20 Settembre 2020 / / Questioni di Arredamento

L’articolo Serramenti in PVC: scopriamo i loro punti di forza è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Negli ultimi anni il cosiddetto PVC si è imposto in modo davvero importante nel mondo dei serramenti, segno evidente del fatto che questo materiale presenta delle caratteristiche tecniche davvero molto valide.

Quali sono, quindi, le sue peculiarità principali? Prima di rispondere a questa interessante domanda è utile fare un breve excursus storico.

Serramenti in PVC

Cenni sulla storia del PVC

Anzitutto è utile sottolineare che PVC altro non è che un acronimo con cui viene indicato tale materiale, in cui nome completo è polivinilcloruro o cloruro di polivinile.

Questo polimero presenta ottime caratteristiche e sebbene fu scoperto attorno al XIX secolo, secondo alcuni, peraltro, in maniera del tutto fortuita, la sua massiva diffusione industriale avvenne molto tempo dopo, tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta.

Le industrie del settore, infatti, in tale periodo storico riuscirono a rendere tale materiale molto più performante, rendendolo più “morbido” e maggiormente adatto alla lavorazione industriale; fu proprio questo, dunque, che ne fece “decollare” l’utilizzo.

Va peraltro sottolineato che il perfezionamento del PVC è costante, di conseguenza non sono affatto da escludere ulteriori migliorie nel prossimo futuro; oggi le migliori aziende del settore riescono a valorizzare al meglio tale materiale anche per quel che riguarda la coibentazione termica, ecco perché il PVC è molto scelto anche da chi è in cerca di una valida finestra antirumore, una variante sempre più richiesta da diverse importanti aziende come Finestre Antirumore.

Andiamo ora al nocciolo della questione e scopriamo perché il PVC è oggi, probabilmente, il materiale in assoluto più diffuso per quel che riguarda la realizzazione di serramenti.

Isolamento termico ed acustico di primo livello

Quando si parla di infissi, i primi parametri che vengono presi in considerazione sono le capacità di coibentazione termica ed acustica, e la cosa non stupisce, essendo effettivamente dei parametri molto influenti che interessano tantissimo il consumatore.

Serramenti in PVC

Come appena detto i serramenti in PVC sanno essere ottimi per proteggere un immobile dai rumori esterni, come confermato dal fatto che in questo materiale sono prodotte delle finestre antirumore altamente performanti, e il discorso è analogo per quel che riguarda la coibentazione termica.

I serramenti in PVC hanno ottime capacità di trattenere le temperature interne di un immobile, questo significa risparmiare sui consumi energetici tanto in inverno quanto nei mesi più caldi.

Non bisogna peraltro dimenticare che l’installazione di infissi validi sul piano della coibentazione termica riqualificano l’immobile sul piano energetico consentendogli di raggiungere una classe energetica più alta, e ciò significa valorizzare il bene anche a livello di valore di mercato.

Prezzi davvero molto competitivi

Il rapporto qualità-prezzo è un grandissimo punto di forza dei serramenti in cloruro di polivinile, di conseguenza non stupisce il fatto che tali modelli riescano ad imporsi sul mercato in modo così efficace.

A contribuire positivamente sul prezzo di questi prodotti vi è il fatto che il PVC, o meglio l’odierno PVC, è un materiale leggero e di semplice lavorazione, ciò significa che può essere gestito a livello industriale tramite processi snelli ed agevoli e questo contribuisce a mantenere bassi i prezzi senza che la qualità ne risenta.

Altri preziosi punti di forza dei serramenti in PVC

Le superfici in PVC si prestano molto bene ad essere esposte agli agenti climatici in quanto non li temono affatto, riuscendo a conservarsi impeccabilmente nel corso degli anni senza che la loro struttura venga alterata e senza che il colore sbiadisca, e questo è un ulteriore ed importantissimo punto di forza di questi serramenti.

Anche a livello di solidità i serramenti in PVC sanno essere una prima scelta: l’eventualità che un infisso venga forzato dall’esterno, purtroppo, non può essere esclusa, ecco perché è importante optare per modelli validi da questo punto di vista.

I migliori serramenti in PVC vantano una capacità antieffrazione davvero considerevole.

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17 Settembre 2020 / / Idee

L’articolo Complementi d’arredo: come scegliere le placche per gli interruttori è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Lo stile di un arredamento non dipende soltanto dai mobili o dalle superfici (pavimenti e pareti), ma anche dai complementi. Costituiti da dettagli che possono sembrare marginali, contribuiscono a rendere armonico l’arredo di un intero ambiente o di tutta la casa. Tra i “dettagli” che possono completare l’allestimento di un determinato ambiente ci sono anche le placche per gli interruttori. Vediamo di seguito di cosa si tratta e come scegliere quelle più adatte alla propria casa.

Cosa sono le placche per interruttori

Gli interruttori e le prese sono i “terminali” principali dell’impianto elettrico, le uniche parti che restano visibili anche dopo il completamento dei lavori di rifinitura. Pur trattandosi di elementi funzionali, devono essere adeguatamente “rifiniti” così da potersi integrare in maniera adeguata con tutti gli altri componenti presenti nel medesimo ambiente. A tale scopo esistono le già citate placchette per interruttori e prese. Si tratta di una cornice rettangolare o quadrata, realizzata in materiale plastico, che viene applicata a incastro alla cassetta di alloggiamento dei dispositivi elettrici. Siccome gli interruttori generalmente sporgono al di sopra della superficie della parete, le placche “risolvono” questo problema grazie ai profili inclinati. Questi permettono di alleggerire il dislivello tra l’interruttore e la parete.

placche per gli interruttori

Oltre alle placche ‘fisse’ ci sono anche quelle modulari: le parti laterali sono fissate ad un doppio binario. Questa caratteristica agevola il processo di installazione in quanto presenta, al contempo, gli attacchi per il modulo dell’interruttore e la rifinitura estetica – costituita dai moduli laterali; è bene che l’elemento funzionale sia congruente con quello decorativo di rifinitura così da evitare discrepanze antiestetiche.

A cosa servono le placche elettriche

Le placche per gli interruttori hanno sia un ruolo estetico che funzionale. Nel primo caso, come accennato, fungono da rifiniture e complementi d’arredo. Esse infatti coprono le parti in plastica in cui sono alloggiati gli interruttori o le prese e coprono eventuali imprecisioni della tinteggiatura degli orli. In sintesi rappresentano una soluzione pratica ed economica per far apparire i lavori di installazione come “ben rifiniti” anche nei minimi dettagli. Inoltre, dal punto di vista pratico, aiutano a proteggere la parte interna degli interruttori, le “cassette” in cui sono collegati i cavi elettrici del circuito di alimentazione delle prese o dei comandi unipolari e bipolari. In tal modo, le operazioni di pulizia e di manutenzione risultano più semplici.

Come scegliere le placche giuste

Una scelta oculata delle placche per gli interruttori e le prese consente di completare l’arredamento di una o più stanze in maniera armonica, valorizzando le scelte d’arredo e di design.

Va considerato, inoltre, che non è necessario avvalersi dei consigli di un esperto per individuare l’articolo che meglio soddisfa le proprie esigenze- Le placchette possono essere scelte, comprate ed installate in completa autonomia, sulla base dei propri gusti.

L’unico parametro da tenere in considerazione è rappresentato dalle misure dell’interruttore o della presa alla quale applicare il dispositivo; per il resto, non serve altro che farsi un’idea della vasta scelta che offre il mercato (soprattutto per quanto riguarda gli effetti estetici e le colorazioni della cornice). Inoltre, le placche sono facilmente reperibili, a poco prezzo, nei tradizionali negozi fisici specializzati in articoli elettrici (o di ferramenta); in alternativa, è possibile sfogliare i cataloghi digitali dei portali di settore, come ad esempio Emmebi Store. Gli shop online consentono all’utente di avere informazioni circa vari prodotti, così da individuare quello le cui caratteristiche si adattano meglio alle proprie esigenze. Il consiglio è quello di orientare la propria scelta verso prodotti di marca, come la placchetta Bticino, così da avere maggiori garanzie circa l’articolo che si acquisterà eventualmente.

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29 Agosto 2020 / / Design

L’articolo Bagno su misura, una scelta importante. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Per sfruttare al massimo un bagno stretto e piccolo o al contrario uno grande e di rappresentanza, è importante scegliere un arredo bagno su misura. Mastrofiore ama accontentare la sua clientela offrendo mobili di spessori diversi per risolvere qualunque esigenza.

