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13 Settembre 2019 / / Architettura

Perché ristrutturare casa non è solo preoccuparsi di imprese da contattare, lavori da eseguire e burocrazia da rispettare, ma anche mobili da spostare e un tetto da trovare durante i lavori…

Ristrutturare casa è una vera e propria impresa che ti obbliga ad acquisire competenze in molti campi che non avresti mai pensato: burocratici (le pratiche edilizie, le detrazioni fiscali, etc.), tecnici (la distribuzione degli spazi, gli impianti, le finiture, etc.), organizzative (l’impresa, gli artigiani), economiche (il controllo dei costi, la contabilità).

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Naturalmente per fare in modo che tutto ciò scorra come un ingranaggio perfetto dovrai rivolgerti a dei professionisti (progettisti e impresari edili).

Ci sono però alcuni aspetti pratici per cui dovrai per forza sbrigartela da solo. Ma per i quali non sei oggettivamente preparato.

E difficilmente troverai un aiuto a risolverli tra i professionisti di cui ti sei circondato.

E ti troverai completamente solo, senza uno straccio aiuto, a risolvere questi problemi.

  • Posso lasciare i mobili in casa durante la ristrutturazione?
  • Posso abitare in casa durante la ristrutturazione?
  • Quanto durerà la ristrutturazione?
  • Quando potrò fare il trasloco?

Nell’articolo di oggi risponderemo a queste quattro domande, essenziali per organizzare al meglio la tua ristrutturazione.

Sono o no domande che ti stai ponendo anche tu in vista della tua ristrutturazione?

Ecco le risposte.

POSSO LASCIARE I MOBILI IN CASA DURANTE LA RISTRUTTURAZIONE?

deposito mobili

È vero che spesso le ristrutturazioni sono una ghiotta occasione per cambiare i mobili di casa: avere finalmente una scusa valida per disfarsi di vecchi arredi con decine di anni sulle spalle, ormai rovinati e vecchi e che non si adatteranno mai alla perfezione alla nuova casa è spesso troppo appetitoso.

Però è anche vero che spesso si vuole recuperare almeno una parte del vecchio arredo (come anche che non si vuole cambiare alcun mobile…)

A prescindere da quale sia il tuo caso, quando ristrutturi la casa in cui vivi e vuoi continuare ad usare almeno parte dei mobili devi porti il problema:

“ Che fine faranno questi mobili durante i lavori di ristrutturazione?”

Per esperienza personale posso garantirti che la naturale conseguenza di questa domanda è chiedere al tecnico o all’impresa:

“Posso lasciare i mobili in casa?”

La risposta che do io ai miei clienti è….dipende.

O meglio: la risposta corretta è che devi assolutamente sgombrare tutte le zone della casa dove sono previsti lavori di ristrutturazione da qualsiasi mobile.

Ma non tutte le ristrutturazioni sono uguali quindi…dipende.

Se la tua ristrutturazione riguarda solo alcuni ambienti della casa puoi decidere di ammassare tutti i mobili nelle stanze in cui non farai nessun lavoro.

L’importante è che tutti i luoghi dove dovranno lavorare gli operai e in cui dovranno transitare siano completamente sgombri.

Fai attenzione: anche quelli dove dovranno transitare…quindi se per arrivare al bagno che vuoi ristrutturare gli operai devono passare attraverso un corridoio in cui non eseguirai alcun lavoro, il corridoio deve essere sgombro. Se per buttare le macerie devono arrivare al terrazzo passando attraverso una stanza che non devi ristrutturare, la stanza deve essere sgombra.

E non pensare che basta proteggere i mobili perché sia tutto a posto. Il materiale che entra ed esce dal tuo cantiere spesso è voluminoso e pesante, spostarlo è problematico e nessuno può garantirti che niente vada a finire contro i mobili, anche se sono protetti.

Certo, quella di proteggere i mobili senza spostarli è una strada che puoi percorrere, ma a tuo rischio e pericolo…e se poi succede qualcosa non lamentarti.

Riassumendo: in caso di ristrutturazioni parziali, tutti gli ambienti in cui lavoreranno o passeranno gli operai devono essere completamente sgombri da qualsiasi mobile. E le stanze in cui eventualmente deciderai di ammassare i mobili dovranno essere totalmente escluse dai lavori e chiuse. A chiave.

Ci tengo a sottolinearti a chiave perché mi è capitato
spesso di committenti che hanno accusato l’impresa di oggetti spariti. E ti
assicuro che nella quasi totalità dei casi gli operai non avevano preso proprio
nulla…semplicemente i committenti si erano scordati dove avevano messo quegli
oggetti.

Quindi il fatto che le stanze che trasformerai in deposito per i mobili siano chiuse a chiave serve sia a te per stare tranquillo che all’impresa per poter lavorare più serenamente.

E mi spiace darti una brutta notizia: per quante precauzioni
prenderai per fare in modo che non entri polvere dentro queste stanze…la
polvere entrerà e alla fine ti ritroverai con i mobili completamente sporchi.
Anche se li hai coperti con teli di nylon (la povere ha la capacità di passare
dappertutto…incredibile).

Invece, nel caso in cui tu stia ristrutturando integralmente la casa…valgono gli stessi principi!

Quindi la sostanza è che non ci devono essere mobili in casa.

Lo so che questa può sembrare una banalità…ma ci tengo a sottolineare questa cosa perché mi è capitato che qualche committente proponga di ristrutturare la casa a pezzi spostando i mobili da una stanza all’altra man mano che i lavori vengono completati.

Non ci pensare minimamente: una cosa del genere è
impossibile.

Ti ritroveresti ad avere:

  • Lavori eseguiti male
  • Costi aumentati
  • Tempi dilatati all’inverosimile
  • Mobili rovinati

La ristrutturazione completa di una casa è un processo globale che deve essere coordinato nel suo complesso e deve proseguire in modo unitario.

E dove li metto i mobili durante i lavori?

Naturalmente se devi sgombrare casa dovrai risolvere questo problema.

A meno che tu non sia abbastanza fortunato da avere qualche parente o amico che possa fornirti un appoggio temporaneo, le risposte sono sostanzialmente due:

  1. Chiedi all’impresa che ti farà i lavori se ha un magazzino dove può depositare i tuoi mobili durante i lavori;
  2. Affitta un deposito temporaneo, ne stanno sorgendo sempre di più, per il tempo necessario ai lavori.

Personalmente tenderei ad evitare la prima ipotesi, anche se sicuramente più economica, perché probabilmente il deposito dell’impresa è comunque un posto di passaggio (non ci terrà solo i tuoi mobili ma anche i materiali da costruzione) e quindi non sarai mai del tutto sicuro che siano realmente protetti e non potrai controllarli a tuo piacimento.

