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tettoia metallica

Le tettoie metalliche rientrano nella più ampia definizione di copertura, adibita a garantire una funzione protettiva verso ciò che è posto sotto di esse. Si tratta di una struttura esterna, autoportante o addossata, composta da un tetto permanente che può essere realizzato nei materiali più disparati come legno, metallo o anche muratura.

Scegliendo una copertura in metallo si avranno notevoli vantaggi tra cui praticità, resistenza e durevolezza. Praticità perché la leggerezza del ferro lo rende facile da spostare e montare. Questa sua caratteristica non implica che si possa danneggiare facilmente, in quanto riesce a sopportare temperature estreme e qualunque tipo di condizione atmosferica, che va dal sole battente al vento. Proprio in virtù della loro resistenza innata, le tettoie metalliche avranno lunga durata dato che non temono in alcun modo gli agenti atmosferici. I prezzi più elevati di questo materiale rispetto ad altri sono giustificati proprio da quest’ultima caratteristica, rendendo l’installazione delle tettoie metalliche un investimento a lungo termine. Inoltre il costo finale dipenderà anche dalla complessità della struttura e dall’impatto estetico che si vorrà conferirle.

tettoia metallica

Le funzioni e le tipologie in commercio di tettoie metalliche

Ma quali sono le funzioni che ricoprono le tettoie metalliche? La prima è sicuramente protettiva: l’obiettivo di chi vuole installarne una è assicurare un riparo agli oggetti che verranno collocati sotto di essa, impedendo agli agenti atmosferici di danneggiarli. Le tettoie metalliche dovranno quindi offrire prestazioni ottimali sotto questo punto di vista per svolgere al meglio il loro lavoro. L’altro ruolo che ricoprono riguarda l’estetica: essendo un materiale poliedrico, il ferro permette di realizzare strutture oggettivamente belle da vedere, specie se impreziosite con elementi in vetro.

Passando alle tipologie, possono essere racchiuse in due gruppi: le tettoie metalliche addossate, come dice la parola stessa, appoggiano parte del loro peso a una struttura secondaria, mentre le tettoie metalliche autoportanti non necessitano di elementi d’appoggio, disponendo di tutte le caratteristiche utili per stare in piedi da sole. Se lo scopo è creare un piccolo terrazzo coperto in prossimità della casa, la prima soluzione si rivela la più consona; la seconda si sceglie più nei contesti industriali o commerciali.

Luoghi dove installare le tettoie metalliche

I contesti d’applicazione delle tettoie metalliche sono aumentati nel corso degli ultimi anni, tanto da farle diventare elementi architettonici di un certo rilievo. Questo cambio di rotta è dovuto in particolar modo ai progressi compiuti in fase di realizzazione: si è cercato di renderle il più possibile gradevoli alla vista, oltre che funzionali. Inoltre, grazie alla malleabilità del ferro, è possibile adattarle a qualsiasi esigenza, costruendo forme personalizzate e originali, perfette per ogni ambiente.

Quindi pur continuando a essere adottate per edifici, capannoni industriali, centri commerciali e parcheggi per le aiuto, le tettoie hanno acquisito importanza anche nelle realtà domestiche, specialmente nelle case con giardino, per creare uno spazio dove trascorrere momenti di relax in compagnia.

tettoia metallica

I requisiti per la sua installazione

Una volta che si è scelta la tipologia di tettoia metallica e dove applicarla, si pone il problema dell’installazione. La domanda più frequente in questa fase è se sia necessario o meno richiedere un permesso per costruirla. Su due piedi è difficile stabilirlo: bisogna innanzitutto conoscere le dimensioni della struttura. Se la volumetria dell’immobile è ampia e quest’ultimo ha un carattere stabile, è opportuno munirsi di un apposito permesso, soprattutto se non è possibile rimuovere la copertura con facilità; altrimenti se realizziamo la tettoia meramente per motivi estetici e le dimensioni si rivelano modeste si potrà farne a meno. Nel primo caso l’intervento è classificato come una nuova edificazione, quindi dovrà esserci il rilascio di un titolo abilitativo per poter continuare; altrimenti la struttura verrà definita abusiva.

Non è tutto: oltre a richiedere l’autorizzazione si dovrà sottostare alle regole stabilite dalla Soprintendenza, organo competente in materia delle distanze tra edifici limitrofi. Per installare una tettoia bisogna sottostare a precise distanze minime che devono esserci tra una struttura e l’altra: generalmente si parla di tre metri, calcolati dall’ultimo centimetro della tettoia, se sono regolarmente autorizzate, o dai muri delle case su cui le tettoie sono ancorate, se sono abusive.

Si devono valutare anche i vincoli architettonici o paesaggistici: l’ente che si occupa di tutelare tali vincoli può infatti decidere di non concedere il nulla osta, qualora l’installazione della tettoia possa deturpare un centro storico o altri luoghi caratterizzati da un forte pregio artistico.

La costruzione di una tettoia in ambito domestico può incontrare ulteriori rallentamenti se si abita in un condominio: per poterla montare si rende necessario il nulla osta dell’assemblea comunale.

Per chiarire qualsiasi dubbio riguardo quest’ambito basta chiamare l’ufficio tecnico del proprio Comune e spiegare quale tipo di intervento si vuole compiere: sarà lui poi a fornire tutte le istruzioni in merito a come procedere con i lavori, rispettando la norma edilizia in vigore in quel momento.

Il rischio di incorrere in sanzioni rimane comunque minimo, perché le leggi che regolano l’installazione di una tettoia sono facilmente comprensibili e alla portata di tutti.

tettoia metallica

L’articolo Tettoie metalliche: quali requisiti per installarla proviene da Architettura e design a Roma.

27 Gennaio 2021 / / Francesca Grua

Barbara è una designer multidisciplinare e interdisciplinare che sostiene la creatività fluida, quella che non si può contenere e circoscrivere ad un ambito solo, ma che contamina e si mischia con tutto quello che tocca, questa è la premessa su cui nasce tbdesign.

Conosco Barbara da un po’, c’è da dire che le nostre professioni sono complementari sotto diversi aspetti e, in questi mesi, ci è capitato spesso di confrontarci e supportarci.

Come avrai capito, mi piace raccontarti di piccole realtà italiane, di grande valore e guidate da una forte passione per il proprio lavoro. Oggi quindi ti faccio conoscere Barbara e tbdesign, attraverso le sue parole.

Ti faccio continuare la frase per farti conoscere in poche righe. Mi chiamo Barbara…

Ciao, sono Barbara, di professione faccio la designer e sono costantemente alla ricerca della creatività trasversale, multidisciplinare e interdisciplinare.

Ho lavorato per anni nell’ambito della moda, della grafica e della carta da parati, conciliando il mio amore per lo stile e per la decorazione. Sono ormai dieci anni che grazie alla mia propensione ad innovare, la passione per i colori, l’amore per i dettagli, il senso estetico ma anche quello pragmatico, esploro il mondo del design da tante angolazioni.

Ho capito che l’etichetta di fashion designer, di graphic designer e quella di illustratrice mi stanno strette.

Come nasce la tua passione per la grafica?

Da piccola ero una bambina molto timida e solitaria, vivevo nelle campagne di un borghetto di montagna e mi affascinava la vita di città per il suo fermento culturale e sociale.

