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HAY Kitchen Market lancio italiano da Design Rupublic

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Una bellissima novità: è arrivata in Italia la collezione Kitchen Market di HAY.

Sarà in vendita in esclusiva nei due store milanesi di Design Republic (corso di Porta Ticinese 3 e Piazza del Tricolore 2), oltre che sullo shop online designrepublic.com, quindi il resto dell’Italia non si disperi.

La collezione arriva a Milano dopo essere stata presentata per la prima volta al MoMA Design Store Soho, per poi proseguire con Oslo, Parigi, Londra e Copenhagen.

L’evento del lancio Design Republic l’ha organizzato insieme a Simple Flair, “punto di riferimento per appassionati di design, millennials, professionisti del settore e lettori che ogni giorno cercano nuovi contenuti tra design, lifestyle, architettura e moda”.

Nel simple flair apartment è stata realizzata la prima parte del lancio: uno shooting fotografico e una presentazione “tra amici” per testare i vari articoli.

“Ogni prodotto attinge a degli archetipi della cucina, di quelli che si trovano nei cassetti delle nonne come in quelli degli amanti del buon design: il design che non sente il passare del tempo, che funziona e ha delle radici profonde” come racconta sul sito Simple Flair.

HAY ha reinventato pezzi della tradizione da Paesi diversi, dal Giappone all’Italia fondendo elementi diversi in un’unica collezione che include piatti, bicchieri, stoviglie, tessili, posate e spugnette.

La Kitchen Market presenta una palette di colori audaci e pastello, tonalità oro e argento, smalti con texture marmorizzate, tessili con motivi a righe e a quadretti come da nostra tradizione.La co-fondatrice e direttrice creativa di HAY Accessories, Mette Hay, si è avvalsa della competenza dello chef danese Frederik Bille Brahe per selezionare i pezzi più utili e indispensabili per le cucine di oggi.Ma le novità che hanno in serbo per noi Design Republic e Simple Flair non sono finite qui. Ci sarà un evento aperto al pubblico in perfetto italian style il primo marzo da Design Republic di Piazza Tricolore.

Se volete conoscere tutto di questa collezione non potete mancare 😉

Fonti: Simple Flair e Design Me.

 

 


 
 

Rong Bao Zhai Coffee Bookstore a Pechino

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Questa libreria a Pechino, ristrutturata ad opera di Archstudio, è l’esempio di come stanno cambiando le librerie ai tempi d’oggi. I lettori sono in calo e di conseguenza anche la vendita di libri sta diventando difficoltosa. Il progetto nasce proprio dall’esigenza di attrarre i lettori in maniera non convenzionale. Il vecchio stereotipo in cui la libreria era solamente un luogo per vendere libri viene superato dal Cofee Bookstore, dove si viene non solo per comprare, ma anche per leggere in compagnia di un buon caffè. Lo spazio ha al piano terra un cuore centrale che è proprio la caffetteria, mentre al piano superiore il cuore è racchiuso in una sala riunioni.

Il resto dell’articolo è sul sito di Libreriamo 😉

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Romantic raw

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Interiors

Mi sono resa conto con gli anni che le case che mi piacciono non sono perfette. Nel senso che non rappresentano un unico stile, ma sono il coesistere di situazioni diverse. Amo i contrasti, ciò che non sembra finito, ma che in realtà è meticolosamente studiato.

Quando mi sono imbattuta nella casa che sto per mostrarvi è stato amore a prima vista. In primis per la bellissima luce che entra in cucina e poi perché uno stile raw, che sembrerebbe una connotazione stilista più maschile, qui viene declinata al femminile grazie ai colori pastello, le carte da parati romantiche, gli specchi anni ’40/’50.

L’ingresso dal giardino è evidenziato da un cambio di pavimentazione. Potete trovare un pattern simile nella collezione Playone di DSG.

La cucina è basica e senza fronzoli ma impreziosita dalle piastrelle lucide color menta, da uno specchio e una vetrinetta.

Se vi piace il mood potete trovare piastrelle simili nella collezione Colore e Colore di Ceramica Bardelli e complementi in stile presso il Mercatino di Penelope.

