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Crystal Wagner: sculture di carta organiche che simulano la natura

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Sculture di carta organiche di Crystal Wagner

Crystal Wagner crea sculture di carta e installazioni organiche che mimano le forme della natura, sperimentando con texture, forme e colori

Avete presente quei film post-apocalittici in cui la natura riprende il sopravvento sui resti della nostra civiltà? Ecco cosa ricordano le sculture di carta di Crystal Wagner, artista multidisciplinare di Philadelphia che realizza gigantesche installazioni immersive, organiche, colorate e vivaci, per invitarci a riallacciare il rapporto con la natura, ormai sempre più distante dalle nostre vite.
Il mondo contemporaneo ci porta ad essere sempre più focalizzati nella vita della città e nella tecnologia mentre le forme naturali ci stanno diventando sempre più estranee. La natura per molti è qualcosa di esotico e alieno ed è proprio questa riflessione che l’artista vuole condividere con le sue opere organiche.

“Voglio che le persone provino un senso di meraviglia e curiosità, un tipo di meraviglia abbastanza provocatorio da spingerle a sollevare lo sguardo dai loro smartphone e considerare la loro attuale relazione con il mondo in cui vivono. Stiamo iniziando a perdere noi stessi nel 21° secolo in ciò che io considero un glaucoma tecnologico: una visione a tunnel che elimina la periferia fisica. Le esperienze che ci ricordano il nostro corpo o gli spazi che attraversiamo, stanno diventando sempre più rare.”
Fluorodigital.com

Organismi viventi fatti di carta

Attraverso le sue opere completamente fatte a mano Crystal Wagner vuole focalizzarsi anche sulle idee di produzione di massa, sul consumismo sfrenato, sulle esperienze artificiali, sul rapporto fra tecnologia e natura.
Come artista ha un background nella scultura e nella tipografia e il suo interesse è quello di fondere le forme bidimensionali con quelle tridimensionali. Dichiara di sentirsi affine all’Art Nouveau e all’estetica organica di Antoni Gaudì ma si inserisce chiaramente nel contesto dell’arte povera. Crystal sperimenta costantemente utilizzando materiali di uso comune: tovaglioli di carta colorati, ritagli di carta serigrafata, rete metallica da giardinaggio, legno, plastica e vernici.

Le sue installazioni organiche sembrano appropriarsi degli spazi come fossero un organismo vivente che si espande incurante di quello che trova e, proprio come in un processo naturale, anche nel suo processo creativo Crystal Wagner lascia fluire le idee seguendo la sua intuizione.

Crystal Wagner scultura di carta Paroxysm Bloom I

Crystal Wagner scultura di carta Paroxysm Bloom I – Ritagli di carta serigrafata, su pannello di legno e armatura di rete metallica

Oltre alle sue impressionanti installazioni l’artista porta avanti il suo lavoro in studio dove crea le sue sculture di carta composte da ritagli colorati montati su un pannello di legno e modellate grazie al supporto di una rete. Mentre alcune delle sue sculture si muovono libere sulle pareti, altre sono inserite in una cornice di legno, come racchiuse in un terrario. Dalle sculture di carta più piccole realizzate in studio fino alle gigantesche installazioni site-specific, Crystal Wagner crea comunque mondi immersivi fatti di colori e texture ricreando il linguaggio scultoreo e visivo della natura. Le sue opere hanno tutti nomi che ricordano la flora e la fauna: Bioforms, Blooms, Tropism… e sono spesso commissionate da brand internazionali come Nike, Viacom e dalla band The Flaming Lips.

• LEGGI ANCHE: Sculture di carta di Jen Stark

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Salone del Mobile.Milano Shanghai 2017

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Salone del Mobile. Milano Shangai 2016

Visto il sorprendente successo ottenuto nel debutto del 2016, anche quest’anno, dal 23 e 25 novembre, si terrà, a Shangai, l’esposizione del Salone del Mobile Milano: un appuntamento imperdibile per architetti, arredatori, appassionati di arredamento ed interior designers.

Milano si distingue in Cina

Le collaborazioni tra Milano e Shangai non sono una novità. Nelle fiere organizzate nella metropoli lombarda, già da anni si ha l’onore di avere, come ospiti, importanti esponenti del settore dell’arredamento cinesi. La possibilità, però, di avere stand espositivi a Shangai rappresenta un’occasione importantissima di creare nuovi contatti e collaborazioni che possano coniugare l’innegabile pregio del Made in Italy con la filosofia arredativa orientale. L’obiettivo comune, e la speranza, è che da questi connubi di pensiero possano nascere idee innovative ed originali, che aprano la strada a nuove tendenze e nuovi stili, per questo settore che è sempre in evoluzione, in movimento, in cerca di nuova linfa e creatività.

