15 Settembre 2021 / / Questioni di Arredamento

L’articolo Smacchiare e prendersi cura della fragranite. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Se il vostro lavello in Fragranite è ridotto male, non desistete nel cercare di farlo splendere come quando era nuovo, scegliete uno dei metodi che trovate in questa guida per rimuovere le macchie che si sono formate col tempo. Se invece ad assillarvi è una macchia o un danno in particolare continuate a leggere questo articolo e scoprite cosa potete fare per rimediare.

Smacchiare ed eliminare danni particolari.

La fragranite, così come tutti i prodotti similari conosciuti con nomi commerciali diversi, è un materiale composito realizzato unendo insieme micro-particelle di granito con particolari resine acriliche resina acrilica. I lavelli di questo tipo devono il loro successo alla loro robustezza, al loro aspetto estetico, ma soprattutto la popolarità di questo prodotto tra i consumatori è dovuta alla sua ridotta manutenzione. Questo però non significa che non siano necessarie delle precauzioni.

Eseguite scrupolosamente le operazioni di pulizia descritte nell’articolo pulire il lavello in fragranite, ricordando che per la pulizia ordinaria del lavello non vanno impiegati mai detersivi aggressivi o abrasivi e soprattutto non vanno usate spugnette d’acciaio o di altro materiale fortemente abrasivo, meglio usare la spugnetta raccomandata dal costruttore.

Può capitare nonostante tutto che nell’uso quotidiano il vostro lavello possa macchiarsi o danneggiarsi al contatto con materiali e sostanze particolari. A seconda del danno è possibile intervenire in vari modi e risolvere il problema. Eccetto i casi irreversibili, nell’elencazione in basso troverete le diverse indicazioni che vi permetteranno di affrontare il danno.

Cibi fortemente coloranti

Succo di mirtilli o altri frutti rossi, curcuma, curry, paprika, tè, caffè, vino rosso, salsa di pomodoro ….

Acqua calda e un po’ di detersivo per i piatti.

Le macchie di alimenti colorati, sfregandole con una spugnetta intrisa di acqua calda e detersivo per i piatti, vanno via facilmente a patto di intervenire immediatamente.

Macchie d’inchiostro

Penne biro, inchiostro di china e a gel, ecoline e inchiostri colorati

Panno imbevuto con poco alcol.

Le macchie d’inchiostro vanno subito eliminate!

Macchie di vernice

Colori ad olio, smalti ad acqua e a solvente, vernici e resine di vario tipo …

Spatola in plastica e pasta per lavelli.

Tamponare con un panno asciutto cecando di assorbire quanta più vernice possibile, ma senza espandere la macchia. Lasciare che si secchino i residui e rimuoverli utilizzando una spatolina in plastica. Poi strofinare la parte con la pasta abrasiva della Franke utilizzando l’apposito tamponcino a corredo. Una buona alternativa è anche la pasta x di Smeg.

Solventi

Trielina, acetone, benzina, diluente nitro, acquaragia, trementina …

Non puoi fare niente.

Purtroppo i danni causati da queste sostanze sono irrimediabili!

Bruciature superficiali

bruciature superficiali, come quelle provocate da una sigaretta appoggiata sul lavello, o una stoviglia calda ma non rovente.

Pasta per lavelli

Le macchie di bruciature superficiali causate possono essere eliminate utilizzando l’apposita pasta abrasiva della Franke

Bruciature profonde

Bruciature causate da pentole tolte dai fornelli e appoggiate sul lavello …

Non puoi fare niente.

Sul lavello in fragranite non vanno mai appoggiate pentole appena tolte dal fuoco, o altri corpi caldi oltre i 280°C, visto che il danno sarebbe irreparabile

Segni e striature

i danni causati dallo sfregamento di oggetti metallici, come posate e pentole …

Pasta per lavelli.

Durante il lavaggio di pentole e posate può capitare che queste possano rigare e segnare il lavello. In questi casi si può eliminare ogni traccia con la pasta abrasiva della Franke

Sostanze acide e ammoniaca.

Ammoniaca o prodotti che la contengano, acido muriatico, soda caustica e in generale tutti i prodotti acidi e alcalini usati per eliminare le ostruzioni ai tubi di scarico …

Non puoi fare niente.

Ammoniaca e tutti i prodotti acidi usati per eliminare le ostruzioni dei tubi di scarico, danneggiano il lavello seriamente!
Meglio sgorgare lo scarico con una miscela 1/1 di bicarbonato e sale grosso da versare nello scarico insieme a dell’aceto. Lasciate agire alcuni minuti prima di versarvi dell’acqua calda.

Macchie trascurate e particolarmente ostinate

Macchie di vario genere e aloni provocati nel tempo dal normale utilizzo

Gomma cancella macchie, o pasta pulente

Macchie trascurate e altre particolarmente ostinate provocate da sostanze varie possono essere rimosse con una gomma cancella macchie o con una pasta pulente a base di argilla ventilata e sapone vegetale.

Candeggine o sgrassatori aggressivi

Candeggine o sgrassatori aggressivi provocano aloni e macchie sui lavelli di colorazione scura

Non puoi fare nulla.

I danni provocati da candeggine, sgrassatori e detergenti aggressivi possono provocare (soprattutto su lavelli di colorazione scura) degli aloni impossibili da togliere.

Abrasioni e scalfitture

Danni causati dallo sfregamento di spugnette e spazzole metalliche, oggetti acuminati …

Pasta per lavelli.

I segni dovuti ad abrasioni e scalfitture superficiali si possono eliminare con la pasta abrasiva della Franke

Macchie di ruggine

Macchie provocate da oggetti metallici bagnati lasciati per molto tempo nel lavandino.

Detergenti con acido ossalico

Le macchie di ruggine sono particolarmente ostinate e per rimuoverle occorre ricorrere all’utilizzo di particolari detergenti a base di acido ossalico.

Prodotti consigliati:

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Eliminazione delle macchie ostinate.

Come detto già, ciò che rende difficile mantenere impeccabili i lavelli in fragranite è il calcare contenuto nell’acqua. Questo forma una patina che rende porosa la superficie del lavello rendendolo permeabile alle sostanze macchianti. Col tempo le macchie sono difficili da togliere. Se il vostro lavello e ridotto male non vi rimane che procedere con uno dei metodi descritti nell’articolo: Eliminare le macchie nel lavello in fragranite.

