21 Marzo 2020 / / +deco

The incredible Yves Saint Laurent Museum (incredible should be inseparable part of the name) is one of those pieces of architecture that just sits perfectly in the location where it was built and looks like it has always been there even if it has a very contemporary feeling.

I have a thing for bricks, especially red bricks. It might be because I grew up in Rome, among the Roman ruins and fascist architecture that used bricks frequently. Recently I developed a soft spot for traditional grey Chinese bricks as well, often used by the beautiful architecture firm Neri & Hu.

The Yves Saint Laurent Museum in Marrakech was designed by Studio KO on a plot of land close to the Jardin Majorelle; it covers an area of 3,908 square metres and hosts 2 exhibitions, has an auditorium, a library, a coffee shop, a restaurant and a bookshop. It was commissioned by Pierre Bergé, who recently died, in memory of his partner, the legendary fashion designer Yves Saint Laurent.

The architecture perfectly balances volumes and sinuous curves, different materials like the concrete of the reinforced structure, red brick made from industrial clay, the natural terracotta with a base in pre-cast terrazza of the outside facing and golden details.

Studio KO, founded by architects Karl Fournier and Olivier Marty, hasn’t left anything to chance. The interiors are sublime. Bricks are used for patterns on the outdoor shell like wood is used to design patterns in the interiors.

Yves Saint Laurent Museum in Marrakech is an example of elegance, a happy combination of forms and colors, the perfect homage to a master of fashion and a genius creative mind. It is no doubt one of my favourite pieces of architecture from last few years.

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Photographs by Dan Glasser, courtesy of Karla Otto Paris.

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9 Marzo 2020 / / Dettagli Home Decor

Instagram oggi può essere considerato un metodo di valutazione delle location che la gente sceglie per passare il suo tempo. Se un locale viene fotografato significa che merita dal punto di vista estetico, per l’arredo e per il cibo. Le ricerche confermano che la tendenza è quella di scegliere proprio un ristorante o un bar per l’atmosfera e l’estetica della tavola, inoltre il cibo diventa anch’esso fashion e supercool. Così il nuovo motto non sarà più dove si mangia oggi – ma – dove si scatta oggi?

locale Rosa & Co di Milano

Rosa & CoPartiamo da Milano per un mood total pink come dice il nome stesso che crea un’atmosfera rilassante ed accogliente. Attentissima la ricerca del dettaglio, non solo monocromatico ma con tocchi gold e cactus qua e là su un pavimento dal gusto retrò.

ristorante White Rabbit di Mosca

White RabbitFamoso per la cucina russa contemporanea e per il suo giovanissimo chef dal punto di vista estetico colpisce l’effetto scenico per le vetrate panoramiche proprio di fronte al Ministero degli Esteri di Mosca. Il cielo diventa l’arredo predominante per un pasto a cinque stelle.

ristorante Noma di Copenaghen

NomaIl ristorante di Copenhagen è stato dichiarato come migliore al mondo. Si trova nei pressi della città libera di Christiania ed è stato realizzato in collaborazione con lo studio BIG Bjarke Ingels Group. Anche qui grandi vetrate che in questo caso rafforzano il legame con la natura per un “villaggio giardino” dagli interni estremamente minimalisti come il design nordico prevede.

Élan Café a Londra

Élan Café – Ancora rosa, questa volta a Londra dove trovare un localino elegante dalle poltrone vellutate. Qui si gustano decoratissimi piatti per una pausa golosa in stile britannico / francese con cappuccino italiano, anch’esso con schiuma rosa. Inoltre fiori cadenti come se non esistesse un domani. Questi dettagli sono il top per i social!

Broken Coconut a New York

Broken Coconut – Infine eccoci catapultati a New York per un menù super healthy fatto di avocato, latte e bowls. Un muro in mattoncini underground con i cappelli di paglia appesi sarà solo uno sfondo per le foto ai piatti superdecorati, senza dimenticare carte da parati e scritte al neon. Può bastare?

Articolo di Silvia Fabris

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5 Marzo 2020 / / Dettagli Home Decor

Tubes Radiatori, azienda riconosciuta nel settore del riscaldamento per la sua attenzione a design e tecnologia, è stata scelta dal prestigioso La Réserve Eden au Lac Hotel a Zurigo, l’immaginario yacht club sul lago, creato da Philippe Starck.

