27 Marzo 2020 / / Design

Con la stampa 3D la startup bresciana Isinnova salva la vita a centinaia di persone

Il primo passo è stato quello di stampare in 3D 100 valvole per respiratori, ora prendono le maschere da sub in vendita da Decathlon, lavorano sul boccaglio, stampano in 3D alcuni pezzi e le trasformano in maschere respiratorie d’emergenza. In questo modo Isinnova salva moltissime persone contagiate da Covid-19 affette da gravi problemi respiratori.

 “E’ nei momenti di crisi che sorge l’inventiva”, diceva Albert Einstein. E questo Isinnova lo sa molto bene! Una realtà, quella fondata da Cristian Fracassi e Alvise Mori nel 2015, che in soli cinque anni dalla sua nascita ha già offerto i suoi servizi ad oltre 350 inventori, realizzando 80 progetti.

Ecco i dettagli del progetto raccontato da Isinnova

Nei giorni scorsi siamo stati contattati da un ex primario dell’Ospedale di Gardone Valtrompia, il Dott. Renato Favero, che è venuto a conoscenza di Isinnova tramite un medico dell’Ospedale di Chiari, struttura per la quale stavamo realizzando con stampa 3d le valvole d’emergenza per respiratori. Il Dottor Favero ha condiviso con noi un’idea per far fronte alla possibile penuria di maschere C-PAP ospedaliere per terapia sub-intensiva, che sta emergendo come concreata problematica legata alla diffusione del Covid-19: si tratta della costruzione di una maschera respiratoria d’emergenza riadattando una maschera da snorkeling già in commercio.

Abbiamo analizzato la proposta assieme all’inventore (il Dott. Favero). Abbiamo contattato in breve tempo Decathlon, in quanto ideatore, produttore e distributore della maschera Easybreath da snorkeling. L’azienda si è resa immediatamente disponibile a collaborare fornendo il disegno CAD della maschera che avevamo individuato. Il prodotto è stato smontato, studiato e sono state valutate le modifiche da fare. È stato poi disegnato il nuovo componente per il raccordo al respiratore, che abbiamo chiamato valvola Charlotte, e che abbiamo stampato in breve tempo tramite stampa 3d. Il prototipo nel suo insieme è stato testato su un nostro collega direttamente all’Ospedale di Chiari, agganciandolo al corpo del respiratore, e si è dimostrato correttamente funzionante. L’ospedale stesso è rimasto entusiasta dell’idea e ha deciso di provare il dispositivo su un paziente in stato di necessità. Il collaudo è andato a buon fine.

Ribadiamo che l’idea si rivolge a strutture sanitarie e vuole aiutare a realizzare un maschera d’emergenza nel caso di una conclamata situazione di difficoltà nel reperimento di fornitura sanitaria ufficiale, solitamente impiegata. Né la maschera né il raccordo valvolare sono certificati e il loro impiego è subordinato a una situazione di cogente necessità. L’uso da parte del paziente è subordinato all’accettazione dell’utilizzo di un dispositivo biomedicale non certificato, tramite dichiarazione firmata.

Stante la bontà del progetto, abbiamo deciso di brevettare in urgenza la valvola di raccordo, per impedire eventuali speculazioni sul prezzo del componente. Chiariamo che il brevetto rimarrà ad uso libero perché è nostra intenzione che tutti gli ospedali in stato di necessità possano usufruirne.”

Isinnova ha deciso di condividere liberamente il file per la realizzazione del raccordo in stampa 3d. A differenza della valvola dei respiratori, si tratta di un raccordo di facile realizzazione, quindi è possibile per tutti makers provare a stamparlo. Le strutture sanitarie in difficoltà potranno acquistare la maschera Decathlon e accordarsi con stampatori 3d che realizzino il pezzo e possano fornirlo.

Non resta che dire GRAZIE a tutto il team di Isinnova!

Per informazioni e contatti www.isinnova.it

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27 Marzo 2020 / / Design

Saper stupire con prodotti esclusivi di straordinaria eleganza e ricercatezza è da sempre nel DNA di Ritmonio che arricchisce la propria offerta di rubinetteria con nuove suggestive finiture di design, ricercate e senza tempo.

