13 Gennaio 2020 / / Colori

Con First Light, eletto colore dell’anno da Benjamin Moore, il rosa torna in scena nella decorazione d’interni e nel design. Si tratta di una nuance romantica e delicata, accompagnata da una palette fresca e armoniosa.

Rosa First Light Benjamin Moore

Tra i colori tendenza del 2020 torna in scena il rosa. Ossessione di un’intera generazione, con il Millenial Pink il rosa ha dominato in tutti i settori, dalla moda al design, dall’architettura al cinema, fino a un paio di anni fa. Dimenticato a favore di altri colori, in realtà è sempre stato presente, magari come comprimario, in sfumature tendenti all’arancione o al violetto.

  • Rosa First Light Benjamin Moore
  • Rosa First Light Benjamin Moore

Certo il fenomeno Millenial Pink non si ripeterà facilmente, anche perché First Light è un rosa che non ambisce alle luci della ribalta: è tenero e pallido come la cipria, e forse troppo femminile per rappresentare tutti i generi. Il team di Benjamin Moore stesso lo propone come il nuovo bianco, dunque alla stregua di un neutro, adatto a tutte le situazioni.

Rosa First Light Benjamin Moore

La tavolozza degli abbinamenti è fresca e armoniosa, dominata a prima vista dai toni del blu, altro grande protagonista dell’anno. A ben vedere, sembra riproporsi l’indimenticata accoppiata Rose Quartz e Serenity proposta da Pantone nel 2016: mancanza di idee o nostalgia di un passato più rassicurante? 

Leggi —> Classic blue colore dell’anno Pantone

Per sapere come integrare il rosa nell’arredamento, vi consiglio di leggere questo post: arredare con il rosa.

Mood board Rosa First Light Benjamin Moore

Ecco le mood board con arredi e complementi che ho selezionato per voi.

mood board rosa tendenze 2020

1.Ciel de lit cameretta by WigiwamaKSL LIVING / 2. Lampada PLUS Bianca e rosa Origami di Orikomi / 3. Lampadario PH5 design Louis Poulse by Nedgis / 4.Coperta per picnic rosa antico Tolly McRae /  5. Custodia iPhone Maisons du Monde / 6. Pêle mêle magnetico Maisons du Monde  / 7. Tappeto viscosa Westwingnow / 8. Poggiapiedi Kidman rosa di VGnewtrendShop Pamono/ 10. Dinera piatti by Ikea / 11. Poltrona in velluto Germania degli anni ’60 – Shop Pamono / 12. Comodino cameretta Collezione Cloud by Circu Magical Furniture / 13. Tavolino o sgabello Dot rosa chiaro di Reda Amalou – Shop Pamono / 14. Cuscino velluto Maisons du Monde / 15. Cassettiera cameretta Collezione Cloud By Circu Magical Furniture / 16. Cuccia gatto Ikea / 17 Chaise longue Margot By MADE.COM


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10 Gennaio 2020 / / Architettura

La scala a chiocciola presenta numerosi vantaggi, soprattutto per chi ha problemi di spazio. La scelta del tipo di scala a chiocciola può essere difficile per via delle numerose variabili. Ecco alcuni consigli per scegliere quella giusta.

scala a chiocciola

Tra le varie tipologie di scale, la scala a chiocciola è quella più adatta per piccoli spazi, in quanto si sviluppa in verticale. Può essere utile per collegare diversi piani, dal seminterrato fino alla mansarda, con un ingombro minimo rispetto ad una scala a rampa.

Questa tipologia di scala, inoltre, può diventare l’elemento chiave attorno al quale si sviluppa il progetto; in questo caso, da semplice scala di servizio, può trasformarsi in un oggetto d’arredo capace di caratterizzare l’intero spazio.

Photo by Frédéric-Léon Ducout, Maison Créative, via elv’s.

Vediamo quali sono i criteri da considerare in vista della scelta della scala a chiocciola giusta per ogni esigenza.

Valutazione dello spazio e dell’altezza

I primi criteri da verificare sono lo spazio in cui verrà collocata la scala e l’altezza tra i piani da collegare. Progettare una scala è uno dei compiti più impegnativi e delicati nella progettazione architettonica. Per questo, il primo consiglio che posso darvi è quello di rivolgersi ad un progettista qualificato per evitare qualsiasi sorpresa.
In base alla configurazione dello spazio, il progettista stabilirà il diametro, che può arrivare fino a due metri, o 3 metri per le scale elicoidali, e il numero di gradini che comporranno la scala.
Secondo le norme UNI la scala a chiocciola rotonda non può avere un diametro inferiore a 110/120 cm e per essere comoda deve avere un’alzata pari a 17-18 cm. Un buon progettista saprà rispettare le norme ergonomiche e di sicurezza, realizzando allo stesso tempo una scala armoniosa e proporzionata all’ambiente.