L’articolo Smacchiare e prendersi cura della fragranite. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.


L’articolo Come pulire le tapparelle è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Quando si arreda casa da zero, sono diversi gli aspetti da considerare. Bisogna decidere lo stile dei vari ambienti e, sulla base delle loro peculiarità funzionali, valutare anche la scelta delle migliori tapparelle possibili.

Non importa che si opti per la richiesta di consigli a un tapparellista provincia Milano o a un professionista in un’altra città: quello che conta è essere consapevoli del fatto che le tapparelle perfette per la cucina sono diverse da quelle adatte al salotto e che il clima della zona in cui si trova la casa può influire sulla scelta del materiale.

Una volta che le tapparelle sono state installate, è molto importante conoscere le dritte per mantenerle nel tempo. Farlo vuol dire, per forza di cose, informarsi su come pulirle al meglio. Se ti stai facendo domande in merito, nelle prossime righe puoi trovare alcune dritte che, speriamo, potranno esserti utili.

L’eliminazione della polvere

Il primo step da considerare quando si parla di come pulire la tapparella è l’eliminazione della polvere. Sono diversi gli strumenti utili in questo frangente. Si può ricorrere alla scopa – ovviamente pulita – ma anche all’aspirapolvere. Attenzione: purtroppo non sempre si riescono a raggiungere con precisione tutti gli angoli. Niente paura! In questi frangenti ci si può aiutare con un pennellino, che aiuta ad arrivare anche negli angoli un po’ più ostici.

Questa operazione deve essere fatta sia per la parte esterna, sia per quella interna. Per completare il tutto, è opportuno procedere con il passaggio di un panno antistatico. In questo modo, si minimizza il rischio che la polvere torni a depositarsi nel breve termine.

Archiviato questo step, è possibile entrare nei dettagli della pulizia delle tapparelle a seconda del materiale. Scopriamo assieme le indicazioni nelle prossime righe dell’articolo!

Come pulire le tapparelle in PVC

La scelta delle tapparelle in PVC è molto frequente tra chi cerca il massimo per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo. Quali sono i migliori consigli per pulirle? Tra le alternative più rapide rientra l’utilizzo di un prezioso alleato delle pulizie domestiche: il mocio. Passarlo – ovviamente dopo averlo pulito adeguatamente – sulle tapparelle può rivelarsi una scelta pratica ed efficace. Quale prodotto utilizzare? Un buon detergente con azione sgrassante va benissimo.

Un’altra soluzione per la pulizia delle tapparelle in PVC prevede il ricorso a una soluzione a base di acqua, sapone di Marsiglia e aceto (un goccio). Il sapone va lasciato agire per una decina di minuti. Una volta trascorso questo lasso di tempo, si può risciacquare.

Come pulire le tapparelle in legno e in metallo

Le tapparelle possono essere anche in legno o in metallo. Come si procede in questi frangenti con la pulizia? Nel primo caso, si può ricorrere senza problemi al detergente che si utilizza per i piatti, contraddistinto da un alto potere sgrassante. Ci si munisce di una spugna, di un secchio e si insapona la tapparella. Dopo qualche minuto, si passa al risciacquo. Se arrivare in alcuni angoli risulta ostico, nessun problema! Per risolvere il problema, si può ricorrere a uno spazzolino da denti.

Cosa fare, invece, per pulire le tapparelle in alluminio, considerate il non plus ultra della sicurezza? In questa circostanza, si può fare riferimento al getto di vapore (che invece non va bene per le tapparelle in legno, in quanto rischia di deteriorare il materiale).

La gestione del getto di vapore è a dir poco semplice: basta direzionarlo sulle tapparelle e far sì che i residui di sporco scorrano. Successivamente, si risciacqua il tutto con un secondo getto.

Questa soluzione per la pulizia, che ha anche il vantaggio di essere super ecologica, ha l’oggettivo pro di risultare efficace contro lo sporco ostinato. Un altro aspetto positivo riguarda la possibilità, nelle situazioni in cui l’abitazione non è collocata in contesto condominiale, di far asciugare tutto all’aria.

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L’articolo Carte da parati esclusive e di tendenza: le proposte Glamcasamagazine. è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.

L’arredamento di interni è diventata una vera e propria arte in questi ultimi anni. Non basta avere una casa che sia funzionale, cerchiamo di più. Vogliamo arricchire le nostre case con stile e gusto estetico, ricreare un clima familiare ed accogliente che ci faccia sentire a nostro agio tra le mura domestiche. L’home decor diventa quindi una dedizione continua e costante che soddisfa il nostro irrefrenabile desiderio di rinnovamento.

Se siete in cerca di soluzioni innovative per dare un tocco fresco alla casa, la carta da parati è un’idea veloce e non eccessivamente dispendiosa. Non parleremo delle solite carte commerciali viste e riviste, ma di carte da parati di design dal look esclusivo. Basta un primo sguardo per capire che le carte da parati firmate Glamcasamagazine si distinguono per i motivi inediti e le scelte cromatiche, pur rimanendo al passo con le ultime tendenze.

Scegliere la carta da parati perfetta per ogni ambiente

Sapevate che la carta da parati può essere applicata in qualsiasi ambiente della casa? Basta scegliere la texture adatta per ottenere un prodotto di qualità che duri nel tempo. La texture unita ad una fantasia estrosa potrebbe essere quel tocco in più di stile e di personalità che il vostro spazio privato stava aspettando.

Due carte da parati glamour per il soggiorno

Il soggiorno è una delle stanze più vissute della casa, per questo deve essere un’esplosione di stile e di personalità. La carta da parati è un modo semplice e pratico per cambiare l’aspetto della stanza e conferirgli quella marcia in più.

Scopri la collezione di carte da parati di design Glamcasamagazine

In un soggiorno moderno-contemporaneo le forme concettuali e astratte aggiungono estro e creatività allo spazio. Questa stampa con soffioni è perfetta per spezzare la monocromia dello stile moderno e donargli una nuova armonia.
Per un soggiorno Japandi la stampa con fiori di sakura è una scelta raffinata e di classe. La morbidezza degli archi e la delicatezza dei fiori sono il mix perfetto per un soggiorno rilassante.

Carte da parati di design per la camera da letto

Per rendere una camera da letto veramente unica si possono valutare delle stampe eccentriche o delle carte più sobrie.

