30 Luglio 2018 / / Design

Carole Feuerman scultura iperrealista - Chrysalis, 2017

Le nuotatrici di Carole Feuerman sono sculture iperrealiste che sembrano vive, rilassate e sorridenti come appena uscite dall’acqua

Carole Feuerman è un’artista statunitense, classe 1945, considerata una delle figure più influenti nell’ambito della scultura iperrealista.

Conosciuta principalmente per le sue sculture iperrealiste di nuotatrici e bagnanti, giovani donne appena emerse dall’acqua, Carole Feuerman è stata una dei pionieri del movimento iperrealista nato a cavallo fra gli anni ’60 e ’70. Un momento storico in cui gli artisti cercavano una rappresentazione della figura umana più vera con l’intento di dare un novo significato al realismo figurativo e catturare la vita interiore dei soggetti.

Carole si ispira ai grandi del passato e del presente: Michelangelo, Degas, Anish Kapoor cercando di trasmettere un concetto di bellezza naturale e una sensazione di gioia, forza e pace interiore.

Mi piace creare sculture di persone che si sentono a proprio agio nella loro pelle; persone belle, classiche, sane. Voglio che lo spettatore si interroghi sui pensieri nella mente di ogni scultura. Nessuno può mai sapere quale dolore interiore si portano gli altri, o cosa stanno pensando. Le mie sculture ritraggono i sentimenti e le storie che voglio raccontare – difficili, felici, giocose, gioiose, di salute, forza, vulnerabilità, ecc. Lavoro in resina, bronzo, acciaio e video e più recentemente su dipinti e stampe. La fisicità è una parte enorme del mio lavoro. Il realismo nella mia arte deriva dal mio desiderio di rappresentare emozioni reali e stati fisici dell’essere – dalla serenità pacifica all’energia, dall’equilibrio al vigore; le menti sane in corpi sani sono un tema della mia arte.
Blasting News

Una tecnica laboriosa e minuziosa

L’artista utilizza delle modelle in carne ed ossa per le sue sculture per ricavare un primo calco in silicone. Da questo ottiene un secondo calco in gesso, utilizzato come stampo per la scultura in resina. La scultura viene poi dipinta a mano e arricchita di dettagli e particolari realistici, come capelli, ciglia, piccole rughe, vene in rilievo o lentiggini… e soprattutto piccole gocce d’acqua che si aggrappano ai corpi nudi. Le sue sculture possono essere a grandezza naturale, in miniatura o in scala gigante quando si tratta di installazioni pubbliche. Realizzate in resina o bronzo,  sono dipinte con decine e decine di velature di pittura per rendere assolutamente naturale l’aspetto della pelle e dei materiali. Il risultato è sempre stupefacente ed estremamente realistico.

Nella sua lunghissima carriera, Carole Feuerman ha ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti. Le sue opere sono esposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo, dal Metropolitan di New York all’Hermitage di San Pietroburgo ma anche nelle collezioni private di Bill e Hillary Clinton, di Henry Kissinger e Michail Gorbaciov.
Attualmente l’artista è esposta alla Kunsthalle di Tübingen (Germania) nella collettiva “Almost Alive” dedicata alla scultura iperrealista. Una panoramica del movimento iperrealista degli ultimi 50 anni, nella quale è possibile ammirare le opere di 26 artisti fra cui anche Ron Mueck, Marc Sijan, Sam Jinks e Maurizio Cattelan.

Le nuotatrici di Carole Feuerman, sculture iperrealiste che sembrano vive!

Carole Feuerman scultura iperrealista - Midpoint, 2017

Midpoint, 2017 – Installazione alla Biennale di Venezia – Resina dipinta a mano

Carole Feuerman scultura iperrealista - Christina, 2014 New York

Carole Feuerman scultura iperrealista – Christina, 2014 New York

Carole Feuerman scultura iperrealista - Contemplation, 2018

Contemplation, 2018

Carole Feuerman scultura iperrealista - Infinity, 2014 New York

Infinity, 2014 New York

Carole Feuerman Grande Catalina 2005

Grande Catalina, 2005 – non vi ricorda tremendamente una famosa foto di Herns Haas?

