31 Marzo 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Per i lavori di bricolage e fai da te, è importante proteggersi da eventuali infortuni. I guanti da lavoro sono un dispositivo di protezione indispensabile.

guanti da lavoro

Proteggere le mani nello svolgimento di mansioni lavorative potenzialmente pericolose è tra i punti cardine del concetto di antinfortunistica. Sul posto di lavoro occorre infatti dotarsi dei diversi e necessari dispositivi di protezione individuale (DPI), progettati per preservare sotto ogni aspetto la salute e l’integrità degli operatori. L’uso dei guanti assume un ruolo cruciale, dal momento che gli incidenti riguardanti le mani – potenzialmente invalidanti – rappresentano una tipologia di infortunio tra le più diffuse a livello globale. Sarà compito del datore di lavoro indicare con precisione quali particolari guanti occorrano per svolgere una determinata mansione. I rischi, in generale, sono sempre diversi e per proteggersi da ciascuno di essi esistono tanti tipi di DPI (per le mani, per i piedi, per la testa e così via): sul portale di Syrio srl c’è una vetrina utile da consultare per scoprirli. I guanti professionali sono una sintesi perfetta di ricerca tecnica, design e comfort: possono tutelare le mani del lavoratore da un rischio chimico o meccanico, riescono a bloccare e impedire che penetri un fluido potenzialmente dannoso per la pelle oltre a scongiurare lacerazioni pericolose. La normativa europea precisa l’obbligo di ricorrere ai guanti per l’antinfortunistica, oltre a indicarne la composizione. Si tratta in particolare della UNI EN 420 (‘Requisiti generali per i guanti di protezione’) che spiega quali sono gli standard necessari cui attenersi al momento della progettazione di tali DPI. Ci sono anche determinati requisiti definiti minimi: pulizia, ergonomia, resistenza al passaggio dell’acqua, funzionalità e destrezza (connessa per esempio allo spessore del guanto ma anche alla specifica deformabilità). 

Le caratteristiche dei guanti da lavoro

I guanti antinfortunistici possono proteggere da rischi di tipo meccanico, per esempio ci sono quelli cosiddetti ‘anti-taglio’. I pericoli possono derivare da strappi, forature, tagli da lama e abrasioni. Poi ci sono i guanti termici, che salvaguardano le mani quando per lavoro si viene a contatto con fuoco e fonti di calore o quando vi siano possibili spruzzi di metallo fuso. Inoltre esistono anche degli speciali DPI in grado di proteggere dalle basse temperature, quando la colonnina di mercurio scende sotto i 50 gradi (durante le attività industriali o in certe situazioni climatiche), evitando così l’ipotermia. Esaminiamo anche le caratteristiche dei guanti che servono a proteggere le mani da agenti biologici oppure chimici: in tal caso fanno da barriera e bloccano il passaggio di questi ultimi. Si tratta di modelli dotati di cuciture e linee di saldatura importanti, realizzate con grande cura: niente di potenzialmente pericoloso per il corpo deve passare. Serve porre un occhio di riguardo sia per il livello di permeazione che per la potenziale velocità di degradazione del DPI stesso. Ci sono poi i guanti adatti agli elettricisti, che sono isolanti per lo svolgimento di lavori sotto tensione, così come i modelli che indossa chi maneggia seghe a catena (questi guanti hanno una particolare conformazione e sono dotati di un livello di resistenza extra). E’ dunque evidente come non vi sia una sola tipologia di guanti perfetta per lo svolgimento delle diverse mansioni: tutto dipende dal rischio specifico che il lavoratore si trova ad affrontare.

Leggi tutti gli articoli sul fai da te.

25 Marzo 2020 / / La Gatta Sul Tetto

L’ozonizzatore è un dispositivo molto utile in ambito domestico. Vediamo nello specifico che cos’è e cosa può fare per migliorare il nostro benessere.

ozonizzatore

Oggi vi presento un piccolo apparecchio che può rivelarsi molto utile per il nostro benessere: l’ozonizzatore domestico. Questo dispositivo è in grado di purificare, sanificare, igienizzare e deodorare l’aria e l’acqua di casa. I modelli più performanti sono equipaggiati per svolgere programmi specifici per la cura della casa e della persona, ma non tutti gli ozonizzatori in commercio svolgono tutte queste funzioni. Prima di entrare nel dettaglio, vediamo come funziona un ozonizzatore.

