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Rubinetterie Treemme: design italiano

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Design

Sono passati solo due giorni da quando sono rientrata dalla Toscana, ma non vedevo l’ora di parlarvene.

Sono stata in visita ad Asciano, vicino Siena, presso la Treemme, azienda italiana di rubinetterie, che ha accolto me e un bellissimo gruppo di giornalisti e blogger in occasione dei festeggiamenti per il loro 50° anniversario. Nel 1968 nasce infatti “Rubinetterie Toscane Treemme” ad opera di 3 soci fondatori: Renato Michelangioli, Armando Medina e Guido Mencarelli.

E’ straordinario conoscere da vicino realtà italiane che sono apprezzate in tutto il mondo.

La Treemme ha conseguito diversi premi: il German Design Award, il Reddot Design Award l’ADI Ceramics Design Award, il Grand Design Etico e il Design Plus Award e ultimo in ordine temporale il Compasso d’Oro ADI. C’è da sottolineare che è la prima azienda di rubinetterie a vincere questo premio.

La Treemme ha puntato sull’innovazione e sul design

ed è per questo che la crisi del 2008, che ha messo in ginocchio diverse realtà, non ha scalfito il suo successo. Anzi il fatturato e i dipendenti ad oggi sono più che raddoppiati.

E’ un’azienda che continua a migliorarsi anche a livello strutturale con la recente introduzione di nuovi impianti di verniciatura e galvanica ed il rinnovamento dell’intero comparto produttivo; in grado di soddisfare l’estetica e la funzionalità rispondendo a rigidi parametri legati alla tutela dell’ambiente e al risparmio energetico.

Ci ha aperto le porte della produzione e così abbiamo visto la materia prima dei rubinetti, i componenti e i sistemi di lavorazione. Un tour affascinante dove qualsiasi elemento, anche un rubinetto ancora non finito, appariva ai nostri occhi già perfetto così.

Oltre ad essere stati all’interno della produzione la Treemme ci ha ospitati all’interno dello showroom dove sono esposti i loro prodotti.

5 mm, design Ocostudio e ing.Castagnoli, è quella che ha portato all’azienda i maggiori riconoscimenti tra cui nel 2016 il Compasso d’Oro.



Archè_design Danilo FedeliCut_design Giancarlo Vegni22 mm_design Ocostudio e ing.Castagnoli

Moltissime le linee di Treemme degne di nota e vi invito ad andare sul sito perché sono certa che ci sarà quella più adatta a voi.

Chi ha sfogliato le stories di Instagram ha potuto vedere che questa due giorni senese non è stata solo lavoro. L’azienda ci ha fatto scoprire le bellezze nascoste di Siena e devo dire, sinceramente, siamo stati coccolati con estrema cura e attenzione. La stessa che si vede nel loro modo di lavorare e offrire il prodotto.

Da questa esperienza ne esco confortata e piena di entusiasmo. Perché il sapere che ci sono aziende italiane che riescono ancora a rimanere tali e fare la differenza sul mercato mi rende felice e ancora più orgogliosa nel pronunciare “Made in Italy“.

 

 

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Il mio articolo per CasaFacile: Ordito siciliano

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Design

Finalmente ho trovato uno spazio per pubblicare sul mio sito l’articolo che ho realizzato per CasaFacile e che mi ha portato ad essere nel team.

L’articolo presentato lo trovate qui, mentre oggi vi mostrerò la prima stesura, dove ad aiutarmi c’è l’azienda C&C Milano, tessuti made in Italy rifiniti rigorosamente a mano.

Questi tessuti mi hanno trasportato nella terra dove sono cresciuta: la Sicilia. Un viaggio nell’infanzia e nella memoria. Un racconto fatto di emozioni lasciate incastonate per sempre da Siracusa, ma anche dalle bellezze vicine alla mia città.

E attraverso un viaggio immaginario voglio portare voi in questa terra.

Il tour inizia da una delle attrazioni più richieste e amate: il mare.

C’è chi lungo le coste si gode il sole, chi come me è sempre alla ricerca di tesori regalati o restituiti.

Così oltre alle conchiglie è facile trovare un ramo levigato dall’acqua o una vecchia piastrella. Le stoffe di C&C Milano fanno da sfondo. Trame più consistenti si accostano alla leggerezza del lino e alla morbidezza del velluto di seta.