Tubes ha saputo garantire quella customizzazione che è stata richiesta da Starck per ottenere i più alti livelli di comfort abitativo, estetica e rispetto dell’ambiente. La risposta a queste esigenze si è rivelata essere il calorifero Soho, prodotto iconico di Tubes disegnato da Ludovica + Roberto Palomba, che riscalda e arreda le camere in versioni realizzate su misura: l’altezza, il numero degli elementi che compongono i caloriferi e la finitura anodizzata personalizzata sono fattori studiati appositamente per questo progetto. Una customizzazione che interessa anche l’installazione, possibile sulle storiche mura grazie ad un particolare sistema di fissaggio che ha permesso di non modificare la parete esistente durante i lavori di restauro.

Anche in termini di tecnologia, Soho risolve le esigenze relative alle performance tecniche: una resa termica elevata, pur mantenendo la temperatura del calorifero intorno ai 37 gradi, con un coefficiente Delta T particolarmente basso. Soho ha un Delta T (differenziale tra la temperatura media dell’acqua all’interno del termosifone e la temperatura dell’aria del locale) di appena 16,5° che riesce a riscaldare in poco tempo l’ambiente con un ridotto fabbisogno di acqua e, di conseguenza, garantisce sia un basso consumo energetico che un’eccellente risposta termica.

Soho si è quindi dimostrato la soluzione ideale per garantire rispetto per l’ambiente e il comfort perfetto ricercati dagli ospiti della prestigiosa La Réserve Eden durante il loro soggiorno a Zurigo.

Per ulteriori informazioni relative a La Réserve Eden au Lac Zurich vai su:
www.lareserve-zurich.com

Immagini : La Réserve Eden au Lac Zurich – Starck Network – Grégoire Gardette

www.tubesradiatori.com

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4 Marzo 2020 / / Interiors

Ci sono case e case e poi ci sono le Case. Quelle fatte a regola d’arte, dove anche il minimo dettaglio è stato pensato, dove ogni angolo ha una sua destinazione d’uso.
Questo home tour è dedicato a Paola, al suo duplex e all’arredamento minimal che la contraddistingue e la caratterizza. Questo non un semplice home tour, ma una collaborazione a tutti gli effetti, che vi porterà a scoprire pensieri, tips e stile di questa ragazza dal carattere deciso.

La proprietaria di mymodernduplex ha 29 anni e vive a Como, marketing manager con una sfrenata passione per il suo bassotto e i viaggi.
Ci ha raccontato di essere partita da un rustico adibito ad uffici per dar vita alla sua casa.
Lei e il suo ragazzo volevano qualcosa di personalizzabile dalla A alla Z, niente case finite, niente capitolati, niente che li obbligasse a seguire uno stile o avere dei limiti. Visti i prezzi della zona, ci conferma che non è stato per nulla facile trovare qualcosa che la rendesse davvero felice.

Per una serie di fortunati eventi è riuscita a trovare questo duplex (due appartamenti uniti in uno) molto vicino al centro di Como.

progetto scala architetto minimal
scale nere finestra senza ante
scala nero e bianco arredamento minimal

La passione per l’arredamento minimal

Paola ha sempre avuto le idee chiare su sarebbe dovuta essere la casa: linee pulite e contorni netti.
Sui colori non c’è mai stato dubbio: nero (rigorosamente opaco), bianco e grigio. Ed è proprio da quelli che è partita per dare un’anima unica alla sua casa, che rispecchia alla perfezione lo stile di pensiero di Paola: niente mezze misure, o bianco o nero. Chiara e decisa.
Insieme all’aiuto di un esperto i due ragazzi hanno costruito angolo dopo angolo ogni singola stanza, ogni singolo dettaglio.
Nulla è stato lasciato al caso o messo in secondo piano, neanche il progetto del ripostiglio.
Ogni pezzo della loro casa è artigianale, ciò che propone il mercato non rispecchiava per nulla i loro desideri. Nessuna cucina, nemmeno le più costose, è riuscita a colpirli. Che fare allora in questi casi? Si disegna!
Armata di buona pazienza, Paola ha deciso di disegnare ogni anta e ogni cassetto di quella che sarebbe stata la sua personalissima cucina.
Il prossimo passo? Trasformare la casa in una urban jungle, per dare un pochino di calore agli ambienti minimal dell’appartamento.
Curiosi di vedere le altre stanze e i particolari di casa mymodernduplex? Non perdete i prossimi articoli dedicati 🙂

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3 Marzo 2020 / / Dettagli Home Decor

loft con letto sospeso

A Madrid un ex magazzino trasformato nella casa studio con letto sospeso progettata da Pía Mendaro per l’amica e artista Clara Cebrian.

