BLOG ARREDAMENTO Posts

17 Febbraio 2020 / / Decor

Negli ultimi anni ordinare e organizzare l’ingresso di casa è diventato sempre più difficile. Appartamenti compatti e senza ingresso hanno reso quasi superfluo lo spazio d’entrata. Così, dove prima c’erano veri e propri ambienti separati o corridoi su cui si aprivano le principali stanze, oggi entriamo direttamente in soggiorno. Se poi pensiamo a bilocali, monolocali o open space possiamo trovarci ad entrare direttamente in un ambiente che unisce cucina e sala.

Il dilemma è: come arredare un ingresso…se l’ingresso non c’è?

Una delle soluzioni più rapide in termini di realizzazione (e più economiche) sono gli appendiabiti a parete. Ed è proprio pensando a case piccole senza un vero e proprio spazio da attrezzare a guardaroba che abbiamo ideato i nostri ganci appendiabiti della nuova collezione 2020.

Salvaspazio, componibili a parete come vuoi, colorati, belli da vedere quando non ci sono cappotti e borse appesi.
È così che secondo noi devono essere degli attaccapanni a vista. Perché se l’ingresso di casa non è separato dal resto degli ambienti, devi fare di necessità virtù. Insomma, la filosofia è: non disperare, ma ricava il meglio dal poco spazio a disposizione.

Ve li presentiamo qui sotto, uno per uno.

Mensola, appendiabiti, porta cd, porta libri…portatutto!

Onda è una mensola sottilissima di metallo colorato che puoi usare davvero dove vuoi. All’ingresso si possono creare composizioni con la versione appendiabiti oppure senza ganci: da una parte giacche, cappotti e borse, dall’altra le chiavi, il portafogli, il telefono.
È piccola e poco profonda, si può avere con i pomelli attaccapanni o senza, con i fermalibri in legno o senza. La immaginiamo in cucina, per le spezie o le tazzine. In bagno, vicino allo specchio per i prodotti di bellezza, o sulla parete per l’accappatoio. In corridoio come svuotatasche. In cameretta per i libri. In soggiorno come porta cd…può bastare?

Scopri Onda

I colori sono il bianco, il nero, il grigio, l’azzurro. Pomelli in combinazioni a scelta in nero, bianco, azzurro, giallo, verde e rosa.

I gancetti attaccapanni singoli ispirati a Dumbo

Si chiamano, appunto, Dumbo. Sono ganci da parete in metallo su cui, seppur piccolissimi, puoi appendere 3 capi o borse. Infatti puoi usare la “proboscide” o le “orecchie” per agganciare quello che vuoi.

Scopri Dumbo

I colori a disposizione sono tra i più versatili: bianco, nero, grigio e un azzurro che ricorda l’amatissimo verde acqua di Tiffany.

4 in 1: Spider l’attaccapanni che sfrutta ogni angolo (letteralmente)

Arriva dappertutto, persino negli angoli. Con questo appendiabiti a 4 posti abbiamo voluto dare la possibilità di sfruttare anche gli angoli che solitamente sono sotto-utilizzati o semplicemente lasciati vuoti. Perché non usarli meglio?

Scopri Spider Angolare

Coloratissimo o monocromo, lo decidi tu. La struttura a X a parete è bianca o nera con pomelli in tinta oppure in uno o più colori a scelta tra: nero, bianco, azzurro, verde, giallo e rosa. In questo modo potrai creare l’abbinamento perfetto in base alla stanza della casa in cui vuoi inserire Spider.

Scopri Spider

Ti sono piaciuti gli appendini della nuova collezione? Aspetta di vedere i nuovi mobili da ingresso per un 2020 all’insegna della massima organizzazione!

Stay tuned perché ci sono grandi novità (personalizzabili, super componibili, praticamente su misura)…in arrivo!

Vuoi altre idee per arredare un muro all’ingresso? Scopri 11 (+1) soluzioni per gli appendiabiti da parete

 

Se invece hai già trovato la soluzione perfetta per te, clicca qui sotto per scoprire dove trovarla

Rivenditori Italia Maconi

17 Febbraio 2020 / / ChiccaCasa

Mdm ha colpito ancora. La tendenza Soft Mood mi ha rubato il cuore ed ho già messo qualche prodotto nella mia wishlist.

Questa tendenza è volta a creare ovunque si voglia un luogo per nutrire la propria ispirazione. Il legno chiaro, il rosa ed i vimini sono i main themes della collezione e ho già detto tutto.

La gallery dei prodotti Soft Mood ritrae ambienti calmi, luminosi ed accoglienti. Le tinte sono calde e si respira un’atmosfera stimolante. Che sia pensata per le stagioni più calde si vede, eccome! I colori che si ripetono nella collezione sono, infatti, il rosa nei suoi toni più polverosi, il terracotta, il giallo e l’oro.
Soft Mood è la versione estiva degli ambienti cosy allestiti con coperte di pelliccia, candele e tazze fumanti. 
La lineup di questa serie è un connubio tra vintage, materiali naturali ed elementi easy e young.

Ho subito inserito “giusto due cosette” nella mia wishlist per la Casetta e le ho raccolte in una moodboard così che tu possa acquistarle con un click, come al solito!

Adoro quelle sfumature che vanno dal rosa antico al terracotta, sono in totale sintonia con le tinte di cui ho intenzione di sporcare la Casetta!
Un’altra delle caratteristiche di questa serie che trovo davvero interessante è la grafica allegra ed estiva delle stampe presenti su cuscini, quaderni e molti altri articoli!

A farmi letteralmente impazzire è stata, inoltre, la presenza del rattan su testiere, comodini, sedie e persino lampade! Vimini e paglia di Vienna sono due trend affermati da due o tre anni ormai, che di certo, sono riconfermati anche per quello in corso (se ami anche tu questo materiale, dai una sbirciata alla collezione Solstice).
In particolare, ho trovato davvero mozzafiato la versione in paglia di Vienna e velluto rosa della sedia Mauricette, che siamo abituati a vedere nella sua veste più “invernale” total velvet.