I colori, i sapori e i profumi che questa terra offre sono davvero molti e per tutti i gusti. Le varie tipologie di lino richiamano vecchi tovagliati e tessuti da cucina. Il velluto di seta con decoro carciofino è perfetto.

La Sicilia è stata fulcro di diverse civiltà. La storia e il mito si sono mescolati a tal punto da creare racconti in bilico tra realtà e fantasia. Delfi, che con la sua texture rimanda alla natura greca della Sicilia, in colore nero rievoca la terra lavica dell’Etna. La roccia magmatica contrasta con il candore delle pietre calcaree dei numerosi monumenti, così come il lino nelle tonalità neutre.

Questa terra è luce e brezza marina. Grida giocose di bambini nei cortili e voci nei mercati. Finestre aperte in cerca di refrigerio, donne ai davanzali, leggerezza di panni stesi al sole. Così il lino si accosta alla lana in grammature lievi.

Spero che questo mio racconto sia l’inizio di un nuovo viaggio…

E lo è stato 😉

Oltre a C&C Milano nell’articolo sono presenti in ordine di apparizione:

  • colori di Kerakoll Design House;
  • collier, design Francesca Peratoni, ispirata al papiro dove la parte in oro è stata realizzata dal maestro orafo Roberto Banchi; la parte in ceramica realizzata dal maestro ceramista Alessio Sarri, storico ceramista di Ettore Sottsass;
  • testa di moro di Ceramiche Artistiche Carcò;
  • piastrelle di Cancian Pavimenti;
  • orecchini in oro bianco e rubino design Massimo Izzo.
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Ikea Besta protagonista in soggiorno

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Idee

Il mio articolo per Libreriamo è on line e vi parlerò del sistema Besta di Ikea per attrezzare una parete in soggiorno.

Una mia cliente vorrebbe una libreria a tutta parete, ma con dei cassetti nella parte bassa. Ciò che le ha preventivato il falegname è troppo costoso per una casa probabilmente transitoria, così le ho proposto di utilizzare questi sistemi componibili.

Nelle immagini di seguito trovate alcuni suggerimenti, l’articolo completo lo trovate qui ;-).

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Living a colori

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Idee

L’uso del colore non è una scelta facile. Ci sono tante motivazioni che possono spingere un architetto a dare risalto agli ambienti attraverso delle pitture caratterizzanti o carte da parati o mediante arredi.

Sicuramente ci deve essere la propensione del cliente, altrimenti lo spazio non viene vissuto con serenità. Un altro aspetto fondamentale è la luce. Scegliere colori forti o scuri per un ambiente poco lumioso rischia di creare un’atmosfera cupa e poco vibrante. Anche se l’eccezione è sempre dietro l’angolo.

Quando mi sono imbattuta in quest’appartamento in Olanda mi ha subito colpito non solo per la varietà dei colori, ma proprio per gli accostamenti usati a parete: audaci, insoliti, spenti.

Ma scorrendo le immagini trovavo che questi stavano benissimo sia con arredi chiari e moderni, come la cucina, sia con elementi in legno, come il pianoforte, con il nero del tavolo, ma anche super colorati come cuscini e sedie. Il parquet chiaro, insieme ad alcune pareti bianche ed alla luce che entra dalle grandi finestre, rende l’atmosfera luminosa e rilassante.

La cucina la trovo meravigliosa abbinata a questa tonalità di verde tendente al tortora.

 

Io trovo che gli accostamenti siano ben riusciti. L’aria bohémien rende ancora più speciale questo progetto.

Cosa ne pensate? Lasciate un commento qui o sui profili social 😉

Progetto realizzato da Form Makers.

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Il mood che piace a me

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Interiors

Qualche volta riesco mi impongo di ritagliare uno spazio per me, per cercare ispirazioni per la nostra futura casa. Mi piace vedere quello che c’è di nuovo e mi entusiasmo per certe case davvero originali, ma poi, devo essere sincera, ricado sempre su una tipologia. Il lavoro mi porta ad avere sotto gli occhi le novità del mondo dell’interior, ma mi rendo conto che non riesco ad allontanarmi da un certo tipo di mood.