La linea System si caratterizza per uno stile pulito, robusto e componibile. I top lavabo sono realizzati in due spessori: il top 5 è pieno con fissaggi a scomparsa, mentre il top 10 è assemblato a 45° su tre lati e lascia vuota la parte inferiore conferendo leggerezza e stile minimale alla sala bagno.

La collezione Industrial S-line si distingue per la geometricità, i materiali all’avanguardia e per la resistenza. Fiore all’occhiello di Mastrofiore è la collezione Minimal ispirata al principio “Less is More”: design semplice ed essenziale, ma altamente versatile, finiture e materiali in grado di integrarsi con qualunque contesto architettonico.

I mobili bagno, costruiti con cura dei particolari, appaiono semplici, ma sono solidi, pratici e capienti. Le cassettiere bagno non hanno l’ingombro di colonne degli scarichi, mentre eventuali pensili e colonne sono abilmente nascosti alla vista.

bagno su misura, cassettiera

Se si desidera un bagno su misura open, di ampio respiro, la risposta è la linea Start: gli arredi sono comodi, funzionali, ma non banali: i lavabi in ceramica sono completati da mobili a griglia a vista in rovere o in pregiate finiture laccate e classiche.

bagno su misura collezione frame
Collezione Frame

La collezione Frame è l’ideale per chi ama i mobili sospesi dalla struttura massiccia e dal disegno geometrico. I cassetti interni a filo struttura e gli angoli in bella mostra sono una particolarità della linea. Chi preferisce un bagno su misura dallo stile classico e ricercato si innamorerà dell’intramontabile gamma Zeus: mobili classici rivisitati in chiave eclettica. Il risultato sono arredi “poetici”: le proporzioni sono perfette e la sala da bagno regala all’occhio dell’osservatore un’armonia senza tempo.

Bagno su misura Collezione Soul
Collezione Soul

La collezione Soul integra consolle in ceramica e/o polyminerale con mobili di fatture e dimensioni diverse per un bagno informale, ma altamente personalizzato. La gamma Wild incontra il gusto di chi desidera uno stile vintage e incontaminato dalle influenze naturalistiche e selvagge. Un bagno rustico, ma chic grazie alla combinazione tra lavabo free-standing appoggiato su una base, con la rubinetteria incastonata nella parete, e specchiera. Il tutto incorniciato da legni quali il Castagno, l’Olivo, il Rovere e la Quercia. Il catino è la particolarità della linea Wild: si può acquistare nelle forme sinuose e bombate della ceramica bianca o in quelle squadrate e trasparenti del vetro.

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25 Agosto 2020 / / Design

L’articolo Usi e impieghi del cotto artigianale fatto a mano. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Considerato per molto tempo un prodotto povero, il cotto non è solo uno dei materiali da costruzione più antichi che si conosca, ma anche un materiale di grande tenacia. Particolarmente resistente all’usura e con buone capacità di isolamento acustico e termico, il cotto artigianale ha trovato da sempre un larghissimo impiego nella costruzione di edifici pubblici e privati.

Cotto artigianale e tradizione Italiana.

Il mattone in laterizio, era assai diffuso nell’Italia Centrale già al tempo dei Romani. Questo per via della grande disponibilità di argille nel territorio e per la semplice realizzazione. L’argilla, una volta pressata in uno stampo, dopo l’essiccazione e la cottura in fornace diveniva materiale edile molto versatile. La storia ne ha fatto un prodotto distintivo dell’architettura italiana conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

cotto artigianale restauro colosseo

Quasi tutte le città medievali del centro Italia hanno ancora botteghe artigianali specializzate nella lavorazione del cotto. A Castel Viscardo, in particolare, la produzione del cotto è attività tra le più antiche. Qui avviene da XVI secolo e le imprese artigiane tuttora presenti usano ancora l’antico forno a legna. (Fonte Wikipedia)

Cotto fatto a mano e recupero architettonico.

È noto come la nostra penisola sia ricca di edifici storici, di monumenti e architetture secolari dove il cotto è stato ampiamente impiegato. Si tratta di un enorme patrimonio culturale che necessita di cure per il suo mantenimento. Il restauro e la conservazione di tali edifici storici richiede prodotti artigianali realizzati ad hoc. Nel caso dei manufatti in cotto, solo poche fornaci artigiane specializzate possono realizzare dei mattoni in cotto artigianale adatti per restauro. In questi laboratori artigianali la produzione di laterizi per la ristrutturazione è rispettosa della storia e delle tradizioni. Le antiche tecniche di fabbricazione sono strumento indispensabile per realizzare ciò che occorre per una conservazione filologica delle architetture storiche.

cotto artigianale villa d'Este
Restauro Villa d’Este, Tivoli (RM)

Pavimenti in cotto artigianale.

In molti edifici del patrimonio architettonico nazionale, anche in quelli religiosi, l’utilizzo del cotto per le pavimentazioni interne ed esterne era piuttosto diffuso. Il pavimento in cotto fatto a mano o il rivestimento in cotto di una scala, siano questi collocati all’interno o all’esterno dell’edificio, oltre ad essere particolarmente resistenti si prestavano alla realizzazione di ambienti caldi ed accoglienti.

Non solo restauro.

Nelle ristrutturazioni, così come nelle nuove costruzioni è possibile unire alle soluzioni progettuali più moderne, l’uso di materiali più tradizionali come il cotto fatto a mano, per ottenere interessanti risultati estetici. In soggiorno, in cucina o in bagno il calore e il fascino della tradizione di un pavimento in cotto fatto a mano può armonizzarsi anche in contesti moderni e di design.

Il pavimento in cotto fatto a mano è una buona scelta tecnica per realizzare un sistema di riscaldamento radiante a pavimento, visto la capacità dei laterizi a condurre calore esistente.

cotto artigianale bordo piscina

Nell’architettura del paesaggio e nell’arredamento di giardini e spazi esterni, il cotto artigianale e ancora tra i materiali più apprezzati dai progettisti. Il suo aspetto naturale è di grande impatto estetico negli spazi esterni, dove si lascia apprezzare anche per alcuni aspetti tecnici quali l’ingelività, la robustezza del materiale al calpestio pesante e la sua superficie antisdrucciolevole.

Produzione del cotto artigianale.

Per meglio comprendere le potenzialità espressive del cotto fatto a mano è interessante conoscerne l’affascinante sistema produttivo messo in atto nelle fornaci artigiane così come una volta.

Formatura.

Quella della formatura è la fase produttiva vera e propria. L’impasto malleabile di argilla e acqua viene “stampato” manualmente entro casse-formi di legno che possono avere qualsiasi forma e dimensione si desideri. L’utilizzo di tali stampi in legno, non solo produce un materiale dall’aspetto totalmente artigianale, ma permette anche di poter soddisfare qualsiasi necessità di formato, anche quando si tratta di dover produrre piccoli quantitativi di cotto da integrare con quello originario opportunamente recuperato e restaurato.

Ogni mattone viene stampato uno alla volta e posto a terra per l’essiccazione. Un‘operazione manuale durante la quale ogni pezzo riceve la sua identità. Ogni mattone è diverso dall’altro ed in questa caratteristica sta il fascino di un prodotto artigianale come il cotto fatto a mano.

cotto artigianale

Essiccazione.

Il mattone appena formato è lasciato ad asciugare all’aria aperta. Durante questa fase l’impasto acqua e argilla prende consistenza fin quando, essiccandosi i mattoni acquisiscono una resistenza meccanica tale che permetta di accatastarli per la cottura.

Cottura.

La fase più affascinante dell’intero ciclo produttivo è certamente quella della cottura dei mattoni, ma è anche la fase più delicata. La disposizione dei mattoni all’interno del forno a legna tradizionale e tutto il processo di cottura, sono decisivi per l’ottenimento di un cotto di qualità.

La cottura a legna dell’argilla è assai laboriosa: per circa 60 ore il forno viene alimentato con legna da ardere ben asciutta per portare gradualmente i laterizi posti al suo interno ad una temperatura di circa 1000° C; raggiunta questa temperatura sarà necessario mantenerla per circa 20 ore in modo che i minerali dell’argilla subiscano le trasformazioni chimiche e fisiche necessarie per avere un cotto “suonante” e resistente.

La cottura ad alte temperature rende il laterizio ingelivo, cioè capace di resistere a temperature ambientali molto basse. Tale caratteristica è indispensabile perché il cotto sia idoneo per la pavimentazione di spazi esterni. È interessante notare come, per questo impiego, la superficie del mattone viene arrotata o sabbiata per avere una superficie antisdrucciolevole.

