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Dal foglio alla realtà: le illustrazioni popup di Tullius Heuer

Pubblicato da blog ospite in Design, Things I Like Today

Illustrazioni popup di Tullius Heuer

Il digital artist brasiliano Tullius Heuer mescola fotografia e disegno per creare incredibili illustrazioni popup che sembrano saltare fuori dal foglio!

Avete presente i libri popup per bambini in cui le figure “saltano fuori” mentre si sfogliano le pagine? Ecco cosa mi ricordano le illustrazioni popup di Tullius Heuer, immagini surreali tridimensionali che nascono dalla fantasia e schizzano fuori dal foglio!

Tullius Heuer è un digital artist brasiliano che lavora come freelance occupandosi principalmente di creare illustrazioni per CD cover, poster, copertine di libri, loghi, branding, visual identity o campagne pubblicitarie…
Nel tempo libero però ama realizzare i suoi progetti personali e mostrarli su DeviantArt con il nickname di Iskander1989.  E così è diventato presto famoso per il suo talento e la sua capacità di fondere in modo invisibile la fotografia e l’illustrazione per ottenere immagini tridimensionali strabilianti in cui il disegno sembra prendere vita.

Le sue illustrazioni popup non solo ci danno l’illusione di un disegno che si trasforma in realtà ma sembra quasi che i personaggi, magicamente dotati di vita propria, vogliano fuggire dal foglio in cui sono imprigionati per entrare nel mondo reale, come nella bellissima immagine Don’t leave me in cui una ragazza tende le braccia verso di noi in cerca di aiuto per liberarsi dal foglio in cui è imprigionata.

Illustrazioni popup di Tullius Heuer - Transcending Reasons

Tullius Heuer – Transcending Reasons

Illusioni ottiche 3D

Per simulare l’illusione della tridimensionalità su una superficie piana, Tullius Heuer ha sviluppato diverse tecniche, lavorando principalmente con Photoshop e Illustrator:

“Inizio con una ricerca approfondita di una foto con una specifica angolazione e con una prospettiva che mi permetta di lavorare con le ombre per dare la sensazione di qualcosa che si sviluppi dal foglio alla realtà. Queste ombre non sono necessariamente realistiche ma devono essere sufficientemente morbide per dare l’apparenza del volume all’immagine e creare una sottile transizione.
Altri elementi, come una matita o una mano possono essere sistemati in modo strategico per dare l’impressione che parti del corpo stiano venendo fuori e aumentare l’illusione del 3D.”

LEGGI ANCHE: Sebastien Del Grosso disegni che prendono vita

In una lunga intervista online, Tullius parla un po’ di sè e racconta come trova l’ispirazione per le sue bellissime illustrazioni popup:

“Ho iniziato a concentrarmi sull’arte quando ho capito di poter rappresentare i miei pensieri in un’immagine, il che è abbastanza importante per me – è quello che voglio per la mia vita. Sono una persona molto empatica e paziente, cerco di non arrabbiarmi mai. Sono anche molto emotivo (piango facilmente quando sono sopraffatto dalle emozioni per qualcosa).
Le mie principali influenze sono davvero semplici, nient’altro che la vita e i suoi sentimenti. Mi sento ispirato dalla musica, da quando mi sveglio e vedo i miei cani giocare, da un bambino senza tetto che chiede un pezzo di pane, dai film e da tutto ciò che mi circonda. A volte mi metto in meditazione profonda sull’esistenza e penso alle cose che posso fare per cambiare me stesso ed essere una persona migliore.
Voglio fare arte per avere un impatto positivo sulla vita delle persone. Non importa quante persone la vedono, se anche solo una persona ne sarà toccata, ne vale la pena.”

 

Ecco come nascono le illustrazioni popup di Tullius Heuer

Illustrazioni popup di Tullius Heuer - Winter of Life

Illustrazioni popup di Tullius Heuer – Winter of Life

Illustrazioni popup di Tullius Heuer - My Love is Higher

My Love is Higher

Illustrazioni popup di Tullius Heuer - The Helping Hand

The Helping Hand

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Foscarini: Postcards of Light Summer Edition

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
l’artista Gianluca Vassallo interpreta l’estate per Foscarini

L’estate è uno stato d’animo, un fluire sensibile di memorie dell’infanzia e intenzioni mature. L’estate è il modo in cui si fanno le cose, non il luogo in cui accadono.” Cartoline dall’estate da inviare agli amici lontani, per celebrare, raccontare, vivere la stagione più amata dell’anno, a cui si affidano ricordi, speranze.


