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Piscina interrata o fuori terra? Piccola guida per decidere

Pubblicato da blog ospite in Architettura, La Gatta Sul Tetto

Che gioia! Sta iniziando la bella stagione e da qualche giorno possiamo uscire di casa senza giacca o felpa! Andiamo al mare o al lago a prendere il primo sole, ma purtroppo non sempre ci si può andare ogni giorno. 

Piscina interrata o fuori terra Piccola guida per decidere

Se hai un giardino con un po’ di spazio, ora è il momento in cui potresti iniziare a sognare una piscina interrata o fuori terra nel giardino di casa tua. Ma quale delle due è la soluzione migliore per te?

Le due soluzioni sono differenti, sia per costi, che per procedure burocratiche. Scopriamo le loro caratteristiche assieme.

Piscina interrata

La piscina interrata è un’ottima soluzione di design, ma non solo. A differenza di una piscina fuori terra, può:

  • avere diverse forme e dimensioni e deve essere incassata nel terreno. 
  • essere corredata di trampolino e di altri accessori, 
  • essere personalizzata al massimo insieme al bordo piscina: Ad esempio puoi scegliere un rivestimento in PVC color sabbia per ottenere un effetto caraibico, e puoi scegliere tra piastrelle di ogni tipo e colore, un rivestimento in pietra o un rivestimento effetto legno per il bordo piscina. 

Il materiale di costruzione può variare tra cemento, vetroresina e acciaio

Piscina interrata in cemento

La più classica e costosa è certamente quella in cemento. Si tratta di una piscina che può essere personalizzata e che può raggiungere dimensioni ragguardevoli. Il cemento dona solidità e robustezza alla struttura, ma causa una forte dispersione termica. La piscina interrata in cemento va inoltre verniciata ogni anno, quindi il costo di manutenzione è più alto.

Piscina interrata o fuori terra Piccola guida per decidere

Piscina interrata in vetroresina

Più economica, invece, la piscina interrata in vetroresina, un materiale moderno e resistente, con poche esigenze di manutenzione: Anche i monoblocchi in vetroresina consentono di interrare piscine di varie forme e dimensioni. Al loro interno, la temperatura dell’acqua si mantiene sempre costante. Queste vasche richiedono però un terreno molto stabile per durare a lungo. Inoltre, con il tempo, le piscine in vetroresina tendono a perdere brillantezza e a presentare delle crepe.

Piscina interrata in accaio

La piscina interrata in acciaio è forse la scelta migliore rispetto alle strutture precedenti. Non tutti i costruttori offrono questa soluzione che esiste solo da pochi anni. Ecco le sue caratteristiche:

  • A differenza di quello che potresti aspettarti quando senti “acciaio”, non c’è alcun limite nella scelta della forma della piscina;
  • I pannelli in acciaio, tra l’altro, hanno la stessa solidità e tenuta del cemento, con il vantaggio di non richiedere eccessive o costose manutenzioni. 
  • Dura fino a 30 anni senza dover sostituire pannelli;
  • La sua installazione è notevolmente veloce: Una volta ottenuto il permesso dal Comune e pianificato la piscina, si costruisce in massimo 3 settimane. Se vuoi sapere come fanno, c’è una guida dettagliata di i.Blue sulle piscine interrate.
Piscina interrata o fuori terra Piccola guida per decidere

Piscina fuori terra

La piscina fuori terra presenta il vantaggio di poter essere posata sul terreno senza necessità di incasso o di costosi lavori. 

Ne esistono di due tipi: rigide e morbide. Le piscine rigide sono in acciaio, legno o pvc, mentre le morbide sono gonfiabili. 

Questa piscina è ideale in caso di piccoli spazi esterni non adatti alla posa di piscine interrate. Le piscine gonfiabili sono certamente più economiche, ma poco stabili e richiedono una superficie pianeggiante e liscia. Quelle rigide, invece, sono strutturalmente più stabili e resistenti. Non hanno però la stessa resa estetica della piscina interrata. I modelli di grandi dimensioni possono persino apparire ingombranti negli spazi ridotti.

Anche nella scelta di accessori e nella personalizzazione non si è poi così liberi.

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Piscina interrata o fuori terra Piccola guida per decidere

Autorizzazioni per piscine

Una cosa che non tutti si aspettano è che sia le piscine interrate sia quelle fuori terra richiedono autorizzazioni e permessi diversi per essere installate. 

La piscina interrata è, a tutti gli effetti, una costruzione edile in grado di modificare la struttura urbanistica di un immobile. Quando viene incassata, questa piscina diviene una vera e propria “pertinenza” della casa. Per realizzare una piscina interrata, bisogna dunque chiedere la concessione edilizia o il permesso di costruire al proprio comune. Per chiarire cosa ti serve, fai quindi una telefonata al Comune e/o chiedi al costruttore di piscine scelto da te.

Un altro aspetto da verificare è se esiste un vincolo paesaggistico.

