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18 Settembre 2019 / / Amerigo Milano

È sempre la stagione giusta per rinnovare le pareti di casa.

Con l’estate che ormai è un ricordo e l’autunno con i suoi meravigliosi colori alle porte è il momento adatto per rinfrescare le pareti, dando un tocco nuovo al nostro appartamento.

Non è necessario aprire un mutuo o mettere tutta la casa sottosopra: basta semplicemente rinnovare una parete (anche una per singolo locale) dando un tocco nuovo a tutta la casa, e al tempo stesso evitando quelle situazioni di delirio e di caos legate all’arrivo dell’imbianchino che con le sue latte di vernice, la scala e i teli di plastica sul pavimento è l’incubo di moglie, madri e casalinghe.

Imbiancare sì, ma quale colore scegliere? Ogni tonalità ha un suo significato, ma se volete essere di tendenza per questa stagione è importante scegliere colori decisi. Tra i più gettonati certamente le palette del blu, nelle sue varianti cromaticità che, a seconda delle sfumature, siaù adattano alla camera da letto, ma anche al bagno, con quel potere che il blu e l’azzurro hanno di rilassare e agevolare la distensione.


amerigo milano

Ma il blu può essere anche una scelta per il soggiorno, non certo con un total blu, ma optando solo per una parete, sempre scegliendo quella gradazione più adatta all’arredamento ma anche al gusto di chi vive quello spazio. Stesso discorso per il color ruggine, declinato poi nelle tonalità rame o gold che richiama le cromaticità autunnali. Ma perché non dipingere una parete di verde? Dal blu verde tendente al petrolio a quello estivo che richiama i colori dei prati, o a quello più tenue che tende all’oliva? Per gli amanti dell’etnico la scelta giusta potrebbe essere quella dei richiami alla terra con il tanto fashion color mattone che può arrivare fino a quel profondo rosso che non farà passare inosservato quell’angolo di casa. Fino a quelle tonalità orientali che rimandano alle cromie delle spezie indiane come il color senape o il color curry.


pink amerigo milano

Infine per le romantiche il 2019 propone il lilla e il rosa sempre che, la dolce metà, approvi di addormentarsi in una stanza con una parete di quel colore. De gustibus non est disputandum, dicevano gli antichi. Scelto il colore, bisogna poi affidarsi all’imbianchino a chi riesce a ridare un’anima a una parete ormai agèe.

A questo punto arrivano i dubbi: chi ingaggiare,come fare a farsi fare un preventivo da un imbianchino, che cosa richiedere all’interno di un preventivo per evitare di trovarsi poi brutte sorprese?

Ci viene in aiuto Homedeal, fornendoci non solo tariffari ma indicazioni circa gli interventi eseguiti dall’imbianchino e che non riguardano semplicemente la tinteggiatura di una parete. Perché, nella fattura, oltre al materiale (e su questo tema si apre anche la scelta fra un’ampia gamma di vernici con caratteristiche diverse) compaiono anche le voci di eventuali lavori extra (come per esempio levigatura), la disponibilità del professionista ad iniziare subito i lavori, e poi il prezzo finale se compreso oppure no di Iva. Meglio scegliere un preventivo basato sul numero di ore di lavoro, o optare per un prezzo fisso comprensivo dell’intera opera?

Dubbi, leciti, che su Homelead trovano una risposta, oltre a trovare i migliori professionisti della tua zona e ricevere preventivi gratuiti degli imbianchini che daranno nuova vita e nuovo colore alla tua casa.

Barbara Apicella 

18 Settembre 2019 / / Coffee Break

#video

Villa delle Querce si trova lungo la Via Flaminia a Roma, costruita in una zona dove il paesaggio è prevalentemente agricolo è circondata dal verde.

La forma dell’abitazione e la sua posizione nel lotto nascono dalla presenza di tre vecchie querce, a cui deve il nome. Gli alberi circondano e nascondono la casa e sono stati i punti di origine di una griglia geometrica che ha organizzato tutto il progetto, dai percorsi in giardino ai volumi della casa.