Ho iniziato a disegnare tutto quello che vedevo in tv per evadere. Il mio primo disegno impeccabile nella sua fedeltà è stato l’ape Maia, avevo sei anni, poi ho riprodotto l’abito della principessa Sissi del film del ’55 con Romy Schneider a nove, da allora ho iniziato a studiare prima arte alle scuole superiori e poi design all’Università.

Praticamente non ho mai smesso di disegnare, con l’unica differenza che prima lo facevo a mano libera oggi lo faccio molto di più al pc. Il disegno era la mia via di scampo, la mia modalità di espressione fin quando ho deciso di farne il mio lavoro. Ho sempre avuto uno spiccato senso estetico e dello stile per questo prediligo lavorare nel settore del fashion e dell’interior.

Carta da parati GEOMETRIKA 003

Come nasce tbdesign e cosa rappresenta per te?

Ad un certo punto della vita ho sentito la necessità di creare qualcosa di mio, di avere uno spazio da dedicare alla grafica e alla decorazione, tbdesign.it per me rappresenta la grande vela spiegata che porta la mia nave a largo.

Con il mio lavoro voglio far conoscere a tutti come nasce un progetto creativo, cos’è il design e la bellezza. Inoltre voglio mostrare la differenza tra grafica e decorazione e come si comunica con l’uno e con l’altro.

Ho visto che in tbdesign c’è anche carta da parati. Da dove arriva questo tuo interesse?

Mi sono imbattuta quasi per caso in un’azienda che produceva stampe digitali su carte da parati e ho lavorato li come illustrator & graphic designer per quattro anni. È stata una grande scuola in cui ho imparato molte cose sulla stampa digitale, sui materiali impiegati per la decorazione muraria e anche sulla storia della carta da parati.

Oggi posso divulgare le mie conoscenze di questo settore anche da sola per questo offro un servizio di progettazione e stampa anche su carta da parati.

Mi piace accompagnare le persone a scoprire il loro stile, a comprendere i loro gusti facendo un viaggio personale dentro se stessi perché, come dico sempre: il Design è un “fatto” individuale, personale, spirituale e io posso aiutare a dare forma alle idee, tracciando le linee del design dei sogni di chiunque.

Carta da parati GEOMETRIKA 002

Raccontaci un po’ di MINI SIZE e GEOMETRIKA

GEOMETRIKA è la collezione wallpaper ispirata all’astrattismo geometrico dove le forme pure e bidimensionali sono le protagoniste. La palette colori è orientata sulle gamme dei colori neutri e le linee pulite vengono arricchite con effetti murari, è adatta ad ambienti minimali, moderni o di tendenza.

MINI SIZE è una capsule collection di Kids wallpaper. Il progetto rappresenta la narrazione romantica e giocosa di un mondo animale divertente. Lo stile minimale, caratterizzato da forme pulite e una palette di colori pastello, è la scelta giusta per rivestire le camerette e gli spazi ricreativi dei più piccoli perché rispetta la loro armonia e loro crescita.

Collezione MINI SIZE Balenottera
Collezione MINI SIZE Giraffa 2

Le mie carte da parati garantiscono un ambiente originale in cui stare con gioia e benessere soprattutto se sono personalizzate alle esigenze del cliente, al suo stile e alle dimensioni delle sue pareti.

Obiettivi e progetti futuri?

Sto creando una nuova collezione di grafiche da declinare sia nell’interior che nel fashion  suggellando il mio amore per l’interdisciplinarità.

E io non vedo l’ora di vedere questa nuova collezione.

La parola più citata nell’intervista di Barbara è PERSONALIZZARE, ci tiene molto a creare qualcosa che sia sempre “su misura”. Ed è proprio quello che distingue un prodotto della grande distribuzione da un prodotto artigianale, in qualsiasi campo.

Se quindi sei alla ricerca di una carta da parati personalizzata, di una grafica per la tua attività o per un evento della tua vita che sia però “su misura”, potresti fare due chiacchiere con Barbara.

L’articolo CONOSCIAMO BARBARA DI tbdesign proviene da Interior designer | Una designer per tutti.

27 Gennaio 2021 / / diotti.com

Ricorrere ad un armadio divisorio per dividere e organizzare un ambiente è una soluzione abitativa sempre più diffusa, proposta dagli arredatori e ricercata da chi la casa la vive tutti i giorni. Dividere senza separare nettamente, organizzare lo spazio senza innalzare pareti, muri, cartongesso e senza imbattersi in lavori di muratura lunghi, costosi e definitivi. Progettare e rendere più funzionale la casa servendosi solo di un armadio separa ambienti è possibile e in questo articolo vediamo come. Prima una breve introduzione.

Un armadio divisorio è un armadio che può essere utilizzato in qualità di parete divisoria e di separatore di ambienti. Separa senza schermare totalmente la luce e senza bloccare la circolazione dell’aria.
Ha una struttura autoportante e, come tale, non richiede il fissaggio a parete o a soffitto, ma rimane comunque ben stabile sul pavimento.
Un armadio divisorio può essere posizionato a centro stanza perché è rifinito anche posteriormente con pannelli abbinati alle ante o alle spalle della struttura, un armadio bello da ammirare da ogni lato insomma.
Utilizzando questo tipo di armadiatura si ottimizza lo spazio a disposizione. Si possono infatti predisporre ante e cassetti che si aprono sia da una parte sia dall’altra e sfruttare così l’armadio da entrambi i lati e per diverse funzioni. Un armadio divisorio può essere contemporaneamente contenitore, guardaroba, scarpiera, mobile soggiorno con porta tv, dispensa.
Si possono anche prevedere dei pannelli fissi ai quali affiancare altri elementi d’arredo come libreria, scrivania, scrittoio e rendere l’armadio ancor più una soluzione pratica, ampiamente sfruttabile e multifunzionale.

È una tipologia di armadio che torna particolarmente utile nella divisione degli spazi e nell’organizzazione di diversi ambienti della casa. Può dividere la zona giorno e la zona notte in un monolocale, delimitare l’ingresso dal soggiorno in un open space, la zona guardaroba dalla zona notte vera e propria in camera da letto, oppure può dividere cucina, soggiorno e salotto.

Cosa puoi dividere con un armadio divisorio?

Un ambiente: un open space con soggiorno e cucina a vista, una zona giorno molto grande, una camera da letto o un cameretta per due bambini o ragazzi
Se la camera dei ragazzi è abbastanza ampia e ognuno desidera privacy e uno spazio personale si può pensare di posizionare al centro della stanza un armadio bifacciale e ai lati due letti, due comodini, due scrivanie; a seconda delle necessità. In questo caso attenzione a valutare una fonte di luce alternativa alla finestra se questa è unica e per forza di cose illuminerà solo una parte della stanza.