Finitura.

La lavorazione di finitura è effettuata, per conferire particolari aspetti alla superficie del mattone che a seconda del trattamento a cui viene sottoposta, può presentarsi più o meno ruvida.

Si possono ottenere finiture ruvide o lisce intervenendo manualmente sul mattone secco pronto per essere cotto. Finiture antichizzate o levigate sono effettuate meccanicamente invece solo dopo la cottura.

Per gli ambienti rustici di ville e casali di campagna la pavimentazione grezza è quella più ideale. Sono mattoni a cui non è stato fatto alcun trattamento superficiale di finitura. Per pavimenti restaurati e ristrutturazioni sono indicate le finiture antichizzate che riproducono l’effetto dei mattoni vecchi e vissuti. Per inserimenti in contesti moderni il pavimento in cotto fatto a mano a finitura levigata è l’ideale.

Colore e formati.

Il colore del cotto dipende dalla qualità delle argille che attraverso la cottura assumono cromie dal giallo al rosa, fino ad arrivare al rosso bruno, passando per un infinità di varianti cromatiche di grande effetto. È il tipico cotto umbro con tutte le sue bellissime sfumature. Grazie all’aggiunta di ossidi naturali, il cotto può assumere anche altre colorazioni, come il grigio, il bianco, il nero e tutte le nuance intermedie.

Un pavimento in cotto fatto a mano può avere tutte queste piacevoli tonalità e la sua varietà può essere ampliata grazie ai tanti formati realizzabili nelle misure desiderate. Le mattonelle possono essere rettangolari, quadrate, esagonali ecc… e personalizzate all’infinito con schemi di posa dai più semplici ai più fantasiosi.

cotto artigianale fatto a mano

Trattamento del cotto.

Il cotto artigianale è naturalmente poroso con una capacità di assorbimento molto elevata. Motivo per cui, dopo la posa è necessario trattarlo adeguatamente per renderlo impermeabile e facile da pulire. Per un buon trattamento si usano prodotti idonei per il lavaggio, la protezione e la finitura del pavimento.

  • Il lavaggio si fa con acido tamponato con il quale si possono eliminare i residui cementizi della posa e della stuccatura, così come le macchie bianche dei sali naturalmente presenti nelle argille che tendono a risalire in superficie. Inoltre il lavaggio apre i pori del cotto prima del trattamento di protezione.
  • La protezione si esegue applicando sul pavimento in cotto prodotti impregnanti e traspiranti con capacità idro-repellente e oleo-repellente.
  • Completa la protezione il passaggio di finitura che dona al cotto l’aspetto finale e lo rende anti-sporco e anti-usura. Per questa procedura, utile prevalentemente per i pavimenti in cotto di ambienti interni, si impiegano delle cere naturali. Queste conferiscono alla superficie del mattone un aspetto che può andare dal lucido, al satinato fino all’opaco. L’uso di cere tonalizzanti permette di variare il colore del cotto naturale in toni più scuri.

Conclusioni.

Per la grande durevolezza e solidità, e per il loro aspetto ricercato, i pavimenti in cotto artigianale sono la scelta ideale per gli interni e gli spazi esterni di nuove costruzioni, oltre che per le ristrutturazioni e per gli interventi di recupero e restauro conservativo. Il particolare fascino e il calore unico del cotto artigianale fatto mano è in grado di valorizzare e rendere raffinato qualunque ambiente.

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L’articolo Arredare casa con mobili ed elettrodomestici acquistati online e in stock è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Arredare casa non è mai un’impresa da poco: sia che si entri nella prima abitazione e si cominci da zero, sia che si voglia dare solo una “rinfrescata” all’arredamento già esistente, occorrono pazienza, astuzia e buon gusto per non fallire nell’intento. Già, perché se non si ha a disposizione un budget elevato, l’arredamento della casa potrebbe risultare oneroso o dai risultati poco soddisfacenti. In questi ultimi tempi, grazie ai molti blog dedicati a questo argomento, sta spopolando l’idea di arredare la propria abitazione con mobili ed elettrodomestici acquistati in stock. Questo può consentire l’abbattimento dei costi in maniera considerevole, ma bisogna anche essere attenti a non incappare in merce scadente o poco durevole. Vediamo allora come fare per arredare casa con buon gusto e senza spendere una fortuna.

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Rivolgersi ad outlet di mobilifici o elettrodomestici

La prima dritta da inserire in agenda è quella di visitare siti web o siti fisici di outlet del mobile. Qui molto spesso si trovano delle occasioni molto interessanti, anche di mobili di pregio, a prezzi concorrenziali, scontati talvolta fino al 70%.

Cucine, soggiorni, tavoli, sedie, arredo bagno e complementi d’arredo possono dunque essere acquistati alla metà o a un terzo del prezzo di listino e dar vita ad un arredamento originale e dal tocco unico.

Bisogna però armarsi di molta pazienza, in quanto molto spesso i mobili non sono in condizioni perfette, ma presentano qualche difetto (anche se impercettibile) o errore di manifattura. Visitare questi outlet del mobile è molto comodo, perché si ha a disposizione tutto ciò che riguarda l’arredamento della casa, organizzato per ogni tipo di budget, e gli arredi o gli elettrodomestici possono essere spediti direttamente a casa, con possibilità di reso. Esempi di siti del genere sono: Abbassoprezzo.com e Outletarredamento.it.

Acquistare merce in stock online

Un’altra idea astuta riguarda la possibilità di acquistare merce in stock. Anche in questo caso si ci può rivolgere sia ai siti fisici di stoccaggio merce, che a quelli online, presenti sul web già da qualche tempo e che in questi ultimi periodi stanno riscuotendo un grande successo, tanto da poter parlare di “stock mania” o trend dell’acquisto in stoccaggio. Si possono scegliere le offerte in corso, gli oggetti di seconda mano o quelli per lotti, cercare direttamente i fornitori e richiedere preventivi. Molto spesso infatti per i mobili o per i complementi d’arredo il prezzo è da convenire in trattativa privata. Ad ogni modo, il risparmio è senz’altro garantito: fino al 70% in meno rispetto al prezzo di listino, e a volte si può spendere meno del prezzo di costo. Qui due siti web interessanti: Solostocks.it e Centrostock.net.

Valutare oggetti messi all’asta

C’è poi un terzo modo per arredare la propria casa in maniera impeccabile senza spendere una fortuna: valutare oggetti messi all’asta. Se si sceglie questa strada, le alternative sono due: visitare le aste che si tengono in città e partecipare con delle offerte, oppure mettersi comodi al proprio PC e registrarsi ad uno o più siti di aste online. Dopo essersi registrati bisogna cercare la categoria di oggetti che interessa, e il relativo lotto, oppure ricercare direttamente un’asta a cui si è interessati. A questo punto si partecipa all’asta e si comincia a fare delle offerte.

Quando la propria offerta viene superata, si riceverà un’e-mail, dopo la quale si potrà decidere se rilanciare con una nuova offerta o lasciar perdere. In questi siti ci si può imbattere in vere e proprie “batterie” di arredamento tutto incluso, stock che comprendono, ad esempio, divani, orologi da tavola, tende, armadi, a prezzi base che possono essere definiti irrisori. Se ci si sa fare si spuntano dei veri affari e si può arredare casa anche con pezzi di antiquariato o opere di qualche corrente artistica anche del passato. Uno dei siti web più importanti in tal senso è Aste24.it, mentre su Catawiki.it è possibile trovare oggetti più ricercati, anche d’epoca e vintage.

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L'articolo Come tenere il Coronavirus fuori casa. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Con l’emergenza Covid-19, la psicosi di un possibile contagio si è diffusa più del virus stesso. L’ossessione per l’igiene personale e per la pulizia degli ambienti domestici, in questo clima di paura, è certamente comprensibile, ma in qualche caso può rappresentare un pericolo piuttosto che un rimedio vero e proprio. Complici alcune informazioni errate e talune soluzioni fai da te maldestre, come il mescolare sostanze chimiche contenute nei detersivi in modo incauto. Per evitare pericolosi errori ho messo insieme una serie di consigli su come tenere lontano dalla propria casa il rischio di contagio da Coronavirus.

Coronavirus fuori casa
Photo by Jiawei Zhao on Unsplash

Prime precauzioni.

Come prima cosa va precisato che il Covid-19 è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona infetta. Ragion per cui le primarie precauzioni fondamentali sono quelle emanate col Decreto Ministeriale.