Diverso, il discorso, per le piscine fuori terra. Se di dimensioni ridotte e se rimovibili (come quelle gonfiabili), queste piscine non richiedono alcun permesso edilizio. Se invece superano certe dimensioni (fissate dai regolamenti edilizi comunali), le piscine fuori terra potrebbero aver bisogno di una comunicazione di inizio lavori


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La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

Pubblicato da blog ospite in Idee, La Gatta Sul Tetto

Per dormire bene in estate, è importante scegliere la biancheria da letto giusta. Perfetti i tessuti in fibre naturali, lavorati in trame leggere e resistenti allo stesso tempo.

La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

Finalmente la pazza primavera 2019 sta per finire. Ora che il caldo sta per arrivare, insieme alle temute notti torride, è il momento di tirare fuori dall’armadio la biancheria da letto per l’estate. Dopo un rapido controllo, mi rendo conto che alcune lenzuola sono un po’ consumate e che il look in generale è un po’ datato. Questo probabilmente accade alla maggior parte di voi. Forse il cambio di stagione è il momento giusto per rinnovare il look della camera da letto, e per scegliere la biancheria adatta per l’estate. La qualità e la tipologia del tessuto è fondamentale per un riposo confortevole, e per ogni stagione è importante selezionare fibre e lavorazioni adeguate.

I tessuti adatti per l’estate

Il cotone è indubbiamente la fibra più indicata per i mesi estivi, sia per l’abbigliamento che per la biancheria da letto. Il cotone è un tessuto naturale che fa respirare la pelle e aiuta ad assorbire il sudore; più morbido del lino, può essere più o meno leggero, a seconda della lavorazione.

Nel nostro armadio non devono quindi mancare almeno 4 parure complete in cotone leggero, in voile o percalle.

La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

Il voile di cotone è un tessuto dalla trama leggera e velata, ma resistente. Perfetto per le notti più afose, visto che risulta fresco e asciutto al contatto. Più consistente del Voile, il cotone percalle è un tessuto pregiato: liscio e setoso al contatto, dona sensazioni di leggerezza e freschezza.

Il mio consiglio è quello di acquistare biancheria da letto di qualità, morbida e leggera, e allo stesso tempo resistente ai numerosi lavaggi. In estate, infatti, per forza di cose siamo costretti a cambiare spesso le lenzuola e le federe, per via del sudore.

Vi avevo già parlato della qualità dei materiali e della lavorazione di Dramin’101, azienda italiana leader nella produzione di piumoni in piuma d’oca, ma forse non vi avevo presentato anche le parure letto. 

In catalogo potete trovare le lenzuola in leggerissimo voile di cotone, perfetto per le notti più calde, oppure in cotone percalle, da completare con le federe abbinate e il pratico lenzuolo di sotto con gli angoli.

La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

E visto che anche i colori influenzano la percezione della temperatura, vi consiglio di scegliere il bianco o colori pastello come il rosa, l’azzurro o il verde acqua.

Infine, per completare il look estivo della camera da letto, scegliete un copriletto elegante, magari abbinato ad una coperta più pesante, nel caso di improvvisi sbalzi di temperatura. Il Gran Foulard di Dreamin’101, disponibile in rosa, grigio e azzurro, si abbina perfettamente ai colori delle lenzuola: disponetelo ai piedi del letto e la vostra stanza acquisterà subito un’atmosfera elegante e raffinata.

La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

I cuscini Dreamin’101

Anche la qualità dei cuscini è importante per conciliare un sonno tranquillo. Forse vi sembrerà strano, ma per dormire bene anche con il caldo, il materiale migliore per le imbottiture è la piuma d’oca. Esattamente la stessa che si usa per imbottire i piumoni che ci tengono al caldo in inverno. Come vi avevo già spiegato in questo articolo, la piuma d’oca ha molte qualità:

  • ha una funzione termoregolatrice naturale
  • è leggera
  • ha una funzione termoisolante
  • è traspirante 
  • è efficace contro le allergie. 

I cuscini in piuma d’oca di Dreamin’101 sono soffici come una nuvola pur offrendo il giusto sostegno per testa e collo. Potete scegliere il tipo e il peso dell’imbottitura, tra il formato rettangolare o quadrato, ma non solo. Pensate che gli esperti di Dreamin’101 hanno creato guanciali con caratteristiche diverse per ogni postura.

Per chi dorme a testa in su, per esempio, c’è il cuscino Soft, imbottito con il giusto mix di soffice piumino e di piumette, che contribuiscono a dare più consistenza.

Per chi dorme invece a testa in giù, il guanciale adatto è Cloud, imbottito al 100% con piumino, quindi morbidissimo.

Infine, il cuscino Royal, che offre tutta la morbidezza del piumino d’oca e il massimo confort per tutti i tipi di postura, grazie al cuore interno imbottito di piumette.