Tipologie

Le scale a chiocciola possono essere di diverse tipologie e avere una forma tonda, ovale o quadrata.
La tipologia classica, che comparve già nelle torri dell’antichità, è la scala a sbalzo, con i gradini inseriti nel muro esterno, che lascia uno spazio vuoto al centro. Questa tipologia di scale era realizzata per lo più in pietra o in legno. Con l’utilizzo del ferro battuto e dell’acciaio, si diffusero le versioni moderne di scala a chiocciola. La più comune è quella che si sviluppa attorno ad un piantone centrale, cui sono fissati i gradini.

Esiste poi una particolare tipologia, risultato dell’evoluzione della scala a chiocciola: è la scala elicoidale, nella quale la struttura è sorretta da due strutture elicoidali a sviluppo verticale, una esterna e una interna. Grazie a questa caratteristica la scala elicoidale, con la sua forma sinuosa, è molto scenografica, e può arrivare fino a tre metri di diametro. Esempi celebri di scale elicoidali sono quella a doppia elica del castello di Chambord, attribuita a Leonardo da Vinci, e la scala del Borromini di Palazzo Barberini a Roma.

I materiali

Per quanto riguarda i materiali, il mio consiglio è quello di sceglierli in accordo con lo stile dell’ambiente e con l’arredo.
Conviene affidarsi a produttori d’esperienza, specializzati nella progettazione, che offrano diverse possibilità di scelta tra tipologie e materiali. A titolo di esempio, potete dare un’occhiata alle scale elicoidali o a chiocciola Rizzi, che realizza scale su misura in cemento, legno e acciaio dal design contemporaneo e accattivante.

scala a chiocciola
Scala in cemento, crediti Rizzi scale

Una scala a chiocciola per ogni stile

Come ultimo criterio da valutare nella scelta della scala a chiocciola ho lasciato lo stile. Non perché sia meno importante, ma perché riassume un po’ tutti i criteri precedenti.
Per esempio, in una casa dallo stile rustico non consiglierei mai una scala elicoidale in acciaio, ma una struttura a chiocciola in legno. In un ambiente retrò o industrial sono perfette le scale in ferro battuto o in ghisa, mentre l’acciaio, cromato o verniciato, che consente di realizzare strutture leggere, è il materiale da privilegiare in case minimaliste.

scala a chiocciola
Scala in legno e parapetto in acciaio, crediti Rizzi scale

Per ambienti moderni o classici, se le scenografiche scale elicoidali incontrano i vostri gusti, potete sbizzarrirvi con combinazioni di materiali diversi, dall’acciaio al legno, dal vetro al cemento.
In tutti i casi, è possibile giocare sui contrasti materici tra i vari elementi della scala, abbinando materiali diversi per la struttura portante, i gradini, il corrimano e il parapetto.


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8 Gennaio 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Iniziamo il 2020 con la visita di un hotel di charme. La villa che lo ospita è adagiata su una collina che domina la sponda veronese del lago di Garda. Arredato con gusto eclettico, offre molti spunti cui ispirarsi.

hotel di charme villa Collivo

Progettato dall’architetto Francesca Rapisarda, l’hotel offre una vista ineguagliabile sul lago e sulle colline circostanti. Gli interni sono decorati e arredati con gusto eclettico, soprattutto nelle parti comuni. L’intento era quello di creare un ambiente accogliente e famigliare, elegante senza essere pomposo, che rispecchiasse i gusti diversi degli ospiti. 

Le parti comuni

L’architetto ha privilegiato lo stile eclettico soprattutto nelle parti comuni. Abbiamo il salone, illuminato da ampie vetrate che danno sul verde e sulla piscina, arredato con comodi divani Chesterfield, e con pezzi di design come il tavolino Alanda ’18 disegnato da Paolo Piva per B&B, o il lampadario Vertigo di Petite Friture.

Oppure l’intimo salottino dalle pareti rosso mattone, con poltrone in pelle in stile retrò con decorazioni di gusto orientale. E poi la spaziosa sala da pranzo, dominata da un tavolo king size con piano in massello, circondato dalle sedute Comback di Kartell.

hotel di charme villa Collivo

I bellissimi bagni delle suites

Le suite sono piuttosto spartane, con arredi in acciaio nero e legno grezzo, qualche pezzo di antiquariato e pochi fronzoli.

hotel di charme villa Collivo
Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it

Sicuramente questa scelta è stata dettata dalla volontà di dare risalto al magnifico paesaggio, che cattura la vista attraverso le generose aperture.

hotel di charme villa Collivo
Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it
Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it

I bagni fanno eccezione rispetto alla sobrietà delle camere da letto. Il gusto è classico, ispirato ai bagni inglesi, con la carta da parati e la boiserie e con accenti retrò nei complementi in ottone.

hotel di charme villa Collivo bagni
Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it

Ma l’aspetto non deve trarre in inganno: i piatti doccia, della serie Campo di Planit, sono stati realizzati su misura in Corian® Glacier White, un Solid Surface di ultima generazione. Anche i lavabi da appoggio, sempre di Planit, sono stati realizzati nello stesso materiale, e la loro forma essenziale e minimalista dialoga alla perfezione con l’involucro decorativo.