Per il nostro studio di archiettura portare a termine la villa è stato un lavoro lungo e entusiasmante ecco il video di presentazione della casa

Villa delle Querce is located along the Via Flaminia in Rome, built in an area where the landscape is predominantly agricultural and surrounded by greenery.

The shape of the house and its position in the lot arise from the presence of three old oaks, to which it owes its name. The trees surround and hide the house and were the points of origin of a geometric grid that organized the whole project, from the paths in the garden to the volumes of the house.

Completing the villa was a long and exciting job for our architectural firmhere is the presentation video of the house

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CAFElab | studio di architettura

18 Settembre 2019 / / Idee

Vi ho già detto in passato quanto
il bagno sia passato dall’essere una stanza esclusivamente di servizio a cui
non dare troppa attenzione, ad un ambiente molto importante della casa. Ai
giorni nostri le cose sono profondamente cambiate, il bagno è una stanza con
pari dignità rispetto alle altre, anzi forse sta riscuotendo maggiore interesse
anche da parte di architetti e designer che amano cimentarsi in un arredo bagno che sia elegante,
personalizzato
e sempre di tendenza.

I primi elementi a dare il carattere alla stanza sono i mobili da bagno, come quelli di Arcshop, che sanno regalare allo spazio un’atmosfera unica e ricercata. Ecco perché non si dovrà sottovalutare la scelta dei mobili così come quella del rivenditore che dovrà essere affidabile e proporre prodotti di alta qualità. L’arredo bagno che si può trovare corrisponde alle diverse esigenze e gusti personali.

I mobili dovranno essere flessibili, confortevoli e pensati per durare nel tempo, ideali per ogni tipologia di cliente. Basta quindi mobili da paret, così come il total white, oggi le tendenze cercano il colore, la flessibilità degli arredi, sistemazioni che non siano fisse.

Insomma, uno spazio da vivere come tutte le altre stanze della casa.

Nuove tendenze nell’arredo bagno

Colori fluo e arredi minimal

Pochi ma buoni, si direbbe in alcuni
casi. Per l’arredo bagno è davvero così. Gli arredi di queste stanze secondo le
nuove tendenze sono minimal e pochi, in modo da lasciare spazio alla stanza di
parlare, di raccontare di sé senza essere soffocata da oggetti, elementi,
dettagli, spesso inutili.

Anche i mobili sono essenziali, la loro funzione è quella di essere utili
certo, ma anche piacevoli, personalizzati. Tutto deve rispecchiare la
personalità e i gusti degli abitanti della casa. Certo, il carattere
minimalista sembrerebbe non riuscire a rispondere alla perfezione a questo
criterio ma non è così. L’essenzialità riesce a descrivere un ambiente e chi lo
abita.

I colori sono fluo, nelle tonalità che vanno dal rosa al giallo, dal verde all’azzurro, in una perfetta sintonia di nuance che trasmettono energia, accoglienza, unicità.

Tornano le piastrelle  

Tra i ritorni di fiamma, dopo un
periodo trascorso in qualche angolo dimenticato, c’è anche quello delle piastrelle. Le versioni sono più
sbarazzine, con forme non tradizionali.
Ci sono quelle esagonali, ci sono quelle rettangolari, ci sono quelle quadrate.
A fare tendenza, in questo caso, non è certo la piastrella in sé, ma il modo di
posizionarle. Nel 2019 le tendenze per l’arredo bagno vogliono la fuga in
vista. Questa è sì una scelta di design, ma anche pratica. Pulire le fughe non
è mai stata una delle cose più semplici, ecco perché vanno di moda in vista,
che facciano contrasto con il colore della piastrella. Contrasto che è
assolutamente voluto.

Di tendenza anche le piastrelle di colori e dimensioni diverse
tra loro per creare un ambiente dinamico e di tendenza.