Due ambienti: cucine e soggiorno, zona giorno e zona notte, zona pranzo e zona relax, camera da letto e zona guardaroba, camera da letto e bagno in camera. Tutte le stanze della casa possono essere divise da un armadio, l’importante è valutare le dimensioni e soprattutto l’utilità

Se vuoi valutare subito delle soluzioni su misura per la tua casa o se vuoi confrontarti con un arredatore e ricevere un progetto su misura clicca qui…

Armadio divisorio: 5 idee per separare diversi ambienti

Vediamo ora come dividere una stanza con un armadio divisorio, meglio se bifacciale.
Idee, progetti e immagini di armadi battenti e scorrevoli che dividono stanze moltiplicando lo spazio contenitore e migliorando la fruizione degli ambienti. In particolare vediamo come può essere utilizzato un armadio separè per creare una zona ingresso in un soggiorno open space, per rendere indipendenti cucina e salotto, per dividere zona giorno e zona notte.

Idea #1: armadio divisorio tra ingresso e open space con soggiorno e cucina insieme

Un open space prevede per definizione un ambiente unico con cucina e soggiorno insieme, spesso anche ingresso con porta d’entrata che conduce direttamente nell’ampio locale e questo significa nessun corridoio e nessun disimpegno.
Senza snaturare l’open space e se le metrature lo consentono, può essere un’ottima idea posizionare un armadio divisorio multiuso. Le ante che danno sull’ingresso possono essere trasformate in guardaroba e scarpiera, le ante più vicino alla cucina in dispensa, le altre in contenitori per la zona giorno. Il top sarebbe prevedere su uno o su entrambi i lati un terminale a giorno: i tanti ripiani a vista sono perfetti per libri, soprammobili, orologi da tavolo e altri piccoli oggetti

Attenzione all’illuminazione. Se il corridoio che si viene a creare tra l’armadio e la parete non è dotato di finestre o illuminato da luce naturale è bene prevedere dei punti luce, meglio se faretti sul soffitto o sul controsoffitto.

Armadio divisorio per ingresso con terminale libreria - Midley Wide

Armadio divisorio per ingresso multiuso - Midley Wide

Armadio portascarpe con ante a specchio - Wide

Queste tre foto sono immagini da catalogo ma le tre immagini che seguono sono foto scattate da dei nostri clienti a casa loro.
Si tratta di un armadio divisorio davvero originale: tante ante dalla parte dell’ingresso / corridoio per giacche, cappotti, borse, scarpe; parete attrezzata dalla parte che si affaccia sull’open space cucina e soggiorno. Non lasciarti ingannare dal rivestimento in mattoncini, si tratta appunto di un rivestimento parziale, non di un vero e proprio muro a mosaico.

Foto Cliente - armadio divisorio con vista sulla porta d'ingressoFoto Cliente - armadio divisorio visto dalla porta d'entrataFoto Cliente - armadio usato come parete divisoria con mobile tv e mensole

In questo caso la posizione esatta dell’armadio è vincolata dalla presenza di due pilastri portanti della casa che, per ovvi motivi, non potevano essere toccati e spostati di un centimetro. Dove sono i pilastri? Ci sono, se non li noti nella foto credici sulla parola. Questo progetto è un esempio lampante di come gli armadi divisori possano essere progettati praticamente su misura, per adattarsi al 100% alla casa e ai vincoli strutturali esistenti. Con ante e pannelli di rivestimento i pilastri e le colonne possono essere integrati negli arredi, resi invisibili e non più considerati dei fastidiosi elementi al centro dell’ambiente.

Idea #2: armadio separa cucina e zona giorno

Una zona giorno molto grande o un open space possono avere cucina, zona pranzo e zona relax nello stesso ambiente. Puoi decidere di separare la cucina e la zona pranzo dal salotto vero e proprio inserendo un armadio. Per il massimo della funzionalità potresti optare per un armadio bifacciale così da assicurare delle zone contenitore sempre utili sia in cucina sia in salotto. Oppure potresti decidere di affiancare all’armadio una parete attrezzata.

Armadio divisorio bifacciale per separare soggiorno e cucina - collezione Wide

Idea #3: armadio in mezzo alla stanza per separare zona relax e zona pranzo

Qui la situazione è molto simile a quella appena vista e anche in questo caso la soluzione migliore potrebbe essere un armadio bifacciale. Inoltre in una casa con grandi finestre o vetrate lungo tutta una parete questa soluzione assicura una corretta illuminazione a tutti gli ambienti.
Attenzione alla percorribilità della zona giorno. È fondamentale lasciare lo spazio necessario per spostarsi agevolmente in ogni angolo di casa.

Armadio bifacciale usato come parete attrezzata - collezione Wide

Armadio ad ante complanari ideale anche a centro stanza - Blace Player

Idea #4: armadio separè per camera da letto

Le camere da letto moderne hanno metrature modeste ma se la tua camera è grande puoi sfruttare un armadio in mezzo alla stanza per creare un angolo tutto tuo da arredare come preferisci. Poltrona relax, tavolino alto e stretto al lato della poltrona, sedia a dondolo di design appesa al soffitto, lampada da terra… le alternative possibili lasciano campo libero alla fantasia e ai desideri di ciascuno. Quello che è certo è che in questo modo puoi creare un tuo angolo di relax per rilassarti o leggere oppure un angolo beauty con mobile toeletta, pouf, specchio, portagioie e portatrucchi.

Armadio divisorio ad ante scorrevoli per camera da letto - Reflexion PlayerArmadio divisorio con ante scorrevoli - Mind Player

Armadio divisorio scorrevole - Oregon Pacific

Armadio divisorio con spazio per tv appeso - Wide

Armadio divisorio scorrevole porta tv - Wide

Armadio ad ante battenti con terminale aperto - Oregon Armadio parete divisoria - Oregon

Armadio divisorio ad ante battenti a specchio - Midley

Idea #5: armadio che divide la camera e separa il letto da guardaroba e angolo beauty

Una cabina armadio come quella di Chiara Ferragni o di Carrie Bradshaw è per molti un sogno. Non sempre c’è la possibilità di destinare al proprio guardaroba il posto che si meriterebbe ma se non vuoi rinunciare all’idea di avere una cabina armadio e sei disposta a cedere a compromessi potresti valutare di dividere la camera da letto in due zone. Da una parte il letto con i comodini, dall’altra una cabina a vista autoportante, al centro ovviamente un armadio divisorio.

Zona guardaroba con cabina a vista autoportante e armadio con terminale aperto

Due armadi divisori con spazio al centro

Armadi divisori su misura

Un armadio divisorio può essere realizzato su misura. Solo in questo modo può adattarsi perfettamente alla casa e allo spazio a disposizione. Può raggiungere altezze e larghezze importanti, può svilupparsi in verticale o in orizzontale, può avere solo ante oppure ante intervallate da cassetti e cestoni, può essere organizzato internamente con attrezzature di ogni genere.

Per soluzioni su misura rivolgiti ad un arredatore professionista. Gli interior designer diotti.com sono a disposizione per consigli, progetti personalizzati e per la realizzazione di render 3D per visualizzare subito il risultato. Clicca sul banner qui sotto per confrontarti con un nostro arredatore

In questo articolo abbiamo parlato esclusivamente di armadi divisori ma un’altra ottima soluzione per separare due ambienti senza innalzare muri o pareti in cartongesso sono le librerie divisorie. Trovi un approfondimento completo con immagini ispirazione leggendo l’articolo qui: “Dividere due ambienti: la soluzione? Le librerie!