Stima reciproca

In Cina hanno dimostrato di apprezzare in modo particolare l’arredamento in puro stile italiano: i numeri che il Salone del Mobile ha registrato lo scorso anno ne sono l’inopinabile conferma. Quest’anno ci si aspetta un afflusso di visitatori altrettanto importante. Una vetrina prestigiosissima per Milano e le sue creazioni, un ottimo modo per portare lo stile, l’eleganza, la raffinatezza dell’arredamento italiano su un mercato fertile, in una nazione che sta crescendo economicamente e che promette di investire anche nel settore del mobile.

Salone del Mobile. Milano Shangai 2016

Un’opportunità di business e di crescita

L’incontro tra architetti italiani e cinesi sarà foriero di una vasta gamma di opportunità, tanto a livello culturale quanto affaristico. Cit. Luti – Presidente del Salone del Mobile Milano.

Si mostreranno ed illustreranno agli esperti di arredamento di Shangai le creazioni Made in Italy, sottolineandone gli aspetti tecnici, artistici e stilistici. Contestualmente, gli architetti italiani avranno modo di prendere spunti ed idee dalla filosofia arredativa cinese, sperando che da questo possano nascere collaborazioni proficue, originali ed innovative, che portino alla realizzazione di nuovi trend e collezioni. Si è quindi davanti ad un potenziale punto di svolta per il mercato del mobile italiano e per la concettualità arredativa dell‘interior design.

Salone del Mobile. Milano Shangai 2016

 

Nomi e presenze importanti

Saranno tantissime le presenze italiane al Salone del Mobile Shangai, accuratamente selezionate tra le più prestigiose e rappresentative del Made in Italy. A portare con orgoglio la bandiera in Cina ci saranno, tra le altre: Scavolini, Cattelan Italia, Agresti, Moroso, B&B Italia, Ernestomeda. Nomi altisonanti, brand molto importanti, i fiori all’occhiello della nostra nazione, per quanto concerne il settore dell’interior design. Si attende con ansia l’inizio dell’evento, che promette di essere memorabile ed indimenticabile. Sicuramente, per i rappresentanti italiani presenti a Shangai saranno tre giornate emozionanti ed è certo che torneranno a casa arricchiti non solo da nuove possibilità di business ma anche, e soprattutto, da moltissime nuove idee, che vedremo presto concretizzate sottoforma di nuove proposte di arredamento.

Salone del Mobile. Milano Shangai 2016

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L’incredibile storia del bidet 1° parte

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l'incredibile storia del bidet

Sotheby’s: “French Royal Arms” bidet, dinastia Quing, 1720 circa

Oggi per la rubrica sulla storia dell’arredamento vorrei soffermarmi su un oggetto particolare: il bidet.

La storia di questo apparecchio sanitario tanto amato dagli italiani è davvero singolare, non tanto come oggetto d’arredo ma come simbolo caratterizzante le epoche: è indubbio che la sua funzione è quella di facilitare l’igiene personale, ma vedremo come la percezione della sua utilità sia cambiata nel corso dei secoli e come oggi sia diversa a seconda dei paesi. Se volete farvi due risate, andate su YouTube e cercate i video girati dai turisti americani, inglesi o australiani e gustatevi le loro reazioni all’incontro con il bidet: qualcuno è divertito, qualcuno rimane interdetto o perfino disgustato. Fatto sta che molti non sanno neppure a cosa serva e come si usa, e che gli unici paesi al mondo in cui è obbligatoria l’installazione in almeno un bagno di casa sono l’Italia e il Portogallo.

Il bidet è destinato ad entrare solo nei musei oppure, come vedremo, potrebbe conquistare il mondo? Ma andiamo con ordine…

Dalla Francia con furore

Nel 2009 viene pubblicato il primo libro in lingua francese sul bidet: “Le Confident Des Dames. Le Bidet Du XVIII Au XX Siècle : Histoire D’une Intimité”, di Julia Csergo e Roger-Henry Guerrand, edizioni La Découverte. Naturalmente l’ho acquistato, soprattutto per leggere il capitolo intitolato “Il caso Italiano”…ma di questo vi parlerò nella seconda parte. Nella sinossi si legge: “ebbene sì, gli stranieri pensano che il bidet sia un’invenzione francese…”. Dunque gli autori  ammettono, quasi rassegnati, l’origine francese dell’apparecchio, anche perché l’etimologia non mente. Il termine bidet, comparso nel dizionario Trésor nel 1739, deriva, infatti, dal francese antico ed evoca l’atto di cavalcare un pony, con tutti i sottintesi di natura erotica che ne derivano: si capisce quindi l’imbarazzo, frammisto ad ilarità, che coglie i transalpini quando sono costretti a pronunciarne il nome.

