17 Febbraio 2021 / / Idee

Il Tiramisù è uno dei dolci a cucchiaio tra i più celebri al mondo. Bastano pochi e semplici ingredienti per preparare questa prelibatezza.

Tiramisù

L’Italia è di certo la patria del buon cibo: sono moltissime le pietanze degne di nota in tutto il paese, ma una passione condivisa lungo l’intero Stivale è di certo il caffè. Tutto il piacere di questa bevanda è racchiuso in una tazzina: gli italiani non si limitano a concepire il caffè come un carburante per l’organismo, ma ne assaporano il gusto, gli aromi, la consistenza, la cremosità, sino ad ergerlo a rituale sacro e irrinunciabile. 

Dalla moka alle capsule

Che si tratti del classico macinato per la moka o delle cialde, acquistare il caffè oggi è più semplice che mai, visto che si può fare anche comodamente online grazie a servizi e piattaforme specializzate, come ad esempio nel caso delle capsule compatibili Nespresso della Coop; basterà infatti accedere al sito dedicato per scegliere il proprio caffè preferito. Potrebbe sembrare un aspetto trascurabile ma non è così, scegliere un prodotto adatto ai propri gusti è molto importante considerata la frequenza con cui lo si consuma: gli italiani bevono in media ben quattro caffè al giorno e la percentuale di coloro che ne bevono più di uno nel corso della giornata è addirittura del 97%.

Tiramisù in bicchiere

Il tiramisù è uno tra i dolci più celebri della tradizione italiana, molto apprezzato anche all’estero, ed è l’ideale per accompagnare la tanto sospirata pausa caffè. Ecco quindi una variante al bicchiere della ricetta tradizionale, da realizzare magari utilizzando dei bicchieri di forme e decorazioni particolari, ad esempio quelli da vino o da rum, per renderlo invitante anche esteticamente. Scatenate il vostro estro!

Ricetta

• Preparazione: 30 minuti
• Difficoltà: Bassa
• Porzioni: 8 bicchieri

Ingredienti:
– 500 g Mascarpone
– 200 g Savoiardi
– 200 g Zucchero
– 4 Uova
– 6 tazze Caffè amaro
– q.b. Cacao amaro in polvere

Meglio prima di tutto pensare alla preparazione del caffè, in modo da averlo già freddo quando è tempo di utilizzarlo per il dolce. Bisogna poi dedicarsi alla crema al mascarpone, per cui è necessario separare i tuorli dagli albumi delle uova: i primi andranno sbattuti con lo zucchero fino a quando non si ottiene una consistenza cremosa, a cui andrà aggiunto poi il mascarpone, mentre i secondi dovranno essere montati a neve ferma in un altro recipiente con l’aiuto di uno sbattitore elettrico. A questo punto, gli albumi montati a neve andranno aggiunti delicatamente alla crema di mascarpone, utilizzando una spatola con movimenti dal basso verso l’alto. Il composto è pronto, è ora di disporlo: il primo passo è quello di mettere uno strato iniziale nei bicchieri, per poi dividere a metà il biscotto savoiardo, immergerlo nel caffè e inserirlo nel bicchiere, seguito da un altro strato di crema. Il procedimento va ripetuto finché non si riempie il bicchiere; al termine, bisognerà semplicemente aggiungere una spolverata di cacao amaro. Il tiramisù è pronto.

23 Settembre 2020 / / Charme and More

 

Oggi Babette nella sua rubrica Prêt-àmanger ci porta nella sua cucina e dopo un interessante racconto sulla storia delle mele ci rivela i segreti per cucinare con questi succosi frutti autunnali.

In questi giorni inizia la raccolta delle mele, un festoso preludio d’autunno che con i suoi stupendi e caldi colori ci invita a rallentare i ritmi a volte sfrenati dell’estate per prepararci alla stagione della calma e magari anche della riflessione.

Con tale premessa non potevo certo esimermi dall’intervenire con un mio piccolo contributo in merito a questo argomento ma vi confesso che tanta è stata la difficoltà incontrata proprio per la grande importanza che questo frutto ha non solo dal punto di vista culinario ma anche e soprattutto, da quello storico-sociale.

Sperando di esserci riuscita ho cercato di concentrare in poche righe le informazioni che mi sono sembrate più adatte ad un breve articolo come questo augurandomi di soddisfare  qualche vostra curiosità.

La mela è da sempre presente nella vita dell’uomo e lo si evince nei testi sacri, nella mitologia, nella filosofia, nell’arte, nelle tradizioni popolari, insomma, in qualsiasi contesto “lei” c’è, traboccante di significati simbolici e di memorie storiche, a volte protagonista, a volte comparsa, ma costantemente in scena sul palcoscenico dell’esistenza umana.

In tutte le culture il melo e le mele, suoi succosi stupendi frutti, hanno via via assunto importanze diverse diventando protagonisti di miti, storie e leggende a testimonianza di quanto siano stati per l’essere umano non solo un semplice e gradevole alimento.

La mela originaria dell’Asia centro occidentale, pare sia stata importata fino a noi da Greci e Romani attraverso antiche rotte commerciali ma la sua esistenza credo si perda nella notte dei tempi.

Era infatti un melo, che maestoso viveva nel Giardino dell’Eden, a rappresentare l’albero della conoscenza ed i suoi frutti, che ad Adamo ed Eva erano stati proibiti diventando così oggetto di grande tentazione dalla quale i nostri antenati si sono lasciati lusingare cedendo così alla gola per quella mela dolce e succulenta segnando così il destino dell’umanità intera.

Vignetta di Massimo Cavezzali
Vignetta di Massimo Cavezzali

Era simbolo d’immortalità, perfezione e purezza per i Celti , ed è un pomo, nella mitologia greca, che viene lanciato da Eris, Dea della discordia, sul tavolo del banchetto nuziale di Peleo e Teti per vendicarsi del mancato invito scatenando così liti e contrasti che portarono alla Guerra di Troia narrata nei famosi poemi Odissea ed Iliade. La mela è la metafora che Platone usa nel Simposio e Shakespeare la utilizza per descrivere le migliori ragazze che, come le più belle mele, sono sulla cima dell’albero e raggiungibili solo da chi ha coraggio di arrampicarsi.

Che dire poi delle mele presenti in molte fiabe in primis quella di Biancaneve?

Insomma, si potrebbero scrivere decine di pagine attorno a questo mitico frutto che da sempre ha affascinato il genere umano tanto da essere celebrato da innumerevoli artisti in molte opere d’arte e letterarie dove ne vengono decantate anche le grandi proprietà taumaturgiche che si possono racchiudere tutte nel famoso proverbio:

“Una mela al giorno leva il medico di torno”!