Ho altissime aspettative per tutte le news che ci riserverà Maisons du Monde durante questo 2020! Ti terrò aggiornato con le mie preferite!


Questo post contiene link di affiliazione: questo vuol dire che guadagno una piccola percentuale se acquisti i prodotti facendo click sui link di questa pagina.


http://chiccacasa.blogspot.com/feeds/posts/default?alt=rss
16 Febbraio 2020 / / Interiors

Piccole casette sospese su terra o su mare. In questo progetto che avevamo presentato per il concorso di Chioggia, la Natura insieme all’Architettura si mescola per dare vita a un progetto che sogna una realtà più verde e meno grigia!

L’isola del Buon Castello: la storia di un’ “Isola sconosciuta”.

 Questa piccola porzione di terra diventa l’occasione per la laguna di esplorare e ricreare nuove atmosfere. Abbiamo perciò voluto cercare di mantenere il più possibile la sua caratteristica di Isola, ovvero luogo non raggiungibile se non attraversando la lingua di acqua che divide le due terre. 

 L’aspetto naturale e incolto che caratterizza oggi l’isola è stato scelto da noi come file rouge da seguire per ricreare un’atmosfera suggestiva. La terra viene rimodellata con semplici curve di livello utilizzando parzialmente lo scavo effettuato per il canale navigabile a ovest dell’isola. Essa raggiunge la quota più alta nel centro, con un altezza massima di 2,50-3,00 m, dove la terra sfiora la passerella-ponte che attraversa l’isola. Arbusti di medio-alto fusto vengono piantati nelle aree vicine agli edifici per ricreare delle zone d’ombra, altra vegetazione più bassa si appropria in maniera quasi incolta dell’intera isola. 

Case sospese

 La filosofia adottata invece per le costruzioni rimanda al mondo delle casette dei pescatori che caratterizzano il paesaggio lagunare. Gli edifici progettati non poggiano mai completamente sul suolo ma si adagiano alle curve di livello sopra una struttura di pali simili per materiale e morfologia alle paline. 

Dialogando così con le strutture a palafitta presenti nei dintorni dell’isola. Ogni unità è dotata di una piccola serra o giardino d’inverno che le rende usufruibili anche durante la stagione invernale.

Si trattava del progetto di una struttura ricettiva, che abbiamo ipotizzato non come una soluzione monoblocco ma di un “abitare diffuso“. Piccole unità suite o famigliari diffuse sul territorio. Stanze immerse nel verde, circondate dal verde. Camere a cielo aperto. Il sogno di un turismo più semplice, più sano e più sostenibile!


Immagini tratte dal concorso per architetti intitolato “Laguna Landscape. La costruzione del Paesaggio”  proposto dall’associazione Chioggia Plus.

Progetto di chiara baravalle e giuseppe biscottini.

L’articolo COLLAGE 4 – LAGUNA LANDSCAPE sembra essere il primo su LEGALOSCEGIALLE.

15 Febbraio 2020 / / Decor

A due cassetti o a tre, con i piedi alti o con zoccolo, sospeso e a terra…isomma cè un comodino per tutti i gusti

un elemento quasi essenziale in camera da letto

ci appoggi gli occhiali, la sveglia, la bajour, il libro, la bottiglia dell’acqua…

insomma il suo piano d’apoggio è indispensabile

Io ad esempio ho un comodino molto alto..forse troppo ..

comunque..

ho un comodino stile classico , con un’anta e un cassetto…

chi mi segue su Instagram lo sa perchè recentemente ho postato le foto del relooking fatto da comodino in rosso stile etnico è diventato un comodino in stile shabby bianco..

ad ogni modo, esiste un comodino per tutti i gusti

I comodini sono piccoli elementi essenziali che possono seguire lo stile del letto o addirittura mettersi in contrapposizione con questo

sono elementi decorativi, contenitori,

i nostri spazi nascosti , quelli in cui a volte si ripongono cose di cui poi ci dimentichiamo

ma possono essere anche semplicemente dei tavolini,

quadrati, tondi, in ferro, in legno..

oppure possono essere delle mensole, o degli elementi di design…

quindi ..

se non sapete che tipo di comodino scegliere e state cercano una soluzione alternativa preparatevi a guardare la galleria di foto che ho preparato per voi:

Foto Credit Arredomania

per chi è amante della comodità e anche dell’estetica , il comodino Hashtag di Tomasella è il connubio perfetto

con due cassetti capienti è disponibile in due misure L59 e L43

è possibile personalizzarlo con i vari effetti materici e non solo , anche con i colori laccati e le finiture Graphic

Mod 33 Foto credit Arredomania

33 è un tavolino a dischi circolari, una simpatica alternativa al classico comodino , per dare colore e un pizzico di creatività e leggerezza alla camera da letto.

Per gli amanti dello stile nordico , minimal e dagli elementi naturali, l’alternativa è un bel tavolino in legno, magari con lampada incorporata

Foto Pinterest

Elementi a giorno sospesi, rettangolari, quadrati, di diversa dimensione e colore, contenitivi ma non chiusi

Foto credit Arredomania

UP&DOWN, per chi ha ancora lo spirito allegro e leggero di un bambino questa alternativa al comodino piace sicuramente…un’altalena?..si disponibile in colore Rovere nodato naturale e rovere bianco spazzolato

Kalista Foto credit Arredomania

Sempre del gruppo Tomasella, Kalista è un complemento d’arredo perfetto

in mettallo colorato , è un portaoggetti , un piano d’appoggio , un comodino, un elemento di design

Il petalo di un fiore? si..un colorato portaoggetti disponibile in due dimensioni L60 e L80 e in diversi colori

L’articolo Un comodino per tutti i gusti proviene da Laura Home Planner.