Il progetto fotografico che Foscarini ha affidato all’artista Gianluca Vassallo si arricchisce, dopo Stoccolma, Milano e New York, di un nuovo capitolo: dieci nuove immagini per raccontare l’estate attraverso alcuni dei modelli più amati dell’azienda, tra cui BINIC, BUDSSOLAR e TWIGGY, portati per l’occasione outdoor e trasformati in protagonisti e in testimoni di frammenti di vita.


l’artista Gianluca Vassallo interpreta l’estate per Foscarini
Pensando ad un falò fatto di molte lampade e di una sola chitarra, pensando al tramonto sull’acqua accanto ad una Tuareg bianca e mille altre storie di confine, tra la leggerezza del corpo e la gioia del sentire“, racconta Gianluca Vassallo. “Con questo spirito ho costruito Postcards of Light, Cartoline dall’Estate.”


l’artista Gianluca Vassallo interpreta l’estate per Foscarini
Con questo progetto fotografico d’autore, Foscarini si conferma azienda che desidera farsi portatrice di cultura, ancora prima che di prodotto, attraverso azioni di comunicazione che non sono mai autoreferenziali e fini a se stesse, ma veicolo per valori più alti e trasversali. Libera, non convenzionale, appassionata: Foscarini ha nel proprio DNA una particolare sensibilità nel promuovere l’arte, la creatività e la cultura del design.


l’artista Gianluca Vassallo interpreta l’estate per Foscarini

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Binova in via Durini: il meglio delle cucine italiane

Pubblicato da blog ospite in Design, La Gatta Sul Tetto

Binova in via Durini il meglio delle cucine italiane

Arredare una cucina non è cosa semplice, a Milano però da tempo la cucina si chiama Binova. Da qualche mese ormai in via Durini 17 è aperto un nuovo showroom dove si possono scegliere i migliori prodotti del design italiani.

Binova nato oltre 50 anni fa in una piccola bottega di Assisi,  è diventato il brand che rappresenta il made in Italy per l’eccellenza. Lo store è stato voluto fondamentalmente da Antonio Arangiaro, è questo infatti solo uno degli step innovativi del noto brand che ha da poco messo in piedi uno stabilimento all’avanguardia dove vengono prodotti ed assemblati tutti i pezzi.

Via Durini, il tempio dell’arredo in cucina

E’ in via Durini che si può ammirare il meglio delle cucine italiane ma è anche qui che si può percepire il vero concetto della Kitchen’s Architecture, un modo nuovo di pensare la zona cucina. Uno spazio progettato per vivere e sopratutto per fare arredo, e, i concetti esplicati da Binova con linee semplici e pulite capaci di affascinare anche il designer più ricercato e raffinato. In via Durini è la festa della bellezza: è la cucina che si fa arte ed arredo.  Lo spazio espositivo è curato dal responsabile design Daniele Marcattili, gli interni vengono curati e pensati dall’architetto Michele Negri dello staff L2 GroupTante sono le proposte d’arredo ispirate alla Kitchen’s Architecture: non mancano indubbiamente le proposte perfette da poter acquistare o inserire nei progetti di interior design. 

Binova in via Durini il meglio delle cucine italiane

Binova in via Durini il meglio delle cucine italiane

Tutte belle le cucine: Mantis però supera tutti grazie alla presenza del legno di Rovere magna montato a spina di pesce, una bella isola poi è la parte principale della cucina che diventa spazio da vivere completamente grazie alla libreria Pivot in legno sagomato che può fare bella mostra nel living aumentandone la socialità. Altro bell’esempio di arredo contemporaneo facile da inserire in un progetto è indubbiamente Regula, la prima ed unica cucina destrutturata leggera ed espressiva, presentata per la prima volta 20 anni fa, continuamente riamodernata per diventare quello che vediamo oggi: una perfetta unione tra passato e futuro.

Kitchen’s Architecture: La funzionalità di un ambiente

Modelli che fanno l’architettura della cucina, idee d’arredo capaci di lasciare a bocca aperta chiunque sia appassionato del bello e voglia progettare cucine. E’ proprio questo il concetto principale che si esplica nello show room, la Kitchen’s Architecture  è qui sviluppata a tutto tondo basta percepire il livello di funzionalità di ogni pezzo  Ogni elemento infatti non è mai progettato per caso ma si inserisce in un contesto ampio che struttura l’ambiente in base alle necessità della funzionalità. Ad esempio le colonne della cucina sono diventate funzionali pilastri portanti di un progetto di cucina che entra a far parte di un ambiente soggiorno molto più ampio e dedicato alla socialità, infatti nella visione progettuale di tutte le proposte d’arredo diventa fondamentale l’integrazione di spazio che rende una parete destrutturate e al contempo carica di funzionalità. Qualcosa di differente ed importante. Concetti esplicati in tutta la loro carica rappresentativa in grado di cambiare nel tempo il modo di arredare un ambiente vitale come quello della cucina.

Binova in via Durini il meglio delle cucine italiane

Lo showroom di via Durini a Milano

Tutto questo ed altro, oltre che in via Durini, lo si può vedere online su  www.binovamilano.it

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ACQUAMARINA: rilassante, richiudibile, trasportabile

Pubblicato da blog ospite in Design, Voglia Casa

Super confortevole, richiudibile e facilmente trasportabile.

Acquamarina è la poltrona a quattro posizioni in resina fiber-glass con schienale alto e comodo poggia-testa (con interno soft touch elastico che non necessita dell’aggiunta di cuscino) contraddistinta da un fresco motivo a pois forati su seduta e schienale.

Ecco il nuovo prodotto presentato da NARDI, firmato dal design di Raffaello Galiotto.