Come funziona l’ozonizzatore

Per capire come funziona un ozonizzatore e qual è la portata della sua efficacia, è importante conoscere più da vicino questa sostanza prodigiosa che è l’ozono.

L’ozono (03) è un gas le cui molecole sono formate da tre atomi di ossigeno. E’ presente naturalmente nell’ozonosfera, mentre al di fuori di essa si forma in presenza di determinate reazioni chimiche. 

Un ozonizzatore è un apparecchio che produce l’ozono a partire dall’ossigeno presente nell’aria mediante specifiche scariche elettriche.

L’ozono è un purificatore d’aria straordinario, in quanto genera un processo di ossidazione che attacca e distrugge organismi come batteri, virus, parassiti, muffe, funghi, pesticidi, e neutralizza gli odori attraverso l’ozonolisi e la decomposizione ossidativa. L’ozono ha le stesse proprietà battericide e igienizzanti anche nell’acqua.

E’ facile capire, a questo punto, che le applicazioni di un ozonizzatore sono infinite. 

Per una sanificazione della casa con ozono, efficace e sicura, è importante scegliere un apparecchio di ultima generazione, certificato CE e accompagnato da un certificati che ne attestino la sicurezza e l’efficacia. 

Come scegliere il giusto ozonizzatore domestico

Prima di acquistare un ozonizzatore, vale la pena valutare alcuni elementi con attenzione. In commercio esistono purificatori per l’aria, depuratori per l’acqua domestica, ma solo con l’ozonizzatore puoi svolgere entrambe le funzioni con un unico apparecchio. Per l’uso domestico si consiglia di scegliere un buon dispositivo che oltre alla sanicazione dell’aria con ozono funga anche da depuratore dell’acqua domestica, come, ad esempio, l’ozonizzatore Ozobox.

Utilizzare un unico elettrodomestico per sanificare sia l’aria che l’acqua domestica ha  innumerevoli vantaggi: oltre ad avere aria più sana in casa, si può depurare l’acqua del rubinetto che diventa così acqua ozonizzata, un’acqua da bere più buona e senza batteri e pesticidi, oppure da impiegare per cucinare, lavare gli alimenti, disinfettare le superfici e ogni tipo di oggetto e ancora per l’igiene personale.

I modelli più avanzati come Ozobox permettono di ozonizzare l’aria praticamente a costo zero: per funzionare infatti non ha bisogno di filtri, grazie alla tripla tecnologia ecologica di cui dispone. Inoltre, è dotato di un sistema di sicurezza di stop automatico che si attiva in caso di ingresso nella stanza. Per igienizzare l’acqua invece, usa una semplice sonda, dunque si evitano seccanti e costosi lavori di muratura per il collegamento dell’apparecchio alla rete idrica. Pensate al risparmio sull’acquisto dell’acqua in bottiglia e sui prodotti igienizzanti, senza contare la riduzione dell’impatto sull’ambiente.

Leggi tutti gli articoli sulla smart home e sui dispositivi per il benessere domestico.


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7 Febbraio 2020 / / Idee

Oggi parliamo di un piccolo gioiello tecnologico, valido alleato per la pulizia della casa: l’aspirapolvere ciclonico. Come funziona, le caratteristiche tecniche e i vantaggi rispetto ai modelli tradizionali.

pulizia della casa

L’alta tecnologia si mette ogni giorno a disposizione delle nostre necessità quotidiane. Il concetto di smart home è ormai all’orizzonte e ben presto apparecchiature sempre più sofisticate potranno dialogare tra loro grazie alle meraviglie dell’Internet of things. Già oggi siamo circondati da piccoli grandi gioielli hi-tech, compagni di vita che ci agevolano nelle nostre mille e una attività. Quello domestico è un settore ‘principe’ in questo senso, dal momento che l’innovazione da sempre strizza l’occhio al benessere. Un aspirapolvere ciclonico, ad esempio, potrà rappresentare un valido ausilio nella pulizia della casa.