Tra le soluzioni più interessanti del catalogo Glamcasamagazine capeggia la carta da parati con Pavoni. Elegante e bilanciata, è la soluzione ideale per una camera da letto etnica-orientale e per rifinire l’atmosfera in modo suggestivo.
In una camera da letto dai toni riposanti, la carta da parati blu turchese con leggiadre piume bianche aggiunge una nota di colore e di creatività alla stanza.

Carta da parati per una cucina moderna

I mobili per la cucina tendono a somigliarsi tutti, avete mai pensato a come rendere l’ambiente più particolare? La carta da parati potrebbe essere quel tratto distintivo che stavate cercando.

Uno dei punti migliori per posizionare la carta da parati in cucina è nella porzione di spazio tra il piano cottura e i pensili. Quella striscia di muro che solitamente viene rivestita con mattonelle o intonaco può essere impreziosita con una carta da parati che ne valorizzi l’aspetto. La carta da parati azzurra in foto si ispira alle maioliche di una volta con un look moderno e raffinato.
La carta da parati con frutta esotica di Glamcasamagazine dona brio e vivacità ad una cucina frizzante e colorata. Posizionare la carta dietro ai pensili è un’idea senz’altro innovativa, mentre applicare la carta su di una parete libera è un’opzione sempre valida.

Carta da parati in bagno? Si può fare

In molti si chiederanno se sia saggio applicare la carta da parati in bagno. Scegliendo la giusta texture la risposta è assolutamente sì. Glamcasamagazine ha studiato delle proposte davvero sfiziose e accattivanti per il bagno, a seguire due soluzioni inedite ed esclusive.

Uno dei punti migliori per far spiccare la carta da parati è senza dubbio la parete alle spalle del lavandino. Il modo in cui questa carta da parati con uccellini risalti il bagno è davvero sorprendente. Una scelta audace per chi ama distinguersi ed osare con colori e fantasie!
Se avete una vasca, potreste valorizzarla applicando una carta da parati sullo sfondo. La stampa con giraffe è una soluzione originale per completare un appartamento urban jungle!

Le 5 texture migliori per le carte da parati

Che cos’è di preciso la texture? È la grana, la consistenza fisica che possiamo percepire al tatto e riconoscere facilmente alla vista. Glamcasamagazine propone 5 diverse tipologie di carta da parati per adattarsi agli spazi di casa più disparati. Effetto tessuto, stucco, tela pittorica, acquerello, fibra di vetro… sono tutte le soluzioni moderne ed innovative per personalizzare al 100% la carta da parati dei tuoi sogni.

Le texture che più si prestano a decorare il soggiorno e la camera da letto sono quelle ad effetto acquerello detto anche ”sand” per la sua superficie setosa e levigata. Da tenere in considerazione è l’effetto stucco, uno dei più versatili per la sua somiglianza all’intonaco e l’effetto tessuto, la cui superficie ricorda la trama di una garza. Ultima alternativa sfiziosa è il “Canvas” o effetto tela pittorica. Tutte le tecniche illustrate finora consentono la riproduzione di colori brillanti e di alta definizione.

Non si rinuncia alla carta da parati nemmeno in cucina o nel bagno! In questi spazi più soggetti ad umidità e calore viene impiegato l’utilizzo di una carta da parati in fibra di vetro chiamata anche “Fibre glass”. Questa carta da parati impermeabile è indicata anche per gli interni della cabina doccia. Le sue proprietà ignifughe la rendono perfetta anche per il piano cucina.

L’articolo Carte da parati esclusive e di tendenza: le proposte Glamcasamagazine. è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.


L’articolo Zona notte: come arredare con comodini e settimanali di design è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.

Riposare bene è importante e avere una zona notte che sia funzionale per prepararsi al meglio non solo al sonno ma anche alle ore della veglia è fondamentale. Le tendenze attuali di arredamento vanno in quest’ottica, ancora di più da quando la pandemia ci ha portato a vivere maggiormente la casa. La zona notte vuole mobili all’insegna non solo del gusto estetico, ma anche della praticità e della comodità: tutti elementi che il design, già in fase di progettazione, prende in considerazione.

comodini e settimanali di design

Le tendenze del 2021 vogliono uno stile declinato in maniera personale, con mobili che rispecchino il proprio gusto pur restando sempre comodi e funzionali. Nella zona notte particolarmente importanti sono comodini e settimanali, per motivi diversi. I comodini sono quel complemento indispensabile al letto, capace di essere, oltre che piano di appoggio, ad esempio per i libri da leggere e/o una lampada, spazio di contenimento per gli oggetti personali: per questo nel design moderno importanza cruciale la rivestono i cassetti, custodi ideali di quanto risulta indispensabile.

Il mobile settimanale, invece, è quel mobile a cassetti (solitamente 7) che ospita tradizionalmente la biancheria per i giorni della settimana; da qui, appunto, il nome settimanale. In questo articolo vedremo alcune linee di tendenza per la loro scelta.


madia
Il duo di designer veneti Zaven ha realizzato per Novamobili la collezione Float progettata con l’intento di restituire ad ogni suo componente la propria importanza, rendendone visibile la funzione: i piedini, portati all’esterno diventano elemento estetico. La collezione è nata nel 2017 con la madia, per poi svilupparsi anche nella zona notte con i comodini, il settimanale e il comò per la camera da letto.
madia
Sullo sfondo, madia Float in
laccato ossidato brunito. In primo
piano, madia Float in laccato
opaco bianco con basamento
in laccato opaco quarzo.
madia
Madia Float in laccato ossidato peltro con basamento in laccato ossidato brunito. Libreria Wall 30 in laccato opaco. La madia è disponibile in tre varianti – quadrata, rettangolare alta e rettangolare bassa, a due, tre o quattro ante – e in tutti i colori laccati opachi e ossidati; il basamento è anche in laccato metal.
madia
La madia Float gioca sul concetto di sostegno e contenitore: il basamento diventa elemento progettuale da valorizzare ed esporre.
comodini e settimanali di design
comodini e settimanali di design
Dopo la madia creata per la zona giorno, la collezione si amplia e porta Float anche nell’area notte arricchendosi
di comodino, settimanale e comò personalizzabili in tutti i colori laccati opachi e ossidati; il basamento è anche in laccato metal.
comodini e settimanali di design
Comò in laccato opaco
foglia con basamento
in laccato opaco foresta.
comodini e settimanali di design
Comodini in laccato
opaco foresta con basamento
nella stessa finitura.


