Architettura






 
 
 

DUTY: l’eleganza del legno e l’efficienza dell’alluminio.

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Voglia Casa

La bellezza del legno e la forza dell’alluminio si fondono in questo nuovo e particolarmente prestante prodotto, presentato dal brand abruzzese del Penta Gruppo.

La finestra DUTY raccoglie in sé tutte le caratteristiche tipiche, eleganti e funzionali, di un serramento realizzato con duplice materiale; poiché coniuga i pregi di due differenti sistemi costruttivi, unendone vantaggi e qualità.

Internamente il Pino Lamellare (con spessori di anta in due
versioni) fa da padrone. La verniciatura all’acqua viene eseguita in 3 fasi e
vi è la possibilità di scegliere uno stile moderno o barocco su richiesta.

Inoltre, grazie al suo valore estetico naturale, all’elevato isolamento termico e acustico e alla malleabilità, il legno piace sempre in modo particolare.

Esternamente il rivestimento è appunto in alluminio con
effetto legno, bianco o RAL, pertanto versatile e adattabile ad ogni tipo di
esigenza del cliente.

Alle caratteristiche del serramento, si aggiungono la leggerezza, la robustezza e la maggiore sicurezza anti-effrazione di questo materiale.

Importante il vantaggio della manutenzione contenuta dell’alluminio che protegge il legno dall’azione aggressiva del tempo, degli agenti atmosferici e dell’inquinamento.

Inoltre, le loro durabilità e riciclabilità li rendono due materiali sostenibili ed ecocompatibili, temi molto importanti e sostenuti dall’azienda produttrice Alba.

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Dal Brasile la Jungle House

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

Realizzata in Brasile nel 2015 dallo Studio MK27
L’obiettivo del progetto era quello di creare una architettura che si inserisse nella natura lasciando il più intatto possibile l’ambiente naturale.

Per fare questo gli architetti hanno realizzato un edificio sollevato dal suolo e con la pianta invertita: al paino terra c’è un deck di accesso, al primo piano ci sono 6 stanze da letto, al secondo piano c’è la zona giorno coperta da un tetto verde/solarium

Le schermature in legno del piano intermedio creano un volume apparentemente chiuso e monolitico che da alla casa un aspetto decisamente rimarchevole

From Brazil the Jungle House

Made in Brazil in 2015 by Studio MK27
The aim of the project was to create an architecture that would fit into nature, leaving the natural environment as intact as possible.

To do this, the architects have created a building raised from the ground and with the inverted plan: on the ground floor there is an access deck, on the first floor there are 6 bedrooms, on the second floor there is the living area covered by a green roof / solarium

The wooden screens of the intermediate level create a seemingly closed and monolithic volume that gives the house a very striking appearance

immagini VIA di Fernando Guerra | FG+SG

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CAFElab | studio di architettura

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IL ristoro: relooking per un ristorante tavola calda

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Non Ditelo all'Architetto
-PRIMA- il locale era un pò spoglio e datato, anche se aveva dei bei ambienti, un interessante gioco di controsoffitti e un bel pavimento in mermo
  • -DOPO- grazie ad un pò di colore, alla scelta di materiali naturali e all’aggiunta di lampade a sospensione tutto il locale è stato rivitalizzato e ammodernato
  • Grazie a tessuti e colori, senza fare grandi lavori di ristrutturazione, abbiamo cambiato completamente immagine a questo locale
Tavola progettuale con la quale abbiamo presentato il nuovo concept alla cliente
Appena si entra si ha tutta una nuova impressione, molto accogliente e rigenerante.

È proprio bello quando i clienti diventano amici sinceri ed
è quello che è successo con la proprietaria di questo ristorante, per cui
abbiamo curato il relooking e per la quale avevamo eseguito già altri lavori.
Quasi da subito si creò un feeling, un’intesa, che ci hanno sempre permesso di
lavorare in piacevole e produttiva armonia!

In questo caso specifico si è trattato di portare una ventata di modernità e creatività ad un bar tavola calda situato a Via Benigni a Roma, che partiva da una buona base ma aveva bisogno di un tocco di colore (giusto!) in più e di qualche elemento che lo caratterizzasse, trattandosi di un ambiente abbastanza ampio e un po’ spoglio.