Carole Feuerman - Goddess, scultura iperrealista in resina dipinta

Carole Feuerman – Goddess, scultura iperrealista in resina dipinta

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12 Maggio 2018 / / Design

David Moreno sculturecome disegni 3d

L’artista spagnolo David Moreno gioca con la percezione e le illusioni ottiche realizzando delle sculture che sembrano schizzi architettonici tridimensionali

Originario di Barcellona, l’artista David Moreno crea originali sculture che cancellano il confine fra il mondo fisico tridimensionale e la sua rappresentazione bidimensionale. A un primo sguardo non è chiaro cosa si sta guardando: queste opere appaiono esattamente come schizzi architettonici disegnati su carta e la mente rimane incerta qualche istante in attesa di comprendere l’inganno.

In realtà queste sculture, pur sembrando disegnate con veloci tratti di penna, in realtà sono di solido acciaio, realizzate con decine e decine di sottili barre metalliche e corde di pianoforte di lunghezze diverse, realizzate in modo tale da ingannare i nostri sensi, come si può vedere sul suo profilo Instagram.

I soggetti sono prettamente architettonici: singole case, villaggi, scale, portali di cattedrali… Cercando di riprodurre nel mondo fisico l’aspetto di uno schizzo architettonico bidimensionale, David Moreno descrive il suo processo creativo come “drawing with sculpture“, disegnare con la scultura.

In effetti l’artista parte proprio da uno schizzo architettonico su carta e lo trasforma al computer in un modello digitale 3D con l’obiettivo di ricrearlo fisicamente come una scultura a tutto tondo. Per farlo David Moreno assembla e sovrappone tondini d’acciaio di diversi spessori e corde di pianoforte, come se si trattasse davvero di linee di penna ripetute disegnate nello spazio, dando all’insieme un forte effetto dinamico di movimento.

Con la giustapposizione e la tessitura con barre d’acciaio di diversi spessori, si genera una serie di micro-atmosfere, un motivo unico che viene costantemente ripetuto in modo disturbante e poetico allo stesso tempo. Il ritmo, il gesto, il disegno a tratteggio e la sperimentazione del disegno con sottili tondini d’acciaio e filo di pianoforte sono alla base di questa esplorazione che si traduce in piccoli pezzi di grande delicatezza e tenerezza.
Hi-Fructose

Moreno le chiama le sue opere “sculture fluttuanti” perchè vivono nello spazio, fissate alle pareti di una galleria, sospese al soffitto o sollevate su un piedistallo e illuminate con luci soffuse che ne esaltano la profondità e la tridimensionalità. Il tocco di colore finale le rende uniche e tutte diverse una dall’altra, sottolineando ulteriormente la spazialità di ciascun pezzo.

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David Moreno 3D sketches

Schizzo 3D

David Moreno sculture che sembrano schizzi architettonici disegnati su carta

David Moreno sculture che sembrano schizzi architettonici disegnati su carta

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7 Maggio 2018 / / Design

Si stenta a credere che questi oggetti siano solo delle sculture di cioccolato e invece sono le stupefacenti opere del mastro cioccolatiere Stéphane Leroux

Il pasticciere Stéphane Leroux riesce a riprodurre qualsiasi oggetto e qualsiasi materiale naturale o artificiale, utilizzando solo cioccolato!!! Guardando le sue strabilianti sculture di cioccolato non vediamo altro che pezzi  di cemento, marmo, tubi di plastica, cartone, legno o ceramica… e invece questi oggetti sono il frutto di una tecnica impressionante e del lavoro paziente di un vero artista del cioccolato.

Stéphane Leroux è uno dei più grandi maestri pasticcieri, mastro cioccolatiere per Belcolade (in Belgio) e nominato due volte Campione del mondo di “Chocolate Creation”. A parte la trasparenza dell’acqua, secondo lui qualsiasi materiale può essere imitato con il cioccolato e alle parole ovviamente seguono i fatti.

