un tocco di stile, non potrete fare a meno di sistemare uno spremiagrumi in bella vista utilizzandolo non solo per il suo scopo, ma anche come complemento d’arredo.

Potrete approfittare delle linee vintage colorate con colori pastello per riprendere alcune rifiniture della vostra cucina, oppure andare su uno stile più minimale e certamente più accattivante e moderno con lo spremiagrumi in acciaio dell’Alessi. Pensate che il modello progettato da Starck, Juicy Salif, è esposto al MoMa di New York, quindi perché non dovrebbe essere esposto anche nella vostra cucina?

elettrodomestici di design

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3 Dicembre 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Secondo Homi, il Salone degli Stili di Vita, il Natale comincia dalla casa. Ecco alcuni suggerimenti per idee regalo o per vestire la casa durante le feste.

Homi

Sarà un Natale diverso dagli altri, quello che ci apprestiamo a vivere in questo anno segnato dalla pandemia. La casa nel 2020 è diventata, per molti, l’unico luogo in cui lavorare, fare sport, viaggiare o fare acquisti, il tutto via internet. Probabilmente il nostro Natale non vedrà le tradizionali e affollate riunioni, tuttavia non deve passarci il desiderio di fare regali ai nostri cari, o di addobbare la casa. Homi, il Salone degli Stili di Vita, ci offre alcuni suggerimenti attraverso la piattaforma #HOMIcommunity, un hub digitale che raccoglie storie, immagini e suggestioni di tutti i player del settore.

I suggerimenti di Homi per vestire la tavola e per la cucina

Con pochi accorgimenti e alcuni oggetti attentamente selezionati, la tavola di Natale può essere davvero speciale.

Set completi per la tavola, stoviglie di porcellana o nei servizi in stoneware dal mood contemporaneo, passando per gli utensili da cucina studiati per gli chef professionisti e dagli ormai irrinunciabili piccoli elettrodomestici.

Ecco una selezione di proposte:

Collezione di stoviglie in porcellana La Boule di Villeroy&Boch, un classico reinterpretato in chiave contemporanea, grazie all’originale forma sferica.

Set completo per la tavola Genesis di Easy Life, che comprende piatti, tazze, ciotole e vassoi, realizzati in stoneware, un materiale formato da argilla con un’aggiunta minima di quarzo. Dopo la cottura, le stoviglie in stoneware assumono un aspetto vetrificato e, secondo la lavorazione, piuttosto grezzo.

Homi

I mestoli da cucina SPUC by Lefebvre di Pintinox, sono un regalo che qualsiasi amante della cucina apprezzerà. Come pure un elettrodomestico da cucina Magimix, dall’aspetto leggermente vintage.

Homi

Rinnovare la casa con pochi tocchi di stile

Forse anche a voi è venuta una gran voglia di rinnovare un po’ la casa, dopo mesi di confinamento. Senza intraprendere lavori impegnativi, bastano pochi oggetti per dare un tocco di calore alla nostra casa, come per esempio con i cuscini, le tende e i tappeti. Non trascurate la camera da letto, regalandovi per Natale una nuova parure per vestire il letto.

Ecco una selezione di proposte:

I tessili per la casa della collezione Serenity, firmati da Burel Factory, sono realizzati con la lana cotta della tradizione artigianale portoghese.

Homi

E’ tutto italiano invece il progetto firmato Peter Lagner Casa, che comprende tessili e stoviglie per la tavola, ispirati alla vita di campagna.

Homi

I tappeti a scacchi proposti da Pappelina portano gioia e serenità, mentre la linea di biancheria per la camera da letto di Tessitura Toscana Telerie, con i morbidi tessuti in percalle di cotone e le deliziose fantasie amplificano la sensazione di intimità.

Homi

I prossimi appuntamenti con Homi

Salvo diverse disposizioni, i prossimi appuntamenti con Homi, il Salone degli Stili di Vita e Festività, si terranno alla Fiera di Milano dal 29 gennaio al 1° febbraio 2021, mentre dall’11 al 14 settembre si terrà Homi Outdoor HOME&DEHORS, dedicato alle novità nel settore dell’arredo, alla decorazione, al complemento d’arredo e all’oggettistica, sia per l’indoor che per l’outodoor.

Per informazioni, visita il sito ufficiale.

3 Dicembre 2020 / / Case e Interni

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

L’appartamento del tour di oggi, bello e funzionale, si trova nel cuore di Brasilia ed è di soli 45 metri quadrati. Ogni singolo mobile è stato progettato e realizzato su misura: nessuno spazio è stato sprecato.

Nel layout del mini appartamento tutto sembra organizzato e in ordine, perché gli arredi sono realizzati al centimetro con diverse soluzioni salvaspazio. In questa casa compatta e di dimensioni ridotte c’è tutto il necessario per vivere comodamente e c’è anche spazio per la convivialità. Alla giovane coppia proprietaria dell’immobile, piace cucinare e invitare gli amici a casa, così hanno chiesto allo studio brasiliano Lez Arquiteitura di sfruttare al meglio lo spazio per le loro esigenze.

Il soppalco è stato ampliato, quindi ha richiesto una ristrutturazione, ma questo ha fatto sì che la camera sia più grande e spaziosa. Così il piano superiore, ora raddoppiato, accoglie la camera matrimoniale, l’angolo studio, la cabina armadio e il bagno.