L’importanza dello specchio

Lo specchio è uno degli elementi che non possono mancare in un bagno di tendenza dove niente è lasciato al caso. Potrà essere rettangolare, quadrato o tondo o meglio ancora di una forma particolare, l’importante è che non manchi e che si faccia notare perché, nella sua semplicità, conferisce il carattere deciso e personale di una stanza.   

L’articolo Mobili da bagno, colori fluo e personalizzazione: ecco le nuove tendenze dell’arredo bagno proviene da Architettura e design a Roma.

18 Settembre 2019 / / La Gatta Sul Tetto

Il giovane talento Adam Nathaniel Furman firma un progetto colorato, grafico e gioioso per Abet laminati. Tre mobili da collezione per spiriti eclettici.

Adam Nathaniel Furman abet laminati

In occasione della Milano Design Week 2019, la galleria milanese Camp Design Gallery ha presentato l’ultimo lavoro del designer Adam Nathaniel Furman.

La collezione si chiama “Tre personaggi nel secondo atto: La famiglia reale”, e segue la precedente “Quattro personaggi nel primo atto” del 2017. 

Entrambe le collezioni sono state realizzate in collaborazione con Abet Laminati.

Spiega Adam Nathaniel Furman:

“Ho voluto lavorare con Abet fin da bambino, da quando ho visto i lavori di Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass. Il mio cervello di bambino riusciva a malapena a cogliere quanto potessero essere gioiosi, piacevoli e stimolanti degli oggetti che normalmente sono irrilevanti. Più tardi nella vita, mentre studiavo architettura e design all’università, mi sono innamorato delle possibilità creative dei laminati. ….. Ecco perché sono così felice di lavorare con Abet, un’azienda che ha saputo valorizzare l’aspetto magico dei materiali che producono, e spero di poter lavorare con loro molto di più in futuro…..”.

Un progetto gioioso

Il progetto è focalizzato sul design contemporaneo ed è composto di tre pezzi, caratterizzati da una forte presenza scenica.

I tre arredi hanno nomi bizzarri e forme inusuali: due grandi armadi, Benevolente e Solidale, e una sedia, Gioioso. Ogni pezzo è caratterizzato da pattern incredibili, per complessità e ricchezza cromatica. Un’esplosione di gioia allo stato puro. Il designer ha saputo sfruttare al massimo la potenzialità espressiva del laminato e la tecnologia di stampa Abet Digital. 

Adam Nathaniel Furman abet laminati
L’armadio Benevolente

Il dialogo tra il designer e gli artigiani è stato fondamentale per dare vita ad una collezione dall’elevato contenuto tecnico. Realizzati a mano da esperti artigiani del legno e del metallo, sono curati in ogni piccolo dettaglio.

ciascuna contraddistinta da pattern incredibil-mente profondi e complessi realizzati utilizzando il laminato Abet in stampa digitale.

Adam Nathaniel Furman abet laminati
La sedia Gioioso

È proprio la forza espressiva di questo materiale che ha appassionato Adam Nathaniel Furman e che gli ha permesso di dare vita a creazioni uniche dove la forma passa in secondo piano di fronte alla potenza della decorazione.

Abet Laminati

La storica azienda di Bra, che affonda le sue origini nell’immediato dopoguerra, è leader mondiale nella produzione di pannelli decorativi stratificati. Abet vanta collaborazioni con numerosi designer, e ha contribuito al successo di movimenti artistici come Alchimia e Memphis. Solo per citare alcuni nomi, abbiamo  Alessandro Mendini, Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Gio Ponti, Achille Castiglioni, Paola Navone.

Sito: Abet Laminati

Adam Nathaniel Furman abet laminati
L’armadio Solidale

Adam Nathaniel Furman

Eclettico e poliedrico, Adam Nathaniel Furman è un designer d’eterni, architetto, scrittore e regista. Insegante alla Central St Martins University of the Arts di Londra, si occupa di ricerca nel campo dell’urbanistica e dell’architettura. Tra le numerose riconoscenze, vanta il prestigioso Premio del Regno Unito a Roma per l’Architettura nel 2014, ed è stato definito da Rowan Moore, critico di Architettura dell’Observer, una delle stelle nascenti nel campo del design.