Tutto è possibile col cioccolato. La cosa più difficile è raggiungere un punto in cui una varietà di tecniche consente di trasformare un’idea semplice in qualcosa di concreto. L’unico materiale che sarebbe impossibile riprodurre con il cioccolato è la trasparenza dell’acqua cristallina o la fresca rugiada mattutina.
So Good Magazine

Arte e tecnica, un binomio inscindibile

Alcune delle più incredibili sculture di cioccolato di Stéphane Leroux si possono ammirare nella sua ultima pubblicazione Bleu Chocolat, che si compone di due volumi; un volume artistico, arrichito dallo styling e dalle splendide fotografie di Tom Swalens in cui si rimane sbalorditi per l’estremo realismo delle opere, e un manuale tecnico in cui si possono scoprire passo passo tutti i segreti della realizzazione di queste dolci illusioni, oltre 60 tecniche differenti svelate per gli addetti ai lavori. Tecniche messe a punto grazie a creatività e sperimentazione ma anche osservando il lavoro di artigiani con un background molto diverso dal suo: falegnami, scalpellini, pittori… a cui Leroux si è ispirato. Dov’è si chiede, il confine che separa l’artigianato dall’arte?

Il cioccolato diventa davvero arte sotto le mani di Leroux le cui sculture lasciano sbalorditi per la capacità di imitare la realtà e che non sfigurerebbero affatto in una galleria d’arte.

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Sembrano blocchi di cemento invece è cioccolato… non avreste paura ad addentarlo?

Una scatola di cartone assolutamente realistica!

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2 Maggio 2018 / / Design

Dylan Martinez waterbag, sculture di vetro come sacchetti di plastica

Grazie a una particolare tecnica, l’artista del vetro Dylan Martinez crea delle sculture iperrealistiche in cui l’illusione ottica è perfetta e inganna la nostra percezione della realtà

Sono tanti gli artisti che lavorano il vetro per creare bellissime sculture scintillanti. Ma solo quelli che interpretano quest’arte in modo davvero originale, emergono e si fanno notare. Dylan Martinez è un artista che ha sicuramente trovato una sua nicchia grazie alla sua creatività e all’originalità delle sue sculture di vetro.

Le sue opere giocano sull’inganno percettivo sfidando la comprensione dello spettatore che deve riuscire a capire cosa sta effettivamente guardando. Grazie alle proprietà del vetro, alla sua trasparenza e alla capacità di riflettere e rifrangere la luce, Dylan Martinez riesce a creare degli oggetti in vetro che imitano perfettamente l’aspetto di sacchetti di plastica pieni d’acqua!

Le "Water Bags" di Dylan Martinez imitano perfettamente dei sacchetti di plastica pieni d'acqua

Le “Water Bags” di Dylan Martinez imitano perfettamente dei sacchetti di plastica pieni d’acqua

Water Bags, sculture di vetro iperrealistiche

Queste sculture iperrealistiche sono realizzate attraverso diverse tecniche della lavorazione del vetro e originano delle vere illusioni ottiche nello spettatore che difficilmente si rende conto dell’inganno a un primo sguardo.

Originario del Minnesota, sebbene influenzato dalle tradizionali tecniche di lavorazione del vetro, Dylan Martinez ama sperimentare e ricercare modalità di lavoro personali. Per le sue “Water Bags” l’artista prima scolpisce la parte inferiore, quella che imita l’acqua, utilizzando vetro solido, successivamente ci aggiunge sopra una bolla di vetro soffiato modellandola ad arte per formare le caratteristiche pieghe di un sacchetto di plastica. Una volta completata, la scultura viene messa in forno a oltre 500°C e poi lasciata raffreddare completamente.

“Il movimento intrappolato delle bolle d’aria che salgono e il gesto delle forme convincono l’occhio che le sculture sono ciò sembrano. La cosa affascinante è che ciò che desideriamo spesso ha la meglio sulla nostra vera percezione della realtà e quindi crediamo che ciò che pensiamo di vedere sia la verità.”
Colossal

Dylan Martinez ha in programma la sua prima mostra personale alla Echt Gallery di Chicago a partire dal prossimo 13 Luglio, se non riuscite a visitarla potete sempre ammirate le sue opere sul suo sito web!

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"Water Bags" di Dylan Martinez, sculture di vetro iperrealistiche

Sculture di vetro iperrealistiche

"Water Bags" di Dylan Martinez, sculture di vetro iperrealistiche

Sculture in vetro scolpito e soffiato

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1 Maggio 2018 / / +deco

Diederick Kraaijeveld è una delle migliori scoperte del Fuori Salone.