Abbiamo così deciso di riorganizzare il bancone e le vetrine
frigo conquistando spazio utile, visto che alcune vetrine non erano funzionanti
e da tempo le si voleva eliminare e considerando che, organizzando il banco in
modo strategico, anche con minor superficie si è riusciti a sfruttare lo spazio
in maniera migliore.

Abbiamo dunque creato una L con il bancone, lasciando spazio
libero davanti alla vetrina che permetteva l’inserimento di un piano snack con
sgabelli alti, per i pasti veloci. Rimaneva abbastanza spazio anche per
l’accesso al reparto pizza al taglio, che si desiderava inserire ex novo, la
cui nuova insegna, grazie al posizionamento, era visibile anche dalla strada
attraverso la vetrina.

-PRIMA- Il bancone del ristorante-bar-tavolacalda, era inizialmente più ampio ma alcuni frigoriferi erano rotti e inutilizzati, abbiamo colto l’occasione per eliminarli e riorganizzare lo spazio
-DOPO- abbiamo riorganzzato i piani d’appoggio e creato un angolo che spezzasse la monotonia del lungo bancone, rendesse disponibile altro spazio per eventuali tavolini o piani snack e creasse un’area dedicata alla pizza al taglio
-DOPO- dalla vetrina, alla quale è appoggiato il piano per pasti veloci con sgabelli alti, sarà visibile dall’esterno l’area pizza, evidenziata da un’insegna effetto lavagna
Progetto DYD per la realizzazione di un banco autoportante per pasti veloci

Gli arredi e la carta da parati

Lo spostamento dei banconi e della cassa ha però lasciato
scoperto un pezzo di pavimento danneggiata che, in linea con il mood che si è
deciso di dare al locale, è stato rivestito con una moquette di erba sintetica .

Le due pareti libere dell’ambiente principale sono state
rivestite con carta da parati di Leroy Merlin stile jungle con grandi foglie, molto
attuale e dallo spirito green, fresco e accogliente, perfetto per un ristorante
tavola calda dinamico e brioso, che propone cibo fresco e genuino. Con la
stessa carta è stata rivestita anche la vecchia cassa, un’idea delle due
proprietarie, a dimostrazione del fatto che quando si è sulla giusta lunghezza
d’onda nascono grandi cose!

Il passavivande in metallo è stato coperto con tavole di legno naturale e con la stessa essenza sono state realizzate le mensole affisse alla parete specchiata che in questo modo si è resa più moderne e fresca; come base d’appoggio per i vassoi, le posate e le oliere abbiamo scelto lo scaffale Hejne di Ikea simile al legno naturale delle altre lavorazioni artigianali.

  • La parete accanto all’ingresso è stata rivestita con la nuova carta da parati
  • Anche la vecchia cassa è stata rivestita con la stessa carta. Dietro la cassa, con la nuova disposizione, era rimasta visibile una porzione di pavimento rovinata, che è stata coperta con una moquette sintetica effetto prato
  • Anche la parete vicino alla vetrina ha acquistato nuova vitalità con la carta da parati a grandi foglie
  • Il passa vivande è stato rivestito con tavole di legno naturale e i dettagli in fuxia ridipinti con un color tortora, il tutto per donare un aspetto più caldo e naturale

I complementi d’arredo

L’illuminazione preesistente, composta da faretti, è stata
completata da delle lampade a sospensione, sempre di Leroy Merlin, a forma di sfere
gialle, che illuminano e arredano il bancone, la parete vicino all’ingresso e
la sala con i tavoli del ristorante, donando molto carattere.

Per arredare le pareti sono state scelte delle piccole tele che riprendono il tema delle foglie e del verde un po’ in stile tropicale e, inoltre, sono state realizzate svariate composizioni creative pentole di rame, cassette di legno e piccoli vasetti e cornici, tutto di recupero, soprattutto nella saletta più piccola con i tavoli. Quando si hanno a disposizione tanti elementi decorativi che da soli non hanno un gran carattere, o potrebbero risultare stantii, il segreto è quello di comporli in modo creativo e donargli modernità e nuova vita.