La collaborazione tra Adam Nathaniel Furman e Abet Laminati risale al 2017.

Camp Design Gallery

Galleria indipendente con base a Milano, è specializzata in design contemporaneo da collezione. Fondata cinque anni fa da Beatrice Bianco e Valentina Lucio, vanta collaborazioni con giovani astri nascenti (o già affermati) come David Lindeberg, Elena Salmistraro, Paolo Spalluto, Veronica Todisco, Matteo Pellegrino, Ginevra Taccola, Studio La Cube.

Attraverso un fitto programma di mostre fiere ed eventi, Camp, insieme alla galleria, si occupa di scouting e guida per nuovi talenti.

Tutti gli articoli sui designer


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17 Settembre 2019 / / Charme and More

Il cocconing (dall’inglese coccon che significa bozzolo) è la tendenza a trascorrere il proprio tempo libero a casa, soprattutto durante la stagione fredda.

Casa dolce casa; l’effetto cocconing  trasforma la casa in un ambiente intimo e accogliente, una sorta di nido o di rifugio felice, dove rilassarsi e trascorrere momenti piacevoli godendo della propria privacy o assieme agli amici.

Luci calde e soffuse, morbide coperte e cuscini, profumo di candele e momenti rilassanti da condividere o per prendersi cura di sé , sono gli ingredienti dell’arte del cocconing.

Charme and More ha selezionato su Smallable gli accessori indispensabili per trasformare un angolo di  casa o la zona living in un’ oasi di benessere.

Ph via
Ph via

 Gli elementi naturali, i colori tenui (sfumature di marrone, beige, crema), fiori secchi  e la luce delle candele creano un’ atmosfera rilassante.

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Un morbido tappeto in lana di Lorena Canals, morbidi cuscini, una tazza di tè fumante e un plaid in stile hygge sono gli elementi chiave per rendere la casa un luogo di cocconing felice e rilassante.

 Plaid waffle grigio di Hay Design in cotone

 Mug in gres Esrum di Broste Copenaghen perfetta per sorseggiare una tazza di tisana alle erbe Mama Pure di GreenMa, in un pomeriggio di pioggia.

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– Candela di cera di soia e stoppino di cotone ecologico di Honest Skincare. Fragranza al fico autunnale e anice stellato.

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Cocconing è il tepore di un camino acceso, la lettura di un libro e un momento di serenità fra calde coperte in lana,  luci soffuse provenienti da lanterne e candele, soffici pouf e tappeti.

Cocconing è l’arte del star bene, del rallentare per assaporare i momenti semplici della quotidianità.

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L’articolo Cocooning; ispirazioni casa autunno-inverno. proviene da Charme and More.

17 Settembre 2019 / / VDR Home Design

Laminato o grès porcellanato: scelta ardua da fare perché non si conoscono bene le differenze tra i due materiali. La guida definitiva è qui.


I due rivestimenti del momento non potrebbero esserti più sconosciuti. 

Li vedi in ogni negozio e magari stai anche cercando di capire quale dei due faccia per te. 

Il problema vero è che la maggior parte delle volte la scelta viene fatta su principi estetici che riguardano la finitura della doga / piastrella e sul suo formato. 

Invece laminato e grés sono profondamente differenti e la scelta dovrebbe partire proprio dalle loro caratteristiche fisiche. 

In quest post ti spiego le differenze.

Cominciamo. 

laminato o grès porcellanato

Le differenze sostanziali tra laminato e grès: come sono fatti

Partiamo proprio dalle basi. Come sono fatti laminato e grès?

Il laminato è un materiale multistrato così composto:

  • carta di controbilanciatura
  • pannello di fibre di legno e resine ad alta densità
  • carta stampata che riproduce l’effetto del legno
  • pellicola protettiva (overlay)

Questi strati sono uniti tra loro tramite un processo di pressofusione. Lo strato interno del laminato (cioè la parte in fibre di legno) può essere in HDF o MDF. L’HDF viene usato per i pavimenti di alta qualità (i pannelli HDF hanno differenti gradi di resistenza). Quelli con MDF invece vengono usati per i pavimenti di bassa qualità.