La ricerca stilistica dell’Azienda – sinonimo di eccellenza del design made in Italy nel mondo –  e l’attenzione alle esigenze di un mercato dell’home decor sempre più internazionale, l’hanno portata a varcare nuovi orizzonti e a proporre interpretazioni inedite dello spazio bath & shower.

Una storia di “straordinaria” bellezza, che riflette l’evoluzione del bagno all’interno delle abitazioni – in passato inteso come uno spazio esclusivamente di servizio – in un ambiente completo per il relax e il benessere tout court.

Ritmonio arricchirà la propria offerta con nuove finiture preziose e inedite, dal design ricercato e senza tempo. Se fino a pochi anni fa il classico ottone cromato era una scelta quasi scontata per i rubinetti, oggi il colore e la finitura definiscono l’ambiente bagno. La rubinetteria si abbina dunque alle scelte cromatiche dell’intero progetto d’interni e diventa elemento d’arredo coordinato, la cui scelta si rivela fondamentale per il risultato estetico finale.

La Finishes Selection di Ritmonio si compone, oltre alle finiture già presenti nella gamma attualmente disponibile, di sei nuove cromie: oro rosa lucido, spazzolato e satinato; bronzo scuro spazzolato; cromo nero satinato e champagne satinato. Sedici le finiture così disponibili, ottenute con lavorazioni speciali in impianti di nuova generazione a basso impatto ambientale e tecnologicamente all’avanguardia, che andranno a impreziosire le serie Glitter, Pois, Haptic, Taormina, Reverso e Diametro35, dando vita a innumerevoli configurazioni possibili.

Le “selezioni” Ritmonio sono pensate e progettate per dialogare con forme architettoniche, gusto personale ed esigenze funzionali, in una costante ricerca estetica e tecnologica. Questo ampliamento della gamma finiture rende l’Azienda un partner ancora più strategico per tutti coloro che desiderano un ambiente bagno fortemente distintivo e di carattere, dove il dettaglio diventa protagonista.

Per maggiori informazioni www.ritmonio.it

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22 Marzo 2020 / / Design

Sul mare del nord della Danimarca, ad Alborg, nel 1925 viene costruito uno tra i primi hotel interamente in legno. Svinkløv Badehotel diventa ben presto una meta amata e popolare tra gli abitanti di Copenaghen...
10 Marzo 2020 / / Design

Mi Casita Preschool and Cultural Center di Brooklyn

Barker Associates Architecture Office e 4 | Mativ Design Studio sono gli autori del progetto Mi Casita Preschool and Cultural Center, la nuova scuola materna bilingue e centro culturale di Brooklyn.

Il progetto ha previsto la creazione di tre aule all’interno di un ampio spazio aperto con soffitti alti più di 4 metri. Il piano inferiore dell’edificio ospita gli artisti in residenza di Mi Casita, le aree di co-working per le madri che lavorano e alcune sale per l’allattamento.

Lo spazio dedicato ai bambini ruota attorno al grande lavabo in acciaio a forma di L che funge anche da punto di ritrovo per giocare con l’acqua. Per garantire la massima flessibilità spaziale, le tre aule sono divise tra loro solo dai mobili.

L’attenzione della scuola sull’essere una “casa lontano da casa” e favorire l’apprendimento dalle diverse culture che coesistono a Brooklyn, ha portato i progettisti a incorporare nei diversi ambienti elementi grafici che richiamano la casa e la città.

Colori e materiali scelti regalano un’atmosfera giocosa e allo stesso tempo raffinata e ospitale. Le aperture a forma di casa create nelle pareti forniscono angoli lettura a misura di bambino e divertenti passaggi tra i diversi ambienti, mentre i toni di blu del rivestimento a mosaico scelto per il bagno, con il suo lavandino in acciaio, richiamano lo skyline della città.  Il colore è presente in tutto lo spazio: dal turchese del soffitto all’arancione scelto per caratterizzare le aperture nelle pareti, ma anche in alcuni complementi d’arredo di design.