27 Gennaio 2021 / / Romina Sita

Read Time:5 Minute

Ti sei mai chiesto perchè i salotti sulle riviste sono così belli e invitanti? Ci sono diversi motivi e uno tra questi riguarda il divano. Se ci fai caso molto spesso il divano è decorato da una serie di cuscini vari e colorati. Ecco perchè oggi ho deciso di fare una piccola lezione di styling e svelarti 7 consigli infallibili per decorare coi cuscini il divano di casa tua, come se dovesse essere pubblicato su una rivista.

I cuscini sono un piccolo elemento decorativo che però possono fare una grande differenza in un ambiente. Esistono diverse tipologie di cuscini che si differenziano principalmente per dimensione, colore, materiale e fantasia. In questo articolo ti racconto come poterli abbinare e comporre, per creare una super zona salotto da vero stylist.

Come ti dicevo, i cuscini sono solo una piccola parte dell’arredamento e proprio per questo motivo voglio spingerti a osare. 

Permettiti di osare ed esprimere la tua creatività all’interno della tua casa.

Fai ricerca, scegli ed agisci. Non avere paura di sbagliare, è proprio in occasioni come questa che puoi permetterti di fare piccoli errori, mal che vada si tratta solo di un cuscino!

Alla base di tutto c’è sempre una palette colori, se non sai come trovare la tua personale ti invito a leggere questo articolo: A cosa serve la palette colori? 4 idee efficaci per trovare la tua personale.

Trova la tua palette colori, che sia conforme alle tonalità presenti nel tuo living, e progetta la decorazione per il tuo divano. Segui i 7 suggerimenti che ti darò a breve e vedrai che non puoi sbagliare!

CONSIGLIO #1

Varietà

cuscini varietà
Pic by Pinterest

I cuscini devono variare tra loro in termini di dimensione, forma, colori e pattern. Anche i cuscini, come nelle composizioni, sono da considerarsi come dei gruppi. Gruppi, che come per qualsiasi altra composizione armonica, devono essere composti da elementi di diverse altezze, colori e texture per creare movimento.

A proposito di composizioni ti suggerisco di leggere anche questo articolo: Come arredare un piano di appoggio: le 6 tecniche efficaci, come una vera stylist

CONSIGLIO #2

Mixa fantasie con tinte unite

cuscini mix fantasie
Pic by Pinterest

Definita una palette colori, sentiti libero di mixare fantasie con tinte unite, ancor meglio se rispetti una tematica o uno stile (la stessa che ti sei prefissato durante la creazione della moodboard).

Non è vero che le righe non si possono abbinare ai pois, l’importante è richiamare le stesse tonalità all’interno delle diverse fantasie. Ogni cuscino deve essere legato all’altro attraverso un colore in comune, all’interno della grafica.

La tinta unita serve per staccare e riposare l’occhio dalle diverse fantasie. Inoltre, per evitare un effetto troppo confusionario ti consiglio di utilizzare sia pattern dai disegni grandi che Inizia da una fantasia che ti piace e crea il tuo coordinato composto da altre fantasie e alcune tinte unite.

CONSIGLIO #3

Mixa diversi materiali

cuscini materiali
Pic by Pinterest

Crea un ulteriore contrasto mixando cuscini di diversi tessuti. Osa e sbizzarisciti coi materiali che più ti piacciono: cotone, velluto, raso, lana, pelo lungo, con pon pon. Attenzione però a non eccedere troppo coi contrasti e scegli al massimo 3 materiali differenti per tutto il divano.

CONSIGLIO #4

Gruppi simmetrici

cuscini simmetrici
Pic by Pinterest

Per un interno dalle linee pulite, elegante, la simmetria è l’ideale. Coppie di cuscini sovrapposti posizionati agli estremi del divano, donano rigore ma allo stesso tempo una grande rispetto ed eleganza.

CONSIGLIO #5

Gruppi asimmetrici

cuscini asimmetrici
Pic by Pinterest

Per un’aspetto più accogliente, ma pur sempre ordinato, i gruppi di cuscini asimmetrici sono l’ideale. Gruppi distinti e separati, composti ognuno da 1 o 2 o 3 cuscini. Tutto dipende dalla lunghezza del divano, ma aiutati con questa regola generale: ai margini del divano posiziona i gruppi da 2 o 3 e al centro i gruppi da 2 o 1. Se hai un divano piccolo ti suggerisco di creare la composizione coi cuscini solo da un lato, per non riempirlo troppo.

CONSIGLIO #6

Un tocco di carattere

cuscini forme
Pics by Pinterest

Per un effetto ancor più dinamico e personale, gioca con alcuni cuscini di forme o texture molto caratteristiche. Esistono svariate tipologie per tutti i gusti, ad esempio cuscini stretti e lunghi, a forma circolare o di stella. Insomma, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Attenzione però a non esagerare, fai in modo che ogni 4 cuscini, solo uno sia quello caratteristico che si differenzia dagli altri.

CONSIGLIO #7

Cuscini “cicciottosi

cuscini impilati
Pic by Pinterest

Per creare cuscini belli gonfi, dall’aspetto sano, scegli degli interni abbastanza pieni e “cicciottosi”. Per intenderci, non acquistare gli interni da 3 euro di Ikea. Sì sono economici, ma rischi che i tuoi cuscini risultino mosci e bruttini.


Ti lascio qualche idea per il tuo shopping. Queste sono 3 idee di composizioni che ho creato per te per offrirti ulteriori consigli e ispirazioni per decorare il tuo divano coi cuscini.

Cuscini by Maisons du Monde

Da sinistra verso destra (clicca sui nomi per essere indirizzato direttamente ai link della pagina): Neha, Chenille giallo, Canero, Luno e Kim.

Cuscini by Maisons du Monde

Da sinistra verso destra (clicca sui nomi per essere indirizzato direttamente ai link della pagina): Chenille terracotta, Curlo, Cuscino in lino verde rame e Tonino.

Cuscini by Maisons du Monde

Da sinistra verso destra (clicca sui nomi per essere indirizzato direttamente ai link della pagina): Chenille ecrù, Clara, Cuscino in lino lavato terracotta e Maoke.

Vedi come ogni cuscino è collegato ad un altro da un colore in comune? Se ti risulta più semplice e se ti piace una fantasia in particolare, inizia da quella e crea la tua gamma di cuscini coordinati seguendo tutti i consigli che ti ho dato poco fa.


Sei pronto per fare shopping? Spero di averti dato dei consigli utili per decorare il divano coi cuscini e fare bello il tuo soggiorno! Il mio obiettivo è quello di aiutarti a fare da solo, a imparare le regole base questo bellissimo mestiere a maturare pian piano la sensibilità estetica che ti porta col tempo a realizzare in piena autonomia composizioni come una vera stylist.

Ultima tips e poi ti lascio….anzi, ti lascio con una domanda? Quando avrai raggiunto un pò più di sicurezza nel decorare il tuo divano, cosa ne pensi se ti dicessi di modificare i cuscini, utilizzando delle federe in tema con la stagione corrente? In questo modo ogni 3 mesi ti sembrerà di avere un divano nuovo!

Ci vediamo la prossima settimana con un nuovo articolo.

P. S. Seguimi anche su Instagram per ulteriori tips: @rominasitablog


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27 Gennaio 2021 / / +deco

Ci sono libri che hanno il potere di creare consapevolezza. Mentre li leggi un nuovo pensiero si insinua nella tua testa e capisci qualcosa di nuovo di te, della vita o degli altri. Questi libri, volente o nolente, diventano parte di quello che sei perche’, anche se poco, ti cambiano.