Il grès invece si ottiene tramite sinterizzazione (trattamento termico che rende le polveri indistinguibili) di argille, sabbia e quarzi che vengono ridotte in polveri sottilissime (atomizzazione) e pressate tra loro.

Il grès porcellanato può essere naturale o smaltato.

Quello naturale ha aspetto marmorizzato quindi simile al marmo naturale, ma con la resistenza propria del grès. In questo tipo di grès non viene effettuata la smaltatura, quindi le colorazioni possibili sono minori.

La colorazione è in massa, cioè il colore viene aggiunto nella fase di atomizzazione: ne consegue che il colore è uno solo per tutta la piastrella (se la si taglia si vede che la piastrella è composta da un unico blocco).

E’ sempre resistente alle abrasioni ed impermeabile, ma è un po’ più delicato rispetto al formarsi di macchie. Questo perché non c’è la smaltatura che chiude i pori propri del materiale, impedendo allo sporco di entrare.

Il grès porcellanato smaltato invece, subisce il processo di smaltatura che rende possibili infiniti numeri di colori e decori. Se tagliassimo la piastrella in verticale potremmo distinguere due parti: il supporto, che dà la resistenza alla piastrella e lo smalto, che dà l’aspetto estetico ed è lo strato che si usura.

Monocottura o bicottura?

Un ultima distinzione riguarda il modo in cui il gres viene cotto.

Che differenza c’è tra monocottura e bicottura?

Semplice. Nel monocottura si ha una sola “infornata” sia per il supporto che per lo smalto. Nel bicottura c’è una cottura per il supporto e una per lo smalto.

Le piastrelle monocottura sono più resistenti e vanno bene anche per l’esterno; le bicottura sono più delicate e fragili e di solito vengono utilizzate solo per i rivestimenti verticali.

Laminato o grès porcellanato: resistenza all’usura e allo scivolamento

Una nota molto importante va fatta in merito alla resistenza all’usura e allo scivolamento di questi materiali.

Presta molta attenzione alle indicazioni che trovi sulle scatole di laminati e grès, per essere sicuro di scegliere in base alle tue esigenze.

Per quanto riguarda l’usura dei laminati, la normativa Europea individua 6 classi di utilizzo. Si va dalla AC1 (utilizzo domestico moderato) alla AC6 (utilizzo commerciale pesante). Le prime tre classi sono per l’ambito domestico e si dividono in utilizzo moderato / medio / pesante. Stessa cosa per le altre classi che però sono dedicate agli utilizzi commerciali.

Nel grès oltre alla resistenza all’usura si aggiungono le caratteristiche anti-sdrucciolo. Cioè la capacità della piastrella di non farti scivolare. E’ indicata con “R” sull’imballo (in relazione all’angolo di inclinazione con cui una persona fisica che cammina sul piano inclinato non è più in grado di mantenere l’equilibrio).

Per quanto riguarda la resistenza all’usura sono indicate 5 classi PEI: si va dalla I per ambienti con traffico leggero per arrivare alla V, per ambienti con traffico intenso.

Pro e contro del laminato

Veniamo alla parte spiccia del discorso, quella dove ti parlo dei pro e dei contro del laminato. Nel blog trovi altri due articoli che parlano di questo rivestimento. Li ho linkati sopra, dacci un occhio per approfondire il discorso.