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E’ indubbio ormai che la mela è un alimento ricco di principi nutritivi benefici ma è soprattutto buono, succoso, zuccherino e, a seconda della varietà ( ..pare ne esistano addirittura diverse migliaia…) , così ricco di profumi ed aromi che descriverli tutti sarebbe  un’impresa piuttosto difficile. (pare sia anche un frutto afrodisiaco….)

Ma è anche in cucina che diventa protagonista indiscusso in innumerevoli  e straordinarie preparazioni presenti in tutte le tradizioni culinarie e così oggi voglio condividere con voi alcune  ricette che spero siano di vostro gradimento confessandovi che non è stato facile estrapolarne solo alcune tra le tante che ho nel mio ricettario.

Intanto vi saluto con affetto ricordandovi che l’altra metà della mela, che in amore tanto viene perseguita e decantata, non esiste e quindi è inutile cercarla.

Siamo già tutte/i splendide mele intere che possono invece felicemente aspirare ad unirsi ad altre mele  per condividerne le meravigliose peculiarità  senza dover dipendere uno dall’altro per poter assaporare insieme la vita momento per momento.

Se volete ulteriori idee “melose” da portare sulle vostre tavole non esitate a contattarmi, cercherò per quanto possibile di accontentarvi.

Grazie

La vostra Babette.

Inizio, prendendo spunto da questa citazione di Charles Lamb scrittore e drammaturgo inglese, con un intramontabile classico che ogni tanto è assolutamente necessario “rispolverare” per la gioia di tutti i palati.

“Un uomo che rifiuta le frittelle di mele non può avere un’anima pura.”

~ Charles Lamb

 

Frittelle di mele pastellate

Ingredienti:  2/3 mele – 100 gr di farina – 100 gr di birra o acqua gassata fredda – 1 cucchiaio di olio – 2 albumi montati a neve – sale.

Olio per friggere – zucchero al velo – cannella in polvere.

Mescolate bene la farina con la birra, l’olio e un pizzico di sale.

Fate riposare il composto mezz’ora e poco prima di usarla incorpora gli albumi montati a neve ben ferma.

Nel frattempo sbucciate le mele e togliete il torsolo con l’apposito utensile.

Tagliatele a fette dello spessore di circa 1 cm scarso. Se le mele sono particolarmente grandi tagliate in due parti le rondelle.

Dopo aver incorporato gli albumi montati a neve nel composto precedentemente preparato, immergete le fette di mela e friggetele fino a doratura in olio bollente e profondo.

Dopo la cottura far assorbire su dei fogli di carta assorbente l’eventuale eccesso di olio. Servite le frittelle cosparse di zucchero al velo, un pizzico di cannella in polvere.

Se possibile accompagnatele con crema alla vaniglia o confettura di frutta a piacere.

La ricetta di questa pastella, essendo “neutra” va bene per friggere  anche le verdure.

Successo garantito!

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Ed ora, ispirandomi a questa frase della cara Jane Austen , un paio di ricette per ottime e veloci torte di mele ….anche qui la scelta è stata difficilissima….

“Delle buone torte di mele sono una parte considerevole della nostra felicità domestica.”

~ Jane Austen

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Torta  di mele e ricotta

Ingredienti: 250 g Farina 00 – 250 g Ricotta – 150 g Zucchero – 50 ml Latte – 2 Uova – 1 bustina lievito per dolci – 2 Mele – un cucchiaio colmo di uvetta passa ammollata in acqua e Rum e strizzata – la buccia grattugiata di ½ limone – un pizzico di cannella.

Montare le uova con  lo zucchero e  unitevi la ricotta.

Incorporare la farina e il lievito e aggiungere il latte un po’ alla volta fino ad ottenere un composto cremoso.

Sbucciate le mele, tagliatele a dadini ed incorporatele delicatamente nell’impasto preparato precedentemente, unite l’uvetta, la buccia grattugiata  di ½ limone e un pizzico di cannella in polvere.

Versate il composto in una tortiera (diametro 22 cm circa) foderata con carta forno oppure imburrata e cosparsa di pane grattugiato.

Cospargete la superficie della torta con zucchero di canna e cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35/40 minuti circa.

Se preferite potete usare lo stesso impasto per preparare dei muffin da cuocere negli appositi stampini e ovviamente per un tempo inferiore. Circa 20 minuti saranno più che sufficienti. (prova stecchino).

Ottima soluzione per la merenda dei bambini!

Sformato  di mele al forno a modo mio

Ingredienti: 2 mele – 100 gr di farina – 100 gr di zucchero – 50 gr di burro fuso – 100 ml di panna fresca o yogurt neutro – un cucchiaino di  buccia di limone grattugiata – 1 uovo – un cucchiaino colmo  di lievito in polvere per dolci – un cucchiaio di mandorle a lamelle – zucchero di canna o in granella.

Questo dolce va fatto e servito in una pirofila di porcellana da forno di circa 22 cm di diametro o in pirofiline monoporzione, sempre in porcellana . Quest’ultimo sistema si rivelerà una soluzione d’effetto (e veloce) per un dolce a fine pasto accompagnandolo con della crema alla vaniglia o panna montata leggermente zuccherata ed aromatizzata alla cannella.

Imburrare abbondantemente la pirofila e accomodarvi sul fondo le mele precedentemente sbucciate, private del torsolo e tagliate a cubetti.

In una scodella montare con le fruste elettriche il burro con lo zucchero. Aggiungere l’uovo, la panna, la buccia di limone e per ultimo la farina con il lievito. Il composto deve risultare ben gonfio e cremoso.

Versarlo sulle mele e pareggiate la superficie con una spatolina. Cospargete di mandorle a lamelle, zucchero di canna o granella di zucchero a piacere e infornate a 180° per 30/35 minuti. La superficie deve risultare dorata. L’ideale sarebbe servire questo dolce tiepido riscaldandolo leggermente in forno prima di servirlo. Anche a temperatura ambiente è comunque delizioso.

Potete sostituire le mele con altra frutta a piacere come per esempio pere, susine, albicocche, pesche, frutti di bosco, fragole e quant’altro, secondo i vostri gusti. Se usate una pirofila più grande raddoppiate le dosi dell’impasto.

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Le mele in cucina non sono utilizzate soltanto in pasticceria ma anche per preparazioni salate…eccovi qualche idea.

Zuppetta cremosa di mele

Ingredienti: 4 mele (meglio scegliere una varietà abbastanza acidula)  – 3 dl  di succo di mela – 80 gr di parte bianca del  porro  – 1 patata da 200 gr circa  – 40 + 30 gr  di burro – 100 ml di vino bianco secco – 3/4 dl  di brodo vegetale – 2 dl di panna fresca  – 2 cucchiaini  di crema di rafano  – sale e pepe – un cucchiaio di farina 00.