Dreamin’101 è un brand di Minardi Piume, un’azienda con oltre cent’anni di esperienza nella produzione e nella lavorazione della piuma d’oca. L’azienda è membro di EDFA (European Down and Feather Association), che tutela gli interessi dei consumatori, ma anche degli animali. Questo assicura che nessuna piuma è prelevata da animali vivi e che la materia prima è un sottoprodotto dell’industria alimentare.

Interessante la politica sui prezzi portata avanti dall’azienda, che mira ad abbattere i costi grazie alla produzione interna e alla  distribuzione diretta attraverso lo shop on line.

Se vi ho incuriositi, ecco il link al sito e allo shop di Dreamin’101.


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Poltrona sacco: 5 modelli di design per un tocco pop in giardino

Pubblicato da blog ospite in Design, La Gatta Sul Tetto

La poltrona sacco, ovvero la seduta più informale e irriverente della storia del design, conquista gli esterni, portando un tocco pop in giardino.

poltrone sacco pop in giardino

La prima poltrona sacco fece la sua apparizione nel 1968, all’apice dell’era pop. La poltrona destrutturata e informe ideata da tre giovani designer piacque a Zanotta, che da allora non ha mai smesso di produrla. Successivamente, molti designer si sono cimentati con citazioni,  versioni e rivisitazioni di questa atipica seduta.

Oggi vi presento 5 modelli di poltrone da esterno ispirate a questa intramontabile icona, perfette per dare un tocco pop al giardino. 

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Le poltrone sacco da esterno di Arketicom

Se cercate su Google le parole “poltrona sacco” vi si apre in mondo di offerte, soprattutto di imitazioni dell’originale, tra le quali può essere difficile orientarsi. Così si rischia di scegliere in base al prezzo, dimenticando la qualità, che per un oggetto destinato all’esterno è essenziale, viste le dure prove che lo attendono.

poltrone sacco pop in giardino

Puntare sulla qualità dei materiali, su una lavorazione accurata e su una progettazione attenta al confort, alla praticità e ai dettagli, significa mettersi in casa, in questo caso in giardino, un prodotto destinato a durare nel tempo. Particolare non trascurabile, i modelli che vi presento oggi sono tutti sfoderabili, così potrete lavare il rivestimento ogni volta che volete e la vostra poltrona sacco sembrerà sempre nuova di zecca.

Con le sedute di Arketicom abbiamo già arredato un piccolo terrazzo e riempito la piscina di galleggianti, non ci resta che allestire un angolo salotto-relax in giardino. Con un tocco pop.

Dal sessantotto con amore 

Ispirarsi alle icone che hanno fatto la storia, per un designer spesso è un atto d’amore. È così che nasce 68 Sessantotto, il pouf poltrona imbottito di palline di polistirolo espanso, nella versione da esterno è rivestita con tessuto impermeabile firmato da Arketicom. Il polistirolo di alta qualità non si appiattisce ne tempo, come può capitare con alcuni prodotti che potete trovare on line, e in ogni caso l’imbottitura è contenuta in una cellula chiusa impermeabile. Divertitevi a creare il vostro salotto pop scegliendo poltrone dai colori diversi, tra le 20 nuance disponibili.

Diletta, la poltrona sacco gigante e Bermuda, il sacco triangolo

Diletta e Bermuda rappresentano l’evoluzione del classico e semplice sacco. La taglia XXL e la circonferenza più larga di Diletta garantiscono comodità e stabilità. Inoltre, è  dotata di una doppia cerniera protettiva per rabboccare o svuotare l’imbottitura senza riempire la casa di palline di polistirolo volanti.

poltrona sacco pop in giardino

Bermuda si presenta nell’inconsueta forma a triangolo e promette di inghiottire nella morbidezza chiunque ci si sieda, come il famoso triangolo che inghiottisce ogni oggetto. Pur essendo anche questa una poltrona XXL, pesa solo 6 kg, ed è rivestita con il tessuto per esterni Cheope, firmato Arketicom.

Soft Chill, il pouf sacco elegante

Elegante nella sua semplice forma cilindrica, Soft Chill é un pouf soffice e leggero, e allo stesso tempo stabile e solido. Si può usare come seduta, ma anche come poggiapiedi o piano d’appoggio. Il tessuto morbido, ultraresistente, è in fibra di manifattura italiana, come il pouf stesso, realizzato a mano. È perfetto per completare il salotto all’aperto.

poltrona sacco pop in giardino

Concludiamo con la novità di quest’anno, la poltrona sacco Gina Soft, cugina della versione rigida. Gina Soft nasce come seduta da esterno, e del classico sacco conserva la morbidezza e la leggerezza. Pensate che pesa solo 5 kg, eppure sostiene il corpo perfettamente, anche grazie alla forma ergonomica. Gina Soft è inoltre modulare, il che significa che potete creare dei divanetti da esterno super pop: basta abbinare colori come il turchese, il lime, il fucsia, ed il gioco è fatto.


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Delicata palette di blu per una casa danese

Pubblicato da blog ospite in Colori, La Gatta Sul Tetto, Stili

Questa casa danese, dipinta in una delicata palette di blu, riflette la personalità della proprietaria, che ha curato la ristrutturazione in ogni dettaglio.