La seconda ipotesi invece è quella più sicura per te e i tuoi mobili in quanto solitamente questi depositi sono personali e chiusi a chiave (hai uno spazio a cui puoi accedere solo tu).

Chiaramente per spostare i tuoi mobili in un magazzino (o in qualsiasi altra parte fuori da casa tua) dovrai organizzare un vero e proprio trasloco.

O chiedi all’impresa a cui affiderai i lavori che se ne occupi, oppure ti rivolgi ad una ditta di traslochi.

L’unica cosa che devi sapere è che, se possiedi una casa in un condomino che affaccia direttamente su una strada pubblica, dovrai pagare un’occupazione di suolo pubblico temporanea.

POSSO ABITARE IN CASA DURANTE LA RISTRUTTURAZIONE?

abitare in casa durante ristrutturazione

La risposta è una e una sola possibile: NO.

E non ti lascio spazio per eventuali obiezioni.

Se stai ristrutturando casa (chiariamoci: non rifacendo il bagno, ma proprio ristrutturando casa, anche se non integralmente ma una ristrutturazione che coinvolga più ambienti di casa) non puoi continuare ad abitare in casa.

Confido nel fatto che se stai ristrutturando casa integralmente non ti passi minimamente per la testa l’idea di continuare ad abitarci durante i lavori.

Questa idea potrebbe balenarti in testa se stai facendo una
ristrutturazione parziale, magari che non interessa la camera da letto.

Lo scrivo perché è una richiesta che mi viene fatta spesso…e anche per esperienza diretta!

Appena laureato, con pochissima esperienza, mi è capitato infatti di dover ristrutturare parzialmente una casa in cui vivevo e, sebbene avessi un appoggio in cui andare durante i lavori, ho deciso di rimanere a vivere in quella casa durante i lavori.

Lo ricordo come un incubo totale: orari improponibili (lo sai che gli operai a volte arrivano in cantiere alle 6:30 del mattino?), sporcizia dappertutto (vestirsi quotidianamente con abiti impolverati non è il massimo, per non dire dell’igiene personale), imbarazzo nel condividere gli spazi di vita quotidiana con estranei, impossibilità di rilassarsi e riposarsi, etc. etc. etc.…

Ma la cosa peggiore di tutto era il pericolo costante in cui vivevo: un cantiere è pur sempre sempre un cantiere!

Macchinari e attrezzature dappertutto, calcinacci, intralci a terra. Girare con le infradito (era pure estate…) tra tavole di legno, macerie, mattoni e quant’altro non è né semplice né piacevole.

Però queste che hai letto qui sopra sono “solo” motivazioni pratiche: in realtà in qualche modo potresti riuscire a vivere per alcuni mesi come un cavernicolo, senza i più elementari lussi della vita moderna. La realtà è che la legge ti impedisce di vivere nel cantiere della tua ristrutturazione. E se qualcuno ti scopre sono multe salate!

Non puoi vivere nel tuo cantiere perché te lo dice la legge

La legge di cui stiamo parlando è il testo unico sulla
sicurezza (d.lgs. 81/2008).

Non ti voglio annoiare con riferimenti ad articoli, commi, interpretazioni e quant’altro. La sostanza è che, nel momento in cui inizi dei lavori di ristrutturazione, casa tua si trasforma magicamente in un cantiere (tutta casa tua, anche gli ambienti in cui non fai i lavori) e l’accesso ai cantieri è consentito:

  • Al direttore dei lavori
  • All’impresa appaltatrice (e naturalmente ai suoi operai…)
  • Alle imprese sub-appaltatrici (che devono essere esplicitamente indicate in un documento chiamato POS)
  • Al coordinatore della sicurezza

Nessun altro può accedere al cantiere a meno che non abbia
specifica autorizzazione da parte del direttore dei lavori o del coordinatore
della sicurezza.

E in ogni caso deve indossare i sistemi di protezione previsti per legge (caschetti, guanti, scarpe antiinfortunistiche, etc.).

Siccome per legge la responsabilità sulla sicurezza di chi sta in un cantiere cade in capo prima al committente, poi al coordinatore della sicurezza, al direttore dei lavori e infine all’impresa, non credo che troverai mai nessun professionista che potrà accettare che tu abiti nel tuo cantiere di ristrutturazione.

C’è solo un caso in cui questa cosa potrebbe essere possibile: individuando percorsi di accesso/uscita e aree di lavoro nettamente separati tra il cantiere e la parte di appartamento in cui si continuerà a vivere.

Ma ciò comporta che non ci deve essere alcuna interferenza e che dalla parte in cui si vive non deve essere possibile accedere alla parte di cantiere.

Mi è capitato un cantiere del genere, ma l’appartamento in questione aveva tre porte di ingresso e tra le aree di cantiere e quella rimasta abitabile era presente una porta blindata (interna). In casa tua hai queste condizioni?

Se me ne devo andare…dove vado a vivere?

Se non hai qualche parente che accetta di averti tra i piedi per un po’ di tempo o se non hai seconde case sfitte da occupare, c’è solo una risposta: devi affittare un appartamento.

Per tua fortuna la legge prevede gli affitti brevi: della durata di massimo 18 mesi, decisamente abbondanti per una ristrutturazione media (ma possono durare anche meno…puoi contrattare tu i tempi necessari), e che ti consentono di ovviare a questo problema senza andarti a incasinare con i contratti standard per il residenziale (4+4 anni), con preavvisi di disdetta biblici (mai meno di 6 mesi…) e con mille altri problemi.

Gli affitti brevi sono sempre più diffusi, soprattutto nelle
città con una certa vocazione turistica/terziaria e non dovresti avere problemi
a trovarne uno.

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QUANTO DURERÀ LA RISTRUTTURAZIONE?

Questa è una domanda che nasce esattamente nel momento in cui realizzi che dovrai lasciare casa tua per tutta la durata dei lavori.

Infatti sia che tu abbia a disposizione una residenza di appoggio sia che tu debba affittare un appartamento temporaneamente (soprattutto in questo caso in realtà) vorrai sapere quanto durerà il tuo esilio.

Vorrei essere in grado di darti una risposta precisa sulla durata dei lavori ma non lo posso fare.

Ci sono troppe variabili in gioco che differenziano nettamente una ristrutturazione da un’altra per poter rispondere senza dire sciocchezze:

  • La tipologia di lavori che farai
  • In che percentuale incidono sull’immobile (è una
    ristrutturazione completa?)
  • Quanto è grande l’immobile
  • Che forniture hai scelto (e le relative
    tempistiche di consegna)

Inoltre c’è l’enorme incognita degli imprevisti che in un cantiere edile sono sempre presenti e in una ristrutturazione ancora di più.