Pro:

  • disponibile in svariati colori e finiture 
  • si può posare su pavimenti preesistenti
  • è compatibile con il riscaldamento a pavimento
  • per un migliore isolamento acustico è consigliabile inserire il materassino fonoassorbente al di sotto delle lastre
  • la posa di solito è flottante, quindi senza dover incollare nulla al pavimento esistente.
  • è più resistenti ai graffi e al calpestio rispetto al parquet
  • non cambia colore nel tempo
  • la pulizia e la manutenzione sono facili
  • i prezzi variano dai € 5 al mq fino ai € 30 al mq (tieni conto che dovrai ordinare un 15% di materiale in più come scarto)

Contro:

  • spessore: non si va sotto i 7 mm.
  • se scegli laminati di bassa qualità la durata nel tempo e la resistenza sono molto minori
  • può capitare che il laminato faccia rumore quando lo si calpesta, anche se è stato frapposto il materassino
  • non ha l’aspetto naturale del legno, essendo una stampa che riproduce il materiale
  • non tutti i laminati sono adatti alle zone umide
  • poco flessibile

Pro e contro del grès porcellanato 

Ed eccoci alla disquisizione circa vantaggi e svantaggi del grès. In questo modo avrai un quadro davvero completo e potrai scegliere al meglio, secondo le tue esigenze.

Pro:

  • estremamente resistente all’abrasione e all’usura
  • impermeabile
  • il grès porcellanato smaltato è resistente alle macchie causate da detergenti ed alimenti acidi (quello naturale no)
  • è disponibile in un numero pressoché infinito di colori e decori (sempre quello smaltato)
  • esistono anche formati extralarge che permettono la posa con fughe ridotte al minimo
  • i prezzi sono più economici rispetto al legno ad esempio. Si va dai € 10 al mq fino ai € 40 al mq

Contro:

  • presenza seppur minima di fughe
  • non ha il calore di materiali come il legno
  • nei grès di bassa qualità la riproduzione di materiali come pietre e cemento può essere deludente
  • scarso potere di isolamento acustico

Laminato o grès porcellanato: a te la scelta 

Siamo arrivati alla fine di questo lungo ma doveroso post.

Hai finalmente le idee chiare? Sai ora qual è il materiale che va meglio per te?

Spero di averti convinto del fatto che certe scelte non possono essere solo estetiche ma devono tenere in conto fattori cruciali come la durata e la resistenza.

Se hai ancora dubbi non farti problemi: contattami e li scioglieremo senza stress.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Laminato o grès porcellanato, le differenze : la guida definitiva per la tua scelta sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

17 Settembre 2019 / / Dettagli Home Decor

Losanghe colorate, portali fluo e pois decorano gli spazi grazie ai rivestimenti murali Vescom

I wallcovering Vescom +Print, con stampa digitale custom, sono stati selezionati dallo studio di architettura Vudafieri-Saverino Partners come soluzione per esaltare il carattere e decorare con fantasia, freschezza e colore alle pareti di Spica, il ristorante di Ritu Dalmia e Viviana Varese in via Melzo 9 a Milano.

Il progetto

 “Abbiamo scelto Vescom per le ampie possibilità di personalizzazione che l’azienda era in grado di offrire, oltre che per lelevata qualità dei suoi prodotti dichiarano gli architetti Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino.

La sfida era di creare un luogo che rispecchiasse lo spirito delle due socie, viaggiatrici instancabili, che volevano rappresentare le diverse culture e la ricchezza dei paesi che le hanno accolte – Sud-Est Asiatico, Subcontinente indiano, Europa e Americhe – non solo attraverso i piatti che più hanno amato, ma anche a partire dall’ambiente all’interno del quale assaporarli, per un’esperienza davvero a 360 gradi.

Milano e India sono stati i punti di partenza, per un progetto che rispetta le preesistenze mettendo insieme omaggi a Sottsass, con la sua passione per l’India, e richiami a grandi maestri della Milano degli anni 50/60 come Franco Albini.

Il risultato è uno spazio in cui entrando si respirano da subito informalità, libertà creativa e leggerezza.

I rivestimenti murali Vescom, realizzati tramite la stampa digitale su base Lay effetto seta di elementi decorativi selezionati dal committente, hanno contribuito a mettere in scena questo mix di influenze: motivi geometrici fluo con losanghe colorate o pois segnano tutto lo spazio del ristorante e scandiscono gli ambienti del cocktail bar all’ingresso, della lounge arredata con tavolini tondi e sedie e l’area della convivialità.