Delicata palette di blu per una casa danese

Quando Sanja ha acquistato l’appartamento, situato in un quartiere nordoccidentale di Copenaghen, aveva già le idee chiare. Via la moquette marrone, il lineoleum a scacchi in cucina e gli strati di tappezzeria che ricoprivano le pareti.

Sanja aveva già individuato le potenzialità di questo appartamento di soli 70 mq. Grandi finestre, una distribuzione ottimale degli spazi e stucchi sui soffitti.

La cucina e il bagno erano le aree più problematiche, ma Sanja non si è persa d’animo e ha portato avanti il suo progetto senza fretta.

Come avrete capito, il colore preferito di Sanja è il blu. Come lei stessa racconta, ogni stanza ha una nuance diversa, perché ogni volta il colore non era della gradazione che cercava.

Il blu mi rilassa e crea un insieme armonioso. Ma per l’ingresso ho scelto il rosa, perché amo trovare la gioia e l’umorismo quando entro dalla porta.

La casa riflette la personalità di Sanja, negli oggetti trovati nei mercatini dell’usato, nei ricordi d’infanzia, nei mobili ridipinti. Una decorazione costruita nel tempo e a strati, caratterizzata dalla spontaneità. Come spiega la proprietaria, non bisogna rincorrere la perfezione: se un oggetto ci piace, poco importa se non sembra accordarsi con l’ambiente.

  • Delicata palette di blu per una casa danese
  • Delicata palette di blu per una casa danese

La libreria è semplicissima: un sistema di ripiani appoggiati su mensole riempie un’intera parete dipinta di blu. I libri, le stampe e i cimeli di famiglia disposti con apparente noncuranza creano un’ambiente accogliente e caloroso.

La parete dietro il divano è stata lasciata grezza, con i vecchi strati di tappezzeria sovrapposti, in contrasto con il muro liscio a a fianco. Una soluzione decorativa interessante, che aiuta a rendere più dinamico lo spazio.

Delicata palette di blu per una casa danese

Completano il décor del soggiorno la sedia Papillon di Hardoy, Bonet e Kurchan, che apparteneva alla madre, i poster con riproduzioni d’arte, una lampada della nonna di Sanja.

  • Delicata palette di blu per una casa danese
  • Delicata palette di blu per una casa danese

In sala da pranzo le pareti sono dipinte di un blu più tenue. Anche qui regna la semplicità: qualche poste alle pareti, un divano letto per eventuali ospiti e un tavolo rustico con sedie in legno chiaro.

La palette di blu si arricchisce del turchese, grazie al mobile rustico un po’ shabby che funge da credenza in cucina. Il portacoltelli di Alessi e il tagliere in polietilene di Hay aggiungono un tocco di design contemporaneo.

Delicata palette di blu per una casa danese

In bagno ritroviamo invece il rosa, nelle piatrelline che Sanja ha acquistato in Italia. Delizioso il lavamani in porcellana decorato a mano con motivi floreali, di fattura artigianale danese.

Delicata palette di blu per una casa danese

Scegli i colori e gli oggetti che ti rendono felice, senza pensare troppo alle mode del momento. E’ la tua personalità a rendere la tua casa unica.

Delicata palette di blu per una casa danese

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Giardino senza barriere: soluzioni innovative e consigli

Pubblicato da blog ospite in Architettura, La Gatta Sul Tetto

Un giardino senza barriere è un giardino accogliente, godibile, accessibile a tutti. Alcune soluzioni e consigli per rendere fruibile il giardino anche per chi ha una mobilità ridotta.

Giardino senza barriere: soluzioni innovative e consigli

La progettazione senza barriere architettoniche è ancora considerata una branca accessoria, dedicata solo ad utenti con ridotta capacità motoria. Spesso le strutture senza barriere sono considerate esteticamente poco attraenti, e i vincoli imposti ai progettisti sono vissuti come restrizioni alla creatività.

Mentre per alcune strutture pubbliche la rimozione delle barriere architettoniche è obbligatoria, nell’edilizia privata si è meno sensibili al tema dell’accessibilità. In realtà gli ostacoli fisici possono creare difficoltà alla mobilità di tutti, e anche in condizioni di perfetta salute, l’età avanzata può rendere disagevole e pericoloso affrontare determinate barriere, come le scale.

In linea generale, l’accessibilità dei luoghi dovrebbe essere uno dei principi cardine di una progettazione di qualità. 

Come vedremo, eliminare o ridurre le barriere architettoniche non è un’impresa impossibile, anche nel tuo giardino. 

Barriere in giardino, le soluzioni reversibili

Le scale e i dislivelli in generale rappresentano l’ostacolo più comune per l’accesso agli spazi outdoor. Passaggi stretti e tortuosi, porte e cancelli difficili da aprire, ostacoli come fioriere o arredi collocati sui punti di passaggio, un suolo irregolare e sdrucciolevole completano un quadro non proprio confortevole. 