I virus sono microorganismi talmente piccoli che sono visibili solo al microscopio elettronico. Questi sono in grado di riprodursi solo all’interno delle cellule di un’organismo ed hanno una resistenza nell’ambiente molto bassa, anche se alcuni virus, tra cui quelli che attaccano le vie respiratorie, sono in grado resistere più a lungo. Invece, i batteri sono organismi unicellulari molto più grandi dei virus, e a differenza di questi, possono riprodursi autonomamente nell’ambiente e negli organismi viventi.

Le superfici più esposte ai virus sono quelle toccate più frequentemente da un elevato numero di persone, come possono essere, ad esempio, le maniglie delle porte. Se toccando queste superfici si entrasse a contatto con il virus, questo potrebbe insediarsi nel nostro organismo, semplicemente toccandoci la bocca, il naso o gli occhi, con le mani. Non a caso tra i suggerimenti del Ministero della Salute, c’è quello di utilizzare guanti e mascherina per proteggersi e di pulire con dei disinfettanti tutte le superfici con cui si entra in contatto. Ricordate: i prodotti disinfettanti a base di alcol sono quelli in grado di distruggere il Coronavirus, annullando così la sua capacità infettiva.

Coronavirus fuori casa
Photo by Nathan Dumlao on Unsplash

Lavare bene le mani e frequentemente.

Dopo la dichiarazione della pandemia da Covid-19, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato tra le precauzioni per frenare i contagi quella di lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone. Va detto però che l’igiene delle mani è fondamentale sempre!

Lavare le mani è un operazione necessaria ogni giorno per prevenire le numerose infezioni che si possono contrarre ad opera di germi, batteri e virus.

Nel caso l’avessimo dimenticato, è necessario lavare le mani:

  • Prima di mangiare;
  • prima e dopo la preparazione dei pasti;
  • prima di medicare una ferita;
  • prima di mettersi le lenti a contatto;
  • dopo aver fatto uso del bagno;
  • dopo aver pulito il bagno e la cucina;
  • dopo essersi presi cura degli animali domestici;
  • infine, tutte le volte in cui sono visibilmente sporche.

Il lavaggio va fatto con acqua e sapone per circa 60 secondi e strofinando bene le dita, ad una ad una, il palmo e il dorso, sciacquando poi bene con acqua corrente.

Usare il normale sapone va bene nella maggior parte delle volte, ma un ulteriore cautela può essere impiegata da chi arriva in casa da fuori, utilizzando un sapone liquido antisettico di tipo medicale. Se acqua e sapone non sono disponibili, l’igiene delle mani può essere effettuata con prodotti disinfettanti a base di alcool o clorexidina.

Restare a casa ed uscire solo se strettamente indispensabile.

Anche il rimanere dentro casa è una forma di prevenzione primaria, ma se si è costretti ad uscire per necessità rimane il problema di come lasciare il coronavirus fuori casa rientrandovi. Come comportarsi? Quali precauzioni prendere?

Photo by Tedward Quinn on Unsplash

Precauzioni dentro casa.

Poiché il virus arriva dall’esterno è fondamentale fare della propria abitazione un ambiente protetto. Vi elenco alcune delle precauzioni che è bene prendere se si trascorre del tempo fuori casa per necessità inderogabili:

  • cambiate abiti e scarpe immediatamente quando rientrate in casa, per non portare pericoli dall’esterno;
  • lavate spesso i pavimenti con detergenti disinfettanti o candeggina per annientare in modo efficace batteri e virus, Covid-19 compreso;
  • lavate le tende e le tappezzerie con maggiore frequenza, lo so è faticoso! In alternativa spruzzateli con un buon prodotto spray deodorante disinfettante;
  • fate arieggiare quotidianamente tutte le stanze;
  • cambiate con maggiore frequenza lenzuola, coperte, asciugamani e teli da bagno.

Vi invito a prestare attenzione alle diciture presenti sui prodotti per l’igiene. Detergente, Sanificante e Igienizzante, non sono la stessa cosa di Disinfettante!

Le prime due voci si riferiscono alla rimozione di materia organica per mezzo di un tensioattivo e dell’azione meccanica. Un prodotto igienizzante ha la capacità di ridurre la carica microbica, mentre solo con la disinfezione si può ottenere un abbattimento del 99,999% della capacità infettiva dei virus.

Photo by Tedward Quinn on Unsplash

Vapore contro il Coronavirus.

Il vapore, si sa, è il miglior modo per eliminare germi e batteri da qualsiasi superficie. Sebbene del Covid-19 non ancora sappiamo di metodi certificati per la disinfezione è noto che il virus SARS – coronavirus, con il quale è paragonabile, possa essere reso inattivo con un trattamento termico con temperature superiori ai 60°C.

Coronavirus fuori casa

È ragionevole pensare che i pulitori a vapore, oltre a rimuovere facilmente lo sporco ostinato, possano essere efficienti per l’eliminazione del Coronavirus dalle superfici in modo rapido e senza l’ausilio di disinfettanti chimici.

Se possedete un elettrodomestico a vapore potete utilizzarlo per sterilizzare un po’ tutto, materassi e cuscini ad esempio. Alcuni con alte prestazioni, in particolare sono adatti anche per pavimenti e grandi superfici.

Pulire e disinfettare bagni e cucina.

Gli ambienti della cucina e dei bagni possono essere normalmente contaminate da germi e batteri. Per questo è importante utilizzare prodotti efficaci nel pulire, ma soprattutto per disinfettare.

In questi ambienti, i prodotti detergenti contenenti alcol, candeggina, acqua ossigenata, lisoformio e ammoniaca sono considerati fedeli alleati alla lotta contro batteri e virus, Coronavirus incluso. Inoltre è importante che i rubinetti vengano regolarmente decalcificati, perché il calcare costituisce un micro-ambiente favorevole alla crescita dei batteri.

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Vi ricordo che le spugnette utilizzate per la pulizia, così come i guanti, devono essere dedicate ad ogni specifico ambiente.

Pulizia e disinfezione del bagno.

Il bagno essendo il luogo comune più utilizzato della casa, dopo la cucina, merita particolare attenzione nella pulizia e disinfezione a tutela di tutti i componenti della famiglia. In questo ambiente, per l’igiene e la disinfezione profonda anti Coronavirus è raccomandato intervenire come di seguito.

  • Indossate dei guanti in nitrile dopo aver lavato le mani. Per pulire a fondo ogni angolo, non dimenticate di rimuovere tutti gli oggetti e accessori presenti nel bagno, come porta-saponi, spugne, spazzole e cestini ecc…
  • Prima di tutto provvedete a disinfettare i sanitari, docce, lavandini e rubinetti, rimuovete la povere e passatevi un panno in microfibra dove avete versato sopra una piccola dose di candeggina. Questo è il più potente dei disinfettanti!
  • Passate il panno con la candeggina anche sui rivestimenti verticali del bagno. Il pavimento, è invece una superficie che non può essere disinfettata profondamente, ma pulita.
  • Cambiate la biancheria da bagno frequentemente, poiché l’umidità ambientale rende asciugamani, accappatoi e tappeti un deposito di batteri. Fondamentale che questi vengano lavati almeno due volte a settimana ad una temperatura non inferiore a 60°. Meglio separare gli asciugamani dai capi di abbigliamento e utilizzare un detergente con ossigeno attivo.
  • Prima di rimettere a posto gli accessori da bagno, è consigliata la loro pulizia con acqua e ammoniaca o uno spray disinfettante. Fate lo stesso con le maniglie delle porte e degli armadietti! Lo spray può essere impiegato anche disinfettare il resto dei mobili e accessori di casa.
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Photo by Anton on Unsplash

L’igiene in cucina.

In cucina, anche per evitare infezioni alimentari, è importante seguire un efficiente pulizia e operare un opportuna separazione dei cibi. Di seguito alcuni importanti suggerimenti.

