5 giugno 2019 / / ArchitettaMI

Oggi vorrei affrontare con voi un argomento tecnico, ma direi essenziale quando si è in procinto di costruire o ristrutturare la propria abitazione.

Lo so che quando si tocca questo argomento la vostra mente va alle soluzioni decor e al design, ma prima di scegliere le finiture, i colori e i materiali bisogna pensare agli impianti, il sistema “arterioso” del sistema casa.

Per questo oggi mi soffermerò sull’impianto elettrico e più precisamente sul sistema domotico, in continua evoluzione e in grado di fornirci dei plus che possono migliorare la qualità della vita indoor.

Analizziamo innanzitutto cos’è la Domotica:

La domotica è una disciplina che si occupa di studiare quelle tecnologie volte a perfezionare la qualità della vita in casa.

Perché bisognerebbe puntare su questa nuova tecnologia:

Essa, mettendo in contatto tutto ciò che risponde a livello elettronico:

  •  ottimizza i consumi;
  • aumenta il controllo e la sicurezza;
  • semplifica la vita producendo un maggiore comfort;
  • agevola  l’installazione e la gestione dell’impianto.

 

A differenza di un impianto tradizionale, in cui normali comandi (interruttori, regolatori etc.) non sono incapaci di interagire tra loro, il sistema domotico consente di realizzare la gestione coordinata di tutti i dispositivi.

 

Quali sono i vantaggi:

I vantaggi del vivere in una smart home vanno ben oltre quelli di un impianto tradizionale perché con un solo comando ci permette di:

  •  accendere contemporaneamente tutte le luci,
  • aprire porte e tapparelle,
  • pianificare sistemi di irrigazione automatica esterni o su balcone,
  • gestire l’impianto climatico,
  • governare i sistemi di comunicazione e sistemi di sicurezza.

 

Il tutto da remoto attraverso smartphone, tablet o pc.

Gestire le cose in modo più semplice è un grosso aiuto, risparmiare in bolletta poi è sicuramente un aspetto che interessa tutti e se mentre lo fai aiuti anche l’ambiente è sicuramente il massimo.

Ma non è da sottovalutare neanche l’aspetto sulla sicurezza. Ad esempio pensiamo ai videocitofoni. I modelli tradizionali ci permettono di vedere semplicemente  la persona che sta suonando al nostro portone.

I videocitofoni oggi in commercio, ad esempio i videocitofoni wireless di Bticino, possono invece gestire:

  • la chiamata anche quando non siamo in casa con un sistema di segreteria, quindi la persona che citofona ascolta il messaggio che abbiamo precedentemente registrato e lascia la sua comunicazione. Noi successivamente controlliamo chi ci ha cercati e ascoltiamo il motivo per cui era passato a trovarci.
  • tramite l’app possiamo aprire il portone senza dover interrompere quello che stiamo facendo;
  • abbiamo la facoltà di controllare le telecamere, anche tutte contemporaneamente per sorvegliare ad esempio la nostra villetta.

 

E tutto questo non solo dal nostro appartamento, ma soprattutto dal cellulare. Quindi possiamo essere in quel momento dall’altra parte del mondo e avere comunque sotto controllo la nostra casa.

Direi che la domotica ci sta veramente cambiando la vita e decisamente in meglio, non vedo quindi punti a sfavore. Certamente è più caro di un sistema tradizionale, ma se mettiamo insieme tutti i benefici direi che è decisamente vantaggioso.

 


 
 

 
 
 
7 marzo 2019 / / ArchitettaMI

Buongiorno amici,

nei prossimi giorni sarò alle prese con un monolocale e sto cercando delle ispirazioni per trovare soluzioni salva spazio. Ho già progettato la distribuzione interna e alcune idee le ho in mente, ma curiosare su internet è una cosa che mi piace un sacco.

Quando si ha a che fare con uno spazio piccolo bisogna osservarlo non solo in pianta, ma anche in prospetto e verificare se si può sfruttare l’altezza del locale.

Se l’altezza lo consente, soppalcando una parte dell’area di interesse, possiamo realizzare ad esempio la zona notte, verificando prima le normative comunali.

Tempo fa avevo pubblicato questo appartamento di Parigi e continuo a pensare che è veramente delizioso.

Un’altra soluzione particolare è quella di creare, attraverso una pedana, un vano per nascondere ad esempio il letto. Mi è capitato di realizzarla per il progetto della cameretta di Federico, che avete visto qui.