La palette di colori prevede diverse sfumature di grigio che sono state usate sia per i mobili che per i rivestimenti, una parete azzurro cenere, legno chiaro per alcuni arredi e cuoio per il divano.

L’appartamento nonostante le sue piccole dimensioni, si presenta spazioso, elegante e contemporaneo con un’atmosfera calda e piacevole.

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Due piani in 45 mq: un mini appartamento arredato su misura

Fonte e immagini: Lez Arquiteitura

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Anna e Marco DMstudio – CASE E INTERNI

2 Dicembre 2020 / / Blog Arredamento

Un pavimento in resina epossidica è la soluzione moderna per proteggere o sostituire il tuo pavimento fornendo una nota decorativa alla moda e contemporanea. Dopo essersi affermata come pavimento industriale di riferimento per la sua robustezza e velocità di applicazione, il pavimento in resina è attualmente in forte espansione come uso negli interni. I vantaggi offerti da questo prodotto innovativo sono molteplici: elegante, economico, resistente all’usura, senza soluzioni di discontinuità e di facile manutenzione.
I rivestimenti per pavimenti in resina epossidica hanno una storia legata particolarmente alle aree soggette a calpestio, carrelli elevatori e traffico veicolare, come fabbriche, garage, sale espositive, ambienti di lavoro e applicazioni industriali, ma anche protezione del pavimento dei garage, parcheggi o depositi. Previene la formazione di polvere bloccando la naturale usura del calcestruzzo. Più resistente agli urti e all’abrasione del calcestruzzo, consente la sua superiore resistenza chimica.
Negli ultimi anni però i colori accesi o pastello, così come la variegata possibilità di rivestimenti, questo materiale sta diventando una delle opzioni preferenziali anche nei pavimenti indoor, da quando – dunque – non viene tralasciato l’aspetto estetico di un pavimento in resina epossidica poiché le possibilità di colorazione sono molteplici e che possono essere aggiunti elementi decorativi come i glitter.

Perché scegliere un pavimento in resina

È innegabile, questa nuova tendenza nell’istallazione dei pavimenti in resina, anziché delle vecchie mattonelle, ha delle ragioni pratiche oltre che estetiche. Innanzitutto permette di evitare i lavori di demolizione del vecchio rivestimento delle proprie superfici. Demolire le precedenti piastrelle comporta un lavoro lungo e dispendioso, oltre che polvere e depositi di cemento e rifiuti nel proprio ambiente domestico. La copertura di questi con la resina epossidica permette di bypassare questo step iniziando direttamente dai lavori di applicazione di questo materiale e realizzazione del nuovo piano.
Si tratta poi di un composto estremamente resistente e impermeabile, che rende i pavimenti così anche adatti ad ambienti ad alto traffico. È resistente alle macchie, può essere utilizzato per pavimenti interni ed esterni, e permette di recuperare anche lievi difetti del suolo, oltre a fornire un buon isolamento delle superfici.
È disponibile in una gamma di colori illimitata, sono possibili diverse finiture (opaca, lucida, ecc..) e può essere reso antiscivolo aggiungendo al suo preparato degli specifici minerali.

Come si installa un pavimento in resina

La posa della resina epossidica o poliuretanica per pavimenti può essere eseguita sia su piccole che grandi superfici. È necessario rivolgersi ad un professionista per assicurarsi una posa con un bel risultato. Niente è peggio che investire in un prodotto e vedere la sua installazione fallita per mancanza di esperienza o materiali errati.
Ecco come procederà il professionista:

  • Preparazione del pavimento: carteggio del pavimento, pulizia con acetone e protezione del fondo delle pareti con nastro adesivo. Potrebbe essere necessario fornire un livellamento del pavimento;
  • Applicazione della resina colorata in strisce parallele con un apposito rullo di schiuma. Lasciar asciugare per 24 ore;
  • Applicazione della resina di finitura, precedentemente miscelata con l’indurente.

La posa può essere eseguita a rullo per uno strato sottile oppure con cazzuola o spatola dentata per uno spessore maggiore a seconda dell’effetto desiderato.

Resina scura o chiara? Tutto dipende dall’atmosfera che si vuole creare a casa. La resina trasparente è ideale per espandere visivamente lo spazio e riflettere la luce. D’altra parte, la resina scura sarà perfetta per creare un’atmosfera più intima e dare contrasto ad una stanza con pareti bianche.
Dal punto di vista della manutenzione, non c’è niente di più semplice, è necessario evitare prodotti troppo abrasivi, svernicianti e troppo chimici. Acqua saponosa o un prodotto a pH neutro saranno perfetti per pulire questa tipologia di pavimenti. Una resina per interni installata da un professionista e adattata al tipo di riscaldamento dell’ambiente può durare ben dieci anni senza alcun problema e per molti altri anni seguendo le manutenzioni.

2 Dicembre 2020 / / Romina Sita

Read Time:5 Minute

Il calendario dell’avvento è diventato ormai una vera e propria tradizione all’interno delle nostre case, quasi come se fosse l’albero di Natale, specialmente se abbiamo bimbi in casa, ma diciamoci la verità, il calendario dell’Avvento piace soprattutto a noi mamme! In questo articolo ti spiego cos’è, le sue origine e qualche idea e ispirazione per realizzare il tuo super calendario dell’Avvento.