15 Febbraio 2020 / / Case e Interni

Salire con stile – scale a chiocciola

Le scale sono davvero diventate un elemento di arredo importante nell’ultimo decennio e non sono più viste soltanto come un modo per salire da un piano all’altro. Ora le scale hanno assunto il ruolo di migliorare l’estetica di una casa e creare quell’effetto “wow” che spesso cerchiamo per la nostra casa dei sogni. Le scale a chiocciola di nuova generazione ci aiutano a raggiungere questo obiettivo.

Ormai molte nuove abitazioni hanno pregiati pavimenti in legno o piastrelle in gres di grande formato, ampie finestre e open space per aggiungere luminosità, colori di base neutri che ben si adattano ad ogni stile e trend contemporaneo. Naturalmente, una scala anonima e standard apparirebbe fuori posto in questi ambienti sempre più sofisticati ed eleganti, quindi quali sono le scale più “alla moda” sul mercato?

Una semplice ricerca su Google image o Pinterest con ‘scala a chiocciola di design’ fornirà una miriade di risultati, che però creano spesso confusione. Diamo un’occhiata ai temi comuni di quelle che chiamiamo scale a chiocciole moderne.

Salire con stile – scale a chiocciola
Forma della scala a chiocciola

La scala è una vera e propria costruzione edilizia che funge da collegamento verticale fra i diversi piani. Il fatto che una scala permetta di compiere un percorso in verticale, non significa che questo debba essere per forza rettilineo. E’ vero che generalmente, una scala ha la forma regolare in linea, anche quando è composta da più rampe, ma non sempre questa è la migliore soluzione possibile.

Le scale a chiocciola sono una soluzione salvaspazio comune in molte abitazioni contemporanee. Abbiamo visto spesso come questa tipologia di scala sia adatta soprattutto in spazi piccoli come un monolocale con soppalco, ma la sua forma la rende particolarmente versatile e anche piacevole a vedersi, soprattutto se dietro c’è uno studio attento dei dettagli e del design, come nel caso di Rizzi scale, leader da anni nel mercato italiano.

Tipica della scala a chiocciola, come sappiamo, è la forma a spirale. Le scale a chiocciola, infatti, hanno gradini che si sviluppano attorno ad un palo centrale, ma c’è una variante più affascinante della forma di scala a spirale, la cosiddetta scala a chiocciola elicoidale.

Se vuoi un look che sia esteticamente più interessante, puoi puntare sicuramente su una scala a chiocciola elicoidale. Dagli stili minimalisti a quelli classici, una scala di questo tipo è una soluzione personalizzabile che si adatta sorprendentemente bene in ogni ambiente. In una casa dallo stile pulito e contemporaneo, ad esempio, inserire una scala a chiocciola elicoidale è un modo per aggiungere un po’ di personalità con una notevole architettura.

La scala elicoidale si differenzia dalla scala a chiocciola perchè non ha il palo centrale, ma per sostenersi sfrutta un’elica interna ed una esterna. Proprio per la sua conformazione la scala elicoidale può avere diametri maggiori rispetto alla scala a chiocciola e sicuramente un impatto scenico più spettacolare. La funzionalità e la bellezza di questa tipologia di scale non ha eguali, anche perchè può essere realizzata in molteplici materiali come cemento, acciaio, legno, anche mescolati fra loro.

Non sono molte le aziende che offrono soluzioni intelligenti ed esteticamente accattivanti di scale di design a chiocciola o elicoidali, ma Rizzi scale ha un catalogo davvero vario e completo per cui le immagini d’esempio di questo articolo sono state prese tutte dal loro sito.

Scala a chiocciola elicoidale

Scala a chiocciola aperte

Il passaggio della luce è chiaramente molto importante nelle case di oggi, quindi è sempre più frequente trovare scale lasciate a vista e non più relegate in un buio disimpegno. In questo caso la scala a chiocciola diventa il punto focale in una zona giorno ed è un’opportunità per i progettisti d’interni e gli architetti per poter studiare soluzioni che catturano lo sguardo e diventino un elemento architettonico estremamente caratterizzante.

Il parapetto ha una forte impatto sul passaggio della luce, pertanto una scala con balaustra tutta in acciaio inox con montanti e tondini orizzontali, non è visivamente ingombrante e può essere lasciata a vista per ammirarne la forma e l’ariosità della scala stessa.

Questo tipo di scale possono anche avere le alzate, ovvero gli spazi tra un gradino e l’altro, vuoti, in modo da far passare ulteriormente la luce e dare una maggiore sensazione di leggerezza.

Salire con stile – scale a chiocciola

Le scale a chiocciola elicoidali possono avere una forma aperta, anche quando la loro balaustra è chiusa e continua come nel caso di questa scala con parapetto in legno e gradini illuminati a led, che creano un’atmosfera davvero accogliente e sofisticata.

Scala a chiocciola elicoidale


Scala a chiocciola in nicchia

Naturalmente le scale a chiocciola elicoidali possono assumere un design più classico. Ad esempio, la scala a chiocciola della foto, che per il desiderio dei proprietari è circondata da pareti di pietra.

Si tratta di un rimando più contemporaneo alle scale degli antichi castelli, a cui molte persone pensano quando immaginano una scala a chiocciola. Al giorno d’oggi sarebbe un peccato nascondere elementi architettonici così scenografici, ma la scala elicoidale così ricavata in una nicchia che ne segue la forma, è un’ottima scelta per stili classici e tradizionali. In questo caso la struttura in cemento con gradini in marmo o legno è una soluzione ideale per questo look più romantico.

Scala a chiocciola elicoidale

Funzionalità della scala a chiocciola

E’ chiaro che tutte le scale sono funzionali, perchè come abbiamo visto all’inizio, hanno lo scopo di unire verticalmente due o più piani di un’abitazione. Ma c’è da dire che le scale a chiocciola sono particolarmente funzionali soprattutto per la loro caratteristica di ingombrare meno e quindi risparmiare spazio.