Al momento sto leggendo “Deep Work” di Cal Newport. Non so ancora se questo lungo saggio entrera’ a far parte dell’olimpo dei libri che mi hanno formato ma posso dirti che mi ha gia’ dato tanto da pensare.

Il lavoro profondo (se vogliano trovare una traduzione al titolo ed oggetto del libro di Newport) e’ quello che fai quando ti concentri senza distrazioni per un lungo periodo di tempo. E’ un lavoro di qualita’, focalizzato, prodotto in uno stato di totale attenzione. E’ quello che la maggioranza degli artigiani fa quotidianamente: dedicano la loro completa applicazione a quello che stanno facendo, ogni passaggio e’ importante, qualsiasi distrazione potrebbe compromettere il risultato finale. E’ quello che fa Alfhild Külper quando realizza le sue bellissime creazioni di lana. Reduce da un lavoro stressante e frenetico come capo design in una casa di lusso, Alfhid non vedeva l’ora di impegnarsi in qualcosa di piu’ materiale e sentiva il desiderio di produrre qualcosa, perche’ no, di intricato e soffice.

Ha cominciato a creare dei tappeti bellissimi, intrecciati a mano, ispirati dalla natura. Ogni pezzo richiede molte ore di attenzione paziente, molte ore di deep work.

I tappeti di Alfhid Külper sono pezzi che durano per sempre, che combinano emozioni tattili e visive.

(Fotografie cortesia dell’artista)

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Progetto su misura per una cameretta di piccole dimensioni nella quale dovevamo trovare lo spazio per un ampio armadio, letto, zona studio e zona gioco. Una cameretta che possa rispondere alle esigenze di una bambina che attualmente ha sei anni e che possa adattarsi alla crescita fino all’adolescenza.

La cliente ama il legno dogato e la grafica a casetta e preferisce avere il letto al piano terra e non nella parte superiore della struttura. Ho fatto due proposte che prevedono un design “casetta” non eccessivamente infantile, che si possa adeguare nel tempo anche ai gusti di una ragazza più grande .

Sicuramente la soluzione a ponte è quella che meglio si adatta alle esigenze dei committenti e alle dimensioni della stanza. Ho fatto due proposte.

Cameretta a ponte prima versione

Nella prima versione di cameretta a ponte l’area la scrivania è posizionatanella parte superiore della struttura. Da questa posizione prende tutta la luce che arriva dalla finestra. I fili per la luce da tavolo e il computer vengono passati all’interno della struttura di legno. Alla struttura dell’armadio vengono inglobate delle mensole libreria per non gravare sul solaio della casetta. Sia la scala di accesso al piano superiore, sia il letto, hanno cassetti contenitori per sfruttare al massimo tutto lo spazio. Eventualmente sotto al letto può essere inserito un secondo letto per un’amichetta. Per l’armadio ho dato due possibilità: un guardaroba classico ad angolo e uno con apertura in diagonale, tipo cabina armadio. La cabina armadio ovviamente chiude di più la stanza già non grandissima, lasciando comunque uno spazio più che vivibile e molto contenimento.

Alternativamente, in questa stessa soluzione, il letto può essere posizionato nella parte superiore della struttura. Sotto a questa vi sarà l’area gioco e sulla parete di fronte al letto una scrivania a profondità ridotta.

cameretta a ponte

Cameretta a ponte seconda versione

La seconda proposta prevede una soluzione di cameretta a ponte, con una grande parete attrezzata che si svolge tutta su un livello. Vi ritroviamo il letto singolo subito davanti all’ingresso e poi a seguire l’armadio a ponte sulla scrivania. Scrivania e letto hanno dei richiami di design alla tanto amata casetta. Per motivi progettuali. Poiché il letto va inserito tra la parete e un pilastro mascherato dalla struttura dell’armadio, il letto deve avere dimensioni inferiori rispetto al solito.

La lunghezza del letto dev’essere realizzata su misura per non finire troppo davanti alla porta; dunque verrà realizzato su misura o si può utilizzare il modello kritter di ikea 70×160

cameretta a ponte
cameretta a ponte

Dimensioni ridotte

In entrambi i casi La parete di fronte alla struttura a ponte può essere arredata solo con mobili a profondità ridotta; ad esempio una grande pegboard attrezzata come piccolo guardaroba libreria e una consolle- scrivania massimo 40cm di profondità.

La cameretta, pur di esigue dimensioni, può essere arredata con tutto il necessario, contenitori letto scrivania ecc. grazie a strutture a ponte attentamente progettate che sfruttano sapientemente anche le altezze.

cameretta a ponte
cameretta a ponte
cameretta a ponte
cameretta a ponte

L’articolo Cameretta a ponte in due versioni proviene da Architettura e design a Roma.


Oggi ospito sul mio blog una collega e amica con la quale è bello confrontarsi. Devo dire che in questo ambiente, come in tanti altri, non è sempre facile, ma ci sono anche bellissime occasioni da non perdere.

Dunque oggi sentiamo cosa ci dice Chiara in merito ad u argomento molto interessante: come rendere più luminosa una casa buia.

Lascio la parola a lei:

Quello di una casa buia, che quindi non gode di una buona esposizione al sole, è un problema più comune di quanto si possa immaginare.

Mi chiamo Chiara Fedele e sono un’interior designer e una design  blogger che potrai trovare sul web digitando Chiara Fedele Interior Design. Francesca ha gentilmente deciso di ospitarmi oggi nel suo salotto virtuale per trattare quindi di un tematica molto sentita.

Perchè proprio a me questo gravoso compito?

Sono  specializzata in ristrutturazioni e restyling di appartamenti storici della Liguria e regioni limitrofe, come la Costa Azzurra, e quello della scarsità di luce è uno dei principali problemi con cui mi scontro più di frequente.

Hai mai visto un’abitazione tipica di questi luoghi? Si tratta di appartamenti che spesso sono raggiungibili solo da carruggi, ovvero vicoli parecchio stretti molto abituali nel nostro entroterra.

Detto così forse sembrerà di vivere in luoghi angusti e poco agiati, ma non è affatto così. Anzi! Se hai in mente luoghi come le 5 Terre, Portofino, Porto Venere… potrai capire quanto la bellezza del posto è dettata proprio dalla sua unicità!

Ed è proprio così che sono diventata una dark buster (termine scherzosamente rubato dall’inglese: cacciatrice del buio): riqualificando case e appartamenti che spesso affacciano su vicoli dove raramente batte il sole, o che in alcune stanze proprio la finestra non ce l’hanno.

Quindi se normalmente per un progettista d’interni la lotta agli ambienti bui è all’ordine del giorno, potrai capire cosa lo è diventato per me!

Fatta quindi questa premessa è arrivato il momento di condividere con te i miei segreti per illuminare una casa buia.

CASA BUIA? INSERISCI TANTO BIANCO NELLA TUA PALETTE COLORI

Forse la strategia del colore più importante da usare, ovvero del bianco, quando si parla di case poco esposte al sole non è tanto un segreto!