  • La parete all’ingresso, con la nuova carta, viene messa in risalto dalle lampade a sospensione, inserite a scopo decorativo
  • Il giallo delle lampade il verde delle piante, della carta da parati e dei quadretti in tema con il mood, creano un’atmosfera calda, piacevole e molto accogliente
  • Alle pareti della saletta da pranzo composizioni creative con materiali di recupero, cassette di legno, pentole di rame, tazze vintage e tanto verde
  • All’opera!!!

Effetto WOW!

Nella saletta con i tavoli è stata realizzata anche un’altra istallazione molto eccentrica e briosa, che ha riscosso grande successo; abbiamo scelto di decorare il soffitto con delle piantine per donare un effetto WOW all’ambiente e trasportare gli avventori, per la maggior parte lavoratori in pausa pranza, per qualche ora in un mondo magico!

  • -PRIMA- la sala con i tavoli per il pranzo risultava un pò anonima
  • -DOPO- con un’idea giocosa e fantasiosa l’abbiamo resa piena di allegria e carattere e abbiamo trasportato gli avventori in un mondo magico…a testa in giù!
  • Il soffitto della saletta è stato progettato e arredato proprio come se si trattasse di una parete qualunque!

I servizi

Si è cercato di rendere gli spazi del ristorante più
funzionali ed accoglienti, anche per questo si sono migliorati i servizi e si è
realizzato il bagno per i disabili in cui è presente anche il fasciatoio per
cambiare i bambini. Anche il vecchio bagno preesistente è stato rinfrescato nei
decori e negli accessori e si è inserita una lunga mensola, in alto sulla
parete, con piante ricadenti.

A via Benigni, una zona ricca di uffici, questo bar tavola calda è così diventato una piccola oasi in cui rilassarsi in pausa pranza ed è per questo che si è deciso di chiamarla “Il Ristoro”, abbiamo dunque disegnato anche il logo e  il progetto grafico per la vetrina che sarà decorata con una vetrofania con il logo e il disegno di una staccionata che riprende il concetto di natura e spazi aperti e verdi.

  • -PRIMA- la vetrina era quasi del tutto coperta da una pellicola grigia come gli infissi ed il logo non era molto suggestivo
  • -DOPO- si è studiata una vetrina trasparente (con infissi dipinti di verde) per far vedere bene l’interno del locale. Sulla vetrina poi è stato progettata una vetrofania che riproducesse il disegno di una staccionata
  • Il logo è molto più attuale e descrittivo dei prodotti che si possono trovare all’interno del locale

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Perché sono favorevole al parquet in bagno – con alcune precauzioni!

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Easy Relooking

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L’arredo attuale, soggetto alle nuove proposte affiancate all’innovazione, ha portato a guardare la stanza da bagno nell’ottica di un posto dove ricercare comodità, agio e, perché no, design.

Sono ormai moltissime le proposte di bagni con pavimento in parquet. Io sono favorevole, però con alcune precauzioni!

Parquet in bagno: Sì per tre motivi, quali?

Estetica

Non si può negare: il parquet conferisce un alto valore di fascino all’ambiente. Qualunque esso sia.
La forza estetica dell’essenza stessa del parquet completa tutti gli elementi di arredo.

Profondamente personalizzabile nel colore, finitura stessa e schema di posatura, ama ogni soluzione di stile dal minimal al rétro nonché classico passando per l’ipertecnologico. 

Se lo spazio è sufficiente, inoltre, si può combinare il legno con altri materiali. Così facendo si realizzano diverse zone, ognuna con la propria funzione, nello stesso bagno. 

EasyRelooking – all rights reserved

Funzionalità 

Ebbene si. Il parquet in bagno è funzionale. Proprio come gli altri rivestimenti tradizionalmente impiegati. Infatti, dopo una doccia, facciamo arieggiare il bagno per asciugare la normale umidità che si crea e non lasciamo acqua stagnante per terra. Comuni accorgimenti evitano che l’umidità si posi e venga assorbita.

Identico principio per il parquet: la stessa premura evita che le fibre del legno perdano colore e subiscano deformazione strutturale. 
Scegli la posa del parquet in bagno solo se esso non è cieco, senza finestre, e se la sua aerazione è ottimale. Un’attenzione che si applica comunque, a prescindere dai materiali di rivestimento usati.