Quale comodino scegliere?

L’invenzione del comodino risale alla fine del Seicento in Francia; il nome attuale è stato introdotto nel 1708. In italiano è spesso usato con il diminutivo “comò” ed è considerato un mobile d’arredo di assoluta utilità per vivere al meglio la camera da letto. Si può trovare in diversi stili ma puntare sul design sarà una scelta interessante. Ad esempio i comodini di design della collezione Float di Novamobili, sono pensati in una vision dove ogni componente ha la sua importanza, compresi i piedini portati all’esterno; dove il singolo dettaglio è valorizzato per il piacere degli occhi e nulla è lasciato al caso. Soprattutto i cassetti, pratici e funzionali.

comodini e settimanali di design
Novamobili – Comodini in laccato opaco foresta con basamento nella stessa finitura.

Quando si sceglie un comodino, soprattutto se di design moderno, un tocco personale potrà essere quello dato dalla scelta dei colori, ad esempio quelli laccati opachi e ossidati dell’arredamento contemporaneo: soluzioni facilmente abbinabili nella camera da letto, anche in un’ottica di mescolanza di stili.

Mobile settimanale: come orientarsi nella scelta

Il settimanale è spesso un elemento di arredo sottovalutato; un vero peccato essendo uno dei mobili che ci troviamo più frequentemente ad adoperare. È complemento fondamentale per quanto riguarda la zona notte, con i suoi cassetti ma anche la superficie in alto che risulta essere un piano di appoggio importante per appoggiare diversi oggetti personali. Oltre alla biancheria è perfetto per custodire i gioielli e gli accessori, che si possono disporre nei cassetti con ordine e armonia.

Ma il settimanale, con il suo sviluppo verticale, non è solo questo, risulta un vero e proprio mobile salvaspazio dal design, come nel caso di Novamobili, di tendenza grazie, oltre che alla progettazione curata, anche ai colori, laccati opachi e ossidati, perfetti da abbinare con gusto a quelli del comodino. Grazie al suo stile semplice, elegante e minimale sta bene accostato a qualsiasi parete e superficie, quel tocco in più che rende la camera da letto luminosa ed estremamente confortevole.

L’articolo Zona notte: come arredare con comodini e settimanali di design è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.


L’articolo Come proteggere la vostra casa da furti e malintenzionati. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Ad oggi, ci sono davvero tantissimi modi per proteggere la casa furti e malintenzionati, in questo articolo andremo a vedere i metodi più utilizzati e spiegheremo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ognuno di essi. Lo scopo è quello di offrirti una panoramica completa su tutte le tipologie di sicurezza.

furti e malintenzionati
Photo by Maxim Hopman on Unsplash

Sicurezza passiva e sicurezza attiva: di cosa si tratta.

Sebbene a causa della pandemia e del conseguente lockdown, siamo rimasti chiusi nelle nostre case, i furti in appartamento sono scesi, ma non spariti del tutto. Tale situazione è possibile riscontrarla in questo articolo scritto dall’ ANCDV (Associazione Nazionale Controllo di Vicinato) bassato sul Dossier del Viminale 2020 sull’evolversi della criminalità.

Ragion per cui i sistemi di sicurezza andrebbero installati nelle proprie case per proteggerle da furti e malintenzionati e così vivere in pace e serenità.

Ma quali sono questi sistemi di sicurezza?

I sistemi di sicurezza si dividono principalmente in due categorie: sicurezza passiva e sicurezza attiva. La prima è costituita da barriere fisiche antintrusione volte a creare un ostacolo per chiunque voglia introdursi nell’abitazione. In questa categoria troviamo le inferriate di sicurezza o grate di sicurezza, formate da sbarre in ferro o in acciaio, che installate a porte e finestre, garantiscono una sicurezza di altissimo livello.

La sicurezza attiva è realizzata con sistemi di allarme, controllo e sorveglianza elettronici, come allarmi antifurto e sistemi di videosorveglianza. Sono questi dei sistemi tecnologicamente avanzati che hanno una funzione “preventiva”.

Solitamente sono dotati di telecamere con collegamenti ad internet che ti consentono di collegarli al tuo telefono in modo da poter tenere sotto controllo, in qualsiasi momento, la tua casa.

Vediamo più nel dettaglio entrambe le tipologie.

La sicurezza passiva, contro furti e malintenzionati.

La sicurezza passiva, come detto in precedenza, è costituita principalmente da grate di sicurezza, ma anche porte, infissi e persiane blindate.

Le inferriate di sicurezza sono senz’altro degli strumenti più efficaci contro furti e malintenzionati, poiché costituiscono una vera e propria barriera meccanica e fisica per evitare che degli intrusi entrino in casa.

È un metodo davvero sicuro per proteggere la casa che, grazie alle diverse classi di sicurezza (dalla 1 alla 6) e alle rigide prove antiscasso cui sono sottoposte, garantisce tutta la sicurezza di cui si necessita.

La grande varietà di modelli in commercio permette l’adattabilità della grata in tantissimi contesti diversi. Oggi, molto richiesti sul mercato sono i modelli di grate a scomparsa. Questi, a differenza di quelli classici che rimangono fissi sulla porta o sulla finestra in cui vengono installati, hanno la particolarità di “scomparire” all’interno di un’apposita nicchia ricavata nel muro. Per maggiori informazioni su questa tipologia puoi leggere qui.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della sicurezza passiva?

Sicurezza passiva, Pro.

  • la grande forza deterrente delle inferriate;
  • nel caso di forzatura, la rottura delle inferriate, non solo richiedere parecchio tempo, ma è molto rumorosa e quindi il malintenzionato non passerebbe inosservato;
  • le grate di sicurezza sono attive davvero H/24, diversamente da quel che accade con gli allarmi poiché, se vi è un guasto elettrico, quest’ultimi potrebbero smettere di funzionare; o ancora, mettiamo il caso che la batteria dell’allarme wireless si scarichi improvvisamente… potrebbe essere un guaio
  • un altro aspetto positivo è quello di poter trovare in commercio grate di diversi colori, finiture e forme, garantendo un risultato estetico adatto a tutti gli stili;

Sicurezza passiva, Contro.