l'incredibile storia del bidet dipinto di leopold boilly

La Toilette intime o la Rose effeuillée di Louis Léopold Boilly, 1741

Eppure alla reggia di Versailles, dove il bidet si installò con successo durante il regno di Luigi XV, erano in uso esemplari di rara finezza, prodotti dai migliori artigiani del Regno o addirittura ordinati in Cina:  si trattava di recipienti in ceramica o in metallo a forma di violino, inseriti apposite sedie o in sgabelli, ed erano dotati di coperchio.  Al Castello Bellevue a Meudon si possono ammirare due esemplari appartenuti a Luigi XV e alla sua favorita, Mme de Pompadour, consegnati, come risulta da regolare bolla, nel 1751.

l'incredibile storia del bidet il bidet di luigi XV

Il bidet di Luigi XV al castello di Bellevue, 1751

Occorre ricordare che all’epoca la stanza da bagno come la intendiamo oggi non esisteva: l’igiene non era una faccenda quotidiana e neppure intima, tanto che si usava fare la toilette in pubblico nella propria camera da letto, dove si installava una tinozza al momento del bisogno, e dove si trovavano, anche se ben dissimulati, i vasi da notte e il nostro caro bidet. Ecco un perfetto esempio di come doveva essere l’apparecchiatura sanitaria all’epoca di Luigi XV, nel castello di Vaux-le-Vicomte: si notano la “comoda” a sinistra, la vasca da bagno al centro e il bidet a destra (nella foto se ne vede solo una parte), tutti dissimulati in mobili in stile.

l'incredibile storia del bidet

Stanza da bagno nel castello di castello di Vaux-le-Vicomte, epoca Luigi XV ©Meteorry

Tuttavia la carriera del bidet, iniziata in modo promettente, subisce un brusco tracollo a causa della crociata promossa dal clero e da una certa parte bigotta dell’aristocrazia, che lo ritenevano veicolo di tentazioni peccaminose: del resto la Chiesa vietava esplicitamente di lavarsi sprovvisti di una pudica camicia che coprisse le nudità. Immaginate lo scandalo che scoppiò quando i preti che bazzicavano a corte scoprirono che le signore si dedicavano con particolare solerzia alla pulizia proprio di quella parte del corpo virtualmente inaccessibile. Così il bidet passò in clandestinità, tanto che da allora venne pubblicizzato come “custodia per violino in porcellana”! Un abile stratagemma per introdurre a corte il vituperato “strumento di meretricio” nonostante il divieto.

L’età d’oro in epoca Vittoriana

l'incredibile storia del bidet

Sotheby’s: bidet di fattura spagnola, con bacinella in argento, 1800 circa

Brevemente riabilitato in epoca Napoleonica, il bidet continua la sua carriera in sordina nelle “case d’appuntamento”. Eppure qualcosa si muove…Il XIX secolo è un periodo in cui il bigottismo  e il progresso scientifico si fanno una lotta feroce: le frequenti e drammatiche epidemie che affliggono le sovrappopolate (e sporche) città europee, spingono la società scientifica a trovare una soluzione. Finalmente l’igiene divenne un fattore essenziale per combattere le infezioni e, grazie all’avallo della scienza, lentamente l’acqua e il sapone ebbero la meglio sul timor di Dio e sulla superstizione: con l’arrivo dell’acqua corrente nelle case,  a partire dalla seconda metà del secolo, il bagno ebbe finalmente diritto ad una stanza tutta per sé! Ed il bidet, udite udite, ebbe il suo posto nei bagni vittoriani di tutto il globo: prova ne sono alcune rare immagini e gli esemplari conservati nei musei o da collezionisti privati. Guardate che meraviglia questa fotografia di un rarissimo bagno vittoriano originale, che si trova in una casa di San Francisco trasformata in museo: Haas–Lilienthal House. Il bidet viene presentato come una “curiosità” importata dall’Europa dall’architetto bavarese Peter R. Schmidt.

l'incredibile storia del bidet

Bagno vittoriano originale, Haas–Lilienthal House, San Francisco. Ph Daniel Hagerman