Foto credits: Enrico Dal Zotto – courtesy www.eclisse.it

Per informazioni: hotel di charme Villa Collivo


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21 Dicembre 2019 / / Idee

Il comodino, lungi dall’essere un mobile accessorio, è in realtà essenziale per garantire il relax in camera da letto. Ecco una piccola guida alla scelta.

Il comodino

Si dice sempre che sono i dettagli a fare la differenza e, specie per quanto riguarda il pianeta dell’arredamento di interni, questa è una verità più che assoluta. Che è perfetta per ‘raccontare’ alcuni elementi di design davvero importanti per la progettazione di un ambiente intimo e deputato al relax per eccellenza come la camera da letto. Stiamo parlando dei comodini moderni, che si distinguono per forme e materiali sempre più originali nel nome della loro principale missione: sintetizzare tutto ciò che può essere utile avere vicino per il relax serale e notturno.

Scegliere il comodino giusto

Il momento della scelta è importante, ci sono più aspetti da tenere presenti a cominciare dal fattore dello spazio a disposizione che potrà vincolare la decisione o comunque far propendere per delle caratteristiche il più possibile funzionali (quelli con più vani e cassetti potranno fare da mini-libreria oltre che da contenitore di biancheria e punto di appoggio per il caricabatterie). Sempre tenendo presente una regola aurea: tra il letto e il comodino devono esserci almeno una decina di centimetri.

Il comodino

Le proporzioni devono essere rispettate in rapporto non soltanto a forma e grandezza del letto ma anche degli altri oggetti d’arredo presenti in stanza. Dulcis in fundo, sempre in tema praticità, il comodino dovrà rispettare alcuni canoni come quello della facile pulizia (perfetti in tal senso quelli su ruote) e della maneggevolezza in eventuali spostamenti, che spianeranno la strada al modello ‘comodino-pouf’. 

La scelta dei materiali, viaggio nei dettagli di design

Il comodino è parte integrante di qualsiasi camera, dialoga con il resto dell’arredamento e, in sintesi, è un tavolino che oltre ad essere piano d’appoggio per sveglia, libri e cellulari può fare la parte del contenitore pratico e capiente. In genere è piccolo, ma senza esagerare: dovrà comunque essere in grado di sostenere una lampada. Un vero assistente personale, al quale affidiamo fino al giorno dopo i nostri occhiali, la bigiotteria e l’agenda: è sempre ‘lui’ che ci tiene la sveglia vicino all’orecchio. Capitolo a parte merita la selezione del materiale migliore, consapevoli del fatto che il diktat delle ultime tendenze in fatto di arredamento parla chiaro e punta su comodini in legno e plexiglass. I primi – che si accompagnano ad eleganti abat jour – si fanno perfetti interpreti di uno stile che può essere sia shabby chic e dunque declinato sulle tonalità più chiare del grigio e del color crema, ma anche vintage e improntato su piccoli grandi dettagli come ricami e pomelli di forte impatto scenico.

Il comodino

Quelli trasparenti, ovvero realizzati in vetro e plexiglass, sono moderni e spesso hanno la luce incorporata per offrire un punto di riferimento nella stanza da poter declinare in varie gradazioni grazie ai Led. Un modo per accompagnare al meglio la lettura oppure facilitare il sonno. Oltre a quelli di colore neutro ci sono modelli che spaziano tra le tonalità più disparate, perfetti per un’iniezione di allegria nella camera dei più piccoli.

Il comodino

Nel nome della praticità vengono ideati poi i comodini sospesi a parete, con l’obiettivo di fare da cassettiera per ottimizzare spazi ridotti e nell’ottica di ridurre la sensazione di disordine. In generale, questi possono essere sfruttati anche nell’ingresso di casa o lato divano come contenitori di libri e riviste.

Per approfondire l’argomento, ecco tutti i post sulla camera da letto.


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20 Dicembre 2019 / / Interiors

Mai le icone del design hanno trovato dimora più aristocratica. Oggi vi porto a visitare la casa di Knud Erik Hansen, che a dire il vero è un magnifico castello del XVII secolo, appartenente al patrimonio culturale danese.

Knud Erik Hansen è il direttore di terza generazione della Carl Hansen & Son, che tutti gli amanti del design conoscono perfettamente. Da 110 anni l’azienda produce arredi in stile scandinavo di altissima qualità per design, materiali e lavorazione. Alcuni pezzi disegnati da Hans J. Wegner, Arne Jacobsen, Kaare Klint and Børge Mogensen sono entrati nell’Olimpo delle icone del design.

Scopriamo gli interni di questo meraviglioso castello e come gli arredi moderni sono stati perfettamente integrati alle strutture originali.

Un castello da favola

Il castello, dimora di Knud Erik Hansen e di sua moglie Inger, appartiene al patrimonio culturale danese. Per questo i coniugi hanno dovuto rispettare alcuni requisiti in fase di ristrutturazione. Per esempio, hanno dovuto mantenere i colori originari dei muri , o utilizzare materiali specifici.