Desiderava uno spazio simile alla casa di Ron Weasley – della saga di Harry Potterin grado di mutare nel tempo per rispondere alle nuove esigenze di vita e lavorative. Il risultato è un appartamento studio progettato su misura per Clara, ricavato all’interno di un ex magazzino di 100 mq con tetto a due falde sorretto da due travi in acciaio, una facciata con due finestre e una porta.

Eravamo sicuri di tre cose: che lo spazio dovesse essere inteso come quello che è, un quadrato 10×10, che dovessimo usare una cucina che Clara aveva acquistato in saldo e che i pluviali fossero impossibili da spostare“, spiega l’architetto Pía Mendaro. “Abbiamo deciso di costruire un muro fittizio, utile a fare dell’angolo cottura il protagonista del progetto e a nascondere le stanze di servizio, soprattutto il bagno”, continua l’architetto.

A rendere unico lo spazio all’interno del loft è la collocazione del letto. “Abbiamo pensato di creare un letto con ruote, una cabina, una scatola con finestre … finché non abbiamo deciso di staccarci da terra“, continua l’architetto. Una struttura molto leggera, sospesa tra il pavimento e il tetto, ospita così un grande materasso, a cui si accede tramite una scala mobile che, nell’ottica di un progetto in continua evoluzione, può essere anche nascosta. La piattaforma, che può ospitare al massimo cinque persone, funge anche da collegamento con esterno: tre scalini consentono di raggiungere il balcone sul tetto.

Progetto: arch. Pía Mendaro www.piamendaro.com

Fotografía: Manuel Ocaña

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2 Marzo 2020 / / Design

Una nuova mostra del MuDefri dove lo storytelling si fa portavoce e al tempo stesso custode di una storia di successo, profondamente legata al territorio della Regione Friuli Venezia Giulia.

Parlando di design in Friuli, un nome tra tutti viene subito richiamato alla nostra mente, che dai primi anni del boom economico a oggi ha portato il Made in Italy in tutto il mondo, intraprendendo un percorso di innovazione e ricerca con coraggio, consapevolezza e tanta passione: Moroso.

A questa famiglia e a questa realtà imprenditoriale è dedicata la nuova mostra del  MuDeFri, Museo del Design del Friuli Venezia Giulia, con sede nel web e  radici ben estese sul territorio di cui vuole, come sua precisa mission, unire e valorizzare creatività e territorio, imprenditoria e comunità.

Ciò che è scontato per chi ogni giorno vive la sua realtà, non lo è affatto per chi questa realtà non l’ha mai vissuta in presa diretta: sta a noi portarla in luce e renderla fruibile, così da farne apprezzare il precorso, nonché la bellezza. A partire dalla nostra storia, che se raccontata da un soggetto terzo, competente e autorevole, assume un’oggettività autentica con un rimando di valori e plus.  Ecco perché il MuDeFri, attraverso le sue mostre virtuali, facilita la connessione tra le aziende e il territorio, con una velocità di ricezione che solo il web può dare.” Così Patrizia Moroso ci dice mentre passa di “stanza in stanza” con il mouse nella mostra dedicata alla sua azienda e che ripercorre, sotto la curatela dell’architetto Anna Lombardi_a cui si deve anche la nascita del MuDeFri stesso_ gli anni che dalle origini nel lontano ’52 l’hanno vista lavorare a fianco dei nomi più prestigiosi del design nazionale e internazionale poi, con un susseguirsi di “pezzi” esposti ora nei più prestigiosi Musei di Arte Moderna del mondo.

L’inaugurazione ufficiale alla presenza dell’ideatrice del MuDeFri, nonché della settimana del design udinese, Anna Lombardi e di Patrizia Moroso, avverrà in occasione della Udine Design Week  l’8 marzo, alle ore 18.30, presso lo Spazio 3 di viale Palmanova.

La mostra, già visibile on line a questo link www.mudefri.it, nasce sotto il patrocinio dall’Ordine degli Architetti della Provincia  e del Comune di Udine.

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27 Febbraio 2020 / / Dettagli Home Decor

BOA BOA è un ristorante Brasilian Fusion situato in via Pontaccio 5 nel quartiere di Brera a Milano. Tre colori dominano lo spazio nelle loro declinazioni: il ruggine, il blu e il verde bottiglia.