Una cosa te la posso dare per certa: l’impresa ti dirà sicuramente dei tempi di consegna. Tu aggiungici almeno un 20-30% in più e otterrai i reali tempi di consegna della tua casa ristrutturata…raramente ho visto un’impresa completare i lavori nei tempi previsti.

Detto ciò mi sembra comunque giusto provare a darti alcuni
riferimenti in merito a tempistiche verosimili per la realizzazione della tua
ristrutturazione.

Tempistiche di realizzazione dei lavori

Cerchiamo di dividere i tempi in tipologie di lavori e
dimensioni dell’immobile.

Ristrutturazione completa di un bagno (di almeno 4-6 mq): un mese.

Per completa naturalmente intendo compresa la sostituzione
degli impianti. Cambiare sanitari e piastrelle può essere un lavoro più breve
(anche se non di molto).

Rifacimento completo degli ambienti con impianti idrici (bagno/i, lavanderia, cucina): da due a tre mesi.

Ristrutturazione completa (quindi con rifacimento di tutti gli impianti e sostituzione delle finiture tra cui gli infissi) di un appartamento, senza modifica della distribuzione interna:

Per appartamenti fino a 50mq: tre mesi

Per appartamenti fino a 80mq: quattro mesi

Per appartamenti fino a 100mq: cinque mesi

Per appartamenti fino a 150mq: sei mesi

Se comprendi anche la ridistribuzione interna (spostamento dei muri) aggiungi almeno un mese a quello che hai letto sopra.

Ti sembrano tempi troppo lunghi? In realtà mi sono tenuto un po’ stretto…

L’edilizia italiana non è come quella americana che puoi
vedere nei programmi televisivi in cui parlano di rifacimento completo di
appartamenti di 200-300mq in sei/sette settimane.

Lì è possibile per i sistemi costruttivi utilizzati
(principalmente a secco, senza uso di malte e intonaci) e per l’alta
standardizzazione dei componenti edilizi. (E comunque non è sempre vero quello
che ti raccontano).

Qui i materiali hanno bisogno di più tempo per essere posati e di più tempo per maturare (penso ai massetti, alle malte, ai cementi, agli intonaci…). Inoltre la situazione delle nostre città è nettamente diversa: strade spesso strette, appartamenti difficilmente raggiungibili…tutto ciò rendono le tempistiche millantate dagli americani inapplicabili al nostro mercato.  

QUANDO POTRÒ FARE IL TRASLOCO?            

Quando fare il trasloco

In questo caso parliamo del trasloco finale, quello che farai dopo i lavori, quando la tua ristrutturazione sarà completata e potrai finalmente tornare a vivere in casa.

E parliamo sia del trasloco dei mobili che hai messo in deposito sia dei nuovi mobili che hai deciso di acquistare.

La risposta più logica e banale a questa domanda è: quando sono completamente finiti i lavori. Ed è esattamente quello che devi fare! Aspettare che siano completamente finiti tutti i lavori.

Allora perché te ne sto scrivendo?

Perché la realtà dei fatti è che troppo spesso i committenti, verso la fine dei lavori, si fanno prendere dall’ansia di rientrare a casa. Esausti dopo estenuanti mesi di ristrutturazione, fanno pressioni all’impresa per concludere in fretta i lavori, e spesso anticipano la consegna dei mobili quando ancora la casa non è pronta.

È una cosa da evitare assolutamente. E adesso ti spiego il perché.

L’ultima fase di una ristrutturazione è la pitturazione: i pittori devono avere la casa completamente sgombra per poter lavorare velocemente e in modo preciso. Se devono fare lo slalom tra i mobili o peggio infilare le mani dietro armadi e comò già installati, il risultato sarà pessimo.

Correresti il rischio di trovarti con colature di pittura sui mobili, porzioni di casa con difetti di pittura, pareti non omogenee…non è questo che vuoi vero?

Inoltre, prima di fare il trasloco è essenziale che, oltre al fatto che i lavori siano completi del tutto, tu e il tuo direttore dei lavori facciate un sopralluogo approfondito per verificare l’eventuale presenza di difetti evidenti che vanno assolutamente sistemati prima di riempire la casa delle tue cose.

E l’unico modo per farlo è con la casa sgombra.

Quindi il trasloco va fatto solo dopo che anche l’ultimo operaio è uscito dalla casa e tutto è perfetto.

UN’ORGANIZZAZIONE PERFETTA PER NON TROVARSI IMPREPARATI

In questo articolo ti ho parlato di alcuni aspetti che, sebbene all’apparenza banali, spesso sono causa di grandi punti interrogativi e ansia per chi ristruttura e che non vengono mai sufficientemente chiariti da imprese e tecnici, generando spesso incomprensioni e scuse per futili litigi.

Ma una ristrutturazione non è solo una perfetta organizzazione dei lavori (con le modalità che ti spiego nel mio manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi”) ma è anche una perfetta organizzazione di tutto ciò che ruota intorno ad essa, a partire da come dovrà svolgersi la tua vita durante quei complicati mesi.

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L’articolo Guida pratica di sopravvivenza agli aspetti organizzativi della ristrutturazione sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

13 Settembre 2019 / / Design

cucina a legna in un loft industriale

Cucinare con risultati da chef e nello stesso tempo riscaldare la casa in modo più ecologico ed economico? La cucina a legna è la risposta.

Ormai lontane dallo stereotipo della “cucina della nonna”, in commercio sono disponibili soluzioni adatte per tutti coloro che vogliono combinare insieme cucina e riscaldamento, con un prodotto che sia contemporaneamente uno scenografico oggetto d’arredo, freestanding oppure ad incasso, e una vera macchina da riscaldamento, come le cucine J.Corradi.

Quattro collezioni di cucine a legna 

Ideali per cucinare e riscaldare in modo green, i modelli J.Corradi nascono per riscoprire le antiche tecniche di cottura a legna, che regalano ad ogni pietanza gusti e sapori assolutamente impareggiabili rispetto alla cottura a gas o con strumenti elettrici.

cucina a legna Country

COUNTRY – Dettagli raffinati, finiture di pregio, e tutte le funzioni per cucinare da chef.