Naturalmente la stanza da bagno era riservata alle classi più abbienti, mentre nelle abitazioni comuni erano presenti dei semplici servizi igienici, tra l’altro resi obbligatori nelle case per la prima volta in Inghilterra nel 1848. Tuttavia, il bidet è rarissimo nei paesi anglosassoni, mentre si diffonde regolarmente nei paesi latini, fino in Sud America, e nell’impero Austro-ungarico, sia nelle abitazioni private che negli hotel. Per quanto riguarda il design, il bidet, come del resto anche gli altri apparecchi sanitari, acquista la sua forma definitiva, ovvero quella di un unico pezzo in ceramica che comprende base e vasca, ormai forgiato in un ovale regolare. La forma è molto simile a quella della tazza del wc, e si può dire che da questo momento i due compari viaggiano uniti nella storia del design, comparendo sempre uno di fianco all’altro e pressoché identici.  I primi bidet  dotati di acqua corrente non avevano la bocca di erogazione, ma solo uno o più fori nella ceramica da cui l’acqua fluiva nella vasca, per poi uscire dallo scarico: i rubinetti e le tubature erano posizionate all’esterno dell’apparecchio, come potete vedere da questa illustrazione.

Curiosamente, alcuni pezzi conservarono inizialmente il coperchio che caratterizzava i loro predecessori inseriti nelle sedie…! Un’altra curiosità: pare che la nota azienda austriaca Thonet fornisse sia i suddetti coperchi, in paglia di Vienna, sia i supporti in legno curvato per i bidet portatili.

l'incredibile storia del bidet

Bidet attribuito al laboratorio Thonet, 1900 circa

I sanitari dell’epoca vittoriana erano decoratissimi e policromi, con motivi floreali, anche a rilievo: a partire dal XX secolo, durante la Belle Epoque, le decorazioni si fanno più sobrie e la ceramica è per lo più bianca, anche se non mancano esemplari azzurri, rosa o verdi. In questo momento appaiono i modelli con rubinetteria inclusa provvisti di tre fori, due per i rubinetti dell’acqua calda e fredda, uno per aprire e chiudere il tappo: l’acqua usciva ancora da un foro nella ceramica oppure da un buco al centro della vasca, e il modello rimase tale almeno fino agli anni ’70, quando vennero introdotti i miscelatori monocomando dotati di bocca d’erogazione. Ironia della sorte, le ditte che producevano i più bei bidet dell’epoca erano francesi e inglesi…

La prima parte finisce qui: vi aspettoprossimamente per la seconda parte dell’incredibile storia del bidet


* “Le Confident Des Dames. Le Bidet Du XVIII Au XX Siècle : Histoire D’une Intimité”, di Julia Csergo e Roger-Henry Guerrand, 2009, ed. La Découverte.

** “Storia del bidet” di Luciano Spadanuda, 2003, ed. Castelvecchi

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Oriente e occidente si incontrano nella pittura di Lauren Brevner

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Lauren Brevner Mixed Media Art Painting

La pittura di Lauren Brevner combina l’arte giapponese con l’Art Nouveau, l’astrattismo e il dettagliato realismo delle sue sensuali figure femminili

Canadese di nascita ma giapponese di origini, Lauren Brevner è cresciuta a Vancouver in una famiglia che le ha dato un background ricco di stimoli culturali e di ispirazione. Nel 2009 si è trasferita as Osaka in Giappone nella speranza di riconnetersi con le sue radici e lì ha iniziato il suo viaggio come artista studiando sotto la guida del fashion designer giapponese Sin Nakayamal.

Lauren Brevner è particolarmente influenzata dagli elementi stilistici dell’arte e della tradizione giapponese. L’artista si concentra soprattutto su ritratti femminili creando le sue immagini attraverso forme geometriche e isolandole dallo sfondo come fossero sospese in uno spazio vuoto.

Lauren Brevner - Shakudō (赤銅)

Lauren Brevner – Shakudō (赤銅) – Colori ad olio, colori acrilici, mixed media e resina su legno

Questa serie di dipinti, intitolata “Takane no Hana” rappresenta donne sognanti con un’attenzione particolare ai ricchi abiti creati attraverso collage di carte colorate. Donne austere e sensuali che incarnano forza e femminilità e richiamano alla mente l’ideale di bellezza femminile in diverse epoche della storia dell’arte.

Takane no Hana” – è un modo di dire giapponese che significa “fiore su un alto picco“. Significa trasmettere un desiderio struggente puro e melanconico mentre si osserva la bellezza da lontano. E’ questo che incarnano i miei ritratti con le loro muse desiderabili e indefinibili.