Crostini di pane al burro – Qualche pezzetto di mela essiccata – erba cipollina e/o prezzemolo.

Rosolate a fuoco vivo in 40 gr di burro il porro tagliato a rondelle sottili, la patata e le mele sbucciate e tagliate a cubetti. Con un setaccio cospargete di farina, quasi a formare un roux, facendo attenzione a non tostarla.

Bagnate con il vino e fate evaporare ben bene. Aggiungete il brodo vegetale e il succo di mela. Continuate a cuocere portando a cottura le verdure, unite la salsa di rafano e aggiustate di sale e pepe.

A questo punto legate con la panna, 30 gr di burro freddo e frullate a spuma il tutto con il frullatore ad immersione.

Qualora il composto fosse troppo liquido aggiungete ancora un pochino di farina, addensate  e rifrullate.

Servite la zuppetta ben calda in scodelline di porcellana individuali guarnendo con qualche pezzetto di mela essiccata, erba cipollina o prezzemolo e crostini di pane di segale al burro. Molto buona è anche una goccia di panna acida leggermente montata con un pizzico di sale e delicatamente posata sulla zuppetta.

(per i crostini: imburrate bene  le fette di pane, tagliatele a cubetti e tostatele in forno.)

 

Ed ora un delizioso stuzzichino, ottimo servito come fresco antipasto.

Insalata di sedano bianco, mele e speck

Ingredienti : 300 gr di sedano bianco – 60 gr  di speck a fettine non troppo sottili.– formaggio parmigiano  o altro formaggio stagionato a scaglie – Una mela granny smith – olio evo, succo di limone – erbe aromatiche – sale e pepe – un cucchiaino di senape – crostini di pane tostato.

Pulire il sedano e tagliarlo a julienne o fettine sottili. Tagliare sempre a julienne lo speck e la mela a cubettini dopo averla sbucciata e privata del  torsolo.

Mettere tutto In un’insalatiera capiente e condire con la citronette ben emulsionata ( olio , succo di limone, sale , pepe e senape) .

Per le dosi regolatevi secondo i vostri gusti.

Aggiungere i crostini di pane tostati e erbe aromatiche fresche a piacere.

(crostini: affettare il pane, pennellare la superficie con olio evo, tagliare a cubetti e tostare in forno)

Petto di pollo alle mele

Ingredienti: 350 gr di petto di pollo – farina – succo di limone – 1 mela – erba cipollina – olio evo – sale e pepe.

Sbucciate la mela togliete il torsolo , tagliatela a cubetti e mettetela in una scodellina con un po’ di succo di limone.

Tagliate a striscioline il petto di pollo ed infarinatelo per bene. Scaldare in una teglia dell’olio evo e  rosolatevi fino a doratura la carne. Salate e pepate.

A questo punto aggiungete i cubetti di mela e fate insaporire facendo in modo però che questa rimanga ben soda.

Servire caldo cosparso di abbondante erba cipollina e accompagnandolo con una buona misticanza di insalate .

La carne di pollo può essere sostituita con quella di vitello o maiale.

Ed ora una un’idea originale e di assoluto successo specie se servita con i formaggi.

 

Confettura di pomodori e mele aromatizzata all’arancia.

 

Ingredienti: Pomodori rossi ben maturi 1kg –  2 mele non troppo grandi – 1 arancia (o limone) – 500 gr di zucchero 2:1 – ½ Bacello di vaniglia

 

Incidete con il coltello  una croce sui pomodori e sbollentateli qualche minuto in acqua bollente.

Levate la pelle, eliminate i semi e tagliate la polpa a cubetti e mettete il tutto in un colino per almeno mezz’ora per far sgocciolare il liquido in eccesso.

Premete un po’ per agevolare l’operazione.

Sbucciate le mele eliminate il torsolo e tagliatele a pezzettini.

Mettete i pomodori e le mele in una pentola con  lo zucchero, la vaniglia (incidete il ½ baccello per far uscire i semini)  il succo dell arancia e  la sua buccia grattugiata oppure, come faccio io, aggiungete, due cucchiai di marmellata di arancia di buona qualità . (io uso la mia …)

Portate  ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate che la cottura continui fino a quando il composto si addensa e si sfalda.. (i pomodori hanno parecchia acqua).

Versate poi la confettura calda nei barattoli precedentemente  sterilizzati e procedete come di consueto.

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Provate la ricetta e lasciateci i vostri commenti, impressioni….o anche un semplice saluto.

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Natura Morta di Gianluca Corona| Piatto con mele selvatiche

 

 

L’articolo E’ tempo di mele! proviene da Charme and More.

9 Settembre 2020 / / Charme and More

Oggi Babette nella sua rubrica di cucina ci spiega come preparare la torta con pane raffermo, uvetta e mele.

Un dolce economico, buono, semplice e veloce da preparare e un ottimo modo per riciclare il pane raffermo, riducendo lo spreco alimentare.

Una torta perfetta sia per la colazione che per la merenda.

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Ingredienti

200 gr di pane raffermo – 100 gr di farina – 120 gr di uva passa – 4 uova –  1/2 l di latte –  100 gr di zucchero semolato – 1/2 bicchiere di rum –  una mela grande o due piccole tagliate a cubetti –  1 cucchiaino di cannella in polvere – la buccia grattugiata di 1/2 limone –  1 bustina di lievito per dolci –  zucchero a velo.

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Preparazione

Intiepidite il latte e aggiungetevi il pane, precedentemente tagliato a cubetti e l’uvetta passa ammollata nel rum.

In una scodella a parte montate ben bene le uova con lo zucchero semolato, il rum usato per ammorbidire l’uvetta, la farina, la cannella, la buccia di limone e  il lievito.

Unite il pane ammollato nel latte (scolando l’eccesso con un colino) e la mela.

Versate il composto in uno stampo imburrato e cosparso di pangrattato e cuocete per circa 45 minuti in forno ventilato a 180°.

Per altre idee consultate il Il quaderno della cucina senza Sprechi Kellermann Edizioni

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30 Luglio 2020 / / Idee

Avete mai sentito parlare della pitaya? Si tratta di un frutto esotico proveniente dalla Cina molto particolare e ancora poco conosciuto in Italia, che ha al suo interno una succosa e delicata polpa bianca cosparsa di piccoli semi neri.

Pitaya

Nota anche con il nome di Dragon fruit (che tradotto letteralmente significa “frutto del Drago”), la pitaya offre davvero tantissimi benefici ed è perfetta per uno spuntino estivo rinfrescante e nutriente. Scopriamo quindi tutto ciò che c’è da sapere su di essa.