E se vi ricordate anche questo piccolo appartamento aveva delle soluzioni davvero carine, soprattutto lo spazio al di sotto del letto per mettere dei contenitori.

Ne è un esempio il letto sopraelevato nella cameretta di Elly, che ho pubblicato su Casa Facile.

Ma non solo la zona notte può essere risolta con soluzioni semplici e low cost. E’ soprattutto il living quello che ha bisogno di più attenzione perché è qui che passiamo gran parte delle nostra giornata.

L’area della cucina, anche se piccola, deve essere funzionale, mentre il living deve poter ospitare non solo chi la abita, ma anche eventuali ospiti.

In cucina quindi prima di tutto ordine e organizzazione e visto che i piani d’appoggio possono scarseggiare mettere un piano ulteriore che funge anche da piccolo angolo colazione è sicuramente un ottima soluzione.

Nel living la posizione del tavolo è uno dei fulcri della progettazione. In un monolocale sono le consolle ad essere protagoniste perché occupano pochissimo spazio, si aprono all’occorrenza e sono in grado di ospitare diverse persone.

Questi tavoli salva spazio con sedie a scomparsa non solo per un monolocale, ma anche in una normale abitazione possono essere la soluzione ottimale da affiancare al normale tavolo pranzo.

La zona conversazione invece può essere composta da un semplice divano e qualche pouf o poltroncine che ingombrano meno.

La progettazione su misura è la soluzione più corretta per sfruttare ogni centimetro dello casa, ma anche in commercio possiamo trovare delle soluzioni che possono aiutarci.

Vi lascio con alcuni spunti e continuo la mia ricerca di idee originali. E voi cosa ne pensate? Le soluzioni salva spazio le trovate interessanti anche in una normale abitazione?

 

 

Ulteriori immagini tratte da Pinterest.

4 febbraio 2019 / / ArchitettaMI

Antiquariato, modernariato, design e collezionismo vintage gli indiscussi marchi di fabbrica di Mercanteinfiera.

Una delle kermesse internazionali più ricche e strabilianti sta per tornare ad animare gli spazi delle Fiere di Parma. Dal 2 al 10 marzo, Mercanteinfiera aprirà i battenti ed io sarò lì insieme ad altre 3 fantastiche blogger e a migliaia di visitatori a gustarmi l’evento.

Mercanteinfiera non è solo un’esposizione, ma una vera e propria città antiquaria. Nel tempo si è conquistato il rango di uno tra i più importanti appuntamenti del settore su scala europea, più di mille espositori  esibiscono le loro preziose opere a decine di migliaia di appassionati, collezionisti e cultori della memoria.

 

I miei occhi luccicheranno davanti alle rarità esposte che abbracciano cinque secoli di storia e il mio entusiasmo salirà semplicemente alle stelle davanti alle creazioni  dei grandi maestri del design, Gio Ponti, Joe Colombo e Franco Albini  (giusto per citarne alcuni).

A Mercaneinfiera  inoltre non può mancare la moda vintage dove potrete trovare  tra l’altro le “Marlene”, le scarpe in piuma di Jimmy Choo rese celebri da Carrie Bradshow in Sex and the City, i collier di Larry Vrba monumentale firma delle sfilate di Victoria’s Secret, le famose mini-bag di Morris Moskowiz o i coloratissimi abiti da sera firmati Versace, LV, Hermés , Chanel.  I signori uomini non devono temere, però, c’è tantissimo anche per voi.  Molto vasta la sezione dedicata all’orologeria: Rolex, Audemars Piguet, Vacheron Constantin, Patek Phlippe, Hublot.

E i figli?  Questo è un viaggio che potrete fare con tutta la famiglia, ci saranno due straordinarie mostre collaterali all’interno dei Padiglioni, la prima è:

Let’s play: come giocavamo. Giochi e giocattoli della collezione Gianni Marangoni, collezione privata che abbraccia gli anni ’30 e ’60 del Novecento.  Un viaggio nella fantasia da intraprendere con i vostri bimbi, alla scoperta dell’universo ludico dei nostri genitori e dei nostri nonni.