La pittura di Lauren Brevner è il riflesso delle molteplici influenze e delle sue radici nella cultura giapponese, che si esprimono in particolare nell’abbigliamento e nella composizione generale. Il suo stile combina questi elementi dell’arte giapponese con l’Art Nouveau, ma anche l’astrattismo dei pattern col dettagliato realismo delle sue figure.

• LEGGI ANCHE: Audrey Kawasaki, l’Art Nouveau incontra i manga giapponesi

Lauren Brevner - LUSH

Lauren Brevner – LUSH – Colori ad olio, colori acrilici, foglie di rame e mixed media su legno

Instagram ha cambiato la sua vita!

Più che alla rappresentazione figurativa Lauren Brevner è interessata a sperimentare con i materiali e il processo creativo. L’artista realizza i suoi quadri dipingendo in uno stile piatto tipico del periodo Edo. Lavora su pannelli di legno utilizzando materiali e tecniche diverse: colori ad olio, colori acrilici e collage di diversi tipi di carte tradizionali giapponesi, carta per origami chiyogami, carta yuzen decorata motivi floreali, e carta washi fatta a mano. Infine nel solco della tradizione rifinisce le sue opere con foglie d’oro o d’argento e le completa con uno strato di resina. Nell’insieme però il risultato ha quel quel tocco contemporaneo che la contraddistingue e che affascina gli spettatori.

Lauren è autodidatta ma si è impegnata moltissimo a studiare le varie tecniche pittoriche. Come racconta in questo video, deve tutta la sua notorietà ad Instagram dove ha iniziato a pubblicare i suoi lavori grazie alle insistenze del fratello, che è stato il suo primo fan!

Lauren Brevner - New Blood I

Lauren Brevner – New Blood I – Colori ad olio, colori acrilici e mixed media su pannello di legno

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Detrazioni fiscali 2018: le novità

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design

Il disegno di legge di bilancio 2018 iniziato il suo iter approvativo, vediamo quali sono le detrazioni possibili e quali le novità:

Bonus verde

Per il 2018 tutte le spese per la sistemazione a verde delle aree private di edifici esistenti, ovvero: la fornitura e messa a dimora di piante o arbusti, la riqualificazione di tappeti erbosi, il restauro e recupero del verde relativo ai giardini di interesse storico e artistico, la realizzazione di giardini pensili, le recinzioni, gli impianti di irrigazione, i pozzi, compresa la progettazione e la manutenzione connesse saranno incentivati con una detrazione fiscale del 36% fino ad un massimo di 5mila euro.
E’ interessnate notare che la detrazione sarà riconosciuta anche per gli interventi eseguiti sulle parti comuni di edifici condominiali, in questo caso il limite di spesa sarà di 5mila euro per unità immobiliare.

Ecobonus

E’ confermata la detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica che riguardano l’involucro degli edifici, come per esempio l’isolamento a cappotto, ma rispetto agli anni passati, la detrazione fiscale scende al 50% per le spese di acquisto e posa in opera di finestre, schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione o a biomassa.
Ricordiamo che il bonus per gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici condominiali, incentivati con detrazioni dal 65% al 75% è stabilizzato fino alla fine del 2021

Attenzione, per quanto riguarda i pannelli solari, attenzione, c’è  differenza fra l’installazione di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici:
esistono infatti due tipologie d’impianto che utilizzano il sole come fonte energetica sostenibile
gli impianti fotovoltaici che trasformano direttamente la radiazione solare in energia elettrica,
e i pannelli solari termici che utilizzano l’energia termica del sole per riscaldare l’acqua da utilizzare per uso igienico sanitario o per il riscaldamento degli ambienti,
per qualche strano motivo i due impianti si detraggono in maniere diverse!

I pannelli fotovoltaici non rientrano nelle detrazioni per il miglioramento energetico ma in quelle per la ristrutturazione edilizia e sono quindi detriabili al 50%
I pannelli solari termici, invece, sono detribili al 65%

Cessione del credito d’imposta

Un’altra novità è che la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione fiscale, finora applicabile non solo per i lavori sulle parti comuni degli edifici condominiali, sarà estesa agli interventi eseguiti sulle singole unità immobiliari. L’impresa o il fornitore che acquisirà il credito potrà a sua volta cederlo ad altri soggetti.