Come funziona l’aspirapolvere ciclonico

Per capire come funziona bisogna iniziare analizzando alcune caratteristiche specifiche, sottolineando che questo strumento non fa uso del classico sacchetto. E’ un dettaglio non da poco, dal momento che consente un risparmio di tipo economico e permette di uscire dal tunnel della ricerca di contenitori divenuti spesso scarsamente reperibili. Occorre anche distinguere tra due tipologie essenziali di aspirapolvere, quello cosiddetto ‘multiciclonico’ (ha più coni e cattura circa il 95% della polvere) e quello ‘monociclonico’ (qui c’è un solo cono, si può arrivare fino al 75%). Quanto invece al suo funzionamento, è possibile affermare che l’aspirapolvere ciclonico riesce a separare lo sporco (in particolare la polvere) nella cassetta deputata: ciò grazie alla forza di tipo centrifugo che si produce nel contenitore stesso. Lo sporco, in pratica, viene aspirato dalla superficie di riferimento (pavimenti ma non solo) per essere poi investito dall’elica che lo separa dall’aria fino a condurlo nell’area di deposito.

Caratteristiche tecniche, confronti e vantaggi

La sensazione di avere sempre la casa pulita è un piacere personale. Sapere di poter accogliere al meglio ospiti a cena, parenti e colleghi di lavoro è il frutto di un importante lavoro di pianificazione delle varie faccende, che rende la permanenza in casa sempre piacevole anche per chi la vive ogni giorno. Il concetto di ordine e pulizia si sposa al meglio con un gioiello di alta tecnologia come l’aspirapolvere ciclonico. Ne esistono di varie marche e modelli, ciascuno calibrato per rispondere a determinate e specifiche esigenze, sempre nell’ambito della distinzione tra ‘mono’ e ‘multiciclonico’. Possono essere con o senza fili: nel primo caso si tratterà di strumenti più potenti e con una maggiore capacità, che dovranno però essere sempre attaccati alla corrente, mentre per gli altri non ci sono limiti di spazio, hanno più versatilità ma anche un serbatoio più piccolo e inoltre sono soggetti a ricarica. Un ruolo essenziale nella scelta (e nella determinazione del prezzo) è giocato dalla particolare potenza del motore. All’aumentare di quest’ultima in genere sale anche il costo, naturalmente (i motori possono raggiungere una potenza fino ai 1300 Watt). A confronto con gli aspirapolvere tradizionali, i vantaggi sono senza dubbio molti e interessanti. Mentre, come detto, i vecchi modelli sono legati all’acquisto degli appositi sacchetti (oltre a risultare più soggetti a problematiche tecniche), l’aspirapolvere ciclonico consente di mettere a segno un risparmio in questo senso e consente un minor impatto ambientale grazie al ridotto consumo di energia. Entrambi consentono di posizionare il filtro Hepa, per rispondere alle necessità di quelle persone allergiche


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31 Gennaio 2020 / / Idee

Gli scarichi di bagno e cucina, al pari dell’impianto di riscaldamento, dei muri e delle colonne portanti, sono elementi fissi che spesso limitano i progetti di rinnovamento. In alcuni casi, tuttavia, è possibile spostarli. Vediamo cosa c’è da sapere.

scarichi di bagno e cucina

Spostare gli scarichi di bagno e cucina è un’operazione complessa che in genere si cerca di evitare. Oggi è possibile ristrutturare anche senza toccare i muri o i pavimenti, come vi ho illustrato in numerosi esempi che trovate nella categoria ristrutturare. Qualora decideste di spostare il bagno e la cucina, sappiate che sarà necessario intervenire sull’involucro della vostra casa, e di conseguenza i costi aumenteranno. Tuttavia, in certi casi, i costi risultano inferiori ai benefici, e dunque vale la pena di procedere, salvo impedimenti tecnici insormontabili.

Cosa c’è da sapere sull’impianto idraulico domestico

Può sempre essere utile conoscere in linea di massima come è fatto e come funziona un impianto idraulico domestico. Così, quando avremo a che fare con l’impresa e con gli idraulici incaricati dei lavori, saremo in grado di fare domande sensate e di sollevare eventuali obiezioni.