Tutte le proprietà e i benefici per il nostro organismo

Quando si ha a che fare con un cibo nuovo, una delle prime preoccupazioni riguarda le calorie. Eppure l’apporto calorico della pitaya è piuttosto accettabile: si va infatti dalle 36 alle 60 kcal ogni 100 grammi, cosa che rende questo frutto un cibo perfetto per chi vuole intraprendere una dieta dimagrante, soprattutto durante i mesi estivi. La pitaya è poi particolarmente ricca di acidi grassi e di vitamina E, ma non solo: all’interno della sua polpa è presente una buona percentuale di vitamina C, B1, ferro, fosforo, calcio e potassio.
Questo frutto è ottimo per contrastare la riproduzione dei radicali liberi all’interno dell’organismo e contribuisce a mantenere sano l’intestino. Il suo uso costante si è dimostrato di notevole aiuto anche contro il diabete. Infine, sono state riportate delle proprietà antiaging e antistress, rivelandosi un ottimo alleato persino contro il cancro. 

Cheesecake a base di pitaya 

La pitaya è un frutto molto versatile che si può consumare in modi diversi, come suggerisce la pagina dedicata alla pitaya dei Fratelli Orsero; in particolare, il frutto del drago si rivela assolutamente perfetto per i dessert, più precisamente per realizzare un’insolita e gustosissima versione della cheesecake. La cheesecake di pitaya rappresenta infatti una buona alternativa estiva alle ricette classiche di questo dolce molto apprezzato.
Come prepararla? Per il fondo bisogna polverizzare dei biscotti secchi (preferibilmente Digestive) insieme al cacao, mischiandoli poi al burro fuso e versando il tutto in uno stampo a cerniera da 22 cm. Questo andrà messo in frigo per circa 30 minuti, per renderlo compatto al punto giusto; trascorsa la mezz’ora bisognerà versarci sopra una crema fatta di mascarpone, formaggio fresco, latte condensato e zucchero a velo, insieme all’immancabile frullato di pitaya, lasciando il dolce in frigo per circa 5-6 ore; infine è possibile decorare la cheesecake con delle fettine di questo particolare frutto, facendo attenzione a servirlo ben freddo.

Visita la sezione ricette del sito.


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26 Gennaio 2020 / / Charme and More

Cioccolato e coccole per il palato sono i protagonisti di oggi della rubrica “A Tavola con Babette“.

Siete pronti a farvi deliziare dal “Cibo degli Dei?”

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Chi non ama il cioccolato alzi la mano!!!!

 

Non ho mai incontrato in vita mia qualcuno che non gradisca questo alimento a dir poco divino. Che sia al latte, fondente, in tazza, sotto forma di cioccolatino, torte, mousse e quant’altro, il cioccolato ha sempre un posto speciale  su ogni tavola, in ogni dispensa o in quel posticino nascosto che conosciamo solo noi.

E’ bello regalarlo ed altrettanto bello é riceverlo in dono magari in una confezione speciale che lo racchiuda accuratamente  come uno scrigno custodisce diamanti preziosi.

E’ in tutti i nostri  ricordi, è legato a tutte le età e a tanti momenti della nostra vita. E’ il premio ricevuto per una promozione o una buona azione, un regalo perfetto per ogni ricorrenza, un pegno d’amore, un mezzo dolcissimo attraverso il quale esprimere riconoscenza e gratitudine, suggellare un’amicizia ed essere vicino con affetto a qualcuno provando ad aiutarlo nel  lenire le sofferenze del cuore.

E’ un cibo che consola, che soddisfa anima e corpo, che sfama ogni tipo di appetito, un nostro fedele compagnoche mai ci tradisce a condizione però che sia di ottima qualità.

Il cioccolato rappresenta per tutti noi in un modo o nell’altro, il piacere e la trasgressione, quel gusto del “proibito” legato non solo alle gioie del palato, ma a quella forza erotica che fa da propulsore alla vita stessa in tutti i suoi contesti.

Il cioccolato é come un’amante appassionato, é difficile rinunciarci…

La vostra Babette

Ho scelto per voi queste ricette che spero siano di vostro gradimento con la promessa di ritornare sull’argomento con altre idee golose e stuzzicanti.

MOUSSE DI  CIOCCOLATO ALL’ ARANCIA

Una ricetta veloce ed efficace per risolvere emergenze d’ogni tipo.

Ingredienti: 150 gr di cioccolato fondente – 3 dl di panna fresca  – 2 cucchiai di liquore all’arancio – 50 gr di zucchero al velo ( se preferite potete anche diminuire la dose )  – la buccia grattugiata di un arancia .

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Sciogli a bagno Maria il cioccolato con ½ dl  di panna e il liquore.

Fai intiepidire, aggiungi la scorza d’arancio, e incorpora 2 dl e ½ di panna montata precedentemente con lo zucchero al velo.

Versa il composto in bicchierini o scodelline individuali magari, aiutandoti con  una sacca da pasticceria, e fai rapprendere in frigorifero qualche ora.

Decora con scorzette d’arancio candite e servi con biscottini tipo lingue di gatto o cantucci.

Mousse di cioccolato e crèpes Ph courtesy Babette
Mousse di cioccolato e crèpes
Ph courtesy Babette

CRÈPES AL CIOCCOLATO CON PANNA E FRUTTI DI BOSCO

 

Ingredienti per le crèpes: 50 gr. di cioccolato fondente –  2,5 dl di latte – 1,2 dl di panna fresca –  2 cucchiai di cacao amaro –  130 gr. di farina –  2 uova.

 

Per la farcitura: 500 gr. di panna montata – 2 cucchiai di zucchero al velo – 300 gr. di frutti di bosco misti –   100 gr. di cioccolato fondente per decorare. Confettura di frutti di bosco.

 

Preparazione delle crèpes :

Sciogli al bagnomaria il cioccolato con il latte, togli dal fuoco e unisci la panna, il cacao, la farina, le uova e frulla ben bene per un paio di minuti fino a quando il composto non risulterà liscio e vellutato. Fai riposare  per circa 30 minuti.

Cucina le crèpes nell’apposito tegamino ungendolo con un velo di  burro ed avendo l’accortezza di farle piuttosto sottili.

 

Farcitura:

Monta la panna ben fredda con lo zucchero al velo e con questa farcire le crèpes, distribuiscici sopra i frutti di bosco e  qualche “goccia” di confettura di frutti di bosco.

Piegale a metà e decora la superficie con cioccolato fondente fuso distribuito con una sacca da pasticceria a punta sottile e al momento di servirle cospargi di zucchero al velo ed altri frutti di bosco.

TORTA TENERINA  

Questa torta magnifica é tipica della zona di Ferrara é facile da fare ed i suoi effetti sono a dir poco magici. Provare per credere!

La sua consistenza morbida che si scioglie in bocca é irresistibile. Ovviamente le versioni di questo dolce tradizionale sono diverse e tutte, nella segretezza più assoluta, se ne contendono l’autenticità .