Fondo di garanzia per l’eco-prestito

La bozza prevede la creazione di un fondo per offrire garanzie a quanti intendano chiedere un prestito per pagare gli interventi di riqualificazione energetica del proprio immobile.
Il Fondo avrà una dotazione complessiva di 150 milioni di euro (50 milioni all’anno dal 2018 al 2020 ripartiti tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo Economico).

* post sponsorizzato *
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CAFElab | studio di architettura

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A ComoCasaClima l’edilizia certificata della Lombardia

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ComoCasaClima si prepara alla sua seconda edizione

Il valore della filiera dell’edilizia in Lombardia è protagonista della seconda edizione di ComoCasaClima powered by Klimahouse, manifestazione fieristica dedicata al risanamento e all’efficienza energetica, dal 10 al 12 novembre a Lario Fiere. 

Sensibilizzare operatori e utenti finali sui profondi cambiamenti che la filiera edile sta vivendo negli ultimi dieci anni nell’ambito di quella che è ormai la consolidata direttiva energetica europea. Questo l’obiettivo di ComoCasaClima, edizione itinerante di Klimahouse, principale fiera italiana dedicata al risanamento e all’efficienza energetica 
L’evento fieristico, promosso da Fiera Bolzano, è organizzato in collaborazione con CasaClima Network Lombardia, l’Associazione composta da Professionisti, Aziende, Imprese, Artigiani attivi nella Regione che condividono l’obiettivo della qualità edilizia e della sostenibilità ambientale sul territorio secondo la filosofia CasaClima.
Una tre giorni di divulgazione a tutto tondo grazie a seminari, workshop, corsi di formazione e attività di supporto e consulenza a Professionisti del settore, Cittadini, Pubbliche Amministrazioni, Aziende e Associazioni al fine di diffondere sul territorio i principi del comfort abitativo, dell’efficienza energetica, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e della salvaguardia dell’ambiente e delle risorse. Un’opportunità sia per i professionisti che desiderano un aggiornamento di alto profilo, per essere sempre più competitivi sul mercato del risanamento e dell’efficienza energetica, sia per gli utenti finali che hanno in programma di riqualificare casa e hanno bisogno di linee guide per orientarsi nella scelta dell’azienda a cui affidarsi e delle soluzioni più efficienti da adottare. A partire dal Network Village, una collettiva di aziende tra cui Panasonic, RhAlpner Bau, SMP Serramenti, Tecnosugheri e Xella Italia, che mostrerà come è possibile innovare sul mercato delle costruzioni con prodotti e sistemi ad alta efficienza energetica.
Il programma include visite guidate a recenti realizzazioni certificate in Classe Gold secondo i parametri CasaClima: una villa bifamiliare di nuova costruzione in struttura massiva a Bellagio e una ristrutturazione con sopralzo in struttura lignea X-Lam a Calolziocorte (LC). 

ComoCasaClima si prepara alla sua seconda edizione
Si tratta di due edifici virtuosi per il minimo consumo di energia che richiedono: solo 10 Kilowattora per metro quadro l’anno. La CasaClima Oro è anche detta “casa da un litro”, perché per ogni metro quadro necessità di un litro di gasolio o di un m³ di gas l’anno.

Da non perdere l’appuntamento con COMOCASACLIMA ACADEMY con dimostrazioni dal vivo sulla posa dei materiali e il corso gratuito espressamente rivolto a famiglie e committenti, previsto per domenica 12 novembre, che si apprestano a costruire o ristrutturare casa

Il programma formativo con crediti offerto da ComoCasaClima ai professionisti del settore include anche convegni sui temi più cogenti in materia di riqualificazione energetica, innovazione impiantistica, costruzione con protocollo NZEB con sistema ligneo, sostenibilità e comfort nella gestione del patrimonio edilizio. Da segnalare, il focus sul ruolo dell’efficienza energetica nei programmi di Infrastrutture Lombarde che sarà al centro del convegno CasaClima ‘Qualità sostenibile sulla carta e nella realtà‘ che si svolgerà sabato 11 novembre. Il convegno, organizzato da Fiera Bolzano, dall’Agenzia CasaClima e dal CasaClima Network Lombardia, vedrà il coinvolgimento di CNR, ANIT e di SUPSI di Lugano. 

  

KLIMAHOUSE LIVE on:

Web: http://www.fierabolzano.it/comocasaclima/

Photo Gallery: http://www.fierabolzano.it/klimahouse/mediateca.htm 



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Milano Bedding: divani e divani letto in linea con le tendenze d’arredo autunno-inverno

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
divani e divani letto dalla qualità made in italy

Autunno e inverno sono le stagioni ideali per godersi la propria casa, quale migliore occasione per rinnovare i nostri interni?