La linea estetica di Acquamarina è slanciata e filante, richiama una fusione in alluminio per perfezione, inesistenza di sbavature e superficie morbidissima al tatto. I meccanismi di aggancio che fanno scivolare lo schienale nelle diverse posizioni sono completamente integrati al design della sedia; il perno contribuisce all’estetica della sedia e la resina è talmente perfetta da sembrare un ingranaggio metallico rivestito perfettamente in pelle.

I braccioli sono pieni, in resina scatolata (nessun punto è aperto) e progettati secondo severe norme di sicurezza per cui risulta impossibile pizzicarsi durante l’operazione di cambio posizione. Il poggiatesta reclinabile all’indietro: si posiziona al momento dell’utilizzo e lo si fa scorrere nel retro “a scomparsa” quando non serve.

Acquamarina è facilmente pulibile, atossica, antistatica, realizzata interamente in Italia e riciclabile al 100% e disponibile neille varianti bianco, celeste, tortora, caffè e antracite.

NARDI

Via Arso, 4 – 36072 Chiampo (VI) – tel. 0444 422100 –

www.nardigarden.cominfo@nardigarden.it

 

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Il mondo del lusso nelle principali città italiane

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
Castello Doria a Loano

Il lusso è un mercato che non conosce veramente crisi. Mercato per eccellenza, alimentato da una fascia di popolazione mondiale costante, sia locale che straniera, che permette il mantenimento di determinati standard qualitativi e il sempreverde giro di denaro legato a alta moda, ristoranti d’eccellenza, hotel di altissima qualità e abitazioni di lusso.
È proprio questo campo che diventa uno degli elementi trainanti per il nostro paese.

L’Italia infatti ha la fortuna di ospitare incredibili abitazioni e dimore storiche, cuore delle vacanze di lusso mondiali e dedicate ad eventi, soggiorni e a veri acquisti da parte dei paperoni internazionali.

Dimore storiche e ambienti ultralusso

Palazzo Donà Giovannelli Venezia
È proprio il lusso a far da padrone nel mercato immobiliare italiano, in un momento di stasi, e di lenta ripresa del mercato del mattone, pochi sanno che il mondo delle abitazioni di lusso non ha mai rallentato. Grazie anche a una forte domanda da parte di clienti stranieri, le case di lusso hanno continuato a mantenere il loro valore, dando l’occasione di effettuare incredibili vendite, o di essere affittate per vita o turismo in un sistema d’élite, perfettamente oliato e funzionante.


Le abitazioni di lusso sono diffuse in tutto il paese, dal nord al sud. Troviamo le splendide dimore storiche della Toscana, così come gli appartamenti ultralusso del nord Italia. Ogni area è caratterizzata dalla sua nicchia di mercato ma la qualità generale si rivela sempre altissima.

La Bagnaia Resort Immobiliare Percassi

Il lusso, può essere anche una grande idea di investimento. Acquistare un immobile di lusso offre infatti la possibilità di investire su un prodotto solido, capace di generare profitto, sia con la crescita di valore che con l’affitto dei locali, sia a scopo abitativo che per eventi e manifestazioni.

Ecco che il lusso diventa una fonte alternativa di rendita al troppo abusato mercato finanziario.

Una ricchezza tutta Italiana
Quando si parla di lusso l’Italia è davvero una delle mete più ambite, ecco quindi che troviamo clienti in cerca di case di lusso Milano, appartamenti nei principali centri storici nazionali, così come villette e poderi nelle aree di campagna dove il nostro paese non è davvero secondo a nessuno.


Attico su due livelli a Milano

Lo stile di vita Italiano così come la sua moda e le sue abitazioni rimangono quindi l’emblema mondiale del lusso e del benestare, tra isole e colline, il belpaese non perde la sua fama e la sua qualità da Dolce Vita nonostante crisi e problemi.




 
 

“LAGOM” is the new Hygge

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Design

“Lagom” è un avverbio svedese piuttosto difficile da tradurre, ma che racchiude in una sola parola un vero e proprio stile di vita.
Testualmente, significa “moderato”, “equilibrato”. Sta ad indicare un quantità giusta: né eccessiva, né carente bensì sufficiente. Nella quotidianità si concretizza nell’intenzione di possedere solo l’essenziale, trascorrendo un’esistenza semplice.
È un po come il nostro “in medio stat virtus”. Ovvero la virtù si trova nel mezzo tra un eccesso e l’altro. Non c’è bisogno di esagerare né di volere sempre di più per raggiungere la gloria e la serenità.

Non ho resistito e per entrare nel giusto mood, sono andata ad ascoltare la pronuncia su Google Translate. Suona un po’ come “lò!-gòm!”. 

Come hygge (di cui ti ho parlato qui) per il 2016, sembra proprio che lagom sia la parola svedese più popolare del 2017. 
È il concetto chiave del quieto vivere svedese che si riversa inevitabilmente anche sull’abitare uno spazio.
I “must” per una casa in linea con l’etica lagom sono tutti incentrati sul rispetto per l’ambiente.