Diciamo che questo piccolo trucchetto lo conoscono quasi tutti… Però non tutti lo amano e soprattutto non tutti conoscono gli innumerevoli vantaggi che porta con se’ usarlo come colore principale di una palette per arredare casa.

Quale occasione migliore per discuterne insieme se non in questo momento? Vedrai che te ne innamorerai!

IL BIANCO “ACCENDE” CASA!

Prima di tutto però vediamo come fa il bianco ad illuminare una casa buia, se sei ancora un po’ scettica.

Il bianco, essendo la somma di tutti i colori della luce, ha il magico potere di riflettere la luce. Ma non solo perchè, riflettendola la amplifica anche!

Scegliamolo quindi per pareti, mobili e complementi. Non dovrai per forza adottare uno stile total white se non ti piace, non preoccuparti!

Però se l’idea del total white non ti dispiace ricordati che è ormai considerato un evergreen e che il risultato è anche molto sofisticato.

SCEGLI IL BIANCO ANCHE PER PICCOLI SPAZI, NON SOLO PER UNA CASA BUIA

Ambienti piccoli arredati di bianco possono apparire anche più grandi e spaziosi.

Il bianco è il migliore simbolo della modernità.

R. Meier

Ma perchè avviene questo?

Il bianco riflettendo la luce e amplificandola crea come un effetto “sfumatura” su angoli, spigoli e pareti della stanza. Smussando quindi questi elementi rende più difficile la definizione dei limiti fisici di una camera.

IL BIANCO E’ IL COLORE DELL’IGIENE PER ECCELLENZA

Il bianco è igienico perchè permette una pulizia più accurata. Ecco perchè è il colore per eccellenza delle sale da bagno, dei top delle cucine, di pavimenti, ma anche degli ospedali.

Il bianco infatti permette di vedere con più precisione e facilità dove di insinua lo sporco e quindi rende il gesto di pulizia più veloce e semplice. Il bianco quindi può essere una scelta capace di semplificarti anche la vita in generale!

IL BIANCO ANALIZZATO SOTTO IL PUNTO DI VISTA DELLA CROMOTERAPIA

La cromoterapia, o psicologia dei colori, è una disciplina che studia l’influenza dei colori a livello psico-fisico sull’essere umano che se ne circonda. E’ stato infatti dimostrato scientificamente che il colore abbia la capacità di influenzare le nostre emozioni, il nostro umore, nonchè il comportamento.

Secondo la cromoterapia quindi il bianco sarebbe in grado di trasmettere sensazioni legate all’ordine e alla pulizia, oltre che di pace e serenità. E’ perfetto per fare il pieno di energia e buon umore con cui affrontare la giornata!

IL BIANCO E’ ANCHE QUESTIONE DI MODA E ABBINAMENTI

Il bianco è sempre una buona idea! Se ancora non sono riuscita a convincerti ecco quindi due motivi bonus per cui scegliere il bianco.

Si tratta di un colore di tendenza per arredare i propri interni e lo resterà per sempre. Tinteggiando le pareti di casa di bianco non potrai mai fare una scelta sbagliata: gli interni bianchi sono intrinsechi nella mente dell’uomo e per questo motivo rientrano nella normalità, ma non risultano mai scontati.

Inoltre permette qualsiasi abbinamento cromatico, consentendoti di aggiungere anche note di colore piuttosto eccentriche. Ricorda però che il massimo risultato dal punto di vista della luce lo otterrai o con una casa in total white, oppure abbinando al bianco colori neutri, come il beige, il tortora, essenze del legno, il greige

In linea generale comunque ti suggerirei di non scegliere più di tre colori, o nuance, con cui comporre la tua palette cromatica!

Il bianco rende anche più semplice la definizione dello stile con cui deciderai di arredare casa: nordico, shabby chic, marinaro, scandinavo, orientale, moderno…

And last but not least, il bianco è un’ottima scelta per arredare qualsiasi stanza, dal bagno alla cucina, dal soggiorno alla camera da letto… A te la scelta!

CASA BUIA? STILE MINIMAL!

Per una casa dove scarseggia la luce naturale consiglio sempre di adottare per l’arredamento uno stile minimal.

La luce può essere riflessa dalle superfici che colpisce, oppure può essere assorbita. Con meno oggetti in giro per casa si risolve gran parte del problema della scarsità di luce. Utilizza questo accorgimento soprattutto se hai già scelto mobili di colore scuro!

Si può arredare una stanza in maniera estremamente lussuosa togliendo dei mobili, piuttosto che aggiungendone.

Francis Jourdain

LO STILE MINIMAL CHIC

Il suggerimento di togliere il più possibile non riguarda solo il numero di elementi che compone l’arredamento di casa, ma consiglio sempre di essere minimalisti anche per quanto riguarda linee e forme. Quindi no a stili come il liberty o il rococò…

No a pattern, decori ingombranti e fuori luogo o lavorazioni particolari. Nulla!

La perfezione si raggiunge non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non vi è più niente da togliere.

Antoine de Saint- Exupéry

NON SOLO UNA CASA BUIA. NATURA ED ELEMENTI NATURALI AMPLIANO LA PERCEZIONE DELLO SPAZIO

Se però un contesto del genere proprio non fa per te, ma non vuoi neanche rinunciare a sfruttare al massimo anche del più piccolo raggio di sole che entra dalle tue finestre, allora puoi arricchire l’ambiente con le piante. Si, ma di quelle specie che vivono bene anche al buio, come la calatea, la dracaena, la felce e la sansevieria…

Perchè le piante si?

Perchè gli elementi naturali danno l’illusione di aprire le mura di casa a ciò che c’è oltre, ampliandone lo spazio percepito.

Questo discorso sulla natura però non si limita solo alle piante, bensì va oltre e riguarda anche gli elementi naturali come il legno, il lino, il cotone… Ma tra poco vedremo anche come il vetro può essere nostro alleato nella ricerca di una casa più luminosa!

LO SPAZIO E’ UN ELEMENTO CHIAVE

Sai cosa diventa protagonista in un ambiente in cui c’è poco? La luce e lo spazio. Si hai capito bene! Nel momento in cui ci saranno pochi oggetti capaci di attrarre la tua attenzione, riuscirai a dare maggior valore alla luce naturale che entrerà nella tua casa.

Sarà anche solo una questione di spostare il proprio punto di vista eppure funziona e ogni volta i miei clienti ringraziano.

Affinchè ciò funzioni per davvero però ricorda di arredare facendo in modo che lo spazio vuoto predomini su quello pieno.

I VANTAGGI DELLO STILE MINIMAL

Mentre i massimalisti cercano di accumulare e spendere in più beni possibili per colmare la propria vita, i minimalisti hanno avviato il processo contrario, per mezzo del quale tentano di spogliarsi del più possibile per lasciare il posto all’immateriale, ovvero valori come le esperienze o il tempo stesso…

Possiamo dire quindi che lo stile minimal chic con cui arredo le case che mi vengono commissionate possono riflettere anche un vero e proprio stile di vita, talvolta sostenuto anche da motivazioni ecologiche.

Quale motivo migliore quindi per fare proprio questo modo di arredare casa? Ah si, pensa anche a quanto ne beneficerà il portafogli!