Tra le soluzioni reversibili per superare i dislivelli ci sono le rampe, le pedane e l’ultima generazione di montascale da esterno, che non richiedono opere murarie importanti.

 

Le scalinate brevi con gradini bassi si possono superare grazie alle rampe, con o senza corrimano. Va tenuto conto che, in presenza di sedia a rotelle, una pendenza superiore all’8% non è affrontabile senza un accompagnatore. 

Per il vostro giardino, il mio consiglio è quello di adoperare le rampe in legno: sicuramente sono più eleganti di quelle in metallo e più adatte per gli esterni.

Se siete bravi con il fai da te, potete anche pensare di costruirle voi stessi, magari recuperando il legno dei pallet, come spiegato in questo simpatico video.

 

Per rendere inoffensivi cordoli, soglie di portefinestre e altri ostacoli simili a livello del suolo, si possono utilizzare delle pedane o le apposite rampe da soglia.

I sistemi di elevazione

Per scalinate più lunghe e ripide, esistono ottimi sistemi automatici di elevazione espressamente studiati per gli esterni. Questi montascale da esterno, che si tratti di servoscala a pedana o di poltroncine, devono avere determinate caratteristiche per essere montati in esterno. Innanzi tutto, l’alimentazione deve essere indipendente dall’impianto elettrico, sopratutto nel caso in cui l’apparecchio vada montato lontano dall’edificio. Assicuratevi che i materiali siano di buona qualità, trattati per resistere agli agenti atmosferici e ai raggi ultravioletti. Infine, controllate che il sistema sia sicuro e affidabile. Il mio consiglio, in questo caso, è quello di evitare il fai da te, rivolgendosi a ditte specializzate nella produzione di questi dispositivi e qualificate per un montaggio in assoluta sicurezza.

Interventi permanenti

Gli interventi permanenti riguardano principalmente gli accessi, i vialetti e la pavimentazione. Cominciando dagli accessi, oggi esistono sul mercato porte e portefinestre a soglia ribassata, che eliminano ogni soluzione di continuità tra il pavimento interno e quello esterno. Questo escamotage garantisce un transito agevole, a patto che il livello del suolo all’esterno sia complanare. Per questo dovete prevedere una piattaforma in cemento che faccia da filtro tra il giardino vero e l’interno. Una terrazza per sostare in sicurezza, che può diventare, se lo spazio lo consente, il vostro salotto all’aperto per le belle giornate di sole.

Per collegare la terrazza al giardino, oltre alle rampe in legno o metallo di cui parlavo sopra, si può ricorrere alle rampe fisse in cemento, 

 

Che aiutano ad eliminare i dislivelli in modo permanente. 

Accesso alle aree coltivate

Anche i vialetti del giardino andranno adeguati per permettere a chi ha difficoltà di movimento di godere anche degli angoli più lontani dall’edificio. La larghezza dei camminamenti deve essere di almeno un metro e mezzo, e per il suolo vanno assolutamente evitati la ghiaia, la sabbia, la pietra irregolare e le doghe in legno. 

Per le terrazze, le rampe in cemento e per i vialetti, optate per rivestimenti antiscivolo.

Utilizzate linee curve e sinuose, evitando gli angoli retti, che rendono difficile manovrare una carrozzella. Questa soluzione ha il pregio di rendere gradevole e armonioso il vostro giardino anche dal punto di vista estetico.

Nulla vieta di rendere accessibile anche il prato, se presente, a patto che il suolo sia compatto e che l’erba sia sempre ben rasata.

I giardini sono fatti per rilassarsi e godersi l’aria e il sole, ma anche per svolgere attività ricreative, come la coltivazione di erbe aromatiche, fiori, verdure. 

Giardino senza barriere soluzioni innovative e consigli

Perché non costruire delle aiuole rialzate o un orto verticale? Oltre a consentire ai nonni di accudire le piante senza doversi chinare fino a terra, questa soluzione è anche elegante e di tendenza.

In conclusione, un giardino senza barriere, se ben progettato, oltre a essere accessibile a tutti, è molto più sicuro, bello da vedere e ha più valore sul mercato immobiliare.


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Cucine: Reform lancia 3 nuovi modelli

Pubblicato da blog ospite in Design, La Gatta Sul Tetto

Il marchio danese, celebre per le rivisitazioni delle cucine Ikea, ha lanciato 3 nuovi modelli in occasione dell’ICFF di New York.

Cucine Reform lancia 3 nuovi modelli

Tre nuovi modelli per tre nuove prestigiose collaborazioni: Reform si fa in tre per allargare la gamma delle sue cucine di design.

Fatte per durare nel tempo, grazie ai materiali di alta qualità ed alla lavorazione artigianale, queste cucine mi hanno conquistata per l’attenzione ai dettagli. Elementi spesso trascurati come il taglio dei top e delle ante, le aperture, gli incastri tra elementi sono studiati nel minimo dettaglio. La funzionalità e l’estetica sono in linea con i trend più attuali, che vedono la cucina al centro della zona giorno, non più accessoria al living ma regina assoluta.