RISORSE NATURALI

Dai materiali naturali, all’attenzione agli sprechi di energia. La filosofia lagom non lascia spazio a materie plastiche e  sovracconsumo, per il bene dell’ambiente e di chi lo abita.

Il legno, protagonista indiscusso, caldo e vivo e soprattutto ecologico. Ecologico, non solo perchè è naturale, ma soprattutto perché la lavorazione è a basso tasso d’inquinamento.
Dal parquet ai complementi d’arredo, il legno è il materiale più azzeccato per una casa lagom. La scelta del legno è ideale anche per i piccoli complementi ed utensili (ad esempio un appendiabiti o un tagliere).


La lana è perfetta per tappeti e wall hanging, ammessi “in medie quantità” per creare movimento ed aggiungere texture. La lana, è un prodotto cruelty free dai molteplici vantaggi. Dalla tosatura degli animali al prodotto finito, il processo produttivo non influisce negativamente sull’ambiente. Inoltre ci aiuta a scaldarci e quindi alleggerisce i costi del riscaldamento in casa.
Dunque, sì a tappeti, wall hangigs e morbide coperte di lana (meglio se handmade) per vestire l’ambiente e renderlo ospitale.


Una vera risorsa di sostenibilità: le piante. Da usare non solo per creare scenografici angolini decòr, ma anche per…mangiarle!
Sì, mangiarle, autoprodurre il cibo da portare in tavola, magari outdoor in un bucolico orto da giardino. C’è qualcosa di più ecologico?
Un’idea adorabile è dedicare una zona della cucina alle piante aromatiche, da cogliere al momento della preparazione dei pasti.


COLORI

In conformità con i principi di equilibrio ed assenza di eccessi, la palette su cui focalizzarsi per creare l’effetto lagom è senz’altro costituita da colori neutri. Una combinazione semplice e rilassante.
Grigi, beige e tortora su un rigoroso sfondo bianco. 


Le pareti candide, bandiera dello stile nordico, hanno una spiegazione. In Svezia, da Settembre a Marzo, le ore di luce sono poche. Il bianco, scelto in molti casi anche per gli arredi, migliora la percezione della luminosità, permettendo così di ritardare, almeno di un po’, l’accensione delle lampadine.
Tuttavia, sono ammessi degli accenti di colore in piccole quantità, come su un cuscino, una decorazione da parete o un piccolo oggetto.

SCELTA DEGLI ARREDI

Praticità e funzionalità sono le keywords da tenere a mente per la scelta dell’arredamento. 
La scelta ricade su mobili pensati per essere usati confortevolmente oltre ad essere belli da ammirare.

I pezzi vintage o semplicemente di seconda mano sono i prediletti. Sarebbe uno spreco comprare una nuova poltrona se ne hai già una in buone condizioni. Se invece è malconcia, ma ha un grande potenziale, con una nuova tappezzeria, del fai da te ed olio di gomito, tornerà come nuova.
Quindi assolutamente sì a pezzi da mercatino o vecchi arredi della nonna.


Un must have dello scandi-living è la stufa a legna. Perché a legna? è chiaro, perché è un combustibile naturale.
Le classiche stufe in ceramica cilindriche a tutt’altezza sono le più popolari su Pinterest.


Un’altro punto importante riguarda il come posizionare gli arredi
Una sedia accanto al camino, una mensolatura sulla scrivania, un appendiabiti vicino al letto. Soluzioni intelligenti ed utili, le preferite del vivere lagom
In più, c’è da fare attenzione a come si dispongono i mobili in base alla luce. Ad esempio, la zona ufficio può essere collocata accanto ad una finestra come anche la cucina ed il tavolo da pranzo, in modo da poterne usufruire senza accendere la luce, fino a che quella naturale non va via del tutto. Inoltre è bene non ostruire il passaggio della luce naturale con degli ingombri che ne limitano l’entrata indoor.


Lagom mi piace un sacco: è esattamente la mia filosofia di vita. Solo che non sapevo avesse un nome. 

E tu, sei un tipo da lagom oppure no? 

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Perchè il cielo appare rosso al tramonto

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

Link all’articolo originale: Perchè il cielo appare rosso al tramonto
articolo scritto da: Giacomo

Quanti di voi si sono domandati perchè il cielo è blu e al tramonto è rosso? sicuramente molti, così come parecchie  sono state le teorie che nel tempo sono state formulate cercando di spiegare il fenomeno: particelle in sospensione, cristalli di ghiaccio, gocce di acqua sospese, ecc.

Solo nell’1985 gli studi condotti da Craig Bohren e Alistair Fraser  dell’università della Pensylvania , riuscirono confermare che, la causa principale  di questo fenomeno, risiede nelle teorie che lord  Rayleigh, fisico britannico, espose agli inizi del già alla fine del XIX secolo. L’articolo originale di  Bohren e Fraser intitolato Colors of Sky è stato pubblicato nel 1985 in Phisics Teacher. Ma vediamo più nel dettaglio

Scattering di Rayleigh

Nel 1871 Lord Rayleigh, all’età di  29 anni , pubblicò un primo documento intitolato “On the light from the sky, it’s polarization and colour.” e poi successivamente nel 1899 un altro testo “On the Transmission of Light through an Atmosphere Containing Small Particles in Suspension and on the Origin of the Blue of the Sky”, In cui veniva analizzato il colore del cielo e relazione con la diffusione (scattering) della luce attraverso particelle di dimensione inferiore alla lunghezza d’onda mininma della luce.