  • il costo iniziale che è più alto rispetto a quello dell’installazione dell’allarme;
  • essendo delle sbarre vere e proprie possono creare un senso di oppressione, ma come detto già è un limite che può essere facilmente superato dai modelli più moderni prodotti oggi dalle aziende del settore.

La sicurezza attiva.

Come dicevamo pocanzi, con sicurezza attiva si intendono tutti quei sistemi che segnalano eventuali effrazioni attraverso un allarme visivo e sonoro. Questi si attivano quando viene rilevato dal sistema che dei malintenzionati stanno provando ad entrare nella vostra abitazione.

furti e malintenzionati
Photo by Alexey Soucho on Unsplash

Come riportato da un recente articolo di Repubblica, è stato affermato che il 50% degli italiani vuole installare un allarme per sentirsi sicuri … “Circa 9 milioni di persone hanno paura di restare sole in casa la notte tanto che il 91% di italiani adotta almeno un sistema di sicurezza. In particolare, il 37% si protegge con un allarme.”

Tra le varie tipologie di allarmi troviamo:

  • allarmi via cavo con fili che consistono in una rete di cavi elettrici incassati nel muro ed è un impianto molto sicuro perché se vengono tagliati i fili, questo scatta
  • allarmi wireless (senza fili) o via radio in cui le varie componenti dell’allarme (telecamere interne, esterne ecc.) comunicano tramite onde elettromagnetiche.

Queste due tipologie di impianti di sicurezza possono essere integrate, cioè combinate tra loro o unite a misure di protezione passiva come quelle descritte prima sopra, Nelle soluzioni miste possiamo avere impianti realizzati per metà via cavo e per l’altra metà via radio.

Un’altra distinzione che riguarda i sistemi di allarme è a tecnologia adottata:

  • impianto di sicurezza perimetrale disposto lungo le pareti esterne dell’abitazione è solitamente quello più richiesto ed installato;
  • il sistema volumetrico che scatta quando percepisce il movimento di corpi o cose o la variazione di temperatura; è assai efficace, ma molto sensibile e non è possibile attivarlo se si è in casa.
furti e malintenzionati

Quali sono i pro e i contro della sicurezza attiva?

Vantaggi della sicurezza attiva.

  • l’aspetto estetico delle porte e delle finestre non viene modificato;
  • alcuni sistemi consentono di ricevere una notifica sul proprio telefono, quando ci sono movimenti sospetti e chiamare tempestivamente la polizia;
  • il costo di installazione è contenuto ed abbordabile;

Svantaggi della sicurezza attiva.

  • a causa della sensibilità degli allarmi potrebbero scattare quando non è necessario o per via del maltempo;
  • l’allarme può suonare quando il ladro è già in casa o quando è riuscito ad aprire una porta oppure una finestra;
  • ha dei costi fissi per coprire la manutenzione ed i servizi che vengono attivati.

Conclusioni.

Un ladro, se si trovasse davanti due case, una con le inferriate e una senza, proverà ad introdursi sicuramente in quella che ne è sprovvista. Quindi non è una scelta da fare alla leggera poiché la sicurezza della propria persona, della propria famiglia e dei propri beni, è fondamentale.

L’importante è affidarsi ad aziende specializzate e con anni di esperienza alle spalle in modo da garantirti, qualsiasi sistema di protezione e impianto voi scegliate, qualità dei prodotti e un’installazione a regola d’arte, senza la quale anche il miglior prodotto in circolazione risulterebbe scadente.

L’articolo Come proteggere la vostra casa da furti e malintenzionati. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.


L’articolo Lavori di ristrutturazione in condominio: ecco cosa sapere. è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.

Lavori di ristrutturazione in condominio: quali sono le regole? Sono tantissime le persone che si pongono questa domanda. Lo fanno sia coloro i quali vivono in contesti abitativi con diversi appartamenti, sia le persone che, invece, vogliono lavorare come amministratori di condomini Milano o in altre città.

A prescindere dalla situazione in cui ci si trova, è bene avere le idee chiare in merito alle linee guida principali. Nelle prossime righe di questo articolo, scopriamo qualche specifica in merito.

Lavori di ristrutturazione in condominio

Lavori di ristrutturazione in condominio: cosa sono?

Nel momento in cui si cercano nominativi relativi ad amministratori condomini Milano – per i contatti di uno degli studi più rinomati in città è possibile dare un’occhiata su www.bassi-gestioni-immobiliari.it – può capitare di prendere nel contempo informazioni su aspetti tecnici come le regole relative ai lavori di ristrutturazione.

La prima cosa da chiarire è che, nella maggior parte dei casi, quando si parla di ristrutturazione in contesto condominiale si inquadrano lavori di manutenzione straordinaria.

Entrando nel vivo delle loro peculiarità, facciamo presente che, in concreto, si tratta di interventi necessari ai fini del mantenimento della stabilità dell’edificio. Non è sempre facile valutare il momento migliore per effettuare una ristrutturazione del condominio.

In generale, prima di arrivare alla decisione finale si passa da diverse delibere dell’assemblea condominiale, non prive di ostacoli. Soprattutto nei contesti con tante famiglie, a meno che non si abbia a che fare con palesi problematiche strutturali che mettono potenzialmente a rischio la sicurezza degli abitanti dello stabile e dei passanti diventa difficile arrivare subito a un accordo.

Lavori di ristrutturazione in condominio

Come gestire i pagamenti

Quando si parla di lavori di ristrutturazione in condominio, è naturale chiedersi come gestire i pagamenti. In questo frangente, viene incontro l’articolo 1123 del Codice Civile. Cosa dice? Che nei contesti condominiali le spese relative alle parti comuni sono a carico dei condomini, che devono mettere in campo un contributo proporzionale ai millesimi.

Il caso della ristrutturazione dell’edificio condominiale ha però una particolarità in più. Non importa che si parli di amministratori di condominio Milano o di professionisti di altre città: in tutti i casi, è infatti necessario che le spese siano deliberate e versate in anticipo.

Entrando nel dettaglio di questo aspetto, ricordiamo che spetta all’assemblea di condominio il compito di dare vita a un fondo ad hoc, contraddistinto da un ammontare superiore rispetto a quello degli interventi da effettuare (in questo caso, il punto di riferimento normativo è l’articolo 1135 del Codice Civile).