Dall’arredamento, ai complementi, fino agli oggetti decorativi, le nuove tendenze ci portano a sperimentare contaminazioni di classico e moderno, ma anche a stimolanti commistioni di stili per dar vita ad ambienti originali e personali.

Lo spazio living, in particolare il divano, è il luogo dove coccolarsi, rilassarsi e trascorrere il tempo in compagnia: quindi via libera a divani ampi, avvolgenti e rivestiti con morbidi tessuti, come il velluto, il tutto anche arricchito con motivi di ispirazione art déco, dettagli personali e carichi di stile, senza tralasciare materiali di qualità, funzionalità e qualche nota botanica.

Milano Bedding propone divani e divani letto attenti alle ultime tendenze d’arredo, coniugando forma e innovazione, per offrire un prodotto espressione della qualità del Made in Italy.

Grazie inoltre all’artigianalità della produzione, che avviene all’interno dello stabilimento in Brianza, la possibilità di creare un modello totalmente personale è garantita non solo dalla vastissima scelta di tessuti, ma anche dalle dimensioni e le finiture, tante possibilità di scelta per arrivare al divano che sia realmente adatto alle esigenze di ciascuno.

Seguendo quindi le tendenze del momento, vi segnaliamo i seguenti divani e divani letto: 
Douglas e Garrison, di Elena Viganò, e Jeremie, design Eric Berthes, caratterizzati da dettagli art déco. 
divano Douglas
divano Garrison
divano Jeremie

Joe, di Alessandro Elli, componibile e ricco di accessori 
divano Joe

e, infine, i modelli Groove, Retrohs e Parker, anch’esso ideato da Alessandro Elli, caratterizzati da linee morbide ed accoglienti.
divano Groove
divano Retrohs
divano Parker

Per maggiori informazioni visita www.milanobedding.it


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La casa del futuro sarà smart, eco-sostenibile e hi-tech

Pubblicato da blog ospite in Design, La Gatta Sul Tetto

La casa del futuro sarà smart eco-sostenibile e hi-tech

Quante volte ci siamo immaginati le case del futuro, pensando ad appartamenti dal design innovativo, accessori da fantascienza e servizi automatizzati?

In realtà, per sapere come saranno le case in cui abiteremo nei prossimi anni, è sufficiente dare un’occhiata all’infografica Come saranno le case del futuro, ideata da MAM Ceramiche, azienda specializzata in rivestimenti per interni, pavimenti e arredo bagno. Le caratteristiche essenziali di una casa adatta alle sfide del futuro sono tre: l’innovazione nella scelta dei materiali per i rivestimenti, il basso impatto sull’ambiente, ottenuto grazie ad accorgimenti sui consumi e sull’impiego delle materie prime, infine lo sviluppo delle smart home, le case intelligenti che aiuteranno a vivere meglio evitando sprechi.

La tecnologia al servizio dell’ambiente, in casa

Una parte dell’infografica è dedicata alla domotica, ovvero alle tecnologie che migliorano la qualità della vita in casa; questi dispositivi sono già in commercio e rappresentano una sorta di anteprima delle case in cui abiteremo in un futuro prossimo. Gli interruttori intelligenti, ad esempio, permettono di gestire al meglio l’illuminazione e l’uso degli elettrodomestici, mentre lo smart bed consente di aumentare la qualità del riposo, tramite la regolazione della consistenza del materasso, il riscaldamento del letto e la rilevazione dei movimenti durante il sonno. Il frigorifero con assistente personale è uno degli elettrodomestici evoluti più sorprendenti, perché grazie al display LCD touchscreen e al sistema connesso in Wi-Fi è possibile cercare ricette online, interpellare l’assistente vocale Alexa di Amazon e controllare cosa c’è all’interno del frigo senza aprirlo, una grande comodità che aiuta a risparmiare energia elettrica. Il mercato delle cosiddette smart home sta crescendo anche in Italia: il valore complessivo ammonta, secondo i dati del 2016, a 185 milioni di euro, un aumento del 23% rispetto al 2015. Da questo dato si evince che gli investimenti in questo comparto son o destinati a crescere e sempre più appartamenti diventeranno smart nei prossimi anni.