Sarà perché nonostante io faccia case per gli altri, che comunque non si allontanano mai dal mio gusto pur seguendo l’indole dei clienti, e sperimentando finiture e materiali, resto ben salda sulle mie idee perché quelle sono la vera me.

E così spazio che andrò a disegnare sarà certamente come un abito cucito addosso, su di me, ma anche sulla mia famiglia.

Voglio farvi vedere le immagini della casa di Anna Kubel. Molte atmosfere sono affini al mio gusto e staranno benissimo con l’idea di parquet che ho in mente e con la mia cucina.

L’ambiente, in cui andrò a vivere, avrà le pareti con una superficie molto naturale

In cucina mi piacerebbe una vetrinetta antica, come quelle che ho a Siracusa di mia nonna, ma da trasformare in stile più contemporaneo.

Adoro le boiserie e di conseguenza le porte e la libreria avranno più o meno questo stile

Non ci posso fare niente! Possono realizzare le piastrelle più particolari al mondo, ma il fascino che ha su di me la piastrella bianca non ha eguali. Qui è quadrata, io preferisco il formato rettangolare, ma la trovo comunque splendida. E con il muro un po’ mosso fa il suo effetto!

Sicuramente non mancheranno la carte da parati, da mettere certamente in camera delle bimbe e poi in altre zone della casa.

Infine i colori. Mi piacciono polverosi, tenui, gradazioni di azzurro e di verde che tendono al grigio.

Un tocco di rosa rende tutto più fresco e raffinato.

Del rattan non guasta mai…

Ed infine piante dentro e fuori sui terrazzi.

Cosa ne dite, ho reso l’idea? Vi piace? Io mi sento già a casa 😉

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Grundig e lo chef Massimo Bottura insieme contro lo spreco alimentare

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Interiors

Questo Salone del Mobile è stato decisamente particolare. Tante le novità, le notizie inaspettate e anche insolite.

Certamente tra queste c’è l’annuncio dato da Grundig e l’intervista a Massimo Bottura, Chef di fama internazionale e fondatore di Food for Soul.

Grundig è un marchio rinomato nel settore dell’elettronica di consumo che ha allargato il proprio portfolio al mondo degli elettrodomestici. Grazie a costanti investimenti in tecnologia e innovazione, sta conseguendo una crescita importante a livello globale. Sostenibilità ed efficienza delle risorse sono le aree chiave su cui il brand si concentra. La sua gamma di elettrodomestici, fa dell’eco-sostenibilità un punto di forza e riflette i valori a cui si ispira il marchio: alta qualità, facilità d’uso e design esclusivo.

Massimo Bottura ha consolidato la sua figura culinaria come una delle più creative al mondo, e ha contribuito così ad aprire la strada per la nuova generazione di chef italiani. L’Osteria Francescana, il suo rinomato ristorante a tre stelle Michelin, è attualmente al secondo posto nella lista dei World’s 50 Best Restaurants. Accanto alla re-interpretazione iconoclastica della cucina italiana proposta all’Osteria Francescana, vi è il secondo ristorante di Bottura, Franceschetta58, un’osteria contemporanea che lavora con materia prima d’eccellenza in un’atmosfera conviviale. Recentemente, Massimo si è reso noto per aver rivolto la sua creatività a problematiche sociali su ampia scala, coinvolgendo il pubblico in progetti comunitari volti a riportare un senso di dignità in tavola. Durante ExpoMilano 2015, ha costruito il Refettorio Ambrosiano, una mensa per poveri in un teatro abbandonato, e ha portato 60 chef internazionali a cucinare gli avanzi dei padiglioni. Il suo impegno è stato ampiamente riconosciuto, e nel Gennaio del 2016 è stato premiato come Chef Europeo dell’Anno da Madrid Fusion.

All’inizio del 2016, Massimo ha fondato l’associazione no-profit Food for Soul per continuare a combattere lo spreco alimentare attraverso progetti comunitari in tutto il mondo.