Ad esempio, quando si ha una stanza con soppalco, i due livelli differenti vengono uniti facilmente occupando poco spazio se si utilizza una scala a chiocciola. Le scale di questo tipo hanno una forma compatta che si fonde perfettamente anche quando si tratta di inserirle in un ambiente unico.

Inoltre la scala elicoidale può avere diametri importanti rispetto alla comune scala a chiocciola, quindi diventa anche estremante pratica nella sua funzione. Tenendo conto di quanto sia realmente utilizzabile lo spazio circostante, puoi creare uno stile di arredamento senza soluzione di continuità, che può persino cambiare la percezione visiva dello spazio.

Scala a chiocciola elicoidale

Anna e Marco – CASE E INTERNI

15 Febbraio 2020 / / Decor

Cuscino in stile provenzale della collezione “blu provenza” in tessuto tinto in filo.

Cuscino in stile provenzale Blu Provenza azzurro
Cuscino in stile provenzale Blu Provenza azzurro

Composizione del cuscino in stile provenzale  della collezione – Blu Provenza –

La collezione provenzale come la collezione Pois Shabby è realizzata in tessuto rustico tinto in filo con trama lavorata. Le tinture utilizzate per il filato del tessuto sono tinture organiche (indantrene) di elevata qualità e resistenza. In particolare l’Indantrene è un colorate resistente a molti agenti chimico-fisici come cloro, raggi uv, calore e frequenti lavaggi, i tessuti colorati con questa tintura hanno una elevata resistenza.

oppure
Tovaglia e cuscini shabby
Tovaglia e cuscini shabby della collezione “blu provenza”

La nostra linea provenzale è disponibile nei seguenti colori:

  1. Nocciola
  2. Lilla
  3. Grigio
  4. Azzurro
  5. Senape
  6. Rosso

I coordinati e gli articoli sono disponibili solo su ordinazione.

Tovaglia e cuscini neochic
Tovaglia e cuscini della collezione provenzale

Scegli i nostri cuscini se:

  • Desideri un design esclusivo e allo stesso tempo funzionale. I cuscini per sedie cucina, infatti, hanno un design esclusivo, la cerniera infatti è sostituita da un a tasca. Questa caratteristica offre al nostro prodotto una elevata resistenza, la cerniera infatti con il tempo, i lavaggi e l’uso tende a rompersi. Il nostro sistema, al contrario, non crea problemi con l’uso.
  • Desideri un prodotto che duri molto tempo, infatti i tessuti essendo di alta qualità dureranno molto, come i tessuti anche le cuciture  sono di elevata resistenza e garantite.
  • Vuoi un prodotto su misura e sicuro.
Cuscino per sedia shabby in azzurro
Cuscino per sedia in azzurro

Su misura

Ogni nostro articolo è realizzato esclusivamente su  misura, il che significa che ogni pezzo è tagliato e cucito in base alle misure della tua sedia. Quando effettui l’ordine non dimenticare di allegare le misure della seduta ed una foto della sedia.

Nella sezione cuscini e coprisedia trovi una vasta gamma sia di cuscini shabby che di cuscini country per sedie rustiche. Hai solo l’imbarazzo della scelta.

Varianti dei cuscini Provenza

Di seguito tutte le varianti per divano e per sedia:

cuscino provenzale azzurro senza balza
cuscino provenzale azzurro senza balza
cuscino da divano fiori azzurri
cuscino da divano fiori azzurri
cuscino provenzale da divano
cuscino provenzale da divano

Questo articolo Cuscino in stile provenzale Blu Provenza proviene da NellEssenziale.

15 Febbraio 2020 / / Charme and More

Weekend Inspiration

Una gallery fotografica con immagini accattivanti e deliziose che vi ispireranno durante il  fine settimana.

Idee e look da copiare, oggetti dei desideri.

Fashion + Living +Lifestyle  

Ph via
Ph via

Quella dei colori strong, come il fucsia, è una delle tendenza moda donna per la primavera estate 2020.

Un colore vitaminico e shocking; un boost di energia da indossare declinato su blazer dalle spalle importanti,  tailleur pantalone, abiti lunghi, pantaloni e accessori.

Come abbinarlo? In total look o a tonalità neutre come bianco, nero e cipria.

Ph via
Ph via
Ph via
Ph via
Ph via
Ph via

Maxi bag in vernice, Marni

I colori neon sono il trend di primavera per aggiungere una sferzata di positività ai nostri outfit.

Ph via
Ph via

weekend-inspiration-scritta-al-neon

Idee d’arredo con scritte al neon di LitByLo che illuminano e conferiscono personalità agli ambienti.

Ph via
Escada Spring/Summer 2020 Resort Ph via
Ph via
Ph via

I tappeti arredano, scaldano e colorano gli ambienti domestici.

Ph via
Ph via

Pennellate di rosa glamour per una primavera pretty pink!

Buon weekend a tutti.

Ti è piaciuto questo post?

Condividilo sui tuoi canali social usando uno dei tasti qui sotto e seguimi  su Instagram, Facebook e Pinterest.

*Questo post contiene link affiliati.
 

L’articolo Le ispirazioni del weekend. proviene da Charme and More.

14 Febbraio 2020 / / Design

L’articolo Il lightpainting come strumento di racconto, intervista a Felicita Russo proviene da Luxemozione.

Quando si parla di light-painting  (disegnare con la luce) è immediato il rimando alle sperimentazioni dell’uso del medium fotografia più luce artificiale, condotte tra gli anni ’30 e ’50 del secolo scorso da fenomenali artisti quali Man Ray e dall’accoppiata Picasso-Gjon Mili. Il primo con un una serie di auto scatti intitolati “Space Writing” (ManRay 1935), in cui si immortala, con una macchina fotografica dall’otturatore completamente aperto, nell’atto di disegnare nello spazio con una piccola torcia. Mentre più conosciute sono le serie note come “Light Drawings”, nate nel 1949 dal lavoro congiunto tra il fotografo Gjon Mili e Pablo Picasso.