  • Lavate le mani prima e dopo la preparazione delle pietanze.
  • Lavate con sapone e acqua calda tutte le superfici e gli utensili che utilizzerete per la preparazione di una pietanza. Vi consiglio l’utilizzo del super-disinfettante fatto in casa con aceto e acqua ossigenata, particolarmente efficace sui germi e batteri come l’Escherichia Coli. Questo è efficace anche per la disinfezione del frigorifero.
  • Lavate le spugnette utilizzate per la pulizia, con acqua calda. Potete metterle in lavastoviglie, oppure passarle per 30 secondi al microonde.
  • Lavate sotto l’acqua corrente la frutta e la verdura, anche quella che si sbuccia. La pulizia di frutta e verdura in acqua addizionata con acqua ossigenata va sottoposta ad un ulteriore lavaggio in acqua potabile.
  • Tenete separati i cibi crudi dai quelli cotti, sia durante la preparazione che durante la conservazione. Il cibo cotto non va mai messo nel piatto in cui è stato appoggiato lo stesso cibo prima della cottura.
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Areare gli ambienti domestici.

La qualità dell’aria in casa è cosa di grande importanza, tuttavia l’aria di casa non può considerarsi un potenziale veicolo di infezione. Sulla base di quanto si conosce, il Coronavirus non si trasmette attraverso l’aria, ma con le goccioline emesse quando si parla o con colpi di tosse e starnuti. Sebbene queste non permangono nell’aria per un periodo significativo, è comunque giusto avere una buona qualità dell’aria in casa.

Premesso che i purificatori d’aria non hanno come finalità la difesa da virus, l’unico modo per rimuovere in modo efficiente eventuali virus presenti nell’aria è quella di areare le stanze almeno una volta al giorno. Se abitate in una zona ad alta densità di traffico fate questa operazione nelle ore di minor traffico. Per una buona igiene dell’aria è consigliato anche fare una buona manutenzione e pulizia dei filtri dei condizionatori visto che questi trattengono al loro interno il pulviscolo.

Gestire bene gli animali domestici.

Infine alcune indicazioni per gli amanti degli amici a quattro zampe. Questi, fonte di benessere e parte integrante della famiglia, vanno accuditi con attenzione.

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In particolare le lettiere vanno pulite quotidianamente, lavando sempre bene le mani immediatamente dopo. Anche le cucce, le gabbie e tutti i loro luoghi preferiti vanno regolarmente puliti. Per effettuare la pulizia vi consiglio un super-disinfettante naturale perfetto per lo scopo che potete fare in casa seguendo i consigli in questa pagina.

Ricordate che è importante evitare la presenza di parassiti, come le pulci e le zecche, anche perché possono essere veicolo di infezioni per l’uomo.

L'articolo Come tenere il Coronavirus fuori casa. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.


L'articolo Disinfettanti fai da te efficaci. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Imparate a fare in casa due potentissimi disinfettanti fai da te a base di acqua ossigenata e altri pochi ingredienti totalmente naturali. Efficaci, sicuri e assolutamente ecologici, cosa desiderare di più?

Se c’è una cosa che in casa non manca mai, è proprio l’acqua ossigenata, normalmente impiegata come disinfettante per le ferite, ma anche utile rimedio per tantissime altre cose. Qui vi spiego come impiegarla per realizzare in casa due dei disinfettanti naturali più potenti che esistano, tanto da esser definiti dei super-disinfettanti, indispensabili in cucina e se avete degli animali in casa.

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Acqua ossigenata, di cosa si tratta.

disinfettanti fai da te

L’acqua ossigenata, chiamata anche perossido di idrogeno, è un composto chimico dalle proprietà disinfettanti, ossidanti e sbiancanti. Caratteristiche per le quali è impiegata in svariati ambiti da quello medico a quello cosmetico, e più in generale a quello industriale.

L’acqua ossigenata fu descritta per la prima volta, nel 1818, dal chimico francese Louis Jacques Thénard che ottenne perossido di idrogeno facendo reagire il perossido di bario con l’acido nitrico. Per sintetizzare il perossido di idrogeno in forma pura ci vollero quasi 80 anni. Fu il chimico tedesco Richard Wolffenstein nel 1894, ma per l’identificazione della struttura molecolare dell’acqua ossigenata furono necessari ulteriori anni di ricerche

Usi alternativi dell’acqua ossigenata.

In forma pura, l’acqua ossigenata è un liquido incolore, corrosivo e dall’odore pungente, la cui temperatura di ebollizione è 150,2°C Poiché in questa forma il perossido di idrogeno è pericoloso sul mercato questo è presente soltanto in forma diluita in acqua distillata a varie concentrazioni, da quella più comune a 10 volumi fino a quella più concentrata a 40 volumi.

Le concentrazioni più alte possono essere pericolose e quando vengono usate sono necessarie delle precauzioni.

Tralasciando le mille applicazioni mediche e cosmetiche l’acqua ossigenata in casa è utile per applicazioni alternative:

  • pulizia della vasca da bagno, degli specchi e del frigorifero;
  • prevenire la crescita di muffe e funghi sulle pareti;
  • eliminare l’odore di muffa dai tessuti;
  • pulizia di frutta e verdura;
  • infine, combinata con altri ingredienti, per disinfettare i taglieri e i piani della cucina, gli utensili da taglio, gli ambienti dove sono presenti animali ecc…

Disinfettanti fai da te potentissimi.

Unendo all’acqua ossigenata altri ingredienti naturali è possibile ottenere dei prodotti molto efficienti per disinfettare casa.

Uno di questi è il comune aceto di vino, ingrediente che trovate in dispensa di cui sono note le proprietà sgrassanti e anticalcare, tanto che non ha bisogno di molte presentazioni come invece l’altro ingrediente che è il meno noto olio dell’albero del te, anche chiamato tea tree oil. Questo si ricava dalla Melaleuca alternifolia, ed è conosciuto per le sue proprietà anti-batteriche, anti-virale e anti-fungine ad ampissimo spettro.

Acqua ossigenata e aceto.

La combinazione di questi due elementi è molto valida per disinfettare le superfici della cucina, coltelli e taglieri, soprattutto se sono venuti in contatto con carni potenzialmente a rischio salmonella, come quelle di pollo e tacchino. Grazie a questa potente miscela è possibile eliminare in modo efficace, oltre che la maggior parte dei germi, anche il temibile batterio Escherichia Coli.

L’aggiunta di acido acetico (il comune aceto) al perossido di idrogeno (acqua ossigenata) forma l’acido paracetico una sostanza iper-disinfettante molto più potente della candeggina. L’acido paracetico ossida le membrane esterne delle cellule dei microorganismi inattivandoli, quasi tutti quelli patogeni compresi i virus e le spore. Per questo motivo tale composto è impiegato per sterilizzare i ferri chirurgici. Va detto però che l’acido paracetico utilizzato per scopi medicali è un prodotto puro più stabile di quello che si può ottenere in casa aggiungendo l’aceto all’acqua ossigenata. Infatti non trattandosi di acido acetico puro, con l’aceto da cucina si aggiungono anche altre sostanze che possono destabilizzare l’acqua ossigenata col risultato di non avere l’effetto desiderato.

disinfettanti fai da te

Il mio consiglio se non si vuol sprecare tempo con risultati non corretti è quello di unire i due elementi solo al momento della pulizia tenendoli in due flaconi separati. Basterà quindi spruzzare un po’ d’acqua ossigenata e successivamente un po’ di aceto. Strofinate con un panno pulito e il gioco è fatto!

Un avvertenza non usate mai questa soluzione per pulire oggetti in acciaio caldi, come le pentole o le stoviglie appena tolte dai fornelli. L’acido peracetico a temperatura superiori a 40 °C, e in caso di utilizzo prolungato anche a 30 °C, può causare problemi di corrosione sull’acciaio inox.

Acqua ossigenata e tea tree oil.

Per disinfettare le superfici dove sono presenti maggiori concentrazione di germi, come ad esempio i luoghi di sosta preferiti dai nostri amici a quattro zampe o della lettiera del gatto, si può ricorrere ad un altro rimedio a base di acqua ossigenata e tea tree oil.

Il detergente va preparato versando in una bottiglia dotata di nebulizzatore questi ingredienti:

  • 750 ml di acqua
  • 150 ml di acqua ossigenata
  • 20 ml di succo di limone
  • 15 gocce di tea tree oil

Agitate bene prima dell’uso e spruzzate la miscela nei luoghi che volete disinfettare. Lasciate agire per circa mezz’ora e successivamente pulite con un panno per poi risciacquare con acqua calda.

Vi consiglio l’impiego per pulire la lettiera del gatto, o la cuccia del cane, perché la miscela è assolutamente innocua per gli animali, oltre ad essere un buon repellente per pulci e zecche.

L'articolo Disinfettanti fai da te efficaci. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.