Cura e conservazione

La cura del parquet è davvero semplice. Molto più di altre superfici. Aspirapolvere e panno leggermente intriso del giusto prodotto sono sufficienti.

Il legno, sì, è morbido, in confronto a materiali più duri. Ma il segreto è proprio nella sua naturale morbidezza: combinando l’essenza giusta assieme alla finitura è semplice rimuovere tracce e graffi senza paura.

Seducente, agevole, perpetuo e fermamente delizioso al tatto: aspetti che interessano le superfici del bagno dove è normale essere a piedi nudi.

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Dalla teoria alla pratica: la scelta del parquet 

Al momento della scelta del parquet per il bagno è bene ricordarsi della variabile data dall’umidità. Dunque l’attenzione sarà volta alle essenze quali il Frassino, la Quercia e la Betulla. Sono legni molto forti anche in ambienti con una umidità accentuata. 

Per le soluzioni di estrema umidità quali, per esempio, saune oppure bagni turchi è indicato il Rovere. Esso è usato anche per i terrazzi e per le piscine. Puoi usarlo comunque anche per il semplice bagno della tua casa.

Non solo estetica ma anche pulizia: l’igiene stessa del parquet in bagno è preservata. Infatti, con gli opportuni trattamenti impermeabilizzanti viene abbattuto il microclima dovuto dall’umidità, causa di batteri e germi. 

EasyRelooking – all rights reserved

Suggerimenti tecnici: pro e contro

Per il bagno meglio il parquet verniciato. A differenza di quello oliato esso ha una microporosità maggiore che resiste all’assorbimento di umidità. 

Mentre per la posa la soluzione ottimale è quella incollata. Non la posa flottante. Infatti la posa incollata è garante di maggiore isolamento del legno. Nonché protezione per tutti gli strati del parquet. 

Le eventuali infiltrazioni si prevengono sigillando, con il silicone, i tasselli nonché il perimetro del bagno. Oltre che isolare, il silicone, mantiene la naturale elasticità del legno. Dunque una protezione da solleciti di dilatazioni e restringimenti per via della natura viva del legno.

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Il bello dei materiali 6: il cedro

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

Il cedro è un albero imponente della famiglia delle Pinacee, originario del vicino oriente, è il simbolo nazionale del Libano, dove purtroppo le poche centinaia di esemplari sono minacciate dal riscaldamento globale.
Dalla fine del Settecento è stato introdotto e coltivato nei parchi e nei giardini di tutta Europa ed è molto diffuso anche alle nostre latitudini.

L’apprezzamento del Cedro è millennario, rinomato per il suo profumo fortemente balsamico e aromatico capace di assorbire i cattivi odori e depurare l’aria, il profumo per noi molto gradevole è invece sgradito agli insetti come le tarme.
E’ un legno stabile e pesante, molto resistente agli urti e al passare del tempo, viene impiegato per la fabbricazione di mobili di pregio e soprammobili.

Per queste caratteristiche quando progettiamo arredi su misura come cassettiere e cabine armadio noi amiamo molto usare il legno di cedro per gli interni

The beauty of the materials 6: the cedar

Cedar is a massive tree of the Pinaceae family, originally from the Near East, it is the national symbol of Lebanon, where unfortunately the few hundred specimens are threatened by global warming.
Since the end of the eighteenth century it has been introduced and cultivated in parks and gardens throughout Europe and is very widespread even in our latitudes.

The appreciation of the Cedar is millennial, renowned for its strongly balsamic and aromatic scent capable of absorbing bad odors and purifying the air, the smell for us very pleasant is instead unpleasant to insects such as moths.

It is a stable and heavy wood, very resistant to shocks and over time, it is used for the manufacture of fine furniture and ornaments.

For all these characteristics when we design custom furniture such as dressers and walk-in closets we love to use cedar wood for the internal elements

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CAFElab | studio di architettura

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In vacanza con l’Architettura, Six Senses Residences Courchevel

Pubblicato da admin in Architettura, Design Ur Life, Idee

Oggi con la rubrica, ”In vacanza con l’Architettura” andiamo in Francia Nel bellissimo resort Six Senses Residences Courchevel.