Alle pareti fa da sfondo alla sala la carta Casablanca, disegnata da Vito Nesta per Devon&-Devon nei toni blu e grigio ghiaccio. Sulla parete adiacente è stato composto un collage di specchi vintage che richiama la tecnica veneziana dei primi anni del Cinquecento. All’epoca infatti non era possibile produrre specchi di grandi dimensioni per cui per le ampie superfici venivano accostati specchi più piccoli, come avvenne nella Reggia di Caserta.  La tecnica è stata poi ripresa da ultimo da Piero Pontaluppi nella cornice di specchi attorno al camino di Villa Mozart.

Lo spazio è come sospeso tra cielo e terra in cui sottovoce ci si avvicina ai colori del Brasile. Il pavimento è infatti una colata di resina che riprende i colori della sabbia, il soffitto è smaltato di celeste a sembrare un cielo. Completano l’arredo le lampade della sala di Servomuto, tutte coloratissime, i tavoli e le sedie di Calligaris.

Il bagno è uno spazio che permette di allontanarsi dal luogo in cui ci si trova, isolandosi e intraprendendo un piccolo viaggio. Chiudendo la porta si viene avvolti da una giungla di alghe in cui nuotano silenziosi dei grandi pesci rossi, dipinti nella carta da parati Samoa, disegnata da Vito Nesta per Devon&Devon. Lo stesso rosso dei pesci colora il soffitto del locale.

www.vitonesta.com

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24 Febbraio 2020 / / +deco

When Clara Cebrian asked her friend the architect Pia Mendaro to do her place up, the brief was simple but tricky: be ‘almost nothing’ to work as ‘almost anything’.

The place is a 100 square meter warehouse in Madrid, a 10 meter square space with downspouts, a gable roof supported by two steel rafters, a facade with two windows and a door. A fascinating industrial shell basically. As Pia explains: “We were sure about three things: that the space must be understood as what it is – a square -, that we had to use a kitchen that Clara had bought in a sale, and that the downspouts were where they were and were immovable.

We decided to make a ‘covert wall’; a front where we could place the kitchen (everyone always wants to be in the kitchen). The kitchen would become the main protagonist of the space, and behind it, the bathroom and facilities would be hidden. The wall passes under the belt of the trusses, allowing the warehouse to be understood as it is, and prevents doors from opening directly onto the space (especially the bathroom).

In the process of locating Clara’s sleeping area, we thought of making a wheeled bed, a cabin, a box with windows … until we decided to detach ourselves from the ground. We thereby provide a horizon in the warehouse; a connection with the outside that we believe necessary for mental health. It ended up being the project’s highlight: a very light, semi-hanging platform, which in turn supports a small elevation of the roof. We designed this structure with Manuel Ocaña; 20mm steel rounds working on compression and suspension, and 8mm corrugated rods in tension. The platform accepts a maximum of 5 people on it, so we made a ladder with wheels that could hide: skinny habits.”

The result is an airy place where you feel free. A versatile space no fuss just fun, ready to host people, art or just a lot of light.

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Photographs by Manuel Ocana, courtesy by Pia Mendaro.

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24 Febbraio 2020 / / +deco

Quando Clara Cebrian ha chiesto alla sua amica architetto Pia Mendaro di aiutarla a sistemare la sua nuova casa, le indicazioni erano semplici ma non facili: che fosse ‘quasi niente’ come ‘quasi nulla’.

La casa e’ un ex-magazzino di 100 metri quadrati a Madrid, uno spazio di 10 metri per 10 metri con dei pluviali, un tetto a timpano supportato da travi in acciaio e una facciata con una porta e due finestre. Pia Mendaro spiega: “Eravamo sicuri di 3 cose: che lo spazio dovesse essere percepito come e’- un quadrato-, che dovevamo usare la cucina che Clara aveva comprato in saldi, e che i pluviali rimanessero dov’erano perche’ inamovibili.

Abbiamo deciso di creare un muro ‘copertura’; sul cui fronte potessimo appoggiare la cucina (tutti vogliono sempre stare in cucina). La cucina cosi’ diventa la protagonista dello spazio, e dietro ad essa, nascosti il bagno e i servizi. Il muro passa sotto le travature, permettendo a questa struttura individuale di essere compresa per quello che e’, e fa si’ che le porte non si aprano direttamente sulla grande sala (soprattutto il bagno).