Si ricorda che il range del visibile varia da 380nm a 780 nm, ad ogni lunghezza d’onda corrisponde un colore.

La parte di spettro visibile

Egli studiò il fenomeno della diffusione (scattering) della luce incidente su una molecola avente dimensione minore di 0,1 μm – micrometri (corrispondenti a 100nm) ovvero una dimensione molto inferiore a quella della lunghezza d’onda più piccola della luce. Ovvero centinaia di  volte più piccolo della sezione media di un capello ( circa 70 μm).

Va fatto notare che, sebbene al fenomeno descritto da Rayleigh, sia associato in modo prevalente alla modalità con cui  appare il colore del cielo, a questo fenomeno partecipano, con un ruolo generalmente minore,  anche allo strato di Ozono che circonda la terra tra 10 e i 40 km di quota: lo strato di questo gas ha la banda di assorbimento nella parte rossa dello spettro. Inoltre, le particelle in sospensione nell’aria di dimensione maggiore, sia solide che liquide, che diffondono la luce secondo un meccanismo più complesso, noto come Effetto Mie (Mie Scattering). Descritto agli inizi del XX secolo dal fisico tedesco Gustav Mie.

Rayleigh scattering cielo blu 

Ma ritorniamo al principio esposto da Rayleigh. Si consideri un raggio di luce bianca policromatica, cioè composto dai vari colori spettrali, che incide su una molecola di diametro 0,1 μm o inferiore, ebbene la luce è diffusa in tutte le direzioni con intensità diverse a seconda della direzione, secondo la seguente espressione:

 
Rayleigh scattering cielo blu

 

rayleigh scattering

dove

I0= intensità del raggio incidente,

I= intensità della luce diffusa,

R = la distanza della particella,

θ = l’angolo di diffusione,

N =indice di rifrazione della particella

d =  diametro della particella

(1+cos2 θ) è un coefficiente simmetrico rispetto al piano normale alla direzione incidente della luce; pertanto la luce diffusa in avanti ha la stessa intensità della luce diffusa indietro.

Osservando la formula si può notare che il fattore “1/λ4″ ci dice che l’intensità è  inversamente proporzionale alla quarta potenza della lunghezza d’onda  (λ).

Dunque, ad esempio, la radiazione blu (circa 460nm) ha un’intensità di diffusione maggiore del rosso (circa 700nm).

Se il rapporto tra la lunghezza d’onda del rosso e del blu è circa 1,5 allora il blu è 1,54 volte più intenso del rosso nel processo di diffusione. Si può affermare che il colore riferito ad una lunghezza d’onda di 460nm (blu) ha 5 volte (da 5 a 8 volte per la precisione)  più probabilità di essere diffuso di una lunghezza d’onta di 700nm (rosso)

Questo è quanto accade quando osserviamo una porzione di cielo: ogni singola particella ha una diffusione prevalente blu, naturalmente il colore risultante non è blu puro a causa del contributo di altre lunghezze d’onda.

Rayleigh Scattering
Dipendenza della diffusione della luce attraverso molecole atmosferiche. Fonte C. F. Bohren and A. B. Fraser, “Color of the Sky 1985

Perchè il cielo è rosso al tramonto

Ma allora perchè il colore del cielo al tramonto ha dominante rossa? Ciò è dovuto al fatto che la componente blu è completemente diffusa, e la luce che viene rimessa in direzione di incidenza (in avanti) è prevalente rossa, che però non è percepibile a mezzogiorno in quanto la distanza che attraversa la luce del sole è relativamente ridotta, mentre quando il sole è all’orizzonte la distanza è tale che la componente di radiazione blu è completamente diffusa lungo il tragitto.

Rayleigh scattering cielo blu

Vediamo meglio: consideriamo un fascio di luce composto da 1000 fotoni di luce blu e 1000 di luce rossa. 

Quando sono diffusi da un gruppo di molecole i fotoni blu sono circa  cinque volte (1,54) più numerosi di quelli rossi. Supponiamo quindi tra gli 50 fotoni blu e i 10 rossi diffusi in ogni direzione 5  blu e 1 rosso lo sono in direzione di incidenza. Quindi il fascio di luce iniziale che si propaga in direzione incidente (verso chi osserva) sarebbe composto da 955  (1000-45) fotoni blu  e 991 (1000 – 9)  fotoni rossi quindi la dominante in direzione incidente è rossa.

Nel video qua sotto il o prof. Walter Lewin del MIT spiega il principio dello cattering di Raileigh. Il video è parte della lecture tenuta al MIT nel 2011.

Perchè il cielo non ci appare violetto?