Nel cuore delle Alpi C’è questo resort iconico, Six Senses Residences Courchevel, che è una delle località sciistiche più famose al mondo. Six Senses Residences Courchevel

Six Senses Residences Courchevel

Six Senses Residences Courchevel dispone di 53 appartamenti arredati con molto gusto. Attici da sogno con sensazionali viste panoramiche sulle montagne e i balconi che si affacciano sulle piste. Tutti gli interni di questo resort sono stati progettati dal famoso architetto locale Alain Foeillet. Lui ha arredato mischiando lo stile contemporaneo con lo stile tradizionale della montagna utilizzando una palette di tonalità talpa, marrone.  In particolare le pareti in legno e i pavimenti in pietra e argilla e i mobili su misura con l’influenze alpine tradizionali e naturali. I mobili su misura sono state realizzate con influenza dallo stile scandinavo. L’eleganza semplice e la bellezza essenziale, sinonimo di design scandinavo, che si presta molto bene a questo ambiente alpino.975x660_SSRC_Club Lounge_1_20170925_140x87

Six Senses Residences Courchevel

Un tono sofisticato realizzato con i tessuti e finiture di lusso nella palette di colori tenui, raffinati e rilassanti neutre, come color sabbia e tortora e un tocco di colori caldi come l’arancione e verde oliva. Infatti, l’artigianato di qualità e le forme snelle degli arredi evocano la bellezza del design nordico scandinavo.975x660_SSCHL_Bedroom_4_140x87_20180917

Six senses Spa offre una piscina coperta, sauna, bagno turco, una sala relax, una palestra e uno studio per i corsi di benessere. Inoltre, ci sono cinque sale per trattamenti e i massaggi esclusivi e anche un juice bar. Six Senses Residences Courchevel

Six Senses Residences Courchevel

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Credits:sixsenses.com

 

 

 

 

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Un Urban Hotel a prova di Millennials: G Hotel, PESCARA

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor

Eccentrico ed esclusivo, il G Hotel di Pescara è un perfetto esempio di Urban hotel, categoria sempre più diffusa e richiesta da parte della nuova generazione di viaggiatori alla ricerca di soluzioni raffinate e accessibili, in grado di assecondare il gusto dei Millennials.  

Ex-ferrohotel, l’edificio è stato completamente rinnovato sulla scia di uno storytelling basato sul GENIUS LOCI, facendo rivivere la storia e il passato della struttura, un tempo albergo dei ferrovieri.

Il G hotel vanta una forte personalità che rispecchia la volontà dello studio di dare vita a uno spazio non convenzionale, in cui gli ospiti possono riconoscersi.

All’ingresso divertenti carte da parati e icone personalizzate contribuiscono a creare un’atmosfera che parla di viaggi e di treni che sfrecciano veloci: i passeggeri e le loro valigie, il capotreno e il suo cappello e persino un monitor che ricorda le partenze e gli arrivi.

Il desk principale accoglie il cliente con giochi di volumi e lo invita ad entrare nella  zona relax, uno spazio  dal sapore retrò e  finemente trattato, in cui sono stati inseriti pezzi di design accuratamente scelti.

Proseguendo nella zona bar e colazione si incontra un tavolo che crea un’atmosfera conviviale e un’area co-working per venire incontro alle nuove esigenze della clientela sempre più social.

All’interno del G Hotel gli spazi rivoluzionano il tradizionale concept di hotel e le aree comuni diventano così veri e propri living spaces: gli spazi non sono più catalogabili in modo convenzionale, ma diventano un susseguirsi di ambienti fluidi che evolvono continuamente durante la giornata generando una “città nella citttà”.

Le silhouette di turisti seguono l’ospite fino alle camere, personalizzate a loro volta con altre icone che conferiscono alle camere una propria identità.

Ad ogni piano, una grande stampa raffigurante un viso femminile indica la direzione giusta da  seguire. Le stanze rivoluzionano completamente la classica idea di camera d’hotel dando la massima importanza al letto e al riposo: confortevoli letti King e Queen Size, insonorizzazione, oscuramento totale e ampi bagni dotati di docce extra large con rainforest.