  • Man Ray Space Drawings self portrait 1935
  • Pablo picasso Light Drawings 1949
    fotografia realizzata da Gjon Mili per Life.

Stiamo parlando di prime applicazioni, nell’ambito delle arti, dell’uso della luce artificiale, elemento che racchiude una dualità intrinseca di tecnica ed emozione (Lux+Emozione). Oggi questa tecnica si è evoluta assieme alla tecnologia, sia della fotografia digitale, che d’illuminazione con i LED, dando vita ad un filone di fotografia artistico-sperimentale noto come lightpainting.

Venendo al punto di quest’articolo, nel mio girovagare alla ricerca di elementi interessanti d’ispirazione da pubblicare proprio qua su Luxemozione, ho scoperto il lavoro di una bravissima fotografa sperimentale, Felicita Russo, che ha saputo raccogliere nel proprio lavoro di ricerca una perfetta sintesi tra tecnica ed emozione. Ho deciso dunque di intervistarla, per farmi raccontare della propria esperienza. Molto interessante davvero. Per maggiori info rimando al sito di Felicita Russo

Felicita russo autoritratto
Immagine in header: Autoritratto – cortesia Felicita Russo

Ecco dunque cosa mi ha raccontato

GR: Ciao
Felicita, sono andato a sbirciare il tuo profilo, leggo atmospheric physics
researcher,
definizione che mi incuriosisce molto . Mi vorresti raccontare di
te, della tua formazione e i momenti salienti del tuo percorso professionale ed
artistico?

FR: Salve
Giacomo, innanzitutto voglio ringraziarti per la domanda. Tutta la storia, che
come immaginerai include sia la mia formazione che il mio percorso artistico
che da sempre sono intrecciati fra loro, comincia da quando ero adolescente.
Sin da piccola avevo un dono: mi piaceva disegnare. Disegnavo ovunque ci fosse
un foglio bianco, persino sull’agenda telefonica di mia madre (la quale forse
non ne era molto contenta ma quasi mi lasciava fare). Quando ero alle scuole
elementari e medie avevo chiaro in mente che avrei voluto seguire questa
passione, imparare a dipingere, ma quando è arrivato il momento di scegliere
una scuola superiore il mio desiderio di andare al liceo artistico non fu ben
visto dai miei genitori, che avrebbero preferito che studiassi almeno al liceo
scientifico (visto che ero brava in matematica dalle elementari) e così ho
fatto.

Durante gli anni del liceo, nel 1986, la cometa di Halley passò al perielio e mio padre ci portò all’osservatorio astronomico di Capodimonte, dove il soci dell’Unione Astrofili Napoletani (UAN) organizzavano osservazioni della cometa al telescopio, cosa che non fu peraltro possibile quella sera per il cattivo tempo. Ricordo che quello fu il momento esatto in cui m’innamorai dell’astronomia, entrai quindi in contatto con l’UAN e cominciai la mia esplorazione dell’Universo frequentando uscite fotografiche astronomiche ogni volta che potevo.

La cometa di Halley
Foto Cometa di Halley. Immagine cortesia © NASA

Grazie a loro imparai a sviluppare
e stampare in bianco e nero in casa. Divenne una sorta di ossessione per me,
l’Universo aveva un grandissimo fascino tanto da farmi scegliere di proseguire
gli studi dopo il liceo e frequentare il corso di laurea in Astrofisica
all’Università Federico II e in seguito il dottorato di ricerca in fisica
dell’Atmosfera all’University of Maryland Baltimore County, a Baltimora negli
stati Uniti.

Parallelamente ai miei studi di
fisica e astrofisica, con l’aumentare della consapevolezza sulla natura della
luce cominciai ad avvicinarmi al lightpainting. Inizialmente il
lightpainting era un modo “alternativo” di illuminare nature morte, poi divenne
ben altro. Ed ora con il mio “ritorno” alla polaroid il mio lightpainting è
diventato a pieno titolo il modo in cui io mi esprimo fotograficamente.

GR: Mi
puoi raccontare, se esistono, degli elementi o personaggi del passato e del
presente che hanno ispirato particolarmente la tua attività creativa e di
ricerca?

FR: Sicuramente il primo che mi viene in mente è stato Man Ray, avendo cominciato a sperimentare con i rayogrammi nella camera oscura quando ero adolescente, ma restarono semplicemente degli esperimenti, senza mai ricevere da me le attenzioni che meritavano. Un po’ dovuto anche alla mancanza di cultura fotografica che avevo nella mia adolescenza, presa come la maggior parte dei ragazzi di quell’età, da innumerevoli inquietudini interiori che mi distraevano dallo “studio” dell’arte e dall’approfondire la fotografia oltre il mezzo tecnico. In questo mi è mancata molto la formazione artistica, che è arrivata per me in età molto più avanzata.

Man Ray Rayogramma
Un esempio di Rayogramma o Rayografia realizzato da Man Ray ad inizio del ‘900.

Di sicuro nel momento il cui a 26 anni mi sono trovata ad avere il
mio primo lavoro di ricerca (ero assistente alla ricerca a UMBC) e ad essere
economicamente indipendente, mi sono sentita un po’ più libera di “guardare”
ciò che altri fotografi hanno fatto.

Una persona che ha influenzato fortemente il mio incontro con la polaroid è stata Kathleen Thormond Carr. Grazie ai suoi libri “ Polaroid Manipulations” e “Polaroid tranfers” comprai la mia prima folding polaroid Sx-70. Una vera e propria rivoluzione per me, un cambio di paradigma che mi spinse anche a sperimentare tecniche alternative in camera oscura, come costruire una camera stenopeica e fotografare con pellicola infrarossa. Quello fu un momento molto creativo per me.