In generale, l’impianto idraulico domestico è composto da un impianto di carico e da uno di scarico. L’acqua potabile in entrata viene prelevata dall’acquedotto e viene distribuita ai vari apparecchi sanitari e agli elettrodomestici tramite una rete di tubature verticali e orizzontali. Una parte dell’acqua in entrata viene indirizzata alla caldaia, a gas o elettrica, per la produzione di acqua calda sanitaria. 

Credit ph Bricoportale.it

L’erogazione ai vari terminali in passato si faceva con il sistema detto in derivazione, cioè con i sanitari collegati in serie alle tubature per acqua calda e fredda, che corrono sotto il massetto.

Oggi si preferisce il sistema a collettore, dal quale partono tubi flessibili che si collegano singolarmente ad ogni apparecchio. Questo sistema ha innumerevoli vantaggi: nel nostro caso, lo spostamento di un singolo terminale non comporterà interventi sugli altri, che rimangono indipendenti.

Il vostro progettista dovrà quindi verificare anche della tipologia di impianto di distribuzione dell’acqua nel nostro appartamento.

Abbiamo poi il sistema di scarico, che raccoglie le acque usate, divise in nere -provenienti dai wc- e grigie-proveniente da tutti gli altri terminali-.

Anche in questo caso, il progettista verificherà il tipo di impianto di scarico, che può essere a tubo singolo o con acque nere e grigie separate. Ogni apparecchio è collegato al tubo di scarico da un sifone, un elemento a forma di S che, essendo sempre riempito d’acqua, impedisce il passaggio dei cattivi odori.

Credit ph Bricoportale.it

Le tubature di scarico sono collegate alle colonne di scarico, che corrono verticalmente in una colonna in muratura o cemento armato, e che terminano nel cosiddetto sfiato collocato sul tetto.

Spostare gli scarichi di bagno e cucina, quando è possibile

Come dicevo, a volte i vantaggi di questa operazione superano i costi e i disagi. Per esempio, in vista di una redistribuzione più funzionale degli spazi, per creare un open space o per ricavare una stanza in più. A volte vi è l’esigenza di creare un secondo bagno o una lavanderia, sfruttando un ripostiglio inutilizzato.

Il primo passo da fare è quello di rivolgersi a un progettista, che farà un rilievo dello stato di fatto, nel quale annoterà la posizione degli scarichi e delle colonne che alloggiano le tubature. 

scarichi di bagno e cucina

L’altro dato importante che il progettista dovrà ricavare è lo spessore del solaio, che sarà determinante per stabilire la nuova posizione degli apparecchi sanitari.

Per poter scaricare l’acqua, infatti, i tubi devono correre con una pendenza di almeno 1%, il che determina che per ogni metro avremo più di 1 cm di inclinazione. Visto questo rapporto, più lo scarico è lontano dal terminale, maggiore dovrà essere lo spessore del solaio. 

Per quanto riguarda lo scarico del wc, le cose sono un po’ più complicate. Lo scarico è costituito da un bocchettone che collega il water alla colonna di scarico e che ha un diametro di almeno 70 mm. Dunque creare una tubazione di questo tipo per lunghe distanze non è praticamente possibile. Una soluzione può essere quella di mantenere il wc sulla medesima parete, così da incorporare il bocchettone nel muro o, in caso lo spessore non sia sufficiente, in una controparete in muratura o in cartongesso. Con questa soluzione avete la possibilità di annegare la cassetta nella muratura, magari formando un comodo ripiano, così da avere anche un vantaggio estetico.

scarichi di bagno e cucina

Infine, per spostare l’apparecchio sulla parete di fronte o su quelle laterali, a volte è necessario costruire un gradino per non perdere la pendenza.

Per quanto riguarda i costi, come sempre vi consiglio di contattare diverse imprese per poter comparare i preventivi. In questo caso la voce già consistente sarà quella relativa all’impianto idrico, quindi cercate di avere ben chiaro il costo orario di un idraulico.