Meraviglioso il contrasto che si viene a creare con il muro in mattoni.

Quest’ultimo nel soggiorno è verniciato di bianco, ma conserva lo stesso il suo carattere crudo, che fa da contraltare alla carta da parati floreale.

La parete con la finestra è dipinta di un azzurro tenue e l’essenza è decisamente eterea a differenza della parete di fronte ricoperta dalla libreria.

La libreria è la famosa String, presente in quasi tutte le stanze della casa.

Lo stesso azzurro del living lo ritroviamo nell’area studio, mentre altre carte da parati sono presenti nell’ingresso

e in camera da letto.

Qui la palette colori si estende alle tonalità del rosa, ripetuta anche nella camera della bimba e in bagno attraverso una tenda doccia un po’ fru fru, che si stacca con il resto dell’ambiente black and white.

Cosa ne dite non è bellissima?

Se vi è piaciuto questo mix, fatto di contrasti, vi suggerisco alcune aziende che possono aiutarvi a replicarne il linguaggio.

Le carte da parati floreali le potete trovare da Cole&Son o da BorasTapeter.

Colori pastello per le pareti nella collezione Emulsion matt di Wilson and Morris.

Se volete recuperare un vecchio calorifero e pitturarlo di nero o andare sopra a dei vecchi mattoni come nel living provate con Re-design di Kerakoll Design House.

Se avete bisogno di altre indicazioni scrivetemi pure qui o sui social 😉

 

Il tour completo della casa lo trovate da Decoholic.

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Tende glamour ma economiche

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Decor

Sul blog mi piace affrontare temi che sono del mio quotidiano d’architetto.

I clienti ti pongono domande relative alle loro perplessità o ai loro problemi ed è molto stimolante per me cercare di risolverli e trovare le strade corrette per accontentarli.

Uno degli argomenti più ricorrenti che il cliente mi pone è quello del costo delle tende.

In effetti è un fattore che si fa sentire sul budget della ristrutturazione o del restyling perché, oltre al tessuto, bisogna considerare che ci sono da mettere in conto i bastoni/binari e il montaggio.

Mi è stato chiesto in più occasioni come si può risparmiare, dove si possono comprare delle tende economiche. Ci sono aziende in realtà per tutti i budget e la scelta del filato influisce tantissimo sulla resa estetica e sul costo finale. Per chi non può affrontare spese elevate si possono trovare delle soluzioni che appagano sia l’occhio che il portafoglio e cercherò di mostrarvi qualche possibilità.

Premesso che chi sceglie ad esempio una tenda di lino non sbaglia mai, mi trovo concorde con chi vorrebbe un qualcosa di più particolare ed elegante.

Parto nel mostrarvi quindi una tenda di lino o di cotone a seconda della trasparenza che si vuole avere. Un modo molto sofisticato e semplice da realizzare per impreziosire la tenda è quella di aggiungere una fascia nella parte bassa. Sobria se si resta nella stessa gamma di colori, più di impatto se si va con colori forti o a contrasto.

Lo stacco di colore rende la tenda più ricercata rispetto ad una monocolore.

Ancora meglio a mio avviso quando c’è un cambio di tessuto. Accostare ad esempio il velluto a una stoffa più grezza o più leggera rende il risultato estremamente efficace.

 

Un’altra soluzione che trovo molto piacevole è quella di decorare sui bordi la tenda.

Un valido aiuto sono le passamanerie sia semplici che decorate.

Ad esempio C&C Milano ha delle tipologie molto particolari e colori che appagano qualsiasi abbinamento.

via C&C Milano

 

Si potrebbero aggiungere anche le frange, molto di moda negli ultimi anni.

Bellissime quelle di Colefax and Fowler.

Via Colefax and Fowler

O quelle meno tradizionali di Elitis. Queste ad esempio le ho fotografate nel loro showroom a Milano.

 

Altra variazione sul tema del bordo basso potrebbe essere aggiungere un motivo ricamato.

Oppure optare per una fascia superiore.

 

Secondo me basta veramente poco per creare una tenda elegante, non scontata e soprattutto a costi contenuti. Vedrete che con un po’ di fantasia le soluzioni con mancheranno 😉

Se avete altre perplessità scrivetemi nei commenti sarò felice di rispondervi.