Costruito sull’isola di Funen, che diede i natali allo scrittore Hans Christian Andersen, autore della celebre Sirenetta, il castello è ammantato da un’aura storica e fiabesca.

La dimora si sviluppa su quattro piani e conta due cucine, diversi salotti e sale da pranzo, camere da letto a volontà e una mansarda da sogno.

Lo circonda un meraviglioso parco con alberi secolari cinto da un bastione. L’arredo è composto da pezzi provenienti dalla produzione dell’azienda di famiglia e da pezzi appartenenti a edizioni speciali o fuori produzione, anche di altri brand. 

Le icone del design firmate Hans J. Wegner.

La collezione di pezzi di design che arreda il castello è per la maggior parte frutto della creatività e dell’ingegno di Hans J. Wegner.

Forse l’esemplare più significativo è la CH24 Wishbone Chair, caratterizzata dalla forma a Y che diede il nome alla sedia. La troviamo naturalmente in sala da pranzo, nella versione legno naturale.

icone del design

La CH25 lounge chair si fonde perfettamente all’ambiente del salottino, accanto alla tradizionale stufa in maiolica. Una sedia che richiede 10 ore di lavoro e 400 metri di cordoncino per confezionare lo schienale e la seduta, rigorosamente a mano. 

icone del design

E poi c’è la CH07 Shell Chair, classe 1963, che all’epoca fu apprezzata per il look avanguardista, anche se la sua forma particolare non fu accettata dal grande pubblico. Reintrodotta nel 1998 da Carl Hansen & Son, nel momento in cui l’interesse per il design scandinavo si risvegliava, divenne un must per le nuove generazioni. 

icone del design

Il suo schienale curvato e la seduta alata donano a questo pezzo una straordinaria leggerezza e il confort è ai massimi livelli.

Infine, la CH445 Wing Chair, dalla caratteristica forma scultorea, con la sua scocca in legno imbottita e rivestita e le gambe in acciaio, è in realtà una confortevolissima poltrona. Anch’essa è stata concepita negli anni 60 ed è stata rimessa in produzione di recente.

icone del design

Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.carlhansen.com.

Scopri le icone del design nei miei articoli sull’argomento


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18 Dicembre 2019 / / Idee

Ristrutturare casa è uno degli eventi che causano maggiore stress, perché incide sullo svolgimento della vita quotidiana e comporta notevoli uscite di denaro.

Ristrutturare senza stress

Chi ha sperimentato una ristrutturazione sa bene di cosa sto parlando: bisogna scegliere l’impresa, selezionare materiali e arredi, gestire gli imprevisti e affrontare il temuto labirinto burocratico. E tutto questo deve avvenire in tempi molto brevi.

Oggi ristrutturare senza stress è possibile grazie a Io Ristrutturo e Arredo, un network italiano di negozi di arredo e design che propone una innovativa formula di ristrutturazione chiavi in mano.

Ristrutturare senza stress

Il concetto è molto semplice: il progetto di ristrutturazione si sviluppa a partire dalle esigenze estetico funzionali e da queste vengono declinati gli aspetti tecnici (e non viceversa). In questo modo il cliente ha la sicurezza di avere un risultato finale in linea con i suoi desideri. In caso contrario, il rischio sarebbe, ad esempio, di non avere abbastanza spazio per quel mobile tanto desiderato, o di ritrovarsi impianti posizionati in modo tale da impedire una suddivisione degli spazi così com’era stata concepita inizialmente. Il team del negozio prescelto si incarica di tutte le incombenze amministrative e della gestione dei lavori, così il cliente può concentrarsi solo sulla parte bella ed emozionale del fare casa.

Sembra un sogno, non è vero? Continuate a leggere e scoprite insieme a me le tappe necessarie per passare dal sogno alla realtà.

Scegli il tuo stile, al resto ci pensa il tuo referente

Come vi dicevo, ristrutturare senza stress, concentrandosi sullo stile e sulle nostre esigenze estetiche e funzionali, sembra un sogno. Grazie alla formula ideata dal network di Io Ristrutturo e Arredo, il nostro progetto di ristrutturazione, che sia totale o parziale, comincia proprio dalla parte più piacevole ed emozionante. 

Ristrutturare senza stress

Incominciamo con l’immaginare nuovi spazi più funzionali, uno stile che ci rappresenti, l’arredo, i colori e i materiali che preferiamo, senza preoccuparci degli aspetti tecnici ed amministrativi. Un progetto coordinato che tenga conto degli arredi, oltre che degli aspetti tecnici ed impiantistici, è la via giusta per un risultato di successo.

Ma come funziona, nella pratica, questo servizio? 

Per prima cosa iniziamo con lo scegliere uno dei negozi aderenti al network, presenti in tutta Italia. Una volta sul posto, un professionista ci accompagnerà nella prima fase del progetto, nella quale potremo consultare le Moodboard e scegliere tra 5 stili d’arredo, visitare la materioteca e toccare con mano i campioni delle finiture, scegliere gli arredi e i complementi nello showroom.