L’altra è Storie della città di Luna. Frammenti di vita all’ombra di Roma. Realizzata in collaborazione con il Polo museale della Liguria, la mostra è un viaggio nell’antica città di Luna (oggi Luni) fondata nel 177 a.C come avamposto militare romano grazie al console Marco Emilio Lepido (uno dei triunviri cui si deve la Via Emilia).

Disegni inediti realizzati da Carlo Promis nel 1857 sugli scavi condotti sul sito a partire dal 1800, faranno da sfondo, negli spazi di Fiere di Parma, a materiali archeologici, bronzi, formelle di età augustea, come ad esempio la testa di Marte. Opere importanti finora sconosciute al grande pubblico perché collocate nei depositi del Museo di Luni.

Questa mostra permette di scoprire quegli oggetti che non vengono esposti nei musei, che restano nei depositi, ma che comunque sono importantissimi frammenti della nostra storia. E di questi oggetti “nascosti” sono ricchi non solo i musei italiani, ma quelli di tutto il mondo.

L’offerta di Mercanteinfiera è talmente vasta che ce n’è per tutti i gusti, basta staccare il biglietto e  intraprende questo fantastico viaggio. Parma vi attende! La sera, la capitale della Food Valley vi delizierà  il palato con proposte gastronomiche da gourmet e appuntamenti dedicati alla musica classica e all’arte.  Quale occasione più glam per organizzare un bel weekend!

INFORMAZIONI:

Luogo: Fiere di Parma – Viale delle Esposizioni 393/A

Data: da sabato 2 marzo a domenica 10

Orari: dalle ore 10 alle ore 19

Prezzo giornaliero: Euro 10 (intero); gratuito per ragazzi fino a 14 anni

 


 
 

 
 
 
3 dicembre 2018 / / ArchitettaMI

Qualche settimana fa è arrivato l’invito ad un workshop Ikea sulla tavola natalizia. La cosa mi stuzzicava parecchio perché la fantasia del brand in fatto di decor e soluzioni fai da te non ha eguali. Quando ho letto che l’evento era realizzato in collaborazione con Mariangela Negroni di Funky Table, la regina del Table set italiano, non ho avuto più dubbi: dovevo esserci!

Così venerdì scorso mi sono recata all’Ikea di Corsico e per circa un’ora sono stata allietata dalla pacata, ma travolgente, presentazione di Mariangela e dal profumo di cannella.

Il workshop era incentrato sulla tavola e sull’accoglienza e il mood era Natale Stile Libero. Perché la tradizione del Natale resta, ma il modo di viverlo è certamente mutato negli anni. Così questo cambiamento, rappresentato da tre proposte, si esprime fuori dalle regole, dalle consuetudini e lascia spazio all’improvvisazione.

Il tour inizia con la prima tavola chiamata Festa a sorpresa. Lo stile è quello di una cena organizzata un po’ all’ultimo minuto o dove gli ospiti hanno dato conferma alle 7 di sera. Così al tavolo principale si aggiungono tavoli di tutte le forme e grandezze recuperati da altri ambienti della casa. Lo stesso vale per le sedute: la poltroncina dell’angolo lettura diventa una comoda seduta affiancata dallo sgabello recuperato dalla cameretta.

Tra tutti questo è lo stile in cui mi sono più rispecchiata. Spesso il lavoro, le figlie e il tram tram quotidiano porta me e mio marito a decidere all’ultimo quello che faremo durante le feste. Spesso ci siamo ritrovati e chiederci “cosa facciamo a Capodanno?”. E a volte abbiamo organizzato cene in cui abbiamo mescolato diversi gruppi di amici a cui si sono aggiunti anche amici degli amici.  Nella storia è rimasta la cena in cui si è presentato Pino dei palazzi. Ve lo ricordate? Quante risate!!!

Sulla tavola invece cosa succede? Servizi differenti vengono mescolati tra loro, stoffe utilizzate al posto delle tovaglie, fiori, che non devono essere per forza natalizi, ma che nel colore ne ricordano l’atmosfera (a tal proposito andare a vedere qui il mio articolo su Casa Facile sul soggiorno natalizio) e poi un pensiero per ogni nostro ospite. Dal nome scritto con i biscotti al decoro sul piatto fatto con il colorante alimentare fino al tovagliolo personalizzato con le iniziali.

La seconda tavola era Mettersi in gioco. Per una festa informale, da fare in piedi e nel mentre tentare la fortuna con la ruota Lustigt. In palio ci potrebbe essere un piccolo dono o lo scambiarsi di posto per intraprendere una nuova conversazione. Non c’è limite alla fantasia!