Match by Muller Van Severen

Match, come combinazione, gioco, unione tra colori e materiali, un nome che calza a pennello a questa cucina che non passa inosservata.

Il colore è l’elemento che sta alla base del lavoro della coppia di designer Fien Muller e Hannes Van Severen, con base a Gand, in Belgio. E quale materiale può esprimere meglio i colori se non la plastica? Per questa cucina è stato scelto un polietilene al alta densità e dalla texture simile alla cera, per ante e piani.

Nella cucina March, è tutto un gioco di colori e di accostamenti inconsueti. La plastica, così pop, si sposa al classico duo marmo-ottone. I sei colori delle ante possono essere combinati a piacere, mentre la superficie grezza, con le tracce della lavorazione, rende ancora più espressiva questa cucina, a metà tra il design e l’arte.

Frame by Note Design Studio

Bellezza e solidità sono gli ingredienti principali delle creazioni firmate da Note Design Studio, e la cucina Frame non fa eccezione. Più classica nelle linee e nei materiali rispetto a Match, coniuga la purezza delle linee tipicamente scandinava all’amore per la natura.

Le ante in impiallacciate in quercia europea aggiungono calore all’ambiente e sollecitano il tatto, mentre i listelli triangolari sui bordi creano una elegante cornice. Il piano in Corean è disponibile in diverse nuance, Willow, Fossil, Cacao brown et Blue diamond, mentre le ante sono in quercia scura, bianco o azzurro.

Cucine Reform lancia 3 nuovi modelli

Plate by Studio David Thulstrup

Plate è la cucina dal look classico moderno, firmata dal designer danese David Thulstrup.

Cucine Reform lancia 3 nuovi modelli

Una cucina di classe, dalle linee pure, nella quale sono i dettagli a fare la differenza. Come i profili laterali dallo spessore di soli 3 mm. O come la soluzione adottata per l’apertura, una scanalatura orizzontale lungo il bordo superiore delle ante. Ante che, a guardarle da vicino, sono costruite in modo geniale.

Cucine Reform lancia 3 nuovi modelli

Due lastre di alluminio dallo spessore di 2mm racchiudono, come in un sandwich, un pannello in mdf verniciato in nero. I bordi grezzi del pannello in mdf creano un gioco di contrasti con la superficie liscia dell’alluminio. Le ante sono disponibili in tre finiture: opaco o brillante per i colori bianco e cioccolato, oppure in alluminio spazzolato, per chi ama lo stile industrial. I piani tra cui scegliere sono due tipi di granito o l’acciaio inossidabile spazzolato.

Per saperne di più ecco il sito di Reform: www.reformcph.com


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Il costo degli affitti in Italia: tutto quello che c’è da sapere

Pubblicato da blog ospite in La Gatta Sul Tetto, News

C’è un argomento che non passa mai di moda, quando si parla di case: quello del costo degli immobili, in affitto o in vendita.

affitti in Italia infografica

Il costo degli immobili sarebbe il fattore determinante nella scelta della casa in cui vivere, prima ancora della la città in cui vivere, il tipo di appartamento e come arredarlo.

Per conoscere i dati aggiornati sul costo degli affitti in Italia, si può consultare l’infografica realizzata sul tema da Soluzioni Salvaspazio, azienda specializzata in arredamento d’interni per ogni tipo di appartamento.

La guida agli affitti delle case in Italia

È utile sapere che, nell’ultimo anno, c’è stata una piccola crescita degli affitti, nel senso che il costo è aumentato del 3,5% e la percentuale di case in affitto è del 27,7%, il dato più alto in Italia dal 2012.

Questo può essere dovuto a molteplici fattori, tuttavia l’infografica si sofferma principalmente sulle differenze che caratterizzano le città italiane, non solo fra Nord e Sud, ma anche fra grandi centri urbani e città di provincia.

Dalle statistiche, aggiornate al 2018, si evince che le 3 città dove gli affitti sono più alti sono Milano, Firenze e Roma (e fin qui non c’è nessuna sorpresa), mentre le più economiche sono Caltanissetta, Avellino e Reggio Calabria.

È stato anche calcolato il prezzo medio di un affitto: naturalmente questo dato va preso con le pinze, essendoci notevoli differenza in base alla posizione della casa, ai metri quadri, alle condizioni interne dell’appartamento e all’eventualità di affittarlo vuoto o meno (capita frequentemente di trovare immobili sul mercato completamente vuoti, da arredare a piacimento).

Il prezzo è di 808 € mensili, che variano dal minimo di 493 € a Novara ai 532 di Perugia, fino ai 1140 € di Venezia, 1220 € di Roma e 1580 € di Milano.