Credetemi, cominciare un progetto con le idee già chiare e con tutti gli elementi e i dettagli decisi, dalle finiture ai rubinetti, dalle tende ai radiatori, dalle scale ai mobili, è un enorme vantaggio. Si risparmiano tempo e denaro, e si è al riparo da sorprese, come per esempio l’esaurimento di un prodotto o di un materiale.

Senza contare il fatto che il nostro consulente ci guiderà nelle scelte, suggerendo le migliori soluzioni anche in base al nostro budget. Alla fine, avremo il nostro progetto completo, in un magnifico rendering 3D, che ci permetterà di vedere la nostra casa in anteprima.

Ristrutturare senza brutte sorprese

Prima di cominciare la ristrutturazione avremo già un quadro chiaro delle spese da affrontare, perché il progetto include tutti gli aspetti, compreso l’iter burocratico. Anche i tempi di consegna verranno concordati in anticipo. Una volta approvato il capitolato, il costo della ristrutturazione è definitivo: nessuna spesa imprevista in corso d’opera, preventivi che lievitano o tempi di consegna non rispettati. 

Il nostro consulente si occuperà di formare il team di professionisti di fiducia, scelti tra i fornitori certificati selezionati dal network. Non dovremo nemmeno preoccuparci di sbrogliare la matassa burocratica dei permessi e delle agevolazioni fiscali. A noi non resta che osservare la nostra nuova casa prendere forma.

La gestione del cantiere

Anche in fase di esecuzione possiamo dormire sogni tranquilli. Sarà infatti il nostro consulente, unico referente del progetto, a gestire tutti gli aspetti del cantiere. Sarà lui a coordinare i tecnici, gli artigiani, i fornitori, sorvegliando che tutto vada come previsto e che i tempi concordati vengano rispettati. Si occuperà di ricevere i materiali e di controllarli, di supervisionare il montaggio di luci e mobili.

Ristrutturare senza stress

A cantiere concluso, riceveremo tutte le certificazioni richieste per legge, insieme alle copie delle pratiche amministrative.

Il sogno si è avverato: ora non ci resta che vivere la nostra nuova casa

Scopri di più: come arredare piccoli spazi


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16 Dicembre 2019 / / Architettura

L’open space è una delle tendenze più gettonate e che ha fatto più discutere negli ultimi anni. Come suggerisce il nome stesso, l’open space non prevede la presenza dei tradizionali muri per suddividere l’ambiente: le pareti vengono eliminate e, al loro posto, vengono utilizzati divisori di altro tipo, che però non vanno a intaccare la continuità dell’abitazione. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa soluzione e quali sono i passi da fare per crearne uno? Scopriamolo insieme.

Open space

Luminosità, continuità e comfort

Uno dei vantaggi più noti dell’open space è la maggiore luminosità creata all’interno dell’abitazione: che si tratti di luce naturale o artificiale, l’assenza di pareti consente una propagazione ottimale, senza alcun ostacolo. Il fatto che non ci siano muri divisori, poi, rende gli ambienti decisamente più ampi e spaziosi, con tutte le conseguenze positive del caso; per questi motivi è particolarmente indicato per le abitazioni di dimensioni ridotte, ma in questo caso sarà necessario porre la massima attenzione all’arredamento, che dovrà avere delle linee minimaliste. L’open space, inoltre, rende “comunicanti” i vari ambienti della casa, eliminando i problemi relativi alla capienza (si pensi ai limiti di un piccolo salotto rispetto a un living ampio e aperto) e creando una piacevole sensazione di continuità.

Quando è meglio evitare l’open space?

L’open space è la soluzione ottimale per coppie o famiglie che hanno uno stile di vita simile e senza particolari esigenze di privacy. L’assenza di separazione tra gli ambienti, infatti, potrebbe essere perfetta per una coppia, ma non per una famiglia numerosa, con orari e abitudini diverse. Per questo è consigliabile evitare l’open space se si hanno figli adolescenti, che potrebbero soffrire della mancanza di privacy per motivi legati allo studio o allo svago. Un altro svantaggio è legato agli odori provenienti dalla cucina: in assenza di pareti e porte che separano un ambiente dall’altro, è inevitabile che questi si espandano in tutta l’abitazione. Tuttavia, per limitare il problema può essere utile ricorrere a degli impianti di ventilazione.

Costi e permessi: qualche suggerimento

I principali problemi da affrontare quando si vuole creare un open space sono legati all’aspetto economico e burocratico: quanto costeranno i lavori nel complesso e quali permessi sono necessari per avviarli? Tutto dipende dagli interventi desiderati: se l’abbattimento di un muro può costare relativamente poco, è sempre necessario prendere in considerazione eventuali altri interventi da effettuare per migliorare l’aspetto complessivo dell’ambiente; in quest’ultimo caso sarà bene valutare la richiesta di un prestito per ristrutturazione, per evitare che le uscite legate ai lavori pesino troppo.