Durante l’evento Respect Food di Grundig, a sostegno dell’associazione non-profit Food for Soul, Grundig ha annunciato l’accordo di Brand Ambassadorship con Massimo Bottura. Impegnata nella lotta contro lo spreco alimentare e l’isolamento sociale, Food for Soul mira a rafforzare le comunità di tutto il mondo attraverso la creazione di Refettori e progetti comunitari. Nel nuovo ruolo di ambasciatore ufficiale del marchio Grundig, Bottura lavorerà a stretto contatto con l’azienda. Questa partnership ha lo scopo di sviluppare nuovi prodotti per ogni ambito domestico, dagli elettrodomestici all’elettronica di consumo, favoriti anche dalla passione e dalla cultura di Bottura per la musica e l’arte. I nuovi prodotti saranno lanciati durante il corso dell’anno e si distingueranno per alta qualità, innovazione tecnologica e design raffinato.

Grundig è stata una delle prime aziende a supportare Food for Soul sin dalla sua nascita.

Tutti dovrebbero rispettare le risorse alimentari disponibili per poter gustare il cibo responsabilmente: questo è il motivo per cui Grundig si impegna a progettare prodotti con tecnologie innovative, in grado di estendere la durata di conservazione del cibo garantendo allo stesso tempo un minore spreco di risorse“.

Questa introduzione è stata doverosa per farvi meglio conoscere chi è il marchio, chi lo chef e cos’è l’associazione. Da qui le mie domande a Massimo Bottura.

Sprecare cibo è sprecare vita. Da dove inizia l’educazione alimentare?

M.B. “Inizia da bambini. Per me è iniziata da sotto al tavolo, quando mia nonna tirava la pasta e la farina cadeva sotto. Il tortellino crudo che rubavi da sotto al tavolo resterà sempre il piatto della tua memoria. Quando tu nasci all’interno di una cucina, la cucina rimarrà sempre nel tuo dna. Io nei miei muscoli ho il Parmigiano Reggiano e nelle mie vene scorre l’aceto balsamico”.

I refettori non sono progetti di beneficienza, ma culturali. Cosa insegna Foof for Soul?

M.B. “Insegna a non sprecare, a trasferire la conoscenza dei cuochi, che hanno una grande visione e creatività, ai volontari. Che a loro volta comunicano al mondo che la lotta allo spreco è una questione mentale, qualcosa di culturale. In questo modo rendi visibile l’invisibile. La beneficienza è un’altra cosa. La fai in silenzio, in privato. La beneficienza qui invece la fanno i volontari che sono dentro i refettori e sono i veri eroi di questo progetto”.

Affrontiamo il problema dell’isolamento sociale. Il refettorio di Parigi, situato nella cripta della chiesa della Madeleine, un simbolo storico nel cuore della città, “offre un pasto caldo e un sorriso, li tratterà con progetti infusi di design e bellezza”. Ci spieghi meglio.

M.B. “Gli architetti hanno fatto un lavoro straordinario, hanno portato la luce all’interno di queste cripte. Il lugo è diventato un posto magico”.

Quello che lei fa a livello sociale è straordinario. Cosa deve fare il design per essere da supporto a questo cambiamento?

M.B. “Il design lo sta già facendo. I fratelli Campana, Fabio Novembre, Piero Lissoni, tutti sono parte di questo progetto. Quindi il design, l’arte e l’architettura stanno già partecipando al cambiamento. Come diceva Camus (Albert Camus) “la bellezza non fa la rivoluzione, ma la rivoluzione un giorno avrà bisogno della bellezza“.

Lei è un amante dell’arte e del design. Qual è il suo oggetto di design preferito?

M.B. “I tavoli che hanno realizzato gli architetti per il refettorio di Milano, sono già un oggetto straordinario. Ma anche la nuova cucina di Grundig, con la possibilità di collegare sul piano di cottura la radio per me è un’idea grandiosa. Io così unisco due mie grandi passioni nello stesso momento”.

I tavoli realizzati per il refettorioAmbriosiano sono stati prodotti in serie limitata dall’azienda Riva1920 ed hanno contribuito al progetto Mario Bellini, Pierluigi Cerri con Philippe Casens, Aldo Cibic, Antonio Citterio, Michele De Lucchi, Terry Dwan, Giulio Iacchetti, Piero Lissoni, Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Franco e Matteo Origoni, Italo Rota, Patricia Urquiola.

Per Massimo Bottura la cucina oggi deve essere etica ed estetica. La tecnologia ha un ruolo importantissimo in questo cambiamento, grazie a lei si può andare avanti contro la lotta allo spreco, cercando nuove strade. Come ad esempio la app che ti informa quale cibo c’è da consumare per prima nel tuo frigorifero e ti suggerisce la ricetta.