Cos’è?

Il calendario dell’Avvento rappresenta un modo simpatico e giocoso per aspettare il Natale. Si tratta di piccole sorprese di cui i più piccoli possono approfittare nelle 4 settimane antecedenti al 25 dicembre. Nasce come un vero e proprio calendario con piccoli sportelli che svelano la sorpresa quotidiana. Le sorprese possono essere cioccolatini, piccoli giocattoli, bigliettini con disegni o frasi. Negli ultimi anni i piccoli sportelli si sono trasformati in svariate declinazioni: sacchetti, scatoline, cassettini ecc… 

Le sue origini

Nella tradizione Cristiana, l’Avvento – ovvero il tempo di preparazione liturgica al Natale – è solitamente rappresentato dalle quattro settimane antecedenti alla nascita di Gesù. Negli ultimi tempi, forse anche per ragioni di natura commerciale, l’avvio del calendario in questione è fissato al primo dicembre, quindi a 24 giorni dalla natività.

Il Calendario dell’Avvento nasce poco più di 100 anni fa. La prima pubblicazione avvenne nel 1908, grazie all’editore tedesco Gerhard Lang, il quale mise in vendita un piccolo calendario in cartone con sportellini per ogni giornata, pronti a svelare disegni, angeli, preghiere o il volto di Gesù Bambino. 

Da dove nasce l’idea?

L’idea nacque per estensione di un’usanza tedesca: quella di preparare 24 sacchettini di biscotti e altri dolciumi per i bambini, per rendere più dolce la loro attesa. Lang sviluppò l’idea di sua madre che, quando l’editore era piccolo, ideò 24 piccole sorprese forse perché stanca di sentire la domanda “quando arriva il Natale?”.

Perchè piace così tanto?

Il calendario dell’Avvento incuriosisce i bambini, accompagna e insegna ad attendere in modo molto piacevole il giorno della grande festa, che festeggia la nascita di Gesù bambino. Il Natale è casa, famiglia e serenità perchè nell’aria c’è questa sensazione dell’attesa, l’attesa del grande evento, per questo che siamo tutti più buoni. 

Come sono fatti i calendari dell’Avvento odierni?

Veniamo alla parte più piacevole di questo articolo 😍 Oggi infatti ti mostro 5 idee facili da realizzare per il tuo super calendario dell’Avvento. Attenzione perchè l’idea #5 corrisponde al mio calendario di quest’anno! Per scelta non nominerò tutti i calendari “commerciali” delle marche di dolci o giocattoli. Molto belli eh, però ho scelto di concentrarmi su prodotti più particolari, personalizzabili e meno industriali. 

IDEA #1

Sacchetti di stoffa appesi

calendario avvento
by Pinterest

Sacchetti oppure calze del tuo bimbo, l’importante è che siano in nuance tra loro. Appendili lungo un filo e addobba la tua casa con questo bellissimo calendario dell’Avvento. Magari non tutti hanno 24 sacchetti in casa, ti consiglio di dare un’occhiata a questi su Amazon.

IDEA #2

Buste o sacchetti di carta

calendario avvento
by Pinterest

Un’idea molto simile alla precedente è realizzare o acquistare delle buste di carta tutte uguali, chiuse con un’etichetta che indica il numero del giorno. Il tutto legato con una bella cordicina bicolor e mollette di legno e appeso dove preferisci tu.

Puoi trovare su Freepik tantissime grafiche di numeri da stampare come ad questa che ho selezionato per te.

grafica numeri
by Freepik

IDEA #3

Casette di carta stampabili

calendario avvento
by Delphine Doreau

Questo calendario è semplicissimo da realizzare, devi semplicemente scaricare il pdf gratuito contenuto in questo sito molto carino scovato per caso, stampare, tagliare e incollare. Tutto qua. In ogni casella troverai un disegno simpatico. Da piccola ne avevo uno simile e mi piaceva da matti, anche se non conteneva nessun gioco o cioccolatino o qualsiasi cosa materiale, non vedevo l’ora di passare al giorno successivo per scoprire semplicemente un disegno! È questa la magia dell’attesa al Natale.

IDEA #4

Sacchetti gufetti

calendario avvento
from my Home

Un’altra idea che ho sviluppato qualche anno fa è questa: sfoglia questo mio vecchio articolo.

Sono semplicemente dei sacchetti di carta con accessori adesivi che li trasformano in gufetti. Questi sacchetti sono fatti in modo che non necessariamente li devi appendere, ma puoi appoggiarli dove preferisci.

IDEA #5

Albero in feltro

calendario avvento
by Amazon

Ecco questo è il mio calendario dell’Avvento di quest’anno. Solitamente mi piace realizzare qualcosa di duraturo anche per gli anni successivi, ma poi ogni anno mi ritrovo a voler cambiare e creare/acquistare qualcosa di nuovo! Questo è un albero di feltro, in cui ogni casellina è contenuto un addobbo, sempre in feltro, da attaccare all’albero. Ho deciso comunque di fare una variante: nelle caselline, oltre alla decorazione inserirò un bigliettino che contiene una frase, un buon proposito o un piccolo dono (qui sotto ti spiego meglio).

Cosa inserire in ogni “casella” del calendario dell’Avvento?