Se vogliamo fare un confronto più dettagliato, bisogna partire dai dati che riguardano le regioni, segnalate nell’infografica in una sorta di mappa degli affitti; in questo caso i costi sono calcolati su case di 100 mq e danno un’idea piuttosto precisa del costo di un affitto mensile. In Sicilia è possibile trovare casa da 6,12 € al mq, mentre nelle Marche si sale a 7,40 €, in Lombardia a 11,94 €, in Sardegna a 14,80 € e in Piemonte, invece, la media è più bassa, 7,56 € al mq.

Gli aumenti più elevati nell’ultimo anno si sono verificati a Siena, Verona e Catania, città in cui i proprietari di casa possono avere maggiori introiti da un affitto, mentre le flessioni più consistenti dei prezzi ci sono state a Chieti, Venezia e Sassari, in apparente controtendenza rispetto al dato regionale.

La maggior richiesta di affitti va di pari passo con una diminuzione delle case di proprietà, oggi al 72,3%, il dato più basso dal 2010, da tenere in conto poiché l’Italia è uno dei Paesi in Europa con il maggior numero di abitanti proprietari della casa in cui vive.

In conclusione, c’è fermento nel settore degli affitti di immobili, forse proprio perché le abitudini e le necessità degli italiani stanno cambiando, sebbene gradualmente.

Che sia un pretesto per cambiare il proprio stile di vita?


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Delicati accordi di colore in un appartamento milanese

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Interni, La Gatta Sul Tetto

In un appartamento milanese ristrutturato dallo studio Marcante Testa, delicati accordi di colore e un’atmosfera densa di ricordi.

Delicati accordi di colore in un appartamento milanese Marcante Testa

Oggi vi presento un appartamento milanese di circa 150mq, ristrutturato dallo studio degli architetti Andrea Marcante e Adelaide Testa. Per cominciare, La distribuzione degli spazi, tipica degli appartamenti milanesi d’epoca, è rimasta tale e quale. 

L’ingresso con i mobili vintage e Il disimpegno.

Gli architetti hanno giocato sui colori, sui materiali, e sulle inconfondibili soluzioni decorative che sono la firma dello studio.

Filo conduttore della decorazione, le fronde degli alberi che si intravvedono dalle finestre e i materiali che ricordano la casa della nonna. In particolare, i laminati, il midollino, le coperte di lino ricamato, cui si aggiungono i mobili vintage di recupero.

Delicati accordi di colore in un appartamento milanese Marcante Testa
Cucina su disegno Marcante-Testa con piano in laminato Polaris di Abet Laminati.

Gli arredi sono in gran parte disegnati su misura, come il separé in MDF laccato verde con il fondo in paglia di Vienna. 

Delicati accordi di colore in un appartamento milanese Marcante Testa

Oppure come il tavolo con il piano in laminato finto marmo, che ricorda i tavoli delle cucine anni ’60.

Delicati accordi di colore in un appartamento milanese Marcante Testa
Carta da parati Chiavi Segrete di Fornasetti per Cole&Son, sedie Hubsch, lampada Formakami di &Tradition

Sul pavimento della zona giorno, una striscia perimetrale in resina di un pallido verde menta definisce gli spazi e li collega in un filo invisibile.

Delicati accordi di colore in un appartamento milanese Marcante Testa

La carta da parati a motivi vegetali, si accorda alle fronde degli alberi del cortile, che sembrano entrare nel soggiorno. In definitiva, tra i colori è il verde a dominare, in tutte le sue gradazioni, accompagnato dall’azzurro.

Lampada a sospensione Suzie di Colonel, vestiaire con struttura metallica su disegno Marcante-Testa, carta da parati Svenskt Tenn, lampada da tavolo Cement di Servomuto , coffee table Fontana Arte

Passato e presente dialogano tra loro in perfetto equilibrio, in un interno elegante, leggero e giocoso allo stesso tempo.

Mobile e armadio su disegno Marcante-Testa, lavabo Ceramica Globo, rubinetteria Bellosta serie Life, rivestimento e pavimento in  resina by Rezina

Scopri le altre bellissime case della rubrica House Tour


Ph Carla Ripamonti /Progetto Studio Marcante Testa /Source: Milk Decoration


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Back to colors, il mood 2019 di Scab Design

Pubblicato da blog ospite in Design, La Gatta Sul Tetto

Scab Design, azienda fiore all’occhiello del Made in Italy, ha celebrato il ritorno al colore, con le nuove collezioni presentate alla MDW.

Back to colors, il mood 2019 di Scab Design
La seduta Lisa Filò

Il ritorno del colore nel design è ormai consolidato, tanto che Scab Design ne ha fatto il manifesto in occasione della MDW.

Back to colors: è un ritorno all’emotività cromatica, dove la meraviglia è rimessa al centro della scena.

Nata nel 1957, oggi l’azienda può vantare numerosi premi di design con la sedia Lisa e il tavolino Nemo. Pioniera nel trattamento dei materiali termoplastici, ha ottenuto da parte di Bayer il marchio Makrolon® (oggi Covestro made with Makrolon®).