I MATERIALI PIU’ INDICATI PER UNA CASA BUIA

Abbiamo già citato qualche materiale tra i più indicati per accendere una casa buia, come quelli naturali.

Ma le possibilità non si limitano a questi: ricorri al plexiglass, agli specchi, al vetro mattone, o al vetro stesso!

Si tratta di materiali che oltre a svolgere la loro funzione per cui viene scelto di adoperarli (scaffali, porte, tavoli…) hanno ovviamente anche il vantaggio di lasciar fluire la luce liberamente. 

E a tal proposito infatti vorrei aprire un capitolo a parte, ovvero quelle delle porte e delle divisioni fra stanze.

PORTE E ALTRI DIVISORI FRA STANZE

Una porta assolve proprio allo scopo di dividere due ambienti, creando privacy e riservatezza. Ma hai mai pensato ad una porta in vetro? Come dicevamo prima, sicuramente il vetro permetterebbe di far passare la luce da una stanza all’altra mantenendo l’intimità per cui è stata progettata.

Inoltre anche in questo caso le soluzioni possono essere davvero molteplici: decorazioni in vetro fuso colorato o sabbiature.

E che dire delle vetrate industriali dal sapore un po’ industrial, ma tanto utilizzate anche negli interni nordici tanto apprezzati!? Ultimamente vanno anche tanto di moda! In questo casa basta aggiungere semplicemente una o due tende e la privacy è subito fatta! 

Anche dal punto di vista dell’insonorizzazione il vetro è ottimo!

CASA BUIA? GIOCA CON I PUNTI LUCE PER CREARE EFFETTI SUGGESTIVI

L’ultimo trucchetto a tuo favore che ti consiglio è quello di giocare con la luce artificiale a tuo vantaggio. Non è qualcosa di scontato in quanto la luce artificiale non crea lo stesso effetto di suggestioni in una casa che gode già di una buona illuminazione, quindi perchè non sfruttarla!?

L’interior design è definito da luce e ombra, e l’illuminazione adeguata è di enorme importanza.

Albert Hadley

Faretti ad incasso, applique, piantane, lampadari, lampade da tavolo, strisce a LED… C’è solo l’imbarazzo della scelta!

Puoi anche giocare con l’intensità della luce, facendoti istallare dei dimmer che ti permettono di regolare l’intensità della luce secondo i vari momenti della giornata e le necessità di qualsiasi momento. Puoi scegliere tra luce calda, fredda, colorata… 

La luce è davvero un ottimo modo per arredare una stanza e anche se se ne parla troppo poco ha la stessa importanza di un comune arredo, come un tavolo, o un divano. 

LA CASA BUIA E’ ORA UN LONTANO RICORDO!

Siamo arrivati quindi alla fine di questo vademecum che ti aiuterà sicuramente a prenderti cura di una casa buia e a tirarne fuori tutto il potenziale. 

Come ultime due tips prima di salutarci voglio suggerirti anche di usare delle tende chiare, oppure non usarle affatto e, se la struttura architettonica in cui vivi lo permette, rifletti sulla possibilità di farti installare dei lucernai

Appendi le tende. Fanno sembrare una stanza finita. Pensa alle tende come il rossetto dell’arredamento.

Peter Dunham

Ecco, con questo è davvero tutto e i miei consigli far splendere di luce propria una casa buia si concludono qui. Se però volessi approfondire alcune delle idee che ho qui proposto potresti leggere alcuni articoli sull’argomento che ho scritto io. Eccoli qui:

Elogio al bianco

White in the City

Non dimenticare di commentare, magari scrivendomi cosa ne pensi di queste idee su come ravvivare una casa buia. Avevi già pensato a tutte queste possibilità? Conosci altri trucchetti di cui io non ho parlato? Non vedo l’ora di leggere il tuo commento, ma soprattutto condividi l’articolo sui tuoi social se pensi che possa interessare o essere d’aiuto anche ai tuoi amici e per supportare nel nostro lavoro sia me, che Francesca. Colgo l’occasione per ringraziare sia la padrona di casa di questo spazio web, sia te che mi hai letto. Grazie di cuore e a presto!

L’articolo CASA BUIA? L’ARREDO TI AIUTA! proviene da Architettura e design a Roma.

26 Gennaio 2021 / / Design Ur Life

Con la rubrica “Case su Instagram” siamo stati a casa di jenny per fare l’home tour, qualche mese fa. Al termine della rubrica, la sua casa ha vinto la lampada Artemide Dalù fornita da Lampade.it, che avevo selezionato per la casa vincitrice e più letta sul mio blog.

Lampada Artemide Dalù a casa di jenny

La lampada è sicuramente un oggetto d’arredo molto apprezzato in una casa. Arreda, crea atmosfera e illumina l’ambiente. Quindi, non poteva che essere l’oggetto perfetto come il premio per l’articolo vincente della rubrica home tour. Ho chiesto a Jenny di fotografarla nella sua casa per mostrare anche a voi la sua bellezza.

Lampada Artemide Dalù

Lampada Artemide Dalù è in stile retrò ed è ispirato allo stile tipico degli anni sessanta. Realizzata in termoplastico stampato a forma sferica, nasce da un progetto degli anni sessanta. In collaborazione con Vico Magistretti, nel 2005 il produttore di lampade Artemide decide di realizzare una riedizione di questo modello. Ma, questa versione moderna non ha perso il fascino del modello originale.

Jenny ha provato a collocare questa lampada in vari spazi della sua casa. Sul comodino vicino al letto risulta perfetta per le letture.

Lampada Artemide Dalù
Lampada Artemide Dalù

Ma va bene anche sulla postazione beauty, la trovo fantastica e la sua luce è bellissima.

Lampada Artemide Dalù

Si può creare la giusta atmosfera anche in soggiorno, con questa lampada, per i momenti di relax e per avere una luce più soffusa.

Lampada Artemide Dalù

About Artemide

Artemide è uno dei marchi d’illuminazione di design più importanti al mondo. I suoi stabilimenti, vetrerie, centri di ricerca e innovazione, oltre che le firme di prestigiosi designer di fama internazionale, costituiscono i presupposti del successo mondiale dell’azienda. Sul sito lampade.it è disponibile una vasta scelta di lampade firmate Artemide.


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L’articolo scritto in collaborazione con Lampade.it e sono presenti link affiliazione

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25 Gennaio 2021 / / Blogger Ospiti

Un nuovo combustibile per il riscaldamento domestico si è affiancato negli ultimi anni ai più classici (legna, carbone e gas), divenendo in pochissimo tempo uno tra i materiali più apprezzati dalle famiglie italiane: il Pellet. Questo perché, se confrontato con gli altri comuni combustibili fossili, ha un costo di riscaldamento molto vantaggioso grazie ai suoi elevati rendimenti termici.
Un grosso limite frena spesso al momento dell’acquisto: le stufe a pellet classiche riscaldano bene la stanza in cui sono posizionate, mentre fanno più fatica con le altre, specialmente se l’ambiente è molto grande, rischiando che il calore non sia distribuito uniformemente…
Le stufe pellet canalizzate nascono proprio per risolvere questa problematica!
Le stufe a pellet canalizzate, infatti, uniscono l’efficienza energetica ad un design moderno, accattivante e minimal: installare una stufa non significa più solamente scegliere un sistema di riscaldamento pratico ed economico, ma anche valorizzare il proprio contesto abitativo, per un benessere sia del corpo sia dello spirito. Forme, colori e materiali vanno a fondersi con l’ambiente, generando un risultato unico nel suo genere.