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28 Gennaio 2020 / / Idee

La cameretta dei ragazzi, o delle ragazze, è lo spazio nel quale i nostri figli passano la maggior parte del tempo, e spesso l’arredo è pensato a misura di adulto. Oggi scopriamo degli arredi che portano fantasia e un tocco di magia nella cameretta.

cameretta dei ragazzi Circu

L’azienda che disegna e produce queste meraviglie si chiama CIRCU ed è portoghese. Si tratta di mobili lussuosi non alla portata di tutti, ma visto il grande successo avuto a Maison&Objet, è evidente che hanno catalizzato l’interesse.

Per un bambino, una camera da letto è molto più di un semplice posto per dormire. E’ uno spazio dove fare i compiti, giocare, giocare, leggere, sognare ad occhi aperti, stare con gli amici e riporre i giocattoli. Quando progettate la stanza del vostro bambino, avrete bisogno di uno spazio che serva a tutte queste funzioni.

Ma dovreste anche vedere i mobili e i complementi come li vedrebbe lui: coloratissimi, insoliti, giocosi. E non importa se non incontrano il nostro gusto, nessuna bambina e nessun bambino può rimanere indifferente ad un letto a forma di castello o di mongolfiera.

La cameretta dei ragazzi secondo CIRCU

La mission di Circu è semplice: aiutare i genitori ad apprezzare il loro bambino interiore, così da potersi connettere con l’immaginazione e le aspettative del loro bambino.

Come spiega il responsabile del reparto design, 

“la cosa più importante che deve avere la stanza di un bambino è un elemento di magia, qualcosa che stimoli davvero la loro immaginazione. Per noi CIRCU è la possibilità di essere liberi, colorati, innocenti, ingenui, divertenti ed esuberanti”.

Le camerette dei ragazzi non sono solo un luogo da arredare in modo accogliente e funzionale, ma per CIRCU assolvono anche un compito educativo.

cameretta dei ragazzi Circu

Le collezioni di Circu vanno dai mobili alle lampade, dai tappeti agli accessori. Tutti i pezzi sono realizzati a mano da abili artigiani e sono conformi alle norme europee di sicurezza.

Se vi ho incuriositi, ecco il sito: CIRCU

Leggi altri post sulle camerette 


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23 Gennaio 2020 / / Idee

Cosa c’è di più delicato del lettino di un bebè? La biancheria va scelta con cura e deve essere di qualità certificata, così da renderlo confortevole e sicuro come un nido accogliente.

biancheria lettino Dreamin’101

La biancheria per il lettino deve rispettare determinati criteri, visto che la pelle di un neonato o di un bimbo in tenera età è molto delicata. I materiali migliori per scongiurare qualsiasi irritazione alla pelle del bebè sono il cotone e il lino, confezionati rispettando elevati standard di qualità. Per le mamme che temono il freddo in inverno, sono sconsigliati la flanella a contatto con la pelle, e le coperte sintetiche, che tendono a surriscaldare il bambino.

biancheria lettino set paracolpi Dreamin’101

Per coprire in modo adeguato il pargoletto i materiali migliori sono sempre quelli naturali, che proteggono dal freddo ma lasciano traspirare la pelle. La soluzione più pratica, soprattutto in inverno, è quella del piumino d’oca, che ha anche dei vantaggi dal punto di vista del benessere fisico, come vi ho spiegato in questo post.

La biancheria giusta per ogni lettino

Quando in casa arriva un neonato bisogna preparare una culla per i primi mesi, meglio se dotata di rotelle per essere spostata facilmente. E’ indispensabile dotare la culla di un materasso, ben protetto dalle fuoriuscite di pipì da un salvamaterasso, di un cuscino e di un paracolpi.

Per quanto riguarda la copertura si può optare per un praticissimo sacco nannacome quello proposto da Dreamin’101. Realizzato in puro cotone organico certificato ed imbottito con piumino naturale d’oca, una volta aperto si trasforma in un soffice piumino, e può essere utilizzato anche per la navetta.

biancheria lettino sacco nanna Dreamin’101

Dopo i primi mesi il bebè può cominciare a dormire nel lettino che lo accompagnerà per molti anni, soprattuto se è del tipo trasformabile. Dreamin’101 ha in catalogo un set completo di biancheria e di complementi che vi aiuteranno a vestire il letto del vostro bimbo in modo da garantire il massimo confort, oltre ad essere elegante e curato nei minimi dettagli.