Ha ragione Bottura quando dice che è una questione culturale. A casa nel nostro piccolo cerchiamo di attuare questi accorgimenti e di insegnare alle nostre figlie a non sprecare e a dare valore a quello che mangiamo.

Bello sapere che c’è gente grande che porta avanti come una bandiera questo pensiero. Grazie di cuore.

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Inizia una nuova avventura con CasaFacile

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI

Gli amanti di CasaFacile lo sanno già perché lunedì 16 aprile è stato dato l’annuncio ufficiale sui social. E’ nato un nuovo team Blogger CF Style, che rende più corposo quello già esistente.

E tra questi ci sono anch’io :-).

Il 18 ci siamo incontrati al Design Lab di CasaFacile dove è stato dato l’annuncio ufficiale e che ha dato modo di conoscerci dal vivo, visto che proveniamo da diverse parti d’Italia e non solo.

Abbiamo trascorso una bellissima mattinata in una location arredata con gusto e stile, del resto CF non sbaglia mai!

Nei prossimi giorni vi mostrerò come è nato l’articolo per il concorso di CasaFacile. Per ora vi rimando al link dove potete vedere il mio profilo e l’articolo stesso ;-).

A presto!

Hanno contribuito a realizzare questo bellissimo evento:

EDISON

BOSCH

SCAVOLINI

GABEL

GERFLOR

LONDONART

NOVACOLOR

PHOTOSI

SLAMP

TESCOMA

TWILS

CAFFE’ VERGNANO

BIONIKE

BOTTEGAVERDE

 

 

 


 
 

Quello che vedrò al Salone e Fuorisalone 2018

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Design

Questo per me sarà un Salone del Mobile speciale.

Se avete visto sui social da oggi faccio parte del team Blogger CasaFacile Style. E’ una notizia che ho atteso con ansia e trepidazione e finalmente è arrivata! L’emozione è tanta come lo è la voglia di intraprendere questa nuova avventura! Potete leggere l’articolo dell’annuncio sul sito di CasaFacile e il mio profilo e l’articolo del concorso qui.

Così il giorno 18 mi troverete, insieme alle altre/i meravigliose/i blogger al Design Lab in piazza Alvar Aalto. L’evento è riservato al team, ma potete seguire tutto via Facebook sulla pagina di CasaFacile.

Dopo questa notizia non sono riuscita a organizzare con precisione il mio tour per il Fuori Salone, perché non so se ci saranno ulteriori novità, ma alcune cose non vorrei proprio mancarle. Quindi di seguito quello che mi concederò in questa settimana.

Lo so che ormai sarete stufi di sentir parlare del Salone del Mobile e del Fuorisalone, ma capiteci, questo è un evento unico per noi del settore e per gli amanti del design. E’ una vetrina sul mondo dell’interior, una fucina di idee, creatività al servizio della collettività.

Non voglio in questo articolo ricordarvi tutti gli eventi in programma, penso che ormai li saprete a memoria. Vi voglio solo menzionare quello che io spero di vedere (spero perché nel frattempo devo portare avanti i miei lavori d’architetto) e ciò per cui ho deciso di dedicare le energie e il pochissimo tempo che avrò a disposizione.

Partiamo dal Salone del Mobile. Non posso perdere EuroCucina con FTK -Technology For the Kitchen, e il Salone Internazionale del Bagno, visto che vengono presentati ogni due anni. Credo che mi concentrerò in queste due zone e il 19 se avete voglia di seguirmi ci sarà un evento con Massimo Bottura presso lo stand Grundig.

Per il Fuorisalone invece le mie mete saranno principalmente la zona Tortona perché quest’anno più che mai sembra promettere cose straordianarie.

“Superdesignshow” al Superstudio.

Tanti i motivi per andarci: la mostra “Nendo: forms of movement”;

Superloft

un’abitazione dal carattere internazionale;

“Design in the Age of Experience”

Dassault Systèmes ha lanciato la sfida a Kengo Kuma and Associates per creare un progetto di soluzioni di design che massimizzino l’utilizzo di sistemi esistenti per la neutralizzazione dell’inquinamento.