Stavo girovagando per lo  Spazio Rossana Orlandi quando il mio sguardo è stato catturato da due bellissime sculture in legno rappresentanti i vecchi serbatoi d’acqua Newyorkesi.

I due pezzi erano appesi in uno dei miei angoli preferiti dello spazio di Rossana Orlandi. Non sono riuscita a parlare con l’autore purtroppo, quindi, appena sono riuscita a sedermi un attimo (evento raro durante la Milano Design Week), mi sono connessa col telefonino per scoprire qualcosa su questo scultore dal nome complesso.

Diederick Kraaijeveld (vedi il suo autoritratto in coda al post) viaggia per tutto il mondo in cerca dei giusti pezzi di legnoche poi diventano  i tasselli che vanno a formare le sue figure realistiche.

Riproduce vari soggetti, persone, oggetti iconici, macchine e altro, in misure differenti: alcuni pezzi sono abbastanza piccoli, alcuni grandi (come le scarpe All Star ad esempio) ma tutti ugualmente dettagliati.

Mi sono innamorata dei due serbatoi d’acqua che ho visto a Milano, la luce si appoggiava elegantemente sui vari legni, enfatizzandone le diverse tonalità e trame (vedi la mia foto qui sotto).

Se vuoi vedere più sculture di Diederick Kraaijeveld visita il sito Oudhout.

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2 Dicembre 2017 / / Design

Sculture di carta organiche di Crystal Wagner

Crystal Wagner crea sculture di carta e installazioni organiche che mimano le forme della natura, sperimentando con texture, forme e colori

Avete presente quei film post-apocalittici in cui la natura riprende il sopravvento sui resti della nostra civiltà? Ecco cosa ricordano le sculture di carta di Crystal Wagner, artista multidisciplinare di Philadelphia che realizza gigantesche installazioni immersive, organiche, colorate e vivaci, per invitarci a riallacciare il rapporto con la natura, ormai sempre più distante dalle nostre vite.
Il mondo contemporaneo ci porta ad essere sempre più focalizzati nella vita della città e nella tecnologia mentre le forme naturali ci stanno diventando sempre più estranee. La natura per molti è qualcosa di esotico e alieno ed è proprio questa riflessione che l’artista vuole condividere con le sue opere organiche.

“Voglio che le persone provino un senso di meraviglia e curiosità, un tipo di meraviglia abbastanza provocatorio da spingerle a sollevare lo sguardo dai loro smartphone e considerare la loro attuale relazione con il mondo in cui vivono. Stiamo iniziando a perdere noi stessi nel 21° secolo in ciò che io considero un glaucoma tecnologico: una visione a tunnel che elimina la periferia fisica. Le esperienze che ci ricordano il nostro corpo o gli spazi che attraversiamo, stanno diventando sempre più rare.”
Fluorodigital.com

Organismi viventi fatti di carta

Attraverso le sue opere completamente fatte a mano Crystal Wagner vuole focalizzarsi anche sulle idee di produzione di massa, sul consumismo sfrenato, sulle esperienze artificiali, sul rapporto fra tecnologia e natura.
Come artista ha un background nella scultura e nella tipografia e il suo interesse è quello di fondere le forme bidimensionali con quelle tridimensionali. Dichiara di sentirsi affine all’Art Nouveau e all’estetica organica di Antoni Gaudì ma si inserisce chiaramente nel contesto dell’arte povera. Crystal sperimenta costantemente utilizzando materiali di uso comune: tovaglioli di carta colorati, ritagli di carta serigrafata, rete metallica da giardinaggio, legno, plastica e vernici.

Le sue installazioni organiche sembrano appropriarsi degli spazi come fossero un organismo vivente che si espande incurante di quello che trova e, proprio come in un processo naturale, anche nel suo processo creativo Crystal Wagner lascia fluire le idee seguendo la sua intuizione.