  • cioccolatini
  • giochi piccoli
  • alcuni pezzi di lego e provare a costruire qualcosa con quei pochi pezzi: un ottimo sfogo alla fantasia
  • disegni di tuo figlio: taglia 24 pezzetti di carta e per ognuno fai fare un piccolo disegno a tuo figlio, poi piega, mescola e inserisci nelle 24 caselle del tuo calendario in ordine casuale. Sarà piacevole ogni giorno riscoprire i disegni fatti!
  • biglietti con filastrocche o poesie, ad esempio come queste molto carine!
  • biglietti con frasi di buone azioni o piccoli doni da fare per tutta la famiglia (non necessariamente materiali), ad esempio: cioccolata calda con mamma, oggi niente lamantele, pic nic in salotto, fai un disegno e regalalo a un amico, ecc…

Ho preparato per te i 24 biglietti stampabili, contenenti queste frasi, per riempire il tuo calendario dell’Avvento. Puoi scaricarli cliccando sull’immagine qui sotto.


Ti sono piaciute queste idee? Fammi sapere cosa realizzerai quest’anno per te e la tua famiglia, sono troppo curiosa!

Mostrami il tuo calendario dell’Avvento taggandomi nelle tue Instagram Stories e se hai il profilo privato mandami uno screenshot in DM, così lo posso vedere. Sarà un piacere conoscerti e condividerti a mia volta.

Ci vediamo la prossima settimana con un contenuto sempre natalizio! 🥰

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1 Dicembre 2020 / / La Gatta Sul Tetto

I sistemi oscuranti per infissi sono elementi imprescindibili per garantire sicurezza e confort alla casa. Ecco una mini guida alla scelta.

oscuranti per infissi
Tapparelle//Ph Oknoplast

La scelta dei sistemi oscuranti per infissi è un passo importante, visto che incide sulla sicurezza, sul confort e sull’estetica della nostra abitazione. I parametri che entrano in gioco sono molteplici, dalla tipologia al materiale, dall’aspetto estetico al costo. Per questo è utile conoscere le caratteristiche principali dei sistemi oscuranti per infissi presenti sul mercato. 

Sistemi oscuranti per infissi, funzioni e tipologie

I sistemi oscuranti per infissi assolvono diverse funzioni, dalla privacy all’isolamento termico alla sicurezza. Naturalmente, più i materiali e le tecnologie impiegate nella realizzazione dei prodotti sono di alta qualità, più il sistema oscurante sarà performante. 

Gli oscuranti per infissi possono essere interni, ossia tende, scuri e veneziane, o esterni, come tapparelle, persiane, tende da esterni, frangisole.

oscuranti per infissi
Scuri interni//Ph Oknoplast

Un sistema efficace vede una combinazione ben calibrata di entrambe le tipologie, in modo da poter modulare a piacere la quantità di luce e il livello di privacy, oltre all’efficienza in termini di isolamento e sicurezza. Per quanto riguarda queste due ultime funzioni, bisogna affidarsi ai sistemi esterni, soprattutto a persiane e tapparelle, che oltre a filtrare i raggi solari assolvono la funzione di isolamento termico e acustico. Se dotate di sistemi anti intrusione, inoltre, tapparelle e persiane garantiscono un alto livello di sicurezza.

oscuranti per infissi
Frangisole//Ph Oknoplast

La scelta del sistema oscurante adatto dipende anche dalla tipologia di abitazione e dal suo stile architettonico. Generalmente gli edifici d’epoca sono dotati di persiane a battente, mentre le costruzioni moderne sfoggiano una maggiore varietà, dalle persiane scorrevoli agli avvolgibili, magari integrati con frangisole. 

Fortunatamente oggi le migliori aziende del settore offrono la possibilità di sostituire i vecchi oscuranti con sistemi più innovativi e performanti, rispettando l’estetica esistente. Questo è molto importante, sopratutto per chi abita in un condominio o in un edificio con vincoli storici.

Sistemi oscuranti Oknoplast, tecnologia all’avanguardia e design

Tra le aziende più quotate nel settore si trova Oknoplast, specializzata nella progettazione e produzione di infissi in PVC. Tecnologia all’avanguardia coniugata al design caratterizza i prodotti Oknoplast, dotati delle più importanti certificazioni di qualità per efficienza energetica, resistenza alle intemperie, assenza di sostanze tossiche. I serramenti Oknoplast sono realizzati con PVC 100% vergine, che assicura prestazioni più elevate rispetto al PVC riciclato.

I sistemi oscuranti proposti in catalogo si integrano perfettamente con i serramenti, e comprendono cassonetti monoblocco, frangisole, veneziane interne e scuri.

oscuranti per infissi
Cassonetto monoblocco//Ph Oknoplast

I cassonetti monoblocco in PVC per tapparelle sono particolarmente performanti, soprattutto per quanto riguarda l’isolamento termico. Come potete bene immaginare, il cassonetto che alloggia l’avvolgibile, in virtù della sua posizione a contatto con l’esterno, è particolarmente vulnerabile agli spifferi. Il cassonetto Oknoplast, grazie al pannello frontale spesso 8,5 mm e la coibentazione interna, assicura un isolamento ideale da freddo e rumori esterni. La tapparella in alluminio è realizzata con stecche riempite di poliuretano espanso, un sistema che assicura un alto livello di isolamento termico e acustico.