Alla luce di ciò, si rende necessaria, a monte, una stima il più possibile dettagliata dei lavori da fare. Prima di procedere concretamente con l’inizio della ristrutturazione condominiale, è necessario avere in mano sia il computo metrico, sia il capitolato. Quest’ultimo, è caratterizzato dalla presenza di tutte le specifiche sui lavori da realizzare, con anche il dettaglio dei materiali di cui è previsto l’utilizzo.

Bonus facciate

Ogni volta che si parla dell’argomento a cui stiamo dedicando queste righe, è naturale pensare al bonus facciate. In cosa consiste di preciso? Nella detrazione di imposta lorda che si può richiedere in caso di lavori aventi il fine di recuperare o restaurare le facciate condominiali.

Questa agevolazione fiscale, oggi come oggi, è riconosciuta per i lavori eseguiti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021. La detrazione, che ammonta al 90%, viene riconosciuta per un lasso di tempo pari a 10 anni. Non sono previsti tetti massimi di spesa.

Lato contribuente, è possibile operare diverse scelte. Si può optare per la detrazione d’imposta, per la compensazione, ma anche per la cessione a banche o finanziarie del credito di imposta.

Ricordiamo altresì che per avere le idee chiare in merito all’inizio dell’anno fiscale, bisogna prendere come punto di riferimento il bonifico parlante partito dal conto corrente del condominio. La fruizione delle agevolazioni fiscali non è in alcun modo connessa alla data in cui il singolo condomino è tenuto, sulla base delle indicazioni del piano di riparto, a versare la rata.

Lavori di ristrutturazione in condominio

Per poter usufruire del bonus facciate, un condominio deve soddisfare specifici requisiti. Il principale prevede il fatto di trovarsi nelle cosiddette zone A e B. Nel caso della prima, si inquadrano i centri storici con edifici di carattere storico, artistico o di pregio ambientale. Quando si chiama in causa la zona B, invece, si inquadrano le aree “totalmente o parzialmente edificate” diverse dalla zona A.

Da non trascurare è anche il requisito di visibilità della facciata. In questo caso, il riferimento riguarda diversi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate che, diverse volte, è intervenuta rammentando la necessità di visibilità delle facciate da strada o suolo pubblico.

Conclusioni.

Concludiamo facendo presente che, nelle situazioni in cui i lavori di rifacimento dell’intonaco superano il 10%, è necessario che l’intervento rientri ufficialmente sotto al cappello della realizzazione di cappotti termici. Anche se la legge non prevede obbligatoriamente l’asseverazione del requisito da parte di un tecnico, qualsiasi studio di amministrazione avveduto provvede a far redigere, da un professionista competente, una certificazione relativa alla superficie totale disperdente.

L’articolo Lavori di ristrutturazione in condominio: ecco cosa sapere. è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.


L’articolo Cameretta a ponte, perché sceglierla. è stato scritto da Biagio Barraco e si trova su Questioni di Arredamento.

Comoda e funzionale, la cameretta a ponte è una tipologia di arredo salva-spazio utile per arredare le stanze dei bambini. Una soluzione non recentissima che continua a riscuotere grande successo. Qual è il motivo? Semplice, si tratta della soluzione ideale quando non si dispone dello spazio necessario per le molteplici attività di ragazzi e bambini.

Cameretta a ponte – tipologie.

Pratica e accattivante anche esteticamente, la cameretta ponte è un arredo che riesce a mettere d’accordo genitori e figli. I produttori cercano sempre di creare progetti che possono soddisfare entrambi adattandosi a tutte le necessità. 

La personalizzazione e la composizione flessibile, sono la chiave del successo di questa tipologia di camerette. Capaci di adattarsi a varie possibilità di utilizzo, con questo tipo di scelta è facile soddisfare più esigenze allo stesso tempo.

Bambini e ragazzi si sa bene necessitano di un ambiente spazioso multifunzionale, le camerette a ponte hanno il vantaggio di contenere quello che occorre in uno spazio minimo. Con questa soluzione, che integra in una sola parete tutti i mobili necessari per la cameretta, nella stanza rimane spazio libero a sufficienza da sfruttare per le attività ludiche e di studio dei ragazzi.

Le soluzioni sono tantissime tutte adattabili ad ogni ambiente, ma ne possiamo distinguere sostanzialmente due tipi.

Cameretta a ponte lineare.

È questa la soluzione ideale per arredare le stanze strette dove si è costretti a concentrare l’arredamento su una parete.

Se la stanza è destinata ad un solo bambino, è possibile posizionare il letto sotto l’armadio ponte, parallelo ad esso. Se la cameretta è occupata da due figli si possono posizionare i letti affiancandoli e disponendoli perpendicolarmente al «ponte».

Cameretta a ponte

Cameretta a ponte angolare

É un progetto che serve per ottimizzare lo spazio contenuto tra due pareti adiacenti. Le camerette con ponte angolare riescono a sfruttare gli angoli altrimenti inutilizzati. Anche in questo caso si può scegliere la disposizione più compatibile con le proprie esigenze: con due letti disposti a “L” o parallelamente, con letto singolo o divano letto contro il muro, con letto a scomparsa integrato, oppure con cabina armadio completata da ponte.

Cameretta a ponte

Quando è utile una cameretta a ponte?

Nelle moderne abitazioni le stanze destinate ai bambini sono sempre più piccole, sfruttare al meglio lo spazio con una cameretta a ponte rimane la scelta migliore. Con questa soluzione sarà facile arredare una cameretta piccola in modo funzionale e confortevole. Infatti la cameretta a ponte permette in un’unica soluzione di soddisfare contemporaneamente tutte le esigenze che si hanno nell’arredare questo spazio speciale della casa, senza rinunciare a nulla. 

Si tratta di una soluzione adatta anche alle famiglie numerose, dove la mancanza di spazio non è soltanto una questione di metri quadri, ma può dipendere anche dal numero dei componenti del nucleo familiare.

Sicurezza e qualità dei materiali.

Quando si acquista una cameretta, la salute e la sicurezza per i bambini è uno dei parametri più importanti per una scelta attenta e oculata. La qualità dei materiali con cui è fatta la cameretta è in questo senso determinante. Per la tutela della salute dei bambini i materiali è bene preferirli atossici e adatti a sopportare sollecitazioni e carichi, quindi risultare duraturi nel tempo.

Cameretta a ponte

Nel caso specifico di una cameretta a ponte, visto che sono dotate di parti sospese, ancora di più è fondamentale l’uso di sistemi di fissaggio e ferramenta adatti a garantire il montaggio in modo stabile e sicuro.