Crystal Wagner scultura di carta Paroxysm Bloom I

Crystal Wagner scultura di carta Paroxysm Bloom I – Ritagli di carta serigrafata, su pannello di legno e armatura di rete metallica

Oltre alle sue impressionanti installazioni l’artista porta avanti il suo lavoro in studio dove crea le sue sculture di carta composte da ritagli colorati montati su un pannello di legno e modellate grazie al supporto di una rete. Mentre alcune delle sue sculture si muovono libere sulle pareti, altre sono inserite in una cornice di legno, come racchiuse in un terrario. Dalle sculture di carta più piccole realizzate in studio fino alle gigantesche installazioni site-specific, Crystal Wagner crea comunque mondi immersivi fatti di colori e texture ricreando il linguaggio scultoreo e visivo della natura. Le sue opere hanno tutti nomi che ricordano la flora e la fauna: Bioforms, Blooms, Tropism… e sono spesso commissionate da brand internazionali come Nike, Viacom e dalla band The Flaming Lips.

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24 Agosto 2017 / / Design

Deliziosi cibi in miniatura assolutamente realistici e perfetti in tutti i dettagli, realizzati dall’artista israeliano Shay Aaron

Viene davvero voglia di mangiarle, le microscopiche sculture di Shay Aaron, incredibili cibi in miniatura perfettamente riprodotti in tutti i dettagli. L’autore è un artista israeliano che si è specializzato nel ricreare tutto ciò che è commestibile in scala 1:12.
Utilizzando il FIMO, una pasta polimerica facilmente modellabile e che viene cotta in forno, Shay Aaron da più di 10 anni, ricrea perfettamente qualunque tipo di piatto o alimento.

La sua collezione cibi in miniatura è immensa (d’altra parte il mondo della gastronomia è talmente vasto!) ma quello che colpisce è l’estremo realismo non solo nell’aspetto dei piatti ma anche nella texture e nella consistenza dei vari alimenti: l’artista è bravissimo nel rappresentare la morbidezza delle torte, la croccantezza del pane, la friabilità dei biscotti, la polpa succosa della frutta o la cremosità della panna… vi è già venuta l’acquolina in bocca?

cibi in miniatura - breakfast di shay aaron

deliziosi cibi in miniatura

Il making of dei cibi in miniatura di Shay Aaron

Oltre ad avere una una vista perfetta, Shay Aaron deve avere anche un’infinita pazienza per realizzare questi oggetti così piccoli e dettagliati. Guardando le foto del making of che lui stesso pubblica su Flickr, si vede quanto sia laboriosa la creazione anche solo di un pomodoro. Una volta completati, l’artista li fotografa accanto a monete o fiammiferi in modo che tutti possano rendersi conto delle reali dimensioni di queste miniature e l’effetto è davvero strabiliante!
Le creazioni di Shay Aaron sono incantevoli e richiestissime, e ce ne sono per tutti i gusti tanto che affianco alle piccole sculture da “casa delle bambole“, li realizza anche anche sotto forma di gioielli, ciondoli, anelli, orecchini…

Shay Aaron Cibi in Miniatura

Anche se per “finger food” intendiamo qualcosa di totalmente diverso, questi oggettino stanno proprio sulla punta delle dita!

Cibi in Miniatura Shay Aaron

cibi in miniatura perfettamente realistici

Il Mini-cooking, cibi in miniatura commestibili

Se anche per un attimo avete pensato: “che carini, peccato che non si possano mangiare“, eccovi accontentati.
Le miniature col FIMO a quanto pare sono già acqua passata e stanno per essere soppiantate da un nuovo trend: cibi in miniatura commestibili, cucinati con ingredienti veri!!
In Giappone infatti è scoppiata la moda del Mini-cooking, una follia inventata degli appassionati di Kawaii (tutto ciò che è piccolo, tenero e adorabile) e sono sempre più gli aspiranti chef che si cimentano nell’arte di preparare vere pietanze a misura di bambola, utilizzando ingredienti commestibili.
Difficile commentare a parole… Scoprite di più con questo video e buon appetito!

3 Maggio 2017 / / Design

Jack Storms oggetti di vetro artistici - sculture di vetro dicroico

Le sculture dicroiche di Jack Storms sono meravigliosi oggetti di vetro artistici dai mille riflessi arcobaleno, da cui è difficile staccare gli occhi

Sicuramente tuti conoscono la lavorazione del vetro di Murano, dove gli oggetti vengono realizzati mediante soffiatura della massa vetrosa surricaldata. Questa è la tecnica più usata dai maestri vetrai per realizzare vasi, lampadari e oggetti di vetro artistici ma non è l’unica tecnica di lavorazione del vetro.
Ma esiste anche una lavorazione a freddo, in cui blocchi di vetro vengono tagliati, lavorati e riassemblati per ottenere delle vere opere d’arte. E’ la tecnica utilizzata dallo scultore americano Jack Storms per realizzare le sue opere, sculture praticamente uniche nel loro genere.