Durante il processo di posizionamento del letto di Clara, abbiamo pensato di fare un letto con ruote, una cabina, una scatola con finestre…fino a quando abbiamo deciso di staccarci dal suolo. Abbiamo cosi’ procurato un orizzonte nell’ ex-magazzino; una connessione con lo spazio esterno che riteniamo necessaria per la salute mentale. E’ diventato il punto focale del processo: una piattaforma leggera, semi sospesa, che a sua volta sostiene una piccola elevazione del tetto. Abbiamo disegnato questa struttura con Manuel Ocaña; tondini di acciaio da 20mm che lavorano alla compressione e sospensione, e funi da 8mm di corrugato in tensione. La piattaforma sostiene 5 persone, per cui abbiamo creato una vera e propria scala con ruote.”

Il risultato e’ uno spazio arioso e in cui ti senti libero; un posto versatile , divertente e per niente pretenzioso, pronto per essere riempito di gente, arte o semplicemente luce.

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Photographs Manuel Ocana, courtesy of Pia Mendaro.

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21 Febbraio 2020 / / Dettagli Home Decor

lodge di lusso in stile nordico

I prodotti di Fima Carlo Frattini per il Seljalandsfoss Horizons in Islanda

Montagne, spiagge di sabbia nera, enormi ghiacciai e la stupenda cascata Seljalandsfoss fanno da cornice agli otto lodge , situati a Hvolsvöllur sulla costa sud dell’Islanda, uno dei luoghi più suggestivi e incantevoli del mondo. Per l’ambiente cucina e bagno di questi chalet in cui la sinergia tra il design e lo scenario magico della natura raggiunge alti livelli, sono stati scelti gli esclusivi e distintivi prodotti di Fima Carlo Frattini, Azienda sinonimo di competenza progettuale e capacità innovativa nel mondo della rubinetteria.

Completamente realizzati in legno, questi lodge di lusso in stile nordico si caratterizzano per un’atmosfera calda e accogliente dove il gioco di contrasto tra colori tenui e neutri dei tessuti e le tonalità più scure e industriali degli elementi d’arredo crea un poetico crocevia di suggestioni. Pensate e progettate per offrire massimo comfort, queste abitazioni costituiscono delle vere e proprie oasi che riflettono dalle ampie vetrate panoramiche il pathos dell’ambiente esterno per un’immersione totale nell’infinità della natura.

L’equilibrio tra interior e paesaggio che si respira in questo progetto si declina anche nella scelta dei prodotti Fima Carlo Frattini contraddistinti da uno spiccato carattere design, nella forma e nelle finiture. L’essenzialità della serie Spillo Up – miscelatore lavabo con canna girevole per la cucina e miscelatore lavabo per il bagno – crea continuità stilistica tra i due ambienti più vissuti della casa, mentre la colonna doccia termostatica permette di concedersi un momento di relax nella zona wellness. Fil-rouge di questi modelli è lo spiccato stile minimal, reso ancora più accattivante dalla finitura nero opaco che dona un effetto estremamente contemporaneo, materico e setoso.

I profili sottili e la particolare forma slanciata conferiscono alla serie Spillo Up un carattere incisivo, la cui silhouette dal design lineare sembra plasmare lo scorrere continuo dell’acqua, migliorandone la prestazione in termini di erogazione. Una gamma estremamente completa che si declina in tutti gli elementi per lavabo, bidet, vasca e doccia in grado di soddisfare ogni esigenza funzionale ed estetica, grazie alle 10 finiture disponibili: cromo, nickel spazzolato, cromo nero, cromo nero spazzolato, oro, oro spazzolato, bronzo antico, rame antico, bianco opaco e nero opaco.

Nell’ambiente wellness, la colonna doccia termostatica della divisione Fima Wellness si inserisce in modo armonioso e discreto grazie alla linea tradizionale ed essenziale. Un prodotto che si presta alla massima personalizzazione declinandosi in un’ampia gamma di finiture. L’ampio getto, oltre a essere funzionale ed efficiente, permette di ritagliarsi momenti di comfort e relax.

Protagonista di numerosi progetti all’estero e in Italia, FIMA Carlo Frattini si conferma partner attento e affidabile, capace di soddisfare le molteplici esigenze del mondo contract con soluzioni 100% Made in Italy, funzionali e all’avanguardia con una particolare attenzione all’eco-sostenibilità.

www.fimacf.com

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