Infine Riflessi Pronti, improntata sui colori oro e argento. Potrebbe sembrare quella più tradizionale, ma cosa c’è di usuale nell’usare come sotto piatto degli specchi o come centro tavola il peloso tappeto Toftlund? Una fiaba nordica fatta di metalli preziosi, superfici riflettenti e stelle luccicanti. Ma anche di fiori candidi e limoni profumati.

 

Soddisfatta della serata e con gli occhi pieni di spunti creativi mi sono congedata salutando affettuosamente Mariangela e assaggiando la dolce merenda accompagnata dalla bevanda natalizia Vintersaga (deliziosa). Naturalmente visto che mi trovavo da Ikea non ho potuto esimermi nel fare qualche shopping natalizio 😉

 

24 ottobre 2018 / / ArchitettaMI

Ciao amici ho una straordinaria notizia per voi. Si avvicina un evento che aspetto da tempo e che vedrà me, e altre tre blogger, come ambasciatrice. Vi porterò in un mondo che sembra lontano nel tempo, ma in realtà è più attuale di quanto si immagini.

In questi anni l’andata glamour del neo vintage ha fatto sì che in molti cerchino di costruirsi un’identità nel sofisticato mondo del collezionismo internazionale di antiquariato, ma poche realtà al mondo possono vantare il blasone della splendida cornice del Gotha, appuntamento immancabile per tutti gli appassionati.

Quest’anno più che mai Parma, la città che ospita questa bellissima mostra, è intenzionata a ristabilire le gerarchie  nelle agende dei principali buyer mondiali con una manifestazione che, mantenendo il suo core, strizza l’occhio al crescente interesse per la fotografia e l’arte contemporanea.

La fiera di Parma da anni è meta imprescindibile di gallerie internazionali che qui trovano la loro sede ideale per esporre al meglio un catalogo assai variegato fatto da un mix di rarità del 700 e preziosi scatti fotografici.  Dall’ 8 all’ 11 novembre si tramuterà in un affascinante crocevia di mercanti del bello con più di 1500 mq espositivi dove non sarà difficile rimanere rapiti dall’inebriante potenza espressiva di opere d’arte che attraversano 3 secoli di storia.

Un trait d’union tra i secoli, che troverà degna manifestazione nelle fiere collaterali. Tesori del 700: tre opere donate dall’Accademia di Parma, che costituisce uno dei cardini del nutrito programma espositivo, nonché un’ epica scoperta ad opera di Paolo Aquilini, Direttore del Museo della seta di Como, e il critico Roberto Borghi. I bocconiani più attenti potranno vantarsi quindi  di riconoscere l’eccellenza espressiva delle sculture di Arturo Martini (sue il leone e la leonessa che campeggiano nell’atrio del celeberrima università milanese) nell’altra manifestazione Leone e Leonessa 1935-1936. Due sculture ritrovate di Arturo Martini, in quanto gli originali erano custoditi in una villa alle porte di Lecco e per la prima volta verranno rivelati al pubblico. Valore delle opere 150.000 euro.

Insomma un concentrato di bellezza senza tempo ma anche un appuntamento per i sempre più numerosi mecenati che in tutto il mondo per diletto e senso civico si stanno avvicinando al collezionismo d’arte come segno di rinascita culturale da condividere con la collettività aprendo dimore storiche o inaugurando gallerie e musei.

Ma la Fiera non è aperta solo ad un pubblico intenditore e investitore. Il fatto straordinario è che è aperta a tutti e chissà anche voi potreste tornare a casa con un salotto firmato Giò Ponti del 1938 oppure con un barattolo porta tabacco degli anni ’20 firmato Richard-Ginori.

L’arte si mette in mostra a Parma e il Gotha lo fa nei migliori dei modi inaugurando il suo profilo IG, un profilo che vuole condividere l’arte nel senso più democratico e contemporaneo del termine.
Vi aspetto al Gotha dunque, io sarò lì alla preview del 7 novembre, con ospite d’onore il Prof. Vittorio Sgarbi, e voi che aspettate? Seguitemi in questo sogno!

23 luglio 2018 / / ArchitettaMI

Alla fine di giugno arriva una mail di CasaFacile:

tutte le blogger CF Style sono invitate ad una giornata formativa presso la sede Mondadori.