L’intera  camera è studiata per  migliorare la comodità e la facilità dei movimenti; l’armadiatura aperta e lo studio degli arredi rendono lo spazio estremamente fruibile e permettono una pulizia veloce e semplice da gestire.

L’accostamento di superfici opache e lucide dona luminosità e un tocco prezioso agli arredi, dove la cura del dettaglio mette in risalto i materiali e i colori: dal legno fino alle texture scelte per i tessuti, dai colori del ferro alle nuances del verde e del beige, CaberlonCaroppi accompagna il visitatore in un viaggio sospeso tra passato e presente.

Il G Hotel è stato progettato e realizzato da CaberlonCaroppi per offrire un soggiorno ricco di personalità a chi sceglie Pescara per un viaggio di piacere o per lavoro, dando vita a un city hotel di tendenza in cui lusso e funzionalità si sposano perfettamente.

 

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Una villa da sogno sull’isola di Santorini

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

Questa villa da sogno, Hyperion Oia Suites, si trova a Oia, isola di Santorini; realizzata nello stile internazionale delle isole greche, è infatti caratterizzata dal bianco accecante di ogni sua superficie, da una vista spettacolare sulla caldera dell’isola e da una piscina, in parte coperta e in parte scoperta, sicuramente oggetto del desiderio di chi la osserva!

A dream villa in Oia, Santorini Island

This dream villa, Hyperion Oia Suites, is located in Oia, Santorini Island; made in the international style of the Greek islands, it is in fact characterized by the blinding white of every surface, from a spectacular view of the island’s caldera and a swimming pool, partly covered and partly uncovered, certainly object of the desire of the observer!

 

 

Via

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CAFElab | studio di architettura

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IKEA lancia il nuovo sistema di pannelli SOLSTRÅLE

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor

IKEA sempre più green. Con il sistema di pannelli SOLSTRÅLE l’energia solare ora è democratica e alla portata di tutti grazie alla partnership commerciale con Wölmann.

Dal 1 febbraio sul sito IKEA.it sarà possibile acquistare anche in Italia i pannelli solari del partner commerciale Wölmann, coniugando autonomia e risparmio e riducendo gli sprechi, le inefficienze ed i costi dell’attuale modello produttivo e distributivo.

L’Italia è la terra del sole. E proprio il sole potrebbe essere la risposta agli interrogativi circa il futuro del pianeta. Il cambiamento climatico è un dato di fatto tuttavia per vivere comodamente dentro casa nessuno di noi può prescindere dall’energia elettrica: per coprire il consumo medio di una famiglia di quattro persone servono circa 3.500 kWh.

IKEA, da sempre impegnata a migliorare la vita quotidiana delle persone, ha deciso di mettere a disposizione dei clienti la sua expertise nel campo dell’energia rinnovabile, forte degli oltre 700.000 moduli solari installati sui tetti dei suoi edifici, con la serie SOLSTRÅLE. Dal 1 febbraio sul sito IKEA.it sarà possibile acquistare anche in Italia i pannelli solari del partner commerciale Wölmann. In 8 store (Milano Carugate, Milano San Giuliano, Milano Corsico, Brescia, Rimini, Villesse, Padova e Catania) saranno inoltre allestiti dei corner informativi dove esperti saranno a disposizione dei consumatori per avere informazioni dettagliate su come ottenere un notevole vantaggio economico. I pannelli solari permettono infatti di ridurre i costi dell’elettricità in bolletta fino al 50%.

L’ingresso del colosso svedese nel mercato dell’energia rinnovabile costituisce una svolta epocale, paragonabile solo all’apertura della prima sede italiana 30 anni fa, ed avrà un notevole impatto sulla vita delle persone. I pannelli solari, costosi e spesso considerati fuori dalla portata di molti, potranno diventare ora più accessibili sia economicamente che culturalmente.

Siamo fatti per cambiare”, tema dell’anno di IKEA, assume quindi una nuova declinazione per l’azienda, da sempre impegnata nella salvaguardia dell’ambiente, che rende ora accessibile (e democratica) la fonte energetica più pulita e sostenibile di tutti: il sole.