Fotografie: Lesley Unruh

Progetto BAAO Architects

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10 Marzo 2020 / / Architettura

Progetto polo culturale Parma

Il progetto di restauro proposto va oltre i convenzionali confini disciplinari e introduce una strategia funzionale intelligente, semplice e flessibile al tempo stesso. Il confronto tra nuovo ed esistente avviene tramite la rottura dei logici rapporti tra spazi e funzioni, permettendo una moltiplicazione delle attività e delle relazioni. Si tratta di un approccio avvolgente tramite cui materiali e finiture trovano un nuovo senso. All’esterno gli edifici vengono conservati nella loro materia originale, custodendo all’interno una costruzione pienamente contemporanea. Un box modulare e componibile completa l’intervento che, consentendo varie modalità di utilizzo, permette l’attivazione puntuale di specifici eventi all’interno di uno spazio pubblico diffuso e interattivo.

Guarda il progetto completo realizzato dallo studio AtiProject

Progetto polo culturale Parma

Progetto polo culturale Parma

Progetto polo culturale Parma

Progetto polo culturale Parma

Progetto polo culturale Parma

PROGETTO: Porto Culturale Parma
LUOGO: Parma, Italia
TIPOLOGIA: Centro Culturale
ANNO: 2016
STATO: Progetto Preliminare
DIMENSIONI: 4.300 mq
DISCIPLINE: AR – ST – MEP

9 Marzo 2020 / / Design

Ci siamo! Dopo aver metabolizzato gli sforzi e l’enorme fatica, siamo pronti per raccontarvi in breve cosa abbiamo fatto.
Partiamo dall’inizio e cerchiamo di procedere per ordine…

L’inizio del progetto di frazionamento

L’arrivo di Baby A. ha un pò modificato le nostre esigenze, siamo partiti con l’idea di acquistare un’appartamento in una determinata zona di Roma, rischiando però di essere troppo lontani dai nonni. Si sa che l’aiuto dei nonni e dei familiari, soprattutto in una grande città, è troppo prezioso. Quindi abbiamo deciso, proprio insieme ai nonni, di trovare un appartamento molto grande da dividere in due unità immobiliari. Detto così sembra tutto molto semplice, ma possiamo assicurarvi che non lo è stato. E’ proprio da qui che siamo partiti per il nostro progetto di frazionamento.

Dopo estenuanti ricerche (durate quasi un anno), abbiamo trovato l’appartamento adatto alle nostre esigenze. Ma come abbiamo fatto a capire che era proprio quello che stavamo cercando?

La scelta dell’appartamento

Bè avere l’architetto in casa è un bel vantaggio.
Il primo passo è capire come gestire lo spazio a disposizione. Nel nostro caso dovendo dividere la casa in due appartamenti è stato fondamentale capire come creare i nuovi servizi e la nuova cucina.

ingresso stato di fatto
il vecchio ingresso

Un consiglio fondamentale: quando trovate un appartamento interessante, non guardate i dettagli, le imperfezioni, ma soffermatevi piuttosto sulla metratura, i servizi, l’esposizione ed infine il palazzo. Un intervento di frazionamento è spesso molto invasivo, quindi la situazione pre-esistente andrà sicuramente modificata radicalmente.

Tornando a noi, verificata la metratura, gli scarichi, la struttura, e l’oggettiva possibilità di frazionare l’appartamento, siamo passati all’analisi delle esigenze delle due famiglie.

I nonni sono stati piuttosto chiari: un salone grande per accogliere tutta la famiglie durante le feste, una cucina separata, una camera spaziosa ed un bagno.

Per quanto ci riguarda, con l’arrivo di Baby A. e l’idea di allargare la famiglia le esigenze si sono così rimodulate: un soggiorno spazioso con cucina anche a vista, due bagni, due camere e possibilmente uno spazio da adibire a lavanderia.

stato di fatto
L’appartamento prima della nostra divisione

Nel prossimo articolo vi parleremo del progetto attuale e di come lo abbiamo realizzato, fino alla scelta di materiali e mobili.
Stay tuned!