L'articolo Arredo bagno, Wellness e SPA – l’evoluzione della stanza da bagno. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Dallo spazio wellness e SPA casalingo, al bagno bello e funzionale, l’arredo bagno costituisce un elemento fondamentale per il perfetto completamento di questo ambiente destinato non solo all’igiene quotidiana.

bagno e wellness
Photo by AVANTECTURE on Unsplash

Piccolo o grande che sia, il bagno è la stanza al centro delle attenzioni di chi si accinge a ristrutturare casa. Un ambiente al quale si dedica spesso buona parte della spesa da sostenere, proprio perché complessa la sua realizzazione. Dagli impianti, ai rivestimenti, dai sanitari alla rubinetteria, dalle vasche da bagno ai piatti doccia, fino a giungere ai mobili bagno, gli elementi da prendere in considerazione per la definizione della stanza da bagno sono davvero tanti. In particolare all’arredo bagno è rivolto l’interesse e l’attenzione degli utenti perché destinato ad uno dei locali più importanti di tutta la casa. Uno spazio dell’abitazione che oltre all’igiene personale è sempre più utilizzato per il benessere e il relax. Non è un caso che col tempo la stanza da bagno e il suo arredamento, si siano evoluti per assolvere a nuove esigenze e stili di vita.

Evoluzione sociale e tecnica del bagno.

Oggi gesti come fare una doccia, aprire un rubinetto, radersi e mille altri ancora, sono divenuti consuetudine, gesti che si compiono senza pensare quanto per l’uomo contemporaneo sia impossibile una vita senza una stanza da bagno. Senza un luogo dove l’acqua sia così comodamente accessibile. Un luogo intimo e ormai irrinunciabile per tutti noi. Eppure non è stato sempre così!

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Se nelle civiltà più antiche dell’Egitto e della Mesopotamia, ci si immergeva in acqua per motivi religiosi, nella Grecia del periodo classico il bagno corrispondeva ad un ideale perfezione della forma fisica. Il bagno in acqua fredda era quello praticato dai frequentatori delle palestre, proprio perché fortificava, mentre il meno virile bagno caldo era praticato in ambiti domestici dalle donne.

Terme di Agrippa nel Campo Marzio.

I raffinati bagni a vapore, seguiti da frizioni con unguenti e massaggi, spopolarono nella società dell’antica Roma. I Romani, che appresero questo uso dai Greci, non furono solo degli estimatori dei bagni, ma anche dei veri divulgatori. Essi erano soliti lavarsi quotidianamente e non erano poche le abitazioni che avevano ambienti bagno con tanto di acqua calda. Sono quelli che ancora si possono vedere in alcune antiche case pompeiane.

In epoca imperiale, grazie alle innovazioni tecniche sperimentate per riscaldare gli ambienti, le Terme Pubbliche divennero opere così grandiose tanto che vennero esportate nei territori conquistati come modelli: un esempio è quello delle terme di Agrippa nel Campo Marzio.

Di GH HVD – Opera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento

Fu durante il Medioevo che il bagno divenne esclusivamente intimo e privato e ad uso delle classi agiate. Erano queste le uniche a potersi permettere la costruzione nelle loro dimore dei locali adatti e del personale necessario per praticare il bagno.

Il bagno a vapore sopravvisse solo nel mondo musulmano, dove il modello delle terme romane fu adottato per realizzare il cosiddetto bagno turco. Questo, divulgatosi in occidente attraverso i crociati, è ancor oggi di largo uso.

Col Rinascimento le stanze da bagno private, ancora ad esclusivo uso dei nobili, divennero più funzionali. Ad esempio sono di Leonardo alcuni progetti idraulici futuristici con impianti per miscelare l’acqua fredda con la calda.

Photo by Toa Heftiba on Unsplash

La funzione igienica del bagno si comprese solo nell’ottocento, quando la stanza da bagno divenne alla portata di più persone. Questo grazie ai modi più semplici per scaldare l’acqua e veicolarla dentro le case.

Oggi il bagno è un lusso alla portata di tutti e il piacere dell’acqua calda sul corpo è rimasto immutato come quello dell’epoca romana. Un piacere che è possibile concedersi a casa propria con un bagno reso funzionale e moderno da pratici box doccia accessoriati con la tecnologia più esclusiva e realizzati nei materiali più eleganti che ci siano, oppure in quello che il sogno di molti: uno spazio wellness con tanto di SPA casalinga! Cosa c’è di meglio per il proprio relax?

Consigli per scegliere l’arredo bagno più adatto.

Come è diventato complesso il bagno con l’evoluzione sociale e tecnologica! Innovazione, ricerca estetica, funzionalità, hanno spinto verso un arredamento da bagno sempre più all’altezza di una casa in linea con il moderno lifestyle.

bagno e wellness
Photo by Roberto Nickson on Unsplash

Accantonata la sua funzione originaria di servizio, il bagno è diventato un ambiente di relax, di benessere e di cura del corpo e l’arredo bagno oggi deve rispondere ad esigenze sempre più sofisticate.

Arredare il bagno può essere più complicato del previsto, quindi meglio leggere qualche consiglio.

Stile, tendenze e funzionalità.

Photo by JOSBRA design on Unsplash

In linea generale l’arredo bagno deve essere scelto in base alle proprie preferenze e in linea col resto dell’arredamento della casa.

Col tramontare degli stili nordici e minimali, protagonisti della stanza da bagno quest’anno sono i rivestimenti materici in gres porcellanato e l’optical design, geometrico rigorosamente in bianco e nero. I bagni si preferiscono meno minimali e più eleganti.

Qualunque sia lo stile che preferirete ricordate che gli aspetti funzionali giocano un ruolo tutt’altro che secondario. Questo vale sia per bagni piccoli che per quelli più grandi. Lo stile moderno è quello certamente con maggiori vocazioni di funzionalità!

Mobili bagno

Se la stanza da bagno è utilizzata da tutti i componenti della famiglia è bene inserire dei mobili bagno capienti e funzionali, ma soprattutto accessibili a tutti, anche ai più piccoli.

Non può mancare nella stanza da bagno il mobile sotto-lavabo. Questo oltre a nascondere il sifone del lavabo, permette di stivare tutto il necessario per il fabbisogno quotidiano.

È questo, insieme al lavabo, un elemento a cui bisogna dare particolare importanza, perché sarà quello che darà personalità e identità precisa al bagno.

I mobili da bagno salvaspazio sono l’ideale per gli ambienti più piccoli. Irrinunciabili negli spazi più angusti sono però da escludere nell’arredamento di ambienti più grandi e più sofisticati.

Bagno piccolo

Evitate le vasche da bagno preferendovi dei piatti doccia poco ingombranti.

Preferite sanitari sospesi, lo spazio ridotto sarà più pratico da pulire e sembrerà visivamente più grande.

Non dimenticate di curare i dettagli, rubinetteria e piccoli accessori bagno fanno la differenza anche in un bagno piccolo!

Bagno grande

Il vero rischio quando si ha spazio a disposizione è quello di strafare. Per tenere sotto controllo l’esuberanza vi consiglio di partire avendo in mente esattamente cosa si vuole ottenere dall’ambiente bagno e solo dopo dare spazio alla creatività.

Oltre alla possibilità di realizzare uno spazio wellness, considerate che ai mobili bagno canonici se ne possono aggiungere altri “atipici”. Un esempio? Se vi piace la lettura, mettere una libreia anche in bagno è qualcosa di molto interessante.

Conclusioni.

Non ci sono dubbi il tema dell’arredo bagno e così ampio che ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze. A seconda di dove vivete non vi sarà difficile trovare l’arredo bagno a Verona, che fa per voi, ma anche arredo bagno a Trento e a Mantova, così come in Piemonte dove troverete arredo bagno a Torino!

L'articolo Arredo bagno, Wellness e SPA – l’evoluzione della stanza da bagno. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.


L'articolo Aziende di arredamento italiane ed emergenza Covid-19. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

In piena emergenza Covid-19 scrivere di questa situazione che ci costringe tutti a casa, è anche per me cosa non semplice. Non posso e non possiamo certo ignorare paure ed ansie che tale circostanza, mai accaduta prima, provoca in tutti noi, tuttavia, anche se il futuro pare profilarsi incerto, bisogna evitare che le preoccupazioni ci sovrastino e che soprattutto la nostra salute tenga.


Emergenza Covid-19 – la reazione delle attività produttive.