 

Le immagini, dove non è indicato, sono tratte da Pinterst.

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Palladiana e Corrispondenza, le novità di Ceramica Bardelli

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI

Ognuno di noi fa un percorso sia scolastico che lavorativo e durante questo percorso fa degli incontri, che possono essere fugaci, fortuiti o duraturi.

Dopo la laurea in architettura, come la maggior parte dei laureati, ho fatto la gavetta in diversi studi e devo ammettere che, insieme alla mia sensibilità in materia di colori, texture e materiali, hanno contribuito a formare l’architetto che sono oggi.

Mi sono occupata di progettazione di edifici, di uffici, di showroom, ma è stato con le ristrutturazioni per i privati che ho iniziato a valutare meglio i materiali e ad apprezzarne le loro peculiarità.

Proprio nel periodo che ha dato il via alla mia indipendenza lavorativa, ho iniziato a interessarmi al mondo di Altaeco Spa. Sotto questo nome troviamo i brand che tutti conosciamo bene: Ceramiche Bardelli, Ceramica Vogue Appiani. Sono per me da sempre sinonimo di qualità e design e, ognuno con le proprie caratteristiche, capaci di interpretare la tradizione italiana in chiave contemporanea. Diversi i bei progetti in cui ho potuto giocare con gli infiniti colori di Ceramica Vogue, con i mosaici di Appiani e con le famose piastrelle Bardelli firmate da Fornasetti, Ronald van der Hilst, Ruben Toledo, Maddalena Sisto, Marcel Wanders, Nigel Coates solo per citare alcuni.

Oggi voglio soffermarmi proprio su due nuove collezioni di Ceramica Bardelli, davvero straordinarie. Anche se dissimili e ideate da due studi di design per motivi a sé stanti, le trovo estremamente legate tra loro per presenza scenica; i designer sono riusciti a creare un dialogo tra passato e futuro e un gioco sapiente di linee, che formano patterns geometrici di forte impatto.

Mi riferisco alla collezione Palladiana, opera di Studiopepe, e alla collezione Corrispondenza di Dimore Studio. Come vedete i designer tirati in causa da Ceramica Bardelli non hanno bisogno di presentazione. Sono tra gli studi milanesi (per non dire italiani ed internazionali) più interessanti e in voga da diversi anni. Il loro percorso visivo è anche un percorso emotivo, capace di prendere ispirazione dal passato per riportarlo alla luce, trasformato, reinterpretato, riattualizzato e al contempo visionario.


 

Inizio con il parlarvi della Palladiana.

Questo nome non è nuovo, visto che la palladiana o opus incertum altro non è che un tipo di pavimentazione composto da scarti di marmo o di pietre di tagli diversi e irregolari. Il suo nome deriva da Palladio che di questa tecnica ha fatto uso in molti edifici.

Studiopepe realizza la Palladiana, ma accosta materiali diversi per tipologia e natura, come pietre, gessi, cementi, tessuti e legno, li miscela sapientemente creando sfumature di colori e mezzitoni. Il gioco che si realizza interagisce con l’ambiente circostante senza prevaricarlo per esaltare, invece, le valenze estetiche dell’interior design.

Quattro le famiglie di colore: grigio chiaro,

nero antracite,

beige

e una versione policroma con tonalità pastello.

La collezione si completa con altre 3 varianti, decorate nelle tonalità grigio, nero e beige, pensate per arricchire ulteriormente la sua versatilità.

L’alfabeto cromatico sviluppato da Palladiana, grazie all’utilizzo di colori morbidi e nuance terrose, dà alla collezione un risultato finale moderno ed estremamente contemporaneo. Una gamma di colori, raffinata e perfetta, per valorizzare qualsiasi ambiente residenziale o per impreziosire pavimenti o rivestimenti di ambienti extra residenziali.
Palladiana, con i suoi abbinamenti cromatici insoliti e i suoi schemi decorativi sempre diversi, richiama quel tocco di eleganza e pregio tipico delle grandi dimore signorili italiane, che hanno contribuito a diffondere nel mondo il gusto raffinato del design italiano sin dai tempi più antichi.