La robusta piastra in ghisa radiante, posizionata direttamente sopra l’ampio braciere, ha uno spessore di 8 millimetri, e questo gli consente di mantenere la temperatura più a lungo, perfino quando la fiamma è ormai spenta. Sugli anelli, dove la temperatura è più alta, si possono effettuare le cotture più rapide, mentre sui lati il calore è diffuso, perfetto per le cotture lente, come i risotti, i brasati, le salse. Una vasca per l’acqua calda è fornita come optional, per avere un liquido alla giusta temperatura sempre a disposizione mentre si cucina.

Il forno a legna ha dimensioni generose di 58 o 45 litri ed è rivestito di materiali refrattari di altissima qualità, per mantenere la temperatura interna costante ed omogenea. La temperatura interna si può controllare attraverso il termometro posto frontalmente, mentre, nei modelli predisposti, è possibile anche regolare l’intensità del fuoco attraverso una  pratica manopola che aumenta o diminuisce la quantità d’aria presente nel braciere. Con braci e fiamma vive si raggiunge la temperatura ideale per cuocere pane e pizze, mentre con fiamma moderata o addirittura a braci spente, è possibile portare a cottura le pietanze che hanno bisogno di tempi lunghi e temperature più dolci, come arrosti, verdure, torte. Sono disponibili guide estraibili come optional per tutti i modelli.

cucina a legna NEOS

NEOS – Essenziale nelle linee e nelle forme, perfetta per gli ambienti più contemporanei.

In abbinata alla parte legna, sono disponibili piani cottura gas o elettrici che prevedono diverse combinazioni, per soddisfare le più disparate esigenze d’uso.

Le cucine J.Corradi rappresentano una soluzione ottimale tanto per le performance a livello di cottura, quanto nel settore del riscaldamento ecosostenibile. Mentre portano a cottura le pietanze scegliendo di volta in volta la tecnica più adatta, riscaldano piacevolmente la stanza in cui sono installate.

cucina a legna Borgo Antico

BORGO ANTICO – L’intramontabile fascino della ceramica, da combinare in infinite varianti.

Nella versione Thermo, possono anche produrre acqua calda per i termosifoni di tutta la casa o per l’impianto di riscaldamento a pavimento. I materiali refrattari di alta qualità ed il preciso controllo della combustione  consentono rendimenti davvero interessanti, fino al 78- 80%. In questo modo, anche i modelli più piccoli da 60 cm possono riscaldare una stanza di circa 70 metri quadri, mentre i più grandi in versione “thermo” arrivano a 200 metri quadri.

Il focolare, particolarmente profondo (40-50 cm), permette di inserire anche ciocchi di legna di grandi dimensioni ed è progettato per sfruttare al meglio la cosiddetta tecnica del “fuoco continuo”.

La cucina a legna, infatti, può continuare a scaldare per lungo tempo senza bisogno di continue ricariche e le braci restano accese fino ad oltre 6 ore dall’ultima carica.

cucina a legna Rustica

RUSTICA – Uno stile sobrio ed elegante, adatto a tutti gli ambienti, con ampie porte vetro.

Moderna, la nuova linea di cucine a legna dal design contemporaneo

Il design sobrio e lineare di Moderna è caratterizzato da un frame in alluminio cromato, che rialza da terra e alleggerisce l’intera struttura, e dalla totale assenza di spigoli vivi. Angoli, ante e maniglie sono raggiati e saldati per una migliore ergonomia e per un risultato di grande effetto estetico.

Il focolare è realizzato in Alutec®, un materiale brevettato da MCZ Group che sbianca alle alte temperature e garantisce una fiamma brillante e scenografica. Il fuoco, regolabile facilmente da un unico comando integrato nel vano, offre performance di riscaldamento di tutto rispetto, arrivando a scaldare efficacemente ambienti dai 70 ai 100 metri quadri, secondo la dimensione del modello.

Mentre riscalda l’ambiente circostante per convezione naturale, il focolare mantiene calda la piastra superiore, disponibile in ghisa o in vetroceramica, e il forno a legna, da 22 o 51 litri, con termometro e anta a triplo vetro per il massimo isolamento e sicurezza. Il piano cottura in inox aumenta la versatilità d’uso di Moderna e si può personalizzare a piacere con fornelli a gas o piastre ad induzione.

Telaio e maniglie sono in alluminio cromato. Il rivestimento esterno è in acciaio inox oppure verniciato a polveri in color rosso o nero. I fianchi sono areati per facilitare l’installazione ad incasso. La cucina è disponibile con piedi in acciaio o zoccolo in metallo.

La cucina a legna Moderna è disponibile in due modelli a legna da 61 e 90 cm; quattro modelli combinati a legna, gas, elettrico, da 121, 150, 151 e 180 cm; due modelli che offrono solo la parte gas ed elettrica, da 70 e 100 cm.

Per maggiori informazioni www.jcorradi.com

L’articolo Cucina a legna: cucinare e riscaldare in modo green proviene da Dettagli Home Decor.

13 Settembre 2019 / / Decor

La biancheria gioca un ruolo importante nel look della camera da letto. Rinnovando coperte, lenzuola, copripiumoni e cuscini si può cambiare l’aspetto della stanza senza intervenire sull’arredamento.

look della camera da letto

A volte basta poco per cambiare il look di una stanza. Per esempio, può essere sufficiente rinnovare i tessuti, un escamotage valido e poco oneroso.

In camera da letto, le opzioni sono moltissime, e si può approfittare del cambio di stagione per rinnovare la biancheria. Oggi il letto, del resto, è l’elemento protagonista della stanza: le tendenze più attuali lo vedono vestito con numerosi cuscini, copriletti e plaid in coordinato. 

Copriletti, trapunte  e copripiumoni

Il ruolo centrale, nell’arredamento del letto, lo giocano senz’altro copriletti, trapunte e copripiumoni. In base al colore e al motivo che scegliamo, andremo ad abbinare cuscini e altri elementi.

Il letto tradizionale è vestito con le classiche lenzuola sopra e sotto, con una coperta pesante nei mesi freddi o con una trapunta leggera nelle mezze stagioni. In questo caso, per cambiare il look della camera da letto si può giocare con i set di lenzuola e federe, da scegliere in colori coordinati o in contrasto con quelli di cuscini e coperte. Se siete tra coloro che usano il copriletto, magari per rivestire una coperta o una trapunta un po’ datati, vi basterà averne un paio da alternare secondo la stagione.

La scelta più pratica e versatile è sicuramente quella di chi ama dormire avvolto in un soffice piumone. Con i set copripiumone, infatti, cambiare i colori e gli abbinamenti della biancheria da letto è veloce e pratico, e consente di rinnovare il look ad ogni cambio settimanale.

look della camera da letto

Inoltre, vestire il letto con il piumone ha dei vantaggi anche dal punto di vista del benessere: è leggero, soffice e traspirante, e permette di ottenere la temperatura perfetta per un riposo confortevole.