Quanto costa una cameretta ponte?

Qualità e pregio dei materiali, le dimensioni e la presenza, o meno, di determinati accessori, sono elementi che influiscono sul prezzo finale. In generale il prezzo medio di una cameretta a ponte di media qualità varia dai 2.000 ai 4.000 euro.

Risparmiare sui costi senza rinunciare alla qualità è possibile!

Come qualsiasi altro mobile o elemento d’arredo, la cameretta può essere acquistata, oltre che nei negozi fisici, presso i rivenditori online specializzati. Questa è una scelta che permette notevoli risparmi, ma ricordate ciò che fa la differenza tra un venditore e l’altro sono: la possibilità di scelta ampia e l’assistenza che ricevete prima, durante e soprattutto dopo il vostro acquisto.

Ad esempio, nella categoria dedicata alle camerette a ponte su ArredoShop.it è possibile scegliere diversi modelli di ottima qualità dal prezzo conveniente, ma soprattutto potrete contare su un’assistenza professionale e sul servizio di progettazione su misura. Dopotutto un acquisto diventa un’esperienza gratificante solo se supportato dai consigli di professionisti qualificati!

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L’articolo Come scegliere una botola di ispezione è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.

Avere un facile accesso agli impianti per i quali è necessaria una manutenzione sia ordinaria che straordinaria, ad esempio di tipo idraulico ed elettrico, è oggi una comodità non da poco, capace di far risparmiare tempo, denaro e soprattutto quel disagio che procura avere i muratori in casa. L’edilizia ha trovato, alleandosi con il design, una soluzione semplice ed economica: la botola di ispezione, ovvero una sorta di finestra (dotata di sportello) sempre accessibile a opere di controllo e/o riparazione. Conosciuta anche con il nome di botola in cartongesso presenta sia misure standard ma anche per l’opportunità di scegliere botole su misura, adattabili a qualsiasi ambiente e situazione, con discrezione.

Cartongesso: tra funzionalità ed estetica

Il cartongesso è uno dei materiali più amati dall’edilizia attuale. Questo perché si adatta facilmente agli ambienti senza stravolgerli, anzi. Una delle peculiarità di una botola in cartongesso è il fatto che c’è ma non si vede, grazie anche al fatto che può essere pitturata in tinta con la parete. Generalmente viene localizzata o dietro un controsoffitto o una parete, con un sistema che per essere il più funzionale possibile dovrebbe essere dotato di:

  • Telaio in alluminio robusto.
  • Sportello non incollato ma fissato automaticamente con viti.
  • Sistema click-clack che consentono sia apertura che chiusura stabili.
  • Moschettone in acciaio a evitare cadute accidentali dello sportello.
  • Possibilità di aprire o rimuovere completamente il pannello dal telaio.
  • Gommini protettivi sulle viti.

Una volta montata, la botola dovrà essere perfettamente in armonia con il cartongesso; non a caso questo tipo di struttura è anche conosciuta col nome di botola a scomparsa o a filomuro.

Una botola per tutti gli ambienti

La botola in cartongesso può essere, qualora si scelga una lastra standard, sia quadrata che rotonda. I formati più comuni di un design tondo sono con diametro di 30 cm o di 60 cm; le dimensioni standard di una lastra quadrata invece variano da 60×60 cm a 20×20 cm. Come si può vedere, si possono scegliere già a un livello basico botole di dimensioni piuttosto diverse, abbinandole perfettamente alle esigenze dell’arredamento.

botola di ispezione

Diverso il discorso della scelta di una botola su misura, vediamo perché:

  • Dimensioni scelte in totale autonomia (il 99% delle volte un’azienda specializzata riesce a soddisfare qualsiasi richiesta).
  • Possono non essere quadrate e avere quindi cm diversi per i due lati (ed essere anche di forma rettangolare).
  • Lo sportello si può avere sia in cartongesso classico che in cartongesso IDRO (verde).
  • Possibilità di inserire fessure di aerazione, per un maggiore respiro della parete.

Inoltre, una botola su misura presenta tutte le caratteristiche che abbiamo elencato per quelle standard, con un vantaggio in più: design altamente compatibile con la struttura esistente.

E il costo?

Il costo si aggira intorno ad alcune decine di euro: sarà più basso per le botole standard e leggermente più alto nell’opzione su misura. Il fattore manodopera incide pochissimo grazie al facile montaggio che questa soluzione comporta: è necessario posizionare correttamente il telaio e le viti che portano all’inserimento dello sportello, con pochi fori; un’operazione piuttosto semplice per chi è solito maneggiare il cartongesso.

I costi saranno ancora inferiori se calcolati nel lungo termine, considerando che per interventi straordinari (ma anche ordinari) non sarà necessario effettuare lavori impegnativi per accedere all’impianto su cui lavorare.

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L’articolo Cuscino per la cervicale, come sceglierlo? è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.

Un buon sistema di riposo è composto da tanti elementi che collaborano tra loro, e non solo da letto e materasso. Molto spesso è il cuscino ad essere sottovalutato, eppure si tratta di un accessorio per l’arredamento della zona notte che contribuisce in maniera determinante al benessere, alla salute ed alla qualità del riposo soprattutto nel caso si soffra di dolori cervicali.

Ci siamo documentati con attenzione sulle più idonee soluzioni per questo fastidio, che in alcuni casi può essere invalidante, visitando il sito dell’azienda Bed&Well, un rivenditore di materassi di alta qualità che offre un’ampia sezione dedicata proprio alla scelta del migliore cuscino per cervicale.

Ciò che abbiamo appreso è che sono tre le caratteristiche principali in base alle quali scegliere questo Presidio Medico: l’altezza, la rigidità ed il materiale nel quale sono realizzati.

cuscino cervicale

Le caratteristiche dei cuscini per cervicale.

La scelta del cuscino migliore per alleviare la cervicalgia è influenzata da diversi fattori quali l’intensità del dolore, e la posizione che si assume mentre si dorme. In sostanza sono le esigenze del singolo a determinare il cuscino più idoneo, e non ne esiste uno migliore di altri a prescindere.

L’altezza del cuscino per cervicale.