Ho paura ad aprire la mail! Io tra giugno e luglio non ci sono per qualche giorno. Mi sarebbe dispiaciuto non essere presente, l’occasione era proprio da non perdere. Inoltre sarei stata senza l’ansia di ritornare a casa dalle bambine, visto che finalmente le avevo portate in vacanza dalla nonna.

La data è per il 2 luglio alle ore 10:00… Cavolo io rientro proprio il 2 alle 8.30! Faccio un sospiro di sollievo, se l’aereo non porta ritardo posso farcela!

Il mio 2 luglio inizia così:

con una sveglia alle 3.30 del mattino, viaggio fino a Catania, dove consegno la macchina noleggiata e partenza per Milano Malpensa.

Atterro puntuale, prendo la mia macchina lasciata al parcheggio e con un viaggio, che a me sembra infinito nelle tangenziali di Milano, finalmente arrivo a Segrate per le 10. Bene ci sono… ed invece no! Il navigatore impazzisce e mi ritrovo in una stradina sterrata chiusa. Sembra che non ci sia verso, metto anche il navigatore del cellulare e mi dà la stessa indicazione. Sfiduciata lascio quel vicolo cieco e mi immetto nuovamente in strada. Finalmente arrivo nella via Mondadori, che era proprio al di là della mia strada chiusa. Con una mezzora di ritardo, e con 7 ore già trascorse (quasi una giornata lavorativa completa), entro nell’auditorium dove si tiene il corso.

La nostra responsabile Barbara affronta durante la giornata diversi temi: da come gestire wordpress alle logiche della SEO, da come modificare una foto a come renderla rintracciabile sul web. Con pochissime ore di sonno non vi nascondo che il mio cervello ha rischiato di fare cortocircuito diverse volte, ma per fortuna ci sono stati momenti in cui abbiamo potuto rifiatare un po’.

In primis durante la mattina abbiamo visitato gli uffici di CasaFacile, i luoghi dove nasce la mia rivista del cuore e le persone che la rendono tale.

La cosa più bella è che il tour era guidato proprio dalla direttrice Giusi Silighini, che ci ha spiegato come nasce, quali sono gli elementi e quali i ruoli che rendono la rivista unica nel suo genere. Ci ha annunciato anche alcune novità future, ma non sarò io a svelarvele, almeno per il momento 😉

La pausa pranzo invece ci ha dato la possibilità di scambiare due chiacchiere tra noi blogger. Mi ha fatto tantissimo piacere aver ripreso i discorsi lasciati qualche mese prima e trovare punti in comune e bellissimi affiatamenti con alcune di loro.

Il pomeriggio ci ha visto protagoniste di un entusiasmante laboratorio di styling. Divise per gruppi abbiamo creato una moodboard ispirandoci alle cucine Scavolini, sponsor dell’iniziativa. Il mio gruppo si è cimentato con il modello Favilla, che rievoca lo stile country rieletto però in chiave contemporanea. Bellissime la cappe retrò, il blocco cottura e il blocco lavabo laccati opaco effetto ghisa, le maniglie e i pomelli ricercati, i piani in marmo e il lavello monoblocco in marmo travertino o in pietra grey.Tra diverse ispirazioni abbiamo deciso di seguire lo stile della cucina accendendolo di elementi dorati, per dargli ancora più ricercatezza. Spero che piaccia!La giornata è stata intensa, ma piena di stimoli e sorrisi. A fine serata ero distrutta, ma quello che posso dirvi è che sono veramente felice di far parte di questa squadra meravigliosa.

6 giugno 2018 / / ArchitettaMI

Chi ha la fortuna di avere uno sfogo esterno, che sia un giardino, un terrazzo o semplicemente un balconcino, può ritenersi ricco e fortunato.

Non capisco invece chi non riesce a godersi questa zona della propria casa o addirittura la trascura.

Ma penso che la tendenza stia fortunatamente cambiando. Sono stata infatti contattata da una coppia che ha un terrazzo coperto di circa 15 mq. Non enorme, ma decisamente oro nelle moderna Milano ed è stato bello vedere il loro entusiasmo nel raccontarmi come immaginavano questo piccolo angolo di paradiso.