Per limitare le spese può essere utile anche fare un confronto su Facile.it dei migliori prestiti personali, in modo da scegliere quello più in linea con le proprie possibilità, considerati anche gli oneri legati ai permessi da richiedere. Proprio riguardo ai permessi edilizi da richiedere, il più delle volte è sufficiente ottenere la CILA per avviare i lavori necessari, ma in alcuni casi potrebbe servire la SCIA (ad esempio se si andrà ad agire su elementi strutturali come i pilastri). Naturalmente per quest’ultimo aspetto è sempre il caso di rivolgersi a un tecnico esperto che sappia indirizzarvi e consigliarvi al meglio.


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12 Dicembre 2019 / / Decor

I fiori sono elementi indispensabili per decorare gli ambienti destinati ad eventi, danno un tocco di freschezza e colore agli interni e sono un regalo sempre gradito.

Se siete indecisi su quali fiori scegliere, potete affidarvi al loro significato. Da sempre, infatti, i fiori sono stati associati a simboli ben precisi, e utilizzati per comunicare un messaggio. In questo modo andrete a colpo sicuro nel regalare un bouquet, nell’addobbare la casa o nel scegliere i fiori per il matrimonio.

Di seguito trovate il significato dei fiori più utilizzati per comporre dei bouquet. 

Comporre il bouquet scegliendo i fiori in base al significato

  • Amarillis. Fiore maestoso che nasce da un bulbo. I colori vanno dal rosso intenso al rosa e al bianco. Bellissime le varietà dai petali screziati. Esprime eleganza unita a timidezza. 
  • Bocca di Leone. Si dice che le ragazze un tempo si ornassero il capo con  questo fiore per rifiutare un corteggiatore non gradito. Per questo il suo significato è il capriccio.
  • Calla. La calla è uno dei fiori tradizionalmente usati per i bouquet da sposa, per il suo portamento elegante. E’ molto conosciuta la calla bianca, ma oggi sono disponibili bellissime varietà dai colori accesi, fino alla Zantedeschia Schwarwalder con le spettacolari e vellutate brattee nere. Esprime sentimenti positivi come la stima.
  • Crisantemo. Il suo nome deriva dal greco e significa “fiore d’oro”. In Italia è associato al giorno dei defunti, mentre nei paesi anglosassoni e in Estremo Oriente ha un significato completamente opposto, e si utilizza in occasione di matrimoni, battesimi e compleanni.  Per fortuna questo magnifico fiore oggi è molto apprezzato e di tendenza anche da noi.
  • Dalia. E’ il fiore della gratitudine, è raffinato e dalle mille varietà e colori, dunque un passe-partout per ogni occasione.
fiori dalia
Photo credit Cinzia Corbetta
  • Garofano. Se volete comunicare amore, ammirazione e fedeltà a una persona, allora componete un bouquet di garofani rossi, bianchi e rosa.
  • Giglio. Il fiore principe dei bouquet da sposa tradizionali, il giglio comunica purezza e nobiltà d’animo. 
  • Girasole. E’ il re dell’estate, la sua forma e il suo colore ricordano un sole splendente. E’ perfetto per veicolare messaggi ottimisti, allegria, positività.
  • Iris. Se ci sono buone notizie, allora utilizzate l’iris. Oltre a essere un fiore sontuoso dalle innumerevoli sfumature, veicola un messaggio di letizia.
fiori iris
Photo credit Cinzia Corbetta
  • Narciso. Tutti noi conosciamo la storia di Narciso, il bellissimo pastore innamorato di se stesso. Ebbene, questo fiore delicato e primaverile significa vanità. Non è consigliato per i matrimoni.
  • Orchidea. Il fiore dell’armonia e dell’amore perfetto, l’orchidea è forse il più sensuale tra i fiori, grazie anche al profumo intenso. 
  • Ortensia e Papavero: li ho riuniti perché il loro significato li rende difficili da donare o da utilizzare come decorazione di un evento. L’ortensia esprime distacco, mentre il papavero la nostalgia per chi non c’è più.
  • Peonia. Uno dei fiori più belli in assoluto, la peonia è la protagonista di bouquet davvero sontuosi. Esprime la timidezza.
fiori peonia
Photo credit Cinzia Corbetta
  • Rosa. Per la rosa ci vorrebbe un articolo a parte, tante sono le varietà, i colori e i significati diversi per ognuna. Un bouquet di rose bianche, rosse, rosa e arancioni comunica nello stesso tempo amore, dolcezza, purezza e desiderio.
fiori rosa
Photo credit Cinzia Corbetta
  • Strelizia o Uccello del Paradiso. E’ un fiore inconsueto e di incredibile bellezza, ed esprime nobiltà per il suo portamento e per l’incredibile ricchezza cromatica.
Photo credit Cinzia Corbetta
  • Tulipano. E’ un fiore molto amato per la sua semplicità. In Oriente è il simbolo dell’amore perfetto, mentre in Occidente è più adatto per esprimere onestà.