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4 Marzo 2020 / / Design

La rafia e le texture naturali ispirano la nuova collezione bambini per la primavera estate 2020, in cui la protagonista è la vita in fattoria.

Stampe di piccoli fiori e animali, tessuti leggeri e colori estivi. Svegliarsi in campagna e iniziare la giornata circondati da amici. La rafia e le texture naturali ispirano questa nuova collezione, in cui la protagonista è la vita in fattoria.

Pomeriggi ricchi di progetti, in cui le escursioni per fare un picnic all’aria aperta o condividere il pranzo con asinelli, oche e conigli si trasformano in avventure indimenticabili. Queste giornate calde ed eterne rimarranno impresse nella loro memoria per sempre.

Per scoprire tutti i nuovi prodotti della nuova collezione vai su www.zarahome.com

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3 Marzo 2020 / / Blogger Ospiti

Progetto padiglione italia expo 2020

‘Beauty connects people’, tema del padiglione Italia ad Expo Dubai 2020, viene qui interpretato come espressione del genio creativo e della ricchezza culturale del nostro paese. Forti dello storico rapporto fra estetica e tecnica, la proposta progettuale riprende il tema dell’impianto tipologico a corte, ora scrigno di un simbolico albero centrale, metafora della centralità e della bellezza propri della natura. Attorno alla corte si sviluppa il percorso espositivo, leggibile dall’esterno tramite il gioco di bucature che disegna i prospetti. L’involucro riprende i temi della tradizione portandoli ad un livello estetico e tecnico fatto di contrasti espressivi e materici, all’interno del quale la luce e trasparenza giocano un ruolo cardine nel dare ordine allo spazio.

Scopri il progetto completo sul sito ATIproject >>> 

Progetto padiglione italia expo 2020

Progetto padiglione italia expo 2020

Progetto padiglione italia expo 2020

Progetto padiglione italia expo 2020

Progetto padiglione italia expo 2020

Progetto padiglione italia expo 2020

Progetto padiglione italia expo 2020

Progetto padiglione italia expo 2020

Progetto padiglione italia expo 2020

PROGETTO: Padiglione Italia _ Expo 2020
LUOGO: Dubai (Emirati Arabi)
TIPOLOGIA: Culturale
ANNO: 2019
STATO: Progetto Preliminare
DIMENSIONI: 5.150 mq
DISCIPLINE: AR

2 Marzo 2020 / / Design

Una nuova mostra del MuDefri dove lo storytelling si fa portavoce e al tempo stesso custode di una storia di successo, profondamente legata al territorio della Regione Friuli Venezia Giulia.

Parlando di design in Friuli, un nome tra tutti viene subito richiamato alla nostra mente, che dai primi anni del boom economico a oggi ha portato il Made in Italy in tutto il mondo, intraprendendo un percorso di innovazione e ricerca con coraggio, consapevolezza e tanta passione: Moroso.

A questa famiglia e a questa realtà imprenditoriale è dedicata la nuova mostra del  MuDeFri, Museo del Design del Friuli Venezia Giulia, con sede nel web e  radici ben estese sul territorio di cui vuole, come sua precisa mission, unire e valorizzare creatività e territorio, imprenditoria e comunità.

Ciò che è scontato per chi ogni giorno vive la sua realtà, non lo è affatto per chi questa realtà non l’ha mai vissuta in presa diretta: sta a noi portarla in luce e renderla fruibile, così da farne apprezzare il precorso, nonché la bellezza. A partire dalla nostra storia, che se raccontata da un soggetto terzo, competente e autorevole, assume un’oggettività autentica con un rimando di valori e plus.  Ecco perché il MuDeFri, attraverso le sue mostre virtuali, facilita la connessione tra le aziende e il territorio, con una velocità di ricezione che solo il web può dare.” Così Patrizia Moroso ci dice mentre passa di “stanza in stanza” con il mouse nella mostra dedicata alla sua azienda e che ripercorre, sotto la curatela dell’architetto Anna Lombardi_a cui si deve anche la nascita del MuDeFri stesso_ gli anni che dalle origini nel lontano ’52 l’hanno vista lavorare a fianco dei nomi più prestigiosi del design nazionale e internazionale poi, con un susseguirsi di “pezzi” esposti ora nei più prestigiosi Musei di Arte Moderna del mondo.