Dunque il colore del cielo è blu proprio perchè la luce si diffonde con maggior intensità secondo l’inverso della quarta potenza della lunghezza d’onda (1/λ4), ma allora perche il cielo non ci appare violetto? Come si evince dall’immagine che ho inserito ad inizio articolo la lunghezza d’onda spettrale del colore viola è più piccola del blu.

Spettro solare Cielo blu

Bohren e  Fraser diedero una spiegazione anche a questo: dal punto di vista fisico infatti la componente violetta nello spettro solare è molto meno intensa di quella blu, quindi la componente violetta diffusa è comunque inferiore.

curva di visibilità

Inoltre, dal punto di vista punto di vista percettivo, l’occhio umano, in visione fotopica (vedi immagine sopra) è più  sensibile alle lunghezze d’onda dei blu che non su quelle dei violetti (tra 380 e 450nm).

 

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale: Perchè il cielo appare rosso al tramonto pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

Copyright © Giacomo Rossi.

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Il futuro del design

Pubblicato da blog ospite in +deco, Design

Il futuro del design vedrà da un lato uno sforzo sempre più raffinato e creativo di presentare nuove forme, dall’altro sarà concentrato a  migliorare la performance di arredi e  spazi.

Nell’ultima metà di secolo, la produzione e vendita di oggetti è aumentata enormemente e la sete di nuove idee si è  intensificata in maniera vertiginosa.

Le immagini circolano velocemente e diffusamente, con l’inevitabile conseguenza che diventano vecchie in breve tempo.

Mentre in passato, lo sviluppo e la popolarizzazione di un nuovo design avveniva in anni, adesso un nuovo prodotto è davanti agli occhi di tutti e pronto per essere acquistato in pochi secondi o, meglio, in pochi click. I trend vanno e vengono così rapidamente che essere trendy è un lavoro a tempo pieno e costoso.

Visto che negli ultimi anni siamo stati sommersi da immagini ed oggetti e che viviamo in una società ingorda, essere originali sta diventando difficile.

In campi dove l’estetica deve incontrare la funzionalità, come nell’interior design e nella moda, farsi venire in mente un nuovo concetto o idea è impegnativo.

Design, moda e architettura non sono come la musica che offre un’infinita combinazione di note; devono prendere in considerazione l’uso di un oggetto e perseguire standard di comodità e performance.

Cosa ha quindi in serbo per noi il futuro del design?

Secondo me, nei prossimi anni, i designer si concentreranno nell’inventare nuove forme o stili e si focalizzeranno nel dotare arredi e spazi di nuove funzioni.

I designer forzeranno i limiti della funzionalità al fine di presentare look freschi e prodotti più efficienti.

Vedremo case che assomiglieranno solo lontanamente a quelle classiche, arredate con tavoli con touch screen incorporati o letti che reagiscono alle necessità dei nostri corpi. Compreremo tessuti che non hanno bisogno di essere stirati, che non prendono fuoco e che non si stringono e sarà normale accendere il forno dal telefonino.

Elementi naturali e oggetti vintage compenseranno questa pulsione ad avere o sperimentare continuamente cose nuove.

Nelle nostre case avremo pavimenti in legno, piante e pezzi di arredamento dal passato per ricordarci chi eravamo, in una società che muove troppo veloce e produce troppo.

Il futuro del design porterà agli estremi il concetto di evoluzione e contemporaneamente rifletterà sul fatto che troppa evoluzione può trasformarsi in devoluzione.

 

Questo post è parte delle  Design Blogger Competition organizzata da CGTrader, clicca su questa pagina per maggiori informazioni.

Se vuoi leggere la mia intervista sui trend  2017 nell’Interior Design, click qui invece.

La Frame di Samsung, una televisione che sembra un quadro.

La Frame di Samsung, una televisione che sembra un quadro.

Il nuovo look di Bonnemazou Cambus di un oggetto di un uso quotidiano.

Il nuovo look di Bonnemazou Cambus di un oggetto di un uso quotidiano.

La Origami house dello studio AGi Architects in Kuwait, un edificio che supera il concetto della casa presente.

La casa Origami dello studio AGi Architects in Kuwait, un edificio che supera il concetto della casa presente.

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Letto alla francese: le misure e i modelli più amati

Pubblicato da blog ospite in ArredaClick, BlogArredamento Aziende, Design

Ti è mai capitato di leggere nella descrizione della camera di un albergo “letto alla francese” e non conoscere modello e caratteristiche?
Facciamo un po’ di chiarezza su questo termine e sulle dimensioni di questo letto così da aiutarti a capire se fa al caso tuo.

Devi sapere che: il letto alla francese è più grande di un letto singolo e più grande di un letto ad una piazza e mezza ma più piccolo di un letto matrimoniale.

Letto alla francese: quali misure

Le misure standard di un letto alla francese sono cm 140 x 190. A seconda del produttore queste dimensioni indicative possono variare leggermente. In generale, le misure dei letti alla francese in commercio online e in vendita in quasi tutti i negozi d’arredamento possono essere le seguenti:

  • cm 138 x 198
  • cm 140 x 190 (la più diffusa quando si parla di letto francese)
  • cm 140 x 195
  • cm 140 x 200
  • cm 142 x 200
  • cm 142 x 205

È bene specificare che tutte queste dimensioni sono espresse in centimetri e si riferiscono alle misure della rete letto, in pratica alle dimensioni del materasso. Le misure del letto nella sua interezza, ovvero il suo ingombro totale, non coincidono necessariamente con le misure del materasso e non influenzano la classificazione di un letto in letto alla francese.