L’eco-sostenibilità non è un optional

C’è un aspetto che non può più essere trascurato nella progettazione di una casa: l’impatto sull’ambiente, poiché ridurre l’inquinamento è una missione a cui tutti siamo chiamati a partecipare. L’infografica mostra una selezione di materiali ideati proprio per rivestire pareti, tetti o pavimenti e accomunati dalla lunga durabilità e dalla grande versatilità. Esistono pannelli in legno massiccio a strati incrociati chiamati X-LAM, perfetti per l’isolamento termico e per le doti antisismiche; si possono impiegare ceramiche riciclate, come le Ecotech, derivate dal riutilizzo di materiali di risulta e ottime per tutti gli ambienti; si può scegliere la bio-pietra Stone Veneer, composta da una resina di poliestere e una fibra di vetro, un materiale adatto soprattutto per cucine e bagni. Non è necessario attendere a lungo per vedere questo tipo di case, poiché molti di questi materiali innovativi sono Made In Italy e alcune soluzioni di interior design sono già applicabili in specifici contesti. Le smart home, in altre parole, saranno molto più comuni di quanto si pensi.

La casa del futuro sarà smart eco-sostenibile e hi-tech infografica

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Pannelli OSB: una soluzione low cost e di tendenza nell’interior design

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idee per arredare e decorare con i pannelli OSB

pannelli OSB, utilizzati nel campo dell’edilizia, sono diventati un elemento prezioso anche nell’interior design per realizzare qualunque cosa. Un materiale low cost, estremamente leggero ma resistente e indeformabile, completamente riciclabile e perfetto come isolamento termico.

L’OSB è un pannello ricavato da diversi strati di trucioli di legno incollati. A seconda del loro utilizzo, in commercio si trovano diversi formati e tipologie di pannelli OSB con spessori che vanno generalmente da 8 a 40 mm.

I pannelli OSB 3 sono quelli più adatti alla costruzione di mobili, sono portanti e si prestano anche per essere inseriti in ambienti umidi, in alternativa ci sono i pannelli OSB 2, adatti solo per ambienti secchi. Per realizzare invece dei complementi d’arredo, si possono utilizzare anche gli OSB 1, più generici, ma indicati sempre e solo per ambienti asciutti.

Ideali per creare un contrasto negli interni contemporanei, i pannelli OSB possono aggiungere un tocco di calore anche agli interni minimilaisti, attraverso soluzioni sobrie ed eleganti.

Come abbiamo detto, grazie ai pannelli OSB possiamo realizzare qualunque cosa, dalla realizzazione di letti, testiere, librerie, tavoli, sedute, contenitori, porte, pareti divisorie, piani di lavoro, pavimenti e tanto altro ancora.


Dalla zona giorno alla zona notte, ecco per voi qualche idea per utilizzare i pannelli OSB nella decorazione della vostra casa!


idee per arredare e decorare con i pannelli OSB
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immagini via Pinterest
Ti piacerebbe una casa caratterizzada dall’uso di pannelli OSB? Allora guarda il progetto di Casa MF realizzato dallo studio MSplus Architettura

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Re-styling di un Giardino d’Inverno

Pubblicato da blog ospite in Design, Paz Garden

Buon sabato Pazzerelli!!!
Lo so è strano che io sia qui a scrivere un Post durante il weekend ma questa settimana passata non è stata delle più positive e ho deciso che un bel post carico di bellezza era assolutamente la terapia migliore per farmi tornare il buonumore.

Oggi poi per me si prevede una giornata di duro lavoro fino alle 17.00 quindi… alleggerisco un po’ il tutto condividendo alcune immagini meravigliose di un re-styling da U R L O che ha visto collaborare insieme 2 donne talentuose e che sono nella mia Top list come fonte di Ispirazione perchè sono non solo blogger famosissime ma anche 2 affermate professioniste.
Sto parlando di Emily Hendersen (stylist di fama mondiale oltre che autrice e ospite di vari programmi TV) e Nicki Brantmark (vi dice niente il nome del blog THE SCANDINAVIAN HOME?), che insieme hanno creato una scenografia perfetta per ospitare un nuovo televisore Samsung chiama to The Frame che è ufficialmente la TV dei sogni per chi proprio non sopporta quel terribile schermo nero spento in casa.

Potevo non mostrarvi queste splendide immagini di un Giardino d’Inverno trasformato in location da sogno? Non è incredibile come possa una bella dose di immaginazione, stile e tanto lavoro dietro le quinte portare ad un risultato così stupefacente?

Io vi consiglio di cuirosare anche il post originale di Emily, dove troverete anche le Moodboards del progetto, il video fantastico del prima e del dopo e tante tantissime altre immagini favolose!

E adesso un abbraccio stretto e buon weekend di cuore!!!

All the photos are from KELLY MERCHANT.

Ma qanto è bella questa TV che si trasforma in quadro???

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