Ci sono sotto questo parametro tre diverse categorie di cuscini:

  • bassi (fino a 10 cm di spessore) indicati per chi dorme prono, ovvero a pancia in giù, per evitare la sollecitazione del collo;
  • medi, quelli di altezza tra i 10 e i 13 cm, che vanno bene per chi dorme più di frequente supino, a pancia in su, perché evitano che la testa scivoli troppo all’indietro;
  • alti, che raggiungono i 15 cm di spessore e sono indispensabili per chi dorme sul fianco, perché allineano la testa alla colonna vertebrale ed evitano la tensione muscolare ed articolare verso destra o verso sinistra.
cuscino cervicale

La rigidità del cuscino per la cervicale.

È ovvio intuire che in quanto a rigidità si parla in genere di cuscini più morbidi oppure più rigidi. Quelli morbidi assolvono bene al compito di alleviare la pressione nella zona del collo, consentendo un maggiore comfort. Questi sono indicati solo nel caso di una cervicalgia non troppo acuta. Se invece il dolore è più forte, c’è il bisogno assoluto di tenere la testa meglio allineata con collo e zona cervicale rispettando la fisiologica curvatura. Per questo serve un cuscino molto rigido.

I materiali dei cuscini per cervicale.

Sebbene i cuscini per la cervicale siano disponibili nei diversi materiali lattice e memory foam, noi consigliamo sempre la seconda opzione per le sue migliori capacità di alleviamento della pressione e l’estrema attitudine a conformarsi alle curve dell’organismo, per un supporto più corretto e distribuito in modo uniforme. Solo il memory foam è infatti in grado di esercitare un’azione massaggiante “attiva” durante tutta la notte. Il lattice, seppure sia molto elastico, risulta tendenzialmente più rigido e non è di grande aiuto soprattutto nei casi più acuti di cervicale infiammata.

cuscino cervicale

La forma e i benefici dei cuscini per cervicale.

Concludiamo la nostra analisi su questo supporto che entra di diritto tra i complementi per la zona notte con la caratteristica comune a tutti i modelli, quella della forma a “doppia onda”. Si tratta di un design appositamente studiato per offrire la massima ergonomia, in quanto il capo trova alloggio nella cavità centrale. Le due curve sopraelevate sostengono il collo e facilitano la stabilità durante la notte, così da non smarrire la posizione più benefica con i movimenti durante il sonno.

A tale intento risponde anche la larghezza di questi cuscini, che in genere è più ampia rispetto a quelli di tipo tradizionale a saponetta.

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L’articolo Come illuminare il soggiorno minimal è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.

Il soggiorno è, in molti casi, la prima parte dell’abitazione a essere vista dagli ospiti. Alla luce di ciò, è bene arredarlo con cura, cercando di non dimenticare che si tratta di un ambiente sempre più multifunzionale (viene utilizzato sia per rilassarsi, sia per studiare, ma anche per vivere momenti di lavoro e di convivialità con gli amici e i parenti).

Nell’ottica della ricerca di un comfort sempre più spiccato, fra i trend che vanno per la maggiore rientra il living in stile minimal. Se sei qui, significa che ti stai chiedendo come organizzarlo al meglio e, in particolare, come illuminarlo. Perfetto! Nelle prossime righe di questo articolo, potrai trovare alcune dritte pratiche utili.

Viva i tagli di luce

Quando si parla di illuminazione del soggiorno minimal, è doveroso dedicare una parentesi ai tagli di luce, non plus ultra di eleganza ed essenzialità. Dove posizionarli? Le alternative sono diverse e, tra questi, è possibile citare il pavimento. In questo modo, nel momento in cui le luci sono accese, sarà possibile mettere in primo piano un’atmosfera a dir poco elegante.

Attenzione alle lampade da tavolo

Nel momento in cui si studiano i dettagli dell’illuminazione di un soggiorno minimal, la prima cosa che viene in mente è senza dubbio la scelta dei corpi illuminanti da posizionare sul soffitto o alle pareti. Questo è male perché significa trascurare un aspetto di grande rilevanza. Quale di preciso? Le lampade da tavolo. Per creare l’atmosfera giusta in un salotto minimal, è importante includerle.

Dove posizionarle? Sul tavolino posizionato accanto alla poltrona nell’angolo relax, giusto per fare un esempio. Come dimostra il caso delle soluzioni di illuminazione su Feeldesign, non mancano le alternative raffinate quando si parla di lampade da tavolo minimal (nella maggior parte dei casi, si tratta di piccole opere d’arte caratterizzate da forme geometriche nette e pulite).

Il fascino delle lampade a sospensione direzionabili

Non c’è che dire: non mancano davvero le soluzioni da prendere in considerazione quando si parla di come illuminare il salotto arredato in stile minimal. Oltre alle dritte appena citate rammentiamo il fatto che, nel momento in cui non si ha intenzione di orientarsi verso il lampadario, che se scelto con oculatezza ha il suo perché anche nel soggiorno con mood minimal, ci si può orientare verso una soluzione decisamente più originale.

Di cosa stiamo parlando? Delle lampade a sospensione direzionabili. Per creare un effetto ancora più suggestive, se ne possono sceglierne due o tre, possibilmente caratterizzate da un paralume con un colore abbinato al resto dell’arredamento. Una scelta che mette d’accordo tutti è senza dubbio il nero.

Lampadario minimal

Nel paragrafo precedente, abbiamo citato il lampadario. Sì, hai capito benissimo: può rivelarsi un’ottima alternativa anche quando si parla di salotto arredato in stile minimal. Esistono infatti diverse alternative che si adattano alla perfezione a questo mood. Per rendersene conto, basta rammentare il caso del lampadario con una struttura lineare essenziale – bastano due elementi che formano un angolo retto – e una lampadina all’estremità.

Se la struttura lineare appena citata viene replicata anche nelle lampade da tavolo, l’insieme generale risulta decisamente originale a livello estetico.

Viva la luce naturale

Nel momento in cui si parla dell’illuminazione perfetta del salotto minimal, non si può non chiamare in causa la valorizzazione della luce naturale. In questo frangente, le linee guida da seguire sono estremamente chiare. Prima di tutto, se possibile è il caso di allargare le finestre, quando possibile. Un altro consiglio tanto semplice quanto utile prevede il fatto di scegliere tende di colore bianco e di tessuto leggerissimo.

L’articolo Come illuminare il soggiorno minimal è stato scritto da Autore Ospite e si trova su Questioni di Arredamento.