Cresciuto nel New Hampshire, Jack Storms ha sempre avuto una grande passione per l’arte contemporanea e si è laureato alla Plymouth State University. Durante gli studi ha avuto l’occasione di scoprire l’arte del vetro lavorato a freddo e ha iniziato a combinare cristalli ottici trasparenti e vetri dicroici per ottenere spettacolari effetti di rifrazione della luce. Nel 2004, ha aperto StormWorks Studio, il suo laboratorio per la lavorazione del vetro in cui ha perfezionato la sua tecnica, inventando anche nuovi strumenti come un tornio a freddo per la lavorazione delle forme curve e i piccoli dettagli.

Sculture di vetro dicroico di Jack Storms

La sua arte è lenta e faticosa ma i risultati sono incredibilmente splendenti. Si rimane ipnotizzati e incantati a guardare i mille bagliori colorati che sprigionano dalle sculture di vetro di Jack Storms.
Questo spettacolare effetto di riflessi multicolori è dovuto ai vetri dicroici, vetri trattati con uno speciale rivestimento metallico che conferisce loro le capacità rifrangenti di un prisma di Newton. In questo modo il vetro separa selettivamente i colori dello spettro luminoso in base alle loro lunghezze d’onda, e la luce bianca viene scomposta in un arcobaleno di colori! Ma le parole o le foto non bastano per descrivere gli spettacolari effetti di luce che si creano attraverso il movimento, effetti che si possono apprezzare solo attraverso i video.

Un mix di arte, matematica, tecnologia… e tanto lavoro!

Dopo aver immaginato la forma, i singoli elementi di vetro dicroico vengono tagliati, puliti e laminati per creare degli specchi riflettenti. Ogni scultura ha un cuore composto da vetri dicroici capaci di rifrangere la luce nei colori dello spettro solare. Questo cuore centrale è poi racchiuso in un involucro di vetro ottico scolpito e perfettamente trasparente in grado di trasmettere tutta la bellezza dei bagliori colorati che si sprigionano dall’interno, in modo che la luce attraversandolo crei arcobaleni ipnotici di mille colori.
Ogni pezzo è diverso dall’altro ma Jack Storms rende la sua sfida ancora più dura ed eccitante inserendo un ulteriore elemento di compessità, basando il design di ogni sua scultura sulla Sequenza di Fibonacci, per trovare una connessione con la matematica bellezza della natura.

Fibonacci è noto soprattutto per la sequenza di numeri da lui individuata e conosciuta, appunto, come “Successione di Fibonacci” – 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89 … – in cui ogni termine, a parte i primi due, è la somma dei due che lo precedono. Sembra che questa sequenza sia presente in diverse forme naturali (per esempio, negli sviluppi delle spirali delle conchiglie). Una particolarità della sequenza o successione di Fibonacci è che il rapporto fra le coppie di termini successivi tende molto rapidamente al numero 1,61803…, noto con il nome di Rapporto Aureo o Sezione Aurea.

Jack Storms - Oggetti di vetro lavorazione a freddo

Jack Storms racconta la sua tecnica di lavorazione del vetro a freddo

Guardando i video della lavorazione si capisce bene quanta precisione e quanto lavoro siano necessari per questo processo artigianale completamente fatto a mano. Questi oggetti di vetro artistici sono un mix di precisione matematica, creatività, tecnologia e sudore. Il processo di realizzazione di ciascuna opera può durare fino a 24 settimane tanto che c’è una lista d’attesa di sei mesi per riuscire ad avere una delle sculture di vetro di Jack Storms.

La particolarità di questi oggetti di vetro è che ruotandoli, forme e colori cambiano in infinite combinazioni a seconda dell’incidenza della luce e gettano riflessi colorati tutt’intorno. Per la purezza delle loro forme geometriche sembrano manufatti alieni, astratti e metafisici ma al loro interno racchiudono un mondo meraviglioso da cui è difficile staccare gli occhi e ci trasportano in un’altra dimensione.
Sarà anche per questo che due sculture dicroiche di Jack Storms, “Spectrum Cube” e “Tear Drop“, sono state utilizzate nel film della Marvel I Guardiani della Galassia.