 

La collezione Corrispondenza nasce da un evento fortuito, come gli incontri di cui vi parlavo all’inizio. Il designer Emiliano Salci trova un libro risalente agli anni ’30 o ’40 del secolo scorso, in cui vede fogli di lettere, di corrispondenza appunto, piegate in diversi modi. Questo gioco fatto di linee e figure geometriche ispirano la collezione, in cui l’imperfezione della manualità e dell’artigianalità crea un mondo tribale, un caleidoscopio policromo dai toni smorzati e morbidi, dove sette disegni geometrici essenziali si intersecano tra loro per suggerire la magia delle sfaccettature degli origami.

Corrispondenza, grazie allo schema geometrico e ai colori vivaci e ricercati, è una collezione ricca di dettagli capace di rendere semplice e sofisticato ogni progetto di interior design. In virtù della sua produzione manuale, ogni piastrella differisce dalle altre, divenendo unica nel suo genere e ideale complemento d’arredo, elegante e raffinato.

Adatta per essere posata a rivestimento o a pavimento, la collezione Corrispondenza è composta da sei tinte unite in abbinamento, disponibili nel formato 20×20 cm, spessore 7 mm.

 

Non so se voi avete colto tra loro quella possibilità di dialogo che io ho avvertito in entrambe le collezioni. Vi lascio però con una foto scattata da Helenio Barbetta per Elle Decor, durante il Cersaie 2017 presso lo stand Bardelli; questa immagine visivamente interpreta il mio pensiero.

via Instagram

Le foto del servizio sono state fornite da Ceramica Bardelli.


 
 

Una sera a Milano: The Doping Club

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI

Accade una sera per caso. Io e mio marito decidiamo di prenderci un po’ di tempo per noi e andare fuori a cena.

Prima però vuole portarmi in un posto. Un po’ nascosto, ma appena varco la soglia si apre un mondo gigantesco.

Entriamo al THE DOPING CLUB, all’interno di The Yard Hotel in piazza XXIV maggio a Milano.

Il grande dehors è ancora ricco di alberi natalizi appesi a testa in giù e mi sono realmente chiesta se fosse una scenografia perenne o se fosse nostalgia della festività appena passata. Ma più entravo all’interno del locale più la cosa mi sembrava coerente.

Ci sediamo in una sorta di balconata e prendiamo un drink (io analcolico, ma delizioso). Osservo meglio e tutto l’insieme, anche se pieno di situazioni diverse mi seduce e mi cattura.

Bisogna addentrasi per comprenderne però il fascino. Passando per un piccolo corridoio, dove si apre un ulteriore salottino, si accede al ristorante. Quello che mi meraviglia è lo spazio regolare e la splendida vetrata che dà sulla cucina.

Tutto il locale è decisamente old england, ma il bancone, che segue la vetrata, e dalla parte opposta la zona dedicata alla musica dal vivo sembrano sconfinare e diventare meno british, pur mantenedo il loro appeal.

Anche nell’allestire la tavola c’è cura e ricercatezza. La semplicità del candore delle tovaglie e la leggerezza degli elementi in vetro rendono protagonista il sottopiatto.

Proseguo il tour fotografando dappertutto. Penso che forse mi conviene tornare con la luce del giorno. Ma arrivo alla conclusione che il suo spirito si coglie meglio la sera e quindi proseguo e mi addentro in varie sale o zone, alcune grandi altre più intime.

Questo stile decisamente maschile, ricco di trofei sportivi, libri, divani in pelle, cuoio o velluto, tessuti in tweed o a righe riporta alla mente personaggi come Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio. E’ ricercato, originale, stiloso, per meglio descriverlo: dandy!

Il bancone del bar è meraviglioso. Qui i barman, come dei farmacisti, preparano cocktail unici, un miscuglio di droghe naturali con cui dopare gli amanti dello sport.

Sicuramente ci sono delle scelte stilistiche che possiamo riproporre in casa nostra, sia nei materiali, come ad esempio il bancone rivestito di piastrelle e la fascia della cucina con il formato rettangolare. Oppure nei complementi d’arredo.