Vescom con Spica si conferma un partner di grande interesse quando si ricercano delle soluzioni su misura, volte ad interpretare la volontà di personalizzazione del committente e a raccontare una storia unica.

Rivestimenti murali Vescom +Print

La collezione di wallcovering Vescom +Print, con le sue 7 superfici disponibili per stampa digitale custom, è una soluzione che può fare la differenza in molti progetti, offrendo la possibilità di rendere esclusivo e speciale un ambiente e avere al tempo stesso tutta una serie di caratteristiche molto importanti in ambito contract: garanzia   di massima qualità; altissima risoluzione della stampa nelle dimensioni desiderate; semplice manutenzione; resistenza al fuoco, ai graffi e agli urti; colori a lunga durata   e resistenti alla luce. Vescom inoltre fornisce il proprio supporto durante l’intero processo, dalla selezione dell’immagine, alla valutazione della superficie e struttura più adatta, fino alla stessa installazione.

L’articolo I wallcovering Vescom+Print tra gli ingredienti del ristorante Spica proviene da Dettagli Home Decor.

17 Settembre 2019 / / Idee

Luogo di aggregazione di ogni casa è la zona pranzo dove si può cenare in famiglia o con gli amici.

Oggi desidero proporvi alcune interessanti soluzioni per questo spazio che gli inglesi chiamano living room se si tratta di una zona aperta sul salotto o dining room se è una vera e propria sala da pranzo separata.

Come sempre vi suggerisco di scegliere lo stile che più si adatta alla vostra casa e al vostro budget ponendo attenzione agli abbinamenti di colore, all’accostamento tra tessuti e materiali e agli oggetti di design che rendono unico ciascun ambiente.

Pensate ad un vaso particolare, un lampadario, una scultura vegetale, un centrotavola o qualsiasi elemento di decoro che possa rendere unico il vostro ambiente.

Eccovi numerosi esempi di zone pranzo più o meno raccolte e di diverso stile

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17 Settembre 2019 / / Architettura

Al Gorgeous George Boutique Hotel di Cape Town si danno appuntamento influssi africani e design contemporaneo. Il progetto del designer Tristan Plessis si avvale di elementi dello stile industriale e colori forti negli interni, e di quelli di architettura vittoriana negli esterni.

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balizroom-interiorblog-gorgeousgeorge-hotel-entrance.jpgA sentirlo così, potrebbe suonare come un mix azzardato. Ma sono proprio i contrasti inaspettati a rendere il Gorgeous George Boutique Hotel indimenticabile. A partire dall’entrata. La doppia porta intarsiata, non grandissima ma di impatto per i suoi decori elaborati, non lascia immaginare cosa ci aspetti al di là.

Una grande mappa di Cape Town, composta da centinaia di piastrelle dipinte a mano dall’artista Lucie de Moyencourt occupa un’intera parete della lobby, dichiarando fin da subito il carattere eclettico del Gorgeous George. Lo stile delle famose ceramiche di Delft, con disegni azzurri su sfondo bianco, è un chiaro richiamo al patrimonio olandese della città africana.

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Nella sezione dedicata all’hotel un deciso pattern floreale riveste i pavimenti dei corridoi, per poi lasciare il testimone a palette più neutrali nelle camere, ravvivate da tappeti multicolori. Il Gorgeous George Hotel offre ai suoi ospiti 20 stanze e 12 suite, al cui interno sfumature di blu e di verde, combinate con colori chiari, gridano alla contemporaneità senza dimenticare l’estetica africana. Infine, il tocco di “uncompleted” dato dalle travi in cemento a vista, completa il quadro studiato dall’interior designer Tristan Plessis.