Come tanti di voi, stando a casa ho molto tempo a disposizione e la navigazione su internet è divenuta sempre più l’attività primaria per informarsi, distrarsi e soprattutto per rimanere connessi col resto del mondo. Nel mio girovagare sui social e sul web in generale, non sono pochi i messaggi che ho potuto leggere e che riguardano la solidarietà vera e la speranza per un domani migliore. Per fortuna non manca nemmeno la voglia di riscatto e di rinascita delle attività produttive nazionali.

emergenza Covid-19
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Nonostante sia davvero dura resistere al disagio e alle preoccupazioni, tutte le imprese italiane, dalle più grandi alle più piccole, stanno in questo momento cercando di fare il loro meglio per rimanere a galla ed essere pronti a ripartire il prima possibile.

Dappertutto è un fiorire di iniziative che mirano ad incentivare la ripresa dopo emergenza Covid-19 . Nel settore di cui mi occupo in queste pagine, particolarmente interessante mi è sembrata quella messa in atto dalla Annie Claire – Quality Furniture, un azienda italiana di arredamento chiavi in mano, attiva nella provincia di Vicenza.

Immagine proprietà di Annie Claire

Di tale iniziativa è interessante notare come il brand italiano, mettendo in relazione i suoi due target di clientela, molto diversi tra loro, miri ad un loro coinvolgimento empatico in una operazione la cui finalità è la ripresa economica e sociale di tutti!

Relazioni empatiche.

Immagine proprietà di Annie Claire

Annie Claire – Quality Furniture è un’azienda dove lavorano molte figure professionali. Dagli architetti ai designer, dagli arredatori agli ebanisti, dai tappezzieri fino agli installatori, tutti concorrono con la loro opera alla realizzazione dei desideri del cliente, alla sua piena soddisfazione.

Si potrebbe definire l’impresa veneta una vera e propria famiglia. In questa il cliente entra a far parte fin dal primo momento, godendo delle attenzioni a lui riservate. L’iniziativa messa in atto dalla Annie Claire parte proprio da questa attenzione verso il cliente.

Immagine proprietà di Annie Claire

Gli utenti primari dell’azienda sono gli albergatori, che fruiscono dei servizi di Contract. Poi vi sono i clienti privati, che si affidano alla professionalità di casa per arredare la propria abitazione.

La finalità di questa iniziativa è quella, da un lato aiutare a risollevare l’economia delle strutture alberghiere e più in generale del turismo italiano, dall’altro a invogliare le persone ad iniziare ad uscire da casa e finalmente godersi il nostro bel paese.

Immagine proprietà di Annie Claire

Come avviene tutto questo? Molto semplice: coloro che acquisteranno gli arredi Annie Claire – Quality Furniture per la propria casa, saranno coccolati con un regalo per riconquistare la serenità perduta: un soggiorno gratuito presso alcuni degli Hotel arredati dall’azienda che si trovano nelle località più belle della penisola: Jesolo, Bibione, Lignano Sabbiadoro, solo per citarne alcune.

Immagine proprietà di Annie Claire

Perché è interessante questa proposta?

Il turismo in Italia è un’attività primaria di grande importanza alla quale sono connesse altre migliaia di attività, incluso quelle che producono arredamenti, che in Italia non sono solo numerose, ma anche tra le migliori al mondo.

Il nostro paese è il quinto tra quelli più visitati al mondo. Questo è abbastanza logico visto che l’Italia possiede la più alta concentrazione al mondo di beni tutelati dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità .

La nostra nazione è anche la prima in Europa per numero di strutture ricettive. Un dato logico anche questo considerato che nel 2018 si sono registrate oltre 428 milioni di presenze turistiche nel nostro paese!

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Photo by Cristina Gottardi on Unsplash

Alla luce di quanto vi ho detto, non c’è dubbio che una rapida ripresa economica del paese passi proprio dalla ripresa del turismo.

Conclusione.

La casa si rivela oggi, come ai tempi dei primi insediamenti umani, il rifugio che ci tiene lontano dalle ostilità e dai pericoli, ma dobbiamo avere fiducia nel domani e quando l’emergenza Covid-19 sarà finita, tornare con spensieratezza a vivere e a circolare liberamente.

Questa interessante iniziativa in momenti come quello che stiamo vivendo è assolutamente apprezzabile in termini di fiducia e di speranza, vi invito pertanto a scoprirne i particolari visitando la pagina Facebook dell’azienda dove potrete visionare anche gli arredi per la casa che la Annie Claire – Quality Furniture realizza per consegnarli in tutta Italia.

Buona salute a tutti.

L'articolo Aziende di arredamento italiane ed emergenza Covid-19. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.


L'articolo Smart working, come organizzare l’home office. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Smart working, o se preferite in italiano lavoro agile, riguarda la possibilità di svolgere delle attività lavorative da casa. Venuto alla ribalta con l’emergenza Covid-19, molti si sono dovuti adattare a questa realtà. Se anche voi, a causa della pandemia, siete diventati uno smart worker, significa che trascorrete gran parte della vostra giornata seduto di fronte ad uno schermo di computer. Certamente in questa particolare condizione di lavoro vi sarete resi conto come seduta e piano di lavoro possono influire sul vostro rendimento lavorativo e sul vostro benessere psico-fisico.

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Smart Working e Home Office.

Lo strumento di lavoro conosciuto come Smart Working, a livello giuridico è inteso come rapporto di lavoro subordinato, svolto per mezzo di strumenti tecnologici senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro (articolo 18 della Legge n.81/2017). Molti di noi lo hanno scoperto solo adesso a causa dell’emergenza in corso, apprezzandone il vantaggio di poter svolgere il proprio lavoro direttamente da casa in base alle proprie tempistiche personali. Tuttavia si tratta di una condizione lavorativa non priva di rischi. Tralasciando quelli di natura sociale, oggetto di diverse inchieste giornalistiche, vi sono certamente da tenere in debito conto quelli legati alla salute e al benessere dello smart worker.

Smart Working
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Spesso per l’attività di smart working si utilizzano gli arredi che si hanno a disposizione all’interno delle mura domestiche: il tavolo della cucina come scrivania, la sedia della sala da pranzo invece di una poltrona adeguata e così via. Tutte cose che possono portare a problemi di salute spesso sottovalutati.

Lo spazio di lavoro adatto.

Smart Working
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Mi spiego meglio con degli esempi: il tavolo da pranzo, ad esempio è molto più alto di una scrivania, che invece ha un’altezza adatta allo scopo per cui è stata concepita, e anche la sedia della cucina non è pensata per starci seduti a lavorare 8 ore al giorno.

Un ruolo fondamentale per fare bene il proprio lavoro da casa è svolto dall’Home office, ovvero quell’angolo di casa trasformato in un ufficio vero e proprio con tanto di postazione PC.

Certo esiste in molti casi la necessità di dover inserire una postazione lavoro in ambiti di metratura ridotta. Tuttavia non è impossibile potersi adattare agli spazi di un normale appartamento impiegando un arredamento per ufficio compatto. Qui alcune idee su come e dove ricavare un ufficio in casa.

Smart Working
Photo by Annie Spratt on Unsplash

Rendere Smart il proprio ufficio domestico.

Avete individuato lo spazio dove realizzare il vostro Home Office? Bene, passiamo ad analizzare gli elementi necessari per organizzarlo.

L’ambiente di lavoro, anche quando si tratta di un ufficio domestico, deve essere tale da facilitare lo svolgimento dell’attività da compiere. Bastano una scrivania, una sedia, un computer e poco altro per poter lavorare da casa, ma è fondamentale scegliere questi strumenti di lavoro con criterio, tenendo conto di alcune specifiche fondamentali per rendere più produttiva, comoda e confortevole la postazione di smart working.

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Fondamentale è assumere posizioni corrette mentre si è seduti davanti al PC. Sopratutto per quanto riguarda per la salute della schiena è necessaria una corretta postura, cioè quella posizione del corpo che garantisce una condizione di stabilità col minor sforzo muscolare possibile.

Scrivania ideale.

Scegliete per il vostro ufficio domestico una scrivania robusta e solida. Fondamentale è che essa abbia un’altezza da terra compresa tra i 72 – 76 cm. Indipendentemente dallo stile e dall’estetica della scrivania è bene che sia di materiali e colori non riflettenti. Naturalmente, la presenza di mensole e cassetti ne aumenterà la funzionalità.

Queste quelle che vi consiglio, scelte tra quelle adatte ad un piccolo studio casalingo.

Movian Vättern – Scrivania con 3 cassetti

Semplice, robusta e funzionale.

Dim. 152,4 x 60 x 76 cm


Rivet, Scrivania da Pc

Sobria, elegante e dimensioni contenute.