Vi lascio un elenco di ispirazioni per chi volesse avvicinarsi a questo stile ed inserire qualche elemento in casa. Naturalmente bisogna essere degli esperti per poter mixare elementi decisi e importanti altrimenti si rischia di cadere nel kitsch. Ma si può iniziare pian piano.

 

1- piastrelle di formato rettangolare come quelle di Tonalite;

2- una serie di oggetti dal gusto maschile e crudo li potete trovare da Raw a Milano;

3- lampade dallo stile retrò come la Biba di Tato;

4- tessuti sofisticati e made in england quelli di Kirkby Design;

5- l’intramontabile divano Chesterfield da Cargo;

6- lettere e molto altro da Alt Means Old;

7- stampe vintage e in bianco e nero da YellowKorner;

8- se amate le piante e i fiori non potete non amare Offfi, e pijama che crea questi bellissimi cachepot.

 

 

 


 
 

Librerie per caratterizzare gli spazi

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Buongiorno amici,

oggi vi porto su Libreriamo, la piazza digitale per chi ama la cultura.

Vi parlerò di come si può dividere lo spazio senza ricorrere a opere murarie, ma utilizzando delle librerie.

Per leggere l’articolo completo andate qui e buona lettura 😉


 
 

SUKHI tappeti artigianali di qualità

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Non so se capita anche a voi, ma ci sono alcune cose che ti portano indietro nel tempo e ti trasmettono sensazioni già vissute, assaporate, familiari. Ciò che aziona questo rewind può essere un odore, un sapore, un oggetto che era del tuo quotidiano e lo rivedi sotto nuova forma.

A me è accaduto con i tappeti di Sukhi. Stavo cercando un tappeto per una mia cliente, che non fosse troppo delicato per via dei suoi bambini ancora piccoli, ma che fosse adatto all’ambiente colorato che avevo pensato per lei. Poi mi arriva una mail, una nuova azienda si stava presentando e il prodotto erano proprio i tappeti. Curiosa andai subito a vedere e tra le varie tipologie trovai una produzione fatta in Nepal. Osservai meglio il sito e fu subito chiaro che il Brand Sukhi proponeva prodotti di qualità, fatti a mano, ad un costo contenuto perché senza passaggi intermedi (cioè dal produttore al consumatore) e soprattutto dava un lavoro più che rispettabile ai propri dipendenti. Questo è un fattore per me fondamentale, soprattutto quando il prodotto viene realizzato in quelle parti del mondo che non vivono certamente il benessere di molti paesi europei e non. Potete leggere meglio qui la loro filosofia.

Ma torniamo a noi. Il tappeto per la mia cliente l’ho trovato, ho potuto personalizzare la dimensione e i colori, in modo che si abbinasse perfettamente all’ambiente. Ho scelto un tappeto della linea tappeti di palline, in feltro, resistente e, come voleva la cliente, che evocasse un prato fiorito.

Dopo questa premessa che vi ho voluto raccontare, per riprendere il discorso su sensazioni rievocate, inizio ad analizzare tutte le collezioni, veramente favolose e con un design che amo molto. Ad un certo punto mi imbatto sui TAPPETI INTRECCIATI in feltro e in lana. Dovete sapere che la mia infanzia è stata molto influenzata dai gusti dei miei genitori. Due persone estremamente creative, che pur avendo lavori normali, riuscivano a realizzare con le loro mani cose straordinarie. Mia mamma ad esempio è abilissima a cucire e a lavorare a maglia e quando ero bambina, se non aveva in mano i compiti di italiano da correggere aveva ago e filo o lana e ferri. Posso dire di essere cresciuta tra Dante Alighieri e gomitoli :-).