Lei aveva letto di un mio progetto di un terrazzo a Milano, l’articolo lo trovate qui, e allora ne approfitto per finire di raccontarvi quel progetto dove oltre alle fioriere, al tavolo e alle sedie, mi era stato chiesto una serie di complementi per vivere all’aperto soprattutto con i bambini.

Avendo due bimbi piccoli, di cui una appena nata, l’esigenza era quella di trovare un tappeto da esterno comodo per la piccola.

Mi sono innamorata di questo e tutto il progetto l’ho concepito come uno spazio aperto da vivere dall’alba al tramonto.

Il tappetone gioco o per pic nic di Au Maison, marchio danese di tessili d’arredamento.

Fantastici soprattutto i suoi tessuti trattati anti macchia con brevetto esclusivo, sia per interni che per esterni. Il tappeto è double fase adatto per far giocare il tuo bimbo o per usarlo in spiaggia o per un pic nic. Da una parte il tessuto è cerato, dall’altra è in cotone. Lo trovate da Bassetto Bimbi.

Un altro arredo che ho proposto è la poltrona sospesa Bonsai di Cancoon. Può essere appesa al soffitto oppure integrata con un sostegno a pavimento. I bambini sono certa che saranno entusiasti!

Hanno arricchito il progetto una serie di complementi per la tavola, il relax ed il gioco.

  1. Per il tavolo su misura sono state scelte le tovaglie cerate a metraggio di Au Maison, come il tappetone;
  2. Piatti e bicchieri in melamina di Rice. Li trovate da Gallinasmilza;
  3. Sempre di Gallinasmilza le forchette;
  4. Vicino alla zona barbecue i cesti per smistare i rifiuti di Brabantia;
  5. Per il relax la sedia a dondolo in rattan Petunia di Maison du Monde;
  6. Di Maison du Monde i cuscini per esterno;
  7. Un altro elemento per i bambini, il cavallo a dondolo Adada di Fermob, come le fioriere;
  8. La mangiatoia per uccelli di Eno Studio. La trovate da Design Republic;
  9. Infine Giravolta di Pedrali. Sembra una lanterna, ma è una lampada wireless. Il corpo illuminante racchiude la scheda led, la batteria al litio, la presa micro USB per la ricarica.

 

Cosa ne pensate? A voi è venuta voglia di arredare il terrazzo o un semplice balcone? Ci sono davvero tantissime possibilità e per tutte le tasche ;-).

18 maggio 2018 / / ArchitettaMI

Sono passati solo due giorni da quando sono rientrata dalla Toscana, ma non vedevo l’ora di parlarvene.

Sono stata in visita ad Asciano, vicino Siena, presso la Treemme, azienda italiana di rubinetterie, che ha accolto me e un bellissimo gruppo di giornalisti e blogger in occasione dei festeggiamenti per il loro 50° anniversario. Nel 1968 nasce infatti “Rubinetterie Toscane Treemme” ad opera di 3 soci fondatori: Renato Michelangioli, Armando Medina e Guido Mencarelli.

E’ straordinario conoscere da vicino realtà italiane che sono apprezzate in tutto il mondo.

La Treemme ha conseguito diversi premi: il German Design Award, il Reddot Design Award l’ADI Ceramics Design Award, il Grand Design Etico e il Design Plus Award e ultimo in ordine temporale il Compasso d’Oro ADI. C’è da sottolineare che è la prima azienda di rubinetterie a vincere questo premio.

La Treemme ha puntato sull’innovazione e sul design

ed è per questo che la crisi del 2008, che ha messo in ginocchio diverse realtà, non ha scalfito il suo successo. Anzi il fatturato e i dipendenti ad oggi sono più che raddoppiati.

E’ un’azienda che continua a migliorarsi anche a livello strutturale con la recente introduzione di nuovi impianti di verniciatura e galvanica ed il rinnovamento dell’intero comparto produttivo; in grado di soddisfare l’estetica e la funzionalità rispondendo a rigidi parametri legati alla tutela dell’ambiente e al risparmio energetico.

Ci ha aperto le porte della produzione e così abbiamo visto la materia prima dei rubinetti, i componenti e i sistemi di lavorazione. Un tour affascinante dove qualsiasi elemento, anche un rubinetto ancora non finito, appariva ai nostri occhi già perfetto così.

Oltre ad essere stati all’interno della produzione la Treemme ci ha ospitati all’interno dello showroom dove sono esposti i loro prodotti.