Sculture di vetro di Jack Storms: cristalli ottici e vetri dicroici combinati insieme in una lavorazione a freddo

Sculture di vetro artistico - Jack Storms

Oggetti di vetro artistico di Jack Storms

Oggetti di vetro dicroico, sculture di Jack Storms

Jack Storms - Sculture di vetro dicroico

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26 Aprile 2017 / / Design

Bruno Catalano Les Voyageurs - sculture di bronzo

Les voyageurs, le inconfondibili sculture di Bruno Catalano dai corpi incompleti, sono anime perse nella vastità del mondo, sradicate dalla loro terra, alla ricerca di un’identità

Les voyageurs” di Bruno Catalano sono sculture davvero uniche!
Si possono amare o odiare ma non possono lasciare indifferenti: queste sculture in bronzo sono quasi delle illusioni ottiche sospese nel vuoto, affascinano e spiazzano l’osservatore, lo incuriosiscono portandolo a chiedersi come possano reggersi in piedi…
L’artista trova ispirazione nella sua storia personale: Bruno Catalano è nato in Marocco nel 1960 da genitori Franco/Italiani. Con la sua famiglia, nel 1975, è costretto all’esilio e si trasferisce a Marsiglia con la speranza di una nuova vita. Dopo aver lavorato come marinaio per un lungo periodo, quando ormai ha già 30 anni si avvicina alla scultura, spinto dall’amore per le opere di Rodin, di Giacometti e di César.

Bruno Catalano "Les Voyageurs" a Marsiglia

Bruno Catalano “Les Voyageurs” a Marsiglia

I temi della migrazione e del viaggio sono molto cari a Bruno Catalano

Les voyageurs“, viaggiatori o migranti, sono più che mai attuali ai nostri giorni e incarnano il dramma di tutte quelle persone costrette a emigrare dalla propria terra. Nelle sue sculture in bronzo dipinto, l’artista trasferisce la condizione e la sofferenza di essere sradicati dalla propria terra.
I suoi personaggi sono letteralmente a pezzi, alcune parti mancanti, e i loro corpi incompleti e lacerati sono una metafora della loro condizione interiore. Hanno la nostaglia negli occhi e una valigia fra le mani. Viaggiano da soli o in coppia, vanno di fretta o meditano su una panchina alla ricerca di qualcosa, con l’espressione pensierosa.
Dove vanno? Cosa portano in valigia? Non lo sappiamo, non conosciamo il loro destino. Ma l’artista dichiara:

Nel mio lavoro, sono alla ricerca del movimento e dell’espressione dei sentimenti; faccio emergere dall’inerzia nuove forme e riesco a levigarle fino a dare loro nuova vita. Proveniente dal Marocco anche io ho viaggiato con valigie piene di ricordi che rappresento cosi spesso nei miei lavori. Non contengono solo immagini ma anche vissuto, i miei desideri: le mie origini in movimento.

Queste figure sembrano dissolversi nel vento e svanire nell’aria mentre si allontanano, lasciando intravedere quello che si lasciano alle loro spalle. La bellezza di queste opere, è nell’indurre lo spettatore a farsi delle domande, a cercare di riflettere sulle parti mancanti, a usare l’immaginazione per “completare il quadro“.

VIDEO: Bruno Catalano ci mostra il suo laboratorio e la sua tecnica come scultore

Queste originali opere d’arte vengono prima plasmate in argilla e poi realizzate con una fusione in bronzo. Il tocco finale è la verniciatura a colori che le rende ancora più realistiche nella loro “assurdità”.
Bruno Catalano ha decisamente trovato la sua personalissima forma d’espressione nel panorama della scultura contemporanea. Le sue sculture di bronzo sono richiestissime anche da gallerie e collezioni private di tutto il mondo e sono esposte in Francia, Inghilterra, Cina, Belgio, Svizzera e Stati Uniti.