Il motore elettrico sostituisce gli ormai obsoleti sistemi a cinghia o a leva, e può essere collegato ai più avanzati sistemi domotici o ai dispositivi smart dotati di tecnologia IoT.

Inoltre, la vasta gamma di finiture e colorazioni in catalogo consente di scegliere la tapparella adatta alla tipologia dell’edificio e allo stile architettonico. 

30 Novembre 2020 / / VDR Home Design

Villaggio operaio di Crespi d’Adda. Da 25 anni fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, ma è conosciuto da pochi. Scoprilo qui.


Hai mai sentito parlare dei villaggi operai? 

Probabilmente no o forse di sfuggita, perché in Italia di questo fenomeno architettonico e culturale ci sono davvero poche testimonianze. E’ più facile vederli in nord Europa, dove la cultura industriale è sempre stata profondamente diversa dalla nostra. 

In Italia però è conservato uno di questi gioielli, testimoni di un tempo che fu. Il Villaggio Operaio di Crespi D’Adda, in provincia di Bergamo, è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale Unesco nel 1995 e celebra quest’anno i suoi primi 25 anni. 

Ti va di scoprire con me qualche dettaglio in più?

Crespi d'Adda, Veduta aerea - ©Archivio Storico di Crespi d'Adda
villaggio operaio di Crespi d’Adda, Sala caldaie – ©Archivio Storico di Crespi d’Adda

Villaggio Operaio Di Crespi D’adda: testimonianza di una cultura imprenditoriale illuminata

Perché ti parlo di questo reperto di architettura industriale? 

Prima di tutto perché si tratta di uno degli innumerevoli tesori che abbiamo sul nostro territorio e di cui conosciamo poco o nulla. Secondo, perché da sempre le architetture industriali del nostro passato recente mi affascinano da che ne ho memoria. 

Materiali solidi come i mattoni, ma anche tecnologici come il ferro ed il vetro, intrecciati in forme anche insolite per uno stabilimento industriale. Le grandi campate ad arco, ma anche i grandi lucernari a shed. 

Tutti elementi che sono entrati nel nostro immaginario collettivo e impreziosiscono le tanto di moda case loft. 

Veniamo al dunque. 

villaggio operaio di Crespi d'Adda, Ingresso della fabbrica
villaggio operaio di Crespi d’Adda, Ingresso della fabbrica – ©Walter Carrera, Associazione Crespi d’Adda

Chi ha voluto questo Villaggio e perché?

SI tratta di un villaggio operaio voluto dal proprietario del cotonificio, Cristoforo Benigno Crespi, per tutte le persone impiegate nel suo stabilimento. 

Le opere di costruzione sono cominciate nel 1877 e sono finite intorno al 1920, passando nelle mani del figlio Silvio. L’architetto a capo del progetto era Ernesto Pirovano con l’ingegnere Pietro Bunati. 

La posizione del Villaggio è strategica, perché sorge vicino al fiume Adda. Lungo la strada che costeggia il fiume trovano posto la fabbrica, gli uffici e la casa padronale. Il resto degli edifici sono situati dall’altra parte della griglia, scandita da tre strade parallele alla principale.

Nel Villaggio c’erano le case per gli operai, ognuna con piccolo orto e giardino, e le case dei dirigenti. Ma  anche la chiesa, il teatro, la caserma dei pompieri, la scuola ed il cimitero (più altre strutture comunitarie).

Il villaggio cominciò a spopolarsi intorno al 1929 (quando il cotonificio smise l’attività) e tutto il villaggio rimase di proprietà di un’unica azienda fino al 1970. 
Una planimetria perfettamente distesa ed ordinata, che vedeva nettamente separate le zone residenziali, da quelle di pubblica utilità da quelle di produzione. Una progettazione che ha voluto trasformare un territorio inutilizzato in una risorsa per la comunità, creando valore e senso di unità.

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Crespi d'Adda
Crespi d’Adda, Unesco Visitor Centre e Monumento ai caduti – ©Marlin Dedaj, Associazione Crespi d’Adda

Celebrare i primi 25 anni di una preziosa risorsa nazionale ed internazionale 

Era il 5 dicembre 1995, a Berlino, quando il Villaggio Operaio di Crespi D’adda venne inserito nel World Heritage List. Questa la motivazione:

“un esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, che vide la luce in Europa e nell’America del Nord tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, espressione della filosofia predominante tra gli industriali illuminati nei riguardi dei loro operai”.

Questa candidatura straordinaria è stata merito dell’audacia di alcuni giovani universitari, che riuniti nel “Centro Sociale Fratelli Marx” riuscirono a far capire l’importanza storica e sociale della promozione di un luogo così speciale. 

Nel 1993 elaborarono il  “progetto di rivalutazione culturale per Crespi d’Adda”, atto a proteggere il villaggio operaio da una attività di speculazione edilizia, supportata in parte anche dalla comunità. In questo progetto erano comprese attività di promozione e sviluppo culturale e turistico del Villaggio, oltre che ovviamente quella di preparazione di tutta la documentazione da presentare per fare inserire il sito nel World Heritage List. 

villaggio operaio di Crespi d'Adda, Sala caldaie - ©Archivio Storico di Crespi d'Adda
villaggio operaio di Crespi d’Adda, Sala caldaie – ©Archivio Storico di Crespi d’Adda

Tutta questa mirabolante avventura verrà raccontata in un libro che uscirà l’anno prossimo, il cui autore è Giorgio Ravasio

Voglio raccontare come andarono realmente le cose in quegli anni. Molti si sono arrogati meriti non propri e molti che osteggiarono la nomination sono poi saliti sul carro dei vincitori. Nel mentre, ai veri eroi di questa esperienza non sono mai stati riconosciuti i meriti di questo risultato incredibile. Sarà l’occasione per fare chiarezza su un periodo importantissimo della nostra storia”.