Il piumone da lettino, grazie alla sua misura 80×120 si adatta ad ogni tipo di lettino.  Il copripiumone con federa, realizzato in puro cotone, è disponibile nei tre eleganti colori della collezione, rosa cipria, bianco e grigio perla.

Il Set Paracolpi, composto da 6 cuscini imbottiti interamente in piuma, è disponibile anche in lino e offre 6 diversi abbinamenti di colore.

Per completare l’allestimento del lettino ecco i deliziosi cuscini Cielo a forma di stella, di luna e di nuvola, tutti nei colori coordinati della collezione.

biancheria lettino cuscini cielo Dreamin’101

Se vi ho incuriositi, ecco il link al sito e allo shop di Dreamin’101.


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21 Gennaio 2020 / / Design

E’ un progetto tutto made in Italy quello del nuovo flagship londinese del prestigioso marchio di oreficeria italiano FOPE, realizzato dall’architetto italiano Flavio Albanese e dal suo ASAstudio.

Progetto Made in Italy flagsihp

Dal punto di vista estetico, questo progetto è frutto dell’equilibrio tra il genius loci, il design italiano degli anni ’50 e le istanze del marchio.

Illuminato da due grandi vetrine, il flagship si divide in una parte anteriore, caratterizzata da un alto soffitto, e in una zona più raccolta disposta su due livelli.

Progetto Made in Italy flagsihp

Il colore dominante è decisamente il verde. La parte inferiore è dipinta con un bel punto di verde scuro, mentre il “verde FOPE”, più chiaro e tendente al menta, delimita plasticamente la zona del mezzanino, prolungandosi anche nella parte alta dello spazio anteriore.

Gli stucchi bianchi, il parquet in legno scuro posato a spina di pesce, le morbide tende in velluto si ispirano allo stile British old fashioned, mentre le citazioni anni ’50, come le sedie di Franco Albini e le iconiche poltrone Zanuso, aggiungono un tocco di contemporaneità.

I dettagli rifiniscono il progetto con tocchi di rara finezza, come l’ottone satinato, le superfici specchiate e tendaggi che riprendono la partizione cromatica della parete.

Un progetto Made in Italy di grande raffinatezza per un marchio italiano nel cuore di Londra.

Progetto Flavio Albanese e Franco Albanese ASAstudio

Flagship: Fope London

Vedi altri progetti di luoghi pubblici speciali per ispirarti.


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13 Gennaio 2020 / / Colori

Con First Light, eletto colore dell’anno da Benjamin Moore, il rosa torna in scena nella decorazione d’interni e nel design. Si tratta di una nuance romantica e delicata, accompagnata da una palette fresca e armoniosa.

Rosa First Light Benjamin Moore

Tra i colori tendenza del 2020 torna in scena il rosa. Ossessione di un’intera generazione, con il Millenial Pink il rosa ha dominato in tutti i settori, dalla moda al design, dall’architettura al cinema, fino a un paio di anni fa. Dimenticato a favore di altri colori, in realtà è sempre stato presente, magari come comprimario, in sfumature tendenti all’arancione o al violetto.

  • Rosa First Light Benjamin Moore
  • Rosa First Light Benjamin Moore

Certo il fenomeno Millenial Pink non si ripeterà facilmente, anche perché First Light è un rosa che non ambisce alle luci della ribalta: è tenero e pallido come la cipria, e forse troppo femminile per rappresentare tutti i generi. Il team di Benjamin Moore stesso lo propone come il nuovo bianco, dunque alla stregua di un neutro, adatto a tutte le situazioni.

Rosa First Light Benjamin Moore

La tavolozza degli abbinamenti è fresca e armoniosa, dominata a prima vista dai toni del blu, altro grande protagonista dell’anno. A ben vedere, sembra riproporsi l’indimenticata accoppiata Rose Quartz e Serenity proposta da Pantone nel 2016: mancanza di idee o nostalgia di un passato più rassicurante? 

Leggi —> Classic blue colore dell’anno Pantone

Per sapere come integrare il rosa nell’arredamento, vi consiglio di leggere questo post: arredare con il rosa.