Il mio consiglio è quello di scegliere prodotti di qualità, come i copripiumoni di Dreamin’101, che oltre ad essere confezionati con tessuti di ottima qualità sono dotati dell’esclusivo sistema slippin’simple, che facilita l’inserimento del piumone e che lo fissa al sacco.

Cuscini e guanciali

La testata del letto spartana, con i soli guanciali, è ormai decisamente démodé. Il letto di tendenza trabocca di cuscini di dimensioni e forme diverse, che vanno a formare una quinta scenografica. Anche i più minimalisti non possono rinunciare ad almeno un cuscino da accompagnare al guanciale.

look della camera da letto

Questo offre un’occasione d’oro per variare il look, divertendosi ad abbinare le federe. Potete giocare sui colori, in contrasto o coordinati, oppure sui materiali, affiancando il cotone al lino grezzo o alla lana lavorata a tricot.

look della camera da letto

I cuscini arredo di Dramin’101 sono perfetti per creare una morbida e scenografica testata del letto. La scelta varia tra le trame eleganti del lino, i delicati tessuti in voile di cotone o la morbida lana tricot, nei colori naturali oppure nelle sofisticate tinte di tendenza.

Coperte e plaid

Per completare l’arredo del letto, non possono mancare coperte e plaid. Ripiegate ai piedi del letto o drappeggiate con apparente nonchalance, le coperte, o i plaid, oltre a riscaldarci e coccolarci, danno quel tocco di stile in più per un look ricercato.

In inverno saranno perfette le coperte in lana, in tessuto o lavorate a maglia; in estate scegliete leggere copertine in lino, mentre i plaid in fibra sintetica, più resistenti, sono la soluzione ideale se in casa avete bimbi o animali.

Qui trovi tutti i post sulla camera da letto


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13 Settembre 2019 / / Charme and More

Esistono mode e mode: certe tendenze sono destinate ad avere un successo fugace, mentre altre possono contare su un trionfo evergreen, che non va mai in soffitta. E fra queste troviamo le gonne a portafoglio, considerate come uno dei trend maggiormente in voga nel 2019. Per non parlare, poi, della varietà in termini di stile: oggi possiamo rendercene conto ammirando i numerosi modelli di gonna a portafoglio su YOOX, una delle principali vetrine digitali del momento.

Si parla ad esempio delle wrap skirt, con un taglio in stile “scolaretta”, ma anche di modelli più audaci, che scoprono le gambe senza mai dimenticare l’eleganza. E poi troviamo i tagli più sobri, che arrivano fino al ginocchio e oltre, spesso impreziositi dall’uso di materiali come la pelle. Il tutto, comunque, nel nome dello spacco che fa tendenza e che trasuda sensualità da ogni poro. Ecco perché oggi scopriremo i migliori consigli per indossare questo must have autunnale.

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Lunga o corta? Questione di volumi

Gonne a portafoglio mini o longuette, il taglio non conta: sono entrambi modelli molto gettonati nella stagione autunnale. Le gonne mini sono particolarmente sensuali e sbarazzine, consigliate dunque a un pubblico più giovane, mentre la gonna lunga con spacco frontale è molto più elegante, pur mantenendo la sensualità tipica del genere. La scelta, oltre ad essere una questione di gusti, è anche legata ai volumi. Il modello lungo, difatti, crea un effetto visivo più efficace per via della sovrapposizione dei tessuti.

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Come indossare le gonne a portafoglio

In base al modello scelto, è possibile costruire outfit molto diversi fra loro, ma sempre entusiasmanti. Il primo consiglio è di pescare a piene mani da un’altra grande tendenza del momento, ovvero lo stile street.gonna-a-portafoglio-street

In alternativa, esiste una variante più sobria e “abbottonata”, con una camicia bianca e un paio di calzature flat, ideali se abbinati a un modello midi. Anche i pullover a maniche lunghe si abbinano alla perfezione al modello in questione.

Infine, occorre ricordare il tono fashion dei tagli delle gonne asimmetriche e delle fantasie con stampe a righe verticali. In questi casi, un paio di sneakers sa come farsi valere, ma anche i tacchi sono ottimi da abbinare a una gonna a portafoglio per un look più formale e ricercato.

Altri consigli per indossarla

Naturalmente non mancano altri capi perfetti in abbinamento a una gonna di questo tipo: si parla ad esempio dei top, da sfruttare durante le giornate più calde, che sono ancora frequenti in questo periodo. Per l’autunno inoltrato, invece, una giacchetta corta si dimostra una scelta più che sensata e per l’inverno ecco l’opzione rappresentata dalla giacca in pelle, insieme agli stivali over-knee.

In conclusione, questo autunno non potremo proprio fare a meno delle gonne a portafoglio e avremo molte opzioni di stile per sfoggiarle.

 

L’articolo Gonna a portafoglio: il capo must have autunnale proviene da Charme and More.

12 Settembre 2019 / / Charme and More

Etsy Finds of the Week: tepore autunnale.

 

etsy-tepore-dautunno

L’autunno fa venire voglia di avvolgersi in un bel maglione caldo e di atmosfere dolci e coccolose in tema di arredo casa.

Colori caldi e intensi nelle tonalità del marrone, ispirati alla natura, saranno protagonisti del guardaroba della stagione fredda e faranno capolino su complementi d’arredo e accessori per la casa.

Da Etsy ecco di seguito la selezione della settimana; dettagli di stile  per rinnovare il look e idee d’arredo per dare personalità e atmosfera alla casa.

1.| Morbido maglione fatto a mano da BLUEBLUEUS da abbinare ad una camicia bianca e pantaloni grigi per un outfit casual.(€ 74,70)

2.|Calde pantofole in feltro di lana dell’Alto Adige, fatte a mano da VASlippers.  Perfette per essere indossate sia durante l’inverno che in estate in quanto la lana  aiuta il piede nella naturale regolazione della temperatura. (€ 67,00+)

3.| Coperta in lana, 100% naturale senza trattamenti chimici. Durante la sua produzione ScandiMama non ha utilizzato né coloranti chimici né ammorbidenti chimici. (€ 121,03+)

4.| Candela vegan-friendly in cera di soia naturale al 100%, nella profumazione cannella e chiodi di garofano, è realizzata a mano da OldManAndMagpie.