Ordinare le composizioni on line

Oggi le nostre vite sono sempre più frenetiche e questo può causare inconvenienti. Per esempio, ci si dimentica di una ricorrenza, o non abbiamo pensato ai fiori freschi per il ricevimento che abbiamo organizzato. Per fortuna oggi ci sono molte aziende che offrono la possibilità di ordinare e consegnare a domicilio i fiori freschi. Selezionate un servizio di qualità che offra garanzie sulla freschezza dei fiori, varietà di scelta e cura nella confezione del bouquet. Uno di questi è floraqueen italia, specializzata nelle spedizioni in tutto il mondo e caratterizzata, oltre che dalla qualità dei fiori, da un packaging accattivante. Ogni composizione viene consegnata in una scatola dal design curato, ed è possibile aggiungere biglietti d’auguri, vasi o scatole di cioccolatini. 

Se i fiori non devono mai mancare nella tua casa, leggi come arredare con i fiori.


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11 Dicembre 2019 / / La Gatta Sul Tetto

L’immagine romantica dello spazzacamino di Disney, in Mary Poppins, è ben lontana dalla vita reale di questo umile artigiano, che ancora presta il suo servizio nelle case dove il camino è funzionante. Ovviamente quello di oggi non è più lo spazzacamino di una volta, costretto ad un lavoro, allora, estremamente pericoloso.

spazzacamini

Gli spazzacamini oggi

Oggi il vecchio “spazzafurnel” di una volta è una figura qualificata e tecnica. Fino a qualche tempo fa era un lavoro a rischio, ora non solo è tornato in auge, ma è anche semplice mettersi in contatto con un esperto. E se in passato bisognava attendere che fosse lo stesso spazzacamini a bussare alle porte per mettersi al servizio, oggi invece la ricerca può essere fatta anche via web. Affidarsi a un esperto tra l’altro è importante anche perché le incombenze di questa figura sono cresciute col passare degli anni. Lo spazzacamino di Yougenio, per citare una delle ditte specializzate reperibili online, come si legge sul sito, non si occupa solo della pulizia delle canne fumarie, ma anche del montaggio di queste e del loro risanamento. Tra l’altro molti sono gli italiani che, anche per risparmiare, stanno tornando all’utilizzo del camino, e questo non fa che aumentare la necessità di questa figura professionale.

Gli spazzacamini ricordano la loro storia ed evoluzione con un raduno annuale che da decenni si tiene a Santa Maria Maggiore, in Domodossola. Qui non mancano i racconti di chi ha vissuto il vecchio sistema, inerpicandosi dentro le canne fumarie, aiutandosi con le ginocchia e i gomiti e stando a soffocare anche per un’ora e mezza tra la fuliggine. Anche il cibo era ridotto all’indispensabile, per evitare che, ingrassando, lo spazzacamino non potesse più fare il suo lavoro, invece andavano avanti stimolati con la grappa, secondo la teoria che aiutasse a bruciare i grassi. La vita degli spazzacamini era così grama che tra chi lo ha fatto c’è chi evita ancora di raccontarlo in giro, per troppa la vergogna. 

Ieri vs oggi

Allora la pulitura veniva effettuata a mano, grattando con un ferro ricurvo la fuliggine, mentre, per la pulizia che veniva effettuata dall’esterno, si utilizzava il “riccio”, calato con una corda. Gli altri strumenti più comuni erano il brischetin (lo scopino), e la squareta, ovvero la canna con in cima il riccio. Si trattava quasi sempre di bambini, proprio per la corporatura smilza e mingherlina che consentiva loro di intrufolarsi facilmente dentro le canne. Figli della gente più povera, che ne vendeva il servizio ai ricchi per ricavare qualche soldo da destinare al cibo. I ragazzini, nella gran parte dei casi, venivano solo malamente sfruttati in cambio di un pasto caldo, e di qualche panno meno logoro, solo dopo aver dato prova che il lavoro era stato eseguito ad opera d’arte, facendo uscire fuori il braccio dalla cima della canna fumaria. 

Spazzacamino

Oggi non solo la professione dello spazzacamino è molto richiesta ma è anche importantissima e tutelata, in quanto aiuta a prevenire gli avvelenamenti da monossido di carbonio e anche eventuali incendi. Il nuovo spazzacamino ha una notevole responsabilità circa l’efficienza e la sicurezza dell’impianto che gli viene affidato, tanto che a questa figura è stata associata una apposita normativa, che disciplina le competenze e le responsabilità a cui deve sottoporsi il professionista. 

Qui puoi leggere tutti i post sull’argomento manutenzione


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9 Dicembre 2019 / / Colori

Si chiama Classic Blue ed è il colore che l’Istituto Pantone ha scelto per il 2020. Declinato in 5 palette di abbinamento con altri colori di tendenza, segna un ritorno al classico dopo i colori vivaci degli ultimi anni.

Classic Blue Pantone
credits Top Drawer

Non mi aspettavo che il blu tornasse ad essere la vedette, e a dire il vero colori come il verde e il rosa, che imperversano ormai da molti anni, continuano ad essere apprezzati dal pubblico. 

Personalmente, sono felice di questa scelta. Due anni fa ho riservato un posto importante al blu nella palette della mia casa, dipingendo tutto l’ingresso e la parete di fondo della cucina con questo colore. 