Cosa sono le stufe a pellet ad aria canalizzata?

Si tratta di stufe a pellet ad aria, progettate per riscaldare più stanze adiacenti a quella in cui collocata, grazie ad un sistema di conduzione del calore: con un solo prodotto, perciò, potrai riscaldare più stanze di Casa tua!

Come funziona una stufa a pellet canalizzata?

Il suo funzionamento è davvero molto semplice: rispetto alla stufa a pellet tradizionale, la stufa canalizzata è dotata di 1 oppure 2 canalizzazioni a cui vengono collegati i tubi che trasportano il calore nelle altre, stanze grazie ad un sistema di ventilazione della stufa.

Canalizzazione della stufa a pellet, come avviene?

Tecnici professionisti installano nelle pareti dell’abitazione i tubi che verranno poi collegati al sistema di ventilazione per canalizzare la stufa a pellet: in passato si utilizzavano tubi in metalli, mentre oggi si preferiscono tubi in in acciaio inox, perché hanno una maggiore resistenza alla corrosione e sono sicuri. Il sistema di ventilazione della stufa convoglierà parte del calore in questi tubi, riscaldando così anche gli ambienti adiacenti.
Stufa a pellet canalizzabile, scegli KéStufe!
KéStufe è un’Azienda Italiana specializzata nel settore delle stufe a pellet artigianali e, soprattutto, Made in Italy. Seleziona i migliori materiali sul mercato ed offre assistenza su tutto il territorio nazionale grazie alla sua esperienza ed alla professionalità del suo team. Inoltre, il loro design unico ed accattivante le rende perfette come elemento di arredo moderno per il salotto.

Se sei alla ricerca di una stufa a pellet canalizzabile di qualità artigianale e interamente prodotta in Italia, KéStufe ti propone 3 differenti modelli tra cui scegliere:

  1. KORY.
  2. KYRA.
  3. KEIRIN.

Quanto costano le stufe a pellet canalizzate KéStufe?

Il prezzo di una stufa a pellet canalizzata varia in base alle sue caratteristiche tecniche, come per esempio la sua potenza (espressa in kW), la sua autonomia, la sua efficienza energetica, etc, senza tralasciare i tubi e i collegamenti extra necessari per la canalizzazione della stufa a pellet.
Inoltre, l’Azienda dovrà fare un sopralluogo gratuito in loco per valutare nel dettaglio l’ambiente di inserimento dell’impianto e, così, evitare di formulare cifre approssimative e, soprattutto, errate.
Scegliere una stufa a pellet canalizzabile o anche solo una stufa a pellet tradizionale richiede esperienza: solamente esperti professionisti saranno capaci di fornirti le indicazioni corrette per individuare il prodotto migliore, idoneo in relazione alle dimensioni dell’abitazione e solo dopo fornirà un preventivo su misura in base alle tue reali esigenze.

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KéStufe propone tutto l’anno interessanti offerte, che puoi leggere nella Sezione “Promozione” del Sito. Proprio ora ha lanciato una NUOVA E VANTAGGIOSA OFFERTA, pensata per rendere accessibile a tutti l’acquisto di una stufa a pellet artigianale e di prima qualità, nel rispetto di ogni esigenza e di ogni desiderio. Inoltre KéStufe offre 10 anni di garanzia sulla camera di combustione + 2 anni di garanzia sul corpo stufa: questo risultato di longevità si è ottenuto grazie all’attenta scelta dei materiali e grazie alla produzione 100% Made in Italy.

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25 Gennaio 2021 / / Blog Arredamento

Lo spazio esterno della casa, molto spesso nasconde delle potenzialità che ci permettono di utilizzare il terrazzo o il giardino come un’estensione dell’ambiente vivibile della casa, in particolare nelle stagioni calde come la primavera e l’estate. Si può sviluppare in diverse conformazioni e grandezze, può essere utilizzato come ambiente conviviale dove passare del tempo con altri membri della famiglia e amici, oppure può
rimanere un semplice spazio di risulta senza svolgere funzioni
particolari.

Quando si arreda una casa, è bene riflettere su come arredare gli spazi esterni: tra i complementi d’arredo più utilizzati per troviamo gli armadi da esterno, che grazie alle loro dimensioni e strutture differenti permettono di valorizzare lo spazio e di sfruttare al massimo la
potenzialità del luogo.

Come scegliere l’armadio da esterno più adatto

Gli armadi da esterno sono maggiormente utilizzati per immagazzinare al di fuori della casa tutti gli attrezzi e gli oggetti che non è possibile tenere all’interno o su un balcone. Questi complementi di arredo sono fondamentali, perché permettono di tenere ordinato sia lo spazio esterno della casa che quello interno, senza dover sporcare ed occupare il balcone o il terrazzo con oggetti inutili e ingombranti.

Gli armadi da esterno disponibili in commercio sono molto diversi fra loro in termini di forme, funzioni e materiali. Ogni armadio è pensato per soddisfare delle specifiche esigenze dei consumatori e sono differenti rispetto agli armadi da interni.

Per acquistare l’armadio da esterno che soddisfi le proprie necessità bisogna tenere in considerazione alcuni criteri fondamentali per l’acquisto:

  • Lo spazio a disposizione e il luogo dove installare l’armadio;
  • La resistenza ai fenomeni atmosferici;
  • La funzione che l’armadio da esterno dovrà svolgere;

Tipologie di armadi da esterno

Si possono distinguere diverse tipologie di armadi da esterno, in
relazione alla funzione che questi devono svolgere. Le tipologie più diffuse sono:

  • Armadio portatutto con ripiani: classico armadio da esterno, alti all’incirca 2 metri e caratterizzati da 1 o 3 ante.
  • Armadio portascope: armadio molto alto che dispone di un unico vano contenitore in cui è possibile riporre oggetti lunghi, come le scope.
  • Armadio bassi con ripiani: tipologia di arredo molto comune che consente di tenere in ordine lo spazio esterno.
  • Armadio bassi per la raccolta differenziata: permettono di inserire buste o pattumiere in plastica e sono caratterizzate da due o tre scomparti.
  • Baule e Cassapanca.

Quali sono i materiali di un armadio da esterno

I materiali di costruzione degli armadi da esterno, nella maggior parte dei casi sono trattati per resistere ad agenti atmosferici di ogni tipo. Quelli più resistenti alle variazioni climatiche sono l’alluminio, la resina, il PVC e il legno.

Gli armadi da esterno in alluminio sono leggeri e versatili, possono essere realizzati su misura e resistono all’acqua, al vento e ai raggi UV. Il loro costo, però, è molto elevato. Gli armadi in PVC o in resina sono anch’essi leggeri, versatili e resistenti all’acqua, possono essere lavati facilmente. Al contrario dell’alluminio, però, questi possono ribaltarsi facilmente se non sono saldati molto bene alla struttura e scoloriscono subito al sole.
Gli armadi in legno o in rattan hanno una maggiore resistenza ai raggi UV, al vento e alla pioggia. Tuttavia, sono molto pesanti e anche molto costosi.