Così quando ho visto queste lavorazioni ne sono rimasta incantata. I colori di entrambe le collezioni sono basici, naturali, come la terra o la pietra. E in tutta la loro semplicità è proprio la trama ad essere la protagonista, ad affascinarmi a portarmi indietro nel tempo.

via Sukhi

via Sukhi

E non solo quelli intrecciati in lana, ma anche in feltro. Chi ha imparato a conoscermi sa che sono una bolzanina cresciuta a Siracusa. Con Bolzano ho tutt’oggi un forte legame e tra i vari materiali che fanno parte di questa città e della mia infanzia ci sono sia il legno, che il feltro. Ogni viaggio era un portarsi a casa una spilla, una borsa, anche solo un pezzo di stoffa per realizzare qualcosa di nuovo.

via Sukhi

via Sukhi

I tappeti intrecciati Sukhi sono belli da vedere, da toccare, sembrano delle coperte su cui ci si può sdraiare e coccolarsi.

via Sukhi

via Sukhi

via May Garbatella

Sono artigianali, ma rifiniti in ogni dettaglio.

via Sukhi

Adatti a qualsiasi ambiente della casa.

via Villa Kotiranta

via Keskipiste

Come avete capito adoro questa collezione, ma anche le altre hanno un sapore unico, come la gente che li realizza, come ogni oggetto nato dalle mani sapienti, attente, piene di amore e tradizione di questi popoli.

E voi, qual è il vostro Sukhi?


 
 

Idee per la mia casa

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Ormai è da tempo che io e mio marito cerchiamo casa, ma purtroppo non è facile trovare quella che rapisce il cuore ad entrambi. Io sono selettiva per il lavoro che faccio, non sapete quante bocciature ho fatto alle sue proposte, marito invece ha in mente delle caratteristiche a cui non vuole rinunciare. Una su tutte i soffitti alti. E come dirgli di no, visto che è una peculiarità che adoro!

Ecco in questa immagine si racchiude quello che lui ha in mente: soffitti alti, boiserie, parquet a lisca di pesce.

via Vogue Living

Ma nelle zone in cui abitiamo non è facile trovare un immobile che racchiuda tutte le nostre aspettative. Così ci siamo messi in testa di progettarla interamente da zero. Anzi in realtà le cose stanno così: io progetto e lui fa le veci del committente. Posso tranquillamente dire che è tra i più E S I G E N T I che abbia incontrato, ma per fortuna i suoi gusti sono vicinissimi ai miei.

Vi voglio fare vedere in questo articolo quello che ci piacerebbe, come abbiamo pensato la nostra casa.

La parte esterna non deve essere gigantesca. Ci basta avere uno sfogo per le bambine e una zona dove poterci rilassare all’aria aperta e ricevere amici. Una delle caratteristiche che amo è il dialogo tra interno e esterno. Ho ancora in mente le meravigliose ville di Frank Lloyd Wright, studiate all’università, e il poter pensare di aprire le porte finestre e far entrare in casa il giardino o vivere la casa come se fosse un immenso spazio all’aperto, mi fa sognare.

via Dar Amina

Un’altro aspetto a cui non so rinunciare è l’open space. Non mi piace separare la zona pranzo dal living. Questo perché non voglio segregarmi in cucina mentre gli ospiti conversano. Così l’ambiente unico fa proprio per me.

via Home Designing

Inoltre visto che mi piace cucinare e nello stesso tempo accogliere i miei ospiti, avere una cucina con un bancone dove possa servire degli aperitivi e un buon bicchiere di vino mentre spadello, penso che possa essere piacevole anche per chi viene a trovarci.

via The Design Chaser

In diversi progetti ho proposto ai miei clienti le pareti vetrate per separare gli ambienti. Questo ti permette di avere la sensazione dell’ambiente unico e ti dà la possibilità di sfruttare tutta la luce che arriva dalle finestre presenti.

Siccome io voglio tutto aperto, ma sono comunque innamorata delle pareti vetrate e del segno grafico che creano, ho pensato che potrebbero servirmi per dividere la zona giorno dal mio studio. Così ho la mia privacy e nello stesso tempo posso controllare cosa avviene in casa.