Chi dovrebbe scegliere un letto alla francese

Questo tipo di letto è la scelta ideale se:

  • dormi da solo: ami avere tanto spazio a disposizione, ti muovi molto durante il sonno, hai una camera da letto singola di dimensioni generose;
  • dormi in coppia: siete affiatati e amate dormire uno molto vicino all’altro, siete freddolosi e volete scaldarvi a vicenda.

Il letto alla francese è molto diffuso anche:

  • nelle camere d’albergo, spesso sia in quelle singole sia in quelle matrimoniali, in hotel internazionali e non.
  • tra le coppie che preferiscono dormire in camere separate per i motivi più vari: uno dei due russa molto forte, uno preferisce addormentarsi con la luce l’altro al buio, uno ama dormire con la finestra aperta e il condizionatore accesso l’altro non si separa dal lenzuolo nemmeno in piena estate.
  • in camere da letto matrimoniali piccole nelle quali un letto matrimoniale di dimensioni standard cm 160 occuperebbe troppo spazio e non garantirebbe agevoli spostamenti.

Il consiglio dell’arredatore: chi sceglie un letto alla francese per problemi di spazio e di ambienti di piccole dimensioni dovrebbe valutare un modello con box contenitore che aiuta ad organizzare e ordinare la camera.

Best seller: i letti alla francese più amati

1.
Per chi vuole andare sul sicuro un letto alla francese imbottito è sempre la soluzione migliore. Tessuto, pelle, ecopelle sono disponibili in una grande varietà di colori e offrono l’imbarazzo della scelta, per un letto tessile da personalizzare secondo i propri gusti.

Letto Dundee: imbottito e rivestito, anche con box contenitore

2.
Tutto in ordine nel letto alla francese contenitore: il box può essere utilizzato per riporre lenzuola, coperte e cuscini.
Per il massimo dell’igiene e per evitare il contatto con la polvere è consigliato riporre la biancheria in sacche e custodie ben chiuse.

Letto Karisma: con rete letto cm 140, senza contenitore o con box ad alzata semplice o doppia

3.
Chi aspira al massimo dell’eleganza e non è disposto a cedere a compromessi può valutare un letto alla francese in vera pelle con testiera capitonnè. Materiali di prima scelta, dettagli finemente realizzati e preziose lavorazioni non si fanno togliere gli occhi di dosso.

Letto Lauderdale: in pelle, ecopelle, tessuto con testiera alta con lavorazione capitonnè

4.
Il letto alla francese classico in ferro battuto o laccato arreda da tempi immemori le camere da letto. Linee dalla forte ispirazione classica, materiali di qualità sapientemente lavorati e dettagli rubati alla tradizione continuano ad affascinare e a farsi amare.

Letto Oliver: letto con struttura in ferro pieno, arco e pomoli in ottone

5.
Il letto alla francese non si fa mancare nulla e tra i modelli più richiesti balza ai primi posti un letto moderno con piedini alti, cuscini di testiera reclinabili e box contenitore.  Complici del successo l’alta personalizzazione, un design accattivante e un meccanismo alzaletto manuale (comodo per sollevare e spostare tutta la struttura per pulire il pavimento sottostante) e soprattutto un prezzo vantaggioso.

Letto Winnipeg: letto contenitore con piedini alti sottili e testiera con due cuscini reclinabili

6.
Un altro intramontabile best seller è il letto alla francese sommier, il salvaspazio per eccellenza se scelto nella versione con contenitore. La mancanza della testiera è un dettaglio particolarmente vantaggioso in camere piccole: i centimetri guadagnati possono essere destinati ad altri arredi o sfruttati per spostarsi agevolmente nella stanza.

Letto Cinnamon: sommier con rete letto cm 140 e giroletto slim, medium, large

7.
Il materiale ancestrale per eccellenza non manca (e non stanca) mai. Il letto alla francese in legno è un modello sempre attuale che colpisce per linee essenziali e forme semplici, particolarmente consigliato a chi soffre di allergie alla polvere poiché è facile e veloce da pulire con un panno antistatico. Le stesse caratteristiche sono proposte in un letto alla francese in laccato.

Letto Marlin: letto in legno essenza, rovere laccato, laccato opaco o nobilitato

8.
Il letto alla francese a scomparsa, una soluzione intelligente e salvaspazio per monolocali, case di villeggiatura, piccole abitazioni per studenti. Quando il mobile è chiuso sembra un semplice armadio, da aperto svela un comodo letto con materasso.

Letto Poker: letto abbattibile, a scomparsa, nascosto in un mobile trasformabile

 

Il consiglio in più: rendi accogliente questo letto, scegli un materasso alla francese e della biancheria per letto alla francese.