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balizroom-interiorblog-gorgeousgeorge-hotel-suite-desk.jpgIl Gigi Rooftop Bar & Restaurant è l’alter ego estroso di Gorgeous George. Un vero salotto a cielo aperto, dove ospiti e visitatori possono godersi la golden hour, davanti a un drink personalizzato e immersi in una giungla in miniatura allestita sul tetto.balizroom-interiorblog-gorgeousgeorge-hotel-gigi-rooftop-terrace.jpg

balizroom-interiorblog-gorgeousgeorge-hotel-pool-gigi-rooftop.jpgPer chi ama la tintarella, la pedana del solarium e una spiritosa piscina outdoor rivestita a righe bianche e verdi sono una tappa obbligata. Di un incantevole verde petrolio è anche il soffitto del ristorante, in cui ritroviamo le ceramiche di Lucie de Moyencourt a decorare i tavoli, stavolta rappresentando eventi legati alla storia della città.balizroom-interiorblog-gorgeousgeorge-hotel-restaurant-tables.jpg

balizroom-interiorblog-gorgeousgeorge-hotel-restaurant-bookshelf.jpgScelte estetiche quasi irriverenti e nuove interpretazioni della tradizione africana conducono l’ospite attraverso un’esperienza di soggiorno che va oltre i canoni convenzionali.  Con il Gorgeous George Boutique Hotel, Cape Town alza senza dubbio l’asticella dell’hospitality a un nuovo livello.

 

 

 

 

17 Settembre 2019 / / Decor

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Partecipare a Homi Outdoor è stata un’esperienza fantastica e ringrazio Fiera Milano per avermi selezionata come ambassador per vivere e raccontare le nuove tendenze outdoor, sui miei canali social, soprattutto su Instagram.

Belli dentro e fuori!

La tendenza principale è quella di pensare all’ambiente esterno non come a un ambiente secondario della casa.

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Anche i balconi e i terrazzi possono essere arredati al meglio, con soluzioni che possono essere utilizzate all’esterno ma volendo anche all’interno, da quanto risultano essere belle e eleganti!

Il modo di dire “belli dentro e fuori” si adatta benissimo a questa filosofia. Non guardiamo agli ambienti Outdoor come a spazi di serie B.

Talenti Outdoor

Le proposte di Talenti Outdoor rispecchiano in pieno l’idea, tanto che questi divani potrebbero essere tranquillamente utilizzati in un salotto. La tendenza colore per Talenti sono i colori completamente caldi o completamente freddi. Quindi niente vie di mezzo!

LaFuma Mobilier

LaFuma Mobilier è un brand francese, che crea sedute colorate, pratiche e esteticamente belle.

La loro filiera di produzione punta ad avere un ciclo di vita del prodotto il più ecosostenibile possibile, con materiali riciclati e tessuti privi di elementi tossici.

Fiorirà un giardino

Anche la tavola diventa protagonista e le cene in giardino hanno diritto ad un allestimento adeguato.

Fiorirà un Giardino propone accessori per una mise en place impeccabile: molti sono in bamboo, che ha il vantaggio di essere anche biodegradabile.

Praticità e anima green

L’altro tema che accomuna la maggior parte degli espositori in fiera, è quello di arredi e accessori pratici e ecosostenibili.

Vluv

Impossibile non pensare ai pouf di Vluv, creati con palle da pilates create appositamente per loro (materiale PVC privo di Ftalati), le quali vengono ricoperte con lana merino, sottile poliestere o similpelle. Questi li rendono molto leggeri e pratici da spostare dentro e fuori!

Green-mood.it

Green-mood.it è una nuova realtà che propone piccoli terrarium che richiedono pochissima manutenzione.

Oltre ad abbellire ogni angolo di casa, sono pratici e resistenti.

La Fabbrica del Verde

Quello de La Fabbrica del Verde era un allestimento scenografico e che richiamava la vita di campagna. Ben presentava l’importanza di ricongiugersi alla natura e a una vita con meno stimoli, che vede il vantaggio di una maggiore lentezza e momenti per se stessi.

 

L’articolo Homi Outdoor – le tendenze del 2020 proviene da easyrelooking.