5 mm, design Ocostudio e ing.Castagnoli, è quella che ha portato all’azienda i maggiori riconoscimenti tra cui nel 2016 il Compasso d’Oro.



Archè_design Danilo FedeliCut_design Giancarlo Vegni22 mm_design Ocostudio e ing.Castagnoli

Moltissime le linee di Treemme degne di nota e vi invito ad andare sul sito perché sono certa che ci sarà quella più adatta a voi.

Chi ha sfogliato le stories di Instagram ha potuto vedere che questa due giorni senese non è stata solo lavoro. L’azienda ci ha fatto scoprire le bellezze nascoste di Siena e devo dire, sinceramente, siamo stati coccolati con estrema cura e attenzione. La stessa che si vede nel loro modo di lavorare e offrire il prodotto.

Da questa esperienza ne esco confortata e piena di entusiasmo. Perché il sapere che ci sono aziende italiane che riescono ancora a rimanere tali e fare la differenza sul mercato mi rende felice e ancora più orgogliosa nel pronunciare “Made in Italy“.

 

 

17 maggio 2018 / / ArchitettaMI

Finalmente ho trovato uno spazio per pubblicare sul mio sito l’articolo che ho realizzato per CasaFacile e che mi ha portato ad essere nel team.

L’articolo presentato lo trovate qui, mentre oggi vi mostrerò la prima stesura, dove ad aiutarmi c’è l’azienda C&C Milano, tessuti made in Italy rifiniti rigorosamente a mano.

Questi tessuti mi hanno trasportato nella terra dove sono cresciuta: la Sicilia. Un viaggio nell’infanzia e nella memoria. Un racconto fatto di emozioni lasciate incastonate per sempre da Siracusa, ma anche dalle bellezze vicine alla mia città.

E attraverso un viaggio immaginario voglio portare voi in questa terra.

Il tour inizia da una delle attrazioni più richieste e amate: il mare.

C’è chi lungo le coste si gode il sole, chi come me è sempre alla ricerca di tesori regalati o restituiti.

Così oltre alle conchiglie è facile trovare un ramo levigato dall’acqua o una vecchia piastrella. Le stoffe di C&C Milano fanno da sfondo. Trame più consistenti si accostano alla leggerezza del lino e alla morbidezza del velluto di seta.

I colori, i sapori e i profumi che questa terra offre sono davvero molti e per tutti i gusti. Le varie tipologie di lino richiamano vecchi tovagliati e tessuti da cucina. Il velluto di seta con decoro carciofino è perfetto.

La Sicilia è stata fulcro di diverse civiltà. La storia e il mito si sono mescolati a tal punto da creare racconti in bilico tra realtà e fantasia. Delfi, che con la sua texture rimanda alla natura greca della Sicilia, in colore nero rievoca la terra lavica dell’Etna. La roccia magmatica contrasta con il candore delle pietre calcaree dei numerosi monumenti, così come il lino nelle tonalità neutre.

Questa terra è luce e brezza marina. Grida giocose di bambini nei cortili e voci nei mercati. Finestre aperte in cerca di refrigerio, donne ai davanzali, leggerezza di panni stesi al sole. Così il lino si accosta alla lana in grammature lievi.

Spero che questo mio racconto sia l’inizio di un nuovo viaggio…

E lo è stato 😉

Oltre a C&C Milano nell’articolo sono presenti in ordine di apparizione:

  • colori di Kerakoll Design House;
  • collier, design Francesca Peratoni, ispirata al papiro dove la parte in oro è stata realizzata dal maestro orafo Roberto Banchi; la parte in ceramica realizzata dal maestro ceramista Alessio Sarri, storico ceramista di Ettore Sottsass;
  • testa di moro di Ceramiche Artistiche Carcò;
  • piastrelle di Cancian Pavimenti;
  • orecchini in oro bianco e rubino design Massimo Izzo.
10 maggio 2018 / / ArchitettaMI

Il mio articolo per Libreriamo è on line e vi parlerò del sistema Besta di Ikea per attrezzare una parete in soggiorno.

Una mia cliente vorrebbe una libreria a tutta parete, ma con dei cassetti nella parte bassa. Ciò che le ha preventivato il falegname è troppo costoso per una casa probabilmente transitoria, così le ho proposto di utilizzare questi sistemi componibili.

Nelle immagini di seguito trovate alcuni suggerimenti, l’articolo completo lo trovate qui ;-).