Qui di seguito vi fornisco due interpretazioni che si differenziano tra loro per le diverse  proporzioni degli ingredienti. Il procedimento é analogo…. provate e scegliete la vostra preferita .

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A) 3 uova intere – 150 g. zucchero –  150 g. burro –  250 g. cioccolato fondente – un pizzico di sale – 3 cucchiai rasi di farina.

B) 200 g. di cioccolato fondente – 200 g. di zucchero a velo – 4 uova – 1 bustina di vaniglia – 150 g. di burro – 1 cucchiaio di fecola di patate – un pizzico di sale

Preparazione della tora.

Monta le uova intere con lo zucchero il tempo necessario per ottenere un composto gonfio e spumoso..

Sciogli dolcemente a bagno Maria il burro e versaci dentro il cioccolato tritato.

Mescola accuratamente fino a completo scioglimento. Unisci questo composto alle uova montate precedentemente.

Aggiungi il pizzico di sale e infine 3 cucchiai rasi di farina (…o la fecola)  incorporandoli un po’ alla volta attraverso uno staccino.

Versa l’impasto ottenuto in uno stampo ben imburrato e panato ed inforna per 20/25 minuti a 180°.

Il dolce deve risultare morbido all’interno quindi controlla la cottura affinché questa non risulti eccessiva.

Fai raffreddare  prima di sformare. Cospargi la  superficie con zucchero al velo.

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COCKTAIL “CHOCOLAT”

Questa deliziosa bevanda “spiritosa” é perfetta per un dopocena romantico o un  semplice momento meditativo e rilassante da trascorrere con se stessi.

Bicchire di servizio : coppa Martini

Ingredienti per lo sciroppo al cioccolato : 70 gr di cioccolato fondente – 100 gr di zucchero di canna – 250 ml di acqua  – un pizzico di cannella in polvere ed uno di noce moscata grattugiata.

Preparazione 

Dose per una persona

 50 cl  di sciroppo al cioccolato – 50 cl  di rum scuro – ghiaccio tritato – cacao amaro  – panna semi-montata – rum e zucchero di canna per i bicchieri.

Porta ad ebollizione l’acqua con lo zucchero di canna e le spezie.

Togli dal fuoco e scioglici  il cioccolato precedentemente tritato.

Fai raffreddare lo sciroppo ottenuto mescolando di tanto in tanto. Filtrare.

Inumidire i bordi delle coppe martini con il rum e passarle nello zucchero di canna.

Mettere nello shaker lo sciroppo, il rum e il ghiaccio tritato e agitare bene.

Versare nelle coppe e servire il cocktail adagiando delicatamente sulla superficie un cucchiaino di panna semi-montata decorando con un pizzico di cacao amaro.

 

Ph credit
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Provate le ricette e lasciateci i vostri commenti, impressioni….o anche un semplice saluto.

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13 Gennaio 2020 / / Charme and More

Oggi Babette nella sua rubrica di cucina ci parla nuovamente delle zuppe.

Le zuppe io le definisco “scaldacuore”.

Sono cibi rilassanti, consolatori e ricchi di quelle memorie infantili che tutti abbiamo nel cuore e che serbiamo gelosamente perché fanno parte di quel vissuto al quale pensiamo spesso con dolce nostalgia, rammentando quella piacevole sensazione  di accudimento che a qualsiasi età desidereremmo provare spesso.

Alle “zuppe” e “minestrine” associamo emozioni che scaturiscono da profumi e sapori che ci ricordano persone, situazioni ed ambienti che rappresentano la nostra memoria storica sia personale che collettiva. Chi non ricorda la minestrina con la pastina che la mamma ci preparava quando non stavamo bene?

Chi non ricorda la minestra di verdure della nonna che ci veniva preparata con amorevolezza e maestria utilizzando le verdure di stagione magari raccolte nell’orto e che mangiavamo sapendo quanto contenta sarebbe stata nel vedere il piatto ripulito e senza un avanzo?

Tanti  sarebbero gli aneddoti da narrare su questo argomento, ma voglio lasciare a voi la parola invitandovi a raccontarmene e condividere piccoli ricordi e memorie personali che sono sicura  farà bene a tutti leggere.

Nel frattempo, traendo spunto dalle nostre tradizioni culinarie italiane ricche di questi piatti da nord a sud, vi do alcune idee velocissime, con le quali “scaldare” il vostro cuoricino e quello dei vostri cari.

E’ molto interessante, soprattutto in questa stagione, organizzare una delle vostre cene con gli amici  a base di zuppe di diverso tipo…. Successo assicurato!

Sono preparazioni anche molto pratiche perché possono essere preparate prima e riscaldate al momento di essere servite spesso guadagnandone in bontà.

Ricordate  però che nella vita solo le minestre vanno riscaldate ….

La vostra Babette.

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ACQUACOTTA , TIPICA ZUPPA TOSCANA

Come per tutte le ricette della tradizione le versioni di questa zuppa sono diverse.

Qui condivido con voi la mia preferita con una variante.

Ingredienti per 4 persone

Una cipolla rossa tagliata a fettine sottili – due bei gambi di sedano e qualche foglia di sedano –  una carota media – 300 gr di Salsa di pomodoro – Basilico – peperoncino – Brodo vegetale –   4 uova ( uno a persona)– sale pepe, olio evo  – pecorino  grattugiato – pane tostato a fette.

In un tegame a bordo alto scaldate l’olio e fate appassire a fiamma dolce la cipolla  facendola  stufare per bene.

Unite il sedano tagliato a tocchetti piccoli a cui avrete precedentemente rimosso i filamenti più duri, le relative foglie tritate e la carota anch’essa tagliata a  pezzettini.

Lasciate insaporire  le verdure a fuoco lento ancora per qualche  minuto.

A questo punto aggiungete il pomodoro, salate, pepate, aggiungete il peperoncino, se gradito, e qualche mestolo di brodo vegetale quanto basta per ottenere una consistenza brodosa.

Fate cuocere 25/30 minuti. ( le verdure dovrebbero essere “al dente”).

In una scodella battete ben bene le uova versatele a filo nella zuppa mescolando accuratamente.

Fate riposare 2-3 minuti e servite in cocotte individuali mettendo sul fondo una o due fette il pane tostato, cospargere con il pecorino grattugiato ( se non l’avete… usate pure parmigiano purché sia di buona qualità… ma non ditelo ai toscani… )

E versateci sopra la zuppa bollente.

In tavola predisponete olio evo, pepe e altro formaggio grattugiato per eventuali aggiunte.

2° versione.

( la mia preferita…. )

Procedete come sopra ma, dopo aver portato a cottura la zuppa, rompete le uova, una alla volta  in una scodellina e, sempre una alla volta, mettetele delicatamente nella zuppa.