Polaroid_SX-70

GR: Vorrei
soffermarmi sulla tua passione per il lightpainting, mi vuoi raccontare nel
dettaglio di quest’aspetto?

FR: L’interesse
per il lightpainting per me comincia intorno al 2007, quando finisco gli studi
negli Stati Uniti e torno in Italia. Vinco un concorso da ricercatore precario
al CNR di Potenza e acquisto la mia prima reflex digitale. Un giorno ero in
visita a casa dei miei genitori e provai a creare un piccolo stop motion, era
affascinante per me come in pochi minuti si potessero creare decine di immagini
che poi potevano facilmente essere montate in sequenza per generare un video.
Così cominciai a cercare su youtube quali tipi di stop motion facessero gli
altri e scoprii un filone di video stopmotion con lightpainting che mi colpì
moltissimo.

L’idea di creare “cose” con delle semplici luci LED mi affascinava
tantissimo e da lì è partita l’esplorazione. Quando ho “incontrato” sui
social altri artisti con la stessa passione, allora questa è letteralmente
decollata. Il fatto solo di poter acquistare strumenti prodotti appositamente
per il lightpainting è stata una fonte inesauribile di motivazione a provare
nuove tecniche e quando finalmente ho trovato un tema che mi ha ispirato, e
delle persone che potessero aiutarmi, allora è nato il progetto “Bologna:
Racconti con un fil di luce”.

GR:In
particolare sull’aspetto tecnico, in che modo la fotografia digitale ha
cambiato o sta cambiando il tuo modo di approcciarti a questa tecnica
d’espressione?

FR: Da questo punto di vista in realtà temo di aver fatto il percorso inverso. Io ho cominciato a fare lightpainting esclusivamente in digitale. Col senno di poi la capacità di vedere subito l’immagine che si è prodotta è di grandissimo incoraggiamento ad avvicinarsi questa tecnica. Diversamente non poter vedere subito il risultato sarebbe potuto essere un grande ostacolo e avrebbe sicuramente richiesto una maggiore dedizione che non tutti hanno. Una volta scoperte le possibilità della tecnica in digitale, anche osservando il fantastico lavoro di Brian Matthew Hart e Chris Bauer con i mosaici, ho pensato che sarebbe stato interessante usare le polaroid, storicamente usate per fare mosaici, per fare mosaici polaroid in lightpainting. Devo confessare che ad oggi ancora non ne ho fatto uno degno di questo nome, ma è ciò a cui la mia produzione fotografica degli ultimi anni mi ha preparato, ne sono certa!

Bologna: Racconti con un fil di Luce

GR: Hai
voglia di raccontare ai lettori di Luxemozione di una tua opera di light
painting, a cui sei particolarmente legata?

FR: Tutto il lavoro fatto, assieme ai soci dell’ Associazione Culturale Provediemozioni, della quale faccio parte, per la recente mostra “Bologna: racconti con un fil di luce” che si è tenuta a Bologna nell’ambito di ArtCity Bologna è stato davvero importante per me e per tutti i soci che a vario titolo hanno partecipato.

Tutto è partito da una uscita serale in città che avevo proposto ai soci, per vedere se fosse possibile fare lightpainting davanti ad alcune delle icone monumentali di Bologna. Dopo quella sera, a parte l’esito soddisfacente dell’uscita fotografica che ha prodotto immagini davvero piacevoli e accattivanti, le foto sono state viste dal presidente e dal segretario della Consulta Tra le Antiche Istituzioni Bolognesi e dall’associazione Succede solo a Bologna e ci è stata proposta una collaborazione per un lavoro da presentare ad ArtCity Bologna.

Il difficile a quel punto era trovare un filo conduttore che mettesse tante foto, scattate in luoghi ben precisi ai quali abbiamo avuto accesso privilegiato, ma tutti diversi fra loro, assieme in un lavoro organico. In quel periodo leggevo a mio figlio una raccolta di racconti che si chiamava la signora dei gomitoli” di Gisella Laterza, in cui una signora girava l’Italia raccontando storie ai bambini mentre con un gomitolo lavorava ai ferri un maglione. Fu così che il filo di un gomitolo si trasformò nel filo di luce che illuminava pian piano gli scorci dei quali eravamo testimoni, quel filo di luce li sottraeva all’oscurità per renderli visibili a tutti.

Ecco un video racconto della mostra Bologna: racconti con un fil di luce .

In particolare, di tutto il lavoro fotografico fatto, che ha visto
la partecipazione di più persone a tutti gli scatti, che al momento include 53
immagini, suscettibili di espansione dal momento che altre istituzioni ci hanno
già chiesto di essere incluse nel progetto, le foto più significative secondo
me sono due.

La prima scattata sulla scalinata che porta alla cripta di San Zama, che ritrae una presenza umana seduta dietro le sbarre la quale luce riesce ad evadere dalla prigione: questa foto rappresenta la triste capacità umana a volte a perdere il lume (la guida illuminata), a segregare la luce (il bene) in una prigione, schiavi delle negatività. A me piace pensare che la luce non possa restare troppo tempo nelle segrete ma trovi a suo modo sempre un’occasione di evasione.

la luce intrappolata nelle segrete riesce ad evadere. Cripta di San Zama, Bologna.
la luce intrappolata nelle segrete riesce ad evadere. Cripta di San Zama, Bologna.

Questa foto in particolare è frutto di una idea di Viola
Corinaldesi per il disegno dell’omino, in cui io ho collaborato alla scia di
luce “evasa” dalla prigione.La parte suggestiva è che la cripta di San Zama è
una delle chiese più antiche di Bologna.