Le sue note olfattive scalderanno l’atmosfera in casa riportando alla mente ricordi di passeggiate autunnali nei boschi e serate invernali seduti accanto al fuoco. (€ 10,53+)

5.| Vaso Wabi-Sabi realizzato in ceramica raku. tecnica di cottura della ceramica giapponese, nata in sintonia con lo spirito zen, in grado di esaltare l’armonia delle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme.  Realizzato da KateVoronina si adatta a qualsiasi stile dallo scandinavo all’ industrial. (€ 56,74)

6.| Cappello Fedora a tesa larga floppy in due tonalità di feltro con con nastro in grosgrain. Completerà i vostri look autunnali con eleganza. JustineHats  (€ 154,89 € 172,10+)

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L’articolo Etsy Finds of the Week: tepore autunnale proviene da Charme and More.

12 Settembre 2019 / / Design

Gli arredi proposti dalla realtà Shāke racchiudono un’essenza stilistica di grande gusto. La nuova collezione Icons dell’azienda propone soluzioni per la zona notte e quella giorno. Un tocco unico per un ambiente ricercato e ricco di carattere.

Shāke è una “sartoria dell’abitare”. Ogni prodotto è frutto di ricerca con particolare attenzione al design e alla cultura progettuale. La produzione parte dalla ricerca di soluzioni stilistiche contemporanee e di materiali di grande pregio per valorizzare al meglio lo stile unico e distintivo del brand, operando la sintesi perfetta tra le più sofisticate tecnologie costruttive e l’alta capacità artigianale.

Tavolino HEX – Shāke

Sedia FUN – Shāke

Comò CUBIC – Shāke

Letto EGO – Shāke

Poltroncina MIA – Shāke

Credit photo by Shāke

12 Settembre 2019 / / Decor

Le decorazioni in metallo da appendere esistono eccome e sono leggere, originali e creative. Sono prodotte dal brand italiano Origami Steel e te ne parlo nel post di oggi.


Il metallo è uscito dal suo ruolo di materiale grezzo di costruzione.

Si è ingentilito diventando protagonista di molte collezioni italiane di arredi e complementi d’arredo. Oggetti talmente raffinati e delicati che non penseresti mai siano di metallo.

Voglio farti dare una sbirciata all’interno del mondo di Origami Steel.

Pronto?

LE DECORAZIONI IN METALLO DA APPENDERE DI ORIGAMI STEEL

Origami Steel è un’azienda 100% Italiana, che si concentra proprio sulla lavorazione del metallo al fine di produrre oggetti per il decoro casa.

Ma li produce con un occhio di riguardo all’ambiente, stando attenta al processo produttivo e alla qualità e riciclabilità dei materiali.

Il risultato lo vedrai tra poco: tantissime collezioni in cui l’unicità e l’allegria sono le parole d’ordine. Tutti i complementi sono ovviamente in metallo, ma è talmente fine che in molti oggetti si può anche flettere, per rispondere a delle particolari esigenze.

L’ORIGINALITÀ CHE TI MANCAVA IN CASA

Un primo pezzo che merita sicuramente attenzione è l’orologio analogico CLOCK Can’t wait. Riprende la forma dei vecchi cucù, ma ne rielabora il concetto trasformando un elemento classico in un pezzo attuale.

Snello e leggero, è disponibile in moltissimi colori. In qualsiasi punto della casa tu decida di metterlo non puoi sbagliare: è davvero un passepartout.

Hai bisogno di un attaccapanni originale, ma non vuoi i soliti ganci?

Ho la risposta per te.

Si chiamano HOOK Steel tree e Fantasy Tree Dark. E sono quello che il nome dice: alberi in metallo. Si appendono a parete e diventano appendiabiti, piegando leggermente le foglioline della chioma.

Puoi configurarli come meglio preferisci ed oltre a essere funzionale, sono anche decorativi.

In particolare HOOK Steel Tree non è solo appendiabiti. Può anche essere un supporto per le tue piante rampicanti, basta metterlo in vaso o nel terreno.

decorazioni in metallo da appendere orologio clock can't wait di Origami Steel
Orologio clock can’t wait di Origami Steel
Origami Steel, Supporto decorativo  Steel Tree duo
Origami Steel, Supporto decorativo Steel Tree duo
Hook Steel Tree Origami Steel
Hook Steel Tree Origami Steel
Origami Steel, Supporto decorativo  Fantasy Tree Dark
Origami Steel, Supporto decorativo Fantasy Tree Dark
Supporto decorativo Caterpillar
Supporto decorativo Caterpillar

A TUTTO DECORO CON I PICCOLI COMPLEMENTI IN METALLO

La gamma dei prodotti di Origami Steel non finisce qui. C’è tutta una serie di piccoli elementi che sono davvero irresistibili e offrono mille soluzioni d’uso.

Ad esempio MAGAZINE Leaf: un piccolo porta bigliettini da visita o tovagliolini, in acciaio lucido Mirror. Un piccolo capolavoro che contribuirà a portare unicità nei tuoi ambienti.

L’ultima collezione ti cui ti voglio parlare si chiama SPIKEY Funny Decors. Sono sicura che i piccoli di casa impazziranno per questi pezzi.

Perché?

Perché sono piccoli elementi decorativi che riprendono le sagome degli animali più conosciuti. Anche questi elementi sono in metallo non trattato, ecosostenibile e riciclato.

Come li usi? Li puoi inserire nei tuoi vasi per dargli un tocco in più, puoi usarli come segnaposto a tavola (ricordi che il metallo è così leggere da potersi flettere?).

Ma puoi usarli anche come segnalibro. Insomma, le possibilità sono davvero infinite. Tu devi solo scegliere forma e colore e poi al resto ci pensa la fantasia.

decorazioni in metallo da appendere, MAGAZINE Leaf
Origami Steel, Porta biglietti da visita o tovagliolini Magazine Leaf Bonsai
SPIKEY Funny Decors elementi decorativi in metallo con forme di animali
Origami Steel, Piccoli Decori Baby Spikey Mix
Origami Steel, Piccoli Decori  Baby Spikey Coccinella tavola
Origami Steel, Piccoli Decori Baby Spikey Coccinella tavola
Decorazione a parete appendiabiti
Decorazione a parete appendiabiti

HAI VISTO QUANTA CREATIVITÀ DA UN SEMPLICE ELEMENTO COME IL METALLO?

Cosa ne pensi di Origami Steel e dei suoi prodotti allegri ed originali?

Immaginavi che un elemento come il metallo potesse trasformarsi in qualcosa di così leggero e decorativo?

E se sei rimasto piacevolmente stupito, al punto da voler prendere qualcuno di questi pezzi, ho una sorpresa per te. Ho uno sconto del 50% sull’acquisto di qualsiasi elemento della loro collezione.

Che aspetti?