Se volete vedere un progetto in cui ho realizzato la parete vetrata e dove ci sono anche i bellissimi sgabelli di Hay della foto sopra, sfogliate il book Una casa anni ’20 in stile nordico.

via (my) unfinished home

Un altro elemento che può far da rimando alla parete vetrata è la scala. Questa deve sottolineare con la sua forma l’ambiente. Non mi piacciono quindi maestose e evidenti, ma leggere come un segno di matita su un foglio bianco.

via Dezeen

Per ritornare a ciò che piace al marito ci sono due cose che non possono mancare: il parquet a spina di pesce di cui vi avevo parlato prima (detto tra noi io preferisco la lisca italiana da quella francese, perché si presta di più allo stile che abbiamo in mente…);

via Leibal

e le piante, t a n t i s s i m e piante. Queste piacciono molto anche a me. Sono cresciuta in una città dalla natura rigogliosa e generosa. Mi manca tantissimo la mia casa al mare e avere la possibilità di coltivare qualcosa della mia terra anche qui sarebbe il massimo.

L’ideale sarebbe ritagliare una zona per realizzare un giardino d’inverno, una serra dentro casa 🙂

via My Rare Plant

La prossima volta vi parlerò di come vedo l’esterno della casa, sia dal punto di vista architettonico sia del giardino, con le sue forme e profumi.

Voi invece avete già la casa dei vostri sogni? Oppure come la immaginate? Lasciate dei commenti al post, mi fa sempre piacere confrontarmi con voi 😉


 
 

Fap, lo stile della ceramica

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI

Qualche giorno fa sono stata invitata a visitare la sede di Fap ceramiche a Fiorano Modenese.

Per un architetto vedere e toccare con mano ciò che fa un’azienda, conoscere da vicino la mission e quindi comprenderne l’essenza non è fondamentale solo come crescita professionale, ma da la possibilità di portare con più sicurezza il cliente verso la scelta progettuale più adatta alle sue esigenze.

La Fap, Fabbrica Artistica Piastrelle, ha fatto del design, della qualità e della tecnologia il suo core business. Del resto stiamo parlando di un’azienda made in Italy, che vuol dire eccellenza in tutto il mondo.

Il design è  in bella mostra nello splendido show room. Le collezioni che Fap offre sono tantissime, dalla più classica a quella contemporanea. Ma non fraintendetemi, quando parlo di classica non pensate a qualcosa di polveroso e obsoleto, intendo la riscoperta di materiali più vicini alla tradizione italiana, come il marmo, la pietra, interpretate per vestire le case di oggi, eclettiche, ricercate e attente all’ambiente.

La qualità e la tecnologia invece l’ho appurate durante la visita nel magazzino dove avviene la produzione. Per stare al passo con i tempi, la Fap si è dotata di professionalità di alto profilo e attrezzature all’avanguardia . Ogni cosa è meticolosamente controllata per fornire al cliente un prodotto di qualità, performante e pensato in ogni dettaglio. Inoltre tutta la filiera è rispettosa dell’ambiente, dall’uso di materiali naturali al ciclo produttivo, dove non si butta via niente.

Il mondo delle piastrelle è molto stimolante, si possono effettuare mille accostamenti, creare stili diversi, mischiarli tra loro. E da questo mix voglio partire per parlarvi di Fap. Non vi farò vedere solo quello che l’azienda propone attraverso i propri abbinamenti, ma vi mostrerò quello che io, o comunque un architetto, può fare con una vasta gamma di scelte. Naturalmente queste scelte sono innumerevoli e non possono essere racchiuse in un solo post, quindi vi mostrerò alcuni esempi, quelli che ho trovato attraenti sul momento, in poche ore di tour aziendale.

Quando presento un progetto ai miei clienti, prima di far scoprire cosa ho pensato per loro, stimolo la loro fantasia attraverso una moodboard. Partiamo con uno stile raffinato, con protagonista il marmo. Questo materiale è tornato in auge, dopo anni di silenzio. Ritenuto ingiustamente sorpassato sia dal punto di vista visivo che di prestazioni (molti ripiani delle cucine ad esempio sono adesso in corian, okite e simili) recentemente è stato ripreso e interpretato in modo diverso. Le blogger se non fanno le foto su un ripiano di marmo bianco pensano di essere out, se non si ha la cover dell’I Phone o I Pad marmorizzata non si è cool, i complementi di arredo come cuscini e copriletto effetto marmo sono un must! Il marmo ha indubbiamente un suo fascino. Quando vedo le foto di Beth Kirby di local-milk, che nella sua cucina (in marmo ovviamente) prepara piatti deliziosi, mi viene voglia di essere immersa nel suo mondo. L’ambiente è acceso dagli attrezzi da cucina e dalle pentole in rame, che sembrano costellare tutto l’ambiente.