Un’altra foto molto significativa è quella del filo di luce che esce da uno dei cunicoli dei Bagni di Mario. Questo è un luogo surreale, una cisterna in pietra e arenaria atta a raccogliere e portare l’acqua alla famosa fontana del Nettuno, simbolo di Bologna.

filo di luce nei sotterranei dei Bagni di Mario, Bologna.
filo di luce nei sotterranei dei Bagni di Mario, Bologna.

Una location in cui abbiamo passato ore e ore, difficoltosa per la presenza di innumerevoli pozzi e buche. Ogni cunicolo ed ogni passaggio si prestavano ad essere illuminati dal nostro filo di luce che, come l’acqua faceva una volta, sembrava scorrere via verso l’esterno.

GR: Ci sono desideri o progetti futuri
che vorresti vedere realizzati?

FR: Il mio desiderio per il futuro è senza dubbio ambizioso, ma è una cosa che mi sta davvero molto a cuore. Vorrei che il lightpainting venisse preso seriamente dalla comunità fotografica, Italiana innanzitutto e internazionale poi, ma per fare questo i purtroppo ancora pochi fotografi che usano questa tecnica, e ci sentiamo chiamati in causa anche noi di Provediemozioni. Dovrebbero cominciare a porsi seriamente la domanda di cosa vogliono raccontare. Senza una storia il lightpainting rimarrà ancora a lungo quello che secondo me è adesso, ovvero un esercizio tecnico delle capacità di ognuno di noi. Io credo che possa essere invece sviluppato al di là della tecnica (che è giusto che sia il primo aspetto sul quale focalizzarsi all’inizio) come reale strumento di racconto. Mi piacerebbe che ci fosse un punto di riferimento collaborativo che riuscisse a mettere assieme tutti gli artisti Italiani per sviluppare questa tecnica e portarla un po’ oltre, e spero che l’esperienza fatta a Bologna possa fare da faro anche per altre realtà. L’Italia è piena di storie che vale la pena raccontare, e un filo di luce può andare molto ma molto lontano.

L’articolo Il lightpainting come strumento di racconto, intervista a Felicita Russo proviene da Luxemozione.

14 Febbraio 2020 / / Case e Interni

Non riesci a decidere una combinazione di colori per la tua casa? Il colore è il modo più semplice ed efficace per rinnovare ogni stanza della casa. Fallo nel modo giusto. Se c’è dell’indecisione scegli una di queste palette di colori, sono combinazioni infallibili che non passeranno mai di moda.

La combinazione dei colori è una delle decisioni più importanti che dovrai prendere quando ristrutturi e arredi una casa. Dal colore della vernice sui muri ai tessuti, ai rivestimenti, fino ai mobili e complementi, il colore avrà un grande impatto sull’aspetto finale e sull’insieme della tua casa. [Image credit]

Seguire le tendenze del momento non sempre è la scelta migliore, perché puoi perdere di vista i tuoi gusti personali e ciò che è più adatto per la tua abitazione. Adattarsi alle tendenze attuali, se non è una scelta fatta con convinzione, potrebbe far apparire la tua casa più come un uno showroom o un catalogo che come una casa con carattere e personalità. Prima di gettarti sull’ultima tendenza, quindi, considera sempre se la tua casa apparirà datata fra qualche anno e se i colori sono in linea con i tuoi gusti personali.

Dai un’occhiata a questi 8 schemi di colori che funzioneranno sempre. Partiamo dai colori neutri fino a combinazioni di tonalità più accese.

Bianco e Nero

Questa coppia di colori è un classico senza tempo, che si adatta ad ogni epoca e stile, da quello classico a quello scandinavo. La combinazione funziona perché crea il massimo equilibrio: il nero diventa più scuro e il bianco viene evidenziato. I risultati cromatici sono puliti e nitidi. C’è mai stata una combinazione di colori più classica?

Il black & white è tanto pratico quanto elegante, consentendo la facile introduzione di altre tonalità di accento o nuove fantasie, secondo le mode del momento.
Image credit

Grigio su Grigio

Tradizionalmente il grigio ha la reputazione di essere piatto o triste, ma lo status dei grigi è stato innalzato di recente ed ora è sinonimo di raffinatezza.

Il monocromatico non è mai fuori moda e non è noioso, anzi. Lavorare con le tavolozze monocromatiche significa declinare un colore tono su tono. È un look molto sofisticato ed è pressoché infallibile. Stesso colore, ma tonalità leggermente diverse, ad esempio un grigio perla con un grigio antracite, avranno sempre un aspetto elegante e armonioso. Dalla morbidezza della nebbia alla resistenza dell’acciaio, il grigio ha una versatilità enorme, soprattutto quando si tratta di modernizzare immobili tradizionali.

I colori chiari faranno da sfondo, i grigi più scuri daranno profondità. Usando lo stesso colore, ma nelle sue sfumature più tenui e più profonde, puoi creare ambienti perfettamente in armonia e coordinati fra loro. Anche in questo caso aggiungere un colore d’accento è sempre possibile.
Image credit: Photo by Henrik Nero – project Alexander White

Total White

Come per il look monocromatico in grigio, anche il bianco declinato su tutti i rivestimenti e arredi della casa è un classico che ha visto un’incredibile popolarità nell’ultimo decennio. Le cucine bianche regnano sovrane, ad esempio.

Da notare che i bianchi non sono tutti uguali, ne esistono di caldi e di freddi, proprio come per ogni tonalità della ruota dei colori, quindi abbiamo diverse varianti da utilizzare.

Quando si sceglie un look totalmente monocromatico è importante ricordare di giocare con le diverse texture a nostra disposizione (tessuti, trame, venature del legno, tipi di pittura, finiture lucide ed opache ecc.), perché sono quelle che daranno profondità e carattere all’ambiente, che altrimenti risulterebbe asettico e anonimo.
Image credit

Mix di toni Neutri

Vuoi vincere facile? Un mix di toni neutri è sempre una scelta sicura. Se vuoi armonia e coerenza in tutta la casa, queste tonalità naturali e terrose fanno al caso tuo.