Bruno Catalano sculture in bronzo dipinto

Bruno Catalano sculture di bronzo dipinto

Bruno Catalano Marsiglia "Les Voyageurs" sculture in bronzo dipinto

 

Bruno Catalano "Les Voyageurs" sculture in bronzo dipinto

6 Marzo 2017 / / Design

Sculture di Ceramica di Juliette Clovis

Con le sue sculture di ceramica, l’artista Juliette Clovis dà vita a strane creature ibride vittime di una metamorfosi in cui la natura selvaggia prende il sopravvento

Juliette Clovis è un’artista francese multidisciplinare la cui produzione artistica si concentra intorno a tre temi principali: il contrasto vita/morte e il dialogo fra tradizione e modernità e il rapporto fra l’essere umano e la natura che si esplicita in particolare nelle sue originalissime sculture di ceramica.

Dal 2015 Juliette Clovis ha iniziato a interessarsi principalmente alla scultura, trasferendo il suo studio presso la sede della Manufacture La Seynie fondata nel 1774, la più antica manifattura di porcellane francesi.  L’artista ha realizzato una serie di busti femminili creati secondo la tradizione della porcellana di Limoges, reinterpretando l’arte della ceramica in chiave contemporanea, secondo una sensibilità decisamente surrealista. Queste bellissime sculture sono pezzi unici creati a mano, di fine porcellana bianca, decorati in blu, rosso e oro e sono molto, molto particolari.

Sculture di ceramica di Juliette Clovis - Atsu Bashiri, 2016

Una bellissima scultura di ceramica di Juliette Clovis – Atsu Bashiri, 2016

Affascinata dalla bellezza della natura, in queste stranianti metamorfosi l’artista mescola gli aspetti selvaggi della natura agli aspetti selvaggi dell’animo umano. Juliette Clovis indaga l’identità femminile trasformando i suoi busti in creature ibride per metà umane e per metà pullulanti di farfalle, fiori, uccelli, rami, foglie che si moltiplicano propagandosi sul collo, sul viso, sulla testa, come fossero davvero animati da una vita propria.

Abbiamo già visto qualcosa di simile nelle fantastiche illustrazioni di Marco Mazzoni, in cui i volti femminili si fondono con una natura rigogliosa. Anche nelle sculture di ceramica di Juliette Clovis, i corpi sono invasi da elementi naturalistici che evocano una natura allo stesso tempo bellissima e inquietante, pronta in qualunque momento a reclamare il suo primato e a prendere il sopravvento sugli esseri umani.

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Juliette Clovis Sculture di ceramica - Cyanolica nana, 2016

Sculture di ceramica di Juliette Clovis – Cyanolica nana, 2016

Juliette Clovis è un’artista emergente già molto apprezzata non solo in Francia ma anche in Europa, Stati Uniti e Hong Kong. Come molti altri scultori contemporanei che si dedicano all’arte della ceramica, anche questa giovane artista ha scelto di affidarsi a un materiale tradizionale come stimolo per approfondire la sua idea di arte contemporanea, in una continua  alternanza fra storia e modernità, fra una sensibilità moderna e forme classiche.

Una curiosità: sai qual è la differenza fra ceramica e porcellana?

Keramos in greco antico significa “argilla, terra da vasaio“. Ceramica infatti è un termine generico che indica un impasto di vari composti inorganici lavorati con acqua, modellato e cotto per produrre dei manufatti.
La porcellana invece è un tipo di ceramica, la più pregiata, quella in cui la composizione presenta la più alta percentuale di caolino (45-60%), il responsabile del tipico colore bianco.
La porcellana viene cotta ad alte temperature, fra i 1300 e i 1400 °C poi decorata e cotta nuovamente.

L’arte della porcellana ha origini antichissime, era prodotta in Cina già prima dell’anno 1000 e diffusa in Corea e Giappone. Nel 1500 grazie al commercio con la Cina fu importata anche in Europa. Nei decenni successivi ci furono diversi tentativi di ricreare in Europa una porcellana dura paragonabile a qulla cinese ma solo all’inizio del 1700 si trovò a Dresda la formula a base di caolino usata ancora oggi. Con la diffusione del procedimento, sorsero le prime manifatture europee tuttora famose, come le porcellane di Capodimonte, le porcellane di Limoges o la Royal Copenhagen.

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Juliette Clovis - Sculture di ceramica - Rosa nigra, 2016

Juliette Clovis, Rosa nigra, 2016