Purtroppo a causa del Covid il Villaggio non potrà festeggiare questo importante anniversario in modo adeguato. L’Associazione Crespi con l’Assessore competente Donatella Pirola ha pensato però a tutta una serie di iniziative che avranno luogo nel 2021 (si affiancheranno alle normali visite al Villaggio).

Sarà possibile ammirare mostre fotografiche, così come partecipare ad una rassegna cinematografica all’interno del Teatro del Villaggio, dibattere all’interno di un circolo letterario che avrà come argomento principe l’industria ed il lavoro.    

Crespi d'Adda, Massa di operai nella fabbrica
Crespi d’Adda, Massa di operai nella fabbrica – ©Archivio Storico di Crespi d’Adda

Villaggio Operaio di Crespi D’adda. Una perla da conoscere e tramandare 

Penso che circa questi bellissimi poli culturali ci sia sempre troppo poca diffusione della conoscenza. 

Dalla nostra storia recente c’è sempre da imparare, nel bene e nel male

In questo caso specifico però, è stupendo poter vedere i livelli di civiltà a cui si era arrivati. Progettando questo villaggio l’intenzione era quella di aver cura della vita (in senso completo) delle persone che lavoravano per il cotonificio. 

Si era già arrivati alla concezione che una vita più soddisfacente avrebbe portato a lavoratori più produttivi. 

Purtroppo nei decenni molte vittorie sono andate perse e questo anniversario potrebbe essere una splendida occasione per tornare a riflettere. 

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29 Novembre 2020 / / Case e Interni

Casa in stile industriale in versione francese

L’interior design in stile industriale è facilmente riconoscibile grazie agli elementi da “vecchia fabbrica”, che vanno dalle ampie finestre fino ai mattoni a vista. L’arredamento di questa casa francese riflette tutto questo, aggiungendo un sapore tipico delle case d’oltralpe.

Le caratteristiche principali dello stile industriale, come dice il nome, sono gli elementi di architettura da “vecchia fabbrica”, quindi open space, pavimenti ed elementi architettonici in cemento, mattoni a vista, pareti vetrate, strutture metalliche, tubi a vista, ma anche legno e finiture grezze. E’ uno stile riconducibile al passato perché si tratta di riutilizzare vecchi ambienti che un tempo avevano una destinazione d’uso artigianale o industriale.

Non sappiamo se questo edificio avesse un tale uso in passato, né sappiamo se sia un annesso agricolo o un più semplicemente un edificio storico in un borgo, come potrebbe far supporre l’architettura esterna. Tuttavia possiamo vedere come riuscire ad incorporare in modo naturale gli elementi dello stile industriale in un edificio di campagna o d’epoca.

Situata in Bretagna, vicino St Malo, la casa è apparsa sul sito francese Wakup, un’agenzia che affitta spazi e luoghi privati atipici per servizi fotografici e riprese video. Siti come questo offrono sempre la possibilità di osservare luoghi molto interessanti, che propongono spunti per l’interior design delle nostre case.

Oltre ad avere finestre ampie, qui gli spazi sono aperti e ben collegati, il che favorisce una sensazione di spaziosità, nonostante la scelta dei colori molto scuri. L’arredamento inserito ha linee pulite, che conferiscono classe ed eleganza senza tempo.

Parlavamo dello stile industriale, che come molti stili negli ultimi anni, è più radicato al passato e non è raro vederlo in una mescolanza ad altri stili, come lo stile rustico, scandinavo o boho chic. Qui l’impronta dello stile industriale si mescola a quello francese, lo vediamo soprattutto nei grandi camini d’epoca e nei muri in pietra naturale originali dell’edificio. Un ambiente confortevole, sofisticato, contemporaneo, ma rispettoso della tradizione.

I colori principali in questa casa sono il nero e il grigio antracite, in contrasto con i colori chiari come il bianco e il grigio perla, ma allo stesso tempo scaldati dai mattoni e dalla pietra. Ci sono comunque piccole concessioni ai colori blu e giallo-verdi solo nei dettagli, come poltroncine, lampade, vasi, ecc. La chiave per un arredamento come questo risiede proprio nella semplice palette di colori e nella scelta accurata delle texture.