Ecco come Pantone introduce Classic Blue:

Viviamo in un tempo che richiede fiducia e fede. Pantone 19-4052 Classic Blue esprime stabilità, è una tinta blu solida e affidabile su cui possiamo sempre contare. Imbevuto di una profonda risonanza, Classic Blue è come una una base di ancoraggio. Un blu sconfinato che evoca il vasto e infinito cielo di sera, che ci incoraggia a guardare oltre l’ovvio per ampliare il nostro pensiero; sfidandoci a pensare più profondamente, ad accrescere la nostra visione e ad aprire il canale della comunicazione. 

Leatrice Eiseman

Direttore esecutivo dell’Istituto Pantone Color

Una descrizione bellissima per un colore intenso! Parole d’ordine per il 2020, dunque, fiducia, solidità, profondità, e comunicazione. Vediamo ora gli accostamenti e come integrare Classic Blue nell’arredo, anche solo con piccoli tocchi.

Come integrare Classic Blue nell’arredamento

Ci sono diversi modi per integrare Classic Blue nell’arredamento, naturalmente se questo colore è nelle vostre corde.

Classic Blue Pantone
Classic Blue Entrance Ambience
Covet House

Se avete intenzione di ristrutturare casa nei prossimi mesi, un’idea potrebbe essere quella di utilizzarlo sulle pareti. Trattandosi di un colore piuttosto scuro, va usato con attenzione: leggete questo post per farvi qualche idea in proposito.

Di seguito vi propongo una mood board con arredi e complementi che ho selezionato per voi:

Classic Blue Pantone
Vintage Indigo Throw – PETALS by  Lola & Mawu / Karlsson Mr Blue Steel Rim Wall Clock by The Design Gift Shop / Once Upon Our Time wallpaper by Mineheart / Nilson Lounge Armchair by Verzelloni / Ferm Living Plant Box by einrichten-design.de / Pluto Rug by Covet House / Set of 4 Fiskardo Coasters In Blue by Garden Trading / Grandma Blue Velvet Tassel Stool by Beaumonde / Cuscino Bizantina Kissen by H.O.C.K. / Haines Cut Out Dining Chair by Cult Furniture / Cuscino T-BIG CRYSTALSS by  TOM TAILOR / Cuscino T-RINGS by TOM TAILOR / Watson Carver Chair by MY Furniture / Outdoor Bean Bag Chair by The Design Hunter Pty Ltd / Small Pegboard by Block Design / Elona Sideboard by MADE.COM / Letto e panca Nordic BOX XL by TOM TAILOR / Julia Brendel Tribes Fabric Collection by  Julia Brendel Lee
Classic Blue Pantone
The Versailles Sacré Bleu Velvet Sofa by The French Bedroom Co
  • INCA armchair by Covet House
  • Heritage cabinet by Covet House
Classic Blue Pantone
Norsu Interiors Collection – Pastel Living room (May 15)
Quadri: Vee Speers, By Garmi, Hanna Konola, Divano: Voyager George sofa, Cuscini: ferm LIVING & Eadie Lifestyle & SIT-KA, Tavolini HUSET, Tappeto Halcyon Lake, Lampada Gubi Grashoppa.
Styled by Jacqui Moore e Julia Green si Greenhouse Interiors / photo by Lisa Cohen photography.
Classic Blue Pantone
MuralsWallpaper celebra il colore dell’anno con la Carta da parati a Effetto Cielo con Pennellate di Vernice in Classic Blue. Un effetto scenografico e materico per interni di carattere.

Gli accostamenti vincenti

Come tutti gli anni, Pantone propone una gamma di colori che si armonizzano perfettamente al colore principale, suddivisi in palette tematiche.

La prima palette è PONDER, una tavolozza di blu freddi, tra cui il Baby Blue che in questo post avevo indicato come colore di tendenza nel 2020, e Provence, magnifico. Poi ci sono il grigio Monument e le tonalità calde e rilassanti Stucco, Peach Quartz e Cornhusk, esaltano la profondità di Classic Blue. Una palette super classica, adatta anche allo stile scandinavo.

SNORKEL è una palette decisamente squillante. Accanto ai neutri e al bianco e nero, si impongono, quasi come antagonisti, Coralessence, Lime Punch e Jasmine Green. 

DESERT TWILIGHT evoca il cielo del vespro, quando lo sconfinato Classic Blue si stempera ad oriente nel nero di Night Sky, e a ponente si imbeve delle tinte luminose e scintillanti di Glitteratti, Silver-plated, Penny e Pixie. Stano accostamento con tinte metalliche e luccicanti, che forse verrà molto utilizzato nella moda.

EXOTIC TASTES ha il gusto anni ’70, con l’arancione, il verde scuro, il senape, e l’onnipresente proposta metallica glitterata. Onestamente non mi fa impazzire.

UNTRADITIONAL anche questa palette non mi entusiasma, con i colori glitterati che ancora non riesco a collocare visivamente accanto a questo blu così classico e sofisticato. Vedremo nei prossimi mesi quali saranno le tendenze per questi accostamenti inusuali.