Ricorda che tutti i colori possono essere suddivisi in due gruppi: caldi o freddi. L’abbinamento dei colori neutri con “temperature” simili porta sempre a combinazioni armoniose. Ad esempio abbinare un mix di colori neutri caldi, come un bianco, un beige chiaro con un marrone cioccolata o una tonalità tortora, sarà sempre piacevole per gli occhi.
Image credit

Colori Pastello e Colori Neutri

Anche se abbiamo la convinzione che i colori pastello siano adatti solo alla primavera, queste sfumature soft, sono davvero fantastiche per far apparire la tua casa fresca, leggera e ariosa tutto l’anno. I toni pastello possono dare luminosità e carattere così come i colori più vivaci. Soprattutto se li abbini ai colori neutri, i pastelli possono essere sorprendentemente sofisticati!

Sia che i tuoi gusti abbiano una propensione per lo Shabby, il country chic o qualcosa di più pulito e minimalista come lo stile scandinavo, puoi utilizzare questa fresca combinazione di colori senza problemi.
Image credit

Giallo e Grigio

Il grigio e il giallo sono un’altra combinazione vincente, che resiste anche alla prova del tempo. Il giallo può aiutare a illuminare le stanze e farle sembrare più grandi, ma generalmente non è un colore da utilizzare in un’applicazione di grandi dimensioni. Meglio usarlo come un vivace colore accento in abbinamento ad un colore neutro come il grigio.

Le vendite di cucine, automobili e abiti grigi sono aumentate negli ultimi anni perché è un neutro che si adatta incredibilmente bene con ogni tonalità.

Dai brillanti gialli acidi e tonalità ardesia ai giallo pastello con grigi soft, questa accattivante combinazione di colori è giocosa, divertente e piena di carattere.
Image credit

Verde e Blu

Non sai scegliere tra verde e blu? Usali entrambi! L’abbinamento di queste nuance funziona sempre. Sono toni freddi nella ruota dei colori e stancano meno dei colori caldi (rosso, giallo, arancione) quindi sono una bella scommessa a lungo termine. Questa combinazione di colori prende spunto dalla natura per cui se funziona in natura, funziona anche a casa tua (William Morris insegna).

Se la scelta delle tonalità è fatta con criterio, questa coppia di colori può dare risultati sorprendenti. Pensa alle sfumature delle piume del pavone, ad esempio. Non sono colori complementari per cui non creano contrasto, ma uno schema armonioso pieno di carattere.
Image credit

Grigio e Blu

Quando si tratta di creare un ambiente tranquillo e sereno, basta prendere ispirazione dal mare: blu oceano e il grigio argento dei riflessi. Entrambe le tonalità sono fredde e non c’è molto contrasto tra loro, il che rende la coppia più armoniosa per chiunque.

I colori del mare e del cielo tendono ad essere una scommessa sicura perché sono così comuni in natura, che hanno meno probabilità di essere etichettati come toni “di moda” di un certo decennio.
Image credit: Tradition

Bianco e Blu

Una combinazione di colori tradizionale? Blu navy e bianco sono stati usati in tutte le epoche. Il blu profondo del mare e i ghiacci del Polo Nord ispirano senza dubbio questo schema di colori senza tempo.

E’ una classica combinazione di colori molto usata nell’abbigliamento, che si adatta perfettamente sia in una casa in un centro storico, così come in campagna. Gli accenti neutri come il beige di certe tonalità del legno, danno alla tavolozza del bianco e blu, un’immagine fresca e naturale.

Per puro caso il Classic Blue è anche di tendenza, essendo stato scelto da Pantone, come colore dell’anno 2020.
Image credit: Photo by Annika Von Holdt, via my scandinavian home 

Il modo migliore per assicurarsi che una combinazione di colori duri per i decenni a venire? Scegline una che ha già superato la prova del tempo. Attingendo da un look classico degli ultimi decenni, che è ancora bello oggi, puoi praticamente garantire che lo schema di colori durerà in futuro.

Anna e Marco – CASE E INTERNI

14 Febbraio 2020 / / Dettagli Home Decor

L’intervento riguarda la ristrutturazione di una villa degli anni ’50 situata in un ambiente suburbano, appena fuori Gent, in Belgio, circondata da un immenso giardino abitato da alberi enormi.

Obiettivo: rendere gli spazi interni più ariosi e collegarli con l’esterno dell’abitazione, in funzione dello stile di vita contemporaneo.

Al deposito di carbone si sostituisce un volume leggero, puro e minimalista, a contrasto con l’annesso precedente. Qui trova sede un’ampia cucina, le cui vetrate permettono l’ingresso di luce naturale e rafforzano il rapporto con il cortile. Mentre si attraversa la casa si ha l’impressione che gli spazi ricreati siano sempre stati lì, fin dalle sue origini.

Grazie ad una palette limitata di colori e materiali specifici, si è riusciti a dare continuità fra gli ambienti, creando armonia fra gli spazi. La rivisitazione degli spazi in funzione del nuovo abitare costituisce una scelta inevitabile. Così, la quinta camera al secondo piano è stata adibita ad ufficio e biblioteca, mentre una scala a chiocciola in metallo fornisce l’accesso alla camera degli ospiti con bagno e alla sala giochi per i bambini posta sotto l’enorme tetto.

Il bagno principale trova spazio in un corridoio lungo e stretto che sfocia in uno splendido giardino. Per tutti i bagni è stato scelto il design puro senza tempo della rubinetteria CEA, la cui lavorazione si adatta perfettamente alle texture raffinate delle pareti in micro-cemento.

Progetto: A116 Architecten

Fotografie: Patricia Goijens

www.ceadesign.it

L’articolo Il design puro senza tempo della rubinetteria CEA per Villa BM proviene da Dettagli Home Decor.