WÖLMANN, UN PARTNER COMMERCIALE D’ECCEZIONE

È la prima volta che IKEA affronta direttamente il campo dell’energia rinnovabile, e lo fa insieme ad un partner commerciale d’eccezione. Con oltre 6.000 sistemi solari installati in tutta Italia, 7.000.000 KWH di energia elettrica prodotta e 5.000 tonnellate di anidride carbonica non emessa nell’atmosfera Wölmann consente di sviluppare soluzioni su misura, rispondendo alle esigenze di tutte le famiglie.

A differenza di quanto avviene per i mobili, la vendita e l’installazione della serie SOLSTRÅLE sarà gestita in toto da Wölmann. I pannelli solari non dovranno essere montati e installati una volta acquistati, ma sarà l’azienda stessa ad occuparsi di tutto, dalla progettazione fino all’installazione. Il nuovo sistema si compone di tre soluzioni, tutte personalizzabili dal punto di vista della potenza, con una garanzia di qualità di 5 anni sull’intero impianto e di 25 anni sui pannelli solari.

COME FUNZIONA IL SISTEMA DI PANNELLI SOLSTRÅLE

Il funzionamento alla base di SOLSTRÅLE è molto semplice: i moduli assorbono la luce del sole e la utilizzano per produrre corrente continua. Un inverter monitora l’impianto e converte la corrente continua in corrente alternata. Se l’elettricità viene consumata direttamente, ad esempio dal frigorifero, dall’aspirapolvere o dalla lavatrice, si parla di autoconsumo. La corrente in eccesso può essere immessa nella rete e retribuita dall’azienda elettrica. Oppure, tramite l’installazione di una batteria, è possibile immagazzinare l’elettricità prodotta durante il giorno e di consumarla la sera, aumentando di fatto l’autoconsumo e riducendo i costi.

La vendita dei pannelli è riservata ai soci IKEA FAMILY e IKEA BUSINESS, per maggiori informazioni e conoscere i costi visitate la pagina dedicata di IKEA

www.ikea.com

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Il giardino “La Louve”, firmato Hermes.

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Le Cose Semplici

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Oggi ci trasferiamo in Provenza , nel borgo di Bonnieux, nella zona di Luberon.

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Vi porto virtualmente a visitare uno dei giardini più belli di Francia, concepito da Mme Nicole De Vésian, stilista specializzata nel settore tessile per la maison Hermes.

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Lavorò a fianco di Christian Lacroix dal 1950 al 1960.

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Dopo la morte del marito, decide di trasferirsi da Parigi in Provenza e acquista  la proprietà nel 1986.

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Ci dedica dieci anni della sua vita, trasformando questo terreno di 1700 mq esposto a sud in un giardino a tre terrazzamenti.

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Non ha conoscenze di giardinaggio ma un senso estetico eccellente e su questo basa la costruzione,cm per cm ,de Le  Louve ( il lupo ).

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Caratteristica dominante del giardino è la fusione delle più svariate piante verdi ( bossi e cipressi in maggioranza ) con la pietra ( muretti a secco, vasche ecc ).

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Mme Nicole De Vésian  non voleva interruzione col paesaggio circostante e per questo opta per piante verdi tipiche del luogo come  bosso, lonicera, viburno, cipressi, euphorbia o rosmarini , potati in forme geometriche.

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Interessanti sono i cipressi tutti potati in punta: molti di essi erano doni dai vivaisti, amici della padrona di casa, che donavano questi cipressi con la punta bruciata.

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Geniale fu l’idea di potare tutti i cipressi in questo modo, tanto da essere poi ,con gli anni, copiata da moltissimi altri giardinieri.

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Le fioriture sono pochissime,  per lo più rose e lavande.

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A 80 anni  Nicole DeVésian ha venduto Le Louve a Judith Pillsbury che  a sua volta nel 2014 vende a  Sylvie Verger-Lanel.

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Nulla è cambiato, anzi è stato tutto preservato molto bene e sono state semplicemente apportate qualche migliorie di tipo edilizio.


FONTI:
La Louve
immagini tratte da Pinterest
 lapassiondesjardins.wordpress.com
perfectly provence
garden travel Hub

 

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