L’inaugurazione ufficiale alla presenza dell’ideatrice del MuDeFri, nonché della settimana del design udinese, Anna Lombardi e di Patrizia Moroso, avverrà in occasione della Udine Design Week  l’8 marzo, alle ore 18.30, presso lo Spazio 3 di viale Palmanova.

La mostra, già visibile on line a questo link www.mudefri.it, nasce sotto il patrocinio dall’Ordine degli Architetti della Provincia  e del Comune di Udine.

L’articolo Moroso, una storia industriale friulana: 1952-2005 proviene da Dettagli Home Decor.

27 Febbraio 2020 / / Blogger Ospiti

Decidere di ristrutturare la propria casa comporta la necessità di rinnovare completamente l’ambiente domestico, inserendo non solo nuovi complementi d’arredo, ma intervenendo sulla struttura stessa dell’abitazione con aggiunte, variazioni e via dicendo.

La ristrutturazione, d’altronde, a volte può rivelarsi una scelta obbligata per ammodernare una casa e metterla in regola anche dal punto di vista della Legge (basti pensare agli impianti elettrici che devono seguire determinate regole); e sia che il bene da ringiovanire sia una casa di proprietà, sia che si tratti di un appartamento da affittare, le opere di ristrutturazione più importanti devono essere eseguite dal proprietario dell’immobile e non dagli affittuari.

Ristrutturare casa

Ristrutturare da soli o con i professionisti?

È possibile farlo da soli o è meglio affidarsi a degli esperti del settore? Optare per l’una o l’altra soluzione, non è puramente una scelta economica, ma anche valutare se si sa bene dove mettere le mani e si è in grado di fare determinati lavori. Ecco cosa può rientrare nell’orbita del fai-da-te e cosa deve richiedere l’aiuto di professionisti.

Occhio agli obiettivi

Il primo aspetto da considerare quando si vuole ristrutturare una casa è pensare allo scopo finale: un immobile ristrutturato è sicuramente più bello, pulito, sicuro e funzionale; tutte cose che verranno apprezzate anche nel caso in cui si voglia vendere o affittare la casa.

Detto questo, occorre progettare la ristrutturazione e scegliere i materiali che serviranno: vernici per tinteggiare le pareti, piastrelle nel caso si vogliano cambiare i pavimenti, un nuovo tipo di arredamento, porte e finestre, accessori protettivi come guanti, tute, occhiali, scarpe e così via.

Fissare il budget di spesa

Prima d’iniziare qualsiasi tipo di ristrutturazione, va considerato il budget massimo che si è disposti a spendere. In taluni casi, ad esempio, e in base al risultato che si vuole ottenere, possono servire anche attrezzi particolari quali un taglia-piastrelle assolutamente necessario per i rivestimenti, o arnesi per abbattere e ricostruire pareti e così via. Oggetti che possono andare al di fuori del campo del fai-da-te e che, per l’utilizzo, richiedono mani esperte.

Ristrutturazione totale o parziale?

Sono essenzialmente 2 le tipologie di ristrutturazione: parziale o totale. La distinzione è molto importante non solo per il tipo di lavoro che si intende svolgere, ma anche per gli aspetti normativi che riguardano il settore, che cambiano in base ai progetti: alcuni richiedono determinate autorizzazioni rilasciate dal Comune nel quale si trova l’immobile da ristrutturare, il pagamento di eventuali tasse, l’adozione di pianificazioni specifiche.