 

Idee da copiare

  • La creazione di un open space richiede interventi murari per abbattere i muri che dividono soggiorno, cucina ed eventuale ingresso, però la casa sembrerà più ampia e potrai parlare con famigliari ed amici mentre stai cucinando. Se vuoi realizzare una ristrutturazione importante e abbattere i muri della tua abitazione, devi verificare la possibilità con un tecnico, che predisporrà anche le pratiche edilizie. Se invece stai ancora cercando casa, è importante far capire all’agenzia immobiliare quali sono le tue esigenze e desideri, in modo che possa trovare un’abitazione che abbia già determinate caratteristiche (una pianta aperta, finestre ampie ecc.).
  • Quando si dispone di una combinazione di colori neutri, le diverse superfici e caratteristiche tattili dei materiali diventano incredibilmente importanti. Quindi le texture vanno scelte ed evidenziate con cura: dal legno al ferro, dai tessuti ai muri ecc.
  • Una parete speciale è quasi sempre presente negli interni industriali: come un muro con mattoni a vista o una finitura cemento. La cosa più importante, però è cercare di fare in modo che abbia un sapore autentico. Pareti in pietra ricostruita o finti mattoni, non sempre sono una buona soluzione. Il rischio è di ottenere un risultato del tutto artificiale e poco gradevole. Piuttosto è meglio dipingere la parete nei toni del grigio cemento o grafite, con effetti pittorici contemporanei molto interessanti.
  • Se non c’è la possibilità di aumentare le dimensioni delle finestre per avere più luce naturale, una parete vetrata che divide due ambienti è la soluzione ideale. Oltre a rendere l’ambiente più confortevole, a dare l’impressione di spazi più ampi, aumenterai anche la tua qualità di vita ricevendo più luce dagli ambienti circostanti.
  • In ambienti come questi, non aver paura di inserire anche oggetti e mobili vintage, magari recuperati nei mercatini dell’usato. Poltrone, sedie, comodini, lampade, cornici… Rendono gli ambienti più personali e accoglienti.

    Per altri suggerimenti guarda qui, quali sono i punti salienti dello stile industriale, che rendono questa tendenza una delle preferite degli ultimi anni.

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Casa in stile industriale in versione francese

    Fonte immagini: Wakup

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    Anna e Marco DMstudio – CASE E INTERNI

    28 Novembre 2020 / / VDR Home Design

    Materiali ecosostenibili per il design: anche una piccola scelta ha un grande impatto sull’ambiente. Scopri con me come.


    Il discorso ecologia ti sta a cuore?

    Quanto stai attento, nella vita di tutti i giorni, a quanto consumi e ricicli? Lo sappiamo tutti ormai, l’ecosostenibilità del nostro modo di vivere è sempre più importante. 

    Solamente sviluppando un senso critico possiamo ridurre l’eccesso dello stile di vita della nostra società.

    Sì, perché per quanto ci sembre di essere minimalisti, c’è sempre qualche punto che potremmo sfoltire un po’. 

    Il design sta pian piano facendo la sua parte, sviluppando materiali sempre più green che è bene conoscere, per scelte ponderate. 

    Eccone qui quattro.

    Materiali ecosostenibili per il design in un soggiorno con divano grigio, tappeto a righe ed erba pampa.

    Materiali ecosostenibili per il design: una premessa

    Qualche parola di introduzione è d’obbligo, per avere un quadro preciso del design ecosostenibile.

    Cosa vuol dire design sostenibile? 

    Si tratta di un design che cerca di ridurre l’impatto sull’ambiente nella progettazione di prodotti industriali. Questo si può raggiungere riciclando materiali dismessi, riusando, montando, autocostruendo e utilizzando le energie rinnovabili.

    Il design sostenibile ha anche diversi principi, che sono: l’utilizzo di materiali riciclabili e di energie rinnovabili, produrre oggetti resistenti e di qualità per ridurre la quantità di rifiuti, utilizzo di pochi materiali diversi nello stesso oggetto (per facilitarne lo smontaggio), pensare a processi produttivi che permettano di ridurre i consumi. 

    Ovviamente il design sostenibile ed i suoi principi si possono applicare a qualsiasi campo che entri in qualche modo in connessione col design. Quindi anche l’interior design e l’architettura. 

    Non è così raro sentire parlare di case ad impatto zero, in cui si utilizzano tecnologie moderne per sfruttare al massimo le energie rinnovabili e materiali ecocompatibili. Lo stesso si può fare nella scelta di arredi e complementi per casa, informandosi sulle opzioni possibili e agendo di conseguenza.

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    Ecomalta® e Respet®: le nuove frontiere del riciclo consapevole 

    Hai mai sentito parlare di questi due materiali? 

    Molto probabilmente no, perché sono ancora poco conosciuti e diffusi nel campo dell’arredamento d’interni. 

    Alcuni grandi nomi del settore (come Euromobil e Novamobili) annoverano uno o entrambi i materiali per le finiture dei loro mobili. 

    L’ecomalta è un materiale incredibile, che non contiene calce, cemento e resine epossidiche. E’ composto al 40% da inerti che arrivano da riciclo certificato, facendo la sua parte nel mantenere la nostra società un po’ più pulita. 

    Quali sono i vantaggi di questo materiale? E’ traspirante, quindi lascia uscire il vapore ma non lascia entrare l’acqua, rimanendo così indeformato. E’ antistatica, ignifuga e ingeliva

    Così come il Fenix, anche l’ecomalta è estremamente flessibile ma resistente. Uno degli impieghi in la si vede maggiormente sono infatti i top della cucina con lavabo integrato. Dettaglio non da poco è che si possono creare superfici continue, senza giunzioni. 

    E se anche tu come me non ami particolarmente la pulizia di casa, sai cosa questo voglia dire: meno tempo da perdere nelle faccende di casa e più igiene. 