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Decorazioni in metallo da appendere e non solo. La creatività 100% italiana di Origami Steel sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

12 Settembre 2019 / / Dettagli Home Decor

emergenza cambiamenti climatici

Il 40% delle emissioni di CO2 globali è imputabile all’edilizia

Sono 8 gli studi italiani fondatori dell’Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency, un’iniziativa nata a maggio nel Regno Unito che conta già più di 600 sottoscrittori del calibro di David Chipperfield, Foster + Partners e Zaha Hadid Architects. L’obiettivo è mobilitare il mondo dell’architettura per combattere la crisi climatica e salvaguardare la biodiversità. Altri paesi, tra cui Australia, Norvegia, Islanda, Sud Africa e Nuova Zelanda, stanno aderendo al movimento.

Gli studi italiani firmatari-fondatori dell’Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency sono Piuarch Studio, Schiattarella Associati, Archilinea, Park Associati, Michele De Lucchi Architects, Fuksas, Labics, ABDR.

I fondatori del movimento inglese hanno riscontrato a livello internazionale grande interesse e attenzione da parte dei colleghi architetti e hanno deciso di consentire una più ramificata divulgazione, assegnando a Piuarch il compito di promuovere e divulgare gli intenti di questo manifesto anche nel nostro paese.

L’Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency nasce in un momento storico d’urgenza in cui il Sistema Paese ha necessità di mettere in pratica gli 11 punti contenuti nella dichiarazione. Costruire edifici efficienti dal punto di vista energetico è un’esigenza e sempre più una priorità nell’agenda politica italiana ed europea.

Per iscriversi: ITALIAN ARCHITECTS DECLARE WEBSITE

Il Manifesto

Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency

La crisi climatica e la perdita di biodiversità sono un’urgenza del nostro tempo. L’architettura e gli edifici svolgono un ruolo importante, rappresentando circa il 40% delle emissioni di biossido di carbonio (CO2) legate all’energia, avendo anche un impatto significativo sui nostri habitat naturali.

Per tutti coloro che lavorano in questo settore, soddisfare i bisogni della nostra società senza violare i confini ecologici della terra richiederà un cambiamento di processi e modelli nel nostro approccio al lavoro. Insieme ai nostri clienti, avremo bisogno di commissionare e progettare edifici, città e infrastrutture come componenti indivisibili di un sistema più ampio, rigenerante e autosufficiente.

La ricerca e la tecnologia esistono in primo luogo per permetterci di iniziare questa trasformazione, ma ciò che finora è mancato è la volontà collettiva. Riconoscendo questo, ci stiamo impegnando a rafforzare le nostre pratiche di lavoro per creare progetti architettonici e urbanistici che abbiano un impatto più positivo sul mondo che ci circonda.

Cercheremo di:

– Aumentare la consapevolezza riguardo l’emergenza climatica e la perdita di biodiversità e sensibilizzare i nostri clienti e fornitori circa l’urgente necessità di agire.

– Sostenere un cambiamento più rapido nel nostro settore verso pratiche di progettazione rigenerativa come anche una più alta priorità di finanziamento da parte del governo per fronteggiarle.

– Stabilire i principi e le tecniche di mitigazione del clima e della biodiversità come chiave di successo del nostro settore: dimostrato da diversi premi, studi e inchieste.

– Condividere conoscenze e ricerche a tal fine su base open source.

– Valutare tutti i nuovi progetti che possano ostacolare un contributo positivo alla mitigazione della crisi climatica e incoraggiare i nostri clienti ad adottare questo nuovo approccio.

– Riqualificare gli edifici esistenti favorendone un uso prolungato come alternativa più efficiente alla demolizione e alle nuove costruzioni laddove sia possibile.

– Includere il costo del ciclo di vita, la modellazione del carbonio e la valutazione dell’impatto di occupazione dell’edificio come parte delle fasi di progettazione, per ridurre l’uso di risorse.

– Adottare più principi di progettazione rigenerativa nei nostri studi, con l’obiettivo di produrre progetti architettonici e urbanistici che vadano oltre lo standard delle zero emissioni di carbonio.

– Collaborare con ingegneri, imprese, fornitori e clienti per ridurre ulteriormente i rifiuti di costruzione.

– Accelerare il passaggio a materiali a basse emissioni di carbonio in tutto il nostro lavoro.

– Ridurre al minimo lo spreco di risorse nell’architettura e nella pianificazione urbana, sia su larga scala che nel dettaglio.

Firmatari fondatori:

Piuarch Studio, Schiattarella Associati, Archilinea, Park Associati, Michele De Lucchi Architects, Fuksas, Labics, ABDR

Speriamo che ogni studio di architettura italiano si unisca a noi nel prendere questo impegno.

Per iscriversi: ITALIAN ARCHITECTS DECLARE WEBSITE

#architectsdeclare

L’articolo L’architettura italiana in campo per la crisi climatica e tutelare la biodiversità proviene da Dettagli Home Decor.

12 Settembre 2019 / / Architettura

Per arredare bene gli spazi è necessario prendere bene le misure e avere un senso di spazialità. Infatti, è uno dei requisiti indispensabili per i buoni architetti e designers.

Nel progetto d’interni tenere in considerazione lo spazio e le misure per arredare è proprio necessario affinché le persone possano passare agevolmente tra gli arredi. Gli arredi più belli e di design ma ingombranti in uno spazio ristretto e non adatto, possono diventare inutili e fastidiosi durante la vita quotidiana. Quindi, per non sbagliare bisogna sapere quanto spazio prevedere tra i mobili in vari locali. Nel post di oggi vi parlo della cucina. Si tratta di uno spazio in cui trascorri molto tempo, cucinare e mangiare sono tra i fabbisogni principali di una persona e necessitano di particolare attenzione. In questi ultimi anni, la cucina si è trasformata in un ambiente di lavoro, sopratutto per gli chef o food blogger, gli imprenditori digitali e appassionati di cucina che scrivono sul web. Per garantire un ambiente sicuro e funzionale è necessario rispondere a specifiche regole ergonomiche.

Le misure per arredare bene una cucina componibile

Se avete uno spazio ridotto la soluzione migliore per arredarlo è una cucina componibile. Perché, in questo modo si possono utilizzare i moduli per ottimizzare lo spazio a disposizione e ottenere un ambiente funzionale e anche esteticamente piacevole. Progettare le cucine componibili significa incastrare elementi rettangolari e quadrati tra di loro in modo da soddisfare la richiesta del cliente. Quando sarai con il tuo architetto d’interni sentirai parlare di misure dai 30 ai 90 centimetri, perché le dimensioni di una cucina componibile si aggira sui multipli di 15. I moduli più comuni nelle cucine componibili misurano dai 45 centimetri in su.