Mood board Rosa First Light Benjamin Moore

Ecco le mood board con arredi e complementi che ho selezionato per voi.

mood board rosa tendenze 2020

1.Ciel de lit cameretta by WigiwamaKSL LIVING / 2. Lampada PLUS Bianca e rosa Origami di Orikomi / 3. Lampadario PH5 design Louis Poulse by Nedgis / 4.Coperta per picnic rosa antico Tolly McRae /  5. Custodia iPhone Maisons du Monde / 6. Pêle mêle magnetico Maisons du Monde  / 7. Tappeto viscosa Westwingnow / 8. Poggiapiedi Kidman rosa di VGnewtrendShop Pamono/ 10. Dinera piatti by Ikea / 11. Poltrona in velluto Germania degli anni ’60 – Shop Pamono / 12. Comodino cameretta Collezione Cloud by Circu Magical Furniture / 13. Tavolino o sgabello Dot rosa chiaro di Reda Amalou – Shop Pamono / 14. Cuscino velluto Maisons du Monde / 15. Cassettiera cameretta Collezione Cloud By Circu Magical Furniture / 16. Cuccia gatto Ikea / 17 Chaise longue Margot By MADE.COM


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10 Gennaio 2020 / / Architettura

La scala a chiocciola presenta numerosi vantaggi, soprattutto per chi ha problemi di spazio. La scelta del tipo di scala a chiocciola può essere difficile per via delle numerose variabili. Ecco alcuni consigli per scegliere quella giusta.

scala a chiocciola

Tra le varie tipologie di scale, la scala a chiocciola è quella più adatta per piccoli spazi, in quanto si sviluppa in verticale. Può essere utile per collegare diversi piani, dal seminterrato fino alla mansarda, con un ingombro minimo rispetto ad una scala a rampa.

Questa tipologia di scala, inoltre, può diventare l’elemento chiave attorno al quale si sviluppa il progetto; in questo caso, da semplice scala di servizio, può trasformarsi in un oggetto d’arredo capace di caratterizzare l’intero spazio.

Photo by Frédéric-Léon Ducout, Maison Créative, via elv’s.

Vediamo quali sono i criteri da considerare in vista della scelta della scala a chiocciola giusta per ogni esigenza.

Valutazione dello spazio e dell’altezza

I primi criteri da verificare sono lo spazio in cui verrà collocata la scala e l’altezza tra i piani da collegare. Progettare una scala è uno dei compiti più impegnativi e delicati nella progettazione architettonica. Per questo, il primo consiglio che posso darvi è quello di rivolgersi ad un progettista qualificato per evitare qualsiasi sorpresa.
In base alla configurazione dello spazio, il progettista stabilirà il diametro, che può arrivare fino a due metri, o 3 metri per le scale elicoidali, e il numero di gradini che comporranno la scala.
Secondo le norme UNI la scala a chiocciola rotonda non può avere un diametro inferiore a 110/120 cm e per essere comoda deve avere un’alzata pari a 17-18 cm. Un buon progettista saprà rispettare le norme ergonomiche e di sicurezza, realizzando allo stesso tempo una scala armoniosa e proporzionata all’ambiente.

Tipologie

Le scale a chiocciola possono essere di diverse tipologie e avere una forma tonda, ovale o quadrata.
La tipologia classica, che comparve già nelle torri dell’antichità, è la scala a sbalzo, con i gradini inseriti nel muro esterno, che lascia uno spazio vuoto al centro. Questa tipologia di scale era realizzata per lo più in pietra o in legno. Con l’utilizzo del ferro battuto e dell’acciaio, si diffusero le versioni moderne di scala a chiocciola. La più comune è quella che si sviluppa attorno ad un piantone centrale, cui sono fissati i gradini.

Esiste poi una particolare tipologia, risultato dell’evoluzione della scala a chiocciola: è la scala elicoidale, nella quale la struttura è sorretta da due strutture elicoidali a sviluppo verticale, una esterna e una interna. Grazie a questa caratteristica la scala elicoidale, con la sua forma sinuosa, è molto scenografica, e può arrivare fino a tre metri di diametro. Esempi celebri di scale elicoidali sono quella a doppia elica del castello di Chambord, attribuita a Leonardo da Vinci, e la scala del Borromini di Palazzo Barberini a Roma.