Cuocere 3 minuti chiudendo con un coperchio la pentola. L’uovo deve avere il tuorlo morbido e l’albume rappreso.

Servire in cocotte singola seguendo questa successione: fetta di pane tostato, uovo (toglietelo delicatamente con una schiumarola ed adagiatelo con delicatezza sul pane), pecorino grattugiato, zuppa calda, altro pecorino, pepe.

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MINESTRA  DI  AVENA

1 cipolla –  2 carote –  2 zucchine – 1 spicchio di aglio – una manciata di foglie di sedano, tutto tritato finemente – Olio evo (evo = extravergine d’oliva) – 100 g di farina di avena –  2 litri circa di brodo vegetale – sale e pepe bianco.

In una pentola da zuppa rosolate in abbondante olio evo le verdure ben tritate  facendo insaporire a dovere.

Aggiungete 100 g di farina di avena e 2 litri circa di brodo vegetale  dosandolo  un po’ alla volta  e mescolando con cura  cercando di sciogliere tutto per bene ed evitare così la formazione di grumi.

Salate e pepare e fate cuocere il tutto per 25/30 minuti circa.

Servire in tavola fumante con olio evo e un generoso giro di pepe.

E’ una minestra altamente energetica ottima anche nella stagione estiva.

Buona preparazione e buon appetito!

Provate la ricetta e lasciateci i vostri commenti, impressioni….o anche un semplice saluti.

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6 Gennaio 2020 / / Charme and More

Oggi Babette nella sua rubrica di cucina ci da dei suggerimenti per cucinare contribuendo a ridurre il più possibile lo spreco alimentare tutelando non solo l’ambiente che ci circonda, ma anche la nostra salute e il nostro portafoglio.

Le feste natalizie sono finite e, seppur a malincuore, non ci resta che riporre diligentemente addobbi e decorazioni che hanno rallegrato le nostre case nelle  scorse settimane, per  ritornare ad una  quotidianità un po’ più “sobria”  fino alle prossime celebrazioni carnevalesche.

Dopo un lungo periodo di festeggiamenti soprattutto a tavola, dove non ci siamo fatti mancare nulla di tutto quello che le consuetudini alimentari prevedono durante queste ricorrenze, ci ritroviamo con diversi cibi che, avanzati per la troppa abbondanza, rischiamo di veder finire nella spazzatura dopo aver gironzolato invano per i vari ripiani dei nostri frigoriferi.

Ho pensato pertanto, di proporvi qualche idea per realizzare dei piatti appetitosi, veloci ed economici, peraltro presenti in gran parte delle nostre tradizioni culinarie, riutilizzando tutto ciò che non é stato consumato durante i nostri lauti pasti natalizi.

Un tempo questa sana abitudine, che vi esorto ad adottare nella vostra quotidianità, faceva parte delle usanze di tutte le famiglie non solo per motivi economici, ma perché non sprecare ciò che si metteva in tavola era un valore imprescindibile insito nella stragrande maggioranza delle persone appartenenti a tutti i ceti sociali.

Il rispetto per il cibo equivale al rispetto della vita stessa.

Un principio etico che dovremmo tutti osservare con diligenza per onorare l’ambiente nel quale siamo generosamente ospitati, per ricordarci di chi é meno fortunato di noi e per dimostrare la nostra gratitudine nei confronti dell’Universo rendendo così manifesta la nostra riconoscenza per tutto ciò che ininterrottamente ci dona in ogni momento della nostra esistenza.

 

“ Chi spreca il cibo spreca la vita “

La vostra Babette.

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Un Classico “avanzino” da trasformare in un delizioso piatto é la carne reduce da brodi o arrosti forse troppo abbondanti.

Eccovi due esempi veloci e gustosi.

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Carne lessata marinata

carne lessata – erbe aromatiche fresche miste a piacere come rosmarino, salvia, timo, maggiorana, dragoncello, prezzemolo, basilico erba cipollina – senape 1 cucchiaio – 2 cucchiai  di aceto bianco di vino o di mele – due cucchiai di aceto balsamico –  2 cucchiai capperi sotto sale lavati – 2 cucchiai di sottaceti misti  – 2 cucchiai di cipolline sott’aceto – olio evo – sale e pepe – qualche cucchiaio di brodo.

Tagliate  a fettine o a sfilacci la carne e mettetela in una pirofila di vetro o di ceramica. Tritate le erbe aromatiche i capperi e i sottaceti. Emulsionate l’olio, i due tipi di aceto, la senape e un paio di cucchiai di brodo. A

Alla fine di questa operazione aggiungete il trito precedente.

Condite  la carne con questo composto e coprite con altro olio evo. Conservare in frigorifero. Marinare qualche ora al fresco. Prima di servire togliete la carne dal frigorifero il tempo necessario affinché l’olio ritorni fluido e la carne a temperatura ambiente.

Pollo in salsa allo yogurt

Pollo arrosto o lessato  – maionese – yogurt intero neutro e cremoso – senape – curry in polvere o altra spezia a piacere come paprika , zafferano ecc. – cetrioli in agrodolce – prezzemolo ed erba cipollina- sale pepe. Olio evo.

Le dosi sceglietele secondo il vostro gusto ma soprattutto in base alla quantità di carne a disposizione.

Disossate ( se necessario..) il pollo , tagliatelo a listerelle e disponetele in una pirofila. In una scodella mescolate la senape con la maionese, lo yogurt le spezie, le erbe aromatiche e un po’ di olio evo. Aggiustate di sale e pepe.

Spalmate con cura questa salsa sulla carne e decorate con i cetriolini tagliati a rondelle. Fate insaporire un paio d’ore in frigorifero coperto con della pellicola alimentare.

 

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Ed ora un paio di idee per recuperare il pane che sicuramente abbiamo avanzato e che possiamo trasformare in un primo piatto ed una dolcezza che sicuramente ripeterete con grande successo.

Gnocchi di pane

200 gr. di pane raffermo, anche di tipi diversi – 3 bicchieri di latte – 40/50 gr. di Parmigiano Reggiano grattugiato – 80/100 gr. di farina – 1 uovo – sale q.b. – pepe nero q.b.

In una scodella capiente tagliate il pane raffermo a pezzetti, immergetelo nel latte e fatelo ammorbidire bene.

Strizzatelo  con le mani per eliminare l’eventuale latte in eccesso.
Aggiungere la farina ( per la dose regolatevi in base alla consistenza), il Parmigiano Reggiano, l’uovo, il sale, il pepe e impastate con cura.
Una volta ottenuto un impasto facilmente lavorabile e modellabile, formare tanti filoncini di circa 2 cm. di spessore e tagliarli a tocchetti sistemateli su un vassoio infarinato e fate riposare un quarto d’ora.
Cuocere gli gnocchi di pane raffermo in abbondante acqua salata scolandoli, con l’aiuto di una schiumarola, circa due minuti dopo il loro riaffioro a galla.
Condire gli gnocchi di pane raffermo con il sugo desiderato ( es: burro, salvia e parmigiano o una buona salsa al pomodoro e  basilico) e servire subito in tavola.