Fap ci propone varie tipologie di marmo con la bellissima collezione Roma Diamond, dal Nero reale al Carrara, con le sue linee confuse e imperfette. E ci offre la possibilità di arricchire la piastrella con dei decori che comprendono il mosaico della stessa serie o i bellissimi listelli, come l’esempio in foto della Serie Lumina.

Molto raffinata vero?

Uno stile che a me piace molto è quello che usa il formato rettangolare stretto, tipico dei mattoncini in facciata. Se anche a voi piace lo stile metropolitano, come le location di SixGallery e Cross+Studio particolarmente in auge a Milano, sapete già di cosa sto parlando.

Le collezioni che più ricordano questo stile sono la Manhattan, Boston e Brooklyn, come l’esempio in foto.

Da veri hipster non trovate?

Non poteva certo mancare il colore. Del resto la piastrella ha questo di speciale, la vasta gamma cromatica, i decori e le fantasie. Se anche il vostro mondo è iper colorato come quello di Jessica e Fleur di prchtg (impossibile da pronunciare…), non potrete più farne a meno.

Le collezioni come Color now e Color line, hanno delle tonalità un po’ polverose, che vivacizzano l’ambiente, ma con leggerezza.

Adesso veniamo al gioco di accostamenti che mi sono divertita a fare con le piastrelle in esposizione.

Amo molto lo stile naturale, che funziona quando è imperfetto, vero nella sua apparente semplicità. Per questa moodboard ho preso spunto da Irene Berni di Valdirose, che ha fatto della naturalità uno stile di vita. Ho declinato gli abbinamenti in tre tipologie.

La prima ha come protagonista una tonalità neutra. Come le prime luci della mattina.

Qui si ritrovano la serie Boston nel color gesso, la Lumina glam finitura Net pearl e Firenze Heritage Esagono fiore.

La natura però non si può pensare priva del verde delle foglie, delle tonalità dei rami e della terra. E questo convivere è confuso, ma al tempo stesso armonioso.

Così la linea Color line, nella tonalità salvia, si abbina ai decori della linea Creta.

Infine un colore che mi infonde sempre tanta serenità.

La Firenze Heritage Esagono fiore abbinata alla Boston, alla Color line Rope colore avio, che ricorda un muro graffiato, il tutto acceso dalla Lumina glam Net pearl.

La vita in mezzo alla natura però non è mai comoda, e spesso c’è chi sceglie di perlustrarla in lungo e in largo. E’ girovaga, è gitana, come Alice e Alessandro di A Gipsy In The Kitchen.

La serie Firenze Heritage Maiolica Deco blu è perfetta.

Infine il mio amore a prima vista. Appena ho visto queste piastrelle ho detto “sono loro!

Il black & withe affascina sempre, molti interior designer ne hanno fatto una scelta stilistica e non è mai facile stare dentro a dei parametri che prevedono principalmente solo due colori diametralmente opposti. Una di queste è Amy Kim di homeyohmy. Tutto riporta al bianco e al nero e in ogni foto c’è sempre un elemento grafico dichiarato o celato, ma sempre distinguibile.

Le piastrelle della serie Maku hanno una linea di decori che presentano dei grafismi geometrici, non precisi. Come una mano che corre su un foglio con una matita, lasciando delle linee imperfette e polverose.

In foto sono abbinate alla serie Boston e alla serie Firenze Decò grey.

Ma si possono accostare anche alla serie Firenze Heritage maiolica deco antracite e alla serie Roma Atelier Calacatta imperiale.

E per dare un tocco di luce e tridimensionale alla serie Lumina white line.

Spero che questo giro tra stili diversi vi sia piaciuto e spero che qualcuno di voi si sia ritrovato in uno di essi. Io ad esempio ho amato molto la serie Roma Atelier Calacatta imperiale, perché mi ha trasportato nel mondo di 10 Corso Como, icona di moda, arte e design.

Come potete vedere con Fap le possibilità sono tante e possono essere espresse in tutte le zone della casa.

 

 

 

 


 
 




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