Questi solo per citare alcuni.

“Norvegian presence”

presso l’Opificio 31 in cui verranno espresse le ultime tendenze del design nordico.

“Design Experience”

Da Archiproducts, in via Tortona 33, vivrete la  dove verranno accolte le collezioni di 70 brand internazionali.

Il design fa parte della mia vita quotidiana, ma il mio pensiero non è rivolto solo al mondo dell’interior.

Negli ultimi anni abbiamo visto la tendenza green di riempire le nostre case e i balconi, anche piccoli, di piante meravigliose. E’ una tendenza di cui ho parlato tempo fa qui, una necessità dell’uomo di ritornare alla natura e riappropriarsene. Così adesso voglio vedere lo stesso desiderio rivolto alle nostre città. Per questo meritano soprattutto questi 3 progetti:

“Living Nature”

La natura dell’abitare, davanti al Palazzo Reale, “… sviluppato insieme allo studio internazionale di design e innovazione Carlo Ratti Associati (CRA). In un unico ambiente di 500 mq, concepito con criteri di risparmio energetico, verranno racchiusi quattro microcosmi naturali e climatici che permetteranno alle quattro stagioni dell’anno di coesistere nello stesso momento, l’una accanto all’altra. I visitatori potranno immergersi nella natura e viverne i cambiamenti attraversando le quattro aree: Inverno, Primavera, Estate e Autunno”.

Assolutamente imperdibile!

“AgrAir”

in piazza Castello. Il progetto di Piuarch, che si sviluppa in parallelo e con i medesimi requisiti anche sull’orto della sede dello studio (via Palermo 1, Brera, Milano), nasce con l’idea di illustrare quei valori capaci di promuovere, nella loro reciproca interazione, la qualità ambientale: leggerezza, luminosità, consumo attento delle risorse ed economicità, dissoluzione dei confini tra interni ed esterni, tra spazi artificiali e naturali, recupero del verde e dell’agricoltura nel tessuto consolidato.

“MI – ORTO”

è un progetto di agricoltura urbana fuori-suolo per Piazza XXV Aprile voluto da Eataly Smeraldo e ideato da Liveinslums Ong, con il patrocinio del Comune di Milano Municipio 1. Un orto in pieno centro città per avvicinare la popolazione alle colture, al rispetto della città, per creare spazi verdi e migliorare la qualità della vita. Tutto attraverso laboratori, conferenze, letture dedicate all’orticoltura fuori suolo.

Se riuscirò cercherò di fare molto altro e lo potete vedere sui miei social e su instagram stories. Vi aspetto 😉

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Tenoha un angolo di Giappone a Milano

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI, Design

In una delle zone più vitali di Milano sorge Tenoha, un nuovo concept store giapponese. Ce ne sono solo due al mondo, uno in Giappone e un altro adesso a Milano, nella capitale mondiale del design.

A pochi giorni dal via del Salone Internazionale del Mobile, Tenoha ha inaugurato il 4 aprile il suo spazio polivalente. Uno shop; un ristornate con cucina che mixa la tradizione giapponese con la cultura degli aperitivi milanese; un coworking e un’area “Discover” dove inventare situazioni sempre nuove.

Come è raccontato anche sul sito “In giapponese “te” significa mani mentre “ha” significa foglie. TENOHA, quindi, è un progetto che tende le mani a chi si lascia coinvolgere, dare vita a nuove sinergie e possibilità di interazione”.

Il giorno dell’inaugurazione ero lì e sono rimasta affascinata dall’eleganza giapponese sia nella scelta degli articoli presenti nello store, sia in quella degli arredi minimal per il resto degli spazi, ad opera dello studio Park Associati.

Ciò che si respira è essenziale, equilibrato e infonde un senso di pace e armonia.

Un luogo da non perdere per chi ama la cultura giapponese in via Vigevano 18 a Milano!

 

 

 

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Una scala libreria

Pubblicato da blog ospite in ArchitettaMI

Buongiorno amici,

come sapete collaboro con Libreriamo e nella loro rubrica tratto temi legati al design per gli amanti dei libri. Nell’articolo di oggi vi parlerò di scale, non solo come luogo di passaggio , ma piuttosto come luogo di sosta per leggere un bel libro.

Per l’articolo completo link qui.


 
 




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