Sono ottimi anche in brodo.

Torta di pane al cioccolato della maestra di cucina Vally Gasparini

300 gr. di pane secco tagliato a pezzetti e passato al mixer – 800 gr di latte bollente – 250 gr di zucchero –   200 g cioccolato fondente sciolto a Bagno Maria – 100 g di burro morbido – 120 gr di farina di mandorle – 5 uova – pan grattato – sale

Per servire zucchero al velo e panna montata.

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Mettete il pane ad ammorbidire nel latte . Lavorate i tuorli con lo zucchero. Quando il composto sarà soffice unite il burro morbido.

Mescolarlo al pane, la farina di mandorle, il cioccolato sciolto, gli albumi montati a neve con  un pizzico di sale.

Imburrate e panate uno stampo da 28 cm, versateci il composto e cospargete  la superficie con un po’ di pane grattugiato. Cuocete in forno per 60 minuti a 180°.

La torta si serve spolverizzata di zucchero al velo ed accompagnata con  panna montata .

Una vera bontà!

Per altre idee consultate il Il quaderno della cucina senza Sprechi Kellermann Edizioni

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21 Dicembre 2019 / / Charme and More

Non c’è Natale senza bevande “spiritose”.

Oggi Babette nella sua rubrica di cucina ci parla di questi caldi piacere alcolici per allietare i nostri inverni.

Natale, freddo, il fuoco del caminetto acceso, una bella musica rilassante, luci soffuse….l’atmosfera é perfetta per gustare una fantastica bevanda calda e corroborante,  che ne dite?

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Ecco qui come preparare Punch, Grog e altre delizie “spiritose” che daranno un tocco magico e raffinato alle le vostre festività natalizie.

L’origine di queste bevande sono piuttosto antiche, si possono sicuramente considerare dei veri e propri antesignani degli attuali cocktail.

Da tempi inenarrabili l’uomo ha spesso  usato edulcoranti e spezie varie per aromatizzare ed addolcire vini, birre e altri di tipi alcolici per ottenere così delle bevande dai gusti più disparati che venivano servite generalmente calde.

Il Punch  si diffonde dall’Inghilterra  in tutta Europa e conseguentemente in America, già nel XVII secolo. L’origine del nome pare derivi addirittura dal Persiano “Punj” o dal Sanscrito “Pancha” che sta ad indicare il  numero di ingredienti che devono essere sempre presenti: cinque . Esiste però anche un’origine italiana di questa bevanda, Ponce, presente nel  Livornese  già dal XVII-XVIII secolo e si differenza dalla versione inglese negli ingredienti . Il tè viene sostituito con il caffè forte e il rum con il locale “rumme”, una sorta di rum  composto da alcol, zucchero e caramello. Nei bar di Livorno viene servito nell’apposito bicchierino in vetro chiamato “gottino”.

Il Grog , bevanda anti-raffreddamento per eccellenza é invece un’idea attribuita ad un Ammiraglio inglese, Edward Vernon, che pensò di aggiungere un litro di acqua calda a ogni litro di rum che veniva distribuito ai suoi marinai, per ridurre  il loro consumo di alcol scongiurandone così l’abuso che probabilmente influiva negativamente sul rendimento della ciurma. Successivamente é stato aggiunto il limone , ottimo antidoto allo scorbuto ed addolcito con del miele.

Punch e Grog vengono serviti  in un’idonea coppa posta su un fornelletto da tavolo permettendo così di  mantenere la temperatura costante che deve essere sempre piuttosto calda. Si offrono agli ospiti  nelle  apposite tazzine di vetro  utilizzando un elegante mestolo di vetro o d’argento.

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Entrambi si servono come  “after dinner” e quindi come digestivo, oppure come accompagnamento ad un dolce. E’ possibile utilizzare queste bevande calde anche come cocktail di benvenuto e quindi un “pre dinner”, ma vi  raccomando però di ridurre la qualità di ingrediente alcolico. In tal caso consiglio pertanto un Grog dove la dose di Rum può essere ridotta e la presenza dell’acqua lo rende meno forte .

Ora qui di seguito vi suggerisco qualche ricetta (… ce ne sono tantissime…) da preparare con facilità e che sicuramente i vostri ospiti apprezzeranno.

Una raccomandazione però: Non esagerate, bevete con moderazione!!!

La vostra Babette.

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PUNCH ALL’ARANCIA

6 arance
3 limoni
500 gr  di zucchero
350 ml  di rum, cannella e chiodo di garofano a piacere

Spremete le arance e i limoni, e mescolate il succo ottenuto col rum e lo zucchero. Scaldare il tutto con l’aggiunta delle spezie fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto.

A questo punto potete versare il Punch nell’apposita coppa e servirlo  ben  caldo.

Si suggerisce, come gradevolissima variante, di lasciare in infusione    una bustina di tè nero o verde per dare un aroma particolarmente interessante alla vostra bevanda.

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GROG

Ingredienti per 1 grog

200 ml di acqua

50 ml di rum scuro

Il succo di 1/2 limone biologico

1 cucchiaino di miele a scelta

Cannella chiodo di garofano

Versate  l’acqua in una casseruola. Portate ad ebollizione eaggiungete il miele, il succo di limone e le spezie. Mescolate fino a quando il miele si sarà sciolto e alla fine aggiungere il Rum.

Servite caldo.

Variante : Sostituite il Rum con del Calvados e del Cognac e aromatizzate con fette di mela.

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Ed ora una mia creazione.

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PUNCH DELL’ANGELO DI NATALE

Ingredienti per  2 tazzine

100 gr di verduzzo o altro vino dolce a piacere  – 15 gr di cointreau – 15 gr di liquore al mandarino – 50 gr di panna fresca liquida – un chiodo di garofano – un pezzettino di cannella – una buccia d’arancia – 1 cucchiaio di sciroppo di zucchero di canna – 10 gr di farina.

 

Mescolate tutti gli ingredienti tranne la panna e la farina.

Mettete sul fuoco e portate a bollore .

La fiamma deve essere bassa altrimenti l’alcol s’infiamma.

A parte emulsionate la panna con la farina e aggiungetela alla base alcolica.

Far addensare leggermente riportando a bollore .

Servire il punch caldo in una coppa mantenendolo al caldo su un fornelletto da tavola.

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16 Dicembre 2019 / / Charme and More

Per rubrica di cucina A tavola con Babette ecco oggi altre tre ricette per la preparazione dei biscotti delle Feste.