La base dei mobili è la prima cosa da tenere in considerazione, la profondità ha un minimo di 60 centimetri dalla norma, ma puoi trovare dei modelli con le misure maggiori. Per una cucina piccola, è consigliabile riservare più spazio ai supporti di lavoro e dove cucini le pietanze. Invece, per lo spazio dove consumare i pasti, un modulo a penisola insieme ai tipici sgabelli americani, potrebbe essere una soluzione. oppure un prolungamento del modulo dove ci sono i fuchi. Questa scelta dipende tanto da com’è fatto la pianta della tua cucina, fatti consigliare dal tuo architetto oppure chiedi una consulenza qui.

Le misure per arredare

Di fronte ad una cucina in linea o ad L, occorre uno spazio di almeno 80 centimetri per muoversi agevolmente e poter aprire comodamente i pensili e le ante. Invece, se hai una cucina lunga e stretta, per non risultare soffocante bisogna lasciare davanti al piano di lavoro almeno 120 centimetri.

Le misure per arredare

Le misure in una cucina con isola

Chi ha a disposizione un’ampia metratura e desidera creare una cucina e living come le cucine americane, può divertirsi con la cucina con isola. Il piano di lavoro troneggia in mezzo alla stanza, dove possono esserci anche i fuochi e il lavello. Solitamente un’isola ha una profondità di 120 centimetri e lunga tra 180 e 220 centimetri. Davanti ai lati corti si può lasciare uno spazio inferiore, ma non meno di 90 centimetri, per questioni di proporzione.

Le misure per arredare


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12 Settembre 2019 / / Architettura

Chiamata Villa delle Querce per la presenza di tre imponenti querce, la casa è stata progettata e realizzata dal proprietario, l’architetto Marco Di Giovanni, in collaborazione con Cafelab architetti, il nostro studio di architettura.
La villa si trova lungo la Via Flaminia, in un’oasi di pace immersa nel verde a soli 15 minuti dal centro di Roma.

La forma dell’abitazione e la sua posizione nel lotto nascono dalla presenza dei tre alberi più grandi che hanno determinato gli assi principali di una griglia geometrica a 45 gradi che ha organizzato tutto il progetto, dai percorsi in giardino ai volumi della casa.

L’edificio è articolato in due corpi, villa e dependance, di dimensioni e altezze differenti, scanditi da setti in muratura a vista che danno rigore e gerarchia alla costruzione generando un gioco di luci e ombre sulle facciate.

interni inondati di luce naturale

I setti murari proseguono all’interno della casa creando continuità fra lo spazio esterno e quello interno.
La matericità e la colorazione intense delle pareti in mattoni a vista contrastano con gli interni molto chiari, dai colori neutri, con muri e pavimentazioni candide in cui si inseriscono pochi arredi minimali in legno dalle tonalità tenui.

Gli interni sono inondati di luce naturale, le finestre a tutta altezza e la vetrata della scala con il pavimento in vetro extrachiaro aprono il nucleo centrale della casa alla luce e alle viste sul giardino circostante.

Il living è un open space a doppia altezza con zona relax-tv, cucina e sala da pranzo.
Il piano superiore ospita due camere da letto e una master suite dotata di cabina armadio e bagno privati.
Sfruttando opportunamente la pendenza del terreno anche il seminterrato riceve luce naturale.

progetto e tecnologia per il comfort

Grazie all’attento studio dell’orientamento, le alberature e gli sbalzi delle terrazze garantiscono sedute piacevolmente ombreggiate per zone relax e spazi per pranzare all’aperto anche durante i caldi mesi estivi romani.
Il sistema di riscaldamento e raffreddamento radiante a pavimento è alimentato da pompa di calore; gli infissi antieffrazione in vetro isolante, il sistema di sicurezza e l’illuminazione interamente a LED rendono Villa delle Querce un edificio confortevole, tecnicamente moderno e sicuro.

Negli anni occorsi per portare a termine Villa delle Querce abbiamo lavorato in stretto contatto con il committente/progettista, sentendoci molte volte a settimana e crediamo sia nata una grande amicizia fra noi. Marco è scomparso nel 2018, ci conforta pensare di aver contribuito al suo lascito.

Villa delle Querce è ora in vendita
per info:
CAFElab architettura e design
www.cafelab.it
info@cafelab.it

Area del lotto: 2100mq
Area della costruzione: 388 mq

Villa delle Querce, rigorous geometries immersed in nature

Called Villa delle Querce for the presence of three imposing oaks (querce in italian), the house was built by Cafelab architects, our architectural firm, in collaboration with the owner and architect Marco di Giovanni.
The villa is located along the Via Flaminia, in an oasis of peace surrounded by greenery just 15 minutes from the center of Rome.

The shape of the house and its position in the lot arise from the presence of the three largest trees that determined the main axes of a 45 degree geometric grid that organized the whole project, from the paths in the garden to the volumes of the house.

The building is divided into two bodies, villa and dependance, of different sizes and heights, marked by walls in visible masonry that give rigor and hierarchy to the building generating a play of light and shadows on the facades.

Interiors flooded with natural light

The masonry walls continue inside the house, creating continuity between the external and internal space.
The intense texture and color of the exposed brick walls contrast with the very light interiors, with white walls and floors in which there are just a few minimal furnishings in neutral colors and soft shades of wood.

The interiors are flooded with natural light, the full-height windows and the staircase with the extra-clear glass floor open the central core of the house to the light and the views of the surrounding garden.

The living area is a double-height open space with a TV relaxation area, kitchen and dining room.
The upper floor has two bedrooms and a master suite with a walk-in closet and private bathroom.
By appropriately exploiting the slope of the land, the basement also receives natural light.

Design and technology for comfort

Thanks to the careful orientation study,the trees and terraces guarantee pleasantly shaded seating for relaxation areas and spaces for outdoor dining even during the hot Roman summer months.

The radiant floor heating and cooling system is powered by a heat pump; the insulating glass anti-theft fixtures, the safety system and the entirely LED lighting make Villa delle Querce a comfortable, technically modern and safe building.

In the years required to complete Villa delle Querce we worked in close contact with the client, with many meetings every week, from which we feel that a great friendship was born between us.
Marco passed away in 2018, it comforts us to know that we have contributed to his legacy.

Lot area: 2100mq
Construction area: 388 square meters

Oaks Villa is for sale, for info:
CAFElab architecture and design
www.cafelab.it
info@cafelab.it

 

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CAFElab | studio di architettura