Dim. 123 x 57 x 79 cm


WOLTU TSG26hei Scrivania per Computer

Essenziale e funzionale di dimensioni contenute.

Dim. 123 x 57 x 79 cm


Sedia ergonomica

Per quanto riguarda la seduta, non ci sono dubbi, dovrete sceglierne una di tipo ergonomico con una buona seduta e che consenta di mantenere la schiena eretta. Anche se il suo acquisto è generalmente abbastanza oneroso, se si lavora tante ore seduto è indispensabile!

Tenete conto che una buona sedia ergonomica, concepita per dare un buon supporto lombare, contribuirà a ridurre l’insorgere di mal di schiena e a mantenere una maggiore concentrazione con un conseguente aumento della produttività.

È importante che la sedia abbia la possibilità d’impostare a proprio piacimento l’altezza della seduta. Meglio se si può regolare anche l’inclinazione dello schienale perché ciò permette di avere una seduta più comoda. Impostando la giusta inclinazione, non si è costretti ad inarcare in maniera sbagliata i muscoli del collo per vedere meglio il monitor del computer.

Tra le tante disponibili in commercio vi segnalo queste in particolare.

ErgoHuman Plus

Migliore sedia ergonomica perfetta per prevenire il mal di schiena.

Hara Sedia

Migliore sedia ergonomica posturale per una seduta attiva e dinamica.

Songmics OBG71B

Migliore sedia ergonomica dal rapporto prezzo qualità.

La scelta alternativa di questa particolare seduta è senza dubbio la PROCOMFORT MIRUS ricca di tante regolazioni impossibile non trovare quella più comoda adatta alla propria corporatura.

Alternativa a questa sedia posturale è un’altro progetto di sedia rivoluzionario: la Varier THATSIT evoluzione della sedia Varier Variable di cui ho fatto una completa recensione qui.

Un prodotto adatto alle “tasche più piccole”, (io uso questa) affidabile e di qualità. Se si vuole spendere ancora meno alternativa valida che vi consiglio è la sedia ergonomica Femor.

Vi consiglio di completare la coppia scrivania – sedia con un poggia piedi da posizionare sotto il piano di lavoro. Questo conferisce maggiore sollievo a gambe e schiena. La minor pressione esercitata sulle gambe aiuta la circolazione del sangue e riduce la pressione sulla parte bassa della schiena e delle ginocchia.

Lampada da scrivania

La lampada da scrivania fa parte della dotazione essenziale della postazione di smart working, visto che l’illuminazione dello spazio di lavoro è un altro punto fondamentale da curare con attenzione.

Lavorare con la sola luce del lampadario o della finestra non è sempre una buona scelta- Tra l’altro lavorare in ambienti poco illuminati, con il monitor come principale fonte di luce, affatica la vista al punto da arrecare stanchezza, mal di testa e visione offuscata.

Lampada da Scrivania LED, TaoTronics –caratteristiche qui

Meglio acquistare per il vostro ufficio domestico anche una lampada da scrivania. Una fonte di luce soffusa, oltre a non affaticare gli occhi rende il lavoro meno stressante.

Io ho acquistato su Amazon quella di TaoTronics. Pratica da utilizzare, fa una bella luce con 6 modalità di illuminazione e 5 livelli di luminosità da poter selezionare a proprio piacimento ed è anche dotata di spegnimento automatico programmabile e di una pratica presa per la ricarica del cellulare. Eccellente!

Monitor PC e protezioni per la vista.

Per proteggere gli occhi è necessario anche l’acquisto di un buon monitor. Lavorare davanti allo schermo può essere molto stancante se utilizzate un monitor non idoneo.

BenQ GW2780 – caratteristiche tecniche.

Gli elementi di cui tenere conto sono; la giusta risoluzione e le dimensioni dello schermo. Riguardo quest’ultimo, vi dico che un monitor di dimensioni più grandi è indispensabile solo se si utilizzano più programmi contemporaneamente.

Altra importante caratteristica è la presenza di un filtro per la luce blu per ridurre l’affaticamento degli occhi. Consigliatissimo il monitor da 27″ BenQ GW2780 dotato di display IPS full HD e regolazione intelligente della luminosità a seconda dei contenuti a schermo e delle condizioni di luce ambientali. In oltre la tecnologia eye-care filtra la luce blu in modo adeguato.

L’acquisto di un monitor di questo tipo è veramente consigliato per chi fa smart working, ma se volete utilizzare il vecchio monitor che avete perché ancora buono, vi consiglio di comprare un paio di occhiali da computer per proteggere gli occhi dalla luce blu. Pratici e performanti quelli che ho scelto per me, facili da inforcare sulle lenti da vista che porto.

Altre dotazioni per tutelare la salute dello smart worker.

Naturalmente esistono poi una serie di accessori adatti a risolvere diversi problemi che possono causare danni come ad esempio il famigerato tunnel carpale che affligge comunemente gli “utilizzatori intensivi” di mouse e tastiere.

Lo stress del polso e causa di dolori e infiammazioni che rendono la vita dello smart worker difficile. I poggia-polsi sono utili per porvi rimedio con una piccola spesa. esistono quelli integrati al tappetino del mouse e quelli da applicare alle più comuni tastiere. Vi consiglio di acquistarli in coppia!

Nonostante l’uso dei poggia-polsi lo spettro delle infiammazioni ai tendini, in chi usa tanto mouse e tastiera, è tutt’altro che scongiurato se non si adoperano delle periferiche ergonomiche. Consigliatissimi sono i mouse verticali, o quelli con trackball, e le tastiere con disposizione ergonomica dei tasti.


Logitech MX Vertical Mouse – caratteristiche

Io per me ho scelto il mouse verticale MX di Logitec, essendo questa marca una sicurezza. Pile ricaricabili che durano tantissimo, tanti setting possibili e facili da mettere a punto, ed un eccellente ergonomia, almeno “per la mia manona”, queste le caratteristiche.

Il mouse l’ho abbinato ad un tappetino con cuscinetto in gel, mentre per la tastiera mi sono orientato su quella di Microsoft, una delle poche aziende rimaste a produrre tastiere veramente ergonomiche e con layout italiano, forse perché in Italia sono poco richieste per la loro forma strana e per un ingombro non proprio minimale.


Microsoft L3V-00013 Sculpt Comfort Desktop

Le tastiere ergonomiche sono davvero utili per chi scrive tantissimo. Dopo aver fatto l’abitudine alla loro strana disposizione dei tasti, ci si rende conto di subire un minor affaticamento di polsi e mani e di acquisire una maggiore velocità di scrittura. Insomma sono salutari e produttive!

Se, piuttosto che un PC fisso, utilizzate per il vostro lavoro un laptop sentirete la necessità di sollevarlo per portare il suo display ad “altezza occhi”. Per questo è necessario un lap-desk, cioè di un supporto che solleva il portatile alla giusta altezza. Questa se ben regolata permette di evitarvi problemi alla cervicale.

Poiché, come appena detto, lavorare con lo schermo posizionato più in basso dello sguardo può dare problemi di cervicale, per chi lavora al PC anche stando in piedi è raccomandato l’uso di Standing Desk Converter, un accessorio che permette di alzare lo schermo e la tastiera del PC per poterci lavorare anche in piedi. Tale rialzo regolabile è comunque consigliato a tutti, visto che stare troppe ore seduti è deleterio per la salute.

Oltre a quanto detto fin qui, non possono mancare per completare una buona postazione per lo smart working:

Una stampante, meglio se multifunzione, cioè che stampa, fotocopia e scannerizza! Possibilmente anche dotate di wifi-direct per poter stampare da qualsiasi dispositivo. La mia scelta: una Epson Expression Home XP-3100 preferita per la qualità di stampa e per la gestione semplice.

Una webcam per le chiamate su Skype o le conferenze su Zoom, possibilmente con un buon microfono incorporato e qualità video full HD. Ho scelto la Logitech C925-E Business Webcam perché dotata di un copri-obbiettivo che permette di tutelare la privacy dell’ambiente familiare.

In ultimo delle cuffie per isolarsi da altri abitanti della casa che possono disturbare la concentrazione, non è una cattiva idea Poiché mi piace ascoltare musica quando scrivo ed ho una discreta libreria di file flac ad alta definizione ho preferito le cuffie wireless Sennheiser HD 4.50BTNC.

Manca niente? Non mi pare, possiamo cominciare il nostro smart working.

L'articolo Smart working, come organizzare l’home office. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.