Angeliche dolcezze natalizie da regalare o da offrire ad amici  e parenti.

CANTUCCI

Ingredienti

3 albumi – 240 gr di farina – 240 gr di zucchero – sale – 3 tuorli – 120 gr di mandorle  – un pizzico di sale

 

Montate gli albumi con il sale e lo zucchero a neve fermissima.

Aggiungete delicatamente e un po’ alla volta i tuorli e la farina mescolando dal basso verso l’alto.

Alla fine incorporate le mandorle precedentemente spezzettate grossolanamente in 2/3 parti.

Su una teglia foderata di carta forno posizionate il composto formando, aiutandovi con una spatola, dei filoncini larghi 6 cm e alti 3 e infornare a 170° per circa 30 minuti.

Togliete dal forno e tagliate i filoncini ancora caldi, a fette oblique e riposizionatele sulla teglia.

Rimettete in forno i biscottini per 5/7 minuti a 180° fino a quando saranno biscottati e leggermente dorati.

Fate raffreddare.

Servite con vino dolce liquoroso e ben fresco.

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BISCOTTINI CON CILIEGINE CANDITE

Ingredienti

180 gr. di burro morbido – 60 gr. di zucchero a velo – 250 gr. di farina – sale – 30 gr. di preparato per budino alla vaniglia – ciliegine candite – zucchero a velo.

Lavorate il burro con lo zucchero.

Aggiungete la farina, il preparato per budino con un pizzico di sale precedentemente setacciati insieme.

Mettete il composto in una tasca da pasticceria con beccuccio abbastanza grosso e dentato e, su una teglia foderata con carta forno, fate dei ciuffetti sui quali metterete ½ ciliegia candita. Fate riposare i biscottini per un’ora in frigorifero.

Cuocere poi in forno a 180° per 15 minuti circa. Far raffreddare completamente e spolverizzare con lo zucchero a velo.

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PASTICCINI AL CIOCCOLATO BIANCO

Ingredienti

125 gr di burro morbido – 135 di zucchero di canna – 1 uovo – i semi di ½ bacca di vaniglia  – 150 gr di cioccolato bianco tritato – 60 gr di mandorle tritate – 180 gr di farina.

Mescolate il burro con lo zucchero,unite l’uovo, la vaniglia e montate bene con una frusta elettrica.

Aggiungete la farina, le mandorle e il cioccolato bianco tritato. Fate raffreddare il composto ottenuto in frigorifero per circa un’ora. Formate delle palline, mettetele ben distanziate tra loro  su una teglia foderata di carta forno.

Fate cuocere a 180° per circa 10 minuti.

I biscotti durante la cottura si appiattiranno .

Niente panico, é così che devono essere…

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N:B: Ricordate sempre di far raffreddare i biscotti prima di toglierli dalla teglia.

Se avete qualche dubbio riguardo ai vari procedimenti di preparazione chiedete tranquillamente chiarimenti.

Buon lavoro e fatemi sapere come è andata.

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Il Quaderno dei biscotti delle feste  Kellermann Edizioni

 

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11 Dicembre 2019 / / Charme and More

La rubrica di cucina A tavola con Babette oggi ci porta a Napoli alla scoperta dei golosi struffoli.

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Gli struffoli sono un dolce tipico della tradizione natalizia partenopea che sulle tavole delle famiglie napoletane non manca mai. La sua origine é antichissima e pare che la sua provenienza si possa far risalire addirittura all’epoca della Magna Grecia.

E’ una preparazione presente, anche se con nomi e forme  diverse, in altre regioni d’Italia come Marche, Abruzzo, Basilicata, Calabria, oltre che in altre nazioni come la Grecia e la Spagna.

Ovviamente come tutte le ricette della tradizione anche questa può avere qualche variante e segreti che, essendo tali, vengono custoditi gelosamente e tramandati di generazione in generazione.

Tutti gli ingredienti però sono importanti e nessuno può essere omesso, il miele deve essere non solo buono ma anche abbondante, i canditi tagliati a cubetti piccolissimi devono essere rigorosamente di arancia, cedro e soprattutto di zucca, la “cucuzzata”.

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Per completare poi la tipica decorazione degli struffoli, non possono mancare i “diavolilli”, confettini di zucchero di vario colore che rendono questa golosa preparazione  anche bellissima da vedere e perfettamente in sintonia con le festività natalizie.

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Ricordate  però di confezionare le palline di pasta molto piccole perché così si insaporiscono meglio una volta “conditi” dopo la frittura.

Il “vero struffolo” deve essere piccolo!

Un tempo gli struffoli venivano preparati dalle monache nei monasteri  per essere poi donati alle famiglie e alle  persone che durate l’anno si erano distinte per  azioni nobili e caritatevoli.

Si dice che mangiare gli struffoli migliori la qualità della vita, quindi mettetevi all’opera e fatemi sapere.

Questo dolce, lo vorrei dedicare a due persone a me care e che  purtroppo non son più accanto a me e precisamente a mio padre, che da buon partenopeo era ghiotto di questa specialità natalizia e all’amica Fernanda che, puntualmente ad ogni anno,  preparava  grandi quantità di struffoli che a  Natale regalava a tutti gli amici.

La vostra Babette

Ingredienti e procedimento

 350 gr di farina – 3 uova – 100 gr di zucchero – la buccia grattugiata di un limone – una bustina di zucchero vanigliato – un pizzico di sale – una bustina di lievito – olio per friggere – 250 gr di miele – canditi di arancia, cedro e zucca  a cubetti piccoli – confettini di zucchero colorati.

 

Mescolate  la farina con il lievito, lo zucchero, la buccia di limone, lo zucchero vanigliato , il sale e legate il tutto con le uova.

(Per questa operazione usate un robot o una macchina impastatrice e farete meno fatica)

Lavorare con cura l’impasto fino ad ottenere una consistenza elastica.

Fare dei rotolini del diametro di circa un 1 cm e ½  e tagliateli a pezzettini piuttosto piccoli.

Portare l’olio a temperatura e friggetevi gli struffoli un po’ alla volta, fino a quando saranno dorati , scolateli con una schiumarola e fateli asciugare e raffreddare su una carta assorbente.

In una scodella versate il miele precedentemente riscaldato in modo che sia ben fluido, ed immergetevi gli “gnocchetti” fritti , mescolandoli bene ed aggiungendo quindi anche i canditi in modo che tutto sia  perfettamente amalgamato.

Mettete su un piatto da portata gli struffoli dandogli la forma di corona o cupola e decorate cospargendo con abbondanti confettini di zucchero colorati che a Napoli chiamano “diavolilli”.

Gli struffoli si conservano per diversi giorni.

Struffoli  Ph via napoli milionaria.it
Struffoli   Ph via napoli milionaria.it

 

Pubblicazioni  di Babette

 

 

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