I materiali

Per quanto riguarda i materiali, il mio consiglio è quello di sceglierli in accordo con lo stile dell’ambiente e con l’arredo.
Conviene affidarsi a produttori d’esperienza, specializzati nella progettazione, che offrano diverse possibilità di scelta tra tipologie e materiali. A titolo di esempio, potete dare un’occhiata alle scale elicoidali o a chiocciola Rizzi, che realizza scale su misura in cemento, legno e acciaio dal design contemporaneo e accattivante.

scala a chiocciola
Scala in cemento, crediti Rizzi scale

Una scala a chiocciola per ogni stile

Come ultimo criterio da valutare nella scelta della scala a chiocciola ho lasciato lo stile. Non perché sia meno importante, ma perché riassume un po’ tutti i criteri precedenti.
Per esempio, in una casa dallo stile rustico non consiglierei mai una scala elicoidale in acciaio, ma una struttura a chiocciola in legno. In un ambiente retrò o industrial sono perfette le scale in ferro battuto o in ghisa, mentre l’acciaio, cromato o verniciato, che consente di realizzare strutture leggere, è il materiale da privilegiare in case minimaliste.

scala a chiocciola
Scala in legno e parapetto in acciaio, crediti Rizzi scale

Per ambienti moderni o classici, se le scenografiche scale elicoidali incontrano i vostri gusti, potete sbizzarrirvi con combinazioni di materiali diversi, dall’acciaio al legno, dal vetro al cemento.
In tutti i casi, è possibile giocare sui contrasti materici tra i vari elementi della scala, abbinando materiali diversi per la struttura portante, i gradini, il corrimano e il parapetto.


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8 Gennaio 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Iniziamo il 2020 con la visita di un hotel di charme. La villa che lo ospita è adagiata su una collina che domina la sponda veronese del lago di Garda. Arredato con gusto eclettico, offre molti spunti cui ispirarsi.

hotel di charme villa Collivo

Progettato dall’architetto Francesca Rapisarda, l’hotel offre una vista ineguagliabile sul lago e sulle colline circostanti. Gli interni sono decorati e arredati con gusto eclettico, soprattutto nelle parti comuni. L’intento era quello di creare un ambiente accogliente e famigliare, elegante senza essere pomposo, che rispecchiasse i gusti diversi degli ospiti. 

Le parti comuni

L’architetto ha privilegiato lo stile eclettico soprattutto nelle parti comuni. Abbiamo il salone, illuminato da ampie vetrate che danno sul verde e sulla piscina, arredato con comodi divani Chesterfield, e con pezzi di design come il tavolino Alanda ’18 disegnato da Paolo Piva per B&B, o il lampadario Vertigo di Petite Friture.

Oppure l’intimo salottino dalle pareti rosso mattone, con poltrone in pelle in stile retrò con decorazioni di gusto orientale. E poi la spaziosa sala da pranzo, dominata da un tavolo king size con piano in massello, circondato dalle sedute Comback di Kartell.

hotel di charme villa Collivo

I bellissimi bagni delle suites

Le suite sono piuttosto spartane, con arredi in acciaio nero e legno grezzo, qualche pezzo di antiquariato e pochi fronzoli.

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Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it

Sicuramente questa scelta è stata dettata dalla volontà di dare risalto al magnifico paesaggio, che cattura la vista attraverso le generose aperture.

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Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it
Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it

I bagni fanno eccezione rispetto alla sobrietà delle camere da letto. Il gusto è classico, ispirato ai bagni inglesi, con la carta da parati e la boiserie e con accenti retrò nei complementi in ottone.

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Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it

Ma l’aspetto non deve trarre in inganno: i piatti doccia, della serie Campo di Planit, sono stati realizzati su misura in Corian® Glacier White, un Solid Surface di ultima generazione. Anche i lavabi da appoggio, sempre di Planit, sono stati realizzati nello stesso materiale, e la loro forma essenziale e minimalista dialoga alla perfezione con l’involucro decorativo.

Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it

Per informazioni: hotel di charme Villa Collivo


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