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Giardini d’Inverno, il nuovo edificio residenziale di Milano

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
Un nuovo progetto abitativo di lusso a Milano

Sono iniziati i lavori per la realizzazione del progetto abitativo all’insegna del verde, tecnologia, servizi e design per una nuova qualità dell’abitare

Il nuovo edificio residenziale Giardini d’Inverno sorgerà in via G. B. Pirelli 33, con affacci su Via Adda, via Cornalia e Via Bordoni, in una delle zone più innovative e in fase di trasformazione urbanistica di Milano. Il progetto, promosso dalla società italo‐cinese China Investment, porta la firma dello studio di architettura Caputo Partnership Internationa, mentre l’impresa chiamata a realizzare i lavori è Colombo Costruzioni di Lecco, una delle più affermate e storiche società operanti in Italia.

Comfort, tecnologia e ambiente sono i tratti distintivi della residenza che, articolata in tre corpi di fabbrica che ne definiscono il volume, si estende per 15 piani fuori terra e sei piani interrati, per un totale di circa 13 mila mq commerciali. Gli appartamenti sono complessivamente 127e di varia metratura, tutti dotati di generosi terrazzi e di serre, veri elementi distintivi dei Giardini d’inverno. Le 110 serre sono pensate come giardini in quota, per accogliere piante decorative e da fiore, piccoli orti domestici, arbusti, rampicanti e alberi da frutto, e possono essere personalizzati e curati, a seconda delle preferenze, in maniera autonoma o condominiale. Le serre, dotate di un sistema tecnologico di controllo della temperatura e perimetrate da un involucro di lamelle di vetro orientabili, consentono l’installazione di un’ampia gamma di essenze favorendo la creazione di un microclima ideale per la crescita e lo sviluppo delle piante. Anche i terrazzi in copertura all’edificio sono destinati ad aree verdi. L’intento alla base di questa scelta progettuale è quello di cercare nuove e fluide relazioni tra interni ed esterni, che trovano centralità nello spazio delle serre.

Un nuovo progetto abitativo di lusso a Milano
Dal punto di vista impiantistico, le residenze vantano “soluzioni intelligenti” e una dotazione tecnologica avanzata: wifi in tutto l’edificio e domotica di Livello 3  negli appartamenti, con possibilità di controllo da remoto, che garantisce consumi più calibrati e personalizzati e una conseguente riduzione di sprechi e dispersioni. Sotto il profilo dell’efficienza energetica e del rispetto ambientale, si fa uso di geotermiae di  pannelli fotovoltaici in copertura e di impianti di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, con ventilazione meccanica controllata, oltre ad un impianto di condizionamento integrativo per un maggiore comfort climatico interno. Non sono previsti impianti a gas, a favore di piani cottura a induzione. La classe energetica è A+.
Un nuovo progetto abitativo di lusso a Milano
Giardini d’Inverno è il primo edificio a Milano che risulta essere classificato acusticamente. Gli inquilini godranno del massimo comfort acustico, grazie a un sistema di isolamento sia dall’esterno sia tra le diverse unità immobiliari.
Un nuovo progetto abitativo di lusso a Milano
Il design di qualità italiana e lo stile accuratoin ogni dettaglio caratterizzano sia le parti comuni sia ogni interno. Gli appartamenti, che vanno dai bilocali ai plurilocali con una prevalenza di tagli di piccolemedie dimensioni a partire dai 40mq, sono elastici e flessibili: permettono accorpamenti e consentono modulazioni interne. Le personalizzazioni sono anche garantite dalle finiture, che possono essere scelte all’interno di un capitolato molto ampio e di alto livello qualitativo. In virtù di una partnership con Poliform/Varenna, impresa di primo piano su scala internazionale nel settore dell’arredamento, gli appartamenti avranno in dotazione, inclusi nel prezzo, tutti gli arredi fissi cucine, armadiature e bagni che sarà possibile scegliere in ogni dettaglio e finitura all’interno delle proposte dei brand Varenna e Poliform.
Un nuovo progetto abitativo di lusso a Milano
I servizi condominiali e pubblici sono l’altro fattore distintivo dei Giardini d’Inverno: gli spazi al piano terra affacciati su via Pirelli sono destinati a esercizi commerciali aperti al pubblico, quali ristoranti e bakery. Dalla grande lobby di ingresso si accede ai servizi destinati ai condomini, che saranno gestiti in maniera centralizzata: dalla zona wellness con palestra e spa, alla piscina panoramica al quinto piano, da spazi per eventi e coworking, alle aree verdi interne. E’ previsto uno spazio di deposito biciclette e carrozzine. Il servizio di conciergerie sarà attivo dalle 7.00 alle 22.00 7 giorni su 7. La sicurezza è garantita da un servizio di sorveglianza 24 ore su 24, integrato da impianti di videosorveglianza. Già in questa fase è stato fatto uno studio affinché le spese condominiali, grazie a una gestione innovativa delle stesse, risultino contenute.
Un nuovo progetto abitativo di lusso a Milano
I lavori, che nei primi mesi saranno concentrati nei sei piani interrati che ospiteranno i garage destinati alle unità abitative, si concluderanno nella primavera del 2019.

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