Back to colors il mood 2019 di Scab Design
La sedia Lisa nel ristorante OTVM di Milano – Ph Odeon

Allo stand Scab Design al Salone del Mobile di Milano il pubblico ha potuto scoprire 5 sedute inedite, oltre agli ampliamenti di gamma e alle riedizioni.

Le nuove sedute della collezione Lisa

Reduce dai successi di pubblico e critica (ben tre design award) la seduta Lisa, disegnata da Marcello Ziliani, ora è affiancata da nuovi modelli, pensati per l’outdoor, ma adatti in ogni contesto.

Lisa Filò, nelle versioni sedia e poltroncina, ha seduta e schienale in resistente corda nautica ed evoca le raffinate atmosfere degli yacht club o delle ville in Costa Azzurra.

Lisa Club mi ricorda le sdraio da giardino dei mei nonni con la fettuccia in plastica. Certo, questa sedia è mille anni luce più avanti, per resistenza e cura dei dettagli. Leggera, dunque facile da spostare, impilabile, è perfetta per arredare anche piccoli balconi.

Back to colors, il mood 2019 di Scab Design
La seduta Lisa Club

Lisa tecnopolimero è un progetto molto interessante. le forme soft, combinate con i bordi arrotondati che si perdono nella struttura ricordano la morbidezza delle versioni imbottite. Il telaio in acciaio verniciato è dello stesso colore della seduta e dello schienale in tecnopolimero. Disponibile in versione sedia e sgabello, è adatta sia per outdoor che indoor.

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Infine, la bellissima Lisa Lounge, con seduta e schienale imbottiti, ha dimensioni più generose dell’originale cui si ispira.

Back to colors, il mood 2019 di Scab Design

Lady B, la sedia firmata Studio Zetass

Novità assoluta, lady B by Studio Zetass, è studiata per locali e ristoranti, ma è perfetta anche per la casa, l’ufficio o l’outdoor. Disponibile in un’ampia gamma di colori, forme e finiture per la struttura, si può combinare in infinite versioni.

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Emily, Kate, Natural Alice Wood e tavolino Leo

Le collezioni Emily e Kate, disegnate da Arter&Citton, si arricchiscono con le nuove proposte di sgabelli e a varie altezze, mentre la sedia Alice è declinata in versione naturale tutta in legno, Alice Natural Wood.

Back to colors il mood 2019 di Scab Design
Il tavolino Leo

Infine, è stata presentata la riedizione del tavolino Leo, lanciato nel 2006 e ispirato ai bistrot parigini.

Sito ufficiale Scab Design


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Un hotel contemporary shabby chic a Roma

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Una nuova tendenza si affaccia nell’interior design. Il contemporary shabby chic, che questo hotel di Roma rappresenta perfettamente.

Un hotel contemporary shabby chic a Roma

Forse lo avrete notato anche voi: lo shabby chic è di ritorno. Dopo essermi occupata per anni di questo stile, tanto da aver scritto un libro sull’argomento, riconosco a colpo d’occhio le pareti con l’intonaco scrostato, i mobili con la patina decapé, gli oggetti recuperati nei brocante.

Ma il contemporary shabby chic è ben diverso dal suo predecessore. Per prima cosa, non c’è più il predominio del bianco o del grigio. Tutti i colori sono ammessi, compresi quelli più accesi, come dettano le tendenze comporanee.

Per quanto riguarda l’arredo, il contemporary shabby chic subisce le contaminazioni del design vintage, così si possono trovare anonime poltroncine anni ’50 accanto a pezzi storici, tavoli di formica e divani di velluto. Tutta colpa, o merito, secondo i punti di vista, della tendenza eclettica, che predilige il mix di stili diversi.

Un hotel contemporary shabby chic a Roma

In questo hotel di Roma, ospitato in un palazzo del 1600 in Piazza Navona, il mix tra shabby chic e vintage design è la firma stilistica dell’architetto che ha curato la ristrutturazione. Giorgia Cerulli è un’appassionata di arte e di antiquariato e i committenti, che desideravano mantenere il più possibile la struttura originale, non potevano scegliere progettista migliore.

L’architetto ha conservato le travi di legno originali, i meravigliosi pavimenti rivestiti di cementine, e ha lasciato sulle pareti i diversi strati di intonaco allo stato grezzo.

Un hotel contemporary shabby chic a Roma

Il progetto è stato completato con gli interventi degli artisti e designer Benedetta Salini e Vittorio Mango, che hanno selezionato, per l’arredo, pezzi di design italiano dagli anni ’30 agli anni ’70.

Capita così di trovare, nelle dieci suite, mobili di Silvio Cavatorta, Ico Parisi, Guglielmo Ulrich e Giò Ponti, e opere in vetro di Murano di Paolo Venini e Livio Seguso. Una curiosità: ogni suite dell’hotel porta il nome di un grande designer italiano.

Il G-Rough hotel è un luogo magico, in cui si respira la storia della creatività italiana, dalle mura di epoca barocca fino all’arredo di design dei giorni nostri.

Un hotel contemporary shabby chic a Roma

Source: Yazer

Photo by Serena Eller


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