    Il Respet invece si ricava dal riciclo delle bottiglie di plastica. Non solo in parte: è prodotto al 100% utilizzando resina PET riciclata.

    Se l’idea che sia un materiale che arriva dalla plastica ti lascia perplesso, è solo perché non sai quanti vantaggi abbia questo materiale innovativo. 

    E’ estremamente flessibile sia per le superfici lisce e dritte che per quelle curve e con forme particolari. 

    Si può avere con ogni tipo di decoro: colorato lucido o opaco, effetto legno, o con pattern che decidi tu. 

    Il Respet è trattato con verniciatura anti-ingiallente, per renderne il colore inalterato nel tempo. E’ resistente agli agenti chimici e all’abrasione, punti questi che lo rendono perfetto per essere scelto per la cucina, ad esempio. 

    materiali ecosostenibili per il design: scala in legno con lampadari a goccia e poltrona classica

    Materiali ecosostenibili naturali? Il sughero ed il bambù

    Non sono solo i materiali ipertecnologici ad essere amici dell’ambiente. Ci sono altri due materiali naturali al 100% che nell’ambito degli interni vengono usati davvero poco. 

    Sto parlando del sughero e del bambù, entrambi estremamente versatili e pratici. 

    Il sughero si ottiene dalla corteccia della quercia da sughero (Quercus Suber). Quindi non c’è bisogno di abbattere la pianta nel suo complesso, come nel caso del legno per arredamento

    Si utilizza solo la corteccia esterna della pianta, per non intaccare le funzioni vitali della stessa (cosa che avverrebbe se si toccasse la corteccia interna). Tra un’estrazione e l’altra passano circa 3-10 anni e viene fatta rigorosamente a mano. 

    Questo è uno dei motivi che rendono il sughero un materiale amico dell’ambiente al 100%. Ma quali sono le sue caratteristiche principali? 

    E’ impermeabile e resistente all’umidità, dettagli questi che lo rendono perfetto sia in cucina che in bagno. E’ anche un ottimo isolante termico e acustico, così come antimuffa. 

    Ecco perché lo vedi spesso utilizzato come rivestimento per i pavimenti o sulle pareti. 

    Finiamo con il bambù: piante sempreverdi conosciute anche con il nome di Graminacee. Ovviamente quando dico bambù ti vengono in mente paesi come la Cina ed il Giappone, ma il bambù è coltivato anche in Africa, America e sempre più anche in Europa. 

    E per fortuna direi anche!

    Ora ti spiego perché. Prima di tutto questa pianta assorbe 36 volte più anidride carbonica di una foresta tradizionale e anche a livello di prestazioni meccaniche non scherza per nulla. 

    Nel campo dell’arredamento e delle costruzioni la specie di bambù che si utilizza maggiormente è il Moso. 

    Lo sapevi che il bambù si è aggiudicato il nome di “acciaio vegetale”? Questo perché la resistenza alla tensione delle sue fibre è due volte quella dell’acciaio. La resistenza a compressione del bambù è maggiore di quella del calcestruzzo, così come la resistenza a tensione e compressione è maggiore nel bambù che nel legno. 

    Per cosa la puoi utilizzare in casa? 

    Per creare arredi su misura come comò, comodini, arredi particolari ma anche come parquet. Come ti ho già raccontato è estremamente durevole e resistente, ma è anche facile da pulire, anti-tarme e antimuffa.

    Cosa vuoi di più? 

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    Scelte consapevoli anche nei piccoli dettagli di tutti i giorni

    L’essere consapevoli dei nostri modi di vivere passa anche dalle piccole azioni di tutti i giorni. 

    Scegliendo ad esempio uno spazzolino in bambù, praticamente indistruttibile. Oppure cominciando ad usare i saponi solidi, che impattano davvero molto meno sul ciclo produttivo ed ambientale rispetto ai tradizionali saponi nei contenitori di plastica. 

    Ti propongo alcuni prodotti belissimi ed amici dell’ambiente. 

    Chi non ha un costante bisogno di contenitori nel quale stipare cibo o liquidi? Questi di Curated Pieces sono in bambù (con tappo ermetico) e sono in colori davvero irresistibili. Così non dovrai più usare sacchetti e contenitori usa e getta. 

    Sottopiatti o sottopentole in plastica o carta? 

    Ma no. Prediligine uno in sughero, come questo a stampa animalier, prodotto da Top Drawer, azienda che ha fatto dell’ecosostenibilità del design il suo motto

    Sempre della stessa azienda ci sono questi ombrelli richiudibili prodotti al 100% con plastica riciclata. 

    Le possibilità sono davvero infinite, a te la scoperta. 

    Piccoli gesti per grandi cambiamenti: cosa ne pensi di questi materiali ecosostenibili per il design? 

    Anche se compiere una sola scelta come questa ti sembra abbia un peso irrilevante, non è così.

    Scegliendo materiali e prodotti come quelli di cui ti ho parlato oggi contribuisce a dare rilievo a tutte quelle realtà che davvero si stanno impegnando per cambiare un po’ la situazione e le coscienze. 

    Pensa che con una scelta del genere contribuisci ad avere meno rifiuti, meno produzioni devastanti per l’ambiente e di conseguenza è qualcosa in più verso una Terra più sana. 

    Ti sembra poco?

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