Quando si parla di ristrutturazione totale, si intendono tutti quei lavori che cambiano in modo evidente l’interno della casa e anche l’aspetto esterno; fattore che, in quest’ultimo caso, può causare un maggiore impatto estetico sul tessuto urbano circostante. Ecco degli esempi di ristrutturazioni totali, che richiedono necessariamente i permessi del Comune:

  • demolizioni o costruzioni che mirino a ridefinire lo spazio della casa, compresa la realizzazione di fabbricati esterni quali cottage in legno di una determinata grandezza, caminetti o box auto;
  • ri-tinteggiatura delle mura esterne dell’abitazione;
  • costruzione di un ulteriore piano;
  • ri-pavimentazione di una strada privata che conduce all’ingresso della casa.

Nel caso, invece, di ristrutturazione parziale, si intendono tutti quei lavori che non incidono sulle facciate esterne dell’abitazione e che non stravolgono eccessivamente neanche i loro interni in termini di grandezza, struttura e così via. Esempi di ristrutturazione parziale di una casa, per i quali non è obbligatorio nessun permesso comunale, sono:

  • procedere alla ri-tinteggiatura delle pareti e di eventuali grate e/cancelli;
  • ri-ammodernare gli ambienti domestici con un nuovo tipo di arredamento;
  • non intervenire sulle pareti portanti dell’abitazione, ma limitarsi all’abbattimento di alcune pareti divisorie all’interno della casa o alla costruzione di nuove, al fine di avere uno o più ambienti in più (ma sempre rispettando la metratura originaria dell’abitazione);
  • sostituire gli infissi, l’impianto elettrico e quello idraulico;
  • montare condizionatori.

Il fai-da-te nella ristrutturazione

Fatta la distinzione tra ristrutturazione totale e parziale di una casa, occorre decidere se optare per il fai-da-te o per l’affido dei lavori a dei professionisti. Se si sceglie il fai-da-te, è opportuno, prima d’iniziare i lavori, preparare nei minimi dettagli un piano progettuale. Così facendo, si avrà una prima stima del budget di spesa, una panoramica sul tipo di arnesi necessari (una cui panoramica completa è presente sul ferramenta online casadellaferramenta.it) e si riuscirà a comprendere la fattibilità del progetto e, orientativamente, quanto tempo potrebbe richiedere la sua realizzazione.

Attenzione alle detrazioni

Vanno, poi, considerate le detrazioni fiscali: in questo modo, si possono risparmiare parecchi soldi, dal momento che molti lavori di ristrutturazione rientrano nelle agevolazioni statali; per visionare nel dettaglio tutte le detrazioni previste, si suggerisce di consultare il sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.

In linea di massima, comunque, le agevolazioni fiscali previste per la ristrutturazione di una casa sono le seguenti:

  • per spese che non superino i 48 mila euro, c’è una detrazione dall’IRPEF pari al 36%;
  • nel caso di spese superiori e fino a 96 mila euro, la detrazione è del 50%.

Inoltre, a godere delle agevolazioni statali può anche non essere esclusivamente il proprietario dell’immobile, ma altri soggetti quali locatari, parenti che vivono col proprietario e così via.

Il requisito imprescindibile per ottenere i bonus è dimostrare, per mezzo di un bonifico bancario denominato “parlante” (una specie di bonifico col quale l’Agenzia delle Entrate è in grado di sapere se effettivamente il denaro è stato speso per ristrutturare l’abitazione), di aver veramente sostenuto le spese dichiarate.

Non tutto può essere alla portata di tutti

Al termine dello studio del progetto di ristrutturazione, è consigliabile cominciare i lavori solamente se si capisce di poter effettivamente svolgere in maniera soddisfacente l’opera, anche considerando obiettivamente la propria capacità manuale e tecnica.

È da tenere sempre presente che se, ad esempio, tinteggiare una parete può essere un lavoro alla portata di tutti, il discorso può mutare considerevolmente se si tratta di cambiare i tubi del gas, effettuare dei lavori sull’impianto elettrico o sostituire il vecchio impianto idraulico, anche perché, in genere, occorrono degli attrezzi che non tutti gli appassionati del fai-da-te hanno in casa.